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Tuesday December 12th 2017

MASADA n° 1850 6-5-2017 SOROS E IL COMPLOTTO DEI MAGNATI

MASADA n° 1850 6-5-2017 SOROS E IL COMPLOTTO DEI MAGNATI
Blog di Viviana Vivarelli

La teoria del complotto – Chi è George Soros – Bufale. Ma chi l’ha detto che il mondo è diventato più ricco? – Fake news dei nostri media – La certezza della pena – Dopo 45 giorni finalmente qualcuno prende Zuccaro sul serio – Armi libere di notte per la legittima difesa – Spirito del tempo: contraffazione, manipolazione, destabilizzazione – Le conseguenze dei vaccini – Macaron – Reporters sans report – Una stampa condizionata e una classifica sulla libertà di stampa fatta dai condizionati

Immagina come sarebbe bello il mondo con ultrasettantenni né politici, né generali, né preti né dirigenti. Parte dell’umanità malata messa nelle condizioni di non nuocere. Vadano i vecchi a scrivere libri, diano consigli a chi li vuole ascoltare, spargano nei giardini il becchime ai piccioni, portino i nipotini allo zoo, facciano meditazione! (Viviana)
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Rosario Montagna: Toccherà bussare alle nuvole, con garbo spiegargli che l’essere vivente ha bisogno di luce per vivere.

“Ci sarà, in una delle prossime generazioni, un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici ” (Aldous Huxley) .
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Il compito di tutte le dittature, e dunque anche di quella neoliberista, è privare l’uomo della sua capacità di pensare in modo individuale, perché l’uomo che pensa è un ostacolo sulla via del potere assoluto. L’uomo che pensa è nemico del potere, perché crea mondi in cui il potere non esiste. (Viviana)

Ormai l’informazione è sostituita da armi di disinformazione di massa. I governi sono formati da fantocci messi su dai grossi gruppi del Capitale. Gli strumenti elettorali sono falsati da sistemi menzogneri che danno al popolo la sola illusione della democrazia o sono sospesi del tutto. I media sono a servizio del più forte e non hanno scrupolo a diffondere falsità. L’economia ha sostituito la politica e la finanza ha sostituito l’economia, mentre cricche di magnati tengono nelle loro mani tutto quanto. Le chiese danno messaggi finalizzati al mantenimento dello status quo. I popoli rischiano di perdere ogni soggettività per diventare oggetto di depredazione. Il Cielo e la Terra sono stanchi di questa storia umana che si ripete miseramente e chiedono a gran voce una catarsi. Ma chi potrebbe farla se non gli ultimi degli ultimi? Quelli che sono in fondo alla scala sociale dovrebbero rovesciare la piramide di potere e come possono farlo se non hanno nemmeno idea della propria forza?
(Viviana)

LA TEORIA DEL COMPLOTTO
Viviana Vivarelli
Già agli inizi del 1900 (con Steiner) si cominciò a pensare che la storia del mondo fosse determinata dal complotto di gruppi di magnati, specialmente nordamericani, che volevano imporre un imperialismo economico sul Pianeta, ostacolando il progresso della civiltà e facendo in modo che la ricchezza si accentrasse sempre in meno mani, impoverendo i popoli e derubandoli dei loro diritti.
Il termine “teoria del complotto” (conspiracy theory) fu usato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1964 (assassinio di Kennedy) e fu ripreso dopo l’attacco alle Torri, la cui interpretazione resta tutt’ora controversa.
La tesi di un complotto neoliberista per la conquista del mondo è stata ripresa da molti studiosi e giornalisti, che hanno spiegato così le collusioni dei governi con i più ricchi, e la disinformazione voluta dei media, accusati di occultamento della verità e di insabbiamento delle eventuali indagini. In parallelo si è diffusa nell’opinione pubblica la convinzione che la cultura di massa non serva solo a decentrare l’attenzione dei popoli ma anche a nascondere la verità di un mondo dominato dai poteri forti dove le democrazie stanno regredendo.
Nel 1916 l’esoterista Rudolf Steiner profetizzò che a partire dagli USA i governi avrebbero soffocato la libertà di pensare (si pensi al Patriot Act). Già allora previde che la cultura anglosassone avrebbe dominato il mondo con l’influenza economica e politica e che ci sarebbero state confraternite di magnati che avrebbero messo i governi sotto il loro dominio (si pensi a gruppi come il Bilderberg, il Council on Foreign Relations, la Trilaterale e la confraternita di Yale: Skull and Bones. A quest’ultima appartenevano i due Bush, John Kerry, i direttori della CIA, i banchieri Hariman che diedero aiuto a Stalin. Bush junior parlò esplicitamente di Nuovo Ordine mondiale.

CHI E’ SOROS (sunto da Berluscameno)
Il mondo è nel gioco di potere di una cricca di burattinai miliardari: Soros, Rockefeller, Rothschild, Clinton, Schaeuble, Merkel … E questo il Nuovo Ordine Mondiale.
Chi è George Soros? Sicuramente un miliardario filantropo con un patrimonio di oltre 35 miliardi di dollari Uno che si spaccia per benefattore filantropo. Un membro di punta del gota della finanza internazionale. Ma è uno sconosciuto per il 99% della popolazione mondiale, che pur subendone le politiche e le scelte, non ne comprende la vera natura e gli scopi, perché celati dai media di regime, impegnati a dipingere un personaggio diverso e nobile.
Nasce nel 1930 a Budapest da una famiglia dell’alta borghesia ebraica, d’ispirazione sionista.
Nel 1947 diventa uno degli studenti più noti e coccolati della London School of economics, dove diventa discepolo di Karl Popper, filosofo liberale tra i maggiori negazionisti della Teoria del Complotto, che attribuisce quanto accade nel mondo a un gruppo di potenti interessati a precisi risultati (Io: vi ricordate quel megalomane di Oscar Giannino che si era inventato 2 lauree false con quale veemenza lo negava a Barnard?).
Nel 1969 fonda la Quantum Fund, la finanziaria di gestione di capitali più capitalizzata del mondo.
La notte del 16 settembre 1992, mediante una mirata e sistematica speculazione al ribasso provoca la crisi di sterlina e lira. L’Italia esce dallo SME e Soros guadagna un miliardo di dollari.
Soros è il padre di Otpor: la celeberrima società dedita al rovesciamento pilotato dei governi scomodi nata in Serbia negli Anni 90.
Nel 1889 in sintonia con altri gruppi di pressione contribuisce al crollo del Muro di Berlino e allo smantellamento del Comunismo attraverso le sue due società iperliberiste, Open Society Foundation e Open Society Institute oggi operante in 60 paesi. Contribuisce quindi alla diffusione in Europa del liberismo capitalista più selvaggio e deleterio, contribuendo all’impoverimento dei ceti medio-basso e regalando il controllo dell’economia ad una stretta élite di oligarchi capitalisti.
Oggi il 2% della popolazione Usa possiede oltre l’80% della ricchezza. Oltre il 20% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. L’Europa vediamo in che condizioni è.
Sono in molti a sostenere che SOROS abbia finanziato organizzazioni come Radio Free Europe, Charta 77 e addirittura Solidarnosc in Polonia, incidendo sui processi politici ed economici dell’Ex-Jugoslavia e di numerosi paesi dell’est europeo, Georgia, Ucraina, Kirghizistan e delle sommosse scoppiate e fomentate ad arte in Azerbaigian e Libano (2005); in Bielorussia (2006) e Iran (2009).
E’ lo stesso Soros a dichiarare in una sconcertante intervista nel 2011: “È necessario portare il sistema cinese nella Nuovo Ordine Mondiale, che è il Nuovo Ordine Finanziario comandato da me!”.
E’ lui ad avvertire che ci sarebbe stata una DEFLAZIONE in Europa e il collasso del sistema economico reale (disoccupazione di massa e fallimenti di imprese reali dovute alle imposizioni assurde del sistema bancario e finanziario di cui Soros fa parte assieme agli amici Rockefeller “L’Europa rischia una bancarotta finanziaria (con le mie vendite speculative mirate al ribasso dell’Euro!) se non accetta la monetizzazione del debito da parte della Bce”.
La soluzione della crisi secondo Soros sarebbe passata sempre dall’Eurozona. “Cioè dalla gabbia costruita dal Nuovo ordine Mondiale per schiavizzare 500 milioni di ignare vittime”. Come? Dando più poteri alla Bce stile FED (Unione Bancaria e creazione di un prestatore unico di ultima istanza) e utilizzando il Two Pack, l’estinzione del debito illegale e truffaldino creato ad hoc dal sistema studiato dai Grandi Banchieri Ue e attraverso il completamento del progetto mondialista globalista e neoliberista.
Fondamentale – secondo la cricca dell’INET anche la “stabilizzazione degli squilibri della bilancia dei pagamenti all’interno dell’eurozona. Ma nessuno ha ammesso l’evidenza: cioè che lo squilibrio della bilancia dei pagamenti e la creazione di deficit indotto ai danni dei Paesi dell’Eurozona è stato voluto e creato ad hoc attraverso l’introduzione (nel 2007) del Sistema Target2. Possibile che il colto ed esperto finanziario Soros non lo sappia?
Come direbbe il principe De Curtis: “Ma ci faccia il piacere”!
E la “ SX DEMOCRATICA PROGRESSISTA italiana” e gli altri partiti e movimenti politici EUROPEISTI alla SOROS, sembrano non vedere nulla di tutto questo.

George Soros è una brava persona?
Mario Vandone

Di seguito, alcune cose che si sanno o si dovrebbero sapere e alcune cose che non si sanno troppo su George Soros, una brava persona.
1) E’ condannato all’ergastolo in Indonesia e alla pena di morte in Malesia per speculazione sulle monete locali.
2) E’ stato condannato dallo Stato francese per insider trading a pagare una multa di 2,1 miliardi di dollari. Appellatosi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la condanna è stata confermata.
3) Dopo varie condanne in mezzo globo, da alcuni anni “lavora” principalmente da Londra.
4) E’ il principale promotore della liberalizzazione della droga nel mondo, e attraverso l’Università di Harvard ha fatto raccomandare uno studio che propaganda la produzione ed il traffico di droga come rimedio agli eccessivi deficit di bilancio.
5) Secondo il Wall Street Journal, Soros è “la mano” dietro la quale negli ultimi anni si sono fatte massicce campagne di vendite allo scoperto da parte degli hedge fund (“fondi speculativi”) con l’obiettivo di portare l’euro alla parità 1:1 con il dollaro, mentre allo stesso tempo chiede di rafforzare il sistema di governo sovranazionale dell’euro attraverso gli Eurobond, ed è un fortissimo sostenitore del TTIP.
6) Dopo la speculazione su Lira e Sterlina nel 1992, Soros guadagnò più di 2 miliardi di dollari.
7) In Italia, come “ringraziamento”, invece di un mandato di cattura ha ricevuto 4 anni più tardi la laurea honoris causa all’Università di Bologna, consegnatagli direttamente da Romano Prodi.
8) Sempre in Italia e sempre nello stesso anno (1996), ci fu anche un’inchiesta della Guardia di Finanza sui fatti del ’92 per constatare se anche “influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira”.
Secondo “Il Mondo”, tra i nomi c’erano quelli di Romano Prodi, Enrico Cuccia (ex Bankitalia e Mediobanca), Guido Rossi (quello poi divenuto famoso per “Calciopoli”) e Luciano Benetton.
Ovviamente le Procure insabbiarono tutto in un amen.
9) Ritiratosi nel 2000 dalla carriera di “speculatore” per concentrarsi sulle sue “fondazioni”, ebbe a dire: ” Sono certo che le mie attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l’ombra di un rimorso perché ho fatto un profitto dalle speculazioni. L’ho fatto semplicemente per far soldi”.
10) Soros disse che i 10 mesi dell’occupazione nazista in Ungheria furono “i più belli della mia vita, così avventurosi…”.
11) Soros finanzia Barack Obama dal 2004. E’ il terzo azionista della IDG, “coop rossa” controllata dalla Lega delle Cooperative, cioè dal PD.
12) Soros ha ammesso in diretta televisiva alla CNN di aver finanziato la “rivoluzione colorata” dell’Ucraina di piazza Maidan per “favorire l’inserimento di una giunta amica degli Stati Uniti”.
13) Ha ammesso chiaramente di aver finanziato in passato, tra le altre, la prima Rivoluzione Arancione in Ucraina, la Rivoluzione delle Rose in Georgia, la Rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan, la Rivoluzione Zafferano in Myanmar e la rivoluzione verde in Iran.
Non ha ammesso di aver finanziato i Black Bloc ed il Popolo Viola in Italia.
14) I suoi più grandi “seguaci” tra i politici sono stati e sono Tony Blair, Bill Clinton, François Mitterrand, Jacques Attali, Gerhard Schröder, Christine Lagarde, François Hollande, Romano Prodi, Marco Pannella, Julya Tymoschenko, Victoria Nuland.
15) Finanzia vari gruppi editoriali, come l’Huffington Post, vari movimenti “ambientalisti”, vari movimenti “femministi” (come le Femen e le Pussy Riots).
16) Soros vorrebbe meno sovranità anche per gli USA, a favore di organismi sovranazionali come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.
17) Soros si auto-definisce “un estremista ambientale”, vede se stesso come “una figura messianica” e vorrebbe essere ricordato come “un efficace speculatore”.
18) Finanzia ONG, arcigay, puttanate per i diritti umani ecc ecc.
19) Sky ha trovato manualetti per i migranti di sua eminenza George sulla rotta Balcanica.>> La lista non è aggiornata.

Beppe Grillo
George Soros, miliardario grazie alle speculazioni finanziarie sulla pelle dei cittadini come quella del ’92 contro l’Italia che causò una perdita del 30% del valore della lira e una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari, ieri è stato accolto con tutti gli onori dal presidente del consiglio Gentiloni. In barba alla trasparenza, doverosa nel suo ruolo di istituzione, il premier ha tenuto l’incontro nascosto: Palazzo Chigi non ha rilasciato alcun comunicato nè prima nè dopo l’incontro e la vicenda è diventata di dominio pubblico grazie a un’agenzia di stampa. In che veste Gentiloni ha incontrato Soros e in che veste Soros è stato ricevuto da Gentiloni? Se lo ha fatto da premier perché lo ha tenuto nascosto? Sono amiconi e si sono visti solo per un tè? Difficile da credere e da accettare che il presidente del Consiglio si dedichi a momenti di svago mentre attorno a lui c’è un Paese a pezzi.
Presidente Gentiloni, di cosa avete parlato con Soros? Il miliardario l’ha avvisata che è in vista un’altra speculazione? Vuole comprare a prezzi ridicoli qualche gioiello italiano che ancora non è passato in mani straniere? Si è lamentato per l’inchiesta del procuratore Zuccaro sulle ONG che agirebbero come taxi del Mediterraneo e che sono finanziate con milioni di dollari ogni anno da Soros stesso? Le ha chiesto di intervenire per bloccare l’inchiesta? E lei invece: le ha chiesto conto dei danni arrecati all’Italia 25 anni fa? Le ha chiesto conto dell’attività delle ONG da lui finanziate nel Mediterraneo?
Presidente Paolo Gentiloni Silveri, nobile di Filottrano, di Cingoli e di Macerata, lei deve rendere conto al popolo delle sue azioni. Può scendere dal piedistallo e raccontarci tutta la verità sul suo incontro con Soros?

BUFALE: Ma chi l’ha detto che il mondo è diventato più ricco?
Viviana Vivarelli

Questa è una bufala che fa comodo a qualcuno per giustificare la razzia del sistema neoliberista, ma resta sempre una bufala.
I dati di Oxfam sono alquanto diversi (confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo. Ne fanno parte 18 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 nazioni per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia)
Oxfam dice piuttosto che è aumentata la forbice tra ricchi e poveri, per cui i ricchi sono sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. 8 super miliardari hanno la stessa ricchezza netta (426 miliardi di dollari) di metà della popolazione più povera del mondo (3,6 miliardi di persone). Multinazionali e super ricchi continuano ad alimentare la disuguaglianza con pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e influenzando la politica. L’attuale sistema economico è costruito a beneficio di pochi fortunati e non della stragrande maggioranza della popolazione.
La metà più povera del pianeta è ancora più povera che in passato. È osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini, che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui 1 persona su 10 sopravvive con meno di 2 dollari al giorno. La disuguaglianza stritola centinaia di milioni di persone, condannandole alla povertà; rende le nostre società insicure e instabili, compromette la democrazia. In tutto il mondo le persone vengono lasciate indietro. Alla logica della massimizzazione dei profitti, si contrappone una realtà di salari stagnanti e inadeguati, mentre chi è al vertice è gratificato con bonus miliardari. I servizi pubblici essenziali come sanità e istruzione subiscono tagli, ma a multinazionali e super ricchi è permesso di eludere impunemente il fisco. La voce del 99% rimane inascoltata perché i governi continuano a fare gli interessi dell’1% più ricco: le grandi corporation e le élite più prospere. L’attuale sistema economico neoliberista favorisce l’accumulo di ricchezza nelle mani di una cricca super privilegiata ai danni dei più poveri. La disuguaglianza è cresciuta negli ultimi 30 anni e TRUMP E BREXIT sono alcuni dei contraccolpi del crescente divario tra ricchi e poveri.
In Italia la ricchezza dell’1% più ricco degli italiani (in possesso oggi del 25% di ricchezza nazionale netta) è oltre 30 volte la ricchezza del 30% più povero.
I super ricchi usano una fitta rete di paradisi fiscali per evitare di pagare le tasse, hanno infinite società di gestione patrimoniale per trarre il massimo profitto dagli investimenti fatti e influenzano le decisioni politiche a loro favore. Ovunque nel mondo i governi tagliano le tasse su corporation e ricchi, mentre aumentano le tasse che colpiscono i poveri e tagliano lo stato sociale. Il FMI ha rilevato che a partire dagli anni ’80 i sistemi fiscali in tutto il mondo sono diventati meno progressivi, mentre le aliquote massime sui redditi e le imposte sulle rendite finanziarie, sui patrimoni e sulle eredità sono drasticamente calate. Aggiungiamo l’elusione fiscale societaria, che costa ai paesi più poveri 100 miliardi di dollari l’anno: una cifra sufficiente a mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e salvare la vita di 6 milioni di bambini ogni anno.

E allora? La vogliamo piantare con queste balle?

MAR WEST
Marco Travaglio
Certo che questi sedicenti cacciatori di fake news non scherzano, quanto a fake news. Stendiamo un velo pietoso sul New York Times che addita i 5Stelle come untori di morbillo: è lo stesso giornale umoristico che vaticinava un “momento Brexit” per l’Italia in caso di vittoria del No al referendum del 4 dicembre, con altri strascichi apocalittici: “Destabilizzazione della traballante economia italiana”, “serie implicazioni per il travagliato sistema bancario italiano”, “effetto contagioso in tutta l’Eurozona”.
Tralasciamo anche, per carità di patria, le belinate dei siti di Repubblica e Corriere che, nell’ansia di dimostrare l’inesistente campagna pro-morbillo del M5S, riesumano una battuta di Beppe Grillo sulla difterite in uno show del lontano 1998 (10 anni prima che nascessero i 5Stelle).
Parliamo di cose serie, cioè delle inchieste siciliane sui rapporti anomali fra alcune Ong e i trafficanti di migranti nel Mediterraneo. Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, vilipeso o tirato per la toga da questo o quel politico, segnala ancora una volta al Parlamento (dove i partiti l’hanno convocato due volte apposta, anche quelli che gli intimano di parlare solo con gli atti, cioè di tacere) le disfunzioni, le opacità e gli ostacoli alle inchieste svelati non dai suoi incubi notturni, ma dai rapporti dell’intelligence dell’agenzia europea Frontex e dalla nostra Marina Militare, in gran parte processualmente non utilizzabili, nella speranza che chi può e deve intervenga.
Intanto, se Zuccaro parla di “fase pre-investigativa” a Catania, Panorama rivela che la Procura di Trapani ha aperto ufficialmente un’indagine per favoreggiamento all’immigrazione clandestina su una Ong che avrebbe trasportato migranti forniti dai soliti scafisti senz’aver ricevuto alcun Sos né richieste d’intervento dalle autorità italiane.
E dire che ancora ieri i giornaloni vaneggiavano su uno “scontro fra procure” e su Zuccaro “smentito” dal procuratore di Siracusa Paolo Giordano, solo perché l’uno indaga e l’altro no. Ora gli ottusi negazionisti che da giorni insultano Zuccaro come un mezzo matto al servizio delle dxcce populiste (quello zuzzurellone di Luigi Manconi, sulla fu Unità, lo chiama “Carmelo Forse”) e secernono fumi e liquidi neri per confondere le navi e le acque, difendendo a prescindere tutte le Ong, anche quelle battenti bandiera maltese o neozelandese o panamense (paradisi fiscali, oh yes), quelle che rifiutano ogni collaborazione con i pm e persino col Parlamento, quelle di cui si ignorano finanziatori, regole d’ingaggio e referenti, sono serviti. I fatti, per fortuna, sono più forti dei pregiudizi e delle balle.
1. Dice Zuccaro: “Non posso rivelare l’esistenza di indagini. Io parto da tre fatti:
a) in alcuni casi le Ong hanno varcato i confini delle acque libiche;
b) l’esistenza di comunicazioni via radio o web tra terraferma libica e soggetti a bordo delle navi dei soccorritori (chi è che chiama i soccorritori dalla Libia?);
c) il distacco dei trasponder emerge in maniera oggettiva: quel tipo di strumento può non dare segnale o perché disattivato o perché si trova in una zona d’ombra”. E propone che, “se un trasponder non dà il suo segnale, si alzi in volo un velivolo che vada a vedere dove sta operando quella nave, se entra in acque libiche o comunque viola le norme”.
2. Alcune Ong recuperano i migranti al limite o dentro le acque territoriali libiche, anche col nobile intento di salvare vite (obiettivo non sempre centrato, visto che i morti in mare aumentano a vista d’occhio). Ma purtroppo questo parrebbe vietato dalla legge italiana e dalla Convenzione di Amburgo.
3. Questa prassi borderline produce almeno due conseguenze nefaste:
a) gli scafisti, sapendo di dover navigare solo per poche miglia, usano imbarcazioni ancor più pericolanti e adottano precauzioni ancor più blande di prima, mettendo vieppiù a rischio la vita dei migranti;
b) se non escono più dalle acque libiche o non si bagnano neppure i piedi, non possono essere né intercettati, né arrestati, né processati.
Zuccaro propone “l’impiego di polizia giudiziaria in alto mare, anche sulle navi delle Ong, la possibilità di indagare in acque libiche e investigare sui finanziamenti delle Ong” e soprattutto di “intercettare le comunicazioni con satellitari e digitali” per identificare i trafficanti e i loro collegamenti (oggi mancano le “apparecchiature costose” di captazione).
4. “Gli scafisti vengono istruiti a gettare il telefono in mare se il soccorso viene operato dai militari. Se invece il salvataggio viene operato dalle Ong, il telefono viene recuperato”, racconta ancora Zuccaro, che chiede di secretare la sua audizione quando parla delle “imbarcazioni sospette che affiancano quelle dei trafficanti al momento del salvataggio“. Ma, a proposito di alcune Ong, parla di figure “non proprio filantropiche” e di “risorse ingenti” di misteriosa provenienza per acquistare “strumentazioni avanzate”, come “i droni in uso alla maltese Moas”. I fondi spropositati sono un fatto, la provenienza illecita no: infatti il pm distingue i due piani, ricordando la difficoltà di indagare all’estero e l’interesse delle “organizzazioni mafiose alle ingenti quantità di risorse a disposizione dell’accoglienza dei migranti”.
5. Le richieste di soccorso alle Capitanerie di porto, a furia di appaltare i “salvataggi” ad associazioni benemerite, ma private, sono crollate: si preferiscono i contatti diretti con le Ong, fuori di ogni controllo pubblico.
Visto che poi solo una parte dei richiedenti asilo ne ha diritto, sarebbe meglio che gli Stati, anzitutto il nostro, si riappropriassero del controllo di queste bibliche migrazioni nel Mar West, un tempo detto Mediterraneo.
Sempreché esista ancora, uno Stato.

INDAGINI SULLE ONG
Il Governo Gentiloni, invece di aprire una indagine sulle ONG sospette ha aperto una indagine sul procuratore di Catania che ha denunciato i fatti.
E con Frontex come la mettiamo? E’ la massima organizzazione dell’Ue sui flussi migratori. Vogliamo indagare anche su di essa?
Certo, con un governo che è solo una cricca affaristica cos’altro ti puoi aspettare? Chi tocca i fili dei loro interessi muore. Ma era proprio questo che Saviano e De Luca volevano? Perché è questo che hanno avallato.
Come mai in così breve tempo è stato tutto un fiorire di organizzazioni umanitarie? Che cosa c’è dietro molte di loro? Da dove viene la montagna di soldi che hanno a disposizione? Come mai tanti scafisti ricevono indicazioni dirette su come contattarle? Prima dell’ottobre 2016 queste indicazioni erano il 5%. Ora sono balzate al 40%. Come mai, contravvenendo a tutte le leggi comunitarie, alcune arrivano fino a poche miglia dalle coste libiche?
Ci sono almeno tre procure che indagano sulle ONG sospette. Vogliamo metterle sotto indagine tutte e tre? Il Governo non rischia di apparire come il topo preso con le mani nel sacco?
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Oggi il procuratore Zuccaro ha precisato che ha le prove sotto forma di intercettazioni che i migranti sono in accordo con alcune ONG (sembra che una sia tedesca e l’altra maltese)affinché i migranti sui gommoni siano raccolti quando sono ancora nelle acque libiche e poi portati in Italia, per cui l’espressione ‘taxi del mare’ sembra purtroppo esatta, ma queste intercettazioni sono state fatte dai servizi segreti e dunque sono coperte da segreto di Stato. Diventa dunque inaccettabile che lo Stato, che è depositario di questi segreti, continui a tormentare Zuccaro. In pratica lo Stato lo indaga su cose di cui è a conoscenza lui stesso. Ancora più inaccettabile è che ancora oggi i tg rilascino dichiarazioni di corpi dello Stato che attaccano Zuccaro dicendo che è vergognoso che si lancino tali accuse contro le ONG. A parte il fatto che nessuno è al di sopra di ogni sospetto, ciò fa pensare che lo Stato stesso sappia cose che finge di non sapere attaccando il Magistrato che le ha rivelate. Ora, se questi aiuti sono illegali e si ipotizza che potenze straniere li gestiscano per indebolire l’Italia, Di Maio brilla di luce ancora maggiore e chi lo attacca è ancora più spregevole. Insomma ci sono verità scomode che non si devono sapere e tutto questo è aggrovigliato da accuse senza senso amplificate dai tg in modo deviato, per cui si attacca chi scopre i reati e non chi li fa o li copre e si strumentalizzano i fatti per attaccare un nemico politico. La cosa è aggravata anche da quegli individui che per cattiveria innata odiano chiunque cerchi di fare del bene agli altri, i volontari innanzitutto, e che ne approfittano per gettare merda su tutte le Ong in generale e sui 5stelle in particolare. Come sempre, in Italia, invece di far luce sui fatti, la politica attacca la Magistratura e butta tutto in strumentalizzazione politica di basso livello a cui si accodano i vari big del momento o per mettersi in luce o per interessi personali. Che schifo tutto questo!
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Anche oggi al tg,in una tv lottizzata da Renzi, ho sentito definire ‘vergognosi’ i sospetti e le indagini su quelle ONG che vanno a prendere i migranti presso le cose libiche. Questo martellamento vuol gettare fango su Di Maio e i 5stelle, per cui si assiste a un rovesciamento dei fatti, non si attacca chi commette reati ma chi indaga o anche solo rivela che ci sono indagini in corso. Questo martellamento mediatico comandato dall’alto è molto grave perché dimostra che c’è del marcio nei luoghi di potere. E il fatto che programmi come Piazzapulita puntino i fari su gente come Erri De Luca o Saviano usandoli come arma politica per nascondere la verità è ancora più grave, come è grave che essi si prestino ad essere usati.
Purtroppo la situazione è più grave e complessa di come la vogliono presentare.
Non solo abbiamo due accuse di Frontex, l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera e le indagini di tre procure su traffici poco chiari e illegali, ma girano sospetti sul Governo spagnolo, maltese e tedesco, e soprattutto su magnati come Soros, abituati a cambiare le sorti del mondo, facendo fallire interi Stati destabilizzandoli con pratiche di vario tipo.
Ora, le associazioni di volontari che agiscono nel Mediterraneo sono tante.
Le migliori e senza sospetto sono Medici Senza Frontiere e ‘Save the children”.
La prima nel 2016 aveva 3 navi: oggi solo una più una barca commerciale da 75 metri e 1000 posti a bordo. Un gigante del salvataggio.
“Save the children” spende moltissimo per i migranti, è l’organizzazione di volontariato più famosa del mondo, opera in 124 Paesi, ha più donatori ma anche molta trasparenza. Tuttavia anche qui troviamo tra i donatori Soros.
Poi c’è l’olandese ‘Life Boat Refugee Foundation’ che da quest’anno opera al servizio della Ong spagnola ‘Proactiva Open Arms’: 2 navi, per cui gli spagnoli spendono 1,4 milioni di euro, di cui il 95% usati per le azioni di salvataggio (700mila euro al largo della Libia e 700mila euro a Lesbo) . La Golfo Azzurro può ospitare 400 persone a bordo e un giorno di navigazione costa “solo” 5mila euro.
Spende invece almeno il doppio la Ong italo-franco-tedesca ‘Sos Mediterranée’, fondata dall’ex ammiraglio Klaus Vogel. Per sostenere 24 ore di mare, alla Acquarius servono circa 11mila euro.
Il mistero dei costi si infittisce osservando le attività della ‘Sea Watch Foundation’. Nel 2014 Harald Höppner investe con un socio 60.000€ nell’acquisto di un vecchio peschereccio olandese. Oggi vanta attrezzature eccellenti, 2 unità navali (una battente bandiera olandese e l’altra neozelandese), a breve dovrebbe essere operativa una terza con un aereo. Da dove vengono i soldi? Non si sa.
Le ultime due hanno tra i loro partner una società sportiva di Amburgo famosa per sposare cause buoniste come vietare l’ingresso allo stadio ai tifosi di dx. La base operativa sarebbe a Malta. Fanno missioni da 10 giorni per 24 ore di navigazione. Finora però hanno raccolto pochi soldi dichiarati per troppe missioni. Gli altri da dove arrivano?
Nelle 5 Ong tedesche ci sono la ‘Sea-Eye’ e la ‘Jugend Rettet’. La prima, fondata nel 2015 da Michael Buschheuer, conta 200 volontari e sul sito è scritto che gli bastano 1.000 euro per pagare un’intera giornata alla ricerca di clandestini. La seconda invece è formata da un gruppo di ragazzi che per 100mila euro ha comprato il peschereccio Iuventa. Ogni missione in mare costa circa 40 mila euro al mese e viene finanziata con donazioni private. La loro raccolta fondi funziona molto bene, visto che da ottobre 2016 ad oggi hanno racimolato 166.232 euro.
Il caso più curioso è però la ‘Migrant Offshore Aid Station’, maltese con due imbarcazioni, diversi gommoni e alcuni droni, fondata nel 2013 da due imprenditori italo-americani. Tra i donatori citiamo 500mila euro da Avaaz.org,riconducibile a Moveon.org, che a sua volta fa capo a Soros. Non è tutto. Uno degli imprenditori ha finanziato la Clinton.
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Scrive l’Osservatore Romano: “Purtroppo i sospetti non sembrano infondati. Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto – che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento – di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio. Il sospetto è che le navi delle organizzazioni non governative vengano utilizzate come una sorta di taxi dai trafficanti di esseri umani per fini tutt’altro che umanitari. Un atto doveroso e irrinunciabile, come quello di salvare vite umane, verrebbe così stravolto, infangato da interessi e giochi di potere. Così come è già accaduto per l’accoglienza diventata occasione di speculazione da parte di organizzazioni criminali”.
Allora, cari giornalisti del tg, cari politici del Pd, cari conduttori dei talkshow, cari Erri De Luca e Saviano, vogliamo dire anche all’Osservatore romano che è ‘vergognoso’ o vogliamo fare atto di penitenza e chiedere scusa a Di Maio??

GOVERNO CODA DI PAGLIA? #RISPETTOPERZUCCARO
Manlio Di Stefano – M5S

Io vengo dal mondo delle ONG, ho collaborato per anni in progetti di cooperazione allo sviluppo in Guatemala e in Repubblica Democratica del Congo, proprio per questo la polemica di questi giorni sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo non può lasciarmi indifferente, anzi, mi manda proprio su tutte le furie e mi fa pretendere che si vada a fondo, fino alla verità.
Dovremmo tutti dare massima disponibilità e sostegno ad un Procuratore della Repubblica che ha bisogno di supporto per andare avanti. Invece il Governo che fa? Reagendo nel peggiore dei modi, invitandolo a moderare i toni e tenere il profilo basso onde evitare di delegittimare il lavoro delle tante ONG che operano.
Ma chi le ha mai attaccate le ONG? Né Zuccaro né il M5S hanno mai pensato di farlo e, a dirla tutta, abbiamo tutti subito chiarito che stiamo sempre dalla parte delle tante ottime ONG che spesso si sostituiscono allo stato per garantire i servizi sociali essenziali.
La cosa scandalosa, semmai, è che il Governo non si sia mai attivato in passato, eppure questo sospetto esisteva già.
Il 3 marzo 2016 il generale a capo dello staff militare UE, Wolfgang Wosolsobe, in un’audizione a porte chiuse al Parlamento inglese rivelò che i migranti ricevevano «istruzioni e linee guida su come evitare di dare informazioni» alla polizia italiana «da almeno una delle Ong». Poi la fondazione Gefira, con sede in Olanda, ha monitorato le rotte e realizzato quanto fossero vicine alle coste libiche quelle delle navi delle Ong e, in ultimo, le tre Procure italiane che si sono mosse per indagare tra cui quella di Catania con il PM Carmelo Zuccaro.
Sarà mica che dopo Mafia Capitale il Governo ha la coda di paglia?
Ma davvero il problema di questi giorni sono le parole del Procuratore Zuccaro o di Luigi Di Maio e non l’ipotesi di reato che segnalano?
Davvero i radical chic pronti a difendere chiunque sostenga di difendere il prossimo (senza dimostrarlo) credono che gli italiani sia diventati tutti razzisti solo perché pretendono verità su un caso così potenzialmente scabroso?
La ricerca della verità è il faro più prezioso che abbiamo. Non dobbiamo mai smettere di seguirlo. Fino in fondo.

LA LEGA TACE E INCASSA IN ATTESA DELLA GRANDE AMMUCCHIATA

Nella faccenda delle ONG salta all’occhio il silenzio della Lega.
Partiti come la Lega si reggono sull’odio ma hanno bisogno di disegnare il mondo a due colori soltanto. Ma io mi chiedo… dopo il fallimento megagalattico del referendum sul federalismo, il fallimento megagalattico della secessione, il fallimento megagalattico della Legge Bossi-Fini come freno ai flussi migratori, il fallimento megagalattico del loro Governo con Berlusconi, il fallimento megagalattico della loro Banca di Lodi che ha rubato anche ai morti, il fallimento megagalattico dell’onore della famiglia Bossi con soldi rubati, paradisi fiscali, lauree albanesi e consigli finanziari dalla ‘ndrangheta, il fallimento megagalattico di voto nel centro Italia e nel Sud.. ma quale pirla vota ancora Salvini?

lL DERBY DEI CRETINI
Marco Travaglio
In questa politica di cretini da bar sport, dove ogni problema serio diventa subito un derby tra partito dei vaccini e partito dei virus, partito delle guardie e partito dei ladri, partito dell’Europa e il partito anti-Europa,
ora abbiamo pure il partito delle Ong e il partito degli affogatori, cui corrispondono il partito della Procura di Catania e il partito anti.
Mai che i nostri politici riescano a prendere una posizione equilibrata a partire dai fatti (come ha fatto ieri anche l’Osservatore Romano) e ad agire di conseguenza.
Le organizzazioni non governative sono impegnate in una gran varietà di attività, spesso supplendo alle lacune e alle latitanze dei governi.
I quali sono ben felici di finanziarle per fare i lavori, spesso ingrati, che essi non possono o non vogliono fare. Tra questi, il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo che, dopo la frettolosa chiusura di Mare Nostrum a vantaggio dello sciagurato Frontex, è stato sottratto per motivi di bilancio ai governi ed esternalizzato: cioè subappaltato alle Ong, con le Guardie costiere ridotte a dirigere il traffico.
Tra le Ong c’è di tutto: organizzazioni serie e meritorie, come Medici senza frontiere, Save the children e molte altre, e qualche congrega di furbastri che nessuno può escludere si tuffino a capofitto nel business dei migranti per marciarci e mangiarci, magari in combutta con gli scafisti.
È già accaduto con le cooperative “sociali” incistate nel lucrosissimo giro dei centri di accoglienza: una gallina dalle uova d’oro che, secondo le accuse della Procura di Roma (confermate da confessioni, condanne e patteggiamenti), consentiva ai soliti noti di “trarre profitti illeciti immensi”.
Lo diceva alla sua segretaria, nei suoi karaoke telefonici, il ras della coop rosso-nera 29 Giugno, Salvatore Buzzi: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.
Se questo avveniva a valle, dopo l’arrivo dei migranti sul suolo italiano, non ci sarebbe nulla da meravigliarsi se avvenisse anche a monte, durante il trasporto dei disperati dalla costa libica alla nostra.
È quello che ipotizza la Procura di Catania (ma anche di Trapani e altre città siciliane), divulgate dal capo Carmelo Zuccaro. Il quale dispone anche di intercettazioni dei nostri servizi segreti, legittime per legge a scopo preventivo, ma inutilizzabili (non essendo disposte da un giudice) a fini processuali.
Per questo il procuratore ne ha parlato, senza violare alcun segreto investigativo – pare non ci siano indagati e, anche se ci fossero, non sono stati rivelati – nell’ambito della doverosa “leale collaborazione fra poteri dello Stato”.
Quando un pm scopre una grave disfunzione amministrativa o un fenomeno che può danneggiare lo Stato, è bene che lo segnali alle autorità politiche che possono intervenire: poi, per gli eventuali reati, vedrà lui.
I tempi, gli ambiti e i poteri della giustizia penale sono del tutto incompatibili col pronto intervento su un pericolo incombente.
Se un vigile nota un’auto in divieto di sosta che sta bruciando accanto a una pompa di benzina, anziché perder tempo a compilare la multa chiama i pompieri per spegnere l’incendio.
Idem per l’allarme di Zuccaro, pienamente giustificato dal potenziale pericolo, anzitutto per la vita dei migranti: se lo scafista sa di poterli rifilare dopo qualche chilometro alla nave di un’Ong, userà natanti sempre più insicuri e adotterà ancor meno precauzioni per la loro incolumità.
Il tutto approfittando di quel gigantesco Far West che è il Mediterraneo, terra di tutti e di nessuno per l’inerzia dei governi europei e dell’inesistenza di quello libico (il regime-fantoccio di Serraj tenuto in piedi dalla finzione internazionale e neppure in grado di stipendiare la sua guardia costiera, che sbarca il lunario nei modi più strani).
Se poi risulta da intercettazioni (utilizzabili o meno conta poco: contano i fatti) che alcune Ong e alcuni scafisti comunicano telefonicamente per passarsi la staffetta, parlare di accuse e sospetti infondati è ridicolo.
Così come aprire pratiche al Csm sul magistrato che lancia l’Sos, invitarlo a “parlare con gli atti” (campa cavallo), accusarlo di criminalizzare le Ong, cioè intimargli il silenzio per continuare a ignorare il problema.
Delle due l’una: o Zuccaro è un folle che s’inventa fatti inesistenti, e allora il Csm che l’ha appena nominato procuratore di Catania dovrebbe trasferirsi in blocco in un reparto psichiatrico assieme a lui; oppure qualcuno dovrebbe occuparsi dei fatti che denuncia.
Non delle ipotesi di reato, che spetterà ai giudici valutare. Ma di un fenomeno preoccupante in cui s’è imbattuto nelle sue indagini, ma che non spetta a lui bloccare.
Le Ong (a parte quelle che si scoprissero implicate in traffici o finanziamenti criminali) si propongono di salvare vite a ogni costo, anche a costo di violare qualche regola.
Specialmente quelle composte da medici, che rispondono al giuramento di Ippocrate prim’ancora che al Codice penale.
Ma gli Stati e i governi (stavamo per dire l’Europa, poi ci è scappato da ridere) devono fare le leggi e poi farle rispettare. E la gestione di migrazioni bibliche da un capo all’altro del Mediterraneo spetta a loro, non a organizzazioni benemerite finché si vuole, ma pur sempre private.
C’è un Parlamento? Indaghi.
Abbiamo un governo? Acquisisca gli elementi dei suoi servizi segreti, se non vuole ascoltare i pm (peraltro già auditi a Catania da una delegazione del Parlamento Ue) e agisca di conseguenza.
Corridoi umanitari? Ritorno a Mare Nostrum? Taglio dei fondi alle Ong opache? Centri di raccolta e smistamento dei profughi sulle coste libiche cogestiti da Tripoli e Roma?
Decidano loro: li paghiamo apposta. Ma, se un pm indica la luna in fondo al mare, non provino più a mozzargli il dito.

Giuseppe Barone
In Italia abbiamo le statistiche monche, se per esempio diminuiscono i soggetti che cercano lavoro, allora abbiamo meno disoccupati, se i giovani fuggono all’estero diminuisce la disoccupazione giovanile, se la gente denuncia meno i crimini per non perdere tempo inutile allora diminuiscono i reati, se aumentano le scomparse a chi l’ha visto diminuiscono i morti, insomma un susseguirsi di dati in cui la contraddizione è un dogma.
.
UN GOVERNO ANTI ITALIA
Bruno p.
E’ di oggi la notizia che la procura di Trapani ha già iscritto nel registro degli indagati una Ong che si è mossa per prelevare immigrati su commissione senza alcun allarme da parte della guardia costiera. Forse Di Maio e Zuccaro hanno ragione? (Io: Le Berlinguer avrebbe subito obiettato: “Però la procura di Siracusa non ha indagato nessuno!”)
Abbiamo un sistema governativo che mette i bastoni tra le ruote a chi vuole fare chiarezza e fare il bene della nazione.
Un governo e un sistema partitocratico talmente colluso con potentati e lobby che si trincera sempre dietro al politically correct pur di non ammettere le proprie responsabilità in una gestione scellerata del paese.
Petrolio, rifiuti, cemento, sanità, istruzione, banche, imprese, immigrazione, occupazione, debito pubblico, le cosiddette riforme, un fallimento più che documentato.
Renzi sembra il Macron in Francia che accusa l’avversario di non avere soluzioni ai problemi mentre i governi in carica hanno già fatto il peggio di quanto promesso, in fin dei conti sono figli dello stesso male.

LA CERTEZZA DELLA PENA
Viviana Vivarelli
Il fondamento del diritto è la certezza della pena, la sicurezza, cioè, che a fronte di un reato, lo Stato interverrà con una pena certa a cui non si può sfuggire. Metti le mani sul fuoco: ti bruci. E questo deve essere sicuro.
Mettetevi ora nei panni di qualcuno che vuole delinquere in Italia. Sa benissimo che ci vorrà che qualcuno notifichi le indagini su di lui al suo domicilio e già, se questo non c’è, sarà introvabile, le forze di polizia hanno risorse insufficienti e pagate pure poco (basta vedere la ricerca di Igor a cosa è approdata), le varie armi non sono collegate tra loro, la polizia italiana non è collegata a quella europea, spesso il processo non si potrà fare perché mancano i cancellieri o perché le pratiche richieste sono lunghe e complicate, ci sono tre gradi di giudizio come in nessun Paese al mondo e a volte pure 4, il Magistrato non può intervenire se il reato è commesso in mare, sarà molto difficile che si trovino contro il reo prove accettabili in un processo, se l’indagato è in grado di pagare un buon avvocato può allungare il processo fino alla prescrizione per decadenza dei termini, se l’imputato è un politico il Parlamento lo difenderà a sprezzo del ridicolo, se è un cialtrone qualunque le leggi di Renzi gli depenalizzano i reati fino a 5 anni di pena, e se pure riuscisse a entrare in carcere ci saranno altre depenalizzazioni o amnistie o indulti, una riduzione di pena non si nega a nessuno e persino chi ha commesso due omicidi si può ritrovare libero e pronto a commetterne altri mentre chi ha rubato o frodato con corruzione non si vedrà nemmeno confiscare il patrimonio o al più dovrà pagare qualcosa che comunque sarà inferiore a quanto ha frodato e rubato, se ha più di 60 anni al massimo gli daranno qualche ora di servizio in una biblioteca o in un pensionato per anziani e se ha patteggiato si vedrà ridotta ad un terzo la pena.
A questo punto il fondamento del diritto che è la certezza della pena è andato a gambe all’aria e resta solo la certezza che delinquere conviene e si può fare e essere onesti è da coglioni.
Ecco, io vorrei che chiunque commette un reato, anche piccolissimo, anche una ubriachezza molesta, anche una calunnia, finisse in galera oppure, in proporzione alla sua ricchezza presunta, pagasse un tot allo Stato, a discrezione del Giudice e lo facesse sia che fosse un piccolo mariuolo che un grande imprenditore o politico o prete o banchiere e pagasse pure una cauzione per uscire dal carcere mentre è in attesa di processo, sempre in proporzione alla ricchezza presunta e con due soli gradi di giudizio, di cui il secondo rarissimo e senza prescrizioni, patteggiamenti, amnistie indulti e regali vari. E vorrei che, se reati gravi sono commessi da politici, questi sparissero dalla faccia della Terra e non se ne sentisse parlare mai più.
Io vorrei che la certezza della pena fosse una realtà, non una favola o una pagliacciata e non capisco coloro che sbraitano per avere una pistola e poi votano partiti che avanzano a forza di depenalizzazioni (Renzi ha depenalizzato bern 120 reati) e regali ai colpevoli.
La sicurezza sociale si ottiene con uno Stato che mantiene l’ordine sociale con leggi giuste e pene severe e certe e non andando a sparacchiare a destra e a manca e tanto meno affidando la sicurezza personale ai singoli individui, perché, allora, le tasse cosa le pago a fare?
Io vorrei che la certezza della pena fosse una realtà, non una favola e nemmeno un film western

LEGGI FATTE DA CRETINI
vv
Dopo la figuraccia di una legge sulla legittima difesa che nemmeno un ubriaco, nemmeno uno non sano di mente, nemmeno un bambino… Renzi dice che si sarebbe sempre potuta correggerla al Senato. Ma non era quello che il Senato lo voleva abolire?
Ormai il Parlamento sta lì a non far niente. Le aule sono deserte. Quei pochi che ci vanno non ci vanno il lunedì, non ci vanno il venerdì e il giovedì sono già lì col trolley in mano. Quando votano qualcosa non sanno nemmeno cosa votano, prendono ordini da uno che passa con un cartello in mano. Se li interroghi su cosa hanno votato, danno risposte evasive. O scappano. Le leggi non si fanno più in Parlamento, si fanno nelle Commissioni. Le Commissioni sono un branco piccolo di incompetenti con poteri immensi dove spesso si vota la proposta di un cretino (non so come altro chiamare chi ha presentato questa legge sulle legittima difesa).
A proposito di cretini, tempo 5 minuti, una Commissione ha deciso che gli arresti per la corruzione negli appalti erano troppi per cui si doveva eliminare Cantone, messo lì per far diminuire la corruzione negli appalti. Poi hanno cambiato idea, tempo 5 minuti: Cantone resterà come specchietto per i polli,sparirà l’ANAC, il suo istituto per controllare gli appalti! Non ho parole!
.
UN LADRO DENTRO CASA
Nicola Ambrosino

Un ladro dentro casa, un giorno fu trovato,
seduto sul divano, tranquillo, accomodato;
televisore acceso, un film che si guardava,
sigaretta in mano e drink che sorseggiava.
Io, scorto l’orologio, gli dissi: “Signor ladro,
mi scusi del fastidio!”, la casa già soqquadro.
“La posso importunare? O arrecar disturbo?
Io sono solo un fesso e lei un grande furbo!”.
“Poiché è piena luce e tenebre non v’è…
se vuole, può rubare; faccia tutto da sé!”;
“Non posso ne sparare, ne farle tanto male,
non posso più mandarla dritto in ospedale!”.
“C’è lì l’argenteria, nella grande cassaforte…
denaro, oro e azioni, miei e della consorte;
si può portare via ( gli dissi a muso duro)…
il quadro di Picasso, ché è là, vicino al muro!”.
“Anzi, se qui aspetta, poiché è ancor mattina,
quando vien mia moglie…si faccia una sveltina!
Che io so chi sparare…resti seduto lì…
i suoi mandanti, è chiaro…son quelli del Piddi’!”.

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ArsenaleKappa
La legittima difesa per Salvini deve prevedere la possibilità di sparare a chi si introduce in casa tua senza consenso. Tipo la suocera.
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Birbo bicirossa: Legittima difesa, salta l’accordo con Berlusconi: ai comunisti si deve poter sparare pure di giorno.
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Pietro Villoresi
Fatemi capire..oltre il circolo polare si potrà sparare sei mesi di fila?

Legge per vampiri?
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Viviana
Io voglio che i ladri finiscano in carcere, non voglio mettermi a fare il Far West in casa con tutto che non mi va di ammazzare nessuno e che in uni scontro all’Ok Korral finirei ammazzata io. Io non voglio che il mio Paese torni indietro alla barbarie del Far West. Io voglio vivere in un Paese civile dove c’è la certezza della pena. Io voglio che siano ritirate le assurde depenalizzazioni imposte da Renzi per cui chi commette un reato fino a 5 anni di carcere in galera non ci va. Voglio che queste schifose leggi salvaladri siano ritirate. E che siano ritirate anche tutte le leggi che il Pd e FI hanno fatto per salvare i ladri di Stato. E voglio che chi scrive leggi così demenziali sparisca dalla vita pubblica e non ci torni mai più!
.
Comunque Renzi ha fatto ritirare la legge cretina per cui si poteva sparare al ladro che ti entra in casa ma solo la notte. Notiamo che la legge è stata fatta da quegli stessi piddini che ubbidiscono a Renzi. Così come la legge che toglieva Cantone, poi lo rimetteva e toglieva l’Anac di Cantone, è sempre stata fatta e disfatta dai piddini. E sarebbero questi i ‘competenti’?

LE CONSEGUENZE DEI VACCINI
Purtroppo c’è molta oscurità sulle conseguenze non desiderate dei vaccini. E’ lo Stato stesso a non fare chiarezza, il che fa sorgere vari dubbi, visto che coi vaccini si fanno business miliardari e i nostri Ministri non sono nuovi a scandali e a mazzette (Vi ricordate De Lorenzo? Fu accusato di aver riscorsso mazzette per miliardi, in gran parte dalle case farmaceutiche. Vi ricordate della Bayer che aveva venduto sacche di sangue infetto con la collusione di politici? Vi ricordate Duilio Poggiolini che era direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli? Era accusato di manipolazioni e tangenti nelle procedure di gestione del servizio sanitario, in favore di grandi aziende farmaceutiche)
Anni fa scoppiò il caso delle possibili relazioni tra vaccini e autismo. Ma chi ha chiesto chiarezza in proposito non è stato accontentato.
Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato 41 articoli su PubMed e che è Ha fatto ricerche sull’autismo dicendo che le cause documentate di autismo comprendono mutazioni genetiche, infezioni virali e encefaliti nate in seguito a vaccinazioni.
Ora, voi pensate quello che credete. Ma queste ricerche che fine hanno fatto?

Il servilismo dei giornalisti italiani verso il potere è sempre stato di uno squallore vergognoso e avvilente. Nel panorama europeo si sono sempre distinti per essere quelli apparentemente incapaci di fare una intervista ai potenti, figuriamoci poi fargli le penne o esserne il cane da guardia, in pratica sono sempre stati dei cortigiani buoni solo a reggergli il microfono e a stendergli il tappeto rosso, Come tanti cagnolini da salotto scodinzolanti e leccanti. E vedere ora questi stessi soggetti, affetti finora da afonia congenita, risvegliarsi di colpo per buttarsi come belve predatorie sui 5stelle per tempestarli di domande frenetiche prive dello spazio alla risposta, è uno spettacolo strano come di un Lazzaro che esce dalla tomba e deve rifarsi del mutismo obbligato nel sepolcro al punto da far desiderare di rimettercelo al più presto.

Oggi si dice che sui legami tra vaccini e autismo è stata fatta chiarezza, ma noi profani abbiamo tutti i diritti di dubitare. Sappiamo che nel 2015 il fatturato delle aziende che vendevano vaccini si aggirava a 8 miliardi a testa e visto che in Italia ci sono stati fin troppi casi di politici corrotti che hanno fatto leggi per arricchire lobby, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Specie quando i vaccini sono immediatamente strumentalizzati per fare velenosi attacchi politici come ha fatto Renzi.

MACARON
Travaglio
Che avrà fatto di male Emmanuel Macron? Noi non lo sappiamo, e forse neppure lui. Ma qualche peccato mortale sulla coscienza deve averlo, per meritarsi gli endorsement di tutti i peggiori menagramo sulla piazza mondiale.
Chi pensa che il leader di En Marche abbia l’Eliseo in tasca non può sottovalutare l’effetto mortifero che potrebbe sortire l’appoggio entusiastico di Juncker e Hollande, due tra i catafalchi più nefasti della scena europea. Un doppio bacio della morte aggravato dallo sciame di mosche cocchiere italiote, da Renzi in giù, a cui non pare vero di saltare sul carro del (presunto) vincitore dopo aver perso tutte le elezioni del 2016, in proprio o in conto terzi: le Comunali, la Brexit, le Presidenziali Usa e il referendum.
Ignari del fatto che in Francia c’è ancora il ballottaggio, non riescono a trattenere le lingue e fanno a gara a chi è il più Macron del reame. Ricordate le tre giovani marmotte del socialismo europeo in camicia bianca alla festa dell’Unità di Bologna 2014? Il francese Valls, lo spagnolo Sanchez, il tedesco Post, l’olandese Samson, il mezzo toscano Renzi. Nel giro di due anni e mezzo, en plein: Renzi s’è dimesso, Valls s’è dimesso, Sanchez s’è dimesso, i laburisti di Samson han perso le elezioni e Post è disperso.
Così ora il pie’ veloce Matteo si sente tanto Macron. Domenica sera, previ exit poll che lo davano in testa, ha dichiarato: “Se fossi francese voterei Macron”. Il quale, incredibilmente, ce l’ha fatta lo stesso.
Poi, a risultati acquisiti, riecco lo Zelig di Rignano: “Macron potrebbe dare molta forza a chi vuole cambiare l’Europa” (che però a Macron piace così com’è: franco-tedesca); “Bravo Macron: la sfida inizia adesso. E riguarda anche l’Italia. Avanti, insieme”. Come dire: “En Marche!” l’ho inventato io.
Sarebbe il top della comicità, se non arrivasse Andrea Romano a battere il record: “Macron si è ispirato ad alcune proposte di Renzi, le sue proposte somigliano a quelle di Matteo, come il bonus cultura dei 500 euro. E poi la linea è la stessa, quella di un europeismo solido” visto che “il Pd attuale” è “riformista, contro la conservazione e contro l’establishment”. Il che, detto da uno che stava con D’Alema, con Montezemolo e poi con Monti, è davvero irresistibile.
Quindi è ufficiale: Emmanuel=Matteo, a parte alcuni dettagliucci come le elezioni e l’uscita dal suo partito per fondare un movimento anti-partiti. Mentre Macron, ammesso e non concesso che conosca Romano, comprensibilmente si gratta, un’altra spinta verso il baratro gliela dà il noto portafortuna Giorgio Napolitano, che di solito ne stecchisce più della peste.
“Il voto ha smentito le tesi catastrofiste circa la possibilità di bloccare l’ascesa della Le Pen e del populismo nella nostra Europa”, cioè nella sua.
Inutile dunque aspettare il ballottaggio: Macron ha già vinto, parola di Re Giorgio. Sandro Gozi, sottosegretario agli Esteri, è il miglior amico di Macron a sua insaputa: pare che da piccoli giocassero a biglie insieme. La Stampa scopre che “è stato uno dei primi a cui il 39enne rivelò di voler fondare un movimento”.
Sono soddisfazioni: in Francia e non solo, quando uno vuol fondare un movimento a chi telefona? A Gozi, per chiedere il permesso. E lui, magnanimo, accondiscende. Ecco il suo prezioso consiglio per vincere: “Fai attenzione (si danno del tu, ndr) a non farti strumentalizzare con questi scivoloni (la cena chic sulla Rive Gauche), sei un uomo ambizioso ma semplice”. Come tutti i dirigenti di banca Rothschild e ministri dell’Economia, legati a Confindustria e all’Arabia Saudita: praticamente un senzatetto.
Sarebbe il top della comicità, se non arrivasse Andrea Romano a battere il record: “Macron si è ispirato ad alcune proposte di Renzi, le sue proposte somigliano a quelle di Matteo, come il bonus cultura dei 500 euro. E poi la linea è la stessa, quella di un europeismo solido” visto che “il Pd attuale” è “riformista, contro la conservazione e contro l’establishment”. Il che, detto da uno che stava con D’Alema, con Montezemolo e poi con Monti, è davvero irresistibile.
Quindi è ufficiale: Emmanuel=Matteo, a parte alcuni dettagliucci come le elezioni e l’uscita dal suo partito per fondare un movimento anti-partiti. Mentre Macron, ammesso e non concesso che conosca Romano, comprensibilmente si gratta, un’altra spinta verso il baratro gliela dà il noto portafortuna Giorgio Napolitano, che di solito ne stecchisce più della peste.
“Il voto ha smentito le tesi catastrofiste circa la possibilità di bloccare l’ascesa della Le Pen e del populismo nella nostra Europa”, cioè nella sua.
Inutile dunque aspettare il ballottaggio: Macron ha già vinto, parola di Re Giorgio. Sandro Gozi, sottosegretario agli Esteri, è il miglior amico di Macron a sua insaputa: pare che da piccoli giocassero a biglie insieme. La Stampa scopre che “è stato uno dei primi a cui il 39enne rivelò di voler fondare un movimento”.
Sono soddisfazioni: in Francia e non solo, quando uno vuol fondare un movimento a chi telefona? A Gozi, per chiedere il permesso. E lui, magnanimo, accondiscende. Ecco il suo prezioso consiglio per vincere: “Fai attenzione (si danno del tu, ndr) a non farti strumentalizzare con questi scivoloni (la cena chic sulla Rive Gauche), sei un uomo ambizioso ma semplice”. Come tutti i dirigenti di banca Rothschild e ministri dell’Economia, legati a Confindustria e all’Arabia Saudita: praticamente un senzatetto.
Ma la lista dei migliori amici italiani è lunghissima: Monti, Letta, Calenda e pure la Madia, che dichiara (copiando da non si sa chi): “Il messaggio più forte è che si può riuscire a cambiare l’Europa con la forza della politica”. Cos’abbia cambiato Macron dell’Europa non è dato sapere, ma appena trova qualcos’altro da copiare Marianna ce lo fa sapere.
Poteva mancare Fassino? Non poteva: “Nasce in Francia ciò che in Italia era sorto con il Pd” (il partito dei banchieri). E qui Macron, sempreché sappia chi è Fassino, l’amuleto prediletto di Grillo e Appendino, sarà andato a farsi benedire.

OGGI VINCERA’ MACRON, IL MANIPOLATORE
Un banchiere Rotschild ha detto che Macron va bene perché è un manipolatore. Un manipolatore è, in una banca, quello che ti rifila titoli fallimentari facendoti credere che ti arricchirai. Se un bancario ha successo con la manipolazione finanziaria può diventare un manipolatore politico che ti presenta la sua apparenza di bravo ragazzo e ti infinocchia rivendendoti dei titoli politici fallimentari che ti renderanno ancora più povero.
E’ la forza delle parole.
Le parole sono usate da troppi a caso in modo fortemente improprio, con un senso di permanente alienazione della realtà: regime, dittatura, libertà, democrazia, solidarietà, giustizia… Uno degli attentati striscianti di questi tempi bui è stato perpetrato al linguaggio che da strumento di comunicazione è divenuto arma di manipolazione. Per questo vince le elezioni non il migliore o il più onesto ma chi è massimamente venditore di parole. Come Renzi in Italia. Come Macron in Francia.
Questo è squallido e rivela soltanto come siamo facili ad essere abbindolati. I maggiori ladri della società non rubano il nostro portafoglio, rubano la nostra coscienza.
Politici astuti usano il linguaggio per manipolare la mente e spingono ad un uso estraniante del pensiero che è falsificazione delle idee e condizionamento del comportamento (vedi Orwell), per cui:
Pace diventa guerra
Dittatura: giustizia
Guerra di predazione: esportazione della democrazia
Arricchimento personale: lotta fuori da ogni etica
Migrante: assassino o stupratore
Mercato anarchico: benessere
Riforma: progresso
La parola ‘regime’ sventolata sulla piazza di Roma non è solo un attentato al linguaggio ma al cervello. Ci sono parole che sono atti terroristici. Uccidono più delle armi di un kamikaze.
Il regime, per chi non lo sa, è la forma di governo di un uomo solo che si impone con ruolo dominante e declassa e subordina tutti gli organi dello stato, accentrando su di sé ogni potere in violazione ai principi basilari della democrazia. Un uomo che si pone sopra la legge e sopra tutti. Un regime è un governo repressivo, antidemocratico e illegittimo.
Derive antidemocratiche da regime si sono viste nella bicamerale di D’Alema, nella riforma elettorale di Calderoli, nel tentativo berlusconiano di atterrare i sindacati, delegittimare la magistratura, e costruire enclave protette di impunità e privilegio
Incredibilmente quelli che parlano di regime sulla Piazza San Giovanni sono gli stessi che plaudono a Erdogan o all’asservimento dei Magistrati o alle guerre contro altre religioni, e che votano quelli che calpestano i diritti civili o la parità di tutti davanti alla legge.
Insomma quelli che più parlano di regime riferendosi a governi democraticamente eletti e rispettosi dei diritti e doveri dei cittadini sono gli stessi che vorrebbero solo imporre un regime.

LO SPIRITO DEL TEMPO E’ LA CONTRAFFAZIONE
Quale è il Zeitgeist, lo spirito del tempo? E’ la contraffazione.
Il totalitarismo al posto della democrazia. La manipolazione al posto dell’informazione. Il controllo del mondo al posto della beneficenza. L’oligarchia al posto della repubblica.
La virtualità domina sul reale. La realtà orwelliana, dove quasi sempre siamo indotti a credere l’opposto di ciò che è e dove gli indotti, i poco analfabetizzati, gli incapaci di confronto e di sintesi soccombono come l’infante nella foresta.
I partiti tramite i media sono i grandi illusionisti che ci preparano come un pubblico inerme al grande gioco dell’intrappolazione. Noi siamo gli uccelletti di campo e loro gli uccellatori.
Noi non viviamo in una realtà concreta, tangibile, di cui abbiamo prove evidenti.
Viviamo in una bolla di realtà virtuale dove la mente riceve una realtà fasulla, creata per imbrogliarci, costruita per derubarci, architettata per dominarci.
Forse questo, in un certo senso, è esistito da sempre, perché da sempre sono esistiti i mondi virtuali costruiti dalle chiese, dai sovrani… ma oggi che il mondo è dominato dagli strumenti di comunicazione, questa realtà virtuale è costruita in modo globale per intrappolare il numero massimo di persone.
Non è vero ciò che è vero ma è vero ciò che ci fanno credere sia vero.
Ebbene, c’è una legge di natura per cui “Dove c’è il pericolo cresce anche la salvezza” (Hölderlin).
E se il massimo pericolo è il luogo della comunicazione, sarà nei luoghi della comunicazione che ci salveremo.

DESTABILIZZAZIONE
Nel linguaggio politico e giornalistico, complesso di azioni tendenti a togliere stabilità a un sistema politico (lo Stato, un paese, un sistema internazionale di alleanze, un equilibrio tra forze politiche, o una istituzione come la Magistratura…): può trattarsi di aperte azioni di guerriglia, ma anche di provocazioni, campagne denigratorie, ecc., tese a minare la credibilità, ad alienare il consenso, o, quanto meno, a impedire il normale funzionamento del sistema.
Nel secondo dopoguerra abbiamo visto molte forme di destabilizzazione del nostro Paese con l’uso di guerriglia urbana e attentanti (Cossiga.. gli anni di piombo.. le stragi…gli attentati di Stato) tendenti a squalificare la contestazione politica e il comunismo.
Oggi è in corso una guerra finanziaria che punta in Borsa sul fallimento di alcuni Paesi e mette in atto operazioni per farli andare peggio. Potrebbe darsi che indirizzare i flussi di migranti solo verso l’Italia faccia parte di uno di questi disegni di destabilizzazione per accelerare il fallimento del nostro Paese.
In questa guerra finanziaria testa a destabilizzare interi Stati si sono distinti non solo servizi segreti, ma Governi, multinazionali, magnati… Soros è uno di questi burattinai del Male. Il Club Bilderberg è una congrega di destabilizzatori. Il Fondo Monetario, il WTO o organizzazione mondiale del commercio, la Banca Mondiale… sono i bracci esecutivi di un sistema di potere che si arricchisce mettendo in atto dei piani di attacco ai popoli dall’interno. E alcune ONG, attualmente, fanno parte di questi progetti malefici, a servizio di speculatori come Soros o di stati come la Germania. Nel caso dell’Italia, è evidente l’intento di aumentare i flussi migratori e convogliarli dolosamente verso il nostro Paese per indebolire la nostra economia e accelerare la nostra crisi. Che il Governo Gentiloni-Renzi si dichiari irritato da queste denunce prova o che è colluso coi nostri nemici o che può presentare solo una incapacità totale.

REPORTERS SANS REPORT
Marco Travaglio

Ora che anche Reporter Sans Frontières si è bevuta la fake news secondo cui in Italia la libertà di stampa è minacciata da Grillo, che notoriamente controlla tutte le tv, le radio, i giornali, i siti web e i social, siamo tutti più sollevati.
Potremo allegramente andare a votare con Rai1, Rai2, Rai3, Tg1, Tg2, Tg3 in mano ai renziani e Canale 5, Italia1, Rete4, Tg5, Studio Aperto, Tg4 in mano ai berlusconiani senza patemi per il pluralismo e la par condicio.
Resta da capire come mai, quando le opposizioni criticavano la Rai occupata da B., gli organismi internazionali si preoccupavano non per chi la criticava, ma per chi la occupava, mentre oggi che le critiche vengono dai 5Stelle e dalle sinistre sciolte, cioè dagli esclusi dalla spartizione, il monopolio governativo sull’informazione non è più un vizio da combattere, ma una virtù da difendere. Il guaio è che ormai la percezione della realtà è talmente falsata dai gargarismi propagandistici sul populismo, le post-verità e le fake news, che anche chi la osserva dall’esterno è costretto a indossare occhiali deformanti.
E giunge a conclusioni paradossali: se il pericolo per la stampa libera viene da chi critica la propaganda governativa, da sempre principale produttrice ed esportatrice di fake news, e non dal partito di governo che caccia la Berlinguer dal Tg3 perché non allineata, chiude Ballarò di Giannini perché non allineato e bombarda Report perché non allineato, allora anche in Turchia e in Russia la libera stampa è minacciata non da Erdogan e da Putin che arrestano i giornalisti scomodi (quelli che hanno la fortuna di non crepare in circostanze misteriose con largo anticipo sulla tabella di marcia) e chiudono i giornali di opposizione, ma da chi protesta contro gli arresti e le serrate.
C’è una bella differenza – o almeno dovrebbe esserci – fra le opposizioni che criticano i Minculpop governativi e i governi che attaccano i pochi giornalisti e testate che sfuggono al loro controllo. Forse, nello strano rapporto di Rsf, accanto a Grillo avrebbe meritato una citazione anche Renzi, che a ogni Leopolda mette alla gogna il Fatto e a ogni comparsata tv ci minaccia e ci insulta senza mai smentire una nostra parola.
Molte firme del Fatto, per vent’anni, hanno denunciato le balle (ancora non si chiamavano fake news) diffuse a piene mani dagli house organ berlusconiani targati Rai e Mediaset contro chiunque osasse opporsi a B.: dalla campagna anti-Mani Pulite alle bufale su Telekom Serbia e sul dossier Mitrokhin contro il centrosx. E con noi smascherarono quelle patacche altri giornali e molti intellettuali.
Non eravamo al potere, non avevamo alcuna influenza sulla carriera dei “colleghi” che si prestavano a quel gioco sporco. Idem i partiti di opposizione che si associavano alle nostre denunce. E queste venivano prese molto sul serio dagli amici di Rsf come dall’Osce e da Freedom House. Oggi che l’occupazione militare della Rai l’ha fatta Renzi (vuole persino cacciare il pur zelante dg Campo Dall’Orto per non avere ancora spento un paio di voci dissenzienti superstiti) e che i direttori dei tg censurano le notizie sgradite ai renziani e diffondono impunemente plateali menzogne contro la maggior forza di opposizione sulle orme dei Mimun e dei Minzolini, che dovrebbero fare le vittime di questo gioco al massacro? Subire in silenzio o reagire?
E, se reagiscono smentendo le balle e denunciando i diffamatori, attentano alla libera stampa?
Difficile, anche per mancanza della medesima. Il che non vuol dire che siano esenti da colpe, anzi. La rubrica “Il giornalista del giorno”, che un paio d’anni fa metteva alla gogna sul blog di Grillo chi criticava il M5S, era intimidatoria e inaccettabile.
Così come Grillo che scacciava i cronisti dai suoi comizi. E il pubblico elenco con nomi e cognomi dei giornalisti denunciati da Di Maio all’Ordine per alcune falsità scritte sul suo conto.
Ma la rettifica delle fake news scagliate contro un movimento peraltro accusato di averle inventate non è una minaccia: è un diritto, specie per chi ancora attende le smentite e le scuse dei giornaloni per le bufale sulla Raggi che sta per essere arrestata, o accusata di corruzione e riciclaggio, o sta trattando per patteggiare la pena, o nasconde dietro le polizze di Romeo fondi neri per comprare voti, o riapre la discarica di Malagrotta del famigerato Cerroni; o su Di Maio che difende Marra e poi mente affermando il contrario (la prova era un messaggio in chat tagliuzzato da tre giornali in stereofonia); o sulla Muraro coinvolta in Mafia Capitale; o su tal Beatrice Di Maio che diffonde post verità per i 5Stelle (era la moglie di Brunetta).
Ora anche i bersaniani di Mdp, e pure Orlando ed Emiliano si accorgono dell’asfissiante regimetto che oscura tutti i non allineati o, se parla di loro, è per manganellarli.
Benvenuti tra noi.
Se gli amici di Rsf volessero farsi un giro in Italia per correggere o integrare il loro rapporto, potrebbero fare due chiacchiere con Sigfrido Ranucci di Report o dare un’occhiata al linciaggio a reti ed edicole unificate dei dipendenti Alitalia. Che hanno tenuto la schiena dritta rigettando il finto piano di rilancio presentato da manager falliti spalleggiato da un governo ridicolo.
Eppure non c’è tg né giornalone che non dia la colpa del disastro aereo ai “piloti kamikaze”. Basterebbe trasmettere i delirii dello zuzzurellone che nel 2015 presentò le nuove, orrende e costosissime divise del personale Alitalia, appena affidata alle sapienti mani degli arabi di Etihad e del solito Montezemolo: “Vi chiedo di allacciarvi le cinture, perché qui stiamo decollando davvero! Allacciate le cinture, Alitalia decolla per nuove destinazioni. E il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia!”. Ricchi premi a chi indovina chi era.

LA SERVA SERVE
Marco Travaglio
Evviva, siamo un paese libero e informato, grazie a una stampa scevra da condizionamenti e soprattutto a una tv affrancata da ogni pressione! Il rapporto di Reporters Sans Frontières ha scatenato un coro unanime e liberatorio di esultanza nel mondo politico e giornalistico per la scoperta che l’Italia passa dal 77° al 52° posto nella classifica dei paesi più liberi.
Siamo sempre ultimi in Europa (eccetto Ungheria e Grecia), fra la Papuasia-Nuova Guinea e Haiti, ma questo è perché Grillo si ostina a ritenere serve le penne e le testate più indipendenti del mondo. Sennò saremmo primi.
Chi lo dice? I partiti che controllano militarmente le tv assolte da Rsf e i giornaloni controllati dai padroni del vapore assolti da Rsf. Insomma il vino è buono perché l’ha detto l’oste. Tana liberi tutti.
I conflitti d’interessi nelle proprietà editoriali? Leggende metropolitane.
Il duopolio collusivo della Rai in mano al governo e di Mediaset in mano a B.? Fregnacce.
I soldi pubblici per tenere artificialmente in vita giornali senza lettori in cambio di periodiche genuflessioni a Palazzo Chigi? Fake news.
L’editto rignanese costato il posto a Giannini, Berlinguer, Mercalli e prossimamente a Ranucci e financo a Dall’Orto? Bazzecole.
Le menzogne impunite che stampa e tv si rimpallano e rilanciano contro chi sta fuori dal giro? Post verità.
Rsf assolve i giornaloni leggendo i giornaloni, che ricambiano i complimenti a Rsf, e il cerchio si chiude.
Dev’essere un bel sollievo, per Repubblica-Espresso, La Stampa e Il Secolo XIX, che fino a un anno fa appartenevano a tre gruppi diversi e ora sono come il Giornalone Unico di Nanni Moretti, scoprire di averla fatta franca. Ma anche per il Sole 24 Ore di Confindustria, che taroccava copie vendute e abbonamenti. E pure per Caltagirone, l’editore purissimo che per spirito missionario costruisce anche qualcosina qua e là, dunque sperava tanto nelle Olimpiadi per il suo afflato decoubertiniano (localizzato sotto le Vele di Calatrava a Tor Vergata e nei cantieri della Metro C), poi ci è rimasto male per la fine di quel sogno virginale e, per contagio, il suo Messaggero se l’è presa con la sindaca Virginia.
E anche l’Unità, salvata da quell’apostolo di costruttore passato da B. a Renzi, ma soprattutto a Gramsci, poi per puro caso ha fatto affari d’oro col Pd.
Nemmeno una riga, su queste pinzillacchere, nel rapporto di Rsf. E nemmeno su Saviano, collaboratore della meritoria ong, che ha dovuto difendersi non solo dalle minacce della camorra, ma pure dagli insulti dell’Unità, che l’anno scorso lo definì “mafiosetto di quartiere” (parola di Rondolino).
Ora che B. non c’è più, o almeno così dicono, tutto è perdonato (fuorché a Grillo, si capisce). E pazienza se Renzi fa le stesse cose di B., affidando le liste di proscrizione agli Anzaldi & Guelfi, degni eredi degli epurator Storace & Gasparri: infatti le loro liste, diversamente da quelle grilline, si avverano.
L’altro giorno Anzaldi, capo-comunicazione di Renzi, si complimentava su Il Dubbio col direttore del Tg1: “Se Orfeo ha censurato Consip, vuol dire che è l’unico vero giornalista in circolazione: accorto e lungimirante”. Averne, di direttori così.
Massimo Gramellini, sul Corriere, segnala il contrappasso di Grillo che prima usava Rsf per dare dei servi ai giornalisti e ora l’attacca perché danno del censore a lui. Già. Ma è proprio sicuro che, al netto di quel fascista di Grillo, la stampa italiana sia più libera e più bella che pria?
Certo, criticare il sistema dalla prima pagina del Corriere, con un bel programmino su Rai3, dove puoi fare la marchettina al nuovo Sette dell’amico Beppe, è dura.
Ma un po’ di prudenza non guasterebbe. Specie dopo un anno di propaganda a reti ed edicole unificate spacciata per informazione sul referendum costituzionale, una roba talmente nord-coreana da suscitare la rivolta del 60 per cento degli elettori.
Ma ecco Repubblica, sempre al top. La settimana scorsa Sebastiano Messina chiedeva la testa di Sigfrido Ranucci, reo di leso Renzi, leso Benigni e leso vaccino: “Salvare Report da se stesso, allontanandolo velocemente dal sinistro latrato degli spacciatori di bufale”, dove il cane che latra bufale (quali?) era l’erede di Milena Gabanelli.
Ieri, fischiettando, il Messina ci ha regalato un’antologia degli attacchi ai giornalisti. I suoi? Macché. Quelli di Renzi? Mavalà. Solo quelli di Grillo. Il quale ne ha dette e fatte di tutti i colori, ma ultimamente ha pure chiesto di smentire alcune bufale. Non – come scrive sul Corriere Goffredo Buccini – quelle dei “cronisti che osano infastidire la Raggi”, ma dei cronisti di Repubblica, Corriere e Messaggero che sono riusciti a tagliare tutti e tre la stessa frase da un sms di Di Maio alla Raggi, per ribaltarne il senso e potergli dare del bugiardo, mentre i bugiardi sono loro. E forse, fra chi denuncia una balla e chi la fabbrica, c’è una certa differenza.
Ora però bando al pessimismo: festeggiamo anche noi la Liberazione della stampa da ogni giogo e censura (Grillo a parte). Lo dice anche l’editore più illuminato del bigoncio, reduce dall’annessione di Rcs Libri a Mondadori e dallo strepitoso flop del primo salone del Libro alla milanese: la presidentessa di Mondazzoli Marina Berlusconi. Che, intervistata dal sempre ficcante Daniele Manca del Corriere, annuncia la sua prossima missione: “Abbattere i muri pensati per sbarrare la strada alla libertà di espressione, alla libera circolazione delle idee e opinioni, al rispetto di chi non la pensa come noi”.
E qui l’intervistatore sfodera tutta la sua temerarietà: “A chi sta pensando? A Trump? Alla Le Pen? A Grillo?”. La poveretta stava pensando all’editto bulgaro di suo padre. Ma il Corriere niente: non gliel’ha proprio lasciato dire.

RIDERE :- )

“Dopo Alfano anche Verdini cambia il nome del suo partito. Si ma le impronte digitali rimangono le stesse.”
Ficarra e Picone
.
Maurizio Neri: Alla Camera la legge che amplia la non punibilità di chi reagisce ai ladri in casa. Sarà votata per alzata di mani.
.
Ibico: Legittima difesa, si potrà sparare ai ladri in casa. Ora non resta che andare ad abitare in Parlamento
.
Comagirl00
Non so voi, ma io con l’attuale legge sulla legittima difesa non sarei arrivata viva ai 17 anni.
.
Montales. Ma se è una ladra, posso scoparmela?
.
ORSO
Il parlamento introduce la pena di morte per tentato furto, a discrezione di chiunque si svegli in piena notte.
Ma è tutto un incubo?
No, è il Pd

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