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Monday September 25th 2017

MASADA n° 1874 31 agosto 2017 AIUTIAMOLI A CASA LORO (?)

MASADA n° 1874 31 agosto 2017 AIUTIAMOLI A CASA LORO (?)
Blog di Viviana Vivarelli

E piantatela di fare i razzisti e vergognatevi! – La via di mezzo- L’azione di Minniti – Milizie libiche – Il menefreghismo europeo – Renzi vara il reddito di inclusione – La linea del M5S per i migranti – Aumenta l’evasione, diminuiscono i controlli – Politica, una piramide da rovesciare- Sgomberi a Roma – I raccontini fantapolitici di Alessandra Daniele – La cura della Bce ammazza l’Europa – Si risparmia un miliardo sulla scuola- Partiti in rosso – Seggi in vendita – La Fallaci- Lo stupro di Rimini e la depenalizzazione dello stalking

Ci sono cose che è bene fare perché sono buone. Ci sono cose che semplicemente non possiamo fare perché non sono sostenibili“.

E PIANTATELA DI FARE I RAZZISTI E VERGOGNATEVI!

Il M5S non è razzista e combatte il razzismo in tutte le sue abominevoli forme. Nessuno degli eletti del M5S è razzista. Nessun 5stelle può essere razzista. Se siete razzisti, il M5S non è il vostro Movimento. Vi siete sbagliati. E se fingete di essere 5 stelle per venire su siti del Movimento per fare la vostra sporca propaganda razzista, dovreste essere bannati come impostori, troll o infiltrati. Andate a fare propaganda razzista altrove, assieme ai discendenti dei fascisti e dei nazisti che di danni contro l’umanità ne hanno fatti abbastanza!

Non vi mancano i posti dove andare. In Italia siamo pieni di partiti di destra razzisti e di nostalgici del fascio che oltretutto stanno spopolando nell’invidia del Pd e di altri partiti ormai di cdx, perché la sx è morta. Avete:
Forza Italia.
Lega Nord.
Nuovo Centro destra.
Fratelli d’Italia.
Ala.
Casapound.
Forza nuova. e altre sigle innominabili. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Il M5S non è il vostro partito. Di Battista addirittura ha viaggiato in Paesi del terzo mondo come giornalista free lance per denunciarne gli orrori e il M5S è l’erede del pensiero no global che non è mai stato né sarà mai razzista, pur riconoscendo il diritto di uno Stato alla ‘sostenibilità’, parola molto seria che nessuno usa ma che ha il suo valore di sopravvivenza. Per cui non essere razzista non vuol dire aprire le porte della propria casa a tutti.
“Aiutateli a casa loro” è una bestemmia che non si può più sentire; nemmeno un deficiente digiuno di storia e di realtà può più dirla, visto che tutti ormai dovrebbero sapere che l’Occidente ha depredato questi Paesi, ne ha inquinato i territori, ha aumentato coi giochi di Borsa il costo del cibo di necessità, ha inquinato acqua e terra, ha venduto armi ai loro dittatori, ha fomentato guerre, ha messo dazi che rendevano invendibili i loro prodotti agricoli, ha dato contributi ai loro predoni peggiori e si è alleato con loro, baciandoli e abbracciandoli, ha alzato coi brevetti il costo dei loro medicinali e ha impedito che li vendessero a prezzo più basso, li ha ricattati col debito e dopo ha distrutto il loro welfare e ha chiuso entrambi gli occhi sulle torture, le devastazioni, la morte di ogni libertà e democrazia, le carceri terrificanti, gli stupri, l’uccisione di tanti innocenti e ha perpetrato guerre devastanti a cui anche l’Italia ha partecipato allegramente per depredarli delle loro ricchezze, creando distruzioni, stragi, fuga di interi popoli.
“Aiutateli a casa loro” è l’ultima totale e inverosimile bestemmia che l’Occidente con vera faccia di merda si permette ancora di dire. Ma solo gli sciocchi e le belve possono ancora credere a questa bestemmia.
Siamo ancora con le nostre armi in Irak e in Afghanistan, siamo in guerra in Libia, Renzi ci ha appena messi in guerra in Siria. Ma di cosa ci dovremmo gloriare? Ma credete davvero che le guerre e le stragi e i bombardamenti e le depredazioni significhino ‘aiutarli a casa loro’???
In Africa sono in guerra 29 Stati, in Asia 16, in Europa 9, in Medio Oriente 7, nelle due Americhe 6. L’Italia vende armi a tutti. In totale nel mondo sono in guerra 47 Stati. Il numero dei rifugiato è impressionante. Più di 60 milioni di persone nel mondo scappano dai loro Paesi per sfuggire alla morte e alla disperazione. E qualcuno ha ancora la faccia di dire “Aiutiamoli a casa loro!” ???????!!! Cosa ha fatto l’Italia finora per difendere il diritto di ogni essere umano a sopravvivere? Ha chiuso gli occhi davanti agli orrori. Ha inciuciato coi loro peggiori dittatori. Ha servito i padroni bellicosi che invadevano e saccheggiavano. Compera i loro caccia non funzionanti per sganciare altre bombe atomiche. E Renzi aumenta del 23 % le spese militari mentre mancano fondi per i nostri poveri. Ma credete davvero che “aiutarli a casa loro” significhi portar via ogni loro ricchezza e bombardarli con bombe atomiche inquinando e devastando i loro territori???

LA VIA DI MEZZO

Io non sono buona né cara. Se cercate una santa andate altrove. La prima qualità di un santo è l’infinita pazienza e la smisurata sopportazione. Io no. Sono nata senza. Fatevene una ragione. Per cui sono parecchie le persone che non sopporto. A parte i malvagi che credo non piacciano a nessuno, ci sono due categorie di persone che mi stanno proprio sulle scatole: gli imbecilli e gli ipocriti. Sugli imbecilli ho parlato fin troppo, credo che siano peggiori dei malvagi, perché un malvagio, se ha la sua convenienza, lo convinci, l’imbecille no, sbatte la testa nel muro anche se ci rimette.
Ma gli ipocriti mi stanno particolarmente sullo stomaco e nel problema in questione, dei migranti, gli ipocriti sono almeno tre.
Prima di tutto ci sono quelli di destra, quelli che i migranti li prendono a cannonate, li evirano, li cacciano senza distinzioni, li considerano tutti assassini, ladri e stupratori, passano le giornate a enumerare i reati che hanno fatto, le frasi da idioti che hanno detto, perché vogliono convincersi che noi occidentali siamo tutti casti e buoni, razza eletta ed evoluta per antonomasia, razza pura, e, per intendersi sono quelli, che si dicano 5stelle o di Casapound non fa differenza, che discendono direttamente dagli ARIANI NAZISTI e RAZZISTI.
Ora, a parte il fatto che prima il M5S si leva dalle palle questi idioti assatanati, meglio è, perché sporcano il Movimento e basta, vorrei ricordare a queste care iene che continuo a ritrovarmi sui blog con la bava alla bocca che:
-Il TRATTATO DI DUBLINO, entrato in vigore il 5 giugno 1990 e che obbligava ogni Stato a prendersi in carico ‘personalmente’ di tutti i migranti che ci arrivavano e imponeva ad ogni migrante di chiedere asilo SOLO allo Stato in cui arrivava, è stato firmato da Berlusconi e Bossi
– il TRATTATO DI DUBLINO II del 2003 che confermava tutto ciò fu firmato da Berlusconi e Caselli (Lega nord)
-quest’anno arriva, come un cataclisma demenziale, il PATTO TRYTON, con cui Renzi, pur di avere l’oKei sui suoi conti sregolati e poter dare 80 euro come mancetta a fini elettorali, accetta di accogliere LUI SOLO in tutto il Mediterraneo i migranti di mezza Africa.
Per cui, che ora proprio Forza Italia e Lega facciano le innocentine e cerchino di prendere voti rifiutando i migranti e spandendo proclami razzisti mi sembra peggio che ipocrita.
E che dopo 15 anni ancora sia in vigore l’inutile e bastarda Bossi-Fini che non riesce in alcun modo a regolare i flussi dei migranti e non prevede nemmeno dei fondi sufficienti a schedarli come aventi diritto o no (a Dublino ci mettono due ore, in Italia un anno), e ha saputo solo creare quei lager che si chiamano CPT, dove per mesi se non per anni migliaia di persone sono destinate a marcire affinché i gestori dei campi, politici + camorra, si spartiscano lauti ricavi, questo va a disonore grave non solo della destra ma anche del centro e della sinistra.
Ma quando sento i piddioti fingere di essere sante pecorelle di Dio perché rifiutano (a parole) i respingimenti, le inchieste sulle ONG troppo sbaraldine e i limiti agli sbarchi, mi salta proprio la pazienza, perché dire che ‘accogliamo’ a parole quando poi, appena ieri che c’erano tutte le restrizioni possibili e abbiamo dato un mare di soldi alla Libia, sono sbarcate 3.000 persone (!!!) mi sembra demenziale.
Che cosa lo dici a fare che li vuoi accogliere tutti se in 15 anni non sei stato capace di fare qualcosa di meglio della Bossi-Fini? Se in nessuna Finanziaria hai previsto un piano di accoglienza? Se non hai la più pallida idea di come inserirli nel tessuto nazionale? Se non riesci a fare un piano di occupazione e di lavoro nemmeno per gli italiani? Se i poveri assoluti in Italia sono 5 milioni? Se non sei nemmeno in grado di dare una casa minimale ai poveri italiani? Se il massimo che riesci a fare è imporre dei manipoli di migranti negli alberghi di qualche paesino? Se la disoccupazione è la più alta d’Europa e nel sud la disoccupazione giovanile supera il 57,8%? Se 500.000 italiani ogni anno vanno a cercare lavoro all’estero?
Non possiamo essere il regno del razzismo assatanato, ma nemmeno il regno delle beate intenzioni velleitarie e insussistenti.
C’è una cosa che si chiama ‘sostenibilità.
E se non riesci a capire cosa sia, o sei un imbecille o sei un ipocrita.

Non potemmo limitarci a promettere, firmare e osservare solo quello che possiamo sostenere?

DALL’EDITORIALE DI TRAVAGLIO: IL DERBY E’ FINITO

…Sull’immigrazione, come su quasi tutti i problemi che affliggono l’Italia (e non solo quella), dx e sx hanno fallito. In 23 anni e mezzo di seconda Repubblica, per 9 ha governato il cdx, per 7 il csx, per 3 i tecnici (Dini e Monti) con l’appoggio o l’astensione di cdx e csx, per quasi 1 Letta col csx più Pdl, per 3 e mezzo Renzi e Gentiloni col csx più un pezzo di Pdl (gli alfaniani). Mai vista una misura efficace sull’immigrazione. Mai.
Quest’estate il peggio: boom di sbarchi, dunque di stragi in mare; accoglienza al collasso, sindaci senza soldi, cittadini in rivolta, guerre fra poveri, rischi per l’ordine pubblico, vento nelle vele degli xenofobi. Del resto era da febbraio che gli sbarchi erano in costante aumento sui dati già allarmanti dell’anno scorso: punte massime a maggio (22.993 arrivi contro i 19.957 del 2016) e giugno (23.526, di cui 10 mila in due soli giorni). Poi sorpresa! A luglio sbarchi dimezzati, dai 23.552 del 2016 agli 11.459 del 2017. E ad agosto crollati a quasi un decimo: da 21.294 a 2.932. Non essendosi registrate tempeste nel Mediterraneo, la picchiata dei nuovi arrivi si spiega con due fatti nuovi. 1) Il codice di condotta del Viminale (e dell’Ue) per le Ong, sottoscritto da 5 su 9 operanti nel Mediterraneo, che insieme alle indagini delle procure siciliane ha interrotto il link tra alcune Ong e gli scafisti: quello che Milena Gabanelli chiama “il nastro trasportatore di migranti”. 2) Gli accordi del governo italiano con quello libico.
Prima la Guardia costiera di Tripoli – nella peggiore delle ipotesi – scortava le navi degli scafisti e – nella migliore – si voltava dall’altra parte sul traffico di esseri umani. Ora fa il suo mestiere di pattugliamento, prevenzione e repressione. È strano che chi contestava il Codice Ong (ripetiamo: siglato da 5 su 9 di esse), gridando addirittura al fascismo e al razzismo, ora taccia, come se il calo degli sbarchi non fosse una buona notizia (così com’è strano che chi gridava al fascismo e al razzismo per lo sgombero del palazzo occupato a Roma ora taccia sulle ributtanti storie di racket dei subaffitti, sfruttamento di migranti anche da parte di altri migranti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che emergono dalle indagini della Procura). Meno migranti partono, meno persone rischiano di annegare, meno irregolari vanno identificati e respinti oppure circolano in Italia e in Europa senza documenti né lavoro, meno benzina entra nelle fabbriche della paura e della xenofobia. L’obiezione è nota: chi non parte, non sbarca e non rischia di affogare più resta rinchiuso nei campi profughi della Libia (che peraltro esistevano anche prima, con l’unica differenza delle migliaia di morti in mare). E questa è l’altra parte della sfida del governo, che sarà vinta solo se davvero l’Europa tradurrà in pratica gli impegni assunti l’altroieri a Parigi per creare centri di identificazione in Africa e separare in loco chi ha diritto allo status di rifugiato e chi no.
Se ciò, come stabilito, avverrà sotto il controllo dell’Unhcr, questa vigilerà sul rispetto dei diritti umani in quei campi. Ma, siccome anche i Cie sono molto spesso strutture senza diritti, oltretutto insufficienti a ospitare tutti i richiedenti asilo, non si vede perché far sbarcare chi non è profugo, metterne in pericolo la vita ingrassando i trafficanti e, dopo anni di trafile burocratiche, rispedirlo indietro. Se si riuscisse a riportare un minimo di legalità nei campi africani, anche con l’aiuto di contingenti militari europei, si potrebbero aprire i corridoi umanitari nel Mediterraneo perché siano le navi dei governi a trasportare i veri rifugiati in Europa. Sempreché, si capisce,sia vero quel che si è detto a a Parigi, e cioè che i trattati di Dublino che scaricavano tutto il peso sull’Italia siano superati. Dopodiché ogni Stato dovrebbe investire le risorse necessarie per accogliere degnamente i rifugiati. L’impresa è immane, ma per la prima volta, dopo anni di chiacchiere ecc ecc e soprattutto stragi, se ne vede almeno l’inizio. E va riconosciuto a Minniti e Gentiloni il merito là dove tutti avevano fallito: iniziare non a risolvere il problema (sarebbe impossibile, un fenomeno biblico come questo continuerà per decenni), ma almeno a gestirlo seriamente. Esistono alternative? Se qualcuno le conosce, le tiri fuori. Altrimenti, dopo decenni di derby parolaio e inconcludente tra dx e sx, è il caso di piantarla. E rassegnarsi all’idea che ridurre le partenze dei migranti non è né di dx né di sx: è giusto e utile. Anzitutto per i migranti

MILIZIE E MIGRANTI
Sappiamo quale sia il livello di civiltà e democrazia di Erdogan. Malgrado questo nessuno finora ha avuto dall’Europa tanti miliardi quanto lui e nessuno li ha spesi così male. Hanno cominciato gli Stati uniti a favorirlo per avere da lui il permesso di sorvolare lo spazio aereo per i bombardieri americani che partono dalle basi americane in Europa per bombardare Irak e Afghanistan, e per far passare i gasdotti che portano il gas e il petrolio depredati nei Paesi attaccati. E Washington ha sempre fatto pressioni all’UE affinché accogliesse anche la Turchia, e a queste pressioni si è affiancato a suo tempo il caro Berlusconi che aveva un piede negli affari del gas russo (Putin), si teneva buono il boss turco e complottava con Gheddafi.
Dal 2007 a oggi la Turchia ha ricevuto dall’UE un miliardo di euro per sviluppare istituzioni democratiche e società civile. Dal 2007 al 2013 ha avuto 4,8 miliardi di euro e altrettanti ne avrà fino al 2020. Un totale di 10 miliardi di cui nemmeno un euro è stato speso da Erdogan per far stare meglio il suo popolo.
Dopo il tentato colpo di stato, Erdoğan ha avviato un processo repressivo orrendo: ha fatto arrestare decine di migliaia di persone, licenziato più di 100mila impiegati pubblici e chiuso oltre 2mila scuole, ha anche chiuso la maggior parte dei quotidiani e riviste di opposizione, arrestato decine di giornalisti e minacciato la reintroduzione della pena di morte. La situazione è ulteriormente peggiorata prima del referendum del 16 aprile, quello che ha introdotto in Turchia un sistema presidenziale: in campagna elettorale Erdoğan ha detto cose molto dure contro l’Europa, accusando di nazismo olandesi e tedeschi. Nulla di quello che ha fatto è compatibile con i principi e le leggi dell’Ue.
Il 24 novembre 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante per chiedere la sospensione temporanea dei negoziati sull’adesione della Turchia all’Ue. Ma la Turchia interessa l’Europa anche per i flussi di migranti che arrivano dalla rotta balcanica e per la lotta al terrorismo.
La Turchia – paese nel quale i cittadini della UE possono entrare senza alcun visto – è un territorio di passaggio per i terroristi. E la Turchia, se vuole, può bloccare i rifugiati che vengono dalla Siria e anche i terroristi.
Come i 10 miliardi regalati a Erdogan fossero pochi, abbiamo ora i signori delle guerra libici che per fermare i migranti del Mediterraneo chiedono all’Ue 20 miliardi.
Ma la cosa delirante è questa: l’Europa e dunque anche noi stiamo pagando veri criminali di guerra che frenano temporaneamente l’invasione dei migranti (per quanto? per un mese?) usando gli stessi criminali che come scafisti li hanno portati da noi fino ad ora.
La nuova linea di opposizione di Minniti, che ha fatto calare del 72% gli sbarchi e che piace a Macron e alla Merkel (grandi applausi) vede migliaia di disperati rinchiusi in fetidi lager libici, dove questi poveretti sono torturati, violentati e impiegati come schiavi.
Ma il massimo è che questi lager sorgono sullo stesso litorale del terminal Eni (italiano) e la milizia libica sfrutta i prigionieri come schiavi al servizio della stessa Eni. Tutto è affidato alla milizia di Ajmed Dabbashi che da anni è nel traffico di esseri umani. E l’Italia manda milioni proprio a questa gente per sospendere (per un mese?) la tratta dei migranti e convertirla (per quanto?) nella tratta degli schiavi.
Si va avanti così fino alle elezioni tedesche. Poi la tregua finirà. Questi disgraziati nessuno li vuole. Ma tutti vogliono il gas e il petrolio che le loro vite pagano. Il generale Haftar ha detto: “Vi risolvo io il problema: datemi 20 miliardi”.
Minniti è stato abile. Ma in Libia ci sono 150.000 migranti. E la Libia non ha un governo regolare. Solo milizie assassine. E allora?

Il miglior articolo sui migranti lo ha scritto Alessandro Robecchi. In genere è un comico ma qui non c’è da ridere per niente.

Nuova linea sui migranti: la pedagogia europea del “sono cazzi vostri” (IFQ)

Bene, riassumiamo le linee etico-strategiche della nuova politica sulla migrazione dall’Africa. Noi non siamo capaci di fare gli hot spot di identificazione in modo decente. O fanno schifo con un cesso per seimila persone, o chi li gestisce ci specula sopra come una specie di schiavista, o c’è un giro di mazzette, o tutte e tre le cose. Quindi il nostro geniale piano è di spostare tutte queste belle cose verso sud, e che se la vedano un po’ loro. Naturalmente non è un servizio gratuito: bisogna dare qualcosa a chi si prende questa briga, la Libia, il Ciad, il Niger. L’abbiamo già fatto con il signor Erdogan, che incassa dei bei soldi per fare da tappo alla migrazione da sud est, dalla Siria in particolare. Certe cronache plaudenti si esaltano per numeri dell’aiuto europeo all’Africa, e alla Libia in particolare: già pronti 170 milioni! Urca! E’ un po’ come dire: mi compro una villa al mare e ho già pronti ventisette euro e mezzo.
Dunque i migranti, i disperati, uomini e donne che attraversano mezzo mondo verso nord nella speranza di mangiare tutti i giorni, o di non essere arrestati dal regime, o di non dover fare il militare a vita come in Eritrea, hanno un buon valore di scambio, diciamo paragonabile a quello del petrolio e delle materie prime. E’ un affare far arrivare il gas in Italia, ed è un affare non far arrivare i migranti.
Naturalmente tutto questo prevede un aggiustamento delle rotte, delle strategie per spostare grandi carichi di persone. Insomma cambia la logistica dello schiavismo, e per ora gli accordi di Parigi sono questo, niente di più: era seccante e costoso vederli morire nel Mediterraneo, ora moriranno nel deserto, potrebbe essere costoso lo stesso, ma almeno non li vediamo e non sentiamo quel disagio di veder crepare la gente sotto casa. Se si espellono dal vocabolario parole come “etica”, “morale” e “umanità”, va tutto benissimo (si attende con ansia la pubblicazione di un vocabolario italiano-Minniti). In ogni caso, sia chiaro, alle vite di quelli che prima morivano o venivano ripescati nel Mare nostrum e che ora rischiano la pelle nel Sahara, non frega niente a nessuno, sono numeri, statistiche, flussi da bloccare. La distinzione tra migranti politici e migranti economici – che a Parigi è stata molto sottolineata – è ormai accettata dalla politica di ogni colore, come se la situazione economica di un paese che non riesce a dar da mangiare ai suoi cittadini, costringendoli a rischiare la vita per scappare da lì, non fosse una questione politica, che scemenza. Insomma, l’Europa mette un tappo – un altro – per difendere i suoi confini da quella clamorosa fake news che si chiama “invasione”, una parola prima rumorosamente inventata dalla destra xenofoba e leghista, poi sdoganata dai media, e ora praticamente diventata verità ufficiale anche se i numeri dicono il contrario. Naturalmente siamo tutti contenti se i cittadini di Sabratha, in Libia, avranno un laboratorio per analisi mediche, ovvio, e se Zwara avrà la sua rete elettrica costruita dall’Europa, benissimo, molto bene. Si segni a verbale, però, che tutto questo sarà (forse, speriamo che le pompe idriche a Kufra vengano fatte con più efficienza delle casette per i terremotati del centro Italia, ecco) costruito sulle spalle di centinaia di migliaia di migranti internati in lager libici, o morti di sete nel deserto, o arrestati prima della partenza. Il piano europeo di Parigi sottolinea anche l’esigenza di “fare opera di pedagogia” (questo l’ha detto Macron), cioè spiegare bene (suggerirei delle slide) a gente che mette in gioco la sua vita, che fa viaggi di anni, che viene picchiata, incarcerata, derubata, violentata e torturata ad ogni tappa, che qui non li vogliamo. Una pedagogia del “sono cazzi vostri”, insomma, salutata come una grande vittoria europea sul fronte dell’”emergenza immigrazione”. Amen.

RENZI VARA IL REDDITO DI INCLUSIONE
L’Italia è rimasta sola in Europa a non avere un reddito minimo garantito. E questo avviene mentre l’altro Paese che ne era privo insieme a noi, la Grecia, sta provvedendo
Dal 1° gennaio dovrebbe iniziare il reddito di inclusione, proposta di Renzi per i più poveri: un assegno mensile da 190 a 485 €. Riguarderà 660mila famiglie, cioè 1,8 milione di poveri assoluti. Si va da un minimo di 190 € al mese per i singoli fino a un massimo di 485 per famiglie di 5 o più persone. E’ per le famiglie con un Isee non superiore ai 6mila €, un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 20 mila € e un patrimonio mobiliare massimo tra i 6 mila e i 10 mila €. Prime le famiglie con figli minorenni o disabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55. Non potrà averlo chi ha veicoli immatricolati negli ultimi 24 mesi.
Possono richiederla i cittadini italiani, i comunitari e gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno. Prevede alcuni obblighi (ricerca impiego, formazione, frequenza scolastica per i minori). La cifra prevista è di 1,8 miliardi, a cui si aggiungono le risorse del PON, Programma Operativo Nazionale, cofinanziato dall’Ue, (1 miliardo fino al 2022).
I due miliardi Rei basteranno a malapena per 1,8 milioni di persone a fronte dei 4,7 milioni di poveri assoluti
Per gli esperti il REI è palliativo ma non risolutivo. Poche risorse e impostazione sbagliata. Servirebbero almeno 7 miliardi, ne mancano 5 ma difficilmente il Governo riuscirà a trovarli, vista la scarsità di risorse a disposizione.

Il REI ha poco a che fare col “reddito minimo garantito” del M5S che costerebbe 20 miliardi. Lo critica l’ex titolare del Lavoro nel Governo Letta, Enrico Giovannini, che aveva proposto il SIA, trovandogli molte carenze. Basta vedere le somme stanziate per capire la differenza tra Italia e resto d’Europa:
In Olanda, grazie al Participation Act un giovane single senza lavoro può ottenere un contributo di 980 €, una coppia 1500. Lo stesso discorso in Francia, Revenu de solidarité active, grazie a cui un giovane può ottenere anche 500 € (in Germania 400) mentre una coppia avrebbe diritto senza difficoltà a più di mille. Poi, negli altri Paesi – e con il Sia quando era in vigore – non è previsto un aiuto e basta ma le persone sono aiutate a entrare nel mondo del lavoro per superare la soglia minima di povertà. L’intervento viene diversificato nucleo per nucleo in modo da coprire il gap tra il reddito percepito e la soglia minima. Il Rei invece ha cifre fisse. Es.: se una famiglia di 2 persone, con una soglia di povertà fissata a 1000 €, ne guadagna 400, con il Rei riceve una cifra di poco superiore ai 200, ma, arrivando a 600 euro il nucleo familiare non raggiunge la soglia di povertà.
Il problema, quindi, non viene risolto. I beneficiari resteranno poveri assoluti. E, se il componente di una famiglia perde il lavoro, frenerà i consumi. Se invece lo Stato gli garantisce di raggiungere comunque un certo livello di reddito in attesa che diventi autosufficiente, non li frenerà.
La misura è molto scarsa e non è inserita in una ristrutturazione dello stato sociale, visto che il welfare italiano è molto meno redistributivo di quello di Paesi più efficienti. Poi il REI non considera il diverso costo della vita a nord rispetto al sud.

Giuseppe Allegri, sociologo e esperto di reddito minimo garantito, boccia il REI.
La nuova legge sui poveri abbraccia pochi cittadini, rispetto al numero di coloro che sono in povertà assoluta: un milione e 800mila rispetto ai 4,7 milioni e mezzo in difficoltà estrema. Anche le modalità per poter accedere al fondo sono così “ridotte” che risulta ancora una volta evidente come si vada verso l’assistenza fine a se stessa. Confrontano con quanto avviene nel resto d’Europa ci rendiamo conto di quanto siamo indietro In Italia ai spende soltanto lo 0,61% del Pil per il contrasto alla disoccupazione, contro una media europea del 2,2%. Allarmante è il tasso di copertura dei giovani disoccupati (sotto i 25 anni di età): 0,65% contro 57% di Gran Bretagna, 53% di Danimarca e 51% del Belgio.
C’è poi il problema della mancanza di una pensione che angustia tutti. Per i destinatari della pensione calcolata con il sistema contributivo, in pratica gli assunti dal 1996 in poi, non c’è neppure più la pensione minima o l’integrazione al minimo.

Giuseppe Barone
La burocrazia è la madre della corruzione, con i cavilli che fanno da padre.
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Lillo Sorrentino
In tutta questa vicenda, abbiamo scoperto che: la sindaca Virginia Raggi, ha le deleghe del comando di; Polizia, Questura, Prefettura, Ministero degli Interni, ONG per l’accoglienza, gas, luce e acqua. Non è una sindaca, è l’imperatrice del mondo. Trump? Un dilettante. Come dicono a Roma, mecojoini.
.
M5S
Se vogliamo sbarchi zero dobbiamo subito:
1) stracciare il Regolamento di Dublino
2) sanzioni pesanti verso i Paesi che si rifiutano di ricollocare i migranti arrivati in Italia
3) se una nave che batte bandiera tedesca salva dei migranti in mare, la gestione della domanda di asilo deve essere affidata a questo Paese.
4) la presenza della polizia nelle navi delle ONG presenti nel Mar Mediterraneo.
5) vie legali di accesso per contrastare la criminalità organizzata.
6) un investimento serio per rimuovere le cause dell’immigrazione e non soldi ai dittatorelli africani o alle multinazionali occidentali che sfruttano le risorse impoverendo ancora di più i cittadini.
7) embargo di armi verso quei Paesi che fomentano guerre civili. L’Italia è da anni saldamente nella top ten dei Paesi produttori di armi del mondo, che vengono vendute ai Paesi in guerra, soprattutto in Africa e nel Medio Oriente.

AUMENTA L’EVASIONE, DIMINUISCONO I CONTROLLI
Ci fanno sapere che noi italiani siamo i maggiori evasori fiscali d’Europa. Solo per l’Iva abbiamo battuto ogni record con una evasione occultata aumentata del 300 %.
La Guardia di Finanza ha scoperto 3,5 miliardi di euro in nero. In crescita anche i casi di evasione fiscale internazionale: 339 (67% in più rispetto ai primi 5 mesi del 2016), tra fittizie residenze, occultamento di patrimoni e disponibilità all’estero più altre ‘manovre’, compiute al solo fine di portare oltreconfine i redditi realizzati in Italia, mentre di scovare a tassare i fondi neri all’estero non se ne parla nemmeno. Sempre nei primi 5 mesi del 2017 è cresciuto del 54% il numero dei datori di lavoro che fanno fare lavori in nero, i reati fiscali sono aumentati del 27% e gli evasori totali scoperti del 12%.
Crescono del 198% solo nei primi 5 mesi dell’anno i sequestri a soggetti mafiosi, con un valore che, dai 97,5 milioni di euro del 2016, ha raggiunto nel 2017 ben 290 milioni, ma giudici compiacenti stentano a dare la qualifica di mafioso a cricche di crimine organizzato, così da evitare loro sia il 41 bis che il sequestro dei beni, mentre io, personalmente, il sequestro dei beni lo imporrei a tutti i ladri, specie se della politica o della pubblica amministrazione.
L’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro.
Penso a quella sciagurata della Fedeli che vuole il liceo più breve di un anno per risparmiare un misero miliardo. Penso alle macerie delle zone terremotate che non sono state ancora tolte dopo un anno. Penso alle scuole italiane che cadono a pezzi e hanno ancora tetti all’amianto. Penso a quanti devono aspettare sei mesi per i tagli alla sanità per sapere se hanno un cancro. Penso al sud che ha il 58,7% di giovani disoccupati per cui non esiste alcun piano di investimenti. Penso alle migliaia di migranti a cui abbiamo dato un diritto di asilo monco di alloggio e di possibilità di sopravvivenza. Penso agli italiani poveri che frugano nei cassonetti. E vedo quante cose si potrebbero fare con quei 110 miliardi di euro.
E accanto a queste notizie poco allegre, eccome un’altra che è paradossale rispetto a loro: le indagini finanziarie sono in netto calo:
Nel 2012 gli accertamenti furono 11.872,
nel 2015 furono 5.426
nel 2016 furono 2.773
Se prima erano stati recuperati euro 1 miliardo e 200 milioni, dopo si era calati a 178 milioni.
Cos’è successo col Governo di Renzi? Hanno avuto l’ordine di non fare più indagini finanziarie? Di lasciare in pace chi evade e delinque? Non bastavano 120 reati depenalizzati e prescrizioni più brevi? Non bastava un milione e 100.000 processi mozzati prima della sentenza?
E a fronte di tutto ciò si preannunciano altri aumenti di tasse e altri tagli nello stato sociale. Ma stiamo marciando solo verso il peggio?

POLITICA. UNA PIRAMIDE DA ROVESCIARE
Paolo De Gregorio

E’ora di prendere atto che la politica come la conosciamo oggi non assomiglia minimamente alla democrazia, nel senso etimologico del termine, ma rappresenta manifestamente il potere quasi assoluto delle oligarchie economiche, che possiedono tutti i mezzi (TV, giornali, banche, supermercati) per orientare la popolazione verso consumi, mode, ideologie, valori, capaci di ottenere il consenso elettorale, senza un contropotere effettivo capace di opporsi.
Oggi che destra e sinistra sono diventate indistinguibili tra loro e tutti i vecchi partiti sono sputtanati da dirigenti inquisiti, corrotti, ladri, voltagabbana, incapaci, ignoranti, collusi con le mafie da cui ricevono voti, il primato della politica non esiste più. E’ completamente screditata, non ha programmi per il futuro, è stata travolta dalla globalizzazione, paralizzata dall’enorme debito pubblico che continua ad aumentare (2.281 miliardi di euro –rilevazione Banca d’Italia del 30 giugno 2017-) e con esso gli interessi da pagare, trova soldi per salvare istituti di credito in bancarotta e per acquistare bombardieri, ma non trova una via d’uscita per bloccare l’invasione della immigrazione clandestina, che la nostra economia non può più assorbire visto che il nostro settore manifatturiero è fallito o delocalizzato dove la manodopera costa meno.
Un punto fermo da mettere, per ragionare seriamente di democrazia, è che questo potere politico, che non è in grado di influire sullo sviluppo economico, è un cavallo azzoppato e non può risolvere nessun problema, comandano i capitalisti, le banche, le mafie, le cooperative, la massoneria, i proprietari dei media.
E se una forza politica qualsiasi va al potere senza avere il controllo sulla economia, sulla riconversione energetica, sull’autonomia alimentare, sulla ricerca tecnologica e farmaceutica, senza una banca di Stato in grado di finanziare progetti per far restare i nostri migliori cervelli, che oggi emigrano verso le economie più forti e non tornano più, ecco che la globalizzazione economica, con tutti i suoi effetti devastanti, è diventata la sede del vero potere e ha espropriato la politica di ogni funzione.
Ecco perché è urgente ridefinire i poteri della politica e cercare di capire come uscire dalla subalternità alla economia, a cominciare da un totale ricambio della classe politica (la famosa casta), da affidare al giudizio dei cittadini con una legge elettorale, finalmente costituzionale, che consenta ai cittadini, e non alle segreterie di partito, la scelta dei candidati in tutte le fasi necessarie a questa operazione.
Ma la cosa più importante è quella di far pendere la bilancia del potere politico verso i cittadini, cominciando dai comitati di quartiere, che devono far emergere persone conosciute, stimate, oneste, capaci di iniziative volte a portare all’attenzione del sindaco i problemi dei cittadini del proprio territorio. E sono proprio i sindaci, eletti direttamente dai cittadini con una buona legge a doppio turno, a cui devono essere affidati molti più poteri di quelli attuali, con percorsi burocratici ridotti al minimo, ma soprattutto monitorati, fatti decadere e commissariati dalla Corte dei Conti se vanno fuori dalla parità di bilancio.
Ma se ci si vuole avvicinare ad una democrazia autentica sono molte le regole da cambiare o da introdurre, alcune delle quali toccano la Costituzione, anche se in punti marginali senza stravolgere l’impianto fondamentale.
Ciò di cui sente più la mancanza la cittadinanza attiva e partecipe è l’istituzione del Referendum propositivo, ossia una proposta di legge, con il previo consenso della Corte Costituzionale, tema su cui chiedere la firma di almeno cinquecentomila italiani (quindi non facilmente raggiungibile), senza quorum che premia solo i disfattisti, i rassegnati e i menefreghisti, per rivoltare la piramide del potere, dando ai cittadini la dignità e la forza di diventare legislatori.
Un privilegio assolutamente da abolire è quello della immunità parlamentare, sui reati comuni, che costringe i giudici ad attendere il voto in aula, calpestando il principio che tutti devono essere uguali di fronte alla legge, dando ai parlamentari di trattare sottobanco reciproci favori tipici di un regime.
Un altro obbrobrio che discredita l’attività parlamentar, è la presenza del “voto segreto”, che espropria gli elettori (il cosiddetto popolo sovrano) dal dare un giudizio sul proprio parlamentare o sul partito di appartenenza, consentendo anche in questo caso i più squallidi inciuci.
E che dire della possibilità durante la legislatura di passare da un partito all’altro (fenomeno di compravendita che attualmente riguarda centinaia di parlamentari), mentre ci dovrebbe essere una regola rigidissima, automatica, che impedisce durante la legislatura il passaggio ad altro partito, e chi si dimette deve far posto al primo dei non eletti del suo collegio, stroncando così manovre di soldi, di infiltrati, e rispettando la volontà degli elettori che deve prevalere su quella del singolo.
Visto che tutti parlano male dei politicanti di professione, che dopo troppi anni di potere diventano Casta inamovibile costruendo nel tempo clientele, favoritismi, sistemando amici e parenti, impedendo il ricambio generazionale, perché nessuno chiede (eccetto il M5stelle) di fermare a due (come per i presidenti americani) le legislature possibili e poi scatta l’ineleggibilità?
E veniamo alla RAI, quel baraccone da circo dove è avvenuto il miracolo di trasformare un SERVIZIO PUBBLICO, pagato dai cittadini, in SERVIZIO PRIVATO dei partiti politici, nonché ufficio di collocamento di amici degli amici, amanti, parenti, garantendo la più squallida disinformazione e sudditanza ai potenti di turno, fabbricatori del pensiero unico ormai dominante, in un paese dove governo e opposizione sono ormai indistinguibili.
Quale esagerata abitudine alla menzogna ci vuole per definire democratico un sistema della comunicazione televisiva che per tre quarti è privato e per il resto è in mano ai vecchi partiti, che hanno spolpato l’Italia e sono responsabili dello stratosferico debito pubblico?
Per avere un autentico “servizio pubblico”, l’unica strada è quella di dichiarare che la RAI è una public company, i cui azionisti sono i cittadini che pagano il canone, che ogni 5 anni, insieme alle elezioni politiche, votano il Presidente, con tutti i poteri, tra candidati indipendenti da economia, politica, religioni, per dirigere una azienda senza pubblicità e senza appalti esterni, con l’obiettivo del pareggio di bilancio e di informare gli italiani su come vanno veramente le cose. Una Gabanelli presidente RAI è il mio sogno erotico ricorrente.
Dare più poteri reali ai cittadini, a cominciare da una buona legge elettorale (tipo quella in vigore per eleggere i sindaci) è la strada per uscire dal regime partitocratico e dal prevalere della economia finanziaria e industriale sulla politica.
Oggi vi è un movimento politico organizzato, odiatissimo da destra e sinistra proprio perché chiede più potere per i cittadini e la fine dei privilegi di casta, e pratica al suo interno, con gli iscritti registrati, il voto online su ogni decisione importante da prendere.
Forse è il caso di approfittare dell’occasione per ribaltare la piramide del potere e, tenendo conto che con la vecchia politica non si fanno accordi, di voti ce ne vogliono tanti, ma senza una maggioranza piena non si esce dal ruolo di sudditi.

SGOMBERI A ROMA, L’ACCOGLIENZA E ALTRE PAROLE A VANVERA
Gianluigi Paragone

Ho letto che il Viminale vuole una stretta sulle regole riguardanti le procedure di sgombero. E quindi l’esecuzione di una qualunque ordinanza va subordinata a tre requisiti, tra cui l’individuazione di strutture in grado di accogliere le famiglie occupanti che hanno diritto a una casa e la presenza sul territorio di ospedali che si facciano carico delle persone malate. Questa cosa è la conferma che, tra i governanti, la destra non sa ciò che fa la sinistra. Sono anni che, in nome della tenuta dei bilanci pubblici e delle regole “pareggistiche”, si tagliano ospedali, reparti, posti letto, personale vario (i recenti fatti di cronaca dovrebbero consigliare al ministro Minniti di acquisire qualche informazione), e adesso esce fuori che servono le strutture pubbliche anche per far fronte al complicato tema dell’accoglienza. Sono anni che la forbice si abbatte sul welfare. E ora ci vengono a dire che uno sgombero si farà se vi saranno case e posti letto in ospedale. Semplicemente ridicolo.
Il welfare presuppone due condizioni: spesa pubblica responsabile e legalità. In Italia si va avanti o con l’emergenza o con il pietismo smerciato per solidarietà. Dietro le occupazioni, ci sono racket illegali, ci sono mondi paralleli, c’è un business schifoso e redditizio. Di contro, dietro la mancanza di casa c’è la sacrosanta rivendicazione ad avere alloggi popolari, con graduatorie serie e dove gli italiani non siano penalizzati perché i requisiti sono spesso compilati per favorire gli stranieri (e mettersi a posto con la coscienza e con la stampa amica). Ho sempre detto e scritto che la sfida dell’accoglienza si vince solo se la spesa pubblica è una priorità programmatica, perché non deve creare sfide tra ultimi e penultimi. Cum grano salis, l’accoglienza va pensata come questione politica e non metapolitica, la globalizzazione sta generando l’equivoco della liquidità sociale salvifica per opera dello spirito santo. Non è così, chi usa le leve della solidarietà e della pietas mente.
Due esempi
1. Il primo. Chi a sinistra plaude a papa Francesco per le sue parole a favore dello ius soli potrebbe tranquillamente far approvare la legge, invece di compiere un passo indietro per paura di perdere le elezioni, così come in questi anni avrebbe potuto abrogare la Bossi-Fini, che invece è legge dello Stato.
2. Il secondo esempio. Il cosiddetto “fronte dei buoni” risponda a questa domanda: il rientro dell’ambasciatore in Egitto serve per avere una sponda amica con l’altro governo libico e fermare il flusso di migranti? Detto in altre parole, abbiamo barattato la verità su Giulio Regeni per avere dei numeri migliori sugli sbarchi da ribattere a Matteo Salvini e Luigi Di Maio alla prossima campagna elettorale?
Torniamo agli sgomberi a norma di legge. Il welfare, dicevamo, dev’essere nella legalità e questo significa innanzitutto che chi fa la cresta sulla spesa pubblica deve andare in galera sul serio; poi, che non bisogna aspettare anni per dipanare i grovigli. Basta con questi governanti, politicanti, prefetti (dare più potere a queste figure impregnate di senso burocratico è inutile. Zero funzioni vere, solo funzioni di rappresentanza) e dirigenti pubblici rintanati nelle loro stanze. Vadano a vedere. Vadano a controllare. Non da turisti ma da veri rappresentanti dei poteri e delle funzioni che esercitano. E, se hanno paura, cominceranno a comprendere cosa significa vivere nel Paese reale e non in quello delle belle favole.

APPLAUSI RIDICOLI A GENTILONI
Se la situazione non fosse tragica sarebbe comica. I capi europei, con la Merkel in testa, applaudono Gentiloni ‘in pubblico e in privato’ (ma va?) per il suo comportamento sui migranti. Non si sognano nemmeno di stracciare il perfido Tryton con cui Renzi ‘offre’ le coste italiane come ‘unico’ approdo europeo a mezza Africa. Non ci offrono soldi da dare ai capi libici per impedire gli imbarchi. Non ci pensano neanche ad accettare un discorso di quote per prendersi in carico parte dei migranti. Ma ci applaudono perché siamo così bischeri da alleggerirgli il problema e da prendercelo sulle spalle noi soli. Oltre al danno le beffa!!! E i nostri cari tg fanno apparire la cosa come un gran merito dell’Italia di intelligenza e abilità politica. L’abilità politica c’è quando uno i problemi se li scarica, non quando se li carica tutti lui scaricandone gli altri. Quello si chiama essere servo di tutti e no contare un piffero per nessuno.
Ma certo diamogli ancora il voto a Renzi, così fa un altro bel patto tanto per dare qualche altro regalino agli elettori e così magari oltre alle coste apre anche i confini a nord per prendersi anche i migranti respinti dagli altri Paesi d’Europa!!!

DATE AI MIGRANTI LE CASE SEQUESTRATE ALLA MAFIA
Minniti ha detto che i migranti saranno messi nelle case e nei palazzi sequestrati alla mafia. Ma ci vuole prendere in giro o cosa? Dal 1982 a oggi sono stati sequestrati e confiscati 27mila beni. l primo a capire l’importanza del sequestro dei beni ai mafiosi è stato il politico e sindacalista italiano Pio La Torre, ucciso da Cosa Nostra a Palermo il 30 aprile 1982. La legge Rognoni-La Torre dispone cosa fare di ville, castelli, alberghi, cliniche, supermercati, stabilimenti balneari, auto di lusso, insomma tutti i beni di origine illecita sottratti al circuito economico dell’organizzazione criminale. Parliamo di un patrimonio di 25 miliardi.
Di questi 27.000 immobili lo Stato ne ha presi solo 11.000.
E gli altri?
Chi viene indagato per mafia può essere destinatario di un provvedimento di sequestro, misura cautelare attraverso la quale i beni sono sottratti dalla disponibilità del soggetto. Dopo il sequestro, i beni vengono affidati a un amministratore giudiziario che li gestisce sotto la direzione del giudice.
L’amministratore cura i beni fino alla sentenza che stabilisce la revoca del sequestro (e quindi di restituzione dei beni) o la confisca di primo grado. Da questo provvedimento e fino alla destinazione finale del bene – passando attraverso la confisca definitiva – la gestione passa invece all’Anbsc.Secondo i dati diffusi a marzo 2017 dall’Anbsc, gli immobili confiscati alle mafie e destinati nel 2016 sono stati 1.098. Nel 2015 erano 1.731 e nel 2014 appena 627 (una miseria!). Per quanto riguarda invece i beni mobili, nel 2016 ne sono stati destinati 662 contro i 398 del 2015. Ci sono solo 100 persone che dovrebbero distribuire questi beni sequestrati. I dati di Anbsc dicono che nel 2016 l’87 % degli immobili è stato trasferito ai comuni. Il 64 % è stato assegnato a scopi sociali e il 23 % a fini istituzionali. Ma una burocrazia perversa rende lunghissimi i procedimenti. E spesso accade che questi beni tornino in mano alle famiglie mafiose che li riprende per due soldi. Bisognerebbe potenziare l’ente ed accorciare i tempi, ma da settembre 2016 la proposta di legge per la riforma del codice antimafia è ferma all’esame della commissione Giustizia del Senato, è tutto bloccato per la mancanza di un compromesso tra il ministero dell’Interno e quello della Giustizia. In più accade che parte degli stessi amministratori giudiziari sono risultati collusi con la mafia. Poi ci sono i casi come quello di mafia capitale a cui i giudici hanno deciso di scartare la qualifica di ‘mafia’, di conseguenza lo Stato non può disporre il sequestro di beni dei condannati.
Davvero questo è un bel Paese!

L’EVIRAZIONE A CHI?
Quando in un Paese un milione e 100.000 processi sono andati in prescrizione, non si punisce nessuno col carcere fino a 5 anni di pena e Renzi depenalizza 120 reati gravissimi, chi chiede l’evirazione per chi stupra è sommamente demenziale perché dimostra di non capire nemmeno a che livello di distruzione dello Stato di diritto siamo arrivati in Italia. I politici, a forza di fare leggi per difendere se stessi e restare impuniti, hanno polverizzato la Giustizia in Italia, per cui le urla sconnesse dei razzisti o di chi vocia per avere subito giudizi sommari di pura invenzione viscerale risultano oltremodo infantili e stomachevoli. La lotta politica non si fa contro chi delinque ma contro chi ha distrutto le leggi affinché non punissero coloro che delinquono.

BUROCRAZIA
Sento avanzare tante proposte intelligenti e sensate per far avanzare la democrazia in Italia e portare il nostro Paese a livelli di civiltà e giustizia.
Solo di una cosa non sento parlare mai.
Come si può fare per impedire che i migliori propositi e le migliori leggi e i migliori piani di salvezza e di sviluppo non affondino inesorabilmente in quel pantano di sabbie mobili vischioso e immobilizzante che è la burocrazia italiana, un vero idra tentacolare del rallentamento e della morte per inedia in cui si perdono e muoiono tutti gli uffici, i livelli, i settori, le quisquilie e le pinzillacchere di ogni esistente italiano?
Persino Max Weber diceva che la burocrazia era la struttura sociale più inutile, pesante e difficile da distruggere. Si ramifica come una sottilissima e tenacissima rete di dendriti capillari e invisibili. E’ la scienza dell’intercapedine. E’ un meccanismo gigantesco impossibile da sconfiggere. Vorace come una tenia. Potente come uno squalo. Inutile come la morte. E’ più forte della legge. Se ne sbatte di ogni buon senso. Calpesta ogni civiltà. Il suo scopo è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile. E in quel ventre molle e lassista che è la burocrazia, il burocrate è, nella massa del popolo italiano, l’essere più ributtante, antiumano, ottuso, antidemocratico e incivile che ci sia.
Nell’ultimo terremoto gli italiani regalarono 33 milioni ai superstiti. Qualcuno mi sa dire, in basso o in alto non conta, dove cavolo sono andati a finire?

LA CURA DELLE BCE AMMAZZA L’EUROPA
Non c’è bisogno di essere un economista per sapere che, se la cura ammazza il malato, la cura è sbagliata. La cura della Bce sta ammazzando i malati d’Europa: Grecia, Portogallo, Spagna, Italia…
Non lo dico io. Lo dicono i dati. Dicono che da noi la disoccupazione è salita fino all’11,3%, ma per i giovani al 37% e nel sud al 53%; una donna su 2 è senza lavoro, un giovane su 3 è senza lavoro.Tutte le maggiori imprese italiane sono state cedute agli stranieri. Chi sopravvive delocalizza. Una catastrofe.
Nei primi 6 mesi di quest’anno sono fallite 20.000 imprese.
Negli ultimi 6 anni sono uscite dal mercato 100.000 imprese.
Abbiamo perso tutte le firme che rendevano famosa l’Italia: i gioielli di Buccellati, il Brunello di Montalcino, la Peroni, l’editrice Giochi, Pininfarina, Grom, Italcementi, il 50% di Benetton, la Pirelli, i Frecciarossa, il Bologna calcio, Indesit, Krizia, Poltrona Frau, Telecom, Pernigotti..
Se proviamo a curare questo malato col veleno dei licenziamenti facili e della distruzione delle tutele del lavoro, nell’assenza totale di investimenti pubblici, la disoccupazione farà un altro balzo in avanti. I giovani e le donne saranno di nuovo quelli che pagano di più. La povertà e la disperazione aumenteranno ancora, i consumi scenderanno ancora. Così invece che la crescita avremo solo recessione.
Il Paese è in mano a un segaossi, applaudito da una banda di decerebrati, che credono alle balle di Poletti e alla ripresina fasulla di Padoan, ma purtroppo i mercati sanno benissimo come vanno le cose. Chi di dovere dovrebbe preoccuparsi di qualcosa di più della conservazione della propria poltrona e dei propri privilegi perché qui, con queste cure, il paziente muore.

SI RISPARMIA UN MILIARDO SULLA SCUOLA
La ridicola ministra Fedeli che era già consenziente con la Lorenzin sui 12 (in realtà 14) vaccini per arricchire di qualche miliardo le multinazionali del farmaco, con multe esagerate e la sospensione della patria potestà o la cacciata da scuola, è ora a favore della riduzione degli anni delle superiori da 5 a 4. Il fatto è che, riducendo di un anno le superiori, il governo risparmierebbe un miliardo, il che, visto il livello di corruzione politica che fa sembrare il carrozzone pubblico un colino bucato, è del tutto grottesco.
Vedete bene a che livello di bassezza è questo governo renziota: per risparmiare un miliardo, tagliano sulla scuola italiana, indeboliscono la preparazione dei giovani e li mandano un anno prima a fare i disoccupati.
Un solo F35 (per di più non funzionante) costava al nostro paese ben 130 milioni di euro. Ma i prezzi sono raddoppiati. Bastava stornare una decina di caccia portatori di bombe atomiche e il risparmio era assicurato.
Siamo entrati in guerra in Siria. E’ lì che vorremmo sganciare queste bombe atomiche comprate ovviamente degli Stati uniti?
Ma questi scellerati non se ne andranno mai?

VINCERE
Alessandra Daniele
Quando la rabbia popolare contro le classi dirigenti non può più essere sedata o repressa, allora bisogna deviarla.
L’establishment adopera quindi la propaganda per reindirizzare la rabbia popolare verso un capro espiatorio, di solito una categoria di emarginati o discriminati che sono già percepiti con ostilità e diffidenza.
Il popolo ci casca sempre.
Non tutto naturalmente, ma una sufficiente maggioranza.
Perché è più facile, più sicuro odiare i mendicanti che sfidare i miliardari.
Un vero partito d’opposizione al sistema, come al Movimento 5 Stelle piace rappresentarsi, dovrebbe denunciare questa manovra, non approfittarne per ramazzare voti.
Un partito che millanta la vocazione salvifica alla verità dovrebbe smascherare questa manipolazione mediatica, non parteciparvi unendosi al coro.
A Grillo però non interessa la coerenza.
Interessa vincere.
Oggi si vince a destra.
L’ennesima disfatta del pur reazionario centrismo renziano ad opera del rianimato Polo delle Libertà lo dimostra.
C’è una netta deriva fascista in atto, e non è certo casuale. È quella la direzione nella quale la propaganda sta di fatto spingendo le masse esasperate.
La Lega di Salvini è un partito inequivocabilmente fascista.
Salvini è inequivocabilmente il vincitore di questa tornata elettorale.
Berlusconi lo detesta e lo disprezza. Con le sue felpe sudate, il suo populismo ringhioso, e i suoi mantra ossessivi, Salvini è il genere di persona che l’ex cavaliere se potesse non farebbe nemmeno avvicinare alle sue ville, facendogli sparare a vista dai suoi gorilla.
Berlusconi però vuole vincere.
Quindi è disposto anche a promettergli un ministero a sua scelta se accetterà di riesumare l’alleanza con Forza Italia, anziché passare a quella con Grillo.
Berlusconi non ha mai avuto problemi a governare coi fascisti quando gli è servito.
Poi è passato a sostenere i governi Monti, Letta, e indirettamente Renzi.
Berlusconi è onnivoro.
Intanto Renzi, nel disperato tentativo di recuperare qualche voto alla sua sinistra, finge interesse per i puffi di Pisapia, sperando che dopo aver tentato di svendere la Costituzione antifascista col Sì al referendum, adesso siano pronti a svendere anche tutti i valori di sinistra che millantano di sostenere, in cambio d’un sottosegretariato nel prossimo eventuale governo Cazzaro.
Perché Matteo Renzi vuole vincere.
Sarebbe ancora disposto ad affondare il terzo governo consecutivo, e schiantare per l’ennesima volta il suo partito contro un muro pur di provarci, perché la sua vittoria personale è l’unica cosa che conti per lui.
Che è un perdente.
Tutti vogliono vincere a tutti i costi.
E i costi comunque li pagheremo noi.

IL PARTITO DELLA NAZIONE
Alessandra Daniele
Le recenti iniziative del governo hanno provocato il ritiro delle principali ONG dall’attività di soccorso nello Stretto di Sicilia – la conduttrice si rivolge al deputato PD – Come rispondete alle accuse d’aver messo in secondo piano le esigenze umanitarie?
– Salvare le vite in pericolo per noi rimane una priorità. Il codice che abbiamo chiesto di sottoscrivere alle ONG non è stato concepito per ostacolare questo loro compito fondamentale, ma per agevolarlo.
La conduttrice si gira verso il megaschermo.
– Sentiamo adesso il nostro ospite della Lega in collegamento…
Il deputato PD la ferma.
– Aspetti, non è necessario – dà un pugno sul tavolo – Basta invasione! Gli italiani sono stufi dei loschi traffici delle ONG complici degli scafisti! Che si ritirino tutte, chiudiamo i porti, rispediamole a casa loro!
La conduttrice lo guarda perplessa. Poi passa alla seconda domanda.
– Lo Ius Soli sembra essersi arenato in Parlamento. Sarà approvato in tempo entro la fine della legislatura?
– Lo Ius Soli è una battaglia di civiltà. Chi nasce, cresce, e studia in Italia ha diritto d’essere italiano a tutti gli effetti. L’approvazione della legge sulla cittadinanza sarà una nostra priorità.
La conduttrice fa per voltarsi.
– Come risponde la Lega…
Il deputato PD le afferra il polso e la blocca.
– Lo Ius Soli è morto. Sarebbe un regalo agli scafisti, un’esca per nuove ondate di clandestini, delinquenti, stupratori. La cittadinanza italiana è un privilegio che non può essere regalato, bisogna guadagnarselo. Basta con la sostituzione etnica degli italiani purosangue!
La conduttrice sgrana gli occhi.
– Scusi, ma lei oggi sta affermando tutto e il contrario di tutto.
Il deputato annuisce.
– Esatto. Il PD è un partito veramente democratico che contiene tutte le posizioni politiche, anche all’interno della stessa persona. Un partito moderato, estremista, liberale, sovranista, popolare, europeista, nazionale, socialista. Nessun altro partito è necessario. Né a destra, né a sinistra. Né al governo, né all’opposizione. Anche il Vaticano s’è allineato – sorride – Dio è con noi.
– Quindi la vostra posizione sugli immigrati…
– Gli immigrati sono una minaccia, una risorsa per il Paese, pagheranno le nostre pensioni, ma poi ce le scipperanno. Vanno accolti, respinti, integrati ma a casa loro. Sono un’emergenza epocale che durerà un secolo, ma possiamo risolverla in una settimana, perché solo il PD ha gli occhi prismatici per vederla da tutti i punti di vista contemporaneamente.
– Ma quali saranno le soluzioni prese nel concreto?
– Quelle più utili al Paese, naturalmente – Stringe il polso della conduttrice, fissando lo sguardo all’infinito – la Sacra Nazione Italica regina dei mari e delle colonie tripolitane.

TERMINAL
Alessandra Daniele
Sbaglia chi accusa Macron di scarso europeismo perché tratta l’Italia a pesci in faccia. Macron è ancora europeista, solo che non considera l’Italia parte dell’Europa, la fortezza carolingia della quale è impegnato a difendere gli interessi commerciali e coloniali.
E non è certo il solo.
“Fuori dall’Europa”. Cosa prometteranno adesso i nostri abbronzati demagoghi? Siamo già fuori dall’Europa.
Dopo più d’un ventennio di sanguinosi sacrifici, imposti sempre agli stessi lavoratori dalle stesse classi dirigenti in nome dell’europeismo, siamo fuori dall’Europa che conta qualcosa, e ci resteremo per sempre.
Allo Château Macron-Merkel serviamo ancora solo come buttafuori.
Il buttafuori che sta fuori.
Questo compito infame e meschino è l’approdo terminale della stirpe italica: stare sulla soglia del terminal a respingere quelli che i nostri padroni ritengono indegni d’essere ammessi al loro servizio.
Renzi, Salvini, Di Maio, il coro è unanime: “Anneghiamoli a casa loro“.
Siamo i nuovi Gheddafi.
Cosa ci fa credere che alla fine non subiremo la stessa sorte?
Che negando la salvezza agli altri compreremo la nostra?
Per tutta la nostra Storia, per quanto la situazione potesse sembrare disperata, ci siamo sempre illusi che all’ultimo minuto l’avremmo fatta franca. L’Arca non sarebbe partita senza di noi.
E invece sta succedendo.
Chi ci salverà stavolta, Michelangelo, Buffon, Sophia Loren, Sorrentino?
Di certo non Renzi, che non è più in grado di salvare neanche se stesso.
Come i replicanti sintetici a sviluppo accelerato di Blade Runner, il Cazzaro è invecchiato alla stessa velocità alla quale era cresciuto. Adesso è politicamente più vecchio di Berlusconi, e ogni suo tentativo di recuperare il controllo non fa altro che accelerare la decomposizione della sua leadership e del suo partito, che ogni giorno perde un brandello putrefatto.
Per citare Blade Runner: “I topi abbandonano la nave che affonda. E poi la nave affonda”.
Che fine faremo?
Se dalle prossime elezioni non uscirà una maggioranza accettabile per le élite, il paese sarà definitivamente commissariato.
L’Italia sarà divisa in una good company, che comprenderà le bellezze naturali e artistiche, e una bad company, della quale faranno parte gli italiani.
La good company sarà venduta per un euro. La bad company sarà smantellata.

INVASIONE
Alessandra Daniele
La donna anziana apre lentamente la porta, lasciandola socchiusa.
– Signora, lei è italiana? – Chiede l’uomo. La donna annuisce. L’uomo spinge la porta e irrompe nell’appartamento, seguito da un cameraman.
– Mentre il governo spreca miliardi per mantenere gli immigrati clandestini nel lusso più sfrenato – proclama – ecco in che condizioni sono costretti a vivere i pensionati italiani – fa segno al cameraman di girare una panoramica della stanza – Questo è un tugurio, un vero porcile.
– Ma come si permette?
– No signora, lei non si deve vergognare, è lo Stato che si deve vergognare. Sa che ogni immigrato clandestino costa agli italiani 35 mila euro al giorno?
– 35… mila?
– Albergo a 5 stelle, cucina gourmet, televisione satellitare, idromassaggio… sa che il Corano a chi sbarca in Italia promette anche 77 vergini?
– Quello delle vergini non era il paradiso?
– L’Italia è il paradiso dei musulmani clandestini. Sa che lo usano anche per reclutare i kamikaze?
– Ma se si trovano così bene in Italia perché dovrebbero voler fare i kamikaze?
L’uomo allarga le braccia.
– Signora, ma lei non sa niente! Lei è vittima della propaganda di regime veicolata dalla televisione!
– Lei è della televisione…
– Che c’entra, il nostro è un programma di controinformazione – le si avvicina – noi siamo dalla parte della gente comune come lei che non ne può più di quest’invasione. Ci dica, quanto prende di pensione?
– Poco…
– E sa di chi è la colpa?
– Dell’Inps.
– No, dei clandestini che ci costano 35 milioni di euro al giorno ciascuno!
– Scusi, ma queste cifre non mi sembrano mica vere.
L’uomo sbotta.
– Le cifre vere non hanno nessuna importanza, quello che conta sono le cifre percepite. Come per il caldo. Oggi ci sono ben 35° percepiti. Sa di chi è la colpa?
– Degli immigrati?
– Certo, infatti si chiama caldo africano. Stanno modificando il clima per renderlo adatto alla sopravvivenza della loro specie. Venga, ci mostri il resto di questa ripugnante catapecchia nella quale gli africani l’hanno relegata, mentre loro alloggiano all’Hilton fra champagne e puttane.
– Ma non erano vergini?
– Vergini percepite.
Afferra l’anziana per un braccio, e la trascina in soggiorno

Stefano Ragusa
Salvini aveva ricevuto il dossier sulle ONG il 13 marzo ma l’ha tenuto nel cassetto per mesi. La Lega ha la presidenza del COPASIR. Se non fai esplodere la “bomba” su uno scandalo di tale portata per gli immigrati e sei la Lega Nord… e ti muovi solo quando l’ha fatto Di Maio da settimane, significa che in quei mesi hai chiesto qualcosa in cambio al governo per il tuo silenzio…

NAVI ONG
Vediamo cosa è successo sulla famosa nave Vos Hestia della ONG ‘Save the children’.
Nel settembre dell’anno scorso, 3 poliziotti sono a bordo della nave come operatori della sicurezza.
20 giorni dopo avvertono la DIA di anomalie a bordo e scrivono a Di Battista e il giorno seguente a Salvini. Di Battista si muove immediatamente, fa le denunce e si tira addosso le ire di tutti. Salvini tace.
Non si riesce a capire se i tre poliziotti lavorino per i servizi segreti e perché, tra tanti politici, abbiano scelto di avvertire Di Battista e Salvini. Nessuno di loro risponde. Uno, Ballestra, incontra di persona Salvini e gli consegna il materiale raccolto. Dopo 5 mesi Salvini ancora tace. Assiste alla bagarre che si scatena contro il M5S e contro il procuratore di Taranto che fa accuse gravissime mentre su tutte le tv i politici del Pd aggrediscono a male parole i 5stelle e Di Maio viene attaccato da tutte le parti per aver detto che c’erano navi OGN che facevano il taxi del mare, aiutando gli scafisti e arrivando dentro le 12 miglia dalla costa. Un altro leghista, Giacomo Stucchi, presidente del Copasir che controlla i Servizi giura di non saperne niente. Ma anche lui, interrogato sul silenzio di Salvini, non sa che dire. Intanto il Governo attacca il procuratore di Taranto che accusa le ONG mentre il procuratore di Catania Zuccaro attaccato da tutti fa marcia indietro e anche contro di loro si scatena la bagarre in tv dei politici del Pd.
Insomma tutti avevano interesse ad attaccare il M5S. Nessuno aveva interesse a far conoscere la verità. Davvero una bella ammucchiata!

PARTITI IN ROSSO
Nel 2013 Letta abolì i rimborsi elettorali, tuttavia flussi di denaro sono arrivati lo stesso ai partiti fino ad oggi. Ma ora si fanno i conti ma sono conti amari.
Il Pd chiude il bilancio dell’anno scorso con un buco di 9.528.000 euro
Fi di 2.849.000
La Lega più di un milione
Letta aveva introdotto il 2 per mille ai partiti ma su 40 milioni di contribuenti, l’hanno fatto solo 971.000 versando appena 11 milioni di cui il Pd ha preso la metà.
E’ stato previsto che ci fossero finanziatori privati fino a 100.000 euro ma non è bastato.
Il partito che va peggio di tutti è la Lega che ha guai giudiziari, tanto che la procura di Genova chiede il sequestro cautelativo e il blocco dei conti bancari e reclama 48 milioni ottenuti illecitamente. Già nel 2008 quando la Lega prendeva 8 milioni di rimborsi elettorali, era in rosso di 11. Così ha dovuto licenziare tutti i dipendenti, chiudere Radio Padania e il giornale La Padania. Salvini va in televisione perché è gratis e la pubblicità la fa con le felpe che costano meno dei manifesti.
Renzi per fare la sua fallimentare campagna per il referendum ha speso 14 milioni che non aveva, indebitando il partito per 9, 5. Anche qui si licenzia. L’Unità chiude. 174 dipendenti sono a rischio di cassa integrazione.
Forza Italia ha conti disastrosi, ha licenziato 81 dipendenti. Ha debiti interni per 100 milioni.
Ed è con questi bilanci che pretendono di amministrare l’Italia?
Il M5S è un caso a parte. Non ha bilancio, né sedi, né dipendenti. I parlamentari 5stelle si pagano l’attività politica con i rimborsi parlamentari. Quasi tutto è sul web. Il resto lo finanziano gli iscritti. Davvero una bella differenza!

IFQ-SEGGI IN VENDITA
Per un seggio del Pd si deve versare al partito 150mila
La Lega chiede 145mila euro
Forza Italia si accontenta di 70mila euro.
Ecco il “tariffario” della democrazia in Italia
Da corrispondere anche in comode rate. Chi non sottoscrive l’impegno decade dalla lista.
Il commercio delle candidature passa sotto silenzio, mentre fece scandalo la famosa “multa” da 150mila euro con cui i Cinque Stelle pensano d’imporre ai propri eletti il vincolo di fedeltà per arginare transfughi e dissenzienti.
Il “patto di candidatura” che viene proposto – senza eccezioni – da quasi dieci anni si fonda sempre sulla preventiva sottoscrizione di obbligazioni patrimoniali della persona, con l’aggravante (semmai) di agire non sul vincolo di mandato quanto sull’accesso al seggio.
Ma è vero che lo pagano anche i 5stelle?
IFQ parla di 114mila euro più quanto avanzato della diaria (che versano però allo Stato). Ne sapete qualcosa?

LA FALLACI
Ancor oggi devo leggere di esaltati che inneggiano alla Fallaci.
Dopo una vita dedicata alla difesa dei popoli vista da sinistra, il suo cambiamento era stato radicale.
Il suo voltafaccia nel senso più deleterio e retrivo del fascismo è stato sconvolgente, quello che ha fatto prima ne è rimasto atterrato.
Oggi solo i più fascisti degli italiani si rifanno ancora a lei.
Siamo al razzismo nella sua forma più becera e violenta.
Quello che l’Isis ha fatto con le armi, lei lo ha fatto con la bocca
Oggi è ricordata solo come una seminatrice di odio.
E viene usata solo dai seminatori di odio.
Tahar Ben Jelloun l’ha definita così: una seminatrice di odio, dunque una che fa del male al mondo
«Non voglio fare l’elogio del politicamente corretto, dico solo che ci sono libri pericolosi e che bisogna fare attenzione a non esserne contaminati; per esempio il libro di Oriana Fallaci. Questa persona non ama il mondo musulmano. E’ un suo diritto. Ma quando questo diritto si traduce in un libro venduto in milioni di copie allora bisogna diffidarne». E, più avanti: «L’odio non fa progredire il sapere. Al contrario, confonde le piste possibili». “Io ritengo che Fallaci non faccia nulla per dare forza alla pace, alla convivenza tra i popoli. Anzi, eccita le paure, le diffidenze, l’intolleranza. Come dico nel libro, uno scrittore può essere razzista “in quanto individuo” ma non dovrebbe servirsi della letteratura per diffondere messaggi che incitano all’odio razziale».
Contro persone pericolose come la Fallaci «un ruolo fondamentale lo possono avere i movimenti per la pace; è da qui che può partire la diffusione di idee antirazziste che sole possono permettere la tolleranza e la convivenza».
Negli ultimi tre anni era uscita proprio di testa, forse a causa del cancro che la corrodeva era diventata un groviglio di odio e di repulsione.
Anche io ho avuto il cancro ma la mia natura è solo migliorata e sono diventata più compassionevole con quelli che soffrono, ma di fronte alla malattia fisica alcuni maturano anche una malattia morale e stravolgono la loro coscienza.
Io non ce l’ho nemmeno con lei, ce l’ho con i capi di giornali come Repubblica, come Scalfari, che strumentalizzarono tutto quell’odio per portare avanti guerre di pura e spietata aggressione per cui non esisteva alcuna motivazione valida e che potevano essere sostenute e difese solo seminando nella popolazione italiana una dose di odio mortale e nociva da cui non ci siamo liberati più.
Se mettiamo da una parte tutto quell’odio della Fallaci sventolato con la pubblicazione di lenzuolate del suo “La rabbia e l’orgoglio” come una manipolazione spettrale e violenta della testa degli italiani e dall’altra il silenzio su fatti esecrabili come le torture di Abu Graib su cui nessuno parlò nell’esercito italiano la distruzione nucleare di Falluja che i nostri politici conobbero e di cui nessuno ci informò, abbiamo una pallida idea di come la Fallaci fu usata in una strumentalizzazione tremenda da cui qualcuno non è mai guarito e che fece retrocedere l’informazione del nostro Paese a livelli da Medioevo barbarico.
.
Dice giustamente Teresa che la Fallaci nei suoi ultimi anni era affetta da delirio paranoico (non diversamente da Hitler). La paranoia è una grave forma di psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni a tema persecutorio, non corrispondenti alla realtà. Il sistema intellettivo può restare integro ma il soggetto si sente minacciato da un gorgo di orrore da cui si difende attaccandolo. La paranoia non è un disturbo d’ansia, ma una distorsione del pensiero di cui non si ha coscienza entrando in un vero delirio permanente.

LO STUPRO DI RIMINI E LA DEPENALIZZAZIONE DELLO STALKING
La violenza di gruppo a Rimini è stato un delitto orribile per cui non vedo nel codice penale italiano una legge corrispondente.
Ma solo l’anno scorso ci sono stati 192 femminicidi
commessi da bravi e laboriosi e cattolici cittadini bianchi italiani
Renzi ha depenalizzato lo stalking che anche troppo spesso non è che l’anticamera del femminicidio
Si può perseguitare continuativamente fino alla morte una donna che ti ha respinto ma non è reato, è un semplice illecito amministrativo sanabile con una multa, come mettere un’auto in sosta, e il Ministro della Giustizia Orlando ha dato l’okei a questa legge orribile.È l’articolo 162 ter del ddl penale (relatrice la deputata dem Donatella Ferranti).
Io avrei voluto sentire anche in questo caso donne e uomini insorgere indignati e furenti contro un simile orrore come vi vedo fare giustamente davanti allo stupro di questi sanguinari assassini. Ma non ho sentito nulla.

RIDIEBASTA :- )

Un signore entra in farmacia e inveisce contro il farmacista: “Farmacistaaa, mi ha venduto dei preservativi fallati, si sono rotti tutti! Disgraziato!”. Anche un vecchietto alle sue spalle interviene: “È vero, a me li ha venduti che si piegano tutti!”.
.
Una bella ragazza in vacanza se ne va sulla terrazza dell’albergo dove alloggia per prendere un po’ di sole. Siccome non c’è nessuno in giro, si toglie il costume da bagno per un po’ di tintarella integrale. Stando stesa sulla pancia, quasi addormentata, sente il rumore di qualcuno che si precipita su per le scale. In fretta si copre con l’asciugamano, giusto in tempo per veder apparire il direttore dell’albergo. “Mi scusi, signorina. Non ho nessun problema se lei prende il sole sulla terrazza dell’albergo, ma gradirei molto se lei rimettesse il costume…”. “E che differenza fa? Non c’è nessuno, qui! Nessuno mi può vedere!”. “Non è propriamente esatto… se lei si sdraia sul lucernario del ristorante…”.
..
Un condannato a morte viene condotto sulla sedia elettrica e mentre il boia sta preparando l’aggeggio per la scarica mortale un prete si avvicina e gli dice: “Figliolo, cosa posso fare per te?”. E lui: “Padre, mi tenga la mano !”.
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