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SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA

_CONTRIBUTEDBY vivianavivarelli il Tuesday, 18 January @ 09:12:54 CET

Cultura & TeatroSi dice che in Giappone la poesia riscuota grande successo.
Beh, Akiko Yosano scrive poesie erotiche,

vedi

Spingendo dolcemente
ho schiuso quella porta
che chiamano mistero.
Mammelle turgide
strette nelle mani.

Improponibile su questo sito, le darebbero subito due.

A giudicare quel che leggo non mi sembra che la maggior parte dei poeti qui presenti si slanci oltre frasi da cioccolatino e, se qualcuno osa di piu', lo castrano con voti bassi.
Sesso, stravaganza e lotta in genere sono puniti dai morigerati moderati reazionari, poeti banal-conservatori che sono la maggioranza, che però non conoscono nemmeno la tradizione e dunque conservano solo se stessi senza pero' osare oltrepassarsi.

Machi Tawara ha riscoperto un antico genere, il tanka, poesia giapponese usata soprattutto durante il periodo Heian, formata da 5 versi di 5+7+5+7+7 sillabe (in totale 31 sillabe) che viene considerata come composta da due ku [strofe] rispettivamente di 5+7+5 sillabe (kami no ku) e di 7+7 sillabe (shimo no ku), e questo ha incuriosito molto.

Un esempio

"Ieri ci siamo incontrati
e oggi di nuovo
e mi hai detto
-da quanto tempo!-
è vero, da quanto tempo"

Qui non conta solo il delicato significato emozionale, conta soprattutto la perfezione formale della poesia, qualcosa che il 90% dei nostri cosiddetti poeti italiani nemmeno sa cos'e'.
A una poesia cosi' quanto gli avrebbero dato su questo sito? Due?
Le stilizzazioni culturali sono molto importanti in Giappone, da noi non si sa nemmeno cosa sono le forme rituali della poesia e non vedo grandi difese delle tradizioni perché non esiste alcuna tradizione. Qualcuno potrebbe rispolverare un madrigale o il dolce stil novo o una laude? Un sonetto? La cosa interesserebbe?
I soliti incolti darebbero subito un 2.
Molti di questo sito non sanno cosa e' un haiku,
(componimento di tre versi di 5 - 7 - 5 sillabe, che costituiscono i metri classici nella storia della poesia giapponese. Ogni haiku contiene un KIGO, ossia una parola - fiore, frutto, festività o altro - che evoca la stagione che lo incornicia.)

esempio

Che ci sia luna
sul sentiero notturno

di chi porta i fiori.
Takarai Kikaku 1661 -


Per non parlare di un limerick (piccoli componimenti, buffi e surreali, inventati nella cittadina irlandese di Limerick. Hanno regole di composizione, ferree. Devono sempre essere composti di cinque versi, tre endecasillabi e due settenari.
La struttura delle rime è: AABBA. I due settenari (BB) devono venire dopo i primi due endecasillabi. Il primo verso deve comprendere il protagonista del limerick, un aggettivo che lo qualifichi e il paese dove si svolge l'azione (è bene che il paese sia insolito, ma deve esistere davvero). I limerick hanno un ultimo vincolo tassativo: devono raccontare piccole storie buffe, che devono far sorridere.)

esempio:
Un salumier di Borgo Panigale
s'era affezionato ad un maiale.
Pensava quel porcello,
guardandogli il coltello:
"Mi sa che prima o poi finisce male".

Quanto gli avreste dato a questo? Due?
I limerik qui hanno avuto punteggi bassissimi per pura ignoranza.
Non parliamo poi della poesia dialettale che viene sempre segata anche quando e' bellissima, ho visto una poesia pugliese splendida e di profondo significato bocciata qui per pura ignoranza.

Fontana di aga dal me paìs.
A no è aga pì fres-cia che tal me paìs.
Fontana di rùstic amòur.

Beh, capisco, è friulano, ma è anche Pasolini.

Non basta andare a capo e essere sdolcinati per fare una poesia, occorre intelligenza, creatività, coraggio, volo...occorrerebbe anche una cultura letteraria, ma in genere gli italiani sono versificatori senza retroterra culturale, improvvisatori di niente che canterellano San Remo anche quando fanno le poesie. Crediamo davvero che qualunque cosa evolva ripetendo all'infinito il se stessi di oggi, senza mai uno sprazzo di innovazione, una forzatura verso ciò che ancora non c'e'? sempre San Remo? Poi se sentiamo Brecht gli diamo due?
Qui la politica riflette spesso la poesia: niente radici culturali, banal-convenzione e una immane mancanza di coraggio.
I festival di poesia riscuotono applausi tra i poeti in quanto questi vanno la' a rispecchiarsi in se stessi, così come spendono capitali per pubblicarsi libri a proprie spese, puro narcisismo, non amore per l'arte (lo stesso in politica, si chiama autoreferenzialità), ho notato che nei blog di poesia ognuno scrive se stesso e nessuno legge gli altri o li commenta, in un totale solipsismo, tanto varebbe che ognuno leggesse solo i propri libri (idem politica) senza nemmeno pubblicarli.
E poi noi siamo il paese dove se chiedi in giro chi e' Mario Luzi nessuno lo sa, a cominciare dal ministro Gasparri, che pure se ne vanta. Persino i siti di lotta evitano con cura di mettere poesie di lotta e i siti no global si tengono alla larga dalla poesia no global, per quanto la poesia abbia sempre ispirato la lotta e il cambiamento in tutti i tempi, da noi ciò non accade, nemmeno la religione usa la poesia, per quanto i mistici medievali ci abbiano dato delle cose bellissime e ogni poema sacro, in primis la Bibbia, non sia che poesia pura sgorgata dalla voce del dio. Riuscite ad unire la poesia al divino? Da noi la poesia crea vergogna come fosse una cosa poco seria, hai mai visto in un gruppo di amici qualcuno leggere una poesia? Creerebbe imbarazzo. O qualcuno portare alle manifestazioni cartelli con versi? Disagio. O mettere sulle pareti della propria casa poesie? Scorrettezza. O regalarne? Esibizione. O aggiungerle a un pacchetto? metterle sulla tavola? Per non parlare dei giornali dove una poesia al giorno dovrebbe essere obbligatoria. Io metterei poesie anche nei poster, sui muri o sugli autobus o nelle biblioteche o nei negozi, in chiesa, nelle sedi di partito, nelle mense, sui treni... la attaccherei dappertutto. Non serve dire che siamo un paese di eroi, poeti e navigatori, oggi da noi difettano tutte e tre le categorie anche se in certo qual modo, coincidono. Difetta l'arte che è grandezza umana e personalità. Abbiamo solo piccoli specchi che rispecchiano le proprie frasi da cioccolatino in modo invariabile e ripetitivo, senza audacia, e guardano in cagnesco i tentativi degli altri, piccoli territori da difendere (inutile parlare di ciò in politica). Basta vedere anche gli stili formali o i contenuti, mai che appaia un minimo di originalità o di innovazione, un minimo di squarcio verso un infinito possibile. Canzoncine d'amore oggi, un piccolo pianto domani..... E se cantassi la mia unghia incarnita? Un archetipo, magari... ma non ho voglia oggi di dirvi cosa è.

Non votate, prego. Mi faccio male da sola.
Viviana

 
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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di rosalba il Tuesday, 18 January @ 10:40:04 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
visto che lo scritto riportato che ti ha sollecitato è mio, credo sia d'obbligo scrivere un commento.
Mi hai ...quasi...annientato! Sei contenta?
Lasciando lo scherzo, mi sembra che ci sia nel tuo scritto (così lungo che forse soltanto io e qualche altro siamo arrivati alla fine!) la voglia di imitare altre nazioni e la necessità di cambiare anche i contenuti...sbaglio?
Da parte mia c'era solo l'idea di confrontare due situazioni diverse. Se dobbiamo cambiare ci vuole un periodo di maturazione personale e di gruppo.
La poesia, infatti, non è come il menù del giorno che qualcuno può cambiare. Per poter scrivere una poesia devono convergere la mente e il cuore e non è molto semplice mantenere l'equilibrio tra i due elementi. Si possono creare anche dei corto circuiti!
Dal punto di vista tecnico, invece, può essere un gioco da proporre in chat (specialistica) il fare poesia in un certo modo...ma io avevo proposto in generale la rima e non veniva nessuno in chat.(oltretutto non mi funziona bene perchè posso prenderla solo da casa e quando sono fuori mi dice che "Rosalba" è rimasta chiusa in chat e non può entrare nessuno!) Se prendi qualche iniziativa in questi termini ci sto.
Quanto ai contenuti proprio per quanto detto prima non possono essere obbligati e oltrepassare di molto quel che si è, si è fatto, si fa e si sogna...(francamente devo dirti che non scriverei mai"mammelle turgide" e non so dirti neanche il perchè).Al contrario c'è il rischio di uscire anche dalla Poesia...
Io penso che dall'espressione dei sentimenti debba scaturire la comunicazione del mio pensiero e del mio messaggio, qualunque esso sia...E la gente che legge alla fine deve capire e provare emozioni!

Ti fai male?No, ti prego! Ti vogliamo tutti...ma se metti in mezzo troppi mobili in questa stanza si sbatte da tutte le parti e non si sa come sistemarli!
Ti abbraccio
Rosalba

P.S.
Come streghina non funziono gran che, ma ti ringrazio lo stesso.



Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Tuesday, 18 January @ 11:52:01 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Cara Rosalba
non ce l'avevo con te, il tuo articolo era puramente pretestuale, ce l'avevo con certe persone del sito che usano il voto per esprimere spiriti piccoli e meschini, le stesse persone che hanno dato un due, in altri concorsi di fuoriradio, anche alla poesia che ha vinto e che era bellissima, o che vedo dare 2 o 3 a poesie o articoli che mi sembrano splendidi, cosa vuoi discutere di poesia con questi? Non capiscono altro che la piccola esibizione di se stessi e per il resto hanno gelosia o invidia. Certo nemmeno a me sarebbe venuto di scrivere cose come gli esempi che ho riportato, e cosa vuol dire questo? Spesso leggo cose che non sono in sintonia col mio modo di esprimermi ma io non do' un 2 o un 3, tanto per castrare quello che non capisco, do' solo un 4 o un 5 su quello che mi piace, il resto lo bypasso. Ecco: la mia replica non era alla poesia giapponese ma allo spirito con cui ci si rivolge all'espressione umana in genere. Il mondo è grande e ci possono stare tante cose, i tanka che nemmeno capisco i limeruck che possono sembrarmi delle sciocchezze ma censurare anche con un voto quello che non capisco solo con l'intento di far emergere se stessi mi sembra un pessimo modo di fare poesia e comunicazione in genere.
ciao e grazie
oggi mi sono alzata con la luna storta
viviana


]


Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 14:40:32 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
No, Rosalba, non volevo imitare nessun altro paese, ero solo irritata per la pochezza di taluni che, pur non avendo i mezzi per capire o giudicare, usano la poesia solo come mezzo per esibire se stessi castrando tutti gli altri, insomma ce l'avevo soltanto con chi da' 2 o 3 come votazione. Il yitol del mio pezzo era in realtà sbagliato. Dove essere: Chi non ha abbastanza cultura si astenga dal giudicare. Mi riefrivo solo a questo sito. Punto
viviana


]



Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 14:11:14 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Penso che questa poesiola giapponese già su diversi nostri siti pseudo letterari avrebbe il massimo dei voti...visto che la direzione della poesia è quella "stile alla Lecciso" che ,molto probabilmente, pubblicheranno a breve per la Mondadori. L'importante è vendere! Questi poeti giapponesi riescono a vendere sino a 500.000 copie per "libro". Che aggiungere? La poesia dei Luzi & C, a mio avviso,poi, non è universale...aveva ragione il buon Pasolini, lui sì che è rimasto nel tempo! Ultima considerazione che parla da sola: ci sono 2.000.000 di "poeti" che navigano...



Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 14:41:51 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ci sono 2000 poeti che navigano.
Va beh, vuol dire che 1990 saranno dei coglioni
Viviana


]


Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 15:03:55 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Purtoppo è così, cara Viviana e per di più arroganti,mafiosi e con una cultura tendende allo zero assoluto. Bisogna avere il coraggio di dire le cose esattamente come stanno! Ciao Marco


]


Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 15:15:10 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Bene, Marco, vedi che la differenza con i politici non è poi molta
In fondo la vanita' sovrasta tutto
ma, come si dice, chi parla di un difetto probabilmente ne soffre (e parlo per me)
Almeno io o non voto affatto o do' un 5.
Mi sa pero' che Rosalba non ha capito gran che di quel che dicevo, pazienza
Viva la rarissima poesia, quella cosa che inseguiamo con lavoro duro e paziente, senza sperare di raggiungerla come preda facile e improvvisa.....
perche' ti chiami sayam? c'e' un'altra persona, femmina questa, che si firma saya e mi confondo un po'
viviana


]


Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 15:26:15 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
sayam? Saya è il cognome e Marco è il mio nome. Non sapevo che ci fosse una Saya al femminile...Si, è vero, la vanità sovrasta tutto e tutti, parlerei,oggi, di un superego esasperato, forse, per sconfiggere le proprie solitudini...Per quello che riguarda i voti a questo tuo articolo ho dato 5, e poi se un articolo non mi piace non lo voto. Personalmente mi interessa la visibilità sia nel bene che nel male anche per avere un riscontro oggettivo purchè sia in buona fede e possibilmente qualificato, cosa assai rara oggi! Infine scrivere è un mestiere durissimo, l'importante è crederci e perseverare...al di là di chi tende, per principio a demotivare. Ciao Marco


]


Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:12:33 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
io ho scritto tutta la vita e fino a un anno fa quasi senza lettori, per cui la possibilita' che ho adesso con internet e fuoriradio è immensa, mi dà alla testa e ci sbraco una vanita' che non sapevo di avere; per me scrivere e' una seconda natura, qualcosa senza cui non vivrei e per cui dimentico il mondo e brucio la cena, ma amare qualcosa alla follia non vuol dire ancora saperla fare; è vero che se ami qualcosa cosi' tanto e la fai di continuo qualcosa impari, ma poi c'e' un quid inafferrabile che è il talento e quello te lo dà il destino
Se non altro posso dire di essermi tanto divertita.
Ho passato i primi 35 anni della mia vita nella malattia e nella costrizione e se non avessi avuto le parole nella testa sarei impazzita, posso dire di essere sopravvissuta grazie alle parole, per questo per me esse non sono un gioco ma una cosa maledettamente seria, la mia malattia e la mia resurrezione. E' stato un piacere parlarti
viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di olasz il Wednesday, 19 January @ 15:29:55 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
personalmente faccio come te, o 5 o niente, e mi pare che si, qualcuno scriva solo per essere letto e non per avviare discussioni e confronti, (proprio una delle persone coinvolte in questa discussione mi é sembrata tale), ma mi sembra si esageri un pó con certe parole tipo coglioni mafiosi e arroganti..voi probabilmente non appartenete a quei 1990


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 15:38:37 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Caro Olasz, ribadisco: i coglioni mafiosi e arroganti ci sono! Sai quanti ne conosco...? Devo avere la stessa credibilità di un Dario Fo per dire le cose che lui ripete da decenni????? Ognuno deve avere la libertà di esprimere le proprie opinioni! Bisogna combattere le cupole...specialmente quando servono i propri interessi...


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di olasz il Wednesday, 19 January @ 15:50:51 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
sapessi quanti ne conosco io..ma non sono tutti mafiosi coglioni e arroganti quelli a cui non piacciono i nostri versi o non la pensano come noi o arrivano prima di noi ecc.ecc


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 0)
di Anonymous il Wednesday, 19 January @ 16:06:26 CET
ma io non ho detto che i miei versi "debbano piacere"! Ho solo parlato di visibilità sulle cose che scrivo e che possono piacere come non piacere, un discorso completamente diverso dai cretini fagocitati dal grande fratello che pretendono di dire...e di fare cultura!


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 16:08:29 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
ma io non ho detto che i miei versi "debbano piacere"! Ho solo parlato di visibilità sulle cose che scrivo e che possono piacere come non piacere, un discorso completamente diverso dai cretini fagocitati dal grande fratello che pretendono di dire...e di fare cultura!


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:26:01 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Oh beh, se si entra nella linea del grande fratello, la tv non ci fa da maestra semmai ci appiattisce verso un non linguaggio, qualcosa molto lontano dalla bellezza e dall'intelligenza, alla fine in televisione si parleranno a grugniti e versi.
A me piaceva Sergio Zavoli, aveva il gusto raffinato della parola. Del suo lavoro diceva: "L'avrei fatto anche se non mi avessero pagato". Scrivere per qualcuno è così, non un ornamento ma come per gli zoccoli scalpitare.
Nel film 'Il pranzo di Babette', il tenore dice: "Se hai un canto dentro, quello vuole uscire, vuol dire che sei nato per cantare. Hai un diritto davanti al mondo di far uscire il capolavoro che è in te". Ma l'urgenza non è ancora il risultato. Lo so ben io. Almeno, però, si può essere discreti nel colpire la singola persona. Ognuno vede il suo sprazzo di verità, non si può colpire chi ti sembra ne veda meno di te, però ci si può indignare se qualcuno ti impone il suo pezzetto schiacciando la tua visione. Ci deve essere posto per tutto, per il poco come per il tanto. Io lo dico ma poi non è che sia così accondiscendente..... Lo dico anche a me stessa, pe rimparare. Un sensitivo mi disse: non puoi fare a meno di provare fastidio per gli sciocchi... Signore, perdonali, perche' non sanno... e perdona anche me perche', tutto sommato, li giudico male.
baci
viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:02:52 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
ma no, io sono toscana e la parola coglioni non è offensiva, suona come persona un po' sempliciotta o un po' superficiale, niente di piu', non mi permetterei mai....
viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:14:00 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
scusami olasz
viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di olasz il Wednesday, 19 January @ 16:52:43 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
non mi devi chiedere scusa di niente


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:06:45 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
credo che sia Luci che Pasolini siano scogli duri
Ma se a Luzi hanno dato un premio Nobel ed eì piaciuto anche nelle traduzioni, qualcosa ci sarà. Pensa che ho avuto Mario Luzi come docente di letteratura francese all'università cesare Alfieri di Firenze, ma nulla faceva presagire in lui il grande poeta. Comunicava pochissimo con noi studenti. e diettava con voce lentissima le frasi scritte fittamente su certi suoi quadernucci da cui non alzava mai la testa, era come sentire le previsioni del mare lette ai naviganti, molto noioso veramente... Mah
Viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 16:13:46 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Il problema di Luzi è quello che era il problema di Montale...Pensano e dichiarano (Montale affermava) che la poesia dopo di loro non esisterà più. Questa posizione come la definite...? La Merini, che non è laureata, ha più volte snobbato quello sbruffone del Luzi...


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 16:39:51 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
LUZI e la Merini
..in effetti Luzi era pieno di sé, sembrava vivere in una bolla a parte, anche come uomo era presupponente. La Merini invece era una donna vera, di carne sanguinante e cuore appassionato.

"Chi ha paura della morte si offenda. La morte è una riviera musicale, il seno curvo della donna amata. Non c'è spazio tra l'uomo e la sua morte. Soltanto il batticuore di un nemico che ride al suo passaggio."

Credo che il cuore abbia un posto importante, non si può fare poesia solo di testa. Ci sono proprio due emisferi apposta, distinti, uno per la ragione, l'altro per la poesia, confoderli può sortire strani effetti. Ma c'e' un corpo calloso, intermedio, che puo' anche unire i due emisferi e produrre poesia con sapienza, pero' penso anch'io che la cosa non sia facile, preferisco un getto tumultuoso e incontrollato da menade all'Infinito leopardiano che richiese per un anno di limature per essere completato, eppure c'e' qualcosa nell'Infinito come c'e' qualcosa nelle difficili e intellettuali poesie di Luzi che tocca lo spirito, non facilmente ma lo tocca.
(Pernice, come anima)
"Ma non verso l'incognito
si schiude
tutta e tutta si bilancia
inondata di forza
la ripresa delle ali. Sentore per sentore
di bacca e di salsedine lei oscilla
e sbanda
e rettifica la rotta
tra terra e acqua
tra frescura e fiamma
ben addentro al suo dominio
suo, chi è lei?
Nessuno, è sua madre
e sua figlia simultaneamente
s'interna nella sua genia
s'introduce a fondo nella sapienza
nell'anima essenziale delle pernici."

Penso anche a Borges che io adoro e di cui ho letto TUTTTE le opere in fila, come un affogato che trova l'aria. Io trovo molta poesia nella prosa di Borges

“Siamo il nostro ricordo,
un museo immaginario di mutevoli forme,
specchi rotti in un mucchio”

eppero' quando scrive poesie non mi piace piu', mi sento fredda e senza sole.
viviana


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 16:52:43 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
A proposito di eros giapponese e della Merini...

I due amanti


Ribaciami amore è
solo ieri
che mi hai sfiorato la lingua
con il verbo del tuo violino,
acino d'uva il tuo fallo
che posi sul grenbo migliore.

Rimani e ascolta
l'ultimo respiro di vita
che si libera dai miei capelli.

Marco


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di sayaM il Wednesday, 19 January @ 16:54:25 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Dimenticavo...la poesia è della Merini.


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Re: SULL'AMORE DEI GIAPPONESI PER LA POESIA (Voto: 1)
di vivianavivarelli il Wednesday, 19 January @ 17:31:05 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
accidenti, questo si' che e' Eros... !

viviana


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