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Masada: MASADA n. 753. 23-7-2008. ll pensiero collettivo

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Thursday, 24 July @ 14:21:10 CEST

Masada a cura di Viviana Vivarelli

Il web e il pensiero collettivo - La moria della api - Italiani primi per lunghezza di vita - Una dequalificata classe dirigente - Zapatero e lo Stato laico - Il G8 e’ la palla al piede del mondo - OGM - Globalizzazione e sfruttamento del lavoro - Eurodollari? -Voglia di differenziata, gli inganni su Napoli - Eluana - Savitri, la storia di una dea

Quando penso a Berlusconi e compagnia brutta mi ricordo sempre il bellissimo pensiero di Mao:

"Quando piccoli uomini proiettano lunghe ombre, vuol dire che il sole e' al tramonto" ! (Don Aldo)

L’uomo collettivo

Viviana Vivarelli

L’uomo e’ sempre stato un essere sociale (tale e’ la definizione di Aristotele).

Per migliaia di anni e’ stato un animale tribale simile al membro di una comunita’ di primati a coscienza condivisa, poi e’ nata la coscienza soggettiva, ma ora qualcuno afferma che sta nascendo l’uomo collettivo, grazie ai progressi dei sistemi di comunicazione che azzerano le distanze tra le menti nel mondo creando la globalita‘ della coscienza.

L’individualita’ e’ oggi la capacita’ di essere sia singoli che collettivi.

 

Il web, la coscienza collettiva del nuovo mondo



Ciascuno di noi ha un cervello con pensieri propri ma, se comunica molto con gli altri in determinati modi, e il web e’ eccezionale in questo, puo’ allargare il suo pensiero uscendo dal solipsismo di chi vive in un corto panorama mentale per aprirsi a una rete diversificata di valutazioni, idee, pensieri, punti di vista e confronti che riescono a modificarlo moltissimo, arricchendolo continuamente e facendo crescere il suo sapere non solo dal punto di vista informativo ma anche da quello formativo.

E’ indubbio che la connessione in rete operata dal web ha creato due categorie distinte di operatori mentali: gli analfabeti del web e gli internauti, con caratteristiche molto diverse.

I primi sono fissi, statici, legati a poche credenze sommarie, che piovono dall’alto e sono piu’ simili a slogan che a riflessioni personalizzate; i secondi sono piu’ vivaci e aperti, capaci di elaborare informazioni nuove, con un pensiero piu’ duttile ed evolutivo.

La rete tra pensieri, invenzioni, scoperte, prospettive nel guardare la realta’, in verita’ c’e’ sempre stata, fin dalla scoperta della ruota, ma nulla nel passato e’ paragonabile al fervore mentale e all’accensione neuronale dei nostri cervelli attuali e alla rapidita’ di aumento della loro complessita’. In questo accresciuto processo di acquisizione e consapevolezza, il web appare ormai come uno strumento importantissimo.

Se avessimo la possibilita’ di comunicare con un solo linguaggio , questo processo di apprendimento, confronto e sviluppo diverrebbe globale, unendo la famiglia umana in una super coscienza, capace di liberarsi dalle strettoie dei relativismi locali, culturali, religiosi e politici, per un vero balzo della mente su un piano cosmopolita di enorme interesse.

Nulla puo’ fare dell’umanita’ una forza potente quanto la velocita’ di comunicazione del pensiero globale e l’interattivita’ di confronto in tempo reale tra soggetti che comunicano direttamente e in modo multiplo e collettivo.

Questa possibilita’, mai esistita prima, puo’ permettere di percepire in modo molto vivo la partecipazione a problemi simili, la presenza di bisogni comuni, le analogie piuttosto che le differenze, i legami al posto delle lontananze.

Non solo e’ strabiliante l’ampiezza dei contenuti mentali che il web puo’ provocare, come la sua capacita’ di educare nel senso migliore, ma e’ eccezionale la democraticita’ del mezzo, la sua forza di aggregazione politica e sociale, l’infinita possibilita’ di alleare famiglie umane meglio e piu’ liberamente di qualunque chiesa o partito.

Per questo il web e’ uno strabiliante strumento di anti-potere che crea una forza che puo’ scombinare i giochi politici di chi comanda.

Ogni chiesa, ogni partito e ogni cattivo governo tende a usare mezzi di divisione, di separazione e di contrapposizione e tende a imporre un pensiero monolitico di succubanza e disinformazione, l‘ignoranza voluta. Ma il web rappresenta un’apertura straordinaria che puo’ unire pensieri sintonici, aggregandoli in complessita’ evolutive di grande rapidita’ e impatto, vere “mind in progress” che possono bruciare tempi e valicare traguardi imprimendo svolte inaspettate alla storia.

L’abolizione dei diaframmi spazio-temporali crea armonie mentali, pensieri a crescita collettiva, idee che si rinforzano e perfezionano tramite la libera associazione e che si amplificano per risonanza con forti rafforzativi di piacere e autocoscienza.

La bellezza del pensiero collettivo e’ che esso rispetta le specifiche individuali ma si amplifica per “l’effetto squadra”, dove i miglioramenti e i progressi di ognuno rafforzano l’insieme e lo fanno avanzare e dove la selezione naturale della bellezza e dell’intelligenza premia il merito senza che vi sia la necessita’ di un capo o il bisogno di un ordine sovrastrutturante e gerarchico, insomma un luogo mentale dove si cresce “insieme”, uno a fianco dell’altro, e non gerarchicamente, uno sopra all’altro. E quale modo di crescere puo’ essere piu’ democratico?

Il pensiero collettivo e’ profondamente diverso da quello tribale che era inconscio come nei gruppi animali, e da quello soggettivo che e’ solitario come per gli artisti rinascimentali, e crea una fase molto interessante nell’evoluzione della specie, che avra’ forti ripercussioni contro le gerarchizzazioni politiche e religiose degli Stati attuali.

Il pensiero collettivo e’ e sara’ sempre piu’ un fenomeno sociale anti-politico nel senso migliore, con altissime qualita’ democratiche, un fenomeno in cui l’aggregato umano puo’ fare un balzo in avanti nella considerazione di cio’ che e’ di cio’ che puo’ essere.

Nella teoria delle reti si e’ visto che basta l’introduzione di poche connessioni variabili in una rete ordinata per avere effetti scatenanti, per creare mondi. Poiche’ la funzione che esprime le equazioni relative ha la forma di una farfalla, e’ nato da qui il detto che basta il movimento di una farfalla in occidente per provocare un tifone in oriente.

Noi diremmo che bastano pochi pensieri mirati immessi nel web e riconosciuti come coerenti alle aspettative generali per creare potenziali variazioni alla rete di pensiero umana. Qualcosa puo’ essere confuso nell’aria, come un bisogno, una valutazione, una richiesta. Il lavoro collettivo di definizione progressiva lo porta dalla zona oscura e inconscia a quella luminosa e chiara, con un balzo in avanti della consapevolezza generale. Allo stesso modo i grandi precursori sociali, come il Cristo, il Buddha, Gandhi, Martin Luther King…,seppero focalizzare l’inespresso migliore del loro tempo catalizzandolo in un insegnamento, un esempio, uno stile di vita, un progresso umano. Quel progresso ora non e’ piu’ devoluto alla grande figura isolata ma puo’ prodursi per l’apporto di tanti.

La condivisione in tempo reale di informazioni, emozioni, scoperte, idee.. e’ oggi la piu’ grande rivoluzione che il pianeta umano abbia mai fatto.

A volte e’ sufficiente che in rete qualcuno esprima in modo piu’ esatto una esigenza avvertita confusamente per creare un passo in avanti nella chiarezza della coscienza di cio’ che siamo e di cio’ che vogliamo.

Internet e’ un grande selezionatore naturale che espunge da se’ le sciocchezze come le regressioni o le menzogne. Su internet una bufala regge poco e cosi’ si abbatte facilmente l’informazione embedded comandata dai partiti o dagli interessi perche’ non esiste qui la passivita’ dei media in cui il lettore o il teleutente non possono controbattere la pioggia di disinformazione e di distorsione a cui sono condannati.

I quotidiani ufficiali, con le loro rete di bugie a pagamento e con la loro mole di induzioni mercatiste, trovano ormai sul web una grande forza che li smantella e distrugge. Questo e’ un grosso rischio per la politica, che di inganni e bugie e’ fatta al 100%. Ed e’ un grosso rischio per l’economia di mercato che esige consumatori passivi e non pensanti.

Se la politica e’ il grande inganno, il web puo’ diventare il piu’ grande demistificatore di inganni, dunque sara’ sempre il nemico numero uno della cattiva politica.

Il medium non e’ piu’ il mezzo ma puo’ diventare il grande costruttore di scopi.

Il web e’ dunque un gigantesco strumento di liberta’ e ogni internauta, che lo sappia o no, puo’ compiere il passo fondamentale che lo separa da uomo schiavo a uomo libero, dalla coscienza oscurata alla coscienza piu‘ chiara. E non vedo quale altro passo possa essere piu‘ politico di questo.

La moria delle api

Da Focus

 

La funzione piu’ utile delle api e’ l’impollinazione. Il loro corpicino peloso quando si posa sui fiori, si ricopre di polline che viene portato su altri fiori assicurandone la riproduzione. In un solo giorno una sola ape visita 700 fiori e tutte le api impollinano un terzo di tutte le coltivazioni.

Einstein disse: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che 4 anni di vita”.

La piu’ antica ape che abbiamo trovato (nell’ambra) risale a 40 milioni di anni fa.

Ma oggi le api muoiono: in Brasile, Canada, Australia, USA….

Il 75% di loro e’ sparito. E’ un allarme mondiale.

Nella pianura padana sono state chiuse decine di migliaia di alveari.

Molti accusano gli OGM, i cambiamenti climatici e l’inquinamento elettromagnetico.

In Italia le api erano 50 miliardi in un milione di alveari gestiti da 7.500 apicultori e hanno prodotto 14.000 tonnellate di miele per un fatturato di 25 milioni di euro.

Il valore stimato per l’impollinazione e’ di 2,5 miliardi di euro l’anno.

..

DIARIO AZZURRO di SILVANO AGOSTI

Out Caesar aut Nullus, saro' un Cesare o una nullita'

Ho conosciuto Cesare.
Aspetto quasi aristocratico, capelli bianchissimi, sorriso cordiale, tanto che, pur incontrandolo per la prima volta, insisto per offrirgli il caffe'.
Avverto in lui la coscienza, anzi il piacere della propria diversita'.
Subito mi offre la sensazione di una grande amicizia e intimita'.
Sorseggia il cappuccino con eleganza.
“Gli esseri umani sono come il mare, se li trovi tranquilli, li navighi senza problemi, se sono in burrasca ogni metro e' una conquista.”
Una frase come questa mette subito in guardia e stimola il rispetto per l’intelligenza che rivela.
Sdrammatizzo.
“Ce ne sono pochi oggi di esseri umani tranquilli, sono quasi tutti tormentati dalla precarieta' e dalle tasse. Lei sembra…”
“Chi e' questa Lei?” Chiede Cesare con aria furba.”Diamoci del tu.”
“Va bene.Tu non solo sei tranquillo ma lo specchio delle tue acque sembra immobile.”
“Io vivo il privilegio della liberta', attorniato da persone inquiete cui il tempo non basta mai.
Adesso ti saluto. Vado a lavorare.”
“Che lavoro fai, Cesare?”
“Il barbone.”
Mi sfugge una risata, contenuta, per rispetto all’ipotesi che la sua sia una battuta di spirito.
“Scusa Cesare, ma io pensavo che eri un direttore di banca o qualcosa del genere. Non hai certo l’aria del barbone.”
“Vedi, se vestissi abiti stracciati somiglierei a tutti gli altri che
tendono la mano nelle strade di questa citta'. La gente si impietosisce molto di piu' vedendo una persona ben vestita, dall’aria perbene, che tende, esitando, la mano.”
“Straordinario.” Mormoro ammirato.
“Invece in questo modo vivo bene, ho una casa, e perfino posso fare un po’ di beneficenza.
Prima, anni fa, avevo una piccola societa' ma il meccanismo delle tasse me l’ha divorata. Ho resistito per alcuni anni poi ho capito che, in questo Paese, il solo destino per le piccole societa' era chiaro.
O scegliere il cammino della disonesta' o accumulare sempre maggiori debiti. Quasiasi modifica cercavo di fare alla mia attivita' per migliorarla veniva tassata e, anche se ero in passivo, dovevo far finta di aver guadagnato, altrimenti arrivavano verifiche e multe. Mi sono accorto che questo Stato non ama i suoi cittadini, ma li tratta come dei nemici.
Allora ho chiuso gli uffici e ho teso la mano della mia dignita'.
L’ho rivisto nel pomeriggio, seduto all’angolo della via, di fronte alla banca.
Impeccabile, infilava nella tasca interna della giacca le numerose e sollecite offerte dei passanti.

..

Per male che si viva, si vive di piu’

Mariapia manda

E’' un luglio del tutto vivibile,forse un po' piovoso, ma il fatto attenua il caldo.
Che e' in villeggiatura non e' contento, chi e' a casa non e' contento, forse non e' piu' il posto giusto per la nostra specie,
ma non occupiamoci piu' dell'aspetto psicologico e occupiamoci di tenere pulita la nostra casa Italia e il nostro pianeta.
Un pianeta tanto bello, come dice Mere a Satprem: “Vedi, nel sopramentale c'e' tanta luce, ma non c'e' la bellezza fisica della Terra“.

Aiuto!!!pure questa ci doveva capitare! La longevita' europea piu' alta.....

 

 

Giancarlo Lizzeri -il popolo piu' longevo d’Europa. Secondo l’Istat la vita media degli uomini italiani tocca quota 78,6 anni, mentre e' di 84,1 anni per le donne. In base a queste stime la vita media degli uomini italiani risulterebbe seconda in Europa soltanto agli svedesi (78,9), ed e' davanti a olandesi (77,9) e irlandesi (77,6). In questi ultimi la vita media e' di ben 3-4 anni piu' bassa che in Italia. mangiare e bere in modo sostanzialmente sano, di certo molto piu' sano rispetto ad altri Paesi. Noi di “Mondo del Gusto” ci crediamo. Sempre lieti di leggere una spiegazione migliore. http://www.masadaweb.org

Una recentissima rilevazione dell’Istat scopre che gli italiani sono

Lo stesso avviene per le donne, seconde soltanto alle francesi (84,4) ma davanti a spagnole (83,9) e svedesi (83,1). Se si fa la media tra uomini e donne, gli italiani hanno la vita piu' lunga d’Europa. Pure gli abitanti del Mezzogiorno (che abbassano un po’ la media italiana) hanno una vita media piu' alta rispetto alla media europea.

La lunghezza di vita media e' sempre stata considerata uno degli indicatori piu' efficienti del benessere relativo tra i vari Paesi. Per questo si tratta di statistiche collaudate e normalmente affidabili. Ma per sicurezza arrotondiamo un momento.

E integriamo le notizie di fonte Istat con quelle pubblicate da una fonte che da sempre segue l’argomento, e cioe' lo studio sulla vita media nel mondo nel 2007 della Central Intelligence Agency americana.

Diciamo allora che, prendendo in esame solo i maggiori Paesi, il Giappone viene in prima posizione al mondo, seguito a sostanziale pari merito da un gruppetto di Paesi composto da Italia, Francia, Svezia, Canada e Australia. A distanza via piu' elevata si collocano poi Spagna, Israele, Grecia, Austria, Olanda, Germania, Belgio, Regno Unito e Stati Uniti.

Il fatto che l’Italia sia tra i Paesi con la piu' alta vita media in Europa e quindi se la vedano ora solo con i Giapponesi per il primo posto al mondo e' quindi una notizia degna di attenzione.

Ma allora e' opportuno porsi due domande.

Lo studio Istat e' stato o ignorato o riportato in modo tecnico e asettico dai maggiori media italiani. Con una notizia cosi' a favore del loro Paese, Zapatero, Sarkozy e George Brown avrebbero fatto una conferenza stampa a reti unificate. George Bush avrebbe probabilmente chiesto la convocazione del Congresso per un supplemento al suo ultimo discorso sullo Stato dell’Unione. Perche' solo in Italia (sport e poco altro a parte) una buona notizia non fa notizia?

Seconda domanda. Come si spiega che, in barba alla malasanita', all’inquinamento, alla monnezza, alla pessima pubblica amministrazione, gli italiani sono tra i piu' longevi in Europa? Se c’e' qualcuno che studia con attenzione queste cose, e sicuramente c’e', dovrebbe parlare stabilmente ad alta voce. L’argomento infatti e' importante.

In attesa di riflettere su pareri scientifici, ci pare giusto avanzare una nostra ipotesi. Nonostante tutto, forse gli italiani hanno uno stile di vita migliore, o meno dannoso, rispetto ad altri Paesi. Forse, e soprattutto nello stile di vita degli italiani, ha un ruolo importante

..

Mariapia manda
La classe dirigente italiana

(sunto)

Nel rapporto annuale della Luiss, la class manager italiana non piace e non si piace, non sa identificarsi in un ruolo guida, non rappresenta l'interesse generale del Paese-

Insomma “I dirigenti italiani non si sentono classe dirigente". Parla<no di se stessi in termini negativi, come di un gruppo utilitaristico con pochi valori, connotazione che da’ di loro anche il resto degli italiani. Non si riconoscono in un gruppo e non sentono le responsabilità che questo dovrebbe avere, per cui per ogni cosa che va male cercano la colpa altrove.

Dunque la classe dirigente italiana sarebbe un gruppo disgregato cosi’ come lo e’ il paese

Curiosamente i requisiti ideali che essi riconoscono sono proprio quelli di cui difettano:
"visione strategica", "senso morale, legalita’, etica", "capacita’ d'innovazione e creativita’", "capacita’ di attuare le decisioni" e "credibilita’ internazionale". Insomma andiamo proprio male. Il gap tra cio’ che e’ cio’ che dovrebbe ssere e’ troppo grande perfino ai loro occhi.
Il rapporto della Luiss dice che certe debolezze di sistema si devono al drastico ricambio operato da Mani Pulite, poi ai meccanismo di reclutamento basati piu’ a raccomandazione che a merito.

Visti dai cittadini, i dirigenti italiani mancano di visione strategica (42,7%), di capacita’ decisionale (44,7%), innovazione e creativita’ (46,3%), senso della moralita’ e della legalita’ (58%) e di responsabilita’ pubblica e sociale (50,9%).

Comandano "i ricchi e i raccomandati" e non i migliori.
L'elite e’ sostanzialmente anziana: l'eta’ media e’ passata da 56,8 a 61,8 anni tra il '90 e il 2004.
L'elite appare chiusa, soprattutto ai giovani: i due terzi degli intervistati tra i 20 e i 30 anni sono convinti che "avranno un lavoro e una posizione sociale sostanzialmente simile oppure tendenzialmente inferiore a quella dei genitori".

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/rapporto-classi-dirigenti/rapporto-classi-dirigenti/rapporto-classi-dirigenti.html
.............
Bilanci ex post

Paolo

Inutile cercare scandali nel governo Prodi. Telekom Serbia fu un carrozzone montato ad arte e nemmeno bene, da cui Prodi usci’ pulito e in cui tutte le accuse rivoltegli da quel cazzaro di Igor Marini si sono dimostrate infondate (Igor Marini e' stato condannato a 5 anni di carcere per calunnia sulle presunte tangenti del csx).
Se si va ancora piu’ indietro, sul caso SME, risulta (ed e' dimostrato sul sito www.lavoce.info) che l'offerta di De Benedetti a Prodi allora Presidente dell'Iri sia stata riconosciuta "congrua" . Oltretutto tale offerta risulto’ molto simile alla cifra alla quale fu venduta la SME circa 10 anni piu' tardi (ovviamente rivalutandola considerando gli interessi applicati in quegli anni), vedi sempre www.lavoce.info.
Per quanto riguarda il suo operato politico, Prodi ci ha permesso di entrare in Europa (governo Prodi 1996-1998) quando tutte le Cassandre dicevano che era impossibile (Berlusconi e Fini sostenevano che dovevamo rimandare l'ingresso, a quando non si sa).
Ha ridotto il rapporto deficit/PIL in maniera drastica (basta vedere i dati dal 1996 al 1998 e l'ultimo del 2007 e confrontarli con quelli del governo Berlusconi).
Facciamo un altro piccolo esercizio: confrontiamo alcuni dei dati macroeconomici della nostra economia sotto i governi di centrosinistra (1997-2000) e centrodestra (2002-2005). Ho tralasciato appositamente i dati negli anni intermedi (1996, 2001, 2006) perche' e' difficile attribuirne i meriti all'uno o all'altro governo.
PIL medio annuo: +2.2%(Csx) , +0.3%(Cdx)
Tasso di poverta': -0.3%(Csx) . +1%(Cdx)
Debito pubblicoPIL: -11.1%(Csx , -2.3%(Cdx)
Pressione fiscale: 0%(Csx) , -0.7%(Cdx)
(per maggiori chiarimenti andare al link http://www.lavoce.info/articoli/pagina2105.html)

Zapatero

Lo Stato e’ laico
No ai funerali di stato,
No ai giuramenti in atti pubblici davanti al crocifisso,
Nessuna religione sia prioritaria e condizioni lo Stato,
La Chiesa cattolica sia cosciente che la Costituzione non le concede nessun privilegio. Non esista alcuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni.
Lo stato e’ laico.
Sono aboliti i cappellani militari.
Si liberalizza eutanasia e aborto.
I giovani siano educati a "un'etica pubblica basata sui valori costituzionali" e sulla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
L’ora di religione e’ declassata e non entra nella media dei voti.
LO STATO DI BERLUSCONIA QUESTE COSE SE LE SOGNA
MA PURE FOSSE UNO STATO DI VELTRONIA SE LE SOGNEREBBE LO STESSO
In Italia la civilta’ e’ morta
L'opposizione pure

www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/zapatero-crocefisso/zapatero-crocefisso/zapatero-crocefisso.html
..

Ermanno (bloggher)


Bravissimo Zapatero, ormai la Spagna e ' piu' moderna dei paesi scandinavi, mentre noi siamo ancora impigliati nei ricatti vaticani
Paese abbandonato da Dio ma infestato da papi e cardinali.
..
Cesare Beccarla (bloggher)


Una verita’ vera: se i politici di sinistra fossero persone serie, intelligenti, non pensassero solo alla loro carriera ed ai soldi, alla gloria televisiva, avessero il senso del ridicolo, facessero una vita come noi normali poveracci, lavorassero tutti i giorni senza gratificazioni,possedessero l'amore per i poveri ed i deboli, amassero la giustizia ed il merito, ecc , beh, in Italia non nascerebbero piu’ i Berlusconi e i suoi ridicoli compari e servi.
..
Tristi conclusioni di un G8 nato morto

Bifo


Dopo l’incontro sotto il vulcano, gli 8 grandi del mondo, hanno portato al mondo molto poco di cui sperare-

Se pure il primo degli argomenti era il global warming, la devastazione dell'ambiente con
la moltiplicazione inarrestabile degli eventi catastrofici. I grandi del mondo, che poi tanto grandi non sono, hanno proposto "more of the same", sempre piu’ crescita sempre piu’ sfruttamento sempre piu’ competizione. Mille nuove centrali nucleari e un rilancio della
produzione di carbone.

Come rimedio al pericolo di devastazione dell'ambiente non c'e' male, come consigliare una pera di anfetamina a un paziente ricoverato per un infarto.
I cosiddetti grandi del mondo hanno certamente altri problemi per la testa: la guerra dell'occidente procede da una disfatta iraqena verso una prossima disfatta afghana in attesa della disfatta pakistana. E la crisi dei subprime invece di risolversi si complica. E
l'inflazione ha investito ormai l'economia del mondo. Capirai che gliene puo' fregare se i ghiacci del polo sono in fase di scioglimento definitivo, e se le citta' del mondo si trasformano in camere a gas.
Il summit sotto il vulcano del Toya Lake e' un rituale. Rituali di rassicurazione, come una specie di danza globale della pioggia.
Anche il movimento noglobal, che un tempo fu grande, si e’ riunito per i suoi rituali.
A Sapporo si e' tenuta la del Forum antiG8summit giapponese, si‘ e no cinquemila persone. "Lotta contro il climate change" e' una delle parole d'ordine piu' urlate. Uno slogan che non significa niente, come si fa a lottare contro la vendetta del cielo?

Quando il corteo ha ormai raggiunto il suo punto d'arrivo, un plotone di poliziotti aggredisce il pulmino dei black bloc giapponesi (incredibile ma vero), spaccano i vetri del
camioncino e arrestano un ragazzo. Non c'e' nessuna ragionevole spiegazione dell'aggressione, ma intanto i fotografi si affollano li' intorno e la notizia, inevitabilmente, sara' questa. Ma la notizia vera e' che non c'e' piu' nessuno che pensi sensatamente di fermare il treno lanciato a velocita' crescente verso l'abisso. Elicotteri ronzano ancora sulla nostra testa, mentre ci stendiamo sul prato del parco, e guardiamo in alto, cercando uno
spiraglio di azzurro che squarci le nubi.
.
Negli ultimi mesi, il 41 bis tolto a 37 capi delle cosche.
Riccardo M (bloggher)

Questo e’ il prezzo che Berlusconi deve pagare alla mafia che lo ha sempre aiutato fin dalla sua nascita come imprenditore fino alla sua ascesa politica.
La Mafia non si e’ mai fidata completamente del MAGNACCIA e gli ha sempre messo addosso dei controllori: la mente Dell'Utri, il braccio Mangano, i vari politicanti Schifani, La Loggia, Vito , e da ultimo il ministro della giustizia Angelini Alfano, che assomiglia all'Incredibile Hulk.
Ci fu periodo, i giovani probabilmente non lo sanno, che i rapporti fra il MAGNACCIA e la Mafia parvero incrinarsi: il MAGNACCIA allora era proprietario della catena di supermercati STANDA, ebbene in pochi mesi qualche decina di supermercati in Sicilia subirono attentati vari (incendi, bombe, ecc.). La stampa di regime dette la colpa al fatto che non pagavano il pizzo, in realta’ la Mafia pretendeva dal Magnaccia provvedimenti legislativi per il carcere duro (la 41 bis che ora sta sparendo, secondo i patti).
Io credo che anche attualmente si sia stesa una cortina fumogena rendendo evidente solo il processo Mills, che non mi sembra cosi’ importante da far scoppiare questo bordello.
In realta’ il nocciolo centrale e’ il lodo blocca-processi che e’ il prezzo che il governo de IL MAGNACCIA deve pagare all'organizzazione mafiosa.
..

OGM

Nulla e’ stato detto dal G8 sull’avanzata sciagurata degli OGM che minacciano di trasformare il mondo alimentare in una fabbrica monopolizzata.


Mentre i nostri Verdi hanno perso per inerzia e incapacita’ tutte le piu’ grande occasioni di lotta per un mondo piu’ naturale e umano, in Francia molto si e’ mosso grazie al piu’ grande oppositore degli OGM, il contadino Bove’, finito varie volte in carcere per aver distrutto piantagioni di OGM. Bove‘ ha capeggiato una vera rivolta dei contadini francesi a difesa delle loro colture contro il rischio di contaminazione.
I seguaci di Bove’ hanno occupato impianti di produzione e di stoccaggio di sementi della societa’ statunitense Monsanto.
Le sementi di granoturco OGM erano state prodotte in Francia nel 2005, lo Stato ordino’ di distruggerle ma furono invece vendute alla Spagna per reintrodurle poi in Francia
Bove’, i Faucheurs Volontaires e la Confederation Paysanne chiesero alla Monsanto e alle autorita’ francesi di fermare l’importazione e la distribuzione di sementi transgeniche in Francia. “Agricoltori e consumatori hanno il diritto di sapere dove questi semi transgenici entrano nell’agricoltura e nella catena alimentare, per essere messi in grado di proteggersi contro la contaminazione transgenica.""Gli Ogm stanno danneggiando l’ambiente e causando la contaminazione genetica della catena alimentare, e di conseguenza minacciano il diritto di agricoltori e consumatori di coltivare e mangiare alimenti Ogm-free?”
La Comunita’ Europea ha permesso alle societa’ multinazionali americane di introdurre in Europa sementi trasngeniche, Anche in Austria migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro le decisioni inique dell’UE.
In Europa ci sono centinaia di regioni che si sono dichiarate OGM free.
Dobbiamo difendere il nostro diritto di non essere contaminati da porcherie biotecnologiche
Il parlamento francese aveva approvato la legge sugli Ogm dopo un iter di 3 mesi. Il testo stabiliva la liberta’ di produrre e consumare "con o senza Ogm", dicitura incauta in quanto i campi prossimi a piantagioni Ogm rischiano di essere contaminati e di dover pagare poi i diritti alle societa‘ produttrici che godono di brevetto.

Il testo francese diceva che gli OGM potevano essere coltivati, commercializzati o utilizzati non solo se rispettavano l'ambiente e la salute pubblica, ma anche "nel rispetto delle strutture agricole, degli ecosistemi locali e delle filiere di produzione e commerciali qualificate come 'senza Ogm' e in totale trasparenza".
Oggi gli agricoltori che coltivano Ogm dovranno munirsi di una garanzia finanziaria per poter indennizzare gli eventuali danni economici causati dalla contaminazione accidentale di parcelle vicine. Questo indennizzo deve essere corrisposto anche in assenza di colpa da parte del produttore. In caso di contaminazione, l'agricoltore e’ l'unico responsabile e la sua responsabilita’ e’ limitata ai campi vicini. In altre parole, i produttori di semi sono esonerati da pena mentre chi e’ contaminato, oltre a subire il danno, deve anche pagare un compenso come se avesse goduto di un beneficio.

A tanto e’ arrivata la sudditanza delle leggi nazionali rispetto ai dettami perversi delle multinazionali.


Gli esempi di contaminazioni sono eclatanti.

Greenpace denuncio’ contaminazioni di OGM da parte del riso LibertyLink varieta’ LLRICE601, prodotto dalla societa’ tedesca Bayer Crop Science AG e coltivata in laboratori statunitensi. Sarebbero state riscontrate tracce di ogm LLRICE604 in una seconda varieta’ chiamata Clearfield 131. I danni prodotti superarono gli 800 milioni di euro. Fu il piu’ grosso disastro economico per l'industria agricola americana, con danni all'intera filiera e con un calo di produzione del 63%.
Doreen Stabinsky di Greenpeace ha spiegato che il ceppo Ogm chiamato LL601 o Liberty Link, nonostante sia stato liberalizzato negli Usa non ha ottenuto l'autorizzazione alla vendita in nessun’altra nazione. A causa di questo precedente le importazioni di riso a chicco lungo Usa verso l'Europa sono controllate attentamente per evitare il rischio di una qualche contaminazione.

Gia’ nel 2007 gli esperti della Scuola di Bioscienze dell'Universita’ di Exeter misurarono il potenziale di impollinazione delle piante geneticamente modificate. I risultati mostrarono ampie variazioni nel quantitativo di impollinazione incrociata tra le piante, transgeniche e naturali, di mais, colza, riso e barbabietola, dipendenti dalla posizione del campo rispetto alla direzione del vento nel periodo di fioritura: due fattori al di fuori del controllo umano del tutto trascurati nelle osservazioni sui campi sperimentali. Gli studiosi, per mantenere la contaminazione sotto la soglia dello 0,9%, suggerirono una distanza di almeno 500 metri per certe colture e di 800 per altre.
In Tasmania e’ stata denunciata una contaminazione da colza modificata.
..
Globalizzazione e sfruttamento

Luciano Gallino

docente di sociologia del lavoro

In Italia ci sono oggi 4-5 milioni di lavoratori cosiddetti “flessibili” con contratto regolare a scadenza, talvolta nemmeno a tempo pieno, contratti a giorni, settimane, mesi e talvolta anni, a retribuzione media mensile di circa 800 euro.

Nei primi mesi del 2008 il 70% delle nuove assunzioni e’ stato a scadenza e solo il 15% a tempo indeterminato.

Poi ci sono 5 milioni di lavoratori con contratto irregolare, di cui 2 milioni a tempo pieno ma revocabile in qualunque momento. I passaggi tra questi due bacini sono facili.

Dal 2003 al 2006 sono stati regolarizzati 850.000 lavoratori.

Va detto che la moltiplicazione dei livelli di subappalto (meccanismo diffuso tra le aziende, che affidano alcune lavorazioni a societa’ esterne) ha aumentato il lavoro irregolare, che alla fine tiene in piedi anche quello regolare.
Tutto questo trae origine dalla ristrutturazione globale del processo produttivo partito negli anni ’80, agevolata dal progresso tecnologico per cui le imprese vanno a produrre nei paesi dove il costo del lavoro e’ minimo e i diritti scarsi.

Negli anni ’90 gli investimenti diretti all’estero sono confluiti per il 60% verso Cina e India, nazione quest’ultima che attira una quantita’ crescente di capitali.

Molto meno della meta’ della produzione viene venduta all’interno del paese di produzione, tutto il resto viene esportato nei paesi dove le aziende hanno sede, cioe’ in maggioranza Usa ed Unione Europea.

In Cina i lavoratori ricevono circa 50 centesimi di dollaro all’ora, senza contributi, e questo consente di vendere i prodotti a basso prezzo.

Oggi mezzo miliardo di lavoratori occidentali, che ancora godono di tutele, subiscono la concorrenza di 1 miliardi di lavoratori non tutelati, che esercitano una pressione al ribasso sulle condizioni di lavoro. E’ un fenomeno senza precedenti.

Si aggiunga che il lavoro salariato non e’ mai stato cosi’ diffuso come oggi.

Su 3 miliardi di lavoratori, 1,3 miliardi non e’ in grado di mantenere la famiglia.
La globalizzazione ha consentito al capitale di liberarsi dalle restrizioni introdotte dal movimento dei lavoratori e dagli stati.

La sfida non viene dalla Cina, ma dalle imprese occidentali che vanno in Cina a produrre. La sfida quindi si gioca sulla politica del lavoro.

Dal 1994 al 2004 l’export e’ triplicato, proveniente per il 65% da nostre imprese.
Sara’ da vedere nei prossimi anni se l’incontro tra le due categorie di lavoratori – garantiti e non garantiti – avverra’ verso l’alto o verso il basso. Le multinazionali spingono perche’ il punto di incontro avvenga a meta’ o verso il basso.
L’intervento delle istituzioni internazionali finora e’ stato piuttosto inefficace. L’Ocse ha emanato delle linee guida per le multinazionali (nel 2000 l’ultima versione), a cui si aggiunge anche l’ottimo documento dell’Ilo (l’Organizzazione internazionale del lavoro) del 1976, composto da 26 articoli regolarmente disattesi dalla imprese. Il problema di fondo e’ che non sono previste sanzioni e nemmeno richiami.
Nel 2006 la Cina ha tentato di approvare nuovi requisiti per i contratti di lavoro, alzando il salario minimo orario a 75 centesimi di dollaro, aumentando le tutele pubbliche, introducendo indennita’ di licenziamento e forme di negoziazione delle condizioni di lavoro in fabbrica.

Ebbene, le Camere di Commercio Usa e Ue hanno fatto pressione sul governo cinese per ridurre tali requisiti, minacciando di portare le loro produzioni altrove. Il risultato fu che la versione definitiva delle legge, nel 2007, e’ risultata molto annacquata rispetto al testo originario, peraltro con scarse possibilita’ di applicazione. La cosa interessante e’ che lo stesso parlamento americano espresse indignazione, invitando la Cina a non sottostare alla pressioni delle imprese.
Il fatto e’ che la democrazia ha lasciato andare il mercato troppo oltre e ora occorre una nuova regolamentazione dell’economia e del capitale finanziario.

E’ possibile una politica globale del lavoro, utilizzando tutti gli strumenti internazionali a disposizione.

Gli Usa ad esempio hanno una legge che risale addirittura al 1789 che autorizza chiunque nel mondo a rivolgersi a tribunali americani contro i danni subiti da imprese Usa.

Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a un progressivo spostamento delle risorse: l’8% del Pil e’ passato dal lavoro dipendente e dal piccolo e medio lavoro autonomo ai profitti e alle rendite, appannaggio del 5-10% della popolazione.
La finanziarizzazione dell’economia ha inciso moltissimo sui processi descritti . Gli investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi di investimento, fondi pensione, ecc) possiedono piu’ del 50% dell’economia mondiale. Questi investitori fanno il loro lavoro, ossia massimizzare i rendimenti, almeno al 15%, ma cosi’ si comportano in modo irresponsabile, spingendo le imprese a sfruttare la manodopera

 

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Mauro p (bloggher)


Non ci risolleveremo tanto facilmente, anzi... non ci risolleveremo affatto! Per ben che vada, faremo la fine dell'Argentina.
Ormai abbiamo perso tutte le possibilita’ di competere, con chiunque, sui piani economico, scientifico, tecnologico, culturale...
Da anni abbiamo rinunciato alla ricerca, abbiamo chiuso o "ristrutturato" tutte le grosse aziende che ancora facevano qualcosa di tecnologicamente rilevante (Eni ricerche, Olivetti per esempio...), mentre gli alri Paesi europei han tirato su dei colossi che producono di tutto e di piu’: tecnologia elettronica di massa (cellulari, PC, portatili, palmari...) e di alto valore aggiunto (microscopi elettronici, tanto per fare un esempio: macchine vendute in tutto il mondo - anche qui da noi - che costano centinaia di migliaia di euro...); chimica fine (sostanze che arrivano a costare migliaia di euro al milligrammo, con costo della materia prima praticamente nullo... il resto e’ "cervello" di chi le produce!). E poi la lista continua con nanotecnologie, biotecnologie, produzione energetica (non solo "nucleare", ma per esempio celle fotovoltaiche ad alta resa come quelle che sono allo studio/produzione in Francia, in questo momento)...
Noi siamo rimasti a far scarpe e borsette... anzi, le facciamo fare ai cinesi clandestini che abbiamo "schiavizzato" nelle nostre aziende del nord est...
"Tutti" dicono che si dovrebbe reinvestire in ricerca... e invece non c'e’ un imprenditore disposto a farlo! E poi Tremonti fa passare un decreto "ammazza Universita’" (il 112) che taglia indiscriminatamente i finanziamenti, riduce il turn over (recupero dei posti per pensionamento) al 20%, taglia gli stipendi dei ricercatori (gia’ bassissimi) in modo da evitare che qualcuno possa decidere di scegliere la carriera universitaria... e incrementa in questo modo la "fuga dei cervelli" (i nostri scienziati vanno ad arricchire gli stranieri..).
Che vergogna! Che stupidi che siamo!
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RIDERE


41.9 gradi all'ombra.....una pausa....

SCAMBIO INVOLONTARIO
In spiaggia un vecchietto cieco sta gonfiando una bambola di gomma. Alle proteste degli astanti il vecchietto tasta la bambola ed esclama: "Porca miseria, mi sono scopato il canotto tutto l'inverno!".
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Petroldollari

(Fu quando Saddham minaccio’ di vendere il petrolio iraqeno in euro che Bush decise che era un nemico degli USA e che si doveva accusarlo di armi di sterminio di massa. Oggi lo stesso pericolo incombe sull’Iran).


Bush non permettera’ mai che il governo iraniano apra una borsa petrolifera iraniana basata sull’euro. Se cio’ dovesse accadere centinaia di miliardi di dollari rifluirebbero negli Stati Uniti con l’effetto di schiacciare il biglietto verde e affondare l’economia.

Ecco perche’ Bush & Co, vogliono fare la guerra all’Iran. Si tratta puramente e semplicemente di difendere l’attuale sistema mondiale e la sua moneta di riserva: il dollaro.
L’accusa che l’Iran si stia preparando a sviluppare armi atomiche e’ un semplice pretesto. Secondo la NIE (National Intelligence Estimate) l’Iran avra’ bisogno ancora di una decina d’anni per poter sviluppare qualche forma di armamento atomico.

Il direttore della IAEA, Mohammed ElBaradei ha ripetuto continuamente che la propria agenzia di controllo non ha trovato “nessuna prova” che esista un programma nucleare militare.
Non esiste infatti nessun piano nucleare di armamenti, ne’ tantomeno nessun armamento nucleare, in realta’ sono i progetti economici iraniani che costituiscono una minaccia mortale per l’economia americana, e la minaccia non puo’ essere ignorata lasciando che sia l’inesorabile funzionamento delle leggi del libero mercato a regolare le cose.
Fatto sta che l’America ha il monopolio sul mercato del petrolio. Il petrolio viene venduto esclusivamente in dollari presso le borse di New York (NYMEX) o di Londra (IPE), ambedue in mani americane.

Questo comporta che le banche centrali mondiali sono costrette a mantenere grosse riserve di dollari anche con un biglietto verde appesantito da un debito di 8 mila miliardi di dollari e con l’amministrazione Bush che ha dichiarato di continuare nella sua politica di indebitamento rendendo permanenti i tagli alle tasse.

da eddyburg.it
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Voglia di raccolta differenziata
Guido Viale

Colpevoli del problema rifiuti non sono i campani, ma chi li ha ingannati, frodati e continua a farlo. (Il manifesto)

Se si vuole far tornare alla normalita’ la gestione dei rifiuti in Campania la prima cosa da fare e’ porre fine alla sequela di falsita’, denigrazioni e insulti verso le popolazioni della regione che pagano anni di responsabilita’ altrui. E rispondere a 2 domande.

1. Perche’, se gli sversamenti di rifiuti tossici provenienti da tutte le regioni d'Italia durano da decenni, chi ora fa barriera contro le discariche dei propri rifiuti non si e’ opposto anche a quelle devastazioni? La prima risposta e’ che la popolazione campana non si comporta diversamente da quella di qualsiasi altro territorio inquinato da rifiuti industriali. Ci si accorge «dopo» di cio’, quando il danno e’ fatto; spesso anni dopo, quando si cerca una diversa destinazione d'uso dei siti. Ma ci sono altri fattori.

a. L'ignoranza delle conseguenze ambientali e sanitarie - ma anche economiche e sociali - di quelle operazioni. Di qui l'importanza di un'educazione ambientale vera, adeguata a una societa’ industriale e non relegata a qualche «progetto educativo» che si sovrappone senza modificarli ai curricula scolastici: dalle elementari all'educazione permanente. Oggi, se interrogate un abitante di Napoli sul ciclo dei rifiuti, le sue fasi, le alternative praticabili, troverete una conoscenza che lascia a bocca aperta persino gli esperti. Conoscenza acquisita a proprie spese. Ponete le stesse domande al cittadino di una regione «a posto» con i rifiuti e vedrete quanta strada ha ancora da fare. Questa cultura, di cui c'e’ un vitale bisogno per governarsi, non riguarda solo i rifiuti, ma l'energia, le acque, l'assetto idrogeologico, l'urbanistica, la mobilita’, l'agricoltura, ecc. Certo la tv non ha contribuito granche’.

b. Non parliamo di un territorio qualsiasi. Nelle province di Napoli e Caserta il territorio e’ controllato dalla camorra; partner utilizzato da molte industrie di tutto il paese per sbarazzarsi a basso costo dei loro rifiuti. Opporsi alla camorra, soprattutto dove le amministrazioni sono colluse, presenta dei rischi. E' vero che in questi territori c'e’ una contiguita’ con la malavita organizzata che riguarda tanto molte istituzioni pubbliche e imprese quanto una parte rilevante della popolazione. E' una contiguita’ senza soluzioni di continuita’: tra la cosca criminale arcinota e il cittadino o l'amministratore compromessi non c'e’ quasi mai rapporto diretto, bensi’ mediazioni e «diluizioni» che passano attraverso finanziamenti, appalti, favori, assunzioni, consulenze, protezioni, raccomandazioni, prestiti, e quant'altro. A volte senza sapere veramente con chi si ha a che fare. In contesti simili, tacciare tutte le mobilitazioni popolari - anche le piu’ odiose, come l'assalto al campo rom di Ponticelli - come «camorristiche» e’ il modo migliore per spingere sempre piu’ gente nell'abbraccio della malavita. E tuttavia denunce e esposti di singoli cittadini o di organismi collettivi sono stati numerosi, da anni; spesso senza esiti. Ma molte delle inchieste sulla malavita organizzata sono partite da quelle denunce.

c. Il litorale campano da Castelvolturno a Castellammare e’ una delle aree piu’ densamente popolate del mondo. Realizzare impianti dall'indubbio impatto ambientale e sanitario in contesti del genere non e’ certo impossibile, ma richiede rigore e selezione delle soluzioni meno lesive per la popolazione. Nessuno ha mai proposto una discarica a Milano non dico in Parco Sempione, ma nemmeno a Monte Stella; oppure a Roma, non dico a Villa Borghese, ma neppure a Villa Ada. Perche’ allora a Napoli una delle poche aree ancora verdi, densamente abitata, deve diventare la discarica di tutta la citta’? Lo stesso vale per l'inceneritore di Acerra, costruito nel sito piu’ inquinato e piu’ cancerogeno d'Europa, o per Agnano, dove se ne vuole fare un altro, inutile anche per chi ama questi impianti. Gli impianti ovviamente si devono fare: ma commisurandone alla «capacita’ di carico» dei territori dimensioni, localizzazione, impatto e tipologia. Perche’, allora, solo inceneritori e non compostaggio e riciclo, come molti comuni hanno chiesto di fare? I cittadini campani chiedono che prima di costruire un nuovo impianto - e non dopo - il sito sia bonificato dai guasti pre-esistenti, per non aggiungere inquinamento a inquinamento. Invece la localizzazione di molti impianti sembra aver seguito la logica opposta: sono stati fatti nelle aree gia’ compromesse. Il che equivale a avvelenare la popolazione. Ovvio che le reazioni siano drastiche.

2. Ma perche’ mai in Campania «non si fa la raccolta differenziata»? Dove le amministrazioni si sono date da fare - una cinquantina di comuni, anche di dimensioni consistenti - la raccolta differenziata ha raggiunto livelli di eccellenza. Dove non si e’ fatta e’ perche’ i comuni l'hanno delegata al Commissario o a consorzi che non se ne sono occupati. Ma, soprattutto, perche’ e’ stato loro impedito di farla. Da chi? Dai sostenitori dell'inceneritore. L'associazione delle banche italiane (Abi), sponsorizzando con un intervento illecito e a danno dei concorrenti, il gruppo Impregilo, che aveva presentato il progetto tecnico di inceneritore peggiore - ma che poi ha vinto la gara - faceva notare fin dal 1999 che per garantire un adeguato rientro dei costi sostenuti dall'impresa era necessario ridurre al massimo il prelievo alla fonte dei rifiuti combustibili, cioe’ carta e plastica. Senza questi materiali, infatti, l'inceneritore «si spegne». Di qui l'esigenza di bloccare la raccolta differenziata, frazione organica compresa. Tanto che nel 2001, la Fibe (l'azienda del gruppo Impregilo cui era stato consegnato il monopolio dei rifiuti campani) ha imposto la chiusura e lo smantellamento dell'impianto di compostaggio di S. Maria Capua Vetere, in funzione da due anni, perche’ «i rifiuti erano suoi» e intendeva mandarli tutti nel futuro inceneritore di Acerra, facendoli passare attraverso uno degli impianti di selezione del rifiuto indifferenziato (i cosiddetti Cdr) appena aperti: impianti che ha poi usato non per alimentare l'inceneritore, non ancora pronto dopo sette anni, ma per produrre montagne di ingestibili ecoballe. Senza impianti di compostaggio non si puo’ raccogliere l'umido. Cosi’, quando il consorzio Caserta2 ha realizzato un nuovo impianto a San Tammaro, il commissario gli ha riempito i capannoni di ecoballe nonostante che per quell'uso, li’ di fronte ci fosse un piazzale grande come quattro campi di calcio. Cosi’, per uscire dall'emergenza, si rende «indispensabile» l'inceneritore; anzi, quattro: perche’ i campani «non vogliono fare la raccolta differenziata».

Certo, come ovunque in Italia, ci saranno anche state in passato delle resistenze verso una raccolta differenziata porta a porta: quella che, dopo un periodo di avviamento, costa meno e toglie i cassonetti dalle strade. Ma invece di affrontare le difficolta’, troppe amministrazioni le hanno assecondate o indotte, per continuare con i vecchi sistemi e i vecchi appalti e «lasciar lavorare» Fibe e commissari. Oggi pero’, con montagne di rifiuti per strada, non c'e’ un solo cittadino campano che non voglia fare la raccolta differenziata «spinta». Anzi, in molti quartieri si sono organizzati per farla da soli, bypassando aziende, comuni e consorzi; anche se poi e’ difficile trovare chi viene a prelevare il materiale raccolto. La crisi della Campania va affrontata cominciando con il restituire alle sue popolazioni, con atti concreti, il rispetto che e’ loro dovuto.
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Eluana: i buoni e i cattivi -
Paolo De Gregorio

Sulla triste vicenda di Eluana Englaro e' subito scattato il solito meccanismo che vede destra e Vaticano uniti come sempre nel respingere razionalita', umanita' e faticose deliberazioni della magistratura.

La posta in gioco non e' la inutilita' di nutrire un corpo senza speranza di risveglio, ma la occasione che questo caso offre per parlare di testamento biologico, dove ognuno possa disporre le sue volonta' e sostituirsi a Dio nel decidere cosa fare della propria vita in caso di malattia irreversibile.
E’ questo orgoglio laico e razionale che non viene accettato, si preferiscono cittadini pecoroni che si rimettono alla volonta' divina, anche quando questa vita e' tenuta in piedi solo da strutture sanitarie pagate dai contribuenti e non dai “difensori della vita”.
Vi sono in Italia 2.500 casi di accanimento terapeutico su persone giudicate dalla medicina irrecuperabili alla vita, e costano alla collettivita' 2.500 milioni di vecchie lire al giorno, visto che il costo medio giornaliero di un posto in ospedale e' di 500 euro.
L’avvoltoio Giuliano Ferrara, che sa benissimo di che cosa si tratta, si e' gettato sull’evento proponendo ai “buoni” di lottare per salvaguardare la vita di Eluana, contro i miscredenti cinici cattivi, che vogliono uccidere questa creatura, anche se da viva aveva espresso con il padre e gli amici una precisa volonta' di non essere sottoposta a tale trattamento.
Ho l’impressione che questo fervore di difensore della vita, tutto ideologico, integralista e politico, si affievolirebbe molto se si chiedesse a Ferrara di pagare personalmente la retta giornaliera per mantenere in vita vegetativa Eluana, i miliardi ce l’ha, magari risparmiando sul mangiare che deve essere almeno pari a cio' che sfamerebbe 10 negri.

La sua carita' cristiana appare poco credibile, visto che il cibo che consumano in piu' gli obesi non puo' arrivare agli affamati.
Daremo retta alle prediche integraliste di Ferrara solo quando lo vedremo pesare 80 chili e avra' dato in beneficenza tutti i suoi averi, ottenuti appoggiando la politica del suo padrone che ha la “liberta'” di comprarsi i giornali e i loro direttori.
2.500 milioni al giorno usati contro la fame, magari non dai preti, salverebbero migliaia di vite vere, e cio' non si fa perche' ci sono di mezzo l’integralismo religioso, la politica, i servi come Ferrara e l’assenza di una sinistra laica e razionale che respinga ingerenze e modelli unici di pensiero.
E poi che cosa rappresenta questo rigore assoluto nel difendere una vita finita, mentre non si chiede conto con lo stesso rigore ai cristiani che fanno le guerre, che ordinano di uccidere, a coloro che fabbricano armi, di comportarsi secondo i principi cristiani?
In tutta la mia vita non mi e' mai capitato di incontrare un cristiano che si comporti secondo i comandamenti. La religione e' vissuta quasi sempre in modo superficiale, rituale, ipocrita. Tanto alla fine della vita c’e' tempo per pentirsi ed essere perdonati.
La religione sarebbe molto utile solo se esigesse dai preti stessi e dai fedeli comportamenti coerenti con i dettami delle tavole, dove il “non uccidere” vale sempre, soprattutto per il cristiano Bush, e non solo per non far finire le sofferenze della povera Eluana, se la vita e' “inviolabile” come dice il Papa, non sia mai violata dai cristiani per primi.

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Mariapia manda
Savitri - La leggenda e il simbolo

La leggenda di Savitri (la passione di una donna sola nel suo terribile silenzio e la sua forza, che si oppone alla Morte, (il dio che separa le anime) si trova nel Mahabharata, l'antica epopea indiana dell'era vedica.

Al re Aswapati che, senza discendenza, aveva praticato lunghe austerita’ e offerto numerosi sacrifici, appare la dea Savitri ad annunciargli la nascita d'una figlia. A questa egli dara’ il nome della dea.

Giunta all'eta’ di sposarsi, poiche’ per la forza della sua personalita’ essa allontana ogni pretendente, il padre la invita a trovare lei stessa, viaggiando per il mondo, il suo compagno.

E Savitri scegliera’ Satyavan, figlio di Dyumatsena, il re cieco spodestato dai suoi nemici che vive in eremitaggio nella foresta.

Narad, il poeta e veggente che si trova alla corte del re Aswapati proprio al ritorno di Savitri, rivela che la scelta e’ funesta perche’ Satyavan e’ destinato a morire di li’ ad un anno.

Ma Savitri resta fedele alla propria scelta: sposa Satyavan e va a vivere con lui nell'eremitaggio, nascondendo in cuor suo l'angoscia dell'attesa del giorno del fato. Quando la morte verra’ a prendere il suo sposo, lei, che lo ha accompagnato a far legna nella foresta, affrontera’ Yama, il dio della Morte, dal quale riuscira’ ad ottenere diversi favori e, in ultimo, il ritorno di Satyavan alla vita.

Sri Aurobindo, che defini’ il suo poema "una leggenda e un simbolo", annotava in uno dei suoi taccuini:
“La leggenda di Satyavan e Savitri e’ raccontata nel Mahabharata come una storia d'amore coniugale che conquista la morte.

Ma questa leggenda e’, come indicano vari aspetti della storia umana, uno dei tanti miti simbolici del ciclo vedico.

Satyavan e’ l'anima che porta in se’ la divina verita’ d'essere, ma che e’ discesa nella stretta della morte e dell'ignoranza; Savitri e’ la Parola Divina, la figlia del Sole, la dea della suprema Verita’ che discende e nasce per salvare; Aswapati, il Signore del Cavallo, padre umano di lei, e’ il Signore della Tapasya, l'energia concentrata dello sforzo spirituale che ci aiuta a sollevarci dai piani mortali a quelli immortali; Dyumatsena, il Signore degli Eserciti Splendenti, padre di Satyavan, e’ la Mente Divina divenuta quaggiu’ cieca, che perde il suo regno celeste di visione e, a causa di questa perdita, il suo regno di gloria.

Ma non si tratta semplicemente d'una allegoria, i personaggi non sono delle qualita’ personificate, ma incarnazioni o emanazioni di Forze viventi e coscienti con cui possiamo entrare concretamente in contatto e che assumono corpi umani per aiutare l'uomo e mostrargli il cammino che va dal suo stato mortale a una coscienza divina e una vita immortale “.

Cosi’, fra l'altro, Mere parlava di Savitri a un discepolo:

“E’ la piu’ bella cosa che Sri Aurobindo abbia lasciato per l'uomo, la piu’ alta possibile...
Ho studiato le migliori opere in greco, in latino, in inglese e naturalmente in francese, anche in tedesco, e tutte le grandi creazioni dell'Occidente e dell'Oriente, comprese le grandi epopee; ma ripeto, non ho trovato da nessuna parte qualcosa di comparabile a Savitri. Tutte queste letterature mi sembrano vuote, piatte, vane, senza alcuna realta’ profonda - a parte delle rare eccezioni... e anch'esse non rappresentano che una piccola frazione di cio’ che e’ Savitri. E’ una cosa immortale ed eterna ch'Egli ha creato. Non c'e’ niente d'analogo nel mondo intero.

Se lasciamo da parte la visione della realta’, cioe’ la sostanza essenziale che e’ il fondo dell'ispirazione, e teniamo conto solo dei versi in se stessi, li troveremo unici, del piu’ elevato genere classico. Cio’ ch'Egli ha creato, e’ qualcosa che l'uomo non puo’ immaginare. Perche’ c'e’ tutto, tutto.
Si puo’ dire che Savitri e’ una rivelazione, e’ una meditazione, e’ una ricerca dell'Infinito, dell'Eterno.

Se lo si legge con questa aspirazione verso l'Immortalita’, la lettura stessa servira’ da guida verso l'Immortalita’. Leggere Savitri e’ in effetti fare dello yoga, della concentrazione spirituale; ci si puo’ trovare tutto quello di cui si ha bisogno per realizzare il Divino. Ogni passo dello yoga e’ segnato qui, compreso il segreto di tutti gli altri yoga.
Qui c'e’ tutto: il misticismo, l'occultismo, la filosofia, la storia dell'evoluzione, la storia dell'uomo, degli dei, della creazione, della Natura. Come l'universo e’ stato creato, perche’, per quale fine, quale destino. Tutto e’ li’.

Li’ dentro potete trovare tutte le risposte a tutte le vostre domande. Tutto e’ spiegato, anche l'avvenire dell'uomo e dell'evoluzione, tutto cio’ che nessuno sa ancora.

Egli l'ha formulato in parole belle e chiare perche’ gli avventurieri spirituali che vogliono risolvere i misteri del mondo possano comprenderlo piu’ facilmente. Ma il mistero e’ ben nascosto, dietro le parole e i versi e occorre salire fino al livello voluto della vera coscienza per scoprirlo.

Tutte le profezie, tutto cio’ che avverra’ e’ presentato con una chiarezza precisa e meravigliosa.

Sri Aurobindo vi da’ qui la chiave per trovare la Verita’, per scoprire la Coscienza, per risolvere il problema di cio’ che e’ l'universo. Ha anche detto come aprire la porta dell'incoscienza affinche’ la luce possa penetrarvi per trasformarla.

Ha mostrato il cammino per liberarsi dall'ignoranza e salire fino alla sovracoscienza; ogni tappa, ogni piano di coscienza, come si possono scalare, come si puo’ anche superare la barriera della morte e arrivare all'Immortalita’.

Troverete tutto il percorso in dettaglio, e avanzando potete scoprire cose del tutto sconosciute dell'uomo. Ecco che cos'e’ Savitri, e altre cose ancora. E’ una vera esperienza leggere Savitri. Tutti i segreti che l'uomo possedeva, Egli li ha rivelati; cosi’ come tutto cio’ che l'attende nel futuro: tutto questo si trova al fondo di Savitri, ma occorre avere la conoscenza per scoprirlo, l'esperienza dei piani di coscienza, l'esperienza della Sovramente, l'esperienza anche della conquista della Morte. Egli ha indicato tutte le tappe, marcato ogni passo per avanzare d'una maniera integrale nello Yoga Integrale.
Chiunque voglia praticare lo yoga, se prova sinceramente e ne sente la necessita’, potra’ con l'aiuto di Savitri salire al piu’ alto grado della scala dello yoga, potra’ trovare il segreto che rappresenta Savitri. E questo senza l'aiuto di alcun guru perche’ tutto quello di cui avra’ bisogno lo trovera’.
Savitri e’ qualcosa di concreto, di vivente, e’ tutto riempito di coscienza, e’ la conoscenza suprema al di sopra di tutte le filosofie, di tutte le religioni umane. E' la via spirituale, e’ lo yoga, la tapasya - sadhana, tutto, in un corpo unico. Savitri ha un potere straordinario, proietta vibrazioni per colui che puo’ riceverle, le vere vibrazioni di ogni tappa della coscienza. E’ incomparabile, e’ la Verita’ nella sua pienezza, quella che Sri Aurobindo ha fatto discendere sulla terra. Bisogna cercare di trovare il segreto che rappresenta Savitri, il messaggio profetico che Sri Aurobindo vi rivela per noi.”

(Notes de Lumie’re, pp. 22-34

Sri Aurobindo - Savitri vol. 1 Ed. Mediterranee/Latin pen - Auroville
...

Micke Witney

 

 

 

 

http://www.mondodelgusto.it/2008/03/16/rilevazioni-dellistat-sul-popolo-piu-longevo-deuropa-gli-italiani-vivono-piu-a-lungo/

 
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