 Nei giardini del manicomio
la luna allungando le mani affusolate
accarezza le tue cosce
creando brividi di emozioni
urla di stelle internate
si perdono nei seni
di lacrime gioiose e sperma
che nutrono senza sosta
erbaccia bastarda abbandonata all'infame destino
i poeti ormai malati terminali
strillano le sciagurate verità
impiccano parole che deformano
resti nauseabondi di poesie uccise
dallo scempio-degresso
sposato ad interessi criminali ricamati di apaticità
incarnazione della scfizzofenia
ancora quando i poeti uralano esausti
senza speranza sapendo di aver ragione
tentando di stracciare con gli ingenui denti
la camicia di forza ricamata d'arroganza
piazzatogli addosso ai suoi strilli isterici
che provono a sfrantumare menzogne congelate
annusando il dolore dell'odore di salsedine e morte
che arriva altezzoso dalle acque del vicino metiderraneo
producendo uno strano sapore di disumanità indigeribile
tutto la distruzione viene crocifissa nella decadenza
sorda della dimenticanza nei freezer della disuguaglianza
anche la musicalità di queste sceme lacrime che cadono clandestine
inzuppando le pagine di un tuo libro
testimonianza lieta che riesce
a riempire lo spazio vuoto
della mia povera miseria...
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