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Poesia: La guerra preventiva _CONTRIBUTEDBY akbal il Tuesday, 29 June @ 20:33:42 CEST
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LA GUERRA PREVENTIVA
E ora siamo arrivati
alla guerra preventiva,
un assurdità da deviati,
che è come anticipare un’invettiva,
che crediamo in modo pregiudiziale,
un altro ci stia per lanciare,
quando invece la verità è più banale,
siamo noi che vogliamo attaccare.
Questo tipo di guerre,
le fan solo le dittature mai sazie,
che hanno fame di terre,
e di gente a cui non dir grazie,
ma mai le democrazie serie,
che devono prevenire a monte,
e mai andare in ferie,
e fungere da ponte,
per soluzioni valide,
per tutti i contendenti,
e non a sancire le decisioni squallide,
dei soliti vincenti.
Siamo così in attesa,
di una decisione già presa,
non più da un sovrano,
o da un dittatore insano,
ma da democrazie
(si legge oligarchie),
che non rappressentan più neanche la maggioranza,
ma sono come i precedenti deliri d’arroganza.
O meglio,
una democrazia suprema ha deciso,
(si sono sveglio),
che il diritto internazionale va deriso:
si ha così un’unica certezza,
nel consiglio di sicurezza,
che sia o no posto un veto,
con questo ci si puliranno il didietro.
Una guerra che sarà ammantata
da chi l’ha creata
di giuste motivazioni
per nascondere le reali ragioni:
è così dalla notte dei tempi
che si ossannano i più macrabi scempi.
“Caccerò Saddam”
in questo modo inizia il tam-tam,
“libererò l’Iraq”
(e intanto pensa al Nasdaq),
“proteggerò l’America”:
Alzi la mano, chi crede a questa predica.
E un povero Dio diverrà
colui che dona la libertà
ad una violentata umanità,
senza pietà.
Un dio pregato,
in modo sguaiato,
che non ha dato alcuna missione,
ma che udirà continuamente gridare il suo nome.
Ed al sangue,
che in modo langue,
bagnerà il deserto,
di certo,
un altro se ne mischierà,
quello uscito dalle orecchie di una divinità.
akbal
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