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Sunday June 25th 2017

MASADA n° 1857 5-6-2017 L’ESTATE DEL NOSTRO SCONTENTO

MASADA n° 1857 5-6-2017 L’ESTATE DEL NOSTRO SCONTENTO

E’ stato firmato il Trattato euro-canadese CETA che distruggerà le piccole e medie imprese europee aumentando la disoccupazione – NAFTA- Avanza il nuovo sistema elettorale- Attaccate il sistema neoliberista non con le bombe ma sul web!- Un nuovo attentato a Londra – Una campagna di odio – Wahhabismo – L‘assurdità delle spese militari italiane- Trump esce dall’accordo sul clima- Attaccate il sistema liberista sul web!

Blog di Viviana Vivarelli

Non abbiamo scelto di vivere
eppure dobbiamo imparare a vivere
come si impara un mestiere
perché esistere è un fatto, vivere è un’arte

(Enzo Bianchi)
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Non è iniquo solo chi commette il male ma anche e soprattutto chi glielo lascia fare.”
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Ci sono giorni
che se vuoi sopravvivere
devi saper sognare
”.
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COALIZIONI ELETTORALI
Non siamo più la repubblica delle banane
Ora siamo la repubblica della macedonia.
(Viviana)
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E’ nato il partito animalista.
Dobbiamo aspettare che siano gli animali a fare quello umano?
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Siamo nel post Medioevo venturo.
Com’è che la notizia non mi riempie di gaudio e beatitudine?
A quando il post neolitico presente?

Già dalla prima creazione del mondo si poteva intuire nel lavoro di Esso una anticipazione della modernità del trash, dei troll del blog, del kitsch del job, del mobbing del politicamente attivo, della visione del mondo come spazzatura, del Parlamento come discarica, del leader coi baffetti metaforici alla Hitler, del CETA, del TTP, . Probabilmente c’era già tutto il peggio.
E nessuna speranza di catarsi.
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Io adoro Altan. Vedete come si attaglia sempre al criminale di turno: Renzi come Berlusconi, il Pd come Fi. Una frase tipica di Altan attribuibile a tutti i mezzi busti nostrani:
“Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio”

Il 15 febbraio nel Parlamento europeo si è votato per la ratifica europea del CETA.
408 voti a favore (Popolari, Liberali, Conservatori e Socialisti-Democratici) e 254 contrari (Verdi, Sinistra, l’Enf di Lega e Le Pen, l’Efdd di Farage e M5S, ma anche alcuni socialisti: oltre ai francesi, tra gli eurodeputati del Pd ha votato contro solo Daniel Viotti).
Il 30 maggio il premier canadese Trudeau è venuto in Italia ospite di Gentiloni per perorare la ratifica italiana del CETA.

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».
«Non sono riusciti con il TTIP, fermato dalla mobilitazione popolare, e ci provano con il CETA – aggiunge Marco Bersani, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia – Diritti, beni comuni, servizi pubblici e agricoltura di qualità non sono in vedita. I parlamentari sappiano che il loro compito è rappresentare l’interesse generale e non quello delle multinazionali. Non rinunciamo alla democrazia».
Sei giorni fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica e attuazione del trattato di libero scambio con il Canada. Siamo dunque a livello di decreto. Ma un decreto deve essere trasformato in legge entro 60 giorni dopo una discussione parlamentare. Siamo ancora in tempo a sollevare vivamente la conoscenza di quanto avviene e di opporci.
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DOPO 7 ANNI DI NEGOZIATI. IL 30 OTTOBRE SCORSO E’ ARRIVATA LA FIRMA DEL PARLAMENTO EUROPEO AL CETA, TRATTATO COMMERCIALE EURO-CANADESE

Il CETA è un trattato lunghissimo di 1598 pagine che contiene centinaia di articoli.
Nella teoria il Trattato prevede:
Eliminazione del 98% dei dazi doganali (500 milioni di euro annui circa risparmiati dai membri UE);
– Nessuna restrizione nell’accesso agli appalti pubblici;
– Maggior apertura del mercato dei servizi;
– Prevenzione delle copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’UE;
– Rispetto delle norme riguardanti sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori.
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Nella sostanza il Canada, e attraverso il Canada, gli stessi Stati uniti del TTP, entrano a piè pari con le loro multinazionali nell’economia europea dove faranno sconquassi, aumentando crisi e disoccupazione e subordinando ogni contenzioso economico a tribunali privati dominati dalle multinazionali stesse che avranno il diritto di dare multe miliardarie agli Stati che, per difendere diritti, salute, ambiente e lavoro, possano fare danno ai loro profitti.
Il Parlamento europeo con la sua maggioranza di centro destra e falsi partiti di sx ha detto di sì. Il Pd italiano ha detto di sì. Ora ogni singolo Paese dovrà ratificare il Trattato.
Il 24 maggio, il nostro Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Alfano, senza che i media avvertissero almeno la popolazione, ha firmato la ratifica del CETA. Nessuno ha parlato di una discussione parlamentare. Il tutto è stato fatto in segreto e fuori dall’opinione pubblica.
I media italiani col loro silenzio sono stati al gioco. Nessuna voce dagli unici due giornali che potevano dire qualcosa nel modo giusto, il Manifesto, perché non lo compra più nessuno, e Il Fatto Quotidiano, perché la sua redazione, pur avversando Renzi e il Pd, ha ancora una linea filoeuropeista per cui rifiuta il M5S. Unico contestatore ufficiale resta il M5S, che tuttavia non ha giornali né televisioni.
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MoVimento 5 Stelle
Il primo ministro canadese, Trudeau, qualche giorno fa è venuto alla Camera dei deputati. A riceverlo in pompa magna prima la presidente della Camera, Boldrini, e poi il presidente del Consiglio Gentiloni, che, in conferenza stampa con il premier canadese accanto, ha svelato la vera mission delle vacanze romane di Trudeau: sponsorizzare il Ceta, l’accordo commerciale di libero scambio tra Canada ed Unione Europea che asfalta Made in Italy e sovranità nazionale.
Un trattato simile al Ttip (quello tra Usa e Ue), che in un certo senso lo sostituisce visto che molte multinazionali statunitensi hanno una sede anche in Canada, e che, solo per citare alcuni rischi, svenderà i servizi pubblici italiani, renderà irreversibili le privatizzazioni (dagli ospedali alla gestione dell’acqua), sdoganerà in Europa gli Ogm, di cui il Canada è il terzo produttore mondiale, e circa 130mila tonnellate di carne canadese trattata con ormoni.
E il Governo davanti al primo ministro canadese Trudeau, sponsor principale del Ceta, cosa fa? Lo accoglie a braccia aperte. Prima la Boldrini con i suoi panegirici, elogiandolo a tutto tondo in quanto ‘femminista’, promotore di una ‘visione multiculturale’ e della ‘lotta ai cambiamenti climatici’ in casa propria, ma del tutto favorevole alle porcate che è venuto a piazzare in Italia e nel resto d’Europa.
Pochi minuti dopo è la volta di Gentiloni, che, ospitando in conferenza stampa Trudeau al proprio fianco, ha dichiarato pubblicamente che spera che il Parlamento italiano dia al più presto il via libera alla ratifica del Ceta, che l’ultimo Consiglio dei Ministri ha predisposto in tutta fretta con un disegno di legge. Un’indicazione di voto vergognosa.
Cosa faranno adesso il Pd e le altre forze politiche alla prova del voto in Aula? Risponderanno, come Gentiloni e Boldrini, al diktat delle multinazionali pro Ceta, votando a favore della ratifica, o avranno il coraggio, come il MoVimento 5 stelle, di restare fedeli ai cittadini e votare contro il Ceta per rispedirlo al mittente? Un promemoria importante per le prossime elezioni politiche in cui i cittadini italiani dovranno scegliere tra un Governo 5 stelle, che difende i loro interessi, e l’ennesimo Governo, figlio della partitocrazia, supino invece alle istanze delle multinazionali e degli altri Governi che, come il Canada in questo caso, se ne fanno portavoce.
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CETA
Se volete leggere il trattato:

http://disq.us/url?url=http%3A%2F%2Ftrade.ec.europa.eu%2Fdoclib%2Fdocs%2F2014%2Fseptember%2Ftradoc_152806.pdf%3AsuJrGd2XGwr8VQPSR8AWvwXx8p4&cuid=1127999

Nelle 1600 pagine del CETA, trattato euro-canadese del commercio, ci sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione.
Il CETA, come il TTIP, è un trattato che va contro le piccole e medie imprese, favorisce solo le multinazionali canadesi, distrugge la regolamentazione dell’Unione europea, favorendo poche grandi imprese e preferendole ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti. Il CETA è stato negoziato in segreto per 7 anni. Era fatto divieto agli europarlamentari di conoscerlo. Poi è stato presentato al Parlamento europeo come un pacchetto chiuso che era vietato correggere ed è stato votato in fretta e furia e imposto dai Governi ai propri cittadini. I Governi lo hanno accettato senza discuterlo, svendendo alle multinazionali i diritti dei propri cittadini, la salute, l’ambiente, la difesa dei beni di qualità, i propri marchi e le proprie leggi.
I Capitoli sono 29, in quello agroalimentare si prevede il riconoscimento di un elenco di prodotti Dop e Igp in Canada, Paese da sempre scettico sulle denominazioni di qualità europee. Gentiloni lo ha firmato ad occhi chiusi per l’asservimento che ha alle multinazionali, piegandosi ad a un iperliberismo semplicemente vergognoso che calpesta i diritti umani, la tutela dell’ambiente, la salvaguardia del clima.
Si favorirà l’esportazione senza dazi dei prodotti canadesi, ma per es. solo una parte delle carni sarà non trattata con OGM, sopra quella quota scattano i dazi, ma si ammetterà lo stesso che entrino in Europa prodotti OGM mentre prima erano bloccati. Saranno protetti i vini canadesi ecc,.
La nostra protesta è tardiva, visto che tutto è già stato firmato. Invece la cosa gravissima è che Governo e media hanno distratto l’opinione pubblica con la Raggi e i Vaccini mentre non hanno fatto nessuna informazione su questo trattato che Gentiloni ha firmato nel completo silenzio e segreto.
Uno dei punti più gravi del Trattato riguarda l’acqua pubblica. Durante i negoziati segreti, la Commissione europea aveva dichiarato che l’acqua era esclusa dal trattato e che non sarebbe stata rimessa in discussione. Ora invece, la quasi totalità degli usi dell’acqua (potabile, fognatura, irrigazione agricola…) è considerata una merce e pertanto soggetta alle disposizioni CETA, calpestando qualsiasi referendum o legge nazionale.
Le imprese canadesi ed europee del settore idrico sono filiali delle solite multinazionali (Veolia, Nestlé, Suez, Coca Cola…). A esse il CETA e anche il TTIP offrono straordinarie opportunità di mettere le mani sull’acqua e i servizi idrici a detrimento delle popolazioni che vivono sull’una e l’altra sponda dell’Atlantico. Insomma Renzi, Gentiloni e Calenda hanno svenduto la nostra acqua pubblica alle multinazionali canadesi senza nemmeno fare una piega e i nostri spregevoli giornali e televisioni non ci hanno nemmeno informati di questa svendita vergognosa.

Alessandro
La cooperazione normativa permette a tutte le imprese private di essere consultate in merito alle procedure legislative della UE o degli Stati membri pregiudizievoli per il commercio e gli investimenti e di farle annullare se appaiono dannose per i loro interessi.
Grazie alla cooperazione normativa, le imprese private potranno bloccare questa iniziativa legislativa. Inoltre, una clausola di arbitraggio tra investitore privato e Stato (ISDS) permette all’investitore privato di contestare davanti a un tribunale arbitrale privato un provvedimento pubblico se questo danneggia i profitti che si attendeva.
Veolia ha trascinato in un tribunale arbitrale il Governo egiziano per aver aumentato il salario minimo; nell’aprile 2015.
Suez ha fatto condannare lo Stato argentino dal tribunale arbitrale della Banca Mondiale al pagamento di 400 milioni di dollari di danni e interessi per aver diminuito il prezzo dell’acqua nel periodo della grave crisi economica e sociale del 2001.
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gigi einaudi
Non si capisce perché il CETA non recepisce la tutela, l’identità e la garanzia di tutte le denominazione di origine doc, dop, docg europee ma solo di qualcuna…
Inspiegabile mediocrità o cialtroneria dei negoziatori europei?
“alcuni formaggi alcuni vini?” e gli altri?
Quindi una cosa che non è ancora importata in Canada, quando lo sarà non avrà nessuna tutela di marchio e legale?
Trovo gravissimo che si sia firmato un Patto scellerato che consegna ai tribunali delle multinazionali qualunque arbitrato Stato-cittadino e che valuterà qualunque contenzioso sulla base dell’utile emergente o perduto delle multinazionali, con la potestà di infliggere multe miliardarie agli Stati se questi per rispettare le proprie leggi, i propri diritti e i propri cittadini, procureranno perdite di ricavi. Per fare un es. pratico, nel caso delle malattie cancerogene prodotte dell’inquinamento dell’Ilva, una causa dello Stato italiano contro i proprietari dell’Ilva avrebbe portato a una sentenza che multava lo Stato italiano in quanto con le sue pretese aveva procurato un danno economico all’Ilva. Insomma abbiamo firmato di far decidere a tribunali internazionali dominati dalle multinazionali qualunque contenzioso Stato-cittadini. Questi tribunali avranno il potere di dare multe miliardarie ai Paesi che non rispetteranno gli accordi sapendo già che le multinazionali hanno a disposizione soldi e avvocati ed il controllo tramite corruzione del tribunale stesso sarà la prassi consolidata.
A livello di gruppi nell’europarlamento hanno votato a favore del CETA a favore i gruppi delle aree CSX, Centro e CDX. Contro Verdi, estrema SX, estrema DX.
Lo scopo di questo Trattato iperliberista è quello di ridurre la regolamentazione sulle aziende, con l’idea che questo renderebbe più facile le esportazioni. Ma farà di più. Attraverso la “cooperazione normativa” gli standard verranno ridotti in tutti gli ambiti sulla base del fatto che rappresentano “ostacoli al commercio”. Ciò potrebbe coinvolgere gli standard sulla sicurezza alimentare, sui diritti dei lavoratori e sulle regolamentazioni ambientali.
Ricordiamo sempre che l’Unione europea a difesa dei propri prodotti, della salute, dell’ambiente e del lavoro ha posto 1600 leggi e che queste in Canada come in USA semplicemente non ci sono, per cui i produttori italiano o europei avranno mille regole e condizionamenti, mentre dal Canada arriverà di tutto.
Col Trattato entreranno in vigore gli ISDS, strumenti che permettono alle multinazionali di fare causa agli Stati ritenuti colpevoli di impedire o creare svantaggi alla loro attività, cioè tribunali speciali istituiti appositamente (tecnicamente si tratta di corti arbitrali) per far vincere le multinazionali e proteggere sempre e comunque i loro investimenti con un‘unica base di giudizio: il loro lucro.
Con l’invasione dei prodotti canadesi, i consumatori europei ed italiani vedranno la qualità dei prodotti abbassarsi drasticamente. I grandi produttori, che hanno maggiori possibilità economiche, saranno i soli avvantaggiati, a discapito delle piccole e medie imprese, le quali si avviano a una nuova ondata di fallimento per cui si prevede la perdita di 300.000 posti di lavoro,mentre il ritorno stimato per l’Europa sarà molto basso.
Oltre a ciò, siamo già in deflazione, cioè i prezzi dei beni non aumentano perché a causa della crisi c’è poca domanda, e proprio in questo momento invadere il mercato europeo di beni canadesi, si creeranno nuovi svantaggi per le nostre imprese che per restare competitive dovranno abbassare i prezzi tagliando nel processo produttivo e, nel costo del lavoro. Ovviamente chi ci perde di più sono le piccole e medie imprese che, sono costrette a vendere sotto-costo per stare al passo, innescando così una spirale che piano a piano li porterà prima a ridurre la produzione, quindi a licenziare e, poi a chiudere, aumentando così la deflazione stessa (più gente povera, meno consumatori).
Andrea Paladini : In realtà l’obiettivo del Ceta è solo in apparenza il “libero commercio”, visto che i vantaggi per l’Europa saranno ridicoli, mentre il vero obiettivo è lo scardinamento delle tutele sociali, ambientali, di sicurezza alimentare, con un impatto negativo sull’occupazione della concorrenza di prodotti con standard qualitativi e di sicurezza inferiori ai nostri.
Ci saranno 500 miliardi di euro in meno di dazi doganali col Canada, a fronte di minori introiti da dazi per 331 milioni di euro..
La Tuft University ha calcolato che il Ceta provocherà un abbassamento medio dei redditi da lavoro di 615 euro tra tutti i lavoratori Ue, con punte minime di -316 euro fino a picchi di –1.331 euro in Francia, e la distruzione di 204mila posti di lavoro, dei quali circa 20mila in Germania e oltre 40mila sia in Francia sia in Italia.

All’ interno del CETA c’è una piccola postilla chiamata “Investor-state dispute settlement” o ISDS che tradotto in italiano sarebbe: Risoluzione delle controversie tra investitore e Stato. Cosa fa di preciso? Annulla le leggi nazionali, le leggi ambientali e i diritti dei lavoratori in favore di un organismo terzo e sovranazionale che, giudica per l’appunto, a porte chiuse e senza pubblico controllo, le dispute tra aziende private e lo Stato, dove le prime sono le sole a poter citare in giudizio i singoli Stati, ma non viceversa. E saranno le multinazionali a decidere chi sono i giudici e le sentenze saranno date in base al loro profitto e daranno alle multinazionali il diritto di imporre multe miliardari agli Stati che non lo garantiscono, per es. per rispettare le proprie leggi di tute della salute o dell’ambiente o del lavoro.
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BadBoys
Lo scopo fondamentale del CETA è quello di ridurre la regolamentazione sulle aziende, con l’idea che questo renderebbe più facile le esportazioni. Ma farà più di questo. Attraverso la “cooperazione normativa” (che suona una cosa così bella), gli standard verranno ridotti in tutti gli ambiti sulla base del fatto che rappresentano “ostacoli al commercio”.
Ciò potrebbe coinvolgere gli standard sulla sicurezza alimentare, sui diritti dei lavoratori e sulle regolamentazioni ambientali. VERGOGNAAAA
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mick
Non serve a niente dire che i canadesi sono solo 36 milioni, col CETA si riformerà il TTIP negato da Trump.Il CETA è il cavallo di Troia con cui le corporation americane entreranno nel mercato europeo tramite le loro controllate canadesi. Gli standard europei verranno gradualmente limati, grazie alle lobbie a Bruxelles. Il CETA è un ottimo motivo per uscire dalla UE.
Nel CETA rientrano tutte le società che hanno una sede in Canada, cioè il 70% delle società e marchi degli Usa. Trump ha vietato il TTIP, ma col CETA rientrerà di nuovo con altro nome.
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antonino39
Un’ulteriore colossale scelta sbagliata di questa Ue che ci affama e ci consegna alle multinazionali e alla finanza. Una scelta che collaborerà a ridurre le peculiarità dei prodotti di ogni Stato dell’eurozona e aprirà spazi al pensiero unico in economia ed ad uno sfrenato neo-liberismo. Ad avere ricadute negative sarà, come sempre, il popolo.
Con questi trattati i prodotti nazionali o di qualità invece di essere tutelati andranno fuori mercato..
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Eugenio Bongiorno
Ricordiamo che il Canada è il TERZO PRODUTTORE al mondo di OGM.
Quindi con questo accordo se prima gli Ogm che in Europa erano rigorosamente controllati e soggetti possibile limitazione da parte dei singoli paesi, ora saranno immessi liberamente grazie al Ceta, mentre i paesi europei saranno vincolati alla normativa europea e a quella dei singoli stati molto più stringente.
In sostanza i paesi non potranno più opporsi agli Ogm provenienti dal Canada.
Il Canada è il più grande produttore di grano e noi ne siamo grandi utilizzatori, quindi d’ora in poi la nostra pasta sarà a base di grano Ogm.
Il settore della pesca canadese è enorme, con prezzi bassi e quantità enormi, quindi chiuderà quel poco di pesca che abbiamo.
Negli allevamenti dei suini in Canada viene impiegata la RACTOPAMINA (steroide vietato in 160 paesi ).
In Canada vengono impiegati neonicotinoidi ( pesticidi) con il quale vengono coltivati i foraggi per gli allevamenti in più vengono impiegati gli ORMONI da noi vietati per pompare i vitelli che poi dato l’alto tasso di industrializzazione, inonderanno i nostri mercati e tavole senza potersi opporre.
ecc.
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Hush
Quello che accade alle nostre spalle è profondamente aberrante… questa UE è chiaramente dominata da transnazionali e finanza, non rappresenta i popoli e con questa configurazione non potrà produrre che disastri.
L’UE dev’essere riformata al più presto, a partire dai fondamentali, oppure è meglio uscirne a gambe levate.

Horus
Il CETA, Comprehensiv Economic and Trade Agreement, è un trattato che prevede la creazione di un’area di libero scambio (senza barriere tariffarie) tra il Canada e l’Unione Europea. Anche in Canada molti si oppongono al CETA e lo fanno partendo da un’esperienza molto concreta: i danni causati dal Nafta, l’accordo di libero mercato tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’esperienza dimostra come questi accordi ledano diritti, ambiente e democrazia. In più il CETA permetterà alle multinazionali americane, anche in assenza del TTIP di operare in Europa, tramite le filiali in Canada e lo stesso dicasi per le imprese del TPP.
I meccanismi decisionali di questa Unione Monetaria sono opachi, in cui il processo di integrazione viene portato avanti da un’élite transnazionale, vero potere dominante dell’Europa e non solo, tramite un processo caratterizzato da un persistente « deficit democratico », che li ha portati ad ignorare o ad aggirare la volontà dei popoli, ogni volta che si è opposta ai loro disegni. La UE non è disponibile a qualsiasi cambiamento vero, queste notizie confermano la sua natura. La UE come tutte le tirannie può solo CROLLARE, non cambiare.
Questi trattati sono un gioco a scatole cinesi quello che incastra i grandi trattati di libero commercio che sanciscono parte delle nuove alleanze mondiali. La loro intenzione non è nutrire l’umanità, ma tenerla sotto scacco, non è assicurare un’alimentazione buona e sana, bensì un’alimentazione omologata, omogeneizzata, inquinata da pesticidi sempre più pericolosi e da OGM (organismi geneticamente modificati) i cui effetti a lunga scadenza non sono nemmeno immaginabili. Questo trattato inoltre prevedere una liberalizzazione totale e sconsiderata, che già di per sé sarebbe bastevole a mettere definitivamente in ginocchio le nostre piccole/medie imprese, a spingerci alla privatizzazione (svendita) selvaggia, ad abbandonare e distruggere le nostre campagne (e molto, molto altro), prevede qualcosa di molto simile alla clausola ISDS. Questa clausola, ancora una volta protetta da un’apparentemente insignificante sigla, rappresenta un tribunale internazionale privato. Esso è composto da giudici quasi sempre contemporaneamente consulenti di multinazionali, dunque mossi da evidenti conflitti di interessi, giacché proprio le grandi società sono spesso e volentieri le principali parti in causa.
I signori del mondialismo e dell’eurocrazia hanno già deciso. Tutto il resto sarà solo un fastidioso intralcio o, per citare Mario Monti, un inopportuno «eccesso di democrazia». Il think tank voluto da Rockefeller la cui prima pubblicazione era uno studio, Crisis Of Democracy, nel quale si sosteneva che le uniche democrazie che funzionavano erano quelle dove il popolo restava ai margini del dibattito pubblico. Letteralmente, i cittadini dovevano restare in apnea.
Si direbbe che ci sono riusciti. Tutte le lotte rivoluzionarie sono state inutili, tutto ciò che l’umanità aveva ottenuto viene richiesto compreso gli interessi. Questo grazie alla smodata liberalizzazione e globalizzazione senza tener conto del sociale.
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M5S europeo
Il M5S è riuscito a “calendarizzare” per settembre oltre 20 petizioni contro i mostruosi trattati commerciali TTIP e CETA. Grazie in particolare alla sentenza della Corte di Giustizia UE, che ha ricordato alla Commissione Europea i principi democratici calpestati dai tecnocrati, si sono sbloccate in commissione PETI del Parlamento europeo tutte le istanze pendenti. Si dovrà parlare del modo in cui questi accordi sono stati impostati, ovvero passando sopra la testa di milioni di persone in maniera folle e autoritaria.
Questo step politico è fondamentale, in particolare perché è stato ottenuto come dicevamo grazie alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, che circa un mese fa annullò una fondamentale decisione della Commissione europea: il rifiuto di portare la volontà dei cittadini all’interno delle istituzioni comunitarie. Una mossa estremamente disonesta, anche perché lo strumento dell’ICE non è facilmente attivabile: servono almeno un milioni di firme provenienti da 7 Stati membri per poter portare le questioni all’attenzione della Commissione europea.
Stracciare dunque l’iniziativa va nella direzione opposta al buon senso e nasconde interessi che vanno ben oltre a quelli propagandati dall’esecutivo europeo. Ci è voluta la Corte per sbugiardare i tecnocrati di Bruxelles e il M5S per svegliare il Parlamento e mettere in agenda le petizioni rimaste volutamente inascoltate per anni. Ora pretendiamo le risposte che fino ad oggi nessuno ha voluto darci.
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Trump ha che ritira formalmente Washington dal TPP asiatico non ancora entrato in vigore; ha mosso passi formali per rinegoziare il nordamericano Nafta; ha invocato un nuovo accordo bilaterale con la Gran Bretagna; e ha brandito la minaccia di pesanti dazi sull’import per tutte le aziende che faranno offshoring.
Il TPP (TransPacificPartnership) è un accordo commerciale firmato da Stati Uniti, Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam (sono fuori Cina e Corea del Sud).
Ha minacciato una nuova «significativa border tax», cioè una tassa sull’import, per fermare l’invasione di merci globali frutto dell’esodo di aziende fuori dai confini. In passato l’aveva quantificata al 35 %. «Vogliamo tornare a produrre qui», ha detto.
Ma la sua uscita dal TTP non penalizzerà le multinazionali americane perché basterà che abbiano una sede operante in Canada e potranno imporre i loro affari lo stesso tramite il CETA.
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Gli europarlamentari del M5S hanno dichiarato che la firma al CETA è un ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA
“Il primo colpo di Stato silenzioso della storia è stato realizzato: tenuto al guinzaglio dalle multinazionali il Parlamento europeo ha appena approvato il CETA e ha condannato i cittadini europei, eroso la sovranità e pugnalato al cuore la democrazia”, hanno dichiarato.
“Questa mattina per entrare in Parlamento siamo tutti passati attraverso una manifestazione di centinaia di persone sdraiate davanti alle porte d’ingresso: questa è la vera voce dei cittadini! E non sono i soli a opporsi al CETA. In 150.000 hanno scritto alla Commissione contro le clausole ISDS, 2137 regioni e comuni si sono dichiarati liberi dal CETA e oltre 3 milioni 500 mila europei hanno firmato la petizione contro questo trattato: è la petizione all’UE con più firmatari mai realizzata”, continuano gli eurodeputati. “Oggi i nostri colleghi hanno ignorato tutto questo. Aspettiamo di conoscere i nomi degli eurodeputati italiani favorevoli al CETA. Più che aver votato un trattato, hanno tradito una fiducia. I loro padroni saranno orgogliosi del loro lavoro, ma noi, francamente, ci vergogniamo per loro”, concludono gli eurodeputati M5S.

Mentre gli europei sono informato del CETA,in Italia domina la disinformazione. Tutti i media sono stipendiati dal regime e danno solo le notizie che il regime Pd/Fi permette,oscurando il resto. Questo permette che i cittadini non siano informati di certe operazioni come la firma del fiscal compact (in cui siamo stati primi in Europa e che per gli italiani è ancora qualcosa di cui non sanno nulla), o il rapido versamento di Gentiloni dei 23 miliardi alla NATO per nuove guerre, quando la NATO avrebbe dovuto essere cancellata alla fine delle guerra fredda, o la veloce firma di Gentiloni a questo Trattato che aprirà le porte al TTP USA e sarà un’altro colpo mortale alle nostre piccole e medie imprese, aumentando la disoccupazione per l’ingresso nel mercato europeo di prodotti canadesi o americani che non sono soggetti alle 1600 norme europee di tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro. E se alcuni obiettano che sembra che le merci di importazione atlantica rispettino queste norme, leggendo bene, si vede che questo rispetto vale solo per una piccola quota,oltre cui in Europa può entrare di tutto, OGM, glifosfati, inquinanti ecc.
E’ inutile dire che i canadesi godono di un sistema di vita civile e moderno, i trattati non importano uno stile di vita ma delle merci e queste peggioreranno enormemente il nostro stile di vita, producendo un allargamento della crisi.
Con questa Europa dell’euro abbiamo già perso la nostra sovranità monetaria senza godere di benefici nella vita del cittadino,nella protezione dei diritti,nella difesa contro i flussi migratori o i cataclismi naturali, in un fisco equo comune, in una comune operazione a tutela del clima e dell’ambiente.
L’Ue si è risolta nella difesa folle di banche corrotte e nell’imposizione di un sistema neoliberista che contraddice ogni tutela del lavoro e delle classi media e bassa, ogni investimento alla Keynes e opprime gli Stati che vanno peggio portandoli lentamente alla rovina mentre fa gli interessi delle multinazionali e dell’alta finanza.

Ricordiamo che stare in questa Europa delle banche e delle multinazionali comporta l’obbligo di versare ogni anno 20 miliardi e di avere indietro ogni anno 5 o 6 o più miliardi in meno, mentre si dobbiamo subire multe pesantissime perché a causa della crisi indotta il nostro PIL non sale abbastanza così che a ottobre l’Ue ci impone di aumentare le tasse, di raddoppiare l’Iva (che in USA nemmeno esiste) di rimettere la tassa sulla prima casa, di farci inondare da merci americane e canadesi e noi dobbiamo già fare entro il 15 dicembre una manovra di 30 miliardi che costerà lacrime e sangue e in una economia già in declino.
La maggior parte di quei denari, 17 miliardi, servono per sterilizzare le clausole di salvaguardia ereditate dal passato.
Renzi in mille giorni ci ha lasciato una voragine di 40 miliardi da trovare in due anni, facendoci scendere all’ultimo posto in Europa per crescita economica, peggio della Grecia e,malgrado questo, ha ancora la faccia di presentarsi alle elezioni e, grazie all’inciucio con Berlusconi, ha persino una speranza di essere votato.
Con Padoan ministro delle finanze e col cerchio magico renziano, il debito pubblico è aumentato di 153 miliardi in 1.140 giorni, 134 milioni al giorno. Grazie Padoan, grazie Renzi, grazie Gentiloni!
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Sappiamo tutti che l’Italia è povera di materie prime ma basa il suo commercio principalmente su prodotti di qualità, il famoso ‘made in Italy’ ha fatto conoscere i nostri prodotti in tutto il mondo per la loro eccellenza, mentre il mondo viene invaso da prodotti spazzatura, inquinati o inquinanti, OGM, nocivi alla salute o all’ambiente, o risultato finale di processi di lavorazione che calpestano i diritti del lavoro. In passato sono state fatte campagne no global contro precisi merci che uscivano da multinazionali assassine, come la Coca Cola, McDonald’s, o la Del Monte e hanno portato anche a successi locali, tant’è per es. che certi Paesi del mondo si è posto il veto a un prodotto oltretutto nocivo alla salute come l’hamburger della McDonald’s (Montenegro, Bermuda, Bolivia, Macedonia, Ghana,Islanda…), la Del Monte ha dovuto accettare regole a protezione dei raccoglitori e nessun no global berrebbe mai una Coca Cola (anche qui abbiamo dei divieti locali).
Col CETA si è fatto credere ai produttori italiani che avrebbe aumentato i loro guadagni con l’ingresso in Canada di prodotti prime vietati come il parmigiano o il prosciutto di Parma, in realtà le previsione statistiche ci dicono che l’economia europea peggiorerà e sarà calpestato il diritto degli Stati di proteggere i propri prodotti e i propri standard di produzione.
Tiziana Beghin, eurodeputata del M5S titolare nella commissione per il commercio internazionale, sostiene: “Questo non è un trattato di libero scambio, ma una riforma istituzionale occulta, concepita in stanze segrete da tecnocrati non eletti e camuffata da trattato internazionale”.
I rischi, secondo Beghin, passeranno per le nostre tavole, considerando che in Canada l’81% del mais e l’80% dei grano sono OGM e che la carne contiene sostanze ora vietate in Europa, ma che con il Ceta rischierebbero di diventare legali. L’accordo sembra negare gli OGM ma lo fa solo per una certa quota, per cui accadrà che gli OGM rientreranno in Europa, costeranno meno e soppianteranno prodotti più sani: “Il Ceta è un assegno in bianco dal momento che crea un organismo tecnocratico e non eletto, che potrà interpretare a piacimento i protocolli del trattato. E non si tratta di poche pagine, ma del 75% delle 1.500 pagine che lo compongono, alcune delle quali sono state lasciate volutamente in bianco. Tutto questo senza nessun, ripeto nessun, controllo democratico”.
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NAFTA
Il NAFTA è un trattato di libero scambio commerciale stipulato tra Stati Uniti,Canada e Messico nel 92.
Il giorno stesso della firma è cominciata nel Chiapas la rivolta zapatista delle popolazioni che vedevano nell’accordo un altro mezzo per impoverire ulteriormente il Messico a favore del Canada e degli Stati Uniti,dato che tutti questi Trattati USA o Canada hanno prodotto dei danni gravissimi agli Stati contraenti.
Gli economisti non sanno ancora dire se questo Trattato ha prodotto dei vantaggi. Sicuramente ha abbassato lo standard dei prodotti messicani allineandoli a quelli USA e ha aumentato l’impoverimento dei contadini messicani. Anche qui si disse che tutti ne avrebbero tratto vantaggio, invece,per es.,i contadini messicani si sono trovati in concorrenza con quelli americani che sono fortemente aiutati dai sussidi statali per cui possono fare costi inferiori facendo fallire l’agricoltura messicana,così i prezzi dei prodotti agricoli messicani sono scesi,obbligando molti a fuggire e a cercare di entrare in America per sopravvivere. Insomma gli accordi erano sproporzionati a favore dei produttori americani e aumentavano i fallimenti messicani e le principali esportazioni messicane sono peggiorate di anno in anno.
L’opposizione al NAFTA viene pure dalle organizzazioni che difendono l’ambiente e i diritti del lavoro che denunciano il NAFTA perché ha impatti negativi su tutto.
Ma questo non vale solo per il NAFTA. Tutti i trattati simili stipulati finora da Canada e Usa sono stati micidiali per i Paesi contraenti.
Trump in un primo momento ha dichiarato di voler cancellare il NAFTA anche vista la sua aumentata durezza contro il Messico e l’immigrazione clandestino dei messicani che fuggono proprio a causa del Nafta. Negli ultimi giorni sembra aver cambiato idea e contratta col primo ministro messicano, ma presenta cose vecchie e già rifiutate e ormai Trump dice di tutto e il contrario di tutto.

GRANO
Una delle cose disgraziate dl CETA è che, pur essendo formato da 1598 pagine, non prevede nulla sul grano. Ne andrà di mezzo il grano italiano, in pratica l’economia agricola del Sud. Il trattato taglia fuori il grano che non avendo alcuna protezione né alcun marchio di tutela rischia di essere la cenerentola dell’ accordo. Eppure quello italiano è il miglior grano duro al mondo: quello del mezzogiorno che mai nessun Governo ha saputo valorizzare e difendere in ambito mondiale.
Il folle accordo commerciale rischia di distruggere la granicoltura del Mezzogiorno d’Italia
Il Canada è il primo paese produttore ed esportatore mondiale di grano duro, se ne producono due tipi: uno buono (quello di 1° grado e 2° grado che i canadesi tengono per loro) e uno pieno di contaminanti (quello di 3°-4°-5° grado). Quello di 3° grado è ufficialmente l’ unico che arriva in Italia, in prevalenza al Porto di Bari e viene quotato al Borsino di Altamura. Il Canada tiene molto al CETA, perché non sa come “sbarazzarsi” di tutto il grano duro contaminato che produce e che viene fatto maturare artificialmente a colpi di glifosato, il temibile erbicida (seccatutto) che il Test del Salvagente ha trovato nelle urine delle mamme in gravidanza. Grazie al CETA nessuno sarà più esente da contaminazione da glifosate. Nemmeno Alfano che ha firmato questo Trattato e a cui questo particolare sarà sfuggito perché la Lorenzin non glielo ha fatto notare.
“Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata – ha spiegato Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di Isde, in occasione della conferenza stampa in cui sono stati presentati gli esiti del Test – Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.
Il grano canadese oltre che di glifosate è ricco di DON e Cadmio
Gli interessi del Canada si saldano, dunque, con quelli della grande industria italiana della pasta. E’ bene ricordare che i consumi di pasta nel mondo crescono e le nostre industrie, che hanno la leadership nel mondo della pasta, sono costrette a prendere grano ovunque, che viene miscelato al nostro. I canadesi non sono fessi e sanno benissimo che il loro grano duro fatto maturare con il glifosato fa male alla salute: così lo ‘rifilano’ all’Europa.
E’ bene ricordare che il CETA non consentirà deroghe. Insomma: gli interessi delle multinazionali verranno prima degli interessi degli Stati. Se per esempio GranoSalus dovesse permettersi di far causa al Ministro della Salute per far rispettare il divieto sul glifosate, le multinazionali che esportano il grano in Italia si rivarrebbero direttamente sullo Stato italiano.
. Il consiglio dei ministri si è riunito mercoledì sera in fretta e furia per parlare di questi argomenti senza neanche un minuto di preavviso. Non è stata convocata nessuna conferenza stampa. Una notizia di epocale importanza che è stata sottaciuta dai media? Come mai?
Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del CETA Gentiloni ha scoperto le carte. Insomma, il Pd non può sottrarsi alle pressioni delle multinazionali che hanno grandi interessi affinché il CETA venga approvato. E’ un colpo di stato silenzioso che rischia di pregiudicare il più grande giacimento d’oro dell’Italia.
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Il CETA distruggerà quel che resta dell’economia italiana. Al momento la sua ratifica è un decreto di Alfano che deve essere convertito in legge entro 60 giorni. Siamo ancora in tempo a fermarlo.

Firma contro il CETA
https://stop-ttip.org/it/firma/?noredirect=it_IT

Proposta di legge elettorale del M5S
Danilo Toninelli
Leggo commenti critici anche autorevoli sul modello tedesco di legge elettorale a cui stiamo lavorando in Commissione alla Camera. Voglio dire anzitutto che il lavoro, in questo momento, è in pieno svolgimento, e non c’è niente di definitivo che si possa giudicare correttamente.
Mi preme tuttavia chiarire alcuni punti:
1) gli elementi caratterizzanti del “modello tedesco” sono tre: sistema proporzionale, 5% di sbarramento e divisone tra collegi uninominali e liste plurinominali. Sono presenti nel testo su cui stiamo lavorando e sono ciò che gli iscritti del M5S hanno votato;
2) in Germania non ci sono le pluricandidature, né i capilista privilegiati nell’assegnazione dei seggi. Non sono elementi essenziali nella definizione di un modello elettorale, ma certamente sono dettagli per noi estremamente importanti. Stiamo lavorando incessantemente per cancellare entrambi;
3) in Germania il vincitore del collegio si vede assegnato il seggio senza che ciò tolga nulla ai partiti che hanno preso una certa percentuale di voti e dovrebbero quindi avere un certo numero di seggi. Lo possono fare perché lì possono aumentare il numero dei parlamentarie. In Italia, per fortuna, non si possono aumentare gli “onorevoli”, perché il loro numero è stabilito dalla nostra Costituzione: anche qui stiamo lavorando per inserire modifiche ben fatte che garantiscano, come in Germania, il seggio al candidato più votato nel collegio anche senza modificare il numero complessivo dei parlamentari;
4) il sistema tedesco prevede sì il voto disgiunto, ma su un’unica scheda, non su due come dice qualcuno. Stiamo lavorando anche su questo particolare, che tuttavia è collegato anch’esso al numero complessivo dei parlamentari;

5) in Germania non ci sono le preferenze. Nonostante ciò, stiamo provando ad inserirle. Se non ci dovessimo riuscire ricordatevi che il M5S fa le parlamentarie. Non come i partiti che ora ci attaccano ma che alla prova dei fatti nomineranno tutti i loro candidati dimenticandosi delle primarie.
Spero di aver contribuito a fare un po’ di chiarezza. Non abbiamo cambiato faccia. Siamo sempre gli stessi ragazzi che danno l’anima per il bene del Paese, in questo caso per riuscire ad ottenere nelle condizioni date, dopo 12 anni, una legge elettorale che non sia incostituzionale e che ci consenta di andare al voto subito, invece di rischiare di andarci con due leggi elettorali diverse o con le altre porcherie incostituzionali, come il Verdinellum-Rosatellum, che sono ancora la prima scelta dei partiti che hanno la maggioranza.
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Il M5S chiede il voto disgiunto e l’eliminazione dei capilista bloccati“. Anche Sinistra Italiana chiede il voto disgiunto. Esso prevede la possibilità di esprimere due voti, uno per la scelta del partito, l’altro per la scelta del candidato. L’elettore può esprimere la preferenza anche per un candidato di un partito diverso da quello scelto. L’avvocato Besostri, che ha fatto respingere dalla Consulta prima il Porcellum e poi l’Italicum come incostituzionale, dice : “Senza correttivi che evitino il voto congiunto, il testo della legge elettorale proposto da Renzi e Berlusconi rischia di essere incostituzionale. Il sistema proposto fin qui viene chiamato ‘alla tedesca’, ma non gli somiglia affatto, gli somiglierebbe di più col voto disgiunto. Questo è anche il punto più controverso per la legittimità costituzionale. Per ridare qualche possibilità di scelta agli elettori ci deve essere almeno la possibilità di non votare per la lista o per il candidato dell’uninominale che non si gradisce, scegliendo una lista non collegata .Per non avere un Parlamento tutto di nominati dai partiti occorrono due emendamenti, uno che prevede l’introduzione di preferenze nella lista proporzionale e l’altro di poter cancellare i nomi dalla lista bloccata in modo da invertire l’ordine di presentazione così, se c’è un capolista che ottiene il 20% di cancellature, passa al secondo posto.

Maurizio
E’ incredibile…tutte le leggi elettorali degli ultimi 30 anni e anche quest’ultima in particolare che i partiti stanno manipolando, configurano una sorta di competizione, di concorrenza, di contrapposizione del tutto anticostituzionale e democraticamente illegittima fra gli interessi dei partiti e gli interessi della popolazione, degli elettori e dei cittadini. La politica e’ riuscita a costituire un confine illegale fra se stessa e la cittadinanza, facendo prevalere i propri nominati ai seggi parlamentari rispetto alle persone che i cittadini non possono indicare ne votare, e anche se riuscissero a votare liberamente qualcuno, ecco che interviene un calcolo del tutto arbitrario con un logaritmo che permette ai nominati di scavalcare i votati dalla gente e ad occupare tutti i seggi disponibili abusivamente rispetto al diritto di rappresentanza parlamentare della gente. Ecco ancora una volta una ennesima legge truffa ai danni degli italiani.
Vergognatevi traditori della Repubblica italiana e della Costituzione!
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Euripide
Sicuramente il sistema massimo che garantisce la governabilità (ma che tutti i politici temono come la peste) è il Sistema Inglese Maggioritario: tutti collegi elettorali uninominali, con divieto di candidature plurime. In pratica significa che anche i segretari o capi di partito (e i loro giannizzeri) non sono affatto sicuri di essere eletti in partenza. Così ogni candidato è costretto a presentarsi in un solo collegio, di fronte agli elettori di quel determinato territorio e lì andare ad esporre le proprie idee, sapendo che ha solo una e una sola possibilità di essere eletto. In pratica nel sistema inglese ogni deputato in carica deve ricordarsi tutte le mattine, prima di uscire, che verrà il giorno in cui dovrà dare conto delle sue scelte agli elettori del suo collegio. Fatto questo, può aggiustarsi la cravatta per andare in Parlamento. Questa sarebbe l’unica legge elettorale libera e democratica a favore dei cittadini, perfettamente adatta ai tempi visto che, peraltro, il lavoro non è più garantito a nessun italiano. Perciò, non dovrebbe esserci nessuna garanzia assoluta di essere eletti, per nessun candidato politico.
(Io: Confermo. Mia figlia vive a Londra e ha la doppia cittadinanza italiana e inglese, alle elezioni inglesi sceglie lei il suo candidato, anzi la circoscrizione in cui viene eletto ha uno stretto rapporto con lui e riferisce a lui una volta la settimana direttamente per presentare richieste o proteste e il candidato ha un rapporto costante con i suoi elettori. Noi al contrario dovremmo essere obbligati a subire i candidati scelti dai capipartito, e gli eletti non hanno più rapporti con noi, a meno che non siamo lobby o potenti, possono tranquillamente calpestare le promesse che avevano fatto oppure transitare in altri partiti o delinquere senza che ricevano alcun danno).

La Corte Costituzionale era stata chiara nel dire che, se non ci fossero state le preferenze, il sistema scelto sarebbe stato incostituzionale ma Fi e Pd sono incrollabili nella difesa delle loro poltrone e nella violenza con cui intendono circondarsi solo di persone nominate da loro calpestando la democrazia, per cui insistono nella loro volontà perversa di fare listini con capilista nominati dall’alto. La democrazia deve far loro davvero paura se da 30 anni non demordono da questa condotta incostituzionale. E siccome la sentenza della Corte si fa aspettare diversi anni, in tutto quel tempo continuano a governare in modo illecito e illegittimo.
Possibile che gli italiani non riescano a capire che questo partiti lavorano per se stessi e contro di noi?
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Mauro Rossi
La lotta contro il parlamento di nominati è l’ELEMENTO ESSENZIALE, fondamentale del modo di concepire la vita politica per il M5S: questo è uno dei FONDAMENTALI motivi per cui il Movimento ha raccolto tanti milioni di voti; un cedimento su questo punto sarebbe interpretato dagli elettori come un cedimento al “solito” modo di fare “politica” (cioè farsi gli affari propri, non gli affari dei cittadini).
Toninelli non se la può cavare scrivendo che “ci proveranno” a reintrodurre le preferenze: Toninelli ci deve ASSICURARE che il Movimento NON voterà la legge se gli elettori non potranno scegliere i candidati: lascino questa pesantissima responsabilità agli altri, ai “soliti”: gli elettori sapranno valutare questa responsabilità.

TRAVAGLIO
“A chi servono infatti la precedenza dei nominati sugli eletti, il divieto di voto disgiunto e le multicandidature-paracadute? Ai partiti che devono garantire l’elezione sicura ai servi del capo di solito impopolari e invotabili, anche perché spesso sono in Parlamento dalla notte dei tempi. Non certo ai 5Stelle, che non hanno di questi problemi: non sono inseguiti da eserciti di veterani a caccia di un posto, perché non ricandidano nessuno dopo due mandati.”
Per esempio, ma solo per fare un esempio, Verdini, condannato e plurindagato, è in Parlamento dal 2001.
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Domenica sera 4 giugno
I 5stelle ce l’hanno fatta su alcuni emendamenti.

Prima di far scattare il listino del proporzionale, si fa scattare il miglior perdente per cui i più piccoli non hanno la lista bloccata.
Il capolista bloccato non esiste più: si parte dai collegi vincenti e si passa poi alla lista del proporzionale. E non ci sono le pluricandidature.
Il capolista bloccato scompare nel senso che non viene eletto di diritto ma dal 2° seggio in poi (il 1° va al candidato uninominale). Non è passato però il voto disgiunto.
Il voto sarà semplice: una scheda per il Senato e una per la Camera, una X per il Senato e una X per la Camera. Il sistema è al 100% proporzionale. L’elettore farà un unico segno sulla scheda sul partito dove c’è scritto il nome del candidato del collegio uninominale, il listino della circoscrizione sarà da 2 a 6 persone a seconda della dimensione della circoscrizione.
Abbasseranno il numero di firme necessarie per presentare le liste. E semplificheranno le procedure.
“Ce l’abbiamo fatta: via pluricandidature e capilista bloccati – ha twittato il deputato del Movimento 5 Stelle, Danilo Toninelli – ora il sistema è tedesco. Ma cercheremo di migliorarlo ancora!”
I collegi non sono più 303 ma 225.
Non è proprio il sistema tedesco perché quello ha il voto disgiunto. Comunque la cosa positiva è l’eliminazione dei capilista bloccati e delle multicandidature. E’ questo combinato disposto che genera i nominati dal capo del partito.
Le multicandidature sono ormai vietate in tutte le democrazie anche dove ci sono i listini corti bloccati (Spagna). Ora bisognerebbe eliminare anche le liste civetta.
Comunque questa non è ancora la versione definitiva.
Travaglio, Gomez, Scanzi e Padellaro devono chiedere scusa per aver scritto che i 5stelle agivano in modo incostituzionale come il Pd.

Si sono fatti paragoni impropri tra il sistema elettorale italiano e quello tedesco o francese.
Non si possono fare paragoni tra Italia e Francia perché la Francia è una repubblica presidenziale e l’Italia è una repubblica parlamentare. Ma non si possono fare confronti nemmeno con la Germania, perché l’Italia è uno Stato unitario e la Germania è uno Stato federale (16 Länder). Il Parlamento (Bundestag) è composto da 631 deputati, eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario plurality e per l’altra metà con il sistema proporzionale del quoziente. Metà dei membri del Bundestag è eletto direttamente dalle 299 circoscrizioni uninominali in cui è diviso il Paese. L’altra metà in base alla percentuale di voti ottenuta dal partito in ogni Land. Gli elettori dispongono di due voti: con uno l’elettore sceglie un singolo candidato all’interno del proprio collegio (con sistema maggioritario: chi prende un voto in più degli altri viene eletto), con l’altro sceglie una lista o un partito. Questo secondo voto (il più importante) stabilisce qual è la percentuale di seggi parlamentari che avrà ogni partito (con metodo proporzionale): chi prende ad esempio il 30% di secondi voti, avrà diritto al 30% dei seggi. I candidati della quota proporzionale sono scelti in listini bloccati: ce n’è uno per ogni Land.
In Germania il numero dei seggi è variabile, perché chi vince nel proprio collegio entra automaticamente in Parlamento anche se in numero maggiore rispetto alla quota proporzionale che spetterebbe a un partito. Noi invece abbiamo un Parlamento formato da un numero fisso di membri.

L’ASSURDITA’ DELLE SPESE MILITARI ITALIANE

Articolo 11 della COSTITUZIONE dice: “L’ITALIA ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Renzi ha aumentato le spese militari del 23 % e del 10% i costi per F-35, portaerei, carri armati ed elicotteri.
Gentiloni ha portato di corsa 23 miliardi alla NATO per nuove guerre. Spendiamo in armi 64 milioni al giorno. L’Italia nel solo 2017 ha speso per le forze armate 23,4 miliardi di euro. Quasi un quarto della spesa, 5,6 miliardi, è andata in nuovi armamenti (altri 7 F-35, una seconda portaerei, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco), pagati in maggioranza dal ministero dello Sviluppo economico (!), che il prossimo anno destinerà al comparto Difesa l’86 % dei suoi investimenti a sostegno dell’industria italiana (solo quella delle armi, sembra).
Mai cancellati i 15 miliardi di euro da spendere per gli F35, che non funzionano e che sono stati respinti da tutti i Paesi del mondo, USA compresi. E malgrado questi aumenti spropositati di spesa militare, si continua a ripetere che non ci sono soldi per gli investimenti, per il lavoro, per la scuola, per gli anziani, per i pensionati al minimo, per gli esodati, per i creditori dello Stato e per il reddito minimo di cittadinanza.
Le spese militari mondiali sono aumentate dello 0,4 % fino a 1686 miliardi di dollari. Quelle europee negli ultimi 5 anni sono giunte al massimo livello dalla fine della guerra fredda. Per quanto, per colpa di Renzi, l’Italia sia il Paese che va peggio e abbia la crescita economica più bassa (addirittura meno della Grecia), 09% contro il 3,5% medio europeo, siamo i primi per aumento della spesa in armi, primi in in percentuale tra i membri europei dell´Alleanza atlantica, e questo pur essendo bassi i prezzi del greggio. Malgrado questo, mentre in Europa l’aumento della spesa militare è stato del 2,6 %, in Italia è stato del 10,63% quest’anno e negli ultimi 2 anni dell’11%. Renzi è stato micidiale e ha destinato alle armi cifre assolutamente sproporzionate rispetto all’economia italiana. Qualcuno sa spiegare il perché? Visto che persino gli USA hanno aumentato le spese militari solo dell’1,7% noi dobbiamo averle aumentate 10 volte di più?
Oltre a ciò, per quanto a causa della fine delle guerra fredda, la NATO avrebbe dovuto essere smantellata, per volere di Trump sarà invece rafforzata. E ciò malgrado Trump si fosse imposto sulla Clinton guerrafondaia come uno che voleva togliere gli USA dalla politica di guerre a oltranza.
Trump ha chiesto agli alleati europei di versare prontamente le quote di loro spettanza e Gentiloni ha prontamente portato 23 miliardi di euro alla NATO! Ma non è assurdo e inconcepibile tutto ciò?
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TRUMP ESCE DALL’ACCORDO SUL CLIMA

Il 12 dicembre 2015 Obama fece lo storico accordo sul clima con cui gli Stati uniti si univano finalmente a 195 nazioni riunite a Parigi per mettere un freno al riscaldamento globale e difendere la Terra. Ma al G4 Trump ha tentato di rifiutare questo accordo che è accettato oggi anche da India e Cina. Ma la Merkel, Macron e Gentiloni gli hanno ribadito in una nota congiunta che «l’intesa sul clima non rinegoziabile. L’accordo di Parigi è uno strumento vitale per nostro pianeta». L’accordo sul clima resta una pietra angolare nella collaborazione tra i Paesi per affrontare efficacemente e tempestivamente i cambiamenti climatici e per attuare gli impegni previsti dalla Agenda 2030 sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile». Affermano che l’accordo di Parigi non può essere rinegoziato.
Un Paese che annuncia il ritiro dall’ accordo sul clima deve pazientare tre anni dal 4 novembre 2016, poi dovrà rispettare un preavviso di un anno per uscire definitivamente. Quindi gli Stati Uniti potranno uscire dall’ accordo nel novembre 2020, cioè durante la prossima elezione presidenziale americana. C’ è ancora speranza.
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ATTACCATE IL SISTEMA NEOLIBERISTA SUL WEB!
La cosa più idiota di questi nuovi attentati di Londra e di Cardiff è che al sistema ha fatto più danno l’ackeraggio fatto alla British Airways, che ha bloccato la principale compagnia aerea inglese per un giorno fermando migliaia di voli in tutto il mondo e che non è costato nemmeno un morto ed è stato contrabbandato come ‘guasto elettrico’, questo mentre tutte le altre compagnie, nello stesso giorno e negli stessi aeroporti, funzionavano elettricamente benissimo. Ma mentre sull’attentato dell’acker hanno fatto silenzio (ed è la sesta volta che questo accade!), le bombe fanno più scalpore e saranno solo pretesto di altre armi, di altre guerre, di altro odio sociale, di altri arricchimenti del perverso sistema neoliberista. Eppure, se l’Isis fosse intelligente, la guerra al capitalismo anglosassone la farebbe sul web con danni al sistema informatico delle principali mayor, non sulle piazze e nei teatri ammazzando la gente. Ma in quel caso non si scatenerebbe l’odio dei popoli, quello stesso odio che ha giustificato finora, insieme alla balla dell’esportazione della democrazia, ogni sorta di guerra, di tortura, di nefandezza.
Ma con guerre puramente informatiche ci rimetterebbero quelle multinazionali delle armi che vendono i loro ordigni letali sia ai Paesi occidentali che agli emirati arabi o ai Paesi russi che rivendono poi le stesse armi ai terroristi. Ogni vendita di armi che viene presentata come aumento del Pil si ripercuote in aumento di guerre e in aumento di terrorismo e su questo aumento le multinazionali delle armi ci marciano e sono loro poi che comandano i governi.
La campagna della guerra ha sua logica bipartyisan e gli attentati con le bombe la alimentano come la guerra sul web non permetterebbe mai.
La cosa più ridicola è che la British Airways si è fregata con le sue stesse mani, facendo per risparmiare, come tutti i colossi occidentali, il trasferimento di centinaia di posti di lavoro informatici in India così che ora non ha più un controllo diretto a Londra sui propri computer.
Insomma, chi di globalizzazione ferisce, di globalizzazione perisce.

Francesco Erspamer
Per vent’anni vi hanno detto che essere di sinistra significava resistere a Berlusconi, anche mentre il democristiano Prodi, incredibilmente scelto per guidare la resistenza antiberlusconiana, iniziava la privatizzazione dello Stato e rinunciava alla sovranità italiana entrando nell’euro.
Adesso il democristiano Renzi vi dice che essere di sinistra significa allearsi con Berlusconi per resistere al M5S, anche mentre il governo piddino reintroduce i voucher e completa la precarizzazione del lavoro.
I prossimi mesi riveleranno se essere di sinistra, in Italia, significa essere stupidi.

Viviana
Ogni tanto c’è qualche bischero che mi chiede perché non entro in politica.
Non si “entra” nella politica, si “è” nella politica, in quanto si è vivi e si vive, e per come si vive. Sono ‘politici’ anche quei 17 milioni di italiani che sono definiti spazzatura dalle politiche del Governo, che di fatto di loro si cura come della spazzatura, i poveri, di cui nessuno si cura, che non c’erano nella marcia di Milano come non ci sono mai stati nelle false riforme del Governo come sono sempre assenti nelle manovre fallimentari di Padoan. Contavano i poveri per il Governo Berlusconi? No. Contano i poveri per Padoan o per i due Governi di Renzi. No. Ma ci sono lo stesso.
“La politica è esistere”, ed esistere in un certo modo piuttosto che in un altro. Noi siamo animali politici e facciamo politica per il fatto stesso di esistere e non come Robinson Crusoe, solo in un’isola deserta, ma come cittadini dentro una comunità.
Quei 17 milioni di poveri non hanno certo scelto la loro povertà, ovvero la loro politica, se la sono trovata addosso.
Non si entra nella politica. Ci si affoga. Però si può entrare nel Potere. Oppure, cosa più rara e innovativa, si può diventare rappresentanti anche di quei 17 milioni di poveri, e la marcia di Assisi tendeva anche a questo, e cercare di governare anche per loro conto e per il loro bene dovrebbe essere la vera politica, come quella di chi con quei rappresentanti collabora in una partecipazione comune. E in questo tipo di politica io mi riconosco.
Poi c’è la Politica come Potere. Ma, per quel che mi riguarda, entrare in quel tipo di Potere nemmeno mi interessa.
Si può fare ‘politica con’ e ‘politica contro’. Avete notato che ormai chi comanda, e lo si vede soprattutto nella scelta del sistema elettorale, fa ormai politica contro e diventa sempre più incapace di fare ‘ politica con’?

UN NUOVO ATTENTATO A LONDRA
Viviana Vivarelli

Mia figlia che vive a Londra da 12 anni e ha anche preso la cittadinanza inglese e ha i suoceri di Manchester ha passato ore angosciose leggendo su internet fino a notte fonda qualunque cosa si riferisse all’attentato di ieri a Londra, a poco tempo dall’attentato di Manchester che è costato 22 morti.
Ricordo che il sindaco di Londra, Sadiq Aman Khan, è un avvocato laburista pakistano difensore dei diritti umani e membro di una famiglia di immigrati pakistani, specializzato in azioni contro la polizia, diritto del lavoro ed in materia di discriminazione.
Ricordo che Londra è un crocevia di popoli, culture e religioni, dove vige la massima integrazione e dove non è come in Italia dove generalmente un immigrato è accettato solo per i lavori peggiori, a Londra, se uno ha una competenza può trovare il lavoro relativo ad essa. Ricordo però tuttavia che in tutte le ultime guerre di aggressione e predazione del Medio Oriente, l’Inghilterra è stata tra le prime potenze a fianco dell’America e che America e Inghilterra e per terza la Francia (la Francia anche per l’Africa) sono profondamente odiate da milioni di cittadini del mondo che hanno dovuto subire le loro invasioni.

Mia figlia mi scrive:
In termini delle bombe che dire. Ci scandalizziamo solo per i nostri morti e non battiamo ciglio a quelli dei paesi fianco. Diventa una specie di droga: se non succede un attentato le notizie quasi non paiono più interessanti. Allo stesso tempo la droga fa assuefazione e si deve avere un trauma sempre più vicino al nostro cerchio o altrimenti non si sente nulla. Ieri sera sono stata fino alle due a leggere le notizie poi oggi la vita è ripresa come se nulla fosse. È’ una civiltà dell’informazione e della violenza che assorda i sensi anziché risvegliarli.
Per conto mio oggi abbiamo ospitato una signora rifugiata dallo sri Lanka per due settimane. La mia piccola goccia, cercando di sentirmi ancora viva.
Nico
Ecco, nel mondo ci sono molte cose: C’è l’odio, il fanatismo, la guerra. C’è anche l’amore, l’aiuto reciproco, la cultura della pace. Se vogliamo dare il nostro contributo all’evoluzione umana non possiamo e non dobbiamo stare nel primo gruppo. Altrimenti non faremo che peggiorare il mondo.

UNA CAMPAGNA DI ODIO
Viviana Vivarelli

Su Facebook, dopo i recenti attentati, leggo frasi deliranti che fomentano un odio assoluto e non attestano certo grandi livelli di moralità. Dire ” Tra noi e il mondo islamico non ci potrà mai essere nessuna integrazione” sarà pure un discorso molto seguito ma è assolutamente privo di senso. Gli Islamici nel mondo sono 1,6 miliardi, circa 1 miliardo vive in Asia, 240 milioni nell’Africa sub-Sahariana e ‘solo’ 320 milioni in Medio-Oriente. I musulmani in Europa sono circa 44 milioni (il 6% della popolazione totale). Ci sono infinite correnti, infiniti modi di praticare l’Islam, infiniti modi di porsi in relazione agli altri.
Sarebbe come se un non cristiano valutasse gli orrori commessi dagli eserciti dei Paesi cristiani o considerasse solo i cristiani integralisti (Nazisti o fanatici religiosi) e dicesse “Tra noi e il mondo cristiano non ci può essere nessuna integrazione”.
Non ha nessun senso parlare di un tutto unico quando ci si riferisce a un miliardo e 600 milioni di persone. Ognuna di queste persone è diversa, esattamente come nel mondo che chiamiamo occidentale e che a prevalenza cristiana, ognuna delle persone è diversa.
La frase mostra un integralismo e una ignoranza dell’Islam giganteschi e produce solo un odio e un fanatismo pari a quelli dei fanatici musulmani.
Oltre a ciò anche le fedi più integraliste cambiano, tutto evolve. Noi abbiamo avuto i nostri periodi di totalitarismo religioso, nel Medioevo e fino al 1600, nella lotta alle eresie, nello sterminio di 6 milioni di donne tacciate di essere streghe, nelle Crociate, poi abbiamo prodotto il rigurgito nazista con i suoi milioni di ebrei uccisi.
Chi è più indietro di noi nell’evoluzione delle civiltà produce i fanatismi religiosi e gli attentati, le cui cause non sono solo religiose, ma politiche, sociali e militari.
Ma ogni civiltà, ogni cultura, ogni religione, produce i suoi santi e i suoi fanatici e demoni.
Noi non abbiamo nel nostro passato molte cose di cui vantarci e nel nostro presente abbiamo partecipato senza batter ciglio a ogni sorta di guerra, di depredazione e di rovina. Noi dobbiamo evolvere come ogni cultura o civiltà deve evolvere. Ma evoluzione non deve significare banalmente possedere degli strumenti tecnologici più complessi. Dovrebbe invece significare sviluppare una cultura della pace e della convivenza, un mondo migliore.
E i 23 miliardi che il nostro Governo si è precipitato a versare alla NATO per nuove guerre di predazione non vanno certo in quella direzione.

WAHHABISMO
Come in altri attentati, la polizia ha fatto riferimenti allo Wahhabismo.
E’ un errore considerare gli arabi tutti allo stesso modo, sarebbe come considerare gli occidentali tutti cristiani nazisti. In realtà, mentre per il cattolicesimo c’è un’autorità suprema, il papa, che detta regole e stabilisce dogmi, il mondo islamico è molto più variegato. Le due correnti principali sono sciti e sunniti.
Il Wahhabismo è una corrente molto rigida della corrente sunnita, che insiste su un’interpretazione letterale del Corano. I wahhabiti credono che tutti coloro che non praticano l’Islam secondo le modalità da essi indicate siano pagani e nemici dell’Islam. La sua interpretazione dell’Islam è quanto mai erronea e distorta e ha prodotto personaggi come Osama bin Laden e i Ṭālebān. L’esplosiva crescita del Wahhabismo ha avuto inizio negli anni settanta del XX secolo, con l’insorgere di scuole (madrasa) e moschee wahhabite in tutto il mondo islamico, da Islamabad a Culver City (California). Lla maggioranza dei wahhabiti si trova in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. In Qatar i wahhabiti costituiscono il 46,87% dei fedeli. Si parla di 5 milioni di wahhabiti nella regione del Golfo Persico (a fronte dei 28,5 milioni di sunniti non wahhabiti e degli 89 milioni di sciiti).
Il Wahhabismo è stato accusato di costituire “una fonte di terrorismo globale”,e di aver provocato disunione nella comunità islamica, bollando i musulmani non wahhabiti (la maggioranza schiacciante dei sunniti e gli sciiti) di apostasia(takfīr), aprendo così la strada per il loro “versamento di sangue”.
Il Wahhabismo è stato criticato per la distruzione di siti storici, santuari e mausolei, e altre costruzioni islamiche e non islamiche e dei loro manufatti. Benché fortemente mediatizzato, il pensiero wahhabita resta fortemente minoritario e differisce o addirittura si contrappone alla maggior parte delle altre dottrine islamiche: esso mira particolarmente a una pratica religiosa puramente ritualista. I wahhabiti respingono tutte le altre correnti dell’Islam che non seguano scrupolosamente e acriticamente i loro dogmi, biasimandole come eretiche. Gli sciiti e i sufi non sono considerati dal Wahhabismo veri “credenti”.
Forte rimane l’influenza del Wahhabismo sui movimenti militanti contemporanei arabi e islamici che si propongono di disegnare nuovi equilibri geo-strategici planetari in funzione dell’eccellenza del modello islamico, ma problematico rimane un giudizio non di parte sulla sua positività o negatività, anche se il pensiero hanbalita sembra possedere (almeno in teoria) alcuni validi strumenti metodologici per affrontare positivamente, con l’arma dialettica dell’ijtihād, lo spinoso e finora non risolto problema del rapporto tra modernità e Islam.
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