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Friday November 17th 2017

MASADA n° 1882 28-10-2017. VIOLENZA SULLO STATO

MASADA n° 1882 28-10-2017. VIOLENZA SULLO STATO
Blog di Viviana Vivarelli

Il voto cieco – Grasso, Presidente del Senato esce dal gruppo Dem- Passa con 8 fiducie l’orrendo e incostituzionale Rosatellum- Un’accozzaglia antidemocratica si prepara a un golpe istituzionale- Qualunque cosa voteremo, la democrazia è morta – Esser uno. Essere tutti – Con una legge così l’astensionismo non può che aumentare – Il tempo delle 8 fiducie – Dopo tutti i danni fatti dalle banche italiane, Visco riconfermato –

Gustavo Zagrebelsky
Non un popolo ma pedine.
“La legge elettorale crea, modella l’elettore, gli dà o gli toglie potere. Dovrebbe essere la sua legge. Invece da anni è trattata come la legge dei partiti. Serve a regolare i conti tra loro, ad accaparrarsi posti. Il risultato delle elezioni interessa meno perché i giochi si vogliono fare prima, con la legge elettorale. Si capisce, allora, l’estrema litigiosità e, al tempo stesso, il fastidio, anzi la nausea, dei cittadini che assistono al gioco dall’esterno”.

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GRASSO ESCE DAL PD
Viviana Vivarelli

Sono rimasta molto colpita dall’uscita di Pietro Grasso dal Pd. Non si tratta di una persona qualunque, è la seconda carica dello Stato, quello che, in caso di scomparsa del Presidente della Repubblica, prenderebbe immediatamente il suo posto.

Una cosa simile non era mai successa nella storia della Repubblica e ritengo che sia un fatto clamoroso, tanto più che mai finora Grasso aveva dato prova di frenare in alcun modo l’operato piratesco di Renzi, anche se non è caduto negli errori clamorosi, faziosi e si basso rango della Boldrini, che ha violato ogni crisma di legittimità e dignità. Grasso ha tenuto fede al suo alto incarico istituzionale con prudenza, riserbo e stile, così da non guadagnare l’odio assoluto che spetta alla Presidente della Camera e da apparire morigerato, conforme all’apparato, serio ma senza strafare. Grasso è una persona prudente che si muove dopo riflessione e sa quello che fa.
Siciliano dalla nascita, ha sempre operato in ambienti difficili. A 12 anni, la vista di morti per mafia in pozze di sangue gli fa decidere di diventare magistrato. Per 12 anni sarà Sostituto procuratore della Repubblica a Palermo occupandosi di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Nel 1980 ha l’inchiesta sull’omicidio del Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, che voleva legalizzare gli appalti siciliani strappandoli dalle mani della mafia.
Ho sempre cercato di figurarmi quale sia potuta essere la vita di un uomo ambizioso e intelligente, ma anche cauto e prudente, che vuol far carriera, ubbidire alle leggi dello Stato, difenderlo ma nello stesso tempo destreggiarsi in una posizione difficilissima, tra due poteri implacabili: da una parte la Mafia e dall’altra la Casta, entrambi capaci di decretare il tuo successo o la tua rovina. Personalità ben diversa dall’immediata passione civile di un Falcone o di un Borsellino, penso che Grasso sia stato un concertatore, come lo era Andreotti, attento alla propria carriera come al proprio ruolo, personalità complessa, giocatore di scacchi in una difficile partita di cui ogni mossa tiene conto di una strategia e ogni errore può comportare la retrocessione o la morte.
Nel 1985, il tribunale di Palermo lo mette come giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra con 475 imputati e Falcone e Borsellino. Per 35 giorni vissero come in un bunker isolati dal mondo, producendo 19 ergastoli e 2.665 anni di reclusione e dimostrando per la prima volta l’esistenza della Cupola attraverso la via giudiziaria.
Nel 1989 Grasso è nominato consulente della Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Gerardo Chiaromonte prima e da Luciano Violante poi. Nel 1991 viene nominato consigliere alla Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustizia, il cui “guardasigilli” era Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone, e componente della Commissione centrale per i pentiti. In seguito fu nominato procuratore aggiunto presso la Direzione nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993.
Riina aveva deciso di vendicarsi e la Mafia compì la strage di Capaci, nel quale morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta e quella di Via D’Amelio nella quale rimasero vittime il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta. Tra gli obiettivi che erano stati identificati dalla Cupola c’era anche Pietro Grasso.
Dall’agosto del 1999, Grasso ricoprì l’incarico di Procuratore della Repubblica di Palermo, immediatamente dopo la conclusione del primo grado del processo Andreotti. Sotto la direzione di Grasso, dal 2000 al 2004, furono arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ottenne 380 ergastoli e centinaia di condanne per migliaia di anni di carcere.
L’11 ottobre 2005 Grasso fu nominato procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna.
Ma perché la Casta preferì il suo nome a quello di Caselli che sarebbe stato il legittimo designato? An fece una legge apposta (“Riforma Castelli”, poi dichiarata incostituzionale) per effetto del quale Caselli non poté più essere nominato procuratore nazionale antimafia per superamento del limite di età (un limite di età che è stato più volte variato indebitamente per nominare questo o quello). Sia Caselli che Grasso avevano lottato contro la mafia, ma perché la Casta di dx (AN, Fi e Lega) ci teneva tanto che fosse nominato Grasso? Forse perché nella lotta alla mafia Grasso non aveva mai fatto emergere i collegamenti tra mafia e politica? Forse perché nella lunga lotta dello Stato contro Cosa Nostra c’erano fatti che qualcuno aveva lasciato nel cassetto? C’è una cosa che lascia qualche dubbio: com’è possibile che un magistrato combatta contro un potere così terribile senza ricevere danno e senza essere attaccato dalla politica?
Comunque fosse, il lavoro di Grasso permise nel 2006 la cattura di Provenzano a Corleone. Ma, anche qui, com’è stato possibile che uno dei più grandi boss della mafia restasse 43 anni negli stessi posti senza mai essere preso? E come è stato possibile che nel processo ad Andreotti un tribunale dichiarasse che non era perseguibile per i fatti successivi al 1980 e ci fosse il non luogo a procedere per prescrizione per i fatti anteriori?
Nel 2012 Grasso si dimette da magistrato e viene eletto nel Pd.
Ora io mi chiedo: com’è possibile che un uomo delle istituzioni lavori per 44 anni per combattere la mafia e da una parte non riceva mai nessun attacco dalla parte corrotta dello Stato e dall’altra non subisca nessun danno serio da parte della mafia? E’ solo fortuna? Io non credo.
C’è sotto una facoltà straordinaria di sapersi destreggiare tra due opposti nemici che possono diventare due opposte opportunità. C’è sotto la capacità del giocatore di scacchi professionista, solo che qui è in gioco la vita.
Il 16 marzo 2013, Grasso viene eletto al ballottaggio Presidente del Senato con 137 voti, contro i 117 per Renato Schifani (PdL).
Il 27 ottobre 2017, dopo 8 fiducie incostituzionali imposte in modo dittatoriale da Renzi per un sistema elettorale assolutamente incostituzionale e barbaro per delegittimare il voto elettorale e dare il potere a un’accozzaglia che nessun italiano ha scelto, senza essersi mai opposto in ogni sua fase a questo attentato alla democrazia, senza aver fatto nulla per frenarlo o contestarlo, limitando la sua parte alla mera esecuzione del suo ruolo super partes, con un vero colpo di scena, Grasso dichiara di uscire dal gruppo Dem con parole durissime:
“Il fatto che il Presidente del Senato veda passare una legge elettorale redatta in altra Camera senza poter discutere, senza poter cambiare nemmeno una virgola è stata una sorta di violenza che ho voluto rappresentare. Mi dimetto dopo questo voto e non prima per rispetto delle istituzioni. E’ stata una scelta molto sofferta. Ho ritenuto di lasciare il Pd perché non mi riconosco più né nel merito né nel metodo. Ho deciso di aspettare l’approvazione della legge elettorale per rispetto del ruolo istituzionale. Per tutta la mia vita ho rispettato le istituzioni e l’indipendenza delle istituzioni. E continuerò a farlo”.
E’ un colpo di pugnale a Renzi.
Grasso crea un precedente clamoroso, come osserva anche Di Battista, perché nella storia repubblicana non si era mai visto un Presidente del Senato lasciare il gruppo di appartenenza a fine legislatura.
Il fatto è di una gravità enorme. L’accusa a Renzi e ai suoi metodi antidemocratici è lampante. Tutti i giornali dovrebbero esplodere in un boato. Invece la notizia viene soffocata nei fatti della Catalogna, i tg ne parlano in modo soft. Renzi, che dovrebbe essere messo sotto accusa, non viene intervistato e continua i suoi ripetitivi comizi come se non fosse successo nulla, inghiottendo con apparente nonchalance un rospo enorme che dovrebbe strozzarlo. Come se queste dimissioni non segnassero in modo implacabile una diaspora dentro il suo stesso partito e non fossero una dichiarazione in faccia al mondo che in Italia si sta compiendo un colpo di Stato, in cui un’accozzaglia di spregiudicati sta uccidendo le istituzioni democratiche e in cui Renzi stesso e la sua banda sono degli usurpatori.
Intanto il pivello continua con le sue sporche manfrine da scolaretto viziato e fa mancare al Consiglio dei Ministri per la nomina di Visco i ‘suoi’ Ministri come a dire a Gentiloni che il Governo non è di Gentiloni è ma è ‘roba sua’. Ma la storia corre più veloce dei suo intrallazzi da ragazzetto viziato.
E ora il giocatore di scacchi che farà?
Renzi in Sicilia non c’è nemmeno voluto andare. In Sicilia il 5 di novembre si vota. E la Sicilia è sempre stata la cartina di tornasole del voto nazionale.
Il treno di Renzi è stato un fallimento. Tutta la politica di Renzi è stata un fallimento. Ma il fallimento non va percepito, va conclamato.
E il gesto di Grasso che esce dal Pd segna una svolta nuova, inaspettata, è la conclamazione del fallimento di Renzi e dei suoi giochetti da studentello ripetente.
Solo un grande giocatore alla fine vince la partita.
E Grasso lo è.
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Del resto per rifare un partito di csx nessuno avrebbe il peso autoritativo che ha lui, non ce l’ha D’Alema che ormai è obsoleto ed estinto, né Bersani o Speranza e tanto meno Pisapia, Vendola non esiste da tempo, Montanari non è conosciuto, Emiliano si è bruciato da solo.. e il popolo italiano di sx in parte è stanco delle buffonate di Renzi e della sua banda, mentre un Presidente del Senato con la sua vita e la sua esperienza… Staremo a vedere. Certo è che il treno di Renzi ormai è arrivato al capolinea e queste dimissioni lo provano in modo assoluto.

VITO CRIMI
LETTERA AL PRESIDENTE GRASSO

Presidente Pietro Grasso,
due giorni fa invocavo le tue dimissioni per dare un segnale forte nella discussione sulla legge-truffa elettorale. Oggi sei dimissionario, sì, ma solo dal partito. E quella truffa è legge.
Con l’abbandono del PD hai di fatto certificato che la legge elettorale Fascistellum ha ammazzato la libertà di espressione nel voto. Non solo, anche che il modo in cui è stata approvata è una forzatura e che ancora una volta il PD ha piegato i regolamenti a suo uso e consumo.
Eppure qualcuno gliel’ha concesso. Qualcuno ha permesso a questi abusivi del parlamento di agire indisturbati. Chi? Tu. E senza battere ciglio. A nulla sono serviti i nostri appelli, implorazioni e grida di dolore per questo sfascio. Da parte tua, nessuna considerazione.
Oggi, di fatto, hai certificato che c’è del marcio nel PD. Un partito oramai in decomposizione, liquidato da Renzi come un’azienda in fallimento.
Con fatica abbiamo reso onore al Parlamento cacciando il condannato Berlusconi, per vederlo poi rientrare dalla porta principale, nemmeno furtivamente, ma a testa alta. E la porta gliela ha aperta il PD. Ma le chiavi per aprirla, quella porta, presidente, sei stato tu a fornirgliele.
La sofferenza te l’abbiamo letta negli occhi, quando l’impresentabile Verdini ha dato la fiducia al governo PD. Certo avrai sofferto da componente del partito, se oggi hai deciso di abbandonarlo. Tutti noi, invece, abbiamo sofferto da cittadini. Cittadini costretti a subire la svendita di un Paese intero e del suo futuro a lobbie, banchieri, prenditori, poltronifici di partito, a suon di ricatti, promesse, intrallazzi, spartizioni, compravendite di ‘onorevoli’. Cittadini costretti a veder approvare leggi infami solo per soddisfare i desideri impronunciabili dei Berlusconi, degli Alfano o dei Verdini e dei loro amici.
Oggi é troppo tardi per lavarsi la coscienza, caro presidente. Avevi la possibilità di manifestare ben prima la tua insofferenza. E forse una tua richiesta di aiuto avrebbe potuto cambiare il corso della storia.
Hai scelto di non farlo, presidente, nascondendoti dietro la frase «può anche essere più duro resistere e continuare piuttosto che abbandonare con una fuga vigliacca». Bravo, sei rimasto. E a cosa è servito? Ma soprattutto a chi è servito? A te, o ai cittadini che alla fine si son visti rubare tutto?
Nessuno ti ha mai chiesto di scappare, presidente. Solo di svolgere a testa alta quel ruolo di rappresentante del popolo che ti compete, smettendo gli abiti del notaio che certifica il grande affare fra le parti, o del maggiordomo che ha apparecchiato la tavola per la grande abbuffata che i partiti si sono riservati.
Caro Presidente, fin dall’inizio di questa legislatura tra noi c’é stato un rapporto diretto, senza filtri e senza corsie preferenziali. Com’è giusto e doveroso che sia. Davanti a scelte che ritenevo fortemente discutibili, non ti ho mai risparmiato critiche e accuse, evidenziando le tue responsabilità. Talvolta usando espressioni forti e toni accesi, nel tentativo di provocare una reazione, alla ricerca di qualche residuo d’orgoglio nell’alto magistrato antimafia. Ma non ho mai oltrepassato il limite, perché percepivo il tuo disagio.
Purtroppo è stato tutto inutile.
Mentre tu rivendichi il senso e il rispetto per le Istituzioni, noi rivendichiamo il rispetto per i cittadini che di quelle Istituzioni sono la linfa vitale. E proviamo un senso di vomito per chi queste Istituzioni le ha piegate, spolpate dall’interno, ridicolizzate per i propri interessi personali. Tutto, nel tuo assordante silenzio.
Finirai il tuo mandato senza medaglie al petto (per carità: non ti servono medaglie, posso capirlo). Ma le macchie e lo sporco che hai collezionato difficilmente verranno via.
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Una direttive dell’Ue vieta agli Stati membri di cambiare la legge elettorale nell’anno che precede le elezioni.
Occorre dunque adire alla Corte di Strasburgo.
Nel 2012 questa Corte condannò la Bulgaria per aver fatto modifiche alla legge elettorale in prossimità del voto. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky dichiara che noi siamo in una situazione anche peggiore. Il Rosatellum, cioè, non solo è palesemente incostituzionale nei contenuti in quanto priva l’elettore della sua libera scelta, non solo manca del requisito della certezza della governabilità in quanto rimanda al dopo elezioni la formazione di un Governo posticcio frutto di aritmetiche elettorali, non solo è un attentato alla democrazia in quanto usa illegittimamente il voto degli elettori per fini decisi non da lui ma da un’accozzaglia di potere per cui può finire addirittura a chi l’elettore non intende votare, non solo calpesta la Costituzione che vieta la fiducia sulle leggi elettorali ma calpesta anche le direttive dell’Ue. Cosa vogliamo di peggio?

Alessandro Di Battista
Nessun Paese al mondo fa una legge elettorale a 2-3 mesi delle elezioni ……. che impedisce di fatto ai cittadini di eleggere direttamente i due terzi del Parlamento, che verranno decisi da partiti politici. Questo è un colpo di Stato istituzionale, fatto per colpire cittadini e quindi il M5S …… Il popolo italiano scenda in piazza non solo per una partita, ma anche per difendere i propri diritti contro una legge elettorale incostituzionale e antidemocratica“.
Potete continuare a gonfiarvi come pavoni, potrete continuare spammare sul video indecenti bugie, potrete continuare a credervi i i padroni delle nostre vite e ad approfittarne, i padroni di questo Paese e a venderlo, potrete continuare con i vostri inciuci, i vostri intrallazzi, le vostre coalizioni di merda, la vostra avidità intollerabile, quell’indecente attaccamento alle poltrone che giustifica ogni abuso e copre ogni tradimento, potrete continuare a dettare menzogne ai giornali, a girare con la scorta, ad accumulare prebende, potrete continuare a farvi chiamare onorevoli
.. ma noi continueremo a chiamarvi ladri
ladri di diritto, di onore, di dignità, ladri di soldi, ladri di libertà
ladri di democrazia.

Annamaria
“Una legge elettorale pensata da centrodestra e centrosinistra per sovradimensionarsi un po’ nel prossimo Parlamento, mentre fuori i capi dell’opposizione si bendano gli occhi per farsi notare e fotografare dagli odiati giornalisti.”
Mettere tutti nello stesso truogolo mi sembra sbagliato e ingiusto.
La legge elettorale non è stata ‘pensata da centrodestra e centrosinistra per sovradimensionarsi un po’, ma è stata voluta e studiata da Renzi e dal suo partito (curiosamente graziato in questo passaggio per omissione di menzione) all’unico scopo di colpire il M5s. Gli altri partiti si sono uniti per cooptazione.
Lo denuncia molto bene e con grande onestà intellettuale uno che non è Beppe Grillo e nemmeno Davide Casaleggio.
“”Fare una legge in parlamento in questo momento, in questo momento storico, che va contro il MoVimento 5 Stelle è una cosa pazzesca, criminale, una sciocchezza. Me la potrei cavare così, ma io dico che è anche immorale. Non si fa una legge sei mesi prima delle elezioni per punire il partito”.(Paolo Mieli).
Se poi “i capi dell’opposizione si bendano gli occhi per farsi notare e fotografare” io dico che fanno benissimo, se serve a denunciare una cosa che Mieli definisce ‘pazzesca, criminale e immorale’.
I 5Stelle, se è per questo, hanno fatto anche di peggio: sono saliti sui tetti per difendere l’articolo 138 della Costituzione da chi voleva cancellarlo.
Si sono fatti ‘notare e fotografare’? Certamente. E altrettanto certamente hanno salvato l’articolo 138 della Costituzione.

MA LA LEGA CHI?????
Viviana Vivarelli

Ma con che faccia qualcuno può chiederci di allearci con la Lega??
La Lega quale?
Quella che prima sputtana B in piazza poi si vende?
Quella che si dà al primo offerente?
Che vuole la secessione, odia i meridionali e il tricolore lo mette al cesso?
Che si è fatta bocciare il federalismo e ora ci riprova chiedendo metà delle tasse?
Che ha votato il fiscal compact e le leggi della Fornero?
Quella dei vitalizi
della banca di Lodi in cui ha rubato anche ai morti?
Che ha fatto fallire giornale,radio e partito rubando i soldi degli iscritti?
Condannata dall’Ue per razzismo e xenofobia?
Che voleva 3 maxiRegioni di cui una amministrata dalla mafia?
Che i soldi rubati li ha messi in Tanzania su consiglio della ‘ndrangheta?
Che giura però che in Lombardia la mafia non esiste?
Con un programma scritto da una sensitiva amica della moglie di Bossi che dice di averlo avuto dai marziani?
Che le lauree le compra in Albania pure all’amante autista?
Che con Borghezio spruzza di disinfettante le donne e dà fuoco ai pagliericci dei senzatetto?
Che fa una legge per dare un milione alla propria radio privata e 800.000 € alla scuola padana della moglie di Bossi?
Quella delle mutande verdi di Cota che ha rubato 25.000 € ed è stato eletto con firme false?
Che voleva i nomi delle strade scritti in dialetto e il dialetto nelle scuole, insegnanti solo del nord e giudici eletti dal popolo?
Che al parlamento europeo non ci va mai ma quando ci va chiede un osservatorio per i marziani?
Che sostiene Heider, l’elogiatore di Hitler e va in delegazione da Milosevic?
Che vuole il porto d’armi per i sedicenni?
Quella della truffa sulle quote latte?
E sta coi lefevbriani scomunicati dal papa?
Con Bossi che è stato condannato a 4 anni per aver rubato 50 milioni di euro soldi nostri?
Con Salvini che si rimette con Berlusconi e approva una legge elettorale delinquenziale e antidemocratica?
E basa tutto il proprio programma sulla diffusione di odio sociale?
Ma cosa abbiamo noi in comune con la Lega?
…e con tutta questa serie di idiozie ci deve essere ancora qualcuno (e mi meraviglio di Travaglio) che ha la faccia di chiedere che ci alleiamo con la Lega?
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La cosa più assurda che in questa corsa ossessiva a creare maggioranze OGM, nemmeno col Rosatellum si riesce a creare nessuna maggioranza, salvo che Renzi non si metta assieme a Berlusconi, cosa che esattamente faranno.

VINCERE
ALESSANDRA DANIELE
Quando la rabbia popolare contro le classi dirigenti non può più essere sedata o repressa, allora bisogna deviarla.
L’establishment adopera quindi la propaganda per reindirizzare la rabbia popolare verso un capro espiatorio, di solito una categoria di emarginati o discriminati che sono già percepiti con ostilità e diffidenza.
Il popolo ci casca sempre.
Perché è più facile, più sicuro odiare i mendicanti che sfidare i miliardari. Oggi si vince a dx. L’ennesima disfatta del pur reazionario centrismo renziano ad opera del rianimato Polo delle Libertà lo dimostra.
C’è una netta deriva fascista in atto, e non è certo casuale. È quella la direzione nella quale la propaganda sta di fatto spingendo le masse esasperate.
La Lega di Salvini è un partito inequivocabilmente fascista.
Salvini è inequivocabilmente il vincitore di questa tornata elettorale.
Berlusconi lo detesta e lo disprezza. Con le sue felpe sudate, il suo populismo ringhioso, e i suoi mantra ossessivi, Salvini è il genere di persona che l’ex cavaliere se potesse non farebbe nemmeno avvicinare alle sue ville, facendogli sparare a vista dai suoi gorilla.
Berlusconi però vuole vincere.
Quindi è disposto anche a promettergli un ministero a sua scelta se accetterà di riesumare l’alleanza con Forza Italia, anziché passare a quella con Grillo.
Berlusconi non ha mai avuto problemi a governare coi fascisti quando gli è servito.
Poi è passato a sostenere i governi Monti, Letta, e indirettamente Renzi.
Berlusconi è onnivoro.
Intanto Renzi, nel disperato tentativo di recuperare qualche voto alla sua sx, finge interesse per i puffi di Pisapia, sperando che dopo aver tentato di svendere la Costituzione antifascista col Sì al referendum, adesso siano pronti a svendere anche tutti i valori di sx che millantano di sostenere, in cambio d’un sottosegretariato nel prossimo eventuale Governo Cazzaro.
Perché Matteo Renzi vuole vincere.
Sarebbe ancora disposto ad affondare il terzo Governo consecutivo, e schiantare per l’ennesima volta il suo partito contro un muro pur di provarci, perché la sua vittoria personale è l’unica cosa che conti per lui. Che è un perdente.
Tutti vogliono vincere a tutti i costi.
E i costi comunque li pagheremo noi.

LA CHIAMENO “SX”
Che tristezza senti’ in tivvù,
vantà ’n partito che n’ esiste più.
‘sta “sx” cura li ricchi e i capitali
e ha buttato ar cesso l’ideali!
Li lavoratori hanno traditi…
senza vergogna, senz’essese pentiti!
Nel riscatto civile aveveno sperato…
quell’ operai c’hanno schiavizzato!
Come cazzo se fa a definì sx…
un partito de dx?
E come fa ’n comunista a n’esse ‘ncazzato…
co’ cchi er comunismo ha cancellato?
Firmeno controleggi pe’ fedeltà ar partito…
e pe’ chi li mantiè nun arzeno ’n dito!
Se credeno de commannà in eterno….
e li cittadini sprofonnen’all’inferno!
Quanta pora ggente fanno piagne,
‘ste luride carogne!
Pijeno ‘no stipennio esaggerato,
ma er popolo l’hann’affamato!
Pe’ quanno ancora ‘sti politicanti,
vonno sfruttà l’Italia e l’abitanti?
Semineno fame, disperazione e lutto…
ma prima o poi… aripagheranno tutto!

Rostokkio
Gli italiani all’estero sono 5 milioni. Chissà dove hanno preso il barcone.
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ESSERE UNO, ESSERE TUTTI
Viviana Vivarelli

Come si fa ad oltrepassare i limiti della propria fisicità? La persona che riesce a sintonizzarsi col pensiero di un popolo, e che riesce ad avere la visione di un futuro migliore per quel popolo, lo ha già fatto.
Gandhi lo fece. Martin Luther King lo fece. Lincoln lo fece.
Anche Casaleggio lo ha fatto.
E anche ognuno di noi, all’interno di un quadro di democrazia diretta, sarà in grado di farlo.
In quell’istante di illuminazione, quando uno pensa col pensiero di tutti, quando uno riassume in sé le speranze di tutti, quando il bene a cui pensa è il bene di tutti, allora cessa ogni unicità e individualità e si realizza un unicum, dove l’uomo non è più uno ma parla con la voce di tutti.
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Sono arrivati al punto che, rendendosi Verdini non candidabile in Italia, lo candidano all’estero.
Che vogliano far entrare in Parlamento anche la mafia italo-americana?!

CON UNA LEGGE COSI’ L’ASTENSIONISMO NON PUO’ CHE AUMENTARE

Abbiamo un astensionismo del 50%. Renzi alle Europee con tutti i suoi regaletti ha preso il 22%, il che vuol dire che non lo hanno votato 8 italiani su 10. Mi chiedo a quanto starebbe l’astensionismo se il M5S non esistesse.

Gli elettori italiani sono primi per astensionismo elettorale in Europa.
L’astensione non si manifesta come assenza ai seggi, ma sta soprattutto nell’inserire nell’urna schede bianche o nulle, esprimendo con ciò non il disinteresse per la Nazione quanto un giudizio negativo contro i partiti.
Nel 1946 i votanti erano l’89 %
nel 2013 erano scesi al 72%
alle europee del 2014 furono il 57%
già adesso i sondaggi danno un possibile 41% di astenuti
ma il numero potrebbe essere molto superiore.
A oggi, secondo i sondaggi (Tecnè), il M5S è il primo partito d’Italia col 28,3% dei consensi
Dietro il Pd che scende al 26,4%.
Lega Nord al 14,3%
Forza Italia al 12,7%
Fratelli d’Italia stabile al 5%
MDP al 2,6%
Alternativa Popolare stabile a
2,2%, Sinistra Italiana stabile al 2%
E’ chiaro che nemmeno il Rosatellum risolve qualcosa. Tutti i partiti sono lontani anni luce da quel 40% che darebbe il premio di maggioranza. Nemmeno il trio Fi-Lega-Fdi ce la farebbe a governare. Csx e M5S sono alla pari. Tutto dice che l’unico governo possibile sarebbe la grande ammucchiata di Rnzi con Berlusconi. Ma siamo sicuri che tutti gli elettori lo abbiano capito? O ingoieranno anche questo così come hanno ingoiato tutti i rospi delle cosiddette riforme di Renzi? Ormai il loro stomaco è mitridizzato e non è più sensibile a niente. Ed è questo l’effetto peggiore di Renzi&compani: aver anestetizzato la coscienza degli italiano fino a un grado in cui hanno la consistenza della pietra.

Davide Pertici
Come tutti avrete capito, col Rosatellum bis (che pare un vino di infima qualità) passano i simboli che ottengono almeno dall’1° al 3% .
Quello che forse non tutti sapete è il fatto che ai partiti che si presentano in coalizione e si fermano fra l’1 e il 3% viene comunque riconosciuto qualcosa, visto che i voti ottenuti da queste piccole formazioni vengono distribuiti fra quelli della coalizione cui appartengono e che hanno superato lo sbarramento. Ad esempio mettiamo che il Movimento Animalista della Brambilla raggiunga solo l’1% ma che questa si allei con Berlusconi, ecco che suoi voti andranno a Forza Italia! La stessa cosa vale per l’UDC, per i sovranisti di Alemanno e per tutte le microliste in generale, da destra a sinistra.
Cosa ci guadagnano questi piccoli partiti a portare voti a Forza Italia o PD, a seconda dei casi?!
Un bel collegio blindato nell’uninominale e dunque una poltrona sicura. Questo sistema mafioso farà comodo infatti anche e sopratutto all’asse PD-Pisapia poiché arriveranno voti di sinistra (altrimenti perduti, vista la politica di Renzi). Da dove arriva il ROSATELLUM infatti, se non dal PD? (Può un partito da solo fare una legge elettorale che riguarda tutti gli italiani e poi farla passare chiedendo la fiducia al Governo?)
Chi ci rimette sono partiti che non fanno alleanze e che portano avanti la “loro” idea politica, col risultato che un partito che rappresenta da un milione e mezzo in su di italiani potrà restare fuori dal Parlamento, lasciando il posto a uno che ne rappresenta un terzo.
E il Rosatellum è così servito, anche se sa un po’ di tappo.
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Michele Serra
“Un arrocco di forze politiche spaventate”, scrive Ezio Mauro a proposito del colpo di mano sul Rosatellum. Andando a ritroso nel tempo non è facile stabilire quanto lunghe siano, le radici di questo arrocco: è materia anche tecnica, per politologi e costituzionalisti. Ma ogni cittadino appena informato ha la sensazione che la politica italiana sia “spaventata” da molto, moltissimo tempo. Spaventata dagli elettori ma forse soprattutto da se stessa, dall’impotenza malata che le ha impedito, per più legislature, di dotarsi di una legge elettorale decente; dunque di governi che fossero legittimati non solamente dalle procedure e dagli aggiustamenti di Palazzo, ma persino da una vittoria elettorale…
La sola vera “antipolitica” è costituita dall’impressionante fuga dalle urne degli ultimi anni. Ci fu un culmine clamoroso, davvero di fine epoca, nelle elezioni regionali del 2014 in Emilia-Romagna: 37 per cento di votanti, contro il 68 (!!) delle precedenti elezioni. Se neppure le crepe più evidenti sono bastate a mutare il quadro, significa che i partiti, e il Pd per primo, non hanno più la forza di cambiare passo e intenzioni. Ammesso che ne abbiano la volontà, non ne hanno la forza. Non è solamente lo spavento, è anche l’estrema debolezza l’artefice di questo brutto finale di legislatura.

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ABBIAMO UNA BALLA
Marco Travaglio

Ieri Piero Fassino, commentando a Un Giorno da Pecora quel che ho scritto e detto sul Rosatellum, ha rivelato agli ascoltatori, ma soprattutto a me, che “Travaglio viene dal FUAN, io vengo da tutt’altra storia, ognuno sta sulla sua barricata”. Pensando a un delirio momentaneo, i conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro hanno sgranato gli occhi e domandato se si riferisse proprio a quel Fuan. E Fassino, sicuro: “Sì, il Fronte universitario fascista. Travaglio viene da lì”.
Siccome i due intervistatori manifestavano ancora incredulità, Fassino ha aggiunto magnanimo: “Travaglio ha pienamente diritto di farlo, solo che siamo su fronti opposti, non c’è possibilità di confusione”.
Ora, cari lettori, dovete sapere che la notizia mi ha raggiunto mentre mi difendevo dagli sfottò di Peter Gomez, che mi sventolava una foto dell’altroieri in piazza Navona, alla manifestazione di giuristi, sinistre e Cgil contro il Rosatellum, in cui parlavo con una bandiera rossa con falce e martello sullo sfondo.
“Montanelli – mi derideva Peter – si rotolerà nella tomba”. E io: “Berlusconi mi definiva ‘un cerbero comunista’, ora finalmente ha le prove”. In quel preciso istante un collega mi avvertiva che Fassino aveva appena smascherato la mia tessera del Fuan e la mia vera natura di fascista doc. La prima reazione, vista anche la fonte della rivelazione, è stata una sonora risata: via, chi potrà mai prendere sul serio un poveretto come Fassino?
Ma mi sbagliavo.
La “notizia” è stata subito ripresa da siti web e agenzie di stampa, quindi ha ottime possibilità di finire sui quotidiani di oggi. E non vi dico i social: pure lì lo scoop fassiniano ha avuto un discreto successo, grazie anche ai tweet di domestici, camerieri e tutto il personale di servizio. Tal Patrizia Prestipino, che risulterebbe addirittura membro della direzione nazionale Pd e responsabile del Dipartimento per la Difesa degli Animali, già celebre per un’uscita sull’esigenza di “continuare la nostra razza” ed evitarne “l’estinzione in Italia”, cinguettava: “Travaglio viene dal FUAN. Io da tutta un’altra storia’. Grande Piero!”.
Altri svelavano nuovi altarini della mia occulta carriera mussoliniana. Prima che qualcuno fabbricasse un mio fotomontaggio a Predappio, ho inviato una smentita alle agenzie: “Ho appreso oggi da Fassino, fonte notoriamente autorevole, che ‘Travaglio viene dal Fuan… dal fronte universitario fascista’. Non lo sapevo, ma nella vita si impara sempre qualcosa. Casomai il Travaglio di cui parlava Fassino fossi io, però, mi correrebbe l’obbligo di comunicare all’ex segretario, ex ministro, ex deputato ed ex sindaco quanto segue”.
“Io non ho mai avuto tessere in vita mia, né tantomeno quella del Fuan, non essendo io mai stato né militante, né simpatizzante né elettore fascista o neofascista o postfascista o parafascista. Comprendo l’imbarazzo di Fassino nel difendere la fiducia imposta dal suo partito sul Rosatellum alla maniera di Benito Mussolini nel 1923 sulla legge Acerbo, ma io non c’entro. Siccome però a nessuno può essere consentito di dare del fascista a chi non lo è mai stato, gli do appuntamento in Tribunale con un’immediata querela per diffamazione”.
Poi ho chiamato l’avvocato. Infine mi sono domandato cos’abbia spinto il pover’uomo a sparare una balla così stratosferica, sproporzionata persino al suo standard abituale.
Le possibili spiegazioni dell’insano gesto sono quattro.
1) Fassino usa come fonti per informarsi gli stessi collaboratori che gli curano l’immagine e le campagne elettorali, il che spiegherebbe perché è così male informato, perché ha un’immagine così deprimente e perché non è più sindaco, deputato, segretario, ministro, ma un consigliere comunale qualunque.
2) Inebriato dai suoi insuccessi, Fassino ha iniziato a bere per dimenticare. Il che spiegherebbe anche gli altri suoi deliri a Un Giorno da Pecora: tipo che il Rosatellum “è uguale al Mattarellum” (dove 3 parlamentari su 4 erano eletti nei collegi uninominali e c’era il voto disgiunto rispetto alla restante quota proporzionale, mentre col Rosatellum 2 su 3 sono nominati nelle liste bloccate del proporzionale e c’è il voto congiunto); o che, “se me lo chiedono, sono disponibile a ricandidarmi” (dopo appena 5 legislature).
3) Già nervosetto di suo e intollerante alle critiche (quando collaboravo all’Unità, tempestava di telefonate i direttori Colombo e Padellaro per farmi cacciare: invano), da quando ha perso la poltrona di sindaco ed è stato degradato a semplice consigliere è in costante peggioramento. L’altro giorno, ad Agorà, mancava poco che passasse alle vie di fatto con la nostra garbata Silvia Truzzi, urlando, interrompendo, intercalando con eleganti “ne abbiano le scatole piene”, infine paragonando il Fatto ai nazi-ultrà che insultano Anna Frank. Ieri poi, con la bufala della mia militanza nel Fuan, ha rispolverato il meglio del peggio dello squadrismo rosso anni 70, quando chi non era di sinistra (tipo Montanelli) diventava automaticamente fascista e magari si beccava qualche pallottola in corpo. Ma anche dello squadrismo berlusconiano anni 90 e 2000, quando chi osava criticare B. diventava un “comunista” o magari – come accadde proprio a Fassino – un corrotto dalla Telekom Serbia col conto cifrato “Cicogna”.
4) Siccome è “disponibile a ricandidarmi se qualcuno me lo chiede”, ma purtroppo nessuno glielo chiede, Fassino ha pensato bene di offrire al suo capo su un piatto d’argento la testa di uno dei suoi rarissimi critici. Così, per rendersi utile. Purtroppo gli è andata buca, ma non tutto il male viene per nuocere: viste le condizioni in cui versa, dovrebbe riguardarsi. Ha bisogno di un lungo periodo di riposo. Altrimenti detto pensione.

IL TEMPO DELLE OTTO FIDUCIE
Bruno p. Napoli

C’è un tempo per tutto. Il contesto storico che viviamo è scandito dal tempo come ogni azione del passato e del presente,quelle del futuro ancora non ci è permesso conoscerle.
Ci sono persone che hanno fatto il tempo delle grandi guerre,delle grandi emigrazioni,delle ricostruzioni,del benessere o della miseria.
Pensavamo di essere in democrazia eppure l’Italia è stata sempre assoggettata dalle altre potenze nel bene e nel male e per un breve periodo ha avuto l’illusione che potesse contare qualcosa in Europa.
In pochissime nazioni capita quello che è successo al Belpaese e cioè di avere una democrazia mascherata da una oligarchia accentrata nelle mani dei partiti politici che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà degli abitanti che dovrebbero rappresentare.
Da noi la politica è tutto meno che politica. E’ lobbismo, è corruzione, è raccomandazione, è uno strumento utilizzato dalle mafie e dai potentati, è privilegio, slealtà,viltà, inciucio, trasformismo.
La stessa esistenza del gruppo misto in Parlamento è simbolo di slealtà nei confronti degli elettori per non parlare dei cambia casacca che passano da un simbolo all’altro a secondo di come tira il vento.
Non esistono più programmi e confini,il più bravo è quello disposto a dare il suo voto per assicurarsi un incarico,non importa se è contro le proprie idee .
Simboli e vessilli di organizzazioni che si sono involute nel tempo fino a rappresentare solo se stesse,una vera e propria caporetto della rappresentanza politica e oggi addirittura si blindano leggi in modo da isolare la più grande opposizione che sia mai esistita in Italia se ancora si può chiamare opposizione visto il numero di elettori che ne fanno parte.
Noi viviamo il tempo delle otto fiducie e se proprio vogliamo parlare di buffoni…


ROSATELLUM, L’OBBROBRIO NATO PER PREMIARE I FEDELISSIMI DI RENZI
ROBERTO MARCHESI (IFQ) politologo

Il Rosatellum-2” è un obbrobrio legislativo, infatti tutti gli attuali parlamentari sono stati nominati col famigerato e incostituzionale “Porcellum”, ma con un “virtuosismo” di intrecci utili a confondere le idee degli elettori vi è persino maggiore invadenza nel cercare equilibri normativi impossibili allo scopo evidente di perpetuare (ancora!!!) la nomina dei candidati preferiti dalle segreterie dei partiti. L’artificio avviene creando un fantasioso intruglio elettorale dove spezzoni di “maggioritario” vengono innestati sulla legge “proporzionale” di base allo scopo di guidare invisibilmente l’elettore ad eleggere senza saperlo qualcuno che lui probabilmente nemmeno conosce.
Questo “capolavoro” politico-istituzionale in ambito gastronomico potrebbe persino superare del XV secolo di Giovanni da Bockenheim che lui ha semplicemente intitolato “Omelette d’arance per ruffiani e prostitute”.
Benché Ettore Rosato, spalleggiato da tutto ciò che resta del glorioso Pd, non lesini nulla nel tentativo di spiegare pazientemente al popolo sovrano che l’importante non è capire la legge ma è creare le condizioni per formare un governo (persino un governo qualunque!) a molti è diventata immediatamente chiara la strategia del Pd: approvare subito una legge elettorale qualunque che consenta al Parlamento la formazione di un governo qualunque, lapalissiano, no?!
Nelle segrete segreterie dei partiti tutti sanno benissimo che il prossimo governo tutto sarà meno che un governo qualunque, ma l’importante al momento non è quello, è l’equilibrio politico e la possibilità, per “le destre”, di ritornare al potere, e per “le sinistre” di continuare ad attuare le riforme già avviate e che solo uno “sfortunato incidente di percorso” lo scorso dicembre ha temporaneamente fermato.
Per far questo è necessario attraversare il “guado” di un fastidioso e pericoloso passaggio elettorale che potrebbe scombinare tutti i rapporti di forza fin qui faticosamente costruiti. Meglio quindi cambiare il meno possibile. Su questo punto destra e sinistra sono perfettamente d’accordo e tutti i maggiori media nazionali sono con loro.
Per le “sinistre” il gioco è assai complicato. La solita divisione in partitini e la deleteria spaccatura nel Pd (unita all’indisponenza ormai conclamata del suo leader) rendono pressoché impossibile sperare in una sua vittoria. Ma loro sfruttano più che possono il potere che tuttora, anche se di fatto abusivamente, detengono. Non è difficile infatti scoprire nel Rosatellum il reale scopo di questa legge: portare di nuovo nella prossima Legislatura il maggior numero possibile degli attuali parlamentari rimasti fedeli a Renzi. Con un occhio però anche al futuro. Solo così si spiega infatti l’improvvisa accelerazione data alla legge sullo Ius Soli. E’ un vecchio trucco della politica politicante, dare infatti il diritto di voto ad un gran numero di immigrati. E’ un investimento sulle future tornate elettorali. In Italia hanno calcolato essere circa 700mila il numero degli immigrati che guadagnerebbero la cittadinanza subito con questa legge. Non ci sarebbe nulla di male se la legge fosse fatta al fine di sanare quelle situazioni di evidente ingiustizia sociale ma Paesi che hanno già sfruttato a fondo questa opportunità dicono però che, alla lunga, quel vantaggio elettorale (un vero e proprio voto di scambio in certi casi) si trasforma in un grave problema sociale.
Per non diventare un disastro sociale l’accoglienza deve essere vera. E’ assolutamente deleterio accogliere immigrati di qualunque tipo se non gli si danno vere opportunità di integrazione in tempi brevi. A crescere sarebbe solo l’area dei poverissimi e quella della criminalità.
Se lungamente disadattati il danno potrebbe essere un autogol.
Per le “destre” il gioco è più facile, ma per stare assieme hanno bisogno dell’impresentabile, e forse anche ineleggibile, Silvio Berlusconi. Che importa? Anche Grillo ha sempre guidato il M5S dal di fuori (e continuerà probabilmente a farlo anche dopo). E poi, per fare un governo qualunque, va bene chiunque, no? Quindi avanti tutta! Dopo che il popolo avrà votato (e con il Rosatellum sanno già in anticipo chi verrà votato nelle loro liste) ci sarà tanto tempo per litigare.

ALESSANDRO GILIOLI
… mentre il Pd si attorciglia attorno alle banche, ecco che il Cavaliere si fa ammannire una legge perfetta per allearsi con chiunque – “dai barboncini della Brambilla alla famiglia Kappler”, se posso citare Michele Serra – grazie a un sistema di apparentamenti locali che lascia le mani liberissime per portarsi in casa le formazioni minuscole (è gran festa, dai Pensionati al Pli di Stefano De Luca) ma anche i raggruppamenti clientelari, personali, classici.
Lo sanno anche i muri, ormai, che Berlusconi è il più bravo di tutti a fare le coalizioni – di solito gli basta una cena ad Arcore, condita di promesse e regalie – sicché ci si chiede con quale zucca il Pd gli abbia servito su un piatto d’argento questa possibilità.
E si sa che gli elettori di destra – assai meno schizzinosi di quelli di sinistra – non si fanno troppi problemi se nello stesso guazzabuglio per cui votano ci sono pro euro e antieuro, statalisti e federalisti, nostalgici del Duce e studiosi di Popper, skinhead tatuati di Torre Maura e manager incravattati da apericena sui Navigli.
Nel frattempo – torno al Giornale – è divertente vedere come l’anziano leader abbia deciso, per l’evenienza, di cambiare completamente immagine e soprattutto target, essendo quello dei “populisti” occupato da altri prodotti.
Sicché lui -inventore del populismo moderno fin dai tempi di “Meno tasse per tutti” e “Guariremo il cancro entro tre anni” – sta cercando di diventare una via di mezzo tra Winston Churchill e Mario Monti. Un Churchill senza sigaro e un Monti senza austerity, ma siamo lì.
Della Merkel (quella che il suo giornale chiamava in prima pagina “la culona”) dice che «ci lega da sempre una grande e reciproca stima», mentre «riapre il dialogo con Confindustria» e «le cancellerie europee guardano a lui come argine ai populismi» (sto citando dal Giornale di oggi, appunto, il cui titolone in prima pagina è “Euroberlusconi”).
È l’ultimo trucco del Cav., l’ultimo numero del grande trasformista.
Ma in questo Paese smemorato – e grazie anche al più sciagurato centrosinistra d’Europa – tutto ciò ci costerà qualcosa come 100-150 deputati da lui nominati, quindi centralità politica a vita del pregiudicato, un’altra legislatura in cui o comanderà direttamente o avrà il massimo potere di ricatto sul governo e sulle decisioni parlamentari.
Ne sarà entusiasta Giuliano Ferrara – teorico da sempre del B. in doppiopetto.
A me invece tutto questo (il ritorno alla centralità politica, lo svoltone istituzionale così palesemente dettato dal marketing, il credulismo che lo accompagna sui media e nel demi-monde del Palazzo) beh, fa venire un misto di ansia e risate.
Ma temo che sia riso isterico.

UOMINI O CAMERIERI?
Marco Travaglio
A furia di enfatizzare il “ricatto” del voto di fiducia al governo Gentiloni su una legge elettorale che col governo Gentiloni non c’entra niente, si è finito per regalare alla Banda Renzusconi un comodissimo alibi per votare il Rosatellum sempre più Fascistellum: poveretti, magari non volevano, ma sono stati costretti, perché altrimenti cadeva il governo.
Ma, a pensarci bene: anche se fosse vero che cade il governo, chi se ne frega? Siamo a fine legislatura, a dicembre il capo dello Stato dovrà per forza sciogliere le Camere e indire i comizi elettorali per marzo o aprile, la manovra finanziaria (peraltro orrenda) è già decisa e una maggioranza che l’approvi si trova sempre: dunque in che senso la sopravvivenza di un governo scadente (in tutti i sensi) sarebbe più importante del dovere istituzionale e morale di bocciare una legge elettorale indecente e molto probabilmente incostituzionale?
Il ricatto, per chi ci riflette un attimo, non esiste perché la minaccia è una pistola scarica. Ora o fra due mesi, il governo cade comunque (e sai che lutto, visti i disastri che ha combinato e sta ancora combinando, e vista la spudoratezza con cui si è piegato ai diktat renzusconiani per legare la propria sopravvivenza alle due fiducie sul Rosatellum-Fascistellum, prima alla Camera e ora pure al Senato).
Meglio ammazzarlo ora, se questo è il prezzo da pagare (si fa per dire) per radere al suolo l’ennesima legge elettorale ributtante e andare finalmente a votare con una sicuramente legittima: il doppio Consultellum su base proporzionale, scritto dalla Corte costituzionale nelle due sentenze che bocciano il Porcellum e l’Italicum. In ogni caso, siamo pronti a scommettere che il governo non cadrebbe comunque, se almeno una trentina di senatori seguissero l’esempio dato ieri dai loro colleghi Vannino Chiti, Luigi Manconi, Walter Tocci, Claudio Micheloni e Massimo Mucchetti, che hanno preannunciato di non votare la fiducia. Senza 30-35 voti, il governo si salverebbe con i voti di fiducia dei 14 verdiniani di Ala (decisivi) e la presenza in aula di forzisti e leghisti per garantire il numero legale. Così almeno tutto sarebbe più chiaro, con un cambio di maggioranza in corsa che costringerebbe Gentiloni a salire al Quirinale e il duo Renzi&B. a ufficializzare anzitempo la grande ammucchiata che sognano ma negano per il dopo-elezioni.
La domanda è: esistono altri trenta senatori del Pd contrari al Rosatellum e liberi di votare secondo coscienza, come prevede la Costituzione? Sulla carta, i senatori contrari del Pd – per le più diverse ragioni – sono molti di più: altrimenti Renzi non costringerebbe il governo a porre la fiducia per metterli in riga, in assenza di qualunque ostruzionismo delle opposizioni che possa giustificare l’ennesima forzatura. Il dubbio è se costoro siano anche liberi di votare contro la legge e dunque contro il governo, accettando il rischio di essere espulsi dal partito o semplicemente di non venire ricandidati (anzi, non rinominati) dal boss alle prossime elezioni. Rischio, poi, si fa per dire, visto che quell’atto di coraggio, o anche solo di dignità, garantirebbe loro un posto sicuro nella lista unica della Sinistra che si va faticosamente formando e, soprattutto, l’eterna gratitudine di milioni di elettori.
Qualcuno ci chiamerà ingenui, ma noi ci appelliamo a tutti i senatori del Pd: ribellatevi al doppio ricatto di Renzi (se votate No, cade il governo e non vi ricandido), liberatevi dal giogo dell’obbedienza cieca al vostro leader ormai bollito, riprendetevi almeno in extremis la vostra libertà, interpretate fino in fondo il senso più autentico dell’articolo 67 della Costituzione (“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”), interrogate la vostra coscienza che non può non ribellarsi a una legge contraria a tutto ciò che avete sempre detto e pensato, ricordate ciò che dicevate quando le stesse porcate le faceva Berlusconi (senza la fiducia, peraltro), ascoltate la voce degli elettori che vi chiedono fedeltà alla promessa di un sistema elettorale davvero democratico e senza più nominati. E dimostrate, almeno una volta nella vita, di essere uomini, non camerieri.

Laura Tonino
Berlusconi, PD e MDP, Centro e Monti sono stati già alleati.
Il governo Monti era costituito da personaggi extra-parlamentari, le cui politiche sono state approvate e sostenute dai voti bipartisan di un parlamento in cui i 5 Stelle non c’erano.
Bersani ha sostenuto con il suo voto la legge Fornero.
Questo è il tipo di politica di cui è stato capace.
Ecco perché l’alleanza politica per i 5 stelle con questi personaggi è improponibile e sciocca da avanzare.
Ecco perché MDP non rappresenta nulla di nuovo rispetto al PD, così come la Lega Nord non rappresenta nulla di nuovo nel momento in cui si riallea con Berlusconi.
Un Berlusconi che ha davvero poco da urlare al complotto Monti, contro di lui, nel momento in cui i voti a Monti e Fornero li hanno dati proprio i suoi scagnozzi.
A Monti l’Italia è arrivata per l’incapacità e irresponsabilità di PD, MDP, Berlusconi, Lega e Meloni.
Ecco perché riaffidarsi a loro, in Sicilia, come in Italia, sarebbe un gesto di irresponsabilità e menefreghismo civico e culturale.
Un gesto di persone che odiano
una forte Sicilia, una forte Italia
e preferiscono una Sicilia e un’Italia
suddite e inceppate.

DOPO TUTTI DANNI FATTI DALLE BANCHE ITALIANE VISCO RICONFERMATO A CAPO DI BANKITALIA
per la serie ‘ il sistema bancario non si tocca’-

Banca d’Italia, questa sconosciuta
Paolo De Gregorio

Si parla molto del Governatore della Banca d’Italia (Visco) e delle variegate manovre politiche e istituzionali tese a confermarlo o a sostituirlo, tra le quali spicca quella che lo vuole responsabile di una lacunosa attività di controllo sull’intero sistema bancario italiano.
Pochi sanno (e qui dobbiamo ringraziare i nostri solerti professionisti della comunicazione o meglio della omissione) che la Banca d’Italia ha una identità anomala. Pur essendo un istituto di diritto pubblico, con compiti di vigilanza sull’intero sistema bancario, è anche SpA ed ha come azionisti enti pubblici, assicurazioni e banche, comprese quelle principali. Unisco a questa premessa l’incredibile elenco di tali partecipanti al capitale e ai dividendi, precisando che dal 2016 le singole quote non possono superare il 3%.
Le banche azioniste e gli altri partecipanti al capitale hanno due principali poteri:
-approvare il bilancio
-nominare il Consiglio Superiore della Banca d’Italia, che a sua volta esprime parere consultivo (ma vincolante) in base al quale il Presidente del Consiglio dei ministri propone al Presidente della Repubblica la nomina del Governatore che dura in carica 6 anni, carica rinnovabile una volta.
Si deve notare l’ambiguità di questa istituzione in cui controllore e controllati convivono fianco a fianco, terreno ideale per sviluppare inciuci, conflitti di interesse, compromessi, che hanno determinato l’attuale crisi.
La cura dovrebbe essere drastica: nazionalizzare la Banca d’Italia, con il suo ruolo originario di controllo su tutto il sistema creditizio, separandola da azionisti, partecipanti al capitale.

IL VERTICE E LA BASE
Viviana Vivarelli

Nell’essere umano dominano due istinti di base: una forza di conservazione e una forza di evoluzione. Apparentemente sono l’una opposta all’altra. La natura ha messo in noi una forza di conservazione affinché la specie non si estingua e ognuno possa superare i momenti bui e le difficoltà. Ma ha messo in noi anche una forza di evoluzione, che non è presente negli animali, affinché la specie umana non sia legata a moduli fissi e ripetitivi (come per esempio la formica che costruisce il formicaio sempre modo) ma cambia il suo modo di essere e la sua stessa vita, via via nel suo tempo esistenziale e ancor di più nella storia dei popoli.
In genere in chi è giovane prevale la spinta evolutiva che lo porta a sperimentare il nuovo e a migliorare ciò che si trova davanti, per sé come per tutti. Negli anziani, al contrario, prevalgono spinte conservative, perché vengono meno l’animosità e il coraggio, la voglia di intraprendere il nuovo, la paura del cambiamento.
Questo spiega in parte l’attaccamento degli anziani a partiti come il Pd verso cui non si è in grado di fare una critica costruttiva e a cui ci si attacca per forza conservativa, come ci si attacca alle medicine conosciute anche quando smettono di avere effetto o addirittura diventano nocive.
I giovani, al contrario, sono più portati a innovare ed evolvere, sperimentare e cambiare, e dunque sono istintivamente portati più al M5S, che presenta loro la più grande innovazione mai vista in materia politica. Oltre a ciò il M5S si rappresenta ai loro occhi come un campo in cui possono collaborare o emergere di persona.
Anche a tal fine la figura del padre-padrone o del fondatore influente dovrebbe vanificarsi, rappresentando comunque un elemento conservativo che non ha più ragione di essere in una democrazia diretta, in cui la base dovrebbe contare più del vertice, cioè in una democrazia che solo diventando orizzontale può vincere ed essere totalmente innovativa.
E’ facile vedere come per alcuni la necessità di un Grillo, padre o tutore, sia ancora un rimasuglio di tendenza conservative che non saranno utili al Movimento.

NELLA MOLTITUDINE
Wislawa Szymborska

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati;
e così avrei preso il volo
da un altro nido;
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c’è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.
Anch’io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d’erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l’inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

PER RIDERE UN PO’

Murcielago
Pietro Grasso ha rassegnato le dimissioni dal gruppo del Partito democratico al Senato e passa al Misto. (Almeno li sono più coerenti.)

Grasso lascia il PD.
ci entra la ciccia di Verdini in cambio

George Clone
Renzi sta perdendo talmente tanti pezzi che nemmeno la Santanchè.

Rostokkio
Il Pd non era abbastanza misto??

Luce so fusa
Matteo Renzi è un eccellente buttafuori.
Io:Ormai gli resta solo capolavoro finale: buttare fuori se stesso.

Arsenale K‏
Compleanno PD, Renzi: “Chi se ne va tradisce il popolo”.
Beh anche chi resta non scherza.
.
Altro
Paestum, Renzi fa comizio politico in chiesa senza autorizzazione Sgamato quando ha iniziato a promettere la moltiplicazione degli 80 euro.

Un famoso antropologo visita un’isola dove risiede ancora una tribù primitiva. Preoccupato
della loro vita primitiva l’antropologo si rivolge agli uomini che lo hanno accolto sull’isola: “Nella terra da cui provengo regna una grande pace”. Tutti gli uomini all’unisono urlano: “Wonabaka!”. L’antropologo continua: “Nella terra da cui provengo tutti gli uomini sono liberi”. “Wonabaka!”. L’antropologo continua: “Nella terra da cui provengo la giustizia è uguale per tutti”. Ancora una volta tutti i nativi urlano: “Wonabaka!”. Mentre l’uomo parla vede delle magnifiche bestie in un campo lì vicino che stanno pascolando e allora chiede: “Posso avvicinarmi a quelle bestie per ammirarle meglio?”. E i primitivi: “Certo, uomo bianco. Ma tu stare attento a non pestare wonabaka!”.
.
Comizio di Renzi nella Chiesa paleocristiana di Paestum. La parrocchia: “Siamo turbati, non sapevamo nulla”.
…e poi dicevano che era Berlusconi che voleva diventare Pio, Pijo tutto
.
Arsenale K
In Italia tasso di occupazione al 57%, contro il 75% dell’UE, e il livello di povertà più alto d’Europa. Ora però va fatto capire a Renzi.

Gentiloni: “Manovra: no a lacrime e sangue”. Perlomeno non in quest’ordine. [MikusRB]
.
Bankitalia, Renzi: “Io sto con i cittadini”.
Migliaia di denunce per molestie.
.
Messaggio degli italiani a Babbo Natale: “La prossima volta che il bambino Matteo ti chiede il trenino, GLIELO DEVI PORTARE, OK?”
..
Metti che il prossimo Natale chiede la Bomba Nerf!!?

CUL tura
Antonio Carano.
Treno Pd. Renzi: “Giriamo per ascoltare”. I “vaffanculo” in tutti i dialetti.
.
La sparata del PD su Bankitalia è il primo tentativo di cura omeopatica post mortem. [ansmarce]
.
Il Cardinale Miccichè acquista un super attico a Roma e per non pagare lo registra come chiesa. Frego te absolvo. [SfigaCatrame]
.
Arsenale K‏
Tragedia in SantaCroce a Firenze, pezzo di pietra si stacca e cade sulla testa di un turista catalano.
Rajoy: “E questo è solo l’inizio!”.

Bankitalia, Orfini (Pd): “Le reazioni mi hanno sorpreso”. Si aspettava almeno quattro calci al culo. [antonio_carano]

Casini: «il populismo fa nascere messianiche attese». Tipo quella di non vedervi più tra i coglioni. [antonio_carano]
.
Renzi: «sulle banche è successo di tutto». Anche che i correntisti pagassero al posto dei responsabili. [antonio_carano]
.
E’ iniziato il viaggio di Renzi per l’Italia a bordo del trenoPD: “Il biglietto obliterato chiedilo a tua sorella”. [LVIX1]
.
Arsenale K‏
Renzi girerà la penisola in treno “per incontrare le realtà dell’Italia”. Nuovo slogan del PD sarà: “SIAMO IN RITARDO, SCUSATE IL DISAGIO”.
.
Domani il D festeggia 10 anni sembra ieri che gli hanno arrestato il primo assessore [Lucio_Apuleio]
.
Arsenale K‏
Cristina Parodi durante un’intervista sbaglia nome della propria trasmissione TV.
Come quando Renzi chiama il PD “partito di sinistra”.
.
Rosatellum: Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Gli indagati potran candidarsi mentre i condannati già lo fanno. 🎶 🎵
[fabioporcu78]
.
Renzi sul Rosatellum: “Non era la mia legge”. Su questo ha ragione, lui avrebbe optato per l’uninominato con sbarramento a tutti. MikusRB
.
Legge elettorale, Renzi ringrazia i deputati del Pd. Per essere rimasti incollati alla poltrona. [antonio_carano]
.
Cacciari: “Siamo nella merda”. Finalmente la filosofia al servizio del cittadino. [ReNudo79]
.
L’Italia è la prima in Europa nel riciclo dei rifiuti. Grazie alle larghe intese. [antonio_carano]
.
La missione in Afghanistan è costata all’Italia 7.5 miliardi di euro. Però adesso ci sentiam fighi e abbiamo i balconi pieni di papaveri.
..e ora è stata dichiarata la guerra alla Siria. Pensate che agli italiani gliene freghi qualcosa?
.
Dedicata al Pd
Arsenale K‏
Non abbiamo ancora la certezza matematica che facciamo cagare, ci manca ancora un quarto di punto.
(Ma ora col rosatellum lo raggiungiamo)
.
http://masadaweb.org

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