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Tuesday December 12th 2017

MASADA n° 1878 5 ottobre 2017 RISCATTARE LA DEMOCRAZIA

MASADA n° 1878 5 ottobre 2017 RISCATTARE LA DEMOCRAZIA
Blog di Viviana Vivarelli

I numeri dell’incontro M5S di Rimini – Casini e l’inchiesta sulle banche – L’informatore di corruzione – Commenti sull’elezione di Di Maio – Il dilagare dell’estrema destra – Lo sfratto iniquo – Il cielo sotto Berlino – Di Battista – Rieletta la Merkel – Il Berlusconi risorto – Votato dagli elettori il programma 5stelle sul lavoro

Giuseppe Barone
Mentre i nuovi guru decantano il nuovo mondo della decrescita felice, migliaia di africani e asiatici rischiano la vita per assaporare le merendine e le patatine del mondo industriale.
Parlando con Kanu del Ghana giunto in Italia qualche anno fa, uno che a suo modo pensa di avercela fatto, fa soldi pulendo le vetrine dei negozi, mi diceva, chi arriva sa bene che qua non c’è un lavoro, ma c’è la possibilità di un colpo di fortuna, una botta di culo, l’Italia è un sorteggio della vita.
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La triste lezione della storia è che chi la libertà non l’ha mai conosciuta non può che temerla. (Viviana)

L’Italia è spartita tra partiti destri e partiti ambidestri.

BOSCHI: “BISOGNA AGGREDIRE IL CONTANTE NELLE CASE DEGLI ITALIANI”. DI MAIO: “ARROGANZA ALLUCINANTE”

Uno vale uno, ma l’umanità interconnessa ha un valore infinito“.
Gianroberto Casaleggio

NON FA UNA PIEGA
Roberto Donati
“Quindi ricapitolando: professori universitari truccano concorsi per far prendere cattedre agli amici degli amici, che a loro volta regalano lauree a futuri imprenditori edili, i quali regalano mazzette a sindaci che cambiano partito ad ogni elezione, per far costruire case a ridosso dei fiumi o in zone sismiche, dove gli amici si possono comprare la seconda casa per poi chiedere il rimborso pro-terremotati dello Stato, che a sua volta si tiene i soldi versati in beneficenza per salvare delle banche che hanno prestato soldi a quegli stessi amici imprenditori che costruiscono case con la sabbia, comprandosi giornali che parlano in prima pagina di epidemie di morbillo, permettendo a ministre col diploma, di decidere di comprare, con i soldi dello stato, milioni di dosi da industrie farmaceutiche che a loro volta danno mazzette a primari (laureati come i prof di cui sopra) che spezzano le gambe a vecchiette a cui sempre ministri laureati hanno tolto la pensione di reversibilita’ dei mariti defunti, i quali hanno lavorato fino a 70 anni per pagare le pensioni di politici diplomati con 4 anni di assenteismo dai banchi del parlamento, tali e quali ai furbetti del cartellino entrati col concorso vinto grazie ai prof di cui sopra..VIVA L’ITAgLIA….”

I NUMERI DI ITALIA 5 STELLE A RIMINI
di M5S
Prima di tutto ci teniamo a ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento in un tempo record di soli 2 mesi, a partire dai 444 volontari (record assoluto). Il costo totale dell’evento è stato di 577.174,62 €. Le donazioni hanno raggiunto in soli due mesi la cifra di 353.051,77 € a fronte di 5.291 donatori.
Nei tre giorni di evento abbiamo incassato 246.971,51 €. 170.102,21 € sono arrivati dal catering, 64.044,30 € dal merchandising, 12.825 € dai parcheggi. Come potete vedere anche questo evento è stato completamente autofinanziato con dei numeri straordinari di partecipazione.
Sottolineiamo che non abbiamo ricevuto un euro da sponsor, multinazionali e lobbie, eppure l’evento è stato un grande successo da tutti i punti di vista. 521 bambini hanno riempito di gioia e sorrisi la nostra area bimbi. 112 sono le persone con disabilità che hanno usufruito dei nostri servizi a loro disposizione (20 volontari sempre presenti per rispondere ad ogni esigenza).
Centinaia di persone, forse un migliaio, hanno potuto cimentarsi nelle tante attività sportive offerte per la prima volta quest’anno nell’area ludica. Alla fine del nostro evento pare che sia impossibile trovare una qualsiasi forma di rifiuto all’interno del rock park di Rimini che è stato riconsegnato più bello che in partenza. Nei prossimi giorni ci saranno comunicati i numeri dei kg di materiali raccolti e consegnati perfettamente differenziati e pronti per avere una nuova vita.
Siamo molto felici dei risultati ottenuti e non ci resta che ringraziarvi ancora una volta per l’affetto e il calore che avete dimostrato nei confronti del M5S.
Grazie! Grazie! Grazie!

CASINI E L’INCHIESTA SULLE BANCHE
Barbara Lezzi.
Signore e Signori , ecco a voi il ” poltronista per eccellenza ” Pier Ferdinando Casini
Abbiamo un “eccellente” presidente per la commissione d’inchiesta sulle banche.
È uno dei soci della fondazione Carisbo, azionista di Intesa San Paolo. Sì, Intesa San Paolo, quella a cui abbiamo regalato circa 17 miliardi.
Chi è il nuovo presidente fortemente voluto dal Pd? Pier Ferdinando Casini.

Giuseppe Barone
Casini al controllo delle banche, mai nomina fu così più azzeccata, ecco perché vogliono togliere il contante, per dare consistenza ai bottini.
Ora si aspetta il Toto Riina all’antimafia.

PIER, IL NUOVO CHE AVANZA
Marco Travaglio
Casini ha 57 anni e ne ha passati in Parlamento 29. E’ stato nella Dc, poi con Berlusconi, poi contro, ora è per il Monti bis. Ha voluto il Porcellum, adesso per carità. Ha radunato nel suo nuovo partito un circolo di condannati, e li chiama ‘persone perbene’
Siccome in Italia il rinnovamento della politica si fa conservando gli stessi politici, che però cambiano continuamente idea e nome ai loro partiti, Pier Ferdinando Casini si crede il nonplusultra del nuovo che avanza: infatti ha 57 anni e ne ha trascorsi più in Parlamento (29) che fuori, essendo entrato alla Camera nel 1983 per non uscirne più. Ha militato nella Dc, nel Ccd con Berlusconi e nell’Udc contro Berlusconi, ma ora ha sciolto l’Udc per traghettarla nel Partito della Nazione che si propone una grande coalizione col Pd e con Berlusconi per un bel Monti-bis. E dire che, nel dicembre ’94, quando il primo Governo del Cavaliere cadde per la sfiducia di Bossi, i governi tecnici gli davano l’orticaria: infatti rifiutò di appoggiare quello di Lamberto Dini, antesignano di Monti, perché era «la versione raffinata, tecnico-universitaria, del ribaltone politico», un «gioco scorretto» contro «il bipolarismo che abbiamo costruito», per «far dimenticare il voto popolare» e negare «la parola agli elettori» (17 gennaio ’95). Quando poi, un anno dopo, Dini si candidò con una sua lista nel centrosx, Casini tuonò: «Se c’è una persona inaffidabile è Dini: ha fatto un Governo tecnico che doveva restare neutrale e invece è diventato un partito» (24 marzo ’96). Ora naturalmente patrocina una Lista Monti con dentro un bel po’ di ministri tecnici, da Corrado Passera ad Andrea Riccardi (Monti, purtroppo per lui, è già Senatore a vita), tutti invitati alla sua convention diuretica di Chianciano. E guai a chi dà loro degli “inaffidabili” per le loro fregole ben poco tecniche e molto politiche.
NEL DICEMBRE 2005, quand’era presidente della Camera per grazia berlusconiana ricevuta, Casini minacciò di ritirare l’appoggio al secondo Governo Berlusconi se il centrodx non avesse subito cambiato la legge elettorale. Naturalmente fu accontentato: il nuovo sistema di voto lo scrisse il ministro Roberto Calderoli sotto dettatura di Casini. E fu subito Porcellum: proporzionale senza preferenze, ma con liste bloccate e soprattutto con un mostruoso premio di maggioranza alla coalizione vincente. Pierferdy, tutto contento, regalò al Cavaliere il suo Follini come vicepremier. Ora, fischiettando come se niente fosse, si batte come un leone contro il Porcellum che aveva dettato lui e addirittura promuove una raccolta di firme per reintrodurre le preferenze che aveva bocciato lui. E se nel ’95 osteggiava il Governo Dini nemico del «bipolarismo che abbiamo costruito», oggi il nemico del bipolarismo è lui, Pierfischiettando: infatti sogna la grande coalizione e non vuol saperne di una legge elettorale che costringa i partiti a dichiarare prima del voto con chi si alleeranno. Un uomo tutto d’un pezzo. Dopo aver votato una trentina di leggi vergogna in favore dei corrotti, invoca un giorno sì e l’altro pure la legge anticorruzione. E promette, ça va sans dire, liste pulite: «Riteniamo sia giusto presentare un’offerta politica composta da persone perbene».
FANTASTICO. Ma forse chi, come il Pd, vuole portarlo all’altare dovrebbe pretendere qualche garanzia più precisa, visti i precedenti. Stiamo pur sempre parlando del formidabile talent scout che portò in Parlamento Totò Cuffaro, Calogero Mannino e Saverio Romano quand’erano imputati per storie di mafia (il primo fu poi condannato e gli altri due assolti, però Mannino è di nuovo sotto processo per la trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra). Ora non vorremmo che Pierfischiettando ci ricascasse, visto che ai suoi raduni sfilano abitualmente Paolo Cirino Pomicino (due condanne definitive: finanziamento illecito e corruzione), Giorgio La Malfa (una condanna per finanziamento illecito), Lorenzo Cesa (reo confesso di una dozzina di tangenti e salvato per un vizio di forma), Emma Marcegaglia (la cui azienda di famiglia ha patteggiato per corruzione), lo stesso Passera (indagato per frode fiscale) e alcuni emissari di Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo (condannato in primo grado per abusi edilizi). Urge chiarimento sul concetto di “persone perbene”.

Luigi Di Maio
Buona notizia: calendarizzata in Senato la nostra legge su whistleblowing. Ora massimo impegno per farla diventare legge a tutti gli effetti
Il “whistleblower” (soffiatore nel fischietto) è il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’impresa/ente pubblico/fondazione; per questo decide di segnalarla. Il “whistleblowing” è uno strumento legale – già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna – per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora. E’ evidente come i primi in grado di intuire o ravvisare eventuali anomalie all’interno di un`impresa, di un ente pubblico o di un`organizzazione no-profit sono spesso coloro che vi lavorano e che sono in una posizione privilegiata per segnalare queste irregolarità. Tuttavia, indipendentemente dalla gravità o meno del fenomeno riscontrato, molto spesso i dipendenti non danno voce ai propri dubbi per pigrizia, ignoranza, egoismo ma, soprattutto, per paura di ritorsioni (se non addirittura del licenziamento) o per la frustrazione di non vedere un seguito concreto e fattivo alle proprie denunce. Una legge per l’istituto del whistleblowing offre – e offrirebbe anche in Italia – una tutela legale per i lavoratori che denunciano le irregolarità nel caso questi subiscano una ritorsione da parte del “denunciato” proprio a causa della delazione di quest’ultimo.

Gianluigi Paragone
Il M5S ha sbagliato a nominare così il suo premier? Se educhi i tuoi alle primarie in rete, potrebbero aver ragione coloro che parlano di errore.
Il Movimento ha sbagliato a puntare su Di Maio? No. Di Maio è il grillino per le istituzioni, preparato nel e dal Movimento per la premiership. Vicepresidente della Camera, ambasciatore del programma e del pensiero pentastellato in quei mondi esterni tutt’altro che preparati per una scossa grillina.
È migliore di Di Battista o Fico o altri? No ed è proprio questo il punto. Ognuno deve giocare nel ruolo che viene assegnato perché il programma viene prima degli interpreti. Sono cinque anni che vediamo Di Maio interpretare il ruolo istituzionale. E sono cinque anni che vediamo Fico interpretare il ruolo di capo vigilante nella commissione di controllo della Rai, una commissione “di marcatura” al potere (la Rai è potere), insomma un ruolo di interdizione per usare un termine calcistico. Ancora diverso è Di Battista, il frontman più quotato nel Movimento dopo Beppe Grillo. Dibba incarna l’anima più propria del movimentismo, è colui che gira l’Italia per non perdere il contatto con i cittadini. Insomma ognuno ha una dimensione, un ruolo che si è preso o gli hanno assegnato.
E allora l’uno vale uno? La democrazia dal basso? Chiariamoci. La democrazia dal basso non significa che il basso diventa la non scelta o la scelta infinita. Significa piuttosto che il basso – contrapposto alle élite – è coinvolto, interpellato; che il basso non è escluso alla formazione di una piattaforma che è non omologata al senso politico imposto dall’alto. Ho scelto di essere testimone della kermesse di Rimini perché ho sempre apprezzato questo spirito controcorrente del Movimento.
Cosa intendo per movimento antisistema? Intendo semplicemente che si pone fuori dalle logiche neoliberiste, le logiche del GangBank, quindi la politica è nelle mani delle istituzioni democraticamente elette e non della finanza. Il dentro/fuori dalle banche d’affari per chi ha ricoperto un ruolo pubblico è pericoloso ancor prima che inopportuno.
I Cinquestelle sono un movimento, cioè un soggetto scosso da continui smottamenti di assestamento, un corpo che diventa adulto trasformandosi quotidianamente. In cinque anni si potevano annientare, invece sono stimati dai sondaggi come primo partito. E questo è un fatto.

Ferdinando Imposimato
Carissimo Luigi , sono felice per la tua scelta alla guida del M5S e come candidato premier Sei il capo del Movimento nel quale milioni di italiani – giovani, lavoratori, disoccupati, insegnanti,pensionati, piccoli e medi imprenditori , commercianti e forze dell’ordine – ripongono le loro speranze di riscatto , dopo anni di sacrifici e umiliazioni che hanno leso la loro dignità. Sono certo che, in caso di vittoria alle elezioni politiche , ti porrai al servizio degli italiani con prudenza , equilibrio, senso di giustizia e di eguaglianza , avendo come stella polare la Costituzione Repubblicana, che tu hai evocato dicendo che agirai con disciplina e onore. L’impresa è immane, per i disastri lasciati da chi ci ha governato e ci governa. Ma ce la puoi fare, col sostegno degli attivisti e di tante persone che simpatizzano per il M5S. Io sono idealmente al tuo fianco nella battaglia che occorre vincere nell’interesse del Paese. Se tutta la nazione è prospera essa arreca più vantaggi a tutti i cittadini che se è fortunata in alcuni ma va in rovina nel suo complesso, come oggi è ridotta l’Italia. Un grande abbraccio.
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Noi non siamo entrati nelle istituzioni per impadronircene, noi siamo entrati nelle istituzioni per restituirvi le chiavi”
Luigi Di Maio

LUIGI DI MAIO
Nel testo originario di Grasso c’era un’equiparazione tra riciclaggio e autoriciclaggio […] invece ora il Parlamento ha stabilito che il reato non sussiste se il denaro è destinato al godimento personale (Insomma si premia l’utilizzatore finale. Non è peggio di Berlusconi questo??)

La regola dei due mandati e il taglio dello stipendio sono due limiti che aiutano a restare con i piedi per terra. Ti fanno sentire che non sei eterno e ti costringono a fare delle scelte ogni mese su come spendere i tuoi soldi, proprio come fa la gente fuori dal Palazzo.”
Luigi Di Maio

IL DILAGARE DELL’ESTREMA DESTRA
Pina Di Caprio
Mal comune non è mezzo gaudio. La notizia che l’estrema dx non sia una fenomeno dilagante soltanto da noi, ma anche altrove, è una pessima notizia. Se gli exit poll relativi alle elezioni tedesche dovessero essere confermati, l’AFD, l’ultradx tedesca, i neonazisti, entrerebbero di prepotenza nel Bundestag con oltre 90 deputati. Oggi, poco più di settanta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e del nazismo, che lasciò quel Paese sotto un cumulo di macerie e con una generazione distrutta, tredici tedeschi su cento sono nazisti. O, comunque, votano per un partito neonazista. La bellissima Dresda fu addirittura ricostruita a partire da vedute ritratte dal Canaletto, che sono oggi visitabili alla Fondazione Agnelli a Torino. Io non so se in Germania, come qui da noi per il fascismo, la causa del prosperare del neonazismo sia l’ignoranza della popolazione, il non aver studiato la Storia del ‘900, la mancanza di memoria storica o la brama di correre incontro a una nuova tragica nemesi, fisica ma soprattutto umana, sociale e culturale. So però che questi rigurgiti dell’ultradx sono estremamente preoccupanti. Oggi anche numericamente. A me farebbe impressione passeggiare in una città tedesca e sapere che più di una persona ogni dieci che incontro sia un fan dei nuovi Hitler. Impressione e paura. A voi no?
Annotazione a margine: la sx, o sedicente tale, per inseguire i programmi liberisti della dx, non solo perde in tutta Europa, ma si snatura. Sparisce, muore.

Francesco Erspamer
Adesso mi raccomando, fidatevi di Renzi: “O vinciamo noi oppure vincono i populisti, quelli che urlano”, ha urlato chiudendo l’autocelebrazione della Leopolda, pardon, questa volta l’hanno chiamata Festa dell’Unità.
E i giornalisti di regime hanno subito amplificato l’allarme facendo uso delle solite iperboli manichee: quelli dell’AfD sono nazisti come del resto la Lega, e il M5S poco si manca. Per cui proprio non vi resta che turarvi il naso e continuare a votare Pd (ma anche FI e Alfano, oppure sostenerli dall’esterno, come medita di fare Pisapia), per fermare l’avanzata della barbarie.
Senza accorgervi che lo scontro fondamentale del nostro tempo è fra liberisti e antiliberisti e che se la sx si fa risucchiare nella Grosse Koalition globalista, è ovvio che il partito di aggregazione della lotta contro il neocapitalismo non potrà che essere la dx sociale. Minoritaria, oggi, ma ci saranno crisi, ci saranno catastrofi sociali e ambientali, e solo loro saranno pronti ad approfittarne.

LO SFRATTO INIQUO
Hector Ettorre
BUONGIORNO ai miei sismici amici….
La storia della signora di 95 anni (!!!) che è stata sfrattata da una casetta di legno considerata abusiva (30 mq su un solo piano) perché mancante del nulla osta del vincolo paesaggistico, mette i brividi!
Potremmo inserirla nella serie: “succede solo in Italia”!!
La nonnina della foto si chiama Giuseppa Fedeli che tutti chiamano Peppina ed abita, anzi, abitava in una casa di Fiastra, nel maceratese, una zona del catino colpito dal terribile terremoto dell’anno scorso, che ha raso al suolo o danneggiato in maniera irreparabile migliaia di case.
Anche lei è nell’elenco delle persone la cui casa è stata resa inagibile dalle tremende scosse e anche lei è stata costretta ad abbandonare la sua casa..
I familiari, per non farla stare in un container acquistato durante l’emergenza del terremoto del 1997, l’ hanno sistemata in una casetta di legno, piccolissima, (avendo rifiutato l’ospitalità dei figli) proprio perché non voleva allontanarsi dalla propria terra e l’ hanno attrezzata con piccoli comfort per rispettare il suo desiderio di morire lì, espresso con forza dalla nonnina
E invece NO!!! La casa non può essere abitata per una ragione che io stesso mi vergogno a scrivere: non c’è il nullaosta del “vincolo paesaggistico” !!! In effetti la schifosa burocrazia italiana ha ragione!! Quella piccola casettina in legno in mezzo ad un orto fin troppo romantica fa a cazzotti con le macerie e la devastazione tutta intorno!!! E che schifo!!!
Ora per fortuna pare si stia muovendo qualcosa nella speranza che la nonnina sia riportata nella casettina, perché ora è dovuta tornare nel vecchio container, quello si, davvero inagibile per una signora di quella età!
Ma sapete perché ci sono speranze di vedere esaudito il desiderio di questa POVERACCIA di cittadina italiana? Perché questa notizia è finita in un programma di canale 5 e qualcuno, dato il clamore suscitato, si sta muovendo… Perché nel nostro SFINITO e FINITO Paese se ti da una mano una trasmissione televisiva “forse” ti stanno a sentire…
Siamo solidali (uso il plurale) con la Peppina, una vecchina che mi ha bagnato gli occhi a vederla piangere… e speriamo che tutto si risolva per il meglio per lei…che chiede un desiderio incredibile ed irrealizzabile nel nostro Paese!!! Quello di morire nella sua casa!!!
Buona giornata a tutti..
PS: nelle foto anche l’immensa reggia sequestrata e i nastri dell’autorità dopo lo sfratto.

LAVORI DEL FUTURO

Costruttore di parti del corpo
Nanomedico
Chirurgo robotico
Consulente della terza età, in campo medico, farmaceutico, psichiatrico, protesico, alimentare, psicologico, ricreativo, sociale…
Chirurgo per l’aumento della memoria
Filosofo specialista in etica applicata alle scienze
Agricoltore verticale per coltivazioni idroponiche in edifici a più piani
Riduttore dei danni da cambiamento climatico
Poliziotto ecologico
Avvocato per controversie legali tra cittadini con sistemi legali diversi
Insegnante avatar o guida integrativa
Progettista di mezzi di trasporto alternativi e riduttori del traffico
Creatore di audiovisivi per esigenze specifiche dei clienti
Specialista che protegge i dati personali nei social
Esperto che insegna a destreggiarsi nel digitale
Regolatori delle banche del tempo
Guida per le attività non profit
Coordinatore di gruppi di volontariato
Assistente sociale per social network
Consulente che ci aiuta a creare un nostro marchio su internet
Psicologo che insegna a socializzare o ad essere utile socialmente
Mediatore culturale, in scuole, ospedali, ambienti di lavoro, quartieri..
Coordinatore di attività socialmente utili a livello di quartiere, città ecc.
Indirizzatore di volontariato, attività ricreative, professioni, scelte di studi, specializzazioni ecc.
Razionalizzatore e semplificatore di leggi, regolamenti ecc.
Agente letterario, musicale o artistico in genere
Sburocratizzatore
Esperto in tagli di sprechi pubblici
Infiltrato per scoprire reati…

IL CIELO SOTTO BERLINO
Marco Travaglio
Domenica, a Sky, Giulio Tremonti trinciava giudizi definitivi su quella poveraccia di Angela Merkel che, diversamente da lui, non ne ha mai azzeccata una perché non ha mai preso esempio dal tremontismo, dal berlusconismo e dal leghismo: infatti è stata appena confermata cancelliera di Germania per la quarta volta consecutiva (dal 2005), cosa mai accaduta nella storia. Sempre detestata dalle classi politiche europee che da decenni non esprimono uno straccio di uomo di Stato, Angela IV detta Mutti (mamma) resta – per quanto ammaccata dopo 12 anni ininterrotti di Governo – la più amata dai tedeschi, per la stessa ragione per cui all’estero tanti la odiano tanto: perché fa gli interessi del suo popolo. E col suo stile, la sua risolutezza, la sua duttilità, la sua biografia di donna dell’Est passata dal comunismo alla liberaldemocrazia, persino con i suoi errori, rappresenta tutto quello che ci manca dalla notte dei tempi: una classe dirigente seria, competente e capace. Lì, per dire, si vota fino alle 18, poi ci sono gli exit poll, infine arrivano i risultati e alle 20 chi vuole può andarsene a letto. Con la certezza di chi governerà per quattro anni? Nemmeno per sogno: stavolta, come 4 e 12 anni fa, nessuno sa quali alleati e programmi avrà la Cancelliera. Si presume che stavolta andrà con Liberali e Verdi, salvo ripensamenti dell’Spd con cui ha governato nel suo primo e nel suo terzo mandato. Lo sapremo solo fra due mesi, dopo le elezioni in Bassa Sassonia.
Nel frattempo Angela IV incontrerà i potenziali alleati per mettere a punto, con i rispettivi tecnici, un programma comune e dettagliato, senza il quale non si fa nessuna Grosse Koalition.
Da noi l’ultima grande coalizione, imposta nel 2013 da Napolitano e guidata da Enrico Letta contro gli elettori per mandare al Governo chi aveva perso le elezioni ed escludere chi le aveva vinte, nacque in meno di 24 ore, senza l’ombra di un programma condiviso: infatti il Governo non combinò nulla e dopo 9 mesi spirò (non solo per colpa di Renzi). Perché non era una coalizione trasparente, ma un inciucio occulto. E così il Patto del Nazareno, naufragato quando uno dei contraenti tradì l’altro, segretamente come l’aveva siglato. L’idea, poi, che le leggi elettorali debbano produrre “il Governo la sera delle elezioni” è sconosciuta a tutte le democrazie parlamentari: poteva venire in mente solo a ripetenti ciucci come Renzi, Boschi e turiferari a rimorchio. Le elezioni servono a formare un Parlamento che poi, nei tempi dovuti, dà vita a un Governo: monocolore se un partito ha la maggioranza, oppure di coalizione.
Ricordate lo sgomento dei nostri partiti nel 2013, quando dalle urne non uscì alcuna maggioranza precotta? Non se ne sono più riavuti e hanno risolto il problema a suon di accrocchi contro natura e compravendite di trasformisti pronti a passare da un partito o da uno schieramento all’altro (un parlamentare su tre in quattro anni e mezzo). Domenica sera colpiva la serenità della Merkel nell’ammettere il calo (-8%, il più deludente risultato della Cdu-Csu dal 1949) e la necessità del compromesso, e di Martin Schulz nel riconoscere la cocente sconfitta (Spd al minimo storico del 21% scarso) e nell’annunciare il ritorno all’opposizione. Eppure la gran parte dei loro voti in fuga sono finiti nelle grinfie di una dxccia nazionalista, antieuropea e xenofoba come l’Afd, che addirittura rivaluta la “parte buona” del Terzo Reich. Nulla a che vedere con i “populisti” di casa nostra: cioè con i 5Stelle (che anzi, come scrive Padellaro a pag. 11, ci salvano da queste derive) e persino con Salvini e la Meloni (che, al confronto, sono delle mammolette).
Da mesi gli osservatori prevedevano il boom dell’estrema dx: eppure né Merkel né Schulz si sono mai sognati, in nome della civiltà, della democrazia, dell’Europa e dei sacri valori del proprio deretano, di modificare la legge elettorale per neutralizzarla o tagliarla fuori. In Italia invece l’establishment politico, giornalistico e intellettuale ritiene normale e financo auspicabile cambiare le regole a pochi mesi dal voto per gonfiare i voti delle forze mainstream, far fuori il M5S e indurre Mdp, Lega e FdI a più miti consigli.
Anche se in Germania l’inedito trio Cdu-Liberali-Verdi (detto Giamaica, perché riproduce i colori della bandiera di quello Stato) abortisse e si tornasse alle urne in primavera, nessuno si azzarderebbe a farsi una legge elettorale su misura per abolire le opposizioni. Anzi, molti osservatori trovano positivo che la dxccia Afd sia stata democraticamente eletta e parlamentarizzata, anziché continuare ad agire nelle piazze, nelle strade e nell’ombra. Non solo: da come parla, pare che la Merkel non abbia alcuna intenzione di rinnegare le scelte più controverse degli ultimi anni: l’accoglienza di 1,5 milioni di profughi siriani e iracheni e la lotta all’immigrazione irregolare; l’apertura alle nozze gay; il salario minimo nazionale. Anche se hanno aperto un vuoto alla sua dx e i suoi avversari (anche interni) le hanno osteggiate come “troppo di sx”. Certo, sarà ancor meno disposta ad allargare le maglie dei trattati europei ai paesi del Sud, visto che i Liberali sono persino più euroscettici di Schäuble. E, grazie ai Verdi, farà altri passi a difesa dell’ambiente in un Paese già all’avanguardia.
Tra i tanti che in Italia dovrebbero imparare qualcosa dalla lezione tedesca, ci sono i 5Stelle che, essendo i più giovani, hanno più margini di miglioramento. Ragazzi, in una politica sempre più frammentata e liquida, per governare bisogna sapersi coalizzare con i più vicini o con i meno lontani. Chi ha buone idee e buone intenzioni non ha paura di condividerle con gli altri.

Lode della cattiva considerazione di sé
di Wislawa Szymborska

La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l’alligatore, la trichina e il tafano
vivono come vivono e ne sono contenti.
Il cuore dell’orca pesa cento chili,
ma sotto un altro aspetto è leggero.
Non c’è nulla di più animale
della coscienza pulita,
sul terzo pianeta del sistema solare.

Autotomia
di Wislawa Szymborska

In caso di pericolo, l’oloturia si divide in due:
dà un sé in pasto al mondo,
e con l’altro fugge.
Si scinde d’un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.
Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.
Su una la morte, sull’altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.
Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c’è una giustizia, eccola.
Morire quanto necessario, senza eccedere.
Ricrescere quanto occorre da ciò che si è salvato.
Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.
Da un lato la gola, il riso dall’altro,
un riso leggero, di già soffocato.
Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume d’un volo.
L’abisso non ci divide.
L’abisso circonda.

Davide Divad

Vorrei conoscere nome e cognome di ognuno di quel 27% che ancora vota Pd.

Anche io. Li vorrei insultare uno per uno.

Ringraziamento
di Wislawa Szymborska

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Addio ad una vista
Wislawa Szymborska

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie ad ogni anno
ai suoi doveri.
Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.
Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta – come se tu vivessi ancora –
bella come era.
Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.
Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.
Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.
Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.
Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.
Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.
Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.
Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza –
ci rinuncio.
Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

LUIGI DI MAIO
IL REATO
E’ PREMIATO.

.
IL PENSIERO IMBALSAMATO
Bruno b, Napoli
Cosa c’è di nuovo sulla scena politica Italiana?
Tranne la ventata di aria fresca del M5S la nazione è ferma ai tempi del pentapartito e qualsiasi azione di rinnovamento è screditata dai media e dai commentatori certificati dalla I repubblica.
Nelle sinistre e nelle destre farlocche della nostra sedicente repubblica si parla e si progetta la fuffa, idee diverse tutte con il comune denominatore di ritrovarsi nella stessa coalizione giustificando l’ammucchiata con la governabilità tanto cara a quei regimi mascherati da democrazie che non riescono a rappresentare la comunità perché incapaci di rottamare davvero lo status quo dell’immobilismo perenne.
L’unica cosa davvero che si fa largo in questi anni di disgregazione sociale e di frustrazione giovanile è la corruzione,la finta ragione di stato che va braccetto con le mafie,i concorsi truccati,le gare d’appalto veicolate e l’idea vincente di barattare la propria coscienza con la disonestà unica via di riscatto lavorativo al motto ipocrita di “tengo famiglia”.
Il bombardamento mediatico organizzato dai partiti verso una forza politica che tenta di ridare un minimo di dignità agli elettori è ormai un disco rotto che non fa più presa mentre il buco nero del fallimento sinistroide distrugge anche quel poco di progettuale che ne era rimasto dando fiato alle trombe destroidi che si ricompattano al suono di “cacciamo lo straniero”.
Alle prossime elezioni chi saranno i “nuovi” leader?Berlusconi e Bossi,Renzi e Gentiloni o magari preferiamo un altro Governo emanato dal faraone?
.
‘Ndrangheta, arrestato per corruzione il sindaco di Seregno (Forza Italia): “Favori a imprenditore legato alle cosche”
Sono 27 le misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta, una costola dell’indagine “Infinito” sulle Locali ‘ndranghetiste in Lombardia. Il primo cittadino Edoardo Mazza avrebbe favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti
Continuate a votarli, mi raccomando!
.
Minniti ha svelato di aver avuto assegnata, in qualità di sottosegretario al Ministero degli Interni, la scrivania di Mussolini.
Non ho capito. Vendere gli accendini con la faccia di Mussolini è reato di apologia al fascismo secondo la neo legge di Fiano, la Boldrini vuol cancellare la scritta DUX da un obelisco ma sedere alla scrivania d Mussolini è un alto onore? In questo Paese c’è qualcosa che non va.

ALESSANDRO DI BATTISTA
(Quello che avrei voluto dirvi a Rimini)
Perché non mi sono candidato a premier per il M5S? Perché non penso, per lo meno adesso che quello sia il mio ruolo. E se penso questo, per il rispetto che devo a voi tutti e al Movimento che mi ha cambiato la vita, è giusto non candidarsi. Io mi sento un libero battitore, mi conoscete bene, in un certo senso è come se mi sentissi imbrigliato in certi palazzi e non è un caso che la mia azione “politica” più importante di questi anni l’ho fatta viaggiando in sella ad un motorino a difesa della Costituzione. E me li prendo, i miei meriti, senza alcuna falsa modestia. Perché non dimentichiamolo mai, gli abbiamo fatto il culo al sistema con un motorino e i treni regionali!
Ognuno ha il suo ruolo, e questo è il mio adesso. Voglio essere totalmente libero, libero di portare avanti le battaglie in cui credo. Per qualcuno questo potrebbe significare non volersi prendere una responsabilità. E’ l’esatto contrario, proprio perché sono responsabile e so quel che posso e devo dare al Movimento ho fatto questa scelta.
Mi conoscete bene, ho sempre dato l’anima in questi anni. Non ho mai mollato. Altro che “onorevole”, mi sono sentito onorato di portare avanti le nostre battaglie. In questi 4 anni e mezzo da deputato ho prodotto interrogazioni, emendamenti, discorsi in aula, denunce. Ma soprattutto ho prodotto sudore…e chi ha partecipato alle centinaia di comizi che ho fatto sa di cosa sto parlando. Ho interpretato il ruolo da parlamentare in maniera fisica. Se c’era da stare in prima linea andavo in prima linea. L’ho fatto sempre e se ci sono riuscito molto lo devo a voi. E mi sono preso moltissime responsabilità, non ultima caricandomi il Movimento sulle spalle nei momenti di difficoltà.
Candidarsi a premier non è mica obbligatorio, qua l’unica cosa che è obbligatoria è restare compatti perché ci aspettano mesi durissimi.
Proveranno di tutto per fermarci. L’obiettivo dei partiti politici non è fermare la mafia che è forte più che mai proprio perché capace di trasformarsi, l’obiettivo dei partiti politici e di tutti i camerieri del sistema non è fermare la corruzione che è la principale arma in mano alle cosche. L’obiettivo dei partiti politici e di tutti quei boiardi di stato che gestiscono le nostre vite non è fermare la povertà, mai così diffusa in Italia dal dopoguerra….no, il loro unico obiettivo è fermare il M5S e tutta la carica di cambiamento che porta con sé.
L’hanno sempre fatto. Hanno cominciato a farlo rieleggendo Napolitano, il massimo responsabile dei disastri italiani. L’hanno fatto applicando la ghigliottina boldriniana per regalare, ancora una volta, denari pubblici alle banche private, l’hanno fatto mettendosi d’accordo, ex-comunisti ed ex-fascisti, per governare non a favore di qualcuno ma contro qualcuno: il Movimento. L’hanno fatto con le violazioni dei regolamenti, lo stanno facendo ancora adesso, con l’ennesima legge elettorale oscena scritta esclusivamente per impedire al Movimento di governare e lanciare un Gentiloni bis che fa comodo al PD, a Berlusconi e al capitalismo finanziario, il primo nemico da abbattere.
Io se sono libero, del tutto libero, in un certo senso anche da ruoli che, per lo meno adesso, non sento appartenermi, posso dare di più. Questo è la pura sacrosanta verità. Altro che accordi, ticket con Luigi, spartizioni di poltrone.
Poi c’è dell’altro che è sopraggiunto, ed è umano, fisiologico, direi sano che tutto questo mi abbia positivamente travolto. Sto per diventare padre e penso sempre a mio figlio anche se ancora non è nato. Oltretutto penso che educare un figlio in un certo modo sia anch’esso un gesto “politico”. Si può fare politica in tantissimi modi. Voi tutti adesso state facendo politica, in questo momento. Si fa politica quando si prende la decisione giusta al posto di quella che conviene, si fa politica quando si sceglie un prodotto rispetto ad un altro in un supermercato, si fa politica quando si sceglie la contro-informazione….Quando venni eletto, nel 2013 mio padre mi disse: “la politica può essere tremenda, può tirar fuori il peggio dalle persone”. Aveva ragione, ma oggi, dopo 4 anni e mezzo, dopo aver visto in faccia certi pericoli posso dire che la politica può essere stupenda…Questa legislatura sta per finire, alcune persone le abbiamo perse per strada perché non sono stati capaci di resistere a certe tentazioni, altre persone sono morte anche se non riesco ancora a capacitamene, altri hanno preferito smettere di lottare perché lottare costa tanta fatica. Qua c’è un gruppo che non ha mai smesso di lottare, ci sono colleghi, parlo soprattutto di quelli meno noti, che hanno fatto un lavoro straordinario e loro tutti, come me, hanno le mani pulite. E abbiamo le mani più pulite di come le avevamo nel 2013 perché forse si può dire di avere le mani davvero pulite solo se si ha la possibilità di insudiciarsele e non lo si fa.
Tra pochi giorni, forse poche ore, diventerò padre. Sarà l’ennesimo viaggio della mia vita, forse l’unico che è solo andata. Voglio insegnargli ad esser libero, sufficientemente ribelle (dico sufficientemente perché non vorrei mai che a 14 anni si approfittasse di queste parole) e soprattutto a non avere Paura. Ma la vedete la nostra società? Chi comanda davvero? Un banchiere? Un grande editore? I pezzi grossi dei partiti? I “boiardi” di Stato senza nome? Ma quando mai! Chi comanda è la paura. Paura della propria identità, paura della diversità; paura di perdere il lavoro, paura di non trovarlo mai; paura di alzare la testa, paura di tenerla sempre abbassata. C’è chi ha paura di restare solo e allora resta solo, chi di essere abbandonato ed è il primo che abbandona, chi di non essere all’altezza dei propri sogni e allora smette di sognare. Forse provare ad educare un bambino a non avere paura è un gesto rivoluzionario.
Ci aspettano mesi di battaglie feroci. Ripeto le tenteranno tutte. Renzi parlerà a reti unificate ma io lo vedo morto politicamente e forse la cosa migliore che potremmo fare è smettere di nominarlo lasciandolo nell’oblio della sua immoralità. Berlusconi, che ha già in tasca un accordo con il PD, attaccherà solo ed esclusivamente il M5S. Attaccherà me ma soprattutto attaccherà Luigi. Dirà che non abbiamo fatto nulla di buono in vita nostra, “tipo fondare un partito con un soggetto in carcere per mafia”, dirà, lui che ha votato leggi incostituzionali e leggi indecenti come la legge Fornero che siamo inesperti. Dirà che non portiamo contenuti, Berlusconi, non è che non portiamo contenuti, noi non portiamo detenuti! Che è diverso!
Forse nominarli troppo certi soggetti è un errore, e non per strategie comunicative elettorali, ma perché non sono loro i nostri veri nemici, il problema in Italia non sono i Renzi, i Berlusconi, le Boldrini o i Napolitano…il problema siamo noi italiani, abituati a subire da secoli, anche noi vittime dell’omologazione, anche noi incapaci a volte a distinguere le vittime dai carnefici. Ci lasciamo distrarre con una facilità davvero disarmante. E chi si lascia distrarre si lascia dividere. Sapete cosa significa “distrarre”, significa tirare, spingere in parti diverse. Questo provano a fare perché uniti li possiamo destituire, divisi continueranno a comandarci. Dobbiamo avere chiaro in testa tutto questo, è molto importante. Per questo tirano fuori ancora il fascismo, nel 2017, si dedicano e cercano di costringerci a dedicarci non ai fascismi attuali, ma a quelli passati, morti e sepolti. Perché lo fanno? Perché il Popolo va distratto…guai che si accorga dei nemici reali. Il fascismo di oggi è il primato della finanza sulla politica, è il pensiero dominante che uccide ogni pensiero autonomo. Questi sono i miei nemici e proverò a contrastarli con tutta l’energia che ho in corpo. Oggi qualcuno si dedica ad abbattere i retaggi dei regimi e dei totalitarismi passati perché ha il terrore che i cittadini si dedichino ad abbattere i regimi e i totalitarismi presenti.
Io non sono un moderato, moderati si muore.
Sapete qual è la frase che più non sopporto quando un sindaco viene eletto: “sarò il sindaco di tutti”. Ma quando mai! Il Movimento non deve essere il movimento di tutti, ci sono persone che non devono entrare nel Movimento, ci sono cittadini che non devono votarci. Io non li voglio i voti degli approfittatori, dei complici del sistema, di si sa solo lamentarsi. Questo non ci porterà al Governo? A parte non ci credo affatto, anzi, considero l’intransigenza un valore e la sola strada per arrivare a governare il Paese. Tuttavia credo, e ve lo dico dichiarandovi che mi spenderò al massimo per vincere le prossime elezioni, che andare al Governo non è il fine del movimento, ma un mezzo per ottenere l’unico nostro obiettivo: cambiare radicalmente questa società. Io ho fiducia in Luigi, anche lui si è caricato con un’abnegazione quasi commovente, il Movimento sulle sue spalle. E va sostenuto, oggi come mai.
Questa è l’ultima edizione di Italia a 5 stelle prima delle prossime politiche, l’ultima di questa legislatura. Italia a 5 stelle fu un’idea di Gianroberto, una delle tante idee che ha avuto un uomo che oltre a mancarmi terribilmente a livello personale penso manchi all’Italia intera così affamata di intellettuali disinteressati e capaci di trasformare il pensiero in azione. Lo ringrazio ancora, dovunque egli sia, e ringrazio Davide che sta dando un contributo per portare avanti il sogno di suo padre anch’egli in modo disinteressato. Ringrazio Beppe, un amico e un patriota, ma tanto questo glielo riconosceranno solo tra 60 anni….e ringrazio voi tutti. Voi non avete neppure idea della forza che mi avete dato nei momenti di difficoltà. Siete indispensabili. Questo è il Movimento per me, e va molto oltre una candidatura a premier. Ognuno di voi, io compreso, sta dando un contributo secondo le proprie qualità, le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni. Ognuno è fatto come è fatto purché si remi, tutti quanti, verso la stessa direzione. Vi voglio bene!”

Alessandro Di Battista
Sono stato “out” per 72 ore e che è successo? I partiti cercano di approvare una legge elettorale per fottere il Movimento (e tutti i cittadini); un bel pieno di arresti per concorsi truccati (e poi i politici parlano di meritocrazia); un sindaco arrestato perché uomo della ‘Ndrangheta. Lo dico da anni. Ormai le cosche non “comprano” più i politici, piazzano direttamente i loro uomini nelle Istituzioni. Altra cosa. Il Movimento ha pronto un pacchetto anti-corruzione durissimo. Se andremo al Governo verrà approvato in tempi brevissimi. Ripeto, sarà durissimo perché la corruzione è l’arma principale in mano alle mafie. Ci sono soggetti terrorizzati e sono talmente terrorizzati che si impegneranno come non mai nella prossima campagna elettorale. Proveranno a spaventare gli italiani perché sono terribilmente spaventati dalle leggi che approveremo. Li capisco anche.

AUTO ELETTRICHE
Giuseppe Barone
Una singola ricarica dell’automobile green per eccellenza consuma tanta elettricità quanto un frigorifero in un mese e mezzo.
L’Olanda è il secondo Paese con la maggiore percentuale di macchine elettriche al mondo, dopo la Norvegia.
L’Olanda, per far fronte al fabbisogno energetico, che aumenta con l’aumentare delle auto elettriche, ha costruito tre nuove inquinantissime centrali a carbone e ora più inquinata di prima.
Senza toccare il grave tasto dello smaltimento delle batterie.

BENVENUTI IN CULONIA
Marco Travaglio
Ci sono giornate che cominciano uggiose e non inducono proprio al buonumore. Poi giunge notizia che Antonio Tajani, a nome di FI e dunque di B., si è molto congratulato con la Merkel per il suo quarto cancellierato e ha rivelato che lei e Silvio hanno appena avuto “due lunghi e approfonditi incontri, non sono mai stati così vicini”, e uno subito si rianima.
Siccome siamo un Paese senza memoria che confida nella smemoratezza altrui, ecco un breve riepilogo dei rapporti bilaterali Berlino-Arcore. Quand’era premier, sinceramente offeso dall’intollerabile serietà della Cancelliera, B. le provò tutte per sbeffeggiarla e umiliarla: una volta le fece il cucù, un’altra la lasciò per mezz’ora sotto il sole mentre lui era al telefono (“con Erdogan”, disse poi, essendo un madrelingua turco) e così via. Lei lo ripagò il 23 ottobre 2011 con la famosa risata in duo con Sarkozy, e chissà se sapeva che un anno prima il Fatto aveva riferito una voce ricorrente in Transatlantico: i fedelissimi di B. erano terrorizzati che uscissero, dalle procure di Milano o Napoli o Bari, intercettazioni compromettenti fra lui, i suoi papponi e le sue escort. Compromettenti non per l’attività di puttaniere, che anzi faceva punteggio. Ma per l’abitudine a catechizzare, nelle cene eleganti pre-bungabunga, le papigirl sulle sue mosse diplomatiche ai vertici internazionali, e a condire il tutto con sapidi aneddoti e soprannomi. Purtroppo quello della Merkel era “culona inchiavabile”.
Le intercettazioni poi non uscirono (o non c’erano, o furono stralciate per irrilevanza penale), ma chi lo conosceva giurava che il Gran Simpatico la chiamava così, amichevolmente, con tutti. Infatti la stessa voce fu raccolta da Selvaggia Lucarelli nel suo blog. L’indiscrezione, rimbalzata sui giornali tedeschi, da Bild a Die Welt, cadde nel più impenetrabile silenzio dell’entourage berlusconiano: nessun commento né smentita. Poi, un anno più tardi, subito dopo la risata Merkel-Sarkozy, B. perse la maggioranza e si dimise.
Poi prese ad accusare apertamente la Merkel, in combutta con Sarkò, Obama, Napolitano e il mago Otelma, di aver congiurato contro il suo Governo, in quello che doveva essere, se non andiamo errati, il quarto o il quinto “golpe” ai suoi danni dal ’94. Lo ribadì papale papale nel gennaio 2013 a Servizio Pubblico, accusando il Governo tedesco di aver aizzato la Deutsche Bank a vendere titoli di Stato italiani per far schizzare lo spread. La Costamagna gli mostrò una lettera di smentita della banca tedesca, ma lui rispose che allora sarà stata la Bundesbank (finiva sempre per bank).
Intanto i suoi giornali, parlando con cognizione di causa e sapendo di far cosa gradita al Capo, avevano iniziato a chiamare la Merkel con quel grazioso vezzeggiativo. Cominciò Libero di Belpietro: “Angela è davvero una culona. Il primo a dirlo fu Kohl” (27.11.2011). Proseguì il Giornale di Sallusti: “La caduta di Berlusconi: è stata la culona” (31.12.2011). E così via, anche a sproposito, persino negli eventi sportivi. Tipo quando la nostra Nazionale eliminò la Germania agli Europei 2012: “Ciao ciao culona” (il Giornale, 29.6.12). “Vaffanmerkel”, “Due calci nel culone” (Libero, 29.6.12). Angela perdeva 10 chili? “Merkel a dieta: anche lei si vede culona” (Libero, 7.5.2014).
Così, dando ormai la cosa per fatto notorio, un giornalista della Bbc, Jeremy Paxman, pose a B. la domanda che nessun collega italiano aveva mai osato fare: “Scusi, è vero che ha definito Angela Merkel ‘culona inchiavabile’?”. L’interrogativo sortì sul Lord Brummel brianzolo l’effetto del gas paralizzante: una lunga, interminabile paresi, tipo fermo-immagine (il tempo per l’interprete di riaversi dallo choc e trovare le parole per tradurre un’espressione non proprio tipica del linguaggio politico diplomatico), seguita dal moto ondulatorio e sussultorio della mano dx che faceva cenno di passare alla domanda successiva. Deborah Bergamini, la sventurata portavoce, dovette vergare una nota ufficiale per smentire qualsivoglia imbarazzo, incolpare la Bbc di un taglio politico, precisare che nella versione integrale B. smentiva di aver mai insultato Merkel o altri, spiegare l’apparente paralisi con la vigile attesa della traduzione.
Purtroppo la smentita fu smentita dallo smentitore-mentitore nel suo libro-intervista ad Alan Friedman, a cui raccontò che l’ex cancelliere Gerhard Schröder si era complimentato con lui per la geniale definizione: “Hai fatto benissimo: è totalmente vero!”.
Un anno fa, la virata a U. Il Banana decide di rifarsela amica per ottenerne la teutonica benedizione al suo ultimo travestimento: salvatore dell’Italia e dell’Ue dal populismo grillino. Così i suoi giornali cominciano a scrivere che la storia della culona l’ha inventata il Fatto. E lui inizia a farle la posta ai vertici del Ppe, tirandola per un braccio e attaccandole dei bottoni da paura. Con queste testuali parole: “Mai detto culona, è una balla di Travaglio” (Libero, 23.10.16). O, a scelta: “Voglio ribadirti, Angela, che mi sono state attribuite frasi su di te assolutamente non vere; lo dimostrano le intercettazioni telefoniche, tutte pubblicate; e questo al fine di logorare i nostri rapporti” (il Giornale, 23.10.16).
La risposta non è dato conoscerla, ma i casi sono due: se la Merkel aveva saputo della culona e l’aveva rimossa, B. gliel’ha fatta ricordare; se non sapeva, ora sa. Infatti non risultano suoi endorsement pro Caimano.
Insomma il nostro Magister Elegantiarum deve fare qualche passo in più verso Berlino. E lui, quando si impegna, è capace di tutto. Anche di dichiarare in tv, a un comizio, o nel prossimo tête-à-tête: “Culona forse, ma inchiavabile no di certo! Anzi, a riguardarla meglio, io quasi quasi una bottarella gliela darei…”.
.
Marco Travaglio
Un noto pregiudicato per frode fiscale e cofondatore di un partito assieme ad un signore che sta in carcere per mafia, in qualsiasi Paese civile sarebbe sparito dalla vita pubblica ed i colleghi di partito si sarebbero vergognati di averlo avuto come leader e si guarderebbero bene dall’avvicinarlo. Nella repubblica delle banane questo signore non solo è agli onori della cronaca quotidianamente, ma riesce a dettare la linea politica al Governo di cui non fa parte. La colpa non è sua ma dei suoi elettori che hanno perso il senso della vergogna e lo acclamano ancora.
.
MARIO ALBANESI
Dopo la quantità industriale dei suoi esponenti arrestati o inquisiti, al Partito democratico non rimane che l’attacco diffamatorio nei confronti degli avversari, mentre il programma della P2 è fatto proprio dal Governo.

VOTATO DAGLI ELETTORI IL PROGRAMMA DEL M5S SUL LAVORO
Linda Liberati
Si articola in questi cinque punti il programma Lavoro del M5S votato su Rousseau dalla base degli iscritti. Ecco il risultato delle votazioni sulla piattaforma del Movimento relativo ai temi del lavoro.
Riforma della rappresentanza sindacale, eliminazione dei privilegi e dei finanziamenti pubblici ai sindacati, maggiore partecipazione del lavoratore nella vita dell’azienda, taglio delle ore di lavoro e superamento dell’attuale sistema previdenziale. Si articola in questi cinque punti il programma Lavoro del M5S votato ieri su Rousseau dalla base degli iscritti.

RAPPRESENTANZA SINDACALE
Su 24.050 preferenze espresse, 23.283 iscritti hanno risposto sì e 767 no alla prima domanda sul Programma Lavoro (“Sei d’accordo che i lavoratori debbano avere il diritto di poter eleggere le proprie rappresentanze sindacali e di essere eleggibili con libera competizione tra tutte le organizzazioni indipendentemente dall’aver firmato l’accordo sindacale con la controparte?”) in votazione ieri su Rousseau. La necessità di una riforma della rappresentanza sindacale era stata esposta sul blog di Grillo da Giorgio Cremaschi (nella foto), ex dirigente Fiom-Cgil, che già in passato aveva parlato degli stessi temi all’interno del sindacato guidato ora da Susanna Camusso. A questo quesito, gli iscritti hanno potuto esprimere una sola preferenza, schierandosi per il sì o per il no.

ELIMINARE I PRIVILEGI SINDACALI
Sono sei, invece, i privilegi sindacali che il M5S intende eliminare: su 47.709 preferenze espresse, al primo posto gli iscritti hanno votato lo stop ai “sindacalisti carrieristi della politica e nei consigli di amministrazione e gestione delle aziende” (15.081), a seguire lo stop ai “bilanci opachi senza obblighi di trasparenza” (12.625) e in terza posizione, con 7.549 preferenze, lo stop ai “finanziamenti pubblici e alle quote di servizio dei contratti e degli enti bilaterali 7.549″. A seguire lo stop al rinnovo automatico delle tessere degli iscritti al sindacato (5.796), lo stop ai distacchi retribuiti se non sono legati alla effettiva rappresentanza nei luoghi di lavoro (4.524) e lo stop all’esercizio di Caf e Patronati senza alcun reale controllo pubblico, con 2.134 preferenze. A introdurre il tema sul blog di Grillo, sempre l’ex sindacalista Cremaschi (qui tutti i dettagli).

PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI NELL’IMPRESA
Ad esporre i possibili strumenti di partecipazione all’interno dei luoghi di lavoro era stato il professor Giuseppe Della Rocca, docente all’università della Calabria, con un passato anche nella Fiom-Cgil, nel primo post di approfondimento pubblicato sul blog di Grillo. Il quesito a cui hanno dovuto rispondere gli iscritti, esprimendo due preferenze, è: “Quali strumenti di partecipazione dei lavoratori intendi debbano essere promossi in via prioritaria?”. Su 47.043 preferenze espresse, in 12.609 hanno scelto “avere dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione per discutere la strategia e le risorse aziendali (Es. Consigli di Sorveglianza come in Germania)”, a seguire “poter partecipare agli utili dell’azienda” (8.079), poi “poter partecipare a gruppi di miglioramento, composto da lavoratori, per l’innovazione organizzativa e la qualità del lavoro (7.312). In 6.649 hanno votato la possibilità di “poter dire la propria su come è organizzato il lavoro anche attraverso proposte e suggerimenti di cui il management deve tenere conto”, “avere spazio di scelta sul proprio orario di lavoro (Orario scelto)” in 6.460 e in ultima posizione “avere dei rappresentanti eletti direttamente da tutti i lavoratori per la gestione quotidiana dei problemi organizzativi con l’azienda” (5.934). Ogni iscritto poteva esprimere, per questo quesito, due preferenze.

RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO
Con un motto ripreso dal passato, “lavorare meno, lavorare tutti”, come sottolineato su Formiche.net (qui il Bloc Notes di Michele Magno e qui l’articolo del direttore Michele Arnese), il M5S punta alla riduzione dell’orario di lavoro e ha chiesto, nel quarto quesito, con quali modalità sia prioritario agire. Per questo quesito, gli iscritti hanno potuto esprimere tre preferenze e su un totale di 68.700 preferenze espresse in 12.869 hanno scelto l’opzione di ridurre l’orario di lavoro al di sotto delle 40 ore, in 10.167 la riduzione delle giornate lavorative settimanali e/o annue con la settimana da 4 giorni, l’aumento dei riposi, ecc., mentre in 7.988 hanno scelto di disincentivare lo straordinario sul piano contributivo e fiscale. A seguire, hanno scelto di ridurre l’orario di lavoro incentivando il part time lungo (> 30 ore) sul piano contributivo e fiscale in 7.798, introducendo il diritto individuale al part time, salvo oggettiva impossibilita organizzativa in 7.345, estendendo i congedi genitoriali, assistenziali, di studio e per attività civiche, anche aumentando le relative indennità economiche (es. dal 30% al 60% per i congedi parentali) in 6.879, incentivando i contratti di solidarietà difensivi, come strumento di riduzione dell’orario di lavoro e del salario, con lo scopo di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale in 6.831, poi ancora in 5.961 incentivando i contratti di solidarietà espansivi, come strumento di riduzione dell’orario di lavoro e del salario, con lo scopo di favorire nuove assunzione all’interno dell’azienda e infine in 2.862 incentivando il part time anche per i ruoli di responsabilità.

COME CAMBIARE LE PENSIONI
Ultimo nella pubblicazione (e nel voto), ma non meno importante, il superamento dell’attuale sistema pensionistico (qui il commento dell’esperto Giuliano Cazzola per Formiche.net). Alla domanda “Con quali strumenti si deve superare l’attuale sistema previdenziale a ripartizione con contribuzione obbligatoria stabilita per legge e soglie rigide di uscita dal mondo dell’occupazione?” al primo posto, su un totale di 23.286 preferenze espresse, è stata scelta la possibilità della “staffetta generazionale, come strumento di riduzione dell’orario del lavoratore vicino alla pensione, a fronte dell’assunzione di giovani, al fine di favorire l’occupazione giovanile e accompagnare i lavoratori anziani verso la pensione, garantendo un passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni (11.791). Poi a seguire l’uscita dal mondo del lavoro “garantendo la libertà dei lavoratori di decidere, entro certi limiti, il livello di contribuzione e l’età/anzianità di uscita dal lavoro” (4.695), poi “garantendo comunque l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi versati a prescindere dall’età anagrafica” (4.548) e in fine “estendendo le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori “usuranti” a categorie professionali oggi non incluse” (2.252). Per questo quesito era possibile esprimere una sola
.
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