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Saturday April 21st 2018

MASADA n° 1918 25-3-2018 HABEMUS FICO

MASADA n° 1918 25-3-2018 HABEMUS FICO
Blog di Viviana Vivarelli

Il M5S riesce a prendersi la Presidenza della Camera, lasciando a Salvini quella del Senato.
Vedere il rosicamento dei renzioti non ha prezzo.
Per tutto il resto c’è mastercard.
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Tiziana
Il dono di sintesi di Beppe Grillo:
“La sinistra è morta per stupidità”.
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John Hard
Gente che ha vissuto per anni al di sopra dei propri voti…..!
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Viviana
Sono emozionata e felice!
Tutte le fosche previsioni sono state sconfitte dai fatti e si disperdono come nebbie al sole. Se solo Salvini si rendesse conto del suo potere e si emancipasse da Berlusconi, potremmo fare, con i suoi e i nostri voti uniti, molte leggi bellissime e riportare la speranza in questo Paese! Ma molte cose sono cambiare in una situazione che sembrava ingovernabile, e molte cambieranno.
EVVIVA!!!
Sono molto contenta che il mio pessimismo sia stato sconfitto dai fatti. Bossi firmò un patto con Berlusconi e subito dopo fece il ribaltone. Purtroppo la Lega è rimasta macchiata da questi cambi di scelte. E noi abbiamo avuto candidati nostri che prima hanno firmato un patto col Movimento, poi hanno detto che lo avevano firmato sulla carta igienica. Di Berlusconi non ho mai avuto motivo di fidarmi. Salvini non si capisce ancora quanto sia affidabile e se abbia voglia o no di emanciparsi da Berlusconi. Per questo la paura è stata grande. Ma questa è andata e possiamo tirare un sospiro di sollievo. Salvini ha promesso ed è stato di parola.
Speriamo ora di riuscire a fare qualche buona legge insieme a lui. I punti in comune non mancano, anche se sono cose, come la Fornero, dove la Lega diverge da Berlusconi.

Murale a Napoli
Bacio tra Di Maio e Salvini

A Napoli appare anche un murale con una Meloni insolitamente pro migranti

I due murali napoletani erano opere d’arte. Hanno fatto male a ordinarne la cancellazione.
Erano due testimonianze storiche.
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“La pecca più grande degli italiani, il loro vizio peggiore, il difetto più imperdonabile non è la furbizia, ma il credersi più furbi degli altri fregandosi con le proprie mani”.
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Giulio Gala
Berlusconi stizzito replicava ai 5 Stelle:
“Non tratto con gli incensurati”.
Beh, ora è lui quello con cui Di Maio non tratta.
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Beppe Grillo: “Ho un’idea e questa idea è condivisa da tanti. Quella di un mondo uguale per tutti, dove al centro ci sia la persona e non il profitto. Siamo di fronte ad una svolta epocale: decidere che mondo avere….”

Viviana
Ammiriamo la Francia dove un Presidente che ruba finisce agli arresti. Prima che succeda questo in Italia passeranno mille anni. Qui i partiti presentano candidati già ‘arrubati”.
La prima scelta era Romani, condannato per peculato, per aver dato alla figlia tredicenne il cellulare di Stato con cui la sciagurato ha fatturato 12.000 euro. Tanto erano soldi nostri. E quando ha pure perso il cellulare, glielo ha confermato.
Ma Romani che lascia che la figlia abusi del telefono di Stato per la modica cifra di 12.000 euro, è uno di quello che se gli levi il vitalizio ha i poveri figli che muoiono di fame?
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In Tutta Forza Italia, Berlusconi non è riuscito a trovare per il Senato un incensurato. Per questo Renzi spasimava di fare un inciucio con lui. Voleva allargare la banda.
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E così, per il Senato, Berlusconi non riusciva a trovare uno che avesse la fedina penale pulita. Le ‘più migliori’ erano le olgettine. E’ chiaro che con questa gente il M5S non ci può stare. Gli rovina la media.
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Viviana
Il decreto penitenziario scarcera i detenuti per ‘riabilitarli’. L’altro modo era candidarli in Parlamento.
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Anche il Pd dice no a Romani. Va bene candidare i ladri di casa nostra, ma pigliare anche quelli degli altri!? Cos’è questa concorrenza?
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Nel 2013 nacque un Governo con l’unico compito di scrivere una legge elettorale che trovasse non solo il massimo consenso parlamentare, ma che garantisse la governabilità del Paese. Sono passati 5 anni e siamo sempre lì. Ora dovremmo far passare altre 5 anni?????
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“Staremo all’opposizione!”, dice fieramente Renzi dopo aver preso la tranvata. Sembra la volpe che diceva fieramente che l’uva non la mangiava perché era acerba e non perché non ci arrivava.
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Andrea
Nonna Luisa vota a 106 anni. Una vera italiana che conosce il valore del voto.Ti adoro e ti stimo nonna Luisa!

valeriomoro
A Napoli hanno già cominciato ad andare senza casco in tre sullo stesso slittino?
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Lucagian
Stupore e disagio in alcune città del sud per l’arrivo della neve.
E ancora non sanno che ci sono meridionali che voteranno Lega.
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Simone Fabbri
A Napoli fa talmente freddo che qualcuno in motorino ha messo il casco.
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Le votazioni per le Presidenze di Camera e Senato sono slegate da quella per il Governo, ma qui il Governo non lo fa nessuno a meno di fare il Renzusconi (Lega 122 + Pd 107 + Fi 105), ma una volta elette le due Presidenze, il Parlamento può legiferare anche senza Governo e se, si riuscisse a far votare Salvini assieme a noi una nuova legge elettorale, potremmo tornare al voto, evitando la sciagura di un Renzusconi, il grande inciucio, e quella di un Governo provvisorio che procede all’infinito.
Ma finché Salvini non si scosta da Berlusconi, questa speranza non si realizzerà mai, inutile gioire di una inesistente ‘rottura nel cdx’ e finché Salvini continuerà a votare persone di Fi, vuol dire che lui continuerà ad essere il servo di Berlusconi e sarà pronto a tradire chiunque altro.
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Di Battista:
«Casellati berlusconiana della prima ora? Che mi interessa? È l’ennesimo schiaffo che viene dato al sistema renzusconi, mi inorgoglisce perché hanno rovinato l’Italia. Se volete sapere come è andata, andate a vedere la faccia di Berlusconi…».
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Viviana
Avete fatto una legge apposta per non farci vincere e in cui avrebbero governato solo Renzi con Berlusconi, e avete la faccia di parlare a noi di inciuci per la divisione delle poltrone?????
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Il M5S ha solo 228 deputati, non può governare perché dovrebbe averne almeno 316 o alla prima legge che propone, cade.
Però potrebbe tentare di votare un nuovo sistema elettorale e l’unico con cui potrebbe farlo è la Lega. 228 voti più 122.
Per questo di Maio ha offerto i suoi 228 voti per eleggere un leghista come Presidente del Senato, così che poi Salvini ricambi il favore e dia i suoi 122 voti per eleggere un 5stelle alla Camera.
Fatto il Parlamento, questo può votare delle leggi anche senza il Governo. Il potere legislativo è suo.
Ma Salvini è inaffidabile perché è servo di Berlusconi e risulterà sempre inaffidabile finché proporrà candidati berlusconiani.
Il resto è fuffa.
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Non esiste una legge e meno che mai un articolo della Costituzione che dica a chi devono andare le Presidenze delle Camere.
C’è solo una prassi.
Prassi vuol dire abitudine, uso, consuetudine. La prassi non è legge e manco meno Costituzione. Ogni partito che vince decide.
Il Pd si prese entrambe le cariche.
Di Maio ha deciso di darne una al secondo partito. Il secondo partito è la Lega, non Forza Italia. E la Costituzione parla di ‘partiti’, non di ‘coalizioni’.
Tutto sarà deciso dai voti dell’aula ma i 5stelle devono stare ben attenti a non essere fregati. Quello che regalano oggi potrebbe non essere reso domani.
M6S primo partito con 225 deputati (che sono diventati 228)
Lega, secondo partito con 122.
Pd terzo con 107.
Forza Italia quarto con 105.
Con questi voti può succedere di tutto, anche che Berlusconi, se non stiamo attenti e ci fidiamo di Salvini, si prenda entrambe le cariche.
E dire che Salvini rispetterà i patti è una pia illusione, prima di tutto perché patti non ce ne sono, poi perché la Lega è famosa per i ribaltoni.
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Vedo che la Costituzione la conoscono in pochi, per cui chiarisco che, su chi deve avere dare le Presidenze delle Camere, la Costituzione non dice niente.
Si segue la prassi, ma questa può cambiare secondo le scelte del partito vincente. Vedo che la Costituzione la conoscono in pochi, per cui chiarisco che, su chi deve avere dare le Presidenze delle Camere, la Costituzione non dice niente.
Si segue la prassi, ma questa può cambiare secondo le scelte del partito vincente.
A partire dalla VII Legislatura, e fino al 1994, si ripeté la convenzione di attribuire la Presidenza al maggior partito di opposizione.
A partire dal primo Governo Berlusconi si è tornati alla prassi di assegnare entrambe le Presidenze delle Camere a esponenti della maggioranza.
Nel 2013, il M5S ebbe 46.000 voti interni più del Pd, ma questi vinse grazie alla coalizione truffa con Sel e al voto estero, aveva solo il 25,6% ma si assicurò tutte due le Camere, il Governo, il Presidente dello Stato ed anche la tv di Stato.
Oggi è stato Di Maio a decidere di prendere la Camera lasciando alla Lega il Senato.
Ma si rischia una truffa in cui il partito arrivato quarto si prende le Presidenze, aprendo a un Governo provvisorio infinito con l’inciucio del Pd.
A partire dalla VII Legislatura, e fino al 1994, si ripeté la convenzione di attribuire la Presidenza al maggior partito di opposizione.
A partire dal primo Governo Berlusconi si è tornati alla prassi di assegnare entrambe le Presidenze delle Camere a esponenti della maggioranza.
Nel 2013, il M5S ebbe 46.000 voti interni più del Pd, ma questi vinse grazie alla coalizione truffa con Sel e al voto estero, aveva solo il 25,6% ma si assicurò tutte due le Camere, il Governo, il Presidente dello Stato ed anche la tv di Stato.
Oggi è stato Di Maio a decidere di prendere la Camera lasciando alla Lega il Senato.
Ma si rischia una truffa in cui il partito arrivato quarto si prende le Presidenze, aprendo a un Governo provvisorio infinito con l’inciucio del Pd.

Tutta la mia ammirazione a Di Maio, che si è comportato in modo abilissimo, da politico esperto e consumato.
Non riesco nemmeno ad accettare le critiche inutili e sciocche di chi non ha nemmeno capito la difficoltà della situazione e non accetta che la coalizione che è arrivata prima metta la Casellati al Senato o chi le pare.
Il delirio di onnipotenza è solo una enorme atto di stupidità quando mancano le basi su cui appoggiarlo.
Con i pochi voti che abbiamo e l’impossibilità di fare un Governo non era possibile pretendere niente. Di Maio ha agito come un politico abilissimo e chi lo critica è come il bambino capriccioso che con una scala corta vorrebbe raggiungere il sole. Noi non abbiamo vinto, cerchi di rendersene conto invece di avanzare pretese impossibili. Con soli 228 voti non si va da nessuna parte e non si detta legge in una Camera dove la maggioranza sta a 316 e il cdx di voti ne ha 262.
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Ci si chiede ora quali altre cose possono fare insieme Salvini e Di Maio.
Sul dimezzamento degli stipendi inutile parlarne ora, sui vitalizi Salvini si è detto disponibile, ma M5S e Lega hanno molto obiettivi in comune, primo fra tutti togliere dalla Costituzione il pareggio di bilancio per far ripartire gli investimenti, poi fare un nuovo sistema elettorale, snellire la burocrazia, diminuire le tasse, curare il territorio, abolire la Fornero, dividere banche di risparmio da banche speculative…

Alessandro Gilioli
Il sonno della sx ha generato i mostri della dx.
Su Casellati stamattina ho scritto questo su fb: “Una delle urlatrici più furiose pro B sui suoi casi giudiziari. Una di quelle che nei talk show diceva che B non si poteva processare perché era il più votato dagli italiani. Una dei parlamentari di B che occuparono la scalinata del Palazzo di giustizia di Milano. Questa è la senatrice su cui questa mattina si sarebbe trovato l’accordo per seconda carica dello Stato. Non so a voi, ma a me se il M5s la vota fa un po’ ridere. Poi facciano come gli pare, naturalmente”. 🙂
Per vari motivi nessuna maggioranza di Governo è possibile. Il Rosatellum è così perverso che non permette nessuna governabilità.
Maggioranza M5S-Lega. Sulle presidenze Salvini alla fine non ha voluto rompere con Berlusconi. Perché? Anche qui, vanno fatti dei calcoli: con 170 Senatori (Lega più M5S) avrebbe potuto fare sì un presidente del Senato al ballottaggio, ma poi è difficile fare un Governo. Sarebbe una maggioranza debole anche questa. Quindi rompere con B per Salvini avrebbe significato non solo andare a trattare con Di Maio in una condizione di forte subalternità numerica (come capo solo della Lega ha 100 deputati in meno e 50 Senatori in meno del M5S) ma anche rinchiudersi nell’unica possibilità di una maggioranza fragile. Risulta evidente da quanto accaduto che non è questa l’intenzione di Salvini (lo fosse stata, avrebbe davvero rotto con B). Questo significa che la maggioranza M5S-Lega è diventata improbabile? Sì, se parliamo di una maggioranza politica e con pretesa di fare politica (soprattutto economica); resta invece uno scenario possibile se l’intenzione è quella di un Governo breve, che duri il tempo di fare una legge elettorale che consenta a entrambi di contendersi la maggioranza assoluta alle prossime elezioni.

Il Pd sta giocando malissimo le sue carte. Si è chiuso in un ipotetico Aventino ed è praticamente sparito. Renzi vincerà malissimo ma sicuramente non sa perdere.
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Il finto Travaglio a Nemo.
Renzi in Senato è un paradosso.
E’ come vedere la Merlin che, dopo la sua legge, va in una casa chiusa.
Vediamo incerto il Nazareno bis, anche se, dato il numero di accusati, sarebbe piuttosto un Nazareno 41 bis..
Padellaro: “Il partito democratico sta alla finestra per non buttarsi dalla finestra”.
In Italia tutti sono buoni a fare la campagna elettorale, nessuno è buono a governare.
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Gianluca Riccio
In una galassia lontana lontana fuori dalla realtà il PD ha appena presentato i suoi nomi “di bandiera” per Camera e Senato: Valeria Fedeli e Roberto Giachetti. Complimenti per la bandiera, avete scelto i candidati PIU’ MIGLIORI !!

Alessandro
E niente…non perdono occasione per dimostrare la loro mediocrità. Non è cambiato nulla per questi cialtroni. Hanno bisogno di arrivare al 2% per affrontare la realtà.
Renzi: “Il nostro candidato è Valeria Fedeli”. Peggio di così non si può. Siamo ai vertici della follia.

SALVINI
Il gioco di Salvini non è facile. Non è abbastanza forte da mettersi da solo staccandosi da Berlusconi, perché il suo potere è la coalizione che lo porta al primo posto per voti totali, da solo col suo 17% non va da nessuna parte. Ma la coalizione è pesante da sopportare per lo strapotere assolutistico di B I due ormai sono compari avversari. Berlusconi lo abbraccia ma vorrebbe ammazzarlo. Lui sogna che l’altro crepi per vie naturali. Certo il gesto rapido con cui ha risolto l’impuntatura di B su Romani ha spiazzato Berlusconi e ha fatto strillare i media che il signore di Arcore era stata defraudato. Non è proprio così ma tanto di cappello per l’abilità tempestiva di Salvini. Poi deve essere successo che uno ha detto : “Bene, io levo Romani, voi levate Fraccaro”, che è stato sacrificato e che era più vicino a Di Maio del contestatario Fico. Ma Di Maio ha agito come un politico con abilissime capacità e se l’è cavata brillantemente come meglio non si poteva. Ora i colloqui con Mattarella saranno difficilissimi, perché nessuno dei due primi posti ha voti sufficienti a governare. Insieme potrebbero ma solo in via numerica perché troppe cose li separano, in primis le fortissime reciproche antipatie dei due elettorati. Se il duello per le Presidenze è stato avvincente e da cardiopalma, gli equilibrismi per un Governo sembrano difficilissimi e sarà emozionante vedere come i due sapranno superare il campo minato.
Una cosa li accomuna: la fascia di età. Di Maio ha 31 anni (chapeau per la sua incredibile bravura!), Salvini ha 45 anni. E hanno entrambi capacità di controllo e abbastanza fantasia da adattarsi al nuovo. Sono aperti al nuovo e si sanno adattare. Di Maio è portatore di un nuovo insolito di gestire la politica. Salvini ha fatto fare alla Lega in modo indolore dei cambiamenti epocali. Nessuno dei due perde la calma. Sanno aspettare e sanno adattarsi. E sembrano volgere rapidamente a un modo nuovo di vedere il mondo. Di fronte a loro, le vecchie anticaglie della politica, Renzi compreso, mostrano tutta la loro inutile polvere. Ci aspettano sorprese!

C’è chi insiste a dire che se Salvini o il Pd favoriscono Berlusconi, poi la pagheranno con gli elettori
Ma che discorso è?
Che questi se ne freghino degli elettori lo prova il modo con cui è stato fatto il Rosatellum.
Che la Lega sia sempre stata schiava di Berlusconi lo provano i fatti e non mi cambia molto che al posto di Romani si prenda la Bernini o un altro se sempre di Forza Italia sarà. E finché sarà così, è ridicolo parlare di rottura del cdx. Ma rottura di che?
E che il Pd inciuci con Berlusconi lo prova la storia politica di questo Paese
Il Pd è ‘già’ morto e sepolto, ora non gli resta che tentare il tutto per tutto, risalire e congelare un Governo all’infinito, e potrebbe essere lo stesso Governo Gentiloni con i soliti ministri di Renzi e il solito programma di Renzi. Ormai col Rosatellum incostituzionale imposto con 8 voti alle fiducia contro il divieto della Costituzione, e che era destinato a produrre l’ingovernabilità pur di realizzare l’inciucio tra Berlusconi e Renzi siamo andati troppo oltre perché al Pd freghi qualcosa degli elettori.
Questi stanno resistendo coi denti e proveranno ogni sorta di imbroglio pur di restare al potere anche contro tutti gli elettori del mondo. Ormai è una lotta per la sopravvivenza senza esclusione di colpi e Salvini è ancora una pedina, non un soggetto autonomo.

Roberto Fiocca
Ora un Governo coalizione di dx e Pd sarebbe il top dei top (?)

Aritmeticamente sarebbe possibile, ma sarebbe una coalizione debole,squassata da lotte interne. E poi, chi comanderebbe? Scrive Gilioli: “Maggioranza M5S-Lega-Forza Italia-Pd (con o senza Leu, è indifferente). Anche questa sarebbe una maggioranza non politica, ma solo istituzionale, insomma per costruire un sistema elettorale di sblocco (ma con più difficoltà poi ad arrivare proprio a questo sblocco). Il Pd attuale, sempre per i motivi di cui sopra, in ogni caso non vuol essere della partita.
In sintesi, una maggioranza numericamente forte avrebbe giocoforza un programma politico pasticciato e non condiviso, mentre un programma un po’ più coeso sarebbe possibile solo con maggioranze numericamente deboli. E questo forse è il principale paradosso di questa legislatura, quello che la fa partire zoppa nonostante l’ampia maggioranza con cui ha eletto i suoi presidenti.”
Sul dimezzamento degli stipendi inutile parlarne ora, sui vitalizi Salvini si
è detto disponibile, ma M5S e Lega hanno molto obiettivi in comune, primo fra tutti togliere dalla Costituzione il pareggio di bilancio per far ripartire gli investimenti, poi fare un nuovo sistema elettorale, snellire la burocrazia, diminuire le tasse, curare il territorio, abolire la Fornero,dividere banche di risparmio da banche speculative…
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Daniela Fanini
Obiettivi simili con diversificazioni sostanziali per quanto riguarda il come….
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L’alternativa è non fare niente?

LA BONINO
L’insistenza di taluni sulla Bonino è perniciosa.
Ma perché poi la Bonino?
Un presidente del Senato dovrebbe stare sopra le parti e la Bonino è estremamente di parte. E’ una invitata costante del Bilderberg, che è il convegno dei magnati dell’Occidente. Ha sempre avuto in odio i lavoratori e i loro diritti, è una iperliberista che contrasterebbe tutte le leggi a favore dello stato sociale e del lavoro. Non è gradita nemmeno ai radicali che si sono dissociati da lei,non presentandosi al voto, mentre Pannella l’aveva buttata fuori dal partito. Non piace nemmeno alla gente tant’è che non ha potuto presentare un partito proprio per mancanza di firme e ha partecipato alle elezioni solo perché è stata raccolta da Tabacci che ha perso pure le elezioni. E La Bonino non è di Forza Italia né del Pd, va dove la pagano di più. La Bonino ha un solo partito: il Bilderberg.’ litigiosa, testarda e con un pessimo carattere imperioso e prepotente. Perché allora la Bonino? Basta vedere il fatto che la campagna elettorale gliel’ha pagata Soros.
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Ho piacere che sia Gasparri che Romani abbiano preso un solo voto a testa, praticamente si sono votati da soli.
E certo che ce ne vuole di faccia da c…o come quella del Pd a candidare la Fedeli!!
In quanto alla Bonino, sono lieta che sia finita a schifìo. Ne ho piacere anche per quel fallimento ambulante di Ferrara che non ha indovinato una sola cosa giusta in tutta la sua vita! La Bonino??? Una che è stata buttata fuori dal partito radicale da Pannella, che è stata rinnegata dagli stessi radicali, che era ospite fissa del Bilderberg e che ha avuto la campagna elettorale lautamente pagata da Soros!!??? Una che odia i lavoratori e vorrebbe cancellare tutti i loro diritti!! Alla faccia del Presidente che deve stare al di sopra delle parti!
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(Alessandro Gilioli è di una estrema sx inesistente. Non so lui se sarebbe stato capace di fare meglio di così).

Annamaria Scaglia Emanuele Biasin
Così scarsa è la comprensione del percorso adottato da risultare spocchioso e ignorante. La verità è che speravano che il colpo di Silvio con Romani chiudesse le porte all’M5S e regalasse a loro la Camera. A sx sono sempre i soliti.. fanno ogni schifezza e poi accusano gli altri scandalizzandosi.
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Giuseppe Barone
Il sonno della sx? Non dormivano mai, hanno fatto incetta di cariche ed hanno piazzato i loro uomini pure nei cessi dell’ultimo palazzo, che in 70 anni di repubblica non si era mai visto.
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Alessandro Robecchi
La dura censura di Napolitano a Renzi come potremo spiegarla? Il palo che denuncia il resto della banda quando il colpo è andato male?
– Sono stati loro, commissario!
– E lei come lo sa?
– Facevo il palo
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Il risultato finale è stato letto dal decrepito e immarcescibile Napolitano. Chissà se il Boom lo avrà sentito!

Commentatore libero
La Boldrini accusa: “Di Maio e Salvini spartiscono poltrone. Metodo da Prima Repubblica”.
Ricordiamo che la Boldrini nel 2013 è diventata presidente della Camera perché il PD ha deciso di prendersi tutto. Metodo da ventennio fascista.
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Ora il Parlamento è insediato e può cominciare a legiferare anche senza Governo.
Cominciamo dalla legge elettorale e mandiamo in cantina i tre sistemi elettorali incostituzionali, così che, comunque vadano le cose, si possa tornare a votare con una legge democratica che garantisca la rappresentanza e la governabilità.
Il resto verrà.

Al Senato, ultima lettura dei voti
Brunetta: 3 voti
Napolitano: 2 voti.
Gasparri: 1 voto
Romani: 1 voto.
Calderoli: 1 voto.
Praticamente si sono votati da soli, ‘sti cialtroni!
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Maria Elisabetta Alberti Casellati
Questa pasdaran sfegatata di Berlusconi sarà un osso duro.
E’ la prima donna che diventa Presidente del Senato italiano.
72 anni, avvocato, laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara e in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense, è stata ricercatrice universitaria per il settore scientifico-disciplinare IUS/11 “Diritto canonico ed ecclesiastico” presso l’Università di Padova.
E’ sempre stata in Forza Italia, è membro del Consiglio Superiore della Magistratura per Forza Italia.
Finalmente incensurata, il che in in Forza Italia era alquanto difficile.
E’ sempre stata una indefessa fedelissima di Berlusconi di cui ha difeso tutte le leggi ad personam e persino la nipote di Mubarak, ha atteggiamenti conservatori come l’avversione alle coppie gay e alle unioni civili. E’ dura e intransigente, assolutamente di parte e non super partes. Per molti elementi caratteriali è anche peggio di Romani. Appena diventata sottosegretario al Ministero della Salute, sotto Sirchia, piazzò a capo della segreteria del dicastero la figlia Ludovica. Diventata parlamentare di Forza Italia nel 1994, “sistemata” Ludovica, si dette uno stipendio da 60mila euro annui.

Mike
Fico: “Non accetterò scorciatoie o forzature nell’iter legislativo!”
Boldrini ha avuto un mancamento (ghigliottina… canguro…)
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Terribbile
Roberto Fico rinuncerà all’indennità (doppio stipendio) prevista per la carica di Presidente della Camera.
Se la cosa vi stupisce andate a ripassare storia e programma del M5S.

Potevamo chiedere candidati incensurati, ma certo non pretendere che il CDX facesse pure il nome di una antiberlusconiana !!! Eddai!
marco travaglio
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Irene
Secondo Sallusti, il taglio dei vitalizi pregressi cui ha accennato Fico sarebbe incostituzionale. Più del Porcellum? Più dell’Italicum? Più della fiducia sulla legge elettorale? Più della rielezione di Napolitano? Più dei condannati in Parlamento? MaVergognatevi
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Al voto hanno disubbidito a Berlusconi ben 60 dei suoi!
Chiaro segno che sta perdendo il potere sul partito.

SONDAGGIO
Ascesa di M5S e Lega. Il M5S punta al 40%. Si sgretolano i piccoli partiti.Il tripolarismo sta tendendo albipolarismo.
Secondo i sondaggi di Index Research del 22 marzo, prosegue in modo inarrestabile l’avvicinamento degli elettori verso le due forze uscite vincitrici dalle elezioni politiche del 4 marzo. Il M5S di Di Maio cresce di quasi 4 punti, passando dal già lusinghiero 32,7 raccolto nelle urne a un potenziale 36,4% degli ultimi sondaggi.
Ancora meglio va la Lega di Salvini che, dopo il sorpasso di Berlusconi con lo straordinario 17,4% del 4 marzo, punta ancora più in alto, salendo di più di 6 punti, attestandosi addirittura al 23,5%.
Perde Forza Italia, costretta ad assistere impotente al travaso di voti verso il Carroccio, GFi scende dal 14% a uno striminzito 10,9%.
Fratelli d’Italia, scesi dal 4,3% al 3,3%, rischiano addirittura di sparire.
Dimezzati anche i voti dei centristi di Noi con l’Italia, dall’1,3% allo 0,6%.
Scompare la sx
Il Pd scende dal 18,7% al 17,4%.
Tutte le altre forze politiche che formavano la coalizione di csxa (Insieme, Civica Popolare, + Europa, Svp), erano il 5,1 e ora sono il 4%
Drammatica la situazione di LeU (Grasso, Bersani e D’Alema) cala alla quota irrisoria del 2,1%.
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Daniele Losito
Il gran rifiuto di Di Maio d’incontrare Berlusconi per trattare sulle Presidenze, in quanto “non lo riconosce come leader del cdx” è il secondo clamoroso schiaffo, dopo il rifiuto di un dibattito TV con Renzi in quanto non lo riconosceva più come leader del csx. Di Renzi sappiamo com’è andata a finire. Ora 🍿 🍿 🍿pop-corn per la fine del nano.
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STILI
Fico va al Quirinale a piedi e senza scorta. Casellati con l’auto blu.
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Paolo Cristallo
Tutti i Senatori di Forza Italia sono nominati da Berlusconi, il padrone del partito, quindi sono tutti suoi pasdaran. (Tutti hanno votato compatti per la nipote di Mubarak e tutti hanno difeso tutte le sue leggi ad personam. Inutile insistere su qualcosa di diverso). Il M5S ha ottenuto almeno che fosse un incensurato.
Scusate se è poco!
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Elp
La Casellati fa schifo, ma vai a trovarlo uno/una che non faccia schifo tra quelli là…
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Paride Aureli
In pratica ForzaItalia
ha passato la notte in bianco per cercare tra i suoi eletti
un incensurato.
NaFaticaccia
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STEFANO RAGUSA
Voglio essere schietto. Esultare per Fico e schifarsi per la Casellati è ipocrita dal momento in cui sai che Fico è stato eletto con i voti della Lega…
Rimproverarci la spartizione delle poltrone con la destra è una sciocchezza sesquipedale dal momento in cui le cariche in parlamento sono ruoli di rappresentanza, la Costituzione afferma che devono essere “proporzionali ai gruppi” e M5S tentò di fare esattamente la stessa cosa nel 2013, fallendo, causa dell’incostituzionale premio di maggioranza che regalava alla prima coalizione mezzo parlamento. È la stessa rivendicazione del M5S nel 2014 nel parlamento europeo, fallendo a causa dell’ostracismo degli altri partiti italiani, sempre loro. E che poi ha ripetuto nel 2017 riuscendo nell’elezione di Castaldi alla vicepresidenza.
Le Camere sono due, quindi due Presidenze, non tre o 5 o 10. Due. Prima e seconda “coalizione” o prima coalizione e primo “partito”, come la si voglia girare, ci spetta e ce la prendiamo. Chiamatela come volete, spartizione, divisione, scambio, frega cazzi. Stavolta non staremo a guardare gli altri perché il 32% dei Cittadini non possono essere esclusi dalla rappresentanza in parlamento. E faremo così per tutte le presidenze di commissione, gli uffici di presidenza, i questori. Non solo possiamo, ma VOGLIAMO. Altro discorso è il Governo dove si fanno accordi di programma e non di ministeri. Mi dicono avete votato una pasdaran di Berlusconi. Ma buon cielo, cosa t’aspetti nel partito del meno male che Silvio c’è che vota in massa Ruby nipote di Mubarak. Dove il più pulito ha la rogna e faticano due giorni a trovare un candidato per il senato non condannato. Qualcuno pensava che facendo i verginelli del non vedo non sento non faccio, sarebbe uscito dal cilindro forse un uomo migliore come ad esempio Renato Schifani, avvocato del boss Giovanni Bontate, responsabile del delitto Chinnici. Nel 2008 Berlusconi ha messo a capo del Senato l’avvocato di un mafioso collegato al narcotraffico che dominava New York negli anni 80… che ammazzava i giudici… Sembrate quell’attore di un film di Mel Brooks quando si chiedeva cosa potrebbe succedere di peggio. “potrebbe piovere…” E piovve. Ebbene stavolta non pioverà.
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Sempre grande Franco Bechis!

Marione
Qualcuno può spiegare ai piddini impazziti che le Camere devono riflettere ciò che hanno votato gli italiani? E che il PD nel 2013, con un misero 25%, fu così AVIDO da prendersi Camera e Senato? Dite loro anche di rosicare più piano, ci stiamo godendo la democrazia.
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Caro criticone
le mani te le sporchi quando fai imbrogli, quando prendi parte a inciuci segreti a danno del Paese e degli italiani, come hanno fatto altri in passato, e francamente questo non mi sembra il caso. Non c’è alleanza, non c’è patto del Nazareno e il Governo deve ancora nascere. C’e’ stata la regolare spartizione delle Camere da parte delle due forze vincitrici (Lega e M5S). Preferivi forse una politica passiva, il nulla di fatto? O che la coalizione di CDX facesse accordi col PD-LEU e ci tagliasse fuori, facendoci perdere altri anni? Noi adesso siamo dentro e da qui inizia il nostro percorso, fatto di politica vera e attiva. Siamo protagonisti come non mai.
Zampano
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INTANTO GRILLO…..
Editoriale di Marco Travaglio, 25 marzo 2018.
Venerdì sera, mentre Di Maio e Salvini tumulavano la salma del Caimano che ha 5 anni più della somma delle loro età, ero al teatro Flaiano di Roma, a 50 metri esatti da Palazzo Grazioli, il luogo delle esequie. C’era Insomnia, lo spettacolo di Beppe Grillo, che sta per compierne 70, ma ha un’energia e una curiosità che fanno sentire vecchi anche i bambini. Lo show dovrebbe durare un’ora e mezza: va avanti per due e mezza. Poi prosegue per altre tre a tavola, alla cena con un po’ di amici nelle segrete del teatro, dove un tempo facevano notte Flaiano, Fellini e altri geni. Grillo sa dei tanti giornalisti in sala (quelli del “lui ha detto che quello avrebbe detto”) pronti a carpire una frase, un sospiro, un’increspatura della barba sulle trattative per i presidenti delle Camere. E li delude: “Ho un repertorio della Madonna su queste cose, ma non voglio imbarazzare il Movimento: però, appena fanno questi cazzo di presidenti, mi scateno!”. Due sole battute non riesce proprio a trattenerle. Una su Renzi: “L’ebete mi sono bastati 30 secondi in streaming per inquadrarlo, ma come avete fatto a prenderlo sul serio per quattro anni?”. E una su B: “Ora lo psiconano vuole incontrarci, vorrà capire se nel Movimento c’è fica. Ma le nostre sono donne diverse dalle sue, forse non la danno neanche ai mariti. E hanno appena cominciato a depilarsi”.
Pochi secondi in due ore e mezza di spettacolo torrenziale, quasi tutto dedicato alle nuove tecnologie e ai cambiamenti del pianeta. Al futuro federalismo basato sulle grandi città. Alle migrazioni che “vanno gestite e non ostacolate coi muri”. Ai big data, ai bitcoin, alle nuove catene umane web a prova di hacker (blockchain). All’intelligenza artificiale. Al reddito di cittadinanza come antipasto del reddito universale, “per trasformare i milioni di esclusi invisibili in individui protagonisti”. Ad altre cose che più “di sx” non si può e che nessun leader di sx dice mai (almeno in Italia). All’ultima risata di Dario Fo intubato e incosciente nel letto di ospedale: “Mulinava braccia e mani per dipingere in aria i suoi sogni e io gli sussurrai all’orecchio: ‘Ma i quadri che mi hai regalato, ora che te ne vai, valgono di più?’”. Al nuovo blog sganciato da quello dei 5Stelle. Al prossimo viaggio in Norvegia sulle tracce degli orsi bianchi che “si estinguono perrché non trovano più pesci, digiunano e diventano gialli, così pure le foche li sgamano da lontano e non si fanno mangiare manco loro”. Riecco, in un teatrino di 150 posti, l’artista-utopista che la politica aveva rubato al pubblico: “Una volta riempivo i palasport, ora riparto dai cabaret”.

Anche se sapesse che i suoi si stanno accordando su Maria Elisabetta Casellati Alberti Serbelloni Mazzanti Viendalmare, cioè l’avvocato Ghedini con parrucca e gonna, quella che da sottosegretaria fece assumere la figlia al ministero, che strillava al golpe ogni volta che processavano il Caimano, che riusciva a restare seria su Ruby nipote di Mubarak, Grillo non farebbe un plissè. Un po’ perrché condivide la svolta governista: “Da bambino, per stare sicura, mia mamma mi affidava al nostro vicino di casa, Donato Bilancia: lo capite perrché non mi fa paura niente e nessuno?”. Un po’ perrché si è felicemente liberato dell’uniforme, anzi della camicia di forza di “capo politico” (“ho abdicato, poi non più, poi di nuovo…”) che l’ha costretto per anni a mordersi la lingua appena gli usciva una battuta (“io che per una battuta sarei disposto a morire, appena ne facevo una ricevevo le proteste del tal meetup, del tal candidato”). Meglio il “garante” a debita distanza: “Di Maio l’ho conosciuto dieci anni fa in un bar di Pomigliano, ero con Alex Zanotelli in tour per le discariche col megafono, Luigi era lì con altri quattro ragazzi uguali a lui: cinque Di Maio col sopracciglio unico, i capelli neri, la pelle scura, sembravano tutti immigrati. Ora sono bravissimi a fare le cose che devono fare, ma che io non potrei mai fare. In questa fase, per il Movimento, io sono un pericolo pubblico”.
Incapace di parlare coi politici per tentare alleanze (“Stiamo andando al Governo… ma io scherzavo!”), preferisce dialogare sul palco con gli amici neurologo e ingegnere. E raccontare dei top manager Toyota e dei diplomatici cinesi che vogliono incontrarlo e, prevenuti per quel che si scrive di lui, “si stupiscono perché non monto subito sul tavolo e non li mando affanculo, anzi parlo persino in italiano e ho letto qualche libro”. Fermo restando che “la parolaccia è sempre meno volgare dell’orecchio che la ascolta”, perché “è più volgare un buongiorno detto da uno stronzo che un vaffanculo detto da un amico. E comunque il Movimento è nato da un urlo, non da una parolaccia”. Invece il Grillo “politico” nacque un po’ grazie a Craxi: “Poteva distruggermi con una controbattuta, e invece chiese alla Rai di cacciarmi per una gag sul suo viaggio in Cina”. E un po’ grazie al Pd: “Gli ho offerto il nostro programma gratis, mi sono iscritto alla sezione di Arzachena, mi sono candidato alle primarie: se mi avessero fatto parlare al congresso, mica avrei fondato un movimento. Ora la sx scompare perché è snob, non ha più un linguaggio, è noiosa”. Alle tre, quando si alza da tavola, corre ormai voce dell’accordo su Fico e Casellati. Ma Grillo sta raccontando con l’occhio ispirato gli esperimenti francesi per trasmettere Internet non più sulle onde radio, ma su quelle luminose, e i corsi in Cina per disintossicare la gente dalla Iphone-dipendenza. Pare brutto disturbarlo con le miserie di palazzo. Lui, con la testa, è già sul pack. A maggio, mentre qui si parlerà ancora del Governo che non c’è, inseguirà gli orsi polari. E anche così, a modo suo, farà il “garante”: un promemoria ambulante per ricordare ai suoi 333 eletti perché sono lì.

Viviana
Il Rosatellum ha prodotto l’ingovernabilità. Tornare al voto col Rosatellum non migliorerebbe le cose. Siamo in una situazione di stallo.
Così come ora, nessun governo è possibile. Noi abbiamo solo 228 voti. Per fare una maggioranza alla Camera ci vogliono 316 voti. Nessuno ha i voti sufficienti a meno che il cdx si unisca col Pd (cdx 262 voti + Pd 105 = 367).
Possiamo scegliere se affidare tutto a Mattarella che potrebbe farci aspettare altri 5 anni mentre il Paese muore o viene portato avanti subdolamente il progetto di Renzi coi ministri di Renzi, o potremmo accordarci con qualcuno per unire i nostri voti ai suoi e fare velocemente un sistema elettorale migliore per andare a nuove elezioni.
Non occorre che uniamo i programmi o che siamo simili o che ci piacciamo, basta fare questo.
E l’unico con cui potremmo fare questo è Salvini. 228 voti nostri +i 122 suoi ci darebbero la maggioranza necessaria a far passare qualunque legge.
Ogni altro discorso è inutile.
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E ORA INTRODUCIAMO NEL ROSATELLUM IL BALLOTTAGGIO!
Viviana Vivarelli
Una volta eletti i Presidenti delle Camere, il Parlamento può cominciare a lavorare. E la prima legge da fare, anche in assenza di Governo, è un nuova legge elettorale o fare forti correttivi al Rosatellum, che è incostituzionale e non permette né rappresentanza né governabilità.

Zagrebelsky: “Il Rosatellum è incostituzionale. Mattarella doveva mettere i paletti, perché non l’ha fatto? Voto per il candidato nel collegio uninominale e devo trascinarmi dietro una lista di nomi nelle liste proporzionali per i quali non vorrei votare? Una sorta di pacco-sorpresa. Questo viola le scelte elettorali. E’ un chiaro caso di abuso del diritto (si è calcolato che i nominati sono l’80% grazie alle liste bloccate e alle pluricandidature). La legge elettorale modella l’elettore, gli dà o gli toglie potere. Dovrebbe essere la sua legge. Invece da anni è trattata come la legge dei partiti. Serve a regolare i conti tra loro e ad accaparrarsi posti. Il risultato delle elezioni interessa meno perché i giochi si vogliono fare prima, con la legge elettorale. Il Rosatellum bis è riuscito nella straordinaria impresa di portare al minimo tanto la rappresentanza quanto la governabilità.
Scanzi: “Il Rosatellum Bis, che fa già schifo a partire dal nome, non garantisce governabilità: garantisce il renzusconismo. E’ un obbrobrio antidemocratico che riciccia, e riverbera, le immani brutture di Porcellum e Italicum. E’ una carognata concertata da Renzi e Berlusconi per conservare il potere insieme”. Peccato che i risultati elettorali abbiano punito entrambi.

Zagrebelsky: “Fanno una legge elettorale incostituzionale che resta attuata fino al giudizio tardivo della Consulta, in virtù del principio di continuità. Poi ne fanno un’altra sempre incostituzionale. E poi un’altra…il gioco può essere ripetuto all’infinito. Il Rosatellum è incostituzionale ed è anche peggiore dei due sistemi precedenti. Mattarella doveva mettere i paletti, perché non l’ha fatto? L’elettore vota per il candidato nel collegio uninominale e deve trascinarsi dietro una lista di nomi nelle liste proporzionali per i quali non vorrebbe votare? Una sorta di pacco-sorpresa. Questo viola le scelte elettorali. E’ un chiaro caso di abuso del diritto (si è calcolato che i nominati sono l’80%). La legge elettorale modella l’elettore, gli dà o gli toglie potere. Dovrebbe essere la sua legge. Invece da anni è trattata come la legge dei partiti. Serve a regolare i conti tra loro e ad accaparrarsi posti. Il risultato delle elezioni interessa meno perché i giochi si vogliono fare prima, con la legge elettorale.

Lo ripeto: l’unico partito con cui il M5S potrebbe migliorare il Rosatellum è la Lega ma, se Salvini non si svincola da Berlusconi, col M5S non voterà mai. E essersi accordati sulle Presidenze è ancora poco.

Si continua a dire erroneamente che il ballottaggio è incostituzionale ma non è vero
Basterebbe aggiungere il ballottaggio al Rosatellum e in un quarto d’ora saremmo pronti per nuove elezioni, risparmiando al Paese la tortura di mesi e mesi di discussioni senza fondamento tra i partiti e la sventura di un Governo provvisorio fatto da Ministri sconfitti di Renzi che portano avanti il programma sconfitto di Renzi e fanno cose tutt’altro che di ordinaria amministrazione come la riforma penitenziaria, che è stata addirittura ripresentata in mancanza di Governo.
Il ballottaggio, però, Pd e Fi non lo accetteranno mai perché farebbe vincere il M5S.Gli sciocchi ripetono a pappagallo che è incostituzionale. FALSO! Lo era solo quello dell’Italicum che non prevedeva una soglia minima e aveva leggi elettorali diverse per Camera e Senato. Teoricamente nulla vieterebbe di aggiungerlo al Rosatellum e andare a nuove elezioni e avremmo a un tempo governabilità e rappresentanza. Lo dicono fior di costituzionalisti.
Non abbiamo perso abbastanza tempo con governi non eletti e con sistemi elettorali incostituzionali?
Ci sarebbe poi modo di migliorare il Rosatellum ma intanto risparmieremmo al Paese una tortura e uno stillicidio che si prospettano infiniti, mentre ci sono cose importantissime da sistemare nella massima urgenza prima che da ultimo Paese europeo non scendiamo ai livello del terzo mondo.
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Corte Costituzionale e Consiglio d’Europa ci permettono di correggere le leggi elettorali anche a meno di un anno dalle elezioni, a patto che non si sconvolga l’impianto di fondo. L’ultima legge votata era stata l’Italicum che prevedeva un sistema maggioritario e il ballottaggio sul quale la Consulta non ha eccepito; la bocciatura ha riguardato invece la mancata fissazione di una soglia di partecipazione degli elettori al ballottaggio, sotto la quale non scatta il premio di maggioranza, bastava applicare quel sistema ed estenderlo all’altra Camera per evitare l’imbroglio degli imbrogli.

E’ falso che il ballottaggio in sé sia incostituzionale o che lo sia in sé il premio di maggioranza. Diventano incostituzionali in mancanza di altre cose. Per introdurli, la Corte Costituzionale chiede, oltre alla soglia di sbarramento, anche “una soglia minima al primo turno per assegnare il premio” e anche “una soglia minima di voti al ballottaggio”, per non far prendere la maggioranza assoluta a un partito che ha pochi voti.
Vanno poi eliminate del tutto le multicandidature.
Oppure si possono fare correzioni al proporzionale più efficaci (metodo di calcolo dei seggi) senza nemmeno il premio di maggioranza che è la correzione peggiore, in quanto produce un Parlamento sproporzionato rispetto al voto.
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Il ballottaggio tra le prime due liste, come quello dell’Italicum, è stato dichiarato incostituzionale, anche se non in via assoluta, visto che la Consulta ha detto che “quel” ballottaggio (in “quelle” condizioni) era incostituzionale, ma che il ballottaggio in sé non lo è. Ma è stato rifiutato da Pd e Fi perché avrebbe favorito il M5S. Infatti al ballottaggio avrebbe raccolto ancora più voti prendendoli da dx e da sx.
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Gentiloni: “Non buttiamo a mare tutto quello che abbiamo fatto”.
No, mandiamolo direttamente in discarica.
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Certamente il Rosatellum va cambiato perché è odioso e disfunzionale. I nominati sono contrari alla democrazia. Gli impresentabili sono contrari alla giustizia. E che vi siano degli impresentabili ripescati nega sia la giustizia che la democrazia. Infine, non è accettabile che le coalizioni siano decise dopo il voto, anche se lo fa tutta l’Europa nella crisi generale della democrazia parlamentare. Si devono almeno dare delle indicazioni ai cittadini perché essi hanno diritto di sapere in quale coalizione andrà a finire il loro voto e ci possono essere delle coalizioni talmente indigeste da cambiare la scelta di chi votare.
Le alchimie dei partiti hanno prodotto un sistema farraginoso: ci sono voluti 16 giorni per stabilire chi fossero gli eletti e la complicanza delle coalizioni instabili unita alle vendette personali e alle mitomanie degli sconfitti rende tutto fumoso e insolubile.
Un sistema elettorale non può essere architettato da un partito col solo scopo di far fuori l’avversario, deve trovare la condivisione di tutti e avere una valutazione di costituzionalità della Consulta immediata e non dopo 5 o 6 anni, dal momento che il Presidente della Repubblica è venuto meno alla sua funzione di garante della Costituzione e firma qualsiasi cosa, rendendo inutile la sua carica. L’eccessiva furbizia dei partiti ha prodotto un sistema talmente perverso che ha punito i suoi autori e non ha prodotto né la rappresentanza né la governabilità, lasciando il Paese nel caos. D’altra parte non possiamo permettere che il partito che è stato sconfitto col 18% alle elezioni porti avanti il proprio Governo fallimentare con gli stessi Ministri e lo stesso programma, visto anche che col decreto penitenziario ha già infranto il dovere dell’ordinaria amministrazione. Dunque il Rosatellum ha mancato qualsiasi obiettivo, irritando enormemente l’elettorato che è stufo di una casta fine a se stessa che fa leggi furbissime solo per gabbare la democrazia. Quando i litiganti sono tre e non vengono a capo di nulla, ci vorrebbe un arbitro fuori campo che decidesse il meglio per i cittadini ma questo non è possibile e Mattarella non è all’altezza di un escamotage risolutivo. Ma non possiamo accettare che un Paese coi problemi che ha l’Italia si stia a baloccare per mesi tra veti incrociati su quello che è il terzo sistema elettorale incostituzionale e fallimentare degli ultimi 13 anni. Se si deve tornare al voto, lo si faccia almeno con qualche correzione rapida e tempestiva al Rosatellum che peggio di così non poteva essere e che, proprio perché è stato votato a larga maggioranza (ma con gli incostituzionali 8 voti di fiducia) è di per sé un atto di condanna durissimo dei partiti.

CORREZIONI
Che questi siano fatte a maggioranza, seguendo rigidamente il dettato costituzionale che vieta il voto alla fiducia. E siano fatte a tappe forzate, chiudendo i parlamentari in Parlamento finché non hanno votato tutto, come si fa coi Conclavi.
Intanto via le multi candidature (che sono vietate in tutti i Paesi), create solo per salvare i candidati già bocciati sul territorio. Ogni territorio risponda a un solo candidato e viceversa e ci sia un legame tra candidato e territorio senza dover assistere a salvataggi vergognosi come quello della Boschi, bensì si faccia come in Inghilterra in cui l’eletto resta in relazione col suo elettorato che presenta a lui le proprie richieste come giusto rappresentante delle stesse.
Ed eliminiamo la vergogna dei ripescati che sono stati rifiutati dagli elettori ma tornano in Parlamento con un escamotage vergognoso che nega qualsiasi democrazia.
Poi fedine penali pulite per tutti, come chiedono da sempre i 5stelle, ed evitiamo la vergogna mondiale di candidati indagati per gravi reati o addirittura condannati ma candidati lo stesso come è avvenuto per Verdini. Non vogliamo eletti criminali!
Si ammetta il voto disgiunto come in Germania, cioè uno al partito e uno anche diverso al candidato, così da eliminare il voto clientelare e quello ai nominati dal capopartito, visto anche che il voto disgiunto è ammesso per le Comunali e le Regionali. Il Pd non lo ha voluto perché molti avrebbero votato Pd ma, rifiutando le persone nominate da Renzi, avrebbero scelto dei candidati più a sx del Pd.
Si elimini la pagliacciata dei voti all’estero, almeno dopo i 5 anni di lontananza dall’Italia, voti non controllabili e suscettibili di brogli, costosissimi e dati da persone che non hanno nemmeno più conoscenza dei fatti italiani.
E infine, ma sicuramente, se non è possibile riammettere il premio di maggioranza, si vada al ballottaggio, come per i sindaci, rendendo ai cittadini il diritto di decidere in ultima istanza da chi vogliono essere governati.
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Arturo
Il ballottaggio proposto dal prof. Sartori che è quello proposto anche dal prof. Ignazi e dal prof. Pasquino nonché il sistema elettorale in origine del PD non prevede triangoli perché al ballottaggio vanno solo i primi due candidati. Sarebbero stati i cittadini a scegliere i parlamentari uno per uno e al tempo stesso a stabilire le eventuali alleanze senza nemmeno un nominato. Sgarbi non sarebbe entrato in Parlamento.
Con nessun sistema elettorale la maggioranza assoluta ad un solo partito è scontata perché devono decidere i cittadini. L’art. 48 cost. non si può violare per dare per forza la maggioranza assoluta ad un solo partito (a volte anche in GB con due soli grandi partiti e il maggioritario ad un turno sono state necessarie alleanze con un partito minore). Non è questo lo scopo del sistema elettorale del Parlamento. Commentate come se questa deve essere
Non si può riempire il Parlamento di nominati e violare l’art. 48 della costituzione.
Il Governo sicuro di uno solo è solo il presidenzialismo. Meglio quello degli USA del semipresidenzialismo della Francia. Negli USA poi eleggono Camera e Senato. In USA la maggioranza nel Parlamento può essere di un partito diverso da quello del Presidente e il parlamentare del partito del Presidente può votargli contro e bloccargli la legge (McCain) perché è “eletto” non nominato. Si chiama separazione dei poteri o democrazia.
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Franco Ranocchi
Cinque anni fa il Pd, grazie anche alla coalizione truffa con il Sel e voto estero, arrivò al 25,6%,un paio di voti in più del M5Stelle e si assicurò tutte due le Camere, il Governo,il Presidente dello Stato ed anche la tv di Stato. Ora noi abbiamo vinto le elezioni col 32,5%,con 7 punti in più del Pd di 5 anni fa, li abbiamo lasciati secondi a più di 14 punti di percentuale…..,.

Basterebbe aggiungere il ballottaggio al Rosatellum e in un quarto d’ora saremmo pronti per nuove elezioni, risparmiando al Paese la tortura di mesi e mesi di discussioni senza fondamento tra i partiti e la sventura di un Governo provvisorio fatto da Ministri sconfitti di Renzi che portano avanti il programma sconfitto di Renzi e fanno cose tutt’altro che di ordinaria amministrazione come la riforma penitenziaria, sdegnando tutti i democratici autentici.
Il ballottaggio, però, non lo accetteranno mai perché farebbe vincere il M5S. Gli sciocchi ripetono a pappagallo che è incostituzionale. FALSO! Lo era solo quello dell’Italicum che non prevedeva una soglia minima e prevedeva leggi elettorali diverse per Camera e Senato. Teoricamente nulla vieterebbe di aggiungerlo al Rosatellum e andare a nuove elezioni e avremmo a un tempo governabilità e rappresentanza.
Non abbiamo perso abbastanza tempo con governi non eletti e con sistemi elettorali incostituzionali?
Ci sarebbe poi tempo e modo di migliorare il Rosatellum ma intanto risparmieremmo al Paese una tortura e uno stillicidio che si prospettano infiniti, mentre ci sono cose importantissime da sistemare nella massima urgenza prima che da ultimo Paese europeo non scendiamo ai livello del terzo mondo.
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A Dimartedì Giannini ha detto alcune cose inconfutabili: “Renzi e Berlusconi avevano solo un piano: fare col Rosatellum un sistema che avrebbe premiato solo le coalizioni, permettendo l’inciucio del Pd con Fi, un inciucio che era stato previsto fin dall’inizio e anzi il Rosatellum è stato fatto proprio per quello, perché sarebbe stato l’unico modo per far fuori il M5S. Ma non avevano previsto di cadere tanto in basso (105 seggi più 107= 212 assolutamente insufficienti rispetto ai 316 necessari). Un piano B non c’era. Tutto è stato giocato sul piano A. E ora che il piano A è fallito, non sanno più cosa fare. Il Pd dichiara di stare all’opposizione, di cosa non si sa, visto che un Governo non c’è”.
“Sono 13 anni che fanno sistemi elettorali non per il bene del Paese ma solo perché un partito vuole farne fare fuori un altro. E poi resta fregato”.
“Ora rischiamo di rimanere incartati per mesi e mesi nella ricerca di un sistema elettorale, quando, se si volesse fare veramente un sistema elettorale migliore che permetta la governabilità, non occorre nemmeno un Governo, basterebbe fare una piccola correzione a livello parlamentare che richiederebbe un quarto d’ora e permettere il ballottaggio, come per i sindaci, e avremmo la rappresentanza e la governabilità”.
“Non è vero che il ballottaggio sarebbe incostituzionale. La Corte Costituzionale lo negò all’Italicum solo perché dava ai partiti più votati la possibilità di accedere al secondo turno a prescindere dalle preferenze ricevute e lo prevedeva solo per la Camera e non per il Senato”.
Già, e se poi si aggiunge il ballottaggio e rivince il M5S?
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ALESSANDRO GILIOLI
Se il Palazzo sembra un locale di scambisti
«Certo, c’è il problema del programma, ma potremmo sempre confrontarci», ha detto ieri un Berlusconi di buon umore riferendosi alla possibilità di un accordo con il Movimento 5 Stelle. Prima delle elezioni per Berlusconi i pentastellati erano il male assoluto, peggio dei comunisti, antidemocratici, una setta che prende ordini da un plurticondannato, gente senza arte né parte e buona a niente, utili idioti, un pericolo per l’Italia, e Grillo è “un pazzo, lo votano i disperati”.
Adesso siamo a «davvero bravo quel Di Maio» e «se c’è qualche problema di programma, ci confronteremo».
Il tutto è grottesco e, sia detto con pacatezza, anche abbastanza incivile.
Non solo il rapido cambiamento di posizione del Cav., dico, ma soprattutto l’idea che l’anima di un partito o di un movimento – il programma, cioè quello che vuole fare per governare il Paese – sia un dettaglio secondario, se non addirittura trascurabile, comunque superabile.
E guardate che non è un bug solo di Berlusconi, a cui in effetti delle cose da fare per il Paese non è mai importato niente, in politica è entrato e rimasto per altre ragioni.
La stessa marcissima visione delle cose è oggi nelle parole dette o scritte da quasi tutti gli esponenti dei partiti e da quasi tutti gli analisti delle vicende di Palazzo.
Ascoltando i quali sembra non esistere assolutamente più nulla, in questi giorni, della politica intesa come cose da fare.
La politica piuttosto sembra essere diventata una specie di gioco di società, di danza attorno alle sedie, di occhieggio in un locale per scambisti: il M5S potrebbe stare con il Pd ma anche con la Lega, la Lega sta con Forza Italia ma potrebbe stare con il M5S, il Pd starebbe con Forza Italia ma non con la Lega, Leu starebbe con il M5S ma anche con il Pd e così via all’infinito nella più assoluta indifferenza – in quest’orgia di accoppiamenti random – verso ciò che un partito è e quello che questo partito vuole fare.
Ora, ripeto: tutto questo è grottesco.
Perché – per carità – la politica è confronto, mediazione, arte del possibile. E ancora: dopo un esito elettorale che non ha dato maggioranze assolute è inevitabile cedere su una parte del proprio programma e accettare un parte di quello altrui. Va benissimo, ci sta, siamo tutti adulti e pragmatici. Ma santo Dio, poi a un certo punto bisognerà pur parlare delle cose da fare e cercare questa quadra sulle cose da fare, non a casaccio.
Invece si balla, si gioca e ci si scambia, si “apre” a quello e “si chiude” a quell’altro, se vinci schiaffo se vinco bacio, tipo in terza media o giù di lì. Come se – ad esempio – la flat tax liberista e il reddito minimo welfarista fossero intrecciabili anziché inconciliabili, come se non parlassimo di politica insomma.
«Certo, c’è il problema del programma, ma potremmo sempre confrontarci», poi vuol dire «chissenefrega di questi programmi, mica ci avrete creduto, ingenuotti?».

Immagino che nessuno lo avrà capito per cui lo ripeto:
“Nel Rosatellum il premio di maggioranza non c’è”, anche se si può parlare di un premio di maggioranza nascosto.
Infatti, se una lista o una coalizione prende il 38-40% dei voti nei collegi plurinominali, avrà la maggioranza assoluta perché si vedrà assegnare la vittoria nel 70% dei collegi uninominali collegati.
Ciò dipende da 3 cose:
1) l’assenza del voto disgiunto (che è vietato e porta all’annullamento della scheda) per cui per non sbagliare fate una sola croce per scheda;
2) l’estensione automatica del voto dell’elettore dai collegi plurinominali a quelli uninominali e viceversa;
3) la possibilità di formare coalizioni.
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Annamaria
Il Rosatellum è stato concepito e votato, a indecente maggioranza di regime Pd-Forza Italia-Lega, con un unico, esclusivo,ossessivo scopo, riconosciuto senza problemi da tutti: far perdere le elezioni alla forza politica che ha più consenso e farle vincere a quelle che ne hanno di meno.
Tutto il resto, effetti collaterali vergognosi e liberticidi, ne discende a cascata, ma è del tutto irrilevante per un sistema ossessionato dal potere che lotta solo per perpetuarsi, a qualunque costo.
Il popolo-bue, detto anche popolo-sovrano, è servito.
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Berluscameno-LE GRANDI LOBBY
«Non votare significa delegare a quei pochi, sempre meno, che decidono per gli altri. I quali, a loro volta, delegano il loro potere alle imprese. Stiamo trasformando la società in qualcosa in cui le imprese multinazionali ormai hanno capitali enormi, superiori ai Pil degli Stati: in alcuni casi possono comprarsi tutto il Paese, incluso il Presidente, e lo fanno».
Paolo Margari, lancia l’allarme: «Tra gli italiani all’estero, l’astensionismo è alle stelle: pari al 70%. Uno su due non sa neppure che l’attuale premier si chiama Gentiloni».
Letteralmente, 7 italiani su 10, iscritti all’Aire, non esercitano il proprio diritto di voto.
«Molti non sanno per chi votare e dicono: non voto nessuno, siete tutti uguali».Protesta: “Magari non è vero, non siamo tutti uguali».
La democrazia progressiva, deve essere fondata sulla partecipazione, rimettere la politica al centro della scena, e l’essere umano al centro della politica. Ciò è fondamentale, in un mondo in cui i partiti procedono solo per slogan, cambiando il proprio simbolo ogni 5 anni mentre un tempo avevano sezioni, idee e ideologie. Oggi hanno solo leader di formato televisivo. Si limitano a dire: aboliamo questo, tassiamo quest’altro. I cittadini non li capiscono, e si allontanano dalla politica. Non sappiamo più chi siamo e dove andiamo, politicamente parlando. Per questo è decisivo aprire spazi per discutere e far partecipare i cittadini: devono contribuire direttamente al proprio futuro. Con il voto, certo, e anche con le forme di democrazia diretta: referendum, leggi di iniziativa popolare.
L’economia, fatta di grandi gruppi di interesse privati, oggi pesa più dei governi stessi, che invece dovrebbero operare nell’interesse della collettività per cercare sì di creare ambienti competitivi in cui i privati possono sviluppare il proprio ingegno e fare dei profitti, cercando però anche di non lasciare indietro le classi disagiate, quelle che non hanno le stesse opportunità di chi è più fortunato.
La politica ha rinunciato a riprendere in mano gli strumenti principali per incidere sulla società. Nel momento in cui si delegano le politiche monetarie e le politiche economiche a poteri terzi, privati, e poi si accettano le regole che vengono imposte sulla politica, la politica ha le mani legate, non può più prendere in mano le sorti né di se stessa, né della collettività che deve rappresentare.
Il politico attuale da rappresentante del popolo sovrano è passato a rappresentante di chi lo finanzia. Molta politica è ormai «terreno di caccia», neo-colonialismo da parte delle multinazionali. Col loro finanziamento impongono la loro direzione politica. Il politico che rastrella fondi per la campagna elettorale poi deve servire chi l’ha finanziato.
Il popolo assiste al triste teatrino elettorale televisivo, dove per qualche settimana volano accuse incrociate, all’ombra del sostegno ricevuto da questo o quel gruppo in un mercato di scambio di favori.
Capitolo spinoso, l’Unione Europea: Nel momento in cui un Paese delega sovranità a enti sovranazionali come l’Ue, senza legittimazione diretta da parte del popolo, questo allontana il cittadino dalle istituzioni che regolano lo spazio politico comune, perché poi l’istituzione impone ai Paesi di seguire le direttive, e i cittadini devono subire qualcosa per cui non hanno mai votato.
I cittadini non hanno neppure idea di come funzioni, l’Unione Europea.E allontanare i cittadini dall’Ue è un meccanismo davvero anti-europeista. Per questo occorre effettuare la revisione dei trattati UE. L’Europa sta andando a sbattere contro un muro, nella disaffezione generale.
Non possiamo fare a meno della democrazia, dobbiamo guarirla.
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Formigli a Verdini: “Ma chi le ha chiesto di scrivere il Rosatellum?” “Ma, nessuno, l’ho scritto io così”. A cazzo, non sapeva cosa fare, si era stancato delle pippe, faceva caldo, in TV non c’era nulla, youporn down, e allora tac: ha scritto ‘sta legge del menga. Piazzapulita
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