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Friday August 18th 2017

MASADA n° 1859 13-6-2017 IL GRANDE CASINO

MASADA n° 1859 13-6-2017 IL GRANDE CASINO

Analisi delle elezioni amministrative- Rom- Kriminalpolitik- Inghilterra, vittoria azzoppata- Corbyn- Corruzione, italica consuetudine- Giovanni Sartori

Blog di Viviana Vivarelli
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In ogni cammino arriva il punto che vediamo solo ombre dinanzi a noi e finiamo per ignorare la luce che non è mai sparita. Nella storia di tutti i vincitori, quel momento è sempre arrivato, ma hanno saputo superarlo finché non hanno trovato premio alla loro costanza.
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Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia.
(Louis Pasteur)
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Alessandro Robecchi
Le alleanze di Matteo Renzi questa settimana:
Lun – Pisapia
Mar – Silvio
Mer – Godzilla
Gio – Pisapia con sbarramento
Ven – Club di Topolino
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Renzi perde in casa: a Rignano sull’Arno sconfitta la candidata PD

L’unica cosa buona di questo voto è che scombina i piani di Renzi di allearsi con Berlusconi, visto che ovunque, da Genova a Taranto, il centrodestra unito vince e rintuzza la voglia chiara e semplice di Salvini di alleare tutte le parti della destra contro il Pd, intento che però fallisce a livello nazionale, perché la Lega è e resta un partito locale e non è né potrà mai essere un partito nazionale.
Ora tutto dipende da Berlusconi che dovrà scegliere se dar retta alla vittoria come alleato della Lega o ai suoi interessi patrimoniali come alleato di Renzi.
Il Pd per vincere ha dovuto travestirsi da lista civica perché si vergognava di mostrare la sua faccia patibolare.
Inesistente la sx che non è mai in grado di presentare dei candidati unitivi e che ormai è perdente sia a livello locale che nazionale così che ai suoi elettori non resta che sparire, non votare affatto o tornare stancamente a confluire in un Pd che ormai è tutto fuorché una sinistra.
Mi piange il cuore per Pizzarotti, ma io sono di quelli che non caccerei mai nessuno, perché ogni cacciato è perso e chi cacciamo oggi era comunque quello che era stato scelto dagli elettori ieri e con lui si cacciano anche tutti loro.
Spettacolare la quinta vittoria di Orlando a Palermo col 44,4% di consenso e il 52,6% di votanti!!! (e il 40,6% nisba?)
Cresce l’astensione di altri 7 punti. Il 40% degli elettori non vota. Il che mostra scarsa fiducia verso tutti i candidati, rassegnazione, apatia, amarezza, menefreghismo…
La democrazia si allontana di un passo dai cittadini.
Tripudiano i media che strombazzano la sconfitta dei 5stelle per coprire le nefandezze dei loro padroni e tirano un sospiro di sollievo perché col M5S al potere, i loro affarucci perirebbero.
Noi aspettiamo le prossime retate di sindaci piddini che ormai sono non solo prevedibili ma certe. Ce lo dice la statistica e il livello morale del Pd.
321 schede già votate Fi scoperte in provincia di Napoli…
Renzi blatera che il M5S perde per il malgoverno, mentre il suo invece…Ora gli si allargherà la bocca a tutti per commentare ‘la sconfitta” dei 5stelle. Mentre saltano i piani di inciucio nazionali con B.
Ma la democrazia è un’altra cosa…

Ora butteranno altro fango sulla Raggi, colpevole di aver avuto il coraggio di cercare di ridare dignità a una città stesa a terra dalle nefandezze del Pd e di An, come se quello che sta facendo non esistesse e come se Pd e An, quelli di prima, quelli di mafia capitale e del debito di 12 miliardi (22 da Veltroni) fossero stati sostenuti da un altro partito, come se i 134 arrestati o inquisiti del Pd non fossero mai esistiti, come se non fosse stato Renzi a metterci all’ultimo posto in Europa (addirittura con una crescita più bassa di quella della Grecia mentre tutta l’Europa sale), come se non fossero state le orrende riforme fallimentari di Renzi a farci cadere ancora più in basso….
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Come facciamo a spiegare razionalmente il voto di tanti cittadini a coalizioni di centrodestra o centrosinistra che in precedenza avevano portato gli stessi Comuni al dissesto?
Non posiamo parlare solo di piccoli interessi locali, inciuci di territorio, abitudine al voto, ignoranza dei fatti, nepotismo, clientelismo, sudditanza alla tv o ai giornaletti locali, disinformazione… ci sono dei livelli di errore che ci lasciano attoniti, ma prenderne atto fa parte della dura considerazione della realtà. Prendere atto che coloro che sono evoluti in una nazione sono ancora una minoranza e il resto sono analfabeti politici.
Credevamo che 70 anni di democrazia avessero portato avanti questo Paese ma siamo ancora al 1946, quando, persino dopo 20 anni di dittatura fascista, l’Italia in macerie, un Paese distrutto, croci in tutte le famiglie, il tradimento di Mussolini e il re scappato a Bari come un disertore, 10.719.284 italiani votarono anche per il Re contro 12.717.923 a favore della Repubblica.

Paradossalmente ha fatto più per le amministrative il piddino Rosato quando ha velocemente rivoltato la frittata del voto mancato accusando platealmente di ‘inaffidabilità’ i 5stelle, mentre il tabellone mostrava ma non spiegava il bieco cambio di colore tra voto segreto e palese, ha fatto più lui di tanti che hanno fatto campagna elettorale. L’urlo di Rosato è stato ripreso da tutti i tg e riportato da tutti i giornalai ed è sembrato vero, mentre nessuno ha capito l’ipocrisia del Pd e si è reso conto che l’inaffidabile era lui. Per cui tanti anche adesso credono in buona fede e in perfetta ignoranza che siano i 5stelle quelli che hanno sabotato la legge elettorale.
Resta il fatto che con tutti i sondaggi che mostravano la decisa volontà degli italiani di ricominciare a votare, l’astensione in queste amministrative che è cresciuta di altri 7 punti arrivando al 40% va in senso del tutto contrario. Eppure a livello locale il cittadino dovrebbe sentirsi più coinvolto nella politica e, se la sconfitta dei 5stelle si può spiegare col loro scarso radicamente sul territorio, non riesco a spiegarmi tanta astensione.
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Alessandro Bertone
Ma c’era qualcuno che veramente aveva pensato di poter conquistare dei comuni in Italia?Ma siete pazzi….oppure vivete in Guatemala ?Il m5s non si allea con nessuno.Tutti gli altri si uniscono tra porci maiali, squali e alligatori di vecchia data.L’Italia politica dei territori e’ una fanghiglia di corruzione..di voti di scambio…di mafia ,camorra e andrangheta.Di promesse,brogli e clientelismo generazionale ..di amici degli amici degli amici.Con interessi che vanno dall’appalto del mercato nuovo, al posto come vigile del figlio dell’usciere che mi porta sicuro 500 voti ,insieme a 1500 della famiglia Caparecchia delle case popolari di Misano (sia nome che luogo li ho inventati) e voi….amici pentastellati…credevate veramente che tutto questo, puff ,sparisse in queste comunali.ah..beata ingenuità.Vinceremo anche per questo.Perché questo vostro entusiasmo che in voi è morto parzialmente stasera e che in me non era mai nato..vuol dire una bellissima cosa.Che IO vi faccio coraggio e vi prendo per mano oggi..e vi dico di ignorare i tromboni come Feltri che stasera ha dato per morto il m5s per la 50a volta.(Io mi sono fatto una grassa risata! 😀)e che sarete VOI domani,con la vostra pulizia morale a incoraggiare ME Perché siete voi,i delusi di questa sera, ad essere il propulsore delle vittorie di domani..il carburante per tornare a stare qui sul web o sotto un gazebo a ripristinare la verità che le tv deformano..a informare le persone delle porcate del PD.Quindi KEEP CALM stanno morendo, tutto è già’ iniziato…Ma come serpi con le code spezzate, in questi giorni sputeranno veleno,vi faranno credere che il m5s è morto.Non fatevi fregate …faranno leva sui deboli come fanno a Roma per la Raggi.Da domani vi faranno sentire come un centinaio di fanatici che hanno creduto in una stupida utopia..guidati da un comico maligno.Ed è allora che vi chiedo di NON CEDERE..di spegnere la tv e di trasformare tutta la rabbia E CREDERCI PIU FORTE DI PRIMA !
Ricordate dopo le europee?…ci han dati per morti anche allora.Invece siamo in milioni…PIU’ FORTI DEI LORO SONDAGGI FARLOCCHI,PIU’ FORTI DELLE LORO TV DI REGIME, PIU’ FORTI DEI POTERI CHE SOSTENGONO RENZI.Noi siamo quelli DELLE IDEE..siamo quelli DEL SOGNO .siamo quelli del CAMBIAMENTO quelli che NON VOGLIONO TRA I PIEDI perché vogliono che tutto rimanga così com’è..come in queste comunali.Ma noi non possiamo permettere che il nostro paese meraviglioso..culla di mille civilta’ che ci invidia il mondo intero..scompaia tra immigrazione incontrollata,mafiosi,massoni…mentre i nostri giovani senza lavoro sono costretti ad andar via.Non possiamo permettere che dei politici indegni e tutto un sistema infame di potenti e di corrotti…continuino a impoverirci.Di pane e dignità!W il m5s e avanti tutta!Da domani vi voglio più forti di prima!!

Un uomo perde il contatto con la realtà se è circondato dal potere
Il potere è una droga che non perdona
Divora la persona e lascia la bestia.

Pd!
Penso a una frase di Fred Vargas:
“Quanto è desolante l’essere umano che si affeziona a quel che ha di peggiore!”

Sentirci, ognuno di noi, promotore di una qualche evoluzione sociale ci carica di una responsabilità che è anche senso di vita.
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Aamministrative, il M5S è presente in 225 Comuni, il Pd si presenta ufficialmente solo in 134 Comuni, ma in realtà si nasconde sotto le liste civiche, si vergogna di mostrarsi a piena faccia perché sanno bene che il suo simbolo non porta più voti ma semmai li fa perdere.
Inoltre in questa campagna elettorale l’unico leader che si è presentato nelle piazze sostenendo i propri candidati a sindaco è stato Beppe Grillo mentre gli altri leader, Renzi in primis, hanno evitato accuratamente le piazze e la campagna elettorale.
Quindi a chi prevede un lento dissolversi del M5S sulla base di queste informazioni gli chiedo: chi è che sta lentamente scomparendo?
Si vota in città importanti e significative come Genova, Palermo, Padova, Verona, Monza, Parma, Taranto.

Franco Ranocchi
Congratulazione ai palermitani!
Dai risultati delle elezioni di ieri, quinto mandato consecutivo per Leoluca Orlando, si deduce che Palermo sia una delle città meglio amministrate d`Europa e i suoi cittadini fra i più felici del continente, problemi come il degrado, disoccupazione, inquinamento praticamente sconosciuti!
Beati i palermitani che a quanto pare l`unico problema della loro città sia il “Traffico”.
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Doctor Stein Helenio
Attenzione che mischiare elezioni parlamentari e comunali è sempre un errore, 2013 docet
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Quando ci si allea, in atletica, si mette in conto le cadute, gli strappi muscolari, le cattive giornate, ma quel che importa è farne tesoro per migliorare la preparazione in vista della meta finale. Nessuno inizia il suo percorso già vincente. Tutto si costruisce a poco a poco, con la tenacia e la perseveranza.
Quello che appare chiaro è che chi ha vinto adesso lo ha fatto in una sorta avvilente di inciucio, mentre le battaglie del M5S non conoscono inciuci e perseguono il bene dei cittadini in modo pulito e diretto.
E’ vero che non guadagniamo nessun sindaco
tuttavia la crescita del M5S è indubitale
A Genova il M5Stelle sale dal 13,86 al 18,39%,
a Palermo dal 4,24 sale al 17%,
a Taranto dal 1,86 passa al 10%;
a Monza dal nulla al 7,9%;
a Lecce dal nulla al 7%;
a Catanzaro dal nulla al 6%;
a Padova e Verona resta invariato (togliamo Parma dove la debacle per ovvi motivi era prevedibile)

Il Movimento cresce dappertutto!!
mentre il Pd deve ricorrere a inciuci e liste civetta.
Ora occorre che cresca ancora di più.
. “Un vincitore è solo un combattente che non si è mai arreso”
lo ha detto Mandela, e se lo diceva lui… possiamo anche credergli 🙂
Magari non abbiamo vinto oggi. Magari questa è solo una pausa per poter prendere la rincorsa e vincere meglio domani.
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Senza contare che vincere con ammucchiate o con liste civiche che nascondo il nome del Pd che ormai è moneta scaduta porterà a governi instabili soggetti a ricatti interni che impediranno qualunque governabilità
Ma vi rendete conto che il Pd si vergogna talmente di se stesso che non ha messo il suo simbolo né a Parma né a Palermo né in altri Comuni!! e ha creato schede ridicole che sembrano matrioske e dove non sai mai cosa c’è dentro
sempre le stesse domande
sempre le stesse risposte
non hanno nulla di meglio da fare.
Formigli è insopportabile, sembra un disco rotto.
Porro a un certo punto aveva perso il controllo di sé in preda a una crisi isterica, sembrava invasato.
Urlano perché sanno di non avere la ragione, di non avere un programma, di non sapere come frenare l’avanzata dei 5stelle che c’è stata e forte anche se non sono arrivati al ballottaggio, ma loro continuano ad andare indietro e noi avanti, così però fanno tutti ugualmente schifo e appaiono tutti quello che sono: persone prive di ogni attendibilità e ragione che vogliono il potere per il potere e non hanno uno straccio di proposta da contrapporre ai 5stelle.

Ci siamo presentati in 225 Comuni, per molti era la prima volta
Ci siamo presentati a viso aperto e con il nostro nome
Ci siamo presentati, come sempre, da soli
Il Pd aveva paura a mostrarsi col suo volto e col suo nome e si è nascosto sotto le liste civiche
Ha avuto paura di presentarsi da solo e ha sfruttato le ammucchiate
Rispetto alle amministrative del 2012 siamo avanzati ovunque:
A Genova dal 13,86 al 20%
a Palermo dal 4,24 al 18%
a Taranto dal 1,86 al13%
a Monza dal nulla al 7,5%
a Lecce dal nulla al 7%
a Catanzaro dal nulla al 6%

Il M5S è al ballottaggio ad Acqui ,Terme, Fabriano, Guidonia, Ardea, Carrara, Santeramo, Canosa di Puglia, Mottola e Scordia. E Asti.
A Sarego e Parzanica abbiamo i sindaci.

Chi dice che siamo andati indietro mente!
Siamo andati avanti in un trend inarrestabile mentre il Pd ha perso moltissimo e in tutti i ballottaggi è secondo dopo il cdx.
Chi dice che Renzi ha vinto mente.
Ha ragione Grillo: “E’ una crescita lenta ma inesorabile”, mentre il renzismo non fa che perdere, la destra è divisa,la sx estrema in pratica è già sparita.
Sanno benissimo che mentre il M5S è in costante aumento, il Pd è in progressiva diminuzione.
A Genova, i Dem perdono “il 7,7%” del corpo elettorale che ha scelto di non votare.
A Piacenza la quota raggiunge l’8%.
E nella “rossa” Toscana per il Pd non va meglio: i Dem perdono alcuni Comuni (Forte dei Marmi o Rignano sull’Arno) che vanno al centrodestra o a liste civiche mentre a Lucca e a Pistoia pagano il dazio delle scissioni.
E l’emigrazione degli elettori Dem contribuisce, in alcune città, a ribaltare l’ordine tra centrosinistra e centrodestra.

SUICIDIO PERFETTO

I nostri errori secondo Travaglio:
Mossa n. 1. Hai un sindaco, Federico Pizzarotti, che 5 anni fa ti ha fatto conquistare il primo capoluogo: Parma. Non ruba, governa benino, fa quel che può e annuncia solo quel poco che fa, sottovoce. È anche un gran rompicoglioni, refrattario agli ordini di scuderia. Tenerselo stretto e coprirlo di attenzioni, oltre a levargli ogni alibi per la fuga, sarebbe la migliore smentita ai detrattori che dipingono il Movimento come una caserma agli ordini di Grillo & Casaleggio. Ergo lo scaricano con una sospensione disciplinare di un anno, lo attaccano un giorno sì e l’altro pure, non lo chiamano mai, lo regalano agli avversari e candidano al suo posto un carneade che non mette in fila due parole in croce. Risultato: 3,18%.

Mossa n. 2. Genova è la città del fondatore, segnata dai disastri del Pd e poi della sinistra. Il luogo ideale per tentare il colpaccio. Che fare? Una bella rissa fra il capogruppo in Comune, Paolo Putti, e la capogruppo in Regione, Alice Salvatore. Il primo se ne va con tutti i consiglieri pentastellati e si associa alla sinistra. La seconda tenta di imporre il direttore d’orchestra Luca Pirondini. Che però alle Comunarie perde con tal Marika Cassimatis. Onde annientare le residue possibilità che questa ce la faccia, si annullano le Comunarie (spiegazione di Grillo: “Fidatevi di me”) per rifarle con un solo candidato: Pirondini. Che stavolta riesce a vincerle. Il Tribunale dà ragione alla Cassimatis e i 3 candidati di area si dividono i voti. Risultato: ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra.

Mossa n. 3. Palermo è il capoluogo della prima Regione che potrebbe andare ai 5Stelle, ma il sindaco Leoluca Orlando pesca anche nel territorio di caccia grillino. I locali deputati pentastellati si mettono subito d’impegno e si fan beccare nello scandalo delle firme false: migliaia di nomi veri ricopiati in una notte per sanarne uno con la residenza sbagliata, il tutto nel 2012, quando il M5S non piazzò nemmeno un consigliere. I geni vengono indagati e interrogati dai pm, ma pensano bene di non rispondere. Grillo li sospende, quelli polemizzano pure. Le Comunarie le vince l’avvocato Ugo Forello, ex Addiopizzo, che si porta dietro una scia di sospetti sulle cause dei commercianti antiracket. Segue immancabile faida interna, con denunce in Procura e diffusione di un audio che spiega perché Forello non va bene. Risultato: Orlando sindaco per la quinta volta davanti a un suo ex fedelissimo passato a destra con la benedizione di Cuffaro.

Mossa n. 4. Taranto è l’ideale per i 5Stelle: il governo annuncia il “salvataggio” dell’Ilva che avvelena la città, con 6 mila esuberi. Difficile mancare il ballottaggio. Ma si trova il modo: il vertice cittadino sostiene un candidato, ma altri Meetup si mettono di traverso con altri nomi (esattamente come a L’Aquila, a Piacenza, a Padova ecc.). Da Roma si pensa di non presentare il simbolo, magari appoggiando l’ex procuratore anti-Ilva Sebastio, sostenuto da liste civiche. Idea troppo brillante: si rischierebbe di vincere. Infatti subito accantonata. Le Comunarie last minute le vince con ben 107 voti l’avvocato Francesco Nevoli. Che inizia la campagna elettorale alla vigilia del voto. Risultato: solito ballottaggio destra-sinistra.

Mossa n. 5. Incassata la débâcle, si dà la colpa alle liste civiche coi partiti dietro; si vanta la “crescita lenta, ma inesorabile”; si esulta per i trionfi di Sarego e Parzanica; si fanno sparate anonime sui giornaloni contro i pochi volti noti e vincenti (Di Maio, Raggi, Appendino), in vista della grande, spettacolare, definitiva disfatta nazionale.
Prossima mossa. Vista la strepitosa riuscita del sistema di selezione a caso o a cazzo, si completa l’opera passando direttamente dall’“uno vale uno” al “l’uno vale l’altro”. Al posto delle Comunarie, sorteggio dei candidati dagli elenchi telefonici.

MoVimento 5 Stelle
Partiamo subito da una premessa: finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale. Il MoVimento 5 Stelle a Roma ci ha messo la faccia e ne va fiero. E chi in questi giorni dice che regaliamo soldi ai rom, mente sapendo di mentire. Roma era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom. Diciamo “era” perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i “furti” di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado.
Di fronte a una emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l’emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Il M5S ha fatto entrambe le cose, senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell’Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni Rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo.
Questo lo vogliamo dire forte e chiaro a tutti quei partiti, Meloni in testa, che in questi anni non hanno mosso un dito e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico. L’alternativa quale sarebbe? Lasciare che nascano nuovi campi a Roma? Restare fermi? Perdere i soldi che ci ha dato l’Ue? Quando si smantella un campo rom, cosa credete che farebbe la vecchia politica? Farebbe scomparire le famiglie da un momento all’altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un’altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora! Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l’Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E’ quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino.
Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d’ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui.
Infine, giusto per mettere le cose in chiaro: l’obiezione secondo cui daremmo 800€ ai rom è falsa: nessun cittadino romano pagherà un centesimo. L’altra invece, secondo cui ai rom saranno assegnate case popolari è, allo stesso modo, falsa. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino.
Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un’amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose.

IL GRANDE CASINO
Viviana Vivarelli

Tutti i media picchiano sul M5S nel tentativo di far credere che la loro mancata vittoria si ripercuota sull’intera Nazione, pratica massimamente scorretta e priva di senso perché le elezioni amministrative hanno logiche del tutto diverse dalle politiche. E quando mai i risultati delle amministrative sono stati proiettabili a livello nazionale? Il 2013 non ci insegna niente? Per di più, se ciò fosse vero, il Paese starebbe andando a destra. E poi quale proiezione si può fare se Renzi non ha ancora deciso quale sarà il sistema elettorale?
Si è tentato di far passare il messaggio che il M5S sia finito, in realtà il M5S è aumentato in tutti i Comuni ma non abbastanza da andare ai ballottaggi (salvo una decina di piccoli Comuni, a Carrara, ad Alessandria dove è stato recuperato e ad Asti dove rientra col riconteggio).
Quello che invece è retrocesso massicciamente di ben 6 punti è stato il Pd, confermando la sfiducia degli elettori in questo Governo. Dice Salvini: «Lo sconfitto di queste elezioni non è Grillo ma Renzi. E questo significa che il governo Gentiloni non rappresenta più nessuno«. Perché allora i media non picchiano sulla perdita di consenso del Pd e proprio là dove il Pd si sentiva più sicuro, come a Genova o Piacenza? Per propaganda.
Giustamente B dice: “Resta alta e preoccupante la percentuale degli astensionisti. Quasi un italiano su due non è andato a votare. Questo conferma che la rappresentanza politica non è in sintonia con gli elettori, qualunque sia il sistema elettorale».
Grillo dichiara: “Non vedono l’ora di darci per morti. Lo hanno fatto dopo le politiche, dopo le europee, dopo le regionali, dopo il referendum. Fatelo anche ora. Illudetevi che sia così per dormire sonni più tranquilli. Noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada. Rispetto al 2012 abbiamo triplicato i ballottaggi (furono solo 3 all’epoca) e siamo cresciuti in tutte le città in cui ci siamo presentati. Risultati che sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile».
Nei 22 Comuni dove si fa il ballottaggio il renzismo risulta secondo, battuto dal cdx. Il M5S sale dappertutto ma non abbastanza. Gli manca il radicamento nel territorio, la collusione con altri partiti (in Sicilia il Pd si ripresenta addirittura con Alfano!), il fatto che il Pd si è camuffato nelle liste civiche come in una matrioska, il fitto intreccio delle reti di interessi locali, le accozzaglie che poi producono governi che non possono governare schiavi come sono di ricatti incrociati.
Il sistema che si usa per le amministrative penalizza il M5S, che è fuori da ogni inciucio e da ogni accozzaglia, gioca pulito, presenta il suo simbolo da solo, sta fuori da ogni camarilla, legame occulto, specchietto per le allodole, liste civetta. Il Pd si vergogna talmente di se stesso che in molti Comuni (Palermo, Salerno..) non presenta il suo simbolo. Su 1.342 Comuni, il Pd presentava una lista con il proprio simbolo soltanto in 160!! In numeri assoluti, i candidati piddini hanno ottenuto più del 40% in appena 41 Comuni! Se si considera solo il voto di lista, poi, la media generale cade al 19,1% e i Comuni dove il simbolo del Pd è stato barrato in più del 40% dei voti sono esattamente 10 in tutta Italia, per di più piccoli.
In quanto al M5S, per ora ha vinto solo là dove i precedenti sindaci di sx hanno fatto dei disastri (Parma, Roma, Livorno..) .
Comprensibile il malumore degli elettori dei 5stelle. Si erano create aspettative molto alte e i risultati hanno deluso, specie là dove il fallimento è dipeso da liti interne, cosa inaccettabile, come a Genova o Palermo, o ad anatemi di Grillo che dovrebbe essere più cauto (tutta la faccenda Pizzarotti è stata un tragico errore). In Grillo come in alcuni 5stelle è mancato un minimo di buon senso. Tutta la faccenda Genova è stata giocata malissimo (siamo scesi dal 30% al 18%!! Si poteva fare peggio di così? E con tutta la Sicilia che sembrava diventata 5stelle, come si è potuto perdere Palermo per un giochino di firme false?), con Grillo che interveniva a gamba tesa come un dittatore tanto che alla fine a votare ci sono andate pochissime persone.
Bersani continua a dire: “E’ arrivata la mucca nel corridoio, ed è una mucca di dx, ma nel Pd tutti dormono e non si sveglia nessuno”. I piddioti hanno dato al solo Renzi la facoltà di pensare e Renzi li porta alla rovina ma il partito resta acefalo e inutile.
Ora l’ago della bilancia sembra diventato B, che deve scegliere: o i voti che gli vengono dal territorio con Salvini, o i suoi affari per cui Renzi gli promette l’ingresso di 100 dei suoi in Parlamento. Apparentemente il cdx ha vinto, ma partiva da un baratro. Siamo alla corsa dei gamberi e il Pd ha perso voti ovunque.
I pezzetti dissolti della sx affogano in un fosco ‘cupio dissolvi’ in cui non c’è un leader, un progetto comune, una volontà di coalizione. Prodi, Vendola, Bersani, D’Alema, Pisapia vanno ognuno per proprio conto con una sola cosa che li unisce: “Il No a Renzi!”.
Inutilmente si tenta di dire che si torna al bipolarismo. Il M5S è più vivo che mai e l’Italia resta divisa in 3, con un csx in rotta continua, un cdx in rimonta ma privo di un capo comune, un csx che si sgretola e un M5S che continua a salire in modo lento e costante.
Le larghe intese per cui Zanda ha già cominciato a trattare con quel B che Renzi vuol sdoganare facendolo passare per un ‘liberale moderato’ sarebbero catastrofiche per l’abbandono finale di uno zoccolo duro che ha retto fin qui solo grazie all’odio contro B, quello stesso zoccolo duro che a Genova aveva resistito ad ogni malaffare e alluvione e ora, persino dopo un sindaco come Doria, si rifugia in una astensione dura e rabbiosa..
Genova è un segno! Il Pd ci dovrebbe fare attenzione. La corda è stata tirata fin troppo e ora rischia di spaccarsi.
La sx-sx sparisce, è ormai destinata a perdere tutte le elezioni.
Renzi non sa fare altro che riproporre all’infinito il suo programma ormai fallimentare di regali e mancette, quello stesso che ci ha messi all’ultimo posto in Europa e che ha strappato diritti e tutele. Renzi ha distrutto le basi del suo partito, andando sempre più a dx, al punto da diventare inaccettabile. Ma che attendibilità può avere chi, come Bersani, ha votato tutte le sue 58 esecrabili fiducie?!
Ora Renzi non sa più dove sbattere la testa. Cerca il patto con B, e tre giorni dopo si rivolge a Pisapia. E’ fuori da ogni realtà!
“Oggi- dice Bersani- non siamo negli anni ’90, sono venute fuori tutte le spine della globalizzazione: la crisi, la disoccupazione giovanile, la distruzione dei diritti del lavoro, la corrosione del welfare, il fallimento del Jobs Act..” (in pratica tutto quello che lui ha fedelmente votato!!).
B e Salvini non si sopportano ma nei loro schieramenti molti dei loro seguaci sono pronti a una nuova alleanza se ciò può aumentare il potere.
Renzi, con la sua apertura al centro ha cercato di acchiappare i voti di B, ma non gli è riuscito, ha perso la sua ala sx che ha praticamente buttato fuori. Ci tiene ad usare il M5S come uno spauracchio. Ma non gli resta altro. Tutto il suo programma elettorale consiste ormai nel calunniare Grillo. Un po’ poco!
Alfonso Bonafede ricorda che, solo grazie al M5S, in Italia si è fatto barriera contro il lepenismo ma, dopotutto, anche in Francia, dopo tanto clamore, la Le Pen si è ritrovata con soli 10 parlamentari, al punto che persino Salvini se ne è allontanato. Tutti vorrebbero ripetere le gesta del vincitore, ma di Macron in Italia non ce ne sono e da noi l’eurofilia non porta certo a una posizione di forza come in Francia, bensì a una peggiore succubanza alla Bce.
Renzi non sa più che strategia fare. La sconfitta del referendum costituzionale ha detto chiaro il No del Paese alla sua pianificazione iperliberista e la sconfitta del Pd alle amministrative è l’ultima goccia di una serie di riforme una peggiore dell’altra che lo bollano come il peggiore capo di Governo di sempre. Ormai è una contraddizione permanente. A Roma stavano per fare una legge elettorale per favorire le coalizioni pensando a farla con B ed ecco che i risultati delle amministrative sconvolgono tutto, mostrando che la coalizione c’è, ma è quella B con Salvini e Fratelli d’Italia.
E’ come uno stadio dove si cambia il piano di gioco così tante volte che alla fine il pubblico scappa e i giocatori non sanno più in quale squadra stanno giocando.
B sta al centro. Ora tutti lo vogliono. Tutti vogliono allearsi con uno che è stato messo fuori da un ruolo politico ufficiale come condanna alla sua criminalità e solo il cinismo di Renzi può tentate di farcela dimenticare.
Fuori da questi giochi sporchi di opportunismo e attaccamento al potere per il potere sta il M5S, pulito e integro, l’antagonista naturale del partito dell’inciucio, pur con tutti i suoi errori, ancora l’unico possibile.

ROM
Leggo dei post in cui si accusa la Raggi di offrire condizioni di vita migliori agli zingari, come se questo fosse un misfatto.
La Raggi fa quello che è giusto
e quello che l’Ue le chiede e per cui le dà dei fondi.
Uno zingaro che ha una dimora, ha una residenza, una assistenza sanitaria, la possibilità di essere raggiunto da un atto legale, di pagare una multa, di trovare un lavoro, di mandare i bambini a scuola in modo permanente…
Esce da una zona di invisibilità, di clandestinità, di inafferrabilità, di nomadismo, e comincia a diventare un cittadino, comincia ad essere integrato, il che non può essere che un bene per lui e per noi.
Purtroppo quello dei rom non è affatto un problema facile, come tutti i problemi di ogni integrazione, ma i problemi si affrontano in qualche modo, non si cacciano, o diventeranno solo più grandi. La situazione varia da paese a paese e ogni governo affronta la questione con un proprio approccio politico. Negli ultimi venti anni le cose stanno cambiando e il Consiglio d’Europa se ne sta facendo carico sul fronte dei diritti umani, dei diritti delle minoranze e in funzione dell’integrazione sociale.
Il non inserimento dei rom è un grosso e spinoso problema.
I Rom sono la popolazione più discriminata d’Europa. Svantaggiati nel lavoro, nell’alloggio, nell’istruzione e nella legislazione ma anche vittime regolari di continue violenze razziste.
E’ difficile anche saper quanti sono. Qualche anno fa si parlava di una popolazione in Europa di In Europa di 12 milioni di persone, che in qualche paese del centro e dell’est Europa – Romania, Bulgaria, Serbia, Turchia, Slovacchia – arrivano a rappresentare fino al 5% della popolazione. In Italia si parla di più di 120.000 persone, meno di Spagna e Francia, Regno Unito e Germania (siamo al 14° posto).
Malgrado lo scarso numero di rom che vivono nel nostro Paese, noi siamo tra quelli che li trattano peggio. L’Italia ha la maglia nera nella gestione della questione rom. La lista delle “mancanze” italiane è lunghissima. Contrariamente agli altri paesi della vecchia Europa, non abbiamo una politica certa sui documenti di identità e di soggiorno mentre in altri paesi hanno la carta di soggiorno e anche i passaporti. Nonostante molti Rom e Sinti vivano in Italia da decenni, non hanno la cittadinanza col risultato che migliaia di bambini rom nati in Italia risultano apolidi; gli stessi bambini non vanno a scuola e non hanno accesso all’educazione; non sono riconosciuti come minoranza linguistica. L’Italia, soprattutto, continua ad insistere nell’errore di considerare queste persone nomadi segregandole in campi sprovvisti dei servizi e diritti basilari mentre invece sono persone a tutti gli effetti stanziali.
Le direttive europee ci bocciano: ” “Non si riscontra a livello nazionale un coordinamento. E in assenza di una guida a livello nazionale, la questione non potrà mai essere affrontata in modo valido”. Bocciati, su tutta la linea. Persino “puniti” nel dicembre 2004 per la violazione della disposizione sul diritto alla casa”.
Un Ufficio centrale sembra essere l’unico modo per affrontare seriamente la questione rom, capire quanti sono, dove vivono, di cosa hanno bisogno, tenere sotto controllo arrivi, partenze, doveri e responsabilità oltre che diritti. All’estero esiste un po’ ovunque qualcosa di simile, in Germania, in Francia, in Olanda, Belgio e in Spagna. “In questi uffici lavorano anche i rom, sono mediatori culturali, parlano la lingua e i dialetti, conoscono le abitudini dei vari gruppi, dettagli per noi insignificanti e invece per loro fondamentali. Non si può prescindere da questo se si vuole affrontare il problema con serietà e concretezza”.
Il sistema migliore sembra essere quello francese, anche se ci sono ancora i campi. “Molti gitani e manouche vivono in case popolari e in vecchi quartieri. Pagano affitto, luce e acque. “Siamo responsabilizzati – racconta Arif, rom kosovaro, un pezzo della cui famiglia vive in Francia – viviamo nei centri abitati, non siamo emarginati, facciamo lavori come facchino, gommista, piccolo trasporto, pulizie, guadagniamo e firmiamo un Patto di stabilità per cui i ragazzi sono obbligati ad andare a scuola ed è vietato chiedere l’elemosina. Se siamo disoccupati per sei mesi abbiamo il sussidio – un mio parente prende 950euro al mese – e abbiamo anche gli assegni familiari. Certo chi sbaglia, chi delinque, chi ruba, chi non manda i figli a scuola, viene cacciato dalla Francia. E su questo punto siamo noi i primi ad essere d’accordo”. Un altro risultato, visibile, è che in Francia difficilmente si vedono zingari in giro, ai semafori o nelle vie dei centri cittadini. E’ vietata l’elemosina e l’accattonaggio. Recentemente l’ex ministro dell’Interno Sarkozy ha sottoscritto un piano con la Romania per il rimpatrio dei rom romeni.
In Germania i 130 mila circa tra Rom e Camminanti sono considerati per legge “minoranza nazionale”. Hanno diritti e doveri. Sono state assegnate case, singole o in palazzine popolari, hanno avuto il sussidio per il vitto, chi ha voluto è stato messo in condizione di lavorare. Tutto questo al prezzo di rispettare i patti e la legge. Altrimenti, fuori per sempre.
Sono 36 milioni gli zingari nel mondo. Diciotto milioni vivono ancora in India. Un milione circa è riuscito ad arrivare anche negli Stati Uniti. A parte poche migliaia di loro che sono riusciti ad avere una vita normale e ad emergere, ovunque sono rimasti gli ultimi nei gradini della società.

CORRUZIONE: ITALICA CONSUETUDINE
Paolo De Gregorio

La senatrice Simona Vicari, sottosegretario al ministero infrastrutture e trasporti, siciliana e alfaniana, indagata per corruzione si è dimessa. La procura di Palermo l’accusa per aver inserito, in un provvedimento di legge, un emendamento che portava l’IVA sui trasporti marittimi dal 10% al 5%, e misteriosamente ebbe un Rolex da 5.800 € dall’armatore Ettore Morace, beneficiario di questo sgravio fiscale, che per caso aveva anche assunto il fratello della Vicari, tale Manfredi, nella sua azienda.
Saranno delle sfortunate coincidenze, magari ispirate da populisti e toghe a 5 stelle, ma la nostra senatrice non è sola, nel suo partito, NDC, gli inquisiti sono particolarmente abbondanti e poi vi è quella splendida norma della immunità parlamentare che rende molto difficile l’avvio di processi agli onorevoli e le consentirà probabilmente di essere presto dimenticata.
La corruzione crea gravi danni economici alle finanze pubbliche e la sua grande diffusione in Italia è all’origine del nostro enorme debito. ’onestà deve diventare la prima virtù che si chiede al rappresentante politico, che non deve essere protetto da alcuna norma immunitaria, e, se rinviato a giudizio, va sospeso dall’attività parlamentare e soprattutto dallo stipendio, processato come qualunque altro cittadino e, se condannato, espulso automaticamente, senza nessuna ulteriore discussione.
La famosa esperienza che tutti i partiti dichiarano che manca ai 5 stelle, altro non è che la consuetudine al furto con destrezza, alla formulazione di leggi con dentro inganni e diverse possibilità di interpretazione, difesa ad oltranza di privilegi economici, intollerabili in una società che conta milioni di disoccupati e di famiglie indigenti.
Il coro “onestà, onestà”, risuonato per la prima volta nelle aule parlamentari da parte della odiata antipolitica, ignorante e populista, ho l’impressione che scaverà la fossa ai corrotti, ladri, amici degli amici, che frequentano numerosi le aule parlamentari.

Marco Travaglio – Kriminalpolitik

ci avevano raccontato che nelle vere democrazie la sera delle elezioni si sa già chi ha vinto e chi governerà. Non era vero: non esiste legge elettorale al mondo che garantisca a chi arriva primo la maggioranza per governare da solo a prescindere dai voti (salvo l’Italicum, che infatti è incostituzionale). Nemmeno nei paesi maggioritari come la Francia (Macron, dopo le legislative di domenica, dovrà fare un governo di coalizione). E neppure in quelli ipermaggioritari come gli Usa (dove Obama ebbe contro sia la Camera sia il Senato) e il Regno Unito (dove Theresa May deve coalizzarsi con gli irlandesi e sperare in Dio).
Ci avevano raccontato che una sinistra dalla parte dei deboli e gli onesti anziché dei potenti e dei ladri, è destinata all’estinzione: Corbyn a Londra, Mélenchon a Parigi e il sondaggio IprFatto su una sinistra italiana unita con Saviano o Rodotà o Bersani (Pisapia non a caso sfugge ai radar) dimostrano l’esatto contrario.
Ci avevano raccontato che la trattativa fra lo Stato e la mafia e gli interessi di Cosa Nostra dietro la nascita di Forza Italia nella stagione delle stragi erano fandonie partorite dalla fantasia malata di alcuni pm visionari e politicizzati e di pochi giornalisti affetti da complottismo e giustizialismo: ora ne parla in presa diretta, intercettato nell’ora d’aria nel carcere di Ascoli, Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio che fu mandante delle stragi di Palermo nel ’92, di Roma, Firenze e Milano nel ’93 e della mattanza fallita e poi annullata allo stadio Olimpico di Roma nel gennaio ’94. “Berlusca – rivela il boss – mi ha chiesto questa cortesia. Per questo è stata l’urgenza… Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto: ‘Ci vorrebbe una bella cosa’… Nel ’93 ci sono state altre stragi, ma no che (non) era la mafia, loro dicono che era la mafia”. Una conferma al racconto del suo killer pentito Gaspare Spatuzza sul “colpetto” che lo stesso Graviano gli avrebbe commissionato con la strage di carabinieri all’Olimpico per dare l’ultima spinta al partito di B. ideato dall’amico Dell’Utri. Ma non ce ne fu bisogno: il 26.1.94 B. annunciò la discesa in campo e l’indomani i fratelli Graviano furono arrestati a Milano. B. andò al governo, ma non mantenne tutte le promesse: “Quando lui si è ritrovato un partito così nel ’94 si è ubriacato e ha detto: ‘Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato’. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore… 25 anni mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi…”.
“E per che cosa?”, si domanda Graviano, sdegnato per tanta ingratitudine: “Per i soldi, perché tu ti rimangono i soldi. Dice: non lo faccio uscire più, perché sa che io non parlo, perché sa il mio carattere… Alle buttane glieli dà i soldi ogni mese… Io ti ho aspettato fino adesso perché ho 54 anni, gli anni passano, io sto invecchiando e tu mi stai facendo morire in galera… Al signor crasto (cornuto, ndr) gli faccio fare la mala vecchiaia“. Più di parola fu il governo Ciampi che subito dopo le stragi di Firenze, Milano e Roma, ammorbidì il 41-bis, come da papello di Riina: “Allora il governo ha deciso di allentare il 41-bis… Nel ’93 le cose migliorarono tutto di un colpo”. Tutto ciò perché le stragi di fine luglio e il black out a Palazzo Chigi avevano seminato il terrore del golpe: “Quella notte si sono spaventati, un colpo di Stato! Ciampi è andato subito a Palazzo Chigi assieme ai suoi vertici: fanno il colpo di Stato! Loro non volevano nemmeno resistere. Avevano deciso già… Il 41-bis è stato modificato e 300 di loro… (i 334 mafiosi fatti uscire dal 41-bis dal ministro Conso, ndr)”. Graviano sostiene di aver persino messo incinta la moglie in “isolamento”. Il 28 marzo i pm di Palermo sono corsi a interrogarlo. E il boss non ha chiuso la porta: parlerà, ma solo “quando sarò in condizioni di salute”, ora precarie proprio a causa del 41-bis. Sempreché faccia in tempo, perché – avverte – “ho una patologia che mi porterà a perdere la memoria, tra 5 o 10 anni”. E così, dopo averla confermata, Graviano dimostra pure che la trattativa prosegue tuttoggi. E che la politica continuerà a essere uno sporco gioco mafioso finché non si scoperchieranno le radici criminali della Seconda Repubblica, isolando e mettendo in galera chi aiutò Cosa Nostra a ricattare lo Stato, anziché farci le leggi elettorali, le riforme costituzionali e i governi.
Ci avevano raccontato che l’inchiesta Consip è una montatura dei pm di Napoli e del Ros deviato. Invece un testimone al di sopra di ogni sospetto, l’Ad di Consip Luigi Marroni, nominato da Renzi e confermato da Gentiloni, ha ribadito ai pm di Roma quanto aveva dichiarato a quelli di Napoli e al Noe: babbo Renzi e il fido Russo lo ricattarono per pilotare appalti verso l’amico Romeo e gli amici dell’amico Verdini; e le soffiate su indagini e cimici le fecero il ministro Lotti e i generali Del Sette e Saltalamacchia. Parole che, se riscontrate, dimostrerebbero come anche attorno a Renzi graviti un comitato di malaffari. In un paese serio scatterebbe la rimozione di Marroni o del trio Lotti-Del Sette-Saltalamacchia. Invece restano tutti ai loro posti. L’altroieri Lotti ha convocato, non si sa a che titolo (è ministro dello Sport), i consiglieri Rai di maggioranza per ordinare la nomina a Dg del direttore del Tg1 Mario Orfeo al posto del renzianissimo-ma-non-abbastanza Campo Dall’Orto. Per cinque anni il Minzolini di Renzi ha impedito che le notizie di cui sopra, e anche molte altre, giungessero all’orecchio dei cittadini. Non era facile e ora va premiato. Tra poco si vota e non si può rischiare che gli elettori scoprano chi tira i fili dei burattini che ci governano.

ORWELL
L’esperienza mi aveva insegnato molto presto che possiamo commettere degli errori indipendentemente dalla nostra volontà, e poco tempo dopo imparai anche che possiamo commettere degli errori senza neanche capire cosa abbiamo fatto e perché siano errori.”

INGHILTERRA VITTORIA AZZOPPATA
Elezioni generali 2010. Labour voti 8.606.517 (Gordon Brown).
Elezioni generali 2015. Labour voti 9.344.328 (Ed Miliband).
Elezioni generali 2017. Labour voti 12.858.652.
Su 32.181.757 di voti espressi, il Labour ne ha 792.248 in meno dei Conservative (voti 13.650.900). A questo giro, i due grandi partiti hanno cannibalizzato i partiti minori, e l’affluenza è stata la maggiore da molti anni; a prendere questi voti è stato molto più il Labour (+9.5%) che i Conservative (+5.5%).
Corbyn ha realizzato quello che si era proposto, per il momento. Ha aumentato il radicamento del partito nella società, sia aumentando il numero degli iscritti, sia riuscendo a condurre una campagna elettorale “porta a porta” che evidentemente ha pagato. Ha conquistato più di 3 milioni e mezzo di elettori in 2 anni, riducendo l’astensione, e vincendo fra i giovani.
Peraltro non mi illudo. Come tutte le cose umane, è un processo. Come tutti i processi può procedere, può arrestarsi, può regredire.
Però intanto ieri sul sito della BBC (!) era scritto che l’unico vincitore di queste elezioni è Corbyn, mentre i Conservatori hanno compiuto il secondo suicidio politico consecutivo (dopo il referendum di Cameron sulla Brexit).

Caterina 2011
By the way.
Corbyn ha:
– aumentato il numero degli iscritti al suo partito;
– conquistato più di 3 milioni e mezzo di elettori in 2 anni;
– ridotto l’astensione;
– vince fra i giovani.
Da quando ha Renzi come segretario, il PD ha:
– ridotto il numero degli iscritti;
– diminuito il numero di elettori ad ogni giro elettorale rispetto al precedente;
– l’astensione è arrivata quasi al 50% (bastonata referendaria di dicembre a parte);
– perde fra i giovani.
Fatti, non parole

Raffaele La Capria
Ne Il posto delle fragole di Bergman, in una muta silenziosa sequenza appare al protagonista circonfusa di una bianca luminosità irreale, l’immagine del padre e della madre che da una barca pescano con la canna in un lago. Tutto è calmo e immobile immerso in un tempo fermo dove la vita e la morte sembrano essere la stessa cosa. Come si sente, in quell’immagine struggente che il passato è irrimediabilmente passato e nello stesso istante è irrimediabilmente presente, fa parte di un presente che non avrebbe senso senza quella mancanza, senza quella lacerante partecipazione delle figure di chi ci fu caro, in quell’eterno crocevia di vita e di morte che sono le nostre vicende familiari e private.

Ormai questi pseudo intervistatori dei 5stelle sono grotteschi, sembrano macchinette caricate a molla, tutti spaventosamente uguali, con le loro batterie di domande tutte identiche, tutte meccaniche e stereotipate, artificiali e prive d’anima, tutte mitragliate a fucileria con aggressività e malevolenza, senza ascoltare le risposte in un accavallarsi inconsulto e sgradevole, senz’alcun rispetto alla persona, come un dovere comandato a cui si ubbidisce non per saper o per capire, ma per tentare di mettere in brutta luce l’avversario, qualcosa che non abbiamo mai visto coi potenti di turno, come una prova muscolare a braccio di ferro in cui ogni volta l’intervistatore soccombe facendo la sua brutta figura e il 5stelle emerge più luminoso che mai e in cui ciò che conta non sembra essere un programma politico o un valore ideale ma quante parole si riesce a dire in sempre meno minuti, come certi programmi di cucina in cui non il gusto della pietanza conta ma l’abilità del cuoco a cucinare in 5 minuti quello che richiederebbe due ore, mentre viene ostacolato e bersagliato da idiozie disturbanti col solo scopo non di insegnare o far capire ma di provare la sua abilità a reggere lo stress e la deficienza mentale programmata, così che questi programmi alla fine non sono informativi o ricreativi ma altamente fastidiosi come le urla scomposte di Sgarbi o i lecchinaggi della D’Urso o le riverenze servili di Severgnini.
.
Caterina
Tornando a Macron, è incredibile come, sommando astenuti, bianche e perdenti si superi il vincente, sono cose che non si erano mai viste nella storia, grazie agli attenti analisti per i vostri preziosi calcoli. I giornali francesi hanno scritto, fin da subito, che “Macron ha vinto male”. Sono loro che fanno le somme, e sottolineano che mai si erano visti tanti astenuti, bianche e nulle nella storia della Repubblica, e che mai un Presidente era stato eletto con così pochi voti (BTW: al primo turno: Astenuti: 10.577.572: primo partito; Macron: 8.657.326; Bianche: 659.302; Nulle: 285.431).
Sono i commentatori francesi a preoccuparsi. Magari perché, a differenza dei renziani, sanno cos’è una democrazia veramente rappresentativa. O magari perché temono che la corda finisca con lo spezzarsi malgrado tutto. Comunque sono molto lontani dallo stolto trionfalismo dei macron-renziani dè noantri.
.
Cresce il debito pubblico a marzo: record a 2.260 miliardi
.
(Questo scritto è di Giovanni Sartori, che fu mio docente di Scienza della Politica alla facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze. Parla del pericolo per una democrazia di trasformarsi in dittatura. Si riferisce e Berlusconi ma la cosa tragica è che tutto quello che dice di Berlusconi si attaglia purtroppo anche a Renzi. La cecità di troppi è non aver capito questa somiglianza, non aver visto che quello che Renzi tentava di realizzare era lo stesso piano perverso e antidemocratico di Berlusconi, che altro poi non è che il Piano di distruzione della democrazia di Licio Gelli, maestro venerabile della loggia massonica segreta P2, ‘organizzazione criminale ed eversiva” contro lo Stato. Tanti che oggi ancora accusato Renzi di essere un democristiano non vedono che Renzi è molto peggio, è un pidduista e tutto quello che ruota attorno a lui lo conferma: un eversore dellda democrazia, cosa che la DC non è mai stata).
.
Giovanni Sartori, docente di scienza della politica, scriveva:
“Oggi abbiamo dittature camuffate, che smentiscono di essere tali e fingono di essere democrazie.
È un’importante differenza rispetto alle dittature fasciste, naziste e comuniste. Ma riconosciamo una dittatura anche quando si camuffa, perché è potere concentrato su uno solo, legibus solutus, non sottoposto a leggi e che usa le leggi per sottoporre i sudditi al suo volere, un regime di potere assoluto nel quale il diritto è sottomesso alla forza. La dittatura è questa. Ma la strategia è cambiata. Prima il dittatore abrogava la Costituzione, eliminava le Camere e faceva strutture di comando a suo uso e consumo (nda: ma Renzi ha tentato di fare anche questo). Oggi si infiltra gradualmente nelle istituzioni democratiche e le svuota dall’interno (nda: preciso piano di Gelli). La strategia è più raffinata. Crea Costituzioni incostituzionali e cioè ne elimina le strutture garantistiche. Una Costituzione ha senso solo se istituisce e conserva poteri controbilancianti che si limitano e controllano a vicenda. Solo così i cittadini sono garantiti dall’abuso di potere e sono in condizione di difendere la loro libertà. Diversamente addio libertà.
Oggi le dittature sono Stati caratterizzati da Costituzioni incostituzionali, la cui forma consente e autorizza un esercizio concentrato e incontrollato del potere politico.
Berlusconi (ma ora Renzi) vuole riforme costituzionali intese a depotenziare e fagocitare i contropoteri che lo intralciano.
Mal sopporta chi lo frena. La sua megalomania cresce. Finora si è impegnato a salvare se stesso dalla magistratura e a corazzare un impero tutto intriso di conflitti e di abusi di interesse. Ha costruito un sultanato, fatto di fasto e potere dispotico. Sultaneggia su un partito cartaceo prostrato ai suoi piedi. Nomina Ministri chi vuole. Caccia chi vuole, come fosse personale di servizio. Nessuno fiata. I Ministri del partito di sua proprietà sono tali per grazia ricevuta. E tornano a casa senza nemmeno un gemito se così decide il padrone. Il sultanato era così.”

RIDERE : – )

Un signore avanti negli anni si presenta dal dottore per una visita senza appuntamento. “Che cosa posso fare per lei?” domanda il dottore. Il signore gli risponde: “Dottore, mi deve aiutare. Ogni volta che faccio all’amore con mia moglie mi sento stanco, le mie gambe non mi reggono e faccio molta fatica a respirare… Dottore, ho paura!”. Il dottore lancia uno sguardo ai dati contenuti nel suo computer e vede che il signore ha 86 anni e quindi gli dice: “Si rassicuri, questo genere di sensazioni sono da considerare abbastanza normali a un’età come la sua. Mi dica, ha notato questi sintomi spesso?”. Il vecchio: “Eh sì, tre volte la notte scorsa e due volte questa mattina!”.
.
Un campagnolo è in treno, pallido, tremante e con l’aria agitata. Un giovanotto, nello scompartimento, gli chiede il motivo di quest’ansia. “Eh, devo andare a lavorare a Milano, ed ho una paura boia! Delinquenti, droga, sparatorie e tutte quelle cose lì”. “Palle!” dice il giovanotto. “Io sto a Milano da quando sono nato, ci lavoro da sempre e non ho mai avuto problemi”. E il campagnolo: “Oh, che notizia confortante! Ma lei che lavoro fa a Milano?”. “Mitragliere di coda sul furgone blindato di un panettiere”.
.
Un signore amava particolarmente un piatto molto speciale che poteva mangiare solo un paio di volte all’anno andando in Spagna ad assistere alle corride: ‘i maroni di toro’.
Una abitudine che manteneva da diversi anni, finché, una volta, giunto desideroso al suo fedele ristorante, chiese il suo piatto preferito e gli arrivarono due “cosine” indegne di un toro.
Sconcertato e irritato chiamò il cameriere per una spiegazione e quello gli rispose:
“Non vince sempre il torero”.

Un enorme toro nero, una montagna di carne e muscoli possenti, pascola placido in un
verde e deserto prato di montagna. Ad un certo punto coglie uno strano movimento, laggiù in fondo al pascolo: un piccolo puntino bianco che si muove a balzelli nella sua direzione. Il toro, vagamente incuriosito, segue il puntino con lo sguardo, senza peraltro riuscire a distinguerne la natura: sembra come una palletta di pelo bianco, che, saltello dopo saltello, punta dritto verso di lui. Piano piano la palletta si avvicina, finché, ormai giunta a pochi passi, il toro non s’accorge che si tratta di un graziosissimo coniglietto bianco. L’animaletto compie gli ultimi balzelli e si ferma di fronte al toro. “Ans, ans… Cristo che corsa… ans… ehi cazzone! fatti da parte che ho fretta! ans… ans…” grida il coniglietto con la sua vocina chioccia. Il toro lo osserva ruminando, impassibile. “Ehi, grosso idiota! Non mi hai sentito?? Ti ho detto di lasciarmi passare, se non vuoi che ti prenda a calci nel culo fin giù a valle!”. Il toro continua a ruminare, senza fare una piega. “Ma che hai, le orecchie piene di merda? Se non ti sposti entro dieci secondi, quant’evvero che mi chiamo Poldino, giuro che ti rompo il culo e non smetterò nemmeno quando mi chiederai pietà in ginocchio, capito frocione? Allora… pronto? E unooo… dueeeee… treeee… “. Emettendo uno sbuffo di noia, il toro si gira su se stesso, alza la coda, seppellisce il coniglietto sotto una montagna di merda e se ne va, placido e tranquillo. Passano i minuti, le prime mosche cominciano a banchettare sulla piramide di escrementi, quando una zampetta emerge dalla cima, poi la seconda, infine spunta la testa del coniglietto, tutta imbrattata di merda. L’animaletto si pulisce gli occhietti, si guarda intorno e, scorto il toro all’orizzonte, grida: “A-HA! TI SEI CAGATO SOTTO, EH??”.
.
Il Presidente degli Stati Uniti sta per venire in visita ufficiale in Italia. A Roma, nel frattempo, il Presidente del Consiglio organizza i preparativi per l’importante vertice. Si fa avanti un segretario: “Presidente, data l’ingente somma di denaro che dobbiamo all’America, sarebbe bene che lei andasse di persona all’aeroporto a ricevere il Presidente americano…”. Il Presidente del Consiglio non è convinto, ma alla fine accetta. Arriva il gran giorno: l’Air Force One atterra a Fiumicino, piove, e il Presidente del Consiglio aspetta l’illustre collega al riparo nella sua auto blu. Si fa avanti il segretario: “Presidente, vista l’enorme cifra che dobbiamo agli Americani, sarebbe bene che andasse a ricevere il Presidente sotto la scaletta…”. “Con questa pioggia? Non se ne parla neanche”. “Ma, Presidente, sono migliaia di miliardi di debiti…”. “E va bene!” sbuffa il Presidente del Consiglio, che esce dall’auto e va incontro a Trump che sta scendendo dall’aereo. Ad un certo punto, un Ministro italiano si accorge con orrore che il Presidente del Consiglio ha i pantaloni rimboccati. Subito affianca il suo capo e gli sussurra: “Presidente, abbassi subito i pantaloni, Presidente !!”. “Ma insomma quanti soldi gli dobbiamo ?”
.
Giorgio e Giacomo chiacchierano al bar.
Giorgio: ho un dolore terribile al gomito, penso proprio che andrò da uno specialista. Allora risponde Giacomo: non buttare un sacco di soldi per una visita specialistica, alla Coop hanno un nuovo computer diagnostico che con una prova di urina e 10€ ti da la soluzione in dieci secondi.
Allora Giorgio con una provetta di urina si reca alla coop… Inserisce 10€ e l’urina nell’apposito contenitore e in dieci secondi ha il referto:
lei ha il gomito del tennista, si consiglia bagni in acqua calda e niente sforzi, in un paio di settimane sarà a posto.
Grazie per essere stati alla coop.
Ore più tardi ancora stupito per la nuova tecnica si chiede se riesce a fregare il computer e cosi mescola: acqua di rubinetto, feci del cane, urine della figlia e della moglie e per finire il proprio sperma. Inserisce 10€ e il miscuglio nel computer e dopo dieci secondi il referto:
1- L’acqua di casa ė troppo dura, usare anticalcare, reparto casalinghi.
2- Il cane ha contratto un fungo all’addome, usare shampoo fungicida, reparto animali secondo piano.
3- Sua figlia fa uso di cocaina, portarla al più presto in un centro di disintossicazione.
4- Sua moglie ė incinta: gemelli, non sono suoi, cercarsi un avvocato.
5- Se non la smette di farsi le seghe il gomito del tennista non guarirà mai.
Grazie per essere stati alla coop.
.
http://masadaweb.org

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