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Saturday April 21st 2018

MASADA n° 1915 30-3-2018. UN PAESE SENZA GOVERNO

MASADA n° 1915 30-3-2018. UN PAESE SENZA GOVERNO

MASADA n° 1915 29-3-2018 UN PAESE SENZA GOVERNO
Blog di Viviana Vivarelli

E poi in tasca nasce la speranza. La tocchi con le dita, così, ogni tanto frughi per avere la certezza che sia ancora lì. La cerchi come cerchi un pezzo di legno quando non ce la fai più a nuotare. Sorridi quando senti quel peso nel punto profondo della fodera. E pensi che nemmeno la realtà riuscirà a farla sparire. Forse la speranza assomiglia a una magia, a un abracadabra. Abracadabra e uno. Tieni gli occhi chiusi! Abracadabra e due. Abracadabra e tre… Che smetta di fare male.
Mimmi
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Teresa Lia
“Non erano consapevoli di non essere consapevoli.”
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Elezioni, Romano vs Marescotti: “Lei vuole che noi del Pd ci bruciamo vivi”. “Veramente vi siete eliminati da soli” .
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Maurizio Martina: “Stando all’opposizione lavoreremo per i più deboli”.
Banche e multinazionali??
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Blogger
É bellissimo vedere pdioti lamentarsi per la Casellati in Senato e dimenticarsi che con Berlusconi ci hanno fatto un governo e una legge elettorale.
Nel mezzo avevano scritto la Costituzione con Verdini.
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Ma per caso Fassino oltre a “se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”, ha detto qualcosa anche sulla presidenza della Camera?
giulysua

CATTIVERIE | Di F. Q.
Renzi: “Andrò a sciare”. Ora capite il perché della Boschi a Bolzano?
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Giovanardi: “Non mi ricandido”. Finalmente un regalo originale, al posto del solito dopobarba
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La giunta Raggi è talmente onesta che a Roma non piove più
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Cade l’accusa più grave al padre di Renzi. Ah, quindi non è il padre?
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Berlusconi: “Tajani ha sciolto riserva e ha dato la disponibilità a guidare il prossimo Governo di cdx”.
I Tajani di terra di cielo e di mare!
LVIX1

QUELLO SCHIFO DEL PD. 
Viviana Vivarelli
Io sono vecchia. Presto non vedrete più i miei scritti per il semplice motivo che la vita finisce per tutti, ma mi piacerebbe tanto prima di andarmene, vedere lo schifo gigantesco del Pd atterrato completamente e i 5 stelle che cambiano il mio sciagurato Paese. Troppi orrori sono stati perpetrati in Italia dai malvagi, e in essi il Pd è stato il becchino più feroce, quello che ha svenduto il nostro territorio, il nostro mare, i nostri beni comuni, la nostra democrazia, il nostro stato sociale, la sopravvivenza delle generazioni, i nostri diritti del lavoro, la vera giustizia, le stesse radici liberali e sociali da cui è nata l’Italia, perfino la nostra amata Costituzione ai poteri neri della massoneria, della finanza, delle multinazionali, del liberismo più sfrenato, del crimine organizzato, della corruzione politica più impunita… Non c’è partito in Italia che abbia commesso tanti crimini contro i cittadini italiani e contro la vita del nostro Paese come il Pd.
Nei sondaggi di Index Rechearch, sale la Lega e sale il M5S che supera il 36% e che alle prossime elezioni potrebbe superare il 40%.
Rischia di scomparire la cosiddetta sx, fatta da rinnegati e traditori che hanno incaprettato il nostro Paese per turpi interessi personali. Il Pd scedde dal 18,7% al 17,4% e scenderà ancora e ancora fino alla sua estinzione.
Tutte le forze politiche che formavano la coalizione di csx (Insieme, Civica Popolare, + Europa, Svp), erano il 5,1 e ora sono il 4% e finiranno per sparire come è sparito Monti e come sono spariti nel tempo altri partiti fantoccio. Drammatica la situazione di LeU (Grasso, Bersani e D’Alema) che scende alla quota irrisoria del 2,1%, gente che non è né carne né pesce, che ha tentato di salvarsi abbandonando il carro del perdente ma che finora lo sosteneva aumentando i suoi errori. Tutti quelli che hanno tradito le loro radici storiche, sociali e ideali saranno condannate dal voti dei popoli alla morte certa, primo fra tutti il Pd, che si è reso reo dei peggiori delitti contro lo Stato e contro i suoi cittadini. Gli elettori finalmente capiranno chi opera per il loro bene e per una migliore democrazia e chi invece li vende al capitale come bestie al macello, annientando i loro diritti e il loro futuro!
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Ditemi voi che garanzie di credibilità offre questo soggetto

Berlusconi svela di non essersi pentito del Patto del Nazareno. Anzi, gli piacerebbe trovare altri pirla che a costo zero gli approvino tutto il programma.
antonio_carano

LA FLAT TAX o tassa forfettaria o a quota fissa.
Uno dei punti che divide Salvini da Di Maio è la flat tax o tassa forfettaria. L’Italia è uno dei Paesi con le tasse più alte del mondo. Nel 2016, il cuneo fiscale che gravava su un lavoratore medio italiano è stato del 47,8% contro una media del 36% dei paesi Ocse. Secondo Quifinanza, da noi la pressione fiscale raggiunge livelli record col 43,3%. In pratica, in Italia, sul totale dei redditi da lavoro la metà va via in tasse. Questo è pesante, iniquo e intollerabile, e porta alla rovina il nostro Paese, impoverendo i lavoratori, abbassando la domanda, costringendo le imprese a fallire o a vendere o delocalizzare. A fronte di questi pesi insostenibili, abbiamo la classe politica più numerosa e meglio pagata d’Europa con un livello di corruzione politica impunita che trova pari solo in Paesi del Terzo Mondo ed è la più alta d’Europa, un livello di evasione fiscale anch’essa impunita, un sistema giudiziario costruito per allungare all’infinito i tempi della giustizia e ridicola la certezza della pena, e un groviglio di pratiche burocratiche assurdo e kafkiano che rendono impossibile il lavoro.
Più alto di noi è il peso fiscale in Francia, dove è al 45,5%, e in Danimarca, 46,6%, dove però, almeno, mancano gli altri pesi. Vanno decisamente meglio altri paesi Ue come Germania, Spagna, Inghilterra e Svizzera. E teniamo conto di altri fattori depressivi, come l’assenza in Italia di un reddito minimo di cittadinanza (presente ovunque, e anche, se pur minimo, dal 2017m in Grecia), l’enorme peso burocratico e legislativo inesistente altrove e la continua corrosione che il Pd ha fatto del nostro stato sociale, cioè degli aiuti che lo Stato dà in servizi pubblici alle classi media e bassa.
Tutto questo si traduce in difficoltà del vivere per i cittadini e le imprese, in prodotti più cari, un mercato in affanno, recessione o deflazione, minori esportazioni, minor lavoro, peggiore competitività, maggiori difficoltà a stare sul mercato, svendita dei nostri marchi migliori, delocalizzazione, ricerca di espedienti per restare a galla, meno investitori stranieri, caccia alla raccomandazione politica, mazzette, corruzione, mercato dei voti….tutto un sistema negativo e corruttivo che coinvolge l’economia e la politica tutta.
La ricetta del Pd è stata perversamente capitalista: abolire i diritti del lavoro, introdurre i licenziamenti senza giusta causa, deprimere i salari, generalizzare i vaucher, cancellare il lavoro a tempo indeterminato, aumentare la disoccupazione giovanile, diminuire se non togliere le pensioni, svendere imprese pubbliche e pezzi di territorio (suolo, sottosuolo e mare), imporre il fiscal compact e la Fornero, tagliare gradatamente lo stato sociale e firmare Patti europei da suicidio come il Dublino 2 che ci costringe a tenerci tutti i migranti che sbarcano qui e l’orrendo Tryton con cui Renzi per avere l’okei sui suoi traballanti conti ha firmato che l’Italia sarebbe stato l’UNICO Paese del Mediterraneo che accoglieva migranti. Così alla disoccupazione e ai salari da fame si sono aggiunti nuovi concorrenti affamati al ribasso.
Il risultato è che, grazie a questi impostori politici, l’Italia è ultima in Europa battendo anche la Grecia.
La soluzione di Berlusconi è ancora tipicamente capitalista: mettere una tassa bassa e fissa che sicuramente avvantaggerebbe le imprese, ma i cittadini? Arrivando meno soldi nelle casse dello Stato, questo dovrebbe necessariamente tagliare o abolire la sanità pubblica, le scuole pubbliche, la cura del territorio, la difesa del territorio, le pensioni di reversibilità, gli aiuti ai più poveri….il che in pratica è il programma di Renzi, e anche quello di Berlusconi. Ma Salvini vuole davvero questo?
Una flat tax (tassa forfettaria) al 23% per tutti sia un’esca ghiotta che farà abboccare molti. Fu ideata da Friedman ma è rara nelle economie avanzate. In genere, uno Stato moderno e giusto impone tasse più che proporzionali che salgono col salire dei redditi, cioè impone tasse progressive.
Gli unici finora che hanno provato la flat tax sono alcuni Stati dell’est, Estonia, Lettonia e Lituania con flat tax pari al 24%, 25% e 33%. Il 1º gennaio 2001 è stata introdotta al 13% sul reddito in Russia. In ’Ucraina al 15%. La Slovacchia 19% fino al 2013 con passaggio ad un sistema progressivo.
Poi altri.
In Italia sarebbe incostituzionale, perché gli articoli 2 e 53 chiedono che uno paghi di più se ha di più.
Se diminuiamo troppo quanto entra nelle casse dello Stato, sparisce lo stato sociale, come avviene nei Paesi dell’est che hanno la flat tax dove i malati vanno in ospedale portandosi dietro le coperte e le medicine. Il concorso alle spese pubbliche deve essere commisurato alla capacità contributiva per cui le tasse devono essere progressive rispetto al reddito, non fisse.
Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Per mantenere uno stato sociale la flat tax dovrebbe essere superiore al 40%. E dunque?
Per cui Berlusconi fa solo della vuota propaganda elettorale.
Potremmo dunque accordarci con Salvini lavorando sugli altri fattori che rendono difficile il lavoro in Italia: concorrenza dei migranti che porta tutto il lavoro a diventare sotto pagato, pratiche burocratiche, rapidità dei processi amministrativi, facilità sulle licenze, lotta all’evasione fiscale, lotta alla corruzione politica.. i fattori sono molti e i risultati permetterebbero lo stesso di diminuire il peso fiscale.

La Lega ha tutto interesse a tornare alle urne perché Salvini si è allargato a tutta l’Italia e è stato tanto furbo da sotterrare le antiche premesse, secessione, federalismo, Padania, antimeridionalismo, razzismo…accogliendo invece le proteste dei delusi. Per cui, tutti i sondaggi dicono che Salvini crescerà ancora e Berlusconi andrà sempre peggio fino a scomparire, cosa che avverrà presto o per la sua morte o per la sua inabilità progressiva, già visibile adesso.
Salvini è semplice e pratico e sta cambiando rapidamente, si è aperto ad essere un partito nazionale, il che cambierà molte delle sue prospettive. Fratelli d’Italia sta per scomparire. Berlusconi ha subito una forte diminuzione. Salvini mira a essere leader del centrodestra e nuove elezioni lo confermerebbero come tale. Tutti i sondaggi lo danno in forte crescita e nuove elezioni lo svincolerebbero totalmente da Berlusconi.
Il M5S nei sondaggi ha superato il 36% tra poco sarà al 40. Lento ma sicuro.
In quanto alle pretese differenze tra M5S e Lega, io vedo che ce ne sono, soprattutto là dove comanda Berlusconi, ma noto anche che siamo meno incompatibili di quello che sembra, non fermiamoci alle sceneggiate di facciata o alle antipatie di pancia o al passato o al comportamento estremo di alcuni sindaci leghisti, io noto che delle leggi passate, solo in pochissimi casi Pd e M5S hanno votato allo stesso modo, ma con la Lega i casi salgono al 50%, dunque in Parlamento di cose in comune ne abbiamo tante: fare un nuovo sistema elettorale, ripristinare l’art 18, eliminare la Fornero, snellire la burocrazia, difendere i prodotti italiani, trattare in modo più serio il problema dei migranti, aiutare le piccole e medie imprese, eliminare il fiscal compact, trattare diversamente l’Ue, tutelare il territorio… e Salvini sta cambiando rapidamente e può cambiare ancora ove veda il suo interesse. Insomma ci sono molte meno incompatibilità di quante ce ne siano col Pd.
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Un grosso risultato gli elettori italiani lo hanno conseguito:
hanno eliminato la polverizzazione partitica a cui il Rosatellum li aveva condannati e hanno punito proprio i piccoli partiti e i partiti dei riciclati. Hanno ricevuto un sistema tripolare e lo hanno fatto diventare bipolare, condannando a morte Berlusconi e Renzi. Hanno rivoltato a boomerang l’arma del Rosatellum contro i suoi perversi autori, in un autogoal spaventoso, dove chi aveva architettato non un sistema buono per tutti ma un’arma contro un solo partito, ci ha rimesso le penne, a dimostrazione che il reato non paga.
Hanno provato ai media perversi e menzogneri, tutti contro uno, in una campagna elettorale infame, seminata di zizzania, bugie e diffamazioni, che il popolo non è un gregge di stupidi che può essere condotto al macello col plagio ossessivo ma è un insieme di teste pensanti che al disgusto verso la cricca politica ha unito il disgusto verso una casta di media servili e corrotti, un popolo che l’informazione se la va a cercare da un’altra parte.
Ha provato che, se non ci fossero stati i ripescaggi infami del proporzionale, tanta gente ormai intollerabile se ne sarebbe andata: Sgarbi, Minniti, Franceschini, Fratoianni, la Carfagna, Crosetto, la Prestigiacomo, la Serracchiani, Fassina, Pittella, la Fedeli, Orlando, lo stesso Martina, Orfini…e ha finalmente cacciato D’Alema. Ma ci sarà tempo e modo per cacciare anche gli altri. E riproporceli in televisione non farà che aumentare la nostra convinzione che se ne devono andare. Alla fine è stata proprio l’ossessione televisiva dei vari Floris, Merlin, Fazio, Formigli, Gruber che ce li ha fatti odiare tutti quanti.

Ci sono arrivati a cercare come era Fico all’asilo?
Era quello con la barba. Ma era fico lo stesso.

SALVINI
Capisco tutta la diffidenza che tanti nutrono per la Lega.
Ma non credo che Salvini sia un parassita, è furbo e capace di stupirci. Salvini è semplice e diretto e questo la gente lo capisce. Sta maturando, ha fatto grandi cambiamenti in pochissimo tempo, non parla più di secessione e di Padania ma di Italia, ha abbandonato l’antimeridionalismo ed è stato così convincente che un milione di meridionali lo ha votato. Sta abbandonando il razzismo tant’è che ha fatto il primo senatore nero della Lega. Nella faccenda delle Presidenze delle Camere è stato di parola, lo ha riconosciuto anche Grillo, e ha sciolto in un attimo una impuntatura di Berlusconi (guardate che il fatto è molto importante perché Salvini ha accettato la regola a 5 stelle che il Presidente del Senato fosse incensurato, regola che tornerà buona il prossimo anno quando Berlusconi rientrerà in Parlamento, ci avete pensato? Ora per qualunque carica importante varràla stessa richiesta).
Io apprezzo la gente che cambia in meglio perché cambierà il mondo in meglio. E i passi avanti di Salvini, che la Lega ci piaccia o no, dobbiamo riconoscerli.

ELEZIONI ELEZIONI
Viviana Vivarelli
Il prossimo anno scade la sospensione della Severino per Berlusconi e Berlusconi torna a essere candidabile e non vedrà l’ora di tornare alle urne come leader ufficiale di Forza Italia. Questo è un altro motivo per cui spingerà Salvini per fare un nuovo sistema elettorale per poi andare al voto, ecco perché io credo e spero che il M5S partecipi con Salvini a fare qualcosa che sia meglio del Rosatellum e ormai è provato che dei tre sistemi incostituzionali il Rosatellum è stato il peggiore in assoluto, perché non consente né la rappresentanza né la governabilità. E i voti ci sarebbero per fare qualcosa di meglio. La destra spera di avanzare. Salvini, volgendosi al Sud, ha raddoppiato i voti e la cosa cambierà anche i suoi programmi, in più una ulteriore affermazione lo consoliderebbe come capo indiscusso del cdx. Berlusconi si illude, rimettendosi in lizza, di riprendere quanto ha perso. Il M5S è sicuro di crescere ancora. Solo il Pd è fisso come un idiota al Rosatellum, che, non solo non avrebbe mai dato un governo al Paese, ma ha pure distrutto lo stesso Pd che lo ha confezionato. Ma quando uno è idiota farà sempre cose da idiota. Ormai il suicidio è il suo unico destino (checché ne dica Travaglio che qui ha preso una cantonata).

Giampaolo Spinato
Choc al Senato, Dopo aver annunciato di non voler parlare per due anni, Matteo Renzi non ce l’ha fatta. E i microfoni nascosti di Rhyno Leaks registrano il drammatico sfogo dell’adolescente tardivo: “È più forte di me. Non ce la faccio a non sparare cazzate”.

UN DIVERSIVO CI VUOLE
Sono contenta che danno un po’ di colpe a Putin. Almeno hanno smesso di incolpare di tutto la Raggi.
Viviana
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Paolo De Gregorio
Ogni ragionamento sul prossimo governo deve tener conto di uno scenario futuro in cui i due partiti che hanno vinto le elezioni, M5S e Lega, tenderanno ad assorbire l’elettorato di partiti in decadenza, rispettivamente Pd e Forza Italia, e quindi alleanze, tipo Lega-Forza Italia, e M5S-Pd, risulterebbero fatali alla novità di un rinnovamento politico e un fallimento per la realizzazione del programma promesso agli elettori.
Movimento 5 stelle e Lega, vincenti e in espansione, con l’orizzonte strategico di arrivare ad un bipartitismo, pescando nei bacini elettorali di PD e Forza Italia, hanno attualmente gli stessi interessi e potrebbero trovare un accordo su pochi punti, tipo abolizione della legge Fornero, reddito di cittadinanza, e soprattutto su una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità. E andare così a nuove elezioni (magari in coincidenza con le europee dell’anno prossimo) da avversari, ma leali e di parola, senza inciuci con la vecchia politica.
Molte delle persone con cui parlo sono entusiaste di uno scenario del genere, con due soli partiti, senza più litigiose coalizioni che, come avvenuto tra Berlusconi e Salvini, si scontrano già 5 minuti dopo le elezioni per eleggere i presidenti delle Camere.
La vecchia politica e Mattarella cercheranno in ogni modo di impedire questo drastico rinnovamento politico, ma Di Maio e Salvini ci possono salvare alleandosi (i numeri ci sono 33% M5S + 17% Lega).
Le ideologie per fortuna sono morte e sepolte, destra e sinistra non esistono più (anzi la sinistra ha abolito l’art, 18 che tutelava gli operai e la destra è in mano al padrone delle Tv), e se due partiti si trovano d’accordo su alcuni punti di programma, non vedo perché non debbano allearsi per realizzarli.

Mi immagino un ‘ITALIAN HORROR MUSEUM’, con il gabinetto di Sgarbi, il giubbetto dI RenziFonzie, la pelliccia di giaguaro di Bersani, la felpa “I not Italien’ di Salvini, la parrucca della Fedeli e la dentiera più pece per capelli di Berlusconi.
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Travaglio aveva proprio toppato quando disse che il M5S aveva problemi di classe dirigente. La squadra dei potenziali Ministri a 5 stelle è uno splendido esempio di competenza unita a idealismo, passione e celebrità.
I problemi di classe dirigente, oltre che di tutto il resto, mi sembra che ce l’abbiano e parecchio tutti gli altri partiti.

Alle ultime politiche il Pd vinse per un pelo utilizzando i voti degli Italiani all’estero.
I potenziali elettori all’estero oggi sono 4,3 milioni in 177 Paesi, 700.000 in più rispetto al 2013. Al voto anche 6.000 militari impegnati nelle missioni all’estero oltre ai dipendenti dello Stato in servizio fuori dai confini italiani.
Il maggior numero di elettori è a Londra: 233mila, Buenos aires: 230 mila, e San Paolo del Brasile: 160mila.
Nel 2013 ai voti interni del Pd, 8 milioni e 600 mila ottenuti in Italia, si sommarono i 288.092 degli italiani dati al Pd all’estero = 8.932.615.
I 5stelle avevano preso 8.689.458 voti.
Il Pd vinse per soli 233.257 voti, ma il premio di maggioranza era enorme, portò il Pd ad avere il 55% cioè 340 seggi sui 630 della Camera, dandogli un potere smisurato. Ora col Rosatellum il premio di maggioranza non c’è più e questo renderà molto difficile governare il Parlamento.

Mi dissocio totalmente da Travaglio nel suo dissennato tentativo di farci alleare col Pd. Forse non riesce a realizzare l’odio che ha sollevato nel Paese nei suoi confronti. Travaglio è sempre stato di destra, anche se di una destra liberale alla Montanelli che oggi non esiste più, non viene dalla sx come Colombo, Gomez e Padellaro. Forse Travaglio vede benissimo che la situazione è difficilissima e vuole coi suoi errori aiutare Di Maio che è così in bilico da rischiare di perdere il successo di 12 milioni di voti, a causa di una legge perversa che è stata fatta proprio ed esclusivamente dal Pd per distruggere il M5S. E che ora si debba mostrare delle aperture proprio a chi, per distruggere noi, ha distrutto la democrazia, sarebbe un atto di totale masochismo. Travaglio vede che il M5S non ha abbastanza voti per fare un Governo e gli orrori del Rosatellum lo spingono necessariamente a cercare intese (se non alleanze perlomeno intese su leggi specifiche), ma la sua antipatia per la Lega è così grande da spingerlo a dare questo consiglio totalmente efferato e suicida di una alleanza col Pd come se il Pd non fosse stato da sempre il nostro peggior nemico e molto di più della Lega, come se con la Lega non avessimo votato il 50% di leggi simili e col Pd meno di 3, come se il Pd non avesse sempre inciuciato con Berlusconi, come se la bicamerale di D’Alema o il Patto del Nazareno o il tentativo di stupro costituzionale non fossero mai esistiti, come se il Pd non avesse accettato a occhi chiusi e in modo criminale prima il distruttivo e iperliberista Monti, figlio di Goldman Sachs, e poi un Renzi cresciuto coi soldi di Berlusconi e il programma di Berlusconi con un aiuto sempre più esplicito nei suoi confronti, culminato con l’assorbimento del delinquente Verdini e la realizzazione in toto del programma di Berlusconi, che poi è il programma della P2 di Licio Gelli, per lo smantellamento dello Stato e la distruzione della democrazia, e come se la famiglia Boschi non fosse ammanicata col piduista Carboni e come se Verdini, che è sempre stato il grande consigliere occulto di Renzi come di Berlusconi, non fosse anche lui della P2. Travaglio sbaglia, forse per simpatia nei nostri confronto,ma trascura un fatto di tutta evidenza: il Pd ha combinato troppi disastri perché uno qualunque tra 60 milioni di italiano lo possa ignorare. E quel che è peggio ha impestato il Paese di cloni che continuerebbero a produrre i loro nefasti effetti su tutte le cariche dello Stato e, quel che è peggio, sui giudici, i media, e soprattutto le televisioni. Un Governo provvisorio sarebbe ancora un Governo di Renzi, coi Ministri di Renzi, un leader manovrato da Renzi che non può avere un grammo della nostra credibilità, visto che, da governo sconfitto ha avuto la faccia di presentare ancora il decreto penitenziario liberitutti, e ha avuto la faccia di distribuire ancora a pioggia soldi agli amici di Renzi.
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Ma quelli di sinistra che perculano Fico che rinuncia al doppio stipendio, sono, per caso, gli stessi che stanno pagando due o tre vitalizi a D’Alema, Napolitano, Capanna e “compagni” vari? 🤔
F. Maranzano
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È vero ma non ci credo
Marco Travaglio-2 Mar 2018 .
Signori, sia chiaro, non può finire così. Non è bello ingolosire milioni di italiani con preannunci di rivelazioni mirabolanti sulle fake news russe destinate a truccare l’esito delle elezioni italiane, come già di quelle americane, della Brexit e del referendum costituzionale, con tanto di testimonianze di Biden, Cia, Fbi, Ue, Esercito della salvezza, task force italiane ed europee, e poi lasciar perdere proprio sul più bello. Domenica si vota e Putin e la sua Armata Rossa di hacker legati a filo doppio ai 5Stelle e alla Lega battono la fiacca. Gli acchiappabufale Pd si rilassano e si distraggono: dei rapporti quindicinali sulle fake news promessi da Renzi alla Leopolda a fine novembre (“Cari leghisti e 5Stelle, vi abbiamo sgamati!”), il sito clandestino Democratica ne ha prodotti solo quattro in tre mesi. E i cacciatori di fake news dei giornaloni, La Stampa in testa col commissario Iacoboni e il vicequestore Riotta, mollano la presa proprio sul filo di lana. Così, ancora una volta, tocca fare tutto a noi. Ecco un rapporto dettagliato e aggiornato, tradotto per comodità dal cirillico all’italiano, sulle 10 fake news più insidiose della campagna elettorale.
1. Renzi e B lamentano i guasti devastanti della legge elettorale Rosatellum, scritta da Renzi e da B
2. Emma Bonino contesta le politiche sull’immigrazione del Ministro Pd Minniti e annuncia il ripristino dell’Imu sulle prime case, sospesa dal Governo Letta (Pd) e cancellata dal Governo Renzi (Pd), però rimane alleata del Pd e candidata del Pd (anche se in tv dice di non ricordare esattamente dov’è candidata e fatica a rammentare financo il nome del suo partito, che si chiama “+Europa” e lei chiama “Forza Europa”).
3. B è ineleggibile e incandidabile a qualsiasi carica pubblica in base a una legge (la Severino) votata anche da lui, ma sulla scheda elettorale compare un simbolo con la scritta “Forza Italia Berlusconi Presidente”. Minniti, Bonino, LoRenzin, Padoan, Maroni, Calenda e Napolitano si dicono favorevoli a un Governo di larghe intese. Ma non col primo partito nei sondaggi (il M5S), bensì col secondo e col terzo guidato da un pregiudicato per frode, 9 volte prescritto per corruzione e falso in bilancio, indagato per stragi mafiose, definito dal Tribunale di Milano “delinquente naturale” e dalla Cassazione corruttore di testimoni, di giudici e di Senatori, nonché puttaniere conclamato, e per giunta autore e beneficiario di un “patto con Cosa Nostra”, che “finanziò per vent’anni”.
4. Tutti escludono convergenze con i 5Stelle, primo partito in tutti i sondaggi e in tutte le elezioni dopo il 2014.
Motivo: i 5Stelle sono “incompetenti”. Intanto il Governo dei competenti guidato da Gentiloni conferma per altri tre anni i vertici di Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria italiana, responsabili del deragliamento di un treno a Pioltello (3 morti e 46 feriti) e della paralisi nazionale delle ferrovie per 20 cm di neve a Roma. Poi pubblica sul sito della Presidenza del Consiglio il rapporto del suo Osservatorio sulla Torino-Lione: “Non c’è dubbio che molte previsioni fatte quasi 10 anni fa… siano state smentite dai fatti”. Infatti si prevedeva un aumento esponenziale del traffico merci su rotaia fra Italia e Francia, che invece sono crollati, rendendo totalmente inutile il Tav. Ma il Governo dei competenti dice che il Tav Torino-Lione si farà lo stesso: tanto costa solo 20 miliardi.
5. Piero Grasso, leader della sx di Liberi e Uguali, nata per marcare l’incompatibilità col Pd Renziano filo-B, si dice disponibile a un “Governo di scopo” col Pd Renziano e con B
6. Il M5S, col candidato premier Di Maio, presenta in anticipo i Ministri del suo eventuale Governo. Polemiche furibonde da cdx e csx, che non hanno mai detto agli elettori quali Ministri nomineranno. Anche perché non hanno neanche un candidato premier.
7. Renzi abolisce le elezioni primarie con cui il suo partito aveva sempre scelto i candidati al Parlamento e se li nomina da solo. Poi, completate le liste con decine di impresentabili (29 per motivi penali, 5 in più di FI), avverte una puzza terrificante. “Cos’è ’sto tanfo? Ah, già, le mie liste”. E si appella agli elettori: “Turatevi il naso e votate Pd”.
8. I giornali registrano l’“ira” e l’“irritazione” di Renzi perché la lista Bonino, sua alleata, minaccia di superare il 3%, anziché fermarsi tra l’1 e il 3 e regalare i suoi voti al Pd.
9. Gentiloni, mai candidato a premier e dunque premier da 14 mesi, prende impegni con l’Europa per un Governo “di continuità”, cioè suo, mentre Napolitano, Prodi, Letta e Veltroni gli chiedono di restare a Palazzo Chigi anche se la sua maggioranza (si fa per dire) è data dai sondaggi al 25% dei prossimi votanti (astenuti esclusi), cioè rappresenta il 15-16% degli italiani.
10. B comunica, nell’ordine: “Nel 2002 riuscii a far entrare la Federazione russa nella Nato”; “il Pil sommerso è di 800 mila euro”; “ho portato le pensioni di 1,8 milioni di italiani a mille lire al mese”, “ho aumentato le pensioni minime a un milione di euro al mese”; “ci saranno detrazioni dei carichi fiscali familiari perché è giusto che le famiglie con figli paghino più tasse di un single”; “l’anno scorso sono sbarcati 119 milioni di migranti”; “con noi gli italiani in povertà assoluta erano 3.415, con questo Governo 4 milioni 598 mila”; “col nostro Governo i poveri riceveranno dallo Stato un reddito di dignità di 12-13 mila euro al mese”. Le cancellerie europee, la grande stampa internazionale e italiana esaltano il suo ottimo stato di forma, la sua moderazione, la sua competenza e soprattutto la sua affidabilità.
Anzi no, scusate, contrordine: mi dicono che queste non sono fake news russe. Sono tutte notizie vere italiane.

Luigi Di Maio
In questi giorni tutti i giornali e i tg nazionali hanno parlato del candidato del M5S nel Lazio Emanuele Dessì. Mentre il cdx in Campania candidava Luigi Cesaro, detto Giggino ‘a Purpetta, ex autista del fondatore della nuova camorra organizzato Raffaele Cutolo, e il Pd in Sicilia candidava gli uomini di Cuffaro e Lombardo, tutta l’attenzione mediatica era per Dessì. Diversamente da molti candidati dei partiti, Dessì è incensurato, non è indagato e vive in una casa popolare che gli è stata regolarmente assegnata, come ha confermato lo stesso Comune di Frascati.
Oggi ho parlato con lui e in seguito ai tanti attacchi ricevuti ha deciso di fare un passo indietro per tutelare la sua persona e il M5S, impegnandosi a rinunciare alla candidatura e in ogni caso all’elezione alla carica di Senatore.
Ora mi aspetto che i veri impresentabili, quelli che riempiono le liste dei partiti, facciano lo stesso. Il M5S ha candidato persone super competenti, persone che hanno testa e cuore, una squadra di cui sono fiero e insieme alla quale cambieremo il Paese.
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Non ho mai sopportato gli incoerenti, e Travaglio con questa sua fissazione che ci dobbiamo alleare col Pd sta dimostrando la massima incoerenza. In questo articolo,dopo aver detto peste e corna del Pd e dei suoi disastri, di nuovo ricade nel vizio ormai ossessivo di dirci che dovremmo allearci col Pd. Ora, i casi sono due: o Travaglio si dichiara un piddino ‘dormiente’ e la pianta di cazziare il Pd, o si dimostra nemico del Pd e la pianta di cazziare noi perché non ci alleiamo col Pd. Io continuo a considerarlo il migliore giornalista d’Italia, ma, per carità, faccia pace con se stesso!!

LE VERGINI VIOLATE
di Marco Travaglio, 28 marzo 2018
Siccome il Fatto, secondo alcuni buontemponi, sarebbe l’organo dei 5Stelle, è stato l’unico quotidiano a infischiarsene del presidente della Camera Roberto Fico sull’autobus e sulla metro. Una breve in cronaca, giusto per la curiosità del presunto evento, che all’estero è normale e solo nell’Italia del vippume autoblumunito e scarrozzato diventa notizia sensazionale. Titoloni, dibattiti, polemiche, stupori, leccate di culo e disquisizioni sul fatto che però altre volte Fico prendeva il taxi e lo metteva in nota spese con tanto di ricevute, come tutti i lavoratori in trasferta di questo mondo. Un gigantesco chissenefrega, che però diventa la cartina al tornasole del totale spiazzamento-spaesamento di chi dovrebbe commentare e soprattutto spiegare la vittoria elettorale e le prime mosse dei due partiti cosiddetti “antisistema” che, nel giro di tre settimane, hanno messo nel sacco quelli che avevano retto 24 anni di Seconda Repubblica. Mancano proprio le parole, le categorie, gli schemi mentali e lessicali.
Ora, per dire, si è scoperto – come se fosse una novità – che Fico si è laureato (per davvero, non per finta come la ministra per fortuna uscente dell’Istruzione Valeria Fedeli) a Trieste in Scienze della comunicazione con una tesi sull’“Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana” (se invece, puta caso, si fosse occupato degli Inti Illimani, cambiava tutto). Scandalo, occhiatine d’intesa, risolini di commiserazione, conditi da altre ironie sul fatto che ha lavorato in un ristorante e poi in un call center. Come se non bastasse quello zotico di Di Maio, che faceva lo steward allo stadio San Paolo e sbaglia pure i congiuntivi. Tutto questo a opera di insigni giornalisti e pensatori “de sinistra”, così de sinistra da sbeffeggiare due ragazzi del Sud perché non hanno trovato un lavoro stabile e da non rendersi conto che i 5Stelle sono stati votati anche o proprio per questo: perché non sono figli di politici o di papà e, con o senza titolo di studio, si sono arrabattati per campare come milioni di loro concittadini nella famosa Repubblica fondata sul lavoro, anzi – grazie al cosiddetto centrosinistra – sul Jobs Act, sul precariato e sui voucher. Questo sì che è progresso.
Un altro mantra di chi cerca invano parole e argomenti su 5Stelle e Lega è che sono “putiniani”: come se non fossimo stati già governati da amici (Prodi e Renzi) o compari (B.) di Putin. Dov’erano allora le vergini violate? Altro refrain, sempre salmodiato col sorrisetto furbo di chi la sa lunga: “Dove trovano i soldi per fare il reddito di cittadinanza e abolire la Fornero?”.
Ma la vera domanda è un’altra: il reddito di cittadinanza e la Fornero sono buoni o cattivi? E, se l’uno è cattivo e l’altra buona, perché tanta gente ha votato per l’uno e contro l’altra? Si dirà: troppo comodo promettere più soldi e meno lavoro. Vero, infatti non parliamo di flat tax che, oltre a creare voragini nei conti, aggraverebbe le diseguaglianze in un fisco già iniquo. Ma il reddito di cittadinanza, comunque lo si voglia chiamare, esiste da anni in tutti i Paesi d’Europa tranne il nostro e la Grecia: perché dovrebbe essere uno scandalo? Costa 30 miliardi l’anno, la metà dei soldi spesi una tantum dagli ultimi governi per le banche decotte. Quanto alla Fornero, impone una delle età pensionabili più alte d’Europa, in un Paese che ha gli orari di lavoro fra i più alti d’Europa in cambio di salari fra i più bassi d’Europa. Questa Europa vale sempre, o solo quando fa comodo a lorsignori? Poi, certo, c’è il problema delle coperture: infatti abbiamo scritto e ripetiamo che un governo 5Stelle-Lega (peggio mi sento se con l’aggiunta del Delinquente) sarebbe demenziale anche per questo: non si possono fare insieme reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero. Ma il terrorismo sulle coperture, sempre calcolate sui massimi (come se si volesse fare tutto subito), per concludere che non si può fare mai niente di nuovo, fa ridere. Pare quasi che tutto quanto fatto fin qui fosse un dogma di fede, intoccabile e immodificabile. E chi l’ha detto? Se la sovranità appartiene al popolo e il popolo boccia da cinque anni chi governa da 24, vuol dire che il nuovo governo non solo può, ma deve cambiare registro.
Chi l’ha detto che bisogna continuare a rinunciare ai 4 miliardi l’anno di Imu sulle prime case? Chi l’ha stabilito che si devono continuare a gettare dalla finestra 10-12 miliardi l’anno per gli 80 euro a chi già lavora, anziché destinarli a chi non ha nulla? Dov’è scritto che si deve continuare a buttare miliardi in opere inutili come il Tav Torino-Lione? Ce l’ha ordinato il medico di scialare decine di miliardi in esenzioni e regalie alle imprese e in bonus inutili? E quale norma vieta di recuperare decine di miliardi (veri) dall’evasione e dalla corruzione alzando le pene e dunque il rischio-galera (oggi pari a zero), per tosare un po’ di ladri in guanti gialli che si pappano 2-300 miliardi all’anno? E chi potrebbe obiettare se una parte delle misure per disoccupati e pensionati fossero finanziate con una patrimoniale? Dal 4 marzo si leggono curiose giaculatorie sui conti pubblici che “rischiano di saltare” e sugli “impegni con l’Europa” a rischio. Il bello è che vengono da ministri e tifosi degli ultimi governi che hanno sempre tradito gl’impegni con l’Ue elemosinando proroghe, deroghe e “flessibilità”. Gentaglia che ha infilato nella Costituzione il demenziale pareggio di bilancio, salvo poi aumentare il deficit e il debito. Carlo Calenda, ministro per fortuna uscente dello Sviluppo (per mancanza di voti), minaccia preventive procedure d’infrazione Ue (per il buco lasciato dal suo governo). E intima dalle colonne del Corriere della Sera: “I populisti dicano se sfonderanno il deficit”. Se no?

Non passa giorno che la tv non ci passi notizia di qualche donna assassinata e la storia italiana è piena di donne torturate, recluse, maltrattate, perseguitate. Lo vogliamo almeno fare lo sforzettino di eliminare quella orrenda legge di Renzi che, nella sua furia convulsa di liberare tutti dal carcere, ha depenalizzato lo stalking che troppo spesso finisce in un assassinio? O vogliamo impietosirci sulle vittime, fermo restando che la persecuzione da stalking non è più un reato ma una trasgressione amministrativa sanabile con una multa?
E dell’intenzione di Renzi di abolire la pensione di reversibiltà ne vogliamo parlare o aspettiamo che 4 milioni di vedove italiane cadano nella miseria per la follia di costui?
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B sei tutti loro
di Marco Travaglio
24 marzo 2018
Noi qui a scrivere che mai Di Maio deve fare accordi con B, e neanche incontrarlo, neppure parlargli al telefono, tantomeno votare un suo fedelissimo pregiudicato a presidente del Senato. Intanto, tutto intorno, anche al punto più basso della sua parabola politica, B riciccia dappertutto sotto mentite spoglie. Un caso di possessione diabolica di massa, delle persone e persino del paesaggio. Il Pd Emanuele Fiano, anziché incitare i suoi a un no chiaro e netto al condannato Romani, dice che “il diniego del M5S su Romani è un ostacolo” e si sente distintamente che la voce non è la sua, ma quella di B Il Pd che si astiene, e sotto sotto tifa per il pregiudicato seconda carica dello Stato, è figlio del berlusconianissimo “primato della politica” sulla legge e dell’abbandono della questione morale berlingueriana per legittimare tutti gli inciuci passati, presenti e futuri. L’indifferenza dei giornaloni per la sentenza della Cassazione su un politico che guadagna soldi a palate con tripli e quadrupli incarichi e tenta di accollare ai contribuenti pure le bollette telefoniche della figlia, poi si candida a presidente del Senato, è l’ultimo stadio del berlusconismo che ha sfigurato la cosiddetta informazione, ormai immemore dei propri doveri e anche del proprio non indecente passato (basta confrontare le battaglie della stampa su Tangentopoli e i silenzi odierni).
Lotti che incontra Letta per un nuovo Nazarenino prêt-à-porter con B, in barba al giuramento dei renziani di stare all’opposizione, sull’Aventino, per godersi lo sfascio prodotto da loro, è berlusconismo allo stato puro. Lotti che incontra Letta per un nuovo Nazarenino prêt-à-porter con B, in barba al giuramento dei renziani di stare all’opposizione, sull’Aventino, per godersi lo sfascio prodotto da loro, è berlusconismo allo stato puro La sparata di Tiziano Renzi che rifiuta di rispondere ai pm di Firenze e Roma non per una legittima strategia difensiva, ma per attaccare i “processi mediatici” a orologeria originati – a suo dire – non dai fallimenti di sue società, dai pasticci contabili, dalle fatture farlocche, dai traffici sugli appalti Consip, ma dal suo cognome e dall’ansia di colpire il figlio premier, e la nota di Matteo che s’affretta a dargli ragione (“Da 4 anni le persone a me vicine sono state oggetto di indagini di vario genere”), sono purissima prosa berlusconiana, o dell’utriana, o previtiana.
Stesse parole, stesso disprezzo per l’indipendenza della magistratura e per la libertà di stampa, stessa protervia da “io so’ io e voi nun siete un cazzo”. E la pestilenza B dilaga persino alla Consulta, un tempo tempio della legalità. Non appena il giudice costituzionale Nicolò Zanon (ovviamente berlusconiano) si dimette perché indagato per peculato a proposito dell’auto blu – con autista e buoni benzina – passata alla moglie per farla scarrozzare a sbafo pure in vacanza da Forte dei Marmi, la Corte respinge le sue dimissioni. E accoglie la sua farsesca “autosospensione” dall’incarico. Poi gli confeziona un regolamento domestico ad personam, anzi ad Zanonem, con “valenza di normazione primaria” e con effetto retroattivo, per salvarlo dall’indagine in base a un principio che sarebbe già previsto (secondo lorsignori) da una normativa interna del 1979 (e allora perché vararne un’altra proprio adesso?): e cioè che l’auto di servizio fino all’altroieri era una specie di proprietà privata con soldi pubblici, estesa pure ai famigliari; ma in futuro non potrà più esserlo, essendo concessa in uso “personale ed esclusivo”. Così ieri, in base al nuovo regolamento (che ai tempi degli scarrozzamenti di lady Zanon non esisteva: è del 21 marzo), la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a tempo di record. Bei tempi, quando la Consulta le leggi ad personam non le faceva, ma le dichiarava incostituzionali.
Aveva ragione Gaber venti e più anni fa, quando paventava “il Berlusconi in me più del Berlusconi in sé”. Nel frattempo B si è fatto legione, atmosfera, clima, panorama, categoria dello spirito. Non per tutti, ma per molti. Anche se non può metter piede in Parlamento e hanno lo stomaco di votarlo soltanto il 13% degli elettori (che sono comunque 4 milioni e mezzo di persone: un’enormità), non riusciremo a liberarcene neppure da morto, perché continuerà a far danni nella testa e nelle viscere di milioni di italiani per decenni. Girarci intorno come fosse una parentesi sarebbe assurdo. E sperare in un esorcismo di massa perché esca da tutti quei corpi sarebbe ridicolo: non basterebbero un milione di padri Amorth e vescovi Milingo. Ora che la Consulta s’è arresa alle leggi ad personam retroattive, ne appronti subito un’altra per cancellare la destituzione di B da Senatore in base alla legge Severino e lo restituisca ai suoi fan a Palazzo Madama e fuori (molto più numerosi dei suoi Senatori e anche dei suoi elettori), così che venga eletto direttamente lui alla presidenza. Ieri Salvini ha mollato Romani e dunque B, votando Annamaria Bernini, rara avis di forzista incensurata e financo perbene, gradita anche al M5S. Ma la Bernini ha dovuto subito ritirarsi, perrché un presidente del Senato forzista e pulito sarebbe un ossimoro. E anche un lusso che non possiamo permetterci. Molto meglio un’operazione verità e trasparenza che dia finalmente rappresentanza dichiarata, formale, ufficiale all’Italia dei tangentari, evasori, piduisti e mafiosi. Così non dovranno più nascondersi, ma potranno sfilare orgogliosi sotto Palazzo Madama e urlare “Silvio, sei tutti noi”.

Il finto Travaglio a Nemo.
Renzi in Senato è un paradosso.
E’ come vedere la Merlin che, dopo la sua legge, va in una casa chiusa.
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Vediamo incerto il Nazareno bis, anche se, dato il numero di accusati, sarebbe piuttosto un Nazareno 41 bis..
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Padellaro: “Il partito democratico sta alla finestra per non buttarsi dalla finestra”.
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In Italia tutti sono buoni a fare la campagna elettorale, nessuno è buono a governare.

Sinceramente sono stufa di questo piagnisteo sulla Casellati. Sicuramente la Bernini era meglio (ed era forse l’unica meglio) ma non ha accettato, e il resto della banda Berlusconi te lo raccomando! Ma chi volevate al posto della Casellati? Gasparri? Brunetta? Volevate uno di Berlusconi che non fosse berlusconiano? Uno di Berlusconi che non avesse votato Ruby nipote di Mubarak o le leggi ad personam di Berlusconi? O volevate che Di Maio facesse il duro e puro e rinunciasse alla Presidenza della Camera, buttando via tutto? Sinceramente non riesco nemmeno a capirvi.
Invece di rallegrarvi che abbiamo ottenuto il 36%. Che abbiamo schiantato sia Berlusconi che Renzi. Che abbiamo trovato un impossibile tripolarismo e lo abbiamo cambiato in un bipolarismo trattabile che può portarci,con nuove elezioni e senza il Rosatellum alla vittoria. Che abbiamo un Di Maio che è un abilissimo stratega. Che abbiamo la Presidenza della Camera. Che stiamo trattando per Salvini per, forse, riformare il sistema elettorale. State a piagnucolare sulla Casellati qui e la Casellati là. Quello che è stato fatto è stato il meglio. E quello che succederà potrebbe essere il meglio che si può trarre dalla disgraziata situazione attuale, senza il piagnucolio continuo di quelli a cui non va mai bene niente.
Dice Travaglio:
“Purtroppo c’era due condizioni: una numerica perché il cdx era arrivato primo ed era difficile farne a meno. L’altra regolamentare, per cui, dopo la terza votazione a vuoto, si fa i il ballottaggio fra i due più votati, dunque il cdx avrebbe potuto votarsi chi voleva, mentre il Pd si era reso indisponibile a trattare sia col cdx che col M5S. Bene hanno fatto Di Maio e Salvini a fare una intesa e correttamente si sono divise le Presidenze rispettando la volontà degli elettori e ovviamente, a quel punto, i 5stelle non potevano scegliere il candidato del cdx. Giustamente si sono opposti a Romani chiedendo un incensurato. Punto. Se non lo avessero fatto, magari sarebbe uscito uno del cdx anche alla Camera col cdx che si accordava col Pd.”
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IFQ: Salvini si spalanca a Di Maio.”L’accordo?” Mi auguro di sì. Il leghista apre al reddito di cittadinanza (“Se aiuta a trovare lavoro, per me va bene”) e sull’incarico (“Non è io premier o morte^”).
Salvini non nasconde la volontà di lavorare a un accordo di governo con il M5S. E gioca la carta più pesante: il reddito di cittadinanza. Da parte sua non ci sono barricate: “Se significasse pagare la gente per stare a casa, direi di no. Ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito, allora direi di sì. E poi: “Chi fa il premier è l’ultimo dei miei problemi.” Il successo elettorale lo ha reso responsabile e incline al compromesso”.
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La scimmia
Quando l’amore ti dà buca

Alessandro 
– Renzi fu condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (per danno erariale per l’inquadramento contrattuale di 5 dipendenti assunti a tempo determinato, con stipendio gonfiato pur non avendo il requisito della laurea richiesto dalla legge, cioè per assunzioni clientelari. La procura della Corte contabile aveva contestato alla giunta Renzi un danno erariale di 2.155.000 di euro, ridotto dai giudici di primo grado a un risarcimento di 50mila euro) ma poi fu assolto in appello perché “da non addetto ai lavori” non poteva sapere che ci volesse la laurea! Come se il diritto italiano non dicesse chiaramente che la non conoscenza della legge non libera dalla pena! ignorantia legis non excusat. (in seguito la Madia fece per Renzi una legge ad personam che depenalizzava il suo atto, così come faceva Berlusconi per depenalizzare i propri reati)
– Renzi quando era Presidente della Provincia di Firenze mise a capo della segreteria Marco Carrai, senza laurea.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/25/assoluzione-Renzi-legge-ad-personam-era-persona-ignora-legge/1451685/
– Sentenza di assoluzione di Renzi depositata in Segreteria il 4 febbraio 2015.
http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/02/Assoluzione-Renzi.Pdf
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=24617.0
– Giudice firma la sua assoluzione, Renzi la promozione a capo della Corte dei Conti
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/26/giudice-firma-sua-assoluzione-Renzi-promozione-capo-Corte-dei-conti/1456859/
– Davvero Renzi, il 25 marzo 2015, ha promosso Capo della Corte dei Conti il giudice Martino Colella che l’ha assolto?

http://www.nextquotidiano.it/davvero-Renzi-promosso-capo-Corte-dei-conti-giudice-lha-assolto/
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Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione DellUtri per motivi di salute: fuori potrebbe nuocere alla nostra.
LoMassi
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Le monete virtuali hanno perso in 24 ore un terzo del loro valore virtuale facendo cadere in depressione un sacco di coglioni reali.
chiagia
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Crolla la Borsa di WallStreet trascinando le altre, Milano compresa.
Comunque ragazzi niente panico, volevo rassicurare tutti: i miei 15 unici euro stanno bene e non si sono mossi da sotto il materasso.
LVIX1
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BRUNO FUSCO
HO UN SOGNO

Io non lo so come finirà questa competizione elettorale, ma io ho un sogno, riprendo Martin Luther King Jr., e credo sia importante avere un sogno, quel qualcosa che ci fa andare avanti nel credere che le cose possano cambiare, se non per noi almeno per i nostri figli e nipoti, per quei bambini che avranno in eredità questo Paese.
Avere un sogno ci rende combattivi con noi stessi e contro chi ne disconosce l’importanza, e il mio sforzo è quello di tentare di trasmettere questo sogno a chi non sogna più. Sfortunati coloro che non hanno un sogno, che si lasciano andare, che mischiano insieme alla loro delusione anche i loro diritti, come quello di non andare a votare, tanto sono tutti uguali, sfortunati quelli che sputano sui sogni degli altri, solo perché il loro sogno è svanito nel nulla, per colpa di farabutti che sognavano solo per loro stessi.
Il mio sogno è collettivo, siamo tanti a sognare lo stesso sogno, un sogno fatto di stelle, quello di un futuro felice, di una giustizia sociale, dove le paure del passato siano solo un ricordo pallido, e i diritti non avranno più padroni, e i doveri saranno un piacere.
Sogno strade per bambini di color pastello, case piene di gioia, scuole aperte, aria pulita, e milioni di alberi, un lavoro decente per tutti, e non per forza “produttivo”, ma un lavoro, una reddito, una vita da vivere senza chiedere a chi la devi, una vita che quando giunge a sera ci sia chi ne abbia cura con cura, una vita senza dover pregare troppi santi, perché anche loro si sono stancati di certi uomini, e ci chiedono con forza di sognare per cambiare le cose.

Una ‘ragazza’ di Manchester, Emmeline Pankhurst celebra la lotta delle suffragette con orgogliosa sorellanza. Onoriamo la nostra storia! Renzi ha depenalizzato lo stalking per quanto l’anno scorso ci siano stati 104 femminicidi e lo stalking spesso ne sia solo la premessa. E la Chiesa ancora non riconosce ancora dopo 2000 anni la parità femminile nei sacramenti e nel suo apparato. Nel nostro Paese le donne guadagnano meno degli uomini, sono le prime ad essere licenziate, non hanno diritto a fare figli e la Chiesa le condanna se per motivi di salute o economici cercano di non averne. Le madri non godono tutte di asili e non hanno aiuti dello Stato ma devono subire scandalose campagne sulle nascite in stile fascista. Le lavoratrici sono spesso sottoposte a molestie sessuali impunite e trattamenti umilianti o sono licenziate se aspettano un figlio. Le insegnanti sono trattate come precarie a tempo infinito e lo Stato si rimangia i diritti che avevo loro concesso e taglia i fondi all’istruzione, fregandosene delle condizioni delle scuole. Chi ha famigliari a carico inabili o malati è lasciato solo a se stesso. I partiti pensano solo a tagliare lo stato sociale.
Quanto dovrà durare ancora per la Chiesa e per lo Stato la lotta per i diritti delle donne?

A Berlusconi interessa solo trascinare le cose per arrivare al 2019 quando scadrà la sospensione della legge Severino e lui potrà tornare in Parlamento. A parte che in Parlamento lui non c’è mai andato, ma si illude che tornare ad essere Senatore gli dia chissà quali vantaggi. Non è già quasi più in grado di parlare, farfuglia, il tempo è il suo peggior nemico e non gli basterà pagare la campagna elettorale della Lega per averla amica; il prossimo anno avrà 82 anni e sarà sempre peggio. Ormai non lo vuole più nessuno, se ne convincerà anche Salvini alla fine.
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Viviana
I test di Governo sono simili a quelli della Volkswagen.
E anche qui le cavie per i gas letali sono umane.
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Povero Salvini, avrà pure vinto nel cdx ma rinforza il detto: “Sotto la maglietta niente”
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Le cazzate su La 7 si sprecano.
E infatti ora vogliono cambiarle il nome in ‘Le 77 cazzate”.
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Ma se Salvini doveva essere il lacchè di qualcun altro, tanto valeva che si scrivesse sulla felpa ‘Made in Berlusconi’.
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Senato, Salvini: “Come Lega abbiamo fatto 18 passi indietro. E infatti, Berlusconi manco lo vede.

Monte dei Paschi di Siena crolla in Borsa per 12 volte. Lo Stato già perde 3,4 miliardi.
Renzi aveva detto: “Sono certo che Mps ha un futuro e che questo deve costituire uno stimolo e una spinta a fare di tutto, con lo Stato in prima fila, per restituire a questa città e a questa comunità ciò che ha sofferto”.
E Padoan appena ieri: “”Il Monte dei Paschi è una storia di successo e sarà un elemento di crescita forte per Siena e per l’intera realtà italiana”.
Ah, beh….
Sentita a Dimartedì: “Ma come mai c’è questa ‘diceria popolare’ che lega le banche al Pd?” Risposta: “A volte si formano delle favole metropolitane che poi si diffondono…”
Ah sì. Ah beh….
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Kid Stardust.
Napolitano: “Non farò di nuovo il PdR”
Monti: “Non fonderò mai un partito”
Renzi: “Se perdo il referendum lascio la politica”
Salvini: “Mai più con berlusconi”
Berlusconi: “Se vincono i 5s vado all’estero”
Strano che alle elezioni poi vince chi li manda tutti affanculo.
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Certo la situazione è più che deludente. Ma, come dice Morrison, ”Ci sono dei momenti in cui crederai che tutto sia finito. Quello sarà l’inizio”.

Diana Scapin
Oggi ce lo prendiamo per festeggiare l’importante traguardo raggiunto conquistando la presidenza della Camera dei deputati con Roberto Fico.
Un traguardo che, in parte, ci ripaga di tutte le energie spese per convincere anche il più scettico degli elettori e di tutti i bocconi amari che abbiamo dovuto ingoiare a causa dell’azione combinata di vecchia politica più sistema mediatico.
Un traguardo che, però, non è un punto d’arrivo ma la posizione di partenza verso una strada che, ahimè, prevedo tutta in salita a cominciare dalla formazione del nuovo Governo.
Teniamo duro ancora un po’, uniti e compatti più di prima e facciamo in modo che la nostra tenacia venga premiata di nuovo fino a consolidare l’indirizzo politico, di rinascita e di prosperità, voluto dal movimento e da tutti gli italiani di buona volontà.
l’Italia è nostra…riprendiamocela!
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DIEGO PRETINI. IFQ
Maria Elisabetta Alberti Casellati, la “più berlusconiana”: dalla marcia contro il processo Ruby alle leggi ad personam
La presidente del Senato del Parlamento del cambiamento, dei partiti che vogliono ribaltare tutto, ricorda certi vecchi fumetti di Marlene Dietrich: le sopracciglia lunghissime sugli occhi sempre a mezz’asta, la bocca mezza serrata. Sarebbe perfetta come soggetto di un dipinto del Settecento che ritrae l’aristocrazia in posa. Altera, rigida e quindi fedele, fino alle estreme conseguenze: compresa quella di diventare la carta di Silvio Berlusconi – al quale ha votato tutta la sua vita politica – per cassare un po’ della vecchia biografia. Non più il capo di Governo che si rinchiude nella cantinetta con le vallette, ma il leader di partito che ha portato una donna alla carica più elevata, la seconda dello Stato. Le toghe rosse, il colpo di Stato, la persecuzione giudiziaria, la democrazia in pericolo, la giustizia a orologeria, la “dittatura mediatica”: Maria Elisabetta Alberti Casellati, da oggi successora di Piero Grasso, per 45 anni magistrato – ha sempre rispettato tutto il pentagramma di Forza Italia, è stata, anzi, tra i corifei che negli ultimi dieci anni, negli ultimi vent’anni, hanno difeso il capo assoluto davanti a qualsiasi intemperia, con tutto l’armamentario della corte berlusconiana.
Con le parole, soprattutto: nel 2011 Dagospia raccontava che in tre anni la Casellati, allora sottosegretaria alla Giustizia, aveva cambiato 26 addetti stampa, alcuni scartati e altri fuggiti perché non riuscivano a stare dietro “all’ansa da prestazione mediatica”. Ma anche nei fatti: fu sostenitrice e qualcuno dice collaboratrice fattiva del ddl sul processo breve – Governo Berlusconi IV, ministro Alfano – che avrebbe cancellato una montagna di processi e tra questi, per coincidenza, quelli su Mills e Mediaset. Un po’ dopo, all’inizio dell’altra legislatura del cambiamento, cinque anni fa, fu tra i 150 parlamentari del Popolo delle Libertà che marciarono sul tribunale di Milano contro la celebrazione del processo Ruby. Insieme all’altra candidata alla presidenza del Senato, Anna Maria Bernini, e ad altre sue colleghe si vestì completamente di nero nella seduta del Senato del 27 novembre 2013: era il giorno in cui il Senato avrebbe votato la decadenza dell’allora Cavaliere, cioè il giorno del “lutto per la democrazia” spiegarono. Per lei Berlusconi, anche dopo la sentenza in Cassazione, era innocente “e gli italiani lo sanno”. Gli altri, quelli che votavano a favore della decadenza, erano un “plotone di esecuzione“. Berlusconi non sbaglia mai: Sempre Quaranta ricorda che ha perfino negato che Berlusconi non riesca a controllarsi quando c’è da raccontare barzellette un po’ sboccate. “Mai sentito”, sbatté le sopracciglia lei.
Insofferente al contraddittorio, la presidente del cambiamento – votata oggi dal cdx e dai Cinquestelle – è la “berlusconiana più berlusconiana di tutte, una berlusconiana ‘senza se e senza ma’”, come la definì una volta Guido Quaranta. La ritengono, in particolare, vicina a Niccolò Ghedini, avvocato come lei, padovano come lei, leale al capo come lei. Anzi, di più: lei ha fondato Forza Italia, vinse il suo collegio in Veneto nel 1994 e da quel momento è sempre stata parlamentare, ad eccezione della legislatura dei primi governi dell’Ulivo. Nel decennio berlusconiano, il primo del Duemila, presidiò sempre il Governo: da sottosegretario alla Salute in un primo momento, da sottosegretario alla Giustizia in un secondo, trovandosi a suo agio in entrambi i ruoli.
Una donna che pensa alle donne, sembra dire il suo discorso di insediamento. La sua storia dice che è favorevole alla riapertura delle case chiuse, che firmò una proposta di leggere per abolire la legge 194 sull’aborto, disse che il via libera alla pillola del giorno dopo “è un gravissimo errore, che strizza l’occhio alla cultura della morte”. Una volta Berlusconi disse che cancellare gli stupri dall’elenco dei reati era una missione impossibile ”anche in uno Stato poliziesco” e che l’unica sarebbe stata mettere un soldato accanto “a ogni bella ragazza”. Molte si indignarono, lei no: piuttosto “l’emergenza sicurezza in Italia è figlia del lassismo del centrosx”.
Di sicuro pensò alle donne di famiglia, però: quando lavorò al ministero della Salute, scelse proprio la figlia Ludovica come capo della sua segreteria. Tutti ripescano in queste ore la storia raccontata da Gian Antonio Stella sul Corriere ormai tredici anni fa, in cui si diceva anche degli sponsor della parlamentare tra i produttori di farmaci. L’allora capo segreteria della mamma sottosegretaria, comunque, precisò che poteva giudicarla solo chi conosceva sul lavoro e testimoniò la fatica per scrollarsi di dosso l’etichetta di “figlia di”. Mancò invece di ricordare il cursus honorum che si basava abbastanza sulla permanenza in Publitalia. E infatti qualche anno dopo, Prodi presidente, la Alberti in Casellati la disse chiara: “Altro che conflitto d’interessi: il male dell’Italia è il conflitto permanente della sx e del Governo Prodi con la democrazia”.
Il momento della metamorfosi – quello che ora fa dire a Zanda che garantisce imparzialità, a Giovanni Legnini che ha senso delle istituzioni e ai Cinquestelle perfino di votarla una berlusconiana come presidente – è stato recentissimo e forse casuale. Quattro anni fa il Parlamento si ritrovò a un lavoro matto e disperatissimo per integrare il Consiglio superiore della magistratura con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ogni tre giorni ricordava che non si poteva andare avanti così. Quando ci fu da fare dei nomi di una parte e dell’altra per raggiungere i tre quinti del Parlamento, Berlusconi pensò subito a lei, avvocata, specializzata in diritto canonico, docente alla Bo, l’università di Padova. Prese 489 voti, più di Fico oggi. Non è dato sapere se per il suo ingresso a Palazzo dei Marescialli chiese un tappeto rosso di benvenuto come fece, raccontò Lanfranco Pace sul Foglio, quando da sottosegretario si presentò in visita a Regina Coeli. Rosso non c’era, se ne trovò uno celeste. Ma era meglio niente: lei inciampò e finì a terra.

SCANZI
M5S. Ottiene la Presidenza della Camera, e ci mancherebbe altro con quel 32% lì. Il discorso di Fico è stato efficace e passionale: ha detto cose più condivisibili lui in 5 minuti che la Boldrini in 5 anni. Un discorso più da leader di opposizione che da Presidente della Camera, ma non ho dubbi che d’ora in poi saprà essere istituzionale come il ruolo che richiede. Non è portato per la tivù, ma è persona intelligente e preparata. La vera vittoria del Movimento è stata però avere imposto al cdx la defenestrazione dell’indigeribile Romani (anche se pure la Casellati non è esattamente Madre Teresa: rileggetevi cosa scrisse Gian Antonio Stella nel 2005 sul Corriere). C’è comunque poco tempo per gioire: il difficile, per Di Maio e per i suoi, arriva adesso.
Lega. Chi pensa che Salvini sia un coglione, non ha capito nulla di Salvini. Il ragazzo è scaltro, vispo, furbino e tutto fuorché scemo. Salvini è un Renzi che ce l’ha fatta. Ha messo – finalmente – le palle sul tavolo per dire a Berlusconi che il leader è lui. La “mossa Bernini”, che sarebbe stata peraltro molto meglio della Casellati al Senato, è servita a questo: “Silvio, vola basso che se alzi troppo la cresta andiamo al voto e a fatica raggiungi il 10%. Il cdx sta cambiando e si sta svecchiando. Se poi in meglio non so, ma di fatto chiunque può essere meglio di Berlusconi e Gasparri.
Forza Italia. Ha vinto, ma ha perso. La legislatura è appena cominciata e i forzitalioti sembrano già bolliti. Appartenenti a un’altra era geologica. Ottengono la Casellati e tamponano la falla-divisione nel centrosx, ma i rapporti interni sono già logori. Quasi tutto, in Forza Italia, ha aria di muffa. E di caricaturale. Pensate a Sgarbi, che è già caricaturale di suo: ieri neanche ha fatto in tempo a (ri)entrare in Aula che si è subito fatto cacciare da Giachetti. Ora: se ti fa il culo Mazinga è un conto, ma se ti fai metter sotto da Giachetti sei davvero l’erede stitico del Poro Schifoso
Forza Italia Bis. Attenti, però: quando Berlusconi sta per cadere, diventa ancora più cattivo. Farà di tutto per vendicarsi. E spingere Salvini (e Meloni) dall’allievo ripetente Renzi.
Pd. Marginali come José Mari nella storia del Milan. Anzi di più, perché José Mari almeno 5 gol in tre anni li fece.
Renzi. Vederlo al Senato (che diceva di voler cancellare) gonfio come una zampogna e col sorriso tiratissimo di chi ieri si sentiva Giulio Cesare e oggi il Poro Asciugamano, è stato emblematico. E anche – diciamolo – un po’ liberatorio. Speriamo duri (ma non ci giurerei).
E ora? Molti giornaloni, adesso, ripartiranno con la litania dell’ “accordo sicuro” tra M5S e Lega. Secondo quest’ottica, funzionale al Pd perché atta a far credere che Di Maio in realtà sia Goebbels e la Taverna Eva Braun, l’accordo su Camera e Senato sarebbe prodromico a un’alleanza di Governo. Credo, al contrario, che non c’entri nulla. Nella storia della Repubblica Italiana le presidenze di Camera e Senato sono sempre andate alla maggioranza, tranne che nel periodo 1979-1994, quando la Dc (dopo la “non sfiducia” del ’76 e la solidarietà nazionale) “concesse” la Camera al Pci. Il quale, da solo, aveva percentuali non distanti da tutto il cdx attuale e sideralmente superiori al centrosx attuale: non si poteva tener fuori. In più, responsabilizzandolo con incarichi così importanti, la Dc sperava di “istituzionalizzarlo“. Altri tempi e altri contesti: oggi non poteva andare che così. Ma per il Governo sarà tutta un’altra storia

SONDAGGI
Secondo i sondaggi di Index Research del 22 marzo, prosegue in modo inarrestabile l’avvicinamento degli elettori verso le due forze uscite vincitrici dalle elezioni politiche del 4 marzo. Il M5S di Di Maio cresce di quasi 4 punti, passando dal già lusinghiero 32,7 raccolto nelle urne a un potenziale 36,4% degli ultimi sondaggi.
Ancora meglio va la Lega di Salvini che, dopo il sorpasso di Berlusconi con lo straordinario 17,4% del 4 marzo, punta ancora più in alto, salendo di più di 6 punti, attestandosi addirittura al 23,5%.
Perde Forza Italia, costretta ad assistere impotente al travaso di voti verso il Carroccio, GFi scende dal 14% a uno striminzito 10,9%.
Fratelli d’Italia, scesi dal 4,3% al 3,3%, rischiano addirittura di sparire.
Dimezzati anche i voti dei centristi di Noi con l’Italia, dall’1,3% allo 0,6%.
Scompare la sx
Il Pd scende dal 18,7% al 17,4%.
Tutte le altre forze politiche che formavano la coalizione di csxa (Insieme, Civica Popolare, + Europa, Svp), erano il 5,1 e ora sono il 4%
Drammatica la situazione di LeU (Grasso, Bersani e D’Alema) cala alla quota irrisoria del 2,1%.

mario pietro LORENZO 
Vorrei lanciare un appello urgente. Tutti i cittadini sono invitati a telefonare a ‘Chi l’ha visto’ nel caso dovessero intravedere in qualsiasi situazione il PD. Da circa 4 anni vie era con accento toscano che urlava 40 per cento, 80 euro… 40 per cento 80 euro ma non si capiva cosa volesse dire. Gli stessi specialisti si erano detti più volte concordi che si trattava di una sindrome molto difficile da curare. Il 4 marzo si sono perse le sue tracce.
.
Zampano: “Pare che quegli 80 euro siano stati visti l’ultima volta nelle tasche di un folle che poi li ha spesi sulle piste da sci…” 🤣
.
Deni60.
Ero emozionato ad ascoltare il discorso di insediamento del neo presidente roberto Fico.
Era la prima volta che seguito tale evento, quindi la cosa mi ha colpito particolarmente.
Ho apprezzato i temi che vuole mettere come riferimenti nell’interpretazione del suo ruolo: centralità dell’aula, rispetto delle opposizioni, no a scorciatoie procedurali.
Credo sia la figura giusta al posto giusto.
un segnale chiaro e preciso per una nuova era di questo paese.
Il discorso è stato semplice e pulito, privo di enfasi scontate, non scritto per essere consegnato alla storia, e penso proprio per questo che un domani queste parole invece lo saranno.
Bravo Roberto , buon lavoro e viva il movimento 5 stelle!

Giorgio Riparbelli
Segnalo uno dei punti decisivi che non solo distingue Roberto Fico dai predecessori, ma storicamente, lo definisce come nuovo.
Si è impegnato a non avallare per quanto sia nei suoi poteri la micidiale questione di fiducia usata una legge su tre dal Governo Renzi e quasi un centinaio di volte dai governi inciucio Monti, Letta Renzi. E da Gentiloni 8 volte, solo per blindare l’osceno “Rosatellum”,il cui ricorso sistematico in favore di esecutivo ha ridotto il Parlamento ad un votificio, annullandone la centralità, che appunto Fico si è impegnato a ripristinare
Certo una rivoluzione è prima sociale e politica, e solo dopo istituzionale. Ma è chiaro che siamo solo alla prefazione del cambiamento.

Roberto Fico.
Bellissimo discorso:
“Mi ispirerò a 3 principi: garantire un alto livello di discussione, il rispetto di tutte le componenti politiche e la volontà di interpretare lo spirito di cambiamento chiesto dai cittadini”. E soprattutto: “Le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle commissioni e nell’Aula, non consentirò scorciatoie né forzature nel dibattito parlamentare”.
“Il taglio ai costi della politica è uno dei principali obiettivi della legislatura:razionalizzare costi della Camera senza tagliare i costi della democrazia, qualcosa è stato fatto, tantissimo resta da fare”.
“Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa sarà una sconfitta per tutti. Portare equilibrio là dove ci sono squilibri. E’ dall’individuo che bisogna ripartire. Quindi voglio ripartire dall’auspicio che ognuno porti avanti questo impegno. Auguri di buon lavoro a tutti e coraggio”.
.
Inizia la terza Repubblica, ma tranquilli, le banane sono sempre le stesse.
MikusRB
.
Casini dopo essere stato eletto a Bologna va nel gruppo misto.
Era anche andato in una casa del popolo. Una sola volta e gli è bastato.
C’è chi il politico lo fa per noia, chi se lo scegli per vocazione, Casini né l’uno né l’altro: lui lo faceva per le poltrone.
LVIX1
..
Clemente Mastella ferito in un incidente stradale in Campania mentre attraversava da centrosx a cdx.
giulysua
.
http://masadaweb.org

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