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Friday November 24th 2017

MASADA n° 1879 16-10-2017 IL ROSATELLUM

MASADA n° 1879 16-10-2017 IL ROSATELLUM
Blog di Viviana Vivarelli

L’accozzaglia si è votata un sistema elettorale su misura – L’esecrabile Fiano vieta gli accendini di Mussolini ma presenta un sistema elettorale fascista – Manifestazione di protesta davanti a Montecitorio – L’armata Brancaleone- Un Parlamento ridotto a un suk – Menti e fotti
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Camera, a scrutinio segreto, 375 cialtroni (eufemismo) hanno approvato una legge elettorale che avrebbe fatto arrossire perfino Mussolini. E, il fatto che ben 66 parlamentari si siano ribellati agli ordini dei capibastone, non lenisce affatto rabbia e indignazione. Adesso la palla passa al Senato, dove i numeri dell’accozzaglia che ci sgoverna sono più risicati. Se l’ennesima porcata di Pd, Forza Italia e Lega dovesse superare anche quello scoglio, resta solo Mattarella.
Che è come sperare di accendere la tv e assistere a un programma intelligente.
Renato La Monica
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Col Rosatellum il M5S avrà lo stesso numero di voti della Lega anche prendendo il doppio

Mattarella, dove sei?
“Toc, toc. C’è nessuno?”
Mattarella: “Teoricamente ci sarei io”.
“Ok, Non c’è nessuno!”
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sanjust43
Il neoliberismo e la globalizzazione sono il moderno fascismo
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…e per fortuna che l’Unione europea ci aveva chiesto espressamente di non cambiare il sistema elettorale NELL’ANNO precedente le elezioni!.
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FREGHIAMOLI COSI’
Marco Travaglio
Daniele Luttazzi, ai tempi di B., coniò un’immagine che rendeva bene l’idea: il “golpe al rallentatore”. Se alziamo lo sguardo e ripercorriamo la storia di quest’ultima legislatura, proprio questo vediamo: un golpe al rallentatore. Dove però B. non c’entra se non di straforo: i veri golpisti sono tutti targati Pd. Il Parlamento dei nominati con una maggioranza estrogenata da una legge elettorale poi dichiarata illegittima, che dunque è una minoranza, si è permesso di fare cose mai viste neppure ai tempi di B.: rieleggere il capo dello Stato per cacciare all’opposizione l’unica forza politica che ha vinto le elezioni (i 5Stelle) e mandare al governo chi le ha perse; riformare la legge elettorale a colpi di fiducia per iniziativa del governo (Italicum, incostituzionale anche quello); tentare di cambiare un terzo della Costituzione a botte di canguri e tagliole per strozzare il dibattito in Parlamento, addirittura rimpiazzando i Senatori non allineati; comprare pezzi di cdx per annetterli al csx; ricattare chi non ci sta con la minaccia di non ricandidarlo; incoraggiare il trasformismo fino a 550 cambi di casacca (su 945 seggi parlamentari) in quattro anni e mezzo; e ora truccare un’altra volta le regole del voto a pochi mesi dalle urne per drogare gli scarsi consensi di chi aveva perso nel 2013 e si appresta a riperdere nel 2018 eliminando chi potrebbe rivincerle), ancora una volta a colpi di fiducia e con la complicità dei poteri di controllo: il Quirinale del silenzio-assenso, i giornaloni e le tv di regime, gran parte del mondo intellettuale, giuridico e artistico ieri sulle barricate, ora allineato e coperto.
Tutt’intorno, un’opinione pubblica per metà disinformata dalle balle del potere che non trovano mai smentita e per metà consapevole, ma troppo mitridatizzata o stremata o rassegnata dopo anni di vergogne ogni giorno più gravi per trovare la forza per reagire. Anche noi del Fatto, nati proprio per dare la sveglia e scrivere ciò che gli altri non dicono, ci domandiamo spesso che hanno fatto di male i lettori per sorbirsi ogni giorno un attentato al fegato e alle coronarie per effetto delle nostre cronache e delle nostre analisi delle cose come stanno. Poi naturalmente continuiamo, perché un giornale che non dice pane al pane e non racconta i fatti nudi e crudi non è un giornale. E perché ogni tanto le nostre battaglie partono in beata solitudine, ma poi col tempo coinvolgono milioni di persone e addirittura riescono a strappare una vittoria. Come nel referendum del 4 dicembre 2016. È da lì che dobbiamo ripartire, per capire che cosa accade e che cosa possiamo fare noi.
Il progetto dei golpisti al rallentatore è semplice, anche perché è sempre lo stesso: quello cacciato a furor di popolo dalla porta del referendum e ora rientrato dalla finestra del Rosatellum-Fascistellum. Un progetto di pseudo-democrazia verticale, centralizzata, oligarchica e dunque incostituzionale, dove pochissime persone – tutte controllabili dai poteri forti italiani e soprattutto internazionali – decidono il destino di tutti i cittadini ridotti a sudditi. Fallito il tentativo di ridurre il Parlamento a un’aula sorda e grigia alle dipendenze del premier-padrone (come previsto dall’incrocio mostruoso della controriforma Boschi e dell’Italicum), ci riprovano con la nuova legge elettorale, anzi anti-elettorale: il giorno delle elezioni tutti i giochi saranno già fatti, quasi tutti i parlamentari saranno già stati decisi da tre o quattro capi-partito che nomineranno tutti quelli della quota proporzionale (due terzi) e anche di quella maggioritaria (l’altro terzo), col divieto del voto disgiunto e il via libera alle finte coalizioni a geometria variabile da collegio a collegio. Così il prossimo Parlamento sarà ancor più servo di questo, senza più nemmeno l’esigenza di comprare voltagabbana (a parte qualche leghista, qualche fratello d’Italia e qualche grillino in libera uscita). E quando la Consulta, come per il Porcellum e l’Italicum, ci comunicherà ciò che sappiamo fin da oggi, e cioè che pure il Rosatellum è incostituzionale, lorsignori faranno spallucce: invocando il principio di continuità, seguiteranno a comandare con una maggioranza truccata per tutta la legislatura. E così via, all’infinito.
Intanto lo stesso modello vertical-oligarchico darà i suoi frutti in tutti quelli che nelle vere democrazie si chiamano “contrappesi” (check and balance). Nella magistratura, una circolare del Csm si appresta a centralizzare vieppiù le Procure nelle mani del capo, selezionato da un Csm ipercontrollato dai partiti e dalle loro proiezioni correntizie, con poteri di vita e di morte sui singoli pm, un tempo esclusivi e intangibili titolari dell’azione penale e ora ridotti a passacarte e camerieri di un procuratore onnipotente (che, se poi fa il bravo, viene premiato con incarichi ministeriali e persino con proroghe ad personam dell’età pensionabile). Nell’informazione che conta, il modello è lo stesso: i giornaloni, a parte qualche trascurabile sfumatura, sono tutti governativi; la Rai non è più nemmeno lottizzata, ma controllata dal partito unico di governo sotto la dittatura di un dg-ad che fa il bello e il cattivo tempo anche sul segnale orario; su Mediaset, inutile sprecare fiato; e il web sarà sempre screditato come sentina di fake news e magari imbavagliato da “regole” di bon ton a immagine e somiglianza del sistema.
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C’è chi dice che non è stato violato l’articolo 72 della Costituzione che vieta di porre la fiducia su leggi elettorali, in quanto, così dice il difensore del Rosatellum, è vero che i suoi articoli sono stati imposti con la fiducia, ma il voto finale è stato segreto.
Insomma sarebbe come dire che metto in vendita in modo legale un’auto in cui il motore è rubato, la targa è rubata, la carrozzeria è rubata, i sedili sono rubati, l’autoradio è rubata, ma pretendo che l’auto sia in regola.
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IL ROSATELLUM E’ INCOSTITUZIONALE, PRIMA ANCORA CHE NELLA SOSTANZA IN QUANTO IMPEDISCE LA LIBERA SCELTA DEGLI ELETTORI, GIA’ NELLA MODALITA’
La nostra Costituzione, infatti, nell’articolo 72, vieta che si voti con la fiducia una legge elettorale. La fiducia è vietata anche dal regolamento stesso della Camera negli articoli 49 e 116.
Il quarto comma dell’articolo 116 del Regolamento della Camera vieta che il Governo ponga la questione di fiducia «su tutti gli argomenti per i quali il Regolamento prescrive votazioni per scrutinio segreto»”. E, guarda caso, l’articolo 49 del medesimo Regolamento dice chiaramente che sono effettuate a scrutinio segreto, su richiesta, le votazioni «sulle leggi elettorali»”.
L’articolo 72 della Costituzione dice che “La procedura NORMALE di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.” Qui, dunque, non si poteva chiedere la fiducia che è una procedura eccezionale ma si doveva seguire l’iter legislativo normale con discussione in aula.
(La Boldrini lo nega dicendo che, comunque, son stati votati alla fiducia solo gli articoli, ma il voto finale è stato segreto. Come se questo bastasse a far rientrare nella normalità una legge fondamentale imposta con la forza a suon di fiducia e senza larghe meggioranze!)
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UNA LEGGE ELETTORALE DA APOLOGIA DEL FASCISMO
Ivan Grippa
La vera apologia del fascismo non sono i monumenti costruiti durante il Ventennio, ma comportarsi dentro al Parlamento nella stessa misera maniera delle camicie nere.
A far approvare una legge elettorale facendo apporre la fiducia dal governo, prima di Renzi e Gentiloni, fu infatti Mussolini.
Poche settimane fa Fiano presentava la sua legge contro l’apologia del fascismo e oggi si presenta in Aula come relatore di una legge elettorale che verrà approvata sotto la “minaccia” del governo, proprio come la legge Acerbo che nel 1923 diede inizio all’ascesa del Partito Nazionale Fascista.
Questa è la vera apologia del fascismo.

Laura Tonino
Ci sono persone, come il giornalista Giannini, che hanno appoggiato e sposato molto cause giuste e molte cause sbagliate per svariate ragioni.
Arrivano, anche per loro, dei momenti di corto-circuito morale. Per cui dire sì a simili porcate compromette la propria stessa esistenza intellettuale. Il motivo per cui da ragazzi sognavano di fare i giornalisti. Il sogno personale che hanno costruito nello scrivere chilometri di opinioni.
La propria umanissima utopia, oltre l’opportunità, oltre la fede politica, oltre il conto in banca.
Ci sono altre persone, come Scalfari. Che hanno appoggiato ormai qualsiasi schifezza nella vita. Ed ogni nuova schifezza è ormai una replica di quanto già ingoiato e digerito.
Il M5S vince, quando riesce a convincere anche i suoi più acerrimi nemici, con interessi evidenti nell’altra barricata, che ha ragione nel merito e nel metodo su un’intera classe politica e sul suo coefficiente (palesemente negativo) di democrazia.
Ma non ha il potere di restituire la verginità ad una prostituta.

Vincenzo
Ancora lui ,Giorgio Napolitano, che detta la linea politica ai suoi uomini nel PD. Il personaggio che era e tuttora è il punto di riferimento dei poteri forti europei,insorge contro la legge elettorale che il PD sta approvando,perché contraria alle linee concordate con l’Europa della Merkel. Fallito il tentativo di modificare la Costituzione e fallita la politica Renziana dei suoi tre anni di governo,fermo restando l’intento di fare l’accordo PD -Forza Italia è stato deciso di metterlo da parte per puntare sul cavallo Gentiloni, molto più capace di addormentare il popolo italiano e di fargli ingoiare parecchie “fregature” : Quindi il piano è : Governo PD-Forza Italia e Gentiloni Presidente del Consiglio mentre Franceschini, Orlando e gli altri dovevano isolare Renzi. Il giochetto rischia ,però, di saltare perché se Renzi viene indicato come capo della coalizione, sarà poi difficile tenerlo fuori per la Presidenza del Consiglio, ed ecco l’incazzatura ed il diktat di Napolitano tutto ovviamente concordato con l’Europa. La legge elettorale va cambiata e modificata nel punto in cui viene indicato il capo della coalizione. Pronto a scommettere che al Senato sarà fatto così
Il nordista intelligente può stare tranquillo che non entrerà mai nel governo, al massimo potranno dargli qualche strapuntino dove non può nuocere,ma molto probabilmente verrà scaricato dopo le elezioni Impensabile che la Merkel lo voglia nel governo. In tutta la storia il Presidente Mattarella è dato come non pervenuto.

Alessio Santi
Questa legge truffa consente, in nome di una governabilità che sarà solo una governabilità di facciata, ad una minoranza , di mettere all’angolo una maggioranza …
favorendo le ammucchiate di chi ha perso le elezioni dicendo che il terzo e il quarto arrivato, si potranno mettere assieme contro quelli che sono arrivati primi …

Prima c’erano le dx e le sx
Le finte dx e le finte sx
Che nel teatrino della politica facevano finta di contrapporsi con programmi e leader diversi
E poi invece si mettevano insieme di sottobanco e si spartivano gli affari
Poi è venuto il M5s… Il partito in più, come dice Scalfari…
Ma che ha scombinato i piani essendo un partito non da prefisso telefonico o satellitare come quelli vicini a queste finte dx e sx
E allora si è dovuto trovare dal cilindro una legge elettorale che scavalca i partiti e consente alle coalizioni di partiti di mettersi insieme, contro l’unica forza che può cambiare il suo sistema …
Contro cittadini che con la democrazia diretta si riprendono le istituzioni …il sistema si coalizza e permette a queste dx e sx di mettersi assieme , con programmi opposti, contro chi vince le elezioni, in nome di una finta governabilità, portando interessi nascosti alla luce del sole e dividendosi le poltrone nelle stanze del potere.
Finita l’era dei partiti c’e’ ora l’era delle coalizioni.
Partiti che con programmi diversi, per non dire opposti, si mettono insieme per mantenere lo status quo e impedire alla prima forza politica del Paese di governare, di cambiare pagina …Se non è una truffa questa ditemi come si può chiamare .
Una legge elettorale cucita addosso a tutti gli altri partiti che si possono alleare da sx e da dx contro chi ha vinto le elezioni ,che possono salvare le poltrone dei ministri e dei sottosegretari se si mettono assieme, con Renzi e Berlusconi che stanno facendo le prove del partito unico della Nazione, della fine della democrazia …
Con tanti saluti a chi ha creduto nelle dx e nelle sx . Nella narrazione di quelli che promettevano un milione di posti di lavoro, dei B di ieri e dei Padoan di oggi …
Che promettevano che con l’euro si sarebbe lavorato un giorno in meno e guadagnato un giorno in più. Poi la realtà invece ha dimostrato ben altro …
Si può fare una legge elettorale solo per salvarsi le poltrone e continuare a prendere ordini dalle banche di affari di Bruxelles e Francoforte? Quelle che volevano disfare la nostra Costituzione perché troppo democratica?

IL ROSATELLUM E’ PEGGIO DELLA LEGGE ACERBO !
Lino

Il precedente della legge Acerbo del 1923 di Mussolini sulla fiducia alla legge elettorale: finirà in tragedia anche questa volta, ma con l’EU tedesca a spolparci!
Al Rosatellum è stata imposta la fiducia.
( come con l’Acerbo )
Ora, o la legge passa tra mille polemiche ricordando il precedente di Mussolini del 1923 (con l’introduzione del premio di maggioranza del 25% se ricordo bene, ndr),
ossia la legge Acerbo che lo portò al potere, o il governo salta .
Resta il fatto che il precedente della fiducia sulla legge elettorale fascista fa molta paura e soprattuttto depone male per il futuro.
Come detto da mesi ed anni, anche questa volta non si farà eccezione: finirà in tragedia!!! .Sarà anche questa volta fascismo, ma fascismo fiscale!!
imposto dall’EU franco-tedesca con il fine di ripagare il debito in Euro ( anche se circa la metà di detto debito ancora oggi è quella contratta in lire trasformata , poi, in Euro ma con il cambio 1 a 1 !!! e non 1936,27 per 1 Euro ) .
Ripeto, nulla da stupirsi: con questa classe di politici impreparati, arrivisti, affamati di soldi e potere, senza valori, non c’è limite al peggio.
Se ci pensate bene, oggi come ieri le élite vogliono il Fascismo – fiscale nel caso attuale –
per tenere in piedi l’Euro ovvero per far pagare al popolino gli eccessi del capitalismo ossia per tenere intonse le proprie ricchezze accumulate soprattutto negli ultimi 20 anni mettendole al riparo dalla necessaria redistribuzione attraverso il caos che innegabilmente dovrebbe seguire a cotanta polarizzazione di interessi e patrimoni.
E’ l’insegnamento della storia signori!! Fascismo, appunto .

Giuseppe Stelluti
I giornali stranieri danno ragione al M5S sull’emergenza democratica
di M5S Europa
La riforma della legge elettorale italiana fa il giro del mondo. Per il governo è una figura di … internazionale. Ecco le traduzioni degli articoli di alcuni giornali e agenzie. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse di mezzo la democrazia in Italia.
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Reuters
“Questa settimana i partiti storici italiani si sono uniti per sostenere una nuova legge elettorale che penalizzerebbe il M5S in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno. Martedì, la Camera dei Deputati inizierà a votare la legge elettorale sostenuta dai principali partiti di dx e di sx del Paese. A differenza dell’attuale sistema, permetterebbe la formazione di ampie coalizioni prima del voto, un fattore estremamente dannoso per il MoVimento a 5 stelle che rifiuta a priori l’idea delle coalizioni. “L’unico obiettivo (di questa legge) è quello di spingere gli altri partiti a unirsi contro di noi”, ha dichiarato il parlamentare stellato Danilo Toninelli, il giorno dopo che il comitato parlamentare ha firmato la nuova proposta. Per i partiti tradizionali, continua Toninelli “la cosa importante è fermare i 5 stelle”.

Politico
“Il governo italiano ha emesso un ultimatum per quanto riguarda uno dei problemi politici storici del Paese, ovvero la legge elettorale con la quale, l’anno prossimo, gli elettori sceglieranno il nuovo governo. Il governo di coalizione del primo ministro Paolo Gentiloni ha fissato per martedì un voto di fiducia sulla legge – una tattica spesso utilizzata per spingere le leggi attraverso l’intricato sistema del parlamento italiano. I legislatori voteranno mercoledì e giovedì, così ci dicono i media italiani. Questa mossa sostituisce un processo, che avrebbe visto una serie di voti segreti, con un singolo voto da cui dipenderà la sopravvivenza del governo. Se il voto passa, il governo e la legge sopravvivono: se no, entrambi falliscono. I parlamentari del movimento anti-establishment 5 stelle – che ha già criticato il sistema elettorale proposto definendolo come un complotto portato avanti per diminuire drasticamente il loro numero in parlamento – ha reagito con furia, dichiarando che il voto di fiducia è “un attacco alla democrazia e un’emergenza democratica” e promettendo di protestare contro questa legge scendendo in piazza”.

Voice of America
“Il governo italiano ha posto il voto di fiducia nella Camera bassa del Parlamento per cercare di forzare fino alla fine una legge elettorale che andrà probabilmente a penalizzare il movimento anti establishment M5S. La nuova legge elettorale, che verrebbe utilizzata nelle prossime elezioni che si terranno entro maggio, è sostenuta dal partito al governo Pd, quello dell’ex premier Silvio Berlusconi e dal partito anti-migranti Lega Nord. Diversamente dalle regole attuali, il nuovo sistema, conosciuto come Rosatellum, permetterebbe la formazione di ampie coalizione prima del voto, un fattore che danneggia il dissidente M5S, che rifiuta di unirsi in alleanze. Il partito, in testa in molti sondaggi, dice che il Rosatellum potrebbe costare più di 50 seggi in Pafrlamento. Il M5S ha chiamato a protestare i cittadini, quando alla Camera si terranno due voti di fiducia. Un terzo voto è previsto per giovedì”.

Francesco Erspamer
Anche De Gasperi pose la fiducia, il 31 marzo 1953, per far passare all’ultimo momento una legge elettorale truffa con la quale indebolire il principio di rappresentatività e partecipazione popolare a vantaggio del principio di governabilità. Ma i tempi erano diversi: la dura resistenza delle opposizioni (PCI e PSI ma anche MSI) aprì gli occhi a molto elettori e alle elezioni del 3 giugno la DC perse più di otto punti e la sua coalizione non raggiunse la soglia necessaria per far scattare il premio di maggioranza (il 50%). De Gasperi si dimise immediatamente; era un democristiano, filoamericano e ostile al socialismo, però era un politico interessato al bene del Paese e rispettoso del volere del popolo italiano, oltre che un vero credente e una persona coerente e seria. La legge truffa fu abrogata nell’agosto del 1954.
Come sono cambiati i tempi. Renzi il giochetto della fiducia lo ha già fatto nell’aprile del 2015 per far passare una legge elettorale ancora più truffaldina di quella del 1953, il cosiddetto Italicum, poi modificato per ragioni di incostituzionalità dalla Consulta (e ciò nonostante mai abrogato). Le elezioni poi non ci sono state ma Renzi ha avuto modo di verificare il dissenso dei cittadini con il risonante no del referendum di dicembre. Ma non ha cambiato idea. Anche lui è democristiano e filoamericano e antisocialista, però di un’altra razza rispetto a De Gasperi e ai dirigenti della DC; in particolare non ha alcun rispetto per il volere del popolo. Per questo sta provandoci di nuovo, come se nulla fosse accaduto: fallita una legge truffa, ne ha fatto subito un’altra, e di nuovo la sta facendo approvare con l’espediente antidemocratico della fiducia.
Non smetterà mai, qualunque cosa accada, non illudetevi. Lo ricordate l’apologo della rana e dello scorpione? “Perché mi hai colpito?”, chiede la rana morente in mezzo al fiume: “Adesso affogherai anche tu”. “Perché è la mia natura”, risponde lo scorpione. La natura di Renzi e dei renziani è la prevaricazione, l’arroganza cieca, l’egocentrismo; non cambieranno mai e non li si può redimere, non si può prestargli fede, fare accordi con loro: tutte le loro leggi sono truffe perché è la loro natura. Finché esisteranno politicamente continueranno a usare il loro veleno, anche al prezzo di autodistruggersi insieme al Paese.

Gianluigi Paragone
Non credo proprio che tante forze politiche siano capaci di mobilitare in così poco tempo una marea di cittadini come si è visto oggi davanti Montecitorio.
Tanta gente animata da passione politica.
Potranno mettere il voto di fiducia, potranno raccontare che quella piazza è populista, potranno inondare gli studi televisivi di “esperti e saggi”, ma non hanno né avranno questa forza popolare.
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Claudio Marabotti
Il Governo, espresso da un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, pone la questione di fiducia su una nuova legge elettorale.
Non è un colpo di stato, ma è un abominio istituzionale.
Alla vigilia delle elezioni, dopo aver votato (ancora a colpi di fiducia, badate bene) l’Italicum, subito fulminato dalla Corte Costituzionale, il Governo finge di andare in affanno e si appella all’urgenza e alla responsabilità per poter varare la nuova legge elettorale, arrivando a forzare la mano con la fiducia. I precedenti di legge elettorale approvata a colpi di fiducia sono terribili: Mussolini con la legge Acerbo e De Gasperi con la legge truffa (e poi il ducetto di Rignano con l’Italicum).
Verrà fuori una legge elettorale fatta su misura per rafforzare i partiti che mestano nel torbido, quelli che trattano con i gestori dei pacchetti di voti, già pronti a creare partitini farlocchi e a vendersi al migliore offerente. Fatta su misura per rafforzare gli inciuci, mediante il voto a coalizioni eterogenee i cui componenti, appena messi uno o due uomini nella stanza dei bottoni, inizieranno le opere di ricatto minacciando la caduta del Governo.
E, soprattutto, fatta su misura per penalizzare chi non vuole fare coalizioni: il M5S innanzitutto, ma anche le nuove forze politiche di sx.
Ed è bello vedere calare la maschera ai soliti imbroglioni (Forza Italia e Lega) pronti a votare la fiducia preparandosi alla consueta ammucchiata di centro-dx finalizzata alla spartizione di poltrone e di prebende.
La manifestazione di queste ore a Roma è molto intensa e partecipata, e questo è importantissimo: la sollevazione popolare fa paura, ed è la prima linea di difesa.
La seconda linea, qualora la Legge Truffa 2017 andasse comunque in porto, sarà quella di votare in massa per il M5S, al momento l’unico partito che può avere la forza di scardinare l’asse del malaffare formato da PD-FI-Lega e satellitini vari..
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NUTRO FIDUCIA
TRAVAGLIO
… Ieri, chissà perché, vedendo all’opera (si fa per dire) Mattarella e Gentiloni alle prese con i diktat di Renzi, ci sono venuti alla mente il Re Sciaboletta e Facta-Nutro Fiducia. Si dirà: oggi non è alle viste nessuna marcia su Roma. Vero. Ma questa, per Sergio di Savoia e Paolo Facta, è un’aggravante, visto che non devono resistere alla violenza delle squadracce fasciste, ma solo alle crisi isteriche di un teppistello di Rignano sull’Arno. Eppure è bastato che il bulletto strillasse un po’ per farli scattare sull’attenti come due soldatini di piombo che più flessibili e pieghevoli non si può. Sergio e Paolo Riomare, così teneri che si tagliano con un grissino: al posto del “nutro fiducia” di Facta, “concedo fiducia”. E pazienza se non si può. La fiducia la pongono eccezionalmente i governi su propri provvedimenti qualificanti che rischiano di saltare per l’ostruzionismo delle opposizioni, mentre qui c’è una legge d’iniziativa parlamentare, che per giunta coinvolge un po’ di maggioranza (Pd e Ap) e un po’ di opposizione (FI e Lega).
E nessuno lo sa meglio di Mattarella, che nel 1990 si dimise da ministro Dc dell’Istruzione del governo Andreotti che aveva legittimamente posto la fiducia sulla legge Mammì (porcata su misura per B., ma di iniziativa governativa, firmata dal ministro delle Poste e telecomunicazioni). E nel giugno ’94 strepitò contro il neonato governo B. che voleva modificare la (sua) legge elettorale Mattarellum senz’alcuna fiducia: “Non sono in pericolo le forme della democrazia, c’è il rischio di svuotarne sostanzialmente alcuni aspetti fondamentali, attraverso l’eliminazione di minoranze, la sordina alle opposizioni parlamentari, il controllo della pubblica opinione”. Proprio quel che accade oggi col Fascistellum, con la doppia aggravante che si truccano le regole elettorali a pochi mesi dalle elezioni e con la tagliola della fiducia. Ma oggi Mattarella ha cambiato idea (al punto che riceve lezioni di democrazia parlamentare financo da Napolitano). E Gentiloni e Boldrini dietro. Purtroppo i regolamenti parlamentari non sono opinioni. Infatti, per violarli, si mente per la gola. Mente due volte Mattarella, quando ripete che “vanno resi omogenei i sistemi di Camera e Senato” (il sistema di voto per la Camera è sempre stato diverso da quello del Senato; e il Rosatellum non si limita a rendere omogenee le sentenze della Consulta sul Porcellum e sull’Italicum, ma le calpesta entrambe).
Mente due volte Gentiloni quando – riferisce il Messaggero – dichiara in Consiglio dei ministri che “la riforma è sostenuta dai maggiori partiti di opposizione” (il maggior partito di opposizione si chiama 5Stelle ed è contrarissimo a una legge fatta apposta per eliminarlo) e che la fiducia non viola il suo giuramento di neutralità (“Il tema della legge elettorale è principalmente del Parlamento”). E mente pure la Boldrini, rivendicando la legittimità della questione di fiducia che espropria le prerogative della Camera da lei presieduta e invocando tre precedenti che le darebbero ragione. Lo spiegano i giuristi Casanova e Podetta sul sito di Libertà e Giustizia. Art. 72 della Costituzione: “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale”. Artt. 49 e 116 del Regolamento della Camera: “Sono effettuate a scrutinio segreto, sempre che ne venga fatta richiesta, le votazioni… sulle leggi elettorali”. “La questione di fiducia non può essere posta su… tutti quegli argomenti per i quali il Regolamento prescrive… scrutinio segreto”. E i precedenti parlamentari (24.1.1990, 24.6.2004 e 24.11.2004) citati dalla Boldrini non riguardano direttamente la materia elettorale, dunque c’entrano come i cavoli a merenda. Tantopiù che qui non si rischia alcun ostruzionismo (gli emendamenti sono pochissimi). Visto che Mattarella, Gentiloni e Boldrini ce li siamo giocati, resta il Presidente del Senato Piero Grasso, che l’altro giorno s’è definito “un ragazzo di sx”. Vedremo se almeno lui farà rispettare le regole contro il Fascistellum che, fra l’altro, fa fuori pure la sx. O se anche lui nutre fiducia.
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Il rosatellum non profuma
Paolo De Gregorio

Vi sono delle REGOLE legislative che, se fossero comprese nelle loro implicazioni pratiche, a costo zero, cambierebbero profondamente il teatrino della politica la cui rappresentazione è vecchia, ridicola, infarcita di bugie, calunnie sparate ad alzo zero, irriformabile al punto di non sciogliere un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Tutta la cronaca politica degli ultimi mesi non fa che parlare di trattative sotto banco, di inciuci, di governissimi, dei ricatti dei partiti minori, dei cambi di casacca dei voltagabbana, di alleanze fatte al mattino e disfatte la sera, il tutto con un denominatore comune: la possibilità giuridica per i partiti di potersi presentare alla competizione elettorale in forma di coalizione.
Basterebbe vietare questa possibilità. Per l’ottima ragione che un partito ha ragione di esistere per differenze sostanziali con gli altri, e che la storia politica recente ha certificato che le coalizioni non funzionano, sviluppano eterni litigi per la spartizione dei poteri e ciò blocca l’azione di governo, mentre il divieto di coalizione spingerebbe i partiti più piccoli a sciogliersi e ad integrarsi con quelli a loro più vicini, aiutati anche da un’altra regola indispensabile, che è quella di fissare al 5% la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento (senza che questi voti possano essere utilizzati in nessun altro modo).
Credo che gli italiani gradirebbero molto vedere 3 o 4 simboli nella loro scheda elettorale, piuttosto che le attuali lenzuolate.
Con un sistema elettorale, che non prevede coalizioni, proporzionale e con le preferenze, per avere una immediata governabilità, il partito che ottiene più voti è quello destinato a governare, con il premio di maggioranza, per realizzare, senza alibi, il programma promesso agli elettori.
Di Battista (il meglio dei 5 stelle) invece di parlare di “golpe istituzionale”, a proposito della ennesima porcata anticostituzionale (il rosatellum) che dovrebbe diventare la legge elettorale con cui andremo a votare in primavera, approfitti di tutte le occasioni di comunicazione per proporre una nostra legge, comprensibile per tutti, il cui obbiettivo democratico (altro che populismo) sia quello di offrire ai cittadini la facoltà di dare le preferenze e alla nazione la piena governabilità, anche se una legge del genere non passerà, fino a quando gli italiani non daranno la maggioranza assoluta al M5S.

Annamaria
FORZATURA DI SISTEMA
L’accordone perfetto che soddisfa tutti, dal Quirinale alla Lega. Un modo con cui il Sistema perpetua se stesso.
[…]”. È una svolta che matura nelle ultime 48 ore, fortemente voluta da Renzi. Il quale, solo qualche giorno fa, confidava ai suoi: “C’è un unico modo per far passare la legge, con tutti questi voti segreti: la fiducia. Ma Brunetta non è d’accordo…”. A convincere Silvio Berlusconi, mai entusiasta di questa legge, c’è innanzitutto un ragionamento, spietato e lineare, che ha a che fare le liste, le teste da tagliare e le facce da cambiare: “Renzi – dice una fonte di casa ad Arcore – ci ha recapitato questo messaggio: il Rosatellum, conviene sia a voi che a noi, perché ci consente di far fuori quelli che vogliamo fare fuori”.
[…]”Ma non c’è solo questo, c’è qualcosa di più e più grande. C’è un Sistema che si tutela e autoriproduce, escludendo dalla prospettiva del governo quelle che una volta si sarebbero chiamate “ali” e oggi si potrebbero chiamare “turbolenze”, mutuando un termine del mercato. I Cinque Stelle, la sx fuori dal Pd: turbolenze per la stabilità immaginata.”(Alessandro De Angelis)
Il sistema, appunto: un sistema a cui Salvini è totalmente organico e che abbraccia Salvini come sua parte preziosa e irrinunciabile.
Renzi-Berlusconi-Salvini: il fascio tripartito di sempre.

Lo ‘stato delle cose’ oggi ce lo mostra in tutta la sua brutale realtà l’immonda operazione della fiducia sull’ultima, obbrobriosa legge elettorale.
E badate bene: l’aspetto più vomitevole della faccenda non è tanto l’aver concepito una ennesima legge violentemente anticostituzionale, quanto piuttosto l’oscena ammucchiata che si è raccolta, senza vergogna alcuna, intorno a un tale mostro.
Lo scopo conclamato e dichiarato ormai apertamente di tutta l’operazione è quello di uccidere l’unico soggetto estraneo al LORO sistema; con in più, ciliegina sulla torta, quello di regalare al ducetto la gioia di una piccola, miserabile vendetta contro i pochi fuorusciti di casa sua.
Ma attenzione. Il sistema, il LORO sistema oggi è lì, sotto gli occhi di tutti: è l’oscena ammucchiata disposta a qualunque cosa pur di perpetuarsi e di perpetuare il potere di sempre, i privilegi di sempre, le poltrone di sempre, alla faccia del Paese e del popolo sovrano.
Per questo le analisi di Gilioli, che parla di idee e persino di ideali, appaiono sempre più drammaticamente surreali.
Qui non ci sono idee, non ci sono ideali, non ci sono NEMMENO partiti.
L’oscena ammucchiata protagonista dell’operazione squisitamente fascista di queste ore, è niente altro che un unico, indistinguibile coacervo di correnti fameliche impegnate, di volta in vola, a sbranarsi o ad accordarsi all’unico fine di spartirsi le spoglie di un Paese spolpato di tutto.
Eccoli lì i fascisti, i veri fascisti, senza pudore tutti insieme: con in testa, a usare manganello e olio di ricino, F.Italia, PD e Lega. Non so se è chiaro: F.Italia, PD e Lega.

Manifestazione dei 5stelle davanti a Montecitorio
Se la polizia dice 1500, eravamo almeno 5000.
Mi dispiace per Celata (la7) che ha parlato di poche centinaia di persone “in un angolo della piazza”.
Sono contenta che La7 dia lavoro agli handicappata, ma perché prenderli come giornalisti quando sono cecati o scarsovedenti?
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Questa riforma è una cloaca“. DaniloToninelli.
“Una risposta eccezionale per un evento organizzato in meno di 24 ore” esulta Carlo Sibilia.
Di Maio, Di Battista e Fico cantano con la folla l’inno di Mameli, l’unità dei Cinquestelle passa anche dall’unità nazionale.
I media parlano di ‘larga maggioranza’, ma i deputato sono 630, il primo articolo passa con 307 voti, il secondo con 308. Bersani ricorda che con 308 voti Berlusconi dette le dimissioni nel 2011.
Bersani dice che “Gentiloni oggi perde anche la faccia, Gentiloni non è presente in Aula perché la faccia non ce la mette in quanto avverte l’imbarazzo e l’incoerenza della sua scelta, e forse sappiamo chi è il mandante neppure troppo occulto di questa gravissima forzatura democratica. Forse l’interesse del segretario del suo partito, caro Presidente del Consiglio, è anche farle perdere la faccia”.
Tra i banchi dei gruppi parlamentari c’è quasi il deserto e tra quelli del governo c’è solo il sottosegretario all’Interno Bocci. Questo non dovrebbe chiamarsi Rosatellum, dice, piuttosto “legge Renzi-Berlusconi“: la fiducia è “l’ennesimo schiaffo alla libertà dei deputati di esprimersi”, “è uno schiaffo alla democrazia, un segno di debolezza, della incapacità di controllare i deputati di maggioranza, uno strumento coercitivo da parte di chi ha allergia rispetto alla libertà”.

IFQ
I numeri della legge in Parlamento
I partiti che sostengono il Rosatellum bis sulla carta hanno numeri “bulgari”: 441 voti alla Camera con cui affrontare l’insidioso voto finale sulla legge. In particolare, il Pd conta 283 deputati (ma 3 hanno detto che non voteranno la legge), Ap ne ha 22, 19 la Lega, 14 Civici ed Innovatori, 50 Forza Italia, 6 le Minoranze linguistiche, 17 Scelta Civica-Ala, 12 Des-Cd, 11 Direzione Italia, 6 l’Udc e 4 il Psi. Il “fronte” del no conta invece su 164 voti: 43 sono di Mdp, 11 di Fdi, 88 di M5s, 17 di Si, 5 di Alternativa libera. Altri deputati del gruppo misto non si sono pronunciati.
L’attenzione è tutta puntata sull’ultimo voto della maratona che si concluderà domani, quello per approvare la legge nel suo complesso: oltre a non essere coperto dalla fiducia (alla Camera il regolamento lo vieta), quasi sicuramente si svolgerà a scrutinio segreto: è quella, dunque, l’occasione in cui i franchi tiratori potrebbero colpire. Conti alla mano, se tutti i deputati parteciperanno al voto finale (tutti tranne la Presidente della Camera, che per prassi non vota mai), per affossare la legge bisognerebbe che almeno 127 deputati cambiassero idea e trasformassero i loro sì in altrettanti no.
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Toninelli: “Gentiloni passacarte. Parlamento di bugiardi”
“La fiducia viene posta come nel 1923 sulla legge Acerbo e poi sulla legge Truffa. Dov’è quel passacarte di Gentiloni che si deve far chiamare da Rosato per mettere la fiducia? Questo governo e questo Parlamento sono fatti di indegni e di bugiardi. Non avete la dignità di rappresentare gli italiani, non rappresentate quei cittadini che avete zittito con un colpo di mano. Il vero Parlamento è fuori, questo non ha più dignità.”
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Forza Italia non parteciperà al voto di fiducia
“Noi non voteremo la fiducia ma non voteremo neanche contro. Lasceremo l’aula ma riprenderemo il nostro posto quando il voto sarà nel merito per dimostrare che esistono forze politiche responsabile”. Lo ha detto il deputato di Forza Italia Roberto Occhiuto intervenendo nell’aula della Camera.
D’Attorre (MPd, partito di Bersani): “Gentiloni ha perso la faccia con mandante Renzi”
“Oggi il governo Gentiloni sta tradendo l’impegno e calpestando il voto del 4 dicembre che diceva che le regole fondamentali non possono essere ostaggio degli interessi di una parte. Tradendo quell’impegno Gentiloni oggi perde anche la faccia, Gentiloni non è presente in Aula perché la faccia non ce la mette in quanto avverte l’imbarazzo e l’incoerenza della sua scelta, e forse sappiamo chi è il mandante neppure troppo occulto di questa gravissima forzatura democratica. Forse l’interesse del segretario del suo partito, caro Presidente del Consiglio, è anche farle perdere la faccia”.
“Abbiamo chiamato Imbrogliellum questa legge perché prevede il voto unico e segna il nuovo recordo di nominati. Con le pluricandidature si arriverà a sfiorare l’80%. L’imbrogliellum si basa su coalizioni farlocche che non hanno nemmeno un programma comune. Poi ci sono i meccanismi truffaldini e i forti rischi si incostituzionalità”.

Marcofalco
Vi ricordate il modello tedesco? Una legge costituzionale: senza pluricandidature né capolista bloccati o ammucchiate di partiti. Ricordate anche che venne affossata dal Pd dopo un voto che estendeva la legge anche al Trentino? Il PD diede la responsabilità al M5S sostenendo che nel patto (ma quale patto?) Il Trentino non c’era. Tenete a mente queste cose. Ora il PD ha messo la fiducia sul Rosatellum. Una legge di nominati, pluricandidature e ammucchiate di partiti. In più, la possibilità per un pregiudicato per reati dolosi gravi di potersi candidare a capo politico. Sapete quale è l’unico elemento che accomuna questo schifo di legge al tedesco? Proprio la parte sul Trentino, quella per cui il PD ha detto che il tedesco, per colpa nostra, era morto.Avete capito bene! Era tutta una truffa architettata dal PD per bocciare il tedesco dando la responsabilità al M5S e così aprire le porte al Rosatellum: una legge anticostituzionale e antidemocratica. Questa è la legge che il PD ha sempre voluto, non il Tedesco. La prova? Per il Rosatellum il PD è pronto a tutto: mette la fiducia sulla legge elettorale, come Mussolini sulla legge Acerbo! Cosa non si fa a tre mesi dalle elezioni per il Rosatellum! Si viola la Costituzione, il Regolamento della Camera e le buone regole democratiche, mentre i vertici istituzionali si fanno trattare come servi sciocchi. Alla fine la verità viene sempre a galla e come sempre è una truffa contro i cittadini da parte dei vecchi partiti.

Big Grim
Non è assolutamente detto che il vostro amato Pd ottenga sufficienti voti per fare un governo monocolore. Anzi, la situazione più probabile è che la maggioranza non ce l’avrà nessuno. Ma grazie a questo obbrobrio di legge elettorale, il Pd necessiterà dell’appoggio di FI. Ed avremo un nuovo ”Patto del Nazareno 2.0”. O forse si tratta ancora del primo che, in realtà non si è mai interrotto, ma era solo stato accantonato, in attesa della possibilità di riutilizzarlo.
Insomma, potremo avere un governo RENZUSCONI. Che riabiliterà il condannato il Silvio nazionale.
Quindi chi tifa per il Fascistellum, pensando di sostenere Renzi, in realtà fa un favore a Berlusconi.
E vedere i Pduini che tifano Berlusca, non ha prezzo.

Marcofalco
Era il 1923 quando per la prima volta nella storia d’Italia venne apposta la fiducia su una legge elettorale. C’era il Fascismo e si trattava della legge Acerbo voluta da Mussolini per assicurare al Partito Fascista una solida maggioranza parlamentare. Allora si opposero i deputati socialisti, comunisti, la sx liberale e i popolari. Apologia del fascismo è fare quel che ha fatto il fascismo quasi cento anni fa e ignorare la volontà popolare impedendo agli italiani di esprimersi democraticamente .Con il Rosatellum non si potrà più scegliere chi votare con la propria preferenza, si potrà assegnare solo il seggio a coloro i quali sono piazzati in lista dai capi di partito. Questa è una legge voluta non dai partiti ma da quattro persone che pensano solo alla propria polverosa poltrona, si chiamano Renzi, Berlusconi, Salvini e Alfano. Sono i polverosi che abbattono la democrazia. Fare questa legge ora significa andare contro le regole che ci ricordano anche organismi terzi, per cui non si deve cambiare la legge elettorale nei dodici mesi precedenti il voto. A questi quattro delinquenti non interessa affatto. Nel 1923, quando venne approvata la legge Acerbo ci furono grandi proteste, perché quella legge prevedeva un premio enorme per il partito vincitore. Una legge che infatti sarebbe servita al Duce per prendere definitivamente il potere. Oggi succede qualcosa di simile: chi detiene il potere per non perderlo si costruisce una legge su misura.

Giacomo Terrevoli
Quando il 5 dicembre scorso si poté tirare un sospiro di sollievo per il fallito attacco alla Costituzione democratica, si disse subito che quella non era una vittoria definitiva. Era certo che ci avrebbero riprovato; si disse che avrebbero cercato di “lavorarci al corpo”; come fanno i pugili che, non riuscendo a piazzare il colpo del KO, cercano di sfiancare l’avversario con colpi meno diretti. Questa legge elettorale, sfacciatamente anticostituzionale, è il primo colpo di questa nuova strategia: fintanto che la Consulta bocci anche questo obbrobrio, ci sarà il tempo di ottenere un parlamento di soggiogati pronti ad assecondare tutte le prepotenze dei loro capibastone, varare leggi a proprio uso e consumo fino ad arrivare a quella che metterà nelle mani del governo l’elezione dei membri della Corte Costituzionale e finalmente avere la via spianata verso la realizzazione di una democrazia solo apparente. E il gioco sarà fatto! ORA BISOGNA FERMARLI !

Legge elettorale, non ci sarà tempo neanche per la consulta
Luisella Costamagna
Sono arrabbiata. Perché sulla nuova legge elettorale, che dovrebbe essere di tutti gli italiani per rappresentarli al meglio, è stata posta la fiducia. Preparata da una parte, verrà votata da una parte. Di nuovo. Sono arrabbiata perché, come ricordato da Zagrebelsky e Travaglio sul Fatto, una raccomandazione del Consiglio d’Europa dice che non si devono modificare le leggi elettorali nell’ultimo anno prima delle elezioni: noi lo facciamo a pochi mesi dal voto. Non ci saranno i tempi per ricorrere alla Consulta e nel caso – probabile – che sia incostituzionale, lo sapremo quando sarà già stato eletto un altro Parlamento illegittimo. Di nuovo.
Sono arrabbiata perché, nonostante la Corte abbia più volte sollecitato le preferenze, per ristabilire il rapporto di rappresentanza tra elettore ed eletto, con questa legge avremo – di nuovo – un Parlamento di nominati: gli italiani potranno scegliere direttamente solo un terzo dei loro rappresentanti, gli altri due terzi spetteranno alle segreterie di partito.
Sono arrabbiata perché, dopo aver detto sempre no alle coalizioni, Renzi #cambiaverso – non è la prima inversione a U, né sarà l’ultima – e apre alle coalizioni. Ma farlocche, visto che non ci sarà premio di maggioranza, né obbligo di candidato premier e programma comune, per cui ogni partito ‘alleato’ potrà presentarsi col proprio simbolo, leader e programma. “Un’accozzaglia” – sempre Renzi, ricordate? – finalizzata a raggranellare il maggior numero di voti, vincere le elezioni e poi liberi tutti.
Sono arrabbiata perché dal mantra dell’Italicum “così la sera stessa delle elezioni si saprà chi ha vinto”, ora si passa a – ancora Zagrebelsky – “come trafficare la mattina dopo”. Ed è probabile che, la mattina dopo, Renzi e Berlusconi mollino gli “estremi” (sx da un lato, Lega dall’altro) e facciano un bel governo di larghe intese “contro i populismi”. Loro che sono maestri di populismo.
Sono arrabbiata perché invece di pensare alla legge migliore per rappresentare gli italiani oggi, si pensa solo al dopo: “Eh ma dopo nessuno avrà la maggioranza”. Quindi facciamo le leggi sulla base dei sondaggi, che poi regolarmente sbagliano (vedi il No al referendum al 60%)? Ennesima dimostrazione di totale mancanza di fiducia negli elettori.
Sono arrabbiata perché questo Rosatellum 2.0 è in realtà un Fascistellum(titolo del Fatto di ieri) o Inciucium 10.0, visti i tanti, troppi, inciuci cui abbiamo dovuto assistere negli anni, e di cui questa legge promuove solo l’ultima e più sfacciata versione. Oppure Arrostellum 5S, essendo scritta anche e soprattutto contro il M5S, l’unico che non si presenterà in coalizione. Invece della legge migliore per rappresentare gli italiani, si fa quella che permette di vincere o, meglio, fa perdere gli altri.
Sono arrabbiata perché si sarebbe potuti andare al voto con le leggi uscite dalle bocciature della Consulta “zoppicanti” (per colpa di chi le ha fatte, ovvero gli stessi che ora fanno questa), ma pur sempre meglio di questa vergogna. E sono arrabbiata perché di fronte a tutto questo il capo dello Stato, l’unico che potrebbe e dovrebbe intervenire, si chiude in un silenzio-assenso.
Sono arrabbiata perché temo che la mia rabbia e quella di molti cittadini resterà inascoltata. E faranno come vogliono.

I parlamentari vogliamo sceglierli noi, no a una legge elettorale incostituzionale – Firma la petizione
rivolta ai capi-partito e promossa dal Fatto Quotidiano in collaborazione con Change.org (https://www.change.org/p/capigruppo-di-Camera-e-Senato-lasciateci-scegliere-i-parlamentari ).
Malgrado due pronunce della Corte costituzionale, che hanno pesantemente censurato il Porcellum e l’Italicum… ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti… La volontà degli elettori viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori… Facciamo appello alle elettrici e agli elettori a mobilitarsi per informare i cittadini… e fare arrivare ai partiti una disapprovazione forte e netta rispetto alle scelte che stanno discutendo in Parlamento.
1. La partita che si sta giocando sulla legge elettorale è una partita sulla Costituzione perché il modello di democrazia consegnatoci dai Costituenti e convalidato dal referendum del 4 dicembre 2016, è fondato sulla centralità di un Parlamento rappresentativo attraverso il quale trova espressione il principio supremo che la sovranità appartiene al popolo, per cui “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art. 49 Cost.). Un Parlamento che fosse nuovamente eletto con un sistema elettorale incostituzionale e con parlamentari nominati dall’alto non offrirebbe alcuna esistenza ai ricorrenti tentativi di stravolgimento della Costituzione.
2. Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il Porcellum e l’Italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale attualmente in
discussione ripropone il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.
3. Ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dal capo o dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Inoltre si potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite ostacolando la nascita di nuove formazioni politiche. Con il nuovo sistema quasi due terzi dei seggi verranno attribuiti sulla base di liste bloccate, mentre per la quota eletta con il maggioritario, la minima possibilità di scelta insita nel collegio uninominale verrà annullata mediante il meccanismo del voto unico al candidato di collegio e alle liste collegate. La volontà degli elettori, inoltre, viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori.
4. Chiediamo che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento: che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico) o che possa alterare la volontà espressa dal voto popolare. Ribadiamo con forza le richieste formulate nella Petizione popolare presentata alle Camere su iniziativa del CDC: abolizione del premio di maggioranza, dei capilista o dei listini bloccati, delle pluricandidature. Occorre quindi un sistema sostanzialmente proporzionale, che può essere compatibile sia con il voto di preferenza sia con i collegi uninominali.
5. Facciamo appello alle elettrici ed agli elettori a mobilitarsi perché siano garantite la scelta libera e diretta dei parlamentari da parte dei cittadini e la rappresentatività delle Camere.
6. Invitiamo a partecipare alla campagna i Comitati territoriali. Promuoviamo la tenuta di incontri pubblici nazionali e locali, nei quali chiedere alle forze politiche e ai loro rappresentanti nei territori di pronunciarsi contro il sistema elettorale in discussione e a favore di un sistema conforme alla Costituzione e pienamente democratico.

L’ARMATA BRANCALEONE
Andrea Scanzi
Il Rosatellum Bis ci fa sognare. La sua nascita dipende da un manipolo di valorosi supportati da intellettuali di specchiata moralità. Insieme formano una sorta di Team Rosatellum.
Scopriamoli insieme.
Rosato Ettore.
Questo bell’omino, dal volto sbarazzino e dal crine saturo di Uni Posca renzino, ha deciso di consegnarsi mani e piedi alla leggenda. Concepire una cosa più orrenda di Porcellum e Italicum pareva impossibile, ma lui ce l’ha fatta. Poster in Camera subito.
Migliore Genny.
Ex massimalista anni divenuto col tempo – come quasi tutti i massimalisti – banderuola filogovernativa, è sempre in tivù a dirci che Renzi è Marx, Giachetti Lenin e Crudelia Morani Rosa Luxemburg. Se qualcuno lo contesta, lui replica: “La vedo troppo nervoso”. Se ha davanti un M5S o Mdp, sentenzia: “Ho perso il conto di quante volte Scotto e Di Battista hanno gridato alla deriva antidemocratica”. In questa squadra ha il ruolo di terzinaccio (di dx): bravo non è, però si applica parecchio.
Fiano Emanuele.
Aveva detto che porre la fiducia sul Rosatellum Bis non era neanche argomento di discussione nel Pd. Infatti: nessuna discussione, ha deciso tutto il Sire Goffo di Rignano. E i tanti Fiano, almeno in questo bravissimi, hanno obbedito zelanti.
Richetti Matteo.
Sempre più erculeo, fino a un anno fa era l’anello di congiunzione tra civatiani e renziani: i suoi fuorionda su Renzi e renziani, ascoltati oggi, sarebbero divertenti. Alludendo alle opposizioni, ha detto che la fiducia si è resa necessaria per “evitare i giochini del M5S”: un sincero democratico. Da quando Renzi gli ha regalato un ossicino in cambio del ruolo di maggiordomo, Richetti scodinzola a comando che è un piacere. Son soddisfazioni.
Meli Maria Teresa.
Pascola tivù per difendere il Sacro Verbo Renziano. Se le citano i grillini gesticola tarantolata, se lodano Mdp urla supercazzole livide con Pisapia prematurata a dx. Una volta, a Bongiorno che lo sfotteva perché camminava male, Alberto Sordi replicò: “Vedi, Mike, il tempo che passa attacca in due modi. A volte alle gambe. E altre alla testa”. La Meli, che si sappia, cammina benissimo.
Gentiloni Paolo.
Ha il carisma dei Pokemon, il coraggio dei Lego catalettici e la vis polemica degli alkekengi. Leader vero.
Mattarella Sergio.
Quello prima era tutto un monito, questo è tutto un dormire. Da Re Giorgio a Ponzio Pilato: quanto ci manchi, Sandro Pertini.
D’Amico Ilaria.
Di recente ha fatto sapere che non è più “purista”, per poi sostenere una tesi già mitologica: “Meglio qualche corrotto che uno Stato rotto”. Attendiamo con ansia altre rime di tal fatta. Per esempio: “Meglio un Rosatellum che un ultimatum”. Oppure, e se Ella preferisce: “Meglio qualche nominato che un Nardella adirato”. C’mon Ilaria.
Brunetta Renato.
Quando Renzi pose la fiducia anche sull’Italicum, evocò il fascismo. Adesso no: adesso va bene tutto. “Io incoerente? Questa volta è una legge condivisa con parte delle opposizioni, magari non sono quelle che piacciono al Fatto. Noi vinceremo le elezioni con il cdx”. Ah, che meraviglia questa bella e salda coerenza dei falchi berlusconiani.
Scalfari Eugenio.
Il capitano della squadra. Mai livido, a Di Martedì ha minimizzato sui rischi del Rosatellum per poi dispensarci il consueto Vangelo intriso di sfavillante democrazia: “Nelle democrazie funzionanti ci sono al massimo tre partiti: una sx democratica, una dx democratica, un gruppo di centro. Noi ne abbiamo cinque, uno dei quali è formato dai cosiddetti grillini. Non hanno un programma e insultano tutti”. Lui, invece, non insulta mai nessuno: si ispira direttamente a Gandhi.
Salvini Matteo.
È la star indiscussa della formazione. Mesi e anni a spararle grosse, tra felpe obbrobriose e ruspe a casaccio, per poi divenire un pretoriano qualsiasi del renzusconismo in cambio di due cadreghe. Il giorno in cui hanno distribuito la coerenza, e forse pure il coraggio, probabilmente era assente perché impegnato in una gara di rutti.

Bruno p. Napoli
UN PARLAMENTO RIDOTTO A UN SUK
Questi hanno perso anche la dignità di fare gli intrallazzi in segreto ormai sfacciatamente barattano di tutto e senza alcuna remora.
Io ti do il voto tu mi dai il salva-verdini,io appoggio la legge elettorale schifo e tu mi ostacoli quella anti corruzione.
Un vero e proprio scambio di favori tra tutti basta che la nuova legge fermi il M5S alle prossime elezioni ma sopratutto tenga in vita questa partitocrazia il cui tempo politico è ormai scaduto da troppo tempo.
E’ questo il Parlamento?
Il potere legislativo è nelle mani di questi soggetti che sono pronti a cambiare radicalmente idea solo per opportunismo?
Voglio sperare che questo Parlamento non sia lo specchio del popolo altrimenti siamo fritti.
Se c’è una reale corrispondenza tra elettori e rappresentanti parlamentari allora vuol dire che viviamo davvero in una nazione di merda.
Significa che ognuno di noi è disposto a vendere la propria dignità e la propria onestà a qualsiasi costo basta che ci sia un ricavo per se e per i suoi mentre gli altri si fottano.
Significa che il futuro del Paese non interessa a nessuno e che questo squallido presente ci calza a pennello.
Vuol dire che il modus operandi di questa politica è profondamente radicato nel nostro comportamento e non abbiamo alcuna intenzione di cambiare.
Se è così perché lamentarsi di ciò che abbiamo?Perché appellarsi sempre ad un governo ladro quando le cose vanno male?
Perché affannarsi ogni giorno quando è più facile barattare per vincere?
Se questa legge va bene a molti significa che non abbiamo alcuna intenzione di votare perché saranno gli altri a scegliere al posto nostro e i candidati te li impone il mercato.
Si sta consumando uno dei più grandi soprusi della storia politica Italiana eppure molti sembrano troppo distratti per farci caso.
La storia può cambiare e si hanno anche gli strumenti per farlo ma senza cuore ed anima non ne farai mai parte.

MENTI E FOTTI
Travaglio
Più il Fascistellum avanza alla Camera come la legge Acerbo del Duce, a colpi di fiducia, più cresce la curiosità dei cittadini di sapere cosa nasconde.
E più si allunga la coda di paglia degli autori della solennissima porcata (Pd, FI, Lega, Ap), costretti a giustificare i parlamentari nominati, il voto congiunto, le 6 pluricandidature, le finte coalizioni uninominali, i capi-partito pregiudicati e la norma salva-impresentabili (o salva-Verdini).
Due alternative: dire la verità e finire lapidati in piazza; o mentire, sperando che gli elettori se ne accorgano il più tardi possibile. Naturalmente prevale la seconda opzione. Ieri il Pd diffonde uno schemino per dimostrare che “la legge elettorale è oggettivamente migliore” del Porcellum “perché rimette al centro i collegi, i territori, le scelte dei cittadini”. Balle.
1) Nel Porcellum “sulla scheda solo simboli di partito”, nel Rosatellum “sulla scheda i nomi dei candidati”. Ma anche nel Porcellum c’era le liste affisse ai seggi coi nomi dei candidati: liste bloccate dove veniva eletto chi era stato piazzato ai primi posti dal capo. Il Rosatellum avrà solo liste più corte, per evitare di inserire inutilmente nomi senza speranza e includere solo i 4 nominati che ogni partito può far eleggere.
2) Nel Porcellum “nessun rapporto tra territori e candidati”, nel Rosatellum “ogni collegio ha il suo parlamentare di riferimento”.
Falso. Nell’uninominale non c’è obbligo di candidare residenti nel territorio, anzi si possono paracadutare al Sud i personaggi più screditati del Nord e viceversa, sperando che gli elettori non li conoscano e li votino; e si potranno persino spedire all’estero gli impresentabili residenti in Italia.
3) Nel Porcellum “scelgono i capi dei partiti”, nel Rosatellum “scelgono gli italiani”. Falso. Nel proporzionale l’elettore barra una lista anziché scegliere chi preferisce; e, nell’uninominale, non può cambiare: deve barrare il candidato sostenuto dalla lista scelta nel proporzionale. Così anche i parlamentari dell’uninominale (1 su 3) saranno indirettamente nominati dai capi-partito, come nel proporzionale (2 su 3).
L’altroieri a Zapping (Rai1) Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera e firmatario della boiata, ha infilato un’altra raffica di balle spaziali.
1) “Abbiamo dovuto ricorrere allo strumento parlamentare straordinario della fiducia – legittimo, previsto dal regolamento parlamentare e approvato dalla Consulta sull’Italicum – per superare l’uso legittimo ma strumentale di un altro istituto previsto dal regolamento: 120 voti segreti”.
Purtroppo per Rosato, la Consulta non s’è mai pronunciata sulla fiducia all’Italicum; e il regolamento parlamentare (come l’art. 72 della Costituzione) esclude la fiducia sulle leggi elettorali, mentre prevede i voti segreti.
2) “Il Parlamento deve votare in maniera libera e trasparente: cioè in modo palese”. Su questioni cruciali e di coscienza, la Costituzione e il regolamento prevedono che il voto libero avvenga a scrutinio segreto: specie alla vigilia delle elezioni e su una legge che premia i nominati, quando i dissidenti sono ricattati con la minaccia di non essere ricandidati (o rinominati).
3) “Il Parlamento vuole avere una legge elettorale o no? Ora o mai più: sarebbe un dramma un Paese al voto senza legge elettorale”. Ma la legge elettorale c’è già, l’unica sicuramente costituzionale: il proporzionale disegnato dalla Consulta nelle sentenze che bocciano Porcellum (per il Senato) e Italicum (per la Camera). I due Consultellum vanno armonizzati su soglie di sbarramento, preferenze, collegi e altri dettagli? Lo si faccia. Ma senza stravolgerli, come fa il Rosatellum.
4) “Avevamo fatto l’Italicum, ma poi c’è stata la bocciatura del popolo italiano”. Falso: il popolo italiano, nel referendum del 4.12.2016, ha bocciato la riforma costituzionale: l’Italicum l’ha dichiarato incostituzionale la Consulta.
5) “Il Consiglio d’Europa ci invita a non cambiare la legge elettorale prima del voto e io condivido. Ma noi non cambiamo la legge: la facciamo. È una necessità, non una volontà”. Falso: la legge c’è già (il Consultellum) e il Rosatellum la cambia. Non per necessità, ma per volontà (e convenienza) di quattro partiti.
6) “Niente nominati: l’elettore conosce i nomi dei candidati perché sono stampati sulla scheda e li sceglie lui. Come nel Mattarellum, sia nella parte maggioritaria sia in quella proporzionale”. Falso: intanto nel Mattarellum il 75% dei parlamentari erano eletti direttamente dai cittadini, uno per collegio, mentre qui lo saranno solo 1 su 3. Ma soprattutto: a che serve conoscere i nomi stampati sulla scheda nelle varie liste, se poi non si può mettere la croce su quello che si vuole eleggere perché l’ha già deciso il capo-partito prima del voto?
7) “Gli altri grandi Paesi – Francia, Gran Bretagna, Germania – non hanno la preferenza: lo stesso nostro modello!”. Non diciamo cazzate. Francia e Gran Bretagna non hanno preferenze perché i parlamentari sono scelti dai cittadini nei collegi uninominali. La Germania ha un misto proporzionale-maggioritario, ma col voto disgiunto.
8) “Questa legge è molto neutra: non aiuta il Pd, non moltiplica i suoi voti e non dimezza altri partiti. Trasforma solo i voti in seggi”. E allora perché, poco dopo, Rosato dice che “il partito o la coalizione che arriva al 35-37-38-40% (sic, ndr) ha la maggioranza per governare”? Con le finte coalizioni uninominali, il Pd (più Ap e Pisapia) col 33% dei voti avrà il 41 dei seggi, mentre i 5Stelle anche se arriveranno primi col 30% non avranno neppure il 20 dei seggi. Delle due l’una: o Rosato non conosce il Rosatellum, o mente.
Secondo voi?

Francesco Erspamer
Avviso ai naviganti. Se siete scoraggiati e disgustati, lo capisco; se non andrete a votare e avete deciso di occuparvi solo di sport, fatti vostri. Ma se lo cominciate a dire e scrivere in giro, allora siete la quinta colonna del renzismo, fate il suo gioco, che è appunto quello di creare rassegnazione, fatalismo, indifferenza. Come Gramsci, odio gli indifferenti e odio chi non parteggia, come Dante odio gli ignavi, soprattutto quando la posta è alta e neppure vi si chiede, non dico di fare la rivoluzione (questa generazione non ne avrà mai il coraggio) e neppure qualche protesta ma soltanto di votare contro il governo e il partito che sta affossando la democrazia e svendendo l’Italia agli stranieri per arricchire una casta incapace e corrotta. Vi sembrano tutti uguali? Evidentemente anche voi siete uguali a loro e dunque incapaci di cogliere le differenze. Sono tempi difficili e la bufera si avvicina: i timidi e i timorosi cominciano a cercare scuse per defilarsi o tradire, meglio abbandonarli subito.”

Nemmeno il tempo di presentare i candidati e il primo della lista è stato già arrestato

dukana‏
L’unico “obiettivo” del Rosatellum
è piazzare in Parlamento
618 culi senza cervello:
.
IACOPO FELUGO
Cari leghisti, ex “io ce l’ho duro” che adesso dovete ricorrere alla famigerata pompetta idraulica di Berlusconi, come state? Come ci si sente ad avere un “leader” che dalle felpe alla “vieni avanti!Cretino” è passato alla camicia bianca leopoldiana/renziana, alla giacca blu arcoriana e alla barbetta nascondi pingue doppiomento? Voi! Che delle canotte e i fiaschi di vino popolarpopulisti, vi facevate un vanto! Voi che avevate un ex leader (Bossi) che girava le osterie milanesi cantando a squarciagola “Abbasso i negher e viva la figa!”. E prendevate tanti voti. Il popolino nordico, rozzo e ruspante, vedeva rispecchiati in voi, quei “valori” da trani, biliardo e trinciato, da piazza del Paese la domenica. E ogni anno, a Pontida, vi radunavate, alticci e contenti, a rinnovare i vostri voti davanti ad Alberto da Giussano. Poi, la caduta vergognosa di Bossi e famiglia. Maroni che, fatta la sua brava carriera, si ritirava ai vertici della Lombardia a continuare semiindisturbato a fare i suoi “affari” (dentiere, ortopedici, milioni di soldi che giravano sui conti di Formigoni…). Ma voi eravate tranquilli, avevate il vostro “degno” successore: lui, Salvini Matteo, uno che se incontra chi ha inventato il lavoro, la fatica e la dignita’, lo amnazza; uno che proveniva dai centri sociali ma, armato di felpa per ogni comune leghista, andava dicendo che li voleva chiudere i centri sociali. Lui, che voleva bruciare vivi gli zingari. Lui, che incitava il Vesuvio e l’Etna ad eruttare per liberarsi di tutti i meridionali, “sporchi, che puzzano e non hanno voglia di fare un cazzo”. Lui, che in tv dava la mano alla Kyenge e nei suoi post e tweet definiva gli immigrati “razza inferiore da abbattere fin da bambini”. Lui……UN TRADITORE NEL DNA, CHE ADESSO VI HA FATTO UNA GRANDISSIMA LEVA, OBBEDISCE DILIGENTEMENTE AGLI ORDINI DEL NANO MAFIOSO DI ARCORE (è, difatto, il suo candidato premier) E AL MANNARO DI RIGNANO, HA LA COMPAGNA BONAZZA IN TV (come mai? Non si sa…) E VI PORTERÀ ALLA VITTORIA CON UN ATTO INCOSTITUZIONALE, FASCISTA E SVENDENDOSI E SVENDENDOCI COME UNA ZOCCOLA DA MARCIAPIEDE (e mi scuso con le signore peripatetiche per l’odioso accostamento) AL GATTO E LA VOLPE.
Quale sarà il vostro inno ora, poveri leghisti inchiappettati? “Felpetta nera, bella abissina…”. E il vostro motto? “Me ne frego”?
FIERO DI APPARTENERE AL M5S. IO NON DEVO ABBASSARE GLI OCCHI QUANDO LO NOMINO…..

Harry Haller
TG LA7:
“Il PD spegne dieci candeline”.
Nun erano candeline: erano de’ ceri votivi…..

TG LA7:
Babbeo: “Sarà un corpo a corpo con la Dx”;
Bravo, ha capito che finirà co’ n’orgia a casa der Nano…..

IACOPO FELUGO
Ai pidioti (media in testa) vanno bene tutti: mafiosi, figli e parenti di mafiosi, padri, madri, zie e amanti di mafiosi. Bambini sciolti nell’acido, padri di famiglia trucidati lasciando prole e vedove. Borsellino, Falcone, Chinnici, Don Puglisi, Don Diana e tanti altri, troppi, morti ammazzati come cani per difendere la democrazia, la libertà, la dignità e l’onore di un Paese, di certe Regioni ammorbate dal cancro della mafia. Ai pidioti & complici, vanno bene i morti per strage, i bambini morti per l’infamia della trattativa stato-mafia. Ai pidioti & Soci, stanno bene i 1500 suicidi, i ladrocinii ai risparmiatori, le persecuzioni di Equitalia o come cazzo si chiama adesso. Ai pidioti & Soci, va benissimo che gli operai perdano il lavoro, che non sappiano come campare, che perdano la casa ed ogni elementare diritto. Ai pidioti & Soci, va bene fare alleanze con la malarazza, con i piduisti, con i banchieri strozzini e ladri, con chi devasta l’ambiente, con chi spaccia droghe che ammazzano, con chi non ha pietà di nessuno.
NON SI DOVEVA FARE UNA FESTA PER IL PD. SI DOVEVA FARE UNA MAXI RETATA. E POI, UN MAXI PROCESSO. COME FECERO FALCONE E BORSELLINO

Le cose che accadono in Italia non sono molto belle. Ma noi continuiamo a sperare e continuiamo a lottare
Viviana
.
http://masadaweb.org

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