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Saturday May 26th 2018

MASADA n° 1919 28.4.2018 VANE CONSULTAZIONI

MASADA n° 1919 28.4.2018 VANE CONSULTAZIONI
Blog di Viviana Vivarelli

A un mese e mezzo dal voto – Protervia – A che servono queste consultazioni – Tutti contro i 5stelle – La Lega si è venduta a Berlusconi – Il metodo 5stelle non è per tutti – Ondata di troll sui social – L’atto rivoluzionario dell’Appendino – 25 aprile di sangue – La truffa dei derivati – La legge contro i concessionari di televisioni – Resistenza alla Monsanto -Sentenza storica: il patto Stato-Mafia ci fu – La mente che cancella – Il tatto è eleganza

Troppi di noi non vivono i loro sogni perché stanno vivendo le loro paure.
(Anonimo)
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Il nemico è la paura. Si pensa che sia l’odio, ma è la paura.
(Mahatma Gandhi)
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Sulle consultazioni vorrei avere lo stesso ottimismo dell’estetista di mia suocera.
Rostokkio
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Se avessero combattuto la mafia come combattono il M5S, oggi in Italia la mafia non esisterebbe più.
Roberto Bianchini
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Il Presidente Mattarella ha avuto un’idea geniale l’altra sera:
ha convocato per la consultazione la casalinga di Voghera.
Vittorio Scuderi
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Non penso più che Mattarella sia pacato e impassibile, credo si stia fingendo morto.
Guli1979
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Kenya, morto l’ultimo esemplare maschio al mondo di rinoceronte bianco. Purtroppo sono molte le specie animali sull’orlo dell’estinzione. Tra queste l’orso marsicano, il lupo rosso, il pangolino cinese, il leopardo dell’Amur, il Partito democratico italiano.
guidino genovesi
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Berlusconi: “E’ ridicolo accostarmi alla mafia”. Perché, cos’altro hai combinato?
antonio carano
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Realizzata dal MIT l’intelligenza artificiale che ascolta proprio come noi: capisce a malapena la metà di quello che diciamo, ma si fa subito un giudizio strampalato e arbitrario.
BRADYPUSS
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Ha persino detto: “Se il M5S si allea col Pd non lo voto più”

Quello di Di Maio è stato un eroico tentativo che è servito a mostrare, in tutta la loro vergogna, la dissolutezza di Berlusconi, Renzi e Salvini. Era un atto dovuto. Il compito successivo sarà vedere se esistono, in tutto un Parlamento di 900 persone, almeno 90 parlamentari seri ed onesti capaci di votare col M5S un nuovo sistema elettorale, finalmente, dopo tre leggi elettorali indecenti e incostituzionali, un sistema che garantisca rappresentanza e governabilità. Purtroppo una nuova legge elettorale dovrebbero farla proprio gli stessi che hanno congegnato, uniti contro di noi, lo schifo assoluto del Rosatellum. Dovremmo trovare 90 voti seri in Parlamento, ma non la vedo facile. Il marcio ormai è dilagato a tal punto che dispero che si possa ancora salvare qualcosa.

Il Giornale: “Centrodestra, il patto tiene”…. Salvini per le palle.
antonio carano
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Ormai è chiaro, nessun partito è disposto a governare con il Mov5Stelle perché nessun partito è interessato a combattere la corruzione, l’evasione, il conflitto d’interesse e la collusione politica-mafia.
Tarquinio il superbo

IL M5S HA GIA’ VERSATO TROPPO SANGUE
Giovanni Scarabella

Caro Luigi, Salvini è legato mani e piedi a un condannato e plurindagato. Il consigliere economico di Salvini tale Armando Siri (quello della flat tax) ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta e Salvini l’ha pure fatto eleggere senatore. (senza contare la candidatura di un delinquente come Bossi tuttora sotto processo per furto al suo stesso partito che Berlusconi ha voluto di nuovo senatore)
Salvini è tutta chiacchiere ma al dunque ci prende pure in giro. Il PD è un partito alla deriva squassato al suo interno tra il bomba Renzi e i vari Franceschini, Orlando ecc ecc. Dammi retta, dopo il 3 maggio comincia a menare le mani. Prepara la guerra e spara su cdx e PD senza pietà. Non meritano niente.

LA LEGA SI E’ VENDUTA A BERLUSCONI
Viviana Vivarelli
La Lega cominciò urlando sulle piazze che Berlusconi era un mafioso e un delinquente, poi Bossi fece un clamoroso voltafaccia e vendette il partito a Berlusconi. Oggi la situazione non è molto cambiata. Berlusconi per la Lega di soldi ne ha tirati fuori tanti e probabilmente lo fa ancora, per cui Salvini è sul suo libro paga. Nel 2001 ci fu un contratto con cui Bossi vendette il marchio della Lega a Berlusconi davanti a un notaio. Forse oggi quel contratto non vale più perché Salvini ha cambiato il marchio allargandosi al territorio nazionale e mettendo il suo nome ma è facile pensare che ci sia a un nuovo atto di soggezione con cui la Lega, da sempre piena di debiti e pendenze penali, gli ha venduto l’anima e le scelte politiche.
Nei fatti i capi della Lega hanno fallito in tutto quello che hanno fatto perché hanno goduto di una pioggia di soldi pubblici (solo il partito ha avuto dallo Stato 180 milioni, senza contare la radio per cui fu fatta una legge apposta per la Lega e per Radio Maria) ma tutti questi soldi i capi leghisti se li sono sputtanati, rubandoli ai loro elettori e spendendoli per i cavoli propri, mentre facevano fallire una banca, una radio, un giornale, maturavano una pendenza legale di 48 milioni allo Stato e restavano con soli 2 milioni in cassa.
Ma perché credete che Salvini non abbia sporto denunzia contro il cassiere Belsito? Probabilmente perché di quei soldi rubati ha beneficiato anche lui. E perché credete che Berlusconi abbia imposto la candidatura del pluricondannato Bossi? Chiedetevi anche con quale intelligenza e onestà tanti leghisti l’hanno pure votato.
Poi c’è il fatto che Salvini è interessato al Rosatellum perché con quello 9 partiti messi insieme, come in Molise, riescono a vincere un partito solo. E non mi dite che a livello regionale il sistema elettorale è diverso perché, nei fatti, anche nelle Regioni vince l’accozzaglia, e quindi?
In Molise 9 partiti con 120 candidati vincono il 35% del M5S che è primo partito. Il che vuol dire che il Rosatellum si applica anche qui.
Insomma, come ci muoviamo, sbattiamo contro l’illegalità. Il Pd è bruciato e ha distrutto illegalmente l’Italia. Berlusconi è un pregiudicato ancora sotto processo. Salvini è complice di Berlusconi, il che non fa di lui un onesto. Con tutto rispetto per Travaglio che ha preso una cantonata, ma con chi cavolo dovremmo allearci? L’unica cosa possibile è scovare tra 900 membri del Parlamento 90 onesti che siamo disposto a votare con noi un nuovo sistema elettorale che sia meno antidemocratico e meno incostituzionale del Rosatellum e tornare a votare.

PROTERVIA
Viviana Vivarelli
C’é una parola che si attaglia a questa gentaglia che tiene in sospensione il Paese, fregandosene delle sofferenze e dei bisogni di tutti, come se questo non fosse il loro Paese ma una terra da nessuno da svendere o saccheggiare, ed è la parola “PROTERVIA”.
E’ una parola tutta italiana che non ha sinonimi né è traducibile in una lingua straniera.
Indica l’altezzosità prepotente della canaglia che ci comanda, la sua superbia, boria, sfrontatezza e insolenza.
Riporta ad una cattiveria profonda, incarnata, arrogante, non emendabile, la sfacciataggine spudorata di chi è attaccato al male che fa e si crede, in virtù di quello, di poter schiacciare gli altri.
A questa protervia si devono tutte le leggi e riforme di Berlusconi di Monti, di Renzi, che hanno sempre più affossato il Paese togliendo ai cittadini valori, tutele, futuro.
A questa protervia si deve il patto infame del Rosatellum che, pur di non far vincere il M5S, ha creato artificiosamente un sistema elettorale talmente fallace che prevedeva due sole possibilità: o l’inciucio infame di Berlusconi con Renzi, o nessun Governo possibile.
A quella protervia si attaccano quei renzioti stile Martina che hanno la faccia di dire: “Avete vinto? E allora fatelo, un governo! O non siete capaci?”, sapendo benissimo che con la loro legge non solo non avrebbe possibilità di Governo un M5S in Italia, ma nessun partito in nessuno Stato europeo, dove, come in Italia nessuno avrà mai il 50%, il che è come a dire a uno a cui hai tagliato le gambe: “Vuoi camminare! E allora cammina! O non ne sei capace?”
E dunque con questo schifo di legge che cosa sono stati capaci loro che se la sono fatta su misura? E che ora con quella nemmeno l’opposizione sanno fare!!
E intanto i poveri sono sempre più poveri, i giovani sono sempre più abbandonati, i vecchi sono sempre più abbandonati, i lavoratori sono sempre più disperati.
E’ questo che volevano ottenere? E’ di questo bel risultato che Rosato si andava a vantare in televisione con la sua bella faccia da pirla??

Appoggiare sempre le banche, la grande finanza, le multinazionali e il neoliberismo non farà che aumentare la povertà in Europa e non farà che aumentare la disuguaglianza tra ricchi e poveri, lo scempio dei diritti del popoli e la possibilità di costruire un futuro dignitoso per tutti.
Renzi non ha fatto che stare dalla parte dei capitalisti. E prima di lui Letta. E prima di lui Bersani.
Il fiscal compact messo in Costituzione, l’abolizione dell’articolo 18, la distruzione dei diritti dei lavoratori e dello stato sociale, il jobs act, la legge Fornero, la buona scuola, i vaucher e l’aumento del precariato.. tutto quello che il Pd ha fatto è stato a favore del potere del capitale e contro le speranze del proletariato.
Non può esistere OGM più contro natura di un qualsiasi accordo dei 5S coi renzioti.
I renzioti ci fanno vomitare.
Noi facciamo vomitare loro.
I renzioti hanno solo due alternative: o cambiano e licenziano definitivamente Renzi e tutto quello che ha fatto, cioè rinnegano se stessi e tutto quello che hanno votato.
O crepano assieme a Renzi e a tutto il Pd perché sono irriformabili.
Io credo alla seconda che ho detto.
Francamente è assurdo che il M5S possa fare qualcosa assieme a forze politiche che si sono accordate tutte con quello schifo del Rosatellum per fare una grande ammucchiata proprio CONTRO il M5S. Sarebbe paradossale come la speranza delle pecore di fare qualcosa di buono coi lupi.

A CHE SERVONO QUESTE CONSULTAZIONI?
IVO SERENTHA’
Queste consultazioni servono unicamente per dire ci hanno provato, altrimenti accuserebbero il movimento di non averle provate tutte prima di tornare alle urne, ma nuove elezioni non serviranno a nulla se rimarrà lo schifellum.rosatellum, e non vedo come si potrà avere una nuova legge elettorale degna di questo nome, con delle forze politiche così diverse (e dopo che TUTTE meno il M5S hanno fortemente voluto proprio il Rosatellum che non dà il Governo a nessuno, col solo scopo di fare un inciucio Berlusconi-Renzi, che non è riuscito per calo dei voti di entrambi).
Magari non sarà la fine del mondo se rimarremo per molto tempo senza governo, tanto, se qualcuno non lo sapesse, chi muove i fili sono Germania e Francia, insieme alle banche. La sovranità nazionale è un concetto ormai terminato da parecchio tempo.

ARSENIO 75
Una cosa però è sicura, comunque vada, qualsiasi cosa facciano, è sempre colpa dei 5S.
Prima delle elezioni dicevano che: i 5S vogliono stare all’opposizione perché è più facile non prendersi responsabilità di governo.
Dopo le elezioni: Perché i 5S vogliono governare a tutti i costi per le poltrone.
Prima delle elezioni dicevano che: Di Maio ha detto e stra detto che nel caso non avessero avuto i numeri per governare avrebbe chiesto alle forze politiche in Parlamento un contratto di governo su punti tematici: era ridicolo.
Dopo le elezioni Di Maio lo fa chiedendo giustamente, prima alla forza che aveva riscosso più successo elettorale e cioè la Lega, negando ovviamente Berlusconi, al quale hanno impedito di nominare un presidente del Senato condannato per il semplice motivo che, come il di cui sopra Berlusconi, era condannato (cosa che non lega molto con i principi 5S e a dir la verità con nessun altro principio sano che non sia mafioso) e dopo il rifiuto di Salvini di mollare il condannato, si rivolgono al PD (comunque sempre sotto indicazioni del PdR che ovviamente svolge il suo lavoro istituzionale per quanto questo possa sembrare strano ai molti): Di Maio non sa cosa vuole, è “oscillante”, ma come? lo chiedi alla Lega? Ma come lo chiedi al PD? Non immagino cosa si sarebbe detto se si fosse tirato fuori da qualsiasi trattativa. Anzi lo immagino, per esperienza.
Non è l’andare avanti senza un governo che ci farebbe fare la figura dei fessi (quella ormai l’abbiamo fatta ed irrimediabilmente con i governi Berlusconi e Renzi) la Germania è rimasta 6 mesi senza governo, la differenza sta nel fatto che chiunque sa che, male che vada, la Germania poi un governo serio lo fa davvero.
Tanto bello quanto difficile ed incomprensibile questo Paese 🙂

QUALCUNO MI SPIEGHI PERCHE’ BERLUSCONI, A DIFFERENZA DI CIO’ CHE ACCADE PER QUALUNQUE ALTRO REO, VEDE PROCESSATI E PUNITI, PER REATI DI MAFIA, SOVVERSIONE CONTRO LO STATO E STRAGE, I SUOI EMISSARI MA LUI RESTA INDENNE IN QUANTO UTILIZZATORE FINALE E GLI SI PERMETTE PURE DI BLOCCARE IL PAESE E COARTARE LA DEMOCRAZIA !!!!! E CI SONO ANCHE 4 MILIONI E MEZZI DI ELETTORI DELINQUENTI COME LUI CHE LO VOTANO ANCHE!!! E ALTRI PARTITI CHE SONO SOGGETTI A LUI E UBBIDISCONO I SUOI ORDINI SENZA FIATARE!!!

L’ATTO RIVOLUZIONARIO DELL’APPENDINO
IFQ Eugenia Romanelli
Anagrafe Torino, Chiara Appendino ha catapultato l’Italia nel futuro. Avendo tutti contro
Chiara Appendino è un’eroina dei nostri tempi.
Nonostante governi una città, Torino, in un Paese, l’Italia, che in larga parte si dichiara contrario a estendere i diritti di cui godono i bambini nati in famiglie eterogenitoriali (“normali”) a quelli nati in famiglie omogenitoriali, nonostante sia stata stralciata quella parte della Legge Cirinnà che regolamentava la filiazione nelle unioni civili tra due persone dello stesso sesso (stepchild adoption), nonostante in Italia sia vietata la gestazione per altri (gpa) e la procreazione medicalmente assistita (pma) per le coppie omosessuali, la sindaca ha iscritto all’Anagrafe l’atto di nascita di un bimbo nato all’ospedale Sant’Anna di Torino, indicando nel registro di stato civile che non solo ha due mamme ma che è stato concepito grazie alle tecniche di fecondazione eterologa in Danimarca.
Il gesto è di rilevanza epocale e di portata storica perché implica che l’Italia, con le sue leggi, è capace di ammettere che una coppia omosessuale possa concepire e mettere al mondo un figlio e assume questo come un atto conforme alla nostra legge nazionale(per i soliti haters qui sotto, “concepire” ha lo stesso significato che “progettare”, viene dal latino e significa “prendere con sé”: l’80% delle coppie che ricorre sia alla pma che alla gpa è eterosessuale; le coppie posso essere sterili per tanti motivi, non solamente perché omosessuali).
Altre questioni erano state aperte sulla trascrizioni di atti di nascita, ma il Comune di Torino fa un passo avanti di grande impatto politico, perché qui non si tratta di ammettere un atto già formato all’estero, ma di formare un atto di nascita con due mamme o due papà.
Fino a oggi, gli unici bambini figli di coppia omosessuale con due genitori entrambi dotati di patria potestà erano quei pochi (meno di venti) le cui famiglie si sono battute e hanno vinto la causa contro lo Stato nei tribunali, grazie a un pugno di grandi sentenze apripista della coraggiosa giudice Melita Cavallo. Da oggi, invece, i bambini nati dalle “famiglie arcobaleno” possono godere di una tutela piena già secondo le leggi vigenti. Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione culturale, al solito in ritardo rispetto a tantissimi paesi nel mondo (in coda perfino al Sudafrica), ma pazienza: infatti, la Appendino supera del tutto perfino la stepchild adoption, che di fatto, anche se dovesse prima o poi essere votata anche in Italia, lascerebbe questi bambini privi di un genitore per anni, poiché dipende da una successiva scelta dei genitori, che deve essere sottoposta a un nuovo vaglio dei tribunali e che secondo alcune interpretazioni non dà neppure effetti pieni.
Le parole di questa donna coraggiosa e giusta sono chiarissime: “È ferma la volontà di dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini e da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente: procederemo anche forzando la mano, con l’auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente”.
La consapevolezza di questa rivoluzione c’è, come pure l’assunzione della nostra Costituzione come faro e guida in ogni scelta politica (Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”), ma anche il dovere di rispondere all’ennesimo richiamo di Strasburgo e dell’Onu in materia di diritti Lgbt. Un senso di responsabilità politica davvero eccellente, una lucidità degna di attenzione in un momento in cui l’Italia manca del tutto di visioni che la aiutino a evolvere e rinascere dalle rovine nelle quali si è lasciata cadere.
Vorrei sottolineare infatti che, se è vero che un sindaco, quando agisce come ufficiale di stato civile, ha l’obbligo di farlo in conformità alla legge vigente, è anche vero che a volte i gesti di rottura vanno a stimolare la sensibilità dei legislatori e a farli sul fatto che non tutte le regole giuridiche sono ancora adeguate alla nostra società e alla nostra contemporaneità, tanto che a volte rischiano addirittura di ledere diritti fondamentali. Fu coraggioso nello stesso modo, 20 anni fa, il sindaco che celebrò in Francia il primo matrimonio tra due uomini.
Non solo. D’accordo con il giudice Marco Gattuso, faccio notare che la legge italiana di fatto già consente alle coppie dello stesso sesso di formare una famiglia legalmente riconosciuta, anche perché altrimenti non avrebbero vinto nei Tribunali tutte le famiglie arcobaleno che vi si sono appellate. Infatti, le unioni civili oggi significano che l’ordinamento accoglie una concezione plurale della famiglia, come riconosciuto pressoché unanimemente dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Se è vero che è stata stralciata la stepchild adoption e che è vietata la pma e la gpa, è anche vero che la legge non vieta affatto alle coppie dello stesso sesso di avere bambini in ogni altro modo possibile, compreso il ricorso a pma e gpa all’estero (nel 2014 la Consulta ha chiarito l’incostituzionalità del divieto). Come dice Gattuso, l’applicazione della regola dell’art. 8 della legge 40 anche ai bambini arcobaleno è il frutto di una precisa evoluzione del sistema, avvenuta in passato soprattutto grazie alla nostra giurisprudenza e a quella della corte europea dei diritti umani, ed oggi sancita dalla legge Cirinnà.
Dunque, la Appendino non avrà bisogno di forzare la mano, perché è perfettamente in linea con la nostra legge nazionale, con la nostra Costituzione, e con i trattati internazionali che ci impongono di non discriminare le coppie sulla base dell’orientamento sessuale.

LA TRUFFA DEI DERIVATI
La crisi fa poveri troppi, ma fa sempre ricchissimo qualcuno.
Davvero perversa la disinformazione dei media! Siamo sull’orlo di un tracollo dell’occidente ma nessuno dei nostri mezzi di informazione dice una parola sui derivati.
Es. di derivato: mi impegno a comprare fra 3 mesi un tot di caffè a un certo prezzo, poi mi impegno a venderlo a Caio a un prezzo leggermente superiore. Se tra 3 mesi il prezzo del caffè sale, ci guadagno, se scende ci perdo. I derivanti sono queste scommesse. Sono azzardi.
I Ministri delle Finanze italiani hanno scommesso coi nostri soldi che il prezzo del petrolio aumentava ma è diminuito, per cui hanno perso miliardi ‘nostri’. Ma perché la legge permette a questi imbecilli di fare scommesse con i nostri soldi? E perché nessun giornale o tg parla di questo scandalo orrendo?
Il Ministro delle Finanze (Tremonti ieri come Padoan oggi) ha fatto perdere miliardi all’Italia investendo soldi pubblici in derivati. Lo stesso hanno fatto gli enti lcoali giocando all’azzardo, tanto i soldi erano i nostri. Si sono divertiti scommettendo coi soldi degli altri. E sono stati così furbi da giocare all’azzardo su ipotesi sbagliate per cui hanno perso. Ovviamente non hanno perso loro, abbiamo perso noi!
Se nel 2017 i derivati sono costati all’Italia altri 5,4 miliardi, in aggiunta ai 35 che abbiamo dovuto sborsare per i 10 anni precedenti, a chi si deve riconoscere il merito?
Per nostra disgrazia anche gli enti locali, che ricevono una buona quota delle nostre tasse, hanno giocato sui derivati. Le speculazioni sono andate male e lo Stato, cioè noi, ha dovuto ripagare i conto in rosso.
Poi ci vengono a dire che siamo NOI che siamo vissuti sopra le nostre possibilità?! E ci vengono a raccontare le balle prodiane che l’Ue e la Bce sono state create per l’unione dei popoli, per il progresso dell’Europa, per un futuro migliore?!
E ci vogliono convincere da uscire dall’Euro sarebbe una disgrazia??
E’ chiaro che questo stato di cose non può continuare.
E’ chiaro anche che gli interessi che stanno dietro a questa truffa gigantesca che si sta divorando l’Occidente sono pronti a tutto: comprare capi di Stato come Renzi, Napolitano, Rajoj o Samaras, truffare i popoli, imporre l’austerità, sostenere personaggi come Draghi, colludere con la Merkel, fare guerre…. Il giro di capitali che sta dietro a questi giochi sporchi è enorme. E l’unico pericolo può venir loro dalla democrazia.
Chi ha autorizzato i nostri governi a giocare al casinò dei derivati coi soldi nostri? E perché nessuno ne parla? Da Repubblica e Financial Times sappiamo che il Tesoro italiano è esposto per 160 miliardi di euro per operazioni sui derivati. Gli ultimi governi ne hanno rinegoziati nel corso degli anni per più di 50 miliardi, con una perdita potenziale, non ancora giunta a scadenza, di 12 miliardi. Per questo sono tutti d’accordo anche internazionalmente di distruggere il M5S. Perché in questo porcaio è l’unico che voglia salvare la democrazia.
Naturalmente Padoan smentisce ma è FALSO! Solo alcuni anni fa, su un’altra partita di derivati del Tesoro c’era stata una perdita di 3 miliardi, saldata da Monti. Per cui sui 160 miliardi di derivati attuali le perdite che saranno caricate sul bilancio dello Stato saranno di parecchie decine di miliardi. Ma il cittadino ignorante non lo sa e questi mostri continua a votarli!!

IL METODO M5S NON E’ PER TUTTI
Bruno p.Napoli
Bisogna essere per forza fuori dagli schemi della partitocrazia per realizzare il programma del M5S perché tutti sanno benissimo che i soldi per attuarli ci saranno solo se si rompono quegli accordi di clientelismo tra la politica e le lobbies.
E’ semplicistico illustrare i punti di accodo programmatici tra i partiti:sicurezza, aiuto alle famiglie, sostegno alla disoccupazione e riforma del lavoro, pensioni, istruzione, sburocratizzazione per le imprese.Chi non li auspica se non quella parte di elettorato che soffre del divario sociale ed economico crescente e delle carenze da parte dello stato di colmare tali distanze?
Qui non si parla di comunismo ma di un minimo di intelligenza e giustizia sociale perché non si può far finta di niente di fronte ad una parte della popolazione che è rimasta completamente isolata o chi si avvia verso la povertà solo perché si destinano le risorse europee, nazionali e regionali verso progetti scellerati ed inutili che arricchiscono una fetta esigua di soggetti a discapito di intere comunità.
Ne si può tollerare un divario salariale e pensionistico che carica gli oneri solo sulle generazioni future nel tentativo scellerato di voler mantenere quelle precedenti secondo tenori di vita non più sostenibili.
E vogliamo parlare di quegli stipendi immeritati che continuano a crescere rispetto alla svalutazione salariale attuata a discapito dei giovani costretti a realizzarsi al di fuori del territorio nazionale?
Signori dei partiti, c’è poco da fare l’Italia con l’ultimo voto ha lanciato un grido di aiuto ma sembra che tutti facciano finta di niente crogiolandosi dietro ad un miserabile pil e ad uno spread silenziato da eccesso di liquidità.
Bisogna essere ciechi per non vedere che l’Italia si sta impoverendo al ritmo del suo debito pubblico e sinceramente fare un governo con chi non vuole cambiare modo di vedere non farebbe altro che acuire le emergenze che nonostante tutto continuano a fiaccare la popolazione.

UN GIORNO, UNA LEGGE
Marco Travaglio

Le due Coree fanno la pace, i 5Stelle e il Pd vedremo. Intanto leggete bene questa frase: “È arrivato il momento di mettere mano al conflitto d’interessi e di dire che un politico non può essere proprietario di mezzi di informazione”. Venticinque anni fa, quando B. entrò in politica, la dicevano e la condividevano tutti. La sx, il centro e la dx. Infatti persino B., durante il suo primo governo, prometteva un giorno sì e l’altro pure di vendere le sue televisioni o almeno di affidarle a un blind trust (un fondo cieco) che le gestisse a sua insaputa. E, quando evocava il blind trust, Montanelli lo ribattezzava subito “blind truff” perché il fondo magari è cieco, ma il padrone e i dipendenti ci vedono benissimo.
Ora invece quella frase la pronuncia, nel glaciale silenzio generale, Luigi Di Maio. E si becca le reprimende financo da Repubblica e Messaggero. Oltreché, si capisce, gli anatemi di B. (“esproprio proletario anni 50”) e di tutti i giornali e le tv Mediaset che, mentre tentano di negarlo, confermano in stereo il mostruoso conflitto d’interessi. Sallusti, che non capisce più nemmeno l’italiano, scrive che il capo dei 5Stelle vorrebbe “mettere le mani su Mediaset, la Rai e il Giornale” con “avvertimenti mafiosi”. E si domanda dov’è lo scandalo se il suo house organ e i suoi “giornalisti liberi” (uahahahahah) “stanno dall’altra parte della barricata” e quindi linciano Salvini appena osa dissentire dal padrone.
In questi casi non si sa mai chi non capisce e chi fa finta. Chi ci è e chi ci fa. La risposta è ovvia, elementare, banale e infatti è legge in tutte le democrazie del mondo (esclusa dunque l’Italia): chi fa politica non può possedere mezzi di informazione o di comunicazione, tantomeno se trasmettono su frequenze tv o radio in concessione dallo Stato. E il bello è che questo divieto è espressamente stabilito anche da noi, dall’articolo 10 comma 1 della legge n. 361 del 1957: non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti… oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”.
Fino al 1994 non si pose alcun caso e la legge restò inapplicata. Poi arrivò B., all’epoca titolare di tre tv in chiaro (Canale5, Rete4, Italia1) e azionista di due pay-tv (Tele+1 e Tele+2). La giunta per le elezioni, a maggioranza berlusconiana, avrebbe dovuto sbatterlo fuori dalla Camera appena eletto, invece ricorse a un cavillo da azzeccagarbugli e dichiarò ineleggibile Fedele Confalonieri, presidente della Fininvest, che naturalmente non era mai stato eletto né candidato.
Nel 1996 però le vinse l’Ulivo e un gruppo di intellettuali (Cimiotta, Galante Garrone, Sylos Labini, Camilleri, Flores d’Arcais, Fo, Rame, Hack, Spinelli) si appellarono al centrosx perché facesse rispettare la legge all’unico che l’aveva violata in 40 anni. Ma non ci fu verso. Anche il csx preferì calpestarla con quel ridicolo escamotage e inciuciare, in cambio di generose ospitate sulle reti Mediaset e di lauti favori editoriali dalla Mondadori (scippate nel ’90 da B. a De Benedetti con la famosa sentenza comprata) e chissà cos’altro. Pazienza se insigni giuristi come il presidente emerito della Consulta Ettore Gallo spiegava: “Ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”, non gli incarichi ricoperti o meno in un gruppo televisivo. E tutto questo, intendiamoci, non c’entrava ancora nulla con il conflitto d’interessi, che è molto più vasto dell’ineleggibilità per i concessionari dello Stato: una legge seria sul conflitto d’interessi dovrebbe impedire l’elezione del titolare di qualunque attività privata in contrasto con il bene comune, onde evitare che l’eletto si ritrovi mai dinanzi all’imbarazzante scelta fra i suoi interessi e quelli della collettività.
Proprio quel che è accaduto per 25 anni: prima con il governo B. che varava il decreto salva-Rete 4 e la legge Gasparri per neutralizzare due sentenze della Consulta che correggevano con un limite antitrust la vergogna della legge Mammì (Mediaset doveva scendere da tre reti a due in chiaro e la terza spedirla sul satellite). E, per prenderci pure in giro, ogni tanto usciva dal Consiglio dei ministri mentre i suoi complici, dentro, eseguivano i suoi ordini. Del resto, per la legge-burla sul conflitto d’interessi, firmata nel 2002 da quello zuzzurellone di Franco Frattini, era tutto regolare: il “mero proprietario” non è mai in conflitto d’interessi. Il mero usciere, invece, eccome.
Nel 2015 Renzi&Boschi promisero solennemente di modificare la Frattini per punire severamente i conflitti d’interessi. Poi preferirono evitare, altrimenti la Boschi ci sarebbe cascata dentro con tutti e due i piedi, con le sue processioni tra Bankitalia, Unicredit e Consob per raccomandare l’Etruria vicepresieduta dal babbino suo. Intanto il Giglio Magico beneficiava dei conflitti d’interessi propri e altrui. Sempre omaggiato dalle reti Mediaset, che appoggiavano il Sì al referendum costituzionale anche quando il padrone B. si era convertito al No. Averne, di Renzi, a Palazzo Chigi, specie con i barbari alle porte. Ora che i barbari hanno vinto e hanno rotto le uova nel paniere renzusconiano, iniziano addirittura le epurazioni dei volti più noti del Biscione, sol perché sospettati di aver tirato la volata ai “populisti”: via Belpietro, Del Debbio e Giordano. Resiste Sallusti, che per salvare il posto deve fare ogni giorno lo slalom con la lingua per seguire le piroette e i tripli salti mortali carpiati del padrone: una vita d’inferno. Se anche il governo M5S-Pd durasse un solo giorno per fare la legge sul conflitto d’interessi, sarebbe già meglio di quelli dell’ultimo ventennio.

In pratica il PD ha solo 4 possibilità:
– Allearsi con il cdx e sparire alle prossime elezioni
– Allearsi con il M5S e sparire alle prossime elezioni
– Fare opposizione e sparire alle prossime elezioni
– Tornare al voto e sparire alle prossime elezioni.

TROLL
Continua il sequel di troll che accusano il M5S di aver cambiato il programma. E’ il mantra di questi giorni, la solita velina ordinata dall’alto dagli opinion maker soprattutto renziani, con i soliti troll che si fingono, come sempre fanno da dieci anni, elettori delusi del Movimento e che dicono di non votarlo più. Ma chi se ne frega? Oltretutto quando si allargano a spiegare i motivi del loro cambio di voto, tirano fuori delle idiozie tali che nemmeno un bambino di tre anni li crederebbe. Ormai a queste ‘scemeggiate’ ci siamo abituati e non si facciamo nemmeno più caso. Anzi ci meraviglia la pochezza di questi costruttori di opinioni false che non hanno ancora capito che sono delle merde che non convincono più nessuno. Perdono voti, fanno la figura dei troll deficienti, perdono le elezioni, perdono i governi, ma persistono nelle loro strategie sbagliate con la testardaggini degli idioti o degli irrecuperabili. E i media con loro.
I programmi dei partiti evolvono, non sono le tavole della legge, non sono formati da dogmi sacrali, ma risentono del giudizio degli elettori e degli eventi del tempo ed è dunque giusto che anche il programma del M5S in dieci anni si sia un po’ modificato, ci mancherebbe altro! La cosa fondamentale è che gli elettori hanno votato il programma finale, come era stato cambiato dai vari sondaggi sul web, mentre gli altri partiti, a cominciare da Prodi, hanno sempre scritto programmi fasulli di pura facciata (si pensi a B che da 23 anni ha sempre lo stesso programma e non lo ha attuato mai) o che facevano credere una cosa mentre facevano il suo contrario, tant’è che la caratteristica esiziale dei partiti italiani non è più da un’eternità quella di presentare programmi ma dovrebbe essere quella di rivelare interessi.
Noi abbiamo già un programma perfetto e indeclinabile, ed è quello enunciato dai primi articoli della Costituzione italiana.
Peccato che in 70 anni non sia stato realizzato mai.

DEMENZIAL MANTRA
Il 1° mantra che i troll ripetono in questi giorni è che il M5S ha cambiato programma. Non è vero. La devono piantare con questa stronzata e pensino piuttosto i loro partiti a misurare la distanza abissale che c’è sempre stata tra i loro programmi elettorali e quello che hanno fatto poi
Il 2°tormentone,che ormai ha stufato,è che,se non si fa un governo,la colpa è di Di Maio che,per arrivismo personale,mette a repentaglio un intero Paese e che dovrebbe con senso di responsabilità ritirarsi e cedere il suo posto a un altro
Poiché questo mantra del cavolo lo leggo continuamente sui social e lo sento ripetere a manetta in televisione(vedi anche oggi su L’aria che tira)noto 2 cose:che il tormentone idiota che reclama il ritiro di Di Maio come unico intoppo (tra l’altro egoistico e privo di amore nazionale) viene da quella bella fonte dei piddini che lo ripetono a chiodo fisso,quando il loro premier, quello che ha fatto perdere 5 milioni al partito, quello che li ha portati prima alla tranvata del referendum e poi a questa secca sconfitta elettorale,non ha mai fatto autocritica e non ci pensa nemmeno a ritirarsi o a fare passi indietro ma mette dei fantocci tipo Martina a tenergli in caldo la poltrona mentre costringe,lui sì,tutto il Paese a stare bloccato dalla protervia spaventosa di un leader che tiene i suoi come dei burattini e fa la vendetta del cazzo di chi prende la palla e se la porta via dal campo per non far giocare nessuno
La seconda cosa che devo con forza sottolineare è che, quando uno conduce una serrata campagna elettorale, quando vince sostenuto dal voto anche personale dei suoi elettori, col cavolo che si può batterlo con questa richiesta a pera di ‘ritirarsi perché ha vinto’!!! Se una simile amenità fosse stata detta alla Merkel in Germania, una risata mondiale avrebbe scosso il mondo.
Dunque, secondo questi idioti col microchip renziano in testa, “si ritira chi vince e chi perde detta condizioni”??
MA VI SENTITE QUANDO PARLATE???????

I CHING
Viviana Vivarelli
Siamo arrivati a una posizione di stallo. Quello che sembrava possibile il giorno prima si è improvvisamente allontanato. Così non si sa più cosa pensare e ogni previsione logica sembra impossibile. Ma siccome la situazione è in continuo mutamento, ho chiesto all’I Ching. Lo feci anche quando Bossi andò ad Arcore e rispose che l’uccello doveva volare basso o gli sarebbe capitata una catastrofe e sarebbe precipitato. E infatti Berlusconi lo accolse con cocaina e pornostar e gli venne un ictus. Poi lo rifeci quando Di Pietro era ministro e minacciava i malvagi. E uscì che i suoi nemici avrebbero cercato di sporcarlo con calunnie e di affossarlo nella terra nera e per 8 mesi sarebbe stato bloccato per difendersi. E infatti fu calunniato in ogni modo, si dimise da ministro, e per otto mesi pensò solo a difendersi in tribunale. L’ho dunque rifatto oggi, chiedendo cosa sarebbe successo a di Di Maio e del governo e, inspiegabilmente, è uscito un tempo di abbondanza, c’è molta carne al fuoco e molta passione ma quello che accade oggi cambierà rapidamente. Basta che chi guida le sorti abbia chiarezza interiore ed esteriore, e sarà in grado di iniziare un periodo di grande civiltà e grandezza. Otterrà quello che vorrà. E’ un uomo nato per governare. Poi per lui il tempo dell’abbondanza durerà poco ma di questo non si deve rattristare. Egli deve essere come il sole a mezzogiorno che illumina ogni cosa. Saranno decisivi i processi e saranno applicate le punizioni. Certo questo giovane suscita attorno a sé diffidenza e odio e molti cercano di scalzarlo dalla sua posizione. Anche le persone più insignificanti cercano di ottenebrarlo e possono anche temporaneamente bloccare la sua azione, ma non ci sarà nulla da fare, egli otterrà prosperità e gloria. Arriverà al massimo risultato raggiungendo ogni traguardo possibile. L’attuale situazione di intoppo è provvisoria e tale da disorientare anche una persona capace. Bisogna che continui ad essere modesto, affabile ed aperto così da attirare persone di valore il cui senno sarà di grande vantaggio. Il futuro sarà facilitato e ci sarà profitto nel collaborare e comunicare.
(Bene. E ora non ci resta che sperare che quello che l’I Ching dice sia vero) .

25 APRILE DI SANGUE
Paolo De Gregorio
-le partigiane combattenti furono circa 35.000
-1.070 caddero in combattimento
-2.812 fucilate o impiccate
-4.653 arrestate e torturate.
La stima dei partigiani caduti in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti è di 44.720
-10.000 le vittime civili di stragi e rappresaglie nazifasciste tra il 1943 e il 1945
Come si vede la democrazia è costata cara e queste cifre dovrebbero essere lette e mandate a memoria nelle scuole e in ogni istituzione dello Stato, nella ricorrenza del 25 aprile.
Il più grande omaggio che si può e si deve fare ai caduti della Resistenza è quello di impegnarsi per una democrazia libera da ricatti mafiosi, dalle massonerie, dai politici corrotti, libera dalla disoccupazione e che non abbandona alla emarginazione i più deboli, che sia capace di offrire a tutti i cittadini la più importante legge della democrazia, quella elettorale, che dia la governabilità e sia comprensibile per i cittadini di qualunque livello sociale.
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Piero Calamandrei
Fra le tante distruzioni di cui il passaggio della pestilenza fascista è responsabile, si dovrà annoverare anche quella, non riparabile in pochi anni, del senso della legalità. […] Per vent’anni il fascismo ha educato i cittadini proprio a disprezzare le leggi, a far di tutto per frodarle e per irriderle nell’ombra.”
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Nino di Matteo
Oggi c’è fame e sete di chiarezza e di verità per permettere all’Italia di andare avanti. Tragedie come quelle di Aldo Moro o le stragi di mafia – con i loro lati ancora oscuri – continuano a pesare sullo sviluppo democratico del nostro Paese. La sentenza di Palermo è fondamentale perché può costituire l’inizio di un percorso di ricerca della verità sulle complicità esterne ai gruppi criminali, ancora non accertate“.
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DELIRI MENTALI
Fornero: “E’ la madre del lavoro”
Monti: “E’ il professore di un’Italia più moderna”
Renzi: “E’ il padre della nuova Costituzione italiana”
Matteo Messina Denaro. “È come Padre Pio!”
Ma di cosa si fanno certi italiani?
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Tess
Mamma mia Salvini che strazio…
Un Paese intero bloccato perché lui non molla il coso di plastica…
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Ficarra e Picone
Un altro deputato della Assemblea Siciliana, Pippo Gennuso, è agli arresti domiciliari per voto di scambio. Sarebbe l’ottavo indagato di questa legislatura.
Appena arrivano a 10 formano il gruppo: autonomisti e indagati.
Striscia
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Sara Sarli
Dudù ha fatto sapere che non va alle consultazioni dalla Casellati
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Noi viviamo nella grande menzogna universale.
La cosa più idiota che potremmo fare è credere a quel padrone del mercato o a questo che vogliono farci credere che ci sia del buono e del vero in qualcuno di loro o in qualcosa che costoro fanno.

SENTENZA STORICA. IL PATTO STATO MAFIA CI FU
Dopo 5 anni di processo, finalmente si è giunti a una sentenza storica: non solo la Trattativa tra Cosa nostra e pezzi dello Stato c’è stata, ma che ad averci partecipato sono stati i boss, tre alti ufficiali dei carabinieri e il fondatore di Forza Italia: Marcello Dell’Utri e, ovviamente, Berlusconi dietro di lui, perché Dell’Utri ha sempre agito per conto e nell’interesse di Berlusconi. Ancora non denunciati i grandi interessati a questa turpe trattativa: Berlusconi e Napolitano, quel Napolitano che ha offeso gravemente la giustizia ordinando che fossero distrutte le intercettazioni su di lui. Questa è solo la sentenza di primo grado che giudici corrotti possono sempre ribaltare attaccandosi a cavilli o che i politici potrebbero annullare con una legge simile a quella per cui Andreotti fu depenalizzato per tutti i reati di mafia commessi fino al 1980. Ma costoro pagheranno mai per i reati che hanno commesso contro il popolo italiano? E qualcuno, sapendo questo orrore, può ancora sostenere un qualsiasi rapporto con Berlusconi o con quel Pd che di Napolitano è stato l’esecutore e che ha avuto la faccia di eleggerlo due volte come Presidente della Repubblica contro quanto dice la Costituzione? E Salvini, sapendo che Berlusconi ha aiutato la mafia e forse è stato il mandante delle stragi italiane, può ancora essere alleato con un simile mostro?
IFQ: Ai vertici del Ros inflitta la stessa pena del fondatore di Forza Italia: 8 anni a De Donno, 28 a Bagarella, 12 a Cinà: sono stati tutti riconosciuti colpevoli di violenza o minaccia a un corpo politico dello Stato. Prescritto Brusca, assolto Mancino per falsa testimonianza. 8 anni a Ciancimino per calunnia a De Gennaro.
Il pm: “Mentre i giudici saltavano in aria qualcuno nelle Istituzioni aiutava i boss a ottenere i risultati chiesti da Riina”.
Mentre la piovra assassinava magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, inermi cittadini nelle stragi di Firenze e Milano, uomini delle istituzioni hanno cercato un contatto: sono diventati il canale che ha condotto fino al cuore dello Stato la minaccia violenta dei corleonesi. Che alla fine hanno ottenuto un riconoscimento grazie a Marcello Dell’Utri, uomo cerniera di Cosa nostra quando s’insedia il primo governo di Silvio Berlusconi.
Nino Di Matteo, unico pm titolare dell’inchiesta sin dall’inizio, spiega così: “Dell’Utri ha fatto da cinghia di trasmissione tra le richieste di Cosa nostra e l’allora governo Berlusconi che si era da poco insediato. E il rapporto non si ferma al Berlusconi imprenditore ma arriva al Berlusconi politico“. Parole per le quali Forza Italia annuncia di querelare il magistrato della Direzione nazionale antimafia. I giudici hanno condannato a 12 anni di carcere gli ex vertici del Ros Mario Mori e Antonio Subranni. Stessa pena per l’ex senatore Dell’Utri e Antonino Cinà, medico fedelissimo di Totò Riina. Otto gli anni di detenzione inflitti all’ex capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno, ventotto quelli per il boss Leoluca Bagarella. Per il cognato dei capo dei capi, dunque, una pena superiore rispetto ai sedici anni chiesti dai pm Di Matteo, Vittorio Teresi, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, che invece per Mori volevano una condanna pari a 15 anni. Prescritte, come richiesto dai pubblici ministeri, le accuse nei confronti del pentito Giovanni Brusca, il boia della strage di Capaci.Sono stati tutti riconosciuti colpevoli del reato disciplinato dall’articolo 338 del codice di penale: quello di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. Hanno cioè intimidito il governo con la promessa di altre bombe e altre stragi se non fosse cessata l’offensiva antimafia dell’esecutivo. Anzi degli esecutivi, cioè i tre governi che si sono alternati alla guida del Paese tra il giugno del 1992 e il 1994: quelli di Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi alla fine della Prima Repubblica, quello di Silvio Berlusconi, all’alba della Seconda. Il 30 gennaio del 1992 la Cassazione condanna i boss mafiosi al carcere a vita: è la prima volta che succede, nonostante i politici avessero assicurato il contrario. È il “fine pena mai” lo spettro che scatena la furia di Riina, capo dei capi di un’organizzazione criminale all’epoca titolare di un’enorme potenza di fuoco. Già dalla fine del 1991 il boss corleonese aveva cominciato a riunire periodicamente i suoi in un casolare in provincia di Enna per dettare la linea: in caso di pronuncia sfavorevole bisognava “pulirsi i piedi“. Bisognava, cioè, massacrare tutti quei politici che non avevano rispettato i patti. Il primo è Salvo Lima. Il 12 marzo del 1992 comincia la guerra allo Stato. Ma è anche un messaggio diretto ad Andreotti nel giorno in cui iniziava la campagna elettorale per le politiche di aprile. “Il rapporto si è invertito: ora è la mafia che vuole comandare. E se la politica non obbedisce, la mafia si apre la strada da sola”, scrive su La Stampa Falcone, poche settimane prima di saltare in aria nella strage di Capaci. Nel frattempo i carabinieri del Ros hanno già tentato di aprire un dialogo con la Cupola, agganciando Massimo Ciancimino e usando il padre Vito come interlocutore: per questo motivo Mori, De Donno e Subranni sono stati condannati per i fatti commessi fino al 1993. Con la loro condotta hanno cioè veicolato la minaccia di Cosa nostra fino al cuore dello Stato. La stessa cosa ha fatto Dell’Utri, riconosciuto colpevole per i fatti commessi nel 1994. Come dire: la Trattativa tra mafia e Stato la aprirono i carabinieri, ma la portò avanti e la chiuse il fondatore di Forza Italia (e non certo per proprio conto). Pezzi dello Stato si sono fatti tramite delle richieste della mafia. Mentre saltavano in aria giudici, secondo la sentenza qualcuno nello Stato aiutava Cosa nostra a cercare di ottenere i risultati che Riina e gli altri boss chiedevano. Al ricatto si sono piegati alcuni elementi delle istituzioni, contribuendo a far sì che tale ricatto arrivasse nelle stanze più alte dello Stato perché venissero riconosciuti alla mafia benefici indicibili.
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Onore a Nino Di Matteo, solo contro la piovra e attaccato dallo Stato. Un italiano grande e coraggioso a cui lo Stato (Gentiloni-Minniti) ha negato in alcune occasioni anche la scorta. Gli eroi esistono. Ma non hanno certo formato gli ultimi governi. Lo Stato, nella persona dei maggiori partiti italiani e delle massime istituzioni, è venuto meno al suo compito primario: garantire l’ordine, impartire la giustizia, difendere i cittadini dai crimini dei violenti. Non esiste vantaggio privato che giustifichi coloro che si sono piegati a votare e sostenere chi con la mafia è venuto a patti e dalla mafia ha anche ottenuto voti e potere, come Berlusconi, che sconosciuto in Sicilia, al suo primo apparire ricevette 61 seggi su 61. Questi eletti e gli elettori che si svergognarono votandoli dovrebbero essere indicati come nemici pubblici, puniti, isolati, e la gente onesta dovrebbe sputare dove camminano.
Se mai un giorno il M5S dovesse riuscire a fare un Governo, sarebbe Nino Di Matteo il nome giusto per avere finalmente un Ministro degli interni degno di questo nome dopo gli orrori delle nomine di Ministri come Andreotti, Gava, Maroni, Napolitano, Scajola, Alfano e dopo Finanziarie come quelle di Berlusconi, di Monti e di Renzi in cui non una parola e un euro erano diretti alla lotta alla mafia.

Arturo
Per quanto riguarda la trattativa, non c’è bisogno di attendere alcuna sentenza della cassazione perché che c’è stata una trattativa come fatto storico si sapeva da prima di questa sentenza. Infatti il reato non è la trattativa, ma la violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello stato. Sia che venga confermato sia che non venga confermato il reato nei successivi gradi di giudizio, il fatto storico della trattativa resta e non è una bufala. Un fatto grave come questo avrebbe dovuto essere al centro del dibattito politico degli ultimi anni invece l’hanno tenuto ben nascosto. Adesso almeno un po’ ne dovranno parlare. Circa i tempi della giustizia Salvini insieme a Berlusconi che ha fatto lo “show” ha annunciato l’ennesima riforma della giustizia per peggiorare la situazione. Già la Lega e Berlusconi l’hanno “riformata” più volte e Berlusconi ha diversi processi in corso uno sulle stragi del 1993 e un altro per corruzione in atti giudiziari.
Il reato di trattativa non esiste. Il reato è quello dell’art. 338 del codice penale quindi non è stato escluso nessun reato di trattativa che non c’è. Ripeto per chi risponde e domanda non sapendo distinguere tra un fatto storico e il fatto tipico che la trattativa è un fatto storico accertato e comprovato già nella sentenza Tagliavia. La verità vi fa male, lo so.
(Uno dei pochissimi, che ha sempre cercato di parlarne e’ stato Travaglio. Altri? Il vuoto.
Ricordiamo le insistenze vergognose di alcuni affinché a Dell’Utri fossero dati i domiciliari. Ora il Caimano sarà ancora più nervoso. Il suo sistema di potere gli sta franando sotto i piedi. Chi è che dovrebbe andare a pulire i cessi ora?)

“È stata una trattativa fondamentale, un atto fondativo della Seconda Repubblica davvero importante per capire quello che è successo in quegli anni e in quelli successivi per capire “passo passo” il progetto di Licio Gelli, i patti con Berlusconi e il fatto che in questo Paese non ci sia stata nessuna opposizione. Anche Matteo Renzi non è altro che il frutto di questo accordo?” (Sabina Guzzanti)

SCANZI
Dopo aver distrutto in quattro anni un partito, Renzi e i renziani hanno partorito un’altra strategia puntualmente deficiente e sconsiderata: “tanto meglio tanto peggio”. Oppure, se preferite: “lasciamoli schiantare”. Son lì che tifano perché Di Maio vada con Salvini e magari pure con Berlusconi, per poter poi dire che anche i 5S ci hanno la rogna e che probabilmente Nicola Morra in un’altra vita è stato Goring. Non so davvero che diavolo abbia fatto l’Italia per meritarsi questo morbo che fa danni tanto quando vince (quasi mai) quanto quando perde (quasi sempre), ma sarebbe davvero ora che i non-renziani del Pd battessero un cazzo di colpo. Non se ne può più di tutta questa mestizia umana e morale. Neanche all’asilo di Pescaiola eravamo così. Hanno perso tutto e ancora danno la colpa agli elettori e alla congiura di questa fava garrula. Mettersi in un angolo come bambini mocciosi e sperare nel disastro altrui – e incidentalmente del Paese – è tanto infantile quanto politicamente demente. Un Aventino dei poveri, anzi dei poveracci, che non fa che regalare altro consenso a M5S e cdx, che è poi quel che in fondo ha (quasi) sempre fatto il Pd. Sin dalla sua nascita. Riuscendo persino a peggiorare di giorno in giorno, fino a questo parossismo di boria&nulla chiamato renzismo.
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MONSANTO
La società agrochimica Monsanto sta perdendo milioni di dollari in India perché gli agricoltori ora piantano le proprie sementi autoctone invece degli ogm.
Sono oltre 10 anni che la Monsanto spinge (illegalmente con l’appoggio di alcuni politici a suon di “mazzette”) nel mercato indiano e non solo una forma di semi ogm di cotone: il Cotone Bt. Essi sono risultati completamente fallimentari in quanto le piante che ne derivano sono deboli, si ammalano spesso e sono facilmente attaccabili dai parassiti.
Il Cotone Bt contiene un batterio chiamato Bacillus thuringiensis, che produce tossine che dovrebebro essere dannose per gli insetti che attaccano il cotone. Essi invece, nell’ arco del tempo diventano immuni da tali tossine diventando più forti anche contro le mutazioni genetiche.
Ciò ha provocato una scarsità di raccolti e danni economici non indifferenti agli agricoltori e alla nazione (la cui economia si basa molto sulla produzione di cotone).
Per non parlare degli oltre 300.000 agricoltori morti negli ultimi 10 anni, tutte morti attribuite a Monsanto, tra le quali per una buona parte si tratta di suicidi collegati, secondo i rapporti, alla avidità della società.
Finalmente è arrivata la reazione degli agricoltori appoggiati dal governo indiano che ha emanato leggi ad hoc a riguardo.
Quest’ ultimo infatti ha iniziato a promuovere attivamente l’uso di sementi autoctone di cotone, ed ha dichiarato illegale, tramite apposite leggi, sia la commercializzazione sia la semplice pubblicizzazione di semi ogm Monsanto.
Il risultato è che la Monsanto ha già perso i 15% delle vendite in India, percentuale destinata a crescere fino alla perdita definitiva de mercato indiano per la multinazionale di sementi più importante al mondo.
Il passaggio completo dalla coltivazione del cotone Bt Monsanto a quella effettuata con sementi autoctone potrebbe richiedere molti anni, poiché il 96% del raccolto di cotone in India deriva ancora da semi ogm, ma almeno gli indiani hanno iniziato ad opporsi a questo colosso che vorrebbe dominare il mondo….

ARMARCORDI PIU’
ALESSANDRO ROBECCHI
LA MENTE CHE CANCELLA
La mente che cancella è un classico dei film dell’orrore. L’amnesia, l’incubo, il ripetersi immutabile degli stessi eventi. Di solito il protagonista è un uomo normale travolto dalle circostanze. Si alza e oggi è come ieri. Se va bene, come l’altro ieri. Se va molto, molto bene come trent’anni fa, quaranta, cinquanta. Accende la tivù e sente il discorso del nuovo presidente del Consiglio che chiede la fiducia. Pensa: “Bravo questo Tanassi”. O era Rumor?
Certo, si sa, spesso quando la storia si ripete lo fa in forma di farsa. Sarà per questo che quando la Dc si ripete lo fa in forma di Letta (o di Monti o di Renzi o di Martina)
Funziona così: piccole particelle di memoria svaporano. Poi le aree di amnesia si allargano. Ruby? E chi era? Il falso in bilancio? Uh! Mesozoico! Barbatrucchi e prescrizioni giudiziarie? Uff, ancora con quella roba! Poi, lentamente, anche le aree della memoria recente vengono intaccate. Non il passato remoto, non il passato prossimo, ma un anno, un mese… puff, sparito. Angelino Alfano che marcia sul Palazzo di Giustizia di Milano giura come ministro dell’Interno davanti al presidente Napolitano, che di quel gesto inconsulto (la marcia, non il giuramento) aveva detto: “Tensione destabilizzante”. La mente che cancella, appunto.
Poi, siccome non si tratta di casi isolati ma di epidemia di massa, la memoria sparisce a tutti. Si plaude alla ritrovata concordia, al superamento delle contrapposizioni. Si osserva un compiaciuto Brunetta che stringe la mano a Letta, sorridendo, come si guarderebbe il pitbull da combattimento coccolare un gattino. E il discorso, poi. Un capolavoro di carpiato con avvitamento e salto mortale, dove invocando la larga intesa si smontano le costruzioni del governo precedente (Imu, lavoro, esodati), nato da una larga intesa con gli stessi protagonisti. Proprio gli stessi. E così oggi montiani, berlusconiani e Pd votano per superare certe riforme e certe decisioni per cui votarono sei mesi fa montiani, berlusconiani e Pd. L’altra volta perché la situazione era disperata e bisognava salvare il Paese. Questa volta perché la situazione è disperata e bisogna salvare il Paese. La mente che cancella.
Effetto collaterale: il possibilismo. Un’apertura, un beneficio del dubbio che si ripete identico ogni volta e che si può spiegare solo con una sorta di eterna, ricorrente amnesia. Con qualche differenza: là, ai tempi dei tecnici in loden, si parlava solo di come trovare i soldi e non di come spenderli. Qui, nel Tanassi redivivo (ma non più vivace) si pensa a come spenderli e non si dice come trovarli. Ma le analogie sono più numerose delle differenze. Una per tutte: là si parlava quasi solo di economia e di bilanci, ma poi si faceva ricorso in Europa contro la bocciatura della vergognosa legge 40. Qui, in un discorso che sfiora l’universo mondo, dalla conquista delle galassie alla fame nel mondo, nemmeno una riga su diritti civili, coppie omosessuali e argomenti correlati. Dal Parlamento meno cattolico di sempre nasce uno dei governi più cattolici di sempre.
Naturalmente la mente che cancella non riuscirà a cancellare del tutto il principio di realtà. Appena si tratterà di trovare i soldi per tutte le belle cose dette, si porrà il problema di dove trovarli. Non con una patrimoniale (sacrilegio!), non dai superpatrimoni (come disse Monti: “Non sappiamo chi sono”), ma con i soliti noti, noi. Compreso l’uomo normale del film, quello con la mente che cancella. Che dirà: “Io ‘sta cosa l’ho già vista”. Ecco, appunto. Pessima trama.
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gianni lannes
“C’è un filo rosso e oscuro che attraversa la storia di questo Paese, un filo al quale restano appesi come fantasmi i misteri che avvelenano la memoria e impediscono di definirci una democrazia matura, ragionevole, compiuta. Dalla morte di Salvatore Giuliano alla rendition di Abu Omar, passando attraverso la stagione dei golpe, delle stragi, del sequestro Moro, di Ustica, della P2, del braccio di ferro (o della trattativa segreta) con Cosa Nostra, dal dopoguerra a oggi non c’è decennio che non si sia consumato tra veleni e sospetti, e non c’è affare sporco che non abbia prodotto conseguenze nefaste nella vita politica e sociale.“

DI MAIO:
“La trattativa Stato-mafia c’è stata. Con le condanne di oggi muore definitivamente la Seconda Repubblica. Grazie ai magistrati di Palermo che hanno lavorato per la verità. La storica sentenza sulla trattativa Stato-mafia si dimostra, una volta per tutte, che pezzi delle istituzioni sono scesi a patti con Cosa Nostra.
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DI BATTISTA:
“Tra i soggetti contraenti del patto c’è Marcello Dell’Utri (e qualcuno ne chiedeva la scarcerazione) fondatore di Forza Italia e braccio destro di Berlusconi. Ora il Caimano sarà ancora più nervoso. l suo sistema di potere gli sta franando sotto i piedi. Oggi, finalmente e definitivamente, finisce la seconda repubblica. I mie personali complimenti e tutta la mia gratitudine alla procura di Palermo”.
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CARLO SIBILIA:
“Dell’Utri è stato condannato a 12 anni. Dell’Utri è colui il quale trattava con Cosa Nostra durante il governo Berlusconi. C’è bisogno di altro per spiegare che Berlusconi è una persona che deve sparire dalla scena politica nazionale?”.
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ROBERTO FICO:
“Dopo cinque anni il Tribunale di Palermo ha posato la prima pietra su una delle pagine più dolorose della storia di questo Paese, quella di una trattativa fra lo Stato e la mafia sorta dopo la strage di Capaci. La giornata di oggi ha un valore civile e morale straordinario. Perché quando lo Stato riapre le proprie ferite per provare a stabilire la verità, quando giunge a condannare sé stesso, allora riacquista la forza, la dignità e la fiducia dei cittadini. Fare luce sulle pagine buie della nostra storia, ci permette di sentirci Stato, ritrovarci e andare avanti come comunità”.
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Ora il M5S aspetta la reazione di Salvini. E comunque la sentenza di Palermo, assieme alle dichiarazione di oggi di Silvio Berlusconi, mette una pietra tombale ora più che mai su ogni ipotesi di interlocuzione con Forza Italia.
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NINO DI MATTEO:
“Sanciti i rapporti tra Cosa Nostra e il Berlusconi politico”. “Prima si era messa in correlazione Cosa nostra con il Silvio Berlusconi imprenditore, adesso questa sentenza per la prima volta la mette in correlazione col Berlusconi politico”. Lo dice il Pm Nino Di Matteo, dopo la sentenza del processo Stato-mafia. Un passaggio della sentenza che condanna Marcello Dell’Utri a 12 anni, definisce l’ex senatore di FI “colpevole limitatamente alle condotte contestate commesse nei confronti del governo presieduto da Silvio Berlusconi”. “Le minacce subite attraverso dell’Utri – aggiunge – non risulta che il governo Berlusconi le abbia mai denunciate e Dell’Utri aveva veicolato tutto. I rapporti di Cosa nostra con Berlusconi vanno dunque oltre il ’92. Siamo nella consapevolezza di essere nel giusto. Ovviamente dal dispositivo abbiamo la certezza che la trattativa ci fu. La corte ha avuto la consapevolezza e la certezza che mentre in Italia esplodevano le bombe nel 1992 e nel 1993 qualche esponente dello Stato trattava con cosa nostra e trasmetteva la minaccia di cosa nostra ai governi in carica. E questo credo che sia un accertamento di primo grado importantissimo”.
“La sentenza dice che Dell’Utri ha fatto da cinghia di trasmissione tra le richieste di cosa nostra e l’allora governo Berlusconi che si era da poco insediato. La corte ritiene provato questo”.

Forza Italia:
“Pronti a querelare Di Matteo”. “Forza Italia respinge con sdegno ogni tentativo di accostare, contro la logica e l’evidenza, il nome di Berlusconi alla vicenda della trattativa stato-mafia. Il fatto che uno dei Pubblici Ministeri coinvolti nel processo – non a caso assiduo partecipante alle iniziative del Movimento Cinque Stelle – si permetta, nonostante questo, di commentare la sentenza adombrando responsabilità del Presidente Berlusconi è di una gravità senza precedenti e sarà oggetto dei necessari passi in ogni sede”. GROTTESCHI E RIDICOLI!!

ULTIMI DATI SULL’EVASIONE FISCALE
(Dati della CGIA di Mestre che è sempre la migliore). L’evasione italiana supera i 93 miliardi. Quasi il 45% è dovuto alle aziende che non pagano l’IVA. Subito dietro troviamo i lavoratori a nero per un 37,3%, il restante 17,8% riguarda le professioni e le attività non dichiarate ufficialmente allo Stato. Nello specifico quest’ultima fetta è rivolta agli affitti incassati a nero. In cima alla classifica troviamo il Molise con un’evasione pari all’8,4%. Subito dietro, troviamo Marche, Basilicata, Puglia e Calabria. Anche il nord non scherza, anche se in percentuale decisamente inferiore. Ad esempio in Veneto, che è la seconda regione per evasioni, ha un guadagno fantasma di ben 9 miliardi e 300 mila euro. Al primo posto, sempre tra le regioni del nord, troviamo la Lombardia. Considerando l’evasione fiscale rispetto al PIL regionale, possiamo notare come il Veneto stia a 14,3 euro non dichiarati ogni 100. La media nazionale è pari a 16,3. Ancora una volta, al Nord sembra esserci maggior attenzione nella dichiarazione dei redditi annuali, tuttavia l’Italia è ancora molto arretrata sulla concezione di pagare le tasse. La soluzione a tutto ciò ci sarebbe. Basterebbe abbassare le aliquote, in modo da incentivare i cittadini a pagare. Viceversa, se i cittadini non pagano, il governo è costretto ad aumentare le tasse e i cittadini onesti quando pagano, è come se pagassero anche per gli evasori.
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Considerando che negli USA le tasse sono al 15% e da noi al 45, bisognerà prima o poi che il m5S se ne interessi un po’ meglio.

Daniele Ghirarduzzi
Se i cittadini non pagano, il governo non è costretto ad aumentare le tasse ma a diminuirle. Churchill diceva che superare una crisi economica aumentando le tasse è come mettere i piedi in un secchio e cercare di sollevarlo. Il M5S si interessa da sempre di questo aspetto che riguarda la ridistribuzione dei redditi prevedendo di togliere di più a chi può dare di più e di meno a chi può dare di meno. Il contrario di quella follia della flat tax di Berlusconi che è incostituzionale e non si applica in nessun Paese al mondo, neanche nei più liberali. In effetti Berlusconi nei suoi governi ha abbassato le tasse, ma a sé stesso, alzandole però ai poveracci. È talmente nel dna del M5S questo principio di giustizia sociale che, non solo il reddito di cittadinanza va in quella direzione, ma i parlamentari hanno dato l’esempio donando gran parte del loro stipendio (chi ne ha di più) al microcredito (chi ne ha di meno). Il recente aumento dell’IVA fu fortemente sconsigliato dal presidente dell’agenzia delle entrate perché col precedente aumento si registrò una diminuzione delle entrate fiscali in quanto si restrinsero i consumi, si innescò una recessione con conseguente deflazione, e le entrate calarono. Si chiama curva di Laffer, tecnicamente, cioè più tassi e meno incassi. Il governo aumentò L’IVA lo stesso, ovviamente. Il M5S ed i partiti o movimenti definiti populisti sono gli unici a poter cambiare lo stato delle cose
Lo so bene cosa sta facendo Trump e che nessuno dice. Nessuno dice, ad esempio, che ha stipulato un patto con le imprese più grandi che stabilisce una paga oraria minima di 15 $ al di sotto della quale non possono andare. Nessuno informa che l’abbassamento delle tasse non coinvolge solo le imprese ma anche le classi meno abbienti, e con provvedimento perpetuo, non con bonus medioevali alla Renzi che oggi te li do e domani te li tolgo. Così facendo ha riattivato i consumi ed il PIL americano è RADDOPPIATO. Nessuno dice che ha firmato un accordo con la FCA di Marchionne che prevede la riallocazione di una fabbrica canadese negli USA. Nessuno lo dice e ci confondono con le sue frequentazioni con porno star. Ma chissenefrega, fosse per quello cosa dovremmo dire di Berlusconi?

AVERE TATTO (stile, eleganza, gentilezza…)
Ricky Farina
Ci si affanna a trovare un senso a questa vita, eppure è a portata di mano: il tatto. Il tatto, in ogni sua forma: quella fisica e quella spirituale.
E ora immaginiamoci un mondo pervaso da questo senso del tatto. Le guerre non sarebbero più possibili, le bombe non sarebbero più intelligenti perché le vittime non sono mai collaterali, le vittime sono sempre fondamentali, centrali, assolute. Gli stupri non esisterebbero perché prima di entrare dentro una donna l’uomo di tatto chiederebbe sempre: “È permesso?”. Il suicidio non avrebbe ragion d’essere perché sarebbe irrispettoso nei confronti della morte; non si rubano i mestieri, a ognuno la propria vocazione. E così, per effetto domino, il mondo diventerebbe un posto migliore. Anche se sul suicidio ho delle riserve, un uomo di tatto molto malato potrebbe uccidersi per non essere di peso al prossimo.
Anche il tatto ha le sue infinite interpretazioni, ma in linea generale un mondo di tatto è preferibile a un mondo implacabile. Per esempio, la corruzione sparirebbe dalla scena politica; c’è già la vita che ci corrompe giorno dopo giorno con millimetrica precisione, aggiungere corruzione alla corruzione sarebbe considerata una tautologia impropria, un’illecita invasione di campo metaforica. Gli amori non finirebbero mai; dire addio sarebbe considerata una enfatizzazione cardiaca e la persona di tatto rifugge l’enfasi come la peste. I tradimenti perderebbero tutta la loro carica drammatica, non ci sarebbe più il femminicidio; l’uomo di tatto che sorprende la propria donna a letto con un altro reagisce con queste flemmatiche parole: “Amore, appena hai finito questa ulteriore sperimentazione fallica della tua enigmatica femminilità, vieni in cucina che non riesco a trovare il sale”.
Non sarebbe un mondo meraviglioso se tutti avessero tatto?
.
Paola
Amo visceralmente e cerebralmente la parola: “toccante”.
Toccante è ciò che, etereo, arriva fino all’anima e la tocca, commuovendola. Smuovendola. Al contempo, in questo aggettivo così lieve al nostro udire, è racchiuso il participio presente del verbo “toccare”… ecco il mio stupore, qui sta tutto l’essere toccante della parola “toccante”. Ciò che sfiora l’anima in un tocco, la sta toccando e commuovendo, e non ci è dato sapere quando smetterà di farlo, potrebbe farlo per un minuto o per una vita intera… di fatto la sta toccando, sta perdurando nel tocco.
E mi è sempre piaciuta l’espressione: “toccare con mano”.
Perché di fatto specifica che appunto si tocca con la mano, con la quale generalmente tocca. Lo specifica chiaramente. Un toccare con mano è palpabile, concreto. Che sia un tocco delicato od una stretta, di fatto mette un suo dito nella piaga.
Ma si può toccare anche con altro. Ad esempio con gli occhi. Con gli occhi si può toccare qualcuno che vorremmo toccare (con mano) ma di fatto non possiamo toccare. Oppure con gli occhi toccare un padre, una madre, un figlio… Oppure toccare con un piede. Per non parlare della bocca, della pelle… In fondo, se ci si pensa bene, il nostro corpo è concepito per toccare, tutto di esso può toccare, anche un organo interno.
Il tatto spirituale è eleganza.
.
UNA CHE ELEGANTE NON E’
Marina Berlusconi: “Il nome di mio padre sarà sui libri di storia, quello di Di Battista no”.
Forse.
O forse ci sarà scritto: “Un certo Silvio Berlusconi, quello di cui Di Battista disse che era ‘il male assoluto'”.
.
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