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Sunday February 25th 2018

MASADA n° 1905 14-2-2018 BONIFICI E ALTRI GUAI

MASADA n° 1905 14-2-2018 BONIFICI E ALTRI GUAI
Blog di Viviana Vivarelli

Viviana
Stanno facendo attacchi a orologeria, quando le liste sono chiuse e i giochi sono fatti. Sicuramente loro sono furbi e quelli che si sono fatti beccare sono stati dei polli. E’ un gran casino e me ne dispiace tanto. Non doveva avvenire. Chi si candida resti avvertito: nessuno dei 5stelle che faccia un passo falsi resterà nell’ombra. Torme di razzolatori lo scopriranno e denunceranno, e il danno di immagine sarà solo nostro. Inutile dire: quelli rubano, noi stavamo regalando. Non serve a niente. Occorre essere ferrei e puri o ci faranno fuori E, se uno non ne è capace, è inutile che si candidi qui. Vada negli altri partiti, dove candidano evasori, piduisti, mafiosi, ladri e corrotti.
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Il Pd ha preso 195.894 euro da Buzzi di Mafia Capitale. Perché Le Iene non parlano di questi bonifici?
Nell’inchiesta su mafia capitale viene fuori anche che Buzzi pagava parte degli stipendi al Pd romano. “Un assegno di settemila euro, abbiamo fatto buona figura con poco” raccontava Buzzi intercettato. “No, noi pensavamo che ce chiedesse un sacco di soldi…c’ha chiesto 7mila euro…non c’è sembrato vero!…Subito…7mila euro subito!…abbiamo fatto un figurone” ribadisce a un suo collaboratore.

Di Battista: “Noi ci siamo tagliati lo stipendio e abbiamo restituito oltre 23 milioni di euro ai cittadini come certificato dal MEF e da tutti i giornali, loro non hanno restituito nulla, hanno preso oltre 40 milioni di finanziamenti pubblici in questa legislatura, hanno ricevuto 9 milioni di euro non si sa da chi come rivelato da un’inchiesta del Fatto Quotidiano e si sono tenuti pure i soldi sporchi di Buzzi. Dimmi chi ti finanzia e ti dirò chi sei.”

Video delle Iene

https://www.iene.mediaset.it/video/restituzioni-false-degli-stipendi-a-5-stelle_13021.shtml

I CONTI NON TORNANO
Viviana Vivarelli
Sembra che alcuni eletti 5stelle non abbiano rilasciati i soldi che si erano impegnati di versare al fondo per le piccole e medie imprese. Sembra che il Ministero dell’economia abbia rilevato un ammanco di un milione di euro. Ovviamente, a 20 giorni dalle elezioni, con notizie come questa i partiti ci vanno a nozze, infangando i 5stelle e trattandoli come se fossero dei ladri (vedi le Iene). A parte che questi versamenti sono interni e volontari e non esiste nessun ladro e nessun reato, poi i conti saranno rifatti e se qualcuno è stato inadempiente pagherà o se ne andrà. Quello che non capisco è perché i 5stelle cadano in questi tranelli, perché non abbiamo conti precisi, perché i soldi non siano trattenuti alla fonte, perché si devono far mettere in piazza come disonesti dal Ministero dell’Economia, perché, se c’è un ammanco, non se ne sono accorti da soli. Siccome i bonifici provenienti dai parlamentari 5stelle vanno su un unico conto bancario, come si fa ad arrivare a fine legislatura per ritrovarsi in queste condizioni? Bastava incaricare un Commercialista (o un Ragioniere) che controllasse i versamenti mensili ! O meglio ancora chiedere che ciascun parlamentare consegni al M5S copia di un “Ordine di bonifico ripetitivo” (previsto da ogni Banca compresa quello di Montecitorio che é il MPS) che é automatico ed é valido fino a revoca ! Qualsiasi ragioniere contabile di Azienda é in grado di gestire una procedura simile !
Anche Grasso non aveva dato al Pd 83.250 euro, in base ai veramente obbligatori concordati dal Pd con le sue cariche, ma, quando gli è stato fatto notare, ha ribadito che era bassa politica diffamatoria. Ora però sono gli stessi compari di Grasso ad usarla contro gli inadempienti a 5 stelle.
La differenza è che i 5stelle, quando scoprono qualche furbetto, lo cacciano, gli altri no.
Comunque, mancano 20 giorni alle elezioni, la macchina del fango contro il M5S aumenterà e ne vedremo di tutte! Tutto sarà valido per dimostrare che i 5stelle sono ladri come gli altri e si deve essere ben difesi.
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Maurizio
La parola onestà ha un senso solo se pronunciata dal M5S e alcuni comportamenti marginali da parte di uomini deboli, infedeli rispetto ai loro impegni morali ed etici non spostano di un millimetro il significato identitario che questa parola ha assunto per questo Movimento e per chi lo sostiene. Il M5S vive in un panorama di partiti altri, popolati totalmente da ladri e corrotti incalliti che si appropriano di denaro pubblico da anni rubandolo per se stessi, ma che predicano tutto e il contrario di tutto pur di confondere la gente e apparire ciò che non sono mai stati in realtà. Questo, pur di restare seduti in Parlamento o al Governo di un Paese che hanno massacrato da oltre 25 anni: ci vuole una faccia tosta senza uguali per riuscire a dire ciò che dicono oggi di se stessi e ancor di più per quello che vomitano contro il M5S dopo essere stati tutti, da dx fino a sx, per anni, i professori della truffa elettorale e politica, gli scienziati dell’appalto facile, i luminari del voto di scambio e dei voltagabbana , i campioni del mondo di ruberia del denaro pubblico e le medaglie d’oro di tutte le mafie e di tutte le camorre.
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Migrero
Il Pd è talmente preciso che stiamo ancora aspettando la lista dei donatori della Leopolda. Oppure cosa c’era scritto sul foglio del Patto del Nazareno, oppure ancora quanto si sono fregati i condannati e gli indagati che militano nelle sue file e che vengono regolarmente candidati come nulla fosse.
Non fare ridere dai…!
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stefano
Ricordate i calzini blu del Giudice Mesiano? O i pedinamenti per gli incontri trans di Marrazzo? E’ partita la macchina del fango per screditare gli avversari politici e spostare l’ago della bilancia. Da qui alle elezioni le tenteranno tutte, mesteranno anche nei più insignificanti particolari, inventeranno e amplificheranno qualsiasi fatto che puntualmente si scioglierà come neve al sole, si faranno appoggiare dalle corazzate televisive asservite per dimostrare che tutti sono corrotti come loro. Il M5S deve essere ben consapevole e vigilare rintuzzando in tutti i modi questi strumentali attacchi.

Maurizio
Il Fondo di garanzia delle Pmi, voluto da Prodi, che è istituito presso il ministero dello Sviluppo economico (Mise) nel suo complesso ha una dotazione di oltre 1,5 miliardi di euro (messi dal Governo) e serve a permettere alle piccole imprese, se rispettano alcuni requisiti, di ottenere dei finanziamenti dalle banche senza dare in cambio una garanzia reale, come una casa o un capannone.
Il fondo garantisce alle banche l’80% del valore finanziato.
È gestito da un pool di cinque banche (tra cui Mps Capital Services Banca per le Imprese) che sono guidate dalla Banca del Mezzogiorno- Mediocredito Centrale…”.
Meritorio quanto fatto da alcuni 5S ma… non esageriamo!

M5S convinto
Occorre considerare che, quando il M5S è venuto a conoscenza di fatti gravi tali da dover prendere dei provvedimenti, li ha sempre presi, SEMPRE al contrario degli altri partiti. E questo è stato il comportamento corretto perché molti fatti non potevi conoscerli prima, non hai la possibilità di sapere tutto di tutte le persone che gravitano attorno al M5S, è impossibile prevenire certi fatti ed è corretto poi agire per “correggere” l’errore. Ma in questo ce li aveva in casa gli strumenti per prevenire ed era suo DOVERE farlo. Non è concesso venirlo a sapere dopo così banalmente. Come puoi presentarti come forza di Governo se ti perdi questi pezzi ? I conti di uno stato sono di ben diversa complessità rispetto ad un conto corrente per il microcredito. D’accordo?

LE COSE SI METTONO MALE…PER I PARTITI
Bruno p. Napoli

Cosa accadrebbe nel mondo accademico della politica nostrana se in massa tutti gli elettori votassero il M5S lanciandosi oltre quella fatidica soglia del 50%?
Signori, rimborsopoli, vera o falsa che sia, è ancora da provare, ma è divenuta un disperato appiglio per tutta la nostra stampa e per la nostra tv per cercare di distrarre l’opinione pubblica perché le cose si mettono davvero male per i partiti.
Il consenso del M5S cresce ogni giorno e il M5S, anche secondo le statistiche dei sondaggisti calmierate dal sistema, è il primo partito che non prevede nessuna alleanza preventiva e nessuna cessione o acquisizione di transfughi per cercare di accalappiare voti.
Gli uomini sono uomini e possono sbagliare ma il M5S ha dimostrato più volte di non permettere la perseveranza dell’errore meglio però non farlo sapere alle moltitudini.
Ci sarebbe anche la lode per molti di aver versato parte del proprio stipendio per un opera pia ma anche questa è una cosa che deve passare in sordina.
L’essere “puri” da parte del M5S, così come afferma la stampa prezzolata, non significa appartenere ad una setta ma semplicemente iniziare un percorso democratico dove possano trionfare onestà e meritocrazia.
Può capitare un incidente di percorso? Può, eccome, ma bisogna correggere l’errore, è per questo che siamo sulla Terra altrimenti come si fa a diventare “competenti” come i nostri politici dove il perseverare è diventata la normalità?
E’ davvero incredibile come un sistema marcio da decenni possa unire tutte le forze per boicottare un Movimento di cittadini mascherando il silenzio di decenni di schifezze con il frastuono della sedicente rimborsopoli.
Le elezioni si avvicinano, è il momento di spararle più grosse, ma è una commedia di antica data.
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Viviana
Reati non ce ne sono ma il danno di immagine che alcuni hanno fatto al Movimento è indubbio. Diamoci pace! Su questa Terra la perfezione non esiste. Ma abbiamo tutti i diritti per tenderci in ogni modo, almeno siamo gli unici a proporcelo e a faticare per mantenerci su una retta via. Poi le cadute accidentali o volute ci sono e ci saranno sempre. Siamo umani, perciò fallibili. Resta la soddisfazione di avere uno scopo nobile e di tendere ad esso. E siamo l’unica forza popolare dove chi sbaglia paga, mentre altrove chi sbaglia è premiato e confermato per errori molto più gravi che non sono inadempienze interne ma veri reati penali. Certo, occorre migliorare i controlli, non solo perché ciò è giusto ma perché faranno di tutto per sottolineare i nostri punti deboli per far credere che siamo uguali a loro. Ma vi sembra normale che i veri ladri si sgomitino così tanto per parificarci a loro mentre sarebbe molto più meritorio che facessero qualcosa per punire i propri corrotti? A questo punti di infamità siamo arrivati? Che i cattivi si diano da fare per dimostrare che noi non siamo tutti buoni mentre non muovono un dito per essere migliori loro?
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Ennio Giannascoli
“La notizia in un Paese normale è che M5S ha restituito 23 milioni e 100mila euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti e ci sono 7mila imprese in Italia che lo testimoniano perché quei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila posti di lavoro. Se ci saranno controlli da fare li stiamo facendo, ringrazio chi ha fatto queste inchieste ma questo è un Paese strano in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0.1”

DESSI’, MARTELLI E CECCONI
Viviana Vivarelli
E’ questione di coerenza. Se diciamo di voler fare certe cose, le dobbiamo realmente fare. E se qualcuno sgarra, lo dobbiamo punire. Intanto le accuse devono essere verificate. Ma se lo sono, sorge un problema, perché a oggi le liste sono irrevocabili, queste persone, se non sono scagionate, risultano in fallo. Il collegio dei probiviri è al lavoro per decidere le sanzioni da comminare ai due, rei di aver truccato le rendicontazioni. Di Maio ha chiesto l’espulsione o la sospensione. A rigore i due non potrebbero proseguire la loro campagna elettorale e dovrebbero essere sfiduciate dal Movimento. Per legge possono solo continuare. Martelli è in corsa nelle Marche contro Minniti. Cecconi è a Pesaro e Urbino. Intanto però restano candidati e, se eletti, potranno rinunciare solo a Camere insediate. Con un problema nell’uninominale. Il Collegio è a rischio di nuove elezioni. Non è cosa da poco. Al momento, in attesa del verdetto dei probiviri, i due sono nella stessa situazione di Emanuele Dessì, candidato M5S (in seconda posizione nel collegio plurinominale numero 3 del Lazio), costretto a firmare un atto di rinuncia al seggio dopo un controverso video con un esponente del clan Spada di Ostia e la questione della casa comunale in cui vive pagando 7,7 euro mensili. Sono dunque dei candidati ‘fantasma’. Una volta presentate le liste elettorali, infatti, non c’è modo per un partito di cambiarle. Quindi per Dessì, Martelli e Cecconi, nel caso che siano eletti, la rinuncia al seggio potrà avvenire solo una volta che le nuove Camere si saranno insediate. E a fronte delle dimissioni (che dovranno essere approvate dalla Camera di appartenenza) gli scenari sono diversi.
La legge prevede che il seggio vacante di un parlamentare eletto in un collegio plurinominale (ovvero con la quota proporzionale) sia “attribuito, nell’ambito del medesimo collegio plurinominale, al candidato primo dei non eletti, secondo l’ordine di presentazione”.
Ma la procedura nei collegi uninominali è diversa. “Nel caso in cui un seggio rimanga vacante, si procede ad elezioni suppletive”. Insomma, occorrerebbe votare di nuovo. E Cecconi si presenta per la Camera, sia in un collegio plurinominale (Marche 02), che in uno uninominale: 06 Pesaro, dove ha qualche possibilità di essere eletto visto che, secondo le stime di Vassallo pubblicate da Repubblica, il Ministro Marco Minniti (Pd) viene dato al 32,88%, Anna Maria Renzoni Bizziccheri (Fi) è al 28,77 per Cecconi è accreditatodi un 28,06 %.
Più consistenti, per Cecconi, le possibilità di essere eletto nel plurinominale: è infatti capolista al collegio Marche 02. Situazione analoga a quella di Martelli, capolista per il plurinominale al Senato nel collegio Piemonte 02. Più incerta, ma non impossibile, anche la situazione di Dessì: è al 2° nel plurinominale del Senato per Lazio 03, un collegio che elegge 7 Senatori.
A questo punto l’elettore cinquestelle sa in partenza che (se agli annunci seguiranno le rinunce) a Camera e Senato il suo voto manderà qualcun altro: nel collegio Marche 02, la seconda in lista dopo Cecconi è Patrizia Terzoni; Martelli invece dovrebbe eventualmente lasciare il seggio a Mariassunta Matrisciano mentre al posto di Dessì andrebbe Marinella Pacifico. Quanto al collegio uninominale 06 Pesaro, come detto, nel caso di elezione di Cecconi e di sua rinuncia, gli elettori sarebbero chiamati di nuovo alle urne.
In vista delle elezioni, Di Maio oggi adotta la linea dura: “Chiediamo l’espulsione o la sospensione. Intanto la cosa più importante è che loro abbiano già restituito i soldi con un bonifico. E’ una cosa grave: io ho semplicemente segnalato ai probiviri ed ho chiesto tramite i nostri contatti di restituire i soldi ma perché mi hanno deluso molto”.
Il collegio dei probiviri (Riccardo Fraccaro, Paola Carinelli, Nunzia Catalfo) sta valutando il da farsi, indeciso se procedere con l’espulsione o la sospensione. Da un lato, c’è la volontà di optare per l’espulsione perché il Senatore Martelli e il deputato Cecconi, ex Presidente del gruppo di Montecitorio hanno dichiarato il falso e integrato il dovuto solo una volta scoperti. Dall’altra, però, tra i probiviri c’è chi si interroga sulla sospensione, ragionando sul fatto che i due hanno restituito l’ammanco immediatamente, rinunciando all’elezione.
Ma i probiviri devono fare i conti con la richiesta di espulsione di Di Maio. Anche perché sarebbe la terza grana con la quale deve fare i conti il Movimento, dopo la vicenda di Emanuele Dessì e la quarta di Strasburgo che riguarda l’eurodeputata Cristina Belotti.
Sull’ipotesi dell’espulsione, Lorenzo Borré è sicuro che non ci siano le condizioni. Secondo il legale, ormai diventato un incubo per il Movimento per il numero di ricorsi contro espulsioni, le eventuali sanzioni di espulsione o sospensione nei confronti del deputato e del Senatore M5S da parte del collegio dei probiviri potrebbero essere impugnate davanti ad un giudice ed annullati. E questo, sottolinea Borrè, proprio a causa della recente costituzione della nuova associazione M5S alla quale anche Cecconi e Martelli hanno aderito a fine dicembre 2017.
La regola base del diritto, sottolinea Borrè, è che nessuno può essere punito per un fatto commesso prima dell’entrata in vigore della regola: “I fatti di cui sono accusati Martelli e Cecconi riguardano avvenimenti accaduti prima della nascita della nuova associazione a cui hanno aderito, del suo regolamento e del nuovo collegio dei probiviri” fa notare l’avvocato. Né su di loro vigono più le regole previste dalla precedente associazione M5S, quella in vigore quando sono stati commessi i fatti in quanto, fa notare ancora Borrè, quell’associazione i due parlamentari M5S ormai l’hanno abbandonata.

DI MAIO
“Ieri – ha detto il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio – abbiamo fatto le verifiche e quello che è venuto fuori è solo un problema di contabilità del Mise e del Mef. Sostanzialmente gli ultimi bonifici che stiamo facendo in questi giorni, non per correre ai ripari ma perché stanno scadendo le ultime rendicontazioni, non sono stati ancora accreditati sul conto, ma risultano sul nostro sito internet”.
“Sono contento di questo fuoco di fila contro il M5S, perché ieri, per esempio, ‘la Repubblica’ ha certificato per la prima volta nella storia che abbiamo restituito 23 milioni di euro. Ora 23,1 o 23,2 è un problema di contabilizzazione. Ma abbiamo dimostrato che se c’è qualcuno che fa il furbo noi lo mettiamo fuori.”…
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Il presunto giornalista Sallusti che sulla carta igienica del suo padrone scrive ” disonestà disonestà ” rivolto ai 5 Stelle, è lo stesso che definisce Dell’Utri un galantuomo.
servodelnano
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Liviana
Sinceramente mi sono scoglionata di sentire gentaccia far le pulci su quello che ilM5S restituisce dei loro stipendi, mentre gli altri non sborsano un cent!
A questo punto vi dico: TENETEVI TUTTO, tanto la gran parte degli italiani non merita i vostri sacrifici!
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Il servizio delle Iene sulle donazioni non fatte dai 5stelle diceva: ‘Prima parte’. Dunque ci saranno altre parti? Qui c’è da aspettarsi di tutto. La macchina dal fango allestita da Berlusconi, a cui subito si è attaccato Renzi, farà di tutto per demolire la nostra immagine. Non hanno nessun programma credibile, non possono presentare che i loro malfatti ed errori, a quel punto non resta loro che demolire la nostra immagine facendoci passare per delinquenti anche dove non esiste nessun reato. In tal modo gli Italiani che hanno sempre votato per loro torneranno a votare per loro, convinti che, se tutti sono uguali, tanto vale ripetere il vecchio voto.

DA QUALE PULPITO
Bruno p. Napoli

Renzi parla, attacca, fa battute ortofrutticole contro il M5S (“Ma quale paio di mele marce, qua abbiamo un intero ortofrutta!”) ma si tratta dello stesso Renzi?
Quello che doveva scomparire dopo il referendum costituzionale,quello della famiglia e degli amici in Consip e nelle banche bollite.
Quello che ha fatto la soffiata a De Benedetti sulla pelle dei contribuenti per fargli guadagnare 600.000 euro a tavolino,quello degli amici del petrolio che spesò la Guidi per silenziare l’affaire delle trivellazioni.
E ancora quello che ha venduti armi agli arabi per far contenti i signori della guerra dentro e fuori i nostri confini,quello che voleva svendere i servizi delle regioni alle multinazionali,il campione del debito pubblico in pochi anni,quello degli 80 euro agli statali ammazzando le pmi,quello delle province mai abolite,amico di impresentabili in tutte le salse e in tutte le fritture.
Il signorotto di Rignano che avvantaggia l’azienda di famiglia “EVENTI 6” che durante la sua legislatura,guarda caso,da nana diventa un gigante del fatturato.
Renzi,Renzi,Renzi.Le percentuali di voto qui al sud nei riguardi del PD si aggirano intorno al 10%,fattene una ragione.

Kilgore
Ladri de’ che? Ormai siete giornalai impazziti? Sono stipendi di Parlamentari italiani, ne possono fare quello che vogliono! Non hanno tenuto fede a un impegno con il M5S, ne pagheranno le conseguenze con il M5S.
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ANTONIO BORDIN
Renzi, quello che ha nell’armadio gli scheletri di Consip, MafiaCapitale, BancaEtruria, DeLuca, ecc. paragona DiMaio a Craxi per i mancati rimborsi.
A dirgli che ha la faccia come il culo, il culo ti querela
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Antonio Bordin
Renzi, boss del partito, ha il record nazionale di indagati e non ha mai restituito un euro, che cita Craxi e Mario Chiesa per le mancate restituzioni di due/tre deputati M5S è come Al Capone che dà del delinquente a uno che parcheggia in seconda fila
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Alberto Schiavone
Cioè, fatemi capire bene, il M5S è sotto accusa, da parte di una casta politica ingorda ed a tal punto insaziabile (!) di soldi pubblici tanto che molti dei suoi esponenti sono condannati, imputati o indagati per corruzione, perché , dopo aver rinunciato a 45 milioni di rimborsi elettorali (che tutti gli altri si son puntualmente pappati , i suoi parlamentari non hanno restituito abbastanza ai cittadini come microcredito per aiutare le imprese italiane ??? 😳 🙄 😂 😂 😂
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Antonio Bordin
Perché, in fin dei conti, gente come Zucconi è sempre stata sempre dalla parte dei vari DellUtri che hanno infestato questo disgraziato Paese.

Berlusconi: «a differenza dei grillini, noi abbiamo un passato di cui esser fieri». Una condanna per frode fiscale e Dell’Utri in galera per concorso esterno in associazione mafiosa. [antonio_carano]

HARRY HALLER
In TV c’è er Tanfo che Spira: imperdibbile….
A fa’ ‘e pulci ar Movimento, hanno chiamato Fitto, FITTO!!!! Nun ce se crede, hanno chiamato n’puzzone de quella manica de Puzzoni de Porca Italia, er partito più seguito da ‘a Maggistratura; Fitto, lo stesso Fitto che (…)
“Il capolista dei berlusconiani alla Camera in Puglia è stato riconosciuto colpevole in primo grado di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio. Assolto da peculato e da un altro abuso d’ufficio. A incastrare il parlamentare la presunta tangente da 500mila euro che il politico del Pdl avrebbe ricevuto dall’editore e imprenditore romano Giampaolo Angelucci (del Pd)”
No, nun ce se crede…..
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IFQ
I vertici e lo staff al lavoro per controllare le cifre effettivamente restituite e individuare chi ha mentito (ora controllano?). Da aggiungere alle cifre mancanti gli oltre 200mila euro che gli ex hanno continuato a donare. Oggi i parlamentari uscenti convocati a Roma per documentare i rimborsi. Dopo l’ammissione del deputato Andrea Cecconi e del Senatore Carlo Martelli, ieri sera c’è stata l’autosospensione di Maurizio Buccarella. Ma c’è la consapevolezza che i nomi sono di più. Di Maio si è presentato stamattina negli uffici dell’Istituto di credito che è a Montecitorio. In sua compagnia, oltre allo staff M5S, c’era l’inviato de “Le Iene”, Filippo Roma, tra gli autori dell’inchiesta sulle “restituzioni” dei parlamentari M5S. La presenza di Di Maio in banca mostrerebbe la volontà del leader di fare chiarezza sulla vicenda: è presumibile che abbia chiesto allo sportello bancario di fornirgli copia dei bonifici al Fondo per il microcredito del Ministero dello Sviluppo sul quale i pentastellati devolvono parte del loro stipendio. Secondo l’ultima ricostruzione mancano 1,4 milioni di euro.
“Verifiche su di me? Non lo so, spero che stiano verificando tutti”, ha detto il deputato Danilo Toninelli ai microfoni di ‘6 su Radio 1’. “Io ho restituito metà del mio stipendio dal marzo del 2013 ad oggi fino all’ultimo centesimo e ne sono felice – prosegue Toninelli – chi oggi ci attacca sparlando, dicendo cose come ‘rimborsopoli’, si dovrebbe vergognare perché per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana non solo un partito politico non spolpa le tasche degli italiani, ma rifiuta 42 milioni di euro di rimborsi pubblici che ci spettavano e restituisce metà dello stipendio. Stiamo verificando perché non potevamo farlo prima”.

Arsenio 65
Rimane sempre un’opzione migliore e più saggia di quella di non votare gli sfascia Paese ed i ladri veri certificati, anche perché rubare significa appropriarsi indebitamente degli averi di altri o dei beni comuni ma non dei propri. Capisco che con l’abitudine a certa politica si perda il senso di certe cose (e dei reati) ma quello che è successo tra i 5S semmai è tradimento, tradimento del gruppo e dei principi morali del gruppo e sarà risolto dal gruppo stesso e non dalla magistratura perché non c’è reato.
Lo facessero tutti gli altri, magari cominciando prima a restituire 23 milioni come han fatto i 5S dando la possibilità a centinaia di piccoli imprenditori di avviare un’attività che porterà lavoro a molti disoccupati, restituendo quei milioni dei quali si è sempre dubitato e che finalmente oggi, cercando lo scandalo, sono stati certificati.
Se c’è qualcuno che sottilizza sono quelli che rivotano i condannati, i ladri certificati, quelli veri e che, quando qualcuno fa davvero bene, volta la faccia dall’altra parte 🙂
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Stefano Simeoni
Il M5S è riuscito ad eleggere fra le sue fila un 99% di gente onesta. Il che è sorprendente, visto che trattasi comunque di italiani.
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Luigi Di Maio
Oggi ho incontrato Filippo Roma de Le Iene. Come promesso l’ultima volta che ci siamo incontrati, abbiamo verificato tutti i bonifici che ho effettuato al fondo del Microcredito per un totale di oltre 150.000 euro, certificato dal direttore della banca. Ho anche rinunciato alle indennità aggiuntive da vice Presidente della Camera. In tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370.000 euro. Alcuni portavoce hanno violato le nostre regole e non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto. Un tradimento dei nostri principi e della fiducia dei nostri iscritti. Per questo saranno cacciati dal MoVimento e si sono impegnati a rinunciare all’elezione. La stragrande maggioranza dei nostri portavoce hanno ottemperato gli impegni presi e infatti nel fondo per il microcredito ci sono oltre 23 milioni di euro. Abbiamo chiesto al MEF l’elenco completo dei bonifici e chi non risulterà in regola per me è già fuori. Non facciamo sconti a nessuno, tantomeno a noi stessi e pubblicheremo la lista completa.
Chi pensa di farci la morale abbia la dignità di starsene zitto e andarsi a nascondere. Renzi, che non conosce la Storia italiana, ci ha paragonato a Craxie al mariuolo Chiesa. Mario Chiesa venne colto in flagrante mentre accettava una tangente di sette milioni di lire, in seguito vennero scoperti suoi conti in Svizzera di miliardi di lire. Chiesa non era uno che restituiva poco, era uno che si fotteva tanto. Non mi stupisce che Renzi non comprenda la differenza. I suoi parlamentari non hanno restituito un centesimo. Si sono intascati milioni e milioni di euro a sbafo. Tutti i soldi che noi abbiamo messo lì dentro permettendo la creazione di oltre 7.000 imprese, loro se li sono messi in tasca. Ognuno di loro mentre milioni di italiani stanno in condizioni di povertà ha preso una media di 145.000 euro a testa a cui avrebbero potuto fare a meno. Ingordi! Senza considerare il vitalizio, le auto blu, l’aereo blu, l’elicottero blu e tutti i loro osceni privilegi.
Hanno arraffato il più possibile L’unica cosa che Renzi ha restituito agli italiani è il traditore della Patria Silvio Berlusconi. Renzi come livello di promesse mancate è ben al di sotto delle nostre mele marce: aveva detto che se perdeva il referendum che aboliva il Senato si sarebbe ritirato dalla vita politica e oggi è candidato al Senato. E’ partito da rottamatore e si è ridotto a macchietta della politica. Da Renzi a Razzi il passo è breve.

Dino Giarrusso
Non si sono accorti che il tesoriere della Margherita Lusi si era imbertato decine di milioni di euro di soldi pubblici,
non si sono accorti che Cuffaro avesse rapporti con la mafia,
non si sono accorti che l’iscritto al PD Buzzi (il quale foraggiava riccamente le campagne elettorali di Marino, Battaglia, Giansanti, Alemanno, Alfonsi e tanti altri), avesse creato un sistema di corruzione e potere così potente e vischioso da essere definito “mafia capitale”,
non si sono accorti che Coratti, Ozzimo, Odevaine, Tassone stando alle sentenze di condanna fossero parte di quel sistema marcio,
non si sono accorti che il tesoriere della Lega ,
Belsito ,comperava diamanti e la famiglia Bossi lauree farlocche in Albania con soldi pubblici,
non si sono accorti che i loro consiglieri regionali usavano i soldi dei cittadini italiani per comperare mutande verdi, fuoristrada, vibratori, vini di lusso e altri beni personali,
non si sono accorti di Galan in veneto, di Formigoni in Lombardia, di Genovese in Sicilia, e di centinaia di altri in tutta Italia,
non si sono accorti dell’oceanico debito pubblico che hanno creato e della povertà in cui hanno ridotto il Paese.
Non si sono accorti di nulla, in questi trent’anni, e oggi dicono a noi che siamo inadatti a governare?
Ma con che faccia, dico io, questi signori si permettono di parlare?
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Più si avvicina il 4 Marzo e più leggo post di ex grillini, che all’improvviso hanno scoperto, con i loro potenti mezzi di informazione, che il M5S è colluso con i poteri forti. Di Maio firma accordi segreti con le banche americane, Lorenzo Fioramonti è un infiltrato della troika e della Cia. Beppe è andato sul Britannia a fare accordi segretissimi con i potenti della terra. Inoltre i nostri onorevoli non è vero che restituiscono gli stipendi, che rinunciano ai finanziamenti, anzi, spendono più degli altri politici.
Poi si aggiungono i nostri elettori che rimangono frastornati se due dei nostri non hanno restituito gli ultimi mesi di stipendio, quindi non sanno più per chi votare. (Forse non conoscono le regole del M5S) o forse non sono M5S nell’anima.
Ai primi “scienziati” vorrei porre alcune domande: “Ma se tutti i poteri forti sono in accordo con noi, come mai hanno alzato una linea Maginot per impedirci in ogni modo di andare al Governo? Come mai hanno fatto una legge elettorale per impedirci di vincere? Come mai tutti i media sono schierati per calunniarci in tutti i modi, e per impedirci di pubblicizzare il nostro programma? Come mai Americani, Tedeschi, Merkel, Junker, Moscovici, Macron. stanno facendo propaganda ad un delinquente che è terrorizzato dal M5S, per farlo tornare al Governo?
Questi scienziati ex grillini, allora preferiscono che tornino Amato. Passera. Tremonti. Monti. Letta. Prodi. Renzi e Berlusconi? Anziché i nostri cospiratori contro il popolo?

Andrea Vallasca
Sentire Matteo Renzi, telefonista di De Benedetti, e Sallusti, fido Dudu’ del pregiudicato di Arcore e di Forza Indagati, dare lezioni di moralità a un Movimento in cui chi sbaglia paga, ha del ridicolo. Entrambi rappresentanti di Partiti che hanno nelle loro fila indagati, rinviati a giudizio, condannati, anche per reati come concorso esterno in associazione mafiosa, peculato, corruzione, voto di scambio. Dopo non avere, in tutta una vita, restituito un solo euro agli italiani, Renzi apre la questione morale sul nostro Movimento, la loro di morale se l’hanno mangiata a colazione spedendo in soffitta Berlinguer per governare con un indagato per strage. Chi ha sbagliato pagherà, sia chiaro però che si tratta di violazioni di ordine morale e non penale, in casa nostra non si aspetta la magistratura per fare pulizia.

Luca Cioni da IFQ
“I bonifici–spiegano fonti del ministero dello Sviluppo Economico–“ci arrivano senza che sappiamo a quando si riferisce il versamento e chi lo effettua,a volte con uno sfasamento anche di 2 mesi,così che,se un parlamentare versa al 31 di dicembre,la contabilità dell’accredito di quel versamento girata dal Mef potrebbe arrivarci a febbraio”. Insomma, una parte dei rimborsi può essersi incagliata al minist.dell’Economia,dove in prima istanza giungono le restituzioni.
“Abbiamo solo una rendicontazione da parte del Mef dei soldi che affluiscono,non sappiamo chi versa e chi no,abbiamo solo il totale–spiega il min.Calenda.
Quindi:
1)la cifra che sembra mancante(1 milione di € potrebbe essere non corretta in quanto la contabilità dell’accredito dei bonifici del MEF non è aggiornata
2)il Min.dello sviluppo economico NON CONOSCE chi ha fatto il versamento e quanto ha versato singolarmente ma sa solo il totale versato
Cade l’accusa al M5S di non aver controllato,in quanto il M5S non ha accesso al conto sul quale vengono versati i bonifici per il microcredito che è un conto del MEF.
Domanda:il presunto ex attivista del M5S come faceva a sapere chi ha fatto il furbo e quanto veramente aveva versato nel fondo se tali informazioni non le conosce neppure il MEF? L’intervistato delle Jene non era un ex grillino deluso ma un dipendente della banca che aveva accesso ai movimenti contabili. I mesi dove non risultavano gli addebiti relativi ad ordini di bonifico li ha incrociati con i dati disponibili sul sito tirendiconto.it e il gioco è fatto. Poi ha pensato bene di vendersi lo scoop nel momento più opportuno, quando glielo avrebbero pagato meglio. Il Movimento deve comunque ringraziarlo per aver portato alla luce un comportamento alquanto poco dignitoso di alcuni(spero pochi) portavoce del M5S.
Ma, se vogliamo essere precisi, l’unica irregolarità punibile dalla legge l’ha commessa l’intervistato, avendo reso pubblici dei dati bancari che per la privacy sono secretati.
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Francesco Pomponio
Compra e legge Repubblica tutti i giorni. Il suo psichiatra decide che non ci sono più speranze di guarigione.

foisluca84
Renzi insulta Di Maio: “Siete come il Pd”.


IL SORPASSO

Marco Travaglio– 14 febbraio 2018
Ieri facevo i conti degli inquisiti nelle liste e ho scoperto un fatto davvero avvincente: il Pd ha superato Forza Italia. Se c’era una certezza, fino alle scorse elezioni del 2013, era che il Pd, per quanti sforzi facesse, non sarebbe mai riuscito a eguagliare le quote marron dei berluscones. Renzi ce l’ha fatta: nelle liste del Pd troneggiano 27 fra indagati e imputati (senza contare i 3 nelle liste alleate: 2 in Civica Popolare della Lorenzin e 1 in Insieme), mentre in quella di FI sono appena 22 (ampiamente rimpinguati dai 6 della Lega, dai 6 di FdI e dagli 8 di Noi con l’Italia). Poi ci sono LeU a quota 3 e i 5Stelle a quota zero. Lo storico sorpasso è tutto merito di Matteo Renzi, che ha nominato tutti i candidati, senza neppure l’alibi delle primarie (“ce lo chiedono gli elettori”). Ora, uno che riesce a candidare più inquisiti del primatista mondiale B., tutto dovrebbe fare fuorché parlare di impresentabili altrui. Dovrebbe starsene schiscio, parlar d’altro e sperare che i giornaloni continuino a nascondere i suoi. Invece non so se avete visto il suo minuetto dell’altra sera con Alessandro Sallusti a Otto e mezzo. Se ve lo siete perso, recuperatelo: ne vale la pena. Il capocomico era Matteo, il direttore del Giornale faceva la spalla. Parlavano, pensate un po’, di questione morale. Quella di babbo Tiziano o di Luca Lotti per Consip, o magari quella di Pier Luigi & Maria Elena Boschi? Quella del padrone B. pregiudicato per frode, indagato per strage e prescritto per corruzioni e falsi in bilancio vari e assortiti?
No, quella dei 5Stelle, che danno la caccia ai loro parlamentari che non hanno restituito parte dello stipendio: cioè che hanno fatto quello che hanno sempre fatto tutti i deputati e i Senatori della storia della Repubblica dal 1948 a oggi. Ogni tanto Renzi esagerava col giustizialismo a casa d’altri. Tipo quando, in evidente stato confusionale, ha tuonato: “I 5Stelle ci fanno la morale, ci accusano di avere impresentabili, ma, se guardiamo la storia dei rimborsi che cresce ogni giorno, vediamo che sono diventati l’arca di Noè, dove stanno salendo truffatori, scrocconi, riciclati di altri partiti politici e massoni… Stanno eleggendo i Scilipoti (sic: non ‘gli’, ma ‘i’, ndr) e i Razzi della nuova generazione”. Sallusti, imbarazzatissimo, si faceva piccolo piccolo e pigolava frasi di circostanza, perché ogni categoria evocata da Renzi gli rammentava o al padrone (“massoni”, “truffatori”) o qualcuno del suo giro (“riciclati di altri partiti”, “i Scilipoti e i Razzi”). Ma il primo a cui avrebbero dovuto fischiare le orecchie era proprio Renzi.
Alla parola “rimborsi”, dovrebbe spiegare perché ha messo in lista una decina di indagati nelle varie inchieste sulle Rimborsopoli regionali: non per essersi tenuti lo stipendio previsto dalla legge, ma per avere rubato sui rimborsi istituzionali per le proprie spese private. Alla parola “restituzioni”, dovrebbe spiegare perché il Pd non ha ancora restituito i 15 mila euro di finanziamenti che gli ammollò il compagno Salvatore Buzzi, quello di Mafia Capitale. Alla parola “massoni”, dovrebbe avere un po’ di rispetto per il suo amico Denis Verdini, imputato per la loggia segreta “P3”. E per gli amici di papà Tiziano e di babbo Boschi: tipo il massone sardo-toscano Emiliano Mureddu (poi arrestato per bancarotta), vicino di casa del primo e accompagnatore del secondo al famoso vertice romano con Flavio Carboni, bancarottiere con condanna definitiva, per il famoso salvataggio di Banca Etruria. Alle parole “Scilipoti”, “Razzi” e “riciclati di altri partiti”, dovrebbe portare un po’ di riconoscenza per tutti gli ex berlusconiani di Ncd e di Ala che hanno sorretto per tre anni il suo Governo e poi quello di Gentiloni. E magari spiegare perché ha candidato nel Pd 20 ex eletti in Forza Italia, gente che per anni ha votato le leggi vergogna di B. e addirittura la celeberrima mozione su Ruby nipote di Mubarak. Oppure sono riciclati come Razzi e Scilipoti solo quelli che abbandonano il Pd per altri lidi, e non quelli che compiono il percorso inverso?
Ma il meglio Renzi l’ha dato quando ha paragonato Di Maio a Craxi, facendo rischiare un colpo apoplettico al povero Sallusti e costringendo il suo portavoce a una frettolosa quanto imbarazzata rettifica: “Di Maio dice che farà fuori le mele marce dal movimento? Veramente è un’ortofrutta più che mele marce. Questa frase mi ricorda Bettino Craxi con Mario Chiesa e ‘il mariuolo’. Ma di cosa stiamo parlando?”. Ecco, appunto, di cosa stiamo parlando? Craxi e Mario Chiesa furono condannati per tangenti miliardarie, grazie alle indagini del pm Antonio Di Pietro che lui ha appena rifiutato di ricandidare e del pool Mani Pulite che lui tre anni fa accusò di “barbarie giustizialista”, senza neppure versare il copyright a Craxi e a B. I parlamentari del caso 5Stelle non hanno violato alcuna legge, ma il codice etico del loro movimento sulla “restituzione”, cioè sul taglio dei loro stipendi. Un codice che suscita comprensibilmente l’ilarità del leader Pd: “Lasciamo da parte i rimborsi, anche se per me è una presa in giro nei confronti degli italiani questa continua evocazione dei 20 milioni di euro, visto che il Fondo per le piccole e medie imprese vale 20 miliardi di euro di prestiti”. Certo, 23 milioni sono pochi. Potrebbero essere almeno il triplo se anche i parlamentari del Pd si fossero tagliati lo stipendio per cinque anni. Perché Renzi, prima di parlare, non chiede anche ai suoi di tagliarsi la paghetta e “restituire” le eccedenze? Sarebbe uno splendido spettacolo, in un partito che è riuscito a bocciare la sua stessa legge Richetti sui tagli ai vitalizi. Poi, però, bisognerebbe raddoppiargli la scorta.

LA DEMOCRAZIA IN VENDITA
viviana vivarelli
Il Parlamento è un suk, dove Senatori e deputati si mettono in vendita passando da un partito a un altro per denaro. Le compravendite di Renzi e di Berlusconi non indignano nessuno. I media, tutti concentrati sui bruscolini del M5S, nemmeno ne parlano. Eppure già nel 2010 l’Unità denunciava ‘il mercato delle vacche’. Si era alla vigilia del voto di fiducia sul Governo Berlusconi dopo che Fini era stato cacciato. La sorte del Governo, alla Camera, si giocava su una manciata di deputati. Il 14 dicembre, il Governo si salvò per 3 voti. Furono decisivi per Berlusconi i «sì» di alcuni finiani «pentiti» (Polidori e Siliquini, Moffa si astenne) e quelli dei «responsabili» Razzi e Scilipoti. Le cronache dell’epoca si scatenarono sulla «compravendita» di deputati, sul «mercato delle vacche», sulle promesse di sottosegretariati e commissioni in cambio dell’appoggio al Governo (in effetti Catia Polidori, qualche mese dopo, sarebbe diventata sottosegretaria allo Sviluppo). Si paventò persino dell’esistenza di un listino di prezzi – da 350mila euro in su – per convincere gli indecisi al cambio di casacca. Ma dopo fu anche peggio. Berlusconi fu condannato a 3 anni di carcere per corruzione in concorso con Valter Lavitola per compravendita parlamentare. De Gregorio confessò: “Presi 3 milioni per sabotare il Governo Prodi”, ma poi tutto finì in nulla e tutti i partiti cominciarono a comprare parlamentari a prezzi variabili fino allo schifo di oggi, in cui ben 500 parlamentari hanno cambiato partito in cambio di denaro. Poi ad essere condannati furono pochi, ma lo scandalo perdura anche ora. Hanno fatto del Parlamento un mercato e ancora rifiutano le richieste del M5S di mettere in vincolo di mandato, per cui chi lascia il partito per cui è eletto se ne deve andare fino alle prossime elezioni, e il recall per cui sono gli elettori stessi, schifati da certi comportamenti, che li mandano a casa, come avviene negli Stati uniti. Dicono che vogliono difendere la libertà della democrazia ma non c’è libertà in questo carnaio.
La democrazia è in vendita. Persino i posti degli eletti sono in vendita. I partiti hanno un tariffario che arriva a 150.000 euro. IFQ: “Le chiamano “erogazioni liberali” ma di libero hanno ben poco: quei “contributi volontari” in realtà sono obbligati in forza di scritture private, atti notarili e contratti fatti sottoscrivere ai candidati prima di metterli in lista. Chi non si impegna a versare non viene candidato, chi non versa non sarà ricandidato. Berlusconi obbliga i propri eletto a versargli 900 euro al mese. Il Pd al mese ne vuole 1500.
E persino i manager nominati dal Pd sono obbligati a finanziare il partito. Non solo deputati e eletti a livello regionale e locale, ma pure tutti quelli che i democratici piazzano ai vertici di municipalizzate, enti, fondazioni e via dicendo devono versare al partito. I partiti hanno anche fatto in modo che i versamenti siano esentasse. Con 150mila euro il Pd è quello che propone il seggio al prezzo più caro. Segue la Lega, che ai suoi candidati ne chiede 145mila. Forza Italia si accontenta di 70mila euro. Tutti i partiti impongono ai propri candidati ed eletti una tassa sullo scranno in Parlamento, nei consigli regionali e nei comuni. Ma questi soldi se li intascano i Presidenti di partito, non vanno alla gente. Ma nessuno dice che questo è uno scandalo interamente italiano. Secondo i media lo scandalo sono i 5stelle che li versano per aiutare il mondo del lavoro perché qualcuno di loro ha detto che li versava e poi non lo ha fatto???
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DI BATTISTA A DI MARTEDI’ molto molto simpatico e appassionato

I suoi libro sono anche molto belli, leggeteli!
A TESTA IN SU
MEGLIO LBERI,LETTERA A MIO FIGLIO

“Per noi è importante individuare oggi un nemico assieme,e il nemico oggi è il potere centrale:una sorta di nazismo centrale,nordeuropeo,che ci sta distruggendo.Stanno proprio creando–anche con il Jobs Act,il TTIP–una sorta di generazione Walmart, o generazione 300 euro,che produrranno sempre più schiavi.Vogliono sostanzialmente colonizzare il Sud Europa”
“Sa cosa significa corruzione?Significa rompere in tanti pezzi. La corruzione ha rotto in tanti pezzi questo Paese,l’ha sbriciolato garantendo abbondanti mangiatoie a pochi e briciole a tutti gli altri. La corruzione ha prodotto il cancro nella «terra dei fuochi» e l’abbandono dell’Italia da parte dei suoi giovani migliori;ha provocato notti insonni a padri che non sanno come pagare gli studi a figli,attacchi di panico di neolaureati che non sanno come trovare lavoro. La corruzione ha prodotto il dramma di imprenditori che preferiscono mettersi il cappio al collo piuttosto che dire in giro che stanno fallendo,le lacrime di malati costretti ad aspettare mesi per trovare un posto letto in un ospedale. La corruzione ha trasformato l’Italia in una giungla dove delinquenti ottengono appalti,conti correnti milionari,case da sogno,barche di lusso che attraccano sulle coste. La Liguria,la Sardegna,il Gargano,dove migliaia di italiani aspettano le briciole da uno Stato corrotto che non sa proteggerli neppure dalla pioggia
A voi dem vorrei ricordare che il M5S non si becca un euro di finanziamento pubblico ai partiti.Zero! Quello che voi vi siete fottuti,e non siete neanche capaci di pagare le sedi di partito a Roma. E dite a quello scroccone di Orfini di cacciare i soldi.E vogliamo sapere quanti soldi il criminale Buzzi ha dato al Pd con Mafia Capitale e se era presente alle vostre cene di finanziamento. Finché non rispondete state zitti. Pezzenti! ”

Non si deve andare in guerra in Libia perché se si va in guerra in Libia l’unico risultato che si ottiene è ricompattare frange terroristiche, tribù, controtribù, tutti contro l’Italia, che già ha tradito una volta e il secondo tradimento non verrebbe mai perdonato. Per cui, se volete un altro Vietnam, andate in Libia, la responsabilità sarà soltanto vostra, altrimenti non si va in guerra in Libia e ancor di più se non c’è un Governo di unità nazionale.

In questo Parlamento anche per essere sudditi degli Stati Uniti d’America è stato teorizzato e avallato il concetto di guerra preventiva, che è una schifezza internazionale, che ha causato i danni in Afghanistan, in Libia, in Iraq e dovunque. Oggi voi passate dal concetto di guerra preventiva alla guerra all’insaputa del popolo italiano, tutto all’insaputa, e non ci fidiamo di alcune parole del Presidente del Consiglio che ha sempre smentito sé stesso, non possiamo neanche fidarci delle vostre parole, ci fidiamo però quanto meno del popolo italiano, che è più sveglio di voi e che sa che questa guerra sarebbe l’ennesima guerra infame e potrebbe portare a un nuovo Vietnam. Non la vuole, il popolo italiano non vuole questa guerra.

[L’Isis] Si sa perfettamente chi li finanzia, come li finanziano, quali sono le industrie belliche che gli danno una mano, chi gli dà i soldi, ma non si può intervenire perché avete le mani legate, perché vi hanno messo lì gli stessi poteri forti che controllano questi traffici internazionali. Si chiama conflitto di interessi, siete regolarmente il conflitto d’interessi e non fate mai gli interessi del popolo italiano.

Se la prima vittima appunto della guerra è la verità, la vagonata di menzogne che vengono dette quotidianamente sulla questione libica ci dimostrano che siamo in guerra e il M5S si opporrà a questa guerra in ogni modo.

Qual è oggi la differenza tra il PD e una banca? Le banche gestiscono in maniera torbida i nostri soldi così come i partiti che si sono intascati miliardi di finanziamento pubblico cambiando il nome in “rimborsi elettorali”. Le banche poi vendono prodotti tossici prendendo per il culo i cittadini dicendo “tranquilli questa obbligazione è sicura” e poi in tanti hanno perso tutti i risparmi. E il PD non fa la stessa cosa? Non piazza prodotti tossici spacciandoli per roba sicura? Non è un prodotto tossico il jobsact? Non sono prodotti tossici la “Buona scuola” o il Bail-In? Non è un prodotto tossico la riforma costituzionale made in Renzi-Boschi-Verdini?
Non ci prende in giro Renzi quando dice: “aboliremo Equitalia?”. La legge per abolire Equitalia il M5S l’ha presentata in Parlamento e il PD l’ha bocciata.

Io voglio votare… io voglio votare perché non li sopporto più… io non li sopporto più! […] È grazie al M5S che qui non c’è… noi abbiamo incanalato la partecipazione su percorsi democratici belli belli! […] Io voglio che i cittadini debbano votare!

A me della carriera politica in sé non frega niente. È proprio così. Ciò che mi interessa è dare un contributo, fin quando sto in Parlamento e quindi rappresento l’interesse generale, per migliorare questo Paese. Anche perché io del M5S non potrò stare tutta la vita in Parlamento – grazie a Dio – e dovrò tornare nel mondo reale. È nel mio stesso interesse migliorare il mondo reale, proprio perché sarò costretto a farvi ritorno.

Ecco i delinquenti a chi li fanno i bonifici !

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Dedicata ai furbetti…
Marco
Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
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COME HANNO FOTTUTO I TRENTA/QUARANTENNI
Ciccio Rigoli
Quando ero piccolo io negli anni Ottanta, bastava studiare e la questione era risolta. Una vita gloriosa si stendeva davanti a noi, che avremmo potuto studiare, non avremmo dovuto emigrare, avremmo avuto una vita piena e ricca di soddisfazioni. L’Italia pompava fatturato, i Mondiali di Italia 90 erano la rappresentazione chiarissima di come stava evolvendo e crescendo e godendo questo Paese.
Poi, sarà che siamo arrivati terzi ai Mondiali, sarà che all’improvviso il Pentapartito non c’era più con il bel faccione di Craxi a rassicurarci, sarà che quello che era considerato il più grande imprenditore italiano si è buttato in politica, insomma, la situazione è degenerata. E non solo qui da noi, che alla fine dei conti eravamo abituati ad arrangiarci, ma in tutto l’Occidente, mentre il rising billion del Terzo mondo cominciava a dirci “Ehi, pure noi vogliamo le robe fighe che avete voi!”. I segnali c’erano ma non li sapevamo cogliere, quando ancora Roberto Baggio sbagliava i rigori a Usa 94.
Insomma, ci siamo ritrovati laureati e abbiamo cominciato a scrivere “Dott.” o “Dott.ssa” alla fine dei curriculum ma a nessuno fregava più niente del fatto che fossimo Dott. o Dott.ssa. Bisognava studiare ancora, fare un Master, fare i debiti, e poi raccapezzarsi a passare una vita saltando da un lavoro all’altro.
Insomma, dopo che tutti ci avevano detto “Studia così starai bene”, ci siamo accorti che non era così. E hanno pure cominciato a dire che era colpa nostra che eravamo stati abituati bene e che dovevamo adattarci. E a me viene da dire che non l’avevamo chiesto noi di essere trattati bene, non eravamo stati noi a creare le pubblicità del Mulino Bianco dove tutto andava sempre bene, non eravamo noi ad aver girato i film con Jerry Calà ed Ezio Greggio che ci avevano riempito la testa di successo, di vita bella e soldi facili. L’avevate fatto voi, che oggi siete sessantenni o settantenni e dopo averci riempito di palle sul fatto che voi avevate lavorato duramente ma adesso noi non avremmo fatto la stessa fine vi siete ritrovati con la casa di proprietà mentre noi fatichiamo a mettere insieme il pranzo con la cena. Vi siete ritrovati con più macchine nel garage mentre noi faticavamo a fare l’abbonamento dei mezzi. Ci avete bruciato, maledizione, e ci abbiamo messo anni ad accorgercene. E non avete fatto nulla per prepararci allo sfascio, ce lo siamo ritrovati davanti, e l’unica cosa che avete saputo dirci era: “Adeguati, non c’è budget”. E dove cazzo sono finiti tutti quei soldi? Stanno lì, nelle vostre pensioni con il sistema retributivo, nei pensionati a 50 anni che poi hanno aperto un’altra attività, stanno negli aiuti di Stato alle aziende che mettono gli operai in cassa integrazione, nei telegiornali che appena c’è uno sciopero in un qualsiasi cazzo di stabilimento FIAT fanno parlare i sindacati che se ne escono dicendo “Gli operai!!! Il lavoro!!! Le pensioni!!!” e poi quando vai a parlare con loro dicendo “Sono un precario, mi servirebbe una mano per un prestito” ti rispondono che non sei un operaio, che dovresti imparare a lavorare, che loro non sono preparati sui contratti atipici, che non sanno di cosa stai parlando perché loro devono preoccuparsi degli operai, degli insegnanti di ruolo e dei pensionati. E se vai a parlare in banca ti chiedono se hai una casa di proprietà, e ti ritrovi a quarant’anni a far firmare dei documenti ai tuoi che devono garantire per te neanche fossimo ancora al liceo a farci firmare le giustificazioni.
Sapete che c’è? Avete vinto voi. Questa guerra l’avete vinta voi. Ora, però, basta.
Perché dopo averci riempito la testa di cacate sul posto fisso, sul lavoro, su tutto, abbiamo capito che oggi non funziona così. Noi l’abbiamo capito, voi no.
E quindi ci siamo adattati, ma non come volevate voi. Abbiamo messo su famiglia lo stesso, abbiamo cominciato a fare 15 lavori diversi, lavori che non riusciamo manco a descrivervi e che a un certo punto ci saremmo anche rotti il cazzo di descrivervi mentre siamo lì ad aiutarvi perché “Non funziona Google”, e a 30 anni abbiamo più voci noi nel curriculum che voi a 60. E quasi mai, se ci offrono il posto fisso, lo vediamo come il posto in cui lavoreremo fino alla fine dei nostri giorni, ma come il posto in cui abbiamo qualche certezza di lavorare per qualche anno senza essere sbattuti fuori a calci appena il vento gira, e dopo qualche anno siamo noi che ce ne andiamo, perché non abbiamo più stimoli e vogliamo averne di nuovi.
Siamo noi che sappiamo come usare i social network che voi usate solo per giocare e mandarvi i buongiornissimi, sappiamo che alcuni giornali sono attendibili e altri no, non ci facciamo fregare dai titoli del Corriere e di Repubblica o dal telegiornale su Rai Uno che pensavate dicesse sempre la verità.
Volevamo fare quello che sognavamo da piccoli, e lo facciamo. Magari non ci prendiamo dei soldi ma continuiamo perché vogliamo farlo, non abbandoniamo quello che volevamo fare solo perché vorreste vederci sistemati.
Non ci sistemeremo, fatevene una ragione, non per ribellione ma perché è impossibile fare quello che avete fatto voi negli ultimi anni del Novecento. Purtroppo o per fortuna, non è dato saperlo.
Abbiamo quarantanni e ci vestiamo ancora con le magliette dei gruppi rock e andiamo ancora ai concerti e guardiamo i film e le serie tv perché il limite della giovinezza si è spostato, anche se voi ci considerate giovani fino a 35 anni se dobbiamo chiedere un prestito o partecipare a un bando di concorso, giovane fino a 50 se invece dobbiamo chiedere un aumento al lavoro.
Siamo noi che stiamo sistemando la situazione anche se ci avete regalato una macchina rotta. E non ci avete fatto neanche gli auguri quando ci siamo saliti sopra ma ci avete detto “Vai piano”. Col cazzo che andiamo piano, non possiamo andare piano, rendetevene conto.
Abbiamo fatto pace con quello che ci avevate promesso e non avete mantenuto. Non avremo la pensione? E vaffanculo, faremo senza. Non avremo una casa di proprietà? E vaffanculo, ce ne andremo da un’altra parte dove gli affitti costano meno. Non avremo la macchina? E vaffanculo, tanto la macchina non serve più a nessuno.
Lavoriamo spesso più duramente di voi, perché voi davanti avevate il sogno realizzabile di sistemarvi, noi invece abbiamo il sogno irrealizzabile di mettere in banca qualcosa una volta pagato tutto. E non ce la faremo, e quindi vaffanculo, andiamo avanti lo stesso.
Metteremo in piedi startup, aziende, studi e cooperative, e assumeremo i ventenni pagandoli davvero perché non passino le stesse disgrazie che abbiamo passato noi, e se non riusciremo a pagarli per qualche motivo non ci nasconderemo dietro il “Almeno fai esperienza” oppure dietro il “Fai un lavoro che ti piace, vuoi anche essere pagato?” come troppo spesso fate voi che pensate che oggi sia possibile lavorare come una volta.
Insegneremo ai nostri figli che la vita è difficile, molto difficile, ma che possono fare qualsiasi cosa e non gli romperemo il cazzo dicendo “E allora quando ti sposi?” oppure “Non vieni mai a trovarci!”. Si sposeranno e faranno figli quando vorranno, se vorranno, e non ci metteremo in mezzo. Ci verranno a trovare quando avranno voglia loro, non costringendoli col ricatto sentimentale dopo avergli costruito attorno la gabbia della famiglia che ancora oggi continua a ingabbiare migliaia di persone che a cinquant’anni si sentono ancora figli prima che uomini o donne.
Nessuno dovrà passare quello che abbiamo passato e stiamo passando noi, quello che voi non riuscite ancora a capire perché per voi gli anni Settanta non sono mai finiti, pensate ci siano ancora le lotte operaie, Guccini alla Festa dell’Unità e il Festival di Sanremo con il superospite internazionale.
Sapete che c’è? Avete vinto quella guerra, ma quella che stiamo combattendo noi, voi non sapete neanche che è in corso. Cazzi vostri, non possiamo starvi appresso in eterno, abbiamo da fare.

PERCHE’ RIDIAMO
Sophie Scott
Ridere è un’azione molto strana, ha un suono particolare, primitivo. Ricorda più il richiamo di un animale che il linguaggio. Ci sono molti esempi di risata, non ne esiste solo una. Può essere gioiosa oppure ci sono quelle risate che tolgono il respiro, ci sono risate timide o quelle fragorose. Insomma le risate ci spingono a fare rumore molto strani.
Per capire la risata, dovete osservare una parte del corpo su cui psicologi e neuroscienziati normalmente non si soffermano, la cassa toracica. Tutti noi utilizziamo la cassa toracica ogni giorno per respirare. Non smettiamo mai di farlo. Appena iniziate a parlare, iniziate ad usare la respirazione in modo differente. Parlando, la cassa toracica produce piccoli movimenti per spremere fuori l’aria. Infatti siamo gli unici animali in grado di farlo. Per questo riusciamo a parlare.
Scientificamente, sappiamo poco della risata, ma a quanto pare tutto quello che crediamo di sapere è sbagliato. Non è difficile, ad esempio, sentire qualcuno dire che gli umani sono gli unici animali a ridere. È la stessa cosa che pensava anche Nietzsche. Al contrario, molti mammiferi sono capaci di ridere. È ben descritta e osservata nei primati, ma vale anche per i ratti, e in ciascun caso – umani, primati, ratti – pare associata a cose quali il solletico.
Per gli umani vale lo stesso. È associata al gioco, e tutti i mammiferi giocano. Si ride 30 volte di più se si è in compagnia piuttosto che da soli, e la maggior parte delle risate è prodotta in contesti sociali, come in una conversazione.
Se chiedete a delle persone quando ridono, diranno che accade durante le commedie e parleranno di umorismo e barzellette. Osservandoli vi accorgereste che ridono con i loro amici. E quando ridiamo con qualcuno, raramente ridiamo per le barzellette.
Ridiamo per mostrare alle persone che le capiamo, che concordiamo con loro, che facciamo parte dello stesso gruppo. Ridiamo per dimostrare che ci piacciono. Magari anche che li amiamo. E lo facciamo mentre parlate, la risata veicola molte emozioni.
Il motivo per cui ridevamo sentendo altre risate, è che in termini comportamentali il ridere ha un effetto contagioso. La risata può essere trasmessa da un altro, ed è più facile farsi contagiare da qualcuno che si conosce. Come con lo sbadiglio. Se un vostro amico ride di gusto, vi sarà quasi impossibile resistere. Dovete pensare al significato sociale della risata visto che è in questo che ha origine.
I neuroscienziati pensano che ci possano esistere due tipi di risate. È forse possibile che le basi neurali della risata spontanea, involontaria, siano differenti rispetto a quelli della più contenuta risata sociale. È possibile che la risata abbia due diversi tipi di origine.
Esiste la risata spontanea e quella fittizia.
Le persone capiscono la differenza tra la risata vera ed una impostata. Ci appaiono differenti. La risata involontaria ci risulta diversa dalla risata sociale. Sono acusticamente diverse. La risata impostata ci suona un po’ falsa. In verità, non lo è: è importante in termini sociali. La usiamo molto e in tante situazioni ed è una cosa a sé stante.
E come reagisce il cervello al sentire una risata?
Nel sentire risate spontanee e impostate il cervello reagisce in modo completamente e significativamente diverso. A quanto pare nell’ascoltare qualcuno ridere spontaneamente si percepiscono suoni inesistenti in altri contesti. È molto chiaro e sembra essere associato a sofisticate elaborazioni auditive di questi nuovi suoni. Al contrario, sentendo qualcuno che ride in maniera impostata reagiscono aree del cervello adibite a capire gli stati mentali altrui.
Credo significhi quando si sente qualcuno fare ridere per finta, cerchiamo di capire perché sta ridendo. C’è sempre un significato. Si cerca sempre di contestualizzare.
Abbiamo anche potuto studiare come cambia l’ascolto della risata durante la crescita.
La Royal Society ha condotto degli esperimenti e ha capito che invecchiando, si migliora nell’individuare le risate vere. Quindi i bambini di sei anni non possono capire la differenza. Invecchiando, miglioriamo ma non si raggiunge il picco della performance fino ai 30 o 40 anni. Non si comprende pienamente la risata durante la pubertà.
Inoltre più siamo giovani è più siamo inclini alla risate, al divertirsi. Invecchiando diventiamo tutti più scontrosi, o, comprendendo sempre di più la risata, le risate altrui non ci offrono più soddisfazione.
Ridere fa bene, allunga la vita si dice, e forse è vero. Infatti tutti lo facciamo in continuazione. Lo si fa con tale frequenza da non farci caso. Tutti sottostimiamo quanto si ride, e farlo con qualcuno ci consente di accedere ad un sistema evolutivo antico che i mammiferi hanno sviluppato per creare e mantenere legami sociali, e chiaramente per regolare le emozioni, per farci sentire meglio. Quindi ridete e divertitevi, è la cosa più bella del mondo. O quasi.
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Come liberarsi dei migranti italiani? Uccidendoli

Il “problema” degli italiani a New Orleans nell’agghiacciante vignetta del quotidiano The Mascot nel 1888
Nel 1888 il quotidiano di New Orleans The Mascot consigliava – con un’agghiacciante vignetta chiamata “Per quanto riguarda gli italiani” – alcuni metodi per risolvere alla radice il “problema italiani”. Tra questi spiccano l’arresto e l’annegamento.
Sopra ci sono alcune persone – definite “una seccatura per i pedoni” – riversate a terra sui marciapiedi, alcuni uomini ammassati in una stanza descritta come “le loro camere da letto” e una rissa con coltelli e bastoni, definita “un rilassante passatempo pomeridiano”.
Sotto la “soluzione finale”: uomini ingabbiati che aspettano di essere calati in mare da un molo (la didascalia recita “il modo di liberarsi di loro”) e persone trascinate per il colletto da forze dell’ordine armate di manganello, cioè “il modo di arrestarli”.
Durante la seconda metà del Diciannovesimo secolo circa 10 milioni di italiani emigrarono verso gli Stati Uniti da tutte le regioni d’Italia. In particolare a New Orleans arrivarono moltissimi siciliani, grazie a una rotta navale che collegava Palermo e New Orleans. Molte delle persone che viaggiavano verso gli Stati Uniti lo facevano con l’idea di lavorare per qualche anno prima di tornare in Italia dalle loro famiglie e questo fece sì che per molti anni le comunità di immigrati italiani fossero particolarmente chiuse e isolate: imparare la lingua e integrarsi nella cultura statunitense non era una loro priorità. Come in molte altre città degli Stati Uniti dove arrivarono immigrati italiani, anche a New Orleans si sistemarono in un quartiere della città che venne soprannominato “Little Palermo”.
Come testimonia la vignetta del The Mascot, il sentimento anti-italiano era piuttosto diffuso nella popolazione locale, tanto da essere trattato apertamente dai giornali, che allora erano lontani come idea dai giornali attuali e più apertamente incentrati sulle opinioni e le argomentazioni di parte. Proprio a New Orleans nel 1891 ci fu uno dei più gravi episodi di violenza razzista contro la comunità italiana: il più grave linciaggio della storia degli Stati Uniti. Nel 1890 il capo della polizia della città David Hennessy era stato ucciso e la polizia aveva arrestato diversi membri della comunità italiana accusandoli dell’omicidio. Qualche mese dopo, nel 1891, un processo stabilì l’innocenza degli imputati e l’infondatezza delle accuse. La sentenza fu accolta con grande rabbia da una parte della popolazione di New Orleans, che il giorno dopo si radunò per “porre rimedio agli errori della giustizia”, come diceva un annuncio pubblicato su un giornale locale il 13 marzo del 1891. Il 14 marzo circa 3.000 persone si radunarono a Canal Street e la folla linciò 11 persone di origine italiana, nessuna delle quali legata al processo per l’omicidio di David Hennessy.

GLI SCHIAVI CHE DIVENTANO PADRONI SONO PEGGIORI DEI LORO PADRONI!

Su La Repubblica di sabato scorso Ezio Mauro scriveva:
«Poiché l’odio ha bisogno di nemici, il migrante viene trasformato in invasore dello spazio nazionale, usurpatore delle periferie in cui dorme, concorrente nel lavoro che si procura, parassita nei pochi servizi sociali di cui usufruisce. Fino a diventare inquietante con la sua sola presenza, intruso per la pura pretesa di sopravvivere, abusivo per definizione. Riassume in sé l’identità storicamente colpevole dello straniero, del povero, del migrante. Ridotto a pura quantità ostile, merce d’ingombro da scaricare, legittima ogni forma di ripulsa, dunque ogni gesto che segni la separazione, il rifiuto, il rigetto. La figura del nero riassume, potenzia e scarica a livello istintuale tutto questo insieme di egoismi aggressivi, armati di un nuovo guscio ideologico che li protegge, li giustifica, li recita a piene mani nei talk tra i sorrisi degli astanti, spargendoli ogni sera nella solitudine dispersa del grande tinello italiano».
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BEPPE GRILLO E KANT

“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.”

Vorrei parlarvi un po’ di nani, un argomento che mi ha sempre affascinato, ma non per prenderli in giro, o meno per fare satira , ci mancherebbe… ma questi nani giganti dentro, che attraversano la nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo, impregnano la nostra vita di cose straordinarie, e noi siamo abituati ormai con nanetti, così, senza nessun tipo di morale, di carisma o di antropologia filosofica; io ho bisogno di immergermi in cose così.
Oggi, 12 febbraio, ricorre il 214° anniversario della morte del più grande gigantesco nano della storia, Emmanuel Kant , questo ometto di un metro e 57 che ha scritto delle cose straordinarie. Nasce a Königsberg ma adesso si chiama Kaliningrad, un Paesino, suo padre è un sellaio, una famiglia umile, impara il greco, il latino …non vi sto a menarla.
Inventa l’illuminismo, cioè tutte queste cose meravigliose, che oggi abbiamo dentro, lo dobbiamo in grande parte a questo ometto di un metro e 57 di Königsberg . Allora inventa questo illuminismo in un momento che era tutto religione, tutte cose che non si capivano, fa studi e arriva all’imperativo categorico, ovvero agisci come se la massima della tua azione dovesse diventare legge universale, cioè è un po’ la legge dei gabinetti “ lasciate questo posto come desiderereste trovarlo quando ci entrate” è semplice questa massima potrebbe essere applicata a tutte le nostre relazioni con gli altri, coi vicini, mentre guidiamo, con gli extra comunitari.
Lui da piccolino, lì a casa sua, inventa queste cose, comincia a parlare di queste cose, parla della globalizzazione buona, per esempio “trasforma il tuo nemico in un cliente” in un cliente, aveva già l’idea del commercio globalizzato internazionale, il diritto internazionale; la difesa, la somma di federazione di repubbliche insieme per garantire la pace, lo scrive nella pace perpetua, inventa l’Onu, il diritto internazionale, fa studi su tutti i popoli del mondo.
Questo ometto qui fa delle cose di cui noi siamo ancora impregnati . Ma la cosa stupefacente, che non mi capacito, è che non si è mosso di casa, senza uscire; oggi tutta questa velocità, tutto in supervelocità, treni ad alta velocità, andiamo in posti sempre più distanti per starci sempre il meno possibile; questo eccesso di informazione, ci scambiamo informazioni e alla fine non sappiamo quasi più nulla.
Lui da casa, questo 1.57, inventa le cose per cui vale la pena vivere, per cui vale la pena battagliare, pensate che sulla sua tomba, io sono andato a vederla, c’è scritto – si è fatto cremare, ci sono le sue ceneri – c’è scritto: in alto le stelle e dentro la legge morale.
Cioè era del M5S!
Guarda non posso negarlo, era del M5S, è lui che l’ha inventato, noi siamo dei piccoli principianti che andiamo avanti, ma per dirvi che tipo di nano era, invece noi oggi siamo abituati ad altri nani, lui era un nano gigantesco, noi abbiamo dei nani nani, degli psiconani , nani proprio di mentalità, con una visione del mondo di 10 centimetri.
Allora, pensate un attimo se non ci fosse stato Kant, che cosa avremmo perso, ci saremmo persi l’Onu, ci sono saremmo persi le nazioni unite, il diritto internazionale, ci saremmo persi la morale, ci saremmo persi un sacco di cose, la globalizzazione buona, pensate cosa ci saremmo persi senza Kant, e pensiamo invece cosa ci saremmo persi senza Berlusconi, senza lo psiconano ci saremmo persi il grande fratello, ci saremmo persi il gabibbo, porta a porta, e ci saremmo persi un mare strepitoso di ignoranza in cui è caduto questo Paese!
Quindi io vi abbraccio, al prossimo filosofo.
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L’umanità ha tutte le ragioni di collocare i predicatori di elevati modelli e valori al di sopra degli scopritori di verità obiettive. Quel che l’umanità deve a personalità come Buddha, Mosè e Gesù sta, secondo me, a un livello superiore di tutti i risultati del pensiero analitico e speculativo.
Albert Einstein

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