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Tuesday June 27th 2017

MASADA n° 1843 8-4-2017 MONDO CAIMANO

MASADA n° 1843 8-4-2017 MONDO CAIMANO
Blog di Viviana Vivarelli

(Quadri di Jacek Yerka, nome d’arte di Jacek Kowalski,pittore e illustratore polacco, la cui produzione artistica può essere ricondotta ad alcuni temi del surrealismo e, per sua affermazione, della pittura fiamminga di Hieronymus Bosch, Pieter Bruegel, Jan van Eyck e Hugo van der Goes. I suoi soggetti, per quanto sempre caratterizzati da uno studio molto scrupoloso e realistico del dettaglio, riproducono scene nel complesso fantastiche ed oniriche, dove elementi familiari si trasfigurano in paesaggi e creature fantastiche.)

Siria, operazioni militari sotto false bandiere – Miserie italiche: le truffe della Madia – Davide Casaleggio in tv – Tranvate al Pd -– La domanda idiota: con chi si allea il M5S? – Lo scusario politico – Su Minzolini e altre illegalità italiane – La solitudine del numero primo – Virgina Raggi va avanti col suo programma – La sx perduta – Non interviste ma interrogatori, tre contro uno – Il Pd vuole attaccare le pensioni di reversibilità – Sparare a chi? – Buzzi racconta – E’ morto Giovanni Sartori

Essere un uomo vero è una missione e un impegno che dura tutta la vita.
La libertà è un’aspirazione di uomini veri che tanti uomini artificiali o storti o disumani o dementi o nati servi non hanno affatto. Il protone annichilisce se incontra l’antineutrone. Così il malvagio odia chi è buono perché è il suo opposto e incontrarlo mette a dura prova la sua identità
. (Viviana)
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Viviana Vivarelli

Finora su ciò che accadeva in Medio Oriente ci hanno raccontato solo delle gran balle, dalle menzogne sulla guerra del Golfo dove gli americani vendevano armi anche all’esercito iracheno, alla falsa fialetta di antrace agitata da Colin Powell, dalla guerra ad Al Qaeda armato e addxto anche dagli americani, alle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddham..Sarebbe da sciocchi credere oggi alle armi chimiche di Assad, dopo che tutte le armi chimiche siriane sono state distrutte. Oggi l’America diffonde sdegno dicendo che non è tollerabile che si usino armi chimiche e che chi lo fa deve essere fermato in ogni modo. Ma un buco nero oscura la distruzione di Nassirya, rasa al suolo nel silenzio complice degli Stati, dove le armi chimiche americane uccisero 300.000 persone straziandole orrendamente. Si tace su quello che non giova agli americani. Si finge di ignorare quello che non giova ai russi. Si eccita la commozione popolare con le stragi dei bambini, che da 14 anni continuano a morire orrendamente, dimenticati, nei villaggi, nelle città, negli ospedali, in una guerra infinita che ripaga solo i fabbricanti di armi. E a questa guerra infinita la ‘pacifica’ Europa è finora intervenuta con la sua cordata di armati, in campagne inutili di inutili ‘alleati’, che hanno solo diffuso altro odio e altre stragi, mentre i ‘signori del mondo’ si riuniscono nei loro inutili convegni incapaci di fermare quelle stesse guerre che hanno fomentato, rivestendole di falsa propaganda, falsi appelli agli aiuti, false parole di democrazia, falsi intenti di pacificazione del mondo. In fondo ogni guerra altro non è che una finzione con cui il potere e il mercato rivestono i propri interessi, spingendo i popoli a credere più vero ciò che fa loro più comodo.

STEFANO RAGUSA
Ho dei problemi a far capire il significato di ‘False Flag’ in Siria. False flag non è un evento falso. È un’operazione segreta militare sotto falsa bandiera per addossarne all’avversario le colpe. I civili morti per causa di armi chimiche sono veri. Assad che usa armi chimiche è falso. Assad ha distrutto tutto il suo arsenale chimico nel 2013-14 come da accordi tra Stati Uniti e Russia con la supervisione dell’ONU. Le foto che circolano sui soccorritori a contatto di civili colpiti, con mascherine, ma senza guanti, non dicono che è una finzione, ma che quel tipo di Sarin, è prodotto artigianalmente dai ribelli e non ustiona al contatto con la pelle grazie a un particolare tipo di precursore chimico che ne è anche la “firma” riguardo la sua provenienza. quel tipo di Sarin viene dai depositi di Gheddafi ed è esattamente lo stesso usato per compiere una identica false flag, sempre dagli stati Uniti nel 2013, sempre in Siria, a Damasco. Quel tipo di gas, è anche la causa di un’altra operazione di depistaggio, con la quale Hillary Clinton, colpevole di aver dato il Sarin di Gheddafi ai ribelli Siriani, via Turchia, fece uccidere l’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, testimone del fatto.
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Attacco USA alla Siria. Calma e sangue freddo, le cose non sono mai come appaiono
Claudio Martinotti Doria

Ho letto decine di articoli e report on line, soprattutto di siti di geopolitica e blogger affidabili e molto ben informati, li ho letti soprattutto dopo l’attacco missilistico americano alla base siriana (alle 03.45 ora italiana, un cacciatorpediniere della marina USA ha lanciato 59 missili Tomahawk sulla base militare siriana di Shayrat), e mi sono formato l’opinione che siano solo rappresentazioni simboliche e messaggi criptici tra addetti ai lavori, cui i media fanno pedissequamente da cassa di risonanza, perché da sempre asserviti al sistema di potere, per influenzare, manipolare e confondere l’opinione pubblica.
Ciò che conta è che coloro che cui sono destinati e sono in grado di decodificare i messaggi li sappiano interpretare correttamente e rispondano ripristinando un equilibrio nel gioco dei poteri, che ormai sono frazionati, eterogenei e mutevoli, spesso conflittuali nell’ambito di uno stesso stato sovrano.
In sintesi le cose non sono mai come appaiono.
Ad es. occorre sapere che nel 2013 quando in Siria si era vicini ad un intervento armato di terra americano e dei loro succubi (qualcuno li definisce ancora alleati), dopo la false flag dell’attacco chimico alla popolazione inerme ed i vari falsi bombardamenti agli ospedali siriani, attribuito all’unanimità mediatica al Presidente siriano Bashar al-Assad, grazie all’intervento diplomatico russo si raggiunse l’accordo di smantellare le armi chimiche in possesso all’esercito siriano, per cui la Siria non possiede più armi chimiche da anni. Quindi il recente uso di tali armi a Idlib che ha causato la morte di diversi bambini è probabilmente una flase flag (come riferito dal Senatore libertario USA Ron Paul, che ha rivelato, come tutti i giornalisti seri dovrebbero sapere, che le armi chimiche ai gruppi siriani ribelli ed ai mercenari del sedicente stato islamico li ha forniti la Clinton durante il suo mandato sotto la presidenza Obama), oppure si tratta di un incidente, nel senso che è stato bombardato un deposito dei ribelli e guerriglieri islamici che conteneva armi e/o prodotti chimici (forniti loro dagli USA) e nell’esplosione si sono liberate sostanze tossiche che si sono riversate sulla popolazione inerme.
Occorre altresì sapere che Trump aveva preavvisato i russi dell’imminente attacco missilistico alla base militare siriana, proprio per evitare che vi fossero vittime russe, evitando di far incazzare i russi con il conseguente rischio di rappresaglie. Anche se Trump ha sbagliato a non informare anche il Presidente cinese Xi Jinping con cui era a cena, perché per la cultura asiatica (e non solo) è un gravissimo sgarbo far fare loro (ai politici potenti) una brutta figura da disinformati e poco considerati, è un’umiliazione che si legheranno al dito, ennesimo errore politico diplomatico di Trump, dovuto alla sua sprovvedutezza in materia. Incompetenza inevitabile, dovuta preminentemente al fatto che, per le pressioni ricevute dai potentissimi neocons, ha dovuto liberarsi di molti consulenti e consiglieri del suo staff inizialmente da lui nominati, ed è ormai sempre più ridotto e circondato da parassiti incompetenti (il principale è il genero) e dai loro accoliti, vissuti negli agi, nel lusso e nell’autoreferenzialità (laureatisi grazie alle ricche donazioni famigliari alle più prestigiose università americane) e privi di esperienza e cultura specifica e con la supponenza autoritaria di coloro che non si documentano e non accettano consigli preziosi per non apparire deboli ed inadeguati alle responsabilità assunte. In tal modo finiscono per compiere errori, anche grossolani, perché si crea un circolo vizioso, catalizzando nel proprio entourage prevalentemente cortigiani ossequiosi ed escludendo coloro che saprebbero ben consigliare e controbilanciare con valutazioni più appropriate alle circostanze, che consentirebbero di prendere decisioni più avvedute.
Concludendo, se è vero che gli eventi pare stiano precipitando ed il ritmo con cui avvengono si fa sempre più serrato e minaccioso, e pur vero che la distribuzione dei poteri e delle forze in gioco è tale che nessuno di loro (Israele in testa, che rimane uno dei principali manovratori, sia direttamente che indirettamente) può permettersi eccessivi azzardi e pericolose proiezioni, limitandosi perlopiù a sondare l’avversario di turno, con una serie di mosse o bluff (come nel gioco degli scacchi), ma senza alcun intento veramente distruttivo e soprattutto autodistruttivo, essendo consapevoli di come alcune scelte possano rivelarsi infelici e ritorcersi contro drammaticamente.
Con questo non affermo ottimisticamente che sia escluso il rischio di una guerra imminente, ma che non deflagrerà oltre i limiti regionali, come temuto da molti che temono si scateni la terza guerra mondiale e possa degenerare in un conflitto nucleare. Quantomeno non ora.
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Più e grossa la bugia è più il popolo vi crederà” (Hitler)

Viviana
Nessuno fermerà Assad, e l’ipocrita e inetta Europa meno di tutti. Gli lasceranno radere al suolo la Siria contribuendo alla sua distruzione. C’è un solo modo per bloccare un tiranno: bloccare i suoi conti in banca. Lo avrebbero potuto fare con Gheddafi, ma sui soldi sono tutti alleati. Sanno che se colpissero qualcuno sul bottino, potrebbero essere a loro volta colpiti. Continueranno a fare i loro inutili convegni internazionali. Avete mai visto che un G8 o G20 abbia bloccato una sola guerra? Avete mai visto che un solo convegno di padroni del mondo sia servito a migliorare la vita di un solo popolo? La guerra non è la continuazione della politica con le armi, è l’unica politica che conoscono perché hanno sostituito l’economia con la guerra. La guerra fa comodo a tutti, persino agli sporchi affari dell’Italia, quelli che Pd, Fi e Lega hanno sempre continuato a sostenere e votare, quelli che con Renzi hanno voluto il 23% di aumento delle spese in armi, quelli che ora fomentano la paura della gente e spingono perché tutti si comprino un’arma privata e si difendano da soli. Il M5S è stata l’unica forza di 70 anni di Repubblica a chiedere a gran forza neutralità e disarmo, ma i media non l’hanno nemmeno notato, tutti intenti come sono a sparlare di 5stelle su inezie e ad appoggiare le perversioni dei potenti, quelli stessi che vendono armi ai due eserciti contendenti, ai terroristi, come ai dittatori, come ai resistenti, quelli stessi che si arricchiscono con le 50 guerre ancora attive, quelli stessi che ora intendono aumentare il loro già grasso business delle armi implementandolo col lauto mercato delle armi leggere per la sicurezza privata, col duplice intento di decentrare anche l’opinione pubblica dall’assenza di tutele pubbliche, di leggi certe, di processi brevi, di certezza della giustizia. Si fa del terrorismo e si spinge al fai da te da Far West, per non far vedere che lo Stato per difendere la propria impunità butta allo sbaraglio cittadini e nazioni.

TRUFFE ALL’ITALIANA: LA MADIA
Viviana
Dopo la tesi copiata e gli articoli bufala, la Madia ha anche millantato un esperimento fatto a Tilburg, dove nessuno l’ha mai vista. Forse anche il fidanzamento col figlio di Napolitano che l’ha portata in volo dallo studentato al Ministero era una bufala. In realtà gli faceva le corna con Matteo Renzi.
Del resto anche Renzi ha copiato il suo programma dal piano della P2 di Gelli ma non l’ha citato nemmeno nella bibliografia. Ora salta fuori un’altra studentessa che affiancava la Madia e sembra che esperimento e tesi siano state copiate dai suoi lavori. Peccato che non fosse la fidanzata di Giulio Napolitano! Il Ministro della Pubblica Amministrazione poteva essere lei! Prima i leader pubblici si facevamo scrivere i discorsi dai ghost writer, ora le Ministre si fanno scrivere le tesi di laurea dalle amiche. Infine Renzi per 400.000 euro si fa fare la campagna per il SI’ da Messina, guru di Obama. Ma uno che sappia scrivere tre parole in croce da solo non c’è?
Comunque, di quale sia stato il contenuto della tesi della Madia bisognerebbe parlare, dato che la tesi, ovvero l’argomento da provare, era che se i Governi proteggono i lavoratori, la disoccupazione aumenta, cosa non da poco, visto che sei anni dopo ha portato la Madia e i suoi compari ad abolire l’articolo 18.

I nostri politici hanno avuto la faccia di dire che hanno salvato Minzolini poiché era stato assolto in primo grado! Bene! Prendiamoli in parola! Ed eliminiamo prescrizione e due gradi di giudizio! Poi chi c’è, c’è! Voglio proprio ridere!
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Per andare a votare occorre un’altra legge elettorale, ma le aule sono deserte. I poltronisti a vita non ci pensano nemmeno a discutere e votare un nuovo sistema elettorale che potrebbe mettere a repentaglio le poltrone su cui i loro onorevoli sederi sono seduti.

A maggio 10 milioni di elettori andranno a votare. Se potessero, i partiti eliminerebbero anche queste elezioni, visto che per loro non uscirà niente di buono e, verosimilmente, sarà la quarta tranvata che si prenderanno in piena faccia.
1017 Comuni. Perché il M5S si presenta solo in 100 di questi?
Tutti a chiedere con chi si allea il M5S. Nessuno che chieda con chi alleerà il Pd. Magari gli elettori dovrebbero saperlo, visto anche che c’è come Alfano in un Comune si allea con uno e in un altro Comune con uno contrario!
Il Pd si alleerà anche con cani e porci, ma intanto la perdita di tessere è continua
Emilia Romagna: da 100.000 a 47.000
Toscana: da 70.000 a 46.700
Lazio: da 51.000 a 40.000
Liguria: da 16.000 a 9.700

Per chi non sa dire altro che questo tormentone: “E allora, tu, M5S, con chi ti allei?”
Lettera di Marcello Rossi

Perché Massimo Franco insiste nel credere che una alleanza sia indispensabile?
Mi domando che idea abbia della politica quando pretende che tutto continuo come prima! Ipotizza che il M5S cambi pelle e rinneghi tutte le motivazioni profonde con cui è nato e per cui continua a raccogliere consensi? Di Battista è stato con lui fin troppo garbato. Non sono più tollerati giornalisti che sembrano venuti da Marte e pretendono cose impossibili. Ma la lotta alla corruzione e la riforma fiscale con chi dovrebbe farle il M5S? Con Fi e Alfano? Lotta al clientelismo e a tutti i cerchi magici della penisola le facciamo con questo Pd? Reddito di cittadinanza e riforma del mercato del lavoro: un bel tavolo coi vaucheristi e i recordman della disoccupazione giovanile? Il compromesso in politica è una cosa seria, è l’effetto Zelig in Parlamento ad essere qualcosa di sbagliato, un vero attentato alla democrazia. Programmi condivisi con gli elettori e proposte serie sono gli elementi che davvero contano. Peccato per gli ‘stabilizzatori’ alla Massimo Franco.

Davide Casaleggio dalla Gruber
E’ la sua prima comparsa in tv. Simile al padre, educato, gentile, leggermente freddo, riservato, netto. Va in tv per parlare del convegno di Ivrea di oggi “Sul futuro”, che promuove l’incontro tra sogni diversi.
La Gruber tanta di suonarlo ma resta suonata.
Davide dichiara decisamente che lui non è il capo del Movimento ma solo il gestore di una piattaforma che ha regalato alla rete, Rousseau, i cui contenuti non lo riguardano.
Renzi lo chiama “leader con cui dialogare”. Lui nega ricordando che quello che dice Renzi non ha alcun valore, visto che ha anche detto che se perdeva il referendum usciva dalla politica.
“Il capo politico è Beppe Grillo, io aiuto lui e tutto il M5S sulle strutture di supporto, ho aiutato a progettare la struttura del blog, dei meet up, della piattaforma Rousseau. Non voglio sostituire mio padre. Sarà molto raro vedermi in tv. Noi Casaleggio siamo schivi, è una cosa di famiglia. La Casaleggio associati, la mia azienda, non si occupa dei 5stelle, ha donato al Movimento la piattaforma Rousseau che si occupa del blog dei 5stelle e di tutta la comunicazione. Io aiuto gratuitamente. Stiamo lavorando a nuovi modelli organizzativi, Siamo a un bivio, chi non ha idee è destinato ad avere un salario cinese. Dobbiamo investire di più nell’innovazione” A De Masi che gli chiede se il M5S appartiene alla socialdemocrazia o al neoliberismo risponde: “Categorie passate. Io vedo la democrazia rappresentativa in forte crisi”. Sulla Cassimatis: “Il garante Grillo è intervenuto come è nelle sue prerogative, ha tutelato il Movimento da una serie di attacchi o di potenziali problemi” “Il M5S è la prima forza politica del Paese, ma il capo non sono io”.

Da IFQ: FESS NEWS = notizie sceme

Calunnia, calunnia, qualcosa resterà. Continua a dire battute idiote, la speranza è che qualcosa si rovini lo stesso, magari la tua reputazione.
A sprezzo del ridicolo Renzi continua a dire che se non raccoglierà questi voti o quelli, lascia la politica. Ormai non gli crede nemmeno la su’ mamma. “O ninnino, o cche la smetti di fare ‘ bischero ché m’hai fatto scenne il latte ai ginocchi !”
Intanto litiga col giornale che gli ha fatto dire “Lascio la politica se perdo”, mentre avrebbe detto “Lascio la politica se non vinco”. Fa venire in mente Bersani con la sua ‘non vittoria’. Ormai gli si è fuso il cervello. A entrambi.
Gli risponde Padellaro: “Echissenefrega!” e, rivolto ad amici e parenti: “Aiutatelo a smettere!”. Niente da fare. E’ tossico duro. Il potere corrompe chi ce l’ha, di più se lo ruba.
Il Pd litiga con Alfano perché un dem non è andato agli Affari costituzionali: il Corriere paragona il fatto all’attentato di Serajevo che dette origine alla prima guerra mondiale! Per dire spacconate, il Corriere della sera ormai non è secondo a nessuno. Mettetegli un limite. Per il suo stesso bene. Ci fa crollare nella classifica dell’informazione che sembra ormai il gazzettino del manicomio.
Sulla tesi copiata della ministra Madia, quella volpe di Alessia Marani obietta come una idiota: “E allora Di Maio che è fuori corso potrebbe fare il premier?” Ma che c’entra? Non è che se Di Maio ha interrotto gli studi all’ultimo per fare politica ha truffato qualcuno su qualcosa!

Sarà che l’onestà come programma politico a qualcuno sembra poco ma il panorama di ogni settore pubblico italiano è disastroso
Nella sanità vediamo corruzione sprechi e ruberie in una Asl su 4
Nel 25,7% delle Asl si sono verificati episodi di corruzione, al Sud si sale al 32%
Gli sprechi hanno raggiunto i 9 miliardi. Non è poco
Alcuni miliardi verrebbero solo dalla razionalizzazione e dai controlli nei servizi di lavanderia, pulizia e mensa
Lo sapete che al S. Orsola di Bologna la biancheria la mandano a lavare a Napoli????
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Come faccio ad essere sempre sintonica con gli altri, se le mie dissintonie mi mettono un urto perfino con me stessa?
La sintonia come l’armonia corrispondono ad un processo universale di fusione con il Tutto che, o ti è stato dato per Grazia o rischia di diventare una meta sempre irraggiungibile.
(Viviana)

Luigi Di Maio
Alan Kay diceva che “il miglior modo per prevedere il futuro è inventarlo”. Gianroberto Casaleggio non ha mai smesso di farlo. Per lui le cose impossibili non esistevano e chi come me ha avuto l’onore di conoscerlo sa che non esistevano neanche quelle complicate.
Il suo genio era nella semplicità. Ogni volta che ascoltava i miei ragionamenti elaborati pieni di ipotesi e scenari, con poche parole riusciva sempre a farmi capire che il problema non esisteva, lo stavo creando io.
Con la semplice convinzione di riuscirci, ha concepito dalla rete quella che oggi è la prima forza politica del Paese, il Movimento 5 Stelle. E insieme a Beppe Grillo è riuscito a trasmetterci i valori e la forza per portarla avanti dopo la sua morte. Grazie a questa comunità di persone, è cambiata e sta cambiando la consapevolezza in milioni di italiani.
E’ un momento estremamente difficile per il nostro Paese e per il mondo intero, i fatti internazionali di queste ore disegnano un futuro preoccupante.
Ma al futuro non ci si rassegna. Il futuro si crea! Il futuro è una traiettoria storica che possiamo sempre modificare, con la caparbia di chi non ha mai mollato, come lui.
Sono in viaggio per Ivrea, domani sarò al “SUM#01 capire il futuro”, l’evento per ricordare Gianroberto a quasi un anno dalla sua scomparsa.
Prego tutti i media di non derubricarla ad una kermesse politica. Domani si parla di futuro, ricordando un uomo che voleva cambiare il modello di società, investendo nella consapevolezza del singolo individuo. Le Istituzioni della Repubblica sono e saranno solo uno degli strumenti per raggiungere un fine che è molto più alto
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L’immigrazione è diventata un’ industria, finanziata dai partiti, che fa profitti sulla sofferenza.” (Beppe Grillo)
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La guerra è un’industria. La corruzione è un’industria. La politica è un’industria. La menzogna è un’industria. La disinformazione è un’industria. Lo sfruttamento è un’industria.
Vogliamo un mondo che non sia governato dal profitto come una banca o una armeria o un clan mafioso.
Vogliamo un mondo dove si chiami industria la pace, la tutela dei diritti dei popoli, la difesa dell’ambiente, il miglioramento della vita, la costruzione di futuro, il diritto di ognuno a dare il meglio di sé, la salvezza del mondo.

TANTE SCUSE
Marco Travaglio

L’inesorabile degradarsi della classe politica si riscontra anche nel suo scusario: il prontuario di alibi e giustificazioni da cui pescano lorsignori per assolversi quando vengono colti sul fatto.
In questo, B. rimane un fantasista ineguagliato. Ruby (marocchina) nipote di Mubarak (egiziano) resterà negli annali e ci vorrà del talento per superarla. A corollario, fu notevole anche l’“utilizzatore finale” di prostitute escogitato dall’on. prof. avv. Niccolò Ghedini, senza dimenticare la scusa dello stesso B. sul tariffario milionario di Ruby per tre o quattro “cene eleganti”: “La pagavo perché non si prostituisse”. Sublime. Soltanto Claudio Scajola, con la casa al Colosseo acquistata a sua insaputa da un altro, si avvicinò a quelle vette. Ci fu anche il comandante Schettino, la notte del naufragio della Costa Concordia al Giglio, che abbandonò la nave per primo “per senso di responsabilità” e quando De Falco lo sgamò (“Torni a bordo, cazzo!”) rispose “sono qua sotto a coordinare i soccorsi, ora vado a bordo”, invece era già all’asciutto, aggrappato a uno scoglio, e poi sulla banchina per chiamare mammà (di nome Rosa, e quale sennò) e infine il taxi per l’hotel Bahamas, e disse pure che non era colpa del suo inchino da ganassa, ma di un maledetto “sperone di roccia non segnalato, la carta nautica dice che non doveva essere lì” (il famoso complotto degli speroni spuntati a sua insaputa): però, inspiegabilmente, il genio non faceva politica.
Poi, dai professionisti, si degradò rapidamente verso i dilettanti. Matteo Orfini, collezionista di fischi da far impallidire una cantina sociale, è sempre a caccia di scuse. Memorabili quelle per Mafia Capitale, con mezzo Pd romano al servizio di Buzzi e Carminati: “Buzzi era insospettabile, un incensurato” (aveva solo un ergastolo per aver assassinato un collega bancario con 34 coltellate) e, quanto a Carminati, “chiederò al Copasir com’è possibile che i servizi segreti non si siano accorti di cosa stava facendo una persona a loro evidentemente nota e non abbiano avvertito”. Dovevano regalargli il dvd di Romanzo Criminale o un libro a scelta sulla Banda della Magliana.
Poi c’è la candidata del Pd a governatore di Liguria, Lella Paita, che riesce a regalare la Regione a Giovannone Toti e poi dà la colpa alla misoginia dei genovesi: “A questa città le donne non sono mai piaciute”.
Ma il nuovo idolo è il sottosegretario alla Difesa, generale Domenico Rossi. Il 18 aprile 2014 Renzi disse che “i sottosegretari vanno a piedi, per loro non c’è bisogno dell’autoblu: prendano il taxi, l’autobus, la metropolitana, la propria macchina, il motorino…”.
Mancava solo il monopattino. Ma il mustacchiuto generale non se ne diede per inteso e già un anno fa fu beccato dalle Iene con l’autoblu sotto casa per andare al ministero: “Vado sempre con la mia, ma a volte ho le interrogazioni parlamentari nella cartella e non posso prendere l’autobus. Forse ho sbagliato, ma onestamente, in buona fede”. Ecco, ci dev’essere una legge che vieta di portarsi le interrogazioni sull’autobus e – pare – anche sulla metro. Ora le interrogazioni fioccano su di lui, ma il governo non risponde (saranno finite sotto l’autobus o la metro). L’altra sera però le Iene lo vedono uscire dal ministero sulla solita autoblu, che lo scarrozza sulle corsie preferenziali dribblando il traffico del derby Roma-Lazio fino a piazzale Clodio, a 1 km dallo stadio. Lì lo preleva un amico con la sua vettura fino al parcheggio riservato della tribuna Vip, dove i due riemergono proprio sotto il doppio mento di Lotito a godersi la partita. All’uscita il sottosegretario fa il furbo con la iena Filippo Roma, non sospettando che l’ha pedinato: “Hai sbagliato tutto, sono venuto col mio amico”. Il gentleman al suo fianco conferma: “L’ho preso per strada, a te chettefrega dove? So’ cazzi miei, dillo pure in tv: cazzi miei”. E come ci era arrivato il sottosegretario in piazzale Clodio? “Cor carro armato”. Passa un tifoso e butta lì: “Tanto pagamo noi”. Il Vip resta muto e biascica “tranquillo, tranquillo”. Per molto meno ci si dimette pure in Burundi.
Ma qui c’è Marianna Madia, colta sul Fatto con la tesi di dottorato copiata nel 2008 all’Imt Alti Studi di Lucca. Anziché arrendersi all’evidenza e dedicarsi al giardinaggio, annuncia querele e parte in quarta: “Non sta a me giudicare la qualità del prodotto”, cosa che nessuno s’è sognato di chiederle, manco fosse la salumaia davanti al cliente che contesta la bontà del prosciutto cotto. “Sarei stata scorretta per aver omesso di aprire le virgolette su qualche frase, dopo aver citato l’autore poche righe sopra o poche righe sotto. Insomma non solo sarei stata scorretta, ma persino un po’ tonta”. Veda un po’ lei, però riportare interi brani altrui senza aprire le virgolette non si chiama “citare”, ma “copiare”. “Addirittura, mi si contesta di aver copiato le formule matematiche che ho utilizzato per arrivare alle conclusioni: come se utilizzando il teorema di Pitagora, mi si accusi di plagiare Pitagora!”. In effetti, se uno spaccia il teorema di Pitagora per il teorema di Madia, si chiama plagio. Ma sentite Pietro Pietrini, direttore dell’Imt: “Parlare di plagio non ha alcun senso. Nella peggiore delle ipotesi, possiamo parlare di un’ingenuità dovuta alla giovane età”. In effetti Marianna è sempre stata molto precoce: nel 2008 aveva appena 28 anni, ed è noto che le tesi di dottorato non si presentano mai prima degli 88 anni. La povera Alessia Morani, addetta alla teledifesa delle cause renziane perse quando Rondolino e Romano riposano, sfodera un argomento poderoso, definitivo: “E allora uno come Di Maio, fuori corso da un po’ di anni?”. Con la stessa logica poteva aggiungere: “E allora Oslo, capitale della Norvegia da sempre?”.

SU MINZOLINI E ALTRE ILLEGALITA’ ITALIANE
Viviana Vivarelli

Un giudice deve applicare la legge, non può decidere se applicarla o no. Allo stesso modo il Parlamento deve eseguire una sentenza, non può decidere se eseguirla o rifiutarla. Nel caso di Minzolini, in base alle legge Severino che fa decadere dalle sue funzioni un parlamentare che abbia subito una condanna superiore ai due anni, il Parlamento doveva solo eseguire la sentenza della Cassazione, dichiarare il Senatore Minzolini decaduto il giorno stesso della sentenza e cessare di pagare i suoi emolumenti. Al contrario il Senato ha aspettato ben 16 mesi a fare quello che doveva, pagando altri 160.000 euro indebiti a Minzolini e hai calpestato la condanna col rifiuto di eseguirla, entrando in conflitto con la Magistratura. Minzolini ha rubato 65.000 euro e il Senato ci ha rubato altri 160.000 euro pagando quello che non doveva. E’ stato un atto grave di violazione della legge che fa del Senato un trasgressore, atto gravissimo perché uno Stato dove le massime istituzioni violano la legge impunemente è uno Stato governato da trasgressori che non possono chiedere ai cittadini quello che loro stessi non fanno. Ora il Senatore Minzolini aspetta un ulteriore responso, ma il Pd, da vero vigliacco, rimanda quest’ultimo voto, ben sapendo che l’opinione pubblica lo condannerà, In tutto questo tempo Minzolini continuerà a prendere 10.000 euro al mese, a maturare il vitalizio, a godere di ogni benefit, ma non potrà esercitare le sue funzioni di voto come Senatore. Si aggiunge beffa a danno. E il Pd, appoggiato da Lega e Fi, dimostra nei fatti la sua arroganza, la sua prepotenza, il suo porsi al di sopra della legge, il suo disprezzo per il popolo italiano e la Repubblica tutta. Una cricca di oppressori che domina un Paese con la forza, allontanando le elezioni, calpestando la legge, disprezzando la democrazia. Questo non è garantismo, è l’omertà di una cricca criminale che ha occupato lo Stato indebitamente e regala a se stessa ogni impunità, devastando l’immagine stessa del diritto e regalando con le sue leggi penali munifiche altrettanta protezione a criminali e delinquenti.
La difesa che certi idioti fanno di Minzolini è repellente. Uno ha addirittura avuto la faccia di parlare di ‘persecuzione’ dei parlamentari citando una poesia che parla di persecuzione degli zingari, dei comunisti e degli ebrei. Ma dire che i parlamentari italiano sono ‘perseguitati’ è da dementi! Sui blog de Il fatto Quotidiano, poi, la demenza dei piddioti raggiunge vette di orgasmo con attacchi alla Magistratura, rea di voler distruggere i poteri del Parlamento. Una vignetta parla addirittura di ‘toghe rosse’ (!!), visto che Minzolini è la bocca parlante di Berlusconi. Ma un ladro è un ladro e resta tale sotto tutte le bandiere. Un ladro è corrotto e chi lo difende è complice della sua corruzione, Come può stare in piedi uno Stato dove chi dovrebbe difendere la legge, difende invece i suoi trasgressori?
Tutti i piddioti in massa rifiutano di vedere lo scherno che il Senato fa al potere giudiziario e l’invasione illecita di campo al grido, non espresso ma lampante: “Qui comando io e voi non contate un cazzo!” Poi ci sono i pazzi da camicia di forza che del tutto se ne sbattono e portano avanti, come dischi fissi, battaglie di insulti e calunnie loro personali
E’ davvero un bel mondo! E 177.000 super idioti Renzi lo rivotano pure!!!! Cascano proprio le braccia!
Ma si chiamino gli svizzeri. Si faccia un governo non italiano, visto che quello italiano si scredita gravemente da solo! Lo schifo ormai è superiore alla bava di Minzolini.
Scrive Vincenzo: ” Ha gridato senza alcun motivo,alla democrazia violata quando Grillo ha annullato l’elezione della Kassimatis ed ora che il Senato ha democraticamente eletto il Presidente della Commissione Affari Costituzionali, invece di rispettare l’elezione democratica, faranno di tutto per cambiare Presidente. Anche questa è legalità violata.”
(come è legalità violata il salvataggio di Minzolini. Ci dovrebbe essere un giudizio della Consulta su questo fatto abnorme, ma la Consulta è fatta di piddioti e berluschini e ormai è un organo di parte, senza contare che occorre che qualcuno ne richieda una sentenza, cosa che i 5stelle dovrebbero fare, e in ogni caso campa cavallo che la capra campa prima che la sentenza arrivi a destinazione. In ogni modo l’atto è così grave che occorre che il M5S adisca alla Corte europea e si rivolga alla Corte Costituzionale!). Mi si dice che questo non si può fare, ma ci deve essere pure un modo per censurare un Parlamento di correi!!
Ovviamente questi atti illegali gravissimi avvengono nel silenzio consenziente di Gentiloni. E dunque si elimini la funzione di Presidente della Repubblica, che in Svizzera nemmeno esiste! Almeno evitiamo di aggiungere scempio a scempio e risparmiamo pure un miliardo l’anno per una carica inutile. Ma Gentiloni non è anche capo della Magistratura? E assiste con tale profondissimo silenzio a uno scempio che colpisce anche lui?
Come una cricca mafiosa, costoro vivono in un mondo a parte, delinquono in piena impunità, si fanno un diritto esclusivo, calpestano le leggi dello Stato civile, si circondano dei peggiori, praticano solo il più sporco profitto personale, offendono ogni consorzio civile, sputano sulla gente onesta, ingiuriano le istituzioni, sono di peso e di vergogna alla Nazione. Se poi ancora qualcuno li vota, costui non ha giustificazioni, non ha scuse, non ha alibi. E’ uno sconcio contro noi tutti! Pd, Fi e Lega, tre compari nel peggio. Da distruggere!
Protestiamo a livello europeo contro questo scempio della legge!
Se la legge italiana non ha nessun valore, se si può sputare sopra le sentenze della magistratura, cade lo Stato, cade ogni pretesa di governo da parte di una Cricca di mafiosi, resi illegittimi dalla loro stessa omertà.
Il Pd, FI e la Lega hanno la colpa di distruggere le istituzioni. Le istituzioni non valgono perché i loro membri sono pagati parecchio. Il loro valore riposa sul rispetto che il popolo italiano ha sui suoi governanti e sull’ipotesi che siano organi di difesa della legge. Se la legge la calpestano, cade ogni loro legittimità.
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Hanno salvato Lotti coi voti di FI e in cambio gli hanno salvato Minzolini. Prove di Patto del Nazareno n°2. Qual’è stato il contributo di Lotti al Paese? dare 90.000 euro alla società del golf? E Minzolini? Nemmeno quello.
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Tagliare la corda e salvarsi la sedia sono scelte di vita, in cui i nostri politici sono maestri. Se fossero discipline olimpiche, sarebbero medaglie d’oro.
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Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano
Nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate
Lungo le strade da pastiglie trasformate
Dentro le nuvole di fumo del mondo fatto di città
Essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
E un dio che è morto
Ai bordi delle strade, dio è morto
Nelle auto prese a rate, dio è morto
Nei miti dell’estate, dio è morto….

(I nomadi)

L’HANNO RIMASTO SOLO
Marco Travaglio

Prima o poi doveva arrivare ed è arrivato: il momento di diventare renziani. È stato precisamente due giorni fa, quando anche Monica Cirinnà, folgorata sulla via di Orlando, ha scoperto all’improvviso che Renzi “è stato un pessimo segretario, da lasciare alle spalle” visto che ha rovinato il Pd (“un partito immobile e isolato”). E dire che il 4 dicembre scorso, appena cinque mesi fa, twittava giuliva: “Grazie @matteorenzi, senza il tuo coraggio non avremmo governato x 1000 giorni approvando leggi innovative come #unionicivili”. Ora, Renzi ha tanti difetti, ma non il mimetismo: almeno da quando è segretario è sempre lo stesso. Cosa può essere cambiato dal 4 dicembre? Una sola cosa: il 5 dicembre ha perso il referendum e il governo. Per la verità il referendum l’ha perso tutto il Pd, a parte i pochi che votarono No e ora sono andati in Mdp. Ma gli altri preferiscono sorvolare. Anzi trasvolare verso altri lidi. Scelta legittima: solo i cretini non cambiano idea. Ma può capitare che cambino idea anche i cretini, e per sposarne una altrettanto cretina: accade quando si dimenticano di chiedere scusa per aver sbagliato l’idea precedente e passano direttamente alla successiva con la stessa disinvolta sicumera. Se poi la nuova idea è più conveniente della vecchia, il sospetto è che siano pure opportunisti e voltagabbana. Mai visto uno che traslochi dal carro del vincitore a quello del perdente: si attende il referto del medico legale, poi si finge di non aver mai visto né votato né leccato il caro estinto.
Tutti fascisti, tutti antifascisti; tutti democristiani, tutti antidemocristiani; tutti craxiani, tutti anticraxiani; tutti dipietristi, tutti antidipietristi; tutti berlusconiani, tutti antiberlusconiani; tutti montiani, tutti antimontiani; tutti renziani, tutti antirenziani. Negli anni 70, quando nell’intellighentija andava di moda la sx, per chi non s’intruppava era difficile lavorare: Montanelli, il più grande giornalista di tutti i tempi, fu sbattuto fuori dal Corriere e dovette, a 68 anni, farsi un Giornale tutto suo. Subito messo all’indice, ghettizzato, snobbato, tacciato di essere fascista. Poi, con comodo, quando il comunismo finì sotto il muro di Berlino, fu tutto un fiorire di anticomunisti fuori tempo massimo che intrepidamente ne combattevano il cadavere. “Che strano – scherzava il vecchio Indro – quando cercavo anticomunisti per il Giornale era un fuggifuggi. Ora che il comunismo non c’è più, tutti contro. A me i nemici piace combatterli da vivi. Da morti, mi vien voglia di abbracciarli”. La stessa che viene a noi ora che “Renzi chi?” è rimasto solo e si accinge a vincere le primarie di un partito che, nei sondaggi, è terzo su tre.
Iniziò il 6 dicembre Dario Franceschini, la cui fedeltà è sempre al di sotto di ogni sospetto: “Non consentiremo a Matteo di portarci a sbattere contro il muro”. Napolitano, che ha seppellito ben altri cadaveri, lo liquidò sprezzante: “L’idea di Renzi di votare subito è tecnicamente incomprensibile”. A Vincenzo De Luca, Matteo parve tutt’a un botto “strafottente” e autore di “riforme demenziali”. Ed ecco Andrea Orlando: mai un gemito, un vagito, un pigolio contro Renzi per tre anni, poi il ruggito del coniglio: “Troppi errori, voglio ricostruire il Pd” (e chissà dov’era mentre si facevano gli errori e si polverizzava il Pd col suo voto). Sergio Staino, incautamente promosso da Renzi a direttore dell’Unità, gli dà del “cafone”. Nel fuggifuggi generale non tutti notano il consigliere economico Filippo Taddei che lascia il Nazareno in macerie per i “troppi errori: non c’è stato il cambiamento radicale promesso”, anzi “è passata l’idea di un Pd più empatico con i forti che con i deboli” (l’avesse detto quando l’amico era lingua in bocca con Marchionne, Boccia, Briatore & C. sarebbe stato meglio). Repubblica, turborenziana fino al 4 dicembre pomeriggio, inverte la rotta con agile piroetta in serata con Ezio Mauro (Renzi è un “populista”), Stefano Folli (“Matteo esca dalla nebbia” di un “sistema di potere famelico, spregiudicato e del tutto privo di etica pubblica”) e Francesco Merlo (“bullo bellimbusto”, “pacchiano”, “potente spavaldo gonfio di boria”, “scarafaggio”). Galli della Loggia, sul Corriere, ora che ha perso lo trova “insopportabilmente antipatico”.
I prodian-renziani passano armi e bagagli con Orlando. E Sala, il candidato sindaco più a dx di Milano travestito da Renzi e Pisapia nell’alfiere della sx? Disperso. Dice: “Alle primarie non mi schiero”. Ah però. Poi firma su Repubblica un appello che sa tanto di fuga con un altro renziano intiepidito, Chiamparino: “Caro Matteo, cambia mare se vuoi restare capitano” (qualunque cosa voglia dire). Restava giusto il Foglio, con Stanlio e Ollio al secolo Cerasa e Ferrara a contendersi le grazie di Matteo. Ma stanno cedendo anche loro. Cerasa scopre che Renzi “rincorre grillini e salviniani sul ridicolo terreno dell’antieuropeismo”, dunque non deve più governare, perché ora si porta molto Gentiloni: il prossimo governo “in nome della mediazione che rottama la rottamazione non potrà che essere affidato a leader affidabili ma con poco consenso”, mentre il prossimo leader Pd dovrà “fare ciò che non ha avuto la forza di fare fino in fondo negli ultimi 4 anni: il segretario di un partito destinato a condizionare il governo più con le idee che col carisma”. Ferrara resiste un po’ alla tentazione di buttarsi sul nuovo premier come su tutti gli altri, da Craxi ad Andreotti, da B. a D’Alema, da Amato a B., da B. a Monti, da Letta a Renzi: “Elezioni subito, non si sospende la democrazia”. Poi inizia a tentennare e ora si capisce benissimo che ama Gentiloni. Perciò, finalmente soli, siamo tentati di passare con Renzi. È vero che gli sono rimasti Scalfari e mezzo Ferrara. Ma queste, com’è noto, sono due aggravanti.

Macaluso
266.726 votanti ai congressi dei circoli del Pd, su un totale di 449.852 iscritti. L’affluenza al voto si è fermata a quota 59,29. E’ da tempo che nel Pd non c’è militanza né partecipazione vera. Non è che puoi chiamare la gente a votare quando non la hai mai chiamata per discutere e confrontarsi. I circoli non hanno alcuna vita politica reale, non si può pretendere che si rianimino d’incanto in occasione delle primarie. Quello che è cambiato in questi ultimi anni è la trasformazione del partito in un comitato permanente a sostegno del leader. Il Pd non è neanche più un partito: è un aggregato politico-elettorale. E i dati sull’astensione stanno lì a dimostrarlo. Un’astensione così alta fotografa esattamente lo stato di pessima salute del Pd. Quando il 41 % degli iscritti non va a votare in occasione del Congresso, è evidente che c’è un problema. Renzi ha imposto a un partito già in difficoltà i suoi metodi fallimentari: per 3 anni ha deciso tutto lui, senza mai far riferimento alla base. E questi sono i risultati. Le persone che partecipano davvero sono una estrema minoranza. La disaffezione e lo scollamento sono ancora più massicce rispetto a ciò che quel 41 %, di per sé già alto, lasci supporre. Eppure i tesseramenti gonfiati, i padroni delle tessere che iscrivevano d’ufficio centinaia di persone a loro insaputa per acquistare più speso specifico sul territorio, sono fenomeni tipici della Prima Repubblica. E non solo.
Non di tutta la Prima Repubblica. Certe dinamiche appartenevano senz’altro alla Democrazia Cristiana, e nella sua fase finale anche al Partito Socialista. Ma una cosa è certa: dati del genere sull’astensione e sulla mancata partecipazione, sono tipici di momenti di crisi dei partiti. I dirigenti del Pd, attuali e futuri, dovrebbero tenerlo a mente.

SPARARE A CHI?
Marco Travaglio

Nel Paese che rumina i problemi anziché masticarli e digerirli una volta per tutte, la classe politica conosce due soli modi di (non) affrontare l’“emergenza sicurezza”, sempre sull’onda emotiva della cronaca nera.
Due modi che sono l’uno l’opposto dell’altro, ma entrambi inutili, perché partono dall’ignoranza o dalla malafede.
Il primo, tipico della vecchia sx, è negare l’emergenza ricordando che i delitti di sangue sono in continuo calo e che negli anni 70 si ammazzava molto di più: il che è vero, anche perché c’erano il terrorismo mafioso e politico, il banditismo e i sequestri di persona, tutti fenomeni criminali per fortuna estinti o sospesi; ma se i cittadini, debilitati dalla crisi economica e da mille insicurezze aggiuntive (lavoro, pensioni, immigrazione, tasse, smantellamento dello Stato sociale e dei mediatori sociali, lentezza e inefficienza della repressione poliziesca e lentezza di quella giudiziaria…), percepiscono ugualmente o maggiormente la minaccia, una risposta la meritano comunque, e sai che consolazione per i parenti d’un morto ammazzato sapere che 30-40 anni fa i morti ammazzati erano di più.
Il secondo approccio è quello delle destre incolte (che oggi albergano tanto nella Lega quanto nel Pd), che per amor di popolarità e facili consensi illudono la gente indicando falsi colpevoli (i giudici buonisti, le leggi da rifare, gli immigrati) e rimedi farlocchi o impraticabili (armiamoci tutti per sparare tutti, raddoppiamo le pene, cacciamo tutti gli immigrati): pura rassicurazione, il contrario della sicurezza. La verità non sta nel mezzo, ma altrove.
Nel libro Giustizialisti, i magistrati Sebastiano Ardita e Piercamillo Davigo illuminano cause e dunque soluzioni.
Armarci tutti per sparare tutti non solo non risolve (vedi l’escalation di violenza negli Usa, il Paese più armato del mondo), ma aggrava il problema: se il rapinatore ha il fondato sospetto che la vittima sia armata, spara per primo ed, essendo un professionista, ha la meglio. Viceversa, se la vittima è assicurata, non ha alcuna ragione per opporre resistenza e mettere a repentaglio la vita propria e altrui: dunque è probabile che la rapina si concluda senza spargimenti di sangue. Il che non significa che chi possiede il porto d’armi non abbia il sacrosanto diritto di sparare se vede minacciata la propria o l’altrui vita, o beni proporzionati. Ma questo è già previsto dalla legge sulla legittima difesa, estesa ancora nel 2006, e non c’è bisogno di cambiarla di nuovo. Né aumentare le pene per i furti che, con l’aggravante dello scasso, già arrivano fino a 15-20 anni di carcere.
Se si riduce la forbice tra le pene per rapina e per omicidio, al rapinatore conviene eliminare la vittima per sbarazzarsi di uno scomodo testimone. Bisognerebbe invece modificare le norme sulla custodia cautelare, che impediscono di tener dentro i sospettati con gravi indizi di colpevolezza prima del processo; e l’ordinamento penitenziario, che impedisce di mettere in galera chi è stato condannato in via definitiva a pene fino a 4 o 5 anni. Le alternative dei servizi sociali o dei domiciliari dovrebbero variare con l’ammontare delle pene, per limitarsi solo all’ultima fase dell’espiazione, e non garantire a tutti i condannati a 4 o 5 anni che resteranno a piede libero: con le attenuanti e i riti alternativi (patteggiamenti o riti abbreviati con sconto fino a un terzo), è proprio di 4 o 5 anni la pena media irrogata dai giudici a gente che in carcere non entrerà mai.
Le scappatoie alla galera sono disegnate sui colletti bianchi che scrivono le leggi su misura e in questi 25 anni hanno divelto le maglie della giustizia penale a proprio uso e consumo, salvo poi strillare se dai buchi aperti per sé passano anche i ladri che rubano molto meno di loro. Se Minzolini ruba 66 mila euro alla Rai, si becca 30 mesi e gli altri Senatori lo lasciano lì perché trovano la pena eccessiva, quanto dovrà beccarsi chi ruba qualche filo di rame?
Mentre si sproloquia di sovraffollamento delle carceri, si scopre – sempre da questo prezioso manuale – che ogni anno vi entrano 90 mila persone e ne escono 80 mila, con una permanenza media di appena 90 giorni. E chi ciancia di manette facili approva leggi che rendono quasi impossibile arrestare un criminale incensurato se non si mette a sparare (e spesso neppure se lo fa): così si crea la figura unica al mondo del delinquente-seriale-incensurato-a-vita.
L’impunità mascherata da garantismo ha creato un sistema folle che, per salvare i white collars, favorisce a cascata i criminali di strada, punendo più duramente condotte più lievi rispetto a quelle più pericolose: un condannato per rapina a mano armata trascorre in prigione una media di 635 giorni, contro i 761 di uno spacciatore di droga; chi ha sottratto alla collettività centinaia di milioni con una bancarotta fraudolenta si fa di solito non più di 190 giorni in cella, mentre i condannati per furtarelli infinitamente più lievi scontano in cella almeno 256 giorni.
Ardita e Davigo raccontano una riunione al ministero della Giustizia fra le delegazioni dei governi di Roma e di Bucarest sul rimpatrio di cittadini romeni condannati per delitti commessi in Italia. Gli italiani rinfacciano ai romeni gli altissimi tassi di devianza criminale dei loro concittadini, i romeni rispondono che la loro percentuale di delinquenti è uguale alla nostra, ma i romeni preferiscono delinquere in Italia perché da loro chi sbaglia paga.
Il che spiega perché continuiamo a esportare cervelli e a importare criminali. E lorsignori, anziché assicurarci una repressione di Stato severa ed efficiente, ci istigano a prendere il porto d’armi per farci giustizia da soli. Trascurando fra l’altro i rischi che corrono armando un popolo incazzato nero.

Virginia Raggi
Oggi l’opposizione, piuttosto che impegnarsi sul lavoro e collaborare per il bene dei cittadini, ha deciso di chiedere la convocazione un Consiglio straordinario sul nulla: chiede una verifica della nostra “stabilità politica”. Ebbene, la Giunta capitolina è in ottimo stato, politicamente stabile e attiva nella realizzazione del programma di governo che i Romani hanno scelto a larghissima maggioranza.
L’opposizione è troppo abituata ai “giochi di palazzo” per pensare ai programmi. Ma facciamo subito chiarezza per i cittadini: questa Giunta ha cambiato 3 assessori da quando si è insediata lo scorso luglio.
Addirittura ad agosto, in merito all’uscita dell’assessore al Bilancio, c’è chi ha detto: “La Giunta Raggi è dimezzata”. Un concetto matematico azzardato visto che un assessore su nove non rappresenta certo la metà della Giunta. Ma, del resto, non possiamo certo parlare di matematica con chi evidentemente sbagliando qualche calcolo, ha lasciato i conti della Capitale d’Italia nello stato in cui li abbiamo trovati.
Ed è un’affermazione politica ancora più azzardata se si confronta il dato del cambio di assessori con quello di altre amministrazioni in tutta Italia.
Solo a titolo di esempio ricordo che: Matteo Renzi da Presidente della Provincia di Firenze, lui sì, ha sostituito la metà dei suoi assessori. E da sindaco di Firenze è arrivato a 9 con ben 6 dimissioni. Avete mai letto qualcosa in merito? Ovviamente no.
Ma voglio proseguire.
Michele Emiliano da sindaco di Bari ha cambiato 8 assessori;
Giuliano Pisapia a Milano ne ha sostituiti 5;
De Magistris a Napoli 10 nei primi due anni per arrivare poi a 23.
Anche in questi casi non ricordo di aver letto nulla in merito.
Basterebbe un po’ di memoria ma è evidente che questa convocazione è soltanto strumentale nel tentativo, vano, di non mettere in evidenza i nostri risultati. Dovreste cimentarvi sul terreno del fare, del costruire per la città.
Rassegnatevi! Questa maggioranza va avanti con forza, prosegue nella realizzazione del proprio programma nell’interesse unico dei cittadini.
Questa maggioranza – voglio ricordarvelo – ha approvato il bilancio di previsione in anticipo rispetto a tutte le grandi città italiane. E di questo dovreste essere fieri anche voi, se aveste a cuore davvero il bene comune!
Approvare il bilancio preventivo significa far risparmiare denaro ai nostri cittadini, significa poter pianificare le scelte per la città. Significa poter fare bandi di gara per i lavori pubblici. Significa che, dopo anni, finalmente si programma la manutenzione delle strade pubbliche e si asfaltano le buche dovute ad anni di malgoverno.
Pensate davvero che tutte le voragini di Roma – e non mi riferisco soltanto a quelle sulle strade – si siano create durante questi pochi mesi di nostra gestione? No. Non è così. Noi stiamo lentamente rimettendo in piedi ciò che per anni avete distrutto.
Non fate più opposizione ma “distruzione”. Abbiamo l’impressione che speriate che le cose vadano male per poter avere qualche minima soddisfazione, quelle che ormai le vostre esperienze di governo vi negano.
Ma i cittadini vi abbandonano e non ve ne rendete neanche più conto!
Per poter gioire sperate, ad esempio, che un filobus si rompa. Sono i filobus pagati con i soldi dei cittadini che avete lasciato per anni a marcire nei depositi.
Ci siamo impegnati a rimetterli in strada e a far ripartire i lavori del corridoio Laurentino. Voi, invece, siete con quelli che li hanno lasciati lì.
Certo. La prima settimana di sperimentazione si è registrato qualche piccolo guasto proprio perché erano fermi da quattro anni. Siamo intervenuti ed abbiamo consegnato a lavoratori e studenti questi nuovi filobus per accorciare i tempi di attesa e migliorare i trasporti pubblici. Io non lascerei mai questi mezzi chiusi in un deposito. Sarebbe un affronto nei confronti dei Romani che li hanno pagati con le loro tasse. Noi li abbiamo messi in strada. E lo rifarei ancora!
È vero. A Roma ci sono tanti problemi ma, passo dopo passo, noi li stiamo risolvendo. Voi in tanti anni li avete ignorati o, in molti casi, ne siete stati la causa.
La convocazione dell’Assemblea straordinaria fa riferimento ai “recenti fatti giudiziari riportati dalla stampa”. Ho chiarito a chi di dovere con estrema tranquillità. Ovviamente, di indagini in corso si può parlare soltanto davanti ai pm ma questo l’opposizione, vista la grande esperienza in tema dovuta al coinvolgimento di qualche suo esponente, dovrebbe saperlo molto bene…
Proprio in questi giorni Salvatore Buzzi sta descrivendo ai giudici gli anni che hanno preceduto il nostro arrivo in Campidoglio. Dall’aula bunker di Rebibbia sta raccontando gli affari di “Mafia Capitale”, la compravendita di tessere di partito, gli scambi, gli accordi, i favori agli amici, le tangenti. Un racconto davvero sconfortante…
Ecco, forse sarebbe stato meglio convocare un Consiglio straordinario su questo tema.
Ma, si sa, a voi interessa più giocare con la tenuta delle Giunte…. Magari facendo un passaggio dal notaio come per Marino…

IL PIDDINO, L’ANTIGRILLISMO E LA SX PERDUTA
Alessandro Bertone

Molti di una certa sx pentita, per sentirsi meno soli e forse meno sfigati, dicono a chi ha scelto il M5S: sei andato via da un partito con un uomo al comando (Renzi) e hai scelto il partito di un padrone (Grillo).Ed io allora gli rispondo così: Assolutamente no. Questo è quello che fa comodo pensare a quelli come te, che si sono fatti stuprare le proprie radici ideologiche da un portaborse democristiano di Andreotti. Io sono invece un uomo libero che HA SCELTO il M5S .E nessuno mai mi ha chiesto due euro per fare le primarie in fila con i cinesi. E nemmeno mai nessuno mi ha chiesto 20 euro per una tessera che è servita a legittimare uno che poi invece di salvare i terremotati, ha salvato le banche. E anche il blog di Grillo che voi demonizzate a prescindere DECIDO IO se cliccarci o no. Ecco la differenza io DECIDO di stare accanto ai ragazzi del M5S.
Tu invece devi ADEGUARTI ad uno che va sotto braccio a Marchionne. Mentre vaghi come uno zombi in un festa dell’Unità deserta. E voterai turandoti il naso una classe politica che invece fa festini alla Leopolda, dove tu non sei invitato e nemmeno lo sono i tuoi amici operai, a cui hanno stracciato l’art. 18 e calpestato ogni diritto che tutelasse il loro lavoro. Tu quindi non sei uno di sx fedele ai tuoi principi..come cerchi di far credere agli altri e soprattutto a te stesso, ma solo uno che ha venduto la sua anima..e la sua dignità!!”

NON INTERVISTE MA INTERROGATORI, TRE CONTRO UNO

Ora si mettono in tre a martellare di domande un 5stelle! Una cosa che con Berlusconi o Napolitano o Padoan o Poletti o Renzi o la Boschi non abbiamo mai visto. L’ossequio viscido e leccoso al regime è la cosa peggiore di questo presunto giornalismo di servi! Quando il M5S sarà al potere, eliminerà l’inutile e fasullo Ordine dei giornalisti e taglierà del tutto i contributi alla stampa, quello sarà il primo giorno della libera informazione!
Ormai gli ‘interrogatori’ di Di Maio o Di Battista in tv hanno battuto gli interrogatori della CIA. Ci manca la tortura dell’acqua, mentre il torturato deve rispondere alla gragnola di domande senza aver tempo per la risposta.
Sorvolo sulla ripetitività ossessiva, inutile e demenziale, dei contenuti delle cose richieste, che non interessano gli interroganti, visto che si esauriscono nella raffica delle domande finalizzate ormai solo a se stesse come se chiedere e non ascoltare sortisse qualche magico effetto di far risalire i voti del Pd ormai in caduta libera. Persino un grave acefalo mentale, infatti, saprebbe ormai a memoria quali risposte saranno date dai 5stelle alle stesse domande. I giornalisti no.
Chiedo: ma li premiano con un extra quando hanno battuto il record del numero massimo di domande ripetute e stantie senza ascoltare la risposta?
Quante volte avranno ripetuto che un referendum legislativo non si può fare? E quante volte avremo risposto che si può fare però un referendum consultivo perché è già stato fatto? E perché non aggiungere che anche quello inglese sulla Brexit era consultivo, ma in un Paese dove il parere dei cittadini conta,ha prodotto l’effettiva attuazione della volontà popolare, mentre in Italia, dopo che il voto sulla riforma costituzionale ha sancito il rifiuto degli Italiani al governo Renzi, è stato fatto un Governo Renzi bis e Renzi si è riproposto di nuovo come la peperonata? E poi hanno anche la faccia di dire che questa è democrazia, mentre non lo è quella di Grillo che boccia la Cassimatis!
La figuraccia della Latella ha battuto il record del giornalismo peggiore surclassando persino Floris. L’accanimento demenziale senza un briciolo di immaginazione di questi servi del potere sta raggiungendo lo sprofondo dell’idiozia. Floris ormai ride come un ebete delle sue stesse domande a cui ormai risponde da solo a macchinetta. La Latella, invece, ha conservato tutta la supponenza e l’alterigia della vanesia che si esibisce dall’alto di un piedistallo.. di merda.
Di Battista da Floris è stato meraviglioso e ha controbattuto punto per punto la batteria di domande ripetitive e idiote dei tre interroganti che nemmeno gli davano tempo per rispondere e appena iniziava a parlare subito lo martellavano con la domanda successiva così che invece di una intervista pareva un interrogatorio della Gestapo.
Ma la cosa straordinari è che il pubblico ad ogni risposta di Di Battista applaudiva da delirio. Ipotizzo che quel pubblico non fosse composto da soli 5stelle ma fosse vario.
Non posso pensare che i ripetuti applausi fossero comandati dal solito cartello e che la ditta metta cartelli a favore dei 5stelle.
Nessuna delle domande perverse e maligne dei tre persecutori, Latella, Franco e Floris ha riscosso il minimo applauso. Con questo interrogatorio da tortura Floris ha raggiunto il grado massimo della sua bassezza e del suo servilismo. E’ arrivato al punto che alle sue domande vecchie e stravecchie risponde da solo e anche ci ride da solo come un ebete.
Capisco che con i soldi che gli danno può fare il servo sciocco ma ci sono dei limiti a tutto.
Floris è un libero professionista che fattura alla Rai, attraverso la propria società di produzione, 500mila euro all’anno per ciò che fa. 500.000 euro per fare il servo sciocco. E, nel suo contratto, c’è una particolare clausola di salvaguardia: alla scadenza dell’accordo, o in caso di chiusura del programma, Floris torna -obbligatoriamente – a fare il dipendente della Rai. Anzi, giornalista della Rai. A vita!!

Video Di Battista a Di martedì martellato da Floris, Latella, e Franco

IL PD VUOLE ATTACCARE LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’

I dati sulla povertà in Italia sono tragici. Secondo Eurispes, l’Italia è il Paese col maggior numero di poveri, ben 7 milioni, ma il Pd, nella sua follia, intende aumentare questo numero portandolo a 11, abolendo le pensioni di reversibilità, turpe progetto che distruggerebbe 4 milioni di vedove, eliminando la loro pensione. E questo, mentre il Parlamento non intende diminuire di un euro i costi del carrozzone statale, non intende depurare il Parlamento da corrotti e condannati, non intende eliminare gli iniqui vitalizi, aumenta addirittura i benefit e le impunità dei suoi membri mettendoli al riparo dalle sentenze della magistratura, protegge ladri e truffatori troncando con la prescrizione i loro processi e senza richiedere indietro il bottino, offre un fisco da paradiso fiscale ai magnati e non vuole nemmeno mettere dei tetti seri sui superstipendi esosi e rubati dei politici, che sono i più alti d’Europa e in certi casi del mondo.
Il Pd sta preparando un disegno di legge con cui la pensione di reversibilità, quasi sempre appannaggio delle donne, verrà considerata una prestazione assistenziale e non previdenziale. Insomma questa pensione, che è ‘stipendio differito’, già pagato, verrebbe rubata dallo Stato. Non sarebbe più un diritto individuale, ma sarebbe legata all’Isee, cioè al reddito familiare. In questo modo, basterebbe un piccolo lavoro o il possesso di una casuccia per far perdere il diritto (e pensate che l’Italia ha il più alto numero di case di proprietà, magari causucce in montagna o campagna).
Purtroppo l’Isee pone soglie di reddito bassissimo, a livelli di fame, oltre le quali saltano tutti i benefici. Renzi voleva fare questo furto fin dalla prima Leopolda e ora sta arrivando. Sempre più il Pd va nel senso della distruzione dei diritti individuali, prendendo le persone sempre più povere e meno libere. La reversibilità costituiva fino ad oggi una piccola certezza sulla quasi contare. Non distruggiamola! Possiamo solo sperare che i parlamentari si fermino per il oro interesse, cioè quello delle loro mogli. Ormai la Casta persegue qualcosa solo se è nel suo interesse. A meno che non si trovi un cavillo che escluda le mogli dei parlamentari, il che aumenterebbe solo l’iniquità della legge. Speriamo che la Consulta dichiari illegittima questa norma, perché contributi versati verrebbero scippati dall’Istituto di previdenza a persone che li hanno versati. Ma chiediamo anche al M5S di far sua questa battaglia di civiltà. Aumentare di 4 milioni i già 7 milioni di poveri non è proprio desiderabile e non possiamo permettere al Pd di distruggere diritti acquisiti.

Davigo ha detto:
-All’estero ci vuole coraggio per commettere un reato, in Italia ci vuole coraggio per rimanere onesti.
-In Italia delinquere conviene
-L’Italia aveva così tanti ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la irragionevole durata dei processi che, la Corte Europea, la quale aveva detto che più o meno un processo si doveva considerare di durata non ragionevole se dall’inizio alla sentenza di primo grado superava i 2 anni e mezzo, ha dovuto alzare questa valutazione a 3 anni perché lei non ce la faceva più a fare le sentenze in 2 anni e mezzo perché sommersa dai ricorsi provenienti dall’Italia. Questo spiega perché poi si infuriano con noi
-25 anni dopo Mani pulite vediamo che l’Italia si è assuefatta, la politica non ha preso le distante dai corrotti
-La giustizia è stata fermata dalle nuove leggi, soprattutto dal csx
-Il Governo vuole scegliere i giudici, è un vulnus senza precedenti
– I politici corrotti non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto.
-In Italia la corruzione è seriale. Sta ai cittadini contrastarla.

Purtroppo Davigo scade dal suo mandato di magistrato tra poco e ha detto che non farà mai politica. E’ un vero peccato che questo Paese perda una persona come lui

Alessandro Di Battista – PiazzaPulita 23 Marzo 2017 (INTEGRALE)

BUZZI racconta
.. e io dico, ma tutti i tifosi del PD spariti in questi giorni, se staranno a vergognà?…mmmhhh nun ce credo manco se lo vedo.
I rapporti con le giunte Rutelli e Veltroni (1993-2008, ndr ) erano ottimi, eravamo la cooperativa sociale di riferimento. Non eravamo solo noi, avevamo creato un movimento di cooperative sociali. Gli affidamenti del Comune, in epoca Veltroni, erano otto milioni di euro alle cooperative sociali. La giunta Veltroni governava i processi nella città e quindi c’era di fatto una divisione del mercato, alle cooperative sociali venivano affidate tutte le aree di pregio e le tenevamo davvero bene.
La monnezza per Roma è uno spettro minaccioso. “Noi avevamo rapporti con Ama fin dal 1995, perché nella vita bisogna essere pure fortunati e avevo conosciuto subito dopo il carcere quando la cooperativa era ancora piccolissima, e abbiamo condiviso la sede, con Mario Di Carlo. Di Carlo nel ’93 quando vince Rutelli diventa un uomo molto importante della giunta e anche Presidente di Ama, quindi io andai a trovare Di Carlo insieme a Guarany, perché noi non riuscivamo nemmeno a varcare il cancello di Ama. Di Carlo mi ricevette e mi disse una cosa b e l l i ss i m a : ‘Guarda, io non ti do il pesce, ti do la canna da pesca, se tu riesci a pesca’ bene, sennò mori de fame’, cioè se tu sei bravo farai le gare, vincerai e andrai avanti. E noi piano piano siamo entrati in Ama”.
“Eravamo preoccupati per il sistema delle cooperative basato su gare di quattro, tre mesi. Quindi ci rivolgemmo al sindaco Veltroni e chiedemmo che le cooperative fossero messe in sicurezza, nel senso: ora ci sono le elezioni non ci sa chi vince… loro sottovalutarono: ‘Vinciamo noi alla grande’; ho detto: guarda, fai una gara che chiunque arriva dopo tra Rutelli e Alemanno le cooperative sociali sono in sicurezza. Riusciamo a convincerli a fare questa procedura di gara, viene indetta in 18 mesi. Viene fatta la gara in 80 lotti, le 41 cooperative vincono i lotti e quindi eravamo sicuri che ce la consegnavano dal 1° luglio 2008 al 31 dicembre 2009, Alemanno insomma non ce può fa’niente, abbiamo vinto la gara”. “E invece che succede? Che Alemanno aveva fatto la campagna elettorale promettendo alle imprese aderenti a Federlazio che la prima cosa che avrebbe fatto se avesse vinto le elezioni era quella di andare col lanciafiamme sulle cooperative sociali e lo fece. Alle imprese gli avevamo levato la gallina dalle uova d’oro, non gli sembrava vero fare la campagna per Alemanno chiedendo in cambio il nostro abbattimento.

Antonio Codari
Parli un’oretta con Beppe e ti sembra di vivere in un altro mondo.
Sei nel film di Frank Capra “La vita è meravigliosa”……Oppure nel film “Il mondo perfetto”….. Vivi in un’altra dimensione, totalmente distaccato dalla realtà odierna. Un mondo governato dal M5S.
Parla di tutti gli argomenti, di attualità e non.
Parla di Trump e del suo programma come se lo conoscesse da sempre. E ti accorgi che ciò che ci raccontano sono tutte balle.
Parli di viabilità e trasporti e subito immagini le città senza macchine, senza più traffico e inquinamento, con trasporti alternativi, bus ecologici gratuiti,ecc.
Parli di immigrazione ed energia e ti dice che i grandi investitori mondiali non investono più nel petrolio, e che le guerre senza petrolio finiranno. Un mondo dove la comunicazione fra cittadini torni nelle piazze e nelle strade, (come una volta) non soltanto passiva e virtuale. Un mondo senza più giornali e tv che condizionino le persone, che avranno imparato a ragionare con il proprio cervello, scambiandosi le informazioni in rete. Senza più delegare nessun appartenente ad un partito politico.
Parli di poesia e letteratura e dice che i veri poeti vengono dal marciapiede, dalla sofferenza come Leonard Cohen o Pasolini e non dai salotti buoni stile Baricco o Severgnini,
Parli di Roma o Torino e ti spiega le cose eccezionali che stanno facendo le nostre Sindache.
La Raggi che ha mandato aiuti economici ad Amatrice, raccolti da noi attivisti in rete, ha mandato Roulotte e Camper nelle zone terremotate, senza alcun accenno da parte dei media
Parli dei problemi cittadini e ti dice che il M5S sta preparando dei progetti di coinvolgimento delle persone, che potranno, tramite la piattaforma on line, proporre soluzioni ai problemi della propria zona, e formare gruppi per lavorare sul territorio, senza più gli inefficienti circoli di circoscrizione, o le burocrazie delle varie giunte comunali. Poi lo saluti e torni nella realtà, vedi uno che fa sporcare il cane senza pulire, vedi un altro che getta mozziconi ovunque, vedi la vecchietta che mette in gioco la propria vita, attraversando su un passaggio pedonale….. Ma il sogno continua….
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Alessandro Di Battista
“Se il Movimento 5 Stelle dovesse andare al governo del Paese, ci presenteremo alle camere con le nostre priorità: reddito di cittadinanza, legge anticorruzione, legge sul conflitto di interessi, misure straordinarie per le piccole e medie imprese, misure straordinarie per il dissesto idrogeologico. Chi, da dx a sx, si prenderà la responsabilità di non sostenere queste priorità?”

Barone
Ci dicono che calano i disoccupati aumentano gli inattivi.
Tra un po’ ci diranno che diminuiscono i malati aumentano i morti.

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E’ MORTO GIOVANNI SARTORI

E’ morto Giovanni Sartori, considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale. L’ho avuto come docente di Scienza della Politica alla facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze, in Via Laura, che era la migliore università di Scienze Politiche del Paese, a cui andavano figli di ministri, di ambasciatori e di capi di stato stranieri.
Sartori era conciso, assertivo, privo di empatia coi discenti ma sicuro e beffardo. Era esperto di cose americane ma criticava duramente la democrazia americana. La nostra ovviamente di più.
È stato insignito di 8 lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali. Dal 1979 al 1994 ha ricoperto la prestigiosa cattedra Albert Schweitzer Professor in the Humanities alla Columbia University.
Pur avendo riconoscimenti internazionali ed essere considerato uno dei maggiori politologi del nostro tempo, nulla di quanto ha detto è stato mai preso in considerazione dai nostri politici.
Aveva attaccato la videopolitica che facilitava “la vittoria di outsider improvvisati”, facendo vincere chi aveva la meglio in “un match televisivo determinato prevalentemente dall’aspetto (la faccia che piace) e affidato a flash, a messaggi persuasivi, di 10 secondi” cosicché “l’elezione popolare diretta dei presidenti non dà più nessuna garanzia di nulla, lasciandoci esposti, senza più filtri o ammortizzatori, al rischio di una pessima selezione disastrosa”.
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Da facebook
A Giovanni Sartori non piaceva il M5S ma, contrariamente a tanti, mantenne l’onestà intellettuale di riconoscergli pubblicamente i meriti che riteneva che avesse. Così, nel 2007, commentò il V-Day ad Annozero: “Non sono grillino, Grillo non è il mio tipo, ma se riesce a dar voce alla gente, giustamente stufa come me di quest’arroganza insopportabile, mi va benissimo. Per anni noi osservatori siamo andati a sbattere contro un muro che non lasciava varchi: Grillo ne ha trovato uno. Noi siamo stati profeti disarmati, non abbiamo ottenuto niente di concreto contro il muro corazzato e la sicumera dei politici. Grillo ha trovato la crepa, come un profeta armato: vivaddio. È esploso il coperchio di una pentola che non eravamo riusciti a scoperchiare: lui sì”.

RIDERE :- )

Da piccolo dicevo sempre: “Mamma, mamma, portami allo zoo!” Me responneva : “Se te vogliono vede vengono a casa!”
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L’asino che vola
amilga quasino

gli asini che volano
mi fanno venire l’emicrania
e non vale neanche la pena
di farne un giuoco al bersaglio
meglio lasciarli ragliare
fino all’ultimo respiro
per un’ultima crisi di asma

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Due amici si incontrano dopo tanto tempo e come spesso accade si raccontano le loro vicissitudini. “E tua figlia come sta?” dice uno. E l’altro: “Bene bene…” e cambiando discorso: “ma raccontami ancora di te…”. Ma l’amico insiste: “Cosa c’è… qualcosa non va?”. E il primo: “Pensa, quella disgraziata fa il mestiere più antico del mondo! “. L’amico, imbarazzato, tenta di cambiare a sua volta discorso: “Vabbè… ma gli affari come vanno?”. E il primo: “Se è per quello anche troppo bene, pensa, il sabato mia moglie le dà una mano!”.
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TRIONFANTE SUMMIT PER I 60 ANNI DELL’Ue

Vittoriosmail
Roma ospita un summit dei politici europei in piena emergenza rifiuti. I netturbini dovranno stare attentissimi a non fare confusione.
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Rocco Gazzaneo
Attese a Roma 120 personalità per il summit dell’Unione Europea. Civati c’è.
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Luca’s jokes
La Lega diserta i lavori della Camera per i 60 anni dei trattati europei. Devono aver letto “lavori”.
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Notturno concertante
“Noi, i leader dei Ventisette e delle Istituzioni europee, siamo orgogliosi dei risultati dell’Unione”.
In Grecia ogni giorno fanno la ola.
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Per non restare nell’ombra rispetto al vertice di Roma, sabato Renzi inaugurerà un nuovo supermercato a Rignano sull’Arno.

Pirata21
Chiuso lo spazio aereo su Roma e 8000 uomini di guardia. Manco fosse il funerale di un Casamonica.

Rostokkio
Roma blindata per il vertice UE, 8.000 agenti in strada. Schäuble potrebbe colpire ovunque.
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Luca’s jokes
(E comunque voglio vederlo il black bloc in carrozzina muoversi con disinvoltura a Roma domani.)

Maurizio Neri
Imponenti misure di sicurezza a Roma. Ci sono cecchini anche nelle buche.

Pirata 21
Gentiloni:”Tutti abbiamo rinunciato a qualcosa per l’interesse comune”. Tipo quando sono rimasti mezz’ora in più per salvare Minzolini.
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La maga a una giovane ragazza: “Lei sposerà presto un uomo meraviglioso, bello, simpatico, intelligente…”. La cliente allora domanda: “E del mio fidanzato che ne faccio?”.
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“Dottore mi aiuti… ho una palla che diventa rossa e lampeggia!”. “Possibile?… mi faccia vedere…”. L’uomo si spoglia e il dottore in verità vede una palla rossa che lampeggia tic… tac… tic… tac… “Incredibile… mai visto niente di simile…”. “Cosa può essere?” “Mi dica, quanti anni ha?”. “Dottore, sono quasi 65!”. “Ah… ho capito… lampeggia perché è in riserva!!!”
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Questa mattina entro nel negozio di un distributore di benzina: “Assumete degli impiegati?”. “No, siamo al completo. Abbiamo già tutti i lavoratori che ci servono”. “Bene! Allora che ne dite di mandarne qualcuno fuori per farmi il pieno?!?”
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La signora Rossi è su una nave da crociera, avvicina il capitano e gli chiede: “Mi scusi, capitano, questa è la mia prima crociera e mi stavo chiedendo se le imbarcazioni di questa stazza affondano spesso”. E il capitano con lo sguardo fisso all’orizzonte: “No, mai più di una volta”.
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http://masadaweb.org

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