
Berlusconi procede col suo piano verso i pieni poteri- Lettera di Flores d’Arcais all’inetto Veltroni – Un’Italia del crimine e dei criminali – Tocqueville – La pesca e l’Europa – Il Tar blocca la base di Vicenza – La giornata dei rifugiati – La destra stravince alle amministrative siciliane
“Se quello di B non e’ gia’ fascismo e’ qualcosa che sempre piu’ pericolosamente gli si avvicina e gli assomiglia”.
(Scalfari)
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Fedele Confalonieri
«La verita’ e’ che se B non fosse entrato in politica, se non avesse fondato FI, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori. Ma questo non lo scriva».
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Riccardo Orioles
Clima
"Dialogo". "Gioia per il nuovo clima". "Pacificazione nazionale". "Italia di Vittorio Veneto". "Finalmente clima più costruttivo". "Uomo della Provvidenza". Di queste frasi alcune sono state pronunciate, da re presidenti e papi, nel 1928. Altre nel 2008.
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La desolazione dei fatti
Viviana Vivarelli
Berlusconi vince con una martellante campagna di terrorismo nazionale, demonizzando in modo scomposto con l’aiuto della Lega e del Fascio l’allarme sociale dei migranti, ignorando volutamente che i dati sulla criminalita’ comune in Italia sono in forte diminuzione, mentre sono in forte aumento i reati finanziari, che questo Governo come l’altro non fa che minimizzare, assolvere o indultare, per sporchi coinvolgimenti personali. Siamo il 2° paese europeo per corruzione politica e finanziaria ma i media, giornali e tv, sono in mano a una Confindustria ammanicata coi giochi sporchi del potere politico quando i media non dipendano direttamente dallo stesso Berlusconi.
Cosi’, mentre negli USA centinaia di persone sono arrestate per corruzione in reati bancari o di impresa e vengono condannate a decine di anni di carcere, in Italia il reato finanziario, l’insider trading, la truffa ai danni dei risparmiatori, il furto di cosa pubblica e l’evasione fiscale sono lo sport piu’ diffuso e protetto, perpetuato mediante l’impunita’ di fatto, la protezione dall’alto, l’incaprettamento della magistratura, lo stupro del diritto processuale, la depenalizzazione del reato, la prescrizione, l’assicurazione di un’omerta’ generalizzata e, per peggiorare ancor piu’ la situazione, Scajola rinvia di 6 mesi la class action, o azione collettiva da parte delle vittime, chiudendo le porte al diritto di un giusto risarcimento.
Col grimaldello della sicurezza, Berlusconi si fa poi approvare da Napolitano, un decreto divenuto disegno di legge mancando i caratteri obbligati di necessita’ e di urgenza, in cui introduce dolosamente il segreto sui dati istruttori, una pesante censura col carcere per i giornalisti che informano l’opinione pubblica sui politici incriminati, e in cui ordina ai magistrati di rinviare di un anno i processi per reati sotto i 10 anni, con un'altra grave intromissione nell’autonomia della magistratura contro l’obbligatorieta’ dell’azione penale in cui introduce un pericolosissimo precedente di discrezionalita’ politica.
Si realizza il piano che aveva gia’ prefigurato di un capo dell’esecutivo che anno per anno stabilisce quali sono i reati da perseguire e quali no.
Con quest’ultimo provvedimento, Berlusconi blocca di colpo il proprio processo per corruzione in atti giudiziari a cui mancavano ormai solo due udienze, e in cui e’ accusato di aver pagato il testimone Mills per giurare il falso, reato che prevede 8 anni di carcere. Berlusconi avrebbe 'comprato', pagando 600mila dollari, la falsa testimonianza del legale inglese favorendo il processo All Iberian e in quello sulle tangenti alla Guardia di Finanza.
Per rinviare di un anno il proprio processo, Berlusconi blocca altresi’ altri 100.000 processi penali per reati molto gravi, rapine, stupri, sequestri…, gettando le procure nel caos.
Il paradosso e’ che si dice di far questo “per combattere l’allarme sociale”, quando i reati sospesi sono proprio il 90% di cio’ che costituisce il vero allarme sociale.
Berlusconi dice di procedere “nell’interesse collettivo”, ma lo scandalo e’enorme. Mai si era visto un attacco cosi’ spregiudicato e sfacciato alla Giustizia. L’utilizzo dello Stato per i suoi peggiori interessi e’ diventato scandaloso e dittatoriale.
La dilazione del processo di Berlusconi di un anno prepara la ripresentazione del lodo Schifani per l’improcessabilita’ delle prime 5 cariche dello Stato (gia’ respinto perche’ incostituzionale), in tal modo Berlusconi si salverebbe per tutta la durata della legislatura dai suoi processi, intanto modificherebbe la Costituzione verso un presidenzialismo forte, un vero e proprio attentato alla democrazia che ha gia’ il pieno appoggio di Veltroni e Franceschini. Dunque Berlusconi non potrebbe essere processato per 5 anni, poi il Parlamento, in cui ha la maggioranza, lo eleggerebbe a pieni voti Presidente della Repubblica, e di nuovo, in base al Lodo Schifani 2, non potrebbe essere processato, col vantaggio ulteriore di avere, come Presidente italiano, non piu’ gli scarsi poteri che ha ora Napolitano, ma un potere forte a modello francese o statunitense, addirittura piu’ forte, avendo neutralizzato il Parlamento, assoggettato la Magistratura e comprato l’informazione. Il percorso verso la dittatura sarebbe cosi’ completo.
Questo piano infame si sta sviluppando col pieno appoggio della cosiddetta sinistra del Pd e del centro di Rutelli, mentre i partiti estremi si sono dissolti in un hara kiri impietoso e insensato, perdendo ogni buona occasione di immagine e lasciando cadere, con la difesa che Bertinotti ha fatto della casta, dell’indulto, del precariato e della guerra, ogni ulteriore attendibilita’. Il misfatto e’ compiuto col concorso doloso di tutti i partecipanti. Il Santo Padre da’ la benedizione finale.
Che questa strategia sia stata fortemente voluta dai DS fin dai tempi della famigerata bicamerale di D’Alema e senza la reazione forte della sx radicale e che ora il piano si completi col plauso unanime di Rutelli-Franceschini è aberrante.
L’unica ipotesi possibile, salvo appellarsi a demenza di gruppo o a implosione ideologica, e’ che la sx stia crollando a causa di una pesante infiltrazione affaristico-mafiosa.
La situazione e’ anche peggiore degli altri governi e prefigura la crisi gravissima della democrazia. Quella parte di cittadini che ancora crede nei valori democratici e’ rimasta priva di referenti istituzionali, nella deriva totale della politica parlamentare dal bene comune.
Di fronte ai gravissimi attacchi alla democrazia, al diritto e allo Stato, Veltroni non ha di meglio che parlare vagamente di una manifestazione popolare contro il Governo da farsi “in autunno”. Siamo distrutti dalla sua pochezza, dalla sua debolezza, dalla sua stupidita’, dalla sua sostanziale incapacita’ di capeggiare un’opposizione o di difendere il paese. Questo e’ peggio che inettitudine. E’ follia.
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Paolo Flores d’Arcais
“Vedo che Walter Veltroni si e’ deciso a dare una risposta chiara alla proposta di scendere in piazza contro le ennesime leggi-vergogna di B. Appuntamento a settembre. Peccato che l’approvazione delle vergogne sia in calendario in Parlamento tra un paio di settimane. Veltroni insomma propone una forma di protesta decisamente innovativa: non piu’ “sit-in”, non piu’ “meet-up” ma “close-after”. Nel senso di scendere tutti in piazza, a chiudere le stalle, dopo che i buoi sono scappati. Avra’ tanti difetti, il segretario del Partito democratico, ma certo non gli manca il senso della comicita’.
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Lettera a Veltroni: «Torniamo in piazza, ma subito»
Intanto, a Milano, mobilitazione lunedi’ 23 giugno davanti al Palazzo di Giustizia, ore 18
Intanto, a Torino: manifestazione sabato 21 giugno a P.zza Vittorio, ore 18
Questa la lettera di Paolo Flores d'Arcais a Walter Veltroni, pubblicata oggi in prima pagina su l'Unita’:
Caro Walter,
le ultime mosse legislative del governo B in tema di giustizia costituiscono o no un vulnus gravissimo alle fondamenta liberaldemocratiche di una convivenza civile? La risposta che si fornisce e’ decisiva per il tipo di opposizione che di conseguenza si scegliera’.
A me sembra che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza (con l’emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche. Perfino una personalita’ di proverbiale saggezza e prudenza, che non ha mai amato la politica girotondina e ha sempre aperto generosissimi crediti alla credibilita’ dei partiti di centro-sx, dai tempi di Berlinguer e passando per tutte le metamorfosi del Pci fino a Veltroni (senza dimenticare l’appoggio a De Mita) - sto parlando di Eugenio Scalfari - e’ arrivato a dire che se quello di B non e’ gia’ fascismo e’ qualcosa che sempre piu’ pericolosamente gli si avvicina e gli assomiglia.
Gia’ da molti giorni, consapevoli della gravita’ della situazione, tre parlamentari dell’opposizione (che prendono il termine nell’accezione del vocabolario della lingua italiana, nel quale si menziona “un’azione di contrasto e di critica” ma mai di dialogo), l’on. Furio Colombo, l’on. Giuseppe Giulietti e il sen. Francesco Pardi detto Pancho, hanno reso pubblica attraverso il sito www.micromega.net una lettera a te e Antonio Di Pietro, nella vostra qualita’ di capi del Partito democratico e dell’Italia dei valori, nella quale vi invitavano ad indire una manifestazione pubblica (a scendere in piazza, insomma) che vedesse insieme opposizione parlamentare e societa’ civile (quella definita “giustizialista”, sottolineavano i tre parlamentari, a scanso di equivoci). Lettera sostenuta da personalita’ come Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, e da migliaia di cittadini che stanno firmando sul sito www.micromega.net.
Antonio Di Pietro ha risposto positivamente, a nome del suo intero partito. Di una tua risposta, invece, sui due principali quotidiani di giovedi’ 19 giugno, non c’e’ ancora traccia alcuna. Forse perche’ la nota che hai diramato alle agenzia costituisce un perfetto esempio di risposta-non-risposta. In essa infatti si legge che “il leader del Partito democratico condivide le ragioni che hanno spinto a promuovere l'appello. Rispetto all'iniziativa di piazza, tuttavia, almeno per il momento Veltroni non aderisce”. Almeno per il momento. Che vuol dire? Che in futuro potresti? E quando, se non ora?
Oggi che tutti fanno a gare per dichiararsi cristiani, credo che un tratto squisitamente evangelico dovremmo assumerlo tutti, politici in primis: “il tuo dire sia si’ si’ no no, perche’ il di piu’ viene dal maligno” (Matteo, 5,37). Oltretutto, in politica la scelta dei tempi e’ cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni, che fa strame del principio secondo cui “la legge e’ eguale per tutti”, e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di establishment, la scadenza per una manifestazione e’ dettata dal calendario parlamentare.
Questa legge-canaglia va in discussione tra due settimane, o si scende in piazza un minuto prima che la discussione inizi oppure vuol dire che alle manifestazioni si vuole rinunciare. E per manifestare tra due settimane, e in modo unitario, opposizione parlamentare accanto a societa’ civile “giustizialista”, bisogna cominciare a lavorare subito, a organizzare subito, a mobilitarsi subito. Altrimenti e’ preferibile un chiaro e rotondo no, in cui ciascuno si assume le sue responsabilita’ (per atti od omissioni) di fronte al baratro morale e costituzionale in cui B sta trascinando il paese.
I cittadini democratici, per i quali “la legge uguale per tutti” non costituisce un optional, troveranno comunque i modi per testimoniare pubblicamente, anche da soli, contro questo strame di legalita’. Ma le forze politiche che questa protesta lasceranno senza rappresentanza in parlamento perderanno per sempre ogni credibilita’ di fronte ai tanti, tantissimi elettori (sempre piu’ ex-elettori), che non capiscono l’ossimoro di una “opposizione che non esclude il dialogo”.
Un caro saluto,
tuo Paolo Flores d’Arcais
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Mesancheno
La comicita’ di Uolter e’ ormai manifesta. Secondo me c'e’ una maledizione satanica per la quale il centrosx ogni sei-sette anni sente la necessita’ di rieleggere B a padre costituente, nonostante poi quando quelle fasi passano chiamarlo "ademocratico" o cose di questo tipo. E non ho ancora sentito nessuno dire che l'eventuale lodoSchifani/lodoMaccanico e’ una vergogna. Torniamo in piazza, subito!
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Ururu
Mi preoccupa l'eredita’ che il signor B. lascera’ ai nostri (e ai suoi) figli. Quella di un paese stravolto, lacerato, diviso, in cui sara’ stato cancellato ogni barlume di consapevolezza su cio’ che significano leggi, regole e valori condivisi. Un paese rozzo e selvaggio, tornato indietro di secoli alla legge della giungla.
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Lucia11
Quando comincia la fine della democrazia? La risposta e’ molto semplice:la democrazia muore quando e’ soppressa la divisione dei poteri ed e’ intaccato lo stato di diritto.
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Patrizia 1
Adesso voglio vedere se sono piu’ pericolosi i poveri, i mendicanti, i rom, contro i quali si sono scagliati i fili i filibustieri della dx o questi criminali liberi di nuocere per salvare B
Avrebbe avuto 10 anni di galera B avrebbe avuto 10 anni di galera se non avesse stoppato il suo processo con un emendemento personale ad hoc: tutti i processi per delitti passibili di 10 anni di galera commessi fino al 2002 (il suo periodo)sono sospesi in nome del l'imputato eccellente, il criminale B. Con lui sono indultati stupratori, scippatori, usurai, pedofili, imbroglioni di pericolosita’ da 10 anni di galera. La coalizione dei pregiudicati e condannati in parlamento ha messo una pietra tombale sulla giustizia e messo in pericolo la sicurezza di tutti gli italiani. Siamo ormai in balia dei criminali.
Se ci saranno ancora intercettazioni nelle indagini contro la criminalita’ saranno puniti con 5 anni di carcere i magistrati che hanno richiesto le intercettazioni, con 5 anni di carcere chiunque si prestera’ a eseguire l’ordine e a renderlo disponibile, nei modi e tempi previsti attualmente dalle leggi in vigore (e non cancellate) e 5 anni di carcere ai giornalisti che, sulla carta stampata, in televisione o in rete rendano possibile la divulgazione di atti altrimenti consentiti dalle leggi.
Ricorderete che come nella sequenza di un film deliberatamente pensato per denigrare gli imprenditori italiani (nel caso i piu’ nuovi e piu’ giovani) i 3 impegni del Presidente del Consiglio, contro i giudici, contro i giornalisti, contro chiunque voglia restare nella lettera e nello spirito della Costituzione combattendo il crimine, sono stati accolti da uno scroscio di applausi entusiastici.
Anzi ci sono stati 3 scrosci, come per ringraziare il premier per la pietra tombale che si appresta a gettare sulla giustizia e per la protezione offerta alla criminalita’, soprattutto la criminalita’ dei colletti bianchi, degli affari, delle banche, delle aste truccate, dello insider trading, del passaggio indebito e riservato di notizie che arricchiscono immensamente e scardinano la concorrenza se conosciute solo da alcuni prima del tempo. E la criminalita’ delle cliniche.
Ma le 3 aree indicate come sole permesse per le intercettazioni sono solo una parte di tutta la criminalita’ che tormenta il paese e contro cui si battono magistrati e forze dell’ordine. E non solo: interi rami di attivita’ criminosa di mafia, camorra e ndrangheta si esercitano e si attuano lungo percorsi che adesso diventano area proibita alle intercettazioni, come gli affari di finanza.
Nello scrivervi questa lettera noi siamo certi che condividete il nostro allarme. Pero’ nelle grandi questioni pubbliche che riguardano soprattutto la protezione dei cittadini (che sono coloro che pagano i grandi imbrogli, le grandi truffe, i grandi silenzi) e’ importante che l’allarme diventi pubblico, proclamato, comune.
Siamo convinti che il Partito Democratico e l’Italia dei Valori debbano – con urgenza – farsi testimoni di un allarme che vuole avvertire il Paese contro questi tre solenni impegni liberticidi. Viene denunciato il normale percorso della giustizia, viene deformato il fondamento della democrazia che esige la separazione dei poteri, si mette in atto un attacco del potere esecutivo contro il potere giudiziario ma anche contro le prerogative del Parlamento. Infatti il nuovo applaudito editto contro i giudici di Silvio B corrisponde, nella forma stentorea e definitiva dell’annuncio, a un potere che un primo ministro democratico non ha. E scavalca con la disinvoltura delle nascenti dittature la voce del Parlamento.
L'editto presidenziale e’ una minaccia intimidatoria contro i giornalisti italiani che osassero disubbidire e rendere pubbliche notizie di crimini.
Noi siamo convinti che il Partito democratico e l’Italia dei Valori siano i naturali difensori della giustizia e della libera informazione nel paese di un vasto conflitto di interessi mediatico in cui gran parte delle fonti di informazione sono gia’ nelle mani di una sola persona, in veste di proprietario e capo del Governo. Percio’ contiamo di ritrovarci uniti con i cittadini che ci hanno votato in una “giornata della giustizia” che vi chiediamo di convocare al piu’ presto. Una grande manifestazione in piazza del protagonismo civile, a torto definito giustizialista, per affermare con rinnovata energia la necessita’ che l’informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico.
Abbiamo di fronte un governo prepotente e deciso a tutelare gli interessi particolari che incarna e rappresenta, e a gestire il Parlamento come un parco a tema a cui, di volta in volta, si impongono immagini e rituali di B e di Bossi, in un alternarsi di protezionismi, interessi speciali e paure ingigantite fino alla caccia all’uomo. In questa situazione preoccupante e grave, noi pensiamo che il silenzio sia il vero pericolo che dobbiamo respingere con la massima energia.
Con leggi vergogna, l'Italia diventera inesorabilmente il Paese del crimine e dei criminali liberi. Lo aveva affermato gia’ 7 anni fa’ J.Maillard, magistrato: http://www.rekombinant.org/old/article.html.sid=1297
"L'Europa deve mettere sotto esame l'Italia di B. Altrimenti d'ora in avanti andremo a costruire un’Europa del crimine e dei criminali”.
Secondo il disegno di legge salva B, la magistratura non potra’ perseguire i crimini fino a 10 anni compiuti nel lasso di tempo in cui lui ha compiuti i suoi. Allarmante anche i tentativi di boss e mafiosi di far prescrivere i loro processi a Palermo
On. Furio Colombo
On. Giuseppe Giulietti
Sen. Francesco Pardi
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Tocqueville
“Il centralismo amministrativo e la cura esclusiva del proprio interesse particolare da parte dei cittadini, come accennato precedentemente, favoriscono questa degenerazione, realizzando il paradosso di "societa’ democratiche ma non libere".
"La frenesia di arricchire a qualunque costo, la passione degli affari e del lucro, la ricerca del benessere e dei godimenti materiali sono le passioni piu’ comuni e diffuse. Esse dilagano facilmente in tutte le classi, (...) perverrebbero in breve tempo a snervare e degradare l' intera nazione, se nulla intervenisse per raffrenarle.
Orbene, e’ appunto nella peculiare essenza del dispotismo il favorirle e l' estenderle. Quelle passioni debilitanti gli giovano: esse sviano la mente degli uomini dagli affari pubblici e la tengono occupata altrove, cosicche’ essi tremano al solo pensiero delle rivoluzioni. Il solo dispotismo puo’ propiziare per essi quel segreto e quell' ombra che mettono a loro agio le cupidigie, e consentono di inseguire illeciti lucri senza timore di disonorarsi. Senz' esso, siffatte passioni sarebbero state forti; con esso, trionfano.
La liberta’ sola, per contro, puo’ efficacemente combattere in simili societa’ i vizi che sono ad esse connaturali, e frenarle sulla china dove tendono a scivolare. Essa soltanto, invero, puo’ sottrarre i cittadini all' isolamento dovuto alle loro stesse condizioni di vita, per costringersi a riaccostarsi l' uno all' altro; essa sola li anima, li mette diuturnamente in contatto con la necessita’ di concentrarsi, di persuadersi, di reciprocamente giovarsi della pratica dei comuni affari. Essa soltanto e’ in grado di strapparli al culto dell' oro e alle meschine faccende giornaliere dei loro affari privati, per farlo sentire e vedere, in ogni momento, la circostante e sovrastante presenza della patria; essa soltanto puo’ sostituire di tempo in tempo all' amore del benessere passioni piu’ energiche e alte, offrire all' ambizione scopi maggiori che non quello di far quattrini, creare la luce che permette di scorgere e giudicare i vizi e le virtu’ degli uomini.
Le societa’ democratiche, ma non libere, possono essere ricche, raffinate, ornate, anche magnifiche, potenti per il peso della loro massa omogenea; vi si possono ritrovare doti individuali, buoni padri di famiglia, onesti commercianti, e proprietari stimabilissimi; vi si troveranno pure dei buoni cristiani [...]; ma cio’ che non si vedra’ mai, oso affermarlo, in simili societa’, sono i grandi cittadini, e soprattutto un grande popolo; ne’ temo di asserire che il comune livello delle menti e degli animi mai non s' arrestera’ nel suo abbassamento, fino a che l' uguaglianza e il dispotismo andranno assieme congiunti."
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La pesca
Brillanti risultati del liberismo e della globalizzazione
Paolo De Gregorio
-Pesca: la flotta peschereccia europea e’ sovradimensionata del 30%
-La Cina importa pesce europeo, lo lavora e poi lo esporta in Europa
-I paesi con flotte pescherecce d’alto mare che usano satelliti, e anche aerei ed elicotteri, per avvistare i branchi (europei, cinesi, coreani, giapponesi) continuano a non ascoltare il parere degli scienziati che dicono che con questo livello di cattura i branchi si esauriranno molto presto (secondo dati FAO il prelievo tra il 2000 e il 2006 e’ lievitato del 49%)
- In Italia la pesca e’ assistita dallo Stato. Fino a poche settimane fa il gasolio veniva venduto ai pescatori a 0,40 centesimi di euro al litro, oggi e’ venduto a 0,80 centesimi e i pescatori sostengono che pescare non e’ piu’ remunerativo. Non solo, ma lo Stato paga i periodi di fermo biologico, e da’ molti contributi alla costruzione del naviglio da pesca.
Anche in questo settore siamo nella medesima situazione della clinica S. Rita di Milano, che pur essendo di proprieta’ privata, gode di una convenzione con lo Stato che paga profumatamente prestazioni senza impegnarsi molto sui controlli, che fortunatamente qualche volta fanno i magistrati.
In Italia non si riesce a vedere un settore che sia genuinamente privato o totalmente pubblico, e questa commistione pubblico-privato e’ una melma in cui sguazzano politicanti, affaristi, mafiosi.
Eppure sulla questione della pesca se, al posto dei politicanti, avessimo dei politici la situazione si potrebbe risolvere molto facilmente.
Per prima cosa un vero politico si dovrebbe informare dagli scienziati che studiano il settore e che dicono che il prelievo di pesce e’ superiore a cio’ che il mare e’ in grado di riprodurre e quindi con questo sistema si va ad un esaurimento della vita marina.
Essendo un settore privato un buon politico dovrebbe abolire ogni agevolazione pubblica e se il settore, che poi e’ soprattutto quello della distruttiva pesca a strascico, si ridimensionasse fortemente sarebbe solo un bene per il mare e per la piccola pesca che vedrebbe presto aumentare la pescosita’ delle zone costiere.
Basterebbe avere il coraggio di governare e avere dei principi liberisti, ma anche in questo i politicanti della dx sono fasulli come gli altri,dimenticano i principi, galleggiano sull’esistente senza preoccuparsi dell’ambiente e del futuro del mare, spendono soldi dei cittadini per mantenere un settore sovradimensionato e distruttivo.
Spero ardentemente nel petrolio a 200 dollari al barile.
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Il Tar blocca la base di Vicenza
Pippo Magnaguagno (rete Lilliput)
Ricordiamo che il progetto della base militare USA di Vicenza e’ tutt'ora segreto, nessun organo o amministrazione al di fuori del Ministero della Difesa ha potuto accedere a
questi documenti, in barba all'informazione dei cittadini. Nessuna Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e’ stata fatta, nessuna informazione ufficiale e’ stata rilasciata, i militari parlano solo tramite conferenze stampa (ovvero propaganda) o tramite alcuni giornali che
pubblicano notizie false, superficiali o tendenziose da parte di "fonti vicine ai militari USA" senza entrare nei dettagli. O viene svelato l'attuale progetto, come avvenne il 25 Maggio 2006, pubblicamente in consiglio comunale, oppure qualcuno abbia l'onesta’ di dire
all'opinione pubblica che su Vicenza cala il Segreto Militare con tutte le
conseguenze che esso comporta. Nella prossima riunione verra’ inoltre spiegato l'incredibile impatto ambientale della costruzione (abusiva) della base, si parlera’ delle opportunita’ di lavoro reale connesse con un utilizzo diverso dell'area e quindi a come reimpiegare l'area demaniale del Dal Molin.
http://www.coordinamentocomitati.it/
(Reuters) - Il Tar del Veneto ha bloccato oggi il progetto di ampliamento della base militare Usa adiacente all'aeroporto Dal Molin di Vicenza, secondo quanto riferito dal sindaco della cittadina veneta Achille Variati. Il tribunale amministrativo ha motivato la sospensione con l'assenza di una specifica autorizzazione da parte del governo e con la violazione delle procedure delle gare d'appalto, che non avrebbero rispettato ne’ le norme italiane ne’ quelle europee. "E poi ci sono le ragioni della comunita’, come la mancata consultazione dei cittadini, e altre questioni inerenti le questioni ambientali, non sufficientemente motivate. Per tutte queste ragioni, il Tar ha sospeso. Il ricorso presso il Tar era stato proposto dall'associazione Codacons e dal Coordinamento dei comitati che si battono contro l'ampliamento della base Usa. Dopo la decisione del tribunale amministrativo, si dichiara soddisfatto il presidio permanente "No Dal Molin".
"La sentenza del Tar impone la sospensiva sui lavori: ora che nessuno faccia scherzi", si legge sul sito dell'organizzazione che conferma la manifestazione per il 26 giugno, giorno in cui il Consiglio comunale dovrebbe riunirsi per approvare la delibera che cancella l'ordine del giorno con cui la precedente amministrazione aveva acconsentito ai progetti statunitensi."
Ivan Rettore
http://grpsocialeprogressista.myblog.it
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Dall’Olanda
Una piccola breccia contro i monopoli privati
Nicolai Caiazza
Dalla fine di aprile di quest'anno gli autisti dei bus nei Paesi Bassi erano entrato in azione per il rinnovo del contratto. Si tratta dei bus di linea che coprono i tragitti dalla stazione verso le localitá di periferia e i villaggi lá dove il treno non arriva. Queste linee di bus sono state privatizzate giá da diversi anni e sono in mano a diverse societá che si sono suddiviso le tratte, la Connexxion, la Veolia, e la Arriva. I lavoratori chiedevano un aumento salariale del 3,5%,mentre le direzioni delle aziende volevano sí offrire il 20% in tre anni ma in cambio chiedevano la rinuncia a 17 giorni di permesso pagato e inoltre considerare le pause durante il lavoro come orario non pagato. Ma il conflitto aveva anche un elemento implicito che era la pressione sul governo da parte di queste aziende per ottenere la privatizzazione dei servizi anche nelle tre grandi cittá Amsterdam, Rotterdam e L'Aia che finora erano state escluse dalla privatizzazione.
La reazione del Sindacato dei trasporti cosí come quella del Socialistiese Partij (che alle ultime elezioni aveva triplicato i voti) e’ stata molto veemente. Le azioni di protesta, sono cominciate con il permettere di viaggiare gratis, poi sono passate a scioperi al difuori delle ore di punta, fino allo sciopero totale a oltranza. Una sentenza del giudice all'inizio di giugno aveva poi obbligato gli autisti a garantire il trasporto nelle ore di punta. Le aziende non volevano pagare perche’ l´aumento del carburante dicevano ha fatto diminuire i profitti, mentre e’ stato mostrato invece che avevano fatto grandi profitti nell´ultimo anno. Nello stesso tempo il SP aveva proceduto nel Parlamento a fare pressione sul governo affinche’ intervenisse per risolvere una situazione ormai insostenibile. Il governo si difendeva dicendo che trattandosi di un conflitto tra due soggetti privati, i lavoratori e le aziende private, non era in suo potere intervenire.
Intanto lo scontro, allo stesso tempo, permetteva di mettere in luce i problemi che derivano dalla privatizzazione per questo specifico settore, come la riduzione delle linee, l´invecchiamento del materiale, la cattiva manutenzione, tutti problemi conseguenti alla pura ricerca del profitto. Il SP he ripetutamente messo sotto pressione il governo affinche’ prendesse posizione nella risoluzione del conflitto. Il braccio di ferro si e’ concluso proprio ieri, con l´accettazione delle richieste salariali dei lavoratori, la rinuncia delle controproposte padronali, il tutto in conseguenza dell´intervento del Ministero dei trasporti, dimostrando cosí implicitamente che lo Stato rimane responsabile del settore trasporti, anche se le tre aziende sono ancora in mano a privati. Peró la discussione a livello sociale sulla opportunitá di riportare nelle mani dello stato i servizi pubblici, in conseguenza di questo conflitto ha guadagnato al momento una posizione.
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Lettera di Mariapia
Mia cara. Ho una malattia che migliora ogni volta che sento che una persona fatica da qualche parte nel campo giusto.
Il campo giusto e' "la sx", dalla parte del cuore. Poi se qualcuno sporca il campo, oppure crede che il campo sia tutto suo, che va coltivato cosi' o cosa', non mi tocca piu'. Vicino al fosso va coltivato in un modo e dove e' asciutto in un altro, con il tempo s'impara. Con il tempo, molto tempo
L'eta' umana "importante" ha i suoi vantaggi, fa la chioma rada e le radici piu' forti, cosi' si continua a coltivare il campo pazientemente, guardando ai bimbetti che arrivano a disfare le prode, a volerle piu' larghe o piu' strette, a trovare un loro modo nuovo
Certo che se nulla si modificasse saremmo ancora a pestare il grano e...niente tortellini.
Si, io miglioro quando qualcuno entra nel campo, sono fatta cosi' e non vedo perche' non devo gioire quando una delle note del mio spirito vibra di buona armonia.
Ne vedremo di ogni colore; meglio, i colori vivacizzano lo spirito.
Vento contrario? E' li' che sta il bello! Siamo o non siamo l'unico mammifero che con piacere sopporta la postura eretta? E poi qualcuno sta ancora piu' eretto, in parti sottili, dalle parti dello spirito, quelle che ci rendono umani veramente. Gente che parla di sorellanza e fratellanza, di solidarieta', di giustizia, di diritto alla felicita' e sta cercando di trovare la strada nuova - in un buio che spaventa - tra spirito e materia.
Spirito e materia sono poi la medesima sostanza, ma e' ancora difficile da comprendere.
Oggi e' difficile il lavoro sociale poiche' una sorta di apatia mentale oscura l'occidente.
Forse sono i nuovi lavori che rendono ottusi. Capisco che i lavori del passato erano durissimi, ma davano senso alla Vita.
Ognuno era protagonista: chi piantava una carota, chi tagliava la legna, chi spingeva l'aratro, chi accendeva il fuoco e cucinava, chi raccoglieva un fungo, chi cuciva e rammendava, chi imboccava un bambino.....
A me pare che la civilizzazione attuale con i suoi gelidi lavori non ci aiuti, ma poiche' abbiamo i millenni davanti, troveremo il modo per non stare piegati nel campo
a piantare le carote, ma nemmeno al call-center o alle casse dei supermercati, o ancora peggio, allo sportello delle banche.
Fischia il vento e soffia la bufera.....
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Don Aldo manda
I rifugiati
Ieri, nel silenzio delinquente e connivente della stampa, si e’ celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall'UNHCR.
Qui di seguito la lettera di protesta che presidente di "Un ponte per...", Fabio Alberti, ha inviato ai direttori dei due giornali piu’ diffusi e una bellissima e preoccupata lettera aperta che le madri di Plaza de Mayo hanno inviato alla Comunita’ Europea.
Aldo Antonelli
“Caro direttore,
sono allibito – non trovo altri termini – nel vedere che il suo giornale, in buona compagnia di altri maggiori organi di stampa italiani, ha omesso, oggi, di parlare della Giornata Mondiale del Rifugiato, celebrata in tutto il mondo ed indetta dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
I profughi e gli sfollati, nel mondo, sono 67 milioni. Piu’ dell’intera popolazione italiana.
Sono scappati da guerre e violenze, alcune portano anche il nostro nome: Yugoslavia, Afganistan, Iraq. Possibile che non riusciate a vederli? O che li vediate solo come immigrati, o “clandestini”? "Proteggere i rifugiati e’ un dovere. Essere protetti e’ un diritto”.
Questo lo slogan sotto il quale si celebra quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato. Questo dovere e questo diritto e’ oggi stato leso dal silenzio stampa.
Fabio Alberti – Presidente di "Un ponte per…”
CARTA ABIERTA A LA COMUNIDAD ECONÓMICA EUROPEA
Lettera aperta alla Comunita’ Economica Europea
Alle donne e agli uomini di tutti i paesi della Comunita’ Economica Europea che stanno diventando donne e uomini senza cuore:
Gli interventi discriminatori che volete attivare contro gli immigrati di tutti i paesi del cosiddetto terzo mondo, con prigione o deportazione, sono interventi selvaggi.
Come Madri vi chiediamo cosa sarebbe successo se, negli anni delle guerre, della fame del primo mondo, i nostri paesi vi avessero chiuso le porte. Quanti di noi sarebbero morti di fame nell'Europa ricca di oggi e distrutta ieri dalle guerre infami.
I vostri paesi hanno usato gli immigrati come manodopera a basso costo e ora, in seguito alla decadenza di questi stati, li condannano a tornare alla fame e alla disperazione.
In rappresentanza dell'Associazione Madres de Plaza de Mayo che presiedo, e in nome di tutte le madri, vi chiedo di rivedere queste misure e che prima della testa sentiate il vostro cuore.
Signori, nessuno dei vostri figli o nipoti e’ libero dalle stesse misure che state adottando.
Voi avete sempre le guerre molto vicine che arrivano per mano del terrore e della fame. Il nostro impegno "L'ALTRO SONO IO" vi deve far pensare.
Ascoltateci.
Hebe de Bonafini
Presidentessa Asociación Madres de Plaza de Mayo
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Il centrodestra stravince alle amministrative siciliane.
Il debacle del Pd non poteva essere piu’ grande.
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Riccardo Orioles – Dalla Sicilia
La Catena di San Libero n. 367
Ora
Io non credo che Falcone sia un cretino come dice l'autorevole giudice Carnevale. Mi dispiace sinceramente che l'abbiano ammazzato, e cosi’ per Borsellino, Livatino e gli altri. Io penso che i giudici siano meglio dei mafiosi e per me l'eroe non e’ Mangano ma Borsellino. Mi dispiace che un sacco di esseri umani siano annegati in mare dalle parti nostre (quasi 400, dicono i giornali) mentre io andavo a votare, e questo perche’ la legge dice che devono venire di nascosto. Mi dispiace che fra loro c'erano cosi’ tanti bambini. Mi fa schifo la gente come Bossi che ha detto tante cose schifose contro i meridionali, e preferirei crepare piuttosto che allearmi con lui.
Rido in faccia a quelli del partito di Scapagnini, che prima si sono mangiati mezza Catania (manco pagavano le bollette per i lampioni) e poi sono venuti a cercarci il voto come se niente fosse. Non ce l'ho con gli zingari, coi negri, con gli ebrei e coi gay, ce l'ho solo coi delinquenti e chi gli tiene mano. Non credo che Roma sia come Kabul da mandarci i soldati. Non credo che si debba cancellare tutti i reati fino al 2002. Credo che occorra dare piu’ mezzi a polizia e carabinieri (adesso, manco i soldi della benzina) per prendere i delinquenti davvero e non farci chiacchiere sopra. Credo che chi fa cose sporche debba finire in galera, piccoli e grossi, comprese le piu’ alte autorita’ se fanno reati. Non ho paura degli scippatori, ce l'ho di quelli che danno fuoco agli operai o ammazzano la gente nelle cliniche private.
Siamo in pochi in Sicilia a pensarla cosi’, a quanto pare. E va bene. Ma io un domani non voglio essere confuso con tutti quegli altri siciliani che si vedono ora. Un popolo ignorante e poverissimo, com'eravamo in Sicilia fino all'altra generazione, giustificazioni ne aveva moltissime, finche’ la miseria e’ durata. Ma gente coi telefonini e le automobili, coi satellitari ai balconi e le magliette firmate, di giustificazioni non ne ha piu’. Percio’ ora ciascuno individualmente si prenda le sue responsabilita’ - io mi prendo le mie – perche’ domani chi verra’ dopo di noi ci giudicherà freddamente e con attenzione.
In Sicilia, la sx non e’ mai stata pestata come ora. I giochi e le stupidaggini che erano consentiti prima ora non sono possibili piu’. Nessuno deve piu’ venire a dire “io corro da solo”. Nessuno deve piu’ dire “io sono democratico, io sono di sx” per far politica a vantaggio esclusivo della propria classe sociale, la media e a volte non tanto media borghesia. Sx, come in passato, dev'essere il partito dei poveri, prima di ogni altra cosa. Si puo’ ripartire solo da qui. “Io l'avevo detto” non serve a niente, non e’ il momento. Si puo’ ripartire dai quartieri, dall'impegno di base, dall'informazione. E' una strada lunga e difficile, e non per tutti. Chi vorra’ prenderla, si decida ora.
…
Maria Teresa Santalucia Scibona
MODERNITA’
(a Giorgio Luti)
Dolce fratello mio spirituale,
ora e’ tempo della non poesia,
di frasi grossolane squinternate.
Son fuori moda le tremule barchette
innamorate, che lusingano
il mare a pelo d'acqua.
Contaminata e’ l'italica lingua
dalle smanie dell'esterofilia.
Si anneghino le seduttive stelle.
nella prosa volgaruccia e banale.
Per sembrare moderni ed attuali
illuminiamo il giorno con rifiuti
feriali, dell'immensa citta’.
E viviamo il glorioso presente
e l'incerto domani,
fra un nostalgico tango da balera
e i richiami del nulla.
A piene mani, si rimesta nel fango
adescati da falsi bagliori
e fetidi liquami.
Quasimodo, D'Annunzio con Torquato,
sono sepolti dalle oscure trame
di delitti perfetti, fra "gialli"
o sciropposi libri "rosa",
nel vecchio mercatino dell'usato.
Mia somma guida, chi ci salvera’
dal marasma infernale, da tale
imprevedibile follia?
Svanisce e muore l'austera civilta’,
brilla il fulgore della mente tua
Nelle scelte ambigue dell'umanita’.
Tu preservi decaduti tesori
del pensiero e segnali la strada
maestra dei valori supremi.
Cerco di ricalcare il tuo sentiero,
stretta e’ la porta per l'eternita’.
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"...sradicare la poverta’ e’ un sistema molto piu’ efficace della guerra per
combattere il terrorismo..."
Muhammad Yunus (Economista - Premio Nobel per la Pace 2006)
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