WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday May 26th 2018

MASADA n° 1921 7-5-2018 L’INCENDIO DEL NAZARENO

MASADA n° 1921 7-5-2018 L’INCENDIO DEL NAZARENO
Blog di Viviana Vivarelli

Le consultazioni continuano- Di Maio accetta anche un terzo leader- L’autodistruzione del Pd- Atterrato Martina l’inutile – Mattarella vorrebbe un governo di scopo – Differenze tra Germania e Italia – Di Maio rinuncia a fare il premier – Le piaghe della disinformazione – Fine di un ciclo – Renzi e le donne – Berlusconi, Renzi e la P2 – Scene da un manicomio – Il Tar boccia gli 8 incineritori di Renzi – La Svizzera e i vaccini

Nel mondo gli italiani sono conosciuti come mafiosi. Ma ci sono due tipi di mafie, una che uccide i singoli, un’altra che uccide i popoli
Viviana
.
Segnali
Berlusconi perde 4 milioni di voti. Il Pd di Renzi perde 5 milioni di voti. Renzi scende di 14 punti nei sondaggi. Franceschini, Orfini, Serracchiani, Minniti, Bellanova, Sgarbi, Bonino, D’Alema, Lorenzin, Fedeli, Formigoni, Minniti, Barra, Pinotti, Grasso, Polverini, Della Vedova, Bonino, Franceschini…vengono ripescati da una legge ignobile ma erano stati bocciati dagli italiani. D’Alema non viene nemmeno ripescato. I partitini dei riciclati crollano e scompaiono.
Scrollando l’albero della Casta, arrivano tenui segnali che qualche frutto sta cominciando a cadere
.
E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte; ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero, e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo. Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro; stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento; copri l’amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello; a volte passa qualcuno, a volte c’è qualcuno che deve vederlo“.
Roberto Vecchioni
.
La democrazia non significa dare all’accozzaglia dei perdenti la possibilità di dettare legge su tutti, ma di impedirglielo!
Viviana

I lavoratori sono stati presi di mira
.
Finché in Italia non avremo una legge che limiti i danni dei parlamentari a due legislature, tagli i loro emolumenti e benefit, rimandi a casa i voltagabbana fino al voto successivo, cacci dal Parlamento come da ogni carica pubblica i corrotti e dia realmente al popolo una legge elettorale costituzionale a difesa della democrazia, che consenta scelta libera dal basso, giusta rappresentanza e governabilità, finché non metteremo tutti sotto le stesse leggi, con gli stessi doveri e diritti, a partire dalle pensioni per arrivare ai tribunali… fino a quel giorno non avremo ma una democrazia in Italia ma sempre il governo di una casta.
Ma se quel giorno arrivasse, vuol dire che i 5stelle sarebbero al Governo del Paese.
Viviana
.
Immaginate un giorno in cui Berlusconi fosse finalmente punito di tutti i suoi reati. Quel giorno noi tutti diremmo: “Dio c’è!” “..E la democrazia pure!”
Viviana
.
A.g.
Abbiamo sofferto per anni, ma verrà il giorno del riscatto e della gioia. E’ sarà più bello di quanto pensassimo e sarà ancora meglio quando il nanerottolo toglierà definitivamente il disturbo. E ringrazi il Cielo se non gli chiediamo un risarcimento ultramiliardario per i danni materiali e morali di un intero popolo!
.
Parafrasando Asimov: “Il PD è l’ultimo rifugio degli incapaci”
“Contro chi ancora vota PD neanche gli dei possono nulla”.
.
ULTIM’ORA
Mattarella minaccia di dare l’incarico di Governo ai Savoia.
ReNudo79
.
Lunedì Mattarella terrà un nuovo giro di consultazioni, poi si passerà ad un giro di Vodka e uno di Amaro Lucano.
SfigaCatrame
.
DiMaio su Salvini: “Si è piegato a Berlusconi”. Ha specificato anche a quanti gradi?
LVIX1
.
Oggi la direzione Pd discute sulle prossime iniziative da intraprendere per arrivare all’autodistruzione.
sempreciro
.
Il Rosatellum è come una maratona in cui al favorito si mozzano le gambe e poi lo sfottono perché non può correre.
Viviana
.
Questi partiti volevano solo lo stallo.
Sono ‘stallatici’ !
Viviana

GOVERNO DI SCOPO
Mattarella non vorrebbe andare alle elezioni anche perché sarebbero inutili se fossero fatte ancora col Rosatellum.
Mattarella vorrebbe fare un governo di scopo.
Di Maio è contrario.
Salvini è contrario.
E senza i voti di M5S e Lega (228+122= 350) un governo di scopo non si fa.
Per ‘governo di scopo’ si intende un governo di breve durata che fa poche leggi urgenti, come una nuova legge elettorale. (Ma, se Salvini volesse, una nuova legge elettorale la possono fare insieme Di Maio e Salvini a livello parlamentare senza nessun governo di scopo)
Cosa diversa è un ‘governo tecnico’, che non deve essere per forza fatto da politici ma può essere fatto da “tecnici” esterni prestati alla politica (come Monti o la Fornero)
.
Francesca
Ricapitolando, scrivono una legge pensando che Pd+Fi faccia il 45% e invece fa solo il 34%, danno la colpa dello stallo agli unici che non l’hanno votata e ora (sempre gli stessi) vorrebbero pure fare un governo di scopo solo per cambiarla
.
Liviana
Stavamo a un pelo per cambiare finalmente questo Paese.. purtroppo ci ritroveremo un governo con il mafioso, il cazzaro e il coglione !! Ma la colpa è solo di quei fottuti italiani che ancora li votano.
.
Ghita Iacono
Chi è Salvini
Prima la Padania, poi prima il Nord, poi prima gli italiani ma senza terroni, poi voglio il voto dei terroni ma senza stranieri, tra un po’ si butta contro ET..
Come distrarre da un disagio sociale indicando un nemico invece di lottare per un diritto.
.
Le Iene affaccendate a cercare di immerdare Fico con la storia della colf non in regola della sua compagna. Com’è che stesse Iene non hanno mai parlato dei 250 milioni che Berlusconi versa ogni sei mesi a Riina o soci? Troppo occupati a controllare le colf? E come mai non dicono mai una parola su De Benedetti, quello che sul Pd ci specula alla grande? O sugli affari sporchi di Renzi e della sua degna famiglia?

Direzione del Pd riunita
Smentito Martina. No al M5S. Davanti o dietro alle quinte, comanda sempre Renzi. Martina con la coda tra le gambe si appiattisce sotto i suoi ordini e si rimangia le poche aperture al M5S. Tutto è cambiato nel Paese ma nulla cambia nel parlamentino Dem…
Il potere, che vinca o che perda, è inamovibile. Finirà con un rovesciamento dei voti elettorali. La combriccola dei perdenti vincerà e il M5S l’avrà in tasca. B è sempre in pista e della condanna e del patto con la mafia non gliene frega niente a nessuno, anzi fa curriculum..
.
Renzi ancora in sella. Alle prossime votazioni che dobbiamo fare? Invece che la matita copiativa proviamo a fare la X con un paletto di frassino e poi spariamo sulla scheda una pallottola d’argento?
LVIX1

Luisella Costamagna
…a 2 mesi dal voto: nessun governo e M5S in difficoltà… Acciaccato Di Maio, ma non Salvini. Sdoganato come statista dalla mejo sinistra dei Cesaroni…L’uomo “di ghisa”, prima ha scippato il ghe pensi mi berlusconiano poi, quando ha capito che non quagliava, che il decisionismo del “governo in 15 minuti” stava pure venendo a noia nella sua inconcludenza, soprattutto quando ha focalizzato che B poteva pure farlo uscire a bere una birra, ma poi doveva tornare a casa ad Arcore se no erano guai…B, dato per morto, si conferma imperituro e nonostante condanna e decadenza, nonostante la sentenza su Dell’Utri sulla trattativa Stato-mafia, nonostante dica tutto e il contrario di tutto (“I 5S non conoscono l’abc della democrazia”; “Mai posto veti ai 5S”; “Sono un pericolo, meglio il Pd”; “Mai detto meglio il Pd”…) continua a essere, complice l’informazione dominante, un “responsabile” e “moderato”, che può evocare Hitler per i grillini, ma guai a chiamarlo “male assoluto”. Altro che “7 vite come i gatti”, ormai il proverbio è “20 vite come Berlusconi”!
Matteo, coi suoi finti passi indietro (per ognuno ce ne sono due in avanti) ha lasciato credere ai dem di essere liberi, così si sono agitati, poi gli ha dato la stangata.
Affossata la Direzione in 15 minuti tv, l’ex-tutto ora senatore ha anche indicato il futuro: un bel governo per le riforme (e ridajje!!).
Insomma l’elettore l’hanno fatto votare così si diverte, piccolino, ma nulla è cambiato.
.
Pd

LO SQUALLIDO MARTINA
Inutile e inconcludente. Uno che parla per non dire niente, un nulla pieno di ovvietà (“Dobbiamo valorizzare energie nuove…». «Bisogna stare coi piedi per terra…”,«Se iniziassimo una nuova stagione, tutta di formule, non coglieremmo il bisogno di novità che sale dal Paese…» Eh!?), uno che ti fa sbadigliare anche se non sbadiglia…non la controfigura pallida e sbiadita di Renzi perché sarebbe troppo onore, ma uno che gli stira i pedalini, uno spilungone pallido, curvo, un trentottenne che sembra un pensionato novantenne triste con la scoliosi, …. modesto, incolore, silenzioso, talmente trasparente da non fare ombra a nessuno, nemmeno a se stesso, mai una parola od un pensiero che possa creare problemi, mai un cenno di vita : le caratteristiche ideali del perfetto ministro renziano !!.. Ad uno così, onestamente, si può chiedere che DICA pure qualcosa??
Non si può nemmeno dirgli di tornare al’agricoltura. Perché là cosa ha fatto?
Chi era solo un burattino nelle mani di qualcun altro?

IL REGGENTE NON HA RETTO
Marco Travaglio
Una sera, a Parla con me, Paolo Villaggio se ne uscì a freddo, mentre Serena Dandini lo intervistava su tutt’altro, con una delle sue sortite insieme surreali, feroci e geniali: “Mi scusi, signora, ma Brunetta è un nome d’arte?”. Fosse ancora vivo, ora domanderebbe: “Ma Martina è un nome d’arte?”. E non osiamo immaginare cosa scriverebbe, dell’autoreggente Pd, Fortebraccio. Probabilmente riabiliterebbe Nicolazzi, Tanassi, Cariglia e gli altri ectoplasmi socialdemocratici alla cui inesistenza dedicò memorabili pezzi satirici che si concludevano invariabilmente così: “Arrivò un’auto blu, non ne scese nessuno, era Nicolazzi/ Tanassi/ Cariglia”.
Noi non conosciamo Maurizio Martina, e la cosa non ci è mai particolarmente mancata. Ma sabato ci eravamo sorpresi a empatizzare con lui quando aveva osato annunciare che avrebbe proposto alla Direzione del Pd, fissata per ieri, di: accogliere l’appello del capo dello Stato e del presidente-esploratore della Camera; sedersi al tavolo con i 5Stelle; vederne le carte; portarvi le proprie; tentare un’intesa su alcuni punti programmatici; e poi, nel caso in cui quell’accordo nascesse, metterlo nero su bianco e sottoporlo a un referendum fra gl’iscritti o addirittura alla platea più allargata delle primarie. Come ha appena fatto l’Spd tedesca.
La cosa aveva molto irritato Renzi, che doveva essere sovrappensiero (altrimenti non avrebbe dato alcun peso all’annuncio, considerandone la provenienza): infatti domenica si era precipitato da Fazio a stoppare l’insano gesto di provare a dare un governo all’Italia. Allora Martina, con insospettato ardimento, l’aveva sfidato: “In queste condizioni non si può guidare un partito”. Quindi, pareva di capire, o lui o Renzi. Ieri finalmente la tanto attesa Direzione del Pd si è tenuta, in un clima da resa dei conti finale, tra accuse di liste di proscrizione, tamburi di guerra sui social, evocazioni di nuove scissioni. I giornali dipingevano un Martina pugnace e bellicoso come Achille che torna in battaglia per vendicare Patroclo, sostenuto dai guerrieri non renziani, da Orlando a Franceschini a Cuperlo, pronti a vender cara la pelle col coltello fra i denti. E Renzi ci aveva addirittura creduto, organizzando la conta dei suoi parlamentari per impedire la conta in Direzione, dove temeva di aver perso la maggioranza.
Purtroppo, ieri, Martina non è pervenuto. Non che non ci fosse, anzi: il guaio è proprio che c’era e, come sempre accade quando c’è, nessuno se n’è accorto. Quando va al cinema, per dire, e prende posto su una poltrona, c’è sempre qualcuno che si siede sopra di lui. Lo schiaccia e rimane lì per tutto il film, malgrado le sue reiterate proteste. Inizialmente lui pensava che ciò dipendesse dalle luci spente, infatti cominciò ad andare al cinema con largo anticipo per sedersi a luci accese: “Così mi vedranno e siederanno nei posti liberi”. Ma niente: la gente continuò ad accomodarsi nel posto già occupato da lui, a non udire le sue lamentele (direttamente proporzionali al peso dell’occupante abusivo) e a restargli sopra. Gli uomini della scorta tentavano di far notare che il posto era già occupato dal ministro Martina, ma si sentivano rispondere: “Appunto, non c’è nessuno”, “Se questo signor Martina vuole occupare un posto, ci mettesse almeno il cappello, la giacca, il maglione, altrimenti per me è libero”, cose così.
Ieri tutti, a cominciare da Mattarella e Fico, attendevano che l’autoreggente desse seguito al proposito di avviare il dialogo col M5S per vedere le carte. Anche a costo di arrivare alla conta temuta da Renzi. Invece niente. È riuscito a tenere un’intera relazione senza dire assolutamente nulla, tant’è che alla fine erano tutti d’accordo e nessuno riusciva più a capire da cosa fosse nato il disaccordo: “Il punto della sconfitta non è che gli italiani non hanno capito. È che non abbiamo capito alcuni bisogni degli italiani. Bisogna rifondare la cultura e il pensiero di fondo”. Ecco di fondo: perbacco, ad averci pensato prima. Ora –lo direste mai? – occorre “un confronto franco”. Di più: “Un’analisi seria per riflettere e non rimuovere la sconfitta prima di essere fuori tempo massimo”. Chi pensava che auspicasse un confronto ipocrita e un’analisi ridicola per non riflettere, rimuovere la sconfitta e arrivare fuori tempo massimo è rimasto deluso. Così come chi immaginava che, per restare reggente, Martina chiedesse un sostegno finto e inconsapevole. Invece lui ha auspicato “un sostegno non di facciata, ma consapevole” per un altro paio di mesi, non di più. E tutti hanno applaudito, felici e contenti.
E la rispostina su quella faccenduola del governo, attesa da Mattarella, Fico e qualche decina di milioni di italiani? È arrivata, solo che non era quella di Martina, ma quella di Renzi: “Il capitolo 5Stelle è chiuso” prim’ancora di aprirsi. E perché, visto che la Direzione doveva decidere proprio su quello? “Per quello che è successo”. E cos’è successo? Che Renzi è andato in tv e gli ha fatto “bu”. E il reggente non ha retto. Ah, dimenticavamo: “È impossibile anche un governo col centrodestra”. Quindi il Pd non governa con nessuno, non fa intese con nessuno, anzi non parla con nessuno per evitare di trovare intese con qualcuno, però detta condizioni: niente elezioni, ma “spirito costruttivo nelle nuove consultazioni al Quirinale”. Il che, tradotto in italiano, vuol dire l’ennesimo governissimo alla Monti con tutti dentro (sempreché gli altri ci caschino). Perché con la Lega non si governa, con FI non si governa, col M5S non si governa, però con la Lega, FI e M5S insieme si governa eccome. Per fare le famose “riforme” (ciao, core). Approvazione unanime dalla Direzione, che finalmente ha trovato la direzione: quella di Renzusconi. Matteo, torna: sei tutti loro.

Citazioni da Asimov:
Buona per Renzi: “Direi persino che il cervello gli smette di funzionare, se avessi la prova che in qualche altro momento funziona.”.

Altra citazione da AsimoV: “Se la conoscenza può creare dei problemi, non è tramite l’ignoranza che possiamo risolverli.”
“È sempre stata la mia filosofia di vita che le difficoltà svaniscono quando sono affrontate con fermezza.”
“È il cambiamento, il cambiamento continuo, il cambiamento inevitabile, che è il fattore dominante nella società odierna. Nessuna decisione sensata può essere più compiuta senza tenere conto non solo del mondo come è ora, ma di come sarà… Questo, a sua volta, significa che i nostri uomini di stato, i nostri imprenditori, i nostri uomini comuni, devono orientarsi verso un modo di pensare fantascientifico.”
GRANDE!!
.
Liviana: LU PIZZINU

CONAN da Rignano, IL ROTTAMATORE
Domi
Ha rottamato, uno dietro l’ altro, Fassina, D’ Alema, Civati, Cofferati, Marino, Bersani, Speranza, Epifani, Rossi, Boldrini e Pietro Grasso il totem dell’ art. 18, la scuola, il lavoro, la CGIL.
Al loro posto Confindustria e CISL, Gennaro Migliore, Alfano, Lorenzin ed immigrati. Verdini e Barani quando era necessario.
Inseguendo le persone da rottamare, ha perso l’orientamento del Referendum Costituzionale, a disastro avvenuto ha fatto finta di non capire che aveva sbattuto.
Ma la natura è quella che è: s’è intignato a rottamare sino al 4 marzo 2018, ed oltre.
Il risultato è stato la rottamazione del PD.
UN GIGANTE DELLA ROTTAMAZIONE.
(Ora crede di risorgere come nulla fudesse. Aspettiamo che rottami anche se stesso definitivamente)

Giuseppepevetti
Renzi dovrebbe essere “un gigante fiaccato dalle troppe batoste alle urne”? Io dico che il gigante s’è fiaccato da solo con i Patti del Nazareno, i conflitti d’interessi, i casi Consip e l’abbandono programmato della parola ‘sinistra’…La perdita di elettori è solo una mera conseguenza, per cui l’aver raggiunto il 18% è stato un grande successo, considerando tutto. E tuttavia nel Pd nessuno sta facendo autodafé, tutti rinnegano non gli errori ma le faccende storiche losche, intenzionali, strategiche. Nessuno ha il coraggio di ammettere che certi giochi sporchi sono stati giochi sporchi, altro che “sbagli”! Chi ha il coraggio di ammettere che la soffiata a De Benedetti per investire in borsa è stata una porcata enorme? L’insider trading è di sinistra? Per ritrovare la sinistra bisognerà prima ammettere colpe ed intenzioni ben precise che sono andate in direzione opposta. Non c’è proprio modo di ritrovare nulla di sinistra dentro al partito. Polvere alla polvere, e magari un giorno rinascerà il concetto di sinistra, da qualche parte. Chissà!

Il governaccio che vogliono fare con la super accozzaglia Cdx+Pd è come la barzelletta di Berlusconi sulla mela a una delegazione di sindaci campani del Pdl.

Un signore si reca all’ufficio brevetti.
Arriva allo sportello dove l’impiegato gli chiede:
“Qual è la sua invenzione?”.
“Una mela”, risponde.
“Non si può brevettare una mela !”, obietta l’impiegato.
“Ma questa è una mela speciale, l’ho modificata geneticamente”, insiste il signore
“Speciale perché?”
“Annusi, sa di fica”.
L’ impiegato dell’ufficio brevetti afferra la mela e la assaggia e con espressione schifata esclama: “Ma sa di culo”.
Ed il signore: “La giri !”.

ESSERE UN PAESE CIVILE. DIFFERENZE TRA GERMANIA E ITALIA
Viviana Vivarelli
In Germania, la Merkel (CDU) aveva il 32% (il M5S il 32,78). Nessuno ha minimamente pensato a un governo dove l’accozzaglia di quelli che avevano perso potresse fare un governo, estradando il partito che aveva preso più voti, ma si sono comportati civilmente e democraticamente.
Si sono messi immediatamente tutti a un tavolo e, dopo 6 mesi di fitte discussioni, è nato il 4° governo Merkel con un accordo di coalizione Spd e Cdu-Csu, espresso con molta precisione teutonica in 179 pagine, dove ogni virgola è stata discussa, approvata e firmata.
Se la Grosse Koalition (GroKo) fosse stata respinta, sarebbero rimaste solo due opzioni: un inedito governo di minoranza o il ritorno alle urne. Ma ovviamente i civili Tedeschi con civili sistemi elettorali non ci hanno nemmeno pensato. Hanno fatto l’ennesimo accordo tra Spd e Cdu-Csu. I socialdemocratici (Spd), in costante e tragico declino di consensi, hanno fatto decadere il segretario Martin Schulz, costringendolo a scomparire dalla scena proprio per convincere i propri iscritti ad approvare la GroKo. Ovviamente, la Merkel è il capo del nuovo governo (e nessuno le ha chiesto certo di fare un passo indietro, visto che era il capo del partito con più voti!).
II 2° partito, (socialdemocratici o Spd che aveva il 20% sono andate alcune poltrone (la Lega ha preso il 17%).
Il Patto, essendo firmato da partiti tedeschi, è vincolante e molto serio. Niente a che vedere coi volatili e menzogneri partiti italiani che smentiscono i propri programmi il giorno dopo il voto e fanno il contrario di quello che avevano promesso.

Di Maio si era illuso che questo fosse un Paese serio dove fosse possibile fare la stessa cosa ma in due mesi i capi dei partiti non si sono degnati nemmeno di sedersi a un tavolo, dimostrando così, non solo di non essere liberi al loro interno perché legati da ricatti reciproci, ma anche di dirigere, si fa per dire, dei partiti fasulli che sono nidi perversi di interessi incrociati a cui del popolo italiano non gliene frega una cippa.
Renzi e Berlusconi, poi, in questo frangente, si sono comportati come peggio non si poteva. Uno, ritirandosi da qualunque occupazione, l’altro pretendendo un potere che nemmeno ha, come se i 5 milioni di voti persi dal primo e i 5 milioni persi dal secondo fossero bazzecole.

A questo punto dare la colpa di qualche cosa a Di Maio è da cretini, vediamo piuttosto se possiamo ancora salvare qualcosa senza buttare nel casso 11 milioni di voti e con essi ogni democrazia, e vediamo se con questo barcollante Salvini riusciamo almeno rapidamente a fare un sistema elettorale decente e non costruito dai perdenti per far fallire chi i voti li ha presi. Mattarella non vuole tornare alle elezioni e parla di governo di scopo. Di Maio ha già respinto in maniera assoluta qualunque governo di scopo. E, fino a prova contraria, questa è una repubblica parlamentare e non presidenziale e le cose si decidono in Parlamento. Il Presidente della Repubblica può solo firmarle o no.
Un terzo del Paese se ne frega di come va l’Italia come se non fossero nemmeno italiani. Un terzo sta col Movimento. Un terzo è stato già bocciato ma vuole vincere lo stesso con la truffa del Rosatellum. Siamo al 3° sistema elettorale incostituzionale e questo è il peggio di tutti. Cerchiamo almeno con Salvini di cambiarlo in meglio coi nostri voti e i suoi a livello parlamentare (228 + 122 fa 350 e sono più che bastanti, visto che la maggioranza richiede 316 voti) e poi torniamo al voto. Non possiamo star qui ad aspettare che B muoia o che i renzioti rinsaviscano. Ci sono cose per cui aspettare serve solo a far marcire la situazione.
Ed ecco il colpo di scena.
Di Maio rinuncia a fare il premier, Salvini rinuncia a coinvolgere Berlusconi nel governo, si realizzano i 5 punti importanti per l’Italia.
Ma soprattutto si evita un governo tecnico, tradizionalmente nefasto, e soprattutto non votato dai cittadini.
E ora?
.
Dichiarazione di Di Maio
In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere.
Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purché Sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.
Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto.
Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Video
1/2 h Di Maio Annunziata

LE PIAGHE DELLA DISINFORMAZIONE
Viviana Vivarelli
Siamo tutti perfettamente convinti che tanti italiani poco colti e per niente informatizzati capiscano poco o niente di quello che accade. Siamo tutti perfettamente convinti che tanti leghisti non hanno ancora capito che il loro padrone è Berlusconi o che tanti piddini non conoscono affatto i danni prodotti da Renzi. La campagna di Grillo contro i giornalisti disonesti è stata esorcizzata come fosse un bavaglio alla libera stampa e non una reazione a una diffamazione distorta e menzognera.
I media sono pagati dal potere per sostenere e accrescere il potere. Qualunque intento educativo o informativo è totalmente assente dai media italiani. Persino Il fatto Quotidiano che dovrebbe essere il meno peggio tiene come ospiti fissi personaggi come l’avvocato piddino Viola che dovrebbe essere cacciato dall’ordine degli avvocati. Forse Gomez crede che l’informazione sia più giusta perché è più varia, sarebbe come credere che la giustizia possa essere più giusta, sostenendo i delinquenti.
.
CROLLO DEL PD
Camacho
La caduta progressiva del consenso politico del PD deriva dalla perdita delle radici di sinistra per abbracciare il pensiero liberista. Credere che il progresso economico e sociale passi attraverso la libera iniziativa del capitale privo di controlli e regolamentazioni. Credere che la difesa dei salari e i diritti del lavoro siano un ostacolo allo sviluppo della società. Credere che il lavoro precario, sottopagato e schiavizzato dia dignità di vita ad una persona. Credere che il welfare pubblico sia diventato un lusso da ridimensionare ad una semplice assistenza minimale. Credere che la deflazione salariale imposta dall’euro e dai trattati fiscali europei sia un prezzo giusto da pagare per i popoli europei. Credere che lo Stato sia un’istituzione al servizio del mercato e non dei cittadini, utile solo a garantire proprietà privata, regolarità dei rapporti commerciali e socializzazione di perdite ed esternalizzazione delle imprese e che, soprattutto, non debba fare debito/deficit. Credere che l’ossatura di una società sia solamente la solidità del suo sistema finanziario e non la qualità e la vitalità della maggioranza delle persone. Credere che sia più utile andare sotto braccio con Marchionne o Farinetti che sostenere operai licenziati o precari sfruttati. Questo sta determinando la scomparsa del PD e di tutta la sinistra europea. Gli insulti del M5S o della Lega non c’entrano nulla: essi nascono da una reazione scomposta a tutto ciò.
.
Fausto Beggi
Ma cosa cazzo volete da noi?
10 anni fa non eravamo nessuno, 5 anni fa siamo entrati in parlamento con cittadini comuni che dopo alcuni anni sono diventati esperti di politica.
Abbiamo scardinato tutto, restituito decine di milioni di euro, proposto riforme impensabili, espulso chiunque abbia un rapporto molesto con l’onestà.
Siamo il primo MoVimento d’Europa !
Ed ora sentiamo l’indifferenza? Ma di chi?
Di non essere riusciti a formare un governo con Lega o PD ?
Un governo con uno che parrebbe normale , quasi simile a noi, peccato sia legato da un doppio cordone ombelicale che lo sta strozzando, con il peggiore Nano di tutti.
Per non parlare dell’altro, il bulletto di Rignano, con il babbo inquisito e tutti gli amici pure, colui che ha il record di avere portato il partito al minimo storico nella storia della Repubblica.
Tralascio tutti gli altri, perché purtroppo non servono a niente.
Ma cosa cazzo volete da noi?
Gli indifferenti siete tutti voi, che non avete il coraggio di cambiare, di dire adesso basta.
Ringrazio tutti coloro che non mollano, che continuano a fare banchetti, che lottano nelle piazze, in televisione e sui social, e che vanno contro l’indifferenza.
È inutile che pensiate di fare a meno di noi, presto gli undici milioni torneranno a crescere.
Noi siamo l’opposto dell’indifferenza, noi siamo la nuova Resistenza, ormai il percorso è tracciato e non ci fermerete.
I nostri voti sono liberi e puliti, non grondano di lacrime e sangue degli italiani.
Noi non siamo la causa, siamo assolutamente il rimedio.
A rivedere le Stelle !

https://pbs.twimg.com/media/DcP37XFXkAAlaDO.jpg

Tajani, “Serve governo autorevole”. Autorevole? Adesso ci permettiamo pure il lusso di fare gli schizzinosi?
BRADYPUSS
.
Paolo De Gregorio
La prima cosa da mettere in evidenza in questa confusione post elezioni del 4 marzo è che la situazione di ingovernabilità è stata generata da una legge elettorale demenziale, firmata dall’esponente PD Rosati, e approvata da tutti i partiti presenti in Parlamento (Lega compresa), con la sola eccezione del Movimento 5 stelle, mentre Renzi era segretario del partito democratico.
Bene ha fatto Di Maio a parlare con chi aveva i numeri per una possibile maggioranza parlamentare, ossia Lega (17%) e PD (18%), che considerato il 33% del M5S potevano entrambi formare una maggioranza.
Insufficiente invece è stata la capacità di comunicazione mediatica, perché ai più il Movimento è apparso impaziente di andare comunque al governo, senza tener conto che i suoi elettori, me compreso, erano convinti che con la vecchia politica politicante e corrotta non si facevano patti, se non sulle regole del gioco, la prima delle quali era una nuova legge elettorale da presentare subito al nuovo Parlamento, anche in assenza del governo, per avere un terreno concreto di confronto, al posto di due mesi di trattative surreali e sotto banco,
L’obiettivo di dotarsi di una legge capace di dare immediata governabilità (come quella per i sindaci con ballottaggio tra i primi 2) e la pubblica discussione sul tema avrebbero senza dubbio cambiato gli equilibri elettorali a favore dei proponenti la riforma, anche perché sarebbe difficile opporsi ad una legge che supera lo stallo della demenziale “Rosatellum”.
Bisogna ricordare a chi ha poca memoria che le due precedenti leggi elettorali: il Porcellum e l’Italicum, sono state dichiarate incostituzionali dalla Suprema Corte ed è questo il risultato di una classe politica esperta e che non sbaglia i congiuntivi.

https://pbs.twimg.com/media/Dca_ZCfXcAAkaKH.jpg

Salvini: “Denuncerò chiunque insinui che non posso abbandonare Berlusconi per i soldi”.
Lo fa solo per amore.
antonio_carano
.
Di Maio: “E’ chiaro che Pd e Fi vanno in disgregazione e dunque faranno di tutto per non sparire. ll Rosatellum è frutto di questo. La Lega è stata la prima scelta perché eravamo i due vincitori e quella più approvata dagli elettori, 32%, 17%. Abbiamo provato 50 giorni a fare il contratto con Salvini. Quando la misura è stata colma, abbiamo abbandonato. Poi cominciamo a parlare col Pd e Renzi manda a monte tutti ! E poi sarebbero loro ‘ i responsabili’ !! Salvini ha sempre scelto B, ma quando anni fa B dovette scegliere tra Lega e Pd, scelse il Pd. Dallo scioglimento per legge ci vogliono 55 giorni per le successive elezioni. Votiamo subito! Credo che i voti non saranno gli stessi ma le votazioni saranno un vero ballottaggio, perché ormai siamo in un bipolarismo. Nei sondaggi il M5S è sempre stato sottostimato. Quelli che dicevano di fare gli interessi gli italiani hanno fatto solo i loro interessi e pensato solo alle poltrone. Io sul governo di scopo che diventano governi a tirare a campare non ci sto, e nemmeno sul cosiddetto governo di tutti non ci sto, Io ero consapevole che il mio compito era difficile, speravo che non fosse impossibile, ma vogliono farlo fallire a tutti i costi “.
Toninelli: “In Germania un governo di programma lo fanno dal 1970. Qua non usciamo dalla logica di governi che nascono sul potere e sulle spartizione di poltrone. Fare un governo di programma era rivoluzionario perché avrebbe rovinato la logica delle poltrone e i partiti lo hanno rifiutato. ”
.
ALLA VERGOGNA NON C’E’ MAI FINE
Viviana Vivarelli
Renzi partì nel 2009 col viatico di Berlusconi che gli mandò soldi e istruzioni tramite Verdini e, quando si presentò a sindaco a Firenze, gli mise contro una nullità per farlo vincere. E non dimentichiamo l’avvallo della Compagnia delle Opere. Già nella prima Leopolda Renzi se ne uscì con un programma ultraliberista da mozzare il fiato col progetto di azzerare lo stato sociale e di privatizzare a 360° qualsiasi servizio pubblico, tagliando qualsiasi cosa fosse di aiuto ai deboli e accentrando al massimo il potere nel Capo del Governo, scavalcando il Parlamento. Ma il popolo del Pd era così ammaestrato all’applauso che neanche capì che Renzi era un emissario di Berlusconi e non faceva che mettere in atto il Piano criminale della P2, il colpo di stato strisciante contro la democrazia, quel Piano che a Berlusconi era riuscito ad attuare solo in parte per l’opposizione, sia pure poco mordente, del Pd, che il Pd sventolava tuttavia col suo popolo per averne i voti, così che la gente votava Pd credendo di “fermare Berlusconi”, e ha continuato ad essere ingannata da Renzi, il ‘pupillo’ infiltrato nell’interno della sx, che realizzava il piano ultraliberista della Troika, mandando a picco il Pd dall’interno. Questo fu visibile fin dal 2009 (e chi legge il mio blog Masada sa che avevo lanciato l’allarme già allora), ma persino ora che il Piano massonico si fa programma aperto alla luce del sole, persino ora che l’inciucio Berlusconi-Renzi sta per completarsi con un Governo che sarà la peggiore cosa mai vista in politica, la più vergognosa e la meno democratica, persino ora i voti dei piddini non mancheranno con l’aiuto ancora più vergognoso di quei leghisti che Berlusconi lo hanno votato sempre senza vomitare e che ora sono pronti a sostenere il duo demoniaco Berlusconi-Renzi. Non ci sono parole per dire lo schifo di tale vergogna!
.
Avevo cominciato a pensare che, al posto dell’articolo n° 1 della nostra Costituzione che fonda l’Italia sul lavoro, sarebbe stato meglio mettere una frase sconcia che fondava l’Italia sull’inciucio.
E che, nelle aule dei tribunali, si dovesse levare il Cristo per metterci la foto di una escort, molto più adatta a rappresentare il senso della giustizia nel nostro Paese.
Al posto de “La legge è uguale per tutti”, sarebbe meglio mettere la foto di Berlusconi che dice: “La legge sono io che sono uguale a me stesso. Tutti gli altri sono disuguali rispetto a me che sono sopra ogni cosa. E nulla sarà fatto contro di me o senza di me”.
E al posto della bilancia cosa? Un simbolo dei 63 paradisi fiscali dove Berlusconi ha rimpiattato la refurtiva rubata agli italiani o le foto dei morti nelle stragi che sembra siano state ordinare alla mafia per destabilizzare il Paese e preparare l’avvento dell’UOMO FORTE o UOMO DELLA PROVVIDENZA, che ovviamente era solo Berlusconi.

Solo una persona in 23 anni di sconcezze inenarrabili della politica italiana si è messo con fermezza contro Berlusconi: Di Maio. Solo un partito: il M5S.
E per questa opposizione fermissima che è poi l’opposizione al malaffare, alla mafia, alla corruzione, al malgoverno, alla distruzione sociale, morale, economica e politica della nostra Patria, il M5S è stato attaccato da tutti: media, televisioni, poteri neri, poteri forti, mafie italiane e mafie capitaliste europee, persino la Chiesa…
E, ora che l’inciucio Renzi-Berlusconi sta per compiersi e che il patto occulto che il Pd ha da 23 anni col più grande criminale del nostro Paese, l’attacco al M5S si fa ancora più esplicito, aggressivo, delinquenziale.
Ma la nostra più grande vittoria è poter dire che Berlusconi non ci ha mai comprati, come ha comprato quasi tutto quello che esiste in politica.
Il M5S è la dimostrazione vivente che non tutto quello che esiste in Italia è marciume, inciucio o crimine. Che c’è ancora della gente che non si vende e non compra ma crede ancora nella possibilità di un futuro per tutti, che spera e lotta ancora per la libertà e la democrazia, che difende ancora i deboli e vuole regole dure con i forti, che chiede ancora il bene non per i propri sporchi interessi ma come valore universale per un mondo migliore. E finché ci sarà questo afflato di libertà, democrazia e giustizia, potremo dire che il nostro Paese non è morto, perché è schiavo solo colui che vuole farsi schiavo, che non vuole capire non vuole aiutare, ma pensa solo al proprio sporco egoismo e sul resto si mette una benda davanti agli occhi per uccidere anche la propria coscienza.
E’ vero, questo è un popolo dove ci sono molti egoisti e molti menefreghisti, ma è anche il popolo che ha dato il meglio della storia, delle arti, della cultura, della bellezza e dell’etica. Credo fortemente che non potremo mai vincere se ci focalizziamo sul peggio e lo diamo per scontato. Ogni seme, se ben curato, porta alla maturazione del frutto. Noi continuiamo a curare il seme della democrazia correggendo anche le nostre disfunzioni interne, se ce ne sono. Nessuna battaglia che veramente meriti può essere conseguita senza determinazione, pazienza e costanza. Continuare a guardate i difetti o i vizi degli italiani non serve a niente. Sarebbe come se il seminatore lavorasse pensando solo alla siccità, alle carestie e ai semi che non attecchiscono. Guardare il meglio di questo popolo e lavorare sul meglio farà sì che il meglio si realizzerà. Questo non è l’ottimismo della speranza, è l’ottimismo della ragione.
.
C’è una pedagogia dei popoli come c’è una pedagogia dei bambini.
Se guarderemo al meglio degli italiani, questo meglio aumenterà. Se continueremo nel vizio controproducente e molto italiano di guardare solo il peggio, aumenterà il peggio. Noi siamo l’immagine che abbiamo di noi. Quella può portarci in basso come in alto.

Ogni uomo ha una missione nella vita, molti non l’hanno mai scoperta, molti moriranno senza trovarla mai, qualcuno vivrà per essa e vi dedicherà la sua intera esistenza. Jung la chiama ‘principio di individuazione’, scoprire chi sei, individuare e poi cercare di realizzare il compito per cui sei nato e deve essere un compito ‘sociale’. Io sono una insegnante vocazionale, cioè sono proprio nata col piacere e il dovere dell’imparare per insegnare. Lo sapevo già a 4 anni. Se scopri la tua stella non le sfuggi, comunque andrà la fortuna o la sorte, quella stella darà alla tua vita passione e senso. A questo livello la vita è una scuola dove siano allo stesso tempo allievi e maestri. E credo che Internet sia la più grande scuola del mondo, quella dove si impara a conoscere, a capire, ad avere dei valori comuni, ad amarci come insieme e non come individui, ad essere un NOI e non un tu, a crescere spiritualmente tutti assieme. Ci può essere una spiritualità anche nella politica, se difendiamo i valori, la giustizia, la verità, la libertà. Se, ad ogni cosa che scriviamo, leggiamo, facciamo, abbiamo in mente l’essere TUTTI e non un IO, la vita tutta si riempirà di bellezza e di mistero e non saremo mai soli.

FINE DI UN CICLO
Viviana Vivarelli
La storia si muove come una sinusoide, ci sono punti dove il livello morale dei suoi politici si abbassa paurosamente e noi, da più di 35 anni non abbiamo fatto che scendere con un allargamento della corruzione che si è diffusa come una nube malefica, infetta e impunita, in ogni ganglio del Paese.
Ma la storia è fatta di corsi e ricorsi e quando si arriva al fondo del pozzo non si può che risalire.
Accantonata per sempre ogni speranza che qualcosa di buono possa rinascere dai vecchi partiti, ormai incurabili e pronti ad ogni vergognoso inciucio, privi di onore e di vergogna, abbiamo riposto ogni nostro sogno nel popolo e in quelli che degnamente lo rappresentano.
Il filosofo napoletano Giambattista Vico (1600) era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva e divina, l’età poetica ed eroica, l’età civile e veramente umana. Il continuo ripetersi di questi cicli non avveniva per caso ma era predeterminato e regolamentato da una specie di provvidenza storica.
Oggi siamo di fronte a manifestazioni e situazioni politiche, economiche, culturali che indicano che siamo alla fine di un ciclo e che dunque sta per iniziarne un altro.
Agli inizi di questo terzo millennio, una grande scontentezza attraversa l’Europa per colpa di un neoliberismo disumano e micidiale che sta distruggendo ogni cosa in nome del profitto e questa scontentezza ha il suo nucleo nel Paese che più degli altri ha ceduto alla corruzione ad ogni livello e che ha la classe politica peggiore d’Europa. Il turbocapitalismo ha distrutto il lavoro, ha eliminato diritti sociali, ha allargato la distanza tra ricchi e poveri, ha minato la democrazia. La nascita dei ‘populismi’ non è che la fisiologica reazione che i cittadini oppongono a chi vuole ridurli al rango di schiavi, tradendo i diritti e i doveri su cui si fondano le migliori costituzioni, e, inevitabilmente, quando si eccede in oppressione, prima o poi insorge la reazione.
Noi che siamo alla fine di un ciclo, non possiamo che aspettarci il movimento ascensionale di una dinamica contraria. E i tempi di questa ripresa dipenderanno dal nostro impegno e dalla nostra resistenza.
“L’oppressione e la mancanza di ciò che è da considerarsi basilare per il semplice vivere dell’essere umano, la mancanza e il calpestio di valori come il rispetto dell’altro, i diritti umani, la libertà d’espressione, la ricerca della verità, il bisogno del non percepire più il vivere come un sopravvivere, ha condotto sempre più gli esseri ad una sensazione frustrante di oppressione a tutti i livelli e al bisogno di reagire” (Afrugiada)
Vico chiamava i tre cicli Divino, Eroico e Umano.
Nello stadio Divino la società era dominata dai sensi e dall’immaginazione. Nello stadio Eroico la società era dominata dai più forti. Il terzo stadio, quello Umano, era considerato da Vico il più evoluto, in cui la società sarebbe stata dominata dalla ragione con conseguente uguaglianza tra gli uomini, periodo in cui si sarebbero potuti trovare due tipi di governo: o la monarchia assoluta o la democrazia.
Scrive Afrugiada: “Ecco io credo che in questo momento tutto ciò che si sta muovendo sul pianeta possa essere il sintomo della fine del periodo caratterizzato dei più forti. Certo, potremmo peggiorare ancora andando verso una dittatura travestita da democrazia. Ma ciò che in cuor mio mi auguro è che ne usciremo con una vera democrazia”.

Gli uomini prima sentono senz’avvertire, dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura.” (Giovanbattista Vico)

OSTRACISMO
Attaccare Berlusconi fin dall’inizio non bastava. Bisognava dare l’ostracismo anche a Renzi.
La parola ‘ostracismo’ viene dal greco dal greco: ostrakon conchiglia, e per estensione cocci di terracotta. Una volta l’anno, ad Atene, durante l’assemblea dell’Ecclesia, i cittadini potevano esprimere la volontà di tenere una votazione per infliggere un ostracismo.Ognuno poteva scrivere su un coccio di terracotta (in mancanza di carta) il nome di qualcuno considerato nemico della patria, inserendolo poi nelle urne. Chi riceveva più voti se ne andava in esilio per dieci anni. Non perdeva proprietà né altri diritti: se ne doveva semplicemente andare per dieci anni. Poteva anche nominare un curatore dei propri beni rimasti in città, e l’ostracismo non toccava la sua famiglia, che poteva restare a casa. Era un voto politico arbitrario. “Tu, fuori”. Se in Italia vigesse l’ostracismo, Berluscono sarebbe fuori da un bel pezzo. Poiché invece col denaro e il potere si compra tutto, rischiamo di vedercelo di nuovo al potere, resuscitato da Renzi e sostenuto da Salvini, E questa è la più grande sconcezza che ho dovuto vedere in tutta la mia vita, una cosa di cui dovremmo chiedere perdono alla storia.

Secondo l’esperto, i punti di convergenza tra Pd, Lega e M5S sarebbero, per es.:
-lotta agli sprechi e alla corruzione
-rimettere gli investimenti pubblici al centro della ripartenza di questo Paese
-attenzione ai più deboli
(Già, però gli sprechi di Renzi non si contano, la Lega ha bruciato o rubato soldi pubblici, Pd e Lega hanno votato entrambi leggi che depenalizzano reati, accorciano i tempi delle prescrizioni, attaccano le intercettazioni, attentano alla magistratura, ed entrambe si sono opposte a cacciare dal parlamento i condannati che anzi continuano a candidare (vd Bossi). Di fatto il Pd col fiscal compact ha vietato investimenti pubblici al punto che non ne può fare nemmeno per i terremotati, e Renzi è deciso a privatizzazione lo stato sociale, di fatto colpendo i più deboli).
Il Pd insiste molto sui legami con l’Ue e il Pd ha firmato patti orrendi europei contro i nostri stessi interessi come Dublino III o Tryton, e qui andiamo più d’accordo con Salvini.
La differenza maggiore con la Lega è tra la berlusconiana flat tax (peraltro inapplicabile) e reddito minimo di cittadinanza (su cui però Salvini ha delle aperture).
I punti in comune con la Lega sono maggiori tant’è che il 50% delle leggi che abbiamo votato le ha votate anche la Lega. Per es.
difesa delle piccole e medie aziende
tassazioni ai colossi del web
nuove regole bancarie
difesa dei marchi italiani
cura del territorio…
.
Calmati, Papi!

RENZI E LE DONNE. IFQ

Parità di genere, il 2017 anno nero per l’Italia: il 61,5% delle donne italiane che lavora viene pagato poco o niente.
Rapporto Global Gender Gap Index 2017 del World Economic Forum: l’Italia è si piazza 82° su 144 Paesi.
Meglio di noi anche Grecia, Belize e Madagascar.
Nel mirino non solo occupazione, ma anche istruzione, salute e rappresentanza politica.
Non solo le pari opportunità restano un miraggio, ma va sempre peggio rispetto ad altri Paesi. Ai primi posti: Finlandia, Rwanda, Svezia, Nicaragua, Slovenia, Irlanda, Nuova Zelanda e Filippine. Tutti molto avanti a noi.
Nel 2016 eravamo al 50° posto. Oggi all’82°. In 3 anni Renzi ha abbassato la condizione delle donne di 40 posti!
(E probabilmente la classifica non ha nemmeno considerato la sua depenalizzazione dello stalking, che spesso è l’anticamera del femminicidio, che non è più reato penale ed è sanabile, quando lo è, con una piccola multa!!)
Tra i fattori che ci abbassano: il lavoro quotidiano non pagato (o pagato poco) che raggiunge il 61,5% per le donne italiane contro il 22,9% per gli uomini. Poi le disparità sul lavoro in termini di partecipazione, possibilità di carriera e salari, ma anche l’educazione, lo status sociale, la rappresentanza politica e le aspettative di vita.(Vogliamo parlare dei tagli alla sanità e della mancanza cronica di asili o dell’abolizione dell’art.18 e delle leggi di tutela del lavoro per cui il libero licenziamento ha portato a cacciare chi aspetta un bambino?)
Per parità salariale poi siamo addirittura al 126° posto.
Aggiungiamo la beffa per cui le donne lavorano di più: ogni giorno circa 512 minuti, contro i 453 di un collega.
La disoccupazione è più alta tra le donne (12,8%) che tra gli uomini (10,9%). E il 60,5% degli scoraggiati, che non cercano più un lavoro, è fatto da donne.
(Vogliamo aggiungerci la perla finale? Renzi ha intenzione di eliminare la pensione di reversibilità che aiuta a sopravvivere 4 milioni di vedove!! E con questo, nessuna donna italiana dovrebbe votare più Renzi e la sua banda!)

IMPOSSIBILE SPERARE IN QUALCOSA DI BUONO DA QUESTE GENTE
Né Mattarella né i partiti hanno interesse di tornare al voto ora. Lo rimanderanno più che potranno con scuse varie, come rimanderanno qualunque correzione al Rosatellum che permetterebbe finalmente la governabilità, dando un premio di maggioranza o permettendo il ballottaggio, perché sanno che in qualunque modo perderebbero, mentre con un governo di scopo andremmo avanti altri 5 anni con lo stesso governo e gli stessi ministri, il che oltre assurdo è indecente. Ma ci proveranno perché l’indecenza ormai è il loro mestiere.

L’INCENDIO DEL NAZARENO
Dopo il murale con il bacio tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, quello con Giorgia Meloni che tiene in braccio un bambino di colore e il quadro con Di Maio, Salvini e Berlusconi che giocano a carte, una nuova opera di street art con i protagonisti della politica italiana è apparsa oggi nelle strade del centro di Roma. Nel giorno in cui al Nazareno si riunisce la direzione del Partito Democratico, l’artista Sirante ha realizzato ed esposto nei pressi della sede del partito un’opera intitolata ‘L’incendio del Nazareno’.
Nell’opera si vede l’ex premier Matteo Renzi che porta sulle spalle Berlusconi per metterlo in salvo. Altre figure rappresentano Maria Elena Boschi, Matteo Orfini, Denis Verdini e altri. L’opera, ispirata all’affresco di Raffaello ‘Incendio di Borgo’, che si trova nei Musei Vaticani, è stata subito rimossa dalla polizia. Ma è visibile sui social, ad esempio sulla pagina Facebook dell’autore. Sirante ha pubblicato due immagini della sua opera, accompagnata da questa descrizione.
“Da quando Matteo Renzi ha preso la guida del Partito Democratico,è iniziato un lungo declino che ci ha portato fino ad oggi. Dopo aver appiccato l’incendio con quel suo “stai sereno”,ha continuato con le sue scelte egoistiche,con i suoi atteggiamenti da gradasso e le innumerevoli frasi da millantatore populista.Il Partito democratico è ormai,dopo quattro anni dall’innesco,avvolto dalle fiamme dell’indecisione.L’ex segretario del partito ha governato con plurindagati e pluricondannati ma ora,assumendo finte posizioni etiche ,di principio,snobba chiunque gli proponga anche solo un semplice dialogo.Non abbandonerà mai il suo Silvio,non può fare a meno dei consigli di Verdini.
Fuggirà dall’infuocata situazione all’interno del suo partito?
Salverà il suo anziano e fedele “padre”,il suo fedelissimo Orfini e i soliti vecchi amici?”
.
BERLUSCONI, RENZI E LA P2
Viviana Vivarelli
L’iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avvenne il 26 gennaio 1978 nella sede di via Condotti a Roma, la tessera è la n. 1816, codice E. 19.
Sappiamo che il padre di Renzi aveva abboccamenti col faccendiere Flavio Carboni, piduista già coinvolto nella morte del banchiere Calvi e nella P3.
Carboni salì alla ribalta del mondo finanziario e immobiliare negli anni ’70. Ebbe rapporti con personaggi discutibili come
l’agente segreto Francesco Pazienza, il capo della P2 Licio Gelli, il boss mafioso Pippo Calò, l’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Armando Corona, nonché l’allora imprenditore B, di cui fu socio in affari per il progetto “Costa Turchese” o “Olbia 2”. Secondo il collaboratore di giustizia Mannoia, Flavio Carboni e Licio Gelli si erano occupati di numerosi investimenti di denaro sporco per conto di Pippo Calò, che curava gli interessi finanziari del clan dei Corleonesi. Antonio Mancini, esponente della banda della Magliana divenuto collaboratore di giustizia, dichiarò che Carboni era «l’anello di raccordo tra la banda della Magliana, la mafia di Pippo Calò e gli esponenti della loggia P2 di Licio Gelli» A partire dal 1982 Carboni subì numerosi arresti, scontando brevi periodi di detenzione, imputato di numerosi crimini come l’omicidio di Roberto Calvi, ma fu poi assolto. L’unica condanna fu nel 1998, a 8 anni e 6 mesi di reclusione per concorso nel fallimento del Banco Ambrosiano ma ebbe poi una amnistia. L’8 luglio 2010 fu arrestato per gli appalti dell’energia eolica in Sardegna e a seguito della legge Anselmi sulle società segrete con l’accusa di costituzione della P3, organizzazione sospettata di condizionare il funzionamento degli organi costituzionali.
Ora ci manca di sapere il numero di affiliazione alla P2 o alla P3 di Matteo Renzi, poi tante cose ci saranno più chiare.

SCENE DA UN MANICOMIO
Marco Travaglio
Ormai Renzi sente le voci, come Giovanna d’Arco. Altrimenti non spiegherebbe ogni giorno a chi ancora gli dà retta (se stesso) cosa vogliono gli elettori del Pd i quali fra l’altro, a sentir lui, vogliono ogni giorno una cosa diversa, anzi opposta. Tutto cominciò quando si mise in testa che gli elettori, dopo 10 anni di Porcellum ne volessero una riedizione riveduta e corrotta per continuare a non scegliere i propri parlamentari e seguitare a votare per finta, lasciandoli nominare dai capi-partito: e solo per la Camera, perché i senatori non volevano proprio più votarli, preferendo che i partiti paracadutassero su Palazzo Madama un battaglione di sindaci e consiglieri regionali perlopiù inquisiti, con immunità incorporata.
Nacquero così l’Italicum e la “riforma” costituzionale. Poi, purtroppo, si scoprì che la strana credenza era falsa: la “riforma” fu respinta al mittente dagli elettori al referendum del 4 dicembre 2016, mentre all’Italicum provvide subito dopo la Consulta. Ma lui, cadendo dal seggiolone, si consolò col 40%: un formidabile bis del trionfo alle Europee 2014. Peccato che alle Europee il 40% avesse votato Pd facendolo arrivare primo, mentre al referendum il 40% votò Sì a una “riforma” bocciata dal restante 60 e arrivata seconda su due. L’unico significato politico era che 2 italiani su 3 non volevano vederlo mai più, come aveva promesso annunciando il ritiro dalla politica in caso di sconfitta.
Lui però non se ne diede per inteso, si ricandidò a segretario del Pd ed essendone ormai il padrone, per giunta circondato da nullità, fu rieletto. A quel punto scoprì che i suoi elettori erano stufi del maggioritario e, dopo 25 anni, fremevano dalla voglia di tornare al proporzionale. Anzi, ardevano proprio dal desiderio che la nuova legge elettorale la scrivesse Rosato a quattro mani con B Nacque così il Rosatellum che premiava le coalizioni (cioè il centrodestra), penalizzava i partiti senza alleati (i 5Stelle e pure il Pd, che infatti dovette inventarsi in fretta e furia tre partitini-satellite per pochi intimi) e consentiva ai capipartito di nominarsi i parlamentari con liste bloccate e 5 multicandidature (per le statiste alla Boschi).
Anche stavolta l’aruspice aveva letto nel pensiero dei suoi elettori e li aveva sentiti così affezionati al Porcellum e all’Italicum da non volerne proprio sapere di scegliersi i parlamentari da sé. Infatti, per accontentarli, abolì pure le primarie per i candidati e fece tutto da solo. Purtroppo fu di nuovo smentito da quegli incontentabili dei suoi elettori. E il 4 marzo riuscì nell’impresa di trascinare la fu sinistra al minimo storico del 18,7%.
A quel punto si dimise da segretario, nominò reggente il suo vice (tal Martina, per sabotarlo e bypassarlo con riunioni a sua insaputa), giurò “due anni di silenzio” e cominciò a ripetere, tramite i suoi numerosi ventriloqui, che gli elettori volevano il Pd all’opposizione: subito, a prescindere, senza neppure sapere quanti voti avrebbe preso, chi avrebbe governato e a chi bisognasse opporsi. In pratica, secondo il druido di Rignano, il Pd poteva allearsi solo col Pd. Nessuno capiva come l’avesse saputo, chi gliel’avesse detto, come facesse a desumerlo dalle schede dei 6.153.081 elettori che stoicamente s’erano trascinati alle urne per barrare il simbolo del Pd, senza lasciare scritto null’altro (e per fortuna: altrimenti avrebbero annullato tutte le schede e il Pd sarebbe a zero).
Ma il nostro Tiresia, per trovare conferma alla sua bizzarra teoria, si aggirava per Firenze in bicicletta a importunare i passanti e a domandare loro se volessero un governo con Di Maio (dando fra l’altro per scontato ciò che non lo era affatto: e cioè che fossero tutti elettori del Pd). E tutti rispondevano di No, abituati come sono a dire No istintivamente, appena lo vedono, senza neppure starlo a sentire (avesse domandato “Siamo in primavera?”, avrebbe ottenuto la stessa risposta: No).
Nel frattempo, fuori dall’Asilo Renzuccia, cioè nel mondo reale, accadeva di tutto. Le tipiche cose che accadono nelle democrazie parlamentari con leggi elettorali di impianto proporzionale: il presidente della Repubblica tentava di fare un governo e i partiti di coalizzarsi per fare una maggioranza. E il reggente Martina si diceva disponibile quantomeno a incontrare i 5Stelle, visto che glielo chiedevano gentilmente sia il presidente della Camera per conto del capo dello Stato, sia il leader dei 5Stelle, rimettendosi però al voto della Direzione e, in caso di intesa, a quello degli iscritti.
A quel punto Renzi, nottetempo, ha sentito altre voci: se il Pd parla coi 5Stelle, i suoi elettori magari scoprono che Di Maio vuole quello che vogliono loro da 25 anni (lotta alla povertà, ai conflitti d’interessi, alla corruzione, alla prescrizione, alle mafie, alle caste, alle lobby, alle grandi opere inutili e ad alcuni odiosi trattati Ue) e magari ci prendono gusto, all’idea di un partito di sinistra costretto a fare cose di sinistra. Non sia mai. Renzi si precipita in tv da Fabio Fazio a riferire che gli elettori del Pd non vogliono un governo 5Stelle-Pd, ma in compenso si arraperebbero senz’altro per un bel Di Maio-Salvini-B, o in subordine per un Salvini-B-Pd che rifaccia l’Italicum bocciato dalla Consulta e la riforma costituzionale bocciata dagli elettori.
Quindi l’hashtag renziano senzadime vale solo per un governo col M5S, mentre per Lega&FI diventa conme: i famosi elettori Pd non stanno più nella pelle. Intanto “senzadime” non è più un hashtag, ma un programma di vita per quasi tutti gli italiani. Che, dal Molise al Friuli, si stanno abituando a fare a meno del Pd. Presto l’ultimo elettore del Pd, cioè Renzi, si guarderà allo specchio e si dirà: “Senza di me!”, trovando immediata conferma dalla sua immagine riflessa. Poi si manderà a fare in culo. E si ricambierà.

L’articolo di Bechis di oggi diceva
La direzione del Pd andrà alla conta?
“Non avrebbe molto senso. Il partito è spaccato, se anche la direzione domani votasse sì all’accordo qualcuno si terrebbe ugualmente le mani libere e un governo M5s-Pd avrebbe le ore contate. E poi, Di Maio non ha nemmeno detto di voler aspettare l’esito della direzione: vuol dire che quell’accordo non era un problema solo dentro il Pd, ma anche in M5s.
Se il M5s vuol essere davvero il partito del cambiamento, non può fare un accordo con il partito della conservazione. Il Pd ha governato negli ultimi 5 anni e difenderebbe a spada tratta il suo operato.
L’unico modo per dare un governo al paese è una legge elettorale a doppio turno con ballottaggio.
(Di Maio ha lasciato intendere che la legge può rimanere così com’è perché il ballottaggio stavolta lo farebbero gli elettori nelle urne.)Non credo. Ci sarebbero al massimo degli scostamenti di alcuni punti percentuali, ma avremmo sempre un’Italia tripolare e ingovernabile.
Non voteremo in piena estate, perché chi è in vacanza non torna a casa per votare. Al Quirinale lo sanno benissimo. Per sbloccare la situazione ci vuole la legge dei sindaci. Nel gennaio di un anno fa (sentenza 35/2017, ndr) la Consulta ha censurato il ballottaggio per timore di indebolire la rappresentanza, per evitare cioè che in una Italia molto frazionata vada al ballottaggio e quindi al governo qualcuno che rappresenta due italiani su dieci. Per evitare una situazione francese, dove Macron è andato al ballottaggio avendo poco più del 20 % dei consensi, basterebbe mettere una soglia di accesso al ballottaggio più alta. Il 25 % potrebbe andare bene, in ogni caso se ne può discutere.
I partiti devono deporre le armi e tentare un’alleanza solo sui contenuti, mettendo da parte ruoli o nomi. Poi si troverà la personalità più adatta a rappresentare l’accordo. Mi pare l’unico tentativo che resta da fare. Si sono persi 50 giorni senza che le delegazioni si sedessero a un tavolo.
L’unico invito serio, quello di Di Maio al Pd con la lettera al Corriere, aveva il solito difetto d’origine: imporre tutto, anche gli argomenti su cui l’altro dovrebbe cedere. Non è così che si fanno le trattative, soprattutto quando non ha vinto nessuno.
Occorre un programma di garanzia: riforma elettorale, legge di bilancio, una soluzione condivisa per disinnescare le clausole di salvaguardia e l’aumento dell’Iva, alcune misure contro la povertà.
Salvini non voterà nessun governo del presidente, di garanzia, istituzionale o come lo si voglia chiamare. E la Meloni con lui. Però Berlusconi, d’accordo con entrambi, potrebbe non sfiduciarlo. Qualcuno deve sacrificarsi. Il tempo di fare la legge elettorale e di adottare le altre misure. Poco meno di un anno, in modo da votare prima o dopo le europee del ’19.

Siamo alla follia. Tabellone per i manifesti elettorali

IL TAR BOCCIA I NUOVI 8 INCINERITORI DI RENZI
E l’Italia soffoca tra roghi e discariche
Solo negli ultimi 11 mesi sono stati contati 149 roghi negli impianti di gestione. Uno ogni due giorni. Ma l’Italia non ha una alternativa agli 8 termovalorizzatori di Renzi che ora aspettano il vaglio della giustizia europea. E mentre gli altri paesi (a cominciare dalla Cina) chiudono le frontiere alla munnezza altrui, il nostro ministero dell’Ambiente Galletti non ha un piano per ridurre i rifiuti. Chi si arricchisce invece è la criminalità.
Per gli ambientalisti è una buona notizia, ma lo stop agli 8 nuovi inceneritori, su cui ora dovrà esprimersi la Corte di giustizia europea, non risolverà i problemi dell’Italia. L’ordinanza del Tar del Lazio che chiede ai giudici europei di dire la loro sul provvedimento dello Sblocca Italia e congela momentaneamente il piano, infatti, arriva in un momento di emergenza rifiuti su tutto il territorio nazionale, in cui il nostro Paese ha ben poco da festeggiare. Un quadro compromesso, dove l’aumento della raccolta differenziata e quindi dei rifiuti da gestire, la carenza di impianti, la chiusura delle frontiere cinesi alla spazzatura del resto del mondo e il moltiplicarsi dei roghi negli stabilimenti che trattano e stoccano monnezza sono elementi solo in apparenza scollegati tra loro. In mancanza di risposte efficaci da parte di chi governa, le soluzioni arrivano dal malaffare, sotto forma di traffici illeciti e incendi: “Il rifiuto meno lo tocchi e più guadagni. E una volta bruciato, il rifiuto non lo tocchi più”, continua a ripetere chi in questi anni sta indagando sui fuochi.
Da una parte cresce la monnezza da gestire, dall’altra diminuiscono gli sbocchi. In Italia, infatti, la spazzatura urbana ha ripreso a crescere nel 2016, superando i 30 milioni di tonnellate. Volumi a cui vanno sommati quelli molto più alti degli scarti speciali dell’industria, che in confronto sono quattro volte tanto: tra il 2013 e il 2015 sono passati da 124 a 132 milioni di tonnellate. A questi numeri si aggiunge la forte crescita della raccolta differenziata. In soli 4 anni è lievitata di 10 punti, passando dal 42% al 52%: numeri che in parte si sono tradotti in maggiori rifiuti rigenerati ma dall’altra hanno inevitabilmente prodotto anche scarti da smaltire. Non tutto quello che viene differenziato dai cittadini, infatti, può essere riciclato e nel frattempo sono in aumento gli imballaggi in plastica impossibili da avviare a seconda vita. Piccole confezioni, contenitori monouso, vaschette, bottiglie opache, imballi multistrato sono tutti rifiuti che oggi possono essere solo bruciati o sepolti in discarica. Una parte di questa montagna di polimeri misti, quello che tecnicamente si chiama plasmix, può essere trasformato in arredi da esterno o componenti per il settore auto, ma gli impianti che oggi li riciclano si contano sulle dita di una mano: economicamente non conviene. Una misura dell’ultima legge di stabilità introduce incentivi per chi acquista prodotti in plastiche miste riciclate. I risultati andranno valutati nel lungo periodo, mentre intanto la legge che impone alle pubbliche amministrazioni di acquistare prodotti rigenerati si taglia le gambe da sola: poteva essere un’occasione per promuovere indirettamente il riciclo, e invece non prevede sanzioni per gli inadempienti.
La prima regola che l’Europa è ridurli il più possibile. Ma manca una strategia efficace, . La monnezza si moltiplica e l’Italia da sola non riesce a gestirla. Negli ultimi anni, la carta è stata per un terzo riciclata all’estero e molta plastica, soprattutto quella più sporca e di bassa qualità, è finita nel sud Est asiatico, Cina in testa. I rifiuti indifferenziati urbani, quelli speciali e gli scarti delle raccolte differenziate che vanno smaltiti hanno poche scelte. Gli inceneritori italiani, che grazie allo Sblocca Italia possono ora bruciare il massimo consentito dei rifiuti, sono da tempo pieni e hanno portato i prezzi alle stelle. Non resta che rivolgersi ai forni di mezza Europa: lo sbocco si trova sempre con fatica e si paga caro, i tempi di stoccaggio dei rifiuti si allungano e aumentano così i rischi di incendi.
Una filiera traballante e in sofferenza già questa estate, quando il presidente Anci Antonio Decaro e il delegato ai rifiuti Ivan Stomeo avevano scritto al ministero dell’Ambiente per segnalare le difficoltà del sistema e chiedere soluzioni, pena il rischio di un blocco totale della raccolta dei rifiuti dei cittadini. Ma mentre il ministero si limitava a convocare qualche riunione e continuavano i roghi negli impianti pieni di rifiuti stoccati, dalla Cina è arrivato l’elemento che ha messo definitivamente in crisi il settore. A luglio 2017, infatti, il governo di Pechino ha comunicato all’Organizzazione mondiale del commercio la sua decisione di chiudere dal primo gennaio 2018 le frontiere a oltre 20 tipi diversi di rifiuti, mandando nel panico il resto del mondo. Di fronte a questa guerra della monnezza, Bruxelles ha messo in atto un piano per ridurre i rifiuti plastici e rendere tutti riciclabili gli imballaggi in commercio entro il 2030. L’Italia, invece, è stata a guardare. Nessun impianto della filiera del riciclo è stato considerato “strategico” e “di preminente interesse nazionale” come invece sono stati dichiarati nel 2014 gli inceneritori, nessun piano efficace di riduzione dei rifiuti è stato messo in atto, nessuna regola è stata introdotta per imporre alle aziende di usare imballaggi davvero riciclabili. Dal primo gennaio si è assistito solo al pasticcio dei sacchetti biodegradabili diventati obbligatori anche per frutta e verdura.
“Il rifiuto meno lo tocchi più guadagni. Per questo tante volte arriva il benedetto fuoco. Quello che brucia va in fumo e il fumo non si tocca più”, aveva detto nel 2016 il magistrato della Dna Roberto Pennisi parlando del fenomeno degli incendi negli impianti che trattano monnezza. Le fiamme servono a sgombrare i piazzali dai rifiuti, tagliando costi ed eliminando il problema alla radice con il malaffare: secondo chi sta conducendo le indagini, quelli frutto del caso sono pochissimi, quasi sempre all’origine delle fiamme c’è il dolo. A due anni di distanza, l’analisi è oggi condivisa e il quadro si è ulteriormente
Di fronte a un fenomeno così complesso, il ministero dell’Ambiente per ora si è limitato a inviare a Vigili del fuoco, Ispra e forze dell’ordine una circolare di una decina di pagine, con “linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Ma se, come confermano gli investigatori, quasi sempre il fuoco viene appiccato volontariamente, a che serve un provvedimento di questo tipo? Dopo i decreti per facilitare il riciclo di materiali specifici, attesi da anni e ancora mancanti, lo Sblocca Italia che prevede la costruzione di otto nuovi inceneritori senza fare niente sul fronte del recupero dei materiali, sembra solo l’ennesimo pasticcio. Mentre l’Italia, povera di impianti per gestire i rifiuti (da quelli di trattamento a quelli dedicati all’organico, fino a quelli ahimè ancora necessari di smaltimento), continua ad affogare nella monnezza, e a bruciare.
.
Quando Salvini non sapeva più chi guardare…

Ci chiamiamo ‘Paesi civili’ a torto perché l’ignoranza non finisce mai. E lo sfruttamento esiste perché esiste l’ignoranza. Chiesa e Stato hanno contribuito ad aumentarla perché il potere si alimenta di questo.
Oggi i media ufficiali sono i cani da guardia del potere. Oggi l’ignoranza si chiama futilità e disinformazione. Di contro abbiamo internet che apre nuovi fronti di conoscenza, abitua la gente a pensare, a confrontarsi, a confrontare l’Italia con altri Paesi, a sognare in modo collettivo, a sperare di cambiare il futuro. Oggi internet ha preso il posto della rivoluzione in piazza, che diventa sempre più controproducente. Oggi la rivoluzione si fa con le idee, non con i sassi o le bombe. Si fa educando il cervello a pensare in proprio e non per conto dei padroni. Chi insegnerà ad ogni uomo a pensare libererà il mondo.
.
Renzi: “Resto in politica per i miei figli”. Cazzo! Devono averla fatta davvero grossa.
antonio_carano
.
RENZI, LA FAKE VIVENTE

In molti Paese del mondo il primo maggio si festeggia il lavoro.
In Italia si commemora
.
Come in un Paese civile come la Svizzera viene affrontato il tema delle vaccinazioni

VACCINI: LA SVIZZERA SI INTERROGA E DECIDE

UNA WEB TV SVIZZERA DA' LE GIUSTE INFORMAZIONI SUI VACCINI ED IL GOVERNO FA DECIDERE IL POPOLO!!!

Publiée par The Walk of Change sur lundi 30 avril 2018

Si dice che: non sono i vaccini a far diminuire le malattie ma le condizioni buone di vita. Un vaccino non potrà mai rendere immune qualcuno da una malattia. Il 98% delle componenti dei vaccini sono veleni. Spesso le conseguenze sono asma, allergie, altre malattie e spesso la morte. I vaccini sono un affare per chi li vende. Un affare di miliardi.

Dalla tv svizzera: Vaccinazioni, l’altro lato della medaglia.
( si noti che l’industria chimico-farmaceutica è l’industria leader nel campo delle esportazioni: ogni anno la Svizzera vende all’estero farmaci per un valore di circa 70 miliardi di euro, pari al 42% delle esportazioni totali.). Sono svizzere Roche, Novartis, Merck Serono….Osserviamo l’enorme differenza di informazione tra le nostre televisioni e quelle di un Paese a noi vicino)

I cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne per decidere se accettare o no la revisione della legge sulle epidemie.
E’ necessario che i cittadini possano conoscere anche voci controcorrente rispetto al pensiero corrente ‘medicina=salute’.
Ancora una volta è l’interesse economico a dettare le condizioni del popolo.
Sono migliaia gli studi e le ricerche fatte sui vaccini per tentare di dimostrarne l’efficacia.
Ma come sempre è il risultato pratico quello che deve convincere.
Il cittadino deve conoscere e scegliere. La montagna da superare stavolta è quella dell’inganno preparato da chi fa i soldi e presentato da chi cura.
Ecco un elenco di cose che chi viene spinto a vaccinarsi deve sapere:
la storia della vaccinazione è spaventosa. Napoleone ne fece uno per la selezione. Chi superava la vaccinazione riceveva un posto statale o militare mente tanti altri rimasero sordi, paralizzati e tanti morirono. Pasteur divenne famoso grazie ad un unico successo apparente, come tale non potrebbe mai e poi mai essere usato come prova per l’efficacia del vaccino. Nonostante ciò, per tutta la sua vita non dovette portare altre prove. Al momento sono solo gli anticorpi ad essere documentabili, i quali però non sono prova di immunità alla malattia. Non si diventa immuni grazie ai vaccini ma solo dopo una infezione. Oggi è provato che non sono le vaccinazioni di massa a diminuire certe malattie ma il miglioramento delle condizioni di vita, come una igiene migliore e una nutrizione più equilibrata. In Svizzera, per es., non c’è mai stata una epidemia di vaiolo, la vera ragione è che non è mai stata fatta la vaccinazione contro il vaiolo. In Svizzera nel 1999 ci fu un’epidemia di parotite (orecchioni), il 75% dei malati era vaccinato. Naturopati affermati non vaccinarono mai. Un vaccino non proteggerà mai un essere umano da una malattia, non fa che bloccarne il decorso naturale. Conseguenza: i vaccinati spesso si ammalano di altre malattie, spesso nuove, o prendono malattie infantili dopo la pubertà.
Spesso soffrono di decorsi molto più pesanti perché non possiedono gli anticorpi naturali. Mentre i mass media diffondono tra la popolazione la paura, ci tacciono gli additivi normalmente usati che sono nocivi, spesso essi non devono nemmeno essere dichiarati.
Il 98% di questi additivi sono puri veleni nervini: mercurio, formaldeide, alluminio..La produzione di tanti vaccini si basa su cellule geneticamente modificate, usando materiale tratto da feti abortiti. Spesso le conseguenze sono allergie, asma, diabete, meningite, atrofia muscolare, autismo, handicap fisici e psichici e non raramente la morte bianca.
I vaccini portano malattie a morte più di ogni altro ritrovato medico nella storia della medicina.
Vaccinare è un affare di miliardi soprattutto per l’industria farmaceutica. Soldi che poi devono essere presi con aumenti di tasse.
La vaccinazione comincia ad avere effetto 3 settimane dopo, quando l’epidemia ormai si è allargata, dunque è inutile.
E poi: che cosa definisce una epidemia? Sono sufficienti le diagnosi di laboratorio che nessun medico o altro laboratorio può mettere in discussione? Gli esperti dell’OMS si sbagliarono su una febbre per cui in Svizzera morirono 20 persone mentre per una influenza ne muoiono 40-1.000 all’anno e nessuno parla di epidemia.
Ha detto un dottore: “Dopo aver letto questo, ci vuole l’indole di un kamikaze per farsi vaccinare ma per far vaccinare i propri simili bisogna aver raggiunto gli abissi della mancanza di coscienza. Dal punto di vista scientifico, ogni vaccinazione è uno scandalo”.
.
Leggo sempre fesserie sui motivi per cui l’Italicum era incostituzionale.
Copio le parole di Zagrebelsky: “L’Italicum fu bocciato dalla Consulta perché al secondo turno prevedeva un ballottaggio mai visto al mondo fra liste nazionali (non fra singoli candidati in ogni collegio, come in Francia) e assegnava la maggioranza parlamentare a chi a chi rappresentava una esigua minoranza nel Paese, senza neppure fissare una soglia minima di voti. I premi di maggioranza sono, appunto, di maggioranza, non di minoranza: possono aiutare chi si avvicina alla maggioranza ad averne una più agevole , non a trasformare una piccola minoranza in maggioranza.

I GUARDIANI DEL BARO
Marco Travaglio
Se mai gli storici vorranno capire qualcosa in questi due mesi di farsa, dovranno partire dai cosiddetti mezzi d’informazione, per due motivi. 1) I leader, chiamati dal sistema proporzionale a trovare un’intesa per un governo di coalizione, hanno alzato bandiera bianca senza mai parlarsi direttamente e ufficialmente a carte scoperte, ma comunicando soltanto a distanza con monologhi in tv, sui giornali e sui social. Mai un solo incontro diretto attorno a un tavolo per confrontare i rispettivi programmi e verificare gli eventuali punti di contatto. Ciascuno andava in tv, postava qualcosa su Fb, rilasciava interviste a quotidiani per comunicare apoditticamente la propria incolmabile distanza dagli altri, senza mai incontrarne uno solo vis-à-vis per entrare nel merito. 2) Siccome i giornaloni rispondono alle grandi lobby politico-economico-finanziarie, nei vuoti di potere hanno sempre tifato per la “governabilità” e la “stabilità”, esaltando chi aiutava i governi a formarsi e demonizzando chi li sabotava.
Cinque anni fa si scordarono addirittura il pedigree criminale della Banda B e i giuramenti di Napolitano (“mai e poi mai mi farò rieleggere”), pur di lasciarlo al Quirinale (Rodotà, pussa via!) e propiziare il governissimo Pd-FI-Centro, in barba agli elettori che avevano premiato il M5S e bocciato le larghe intese.
La parola d’ordine, per Corriere, Repubblica, Messaggero, Stampa con l’aggiunta delle gazzette pidine e berlusconiane, era un governo purchessia e a ogni costo che salvasse i loro padroni dai barbari pentastellati (la Lega era data per morta). E furono accontentati.
Memorabile lo spettacolo di Repubblica che, ridotta a protesi di Re Giorgio, rinfoderò in tutta fretta le famose “10 domande” al Caimano e 30 anni di armamentario antiberlusconiano per benedire l’ometto di Stato che tornava al governo col Pd alla vigilia della condanna definitiva e ci restava fino all’espulsione dal Senato.
Indimenticabili i peana ai “responsabili” del Nuovo Centro Destra – il partito di Alfano&C., staccatosi da FI per non staccarsi dalle poltrone – dipinti da Scalfari & C. come eredi di Cavour, Einaudi e De Gasperi. Digerivano tutto, i repubblichini, pur di tenere in piedi il governo. Persino Renzi che riabilitava B al Nazareno e rovesciava Letta, con la vecchia stampella Alfano e la new entry Verdini. Tutta brava gente, in nome della governabilità.
Oggi invece, che un governo nasca o non nasca, non frega più niente a nessuno. Perché, se nascesse, non potrebbe prescindere da almeno uno dei due trionfatori del 4 marzo: i putribondi Di Maio e Salvini, che osano non obbedire a lorsignori. Così, da valore in sé da sbandierare a prescindere dalla questione morale e penale, la “governabilità” è diventata quasi un male. Se i vincitori delle elezioni si dividevano le presidenze delle due Camere, era un inciucio vergognoso.
Ancora ieri Francesco Merlo – che non fece un plissé per l’elezione di Schifani (dicesi Schifani) a presidente del Senato con l’astensione Pd e sciolse inni imperituri al governo Renzi con dentro gli alfanidi e i verdinidi –fremeva di sdegno su Repubblica per “la berlusconiana Casellati” a Palazzo Madama, come se nel centrodestra esistessero anche gli antiberlusconiani. Se Di Maio si adegua al proporzionale rifiutando per decenza ogni contatto con B, ma offrendo un contratto a Lega e Pd, è un volgare doppiogiochista assetato di potere. Se dice di preferire un’intesa di programma con un Pd rinnovato, è un dittatorello che chiede la testa di Renzi e si impiccia in casa d’altri. Se definisce il Pd la sua prima opzione, è un bugiardo che vuol nascondere i patti segreti già conclusi con Salvini. Se chiede a Salvini di mollare B per cambiare qualcosa, è un arrogante che vuole spaccare il centrodestra (così unito di suo). Se chiede al Pd di sposare politiche sociali compatibili col programma M5S, è un ducetto che vuole spaccare il Pd. Qualunque cosa faccia Di Maio è sempre sbagliata, come pure quella opposta. Prima era uno sfasciacarrozze settario perché non voleva allearsi con nessuno, ora per Merlo è un trasformista con “la gobba di Andreotti” perché vuol persino fare un governo, pensa te.
Se poi Fico incontra il Martina, si sente dire che si può dialogare per un’intesa di governo e lo annuncia al Colle e ai cittadini, non è un politico che si fida della parola altrui: per Merlo è un bugiardo matricolato come “Alì il comico”, il ministro di Saddam che “magnificava come vittorie tutte le sconfitte del regime”. Merlo naturalmente non si occupa delle giravolte di Martina e dei sabotaggi di Renzi. Anzi attribuisce l’aborto di qualunque governo non a chi li ha boicottati tutti, ma a chi più ha provato a farne uno: il “perdente” Di Maio, che “non ha portato all’incasso il biglietto della lotteria”, “non ci ha saputo fare”, “ha trafficato con la casta”. Di Maio ha torto persino quando denuncia lo sconcio di una Rai con tre reti e tre tg in mano a Renzi e promette ciò che da sempre chiede anche Repubblica, cioè una legge che rimpiazzi i lottizzati con professionisti scelti per curriculum e non per tessera: “Di Maio come Berlusconi: editto bulgaro contro i direttori dei Tg Rai” (Sebastiano Messina, Repubblica). Cose che capitano quando i partiti sconfitti hanno tutti i media e i vincitori nemmeno uno. Resta una curiosità: quale governo volevano i Merlo, i Messina e gli altri che la sanno lunga? E come avrebbero fatto, al posto di Di Maio e Salvini, o di Mattarella, a farne uno? Domanda oziosa. Sono già pronti con l’incenso per il governo “di tutti” (dove per fortuna non entrerà nessuno) e delle “riforme” (che per fortuna non vedremo mai). Per dare una lezione agli elettori che, da quando non leggono più Repubblica, sbagliano sempre a votare.
.
Luisella Costamagna
Governo del presidente, di tregua, salvagente, di transito, balneare, di responsabilità, per le riforme… manca solo il “gluten free”
.
http://masadaweb.org

  • Unique Post
Previous Topic:
Next Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

MASADA n° 1926 23-5-2018 CURRICULI’ CURRICULA’

MASADA n° 1926 23-5-2018 CURRICULI’ CURRICULA’ Blog di Viviana Vivarelli E’ successa una cosa orrida. Come [Read More]

MASADA n° 1925 22-5-2018 UN GOVERNO QUASI FATTO

MASADA n° 1925 22-5-2018 UN GOVERNO QUASI FATTO Blog di Viviana Vivarelli Premier Giuseppe Conte- Le critiche idiote [Read More]

MASADA n° 1924 15-5-2018 DI INCIUCI E DI SOSPETTI

MASADA n° 1924 15-5-2018 DI INCIUCI E DI SOSPETTI Blog di Viviana Vivarelli B torna candidabile – Cosa Mattarella [Read More]

MASADA n° 1923 STRESS E TRAUMA NEI MIGRANTI

MASADA n° 1923 STRESS E TRAUMA NEI MIGRANTI 21-4-2018 SOKOS (associazione di medici volontari di Bologna che assiste [Read More]

MASADA n° 1922 10-5-2018 GOVERNO M5S-LEGA

MASADA n° 1922 10-5-2018 GOVERNO M5S-LEGA Blog di Viviana Vivarelli Dopo la proposta di un governo di scopo, balneare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 7 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano