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Saturday April 29th 2017

MASADA n° 1844 13-4-2017 GUERRA E AFFARI

MASADA n° 1844 13-4-2017 GUERRA E AFFARI
Blog di Viviana Vivarelli

Domenica delle Palme – Dalla scrittura a internet – Ieri l’antrace, oggi il sarin – Le eterne ragioni della guerra- Siria: hanno tutti torto – Tutte le armi chimiche di Assad sono state distrutte – Follia USA in Siria, Italia stai immobile! – Spese militari, l’Italia in prima fila. Un altro primato di cui vergognarci- Fondi pubblici alle scuole private – Ivrea, visioni di futuro – Il Pd boccia l’abolizione della pensione privilegiata ai parlamentari – Arresti a Bologna – La mucca e il grillo

Un tempo censurarono Travaglio per aver detto che il Governo era una merchant bank, una banca d’affari, ma siamo caduti ancora più in basso. Con Renzi l’Italia non è più uno Stato. E’ un suk degli appalti. E noi dovremmo andare a votare per i boss di questo suk? Ci credo che di mafia non si parla più! La mafia sono loro!

Logan Clash

Dedicato ai folli
Agli Anticonformisti
Ai Ribelli
Ai Piantagrane
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Costoro non amano le regole
né i regolamenti.
Non hanno alcun rispetto per lo Status Quo.
Potete citarli
Dissentire
Potete glorificarli o denigrarli
L’unica cosa che non potete fare è ignorarli
Perché riescono a cambiare le cose
Inventano, immaginano
Esplorano, creano, ispirano.
Soffrono. Si disperano. Godono. Amano.
Sognano.
Contengono lo spirito della Rivoluzione.
Qualcuno potrebbe definirli folli.
Perché sono coloro che sono abbastanza folli da pensare
di potere cambiare il mondo.
E lo cambiano davvero.

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Detto Navajo: “E’ impossibile svegliare un uomo che pretende di essere addormentato
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Il potere risparmia i corvi e tormenta le colombe.”
Decimo Giulio Giovenale
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Signori miei, avete così tanta paura della democrazia da chiamarla caos? Non vi basta quello attuale?
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Hans Magnus Enzensberger:
Ai tempi del fascismo non sapevano di vivere ai tempi del fascismo“.

Edvino Hugolini
Unter dem Pflaster liegt der Strand

Sotto il selciato la spiaggia
Sotto la morte la vita
Sotto tutto questo marcio la speranza
Sotto la repressione la libertà
Sotto i soprusi le idee
Sotto l’indifferenza l’amore
Sotto la fine l’inizio.
..se non costruiamo futuro

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Il dott. Cardoso in Sostiene Pereira: “La smetta di frequentare il passato, frequenti il futuro!
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Il fumo si leva dalle macerie
scheletri di esseri umani
si profilano dietro
la sconfitta dell’umanità.
Da adesso l’uomo
non può più fingere
il giudizio dei nostri figli
peserà come un macigno
sul nostro futuro.

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Parafrasando C. Caprara:
Il presidente va dal medico dicendo: “Dottore, dovunque mi tocchi mi fa male. Mi tocco lo stomaco e mi fa male, la testa e mi fa male, il ginocchio e mi fa male’. Dovrò riformare tutto quanto il mio organismo?”
Il dottore lo visita e poi risponde: “Voi state bene, è il vostro dito che è rotto.”
“…signor presidente, è il vostro pensiero che è malato, senza di voi tutto il resto potrebbe funzionare perfettamente.”
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Regola Pottery Barn (grandi magazzini americani) poi ripresa dal Pentagono: “Se rompi qualcosa, diventa tuo”.
Qualunque presidente americano: “Che paese rompiamo oggi? Tanto poi lo ricostruiamo!”
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Assunto: “Gli Stati Uniti stanno contribuendo alla sicurezza”
Pensiero mio: “Qualunque distruttore dice che sta contribuendo alla sicurezza”.
Non è dato sapere chi, dove, come, quando. La sicurezza è un problema di sicurezza. Top secret. I popoli tacciano! Chi non ha potere ha sempre torto.
Chiunque contesti questo assunto mette a rischio la sicurezza. Stronchiamolo! Per sicurezza!
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SE NON E’ VERO E’ VEROSIMILE
35 anni fa uscì il film satirico di Kubrick ‘Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba’, il più bell’attacco alla follia militarista della destra americana! Nel film, il mondo è nelle mani di un manipolo di generali e di alti gradi del governo assolutamente pazzi, la guerra dei generali è la guerra degli stupidi, il generale che dà gli ordini di attacco si chiama Jack the Ripper, ossia Jack lo squartatore, psicopatico e guerrafondaio. Il dottor Stranamore è uno scienziato ex nazista, diventa consigliere militare con insolite teorie sulle rigenerazione del popolo americano, che praticamente prevedono lo sterminio mirato di gran parte dell’umanità per salvare una razza eletta che dovrà vivere nelle miniere per scansare le radiazioni. Il generale Ripper e il dottor Stranamore sono entrambi manifestazioni grottesche della stessa personalità autoritaria, narcisistica e paranoica. Vedi esempi pratici viventi.
Perché dovremmo essere soggiogati dai deliri di gente non sana di mente?
Bush, il padrone del mondo, un pazzo in libertà, preparò la guerra all’Irak, proseguendo forsennatamente nella serie delle prime 61 guerre contro paesi terroristi, e continuando come se niente fosse la distruzione dell’Irak anche se ogni commissione americana ebbe poi a dichiarare che le armi di sterminio in Irak …. non c’erano.
Nel frattempo si venne a sapere che il tentativo di Bush di dominare il mondo si basava su tre terribili armi segrete:
– un supercervellone informatico della CIA a prova di cretino, che doveva segnalare indizi di terrorismo ovunque fossero, per terra, per male e per cielo, ma che purtroppo non vide che c’erano talebani che si iscrivevano a corsi di volo saltando il corso di atterraggio e nemmeno scandagliò l’immenso potere finanziario del team Laden- Bush né cosa sarebbero stati disposti a concertare per far alzare il prezzo del petrolio
– un team di teste d’uovo che aveva il compito di fare infallibili strategie di governo mondiale e che ha prodotto una frittata di dimensioni internazionali, le famose teste a frittata…
-per ultimo, ma non per importanza, la super arma segreta per cui sono state spese somme enormi del bilancio americano Tra cui: una bomba al Viagra con cui il nemico si faceva le seghe o cercava continuamente di trombare, diventando incapace agli usi bellici. (A quando le puzzette?)
Per nostra somma sfortuna questa non è satira, ma realtà. Inutile dire che il supercervellone come le teste d’uovo o la bomba sex sono falliti. Il più grande, costoso e inutile fallimento della storia, che purtroppo continua s spargere effetti pestilenziali. Di tutto questo, compresa la bomba erotica ha parlato anche la BBC. Il gruppo degli erotomani si chiama US Freedom of Information by the Sunshine Project, la commissione è del Pentagono.
Già nel ‘44 si erano studiate bombe gay, per indurre nel nemico comportamenti omosessuali. Insomma o omo o etero ci volevano far morire scopando.
La battuta sulle puzzette non è solo una battuta: nel ‘94 il Pentagono ha commissionato bombe che producevano flatulenze per far scappare dalle trincee soldati. La bomba si chiamava: “Chi? Io?”(Fonte: BBC ripresa poi da Repubblica poi da Cacao)
..
Il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la vita almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la distruzione e la morte” (M. Gandhi)
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Parlo da utopista, lo so. Ma o essere utopisti o sparire
(Pasolini)
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DALLA SCRITTURA A INTERNET
Viviana
Un tempo non esisteva la scrittura e tutti i rapporti si basavano sulla forza di un capo che dominava una massa.
Poi la scrittura nacque, come un patrimonio e una risorsa, che affinò il potere mettendolo nelle mani di chi sapeva scrivere, i governanti, i preti, i letterati…
Ancora pochi anni fa, in Italia, l’analfabetismo era così diffuso che il sindaco, il messo comunale, il prete e la maestra erano autorità riconosciute.
Poi quasi tutti, più o meno, hanno imparato a leggere, ma troppi ancora oggi sanno leggere ma non sanno capire, e chi domina l’informazione, prima coi giornali e poi con le televisioni, può usare la disinformazione, la calunnia, il plagio, la clonizzazione, come arma politica per omologare ai suoi voleri la massa ancora non in grado di discernere,di conoscere e dunque di scegliere.
La truffa del suffragio universale è stata come dare un’arma gigantesca a dei bambini incapaci di usarla.
Ma se la stampa di Gutemberg fu una rivoluzione tecnologica in grado di aprire ampi orizzonti all’umanità tanto da cambiare persino i paradigmi morali, religiosi, cognitivi…internet è stata una rivoluzione ancora più grande, rompendo il monopolio della disinformazione del regime o delle chiese, mettendo più opinioni a confronto, dando report di eventi da quelli stessi che li vivevano, mettendo gli uomini a contatto e a confronto, come prima per le difficoltà dei viaggi e dei confini statuali non era possibile fare.
Oggi, se i media diffondono una bufala mediatica, è il web stesso che si premura di smantellarla e presentarla al pubblico ludibrio.
Oggi l’informazione la facciamo noi, la scaletta degli argomenti importanti la decidiamo noi.
Ognuno è agente potenziale di informazione e di opinione, tant’è che il web è oggi più consultato dei media tradizionali, e là ognuno è ricettore e agente in prima persona di notizie, di opinione, di idealità, di innovazione, di futuro..
E’ questa la democrazia diretta, ciò che Casaleggio aveva capito e che i troll tentano invano di disturbare: il popolo che pensa. Ma da tempo immemorabile, colui che non è in grado di pensare ha sempre attaccato chi pensa e parla, come il nemico che gli mostra tutta la sua incapacità e miseria.
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Ieri l’antrace, oggi il sarin. Hanno sempre bisogno di una menzogna per terrorizzare il mondo

“Quella del Sarin è una pagliacciata”. Che fa?
“Armi in Iraq. “Va bene, non c’erano. E allora?”.
“I ladri sono in diminuzione?” Non conta. Conta che la stampa pompi la tua paura dei ladri, sbraiti ogni giorno la tua sicurezza personale, ti spinga a comprare un’arma per trasformare un furto in assassinio. Questo conta. Che la tua natura bestiale sia alimentata e nutrita sotto il giogo di governi bestiali che sono lì solo grazie alla tua bestialità.
I fatti non contano. La propaganda conta. Conta che tu ci caschi e sbraiti quello che vogliono loro. Hanno le armi dell’informazione e tu sei nutrito di informazioni, sei foggiato, manipolato, intinto, sei OGMmizzato. E ci caschi anche tu. Come un biscottino nel caffellatte.
E’ tutta una enorme montatura. Ma, come disse Previti: “Embè?” Non conta ciò che è, conta ciò che ti fanno credere. Conta ciò che ti fanno diventare. Perché hanno bisogno proprio di questo: che tu ridimentichi la tua natura umana. Ma la cosa veramente tragica è che tu continui a credere oggi a quelli che ti hanno mentito ieri. Questa è la vera cosa inaccettabile e disumana.
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DOMENICA DELLE PALME

Domenica delle palme. La Palma è una delle specie vegetali più antiche al mondo, tanto che molti resti fossili risalgono all’era del Cretaceo e a quella del Giurassico. Insieme all’ulivo, viene usata nella Settimana Santa, ma è un simbolo eterno che appartiene all’inconscio collettivo. Era un albero sacro per gli Egizi, pianta del dio del Sole per i Greci, collegata ad Apollo, nella mitologica fondazione di Roma, è legata al sogno premonitore di Rea Silva che vide due palme di smisurata grandezza ergersi fino al cielo, presagio della nascita di Romolo e Remo. La dea della vittoria, Nike, è raffigurata con una palma e una corona di alloro, così come la vediamo incisa sulle medaglie olimpiche. Nella cultura greca è accostata alla fenice e il greco phoinix è la traduzione del fenicio tamar, cioè palma. Dagli antichi sacerdoti la palma era adorata come manifestazione del divino, in quanto la sua forma richiama i raggi del sole: non a caso nei misteri della dea Iside, il capo dei neofiti veniva circondato da palme bianche, come i raggi scintillanti del sole. Hathor, la dea egiziana del cielo, era considerata la “signora della palma da dattero”.
Secondo un detto arabo la palma cresce con la testa al sole e i piedi nell’acqua, rappresentando, nelle vaste distese del deserto, la presenza di acqua, dunque simboleggia la vita, la rinascita. Nella tradizione greco-romana, viene associata alla vittoria: i gladiatori romani venivano premiati con un ramo di palma e di alloro. Per la sua capacità di slanciarsi verso il cielo, la palma era considerata un elemento di collegamento tra il terreno e il divino. Nel calendario liturgico la Domenica delle Palme celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto dalla folla che agitava rami di palme, come leggiamo dal vangelo di Giovanni.
Si può uscire da una osservanza religiosa, ma non si può ignorare la vasta messe di simboli che uniscono tutti gli uomini della Terra, tutte le religioni, tutte le fedi e anche le conoscenze di chi non appartiene a nessuna religione e a nessuna fede.

A Ivrea si è discusso del futuro dell’Italia e del mondo.
Alla Leopolda non sono riusciti nemmeno a discutere del futuro di Matteo Renzi e di Rignano sull’Arno.
Un tempo c’era chi accusava qualcuno di avere i microchip nel cervello. Il cervello di chi?
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Marco Travaglio
“Se esistesse ancora un minimo di decenza, milioni di persone perbene – elettori, giornalisti, intellettuali, eventuali politici e imprenditori – dovrebbero leggersi l’ordinanza dei giudici di Venezia sul caso Mose e poi chiedere umilmente scusa a Beppe Grillo e ai suoi ragazzi.
Anni e anni sprecati ad analizzare il suo linguaggio, a spaccare in quattro ogni sua battuta, a deplorare il suo populismo, autoritarismo, giustizialismo, a domandarsi se fosse di destra o di centro o di sinistra, a indignarsi per le sue parolacce, a scandalizzarsi per le sue espulsioni, ad argomentare sui boccoli di Casaleggio e sul colore del suo trench, a irridere le gaffe dei suoi parlamentari, a denunciare l’alleanza con l’improbabile Farage (l’abbiamo fatto anche noi, ed era giusto farlo, ma in un paese normale: dunque non in Italia).
Intanto destra, sinistra e centro – quelli che parlano forbito e non hanno i boccoli – rubavano. Rubavano e rubano tutti, e insieme, sempre, regolarmente, scientificamente, indefessamente, su ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico. Anzi, ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico servono soltanto a far girare soldi per poterli rubare. Tutti i più vieti luoghi comuni del qualunquismo bar – sono tutti d’accordo, è tutto un magnamagna – diventano esercizi di minimalismo davanti alla Cloaca Massima che si spalanca non appena si intercetta un telefono, si pedina un vip, si interroga un imprenditore. Basta sollevare un sasso a caso per veder fuggire sorci, pantegane, blatte e bacherozzi maleodoranti con i nostri soldi in bocca, o in pancia.”

HANNO TUTTI TORTO
Marco Travaglio

Il bello, anzi il brutto, è che hanno tutti torto.
Ha torto marcio anzitutto il presidente siriano Bashar Assad, rieletto nel 2014 con elezioni-farsa e riverginato dal suo ultimo travestimento di alleato di Russia e Occidente nella guerra al sedicente “stato islamico” Isis (o Daesh), che peraltro deve il suo consenso anche all’esistenza di tiranni come lui. Che l’ordine all’aviazione siriana di attaccare il villaggio ribelle di Khan Sheikhoun con armi chimiche gasando 59 civili fra cui molti bambini l’abbia dato lui o qualche caperonzolo fuori controllo del suo esercito “regolare” (in realtà un’accozzaglia di bande perlopiù mercenarie), poco importa: le stragi con i gas sono una tradizione di famiglia, un’usanza della casa. Non solo ai tempi di suo padre Hafez, ma anche ai suoi. Obama, nel 2013, subito dopo l’accordo-burla “garantito” dalla Russia per lo smantellamento degli arsenali e laboratori non convenzionali siriani, gli aveva imposto una “linea rossa” varcata la quale sarebbe scattata la punizione: dopodiché le sue truppe la varcarono pochi mesi dopo con una strage di civili con i gas molto più grave dell’ultima. Obama parlò di “atto inaccettabile”, ma non intervenne. E legittimò Assad o chi per lui a riprovarci.
E ora, paradossalmente, tocca proprio all’arcinemico di Obama, Donald Trump, che all’epoca intimava al “nostro stupidissimo presidente” di star lontano dalla Siria, il compito di far rispettare quel confine più volte impunemente violato. Il che, se il blitz resterà una cowboyata isolata (ma è improbabile, visti i miseri risultati militari), potrebbe persino prosciugare uno degli argomenti più efficaci del reclutamento dell’Isis presso i sunniti, cui veniva raccontato che gli Usa li avevano scaricati a vantaggio degli sciiti (prima l’eliminazione di Saddam e la loro cacciata dalla stanza dei bottoni di Baghdad, poi la mano libera ai massacri di Assad). Insomma, come nel famoso detto cinese, quando vai in Siria bastona Assad: tu non sai perché, ma lui sì. Stiamo parlando di un criminale di guerra e anche di pace, che da 46 anni comanda ferocemente su un paese in gran parte ostile per conto di una minuscola setta (gli alawiti) con metodi sanguinosi e impuniti, culminati nella rivolta dei ribelli (qaedisti, jihadisti, curdi ecc) e nelle repressioni che da sei anni affogano il Paese nel sangue della guerra civile: mezzo milione di morti (da Aleppo in giù), centinaia di migliaia di feriti e mutilati, 8 milioni di profughi verso l’Europa e sfollati interni su 20 milioni di abitanti.
Ma ha torto naturalmente anche Trump.
Vinte le elezioni da isolazionista, giurando di non immischiarsi mai più nel verminaio mediorientale (“America First”), ora finge commozione per i “meravigliosi bambini che soffocano, condannati a una morte lenta e brutale che nessuna creatura di Dio dovrebbe subire”, come se non fossero centinaia di migliaia i bambini altrettanto meravigliosi, altrettanto figli di Dio, condannati a una morte lenta e brutale dai bombardamenti degli americani e dei loro alleati in Irak, in Afghanistan, nel cosiddetto Daesh e nella stessa Siria. E ce lo ritroviamo, appena tre mesi dopo l’ingresso alla Casa Bianca, superinterventista nel verminaio mediorientale, per ragioni che esulano dalle finte lacrime per i bellissimi bambini gasati: allontanare i sospetti di complicità con Putin, su cui indaga l’Fbi e per cui lui rischia l’impeachment; riaffermare la presenza attiva nell’area del petrolio, dove russi e cinesi hanno guadagnato punti presso gli emirati e i sultanati sauditi e affini, tutti sunniti e antisiriani e antiraniani; riaffermare la deterrenza contro le “teste calde” vere (Corea del Nord) e presunte (Iran); dirottare, con la classica arma di distrazione di massa, l’attenzione dalle sconfitte interne, tipo la bocciatura giudiziaria dei suoi decreti anti-islamici e il ritiro della controriforma sanitaria per la rivolta congiunta di democratici e repubblicani; distendere i rapporti con l’Ue (sempre più impotente ed entusiasta per l’ennesima guerra per procura); strappare la Turchia antisiriana di Erdogan all’abbraccio di Putin; soddisfare l’establishment militare, gli ortodossi repubblicani, la lobby delle armi e gli amici di Israele, allarmatissimi dai propositi di ritirata entro la cinta daziaria. Insomma, l’ennesima guerra di interessi spacciata per umanitaria. Anzi, peggio: l’ennesimo attacco a un tiranno “laico” (l’ultimo su piazza) senza un piano B, cioè senza la minima idea di chi mettere al suo posto, dopo. Come per Saddam, come per Gheddafi.
Ha torto infine Vladimir Putin, che nel 2013 si erse a “garante” del disarmo chimico siriano che non fece nulla per garantire (infatti si rivelò subito una bufala), chiudendo un occhio, anzi due, e lasciando l’amico Bashar libero di sterminare chi voleva. E ora s’appella al diritto internazionale contro l’“aggressione a uno Stato sovrano con un pretesto inventato”, lui che i diritti li sempre spudoratamente violati tutti, in Russia, in Cecenia, in Ucraina e anche in Siria, prestando i suoi caccia ad Assad per aiutarlo a massacrare i suoi oppositori fingendo di bombardare l’Isis (i soliti, inevitabili “effetti collaterali”…).
E questi sono i giganti della nuova guerra. Poi ci sarebbero anche i nanerottoli della politica italiana, quasi nessuno escluso, che non sanno neppure dove stia la Siria sul mappamondo. E, anzichè mantenere un minimo di ragionevole autonomia di giudizio, si dividono subito tra tifosi di Trump, supporter di Assad e hooligan di Putin (le tre cose insieme, fino all’altroieri possibili, sono ora sventuratamente incompatibili). Ecco: per questi microcefali dire che hanno torto sarebbe già un complimento.

video pasquale

Solo i sognatori salveranno il mondo
I mercanti lo distruggeranno

Renato La Monica
Non c’è cosa più stupida e ipocrita di una guerra. La stupidità? Pensare che una guerra possa migliorare l’assetto del mondo. L’ipocrisia? Vendere armi ai dittatori e poi mettersi a urlare “Dobbiamo bombardarli perché sono un pericolo per la nostra sicurezza”.
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I DOMANDANTI
Non riesco a capire quelli che fanno tante domande al M5S, spesso domande a cui mille volte è stata data una risposta, ma loro insistono a chiedere, a chiedere, strapieni di domande, chiedono sui giornali, in tv, sui blog.. chiedono, chiedono, come assetati di risposte. E non sono capaci di alzare ‘il ditino’ e di cercarsele da soli, queste risposte, sul web, come tanti analfabeti che nemmeno se gli dai la pappa scodellata e la risposta bella, nitida e chiara, riescono a capire qualcosa, perché hanno le orecchie chiuse dall’enorme cerume di regime che ormai gli è salito al cervello e non gli permette più di pensare qualcosa o di rispondersi da soli.

Diego Fusaro
Ma v’è ancora qualcuno di così ingenuo da pensare che gli USA intervengano nel mondo per ragioni umanitarie e filantropiche? V’è ancora qualcuno di così ottuso da non aver capito che armi chimiche, armi di distruzione di massa, gas, ecc., sono sempre il pretesto per l’aggressione imperialistica preordinata e prestabilita? Sveglia, accendiamo il cervello e cessiamo di prestare fede alla manipolazione organizzata giornalistica, televisiva, accademica e intellettuale.

Stefano Ragusa
Il 5 febbraio 2003, Colin Powell, agitando una fialetta disse alle Nazioni Unite: “Meno della quantità di antrace in polvere, meno di quanto è contenuto in questa fialetta, ha fatto chiudere il Senato degli Stati Uniti nell’autunno 2001. Molte centinaia di persone sono state costrette a ricevere cure mediche di emergenza e due impiegati degli uffici postali sono stati uccisi. Ho qui un grosso faldone della CIA: l’Iraq può produrre 25 mila litri di antrace” – Il 20 marzo 2003, George Bush a capo di una coalizione occidentale, di cui faceva parte anche l’Italia bombardò l’Iraq e lo invase. Una “missione di pace umanitaria” di 8 anni a causa della quale persero la vita 70 mila soldati e un milione e 200 mila civili iracheni. Molti anni più tardi, l’Fbi smentì Powell. Le buste all’antrace erano vere, le vittime erano vere, ma erano falsi i “faldoni” era falso il mandante, Saddam, erano false le accuse. Nessun jihadista inviò buste all’antrace al Senato, ma fu opera di un microbiologo che lavorava per il governo, che “casualmente” fu suicidato poco prima di arrivare a processo. Nessun laboratorio mobile in Iraq. Nessuna polvere all’antrace nelle mani di Saddam. Nessuna arma chimica, nessun faldone. Era tutto falso. Il 5 aprile 2017 l’ambasciatrice degli Stati Uniti, Niki Haley, agitando due foto di bambini morti, dice all’Onu: “questi bambini sono solo alcune delle vittime dell’attacco chimico di Assad. abbiamo la responsabilità di agire. Se il Palazzo di vetro continua a fallire nel suo dovere di agire collettivamente, saremo costretti ad agire da soli per il bene delle vittime. Quanti bambini ancora dovranno morire prima che la Russia se ne interessi?” 48 ore più tardi, due portaerei americane al largo del mediterraneo bombardavano la siria “in nome dei bambini” con 59 missili tomahawk. Quei bambini sono morti veramente, ma nessuna prova è stata fornita contro Assad, nessuna bomba chimica è stata trovata all’esercito governativo, nessuna verifica è stata fatta. Nessuna inchiesta dell’ONU è stata eseguita.

Claudio Romano
Oltre a tutte le stronzate e prese per il culo messe in atto dagli Stati Occidentali, quelli che esportano la Democrazia con le bombe e gli assassinii, qualcuno mi dice come mai nessuno dei Media si è posta la domanda :
Ma il gas Sarin di Assad non era stato tutto confiscato in pompa magna e con grande clamore mediatico per essere trasportato, non ricordo dove, via mare ?
Vi ricordate il casino che è successo quando questa nave doveva transitare nello Mediterraneo, vicino alle nostre coste ?
Adesso, sempre quel ‘qualcuno’ mi spieghi :
1) come mai Assad potrebbe aver avuto – nascosto chissà dove – questo gas ?
2) L’Agenzia Internazionale preposta a questo sequestro e trasporto cosa ha fatto ? E’ stata inetta o gliene ha lasciato un pochino …. così … per ricordo ?
BUFFONI CRIMINALI !!!
Assad ha distrutto tutto il suo arsenale chimico nel 2013-14 come da accordi tra Stati Uniti e Russia con la supervisione dell’ONU. Ma di che stanno parlando adesso?
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Il 18 agosto 2014 l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha annunciato la completa distruzione delle armi chimiche della Repubblica Araba Siriana (RAS). Nel tragico panorama del 2014, segnato dall’aggravarsi delle relazioni internazionali in tutti i settori e dal divampare o acutizzarsi di conflitti armati in troppi paesi, il disarmo chimico della Siria rimane l’unica nota positiva.
Questo risultato non era assolutamente scontato, vista l’ambizione e complessità del programma, la sanguinosa guerra civile in corso nel paese e le tensioni fra USA e Russia. Il merito del disarmo chimico della Siria in tempi estremamente rapidi va al continuo impegno della comunità internazionale e alla tenacia e competenza dell’OPCW e del segretariato generale dell’ONU, in particolare di Sigrid Kaag, coordinatore speciale della commissione costituita allo scopo.

Giuseppe Barone
Dall’islamico Obama al cristiano Trump, da una telefonata a Putin, “togli i tuoi che stanno arrivando i missili” a una presenza di bambini sulla base.
Un Risiko così carico di interessi falsi da dare all’opinione pubblica, che ci porta a essere noi i perdenti per le guerre degli altri, ma sopratutto a non capire l’assurdità del business della guerra.
Le industrie belliche “Tutte” se ne fottono da che parte stai, ma per loro è importante che da una parte parteggi, parteggiare è lo slogan della guerra.
Ci raccontano del petrolio, ma abbonda in questi tempi, ci raccontano per il controllo dell’area ma i sistemi missilistici moderni delle grandi potenze hanno la precisione da raggiungere qualunque buco del culo del mondo, ci raccontano di democrazia da dare quando oggi la dittatura sta meglio con la democrazia, ci raccontano di guerra per la terra ma sono zone aride a bassissima coltivazione.
Arrendiamoci, sono le guerre business il carosello delle industrie belliche, dove ci sono tutti con i loro prodotti da offrire al mondo.
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FOLLIA USA IN SIRIA. ITALIA STIA IMMOBILE
Manlio Di Stefano – M5S:

Sono bastati pochi mesi per allineare Trump ad un principio storico: in USA non comandano i Presidenti ma le lobby della guerra e del petrolio.
Questa notte la “più grande democrazia del mondo” ha deciso di violare ogni legge internazionale, scavalcare le decisioni di NATO e Nazioni Unite (ne uscissero a questo punto) e bombardare senza alcuna autorizzazione la Siria.
Tutti, noi per primi, avevamo chiesto che venisse fatta luce su quanto accaduto negli ultimi giorni perché quelle morti erano intollerabili, ma gli sceriffi del mondo non avevano bisogno di alcuna certezza, loro sapevano chi doveva essere punito e l’hanno punito mentre il resto del mondo chiedeva un’inchiesta delle Nazioni Unite.
E chi se ne importa se questo gesto può portare ad una guerra mondiale, chi se ne importa se al di là dell’Oceano, proprio lì vicino alla Siria, c’è l’Europa, un continente con 800 milioni di persone alleate degli Stati Uniti d’America.
Chissà persino se Trump abbia idea di dove si trovi la Siria, a lui non importa, ora è il momento che “il mondo civilizzato si unisca agli USA”. Ed in effetti parte del mondo civilizzato ha già risposto: Israele, Gran Bretagna Turchia e Arabia Saudita – che bella civiltà.
Iraq e Afghanistan, per citare solamente due casi simili, sono costati più di 1.500.000 morti civili, ma qualcuno oggi festeggia perché abbiamo vendicato 80 civili uccisi.
Come se nuove bombe non uccidano nuovi civili.
Io non so cosa succederà nelle prossime 24h, so soltanto che se il Governo italiano dovesse minimamente pensare di collaborare a questo crimine mi troverete sotto Palazzo Chigi ad attendere il Ministro Pinotti e il Presidente Gentiloni, e spero possiate esserci tutti voi con me.
Questa gente è pericolosa.
Fuori dalla NATO e basta con la sudditanza agli USA!
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Mauro Stracciari
Da ieri litigano Pd e NDC per una poltrona da presidente di commissione che doveva essere assegnata ad un uomo di Renzi e invece è andata ad uno di Alfano. Renzi ha lanciato un ultimatum a Gentiloni. Orfini ha invitato i suoi a “non scherzare con il fuoco altrimenti ci si brucia”. Orlando ha parlato di “fatto grave”. Sono quasi 24 ore che il governo italiano è in crisi: per una poltrona! Hanno permesso di tutto ai governi: gli scandali di corruzione, l’Iva aumentata al 22%, negare agli italiani di andare in pensione. Una poltrona li ha fatti uscire di testa.
La nave sta andando a sbattere e loro litigano per i gradi e i ruoli. Una classe politica che passa il tempo a riempire il proprio vuoto con incarichi, privilegi e potere è senza speranza. La generazione politica del “lei non sa chi sono io” è al capolinea. Sono abituati a pensare che la carica riempia la persona, non è così. Si viene ricordati per il bene che si è fatto al Paese. Motivo per cui li dimenticheremo presto.
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Spese militari, l’Italia in prima fila. Un altro primato di cui vergognarci
Piero Froio
Dati contenuti nel primo rapporto annuale sulle spese militari italiane presentato dall’Osservatorio MIL€X, presentato alla Camera dei Deputati lo scorso 15 febbraio.
Il nostro paese spende ogni anno per le sue forze armate oltre 23 miliardi di euro (64 milioni di euro al giorno). E oltre a spendere molto, l’Italia spende male, in modo irrazionale e inefficiente. Una spesa militare in costante aumento (+21% nelle ultime tre legislature), che rappresenta l’1,4% del PIL nazionale: esattamente la media .
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Sipri di Stoccolma e Rete Disarmo ci danno le spese militari del 2015. I primi 15 Paesi del mondo spendono in armi più di 1.350 miliardi di dollari l’anno (l’81% del totale). In testa Usa, Cina e Arabia Saudita (che nel 2015 ha fatto crescere del 5,7% le proprie spese militari). Nel conteggio manca il fitto mercato clandestino. In 5 anni la spesa militare è cresciuta del 50%. Con i mille giorni di Renzi quella italiana sale del 23%! Però, quando i governativi contestano ai 5stelle la mancanza di soldi per il reddito minimo di sopravvivenza, questo non lo dicono. Eppure la Costituzione ci ordina la neutralità e dovremmo avere solo delle forze di difesa interna e un esercito civile di aiuto alla popolazione e al territorio in caso di calamità. In queste cifre enormi mancano le forniture di armi a titolo gratuito e i traffici clandestini di armi piccole e leggere, che i fabbricanti di armi ora cercano di implementare diffondendo nella gente la paura dei ladri e spingendo a chiedere un Far West all’italiana, dove il cittadino impaurito nemmeno pensa che, se siamo tutti armati, anche i delinquenti lo sarebbero e femminicidi e stragi aumenterebbero come in USA senza nessun aumento della sicurezza (ciò è statisticamente provato). La spesa mondiale complessiva in armi è di 1.676 miliardi di dollari, il 2,3% del PIL mondiale. I primi commercianti sono gli Usa, per più di 600 miliardi di dollari (però mancano di una sanità pubblica o di scuole pubbliche decenti) e, da soli, contribuiscono al 36% della spesa militare del mondo, mentre le imprese di armi sono così forti a eleggere presidenti e dirigere la politica estera. Dietro di loro la Cina (215 miliardi di dollari), poi l’Arabia Saudita (oltre 87), che arma anche il terrorismo mondiale, nel silenzio di tutti. La Russia: 66 miliardi di dollari. In Italia, nella legge di Stabilità 2015, si raggiunge una spesa militare di 23,12 (24 miliardi di dollari), un terzo di quanto spendono i russi (per il reddito minimo di cittadinanza ne basterebbero 19). Siamo al 12° posto a livello mondiale! Confermati da Renzi anche i 13 miliardi in cacciabombardieri F13 con ordigni nucleari respinti da tutti perché non funzionanti. Ma ha senso tutto questo?
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IL GOVERNO DELLE ARMI, DELLE BANCHE E DEI CORROTTI
FRANCESCO c
Per evitare il fallimento di Popolare di Vicenza e Veneto Banca servono 6 miliardi di euro. Per evitare il fallimento di Mps servono altri 20 miliardi di euro. Poi servono altri circa 90 miliardi per coprire le Sofferenze “nette” delle Rimanenti Banche Italiane, le quali nel loro complesso hanno otre 300 miliardi di crediti diventati marci. Come se ne esce? Non se ne esce… Alla base della piramide che portò alla Rivoluzione Francese c’era il Quarto stato, formato dai miserabili, descritto da Victor Hugo. Oggi, il Quarto stato è formato da quel 35% di giovani italiani senza lavoro e senza futuro. Il Quarto stato è formato dai milioni di disoccupati adulti, dalle centinaia di migliaia di terremotati abbandonati al loro destino. Il Quarto stato è formato dagli anziani che sopravvivono a stento con pensioni da 600 euro al mese dopo una vita di lavoro a spaccarsi la schiena (io: e ora Renzi ha un disegno legge per eliminare le pensioni di reversibilità alle vedove, creando altri 4 milioni di persone senza sussistenza!). Il Quarto stato è nei volti di chi s’è tolto la vita perché non ce la faceva più, sbranato dal fisco imposto dal Primo e dal Secondo stato e rapinato da banchieri che sarebbero da impiccare sulla pubblica piazza (e nessuno dei quali ha restituito un solo euro di quelli che hanno rubato, mentre il Governo spolpa noi per arricchire loro!)
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TANTO PER DARE CORRETTE INFORMAZIONI SULLA SIRIA
La famiglia Assad appartiene agli alawiti. La parte più tollerante dell’Islam.
Le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini nella sanità e nell’istruzione.
Nei Paesi dell’area mediorientale, la Siria è annoverata fra i più progressisti in termini di diritti di genere. In Siria le donne non sono obbligate a indossare il burqa. La Sharia (la legge islamica) è incostituzionale. La Siria è l’unico paese arabo con una costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici. Circa il 10% della popolazione siriana appartiene ad una delle molte denominazioni cristiane presenti sia nella vita politica che sociale. Questa tolleranza religiosa è unica nella zona. In altri paesi arabi la popolazione cristiana è inferiore all’1% a causa dell’ostilità sostenuta. La Siria è l’unico paese del Mediterraneo che resta il proprietario della sua compagnia petrolifera, che ha chiesto di non privatizzare. In Siria viene concesso il mutuo sociale di dignità per acquistare casa con prestiti molto agevolati. La Siria ha una apertura alla società e alla cultura occidentale come nessun altro paese arabo. Fino a prima della guerra civile, l’Italia ha stretto molti accordi di collaborazione con la Siria. In occasione della visita in Siria nel 2010, Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante e rispettoso delle minoranze. Nel corso della storia ci sono stati cinque papi di origine siriana. Benedetto XVI nel suo discorso all’ambasciatore siriano presso la Santa Sede ha definito la Siria come un esempio unico al mondo “di pacifica coesistenza e tolleranza tra i seguaci di diverse religioni”. Prima della guerra civile era l’unica zona tranquilla senza guerre o conflitti interni. La Siria è l’unico paese arabo senza debiti con il Fondo monetario internazionale ed ha una sua sovranità monetaria. E’ uno dei pochissimi paesi al Mondo insieme a Russia, Cina, Afghanistan, Iraq, Sudan, Libia, Cuba, Nord Corea, Iran e Islanda a non avere una Banca Centrale Rothschild. La Siria ha ammesso i rifugiati iracheni senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa. La Siria ha una riserva di petrolio di 2.500 milioni di barili, il cui funzionamento è riservata per le imprese di proprietà statale

FATE PRESTO
Marco Travaglio
Da quando siamo diventati renziani per difendere il povero Matteo dai voltagabbana del servo encomio passati al codardo oltraggio, ci ha subito colti la sindrome di Ennio Flaiano: “A volte mi vengono pensieri che non condivido”.
Fra questi, uno in particolare: ma il presidente anestesista Sergio Mattarella è proprio sicuro che l’interesse del Paese sia quello di procrastinare l’agonia della legislatura fino alla scadenza naturale, cioè per un altro anno, affidandone la manutenzione al premier anestesista Paolo Gentiloni?
Quel che è accaduto l’altro giorno, con l’elezione di un tal Torrisi (alfaniano) a presidente della commissione Affari costituzionali del Senato al posto di un tal Pagliari (renziano), è indicativo. Non perché sia accaduto qualcosa: infatti non è accaduto niente (non sta scritto da nessuna parte che i presidenti di commissione li scelga Renzi, cioè null’altro che un privato cittadino iscritto al Pd, né che debbano essere espressione della maggioranza; e in ogni caso tal Torrisi lo era; e comunque è stato eletto dalla maggioranza della commissione).
Ma perché ormai basta un niente per mettere in pericolo il governo, cioè la tanto sbandierata “stabilità”, che poi non esiste manco quella: è rigor mortis. Figuriamoci che accadrebbe se nei prossimi mesi, al posto del nulla, succedesse qualcosa, un incidente qualsiasi: precipiteremmo alla fine anticipata della legislatura senza esservi preparati, con tutte le conseguenze sui famosi “mercati” che la scambierebbero per una catastrofe, mentre sarebbe un evento fisiologico e, a questo punto, anche auspicabile.
Tanto vale pilotare il suicidio assistito della legislatura in coma irreversibile, preparando i congiunti all’epilogo, prenotando le pompe funebri per una degna sepoltura e staccando finalmente la spina.
Cioè sciogliendo le Camere e fissando la data delle elezioni, possibilmente prima di metà settembre quando lorsignori arrafferanno il vitalizio.
Sappiamo bene che la parola “elezioni” suscita il terrore e semina il panico in tutti i palazzi dell’establishment italo-europeo, specie da quando gli elettori han preso a disattendere gli auspici del potere.
Siccome i 5Stelle sono in testa ai sondaggi e non fanno che crescere mentre gli altri calano, il Sistema s’illude che il rimedio sia rinviare il voto sine die sperando che “succeda qualcosa” o che qualcuno trovi finalmente la pietra filosofale: una legge elettorale che faccia perdere chi arriva primo e vincere il secondo o il terzo.
Consiglio da amici: levatevelo dalla testa. E fatevene una ragione: che sia tra qualche mese o fra un anno, votare si deve per forza.
E il fattore tempo non gioca a favore dell’establishment, anzi. Gli scandali giudiziari sui 5Stelle li han danneggiati per qualche settimana, poi si è scoperto che non erano ruberie e sono passati come l’acqua sul vetro, al contrario di quelli degli altri, sempre noiosamente implicati in storiacce di soldi, appalti, favori e familismi. Anche la polemica, peraltro sacrosanta, sul dilettantismo e l’incapacità della classe dirigente pentastellata non sposta voti, visto come ci hanno ridotti i politici professionisti e capaci.
Il discredito dei partiti è talmente alto che nemmeno l’eventuale scoperta che Grillo rapina le banche o che Casaleggio legge Moccia invertirebbe la tendenza. Siccome però in Italia non si tocca mai il fondo, perché poi si scava, un altro anno di agonia non può che sputtanare vieppiù una classe politica già abbastanza sputtanata. Più cresce la paura per la vittoria dei barbari, più gli altri si stringono in ammucchiate contro-natura e contro-decenza che mettono in fuga i rispettivi, eventuali elettori.
Avete presente il listone Pd-Ap (ultimo travestimento di Alfano) in Sicilia, con Totò Cuffaro in cabina di regia, e i voti di scambio Pd-FI per salvare Lotti&Minzo dalla decadenza? Ecco: sono solo gli antipasti. Seguiranno i primi, i secondi, i dessert e la frutta. Renzi, per non perdere altri voti, allargherà il fossato fra Pd e governo, che già fa poco, bloccandogli i provvedimenti necessari, cioè impopolari.
Intanto molti politici, sentendo prossima la fine e con essa la terrificante prospettiva di doversi cercare un lavoro, saranno istintivamente portati ad arraffare tutto quel che possono, finché sono in tempo. Il sottosegretario Rossi che va al derby con l’autoblu è solo una delle tante vittime della nostalgia preventiva dei privilegi di casta che stanno per sfumare.
Pensiamo poi a quanto ci costa un anno intero di campagna elettorale, con i barbari in fuga e i partiti disperati all’inseguimento: tutte le lobby, le clientele, le mafie che portano soldi e voti presenteranno il conto e andranno all’incasso prima delle urne, perché dopo potrebbe essere tardi: dunque andranno soddisfatte con appalti truccati, fondi a pioggia, nomine pilotate, assunzioni, favori e regalini in cambio di pacchetti di voti, tangenti, finanziamenti illeciti o leciti (tanto non fa più differenza: si gira la stecca alla “fondazione” di tizio e caio, ed è tutto coperto dalla privacy).
Le leggi-marchetta e le gare truccate, già oltre i livelli di guardia, si moltiplicheranno a livello comunale, regionale, parlamentare e governativo. Rai, Mediaset e giornaloni, come se già non facessero abbastanza, saranno precettati per un surplus di censure, servilismi e macchine del fango contro i nemici del regime. E la rara stampa libera che ancora denuncia gli scandali di tutti verrà silenziata con norme liberticide, tipo i bavagli alle intercettazioni, magari anche agli avvisi di garanzia e alle fake news (ultimo rifugio dei mascalzoni che, mentre denunciano quelle altrui, le usano a man bassa contro chi non piace a loro). Lorsignori si decidano: o ci mandano a votare presto, o aboliscono le elezioni.

SCUOLE PRIVATE
Anche nella legge di stabilità del 2016 Renzi ha dato alle scuole private 500 milioni, anzi nel 2016 ha dato loro 100 milioni in più. Era ovvio, visto che nella sua ascesa politica è partito sostenuto dalla Compagnia delle Opere, ma ciò è espressamente vietato dalla nostra Costituzione che dice chiaramente nell’art. 33: “Enti e privati hanno il diritto di costituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER RLO STATO.” Chi vuole la scuola privata, se la paghi! Dunque queste donazioni sono del tutto incostituzionali. Peccato che il Presidente della Repubblica, che ha l’obbligo di controllare la costituzionalità delle leggi, abbia da tempo abdicato a questo compito e stia lì lautamente pagato a fare la bella statuina. Ma i leghisti, quando vogliono attaccare gli extracomunitari, questo non lo dicono mai. Dicono invece che lo Stato toglie ai bambini disabili italiani o agli italiani senza casa per aiutare i migranti, quando con una equa distribuzione delle finanze e una giusta politica estera orientata alla pace e al dialogo, si potrebbero aiutare gli uni e gli altri. Gli stessi leghisti che tanto sbraitano contro gli stranieri poveri hanno votato per ladri di Stato, come Minzolini, a cui nessuno ha chiesto indietro i 65.000 euro rubati e a cui anzi con lo stesso voto della Lega il Senato ha dato altri 160.000 soldi nostri di stipendio abusivo, rubati dalle nostre tasche. Del resto i leghisti sono al primo posto per truffe e furti al denaro pubblico e non hanno alcun diritto di ergersi a difensori morali di qualcosa. E se abbiamo da 16 anni una legge pessima, totalmente inefficiente e priva della risorse per essere applicata come la Bossi Fini, che il fenomeno migratorio non è in grado né di regolarlo né di frenarlo, la colpa è solo loro, della loro incapacità e della loro visione nazista del mondo. E anche dei governi successivi che non hanno nemmeno tentato di migliorare le cose e si sono tenuti tutto il peggio dei governi di Bossi-Berlusconi aggiungendosi del loro.

IVREA, CONVEGNO DEI 5STELLE SU VISIONI DI FUTURO
Nicola Morra
Se domani andiamo ad Ivrea, ove Adriano Olivetti ha realizzato un’utopia straordinaria, un motivo ci sarà, e questo motivo ce l’ha ricordato Gianroberto, insieme a Beppe: rendere i sogni, le visioni, REALTA’. Non gli interessi, le invidie, le gelosie, i gretti vantaggi dei singoli o delle categorie. Bensì i PRINCIPI ed i VALORI della comunità, l’INTELLIGENZA COLLETTIVA, la GIUSTIZIA e la CONOSCENZA per tutti coloro che vogliano provarci.
Oggi siamo ancor più di ieri sulla strada giusta per cancellare le meschinità dei partiti, le autodichie, i privilegi, i voti segreti, sostituendole con il rispetto per il bene comune, con l’attenzione per chi sta peggio di noi.
A voi una quotidianità che riposa sul banale perpetuarsi di quanto era, a noi la sfida di costruire il futuro, imparando da Ivrea. A voi il Lingotto, la Leopolda, Arcore e le cene eleganti, a noi la comunità in cui nessuno deve essere lasciato solo.

IFQ
M5S, da Grillo a Di Maio alle sindache Raggi e Appendino: all’evento di Casaleggio la politica resta spettatrice.
Ivrea, tra elettori di Renzi e super-esperti mandati dalle aziende: parte l’operazione credibilità dei 5 stelle.
Lo schema Casaleggio riprende l’eredità del padre. I delegati delle aziende: “Qui per capire cosa vogliono”. Da Grillo a Di Maio: per una volta i politici in platea. “Per loro è una botta di autorevolezza”.
Laura ha trentadue anni e lavora per una grande multinazionale di cui vieta di fare il nome. La pausa pranzo è finita da dieci minuti e osserva l’auditorium dell’evento in memoria di Gianroberto Casaleggio da dietro la tenda mentre sorseggia un caffè. “Li hai visti? Se non lo sapessimo che sono grillini non ci potremmo credere. Tutti, da Beppe Grillo ai parlamentari, seduti composti e in silenzio che ascoltano gente come il ceo di Google”. Scoppia a ridere. “Io vengo da ambienti Pd e oggi l’ho detto ai miei amici: voi state ancora a litigare sul congresso mentre questi si incontrano per parlare di cosa vogliono fare ne prossimi 30 anni”. Quando il figlio del cofondatore M5s Davide, qualche settimana fa, ha presentato il convegno Sum01 “Capire il futuro” di Ivrea, il mondo della politica si è immaginato i soliti comizi, le bandiere e i banchetti. Intanto aziende e osservatori internazionali li hanno presi sul serio. La platea ne è la prova: dietro le fila di eletti M5s (nazionali, regionali e comunali) che ascoltano in silenzio ci sono decine di insospettabili venuti a vedere se Grillo e i suoi fanno sul serio. Professori universitari, imprenditori, responsabili di relazioni internazionali e lobbisti: non parlano con i giornalisti, stanno in disparte e chiedono l’anonimato perché a Ivrea sono venuti per lavoro e non vogliono essere associati al Movimento. La maggior parte neppure li vota, ma sono qui per “farsi un’idea”.
“Io sono occhi e orecchie della mia azienda”, dice Michele, impiegato di un’azienda che si occupa di comunicazione e che opera tra Roma e Milano. “I capi mi hanno mandato apposta per raccogliere informazioni perché sappiamo che il Movimento potrebbe avere sempre più potere in futuro”. La prima reazione è stata la sorpresa: “Ho notato che ci sono molti attivisti, ma non hanno spazio di parola e sono in platea ad ascoltare come gli altri. E’ una bella botta per dare un’immagine di autorevolezza: parlano gli esperti e gli altri in silenzio. Perfino Grillo sta ad ascoltare”. La formula studiata nei dettagli da Davide Casaleggio ha avuto un effetto: dare, forse per la prima volta, un’immagine di professionalità all’esterno. “E’ un’operazione intelligente: intanto hanno scelto la figura di Olivetti, un uomo che è un pezzo della storia di Italia e che ancora sa emozionare. E poi hanno affidato tutto a una associazione privata che fa una riflessione su temi con validi speaker. Il livello è alto e non è un caso che io e altri colleghi siamo stati spediti qui a raccogliere informazioni”. Michele di sé non vuole parlare, al massimo si lascia scappare che con i 5 stelle non ha mai avuto a che fare: “Io ho votato e apprezzato Matteo Renzi. Ma oserei dire che voleva fare proprio questo: aprire le discussioni sui concetti tenendo giù dal palco la politica. Poi si è perso per strada. Ora bisogna vedere cosa succederà: riusciranno i grillini a capitalizzare questo lavoro?”.
A fare la differenza sono stati anche i relatori: non solo il ceo di Google Fabio Vaccarono, ma anche il vicedirettore dell’Istituto italiano di tecnologia, il sociologo Domenico De Masi, l’esperto di internet Luca Santoro. Nomi che nel loro settore sono comunque riconosciuti e ascoltati. Il clima è da convegno di settore: maxi schermo, video che scandiscono gli interventi e luce soffusa. Unico strappo alla sobrietà: all’ingresso pile di fogli con le massime di Casaleggio da “la rete è politica allo stato puro” a “il sapere è il mezzo che ti permette di misurare le cose”. Max Ramaciotti, è un imprenditore di un’azienda che si occupa di system integrator e a Ivrea è venuto spinto dalla curiosità: “La verità è che, soprattutto su temi tecnologici, non c’è nessun altro in Italia che lo affronta come lo fanno i 5 stelle. C’è una grande miopia: ad esempio la robotizzazione del lavoro e l’economia digitale. Io per lavoro giro il mondo e sono questi i concetti su cui l’Italia deve migliorare. Quali altri partiti se ne stanno occupando? Che io sappia nessuno”. I grillini hanno passato tutta la prima parte della mattinata a ribadire che Ivrea non è la Leopolda M5s, ma bastano poche ore per capire la differenza. I politici non salgono mai sul palco e si cerca di parlare a una società civile di esperti e tecnici non per forza legati all’attività parlamentare. Si sforzano di lavorare su una visione, di immaginare il futuro come da programma. Tanto che al massimo potrebbero rievocare la kermesse dell’ex premier Pd Enrico Letta “Vedrò”, quella che voleva immaginarsi l’Italia da qui a 30 anni e che dopo qualche anno è finita in niente.
Tra chi resta in disparte a osservare c’è un professore universitario, e anche lui chiede di restare anonimo: “Noto”, dice, “un nuovo modo di fare discussione politica o forse un vecchio modo adattato ai tempi di oggi. Bisogna riconoscere che stanno portando innovazioni non solo nel contenuto, ma anche nel metodo della costruzione politica”. Il docente dice che è solo un primo passo, ma non basta. “La sfida sarà trasformarlo in consenso elettorale e cambiamento politico. In quattro anni sono cresciuti molto e si stanno preparando ad affrontare una sfida di governo. La verità è che gli altri partiti hanno un deficit di capacità di visione anche se hanno classi dirigenti più consolidate e metodi di decisione politica più snelli. Gli altri hanno schemi novecenteschi che non funzionano più”. Anche i grillini sulla visione erano sempre stati deboli, tanto che molti dei dissidenti andati via sbattendo la porta lo avevano ribadito più volte. “Piano piano arriviamo anche noi”, ribattono oggi dai piani alti M5s.
FattoQuotidiano.it
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A Ivrea si discuteva del futuro dell’Italia e del mondo
Alla Leopolda non sono riusciti nemmeno a discutere del futuro di Renzi

BOCCIATA L’ABOLIZIONE DELLA PENSIONE PRIVILEGIATA DEI PARLAMENTARI
M5S
Quello che è avvenuto nell’Ufficio di Presidenza della Camera è di una gravità inaudita. Il Pd e la maggioranza, con un vero e proprio blitz, hanno bocciato la nostra delibera che propone l’abolizione della pensione privilegiata dei parlamentari, quella che scatterà il 15 settembre 2017. E’ una pensione privilegiata perché ai parlamentari basta stare su una poltrona 4 anni, sei mesi e un giorno per andare in pensione a 65 anni, addirittura 60 anni se fanno un secondo mandato, e poi possono anche smettere di lavorare per il resto della loro vita.
Ecco spiegato il trucchetto della supercazzola approvata ieri dal Pd alla Camera, e che naturalmente su Repubblica nessuno spiega: agli ex parlamentari che percepiscono un vitalizio pari a 70mila euro l’anno non tolgono nemmeno un centesimo; a quelli che prendono da 70 mila a 80mila euro di vitalizio all’anno, tagliano il 10% ma non del totale – come furbescamente vogliono farci credere il PD e i titoloni di Repubblica -, ma dell’eccedenza rispetto ai 70mila euro! Cioè se un parlamentare prende 71 mila euro il 10% si applica sulle 1000 euro cioè 100 euro. Cioè un taglio dello 0,14%. Una vergogna, una indecenza assoluta. Tradotto: chi prende un vitalizio d’oro, continuerà a prenderà anche oltre il 99% di ciò che prendeva fino a ieri.
E attenzione: questo sarà solo per tre anni. Poi ritorneranno a prendere esattamente come prima. Blog BG

M5S
Repubblica continua con un giornalismo vergognoso. Chi stamattina ha aperto Repubblica ha letto dai titoli una fake news indecente e cioè che il Pd ha tagliato dal 10% al 40% i vitalizi dei parlamentari. Come no! Il giornale di De Benedetti ormai non ha più alcuna decenza.
Ecco spiegato il trucchetto della supercazzola approvata ieri dal Pd alla Camera, e che naturalmente su Repubblica nessuno spiega: agli ex parlamentari che percepiscono un vitalizio pari a 70mila euro l’anno non tolgono nemmeno un centesimo; a quelli che prendono da 70 mila a 80mila euro di vitalizio all’anno, tagliano il 10% ma non del totale – come furbescamente vogliono farci credere il PD e i titoloni di Repubblica -, ma dell’eccedenza rispetto ai 70mila euro! Cioè se un parlamentare prende 71 mila euro il 10% si applica sulle 1000 euro cioè 100 euro. Cioè un taglio dello 0,14%. Una vergogna, una indecenza assoluta. Tradotto: chi prende un vitalizio d’oro, continuerà a prenderà anche oltre il 99% di ciò che prendeva fino a ieri.
E attenzione: questo sarà solo per tre anni. Poi ritorneranno a prendere esattamente come prima.
Intanto chi ha scritto e si è votato questa delibera, PD e compagnia cantando, a settembre si prenderà la sua pensione, dopo 4 anni e 6 mesi su una poltrona, mentre i lavoratori italiani, grazie alla Legge Fornero, in pensione ci andranno dopo 40 anni di contributi.
Questa è la supercazzola PD’, quella che Repubblica chiama ‘riforma’.
Noi questa vergogna dei vitalizi vogliamo abolirla del tutto e lo faremo quando andremo al governo.

ARRESTI A BOLOGNA
Max Bugani
Bologna: 45 persone denunciate, 23 per abuso d’ufficio, 11 per corruzione e 3 per peculato. Una persona, invece, è stata arrestata. Ahi ahi ahi Bologna! Qualche nodo inizia a venire al pettine. L’impero scricchiola.
Appalti pubblici irregolari, truffe alla sanità e danni all’erario per diversi milioni di euro sono stati scoperti, nel 2016, dalla Guardia di Finanza di Bologna. In particolare: appalti pubblici irregolari per oltre 3 milioni di euro per cui sono state denunciate 8 persone. Altre 45 hanno subito una denuncia per reati o illeciti contro la pubblica amministrazione nell’ambito di 63 indagini e di 18 interventi conclusi nel 2016. Sui 45 denunciati, 23 per abuso d’ufficio, 11 per corruzione e tre per peculato. Una persona, invece, è stata arrestata. E’ solo uno dei paragrafi del capitolo del report 2016 della Gdf bolognese, dedicato al contrasto alle truffe sui fondi pubblici e all’illegalita’ nella pubblica amministrazione. Le Fiamme gialle, in questo ambito, grazie a 58 accertamenti svolti su delega della Corte dei conti, hanno segnalato sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici “che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per più di 211 milioni di euro”. E qui sono 58 i soggetti segnalati alla magistratura contabile per connesse ipotesi di responsabilità erariale. Sono stati scoperti anche casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per oltre 4 milioni di euro, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 25 persone.
Ma c’e’ un altro settore pubblico fonte di truffe e illeciti sul quale le Fiamme gialle hanno trovato riscontro, quello sanitario: la Finanza, sempre nel territorio bolognese, ha infatti individuato truffe nel settore previdenziale e al Sistema sanitario nazionale per circa 2,2 milioni di euro, con la denuncia di 6 soggetti.

La Germania sotto inchiesta perché ESPORTA TROPPO. E per forza, per quel che pagano la mano d’opera!!!
La Germania ha 82 milioni di abitanti.
L’Italia ha 60 milioni di abitanti.
In Germania ci sono 691 parlamentari (0,8 ogni 100.000 abitanti)
In Italia ci sono 945 parlamentari (1,6 ogni 100.000 abitanti)
In Germania, un parlamentare prende 12.000 euri/mese
In Italia, un parlamentare, prende 17.000 euri/mese
In Germania ci sono 289 poliziotti ogni 100.000 abitanti.
In Italia ci sono 467 poliziotti ogni 100.000 abitanti.
In Germania, il capo della polizia, guadagna 130.000 euri/anno.
In Italia, il capo della polizia guadagnava 621.257 euri/anno.
In Germania ci sono 54.000 auto blu. TUTTE DI MARCA TEDESCA.
In Italia ci sono 600.000 auto blu. TUTTE DI MARCA TEDESCA.
IN GERMANIA, UNA PENSIONE DA 22.000 EURI/ANNO, NE PAGA 39 DI TASSE.
IN ITAGLIA UNA PENSIONE DA 22.000 EURI/ANNO, NE PAGA 5.500 DI TASSE.
IN GERMANIA, UN OPERAIO GUADAGNA 32.000 EURI/ANNO.
IN ITALIA, UN OPERAIO, GUADAGNA 22.000 EURI/ANNO, LORDI.

Post di Antonio Giusti

LUIGI DI MAIO
Renzi sta svalvolando. Non ha neppure rispetto per le vittime di Londra che strumentalizza per nascondere il fatto che il Pd non ha parificato la pensione dei parlamentari a quella dei comuni cittadini e che hanno votato per dare 212 milioni di euro di vitalizi. Accusa di violenza noi che denunciamo le porcate che fanno, mentre loro hanno violato lo Stato di diritto per:
– salvare il Ministro Lotti indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’inchiesta per corruzione in Consip
– salvare dalla decadenza automatica ed immediata dalla carica di Senatore Minzolini condannato in via definitiva per peculato ed interdetto dai pubblici uffici
– salvare Alfano dalle indagini parlamentari sul caso del sequestro – rapimento della Shalabayeva e di sua figlia
– salvare dal processo penale per calunnia il Senatore Albertini per fatti commessi prima della carica pubblica e dunque con effetto retroattivo
– salvare Azzollini accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere dalla richiesta d’arresto della Procura della Repubblica
– promuovere e nominare a Finmeccanica il banchiere Profumo, imputato per usura e indagato per falso in bilancio
– salvare dalle intercettazioni informatiche – ambientali dei magistrati inquirenti tutti coloro che si rendono responsabili di reati di corruzione, truffa e peculato ai danni dello Stato
– salvare tutti i vitalizi e i privilegi dei parlamentari che potranno andare in pensione dopo soli 4 anni 6 mesi e 1 giorni a anche a 60 anni a partire dal prossimo 16 settembre
Il M5S li manderà a casa con la forza della democrazia. Ci vediamo alle urne.
Ps: Bob che fine ha fatto?

DA RIDERE
DOPO GRILLO CHE BEVE L’ACQUA DEL RUBINETTO, CONTRIBUENDO IL FALLIMENTO DELLE ACQUE MINERALI, UN ALTRO SCANDALO ATTANAGLIA L’ITALIA
Claudio Khaled Ser: “NUOVO SCANDALO IN CAMPIDOGLIO.
Roma sempre più nel caos…… la Sindaca Virginia Raggi ha saltato l’appuntamento con la parrucchiera. Lo rivela un servizio esclusivo della CNN che ha reso note le intercettazioni telefoniche tra la Prima Cittadina e la Sig.ra Deborah sua “coiffeuse” di fiducia. L’Associazione Bigodini e Tinte ha rivolto un’interpellanza al Consiglio Comunale e alla Santa Sede. Pare che non sia la prima volta che la Raggi si fa lo shampoo in casa, contribuendo in tal modo alla disoccupazione romana. Domani su la7 tutti i retroscena del fatto.
Ospite l’opinionista Malgioglio.”
(ospiti giudicanti le tre furie: Lilly Gruber, Myrta Merlin e Alessandra Moretti)

Bruno p: PARTITI
La parola ha un doppio significato,nella prima accezione significa andati, finiti, nella seconda si riferisce ad un agglomerato politico antico ormai ostile alla democrazia che rappresenta solo il potere di se stesso.
Entrambi i significati danno una idea di cosa siano diventati i vecchi comitati elettorali che hanno completamente escluso la partecipazione dei cittadini dalla vita politica.
Diventata una moda nei decenni precedenti, oggi fondare un partito è una autentica buffonata, una ammissione di colpa e di fallimento verso gli elettori perché non basta un nome o una sigla diversa per distinguersi dagli altri ma è la storia e la finalità che ne denotano le caratteristiche.
Chiunque oggi fondi un partito non può essere un Beppe Grillo, non serve chiamarlo neanche movimento per dargli un aria diversa. In realtà non c’è alcuna propensione da parte dei capi di coinvolgere gli elettori nei programmi ed è così che il partito diventa un semplice gruppo di appartenenza e perde ogni sua antica funzione.
Che non ci sia più un anima popolare al Parlamento è ormai un fatto oggettivo e dopo tre governi non eletti e autentici colpi bassi perpetrati ai danni della nazione ci ritroviamo in pessime condizioni economiche con una corruzione sfrenata che ci colpisce al fianco ed una provata incapacità da parte della classe decisionale.
Invece di scervellarci per cercare di dare una collocazione ideologica al M5S non sarebbe più utile cercare di imitarlo visto che tutto sommato è forse l’unica vera novità in questi anni di clientelismo e di politica inconcludente?
In fondo il M5S invoca la partecipazione popolare, combatte il voto di scambio e il demerito, vuole abolire i privilegi della casta, si schiera per l’ambiente e le economie locali e cerca di dare un senso alla povertà.
La domanda piuttosto sarebbe un’altra:ci si vuole davvero impegnare politicamente o basta appartenere a un partito per cambiare le cose?

LA MUCCA E IL GRILLO
Marco Travaglio
Può darsi che le parole di Bersani – meglio dialogare con i 5Stelle che con B., Verdini e Alfano – siano la classica rondine che non fa primavera, anche se arrivano con l’equinozio. Può darsi che le prossime elezioni le vincano il csx o il cdx con la legge elettorale anti-5Stelle che i loro fattucchieri stanno architettando nelle viscere del vulcano tra alambicchi e serpentine, e che dunque il problema del “che fare” con un eventuale incarico a Di Maio a caccia di voti per il suo governo di minoranza non si ponga mai. O può darsi che i 5Stelle arrivino primi, ma rifiutino di guardare tanto a dx quanto a sx, rinserrati nel solito isolamento dorato (Io. Travaglio, ma che dici?) e passando la mano al secondo 2° per lucrare sull’inciucione Renzi-B, già pronto da tempo. Ma ogni tanto la politica riserva sorprese. Dunque è anche possibile che i 5Stelle arrivino primi, ricevano l’incarico di formare il governo e inizino a guardarsi intorno alla ricerca dei seggi mancanti per la fiducia. Oggi dicono che presenteranno la squadra e il programma, poi chi ci sta ci sta. Ma è solo propaganda. Intanto c’è il precedente di Napolitano che, proprio con Bersani segretario Pd, gli conferì un mandato soltanto “esplorativo”: per l’incarico pieno pretese la lista dei deputati e Senatori che gli avrebbero votato la fiducia, lista che – come lui sperava – non arrivò mai. Infatti Bersani non voleva governare con i 5Stelle, sennò avrebbe tentato di concordare con loro il programma e i ministri oltre al nome del premier (il suo Pd aveva preso gli stessi voti del M5S). Chiedeva semplicemente ai 5Stelle una fiducia tecnica “per cominciare” o una non-sfiducia modello Andreotti con un certo numero di astensioni e/o di uscire dall’aula del Senato per abbassare il quorum di maggioranza. Proposta indecente e infatti respinta.
La scena si ripeterebbe tale e quale dopo l’eventuale incarico a Di Maio. Il quale, se i 5Stelle prendessero più voti di tutti, dovrebbe concordare prima con qualcuno degli altri partiti, se non la lista dei ministri, almeno il programma. Ed è evidente che dovrebbe scegliere se farlo con la nuova sx (sempreché Mdp, SI, Possibile e Pisapia si mettano insieme) o con la nuova dx di Salvini & Meloni. Sempreché, si capisce, sia la nuova sx sia la nuova dx fossero disponibili a parlare con lui. Salvini ha già detto di sì, ma Grillo ha sempre rifiutato qualsiasi contatto: sia perché la Lega è una diretta concorrente, sia perché i punti in comune sono molto più scarsi di quel che si racconta in giro. Bersani dice a sua volta di sì, ma non è detto che la sua idea sui 5Stelle “argine al populismo e alla dx”, “centristi arrabbiati con cui la sx deve dialogare”, sia condivisa da Pisapia & C. Il reddito di cittadinanza, che per i 5Stelle è molto più centrale delle scelte sull’Europa e sull’euro, anche perché riguarda la vita di milioni di persone, è un’idea tipica delle sinistre tradizionali, che però hanno tradito la loro missione spalancando praterie a Grillo. Quanto all’immigrazione, i 5Stelle non dicono nulla di diverso da quel che han detto (e purtroppo non fatto) i governi Pd: accogliere i rifugiati e respingere gli irregolari, cioè rispettare la legge. Basta poi guardare i sondaggi e le consultazioni sul blog, dalle Quirinarie (Gabanelli, Strada, Rodotà, Zagrebelsky, Caselli, Fo, Prodi…) al voto sul reato di clandestinità (da abolire), per comprendere che la base grillina è molto più vicina ai valori della sx tradita (ambientalismo, lotta alle mafie e alla corruzione, legalità, beni comuni, protezione sociale, pacifismo) che a quelli della nuova dx. La stessa sindaca Raggi, accusata di essere “di dx”, ha sempre votato dall’altra parte e ha formato a Roma la giunta più di sx che si sia mai vista negli ultimi 20 anni in una metropoli d’Italia.
Non solo: anche nella prossima legislatura, la gran parte dei parlamentari 5Stelle verranno dal loro bacino elettorale più nutrito: quello del Centro-Sud. Chiedere i voti (determinanti) alla Lega per governare significherebbe guadagnare qualche decina di seggi esterni, ma perderne almeno altrettanti interni. Senza contare gli elettori che fuggirebbero inorriditi alla vista del duo Di Maio-Salvini. Invece il Bersani 2.0, non più blairiano, liberalizzatore, vicino alle banche e alle grandi imprese, ma riconvertito alle nuove esigenze dei ceti rasi al suolo dalla crisi (la famosa mucca nel corridoio che bussa alla porta), sarebbe senz’altro meno detestato dalla base penta stellata (Io. Travaglio, ma che cavolate dici??) . Anche perché rappresenterebbe una forza politica molto più piccola e meno concorrenziale e minacciosa. Ma il problema è proprio questo: quanto piccola? Se la nuova sx non troverà presto un leader e una fisionomia accattivanti, supererebbe forse lo sbarramento del 3% alla Camera, ma non quello dell’8 al Senato. Dunque, anche se il dialogo col M5S andasse in porto (io: Ma quando mai???) , i suoi voti non basterebbero a fare maggioranza. In ogni caso, tutti questi “se” e “ma” lasceranno il tempo che trovano fino alla sera delle elezioni: prima, nessuno avrà interesse a scoprire le carte per non regalare voti agli avversari.
Una cosa però, se davvero fossero interessati almeno a provarci, i 5Stelle e la nuova sx potrebbero fare subito, di qui alle elezioni: scrivere programmi seri, realistici e almeno in parte compatibili (io Ma figuriamoci!! Travaglio tu della sx non hai capito nulla). E smussare le rispettive proposte dalle punte più impraticabili, velleitarie e ideologiche. Quando, prima del voto, si parla chiaro agli elettori, promettendo poche cose realizzabili e innovative con un approccio laico e pragmatico, c’è pure il caso che, dopo il voto, gli avversari più vicini o meno lontani riescano a comunicare. Persino la mucca e il grillo.
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Mi dispiace ma il Travaglio di questa mattina, venerdì 24 marzo con le sue ipotesi surreali su possibili alleanze tra M5S e Bersani o tra M5S e DP, non mi è piaciuto per niente. A’ Trava, m’hai deluso, ma tu del M5S non hai capito proprio nulla!!!!
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