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Saturday May 26th 2018

MASADA n° 1924 15-5-2018 DI INCIUCI E DI SOSPETTI

MASADA n° 1924 15-5-2018 DI INCIUCI E DI SOSPETTI
Blog di Viviana Vivarelli

B torna candidabile – Cosa Mattarella può fare e cosa no – I rosiconi – Ma Travaglio è di dx o di sx? – Gli insoddisfatti non mancano mai – Basta dx e sx!- Coazioni mentali: la sx che non c’è più – Le destre sono due, pensateci! – Il patto con Salvini è una trappola? – Pop corn- Contro il pensiero unico – Ma che cos’è il neoliberismo – Giancarlo Giorgetti, n° 2 della Lega – Tracollo economico del partito di Renzi – Bologna e il Pd – Di Riotta e altri somari – Soros, l’uomo che si arricchisce speculando sul fallimento degli Stati

Basta col dividere il mondo in finta destra e finta sinistra! Guardiamo in faccia la realtà e liberiamoci delle etichette che ci hanno condizionato i neuroni! Dovremmo cominciare anche noi a rispolverare vecchi termini purtroppo eterni come capitalismo e proletariato! E se li considerate obsoleti, dite pure casta di potere e nullatenenti! Tanto, dalle Piramidi alla Troika la sostanza non cambia!
Viviana
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Come diceva Confucio: “Quando fai qualcosa, sappi che avrai contro quelli che volevano fare la stessa cosa, quelli che volevano fare il contrario, e la stragrande maggioranza di quelli che non volevano fare niente.”

Berlusconi riabilitato dal giudice di sorveglianza tornerà candidabile. Ha stabilito che nel periodo della pena ha avuto una buona condotta (?).

Ma, se tolgono il reato sulla necrofilia, non è che quelli non son più cadaveri eh?
LVIX1
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Fatto Quotidiano del 13 maggio: Ora B è “riabilitato”. Ma delinquente era e delinquente resta
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Lory
Barabba era una brava persona. Giuda non ha mai tradito. Mussolini ha fatto anche del bene. Silvio é stato riabilitato. Se si continua così salta fuori che Razzi é intelligente

Le conseguenze dell’accordo M5S-Lega

.. e anche la Severino l’abbiamo rottamata…
«Ma te che cosa ti aspettavi, di poter essere l’uomo più ricco del Paese, fare il Premier, che anche tutti ti amassero alla follia e di essere riabilitato dopo le condanne?»
«Sì, io mi aspettavo proprio questo».
LVIX1
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– Come prevede l’art.1, la sovranità appartiene al popolo!
– L’art.1 di cosa?
(La cosa riotta)
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Ettore Cappetti
Nel rinvio a giudizio per corruzione in atti giudiziari (Ruby ter) del tribunale di Milano si fa riferimento a pagamenti che sarebbero stati effettuati da Berlusconi nel 2016 alle Olgettine nel periodo successivo alla espiazione della pena.
Quale buona condotta?
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Ma adesso che Berlusconi è stato pienamente riabilitato che succede? Se da condannato veniva ricevuto in pompa magna da Mattarella, adesso è il Presidente che deve andare da lui chiedendo permesso?
LVIX1
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Silvio Berlusconi, il Tribunale ha concesso la riabilitazione Adesso quelli rimasti interdetti siamo noi.
LVIX1
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Sallusti: “Renzi mi disse: ‘Vengo sotto casa tua e ti spacco le gambe bastardo’”. E ci voleva tanto a dire qualcosa di sinistra?
antonio_carano
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Claudio Sorriento
La teoria dell’italiano medio:
M5S + LEGA = Traditori !
M5S +PD= Traditori!
M5S +CDX = Traditori 2 volte!
M5S RITORNO AL VOTO= Irresponsabili !
M5S DA SOLO = Fascisti che non scendono a compromessi!
M5S ALL’OPPOSIZIONE = Hanno congelato 11 milioni di voti.
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.. e a Berlusconi lo riabilitano?
.. e io mi prendo a tazzulella ‘o café!
.. e sempre sia onorato don Raffaè!

Vecchioni
Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa?
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè
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Che si chiami mafia o Ue o Bilderberg o Berlusconi, il reato sempre paga

Uno è morto, l’altro non ancora. Ma sempre lì stiamo

Ora sembra che, grazie al Rosatellum, è sufficiente infatti che si liberi un seggio attualmente occupato da uno dei parlamentari di Forza Italia eletti nei collegi uninominali. In questo caso scattano elezioni suppletive per sostituire il deputato o il Senatore e ridare al collegio il proprio rappresentante.
Berlusconi potrebbe dunque usufruire della rinuncia volontaria di uno dei suoi parlamentari. Magari uno al quale potrebbe essere garantito un posto di sottogoverno o un’altra compensazione.
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Luisa Loffredo
Se la Severino è ancora in vigore, presto il M5S ributterà fuori B per indegnità: è ancora indagato per strage e prostituzione minorile. E poi qualcuno dovrà spiegare perché DellUtri è in galera mentre B è a piede libero!
(Da quando in qua si punisce per collusione mafiosa il messaggero e non il mandante?)

COSA MATTARELLA PUO’ FARE E COSA NO
Viviana Vivarelli
Leggo molte sciocchezze sulle prerogative di Mattarella. Questo non è uno Stato Presidenziale. In una Repubblica presidenziale (Francia o Stati uniti) il Capo dello Stato è anche Capo del Governo e nomina i Ministri. Ma noi siamo una Repubblica parlamentare e i Ministri li nomina il Capo del Governo.
Mattarella le elezioni non le voleva, il Governo Salvini-Di Maio nemmeno. Capisco che se lo hanno messo lì è stato per proteggere precisi interessi, ma se Mattarella fa vaghe minacce risulta solo ridicolo, come tutti coloro che insistono a dire che è lui che deve scegliere il Governo, il Capo del Governo e i Ministri.
Mattarella deve sono nominarli ma la sua nomina è solo un atto formale, una dichiarazione ufficiale. Non è una scelta arbitraria o una scelta personale, come la intendiamo noi.
Il Capo dello Stato è vincolato in tutto quello che fa e i suoi atti sono meramente formali.
Deve fare un mandato esplorativo che per tradizione segue un iter preciso: prima il Presidente del Senato, poi quello della Camera, poi i partiti che hanno preso più voti, infine la personalità che, per indicazione dei gruppi di maggioranza, può costituire un Governo e ottenere la fiducia dal Parlamento. Non è giuridicamente libero nella scelta dell’incaricato, ma è vincolato al fine di individuare una personalità politica in grado di formare un Governo che abbia la fiducia del Parlamento. Una volta conferito l’incarico, il Presidente della Repubblica non può interferire nelle decisioni dell’incaricato, né può revocargli il mandato per motivi squisitamente politici né può interferire sulla sua scelta dei Ministri. Li nominerà secondo le scelte del Capo del Governo. Punto.

I ROSICONI
Viviana Vivarelli
Se avessimo avuto uno dei sistemi elettorali precedenti, Di Maio avrebbe preso il suo bel premio di maggioranza e avrebbe già fatto il Governo. Ma Il Rosatellum è stato fatto espressamente affinché Renzi si alleasse con Berlusconi, fregando il M5S che era il vincente designato. Peccato che entrambi siano talmente calati di voti da mandare all’aria il bel progettino da furbetti del quartierino! E che ora si mettano anche a criticare chi ha preso più voti e applica il Rosatellum appare proprio come la volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba. O possiamo citare Luigi XVI: “Dopo di me il diluvio!”
E’ proprio vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E’ già la terza volta che un sistema elettorale incostituzionale e antidemocratico viene imbastito da un furbone che poi ci rimette le penne. Lo vogliamo finalmente fare o no un sistema elettorale costituzionale che garantisca rappresentanza e governabilità? Ne abbiamo già uno per i sindaci. Ne vogliamo fare un altro anche per il Governo???? O vogliamo continuare come hanno sempre fatto B e il Pd: governare con trucchi bassi e leggi farlocche?? Se anche solo il duo Salvini-Di Maio riuscisse a fare una nuova e migliore legge elettorale, tutto questo tormento avrebbe la sua bella consolazione!
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Xanax per tutti
Ettore_Rosato : “Governo M5SLega ? Bello eh?” “Voglio un Governo che fallisca”
Martina : “Sarà un Governo del debito”
Orfini : “Purtroppo gli italiani hanno votato”
Renzi : “faremo una opposizione durissima”
PD : ECCO QUAL’È IL VERO PERICOLO PER L’ITALIA!
Rosica, rosica…

Stefano Ragusa
Berlusconi non ha vinto niente. L’inibizione ai pubblici uffici era una pena accessoria della legge Severino che scadeva nel 2019. Secondo un orientamento della Cassazione, una volta espiata la pena principale (nel caso di Berlusconi quattro anni di detenzione di cui 3 condonati e 1 ai servizi sociali a Cesano Boscone, già scontato) tenuta una buona condotta, si estingue anche la pena accessoria. Berlusconi ha solo ottenuto ciò che possono ottenere gli ex detenuti usciti da prigione. La differenza è che lui ha i soldi per pagarsi buoni avvocati. Lo scandalo semmai è la pena principale prevista dalla legge, troppo lieve e il condono che l’hanno tenuto fuori dal carcere. Ma con M5S al Governo verrà cambiato anche questo…
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Ma quale riabilitazione???

Il ritorno in Parlamento di uno sputtanato come Berlusconi, pluricondannato, evasore, mafioso accertato e puttaniere, presunto mandante, addirittura, di reati di strage, è una macchia per l’onore dell’Italia nel mondo. Il minimo sarebbe che in questo Paese, come avviene in tutti i Paesi civili, il politico che si macchia di delitti, venisse emarginato politicamente. Anzi altrove non occorre neppure una condanna accertata, basta anche un sospetto o una infrazione minore. Nell’Italia del Pd e di Fi avviene l’inverso e le condanne fanno curriculum. Come disse Ferrara a un attonito Davigo: “La prima dote di un politico deve consistere nell’essere ricattabile. “Non ricattabile, vorrà dire”, obiettò Davigo. “No, proprio ricattabile, replicò Ferrara, perché un politico non ricattabile non è affidabile”.

Benedetto (mail pubblicata da IFQ)
Penso che un po’ di credito lo si possa e lo si debba dare al M5S e alla Lega. Non a caso, se non erro, i sondaggi dicevano che gli elettori Cinque stelle avrebbero gradito molto di più una “combinazione” con la Lega piuttosto che con il Pd. Certo che è facile fare i cinici disillusi; quelli che ormai non credono più a nulla. Ancor più facile è la dietrologia o la sibillina predizione del futuro. Io, però, in questa combinazione io ci spero molto; o meglio ci conto.
Ho 66 anni, ho votato M5s e ho creduto alle promesse elettorali tanto quanto ci credeva chi le ha fatte, ossia un 15% a scendere, sapendo che la fantasmagoria fa parte del “gioco” come ne fanno parte le reciproche ingiurie (un po’ meno becerismo però non guasterebbe). Ma ho dato la mia fiducia all’entusiasmo che palesemente anima il Movimento, alla voglia che dimostrano di governare, al proposito “prima i programmi, poi i nomi”. E ora la do senz’altro anche alla manifesta voglia di Matteo Salvini di poter provare che sa fare. Se poi li mettiamo a confronto la coppia Matteo Renzi–Silvio Berlusconi il cui unico (evidentissimo) fine è di procurarsi un tappeto abbastanza grande da nascondervi sotto tutte le loro porcherie passate presenti e future… vabbè sorvoliamo!
Ora Luigi Di Maio e Salvini si trovano a confrontarsi direttamente e cercare di incastrare i rispettivi programmi; inutile dire che ciascuno deve cedere su qualcosa. E questo si chiama compromesso, scendere a patti; non è un’ operazione disdicevole, da fare di nascosto, un qualcosa di cui vergognarsi. No, questa è semplicemente politica. Perché non esisti tu solo, bisogna rispettare anche la parte del popolo che non ha votato te; sembra banale, ma spesso ce ne siamo dimenticati.
Io poi ho sempre avuto la convinzione che se ci si vuole capire, ci si capisce anche con un esquimese, altrimenti non ci si intende neppure con un fratello. Certamente questi compromessi andranno spiegati (anche se, non mi illudo, non ci sarà detto tutto) e se sono ragionevoli li capiremo per il semplice fatto che – esclusi i talebani – siamo perfettamente consapevoli che sono l’unico strumento per un cambiamento progressivo, dato che nessuno chiede o vuole una rivoluzione con ghigliottine e quant’altro.
Si chiede di cambiare, dal Paesello alla nazione, di avere qualcuno che curi i nostri interessi (soprattutto quelli dei più deboli) invece che quelli propri e dei propri utili compari. E io credo molto nella sincerità della voglia che anima questi due. Si dice che Salvini si mette in tasca Di Maio rigirandoselo come vuole? Che sta giocando come il gatto con il topo? Può darsi, staremo a vedere. Ma io – sarò un illuso boccalone – voglio invece continuare a credere che ancora esistano buona fede, lealtà, voglia e volontà di perseguire ideali che vadano oltre il culto di Mammona.

Un’ombra si aggira sull’Italia

OSTRACISMO
Nell’Atene classica avevano il sistema dell’ostracismo con cui a giudizio popolare i personaggi più odiati dalla gente venivano mandati in esilio per 10 anni. Troppo spesso mi trovo a considerare quanto mi piacerebbe che anche qui vigesse lo stesso sistema e far sparire per dieci anni dal suolo italiano persone ormai intollerabili che hanno danneggiato lo Stato come Berlusconi o Renzi.
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INSODDISFATTI DI GIORNATA
Viviana Vivarelli
Sono stanca di questo pigolio da bambini stizzosi e insoddisfatti che non trovano sotto l’albero i regali dei loro desideri! Insomma, le cose non vanno sempre precisamente come le vogliamo. Più spesso sono le necessità storiche a decidere il da farsi. Per combattere Hitler, gli americani dovettero allearsi coi russi, e per rifare l’Italia dopo il fascismo si misero insieme comunisti con democristiani, de Gasperi come Pertini.
Oggi il nemico si chiama capitalismo, si chiama Troika, euro, Bce, si chiama Bilderberg. Oggi il grande nemico sono i più ricchi magnati europei, la finanza, le grandi banche americane, le multinazionali.
E i loro avversari non stanno più nella sinistra di Governo che ormai è è venduta come peggio non poteva e ci ha venduti tutti e ci venderà ancora se non la combattiamo perché non sa fare altro.
E se per combattere il capitalismo avremo bisogno del centrodestra senza Berlusconi, speriamo nel centrodestra, almeno finché gli elettori non ci daranno abbastanza voti per fare da soli.
Le etichette ormai sono soltanto fuffa, ricordatevelo!

BASTA DESTRA E SINISTRA!
vv
Francamente non ne posso più di tutte queste balle su destra e sinistra! Chi è che ha denunciato i giochi sporchi delle multinazionali? Il M5S. Chi è che ha denunciato i giochi sporchi delle banche italiane? Il M5S. E chi è che ha denunciato gli inganni dell’austerity, dell’euro, della Bce e della Merkel? Sempre il M5S. E chi è che è sempre stato a favore dei grandi blocchi di potere capitalista? Il Pd e soprattutto Renzi. E chi è che ha sconfessato la truffa delle navi ONG di Soros? Sempre il M5S. E chi invece ha firmato gli orrendi patti Dublino e Triton con cui l’Italia veniva venduta come unica accogliente di tutti gli sbarchi del Mediterraneo? Sempre il Pd e Renzi? E chi è che ha portato avanti battaglie simili a quelle del M5S? La Lega di Salvini. Non certo Fi di Berlusconi, non certo il Pd e non certo Travaglio o qualsiasi giornalista de Il Fatto Quotidiano. E chi è che ha fortemente voluto per ben due volte in modo incostituzionale Napolitano e con lui quel Padoan che ha già distrutto Grecia e Argentina? Sempre il Pd, come ha voluto la truffa dei derivati fatta dal Ministro del Tesoro, come ha voluto il fiscal compact, come ha voluto la distruzione dello stato sociale italiano, cose su cui Travaglio e IFQ non dice niente, lo stesso Pd che ha voluto il salvataggio a spese nostre del Banco del Monte dei Paschi di Siena come ha voluto il salvataggio sempre a spese nostre di Banca Etruria e di tutti i rei connessi? Sempre Renzi e quel vile del Pd! E a questo punto parlare di destra e sinistra diventa la peggiore finzione del nostro secolo, se in Francia che aveva il primo partito di sinistra europeo la sinistra è stata talmente ingannata da votare Macron, l’uomo delle banche e della grande finanza così come gli elettori italiani sono stati ingannati dalla sx italiana che è diventata con Renzi ciò che aveva cominciato ad essere già con Bersani e Letta e Monti: una appendice del capitalismo europeo. E una volta di più risuonano chiare e forti le parole che Grillo disse quando fu richiesto di queste finte destra e sinistra: “Sono cose che non mi riguardano”.

CRITICA AL FATTO QUOTIDIANO
Viviana Vivarelli
Rifiuto un giornale dove il primo articolo difende il M5S e Di Maio e il secondo spara a zero sul M5S e Di Maio ed è scritto addirittura da uno che fa l’avvocato per il Pd. Questi contrasti così accentuati creano solo confusione nel lettore. Un quotidiano deve avere una linea editoriale, cioè una visione di fondo, un punto di vista sulle cose, sennò diventa una banderuola priva di credibilità. Un conto è riportare il punto di vista degli altri, un altro è affastellare articoli di giornalisti di partiti contrastanti che dicono cose una contraria dell’altra (e questa tendenza è andata via via aumentando su IFQ, basta vedere la pagina on line dove si dice tutto e il contrario di tutto).
Definizione di Wikipedia: “Per linea editoriale si intendono i parametri di lavoro cui intende uniformarsi una redazione giornalistica (in un quotidiano, in un periodico, in un’emittente radiofonica o in un canale televisivo). La linea si attua su indicazione dell’editore, ovvero del proprietario del giornale, o di un suo rappresentate, il direttore editoriale. Essa riguarda sia la linea politica che il giornale persegue, ma anche quella economica e quella riguardante la visione della società e degli avvenimenti che ruotano attorno ad essa.” Quale è la linea editoriale attuale de IFQ? Un gran casino!
Come non accetto un amico che difende tutte le bandiere senza prendere posizione politica, e che dice tutto e il contrario di tutto con la stessa indifferenza, così non accetto un quotidiano politico che ha paura di prendere una linea politica e le presenta tutte. Se questo è un tentativo furbetto di aumentare i lettori, ritengo che sia di pessima qualità. Ancora un po’ e smetterò di comprarlo. Uno deve avere il coraggio del proprie opinioni e queste devono avere una certa coerenza o cadono nel ridicolo. Questa è codardia. lo leggo tutti i giorni nella doppia versione cartacea e on line e mi girano parecchio le scatole nel vedere questa doppia faccia ipocrita, tentativo estremo di un giornale sull’orlo del fallimento di aumentare il suo pubblico presentandosi in veste bipartisan. Io Travaglio l’ho sempre elogiato e riportato, ma quando ha cominciato a fari paladino in molti editoriali di un surreale e impraticabile governo del M5S col Pd l’ho mandato affanculo.

MA TRAVAGLIO E’ DI DX O DI SX?
Viviana Vivarelli
Ferve la discussione se Travaglio sia o no di sinistra. Travaglio è sempre stato di destra, magari di una destra liberale e non liberista che non trova accesso in nessun partito attuale italiano della destra, Travaglio è di una destra montanelliana che ora è sparita, ma non è né sarà mai di sinistra.
Spero che riusciamo ad essere chiari su cosa voleva dire un tempo essere di sinistra: stare dalla parte dei deboli e combattere il capitalismo.
Questo è il compito del pensiero no global che ha sostituito una sinistra ormai fatiscente e venduta al capitale, un pensiero che non dà a se stesso le qualifiche di destra e di sinistra perché destra e sinistra oggi, nei partiti, difendono lo stesso capitalismo che ci sta portando alla rovina e sono diventate indistinguibili.
Il capitalismo in Europa è rappresentato dalla truffa dell’euro, dalla Bce, dalla Troika, dall’austerity. Vi risulta che Travaglio o chiunque altro che scriva su IFQ si sia messo contro questi poteri? No, magari sono stati bravi ad attaccare certi politici nostrani in nome di una generica giustizia, ma non hanno mai mosso la minima critica alla struttura di impianto del capitalismo occidentale e dunque fanno parte del sistema e tendono alla sua conservazione.
Questo è il grave errore di fondo de Il Fatto Quotidiano e del suo direttore.
Che vi piaccia o no contro il sistema capitalista si sono mossi solo Casaleggio, Grillo, il M5S e in una certa misura anche la Lega.
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Travaglio si prenderà le sue responsabilità per aver tentato fino all’ultimo di farci accoppiare col partito di Renzi. Ma i vizi de Il fatto Quotidiano sono parecchi. Io continuerò a comprarlo perché il resto della stampa fa ancora più schifo ma sembra che la sua direzione sia convinta di prendere più lettori se mette i piedi in due scarpe, per cui nella pagina on line mantiene fissi giornalisti ignobili come Pellizzetti che parla sempre male del M5S o quella creatura indecente che è l’avvocato Viola che è un renziano sfegatato che ci calunnia sempre. Queste piaghe, unite al fatto che ancora IFQ non riesce ad avere una opinione sull’Ue, sul neoliberismo, sulla Troika, sul Bilderberg e dunque sia monco di una visione politica generale rendono questo quotidiano fiacco e indeciso, oscillante e privo di una visione politica e sociale. Ora poi che Travaglio s’è messo in testa di aborrire il M5S per la sua alleanza con Salvini, abbiamo perso l’unica voce che in qualche modo ancora ci difendeva in tv. E’ rimasto Scanzi. Ma per il resto è un panorama comune di voci che ci danno addosso con tutte le infamità possibili mentre manca totalmente chi parli a nostro favore. E poi si parla di par condicio. Dove è la par condicio sui media? Io non ne vedo affatto. Vedo solo un branco di iene inferocite che tentano di azzannare più che possono il M5S e a quel branco si è unito ora anche Travaglio che ha perso tutta la mia stima. Poi ognuno è responsabile delle scelte che fa. E se lui credeva realmente che potessimo allearci col massimo responsabile delle disgrazie italiane è degno solo della nostra compassione. Vuol dire che quel cervello che è sempre stato il suo vanto sta andando in acqua sporca.

PERCHE’ RIFIUTO IL TRAVAGLIO PRO-PD
Viviana
Travaglio non è di sx e non ha nessun debole per nessuna sx, solo è convinto che il Pd abbia più punti in comune col M5S di altri partiti, il guaio è che lui pensa a un Pd che non esiste, che è quello della base, mentre Renzi il Pd lo ha portato sempre più a dx e ora esiste solo un Pd renzizzato che non ha fatto nessuna auitocritica e che, se potesse, riprenderebbe con Renzi la sua marcia verso dx .
Il problema grave di Travaglio è che né lui né il suo giornale hanno una idea di Europa che non sia nell’aveo del liberismo, per cui non riesce nemmeno a concepire i principi su cui si basa il M5S e credo che anche molti che lo votano non li abbiano capiti.
Se non si parte da una critica seria al neoliberismo non si può avere né un’idea seria di Europa né un’idea seria di democrazia diretta (non a caso la Svizzera nell’euro non c’è). Questo è anche la deviazione cha ha portato tanti partiti di sx a cambiare pelle quasi senza accorgersene e a passare dalla parte dei loro avversario naturali (e per es, in Francia a votare un Macron che è l’uomo delle banche e della finanza che ora vuol fare il Jobs act come Renzi).
Se uno non ha le idee chiare sul liberismo e non ha reali intenzioni di combatterlo, cadono tutte le valutazioni successive.
Purtroppo Il fatto Quotidino queste idee serie non le ha.
Se Travaglio capisse che Renzi e Padoan sono stati messi su dalla grande finanza, dalle banche americane, dalle multinazionali, se lo capisse veramente non verrebbe a rompere le scatole con questa insistenza ad allearci col Pd. Il Ps di sx non esiste più. Esiste solo un pensiero unico ed è un pensiero basato solo sugli interessi del capitalismo e il M5S va contro di esso e non perché sia di sx ma perché rappresenta un pensiero nuovo che nemmeno Travaglio riesce a intendere.
Forse se ascoltasse di più i video di Nando Ioppolo riuscirebbe a capire qualcosa di quella gigantesca truffa che si chiama neoliberismo.

LA MINORANZA PERMALOSA
TRAVAGLIO
Vista l’ombra di B e certi connotati di Salvini, il Governo Salvimaio ci stava veramente sulle palle. Poi i giornali, Macron, Renzi e i suoi boy&girl in libera uscita hanno iniziato a far di tutto per rendercelo simpatico. Non c’è giornalone, da Repubblica al Corriere, da La Stampa al Messaggero, che non si appassioni a un argomento che pensavamo interessasse solo a noi: il conflitto d’interessi. A furia di non sentirne parlare, ci eravamo fatti visitare da uno specialista, per accertarci di non avere una brutta patologia di tipo monomaniaco, e il medico ci aveva rassicurati, raccontandoci anzi i conflitti d’interessi negli ospedali. Per 24 anni abbiamo chiesto una legge sul conflitto d’interessi, ma né B (comprensibilmente) né il Pd (incomprensibilmente, o forse no) hanno mai voluto saperne. Figurarsi quando B&Pd cominciarono a sgovernare insieme: Monti, Letta, Renzi. Eppure non ricordiamo perorazioni o intimazioni ai vari sgoverni perché provvedessero. Se ne escono tutti adesso bel belli, trafelati e sudaticci, a scoprire l’orrore (financo il Messaggero del palazzinaro Caltagirone che, scevro da conflitti d’interessi, discetta di Olimpiadi, Metro C, Acea e di stadio della Roma).
La scena fa un po’ sorridere, e anche un po’ schifo: perché puzza tanto di strumentalità. Comunque, siccome Di Maio tutto vuole fuorché il linciaggio, è probabile che il conflitto d’interessi nel contratto di Governo ci sarà (vedremo poi con che legge, e se questa verrà approvata). Con buona pace di Repubblica, che l’altroieri ne annunciava la dipartita: una delle tante fake news. Renzi, superato il terrore di non veder nascere un Governo e di ritrovarsi di nuovo tra le mani degli elettori, non sta più nella pelle. Vuole godersi lo spettacolo del Salvimaio “con i pop corn” (forse per festeggiare il merito storico di averlo reso inevitabile). E sfida i grilloleghisti a “mantenere le loro folli promesse”. Ora, a parte il fatto che un politico sano di mente, se ritiene folli certe promesse, dovrebbe augurarsi che non vengano mai mantenute, piacerebbe sapere quali promesse, più o meno folli, abbia mai mantenuto lui: al Governo ci andò all’insaputa degli elettori, che avevano votato Bersani con un programma che lui cestinò per copiare quello di B Che, diversamente da Renzi, l’aveva promesso ai suoi elettori: se anche Renzi l’avesse promesso ai suoi, non avrebbe avuto nemmeno quelli di Bersani, e non sarebbe andato al Governo neppure col trucco del Porcellum. Aldo Cazzullo, in perfetto coordinamento con l’amato Matteo, non ha ancora letto né il programma di Governo né le coperture. Ma già sa che, se “i sovranisti (qualunque cosa ciò significhi, ndr) faranno le cose che hanno promesso, apriranno una voragine nel bilancio dello Stato”. E lui vigila da sempre sui conti pubblici, anche quando incensava gli ultimi quattro governi che portavano il debito pubblico da 1.912 a 2.318 miliardi in 7 anni.
Poi c’è il Giornale: ci aveva raccontato per 7 anni che lo spread era una bufala pretestuosa per rovesciare lo splendido Governo B. Ora invece, titola: “Lo spread torna a far paura. Segnali di insofferenza dei mercati che vorrebbero garanzie su programmi e ministri”. Contro il Salvimaio non si butta via niente, neppure lo spread.
Intanto Macron, questo bidone ambulante già costretto dopo un anno a barricarsi all’Eliseo per difendersi dai francesi pentiti e inferociti, paragona il voto degl’italiani alla Brexit e lancia “campanelli di allarme sull’Italia”, manco fossimo una colonia francese. Fosse accaduto contro un Governo Pd o FI, avremmo i vertici dello Stato e dei giornaloni sulle barricate in difesa della Patria violata. Invece, siccome il pisquano transalpino ce l’ha con Lega e M5S, è l’oracolo di Delfi. Repubblica è impegnatissima a spiegare che il problema del Governo Salvini-Di Maio non è che potrebbe esserci dietro il Caimano (per usare un’espressione cara alla vecchia Repubblica), di cui infatti non parla se non per accreditare la leggenda della sua sdegnosa estraneità al nuovo Governo, sotto l’incalzare di Marina, nota franca tiratrice in famiglia, che vorrebbe Papi all’opposizione dura e pura, altro che astensione. No, il vero pericolo è che, dietro Salvini, c’è Salvini. Il Caimano, malgrado le apparenze, per Repubblica non è mai stato un problema: con lui ci si mette sempre d’accordo. Invece Salvini, siccome è incensurato e ha quadruplicato i voti in cinque anni, non deve governare. Resta da capire quale Governo auspicasse Repubblica, che dal 4 marzo s’è impegnata allo spasimo per demolire qualunque vagito di dialogo fra M5S e Pd e per enunciare la teoria dell’Eterno Torto: se Di Maio non fa alleanze, è settario e sa solo protestare; se vuol allearsi col Pd, è incoerente e vuole solo le poltrone; se si allea con Salvini, è razzista e fascista. Ezio Mauro spiega infatti che Lega e M5S sono accomunati da “un diseguale ma comune istinto di destra”. Ora, che la Lega sia di destra non c’è dubbio, mentre piacerebbe sapere cosa ci sia di destra nel M5S. Mauro elenca tre prove piuttosto fumose: il solito “populismo” (quasi che l’avessero importato Di Maio e Salvini dopo 25 anni di anti-populisti del calibro di B e Renzi); “la guerra alle élite” (quasi che la sinistra dovesse stare dalla parte delle élite, come in effetti è da 20 anni grazie ai preziosi consigli di Repubblica, che ora non si dà pace per la fuga dei ceti popolari); e l’“azzeramento del sapere” (prima invece l’Istruzione era in mano a un premio Nobel come la falsa laureata Fedeli, per non parlare dei sapientissimi Lotti, Madia, Boschi, Renzi, Alfano, Lorenzin ecc.). Riusciranno i nostri eroi a farci dimenticare B e a renderci simpatico il Salvimaio? Sarà dura, ma ce la possono fare.

Dimitri de Vita
Scusate l’intromissione sul contratto di Governo ma è solo perché non sfugga il TAV Torino-Lione (follia allo stato puro). Giova sapere che la Francia lo riprenderà in considerazione forse nel 2040.
Ah, beh; sì beh
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COAZIONI MENTALI, LA SINISTRA CHE NON C’E’ PIU’
Viviana Vivarelli
Siamo creature primitive e abitudinarie. Il cervello funziona con degli input evocativi che sintetizzano interi programmi. Noi diciamo una parola e il nostro cervello la collega a un mondo. Noi diciamo ‘mamma’ e il cervello evoca inconsciamente tutto un insieme di valori collegati alla parola ‘mamma’: sollecitudine, tenerezza, cura.. Noi diciamo ‘sinistra’ e tutto il nostro io conscio e inconscio evoca: diritti del popolo, difesa dei lavoratori, masse insorgenti, deboli, lotta al capitalismo, democrazia.. Proviamo ora a mettere al posto della mamma reale una strega. E’ tutto un modo di valori associati che crolla. Proviamo a mettere a Capo della parola ‘sinistra’ un despota, uno a caso: Renzi, che non curi i valori della sx ma ne porti solo impropriamente il nome, uno che distrugga sistematicamente la democrazia a favore del potere di lui solo, che si circondi non di eletti ma di cortigiani, che non difenda i diritti dei lavoratori ma li distrugga, che tenti lo stupro addirittura della Costituzione come carta di estrema garanzia democratica, che non operi a favore della massa ma di pochi potenti, finanza, banche, multinazionali, che elimini progressivamente lo stato sociale indebolendo i deboli e che spenda le risorse dello Stato e faccia leggi non contro il capitalismo ma a favore, che arrivi a fare uno sconcio antidemocratico come il Rosatellum. Avremo una situazione di scompenso mentale in cui o vince il buon senso e abbiamo i 5 milioni di elettori che Renzi lo hanno schifato, o vince l’abitudine all’ubbidienza e avremo i 6 milioni che ancora lo votano. Non votano Renzi, votano l’idea di sinistra che hanno radicata in testa. Votano un’illusione, una traccia mentale prefissata che niente ha a che fare col vero Renzi. Quando Travaglio ci incita ad allearci con Renzi evoca la sua illusione. E’ l’illusione di una sx che non c’è più, che è diventata quella che piace alla Troika e a Padoan, quella del fiscal compact e del precariato, quella dei regali al capitalismo, quella che del capitalismo è succube e non avversaria.
Lo so, è difficile liberarci dalle tracce mentali, sono vie obbligate che il nostro cervello segue automaticamente, vie abitudinarie. Eppure è solo con questa emancipazione che potremo tornare ad essere creature libere e non condizionate.
Provate ora, con tutti gli sforzi di cui siete capaci e pensare a quale è oggi il nostro peggior nemico: è il capitalismo, oggi come ieri, come sempre, è il capitalismo trionfante che oggi come ieri vuole solo distruggerci, farci diventare più poveri mentre i ricchi diventano più ricchi.
E ora, senza le bende mentali, proviamo a vedere chi in Italia lotta di più contro il capitalismo, contro la Troika, contro il Bilderberg, contro i Soros, se lo fa il Pd di Monti, Renzi, Verdini, Padoan o se lo fa il povero Salvini. E diamoci una risposta. Forse destra e sinistra sono davvero categorie da superare ed è ora di cominciare a guardare bene in faccia i fatti. In fondo Grillo diceva questo quando diceva che il M5S era oltre le idee di dx e di dx. Forse è ora di cercare di capire dove stanno i nostri veri interessi senza permettere alle categorie fisse che abbiamo in testa di condizionarci impedendoci di vedere la vera realtà.

LE DESTRE SONO DUE, PENSATECI !
Viviana Vivarelli
Il Pd non ha fatto che precipitare in un gorgo sempre più grande. Ignorato il popolo e dimenticati i grandi valori storici, è diventato l’alfiere di una neodestra molto peggiore di quella di Salvini che almeno non ha ignorato i valori della gente, la difesa del territorio, le piccole e medie imprese, la sofferenza degli italiani, i guai del capitalismo rampante e ha osato criticare il turbocapitalismo della Troika e la rapinosità delle multinazionali.
Nel Pd, invece della democrazia, ha prevalso la linea dell’ubbidienza cieca e incondizionata al Capo, il regno dell’uomo solo al comando che poteva permettersi di sfasciare lo Stato e verso cui non c’era né critica né richiesta di autocritica. Solo il vizio di questa ubbidienza cieca e disumana ha potuto spiegare l’accettazione succube da zombi verso orrori come l’abolizione dello statuto dei lavoratori, la precarizzazione estrema del lavoro, il fiscal compact che vietava qualunque investimento pubblico, la svendita dei beni dello Stato e persino del mare e del territorio, l’annientamento del sistema processuale e penale, la depenalizzazione di 120 reati, la progressiva distruzione dello stato sociale, l’attacco a mezza Costituzione e, in finale, uno sputo nell’occhio della democrazia come è il Rosatellum.
Tra le due destre, la destra della difesa dei territori della Lega e la destra del capitalismo delirante del Pd, francamente preferirò sempre la Prima

Forse Berlusconi sarà riabilitato, forse no, ma che importa?
Non sarà mai riabilitata la sua immagine morale.
E altri processi in corso incombono per nuove condanne.
Qualunque riabilitazione riescano a inventargli servirà a poco
La faccia sui manifesti c el’aveva messa lo stesso
Al Quirinale c’era salito lo stesso
In Parlamento non ci andava anche prima quando ci poteva andare
Forza Italia è di sua proprietà come lo era prima
La propaganda la farà sempre peggio perché il tempo non perdona i suoi miliardi non impediscono alla sua faccia di cascare e alla sua testa di addormentarsi
E nulla impedirà al suo partito di cadere a pezzi come cade a pezzi lui

Viviana Vivarelli
Lo so anch’io che questa potrebbe essere una trappola, ma cosa ci restava dopotutto? Il Rosatellum è stato creato per far vincere una coalizione. Renzi lo ha congegnato per restare al potere con Forza Italia ma i risultati elettorali hanno mandato all’aria il suo progetto. Fermo restando il Rosatellum, potevamo essere del tutto estromessi con al potere il centrodestra con a Capo uno scelto da Berlusconi. Di Maio ha saputo gestire le cose tanto bene che a guidare i giochi siamo ancora noi e il Pd e Berlusconi sono stati sbalzati fuori. E’ inutile dire che non era esattamente quello che volevamo, i risultati elettorali questo hanno permesso e non altro. I desideri stanno solo nella mente dei bambini e fare le bizze non serve se non siamo bambini. Per me quello che Di Maio ha ottenuto è stato un vero miracolo e posso solo sperare che tenga la posizione, alla faccia di tutti i menagrami. Non so chi altri avrebbe potuto ottenere tanto come lui. E si capisce benissimo perché vogliono che faccia un passo indietro, ma se io fossi al suo posto non lo farei, in fondo tutto quello che abbiamo ottenuto lo dobbiamo anche a lui. Estromettendolo faremmo solo un favore ai nostri nemici.

ASIA SANTORO
(Al solito rompiballe che non è mai contento di niente)

Carissimo, vorrei capire quale è il tuo problema, così magari capisco anche altri che si dicono delusi.
Io adoro Dibba perché mi rivedo in lui; sono una che prende fuoco facilmente e ho il vaffanculo facile.
Eppure ti dico che, in questo momento storico, Luigi Di Maio é l’uomo giusto. Tu non devi confondere la diplomazia con la debolezza perché è l’esatto contrario!
Ma che pensavate davvero che ci saremmo liberati di questa classe politica con un colpo di spugna? Ma avete capito chi sono questi?! Questa è gente scelta dai poteri forti per portare il nostro Paese dove vogliono l’alta finanza, le lobby, l’economia mondiale! Non crederai davvero che il problema sia solo Berlusconi o Renzi, Salvini e tutta la combriccola? Se non ci fossero stati loro, avrebbero messo altri a svolgere il loro compito. Credi che questi siano davvero di dx o sx e che facciano i loro programmi in base ai valori del partito?! Guarda che lo scenario é proprio un altro! E secondo te, un uomo solo, avrebbe avuto la forza e il potere di spazzarli via? Qui non si tratta di nomi! È per questo che Di Maio insiste sui temi! Così facendo abbiamo vinto in ogni caso, sia che ‘sto benedetto Governo si faccia o no! Anche perché, per avere le mani libere, avremmo dovuto avere la forza del popolo tutto dalla nostra o almeno una maggioranza molto forte. Se vuoi sfidare un potere devi essere un potere! Luigi Di Maio può fare ciò che sta facendo forte del 33% degli Italiani, è tanto ma non abbastanza! E tu che fai? Non vai più a votare? Bravo! Invece di portare altra gente te ne vai? Il primo che ti darebbe torto è proprio il Dibba!
Guarda che tu non stai capendo! Di Maio sta facendo una cosa grandissima e sta rischiando ben più del premierato. Sta facendo una rivoluzione e non pensare che non sia pericoloso, né’ che potrebbero farlo tutti eh! Cominciamo anche noi ad assumerci le nostre responsabilità. Magari, se avessimo fatto di più o se avessimo fatto meglio, oggi avremmo avuto il 51% e avremmo fatto da soli. Magari lo faremo poi.. Ma bisogna avere coscienza di ciò che si va a fare e contro chi!!! Il come è secondario. In ogni caso non sarà un cambiamento indolore! Fidati che Di Maio, in questa fase, é l’uomo giusto! Sta dimostrando nervi saldi e coraggio e fidati che i modi sono quelli giusti. Io lo ammiro proprio perché sono diversa! Sai quanto ci avrei messo a dire vaffanculo? Mezzo secondo; ed è proprio per questo che io sono a casa mia e Luigi Di Maio sta lottando anche per me.

Zazà
Francamente non capisco certe critiche….
io sono Napoletano e se qualcuno mi insulta per questo, non me ne frega niente! Per quale motivo dovrei farlo diventare un problema mio?
Se l’alleanza con i leghisti può aiutare il Paese tutto intero, io la faccio volentieri.
Non me lo devo mica sposare Salvini!
Il nemico del mio nemico è un mio ”alleato”. L’Inghilterra si alleò con i Russi comunisti pur di fermare Hitler.
Lei forse ha idee diverse, ma dal mio punto di vista il nemico da combattere è LA FINANZA INTERNAZIONALE. Salvini è della mia stessa idea, infatti è quello che per primo parla di ”italianità”, perché ha capito che solo restando uniti possiamo difendere i nostri interessi. A me non frega nulla se non mi inviterebbe mai a cena, anzi, valuto positivamente lo ”sforzo” che sta facendo per farsi piacere i ”terroni” come me, pur di fare fronte comune contro chi sta attaccando l’Italia: è segno di sincera determinazione a voler combattere contro il nemico comune, ciò lo rende un ottimo alleato!
I Francesi invece si sono fatti fregare da vecchi rancori.
Se sommiamo i voti della Le Pen e quelli della sinistra estrema, ci accorgiamo che la maggior parte degli elettori erano contro le politiche dell’establishment, ma a vincere le elezioni è stato proprio un esponente dell’ordine costituito!
La loro tecnica è il ”divide et ìmpera”: la narrazione della ‘destra-sinistra’, ‘nord-sud’, serve solo a fregarci tutti. Per 25 anni il Paese è stato vittima di un incantesimo: PDL contro PD-l…..così la sinistra ha distrutto il nostro tessuto economico, mentre Sberla ha distrutto quello neurologico!
…..non vi sentite tutti un po’ rincoglioniti?
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Viviana
Non siamo pessimisti ! La situazione era terrificante. Rischiavamo di perdere tutto. Ora abbiamo qualche speranza di realizzare qualcosa. Penso che Di Maio abbia agito come meglio non si poteva, 228 voti nostri più 122 della Lega più 31 di Fratelli d’Italia fanno 381 voti. La maggioranza è 316. Se anche qualcuno desse forfait ne abbiamo abbastanza pere cambiare il sistema elettorale. E’ chiaro che tutti i giornali e tutte le televisioni faranno di tutto per infamarci e per sibilare e insinuare tutto il peggio possibile. Basta non farci caso e andare avanti a testa bassa. Ormai la nostra è la guerra del M5S contro tutti e dovremmo saperlo bene. E lo sapevamo benissimo fin dall’inizio. A questo punto chiunque dia retta alle sirene dei nostri nemici è un vigliacco o ci è nemico.

Nicola de Cristoforo.
(Per Renzi che mandava il M5S a mangiare pop corn)
Ho comprato una delle famose confezioni di popcorn del PD.
Sulla busta è chiaramente indicato che non vanno sgranocchiati ma rosicati.

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CONTRO IL PENSIERO UNICO
Viviana Vivarelli
La sinistra sta sparendo in Italia come in tutta Europa perché ha dimenticato i suoi ideali e ha tradito i suoi valori. Nulla e nessuno potrà farla resuscitare.
L’esempio desolante più recente è stato il voto dato in Francia dai socialisti a Macron, il pupillo delle banche, e l’asservimento del Pd a Renzi, che è l’uomo della destra capitalista, mentre ci teniamo alle finanze quello stesso Padoan, uomo della Goldman Sachs, che ha già distrutto per ordine capitalista l’Argentina e la Grecia.
Sulla sinistra europea possiamo solo dire un Amen.
Il mondo è diviso più che mai tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, in nome di un nefasto neoliberismo che nessuno ha il coraggio di contrastare. Gli unici che ci stanno provando sono i 5 stelle, per questo hanno contro tutta l’Europa delle banche, della multinazionali, della finanza, della Germania e delle banche e multinazionali americane. Ma molti che votano 5stelle questo passaggio epocale nemmeno lo capiscono. Non capiscono che con Casaleggio è nato un pensiero nuovo, non italiano ma di afflato mondiale, che ha spazzato via le cianfrusaglie di un veterocomunismo ormai obsoleto per attaccare con armi innovative gli interessi degli ultracapitalisti che stanno distruggendo il pianeta e vogliono solo annientare i diritti e le tutele dei popoli.
So di cosa parlo perché prima di essere una 5stelle sono stata e sono ancora una no global, e il pensiero no global si basa sulla democrazia diretta, sulla salvezza dell’ambiente, sulla lotta ai grandi gruppi di potere che stanno distruggendo il mondo. Ma mi chiedo se tanti 5stelle se ne rendono conto.

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Scrive Stefano Feltri su IFQ:
Ci sono leggi che possono essere fatte senza soldi e che dimostreranno se Di Maio ce la fa a governare o se non potrà perché Salvini è ancora schiavo di Berlusconi:
-andranno ai berlusconiani le commissioni di garanzia (vigilanza Rai, servizi segreti,antimafia)?
-Si farà una legge contro il conflitto di interessi?
-Si manderanno dei 5stelle a Consiglio Superiore della Magistratura?
-Si combatterà meglio l’evasione fiscale?
-Cosa si farà per le intercettazioni?
-La prescrizione sarà sospesa quando inizia il processo?
-Si faranno uscire i partiti dalla Rai?
-Si fermerà il decreto svuotacarceri che dà i domiciliari a chi ha un resto di pena fino a 4 anni?
-Si rivedrà la legge Gasparri sulle tv?
-Le misure previste per la mafia (intercettazioni, agenti sotto copertura, sequestri) si potranno usare anche per chi usa il voto di scambio?
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LI BUCIARDI
Ce fanno accapponà la pelle
le cazzate che spareno sui 5 Stelle:
che nun basta l’onestà,
ma esse preparati a governà!
E tutte quell’ oche ammaestrate,
a fa politica ‘ndò se so ‘mparate?
E quella inutile massa de buffoni
so’ annati a ‘na scola pe’ papponi?
Se credeno d’esse geni ‘sti zozzoni…
comprati dai banchieri e obbligati,
a ridurre gl’italiani come barboni!
L’onestà dei 5 Stelle fa tremà:
politici, giornalisti e delinquenti…
e co’ tutti i mezzi l’adano fermà
!

Mariapia Caporuscio
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MA CHE COS’E’ IL NEOLIBERISMO?
Viviana Vivarelli
Immaginate un Paese che ha sempre vissuto al buio, tutte le esperienze che ha avuto sono state del buio, non ha nemmeno termini per designare la luce, non conosce altro che il buio e gli hanno fatto credere che non esista altro che il buio. Sarà quasi impossibile parlargli di cose che non conosce e sarà portato a pensare che il buio esista dappertutto e che non se ne possa prescindere. Non riuscirà nemmeno a capire il senso della luce.
Il nostro buio si chiama neoliberismo.
Il neoliberismo è la forma attuale che nel mondo ha preso lo strapotere dei ricchi e la loro devianza che li porta a sfruttare, ricattare e devastare i poveri, rendendoli sempre più poveri. Questa tendenza c’è sempre stata, ci sono sempre stati ricchi che sfruttavano schiavizzavano e depredavano poveri. Ma il successo del neoliberismo di oggi è quello di aver manipolato attraverso i media i nostri cervelli anche meglio di un tempo in modo da farci mancare le parole stesse con cui valutare il mondo, in modo da farci diventare neoliberisti nostro malgrado.
Noi siamo nati e cresciuti in una atmosfera permeata profondamente di neoliberismo. Non conosciamo altro. Facciamo una enorme fatica anche solo a immaginare qualcosa di diverso. Le parole che usiamo e con cui pensiamo sono termini neoliberisti. L’economia a cui pensiamo è una economia neoliberista. Ci hanno manipolato in profondità.
Ma il neoliberismo è una gigantesca TRUFFA.
Ma ci hanno condizionati così bene che nemmeno ce ne accorgiamo.
Usiamo parole come Pil. Ma chi l’ha detto che il benessere di una Nazione, il suo sviluppo e progresso debba misurarsi dal Prodotto Interno Lordo, un valore che aumenta se quel Paese ha una catastrofe che aumenterà la sua spesa?
Parliamo di Spread, differenziale tra i rendimenti delle nostre obbligazioni e quelle tedesche. Ma chi l’ha deciso che l’Unione europea debba fare leggi che arricchiscono la Germania e poi valuti le altre confrontandole con la Germania?
Parliamo di debito pubblico e ci sentiamo obbligati a non aumentarlo. Ma chi l’ha detto che non lo si debba invece aumentare, come fece Roosevelt quando fece uscire l’America dalla crisi del 20 proprio con un grandioso piano di lavori pubblici per combattere la disoccupazione?
Abbiamo messo in Costituzione il fiscal compact cioè il pareggio del bilancio, quando non esiste nessun Stato al mondo che abbia il bilancio in pareggio dopo aver saldato il debito, anzi non esiste proprio nessun Paese al mondo che abbia pagato il debito, ma col fiscal compact ordiniamo al nostro Stato di non fare alcun investimento e dunque gli vietiamo anche di spendere per i terremotati o per qualunque opera di bene pubblico condannando il Paese ad un immiserimento progressivo.
Accettiamo che i nostri soldi salvino dal fallimento le banche che hanno fatto prestiti sciagurati, quando non cambiamo in nulla le regole bancarie, non limitiamo in nulla i prestiti politici, non puniamo per niente i colpevoli dei fallimenti, non torniamo all’antica divisione tra banche di deposito e di investimento. Addirittura abbiamo un Ministro del Tesoro che gioca sui derivati, cioè gioca d’azzardo coi soldi nostri perdendoci decine di miliardi, che sarebbe come se un Capo famiglia si giocasse lo stipendio sulle slot machine mandando alla fame la famiglia.
Accettiamo di dare ogni anno a Bruxelles l’1% delle nostre tasse così che in 10 anni le abbiamo dato 159 miliardi per averne indietro 104 senza nemmeno essere tutelati con la protezione dei prodotti italiani contro l’invasione di merci cinesi o le contaminazioni del grano canadese o l’invasione dell’olio marocchino o quella ancora più grave degli erbicidi cancerogeni della Monsanto ora acquisiti dalla Bayer.
Non battiamo nemmeno ciglio davanti a orrori come il numero dei lavoratori in cui entra anche chi ha fatto una sola di lavoro a settimana, o il Pil conteggiato mettendoci dentro prostituzione, commercio illecito di armi e droga.
Ma che mondo è mai questo dove anche la sinistra, che un tempo si opponeva alle atrocità della destra, parla e agisce con termini neoliberisti e non riesce a pensare ad altro?

Giancarlo Giorgetti. (IFQ)
Il Gianni Letta della Lega. L’uomo di tutti i tavoli. Laurea alla Bocconi. Da 20 anni muove le leve nel retrobottega del Carroccio, sopravvivendo a tutti i cambi di pelle del partito. Politico di lungo corso. Cugino di Massimo Ponzellini, già uomo di Prodi, poi di Tremonti, che da banchiere della Popolare di Milano è finito indagato e condannato per corruzione e finanziamenti illeciti. Giorgetti ha un lungo rapporto con le banche. Era tra i membri del consiglio di amministrazione della Credieuronord, la banca fallita di Bossi. E’ stato a contatto con Fiorani della Banca Popolare di Lodi (uomo chiave nel rapporto tra politica e finanza arrestato nel 2005 per le scalate dei “furbetti del quartierino”). Fiorani nel 2004 gli portò 100mila euro di mazzette ma lui non li volle. Erano il ringraziamento per aver smussato l’ostilità dei leghisti verso il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e l’operazione Antonveneta. E’ uomo schivo e silenzioso: niente corna e canottiere, niente felpe o frasi ad effetto. Nessun facebook o twitter. Dopo il risultato del 4 marzo ha iniziato ad accettare gli inviti in tv, a rilasciare interviste. Ma nella Lega c’è sempre stato. È l’uomo da buttare nella mischia quando si trattava di spingere un esponente del Carroccio per gli incarichi più importanti: da Malpensa alla Fiera di Milano, da A2A ad Expo. Giorgetti ha sempre avuto un ruolo nella definizione dei consigli di amministrazione che contano a partire da quelli di Finmeccanica. Da qui i suoi rapporti con uomini di peso come Giuseppe Orsi. Dove c’è una trattativa delicata c’è anche Giorgetti da sempre “l’uomo delle nomine”. Sempre nella stanza dei bottoni. Nel 2013 è stato uno dei dieci saggi nominati da Napolitano per proposte programmatiche in materia economico-sociale ed europea. I suoi detrattori hanno iniziato a descriverlo come un massone in ottimi rapporti con l’ambasciata americana e “vicino” al club Bildenberg, tanto che lo stesso Bossi gliene ha chiesto ragione.

TRACOLLO ECONOMICO DEL PARTITO DI RENZI
Affari italiani
Il tracollo dei voti alle elezioni politiche costerà al Partito Democratico 19 milioni di euro. È questo il mancato incasso nel forziere del Nazareno per la legislatura che sta per iniziare, la prima con l’azzeramento dei rimborsi elettorali dallo Stato. Ogni parlamentare eletto, come impone lo statuto del Pd, ogni mese deve versare al partito un contributo di 1.500 euro. Il Pd chiude questa legislatura con 378 tra deputati e Senatori, i cui contributi, moltiplicati per i 5 anni della legislatura, hanno superato i 34 milioni. La batosta del 4 marzo, però, ha fatto precipitare il numero degli eletti a 165, con una proiezione sui 5 anni di circa 14,8 milioni di contributi. Il Pd non potrà quindi contare su un sostegno di ben 19 milioni. Così, oltre alla profonda crisi politica, i traghettatori del post Renzi stanno per far scattare una nuova raffica di tagli. E il primo passo, in autunno, potrebbe essere l’addio alla sede del Nazareno: l’affitto da mezzo milione di euro dell’immobile da tremila metri quadri in via Sant’Andrea delle Fratte non è più sostenibile. Il Palazzo del Collegio del Nazareno, costruzione del Seicento che ospitava la più antica scuola di Roma, è la casa del Pd dal 2009, cioè da quando Dario Franceschini prese le redini del partito, perché il loft affacciato sul Circo Massimo e scelto da Veltroni era troppo scomodo rispetto ai palazzi del potere.
Oltre alla ricerca di una sede con affitto più economico, sempre in autunno scadrà la cassa integrazione a rotazione per i 180 dipendenti. Il tesoriere Francesco Bonifazi dovrebbe sì riuscire a chiudere il bilancio 2017 con un attivo di circa un milione e mezzo (nel 2016 il rosso fu di 9,5 milioni, anche a causa della campagna monstre per il Sì al referendum), ma sempre con quell’orizzonte dei 19 milioni in meno di «incasso», seppur potendo contare su circa 6,5 milioni in arrivo dal 2 per mille, il partito dovrà affrontare una radicale riduzione del personale. E per rimettere i conti strutturalmente in pari, per i commercialisti, il numero dei dipendenti dovrebbe essere quasi dimezzato. La dieta imposta dalla sconfitta cambierà anche gli assetti dei gruppi parlamentari. Alla Camera il Pd aveva 135 dipendenti tra giornalisti, funzionari e segretari, che a fine legislatura per prassi escono con il licenziamento collettivo. Di questi potrà riassumerne una settantina o poco più, perché il contributo che la Camera assegna ai gruppi è di 49 mila euro a deputato e dunque il «tesoro» che tocca alle forze politiche è proporzionale al numero di eletti. Il pattuglione dem ha perso oltre 180 deputati rispetto al 2013, che in soldoni sono 8,5 milioni di euro in meno. E lo stesso doloroso calcolo, che mette in gioco la metà dei posti di lavoro, va fatto per il Senato.
Ieri, intanto, sono partiti i decreti ingiuntivi da parte del tesoriere Bonifazi, che, tra i morosi del Pd e gli scissionisti passati a Leu, dovrebbe recuperare tramite il tribunale oltre un milione e mezzo. Tra i destinatari della richiesta c’è anche Pietro Grasso, che deve al Pd circa 85 mila euro: «Per lui abbiamo pensato a una rateizzazione: 15 rate da 4.162,50 euro e la maxirata finale da 20.812,50 euro — scrive sarcastico Bonifazi sui social —. Un’offerta imperdibile». Intanto, languono anche i conti della Fondazione Open: nel forziere e braccio operativo di Renzi i contributi si sono ridotti al lumicino rispetto a quando i finanziatori più importanti staccavano assegni anche da 100 mila euro a volta.

LA SCORTA DELLA MUMMIA
Grazie ad una serie di provvedimenti varati dai suoi stessi governi, Berlusconi aveva conservato la protezione piena che gli era garantita quando era in carica. Due milioni e mezzo il costo annuo, pagato dai cittadini solo per la scorta. Senza contare il dispiegamento di Carabinieri a presidio delle sue abitazioni. Una quarantina di uomini divisi in due squadre di 20 ciascuna e due auto blindate per una spesa superiore ai 200mila euro al mese. Vale a dire due milioni e mezzo l’anno. Tanto costano gli uomini dei servizi di sicurezza che ancora oggi stanno appresso a Berlusconi. Senza contare i carabinieri dispiegati dal Ministero degli Interni per servizi ordinari presso le ville di famiglia. Gli uomini al seguito del Cavaliere, spiegano fonti molto qualificate, hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari. Hanno stipendi e prerogative equiparati a quelli dei colleghi dello spionaggio e controspionaggio senza esserlo. Siamo, per essere chiari, intorno ai cinquemila euro al mese. E sono appunto quaranta. I conti sono presto fatti.
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BOLOGNA E IL PD
Viviana Vivarelli
Il Pd, malgrado tutto, ha ancora più di 6 milioni di votanti. La perseveranza dei piddioti a votare per il partito che ha rovinato l’Italia dovrebbe essere studiata nei libri di criminologia. Io vivo a Bologna, una città ad alta incidenza renziota. Qui il Pd è primo partito e la città ha eletto da sola 20 parlamentari, è l’unica eccezione dell’Emilia Romagna dove il Pd ha perso il primato. A Bologna e provincia gli elettori sono 750.000. Sono stati così ubbidienti agli ordini di partito da votare persino Casini che di sx non è stato mai e che poi li ha beffati uscendo subito dal Pd appena ha visto che era tra gli ultimi e passando al gruppo misto. Questi rincoglioniTI di bolognesi prima hanno fatto sindaco un ladro, Delbono, che ha dovuto dimettersi per guai giudiziari, peculato, truffa aggravata ed abuso d’ufficio, poi sono passati a eleggere Virginio Merola, detto Tavernello perché spesso ubriaco, e per questo i bolognesi lo hanno eletto la seconda volta. Lui li ha premiati dando alla città un danno erariale di 300.000 euro affidando a un suo amico senza laurea una carica richiedente la laurea, ma che fa se lo fa anche Renzi? Bologna ha più di 700 senzatetto, ma il caro sindaco si è distinto per aver battuto il record di sgomberi coatti di case occupate, centri sociali e daspi urbani introdotti dal decreto Minniti nei confronti di senza-tetto. Evviva! Avanti sempre così mi raccomando, cari concittadini! Errare humanum est, sed perseverare….Ma voi avete mai sentito al tg o nei talk show dire qualcosa su Bologna?
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DI RIOTTA E ALTRI SOMARI
Mi chiedo come possano avere il titolo di giornalista o anche essere docenti universitari anche somari come Gianni Riotta che quando, nel 2001, era direttore del Sole 24 ore (fortemente voluto dalla Marcegaglia e molto elogiato da Saviano) lo mandò in rovina procurandogli il più grave crollo delle vendite della storia e che il 4 febbraio è stato sfiduciato dall’assemblea dei giornalisti con il 70% dei voti? Mi chiedo come un ignorante simile ci debba essere proposto in televisione. Uno che mette in dubbio che esista un art. 1 della Costituzione che dà la sovranità al popolo, lo contesta e dice che, se uno studente ripetesse questo a scuola, lo boccerebbero. Eccallà gli intellettuali di sx!
Ed è pure recidivo! Nel 2008, in occasione del 60° anniversario della Costituzione, fece leggere al suo TG1 alcuni Articoli della Costituzione ‘riveduta e corretta’ tanto da stravolgerne il senso. Fatto gravissimo per molti ascoltatori, i quali inviarono lettere di protesta. E poi qui si fanno montagne su un congiuntivo di Di Maio!!

Pat: “Riotta è uno degli agenti anti bufale commissionati dalla Ue. Tanto per renderci conto del livello dei controllori.”

Fabio Lugano: “il mondo si divide in due categorie:chi conosce la Costituzione e chi deve studiarla. Riotta, studia!”

Donnadimezzo:”Beh, definire Riotta ‘intellettuale di sinistra’ mi sembra quanto meno azzardato. e credo sia troppo anche ‘intellettuale’.

Una volta c’era, l’ora di educazione civica.
Probabilmente Riotta non l’ha frequentata. E questi sarebbero i competenti!!
Riotta è quello che in un famoso articolo dette per certa la vittoria della Clinton. Ed è quello che recentemente ha scritto: “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno, ma con i denti del Caimano!”
Altre frasi storiche da giornalista ‘competente’ (Ho copiato anche i frequenti errori da analfabeta):
“I Tartarini di beppemgrillo e i Tartarini leghisti, eroi ubiqui dei talk show alla moda, passano la mattinata ad imparare gli slogan del passato a rovescio e trasformare gli insulti in lisciate affettuose di zampa”.
“Se parte davvero il Governo grillo-salvinimi di intesa con berlusconi uica opposizione sarà il Pd. Ma PaoloGentiloni matteorenzi e gli altri leader devono trovare un tono politico non petulante né impotente che per ora non si vede.” (Gentiloni petulante??)
“I peones del Parlamento salutano intesa @beppe_grillo Salvini Berlusconi. Stamattina On. Forza Italia dice in caffè Roma “Ragazzi niente voto Beppe e Silvio ci han salvati. Si resta in carica”. Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ora pensano al panettone.”
“La coesistenza pacifica con beppe_grillo è il vero trionfo per berlusconi . Protegge aziende e interessi, ottiene dai 5 Stelle un salvacondotto che gli permetterà di restar tranquillo in attesa degli eventi. Insomma la rivoluzione populista può attendere. Siamo in Italia ;)”
“Con simpatia vera ma Di Maio ha avuto egemonia sui 5 stelle solo nelle fole di militanti e analisti frettolosi. Il partito è guidato ancora da Casaleggio jr e beppe_grillo che, fallito per sicumera e leggerezza, governissimo matteosalvinimi pdnetwork , ne riprendono le redini.”

Giampiero:”Siamo oltre, davvero.
“Sei pirla come Riotta” entrerà di diritto nel catalogo degli insulti.”

Carlo: “Braccia tolte ai parcheggiatori abusivi.”

NuMar61: “Riotta chiaro esempio di come è ridotto il giornalismo in Italia. Becero, falso, ignorante e presuntuoso. Povera Patria!”

(Sentite il video: è interessante anche quanto dice Antonio Maria Rinaldi, docente di economia alla Luiss, sui contratti internazionali, specificando che l’art. su di essi è stato scritto pensando all’Onu e comunque per contratti in cui siamo in uno stato di parità, cosa che non vale certo per l’Ue)

seafruit
Questi marchettari della notizia, più falsi di una moneta da 80 euro, rivendicano dignità che sono a loro estranee e non si accorgono che buona parte del Paesi li vede più corrotti dei politici.
Se la gente comune avesse la stessa possibilità di accesso agli organi di informazione direbbe cose che a confronto le critiche mose dal M5S suonerebbero come complimento.
Ma quello che colpisce di più è il sindacato dei giornalisti che per mantenere le deleghe non muove alcuna critica al suo mondo, condannando i suoi iscritti ad essere sempre meno influenti nella formazione della pubblica opinione ed inutili mediatori di, sempre più spesso false.
Li aspettiamo al prossimo contratto di lavoro, quando indiranno uno sciopero per riscuotere i 30 denari dicendoci allarmati che la mancata firma del loro contratto mette in pericolo la libertà di informazione di questo Paesi e saranno accolti dall’indifferenza dei più e dall’ostilità dei molti.
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Elisabetta
L’informazione in Rai è da terzo mondo, probabilmente peggio (senza offesa per il terzo mondo).
Il tg1 è ridicolo con i suoi immancabili servizietti di propaganda per il Governo e Renzi, per non parlare del tg3, dopo B l’unico rimasto ancora guardabile sino alla cacciata della Berlinguer. Questa non è informazione, è il peggior vassallaggio.
Bene hanno fatto i 5S a fare i nomi, anche perché molti manco li conoscevo e ora mi spiego parecchie cose su qualche loro parente più famoso.
A me non risulta che i 5s abbiano nominato nessuno là dentro, eccetto Freccero che conta praticamente zero nel consiglio. Ma se lei ha informazioni diverse, la ascolto volentieri.
Non concordo sul tacere i nomi dei giornalisti, il livello di servitù della stampa ha ormai raggiunto vette inimmaginabili ed è giusto conoscere i trascorsi del giornalista che racconta la notizia. Voglio sapere se è in Rai per suoi meriti professionali o per aver baciato il deretano giusto.
Ed è vero che la Rai è sempre stata lottizzata, ma questa non è più lottizzazione. Questa è vera e propria occupazione. Ed ha peggiorato drasticamente il servizio.

Paolo Dagnino
Lista di proscrizione ? Squadrismo ?
Sono andato a leggere l’articolo in argomento in cui l’estensore del M5S si limita a riprendere i contenuti di due quotidiani on line che sono LA NOTIZIA e Lettera 43 tuttora in attività.
Su questi quotidiani si fa menzione delle dinamiche che sovrintendono la copertura dei principali posti di comando della Tv di Stato, laddove emerge una logica di spartizione politica che é un vero e proprio segreto di Pulcinella.
Sorprende la reazione veemente e scomposta di FNSI, USIGRAI e Ordine dei Giornalisti e redazioni Rai, erettisi come un sol uomo a difesa di andazzi e privilegi che contribuiscono a posizionare la qualitá della nostra informazione agli ultimi posti nel mondo.
Un vero e proprio blocco a difesa di una autentica corporazione che é nel tempo divenuta un qualcosa di simile ad un braccio armato a disposizione dei potentati e della classe dirigente che ha ridotto il Paesi nelle attuali condizioni.
Squadrismo ? Liste di proscrizione ?
Ma per piacere !
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SOROS, L’UOMO CHE SI ARRICCHISCE SPECULANDO SUL FALLIMENTI DEGLI STATI
IFQ: Usa, le mail trafugate a George Soros finiscono online
È stato l’architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni.
Ci sono i dossier sulle elezioni Europee del 2014 ma anche quelli sul voto nei singoli Stati, i fascicoli sui finanziamenti elargiti alle organizzazioni non governative di tutto il mondo e persino i rapporti sul dibattito politico in Italia ai tempi della crisi dell’Ucraina. Sono solo alcuni dei documenti rubati dai database della Open Society Foundation di George Soros
George Soros – scrivono gli hacker – è un magnate ungherese- americano, investitore , filantropo, attivista politico e autore che, di origine ebraica. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni . A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Vi presentiamo i piani di lavoro , le strategie , le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.

Lettera del lettore Tommaso Merlo a IFQ
LA LEGGE ELETTORALE HA FATTO FUORI IL M5S

Protagonista indiscussa di questa assurda campagna elettorale è la legge che la regola.
Una legge ideata da Pd e Fi per non far vincere il M5S. A pochi mesi dal voto, a colpi di fiducia, producendo una legge secondo molti esperti inCostituzionale. I vecchi partiti si sono ridotti all’ultimo istante per colpa della loro incapacità solo di pensare ad una legge elettorale per il bene della democrazia e non per il proprio. Una legge elettorale che non permette al primo partito di governare ma lo isola all’opposizione. E’ questo che passerà alla storia. Serviva l’ingovernabilità dopo il voto, serviva una incertezza che un loro accordo nei corridoi avrebbe poi risolto per il bene del Paesi. Un bel Nazareno II la vendetta, per il bene nostro ovviamente. Una mossa democraticamente criminale per un Paesi civile.
Una partita truccata, quindi, che ha reso questa campagna elettorale una lunga e noiosa attesa per capire se gli italiani ci cascano ancora o meno. Giornali e televisioni stanno facendo di tutto affinché il piano indecente di Berlusconi e Renzi vada in porto attaccando vilmente il Movimento e con esso il democratico desiderio di cambiamento di milioni di persone, ma il Rosatellum è una legge talmente complicata e contorta che perfino le società di sondaggi faticano a fare il loro lavoro.
La speranza è che sia sfuggita di mano a chi ha avuto il coraggio di escogitarla e che gli si rivolti contro. Nessuna legge elettorale, infatti, anche la più truffaldina, può contenere una imponente valanga di voti.
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L’INSOSTENIBILE PUZZA DEL PD
Renzi si rende conto che ha trasformato il Pd in un partito di impresentabili e lo ammette lui stesso dicendo agli elettori di votarlo turandosi il naso, evidentemente la puzza la sente pure lui. E’ come un venditore di pesce che avverte il cliente che il pesce è avariato e puzza.
“E questa sarebbe la competenza al potere? Stendiamo un velo pietoso.” (Maurizio)
“Come si spiega questa veemenza a distruggere consensi ?” (Mike59)
“Una persona seria anziché dire:”Facciamo schifo ma dateci il voto lo stesso” si toglierebbe dai “marones” definitivamente dicendo: “Ho sbagliato tutto, mi dimetto. Prendetevi il partito ma, vi prego, lasciatemi la Boschi”. (G.F.M.)
“Ormai il nostro valoroso broccolo, pardon frottolo, è al delirio onirico, allo sbrodolamento logorroico, al piattino teso da mendico “fate la carità”, alla definitiva perdita di quel poco di equilibrio psichico e di dignità che gli era rimasto” (gnaafo)
“Un popolo che elegge corrotti,impostori, ladri e traditori, non é vittima, é complice” (George Orwell)
Francesco74: “Ormai è alla frutta pur di raccattare voti è disposto ad ammettere che il suo partito è una vera schifezza; solo un fanatico di sx e soprattutto della sua sx può votare un partito che in 5 anni ha distrutto tutto quel po’ di buono che era rimasto dal lavoro alla scuola alle banche alla sanità; è riuscito a far peggio di Berlusconi persino sul terremoto delle Marche dove sarebbe bastato veramente poco per fare meglio delle porcherie che il suo padre putativo ha fatto all’Aquila; io vivo a Milano dove in combutta con la Lega di Maroni sta tentando di rovinare un quartiere storico, Città Studi, portando via l’università Statale per andare a riempire un postaccio come Expo solo e unicamente per non far fallire la società che gestisce quei terreni inquinati e pericolosi per la salute dei nostri studenti; l’ho sempre considerato un bluff sin dalle prime uscite televisive con quel fare arrogante e presuntuoso che è tipico degli incompetenti, quelli veri; mi convinco sempre più che l’Italia ha bisogno di uscire dalla morsa dx sx ed è per questo che voto 5S e così vediamo cosa sapranno fare ma per lo meno ci saremo liberati dei Renziani”.
Alessandro: “Nella lista del M5S non ci sono inquisiti o indagati. Il Pd ha superato Forza Italia per inquisiti nelle liste.
Nelle liste del Pd troneggiano 27 fra indagati e imputati (senza contare i 3 nelle liste alleate: 2 in Civica Popolare della LoRenzin e 1 in Insieme ), mentre in quella di FI sono appena 22 (ampiamente rimpinguati dai 6 della Lega, dai 6 di FdI e dagli 8 di Noi con l’Italia ). Poi ci sono LeU a quota 3. Solo i 5Stelle sono a quota zero. Lo storico sorpasso è tutto merito di Matteo Renzi, che ha nominato tutti i candidati, senza neppure l’alibi delle primarie ( “ce lo chiedono gli elettori” ). Ora, uno che riesce a candidare più inquisiti del primatista mondiale B, tutto dovrebbe fare fuorché di parlare di impresentabili altrui.”
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