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Monday December 11th 2017

MASADA n° 1889 25-11-2017 I RIESUMATI

MASADA n° 1889 25-11-2017 I RIESUMATI
Blog di Viviana Vivarelli

A volte ritornano: la resurrezione di Berlusconi – Renzi alleato a Berlusconi – Scalfari preferisce Berlusconi a Di Maio – Le 10 domande di Travaglio a Scalfari – L’ottava Leopolda – Renzi in picchiata libera – Strasburgo, sentenza su B – Astenuti e democrazia – Di Battista ritira ogni candidatura –Il Patto del Nazareno 2 – L’età del pensionamento in Europa – A 2 settimane dal voto già 5 eletti arrestati in Sicilia

Nel 2010 Scalfari scriveva che c’era da accomunare “attraverso la mediazione di Dell’Utri ma non soltanto, la Cupola di Cosa Nostra e Silvio Berlusconi”.
Nel 2017 dimentica ciò che lui stesso scriveva e considera Silvio il male minore!
TuttiACasa!
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Saradisabato
Non so se possa interessare a Floris, ma per uno Scalfari che vota Berlusconi c’è mia nonna che vota Di Maio.
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MONICA PICCA: “Il M5S ha preso I voti di SPADA”
Beh…? Se è per quello ha preso pure i voti di COPPE, BASTONI E DENARI…
Dino Colombo
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Renzi: «Io spero che permettano a Berlusconi di candidarsi perché vorrei proporgli di candidarsi contro di me».
Deve essere tipo una gara tra zombie: vince chi ritorna prima nella cripta.
LVIX1
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Sono andata in farmacia per prendere uno sciroppo per la tosse. Il farmacista ha tirato una monetina in aria e poi ha detto: “Mi dispiace: è uscito shampo anti-forfora”.
LVIX1
agenziadelfarmaco EMA2Milano EMAMilano Amsterdam
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La figlia di Rina: “A casa mia non ho vissuto quella Mafia”.
Ci mancava solo che tuo padre i bambini li sciogliesse nella vasca da bagno di casa.
Lucio_Apuleio

GIORGIO CREMASCHI
Ai propagatori di fakenews sulle pensioni : Debito pubblico Italia novembre 2011 data di approvazione Fornero 1905 Miliardi € Oggi 2284 Differenza + 379 MILIARDI ! E allora imbroglioni, quanto ci è costata l’età pensionabile più alta della UE ?
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Italia e UE si astengono all’ONU su condanna neo nazismo USA e Ucraina votano contro…Sono gli stessi che quando c’è da bombardare in giro scoprono sempre nuovi Hitler Vergogna!
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I “consiglieri” economici della Merkel vogliono abolire le 8 ore di lavoro in Germania. Il limite UE è di 13 (!) ore al giorno. Anche la tecnologia minaccia l’occupazione ma i criminali liberisti vogliono far lavorare di più invece che meno.
Dal paese guida UE parte un nuovo massacro sociale.
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Sentito intervista al TG2 della segretaria CISL, felice dei risultati ottenuti con Gentiloni e Poletti sulle pensioni …neppure Crozza riuscirebbe a fare una simile caricatura della penosa e ridicola degenerazione del sindacato di regime

Viviana
Al povero Welby, affetto da distrofia muscolare, che fu sempre pio e religioso ma rifiutò l’accanimento terapeutico, la Chiesa negò perfino una funzione religiosa, il Vicariato di Roma non concesse la funzione secondo il rito religioso come nei desideri della moglie cattolica.Il cardinal Camillo Ruini dichiarò di aver preso personalmente la decisione di negare il funerale religioso a Welby.
Ma la bara di Riina (che ha ucciso 300 persone) è stata benedetta con l’acqua santa ed è stato seppellito in terra consacrata.
Persino dopo la morte due pesi e due misure?
Ma i mafiosi non erano stati scomunicati?

« Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico.
Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.
»
(Piergiorgio Welby)
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IFQ: Case popolari, Raggi caccia “chi ha la Porsche”.
Roma – La sindaca: “Duemila abusivi. Fino a 9 mila irregolari. C’era anche una famiglia con un’auto sportiva, una Porsche, tra le duemila scovate dal Campidoglio non più in possesso dei requisiti per abitare nelle case popolari comunali di cui sono assegnatarie. E poi un’altra proprietaria di ben 18 immobili. Mentre diverse risultano avere redditi notevolmente al di sopra del limite di 28.500 euro per nucleo

LOBBIE, PERCHE’ LA SPUNTANO SEMPRE?
Bruno p.. Napoli
E’ sempre più emblematica la domanda sul perché determinati poteri riescano sempre ad ottenere la loro parte nonostante arrechino dei danni enormi alle comunità.
Quel palleggio di iter burocratici che stato e regioni si contendono,a volte rallenta,raramente impedisce l’attuazione dei progetti di una determinata lobby che in una maniera o nell’altra la spunta sempre.
Con la bocciatura della riforma costituzionale proposta dal PD si è evitato per un soffio che i servizi affidati alle regioni passassero nelle mani delle multinazionali che avrebbero potuto richiedere il risarcimento dei danni in caso di opposizione da parte di un territorio in un contesto giudiziario completamente alieno a quello dei nostri tribunali ordinari.
Concessioni per casinò (ne vogliono fare 10.000), lidi balneari, estrazioni petrolifere e di gas, oleodotti, tav, autostrade, discariche, inceneritori, licenze edilizie e tutto quello che fa gola alle lobbie dei soliti noti.
Qui non si tratta di fermare il progresso ma di tutelare i nostri territori già martoriati da decenni di soprusi di tutti i tipi che stanno realmente uccidendo gli abitanti e per l’alto tasso di inquinamento e per il disagio sociale con la ghettizzazione edile o con il proliferare del gioco d’azzardo.
Ma allora lo stato a che serve? E quale dovrebbe essere la sua funzione?
Non dovrebbe rappresentare forse il grado più alto di tutela per i suoi abitanti?
E’ giusta l’autonomia regionale ma a che serve se poi lo stato la bypassa con qualche leggina governativa?
Allora c’è qualcosa che non funziona nel nostro statuto soprattutto se si insinua il legittimo dubbio che il Parlamento che emana le leggi e il Governo che le esegue non siano del tutto estranei ai giochi e alle pressioni esercitate dalle lobbie.
Quali fondazioni dei partiti finanzia il gioco d’azzardo? O addirittura quali soggetti istituzionali ci guadagnano da una legge che obbiettivamente danneggia il territorio e i suoi abitanti?

STRASBURGO, SENTENZA SU BERLUSCONI
A Strasburgo, è arrivata la sentenza del Tribunale europeo che, dopo 4 anni dalla domanda, deve dire se Berlusconi (condannato per frode fiscale) potrà ricandidarsi al Parlamento italiano (la candidatura al Parlamento europeo gli era già stata negata), ma ci vorranno dieci mesi, chissà perché, prima di conoscere la sentenza. Per cui, se il Pd cede, come ha sempre fatto, alle pretese di Berlusconi, ipotizzo che non ci faranno votare prima della fine di maggio, per dargli modo di candidarsi. Anche su questo saremo in grado di valutare quanto è forte la collusione di Renzi con Berlusconi. Il fatto è che i voti del Pd, dopo gli orrori delle riforme renziane, scendono in picchiata libera, e il Pd, da solo o coi suoi dissidenti di sx ormai schifati da Renzi che prima li ha cacciati e ora manda l’improbabile Fassino a raccattarli , non ce la farebbe mai a contrastare il M5S, che ormai è primo anche nei sondaggi taroccati perché comprati dei partiti (solo Masìa di La7 ha avuto da Renzi 50.000 euro, questo per dire quanto è faziosa anche La7), per cui, se il Pd non vuole diventare ultimo tra gli ultimi, sarà giocoforza che si allei con Berlusconi. Questo schiferà molti altri dei suoi elettori mentre i sordo-ciechi continueranno a votarlo come zombi.
Ora, cercate di immaginare lo scenario più orribile. La Corte di Strasburgo, dove c’è anche un giudice mandato da Berlusconi, lo dichiara candidabile. Berlusconi riunisce cani e porci (cosa che gli viene più facile che a Renzi); grazie a quell’idiozia renziana e suicida per il Pd, che è il Rosatellum. vince le elezioni. Si fa nominare Capo del Governo, ha la fiducia del Parlamento e comincia un altro ventennio di cdx con una cariatide al comando. E’ una cosa talmente assurda che in Italia potrebbe anche verificarsi.
Dopo gli 80 sarebbe bene che uno non guidasse nemmeno una macchina e lui che ne ha 81 vuol guidare uno Stato! davvero la presunzione umana non ha confini! Del resto il San Raffaele ha detto che la vita umana può arrivare a 115 anni, che per lui diventano 125 !

roberto2017
Houdini a B gli avrebbe fatto una pippa !! Ha fondato TV mediaset banca mediolanum milano 2 amico di Craxi comprato Milan è portato al tetto del mondo fondato un partito con il mafioso Dell’Utri ne ha fatte di tutti i colori ne è passato indenne ha messo il burattino Renzi gli ha fatto fare gli interessi delle sue ditte gli ha dato da tappare la bugna banche gli ha fatto fare tutto quello che voleva fare Lui tipo art 18 imu ecc e se riesce a passare l’unico intoppo Severino (colpa dei 5S che non erano previsti estranei in Parlamento) che altro gli possiamo dire se non Chapeau ?
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Califano V.
Indipendentemente dalle decisioni giuridiche del tribunale Berlusconi resta un politico che ha contribuito alla degenerazione etica, sociale, economica e politica dell’Italia. Ha messo insieme una serie infinita di politici corrotti, condannati, in carcere, o con comportamenti riprovevoli che hanno fatto, come lui del resto, i propri interessi. Questo é il giudizio storico-politico su questo personaggio e che nessun tribunale o giurisdisdizione potrá cambiare.
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dagosan
Un Paese dove questo pregiudicato contiguo alla mafia si può candidare a presidente del consiglio e partecipare alle scelte del governo insieme a un contaballe è un paese alla frutta avariata … l’Italia dovrebbe essere estromessa per indecenza dall’Europa!
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miknik
Ma caro signore, questa è l’ITALIA di Pulcinella, dove tutto è il contrario di tutto dove per un onesto meritevole è impossibile trovare un lavoro ma dove un condannato per frode fiscale può presentarsi a fare il PDC ma non può fare il poliziotto o il portinaio! Dove un certo Senatore Minzolini, condannato in terzo grado quindi in via definitiva può (vergognosamente) con la complicità dei Senatori di dx e sx continuare a fare il senatore !

ASTENUTI E DEMOCRAZIA
Viviana Vivarelli

I nemici dei 5stelle contestano la vittoria di Ostia perché è andato a votare un elettore su 3. Embè? E’ una affluenza scarsa come si è avuta in Francia quando è stato eletto Macron (51% si astenuti), eppure per Macron nessuno ha avuto niente da dire.
La democrazia è una delle cose più importanti del mondo moderno, perché da chi governa dipende ogni aspetto della vita dei cittadini e ogni possibilità di futuro sostenibile per noi e i nostri figli, ma i più preferiscono fregarsene o manifestare il loro sdegno con l’astensione.
La condotta dei partiti tradizionali negli ultimi decenni non ha fatto che degenerare, le ormai arcaiche dx-sx (i cui nomi oggi non significano più niente per quanto si sono omologate) si sono comportate così indecentemente e hanno a tal punto distrutto ogni parvenza di bene comune, di giustizia, di speranza… che lo schifo o l’indifferenza dei cittadini sono diventate quasi unanimi.
O si rifonda l’applicazione della democrazia su un nuovo e robusto concetto della stessa, (come tenta di fare il M5S e come si sta facendo in Svizzero o Norvegia) o si consoliderà un nuovo Medioevo, in cui l’Europa sempre più diventa un sistema feudale (gerarchia di ricchi che comandano, servi della gleba che ubbidiscono).
I tempi mostrano una progressiva involuzione del sistema democratico, una crisi sistemica del sistema parlamentare, una difficoltà crescente dei partiti di governare sia pure con le peggiori coalizioni (vd Merkel), una ascesa del centralismo di potere, concentrato in una sola persona inamovibile e dittatoriale, circondata da una corte di nominati sempre più scadente, acefala e ridotta al rango dei servi di corte. Sia dx che sx hanno fatto a gara per ignorare le scelte elettorali e i bisogni del Paese, manipolando il consenso con media disinformatori e bassa propaganda da suk elettorale, eludendo le aspettative popolari, fregandosene dei bisogni della gente, calpestando o deformando i mezzi di democrazia diretta: scelta elettorale, referendum e sindacati. Infine hanno mostrato tutto il loro disprezzo per il principio base della democrazia: “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”, deformando le leggi e il processo penale così da avere impunità assoluta per i loro reati e creando due classi distinte: i poveri a cui non è permesso di fare nulla e che, se fanno anche una piccola trasgressione, finiscono in galera o falliti, e i ricchi, che si possono permettere di delinquere così in pace da essere o sostenitori di politici (vedi in Sicilia) o candidabili essi stessi (grazie Pd e Fi). In questo degrado viene meno anche il 2° principio base della democrazia: “la separazione dei poteri”, in un presente dove nessuno controlla nessuno o i controllori sono gli stessi che dovrebbero essere controllati (vd sistema bancario).
In questa crisi strutturale gli astenuti sono coloro che sono vinti senza nemmeno combattere.
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Di Battista ha deciso di ritirare ogni sua candidatura.

ANGELO MAZZOLENI (IFQ)
Ci sono moltissimi politici che farebbero carte false pur di entrare in Parlamento. C’è chi invece, per libera scelta, decide di lasciarlo ancor prima del termine dei due mandati, previsti dal non statuto del M5S. Credo stia anche in questo la differenza tra M5S e partitocrazia.
La scelta di Di Battista di non candidarsi alle prossime elezioni potrà sembrare ad alcuni 5stelle un po’ egoista, ma va comunque rispettata. Lascerà un grande vuoto, essendo indubbiamente una delle sue punte di diamante, un es. per tanti giovani di come ancora si può fare politica, lottando per il bene del Paese, con onestà, impegno e passione autentica. Ma sono sicuro che Di Battista non farà mancare il suo contributo nella prossima campagna elettorale. Dopo le elezioni siciliane, perse per poco, quelle di Ostia, vinte nonostante tutte le campagne mediatiche anti-Raggi, con l’approvazione della legge elettorale anti-M5S, targata Pd-Pdl-Lega, il quadro confuso della politica italiana sembra essersi semplificato pur lasciando intravvedere un orizzonte incerto.
La sconfitta del Pd renziano, la sua lenta ma, stando ai sondaggi, inarrestabile disgregazione, la rinascita di B, riportano l’Italia in un bipolarismo anomalo; 2 sole opzioni di governo:
– il solito inciucio Pd-Pdl, con Renzi, questa volta, nello scomodo ruolo di ruota di scorta della dx
– un governo alternativo del M5S, con o senza un appoggio esterno al programma di altre forze politiche.
Con questa legge elettorale, nessuna coalizione politica avrà infatti la maggioranza per poter governare da sola. Sembrerebbe gioco facile per Renzi e B rinverdire l’eterno patto del Nazareno. Ma l’esito non è così scontato. Molto dipenderà da dove andrà a finire la maggior parte dei voti in uscita dal Pd e, soprattutto, da quanto il M5S riuscirà a recuperare, in termini di consensi, nel grande serbatoio congelato degli astenuti. Se Di Maio e Di Battista riusciranno a condurre una campagna elettorale efficace, con nuove metodologie di approccio, incentrata sui contenuti e, soprattutto, sulla dimostrazione della credibilità del M5S come forza di governo, i 5stelle potrebbero non solo confermarsi primo partito, ma aspirare a quella percentuale di consensi necessaria per vincere e governare in autonomia.
Sarà dunque fondamentale una battaglia per conquistare la fiducia di rassegnati e astenuti demistificando le etichette spregiative sui “Grillini inaffidabili ed incapaci di governare”. E sarà importante la scelta e la presentazione di una squadra credibile di governo e di un programma alternativo, di breve, medio e lungo periodo, costruito dal basso col supporto di esperti in tutti i settori. Soprattutto, i rappresentanti del M5S dovranno convincere tanti cittadini di quanto sia negativo il non voto. Se ci riusciranno, il miraggio di quel 40% potrebbe diventare realtà, smentendo tutti i pronostici ed i calcoli degli autori del Rosatellum.
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Sulle tante illazioni, alcune veramente da denuncia penale, a Di Battista perché non si candida premier contro Di Maio, pur continuando a lavorare per il M5S, scelgo questa risposta di
riky144 a un tizio idiota che dava di incompetenti ai 5stelle:

…ma manco vi rendete conto di quanto siete ridicoli a ripetere la solita scemenza degli incompetenti ? Avete avuto ministri che facevano calendari porno, altri con la terza media, altri condannati ed indagati, deputate che facevano le pornostar, ladruncoli di ogni genere, mafiosi e camorristi, un renzi che non è stato capace di fare una sola riforma senza che la corte costituzionale gliela bocciasse, praticamente non solo delinquenti ma anche incapaci, e l’unica cosa che sapete fare, non potendo accusare i 5stelle di tutte le nefandezze che fate voi, è offendere con delle ridicole insinuazioni come fanno i bambini di terza elementare. RIDICOLI!!

A VOLTE RITORNANO. LA RESURREZIONE DI BERLUSCONI
Viviana Vivarelli

E’ iniziata la riabilitazione di Berlusconi. Pazienza per quella idiota della Gelmini, che ne fa una vittima di fandonie e falsità, preda dell’accanimento giudiziario di toghe rosse, affermando che “ma’ in tutta la sua vita il povero Silvio ha trasgredito una legge”, ma Vespa, che va sempre dove soffia il vento del potere, si è già posizionato su una riabilitazione santificante del povero Silvio, vittima sacrificale dei cattivi di questo mondo.
All'”Aria che tira”, altra trasmissione che va dove soffia il potere, si è già deciso che Renzi è fottuto, il Pd è morto, il csx inesistente, i tempi si sono chiusi sull’inutile Fassino e la sua mission senza un niente di fatto, l’unione dei sinistri non si farà e Renzi può esser messo in naftalina. Si torna al bipolarismo. E così, dovendo guardare al M5S o salire sul carro di Berlusconi, è enormemente preferibile Berlusconi. Dunque il proclama di Scalfari “Tra Di Maio e Berlusconi scelgo Di Maio” è diventato trend dei voltagabbana politici. Perfino Monti, sia pure tra molti distinguo e confermando la sua immensa devozione a Scalfari, si è lievemente meravigliato che dopo 20 anni di ferreo e feroce berlusconismo, il caro Scalfari si sia repentinamente voltato al voto per Berlusconi, come “male minore”.
Ma come sa di muffa e ritrito e vecchio e stantio tutto ciò!!
Ma quando ci libereremo da queste cariatidi!

IL PATTO DEL NAZARENO 2
Bruno Fusco

Dal 2013, senza parlare degli anni precedenti, Napolitano, non ha fatto altro che tenere al caldo il posto a Berlusconi. Con la cacciata dal Parlamento, sacrosanta, del pregiudicato, e solo grazie al Movimento Cinque Stelle, si sono susseguiti alla Presidenza del Consiglio, personaggi che nulla avevano a che fare con la volontà popolare e la democrazia: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Il nazareno è il patto non scritto, ma giurato dal PD al pregiudicato, che mai si sarebbe andati alle elezioni, per evitare una vittoria dei cinque stelle, e restare in attesa della sua possibile riabilitazione dai servizi sociali e dalla sentenza che si aspetta dalla corte di Strasburgo.
Né Renzi, che lo sfida come interlocutore politico attendibile, e questo già dice tutto di quello che ho scritto sopra, né tantomeno Salvini e Meloni, ritengono Berlusconi incandidabile, interdetto per legge dalla gestione pubblica, dai soldi dei cittadini, anzi, gli attribuiscono un ruolo ancora cruciale alle prossime politiche, e qualche giornalista, lo ritiene addirittura più degno di un giovane come Di Maio.
Siamo alla palingenesi del fascismo, che viene fuori dalle ceneri della memoria collettiva, ma non quella stellata, e che emerge chiara nelle domande dei giornalisti, che si permettono di paragonare, sia in qualità di giudizio umano, sia in quello politico, un pregiudicato evasore fiscale, dichiarato “pericoloso corruttore, nonché amico di mafiosi, condannato con sentenza definitiva, e prescritto ma non assolto in altri processi, e ancora altri sono da svolgersi, con un Di Maio che al massimo, avrà la colpa di essere troppo educato.
Datevi una regolata alla coscienza, siete la vergogna dei giornalisti, soprattutto di quelli che pagano con la vita il proprio lavoro, e altri ancora vivi sono sotto scorta, oltre a quelli cacciati come nemici pubblici delle vostre schifezza immonde e della RAI del regime! Le elezioni si devono svolgere a Marzo 2018, se dovessero slittare oltre, anche Mattarella aveva una sua missione precisa.

L’ETA’ PENSIONABILE IN EUROPA

ECCONE UN ALTRO
Bruno p, Napoli

Confiscati 16 MILIONI DI EURO alla famiglia Genovese soldi schermati attraverso una polizza accesa attraverso un conto svizzero.
Luigi, recordman di voti alle ultime elezioni siciliane e candidato all’Ars, è accusato di riciclaggio di danaro.
Il M5S aveva sollevato i suoi dubbi,la commissione antimafia delle Bindi dormiva sonni tranquilli.
Ma la vogliamo finire, la vogliamo finire!?
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A DUE SETTIMANE DAL VOTO GIA’ 5 ELETTI ARRESTATI IN SICILIA

Sicilia, indagato deputato Ars Luigi Genovese (FI). Maxisequestro di beni alla famiglia
Il padre Francantonio Genovese non poteva candidarsi in Sicilia perché condannato a 11 anni di carcere per associazione per delinquere, riciclaggio, peculato, frode fiscale e truffa. Allora ha presentato il figlio Luigi, studente di 21 anni, che a Messina ha ottenuto 18.000 preferenze.
Venti giorni dopo la nomina ecco che anche il figlio è indagato per riciclaggio. I finanzieri di Messina hanno messo i sigilli a società di capitali, conti correnti, beni mobili ed immobili e azioni riconducibili all’ex deputato, al figlio Luigi e ai più stretti familiari. Il tutto per un valore di circa 100 milioni. Le ipotesi di reato sono riciclaggio, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta di beni per frodare l’erario. Dopo la condanna a 11 anni, Francantonio Genovese avrebbe intestato parte del suo patrimonio al figlio, su conti esteri. Il decreto di sequestro preventivo, oltre che a Francantonio e alla moglie Chiara Schirò, dunque, è stato notificato anche, al figlio Luigi – indicato come “complice del padre” -, alla sorella Rosalia al nipote Marco Lampuri, accompagnato da informazione di garanzia per i reati di riciclaggio e sottrazione indebita.
Vincenzo
Anche questo ha fatto appena in tempo a posare il culo sulla sedia che si è sputtanato.
Questo dimostra che mentalità esistente in Sicilia, si sentono talmente al di sopra di tutto e tutti che non esitano neanche a candidarsi sapendo bene di essere sporchi, la cosa triste è che c’è chi li vota.
Luigi Genovese, eletto a Messina con oltre 17mila preferenze, secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo determinante nelle operazioni societarie fatte dal padre Francantonio, pure lui indagato, per riciclare, complessivamente, circa 30 milioni di euro.

Per chi non capisce come abbia fatto Genovese a mettere insieme 100 milioni e perché per suo figlio abbia raccolto quasi 18.000 voti….
giorgiogabermax:
La UE dà alla Sicilia 200 milioni annui per la formazione. Si usa la propria casa per sede di scuola (con affitto fittizio gonfiato), si assumono i parenti come finti docenti, si riacquistano ogni anno i computer che si hanno già, si regalano pochi spiccioli ai finti allievi che prestano il loro nome, si pubblicizza il tutto con fatture gonfiate in combutta coi giornali. Si portano quindi le carte in regione, con una polizza fasulla di società rumene, e si ottiene il rimborso. Tutto ciò fa campare circa 20.000 persone, che poi votano per Genovese e il suo clan: prima DC, poi PD, oggi Forza Italia. Lo stesso avviene in certi comparti di regionali, forestali, sanità, scuola. E qualcuno non capisce le ragioni dell’astensionismo.

GLI ESPERTI
Bruno p. Napoli

Questi non sono esperti sono dei professionisti.
Distraggono fondi europei e nazionali,evadono milioni di euro di imposte,comprano voti,corrompono le amministrazioni creando delle lunghe filiere tra coletti bianchi e criminali.
Be’ si lamentano sempre che i giovani del M5S sono inesperti e allora affidiamoci ai nostri esperti.
Abbiamo più volte invocato la presenza dell’OSCE alle elezioni siciliane ed un segnale da parte dello stato con la pubblicazione di una lista di impresentabili ma non serve, l’esperienza ha fugato ogni dubbio.
Nelle liste di Musumeci ci sono vecchie volpi di democristiana memoria,trasformisti che hanno visitato ogni partito come se fosse una casa vacanza, e poi tanti giovani che hanno ereditato i mestieri dei padri,amici,parenti ,conoscenti con un curriculum basato su tante competenze ed esperienze.
Poi però qualcuno si chiede come mai con tanta nobile esperienza vivere in Sicilia è sempre più difficile?
Come mai la disoccupazione è forse tra le più alte in Europa e continua a crescere?
Come mai c’è una emigrazione giovanile dilagante?
Come mai una Regione che potrebbe campare di turismo non ha le strade,non ha l’acqua,ha dei territori altamente inquinati ed un abusivismo edilizio monstre?
Dove vanno i soldi dei finanziamenti,dei progetti,degli ospedali incompiuti,delle strade crollate?
Vanno ad alimentare l’enorme spartizione tra gli esperti,si quelli che spendono e spandono,con appartamenti,auto di lusso,conti di milioni di euro all’estero mentre ai siciliani toccano le briciole e i danni,a volte 50 euro per un voto.
Se Scaflari dice di votare la destra invece del M5S allora vuol dire che anche a livello nazionale abbiamo tanti esperti e i risultati si vedono.
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zapater
Quindi ben sapendo che alla elezione siciliana si presentavano molte bande di delinquenti,gli impresentabili che i 5Stelle avevano ampiamente indicato e non,come quel poveraccio di Giannini sostiene,grazie alla bBndi,che chiedeva solo piu’ tempo per investigare….poi dopo a crimine commesso vediamo a poco a poco crollare tutto il castello di carte e siamo appena all’inizio,4 indagati in poche settimane,con migliaia di voti che dovrebbero essere annullati !!…nel frattempo il putrido centrodestra governa e continuera’ a rubare,questa e’ la legge della mafia che a Catania organizzava vendite di voti per 50 euro a testa…ma e’ mai possibile che questo rimanga solo folclore??
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kallisto61
Ormai per gli italiani si tratta di decidere se stare dalla parte di quelli definiti dai giornali e telegiornali di Berlusconi, DeBenedetti, Catalgirone gli “inesperti”!, oppure se continuare a votare quelli a detta loro “esperti”: quelli che dividono il potere con le mafie, come in questo caso, quelli che hanno distrutto il sistema di tutele del lavoro, la previdenza, la sanità e la scuola, il futuro dei nostri figli; nel frattempo si sono arricchiti a dismisura, intascando il denaro pubblico con mille maneggi e hanno trasformato l’attività politica e amministrativa in un sistema per lucrare e fare disonestamente i loro affari, arricchendosi a dismisura a discapito del paese e di tutti noi cittadini comuni.

STRASBURGO
La decisione della Corte di Strasburgo sul ricorso di Berlusconi contro la decadenza del suo mandato di senatore e la sua ineleggibilità quasi certamente arriverà dopo l’estate del prossimo anno, tra poco meno di un anno.
E’ evidente che se anche le elezioni politiche si tenessero insieme alle Regionali Per B c’è speranza di tornare in Parlamento e tantomeno al governo. A questo punto, l’ipotesi più probabile è di votare domenica 11 marzo 2018, con scioglimento delle Camere intorno a Natale.
In ogni caso, B sarà in campo a guidare Fi nella campagna elettorale (e il suo nome verrà inserito nel simbolo di Fi) ma nella sfida interna al Cdx B parte svantaggiato rispetto a Salvini e dovrà trovare qualcun da candidare come presidente del Consiglio. Toti è considerato “troppo leghista”, Tajani non è accettato dalla Lega e Fratelli d’Italia. B potrebbe cercare un manager esterno alla politica ma in questo ha già fallito altre volte.
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BARBAPAPI
Marco Travaglio
Da 8 anni e rotti, precisamente dal 14 maggio 2009, si attendeva che Berlusconi rispondesse alle famose “10 domande” poste da Repubblica (e ripetuto quotidianamente per mesi) sui suoi rapporti con le minorenni denunciati dalla moglie Veronica Lario all’annuncio del divorzio.
Naturalmente il Caimano se n’è sempre guardato bene (a parte le finte repliche affidate a Bruno Vespa in uno dei suoi libri). Poi l’altro ieri, a Dimartedì, ha provveduto direttamente il fondatore Eugenio Scalfari, alias Barbapapà, forse per meglio lanciare la “nuova” Repubblica, o forse per anticipare il verdetto della Corte di Strasburgo, o magari per spiazzare il lì presente Vespa che mai avrebbe osato tanto: “Sono stato amico di Berlusconi per 3 anni prima che facesse politica… Era una delizia… In caso di estrema necessità di un’alleanza con Berlusconi, il Pd può farla… Chi voterei tra Di Maio e Berlusconi? Sceglierei Berlusconi”. Cioè, dei due, quello ineleggibile.
Eccole dunque le 10 Risposte di Scalfari, tradotte in italiano.
1) Sticazzi le 10 domande della buonanima di D’Avanzo
2) Sticazzi 30 anni di battaglie contro il Caimano, l’Autocrate, l’Egoarca, il Monopolista, Sua Emittenza, il Cavaliere Nero, Mackie Messer, il Ragazzo Coccodé, Papi, il Premier Ricattato e Ricattabile, il Trimalcione della Suburra (tutti soprannomi coniati da Repubblica, quando non dallo stesso Scalfari)
3) Sticazzi lo scippo della Mondadori (Repubblica compresa)
4) Sticazzi i 3 processi in corso
5) Sticazzi la condanna per frode fiscale e le 9 prescrizioni
6) Sticazzi i rapporti con la mafia e la nuova inchiesta sulle stragi del ’93
7) Sticazzi la P2
8) Sticazzi le tangenti per comprare politici, finanzieri, giudici, testimoni e senatori
9) Sticazzi le leggi ad personam
10) Sticazzi i conflitti d’interessi
Tutto è perdonato, condonato, prescritto dinanzi al terrificante pericolo che minaccia l’Italia, l’Europa, il mondo: Luigi Di Maio (fra l’altro, pericolosamente incensurato).
In attesa che il Fondatore fondi in redazione una succursale dei comitati “Meno male che Silvio c’è” e “Silvio ci manchi” e che gli archivisti di Repubblica facciano sparire l’intera collezione dei suoi editoriali, ce li siamo stampati a futura memoria.
Tipo quello del 13.1.90, vigilia dell’avvento di B al vertice della Mondadori che controllava anche Repubblica, primo atto della guerra di Segrate poi risolta da un lodo arbitrale (che dava ragione a De Benedetti) e da una sentenza d’appello (che dava ragione a B, anche perché il giudice era pagato da Previti con soldi di B)
Scalfari accolse il nuovo padron Silvio con un titolo grazioso: “Mackie Messer ha il coltello ma non lo fa vedere”, paragonandolo al “gangster furbissimo e simpatico” di Brecht; accusandolo di “sopraffazione”, “intimidazione” e “lusinghe”, “metodi senza regole e sopra le regole”, “malaffare” le cui “prove vengon fatte sparire in tempo”, con la complicità di “servizi segreti”, “logge più o meno massoniche”, “Parlamento” e “governi”; e vaticinando che presto avrebbe “tolto di mezzo il direttore”, cioè Scalfari medesimo, come il Duce aveva fatto con Albertini al Corriere e Frassati alla Stampa. La profezia, per fortuna, non si avverò perché Andreotti costrinse B e De Benedetti a sedersi al tavolo col suo mediatore Ciarrapico e a spartirsi la Mondadori (libri, Epoca e Panorama al primo, Repubblica, Espresso e Finegil al secondo). Poi B pagò pure 50 milioni di spese legali a Scalfari & C., e l’Eugenio lo ricambiò per il risparmio “promettendogli e dandogli la mia parola d’onore che se lui accettava di pagare le spese legali io l’avrei trattato d’ora in avanti come un socio cioè eventuali notizie che lo riguardassero sarebbero state anzitutto rese note a lui che ne dava la sua interpretazione dopodiché l’inchiesta sarebbe andata avanti come sempre accade in tutti i giornali”. Ma questo ai lettori di Repubblica lo raccontò solo 26 anni dopo, nel 2016, in un editoriale che svelava come il giornale-bandiera dell’antiberlusconismo avesse avuto B come socio occulto.
“Una delizia”. Almeno sino a fine ’93, quando B ebbe l’ardire di scendere in campo e scompaginare i piani di Eugenio, che aveva già dato le carte del futuro governo Occhetto.
Lui non la prese bene: “Scende in campo il ragazzo Coccodé” (27.1.94): e giù accuse anche penali su Milano 2, le tv favorite da Craxi, la “misteriosa proprietà del gruppo Fininvest e di Telepiù”, “tutto in barba alle leggi”, ma “senza uno straccio di autorità politica, amministrativa, giudiziaria che faccia rispettare le leggi e tuteli la libera concorrenza e il mercato”, visto che “in nessun luogo del mondo sarebbe minimamente pensabile che un tycoon di quelle dimensioni fondasse un partito”. E poi: “Con quali denari? Domanda pertinente in un Paese dove 3/4 della vecchia nomenklatura è sotto processo per violazione delle norme sul finanziamento dei partiti”. Insomma “nasce il partito di un monopolista, sistematico contravventore delle leggi esistenti, pur tagliate su misura per lui, finanziato coi soldi del sistema bancario, cioè dei depositanti italiani… sotto gli occhi compiaciuti di alcuni ‘tartufi’ che fanno professione serale di liberal-democrazia. Potessero vedere dall’altro mondo l’indecenza di questo spettacolo, Luigi Einaudi, Benedetto Croce, Ernesto Rossi e Ugo La Malfa torcerebbero gli occhi inorriditi”.
Domanda numero 11: chi glielo doveva dire che 23 anni dopo, ai tartufi che fanno rotolare nella tomba Einaudi, Croce, Rossi e La Malfa, si sarebbe aggiunto anche lui?
La numero 12 ce la riserviamo per quando, prossimamente, verrà difeso da Sallusti, Feltri e Ferrara col decisivo argomento che solo i paracarri non cambiano mai idea. I paraculi invece sì.

L’ALTRO PARADISO
Bruno Fusco

Con le maschere di Orfeo e Vespa, i due magistrati avevano gioco facile ad inserirsi negli infami, la parte più difficile sarebbe stata quella di arrivare al pozzo del bosco di fuoco, passando davanti alla sede del PD, ma escogitarono uno stratagemma: “Giovanni…” disse Paolo Borsellino rivolto a Falcone – “…butta qualche spicciolo a terra, un cinque euro, così li distraiamo”, Falcone, con la risatina di sempre, acconsentì: appena i soldi apparirono agli occhi dei piddini infernali, una folla scalmanata, uscita dalla sede, si acciuffava per i cinque euro, sembrava la Leopolda, un po’ meno viscida, e un cartellone gigante con la foto di Napolitano, recitava: Ti aspettiamo con affetto!
Superata anche la sede del PD, i nostri due eroi, con valigetta stellata nelle mani, dovevano passare la sede di Forza Italia!
All’inferno quel posto, quella sede, era nota come: “l’antro del diavolo”, diavolesse che mangiavano uomini, con le loro fauci affilate, le cene si svolgevano di continuo, era stato stabilito che tutte le donne cadute all’inferno, avrebbero mangiato gli uomini di Forza Italia per l’eterno!
Falcone aveva un’idea: “Paolo adesso gridiamo insieme il nome di Berlucano, così le distraiamo!”
Così facevano, e a quel nome urlato, le diavolesse, lasciavano le fauci dalle carni di quegli uomini, e correvano verso l’indicazione che davano i due magistrati: “di là, è andato di là!”
Passata anche questa prova, il bosco si presentava ai loro occhi, toglievano le maschere, ed entravano.
Arrivati al pozzo, potevano osservare una serie di persone: Lucky Luciano, Calogero Vizzini, Paolo Bontade, Totà Riina, Bernando Provenzano, Giulio Andreotti, e con loro grande meraviglia, Mussolini!
La frase che pronunciò Falcone fu lapidaria: “Il prefetto Cesare Mori, era andato oltre i limiti, è vero?” – “bravo, siete perspicace”, disse Mussolini!
I due Magistrati venivano circondati da una orda infinita di Diavoli e altri esseri minacciosi, più brutti di Mannoni e Servegnini, i nostri eroi sembravano spacciati: “Riina si faceva avanti: “quette sono le chiavi, aveto pottato i solti?”, sembrava la voce di Maurizio Costanzo, e in quell’aria infernale, Borsellino, ingoiava saliva e sputava sulle maschere di Orfeo e Vespa, Falcone, con calma olimpica, posava la borsa: “vieni, qua ci sono i soldi! Sono cinquemila euro, ti vendi per poco!?” – “era solo un moto per fatti venire all’infenno, sapevo che ti avessero, avrestero, avrettero…”, Andreotti, a quel punto, lo interrompeva: “dobbiamo fare notte?”, poi si rivolgeva ai due magistrati: “Sapevamo che avrebbero mandato voi, non sono i soldi che ci interessano, noi vogliamo il Paradiso! E senza passare per le elezioni, come insegna il grande Napolitano, il nostro mito, che aspettiamo tutti con ansia!”
La cosa era chiara, ma non era chiaro come quei malefici personaggi potevano conquistare il Paradiso: “e come farete, noi siamo magistrati con le ali arancioni, ma su, ci sono ben altri personaggi”, ancora viscido come sempre, Andreotti aggiungeva, mentre i mafiosi con le corna e la coda, restavano, come sempre, in silenzio: “su, ahahahah, su abbiamo i nostri amici, anche da quelle parti, e con queste chiavi il gioco è completo, ma prima dobbiamo fare un passaggio importante”, ecco la richiesta: “se volete evitare danni nel paradiso, dobbiamo fare una trattativa, ancora una: vogliamo acqua fresca tutti i giorni, le fiamme devono essere abbassate, e ogni settimana, il permesso di tornare sulla terra, a turno, e magari uno di noi, si possa candidare alle prossime elezioni!”
Il papello era scritto, la richiesta impossibile da accettare, e Falcone disse: “non vi basta che si candidano pregiudicati, collusi, indagati, voi a cosa servite?”
La trattativa andava avanti, ma i toni si alzavano, e per i due magistrati il ritorno al Paradiso sembrava difficile, quando improvvisamente la voce di un uomo ghiacciava quell’inferno!
“sono il generale Dalla Chiesa e con ordine esecutivo dell’Immenso, vi dichiaro merda dell’inferno!”
La reazione violenta dei balordi, non si faceva attendere, ma i mafiosi dovevano soccombere sotto gli angeli blu, che arrivati a flotte disintegravano ogni reazione, anche il commissario Cassarà era presente, e anche il piccolo Di Matteo si toglieva uno sfizio: sputava in bocca a Riina, e poi aggiungeva: “questo sputo ti accompagnerà ogni secondo, di ogni giorno, per l’eterno infernale che ti aspetta! Io sono vivo nella memoria dei giusti, tu sei vivo solo nella memoria degli infami!”
Improvvisamente, Il diavolo appariva in difesa, arrabbiato, nella sua mole gigantesca, tutti sembravano imbalsamati, nessun respiro, nessun fuoco ardeva, tutto fermo, quando un vento fresco, portava Santa Rosalia su una nuvola, il diavolo rideva: “non hai nessun potere all’inferno, ahahahahah”, ma mentre diceva questo, Santa Rosalia, apriva la valigia, e milioni di stelle invadevano la scena, distruggendo tutto il male presente, e riportando nel paradiso i grandi eroi del nostro tempo, gli angeli suonavano il trionfo della giustizia divina, e in paradiso si festeggiava, tutti sorridenti, tutti in pace con loro stessi…, San Gennaro, mangiava una sfogliatella, poi sorridendomi diceva: Bruno, è mattino, svegliati! Questo è un altro Paradiso!”
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Virginia Raggi a Di Martedì

Brava Virginia! Sei riuscita anche a zittire Floris e a farti dire: “Brava!” da lui, cosa mai accaduta prima. Sei stata semplice, onesta, diretta, limpida al cuore. Ho letto anche le critiche dei tuoi denigratori ed erano di una insolenza così vile, meschina, livorosi e di così basso livello che si qualificavano da sole. Davvero ce n’è di gente bassa al mondo che fa vergogna al genere umano!!

Laura Tonino
C’è una sola speranza, ed è quella dove è viva la partecipazione, l’impegno e l’emozione.
Trovo devastante moralmente e culturalmente che l’intero arco intellettuale e giornalistico sia capace solo di rammaricarsi di errori e orrori passati, ed abbia ormai perso anche la speranza e l’entusiasmo di proporre qualcosa di nuovo o proporsi in qualcosa di nuovo.
Prima guardavo telegiornali, compravo giornali di più colori, seguivo le testate online. Ora, vedo che dalla prima all’ultima riga, dalla prima all’ultima parola, nulla di ciò che dicono merita più il mio tempo o la mia attenzione.
E’ questo il motivo della disaffezione e dell’astensione (del resto i giornali continuano a perdere lettori finché arriveranno alla completa chiusura). Si continua a silenziare e denigrare il cambiamento con una vera e propria persecuzione a tempo pieno… presentando (per contratto) in alternativa quaquaraqua, diavoli e menefreghisti d’ogni fattura, nelle espressioni quotidiane di egocentrica volgarità e superficialità.
La mancanza di sincerità: non riconoscere la portata storica immensa del M5S Stelle, in Italia, per quasi un decennio… non potersi permettere di sorridere neppure quando piantano gli alberi sotto casa tua.
La spasmodica ricerca della puttanata per parlarne male, per poi gioire soddisfatti:
nelle solite lagne che ormai suonano tutte così: “Avete visto! Noi saremo anche bagasce in cattiva fede, ma loro non fanno miracoli e non sono certo Gesù Cristo!”
Non poter esprimere positività e affetto per chi, con la normalità ha costruito qualcosa di straordinario..
Tutto questo non poteva che trasformare la sedicente sx e la sedicente dx in allegorie.
Maschere di se stessi. Maschere dei loro valori. Ombre del passato.
L’ambizione sfrenata per il potere, privata dell’amore per le comunità, per le persone, della fatica necessaria per avviare buoni progetti. per ricevere sorrisi e chiacchierare a viso aperto. E l’odio perenne per la normalità, per la semplicità, per l’umanità.. che è diventato paura di affrontare se stessi. Delirio di onnipotenza e certezza di impunità nei templi dell’avere, accompagnati dal vuoto cosmico nel circo ormai chiuso dell’essere.
Non c’è più nulla di utile al futuro politico della nostra comunità, fuori dal M5S. E dirlo non è più partigianeria.

IL PD E’ MORTO: RENZI E’ STATA LA MANO, MA TUTTI I SODALI DEL PD GLI HANNO LUSTRATO IL COLTELLO
Viviana Vivarelli

Ieri si sono aperti i 3 giorni dell’ottava Leopolda ma la sicumera di Renzi non la salverà dall’attuale disastro. “Rifiuto l’etichetta di perdente”, ha dichiarato Renzi uscendo dalla bocciofila” (valeriomoro).
Lo sapevano tutti che in Sicilia il Pd avrebbe perso. Il debole candidato del PD Micari ha ottenuto il 18,6 % (solo 13 seggi all’ARS che ne conta 69), ma già un mese prima del voto in 14 avevano lasciato le liste di csx a sostegno di Micari, per passare a Musumeci. La colpa di questa scelta siciliana non è stata solo del forte astensionismo, della mafia, della delinquenze politica, dei voti venduti per 15 euro, delle masse clientelari come i quasi 18.000 voti al figlio di Genovese, che, come il padre, prometteva posti di lavoro, la colpa è stata del fallito governo di Crocetta che ha deluso tutti e del fatto che, mentre il ‘patto dell’arancino’ (Berlusconi, Meloni, Salvini) ha compattato il cdx, la condotta scriteriata di Renzi ha diviso il csx, mentre Alfano (Alternativa Popolare) periva miseramente al 4% e prendeva meno di Salvini (3 seggi!!).
Nel 2012 la coalizione di Bersani aveva preso il 21,4%, nel 2017 quella di Micari ha avuto il 25,2, ma Bersani i suoi li teneva uniti, Renzi non ha saputo che dividere.
Grazie a Renzi, alle sue riforme infernali e alle sue cacciate scriteriate, il csx è oggi diviso tra i renzioti, i centristi di Casini (che Renzi ha cercato di comprare mettendolo a capo della ridicola Commissione Banche), i prodiani, Campo Progressista di Giuliano Pisapia, i Verdi di Bonelli, i radicali della Bonino (pronti come sempre a passare con B), gli europeisti di Benedetto Della Vedova, l’MDP di Speranza, Civati e Fratoianni, Bersani (l’Amleto di Bettola, che un po’ sta contro Renzi e un po’ ci ritorna come uno jo jo), gli alfaniani di Alternativa popolare, Sinistra Italiana, Possibile, i socialisti di Riccardo Nencini, i Radicali di Riccardo Magi, Partito Comunista Italiano, Azione Civile, Risorgimento Socialista, Cento passi di Fava e l’Italia dei Valori di Ignazio Messina (può darsi che qualcuno di costoro lo abbia scritto doppio per l’anda e rianda, ma certo non è un bel vedere!). Se speravamo di veder finalmente spariti i partitucoli, l’infame Rosatellum li moltiplicherà) . Nella galassia di questa minutaglia non ce ne sono due che vogliano stare insieme. E tutti, salvo i renzioti, odiano Renzi e quello che ha fatto.
Quando poi si è passati al ballottaggio di Ostia, il Pd sapeva benissimo che avrebbe perso, visto che non solo il X Municipio era stata sciolto per mafia e crimine e neofascisti e Capound spopolavano, ma il suo ultimo sindaco, Pd, Andrea Tassone era stato condannato a 5 anni di carcere per mafia capitale (per quanto fino all’ultimo i vertici del Pd lo abbiano difeso a spada tratta).
Ma a questo punto è successo un fatto strano. I media che fino a quel momento avevano sostenuto e difeso il Pd e che avevano minimizzato fino a limite del ridicolo il ballottaggio di Ostia, hanno deciso di colpo, in modo unanime, che Renzi era fallito e il Pd doveva sparire. E questo, visto l’accanimento con cui il 99% dei media avevano difeso Renzi fino allora, è stata una sentenza peggiore di quella della Severino o di Strasburgo, mentre chi finora sbraitava insulsità a favore del mister Bean di Rignano di colpo si è convertito al berluscanesimo.
Per quanto potenzialmente vincente, Musumeci, con 36 seggi su 69, non ce la farà a governare la Sicilia. Ha chiesto perciò aiuto a Renzi e Renzi gliel’ha dato, quando già dopo due settimane dal voto siamo al quinto candidato arrestato e alla denuncia di voti comprati! Non ci sono parole!! Questi sono pronti a tutto!
Del resto l’infernale Rosatellum non garantisce al Pd nemmeno il Governo dell’Italia. Questo sistema elettorale è stato un autogol in piena regola. B non ci poteva credere e gongolava. Renzi gli offriva il Governo su un piatto d’argento. E’ stata l’ultima renziata. Per cui, o Renzi sparisce o si aprirà anche a Berlusconi, perdendo tutti coloro che, a differenza dell’ignobile Scalfari, non chiuderanno affatto entrambi gli occhi sui crimini del peggiore e più corrotto leader europeo, uno che, secondo il periodo di attesa della Corte di Strasburgo, per altri 10 mesi non potrà nemmeno entrare in Parlamento, uno che i giudici di Milano nella sentenza hanno definito un mostro con “una naturale capacità a delinquere” e una “naturale capacità nel perseguire il disegno criminoso”.
Come gli ha fatto dire Notturno concertante, “Renzi: “Mi auguro che Berlusconi sia della partita”.
E pure Cateno De Luca, già reintegrato. Beh, che male c’è? Dopotutto il delinquente Verdini, sodale di Berlusconi, aveva già fatto da balia a Renzi per conto di Berlusconi, pagandolo e preparandolo affinché diventasse sindaco di Firenze, mettendogli contro una nullità, e Renzi non solo aveva preso Verdini con sé, ma, quando il tizio è stato condannato a 9 anni di carcere per truffa e bancarotta fraudolenta (ma in precedenza aveva già gestito appalti pubblici in modo illecito, era stata coinvolto per partecipazione a società segrete, aveva manovrato giudici per far approvare il Lodo Alfano, aveva diretto una cupola delinquenziale per l’eolico in Sardegna, aveva rubato nel terremoto dell’Aquila, era stato in un conflitto d’interessi pari a 60 milioni per la banca che amministrava, era stato accusato di finanziamento illecito e truffa aggravata, di stupro persino, e alla fine era stato condannato a 9 anni di reclusione e all’Interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ma Renzi, per salvare in qualche modo questo delinquenziale alleato, fa mettere nel Rosatellum un emendamento salva-Verdini, con cui chi è radiato in Italia può candidarsi all’estero! Ormai le mascalzonate di Renzi sono troppe!
Fatto sta che, dopo il voto di Ostia, che tutti si erano affannati a minimizzare, e la fallita mission di Fassino che, fatto il giro delle sette chiese della sx, si è visto rispondere a sberleffi e pernacchi, ed ecco che, di colpo, i media cambiano bandiera. Dicono a una voce sola che il tripolarismo è morto, che Renzi è finito e che ora c’è un solo e unico Bipolarismo: Berlusconi contro Di Maio.
E gli ignobili e indecenti vertici e cosiddetti ‘intellettuali’ del Pd cominciano la corsa forsennata verso il carro del nuovo, probabile, vincitore.
Ma a questo punto lo schifo trabocca.

Io sono Hector Horeau e vi odio. Odio i sonni che dormite, odio l’orgoglio con cui cullate lo squallore dei vostri figli, odio ciò che toccano le vostri mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi…odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato..odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano, odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani…odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria di quel che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato..Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l’angoscia che vi consumerà sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io. Volevo poi solo vivere. Bastardi.“ (Baricco)

IL CARRO DI FIENO
Viviana Vivarelli

E allora, una volta assodato a furor di media, che Renzi è morto e che si riesuma Berlusconi, vediamo la corsa indecente degli ignobili, i ‘competenti’, gli ’intellettuali’, ì ‘democratici’ verso il carro di Arcore. La mummia, riesumata, spopola, in una versione bieca e da film dell’orrore.
Come nel trittico di Brueghel “Il carro del fieno”, appare la civetta, simbolo dell’inganno, mentre il demonio azzurro, con la sua tromba, rappresenta l’adescamento al peccato, dal verbo olandese trompenche che significa ingannare. Il corteo è trascinato da diavoli verso l’inferno, mentre in basso, attorno al carro, si dimenano personaggi di ogni estrazione sociale per accaparrarsi il fieno anche con forconi, scale e altri strumenti, finendo per litigare tra di loro (le due donne), se non addirittura uccidersi (l’uomo col cappello che sgozza un altro uomo). Tutti cercano di salire sul carro del vincitore dando di sé un’immagine orrida e truculenta in cui muore ogni dignità e ogni onore.
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CACCIARI
L’unico bando di prova per ora dei 5stelle è stato quello delle amministrative locali, ma con i tagli ai fondi e la confusione nei poteri, è praticamente impossibile governare una città, per chiunque. Obiettivamente il M5S rappresenta un gran rischio ma come si può dire con certezza che governeranno peggio di Berlusconi o di altri?

LUCIA ANNUNZIATA
Con B saltano in campo i due grandi problemi che lo hanno sempre accompagnato: il fatto che Fi sia un partito padronale e il conflitto di interessi. I 5stelle hanno almeno il merito del rinnovo del Parlamento con il 25% di volti nuovi e riuscire a parlare di politica a gente che non ne poteva più. Ritengo che vadano ascoltati attentamente.

GIAMPAOLO PANSA
Quella tra B e Di Maio è un’alternativa che non accetto (contento te!).

GIANNI VATTIMO
Preferisco Berlusconi, noi tutti lo conosciamo meglio di Di Maio e il male conosciuto è meno pericoloso dello ‘stravagante’. Io non so cosa sono i 5stelle, non so cosa sanno fare, non so cosa pensano (ma informati! Salame). Perciò sono d’accordo con Scalfari.

ENRICO MENTANA
Io nemmeno voto…

TOMASO MONTANARI
Peggio di B c’è solo Renzi che ha realizzato il programma di B E pensare che Scalfari definiva B il punto più basso della storia d’Italia!

MARCO TARQUINIO (direttoRE di Avvenire, giornale cattolico)
Spero che il ventaglio delle scelte sia più ampio.

GIOVANNI VALENTINI (Espresso e Repubblica)
Per nostra fortuna non dovremo scegliere tra questi due (ma va?), vedo un Di Maio contro tutti, ma una risposta l’avevano già data Letta, Bersani e D’Alema quando a suo tempo scelsero B per le larghe intese.

PIERO IGNAZI (e questo sarebbe un politologo???)
I 5stelle sono un fenomeno che molti non comprendono anche per loro colpa. Non fanno nulla per chiarire chi sono o cosa vogliono (ma va?? ma se sono 10 anni che lo dicono!!). Quindi non darei molta importanza alla frase di Scalfari.

SERGIO STAINO
Ho fatto questa vignetta: “Scalfari preferisce Berlusconi a Di Maio. Bobo risponde: “Anche Di Maio preferisce Berlusconi a Scalfari”. Ma B a me pare il male minore. In questo momento il ‘mostro’ B mi pare meno spaventoso del mostro Di Maio-Salvini (ma quando??)

FAUSTO BERTINOTTI
La scelta dei 5stelle sarebbe solo un voto di contestazione (vaglielo a spiegare che c’è ben altro!) contro le classi dirigenti e contro la religione della stabilità. Quello che ha detto Scalfari non mi stupisce: l’imperativo delle classi dirigenti è l’autoconservazione.

BEPPE SEVERGNINI
Nessuno dei due è in grado di governare l’Italia per motivi diversi, ma preferisco il passato discutibile di B al futuro imprevedibile che avremmo con Di Maio (e ti pareva!!)

“Voce di popolo, voce di Dio” in Italia non si può proprio dire.
Però “Voce dei media, voce definitiva” si può dire, eccome, e in due giorni i media italiani hanno sentenziato che il tripolarismo è morto, Renzi è morto, il Pd è morto. E c’è solo lo scontro Berlusconi-Di Maio. Il giovane onesto e la vecchia mummia danarosa, uno degli uomini più ricchi e corrotti del mondo. Uno che esce dal sepolcro e da una sentina di vizi e il futuro nuovo del Paese.
Ma a quell’appello, per citare Manzoni: “Gli sciagurati risposero”.
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E tutti questi anni di Antiberlusconismo andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia” (Marcthulhu)

E oggi chi sostiene il caro Scalfari? Dispiace che Riina sia morto ma c’è sempre il figlio che aspira a dirigere la cupola. Sai quanti bei voti può portare! Se Casapound ha potuto presentare il suo bel partito neofascista, fregandosene della legge Fiano che manda in galera chi compra o vende gadget fascisti ma lascia via libera a chi un partito fascista lo porta alle elezioni, può esserci posto anche per un bel partito di Cosa nostra, che in Sicilia ha addirittura vinto le elezioni. Dopo tutto Berlusconi a Riina gli pagava 250 milioni ogni sei mesi e non lo faceva certo per averne noccioline! Per cui, votando per Berlusconi, Scalfari & compari voterebbero sempre per la mafia. Una cosa di cui ci sarebbe veramente bisogno!
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Notturno concertante: Scalfari: “Berlusconi è populista, ma di sostanza”. È quel che pensano pure le olgettine.
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Viviana
Renzi apre l’ottava Leopolda mentre tutti lo danno per morto. Un requiem.
Giocate il 47 = morto che parla. Oppure 47 + 79 (il ladro). Oppure 47, 79 e 78 (morto che parla, ladro e prostituta).
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LE 10 DOMANDE a Scalfari di Marco Travaglio

Gentile Eugenio Scalfari, mi permetto di rivolgerle le 10 domande che le avrei posto vis-à-vis martedì prossimo a DiMartedì se lei avesse accettato di confrontarsi con me, anzichè rifiutare.
1) Ieri, immagino per trattenere i lettori di Repubblica sconcertati dal suo endorsement per B, lei ha scritto che non ha affatto “cambiato posizione su Berlusconi”, che rispondeva a “una domanda paradossale” sul rischio di un’Italia “ingovernabile”. E che dire il contrario – come farebbero “i grillini rappresentati nel Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio” – significa “ricoprirla di insulti”, che però lei considera “una sorta di Legion d’onore”. Ora, capisco che lei non sia proprio abituato all’idea di un giornale libero e indipendente da ogni partito, non avendone mai conosciuto uno, ma posso assicurarle che non abbiamo atteso la nascita del Movimento 5 Stelle per scrivere e dire di B ciò che abbiamo sempre pensato e che anche lei pensava, scriveva e diceva fino a lunedì. Quanto poi alla sua retromarcia su Arcore, non è frutto della fantasia di chi vuole “insultarla”: è scolpita nelle parole da lei pronunciate a DiMartedì. Domanda di Giovanni Floris: “Lei se dovesse scegliere tra Di Maio e Berlusconi, affidare il Paese a uno dei due, quale sceglierebbe?”. Risposta: “Sceglierei Berlusconi”. Perché ora finge di aver detto che auspica “un’intesa non di natura politica” (e di che natura, allora? Gastronomica? Circense? Aerospaziale?) tra Pd e Forza Italia? Perché nega di aver detto ciò che ha detto, e cioè che preferirebbe affidare l’Italia a B piuttosto che a Di Maio? Ha per caso cambiato idea un’altra volta? E, se sì, dipende forse dal fatto che martedì era un giorno pari e ieri un giorno dispari?
2) Lei, nella sua lunga carriera di giornalista, editore, finanziere e parlamentare, è stato fascista e antifascista, monarchico e repubblicano, radicale e socialista, filocomunista e filocraxiano, anticraxiano e demitiano, occhettiano e veltroniano, dalemiano e prodiano, ciampiano e napolitaniano, montiano e bersaniano, lettiano e antirenziano, mentre ora è renziano e dunque molto indulgente con B In che senso considera “insulti” le critiche di chi ritiene che lei cambi spesso idea, con una curiosa predilezione per i leader più dannosi per l’Italia?
3) Lei scrive di aver “sempre votato Pd dai tempi di Berlinguer”, anche se il partito di Berlinguer si chiamava Comunista e non Democratico (il Pd è nato nel 2007). Nel 1981, subito dopo lo scandalo P2, lei fece a Berlinguer una memorabile intervista sulla “questione morale”. Le veniva da ridere, mentre il segretario del Pci osservava che “quando si chiedono sacrifici al Paese e si comincia con il chiederli – come al solito – ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili”; mentre spiegava che i partiti possono “essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale”; e mentre domandava, retoricamente, se non fosse “il momento di cambiare e di costruire una società che non sia un immondezzaio”? O la riabilitazione del piduista pregiudicato B le pare più compatibile con l’etica che con l’immondezzaio? Non sarà che lei ha sempre strumentalizzato la questione morale, comprese le Dieci Domande di Repubblica, nella guerra di potere e affari fra gruppo Repubblica e gruppo B?
4) “È una grande vergogna che provo per il mio Paese e per me stesso… Berlusconi ha alimentato i comportamenti e i sentimenti peggiori di quella parte del popolo italiano disponibile a farsi sedurre dalla demagogia o raccolto in clientele lobbistiche o addirittura para-mafiose. Il suo conflitto d’interessi sarebbe stato condannato in qualsiasi Paese democratico e invece perdura tuttora. I suoi comportamenti privati hanno leso l’obbligo costituzionale di onorare con la propria presenza adeguata le cariche pubbliche di cui si è titolari. Infine sono stati accertati o sono in corso di accertamento reati gravi, alcuni dei quali sono stati da lui resi leciti con apposite leggi ‘ad personam’, altri prescritti… Alcuni processi hanno già dato i primi risultati con pesanti condanne in primo grado ed anche in appello… Uno ha condotto ad una sentenza definitiva per frode fiscale ai danni dello Stato… materializzata in affidamento a servizi sociali… Potrà andare in televisione, alla radio o in qualunque altro luogo per occuparsi di politica con piena libertà di parola e di contatti con i suoi collaboratori… Ebbene, io provo vergogna per il mio Paese, per me che ne faccio parte ed anche per una magistratura che consente quanto sopra… Le persone perbene la pensano egualmente sui problemi dell’etica pubblica. Purtroppo non sono molte”. Queste parole non sono mie, ma sue, su Repubblica del 27.4.2014. La sua vergogna è per caso caduta in prescrizione negli ultimi 3 anni insieme all’etica pubblica?
5) Lei dice e scrive che, per l’“intesa” Pd-FI, B deve scaricare Salvini. Quasi che, senza la Lega, B diventasse buono e presentabile. Noi, come lei, pensiamo il peggio delle idee di Salvini. Ma non ci risulta che Salvini abbia mai corrotto finanzieri, giudici, politici, senatori, testimoni, né falsificato bilanci, né frodato il fisco, né che possegga tv o giornali coi relativi conflitti d’interessi. Lei lo sa che Gasparri, Brunetta, Letta, Tremonti, Cosentino, Schifani, Ghedini, Lunardi, Scajola, Moratti, Romani, Galan, Bonaiuti &C. non sono della Lega, ma di FI? Lei ora li rivorrebbe al governo?
6) Io non so come governerebbe Luigi Di Maio nel caso improbabile che riuscisse ad avere una maggioranza e a formare un esecutivo. Forse male, forse bene, forse così così. Non abbiamo mai provato un governo a 5Stelle, ma abbiamo provato tre governi B, che si sono rivelati il peggio del peggio, come lei ha sempre dimostrato per tabulas, per i danni che hanno causato all’Italia in politica economica, finanziaria, fiscale, edilizia, ambientale, sociale, giudiziaria, estera, migratoria, scolastica, sanitaria, televisiva, costituzionale, elettorale ecc. L’esperienza rende altamente improbabile che Di Maio, anche sforzandosi, riuscirebbe a fare peggio. O lei ha le prove del contrario?
7) B, oltre a essere un pregiudicato interdetto e ineleggibile, deve gran parte delle sue fortune alla complicità di Mangano, Bontate, Gelli, Craxi, Dell’Utri e Previti, tutti pregiudicati per gravissimi reati (infatti lei lo paragonava a Mackie Messer). Di Maio ha una denuncia per diffamazione: in che senso potrebbe mai essere peggio di B?
8 ) Il 22.3.2009 lei scriveva che “Berlusconi è un uomo di gomma, laddove Mussolini si atteggiava a uomo di ferro”, ma il loro “fine è analogo”: “Un Capo carismatico, plebiscitato da un popolo che ha rinunciato ad essere popolo”; e, se Mussolini “distrusse la democrazia”, B “galleggia e padroneggia la democrazia cercando di renderla invertebrata”. Se lei lo pensa ancora, come può dire che un Di Maio sarebbe più pericoloso?
9) Le corruzioni, giudiziarie e non, commesse dal gruppo B negli anni 80 e 90 sono accertate (anche quella che portò allo scippo della Mondadori ai danni dell’editore di Scalfari, Carlo De Benedetti). Le indagini su B e Dell’Utri presunti mandanti delle stragi del ’93 sono in corso, ma i rapporti fra i due e Cosa Nostra (quella di Bontate e quella di Riina) sono accertati in via definitiva dalla Cassazione nella sentenza Dell’Utri, che parla di un “patto” stipulato nel 1974 da B e Dell’Utri da una parte e i capimafia Bontate, Teresi, Cinà e Di Carlo dall’altra, che portò ad annuali “versamenti” in denaro dalle tasche di B alle casse della mafia fino ad almeno il 1992 (l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio). Il che, a prescindere dall’etica e dalla decenza, rende B ricattabile non solo dalle olgettine, ma pure da Cosa Nostra. Che altro si deve accertare sul suo conto perché sia peggio di Di Maio?
10) Alla luce della sua riconsiderazione della figura di B, siamo poi sicuri che Karima el Mahroug alias Ruby Rubacuori non fosse davvero la nipote di Mubarak?
.
Basterebbero 4 soli provvedimenti di Renzi per condannarlo all’inferno:
il tentativo di togliere 100.000 euro ai malati di SLA, il tentativo di ridurre lo stalking da reato penale a semplice trasgressione amministrativa sanabile con una multa, l’impunità per le evasioni fiscali fino a 150.000 euro, l’intenzione di abolire la pensione di reversibilità colpendo 4 milioni di vedove italiane.

DIBBA NON NE POTEVA PIU’
Andrea Scanzi

Dibba non ne poteva più, ma per il M5S è un disastro
Il futuro – Sogna di tutto – viaggiare e scrivere – tranne che fare il sindaco di Roma o il presidente del Consiglio. Tornerà, oggi però non sa quando.
La decisione di Alessandro Di Battista di non ricandidarsi nel 2018 può stupire solo chi non lo conosce. In realtà era una scelta prevedibilissima. Quasi scontata. I retroscena, che lo vogliono in rottura con Luigi Di Maio o refrattario al ruolo di “secondo”, sono deliranti. Molto semplicemente, Di Battista è uno che ama godersi la vita. E il godersela non può andare di passo con (direbbe lui) “la vita nel Palazzo”. Ho conosciuto Di Battista ad aprile 2013. Siamo diventati amici e ciò ha fatto sì che l’uno vedesse in diretta l’altro mentre gli cambiava la vita. A lui più che a me. Di Battista tutto sogna nella vita, tranne fare il sindaco di Roma o il presidente del Consiglio.
Credo che preferirebbe una detartrasi praticata senza anestesia da Sandro Gozi col trinciante. Molti fan lo immaginano vivere di politica. Macché: Di Battista si è ritrovato a fare politica. Attenzione: non sto dicendo che non si senta parte di una battaglia, di un progetto, di un cambiamento. Tutt’altro. Alludo, adesso, a ciò che gli esperti chiamano politique politicienne. La “politica da professionisti”: quella è proprio una cosa che odia. Lo annoia oltremodo, e non posso certo dargli torto. Ha svolto al meglio delle sue forze il ruolo di deputato, ma non vedeva l’ora che finisse. Lo aveva detto proprio a me nel 2014, durante una puntata di Reputescion: “Se la legislatura dura fino alla fine, non mi ricandido”. Appunto. E’ uomo di parola. Di Battista non è un disimpegnato e ora che è padre – variabile felice che ha accelerato una decisione già presa – non si rifugerà nella casa in collina.
Continuerà, come ha detto due giorni fa, a fare politica. Ma la farà come accadeva prima del 2013: scrivendo, facendo controinformazione. Oppure viaggiando, in Africa come nel Sudamerica. E’ sempre stata la cosa che ha amato di più. Anche da deputato, non appena poteva, partiva in tour: per difendere la Costituzione, per provare a vincere in Sicilia. Una volta parlamentare, Di Battista ha scoperto doti innate da guitto: da oratore schietto, che arringa le piazze e buca lo schermo. Si è rivelato, tra i 5 Stelle, il più efficace. Ora che si defila – senza abbandonare quel Movimento in cui crede ciecamente – per il M5S è un mezzo disastro. Esce “Dibba”, rientra la Lombardi (Roberta): poveri loro.
Ma era una scelta (per lui) inevitabile. La notizia deluderà qualcuno, ma ogni volta che ci siamo visti non ci è mai capitato di parlare di politica per più di cinque minuti. Quando Fedez mi disse (scherzando) in un’intervista del 2015 che “Di Battista parla solo di politica e mai di figa”, lui mi telefonò fintamente arrabbiato perché sapeva quanto quella cosa fosse falsa. Una delle sue ferite più grandi fu quando, prima del 2013, alcuni giornalisti gli promisero di leggere e pubblicare alcuni reportage. Poi però si dileguarono, salvo tornare a cercarlo dopo che era divenuto famoso (per esempio Luca Telese).
A Gianroberto Casaleggio voleva bene per l’esatto opposto: si fidò e gli pubblicò tutto subito. Di Battista lascia – per ora – a un passo dall’uscita del nuovo libro Meglio liberi. Anche qui posso dire come andò: era il 2013 e Rizzoli mi chiese su quali politici puntare. Feci il nome di Di Battista. Lui prima nicchiò e poi accettò. Di Battista ama scrivere e aveva bisogno di staccare: è nella sua natura. E’ fatto così: è sincero anche quando gli capita di dire o fare qualche cazzata. A volte è sinceramente retorico (e spesso talebano). Crede davvero (illuso) che uno valga uno e non ha alcuna voglia di essere “leader” (se non della sua vita).
E forse, per dirla con Gustavo Zagrebelsky, avverte pure lui – non è certo il solo – un desiderio latente di “impolitica”. Diranno (dicono già) che ha saltato un giro per tornare alle elezioni successive, magari dopo una legislatura breve che “eliminerebbe” tutti gli altri big vittime del limite (che lui adora) del doppio mandato. Ma Di Battista non è uno stratega: è possibile che torni nel 2023 o prima, ma oggi non lo sa neanche lui. L’unica cosa che gli è chiara è che, tra uno scazzo con la Boldrini e un viaggio on the road, la prima opzione non è certo quella più desiderata.

Alberto
Scalfari ha detto che tra Berlusconi e Di Maio sceglie Berlusconi.
Va be’, prendiamo atto, sai che ci frega.
E’ un’opinione come un’altra; anche io tra Scalfari e il primo coglione che passa per strada, scelgo il primo coglione che passa per strada.
Poi anche il secondo, poi pure il terzo anche se non è italiano, poi aspetto un po’ e se passa una pantegana scelgo la pantegana…poi se non passa proprio più nessuno, allora va be’, scelgo Scalf…no, non se ne parla proprio, aspetto ancora fino a notte, casomai sto lì fino all’alba sperando che passi qualcun’altro, uomo o bestia che sia.
La mia opinione conta come la sua, soltanto che io non vado mica a dirla da Floris.
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