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Thursday July 27th 2017

MASADA n° 1851 11-5-2017 MACRON A PARIS, MINCHION IN ITALY

MASADA n° 1851 11-5-2017 MACRON A PARIS, MINCHION IN ITALY
Blog di Viviana Vivarelli

In Francia vince Macron, il candidato delle banche e della finanza – I Macron de noantri – La sindrome del bimbominchia – Il pistola con la pistola – Matteo Renzi e il cinepanettone in volo – Le ONG affaristiche: reato di traffico umano – Don Paolo Farinella – Ma davvero avremmo fatto un salto di 25 posti nella classifica della libertà di stampa? – Prima e dopo le primarie – Le operazioni Mare nostrum e Triton

Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico
B. Brecht
.
Se l’idea di società che abbiamo dentro è un po’ meno ignobile, un po’ più solidale e felice di quella che stiamo scontando attualmente, non è nostro diritto pretenderla,
ma è nostro dovere praticarla ed attuarla, “come se” fosse quella e non questa l’Italia in cui viviamo
.”
Jack Folla
.
Macron, anni 39, laurea in filosofia.
Spinoza: “In Italia, invece, con una laurea in filosofia e senza un partito alle spalle, friggi da McDonald’s”
….salvo essere innalzato dagli amici massoni del babbo.

In Francia ha vinto, ancora una volta, la classe dominante, l’aristocrazia finanziaria apolide nemica dei diritti sociali e delle sovranità nazionali, delle masse popolari e della possibilità per il popolo di autodeterminarsi. Se appartenete alla classe dominante, fate bene a giubilare. Se appartenete al restante 99 % della popolazione ed egualmente giubilate, siete irrecuperabili.
Gli sciocchi che appoggiano Macron contro il cosiddetto nazismo della Le Pen farebbero bene ad aprire gli occhi e prendere coscienza del fatto che il solo nazismo oggi esistente è quello dell’Unione Europea e del fiscal compact, del “ce lo chiede il mercato” e dell’austerità depressiva. Signori, Hitler non torna con baffetto e svastica: è tornato parlando inglese e condannando tutti i crimini che non siano quelli del mercato, difendendo l’apertura globalista dei confini e la libera circolazione delle merci e delle persone mercificate.
Diego Fusaro

Prima tornata elettorale: Macron 23,76%, Le Pen 21,58%, Ballottaggio: Macron 66,06% contro il 33,94%. Precisiamo: dato che i votanti sono il 34%, ciò fa il 12,92% per Le Pen e 25,98% per Macron sull’intero elettorato potenziale, insomma Macron diventa Presidente dei Francesi col voto di un elettore su 4. Su 47 milioni di elettori le schede bianche o nulle al ballottaggio danno un totale dell’11,47%, pari a oltre 4 milioni di elettori, il dato più elevato mai registrato in Francia dall’inizio della Quinta Repubblica in un’elezione presidenziale. Totale la sconfitta dei socialisti.

Perché ha vinto Macron? Perché il pupazzo utile messo su da quel grosso puparo che è il grande Capitale, deve facilitare, come è avvenuto in Italia con Renzi, l’imposizione del neoliberismo sui popoli europei, tagliando i diritti dei cittadini e dei lavoratori e aumentando le già gigantesche ricchezze di una cricca di speculatori internazionali. Ma perché contro di lui in Francia il grande Capitale non ha trovato nessuno? O meglio solo una destra estrema che tutto il passato storico dei Francesi avrebbe dovuto contrastare? Perché già da tempo la sinistra francese come già quella italiana si era venduta per un piatto di lenticchie e invece di portare avanti la lotta di classe che le era stata affidata dalla storia, è venuta a patti con essa, non ha saputo spiegare al popolo quali interessi venivano portati avanti dall’unione europea, non ha saputo combattere a viso aperto il neoliberismo, ed ha quindi compiuto un enorme suicidio storico di fronte a cui il popolo non ha saputo creare forze alternative.

Scrive Alessandro Gilioli, un residuato della sx:
“.. il problema è che avrei votato come il 43 % di coloro che lo hanno fatto, cioè solo per evitare che all’Eliseo andasse Le Pen.
In altre parole: sui quasi 21 milioni di voti presi dal neopresidente al ballottaggio (su 47 milioni di elettori potenziali), più di 9 non erano per lui, ma contro la Le Pen. Altri 7 l’hanno votato solo perché «nuovo». 3 milioni (pochissimo, il 15 %) per simpatia verso il suo programma; e meno di 2 per simpatia personale verso di lui.
È curioso: stiamo tutti qui a parlare di Macron come speranza e invece ha vinto per paura.
Paura della postfascista figlia di Vichy, paura delle frontiere chiuse, paura per le proposte economiche-monetarie. E con il tasso di astensione più alto da 40 anni a questa parte (35 %) e con un record assoluto perfino di schede bianche: 4.066.802, pari al 11,49 % dell’elettorato. In termini assoluti, l’astensione è cresciuta di 1.830.832 unità mentre le schede bianche sono aumentate di 2.354.699 e le nulle di 768.632.
Questi numeri sono sintomo di un popolo tutt’altro che rapito dalla retorica di Emmanuel Macron. Lo paragonano a Obama, ma Obama nel 2008 era hope, speranza. Non era paura.
Auguro fortemente alla Francia e all’Europa e a tutte le democrazie di poter tornare un giorno a votare per un progetto, per un programma, per una speranza. Non per paura. Che la paura, diceva Frank Herbert, uccide la mente.

Pino Palombo
Ho visto Aldo Moro accartocciato in una Renault rossa.
Ho visto Berlinguer mentre stava morendo implorare i suoi di andare casa per casa.
Ho visto il PCI diventare PD e i diritti dei lavoratori gettati nel cassonetto “ Rifiuti Ideologici”.
Ho visto Violante rammaricarsi con Berlusconi nonostante un conflitto d’interesse mai nato!
Ho visto rete quattro salva e salva rai tre, ma la verità assassinata per sempre!
Ho visto Enrico Letta consegnare un pizzino a Monti “ Dimmi cosa posso fare per te”
Ho visto Fassino gridare “ abbiamo una banca” e “ facci sognare”
Ho visto l’ILVA uccidere uomini di tumori e salvata da una “legge lampo”
Ho visto Bersani, finanziato da Riva, non dire niente su Taranto!
Ho visto l’art.18 sprofondare come se non fosse mai esistito!
Ho visto D’Alema in barca, sorridere!
Ho visto il MPS inabissarsi e nessuno ne parla.
Ho visto un popolo allo sbando ed un Premier dire che va tutto bene.
Ho visto la farsa delle primarie del PD….
…cos’altro deve vedere un popolo per capire?

RIDI, PAGLIACCIO
Marco Travaglio
Magari è superfluo, ma forse è il caso di precisarlo, visto il precipitoso arrampicarsi dei Macron de noantri sulla Tour Eiffel del vincitore: ragazzi, si è votato in Francia, mica in Italia. Per carità, è comprensibile e umano lo sforzo dei più noti perditori della storia di appropriarsi del successo altrui, però sarebbe il caso di calmarsi. E di riflettere su qualche elementare differenza:
1) Viste le sue performance alle Comunali e al referendum, Renzi non è il Macron italiano, semmai l’Hamon: il leader del Ps (nel Pse col Pd) alle primarie aveva raccolto 1,2 milioni di voti, tanti quanti Matteo due domeniche fa.
2) Macron, dopo 5 anni di governo, ha preso atto del fallimento del Ps che aveva vinto nel 2012 e ha fondato un nuovo movimento. Renzi ha preso in mano il Pd che non aveva vinto nel 2013, l’ha svuotato imponendogli un programma alternativo, è andato al governo senza passare per le urne, ha fallito su quasi tutti i fronti e s’è ripresentato come nuovo, fischiettando. E ha sostituito la doverosa autocritica per i rovesci dell’ultimo anno con le solite scuse puerili. Domenica è riuscito a scrivere che “rosica” perché “Macron è al ballottaggio col 23% e noi stiamo a casa col 41%” (scambiando il referendum rovinosamente perduto per un’elezione politica e il 41% dei Sì per un voto a lui). Ha detto che non abbiamo una legge elettorale per “colpa di chi ha votato No” (confondendo la sua riforma costituzionale bocciata dagli elettori con il suo Italicum bocciato dalla Consulta). E ha aggiunto che invidia la legge elettorale francese: e perché allora non approvò quella, al posto dell’orrido Italicum?
3) Macron è un ex banchiere, cioè un tecnico e un tecnocrate di 39 anni che ha potuto presentarsi come uomo nuovo con un gran colpo di marketing e maquillage che ha cancellato il suo fallimentare quadriennio di consigliere e ministro di Hollande, perché ha lanciato il nuovo marchio En Marche! contro tutti i partiti, compreso il suo. Renzi è un politico di professione senza un mestiere ed era un uomo nuovo di 39 anni quattro anni fa, quando vinse le primarie, andò al governo e trionfò alle Europee col 40,8%; ora è il commissario liquidatore di un partito vecchio di 10 anni che ne cumula due vecchi di decenni.
4) Macron ha stravinto il ballottaggio, ma per dire che ha “sconfitto il populismo” è un po’ presto: è stato votato da due terzi dei due terzi degli aventi diritto al voto; mezza Francia, quella arrabbiata e sfiduciata delle banlieue, dei giovani e degli esclusi, è tutta all’opposizione. Ha regalato a una come la Le Pen il record dei voti (il doppio di quelli di suo padre contro Chirac) o non ha partecipato (primato di astensioni e schede bianche dal 1969). E da oggi è pronta ad allargarsi se lui fallirà: o perché non avrà i numeri per governare da solo (senza partito e senza la sua faccia da copertina, sarà più difficile raccogliere voti alle Legislative di giugno); o perché persevererà diabolicamente nelle politiche di flessibilità che hanno già dannato la falsa sinistra di Hollande.
5) Macron s’è posto al centro e ha cannibalizzato i vecchi partiti che avevano sempre governato, il socialista e il gollista, approfittando dell’estinzione del primo e degli scandali che hanno impallinato il leader del secondo, Fillon; e soprattutto si è giovato della divisione del fronte nemico di questa Europa, che al primo turno ha sfiorato il 50% dei votanti ma era spaccato a metà tra la destra lepenista (21,3) e la sinistra di Mélenchon (19,6), più una serie di partiti minori (intorno al 7%). L’Italia è tutta un’altra storia. Anche qui gli avversari di questa Ue rappresentano circa la metà dei votanti, ma scelgono in gran parte un movimento trasversale e non demonizzabile con accuse di fascismo come i 5Stelle (30% nei sondaggi) e solo in minoranza Salvini&Meloni (15%) e le varie sinistre (5-6%).
6) In Francia il sentimento anti-Ue è meno vasto che in Italia, perché questa Europa si regge sull’asse franco-tedesco. I francesi ne fanno parte, noi no. Perciò Macron ha potuto promettere la massima continuità col sistema attuale e vincere. In Italia chi vuole lasciare le cose come stanno, e cioè Renzi e B., che infatti non hanno mai fatto nulla per modificare lo status quo dei trattati, si travestono da populisti anti-Ue e anti-Merkel, per non perdere milioni di voti, salvo accreditarsi come argini contro il populismo e l’antieuropeismo.
A Parigi chi non voleva tra i piedi la bandiera europea era la Le Pen; a Roma, è Renzi. Che si camuffa da Macron, ma non si sognerebbe mai di far suonare l’Inno alla Gioia prima di quello di Mameli, come ha fatto l’altra sera il neopresidente francese, anteponendolo alla Marsigliese. Agli interessi dell’Italia e di tutti gli altri Paesi esclusi dall’asse franco-tedesco, soprattutto dopo l’uscita della Gran Bretagna che fungeva da contrappeso, sarebbe convenuta la vittoria di un nemico degli attuali assetti europei (meglio Mélenchon della Le Pen, naturalmente): per spaccare il fronte Berlino-Parigi e incunearvisi con nuovi rapporti di forze nel segno della discontinuità. Invece ha vinto l’enfant gâté dell’establishment e delle banche d’affari, che fa esultare i piani alti di Bruxelles, Francoforte, Berlino e ora corre a baciare gli stivali della Merkel per rinsaldare l’Europa a due, con gli Stati del Sud relegati nel ruolo di comparse. Italia compresa. E allora che avranno da ridere e da esultare i Renzi, i Gentiloni, i Mattarella, i Letta, i Prodi, gli Alfano e i B.? Se ne accorgeranno quando torneranno a Bruxelles col cappello in mano a mendicare “flessibilità”, e ne riceveranno le solite pernacchie franco-tedesche. Allora, forse, smetteranno di ridere.

LA SINDROME DEL BIMBIOMINCHIA OVVERO DI HAMON
Viviana Vivarelli

Due mesi fa al Lingotto il pallonaro annunciò che avrebbe preso 12 milioni di Sì. Alle primarie lo hanno votato un milione e 250.000 persone! E poi in parte non erano nemmeno tutti elettori legali piddini, ma comprendevano sedicenni, diciassettenni, migranti senza permesso di soggiorno, cinesi e berlusconiani. A Salerno per es. c’era il triplo di voti di Napoli, il che tanto normale non sembra.
Rispetto alle precedenti primarie, Renzi perde 636.993 voti. Dopo tre anni di Governo, il Pd perde un elettore su 3. Di quelli che restano 2 su 3 hanno più di 55 anni, vecchi e del Sud visto che il Nord gli ha voltato le spalle.
Nessun segretario Pd ha preso pochi voti come lui: Bersani nel 2009 ne prese un milione e 6, Veltroni nel 2007 2 milioni e 7. Ha ragione l’Istituto Cattaneo a dire che “E’ esaurito l’effetto Renzi sul Pd”. E ha ragione Orlando: “Il Ps ha legittimato Renzi ma poi perderà alle elezioni”, il che è appunto la sindrome di Hamon (candidato socialista francese che vinse le primarie con gli stessi numeri di Renzi, poi perse le elezioni). Dunque una catastrofe elettorale lo aspetta. E con leggi come quella sui ladri di notte o l’abolizione dell’organo percontrollare gli appalti, sarà anche peggio. Un finto giovane, con una finta sinistra, finte riforme e un crollo vero. Noi aspettiamo.
VACCINI
Può darsi che a qualcuno non piaccia che si parli della conseguenze nefaste dei vaccini, e, se cercate su internet, leggerete pagine di fuoco su quelli che osano fare delle obiezioni alle stroppie di vaccini dati improvvidamente ai pargoli, ma c’è un fatto che non possiamo ignorare (cito i dati diffusi dalla Lorenzin):
“Alla data del 31 marzo 2015, i soggetti hanno ricevuto dallo Stato un indennizzo aggiuntivo in quanto riconosciuti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie sono 609, 22 sono morti”.
Questi sono danni riconosciuti dallo Stato.
Chiedere di ridurre i vaccini obbligatori al minimo, esigere maggiori verifiche e riconoscere migliori tutele non è un’offesa alla regalità dello Stato. E’ un diritto che in uno Stato civile dovrebbe essere riconosciuto a tutti i cittadini.
Il NYT potrebbe pure saperlo, a meno che il suo scopo non sia quello di diffondere panzane e calunnie contro Beppe Grillo e favore delle ricchissime società che vendono farmaci.

ALLEANZE 5STELLE, ESERCIZI D’INUTILI TRAVAGLI
Bruno Liberato

Sig. Travaglio lei è un giornalista libero.
Al microscopio delle sue analisi individua tutti i germi patogeni di questa democrazia malata, anche se uno non riesce ancora ad isolarlo, le sfugge. Così si arrovella a cercarlo lì dove non c’è. E malgrado la sua prosa pulita, parabolica, dove addirittura traspare la precisione della ortografia del suo pensiero, si perde in esercizi oziosi, come quella delle alleanze preventive, consuntive, palesi o nascoste del M5S. Non è da Lei. La soluzione le sta davanti come una montagna, come Golia stava davanti a Davide. Né può fare orecchie da mercante, non c’è nulla da mercanteggiare.
LA SOVRANITÀ POPOLARE È TRADITA DAL PARTITISMO.
Quindi se osserva meglio, al suo pur sempre magistrale microscopio analitico, le apparirà che l’organismo infettato ha iniziato a mettere in atto le sue difese immunitarie. Lei consiglierebbe al suo fegato di mettersi insieme ad una pillola di cianuro?
Il confronto politico tra M5S e sistema partitico è senza compromessi: – i 5stelle vogliono riportare al popolo la sovranità (sancita dall’art. 1 della Costituzione; La sovranità appartiene al popolo…), senza se, senza ma. I partiti non sono altro che degli usurpatori del dettato costituzionale. Questi usurpatori hanno governato per fini illusori e il più delle volte contrari agli interessi popolari,
ma non a quelli dei potentati economici, finanziari e di casta, loro sodali e stanno lasciando un cimitero. Questi roditori da sacrestia, aspettano disgrazie, emergenze, speculazioni e favoritismi per farne lucro. Mentre la pletora degli elogiatori congeniti, degli oratori e scrivani di regime, assoldati al sistema per piegare la verità con i loro sofismi sono già all’opera.
LA DEMOCRAZIA DIRETTA è oggi realizzabile, la tecnologia lo permette e questa presa di coscienza popolare li spaventa. Un programma chiaro, dettagliato e onesto può essere vagliato dai cittadini ed essere realizzato e confermato strada facendo. Il Movimento cinque stelle è il popolo, siamo tutti noi.
LA VOLONTA’ POPOLARE È ONESTA.

Concludo con i versi di P. Neruda:
“Non siamo qui per battere la testa contro la terra,
né per riempirci il cuore di acqua salata
ma per camminare sapendo.
Per toccare l’onestà con decisioni
infinitamente gravide di significato,
perché il rigore sia una condizione della gioia,
perché in tal modo possiamo essere invincibili.”

IL PISTOLA CON LA PISTOLA
Marco Travaglio

Certo che questi sedicenti cacciatori di fake news non scherzano, quanto a fake news.
Stendiamo un velo pietoso sul New York Times che addita i 5Stelle come untori di morbillo: è lo stesso giornale umoristico che vaticinava un “momento Brexit” per l’Italia in caso di vittoria del No al referendum del 4 dicembre, con altri strascichi apocalittici: “Destabilizzazione della traballante economia italiana”, “serie implicazioni per il travagliato sistema bancario italiano”, “effetto contagioso in tutta l’Eurozona”.
Tralasciamo anche, per carità di patria, le belinate dei siti di Repubblica e Corriere che, nell’ansia di dimostrare l’inesistente campagna pro-morbillo del M5S, riesumano una battuta di Beppe Grillo sulla difterite in uno show del lontano 1998 (10 anni prima che nascessero i 5Stelle).
Parliamo di cose serie, cioè delle inchieste siciliane sui rapporti anomali fra alcune Ong e i trafficanti di migranti nel Mediterraneo.
Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, vilipeso o tirato per la toga da questo o quel politico, segnala ancora una volta al Parlamento (dove i partiti l’hanno convocato due volte apposta, anche quelli che gli intimano di parlare solo con gli atti, cioè di tacere) le disfunzioni, le opacità e gli ostacoli alle inchieste svelati non dai suoi incubi notturni, ma dai rapporti dell’intelligence dell’agenzia europea Frontex e dalla nostra Marina Militare, in gran parte processualmente non utilizzabili, nella speranza che chi può e deve intervenga.
Intanto, se Zuccaro parla di “fase pre-investigativa” a Catania, Panorama rivela che la Procura di Trapani ha aperto ufficialmente un’indagine per favoreggiamento all’immigrazione clandestina su una Ong che avrebbe trasportato migranti forniti dai soliti scafisti senz’aver ricevuto alcun Sos né richieste d’intervento dalle autorità italiane.
E dire che ancora ieri i giornaloni vaneggiavano su uno “scontro fra procure” e su Zuccaro “smentito” dal procuratore di Siracusa Paolo Giordano, solo perché l’uno indaga e l’altro no.
Ora gli ottusi negazionisti che da giorni insultano Zuccaro come un mezzo matto al servizio delle destracce populiste (quello zuzzurellone di Luigi Manconi, sulla fu Unità, lo chiama “Carmelo Forse”) e secernono fumi e liquidi neri per confondere le navi e le acque, difendendo a prescindere tutte le Ong, anche quelle battenti bandiera maltese o neozelandese o panamense (paradisi fiscali, oh yes), quelle che rifiutano ogni collaborazione con i pm e persino col Parlamento, quelle di cui si ignorano finanziatori, regole d’ingaggio e referenti, sono serviti.
I fatti, per fortuna, sono più forti dei pregiudizi e delle balle.
1. Dice Zuccaro: “Non posso rivelare l’esistenza di indagini. Io parto da tre fatti:
a) in alcuni casi le Ong hanno varcato i confini delle acque libiche;
b) l’esistenza di comunicazioni via radio o web tra terraferma libica e soggetti a bordo delle navi dei soccorritori (chi è che chiama i soccorritori dalla Libia?);
c) il distacco dei trasponder emerge in maniera oggettiva: quel tipo di strumento può non dare segnale o perché disattivato o perché si trova in una zona d’ombra”.
E propone che, “se un trasponder non dà il suo segnale, si alzi in volo un velivolo che vada a vedere dove sta operando quella nave, se entra in acque libiche o comunque viola le norme”.
2. Alcune Ong recuperano i migranti al limite o dentro le acque territoriali libiche, anche col nobile intento di salvare vite (obiettivo non sempre centrato, visto che i morti in mare aumentano a vista d’occhio). Ma purtroppo questo parrebbe vietato dalla legge italiana e dalla Convenzione di Amburgo.
3. Questa prassi borderline produce almeno due conseguenze nefaste:
a) gli scafisti, sapendo di dover navigare solo per poche miglia, usano imbarcazioni ancor più pericolanti e adottano precauzioni ancor più blande di prima, mettendo vieppiù a rischio la vita dei migranti;
b) se non escono più dalle acque libiche o non si bagnano neppure i piedi, non possono essere né intercettati, né arrestati, né processati.
Zuccaro propone “l’impiego di polizia giudiziaria in alto mare, anche sulle navi delle Ong, la possibilità di indagare in acque libiche e investigare sui finanziamenti delle Ong” e soprattutto di “intercettare le comunicazioni con satellitari e digitali” per identificare i trafficanti e i loro collegamenti (oggi mancano le “apparecchiature costose” di captazione).
4. “Gli scafisti vengono istruiti a gettare il telefono in mare se il soccorso viene operato dai militari. Se invece il salvataggio viene operato dalle Ong, il telefono viene recuperato”, racconta ancora Zuccaro, che chiede di secretare la sua audizione quando parla delle “imbarcazioni sospette che affiancano quelle dei trafficanti al momento del salvataggio“. Ma, a proposito di alcune Ong, parla di figure “non proprio filantropiche” e di “risorse ingenti” di misteriosa provenienza per acquistare “strumentazioni avanzate”, come “i droni in uso alla maltese Moas”. I fondi spropositati sono un fatto, la provenienza illecita no: infatti il pm distingue i due piani, ricordando la difficoltà di indagare all’estero e l’interesse delle “organizzazioni mafiose alle ingenti quantità di risorse a disposizione dell’accoglienza dei migranti”.
5. Le richieste di soccorso alle Capitanerie di porto, a furia di appaltare i “salvataggi” ad associazioni benemerite, ma private, sono crollate: si preferiscono i contatti diretti con le Ong, fuori di ogni controllo pubblico.
Visto che poi solo una parte dei richiedenti asilo ne ha diritto, sarebbe meglio che gli Stati, anzitutto il nostro, si riappropriassero del controllo di queste bibliche migrazioni nel Mar West, un tempo detto Mediterraneo.
Sempreché esista ancora, uno Stato.

MATTEO RENZI E IL CINEPANETTONE IN VOLO
Daniela Ranieri

Per chi ne ha seguito la fulminante carriera, già era incredibile che capi di Stato e di governo si sobbarcassero il viaggio per vederlo o lo invitassero a casa loro, con le sue statue imballate, i Rolex sgraffignati ai sauditi e le “eccellenze d’Italia” al seguito come nelle corti del ’700.
Ma mai quanto vederlo girare adesso nei cieli d’Europa in cerca di approdo come Erdogan la notte del golpe. Renzi ieri è volato a Bruxelles per “chiudere la campagna delle primarie”, fondamentale evento che scuote l’Europa più della Brexit, e non per recarsi in qualche sede istituzionale, ma in un 4 stelle vicino al Parlamento europeo; non sull’Airbus A340 dei giorni napoleonici (41mila euro al giorno, 15 milioni l’anno), ma con un charter Alitalia, verosimilmente privo di wi-fi, docce e salottino; e non con discrezione, ma allestendo una gag fantozziana a beneficio di cento volontari, fra cui minori, reclutati alla bisogna.
I quali hanno visto il giovanile ex leader rubare il microfono alla hostess e fare la voce da comandante: “Vi sarà servito uno snack, arriveremo a Bruxelles alle 10:20 in perfetto orario, perché Alitalia funziona, alla faccia di quelli che ne parlano male”.
In effetti Alitalia perde solo due milioni di euro al giorno, 80 mila l’ora, 2666 nei due minuti dello show. Insomma è un affare, come Monte dei Paschi di Siena.
Renzi, che di certo si sarà pagato il viaggio coi suoi risparmi, voleva imitare il Papa, che fa spesso conferenze stampa in volo; ma non ieri (che iella), che volando al Cairo nelle stesse ore è rimasto in un silenzio grave che ha consegnato per contrasto l’iniziativa di Renzi al genere cinepanettone.
“Il programma prevede”, ha continuato lo scoppiettante Ceccherini della politica, “che a Bruxelles il sottoscritto si rivolgerà ai giornalisti stranieri. Chiederemo l’elezione diretta del presidente della Commissione, il veto al Fiscal Compact, il piano Juncker per le periferie”.
Ora, non andate a riferirglielo, ma Renzi dal 4 dicembre non conta più niente nemmeno a Rignano sull’Arno, dove il sindaco è in rotta col babbo, figuriamoci se può dettare condizioni in Europa.
Ha poi promesso a “quelli che hanno fatto forca a scuola” la “giustificazione firmata da Martina”. Martina, che non è una valletta ma un ministro della Repubblica, non ha partecipato allo sketch (quello dell’aereo, mentre resta “in ticket” per quello delle primarie).
Se la gag aerea da rag. Filini vi pare inarrivabile, non avete visto la performance da Bruxelles, città già provata dal terrorismo. Nella sala congressi del Renaissance, il pronosticato vincitore vestito da motivatore Tecnocasa ha intrattenuto il pubblico coi cavalli di battaglia: la repulsione per “quelli che sanno dire solo no”; l’amore per le periferie, dove inspiegabilmente perde da tre anni; e un “ci mettiamo la faccia” vintage, l’equivalente di Champagne per Peppino Di Capri.
In piedi, la camminata da mental coach del Folletto Vorwerk, Renzi ha presentato l’ultimo modello: “Un’Europa che torni a sorridere”. Per la parte Macron-Kennedy abbiamo: “Non credete a chi dice ce lo chiede l’Europa. Proviamo a dire l’Italia chiede questo all’Europa”. Per il format “marciare non marcire”, un inedito “Più che i voti ci interessano i volti”.
Che altro?
Ah, sì: una dura condanna delle fake news, pronunciata da quello che si è ritirato dalla politica perché ha perso un referendum per vincere il quale sventolava in Tv una finta scheda elettorale.

PENE E INTERCETTAZIONI
Mentre sempre nuovi reati si stanno scoprendo grazie alle intercettazioni, che rivelano un calderone di orrori in cui sono dentro i nostri politici, e mentre scoppia il caso delle ONG che agiscono illegalmente convogliando i flussi dei migranti tutti verso l’Italia sia per un arricchimento economico illecito che per indebolire l’economia del nostro Paese, la reazione dei nostri governanti è di dimezzare i fondi per le intercettazioni con la speranza di eliminarle totalmente. Così Renzi e la sua banda non solo non aumentano la sicurezza dei cittadini garantendo pene il perseguimento dei reati e pene sicure, ma aumentano l’insicurezza sociale e danno un protervo aiuto al criminale comune come alla criminalità organizzata.

LE ONG AFFARISTICHE
Il procuratore Zuccaro ha già detto di essere venuto a conoscenza di intercettazioni che provano contatti illegali tra alcune ONG e gli scafisti, ma queste intercettazioni vengono dai servizi segreti per cui c’è il segreto di Stato per cui non possono essere presentate in un processo. Chiedere come mai il procuratore di Catania è stato attaccato dal Governo è da ingenui, perché attorno ai migranti girano moltissimi soldi, prima di tutto quelli racimolati da questi disgraziati, poi quelli dei cosiddetti benefattori sociali, tra cui però ci sono anche persone che hanno ogni interesse a mandare in fallimento il nostro Paese per approfittare della svendita delle imprese o dei beni pubblici.. Così accade che tra quelli che traggono profitto dai migranti ci siano anche pezzi della politica (vi ricordate Buzzi che disse che i migranti rendevano più della droga?), ci sono i soldi che lo Stato dà e che finiscono nelle tasche di chi gestisce questo traffico di carne umana e nelle tasche di chi gestisce i Centri di permanenza temporanea (almeno 35 euro al giorno a testa per migrante). Vi ricordate il Cara di Mineo? E’ un luogo abitato solo da profughi che ospitava 3200 persone contro i 2000 posti disponibili, il più grande centro di profughi d’Europa dove i migranti erano trattenuti un anno contro i 35 giorni previsti per legge con condizioni di vita invivibili e gestito da persone dipendenti da Ndc (Alfano), dove si offriva lavoro in cambio di iscrizione nel partito di Alfano e di propaganda elettorale e che era in combutta con Odevaine, uno dei delinquenti di mafia capitale. Infine attorno ai migranti ruotano gli interessi di vari Stati come Malta o la Spagna che vogliono che i migranti arrivino in Italia e da loro. Infine ci sono interessi di Stati come la Germania che vogliono portare al fallimento l’Italia e usano anche l’arma delle migrazioni per comprare le nostre imprese e i nostri beni per un tozzo di pane. E’ per questo intrico di interessi illeciti che lo Stato cerca di oscurare lo scandalo e attaccare le procure che lo hanno fatto esplodere.

Honhil (sul blog di Gilioli) scrive: “Intanto, ormai è chiaro a tutti che servizi segreti dello Stivale erano, e sono, a conoscenza delle magagne che nelle acque del Mediterraneo venivano e vengono consumate. Perciò, le prime quattro cariche dello Stato non potevano che esserne a conoscenza. Quindi, le loro sconsiderate uscite prima, durante e dopo (insieme alla Santa Chiesa, che ovviamente sapeva e sa come stanno le cose) le dichiarazioni del procuratore capo di Catania sono depistaggi artatamente elaborati. Punibili per legge. Trattandosi di alto tradimento consumato a danno degli italiani. Di politici che una cosa è bianca o nera a seconda della propria convenienza, alla Grasso e company insomma, non se ne può più. Ma da loro ci si può difendere ad una sola condizione: la libertà di stampa. Che in Italy, però, manca totalmente. Tant’è vero che Grasso e company può dire tutto quello che gli fa comodo, senza che la Stampa lo bacchetti.
(Io: vorrei far notare anche la protervia della Berlinguer nella sua intervista a Roberto Fico a Cartabianca e la sua insistenza morbosa nell’accusare il procuratore di Catania come fosse uno sciagurato che ‘senza prove’ metteva in giro voci diffamatorie (mentre sa benissimo che le prove ci sono ma, poiché vengono dai servizi non possono essere usate in giudizio, e sa benissimo che il M5S ha appena presentata una proposta di legge per allargare i poteri di un Magistrato anche sui fatti che avvengono in alto mare. Il M5S ha appena depositato una proposta di legge che dà alle Procure il potere di svolgere efficacemente indagini, rispetto ai reati più gravi che si consumano in alto mare avvalendosi della Polizia Giudiziaria in navi di guardia costiera e navi militari. In sostanza la legge del M5S vuole contrastare reati come sfruttamento dell’immigrazione clandestina, associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina, tratta dell’immigrazione, terrorismo, traffico internazionale di armi e di droga, e dà a chi indaga gli stessi poteri di indagine anche in mare aperto, a ridosso di coste internazionali.
Attualmente le procure hanno le mani legate e si trovano quasi sempre in una situazione di ritardo rispetto ai reati commessi in mare: la presenza di polizia giudiziaria in mare garantirebbe allo Stato italiano un monitoraggio costante e in tempo reale di tutte le attività illecite e, contemporaneamente, aprire un fascicolo di indagine con tutti i poteri che ne conseguono.
La stessa Berlinguer processava poi Roberto Fico come se il M5S attaccasse tutte le ONG senza fare distinzione (cosa che i 5stelle devono stare ben attenti a non fare). Noto poi con quale malignità la Berlinguer, Floris, Massimo Franco e chiunque intervisti un 5stelle insinuano che la faccenda delle ONG prova che il Movimento è uguale alla Lega ed è razzista come la Lega, così che tutti insistono nel chiedere se ci sono alleanze sottobanco tra M5S e Salvini. La malafede di questi soggetti è ormai insopportabile).

DI MAIO
Il Governo ha iniziato una crociata contro il Procuratore di Catania Zuccaro e ha chiesto di farsi spalleggiare dai due Presidenti delle Camere – Boldrini e Grasso – che dovrebbero essere due cariche al di sopra delle parti e che invece hanno deciso di prendere parte alla fiera dell’ipocrisia sulle ONG. Da queste persone non accetto lezioncine sulla responsabilità delle cariche istituzionali!. Perché la politica sta attaccando Zuccaro? Forse perché sta indagando sul CARA di Mineo? Il serbatoio di voti dei partiti siciliani e non solo”.”La ridicola indignazione di questi giorni la ricordo, è la stessa di due anni fa, quando attaccavamo le cooperative che facevano business sull’immigrazione. Poi hanno dovuto chiederci scusa perché avevamo ragione. Faranno lo stesso sullo scandalo ONG. Vedrete”, conclude.

Pino Frontera
Hai voglia, caro Salvini, a recriminare sui migranti che arrivano in Italia! Fai finta di ignorare, che se ce li dobbiamo tenere qui, mentre Francia e Germania chiudono le frontiere a qualsiasi tentativo di congiungimento di questi poveracci ai loro parenti ( perché è lì che vogliono andare, attraverso l’Italia considerata solo un territorio di transito), è anche per colpa della Lega? Non è stato forse il governo Berlusconi, alleato della Lega, a firmare il trattato di Dublino, quando Maroni era ministro del Lavoro e Politiche sociali, Castelli ministro della Giustizia, Bossi Ministro delle riforme Costituzionali (poi sostituito da Calderoli)? Non ve ne eravate accorti che il trattato imponeva allo Stato che per primo avesse ospitato un cittadino extracomunitario, di essere il solo il responsabile dell’ospitalità e dell’obbligo di elaborare la domanda di asilo politico? Non sapevate che se il migrante fosse fuggito dall’Italia per altre terre di Europa, il trattato consentiva di rimandarcelo? Vi era sfuggito il piccolo particolare, che dal mare solo in Italia potevano arrivare, e così restavamo fregati? O volevate fare i servi compiacenti dell’Europa, a discapito dei cittadini italiani? Oppure anche voi avevate intravisto il business dei migranti che, come dicevano quelli di “Mafia Capitale” rende più della droga? O eravate dei gran coglioni buoni solo a formulare cattive leggi di riforma costituzionale ed approvare le leggi ad personam di B? Fai te, Salvini, scegli tu l’ipotesi.
Perché poi, nessuno si accorge di un paradosso? Non è, la nave che batte bandiera tedesca, territorio germanico? Così come ogni altra nave, è territorio del paese del quale batte bandiera. E allora, perché navi norvegesi, tedesche, spagnole, raccolgono in mare i migranti, ma non li portano secondo il trattato di Dublino nei loro paesi, bensì in Italia? E perché l’Italia se li prende? Perché non chiede il rispetto del trattato di Dublino? Perché nessuno ne parla, e piuttosto fanno le pulci ai magistrati che ancora hanno voglia di fare il loro dovere, indagando? Mistero italico.

Bruno Liberato
Dopo le offese di Erri De Luca non ho potuto fare a meno di scrivere:…..
QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA
(Qualche intellettuale a corto di intelletto)
È risaputo che gli artisti interpretano la realtà con la fantasia. Ma quando la fantasia supera la realtà non c’è artista che tenga. Nessuno nega che il sig. Erri de Luca sia un artista, anche buono. Ma il sig. Erri non tiene, quando straborda dicendo ad altri (Grillo e Di Maio) di ” parlare a vanvera” delle ONG; solo perché si è fatto qualche giorno di mare, scrivendoci un pezzo intinto di lacrime, per il Fatto quotidiano.
Quella vista da lui, non è tutta la verità ma solo una parte. Perché invece dell’unità MSF, (ONG ineccepibile), non ha provato ad imbarcarsi su qualche altra unità tipo MOAS? (dei ricchi coniugi Catambrone, maltesi, guarda caso!) o altra, di qualche altro riccone misericordioso?
Di Maio ha rispetto delle ONG, ma che osservino gli ingaggi delle unità italiane e che siano chiari: – i salvataggi dai trasbordi (sembrerebbero taluni concordati!!). I migranti economici (80%) dovranno essere rimpatriati, con un ulteriore disastro umanitario, chi lo farà? Tutto questo ci costa caro in termini economici, di ordine pubblico, di malaffare politico, di malavita organizzata, di implicazioni internazionali (forze non amiche che spingono questo esodo). Tutto questo ha bisogno di indagini della realtà e non di offese a persone, che non campano sulla fantasia ma che affrontano la realtà, nella speranza di migliorarla non per sé ma per gli altri. Mentre il sig. De Luca addirittura adombra una vergognosa speculazione politica, che di vergognoso ha solo il fatto che lui l’adombri.
Se come ha scritto P. Picasso: l’artista deve portare il caos dove c’è ordine, Lei invece, ha portato solo caos dove c’è caos. Infine, la cito testualmente: Ogni commiato opportuno lascia una porta aperta. Ebbene sembra opportuno che si commiati da quella porta………. le scuse non sono di sua consuetudine.
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Il caso dei taxi del mare è emblematico. Invece di indagare e scoprire la verità, e cioè che ci sono potenze, nazionali o finanziarie, che vogliono la rovina del nostro Paese e cercano di destabilizzarlo indirizzando i flussi migratori tutti in Italia, è il Governo stesso che tenta di oscurare i fatti, che mette sotto indagine i tre procuratori che hanno sollevato la denuncia, che infama il M5S che chiede la verità e che mente rimandando tutto alla fine delle indagini processuali, ben sapendo che sono infinite mentre i migranti arrivano ADESSO! Ora, il procuratore di Catania è stato chiarissimo: “Ci sono intercettazioni che rivelano un preciso piano per cui alcune navi battenti la bandiera di paradisi fiscali, dunque già solo per questo, mascherate, altre spagnole, maltesi e tedesche, vanno a prendere i migranti davanti alle coste libiche per portarli in Italia. Ma queste intercettazioni provengono dai servizi segreti e la legge italiana vieta di portare in un tribunale materiale dei servizi, per cui i fatti ci sono ma non possono costituire prova giudiziale.
E il Governo che fa? La cosa più assurda che ci sia: pensa di eliminare del tutto le intercettazioni!!!
E i media che fanno? Danno addosso al M5S fingendo che abbia attaccato le ONG in blocco.
E questa è informazione? Al contrario, per chi è lucido ed esamina i fatti, l’accanimento di Orlando, di Pietro Grasso, della Boldrini ecc. fa sorgere il sospetto terribile che il Governo stesso sappia di questo complotto internazionale contro l’Italia e lo favorisca!!! Ma cos’altro si dovrebbe pensare di fronte a governanti che nemmeno quando è in gioco la sicurezza nazionale, stanno dalla parte della verità e in difesa dell’Italia ma si mettono contro quelli che vogliono sapere come stanno le cose, sepolte sotto una coltre pesantissima di omertà e di menzogna!

Paul Saunder
Finalmente si inizia a far chiarezza sul Far West delle ONG nel mediterraneo.
A prescindere che le vite in pericolo si devono sempre salvare, ora però sia FRONTEX sia la Procura di Catania hanno in mano fatti accertati che NON costituiscono salvataggio ma bensì traghettamento o taxi di mare dove si potrebbe benissimo configurare il reato di Traffico Umano.
Lo scorso Febbraio, la ONG “Proactiva Open Arms” battente bandiera Panamense fondata dall’ imprenditore spagnolo Oscar Camps, ha utilizzato la nave GOLFO AZZURRO per andare a prendere dei migranti che non solo si trovavano vicino alle coste Libiche ma che addirittura erano a bordo di una Nave della Marina Libica. 9 migranti che la Marina Libica ha trasbordato sulla GOLFO AZZURRO per poi essere portati in Sicilia.
Si può accettare che vi siano ONG che operano in questo modo ?
Ripetiamolo bene per i buonisti, perbenisti, pacifisti, scrittori, filosofi e PDini:
LA GOLFO AZZURRO NON HA SOCCORSO VITE UMANE IN PERICOLO. HA FATTO DA TAXI
Chi è Oscar Camps ? Un imprenditore la cui società a Barcellona è leader nella produzione di mezzi, materiale e attrezzature per il soccorso di mare.
43milioni di € della UE sono andati alle ONG nel mediterraneo. Sono soldi dei cittadini. Non sono contributi volontari. E allora i cittadini europei, soprattutto quelli italiani ed i loro rappresentati nelle Istituzioni, hanno il dovere di porsi una domanda: questi 43milioni vanno anche ad ONG i cui bilanci non vengono pubblicati o sono opachi (la “Proactiva Open Arms” non ha pubblicato il bilancio del 2016). Oscar Camps (e come lui tutti gli altri) intascano per poi lasciare che ai cittadini italiani pesino tutti i costi diretti e indiretti del mantenimento ed impatto sociale di un’ondata migratoria di proporzioni bibliche.
È normale tutto questo?
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Sono 45 giorni che sul povero procuratore di Catania si è scagliata una vera gogna mediatica e la stessa è stata buttata con una ferocia inaudita contro Di Maio che chiedeva solo che lo Stato difendesse se stesso e applicasse le proprie leggi di tutela! Ma che Stato è uno Stato che permette una invasione incontrollata del suo territorio? Che Stato è uno Stato che consente una tratta di carne umana contro ogni legge e ogni idea di giustizia? E che politici e giornalisti sono quelli che di fronte alla scoperta di un vero mercato degli schiavi, attaccano non chi lo fa ma chi lo denuncia?? E cosa si deve pensare di coloro che mescolano buoni e cattivi per attaccare qualinque mosca che vola, credendo così di fare cosa equa e utile, rifiutando di distinguere chi delinque e chi aiuta, aumentando la confusione sotto il sole?
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Impagabile la Gruber, dopo 45 giorni di menzogne e di attacchi vergognosi ai 5stelle, ora COME SE NIENTE FUDESSE, poiché si moltiplicano le procure che fanno le stesse indagini, scifta sulla nuova versione e NON CI PENSA NEMMENO a fare le sue scuse a quelli che fino a ieri ha trattato come pezzi di tolla! Del resto, se non avesse questa inossidabile incapacità di fregarsene dell’etica e del rispetto a chi lo merita, non l’avrebbero nemmeno messa nel posto dove l’hanno messa. Una ipocrita a servizio del regime! E gli italiani, stupidi come capre, la votarono anche col massimo di voti, 700.000, mai presi da nessun politico nella storia d’Italia. Questo per dire che lei varrà poco ma i suoi elettori non valgono niente!

MARE NOSTRUM E TRITON
Viviana Vivarelli
Premetto che sono volontaria in Sokos, associazione di medici volontari che prestano assistenza sanitaria ai senza tetto e ai migranti di primo arrivo, che prima lavoravo per Mani tese e che mia figlia ha lavorato a Londra in ‘Save the children’, associazione di aiuto ai bambini di 124 Paesi del mondo, e dunque sono a favore di associazionismo e volontariato, malgrado ciò, siccome i migranti aumentano in modo esponenziale, do ragione al procuratore Zuccaro, quando dice:
“Esiste un limite oggettivo al numero di persone che l’Italia può ospitare. Questo che sicuramente non può costituire un discrimine nel salvataggio, ma è un dato con il quale uno Stato deve fare i conti. La maggior parte dei migranti che ci vengono presentati come necessitanti di protezione internazionale in realtà non ne ha diritto. E allora non è meglio escludere le ONG da questo tipo di salvataggi e far sì che se ne facciano carico lo Stato e tutta l’Europa?”
Io invece non escludo l’integrazione del volontariato ai doveri dello Stato, so che l’Italia è il Paese che ha più associazioni di volontariato al mondo. E solo la rete di Lilliput, a cui ho partecipato per la campagna delle bandiere di pace (che tra l’altro è stata promossa da mia figlia) per esorcizzare la guerra in Irak, conta 700 associazioni.
E tuttavia, visto il costante e progressivo aumento dei numeri di ingresso, ritengo che le azioni con la Libia del Governo non bastino e che occorra sollecitare un’azione di interventi europei.
“Mare nostrum” fu l’operazione militare e umanitaria decisa da Letta nell’ottobre 2013 per affrontare l’aumento dei migranti. Consisteva in un corposo potenziamento dei controlli già attivi con due obiettivi: «garantire la salvaguardia della vita in mare» e «assicurare alla giustizia coloro che lucrano sul traffico illegale di migranti». Partecipavano personale e mezzi navali e aerei della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto. Sulle navi era presente anche il personale degli uffici immigrazione per identificare i migranti direttamente a bordo e uno staff medico per i controlli e gli interventi sanitari. Grazie a Mare Nostrum sono stati recuperati dalle navi della Marina Militare 100 mila migranti: tra cui 9 mila minorenni, sono stati arrestati 500 scafisti e sequestrate 3 navi madre, quelle che trasportano le imbarcazioni con i migranti a una certa distanza dalle coste per poi abbandonarli. Mare Nostrum” non era la sola iniziativa attiva nel Mar Mediterraneo: affiancava Hermes, attivata dall’agenzia UE che promuove la sicurezza e la gestione dei confini, Frontex, il cui scopo era di contrastare l’immigrazione irregolare da Tunisia, Libia e Algeria verso le coste italiane; e c’era, sempre promossa da Frontex, Aeneas nel mar Jonio, per vigilare sulle coste pugliesi e calabresi. Frontex è l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue, coordina la cooperazione fra gli stati membri in materia di gestione e controllo delle frontiere esterne, fornisce assistenza nella formazione professionale delle guardie in servizio, nei controlli, nei pattugliamenti e nella vigilanza. Appoggia gli stati membri in operazioni comuni di rimpatrio dei clandestini e mette a disposizione gruppi di intervento rapido, in situazioni eccezionali e urgenti, che fanno parte del Rapid Boarder Intervention Team, un contingente sovranazionale. Poi nel novembre 2014 Triton ha sostituito le missioni attive nel Mediterraneo: sia Frontex che Mare Nostrum.
A Triton partecipano 29 paesi, è finanziata dall’Ue con 2,9 milioni di euro al mese, due terzi in meno di quanti erano destinati a Mare Nostrum. A differenza di Mare Nostrum,Triton prevede il controllo delle acque internazionali solo fino a 30 miglia dalle coste italiane: il suo scopo principale è il controllo della frontiera e non il soccorso. Per cui Triton non è all’altezza del compito.

L’operazione Mare Nostrum voluta da Letta per far fronte all’ondata migratoria durò 3 anni, dalla primavera araba alla strage di Lampedusa. Assieme ai centri di accoglienza è costata 3 miliardi e fu chiusa perché giudicata troppo costosa. Oggi le cifre occorrenti sono triplicate. Siamo arrivati a più di 8 miliardi. La spesa è alta soprattutto per l’assistenza dei minori non accompagnati.
Il nostro debito pubblico, che Renzi ha aggravato di altri 100 miliardi, è appesantito non solo dagli sprechi, dalla corruzione e dai regali alle lobby, ma anche dai cataclismi naturali come terremoti e alluvioni (ma l’Ue non ci riconosce nemmeno questi) e dai migranti. Nel 2016 sono stati spesi 3,3 miliardi, nel 2017 si arriverà a 4,2. La Commissione europea non ci riconosce queste spese. In questi giorni si è riaperta la vertenza con la Libia ma finora le motovedette che le abbiamo regalato sono servite agli scafisti contro di noi.
L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati ha denunciato l’Ue per violazione dei diritti di quanti raggiungono la Libia dopo essere fuggiti da guerre e da persecuzioni politiche o religiose, ma all’Europa ciò non interessa perché considera “irregolari” l’80 % dei profughi che sbarcano sulle nostre coste. E, benché i criteri di valutazione delle domande d’asilo siano diventati molto più restrittivi, in Italia ne viene ancora accolto circa il 40%. La cosa che più fa infuriare è che la stessa Ue ha fatto rapidamente l’accordo con la Turchia che ha avuto 3 miliardi e ne avrà altri 3 per bloccare i migranti che scappano dalla Siria, dall’Iraq e dall’Afghanistan.Noi niente. Così sono aumentati gli sbarchi in mare. Nel 2016 le vittime sono state più di 5mila.
C’è stato anche un accordo per distribuire 160mila migranti sbarcati in Italia e in Grecia, ma poi non è stato applicato. Solo 7.338 dalla Grecia e 2.654 dall’Italia. I Paesi dell’Est Europa, in testa l’Ungheria, lo hanno rifiutato e vari Stati membri hanno di fatto cancellato l’area Schengen reintroducendo i controlli alle frontiere.
Siamo rimasti soli.

PRIMA DELLE PRIMARIE
DON PAOLO FARINELLA
In Liguria il passionale e veemente Don Paolo Farinella, grande uomo di una sx che non c’è più, è una celebrità e lancia appelli politici al popolo della sx. Questo è l’ultimo in occasione delle primarie.

Ogni eccesso è sinonimo di inautenticità.. oggi l’eccesso di primarie.. invece di essere un segno maturo di democrazia, sono una manipolazione del consenso, come hanno dimostrato quelle corrotte di Genova, in cui la Paita offrì su un piatto d’argento la Liguria a FI e alla Lega (Cofferati ha portato il Pd in tribunale con l’accusa di brogli). Lo stesso in Sicilia, dove i tesserati risorgevano dalle tombe, felici di votare per il Pd, o in Campania, dove la camorra non stava con le tessere in tasca e dove il nuovo nume tutelare, De Luca incitava a comprare voti a forza di fritture di pesci. Lo stesso avviene in questi giorni, in cui un Renzi, pur privato cittadino, senza titolo né giuridico né di onorifico, continua a comandare la tv di Stato, tacitando i suoi concorrenti come comparse da avanspettacolo; a essere il mandatario del governo e il manovratore del partito e tutti gli altri zitti come pesci, invece di dargli un calcio nel sedere…Pussa via, signor nessuno, ex presid. del consiglio incostituzionale perché per due volte bocciato dalla Consulta. Invece, costui continua a nominare boiardi di Stato, comanda il ministro dell’economia, impone al governo in carica cosa deve o non deve fare, commisurando ogni scelta privata all’esito di queste primarie… Si sa in anticipo chi ha già vinto e con quale percentuale… Queste primarie sono una farsa, un inganno per i semplici del Pd, illusi che andando a votare siano loro a scegliere chi li comanderà. Per essere sicuro di essere democraticamente eletto, per le prossime elezioni, il «mezzo toscano» aveva escogitato il sistema berlusconista, pretendendo un abnorme premio di maggioranza e i capi lista bloccati, così da potersi circondare di ominicchi e donnicciole…La Costituzione scolpisce nella sua semplicità che «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore,
prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge» (art. 54), quello che non fecero B, Alfano, Verdini e… compagnia cantante, e per questo scelti da Renzi a far parte del governo. Senza dire che si avvicina la verità su Consip, che non è stata liquidata, anzi è stata confermata in ogni suo aspetto. Si potrebbe eccepire che le primarie sono un fatto privato che riguardano un’associazione privata di cittadini… Sarebbe vero se nelle primarie partecipassero solo gli iscritti dell’anno precedente, non quelli dell’ultimo minuto, magari comprati tra i cinesi con un par di euro. Sarebbe bello se Renzi e il suo clan osservassero l’art. 49 della Carta: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi
liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Così non è perché le primarie sono aperte a tutti, anche a minorenni che non possono votare, anche a quelli di altri partiti – rigorosamente di dx – solo ed esclusivamente per aumentare le possibilità di vittoria del Brancaleone di Rignano. L’effetto del virus berlusconista è visibile a occhio nudo, se uomini e donne provenienti dalla Resistenza hanno cancellato la loro memoria e il passato loro e dei morti per comprendere il presente. Ammaliati da un pifferaio …hanno rinunciato a ideali, sogni, moralità, dignità, «disciplina e onore» e si sono ridotti a stare al governo con Alfano e con Verdini, assurti «padri costituenti», prestati da B a difesa dei suoi interessi che sono l’utile delle sue aziende per concessione statale.
…io mi chiedo come si possa votare uno che
– Ha svuotato il lavoro, creando precariato su precariato, se è vero che anche nell’ex-Pd s’invoca il ritorno all’art. 18, visto che aumentano i licenziamenti ingiustificati.
– Ha costretto i migliori cervelli a emigrare, dopo avere speso soldi dello Stato – nostri – per formarli per anni e anni.
– Ha bloccato la ricerca, se è vero che ogni giorno abbiamo offerte per aiutare la ricerca di questo o di quello, di Telethon o della Sla e le piazze sono piene di mele, di piante, di primule e di carciofi a sostegno di mille altre necessità che sono solo un insulto alla dignità di chi continua a pagare le tasse perché lo Stato organizzi il bene comune che significa ricerca, lavoro, pensioni, scuola, cultura, musica, asili, tutela dei poveri, protezione dei minore, ecc.
– Ha scientificamente smantellato la Scuola e umiliato tutto il corpo dei docenti, promettendo ristrutturazioni che non sono mai venute, riforme che hanno aggravato le condizioni di vita con deportazioni di professori e maestri, indegni solo al pensiero.
– Ha fatto una legge elettorale che doveva essere «invidiata» da tutta Europa, ma era solo in funzione personale sua, e prima ancora di «provarla» dichiarata incostituzionale dalla Corte.
– Ha voluto una nuova costituzione incostituzionale per potere governare incontrastato per
almeno 30 anni con il potere di sciogliere le Camere, di mettere la museruola alla Magistratura, eliminando in un colpo solo la radice stessa – distinzione dei poteri – della Democrazia.
-Ha perso tutte le elezioni, dopo le europee – le uniche vinte, perché nessuno ancora lo conosceva
– avendo di mira l’abolizione del Pd e sostituirlo con il berlusconiano «ammasso elettorale» da gonfiare solo in occasione di finte elezioni, dal momento che con le liste bloccate, poteva scegliersi il Parlamento su misura, senza nemmeno il Senato che potesse dire «bau!». Con un Parlamento addomesticato, al guinzaglio, poteva nominare il CSM, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica, ridotto a mero chierichetto turibolante.
– Ha giurato e spergiurato – questo è il fatto più grave che dovrebbe tagliare la testa a lui e alla Boschi – che lui e lei, se avessero perso «il referendum, la madre di tutte le guerre» se ne sarebbero andati per sempre dalla politica, ritirandosi a vita privata. Non ha mai
detto di ritirarsi da segretario del partito. Il 12 gennaio 2016 in una intervista a Repubblica TV, ha dichiarato: «Se perdo il referendum sulle riforme costituzionali smetto di far politica… Insisto su questa questione non perché voglio trasformare il referendum in
plebiscito, come ha detto qualcuno. Ma perché intendo assumermi precise responsabilità»…La stessa promessa ha reiterato per oltre 11 mesi da gennaio a
novembre 2016, almeno altre 5 volte con grugno serio e occhio lacrimoso. Parola di scout.
– Perso il referendum, ha preteso e ottenuto che Santa Maria Elena Etruria fosse promossa a sottosegretaria al governo, cioè a gestire l’agenda di Gentiloni.
Potrei continuare ancora per 24 volumi Treccani, ma penso che questo bestiario sia sufficiente a fare riflettere se può essere costui o costoro cui si possa i resti moribondi di un partito che fu. Sarebbe meglio chiamare le funebri pompe e recitare un Requiem. Chi si ostina a stare ancora nel PD insieme a Renzi sappia che secondo la morale antica, mai andata al macero: «È tanto ladro chi ruba, quanto chi para il sacco», complici e forse anche correi. Un ergastolo per uno.
Chi andrà a votare alle finte primarie per un finto ex-partito per un nulla di segretario, rifletta e come dice Renzi, che se ne intende: «Si assuma precise responsabilità». Ex-Pd avvisato, mezzo salvato.

DOPO LE PRIMARIE
I PEGGIORISTI

Marco Travaglio

La scena dei renziani, con giornaloni, telegiornaloni e Mannoni al seguito, che esultano per la formidabile partecipazione alle primarie perché hanno perso solo un terzo di votanti in quattro anni ricorda il tripudio dei berluscones ogniqualvolta uno di loro veniva condannato per mafia o corruzione, al grido di “credevo peggio”.
B. si beccava 3 anni in Cassazione per frode fiscale per non aver pagato 7,3 milioni di tasse? “Solo 3 anni per 7,3 milioni, credevo peggio”(il fatto che la frode totale ammontasse a 350 milioni di dollari e l’imputato avesse mandato il resto in prescrizione cambiando le leggi durante il processo era un dettaglio trascurabile).
Dell’Utri incassava 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa? “La mia difesa ha funzionato”, commentava gongolante l’interessato, che evidentemente si aspettava l’ergastolo.
Poi, in appello e in Cassazione, la pena scendeva a 7 anni: festa grande in tutta la Cassa della Libertà Provvisoria e dunque al Tg1, dove il direttorissimo Augusto Minzolini presentava quegli appena 84 mesetti di galeruccia come uno strepitoso successo dell’imputato e una cocente sconfitta delle toghe rosse, disseminando la parola “assoluzione” in titoli e servizi, mentre l’apposita inviata da riporto a Palermo tripudiava: “La Corte non ha creduto alla pubblica accusa… non ha creduto a Spatuzza, subito peraltro smentito da Filippo Graviano… ha spazzato via la costruzione accusatoria … crolla tutto… ”. Purtroppo, nonostante gli sforzi profusi, non riuscì proprio a spiegare come fosse possibile, se crollava tutto, il pover’uomo si fosse ciucciato 7 anni per mafia.
Stessi baccanali quando Cesare Previti totalizzò in Cassazione 6 anni per corruzione giudiziaria nel caso Imi-Sir e poi un altro anno e 6 mesi, in “continuazione di reato”, per il caso Mondadori, avendo comprato lo stesso giudice per truccare due cause miliardarie.
“L’ipotesi accusatoria è stata sconfessata e totalmente cancellata”, dichiarò commosso il suo avvocato (figurarsi se fosse stata accolta: sedia elettrica?).
E tutto il partito dietro: “Solo 7 anni e mezzo, credevamo peggio”.
Sul perché, appena uno della Banda B. prendeva meno di 30 anni, partisse un Carnevale di Rio, si fronteggiavano varie scuole di pensiero.
Secondo alcuni, i condannati si conoscevano così bene da attendersi quantomeno l’ergastolo: per un eccesso di autostima criminale o un difetto di autopercezione etica dei destinatari delle sentenze.
Altri ritenevano che la Banda B. sapesse cose che i giudici ignoravano e che giustificavano il sollievo per lo scampato pericolo.
Un po’come quei serial killer che si vedono condannare per un paio di ammazzatine appena e, avendo sulla coscienza alcune decine di morti ammazzati (quanti esattamente non saprebbero dire neppure loro), rincuorano il difensore un po’ abbacchiato: “Avvoca’, su con la vita, è andata di lusso: cosa vuole che siano due omicidi. Io, come minimo, mi sarei dato la fucilazione”.
Matteo Renzi, ormai espertissimo di sconfitte (non giudiziarie, ma elettorali), ha imparato in fretta anche questa lezione. Sapeva bene di stare sulle palle alla maggioranza degli italiani, e anche dei potenziali elettori del Pd, vedi elezioni comunali e referendum del 2016.
Quindi prevedeva che, ai gazebo delle primarie, peraltro già vinte, i 3 milioni e passa del 2013 se li sarebbe scordati.
Così ha fissato l’asti cella minima a 1 milione, cioè a un terzo dell’ultima affluenza, per poi spacciare da grande trionfo tutto quello che veniva in più.
“Credevo peggio”.
Tanto, nella politica italiana, al peggio non c’è più limite e nessuno domanda mai a lorsignori: “Scusi, per curiosità, lei esattamente cosa intende per ‘peggio’?”.
Ciò che neppure Renzi poteva prevedere è il precipitoso riaccalcarsi sul carro del vincitore di tutti i voltagabbana a mezzo stampa che ne erano agilmente discesi la sera del 4 dicembre: tutti renziani prima del referendum, tutti antirenziani dopo il referendum, tutti renziani dopo le primarie più scontate e meno partecipate della storia. Così, sui tg e nei giornaloni, il “Credevo peggio” è diventato un “Ammazza quanta gente”.
È la versione 2.0 del vecchio giochino del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: si svuota il bicchiere, lo si riempie a metà, poi si fa credere che sia tutto pieno.
E la sconfitta diventa vittoria.
È un trucchetto facile facile, alla portata di tutti.
Lo studente somaro torna a casa con una sfilza di 4 in pagella?
Se al padre manesco prudono le dita, lui può sempre obiettare: “Ma che fai, papi, è andata benissimo: potevo avere tutti 2, ma anche 1, e persino zero. Fammi i complimenti”.
Commosso, il genitore stappa lo champagne e gli compra pure il motorino. Il tenore stonato chiude l’opera sotto una selva di fischi e l’impresario lo vuole cacciare? “Ma che dice, dottore, il pubblico poteva spararci dal loggione o salire sul palco e menarci a uno a uno. Invece siamo tutti incolumi, è andata alla grande”.
E l’altro, soddisfatto, gli rinnova il contratto e gli raddoppia il cachet. Il chirurgo cane asporta al paziente il rene sano al posto di quello infetto e gli lascia pure le forbici nella pancia?
Quando il malcapitato se ne accorge e gli fa causa, lui ha un alibi di ferro: “V ostro onore, di solito il paziente muore. Questo è ancora vivo e si lamenta pure per un impercettibile pruritino da cesoie?”. Assolto e promosso primario.
Per assurdo, potrebbe persino capitare che un governo abolisca l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e spenda 12 miliardi in incentivi alle imprese per creare nuovi posti di lavoro, e i posti di lavoro crescano meno di quando c’era l’articolo 18 e non c’erano i 12 miliardi di incentivi.
Anzi no, questo è accaduto davvero, come non detto.
Peggio, non poteva andare.

ERRATA CORRIGE
La Lega non votò la Legge Fornero, mentre il Partito democratico appoggiò in maniera compatta la manovra salva Italia, da cui poi è scaturita l’intera riforma del welfare, e il Popolo della Libertà – oggi frammentato in Forza Italia, Ncd e Fratelli d’Italia – conobbe varie defezioni benché la linea di partito fu quella di sostenere la riforma del professor Monti e della Fornero.
Grazie della correzione
viviana
.
Paolo de Gregorio
La democrazia può averla solo un popolo informato e consapevole. Perché’ ci possa essere non già una democrazia, ma almeno la speranza di una democrazia, è necessario che la vita pubblica di un Paese non si fondi interamente sulla menzogna e che ci sia almeno un po’ di informazione, ma, soprattutto, che alla scoperta di certe verità si accompagnino conseguenze coerenti.

SE LA BONTA’ DEL VINO LA CERTIFICA L’OSTE.
Sembra che nella classifica della libertà di stampa l’Italia abbia fatto un balzo di 25 posti in avanti, il che sarebbe strano ma lo è ancora di più se si pensa che il soggetto accusato di tenerla comunque troppo in basso è Beppe Grillo per la sua lista di giornalisti falsificatori. A questo punto ci chiediamo chi le faccia queste classifiche e come siano fatte, e viene fuori che sono formulate in base a questionari mandati ai giornali dei vari Paese. Ora, è evidente che se le risposte le dà uno come Scalfari e non un Beppe Grillo che giornali non ne ha, i risultati possono essere solo bizzarri.
Marco Travaglio dice che il modo stesso con cui è stata fatta la classifica porta a conclusioni paradossali, a seconda che i giornali siano d’accordo con la propaganda governativa e le sue balle o se ci siano oppositori. Com’è che la classifica non tiene conto “del Pd che caccia la Berlinguer dal Tg3 perché non allineata, chiude Ballarò di Giannini perché non allineato e bombarda Report perché non allineato? Se si ascoltano solo i sostenitori dei regimi, allora in Turchia e in Russia la libera stampa sarebbe minacciata non da Erdogan e da Putin che arrestano i giornalisti scomodi (o li uccidono) ma da chi protesta. Insomma si dovrebbe distinguere tra gli oppositori che criticano le falsità di Governo e i governi che attaccano i pochi giornalisti che sfuggono al loro controllo.
Insomma, se durante il fascismo, per fare questa classifica si fossero interrogati i giornalisti dei giornali fascisti, sarebbe risultato che l’Italia era in fondo alla classifica per colpa di Matteotti, Gramsci e Pertini.

Laura Tonini ha scritto una lettera al Direttore di RSF (Reporter senza frontiere) Christophe Deloire

Gli chiede come può pensare che uno come Beppe Grillo che è stato cacciato dalle televisioni e tutt’oggi subisce la gogna della stampa, da perseguitato sia diventato persecutore. Come mai ha nominato solo lui, quando non ha detto una sola parola su Berlusconi che controlla televisioni, radio, giornali o su Renzi che controlla la televisione pubblica e la radio, sostenendo il Gruppo Espresso, quel Renzi che ha cacciato Floris dalla Rai, che ha chiuso Ballarò e che ha minacciato Report.
Grazie a questo rapporto, ora Lotti, Renzi e anche Boldrini si sentono ancor più legittimati a minacciare il web.
Deloire si congratula con ‘Italia per aver protetto i suoi giornalisti di Vatileaks, ma chi è stato a difenderli davvero? L’unico che lo ha fatto, esponendosi da solo, è stato Grillo.
Non solo Grillo ha scritto ben 667 articoli sul suo blog, per difendere l’inchiesta di Nuzzi e Fittipaldi ma chi ha presentato al Parlamento Europeo la faccenda “Vatileaks” se non lui?

E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.
E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.
E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.
E’ proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.

Alfredo Cuervo Barrero

E venne il leccaculo,
che si mangiò il diplomato,
che bruciò il laureato,
che superò il merito,
che in 3 secondi il lavoro trovò.

Si creano leggi insensate come quella sulla legittima difesa e poi si lasciano gli Italiani sprovvisti di qualsiasi difesa pubblica con le leggi di Renzi che, depenalizzando tutti i reati sotto i 5 anni di pena, hanno in pratica legittimato il furto.
Perché Salvini non attacca quelle e non chiede leggi più dure anche per i piccoli reati? Hanno legittimato il furto per rendere impunibili i ladri di Stato, mentre la vera difesa è attuare le pene e non sdoganare il furto. Ma quale è lo Stato che premia il furto?
.
Il Pd vuol fare una legge demenziale che consente l’omicidio notturno. E viene appoggiato da quel Centro che dovrebbe seguire la legge cristiana e che in questo caso applaude agli omicidi potenziali. Ma dove è scritto nel Vangelo che è vietato l’omicidio diurno e che è lecito quello notturno? E poi devo ascoltare quel demente di Severgnini che parla di progresso di civiltà e di legge che ‘comunque’ costituisce un passo avanti!! E dice che “c’è anche troppa ansia attorno. facciamo leggi che portano calma ai cittadini”. Ma calma cosa? Ma fatelo tacere! Perché nessuno di costoro dice chiaramente che il codice penale è stato vandalizzato e devastato da Renzi e da Berlusconi e che ormai in carcere non ci va più nessuno, perché tra depenalizzazioni e prescrizioni se qualcuno finisce in galera, si dovrebbe gridare fortemente all’iniquità, non sua, ma dello Stato che ha fatto strame delle pene. Dice Travaglio: “Ricordiamo la differenza tra sicurezza e rassicurazione. La sicurezza è la giustizia di uno Stato civile. La rassicurazione è il tentativo di carpire voti imbrogliando sull’equità delle leggi”.. Ma qui, con leggi idiote, non abbiamo né sicurezza né rassicurazione.
.
E ora dopo la legge idiota sull’assassinio consentito, non resta che invitare a sera i nostri nemici in casa con qualche esca succulenta per farli fuori a norma di legge. Ops, mi è scappata morta mia suocera! Credevo fosse un ladro! Peccato solo non poter fare questa cosa con i nostri politici, specie quelli che hanno fatto questa legge!
.
Mi pare di vederli, quelli del Pd, con Renzi in testa: “E ora come facciamo per attrarre voti specie dalla dx di Salvini?” E il genio dei manipoli ha avuto l’idea brillante: “Spariamo ai ladri gratis! Sai quanti voti si pigliano! Abbiamo reso furenti gli italiani: ladri in casa e invasori alle porte. Ora gli diamo il Far West e si piglia il banco!” Ora invece spero che questa trovata da fascistelli infoiati gli vada tutta di traverso!
.
Circa chi difende la tesi della diminuzione di reati, vorrei aggiungere: per forza! Renzi ha depenalizzato i reati sotto i 5 anni di pena (ha ammesso persino la modica quantità di evasione fiscale!), per cui sempre meno persone denunciano reati. Ma certo per quelli che tutto quello che fa Renzi è fatto bene, anche dimezzare i tempi delle prescrizioni e i fondi per le intercettazioni farà delle ‘magnifiche sorti e progressive’! :-))

IL NUVOLISMO DELLA SINISTRA
Viviana Vivarelli
Vivremo anche in un reiterato Medioevo ma c’è chi si fa di Medioevo di più.
La legge sulla difesa personale è demenziale? In realtà la qualifica ‘demenziale’ spetta a tutte le leggi di Renzi. Non ce n’è stata una che non avesse bisogno di essere rappezzata da Napolitano, non ce n’è stata una che fosse scritta in buon italiano o che fose chiara o che non andasse contro la Costituzione o contro il bene degli Italiani.
Che dire allora di chi ha scritto una legge elettorale incostituzionale, una riforma della PA incostituzionale, una Buona Scuola su cui sputano tutti gli operatori della scuola, un codice degli appalti ’pieno di vaccate’ (Travaglio), un emendamento di Natale che depenalizza la frode fiscale, la legge che depenalizza ben 120 reati sotto i 5 anni di pena che ovviamente comprendono anche il furto fatto in casa di giorno o di notte, il borseggio e la rapina, una legge sulla Banche Popolari che conferma la truffa, gli 80 euro che un milione di poveri ha dovuto rendere, un Jobs Act che ha comportato 12 miliardi in più di tasse senza aumentare stabilmente la forza lavoro, il tentativo di licenziare Cantone che era stato messo per controllare gli appalti e subito dopo l’eliminazione dell’Anac, l’organo creato da Cantone per controllare gli appalti, i bonus bebè dati anche a Falco Briatore, 3 decreti per fregare i clienti già fregati delle banche.
Leggi orrende passano, fanno schifo a tutti, a volte sono rimosse. Non si trovano responsabili. Eppure a volte sono imposte con la fiducia. E la legge sulla legittima difesa, da schifo ,l’hanno votata in 222. Tutti nipoti di Mubarak? Ma non erano i 5stelle che avevano il microchip nel cervello??
Dice bene Travaglio: “Ecco, il firmatario della legge sulla legittima difesa (ma pure gli altri) dev’essere un simpatizzante grillino, o leghista, o meloniano, perché ad ogni sua impresa le forze anti-sistema guadagnano migliaia di voti gratis, senza far nulla: basta lasciar fare gli altri. Cioè ai professionisti e ai competenti che han fatto le scuole alte, mica come i baluba che si bevono le fake news, sbagliano i congiuntivi, non distinguono il Cile dal Venezuela, non sanno neppure sterminare i topi e i centurioni a Roma, e figurarsi se un giorno – Dio ne scampi – dovessero andare al governo e scrivere le leggi!” E questa è satira, si intende. 🙂
.
Bechis prova che l’emergenza della spazzatura a Roma è inventata

Lo spazza-tour di Roma smentisce il Pd

Emergenza rifiuti a Roma? Una fake news di Renzi. Nel video la verità sui cassonetti della capitale. In 4 ore e 282 km percorsi trovati solo 5 che traboccano di spazzatura

Posted by Libero on Mittwoch, 10. Mai 2017

ma Vespa mostra proditoriamente foto del 2014

E domenica i piddini faranno la loro sceneggiata fingendo di ripulire Roma
Sarebbe bello se i 5stelle facessero la stessa cosa ripulendo Firenze
Ma o danni di mafia capitale chi mai li pulirà?
.
http://masadaweb.org

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