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Sunday March 26th 2017

MASADA n° 1838 18-3-2017 IL POTERE SPORCO

MASADA n° 1838 18-3-2017 IL POTERE SPORCO
Blog di Viviana Vivarelli

Lo Stato rinnega lo Stato: i casi Lotti e Minzolini- Fumus eversionis – Quello che disse Mattarella dopo la condanna di Previti – Licenziamo Mattarella se non fa il suo dovere! Un miliardo risparmiato e una carica inutile in meno – Le mani sul potere: il triangolo maledetto – Le idi di Lotti – L’informazione rovesciata – Un atto eversivo – La legge Severino – Con la flat tax l’Italia si offre come paradiso fiscale – Gentiloni cerca rispettabilità – O sospendere Lotti o cacciate Marroni – Le assurde regole per avere 400 euro – Al Lingotto vedean asini volare e uno parlava…

Dichiariamolo in modo ben chiaro:
Il Parlamento NON HA alcun diritto né legale né costituzionale di stravolgere una sentenza passata dalla Cassazione
Può solo riunirsi per applicarla, in questo caso iL Senatoi poteva solo votare la decadenza, per cui qualunque opinione contraria è ILLEGALE E INCOSTITUZIONALE

L’urlo fascista era: “A NOI !” e ancora: “Andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada! “. Ora tutto ciò si ripete turpemente nei fatti. Abbiamo la delinquenza al potere. Che si pone in un’orgia di onnipotenza bieca sopra la legge, sopra la democrazia, sopra la libertà, sopra ogni rispetto istituzionale, sopra ogni dovere nazionale all’insegna di: “Noi siamo Noi e voi non siete un cazzo!”
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Misera è la vita negli abusi di potere..”
F. Battiato

UNA COSCA DI CORROTTI
Viviana
L’Italia ha cessato da tempo di essere uno Stato di diritto. Ma, grazie a questi impostori, sta diventando sempre più una oligarchia marcia e corrotta, basata sull’omertà e la complicità di sodali e camerati, compagni di mazzette e di abusi, legati da patti inaccettabili che fuoriescono da ogni legittimità istituzionale. L’atto ultimo e orrido di un Parlamento che, per tutelare due dei propri delinquenti, rifiuta di applicare una sentenza che AUTOMATICAMENTE produce la decadenza da Senatore per cui al Parlamento è chiesto solo di applicarla e non di contrastarla, segna la caduta fuori da ogni legalità di un consesso di eletti che ormai sbarella come una mafia a delinquere, in preda a delirio di onnipotenza e fuori da ogni possibile accettazione democratica. E che ci siano media che sostengono questo traboccamento da ogni confine giuridico e istituzionale dà la misura di quanto taluni siano caduti in basso.
Posso solo sperare che le prossime amministrative diano un’ulteriore botta a questa baracca ormai sfasciata di luridume e illegittimità che sta portano al degrado le istituzioni e a morte il Paese tutto intero.
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DOVE FINISCE LA LEGGE, COMINCIA LA TIRANNIA” (William Pitt)

Harry Haller
…er Fisico, a proposito, ha dichiarato: “Mah, riusci’ a separà er culo loro da ‘a poltrona, sarebbe n’ traguardo, storico, straordinario: ner processo de separazzione, se libererebbero energìe spaventose, tanto che quelle de ‘a fissione nucleare, ar confronto, je farebbero ‘na sega”.
-“Grazie, Prof.”
-“Nun c’è de che”.
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-“ve spiego l’esperimento?”
-“Ma no, non si disturbi”
-“Allora ve ‘o spiego ‘o stesso; dunque, se mette n’Onorevole co’ ‘a portrona sua dentro a l’acceleratore de bustarelle, e se spara ne l’anello, co’ ‘a la velocità de ‘a luce, ‘na mazzetta arrotolata fatta co’ bijetti da cento Euri: quanno questa passerà davanti a l’Onorevole, ce aspettamo ‘no scatto furmìneo de questi, er quale, cercanno de afferrà ‘a mazzetta a la velocità de ‘a luce mortipricata pe’ ‘a costante de Poggiolini, dovrebbe (e sottolineo “dovrebbe”), staccarse così da ‘a portrona”
-” da quanto ci state provando?”
-“Da ‘na vita: purtroppo, l’Onorevole riesce sempre a becca’ ‘e mazzette senza stacca’ er culo da ‘a portrona, ma noi, nun demordemo”…
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Qui non c’è nulla: né dx né sx. Qui si vive alla giornata, fra l’acqua santa e l’acqua minerale”.
Leo Longanesi
Io direi piuttosto tra un appalto e una mazzetta penale.

FUMUS EVERSIONIS
Marco Travaglio

Un amico avvocato calabrese ci racconta la storia di Maria, una sua cliente poverissima, separata dal marito e con un figlio a carico, che sbarca il lunario vendendo patate. Ha anche provato a partecipare a concorsi pubblici, ma è sempre stata respinta per via di una piccola condanna in primo grado in seguito alla denuncia del suo ex, per non avergli fatto vedere qualche volta il figlio. In attesa del processo d’appello, che non viene fissato da tre anni, il reato è caduto in prescrizione, ma finché non arriverà il proscioglimento la signora Maria non potrà aspirare ad alcun impiego pubblico. Il che, nella regione col record europeo di disoccupazione, equivale alla morte civile. Ora immaginate come dev’essersi sentita questa povera donna l’altra sera, quando ha appreso dai tg che il Senatore della Repubblica Augusto Minzolini, condannato in via definitiva a 2 anni e mezzo di reclusione e di interdizione dai pubblici uffici per peculato, cioè per aver rubato 65 mila euro di soldi pubblici alla Rai pagando spese private con la carta di credito aziendale, era stato salvato dalla decadenza grazie ai voti di 137 suoi colleghi di dx, centro e sx. Dunque non solo non va in carcere, ma resta Senatore a botte di 15 mila euro netti al mese, più i contributi pensionistici. Cioè continua a sedere abusivamente nel luogo più pubblico che esista in barba all’interdizione dai pubblici uffici e alla legge Severino, in base a cui è tecnicamente decaduto da oltre 16 mesi, cioè dal giorno della sua condanna in Cassazione (12 novembre 2015).
Abbiamo già scritto e confermiamo che il voto su Minzolini va ben oltre la sua persona e il suo destino. Quello che l’altroieri hanno voluto affermare i Senatori di Forza Pd, salvandolo dalle conseguenze di una legge che essi stessi avevano approvato nella stessa aula meno di cinque anni fa, è un principio che deve valere d’ora in poi per tutti i bramini della Casta: la legge è uguale per gli altri, ma non per noi; i tre gradi di giudizio valgono per gli altri, mentre noi ne abbiamo un quarto di giustizia domestica, nel senso che per noi non è definitiva neppure la condanna di Cassazione, perché poi ci giudichiamo da soli. Quando questi concetti eversivi li teorizzavano i berluscones, tentando di trasformare il Parlamento in una Supercassazione per salvare prima Previti e poi B. dall’interdizione perpetua e (nel caso di B.) anche dalla decadenza imposta dalla Severino, il Pd si stracciava le vesti. Ora dice e fa le stesse cose. Chissà se la svolta sovversiva è condivisa da colui che forse non lo sa, ma è il garante supremo della Costituzione: il Presidente della Repubblica.
Il 31 luglio 2007, quando il cdx alzava le barricate per Previti, un certo onorevole Sergio Mattarella, che a occhio e croce dovrebbe essere l’attuale capo dello Stato, dichiarava alla Camera: “Quello che oggi in quest’aula celebriamo non è un giudizio nel merito delle accuse formulate nei processi all’on. Previti. Non ci compete. Siamo chiamati a prendere atto di una decisione formulata dalla magistratura in tre gradi di giudizio e passata in giudicato con la pronunzia della Corte di Cassazione. Ne dobbiamo prendere atto e assumerci la responsabilità delle conseguenti decisioni che competono soltanto a questa Camera. Non è possibile in alcun modo, con nessun argomento, complicare la realtà dei fatti che è, al contrario, estremamente semplice. Un cittadino interdetto in perpetuo dai pubblici uffici non è più titolare dei diritti elettorali, non può più votare e di conseguenza non può più essere eletto, e se è già stato eletto ed è parlamentare decade dal suo mandato ai sensi dell’art. 66 della Costituzione… sopra la quale non vi è null’altro, e sottolineo nulla… L’on. Previti è divenuto, dopo le elezioni, ineleggibile… È sempre la Costituzione all’articolo 56 che dispone che può essere deputato soltanto chi può votare, e ciò non è più consentito all’on. Previti per effetto di quella interdizione. La funzione di deputato è appunto indiscutibilmente un pubblico ufficio, e non gli è più consentito di ricoprirlo. Soltanto la Camera… può disporne la decadenza o accettarne le dimissioni, e noi siamo chiamati a farlo, salvo violare le regole della Costituzione e della legge, norme chiare e stringenti… Vi sono stati nel dibattito odierno alcuni abili, talvolta acrobatici tentativi di formulare argomentazioni volte a contestare la decadenza e le conclusioni della giunta, o addirittura a sostenere l’impossibilità di decadenza di un parlamentare, senza riflettere che ciò significherebbe che un parlamentare, qualunque colpa abbia commesso, qualunque fosse il reato da lui commesso, qualunque responsabilità abbia di qualunque natura, sarebbe comunque inamovibile: conclusione infondata, ma anche aberrante. Si tratta di tentativi che si infrangono contro la chiarezza di quelle due norme della Costituzione. Noi siamo chiamati a prendere atto semplicemente della verità dei fatti e ad adempiere al dovere di rispettare le regole poste dalla Costituzione e dalla legge”. Parole che, sostituendo Previti con Minzolini, Camera con Senato e interdizione perpetua con interdizione temporanea (di 2 anni e mezzo), si possono ripetere pari pari sul voto dell’altroieri in Senato, a beneficio di tutti i Senatori paraculi che discutevano financo la fondatezza di una sentenza definitiva, farneticavano di fumus persecutionis (dopo la Cassazione!), tiravano in ballo la loro improbabilissima “coscienza” e contestavano la (loro) legge Severino senza peraltro abolirla (ma, se anche la abrogassero, Minzolini dovrebbe sloggiare comunque, essendo interdetto dai pubblici uffici). Mattarella ha per caso cambiato idea? Oppure Mattarella non è più Mattarella? Fiduciosi e deferenti, attendiamo lumi dal Garante Supremo. Se non vuol farlo per noi, lo faccia per la signora Maria.

Viviana
Fanno e poi disfano quello che hanno fatto. Avanzano a colpi di decreto, di fiducia e di alleanze oscure e sospette, di legami sporchi, di mazzette e omertà. Fanno leggi che disattendono per primi mostrando al Paese l’esempio orrido di un Parlamento che è il primo trasgressore delle leggi che ha fatto lui stesso. Si autoassolvono me non gli basta ancora e vogliono peggiorare la Giustizia per rendersi ancora più impuniti. Hanno frodato i risparmiatori, i lavoratori, i malati, gli utenti della scuola, i giovani, i pensionati, i disabili, i commercianti, i piccoli produttori… Hanno rovinato la scuola e la sanità. Distrutto la giustizia. Fregato i diritti dei lavoratori. Calpestato la democrazia. Hanno allargato a dismisura i vaucher; ora li tolgono tutti per paura del referendum che sancirebbe un’ulteriore catastrofe. Hanno fallito con gli 80 euro che sono costati 20 miliardi con aumento di tasse e la beffa di 440.000 poveri diventati più poveri che hanno dovuto restituire quanto ricevuto. Hanno fallito col Jobs act che ha tolto diritti senza aumentare il lavoro, con la riforma della pubblica amministrazione, con la riforma della Costituzione, con la cancellazione dell’art. 18, col fiscal compact. Ora ci riprovano con una riforma deformante della Giustizia fatta su misura per una Casta di malfattori. Hanno fallito col fisco, con gli investimenti, coi controlli, con gli appalti. Si sono resi disgustosi coi terremotati. Vanno avanti a promesse e mancette. Accusano gli avversari di sputare su democrazia e libertà quando loro stessi non fanno altro e rifiutano di rifare il sistema elettorale perché sono terrorizzati dalle votazioni e hanno appena fatto un governo bis con gli stessi già rifiutati dagli elettori. Ora ci riprovano promettendo aiuti ai più poveri ma sono talmente malfatti che gli aiuti sono morti prima di essere nati. Legiferano male e poi ci mettono delle toppe che sono peggio del buco. Come dice Edoardo “Su uno strunz puoi mettere tutto o Ruhm che vuoi nu sarà mai nu Babà”.

Molte cose mi fanno vomitare da tempo e devo trattenermi dal desiderare una rivoluzione violenta che faccia tabula rasa di questi criminali, ma da giorni ho dei veri conati nel vedere che:
-il Parlamento pretende di non applicare a se stesso la legge che si è appena data
-i parlamentari esultano inebriati e beoti per la vittoria dei delinquenti impuniti
-i piddini attaccano i 5stelle per reati inesistenti pretendendo di scaricare sulle loro inezie i propri orrendi crimini contro la libertà, la democrazia e la giustizia
-i media sono stesi ormai a terra, prostituiti nel tentativo perverso e umiliante di dar loro ragione attaccando chi meno ha colpe in questo inferno di sporcizia
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Lo sai chi potrà salvare il mondo?
Un uomo che coltiva il suo campo di grano,
chi è contento di quello che ha,
chi accarezza un animale,
chi sa perdonare…chi rende felici gli altri.

Romano Battaglia
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LA SALVEZZA ILLEGALE DI MINZOLINI
Antonella Caporale

Minzolini salvato da un Parlamento eversore. Il Parlamento fa le leggi e ha il potere di abrogarle. L’unica cosa che non può decidere è rifiutarsi di applicarle. E riguardo alle sentenze di decadenza da pubblica funzione, fosse anche da parlamentare, l’unica cosa che può fare è eseguirle. La scelta compiuta dal Senato di rifiutare la decadenza dallo status di Senatore per Augusto Minzolini è tecnicamente eversiva perché obbedisce non al potere della legge ma al diritto superiore e ingiudicabile di eletti che scelgono di sottrarsi alle regole che essi stessi si sono date.
Se è il Parlamento ad essere eversore il danno civile, politico ed etico che si procura al Paese è enorme. Il giudizio che si trarrà è che la Casta difende solo e unicamente se stessa, e che in nome del potere si scambiano le difese, oggi tu voti a favore di Lotti e domani io ti assolvo Minzolini, si distruggono le leggi a piacimento e si procede nella discrezione assoluta.
E chi solo ieri parlava di garantismo, la garanzia che la legge pone a difesa dell’imputato, oggi calpesta il garantismo, la garanzia per tutti che la legge sia uguale per tutti e soprattutto applicata nei confronti di tutti. E chi ieri dichiarava di combattere il populismo, quel senso barbarico di essere per principio contro, oggi ne gonfia le vele in ragione dell’equazione: se sei potente ti salvi sempre, se sei sfigato soccombi sempre.
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E per fortuna che la decadenza di Minzolini secondo la Severino doveva essere IMMEDIATA! Sono passati 16 mesi da quando è stato condannato definitivamente e 7 da quando la Giunta per le immunità ha votato la revoca del suo mandato. E intanto lo sciagurato ha continuato a prendere lo stipendio di 10.000 euro al mese, la diaria, i rimborsi…Ma poi che salvezza è quella di Minzolini? E’ stato interdetto dai pubblici uffici. Non può votare. Non può essere votato. Non può compiere nessuno degli atti propri di un senatore. Sta lì per finta, prendendo i suoi 10.000 eurini al mese. In 7 mesi passati inutilmente da che la giunta ha votato la revoca, è costato ai contribuenti 66.382 euro solo come senatore, senza calcolare rimborsi spese, diaria… Non c’era mai tempo, non c’era mai modo. E noi dobbiamo vedere l’aula deserta da questi mangiapane a tradimento che non si degnano nemmeno di occupare il loro scranno e che quando, finalmente si ritrovano per decidere qualcosa, è sempre per il loro maledettissimo interesse.

Il magna magna

LA LEGGE SEVERINO
La legge Severino fu votata il 6 novembre 2012 dalla maggioranza che sosteneva Monti e dunque primariamente dal Pd, ma era già stata in parte predisposta durante il governo Berlusconi, mentre Ministro della Giustizia era Alfano. La sua necessità si era resa impellente a causa dello scandalo suscitato in Europa da alcuni studi compiuti dall’UE e dall’OCSE in materia di corruzione che stimavano un costo per lo Stato italiano di 60 miliardi l’anno, pari al 3,8% del Pil (con una media UE dell’1%). In un rapporto del 2011 l’Italia figurava come il terzo Paese OCSE più corrotto, con un punteggio CPI (Corruption Perception Index) pari a 6.1. La percezione della corruzione nelle istituzioni governative e locali in Italia sfiora il 90% (Svezia 15%). Il costo delle truffe e della corruzione negli investimenti pubblici – scrisse l’Ocse – non è solo economico ma politico e istituzionale con seri risvolti per la legittimazione dell’apparato dello Stato e la capacità delle istituzioni governative di funzionare in modo efficace. Per l’Ocse “c’è una forte relazione” tra la corruzione percepita e la fiducia nel Governo. Più alta è la corruzione percepita, più bassa è la fiducia nelle istituzioni. L’Italia era stimata il Paese più corrotto d’Europa, di poco sopra Grecia e Romania con un costo a causa della corruzione di 60 miliardi con conseguente fuga degli investimenti stranieri, costo più alto del debito e discredito internazionale. Nel 2014 si scriveva: “Il costo della corruzione di 27 Paese europei è stato stimato in 120 miliardi di euro. Il costo della corruzione della sola Italia, grazie ad una Casta di politici corrotti, è stato stimato in 60 miliardi di euro, metà dell’intera corruzione europea. La Germania, che è il Paese più ligio alle leggi in Europa, ha nelle sue carceri 8.700 corrotti. Sapete quante persone sono nelle carceri italiani per il reato di corruzione? 14. Quanti politici? A voi la risposta. Il voto del Senato che ha respinto la decadenza di Minzolini, che era un atto dovuto, conferma cupe previsioni di futuri orrori.

Tra le misure principali che furono prese per combattere la corruzione in Italia :
si individuò una Commissione indipendente di controllo
si dettarono specifiche misure volte alla trasparenza dell’attività amministrativa, compresa l’attività relativa agli appalti pubblici
si pose una più stringente disciplina delle incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi
si dispose un obbligo di rotazione dei dirigenti degli uffici a maggior rischio di corruzione
Incandidabilità alle elezioni politiche per coloro che avessero riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione.
Divieto di assunzione e svolgimento di incarichi di governo
Sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali
Durata dell’incandidabilità di 6 anni anche in assenza della pena accessoria, e nel caso di abuso di potere aumentata di 1/3
chiunque abbia una carica pubblica decade immediatamente da essa per pena superiore ai due anni
E allora? cosa ne facciamo della Severino?
Applichiamo le pene sulla corruzione solo alla plebe?
Questo tutti hanno votato. Questo tutti hanno calpestato.
La giustizia muore sotto i loro piedi sozzi. Lo schifo trabocca verso chi ha fatto queste cose e chi le ha approvate. Sono entrambi distruttori della democrazia.

Capacchione, la nota giornalista antimafia eroina di Saviano: “Su Minzolini era tutto molto vago e confuso…”.
Capacchione, c’è una legge precisa che ordina la decadenza automatica del parlamentare condannato a più di due anni di carcere. Minzolini per aver rubato è stato condannato a due anni e mezzo. Capacchione, quale di queste parole ‘condannato’, ‘rubato’, ‘2 anni e mezzo’, ‘decadenza’ non riesci a capire?
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Sempre più il Pd e i suoi compari appaiono come una congerie fascista, che calpesta il diritto, la legalità, la democrazia.
Sempre più i 5stelle appaiono come i nuovi partigiani che combattono contro un potere oppressore.

Sciagurato chi erra, e dopo aver sbagliato continua a sbagliare. La strada dell’inferno è a una sola direzione e porta sempre in discesa.
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PIRLAGGIO DI REGIME- PER QUELLI CHE DIFENDONO IL VOTO OMERTOSO SU MINZOLINI
Viviana Vivarelli

Forse qualcuno pensa che, visti i pirla che sono al potere, sia bene mettersi in prima posizione in pirlaggio per ossequio a quello di regime, ché magari poi ne verrà qualche utile, e li vedo bene affaccendati in questa operazione di cretineria o servaggio al potere
Ovviamente costoro non si sono smentiti nemmeno in questa occasione, in cui,senza capire come al solito una cippa di leggi e di diritto,hanno dato addosso ai 5stelle che volevano le dimissioni di Lotti ormai impresentabile o hanno votato per la decadenza di Minzolini
Ma lo ripeto,convinta che ancora una volta non capiranno un accidente:
-la Costituzione in nessun suo punto dice che una delle due Camere può ‘contestare’ una sentenza passata in giudicato
-la legge Severino ordina l’immediata e AUTOMATICA decadenza del parlamentare che abbia avuto dopo i 3 gradi di giudizio una condanna a più di 2 anni, per cui il Senato non aveva nessun diritto a ‘eccepire’, ‘contestare’ o ‘rifiutare’ la sentenza
Doveva solo RECEPIRLA e APPLICARLA!
E’ chiaro il significato dei verbi ‘recepire’ o ‘applicare’?
Siamo il paese è che ha più gradi di giudizio al mondo e abbiamo i parlamentari talmente protetti da privilegi, abusi e salvaguardie che non ne va uno in galera nemmeno se ammazza un bambino in diretta. Oltre a ciò questi farabutti non fanno che proteggersi tra loro come in una cosca mafiosa con la massima e puttanesca omertà possibile.
Ma nemmeno a loro per legge e per Costituzione è consentito ‘eccepire’, ‘rifiutare’, ‘contestare’ o ‘rovesciare’ una sentenza passata in giudicato
POSSONO SOLO APPLICARLA !!

LE MANI SUL PAESE- IL TRIANGOLO MALEDETTO
Viviana Vivarelli

Grazie all’uso spregiudicato del potere di Renzi, tre famiglie scalano potere, governo e banche. Carrai, Boschi e Lotti. Tutte e 3 sono a chilometro zero, emergendo di colpo dal piccolo triangolo tra Rignano sull’Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina. Scambi di favori, assunzioni di parenti, concessioni di mutui, gestione di appalti: così il legame tra i tre big del Pd si consolida rapidamente con una ascesa spettacolare. Persone totalmente ignote, grazie allo ‘statista di Rignano’, emergono di colpo dalla sperduta provincetta toscana per ricoprire i ruoli chiave del governo. Ognuno di questi obliqui personaggi era fino a ieri un italiano ignoto ed ecco che Renzi lo fa assurgere a incarichi importanti, nomine prestigiose, partecipazioni eccellenti. Ognuno porta con sé mariti, fidanzate, fratelli, cognati, nella scalata all’albero del potere per costituire un familismo ‘eccellente’ quanto corrotto. Rignano sull’Arno (8.700 abitanti), Montelupo Fiorentino (14mila) o Laterina (3.500) , tre Comuni da nulla producono tre rampolli con 3 babbi che sono una meraviglia assoluta nell’albo delle inchieste per corruzione. In questo tristo familismo amorale il Pd si prostituisce pretendendo di rappresentare ancora qualcosa di nazionale. Il Pd non vota la sfiducia. La rappresenta.

Una legge contro la corruzione nella pubblica amministrazione come la legge Severino, votata da tutti i partiti per far fronte all’incredibile degrado etico dell’Italia che porta a 60 miliardi di perdita l’anno, a una delegittimazione dell’Italia a livello mondiale e a crimini di fatto impuniti, quella legge Severino è stata calpestata dai medesimi partiti, che si sono posti con una arroganza intollerabile al di sopra della legge e hanno dichiarato con supremo sprezzo dell’etica e dell’opinione pubblica di fregarsene del Diritto e di imporre la propria onnipotenza con la pretesa di essere impuniti rispetto ai doveri e alle sanzioni del cittadino comune. Questo atto di tracotanza dovrebbe essere portato davanti alla Corte di Giustizia europea con una denuncia popolare. Se chi governa calpesta la legge che lui stesso ha comandato, quel Governo diventa ipso facto illegittimo e criminale. La legge Severino prescrive che se un parlamentare o altro soggetto della funzione pubblica riceve una condanna passata in giudicato superiore ai due anni di carcere, scatti AUTOMATICAMENTE la sua decadenza. AUTOMATICAMENTE !! Un simile immediato automatismo rende del tutto superfluo il voto di sfiducia del Parlamento che deve limitarsi a constatare le conseguenze della condanna e applicarla senza discuterla, a meno che non si voglia porre il principio che l’opportunismo politico è più forte di qualsiasi condanna della Magistratura, con ciò stabilendo il primato dell’organo parlamentare sull’organo giudiziario, primato che fa cadere immediatamente il principio dell’equilibrio dei poteri, fondamento di ogni democrazia. La frase continuamente ripetuta da ogni politico indagato che “è sereno, in quanto ha fiducia nella Magistratura e che non tollera alcuna sentenza che non provenga da questa”, diventa grottesca quando la sentenza di condanna c’è ed è al 3° grado di giudizio, dunque inappellabile, e ciò nonostante il Parlamento pretende di farle uno sberleffo, negandone gli effetti e salvando i rei, per omertà in corruzione e autodifesa di Casta. Se i reggitori dello Stato essi per primi calpestano le leggi che hanno fatto, cade ogni legittimità del loro potere ed essi crollano al rango di delinquenti. Il loro reato è tanto più grave in quanto, commettendolo, vanificano quei principi su cui si fonda uno Stato civile: l’osservanza della legge e la certezza della pena.. Ma il Parlamento nelle sue parti peggiori ha sancito la regola del garantismo assoluto per cui nessuno voterà mai la sfiducia a nessuno, peggio ancora: chi ha trasgredito la legge sarà premiato, non solo non andando in galera, ma salvando tutti i benefici della sua carica di parlamentare. Questa non è solo una sfida al popolo italiano ma uno schiaffo alla Magistratura e una condanna senza appello per corruzione e omertà criminale a interi partiti che diventano complici del reo.

Il Pd lasciò vergognosamente passare due mesi tra la condanna di Berlusconi in Cassazione per frode fiscale e la sua decadenza da Senatore. Ma ora ha fatto di peggio: ha proprio rifiutato di applicare la sanzione di decadenza dei pubblici uffici di Minzolini, condannato a 2 anni e mezzo di carcere per furto reiterato, e ha rifiutato di sospendere il Ministro Lotti, braccio destro di Renzi, gravemente accusato di intralcio alle indagini e rivelazione del segreto d’ufficio in uno scandalo gravissimo che coinvolge i più stretti amici di Renzi e che i media tentano disperatamente di nascondere. Per molto meno si dovettero dimettere la Cancellieri, Lupi, Scajola, Calderoli, la Guidi, Marino, la ministra Idem.. ma oggi il senso etico del Pd è caduto ancora più in basso. Tutti quelli che si dovettero dimettere, insieme a Berlusconi, dovrebbero ora chiedere un risarcimento e un reintegro nelle pubbliche funzioni, un premio addirittura, visto che l’andazzo criminale imposto dall’infame patto Pd/Fi ormai è quello di una omertà assoluta che esclude la decadenza, la sospensione o le dimissioni da qualunque carica pubblica anche dopo sentenza passata in giudicato, cioè l’onta suprema ad ogni criterio di civiltà e giustizia. Cancellate dai tribunali quella Giustizia bendata che dice che “la legge è uguale per tutti” e sostituitela dall’effige di Verdini con la scritta: “Chi è amico del potente è sempre assolto!”
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Vi ostinate a dire che l’onestà non è un programma di governo? Vi assicuro che la corruzione politica è un programma di distruzione di massa.

Lotti, detto ‘er lampadina’, come molti toscani, ascende con velocità rapidissima e senza meriti visibili, da posizioni infime ai posti di comando. Era assessore nel Paesino di Montelupo fiorentino (14.000 abitanti) ed ecco di colpo Ministro dello Sport (e Renzi voleva pure metterlo a capo dei servizi segreti!!!).

UN ATTO EVERSIVO
Viviana Vivarelli

Qualcuno ha avuto la faccia di scrivere che “il Parlamento non può sottostare alla Magistratura”!
Ma ha idea di cosa sta dicendo?
Perché non si va a studiare la Costituzione?
Perché non fa qualche ricerca su cosa vuol dire ‘Stato democratico’?
Lo sa o no che il fondamento di qualsiasi democrazia è, da Montesquieu in poi, la separazione e l’equilibrio dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, ognuno sovrano per le proprie competenze?
Riesce a capire che calpestando una sentenza passata in giudicato, il Senato ha respinto il potere sovrano della Magistratura, aprendo un contenzioso impossibile, in cui ha totalmente torto in virtù della Costituzione e della legge Severino che questo stesso Parlamento ha voluto e votato?
Ma davvero quel qualcuno crede che un Parlamento possa calpestare e disconoscere le proprie leggi e rinnegare le sentenze della Magistratura, solo perché gli fa comodo, solo perché accettando la condanna di uno teme che sia rovesciato il potere di tutti?
Si rende minimamente conto che con questo atto obbrobrioso il Senato ha sputato in faccia alla Nazione, ha disonorato se stesso, ha prodotto un incancellabile lesione del Diritto, della forza della legge, della certezza della Pena, ha sporcato le istituzioni, ha coperto di vergogna l’Italia davanti agli occhi del mondo?
Quale Stato credete possa sopravvivere se la legge viene violata da quelli stessi che ne dovrebbero curare il rispetto e l’osservanza?

L’INFORMAZIONE ROVESCIATA
Andrea Scanzi

L’informazione italiana è sempre più affascinante. Non è grave che il Senato abbia reso oscenamente inattaccabile Minzolini, salvato da renziani, forza italia e frattaglie più o meno zozze. No: sono gravi le parole di Di Maio. Renzi in campagna referendaria (che poi ha perso: suca) ripeteva che Minzolini era uno dei motivi per cancellare il Senato (che peraltro non avrebbe cancellato); ora lo salva, col suo codazzo di giannizzeri arroganti che si arrabbiano pure se li critichi (vi segnalo Zanda, l’uomo che si pettina col pennello cinghiale e poi lo presta a Pesalic per la stessa pettinatura). Ma la cosa grave non è mica questo atteggiamento immorale e indecente. No: la cosa grave sono le parole eversive di Di Maio. Siamo alla follia, o se preferite alla faccia come il rondolino. Pare che il problema, per molti fenomeni del pensiero debole, sia ora il rischio che gli italiani si incazzino troppo. Ma magari si incazzassero. Ma-ga-ri. Magari si incazzassero e si ribellassero. Sono secoli che sopportiamo una classe politica quasi sempre irricevibile. Abbiamo (hanno) sopportato Berlusconi vent’anni e c’è addirittura chi crede ancora in quel pinolo epocale che si fa scrivere i testi da Baricco. Roba da matti. Se gli italiani la smettessero di infervorarsi per giorni e giorni (solo) sui rigori della Juve o del Milan, e lo facessero per cose più serie, e peggio ancora più gravi, non saremmo certo messi come siam messi. Diamoci una svegliata, cazzo.
P.S. Nel frattempo, grazie a mosse simili, il M5S cresce sempre più. I renziani (e derivati) non sono solo eticamente sbarazzini: sono pure politicamente gonzi.

LE IDI DI LOTTI
Marco Travaglio

Forse era meglio un Parlamento deserto, come quello che lunedì doveva discutere del testamento biologico. Così almeno ieri non avremmo assistito allo spettacolo inverecondo del caso Lotti. Inverecondo non perché il Senato ha respinto, com’era scontato, la mozione di sfiducia al ministro renziano dello Sport. Ma per quello che è toccato ascoltare ai cittadini che hanno avuto la disgrazia di assistere al dibattito (inclusa una sventurata scolaresca di giovani leccesi): l’ennesima autoassoluzione di una classe politica marcia dalle fondamenta, all’insegna del “Lotti sei tutti noi e noi siamo tutti Lotti” . I pidini parlavano come i berlusconiani dei tempi d’oro (“gogna mediatica”, “processi sui giornali”). I berlusconiani davano loro il “benvenuto in Italia” e ne approfittavano per riabilitare il loro leader pregiudicato e la loro delegazione distaccata presso le patrie galere (compreso Cosentino che ieri ha collezionato altri 7 anni di carcere). Un tal Marcucci (Pd) spacciava l’ad di Consip Luigi Marroni, accusatore di Lotti, per un fedelissimo del governatore toscano Rossi appena uscito dal Pd, quando tutti sanno che, dopo aver lavorato con Rossi, Marroni fu piazzato in Consip da Renzi & C. perché renziano e lottiano fino al midollo. Lo stesso Marcucci invitava Luigi Di Maio a “farsi processare”, scordandosi di precisare per quale reato. Il pidino Zanda ricordava di aver presentato mozioni di sfiducia individuale a ministri, ma ora che c’è di mezzo Lotti ha scoperto che “le mozioni di sfiducia individuale sono incostituzionali”; poi affermava che Lotti non ha commesso reati perché lo dice lui (Lotti).
Vecchie lenze, muffe, pance e dentiere vedove inconsolabili della Prima Repubblica, già che c’erano, santificavano pure i ladri di Tangentopoli e Mafiopoli. Mancava solo il monumento equestre a Caino e il processo ad Abele, ma prima o poi ci si arriverà. Il sottotesto di quasi ogni intervento da dx al centro a sx era questo: la politica è una cosa sporca, tutti hanno “qualche peccatuccio” da farsi perdonare e, siccome rubano tutti perché è giusto così, nessuno si azzardi a parlare di legalità e moralità: i panni sporchi si lavano in famiglia, una mano lava l’altra e tutti contro i pm (anzi la Repubblica delle procure e delle torture) e la stampa libera. Eppure bastava applicare a Lotti il principio di responsabilità politico-morale, non penale, che Renzi & C. avevano ben chiaro sui ministri non renziani del governo Letta (e persino del governo Renzi), anche per scandali infinitamente più lievi del caso Consip: Idem, Cancellieri, Alfano, De Girolamo, Lupi e Guidi.
“Ci si dimette per questioni politiche ed etiche, non per gli avvisi di garanzia”, diceva Renzi sul Rolex e il contrattino al figlio di Lupi. E sul sequestro Shalabayeva: “Se Alfano sapeva, ha mentito e questo è un piccolo problema. Se non sapeva è anche peggio”. E sulle telefonate della Cancellieri ai (e per i) Ligresti: “L’idea che ci siamo fatti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. È la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile. Non è un problema giudiziario, dunque, è peggio: è un problema politico che ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’imparzialità del ministro della Giustizia”. Tutte parole perfette anche per Lotti, se i renziani che appoggiavano le mozioni di sfiducia di M5S e Sel non se le fossero scordate.
Poi finalmente ha parlato Lotti. Ci attendevamo, finalmente, la sua ricostruzione dei fatti: perché raccomandò Carlo Russo, il faccendiere di papà Renzi, al governatore pugliese Emiliano; perché minacciò l’amico Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua, venuto a raccontargli di averlo accusato davanti ai pm di Napoli (“Non ti do una testata solo per rispetto del luogo in cui siamo”); perché non ha denunciato per calunnia e non ha chiesto di destituire dai loro incarichi pubblici i due accusatori che, secondo lui, hanno mentito sul suo conto indicandolo come fonte della fuga di notizie che ha rovinato l’inchiesta sulle tangenti per truccare il più grande appalto d’Europa; e perché non si è dissociato dal collega Padoan per aver difeso alla Camera quel Marroni che lui si accingeva a bollare di calunniatore in Senato. Invece, nulla di tutto ciò. Ha semplicemente rivendicato la sua proverbiale “moralità”. Ha detto di non aver rivelato segreti su Consip. Ha accusato Marroni (ma non Vannoni, mai nominato) di aver “mentito per paura o altre ragioni” (ma guardandosi bene dal denunciarli per tutelare la sua proverbiale moralità). Ha chiesto perché, essendosi lui presentato ai pm il 27 dicembre, la mozione è arrivata solo ora, come se nel frattempo non fossero scattati gli arresti (di Romeo), le perquisizioni (di Russo), gli interrogatori (di Tiziano Renzi), con la discovery di molti atti dell’inchiesta che lo coinvolge per favoreggiamento e rivelazione di segreti. Ha respinto con orrore “l’equazione ‘avviso di garanzia uguale dimissioni’” (infatti fino all’altroieri i renziani applicavano ai non renziani l’equazione “niente avviso di garanzia uguale dimissioni”). Ha mandato un bel messaggio a Renzi: il bersaglio non è lui, ma – modestamente – ciò che “rappresento: la stagione riformatrice di questi anni”. Addirittura. Poi ha straparlato dei soliti 5Stelle, che si portano su tutto, ma purtroppo coi suoi guai giudiziari non c’entrano nulla perché tutti i protagonisti, accusatori e accusati, sono renziani. Se c’è un complotto, è un auto complotto. Se c’è una gogna, è un’autogogna.
P.S. Lo stesso Pd che ieri straparlava di ‘garantismo’ per i suoi ha appena proposto una legge per arrestare i parcheggiatori abusivi. Non è meraviglioso?

Luigi Di Maio
Lista dei Senatori Pd che hanno salvato Minzolini condannato a 2anni e 6 mesi per peculato e cancellato la Severino
Oggi la giornalista antimafia, come veniva presentata quando si è candidata, Rosaria Capacchione ha salvato Minzolini, che resta in carica perché amico di Renzi e dei renziani. A votare a favore di Minzolini anche un ex assessore di Renzi a Firenze, Renzi non faccia finta di nulla, quelli che hanno salvato Minzolini sono renziani. E’ un atto eversivo contro le istituzioni della Repubblica, un partito, il Pd, sancisce che la legge non è uguale per tutti. Inutile che vi lamentiate delle manifestazioni forti fuori dal Parlamento se qui dentro fate cose di questo genere, atti eversivi. Oggi la legge Severino non c’è più. Mandateci alle urne perché nonostante questo schifo crediamo ancora nella possibilità di cambiare le cose con il voto democratico.
Senatori Pd che hanno votato per salvare Minzolini:
Rosa Maria Di Giorgi (nuova vice Presidente Senato – renziana doc),
Rosaria Capacchione, Emilia De Biasi, Laura Fasiolo, Emma Fattorini, Nicoletta Favero, Elena Fissore, Stefania Giannini, Pietro Ichino, Luigi Manconi, Alessandro Maran, Salvatore Margiotta, Claudio Moscardelli, Massimo Muchetti, Francesco Scalia, Ugo Sposetti, Gianluca Susta, Giorgio Tonini, Mario Tronti
Senatori Pd assenti per salvare Minzolini:
Donatella Albano, Silvana Amati, Maria Teresa Bertuzzi, Laura Cantini, Vannino Chiti, Roberto Cociancich, Vincenzo Cuomo, Gianpietro Dalla Zuanna, Mauro Del Barba, Stefano Esposito, Valeria Fedeli, Anna Finocchiaro, Nadia Ginetti, Linda Lanzillotta, Nicola Latorre, Stefano Lepri, Marco Minniti, Roberta Pinotti, Luciano Pizzetti, Francesca Puglisi, Raffaele Ranucci, Giorgio Santini, Salvatore Tomaselli, Renato Guerini Turano.

IL SENATO SALVA IL CONDANNATO MINZOLINI

Gioco di Casta tra Pd e Fi dopo il voto su Lotti
In aula dopo il verdetto hanno esultato come allo stadio.
QUESTO E’ IL PARLAMENTO ITALIANO, PIU’ SEI SPORCO E PIU’ SEI ELOGIATO E PRIVILEGIATO – Pierre Cantagallo

Paradisi fiscali per ricconi: con flat tax “Italia rivale di Londra e Svizzera”
Redazione Wall Street Italia

Fa discutere la flat tax attira ricconi proposta ai cittadini stranieri che decideranno di spostare la loro residenza in Italia. L’imposta di 100 mila euro sui redditi esteri, che fa parte della legge di Bilancio ed è stata attuata con un dispositivo dell’Agenzia delle Entrate, ha diviso l’opinione pubblica e gli esperti, come ricorda Raffaele Ricciardi sull’edizione cartacea odierna di La Repubblica. L’intento è quello di aprire le porte ai capitali stranieri, ma non è per tutti una notizia positiva.
“Per alcuni è un segnale positivo per la competitività fiscale dell’Italia e la capacità di attrarre patrimoni e attività in grado da fare da volano all’economia. Per altri è una mancetta“, scrive il giornalista sul quotidiano. Secondo Stefano Simontacchi, managing partner dello studio BonelliErede, non si tratta di una mancia: “dobbiamo competere con i Paesi che da anni attirano capitali e risorse“, come Londra e Svizzera.
Di seguito gli highlight tratti dall’intervista del legale al quotidiano sul tema del controverso provvedimento dell’Agenzia dellE Entrate:
Stefano Simontacchi, managing partner di BonelliErede: è una norma giusta?
Sono a favore di questa norma. Dobbiamo partire da una considerazione di scenario che alcuni dimenticano: gli Usa di Donald Trump saranno molto aggressivi dal punto di vista fiscale per attirare investimenti e patrimoni. Si va verso una agevolazione favorevolissima perché le multinazionali riportino in US l’enorme cassa che hanno fuori dagli States. Ma non solo.
Continui.
Vicino a noi, la Gran Bretagna sarà altrettanto attiva nell’usare la leva fiscale per diventare attraente – più di quanto già lo sia – dopo Brexit. Cina e altri Paesi si risponderanno a tono. E in Europa cosa faremo?
Abbiamo vincoli che ci siamo auto-imposti, più di ogni altro. E pure ci sono giurisdizioni, come quella olandese, molto attrattive. Noi dobbiamo decidere: se vogliamo attirare investimenti, dobbiamo competere.
E come ci stiamo giocando questa partita?
L’Italia è il Paese più bello d’Europa: ha le sue carte da giocare per attirare ricchi imprenditori a venire in Toscana, o Sardegna. Ipotetiche residenze che certo possono competere con Londra e con i cantoni svizzeri.
Oltre alla Dolce vita, lo sconto sul 730. Crede avrà successo?
Non ne sono così sicuro. Certo, ci sono aspetti significativi nella norma, oltre all’imposta forfetaria da 100mila euro. Le esenzioni sulle imposte di successione e donazione dei beni all’estero consentono una buona pianificazione generazionale per chi si sposterà in Italia. Ma servono ulteriori passi: chiarezza nel trattamento dei Trust e dei vincoli di destinazione, per cominciare.
Quanto fatto potrebbe dunque non bastare a spostare i Paperoni da noi? La tassa “flat” non serve a molto, se non è inserita in un sistema Paese credibile. Mi creda, un ricco imprenditore potrebbe venire ben volentieri a vivere in Toscana. Poi magari i suoi legali gli farebbero notare che da noi le norme cambiano spesso, che non c’è ancora un ambiente cooperativo e di certezza del diritto. Su questo terreno, purtroppo, siamo indietro decenni rispetto ai sistemi di Svizzera o Regno Unito, che hanno tradizioni lunghissime e che gli investitori percepiscono come solide e sicure.
E che impegni chiederemo a questi super ricchi?
Dovranno essere residenti, portare da noi i loro interessi. E’ vero che offriamo un regime fiscale attrattivo. Ma serve un passo ulteriore: creare le condizioni perché si spostino i loro affari, le loro holding. Ho fatto una mia proposta: fare dell’Italia l’hub mondiale per gli investimenti verso l’Africa. Chiaramente una singola norma del genere, per quanto ben congegnata, non può bastare. Bisogna fare sistema con un obiettivo chiaro e condiviso.
Cosa risponde a chi definisce la misura una ennesima mancetta?
Non lo è, si percepisce la volontà di impostare la tematica fiscale in modo diverso. Diciamo che è una “mossa strategica obbligata”. C’è voglia di fare qualcosa per attrarre investimenti, ma serve un disegno strategico più profondo.
E cosa ne è dell’equità fiscale?
È un tema. Serve una linea politica di sistema di lungo termine. va bene porsi il tema dell’equità di questa norma ma come la mettiamo con i 200 miliardi di nero stimati da Banca d’Italia e con il fatto che nessuno porta avanti se non l’abolizione una fortissima limitazione all’uso del contante? In ogni caso, qualche problema potrebbe esserci. È difficile giustificare il trattamento di favore a un italiano che ha redditi esteri tassati ordinariamente. Il rischio è che si crei un caso e riparta la polemica. Che andrebbe risolta una volta per tutte, rispondendo come sistema unito alla domanda: vogliamo competere con Londra e gli altri? Se sì, dobbiamo prendere queste decisioni.
Domenico Fiocchetti In Romania il Popolo circonda il Parlamento impedendo ai suoi membri di uscire fin quando non ottennero la cancellazione della proposta di legge che depenalizzava la corruzione… Armando in q momento posso soli dire ONORE AL POPOLO RUMENO … hanno quello che a noi Italiani manca.

Oscar Peris
Nel Paese dei cioccolatai, Renzi voleva dare al sig. Lotti, la delega dei servizi segreti, sì, proprio a colui che ha spifferato delle microspie messe dai carabinieri per l’indagine Consip .
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GENTILONI CERCA RISPETTABILITA’
Viviana Vivarelli

Gentiloni gira l’Europa chiedendo aiuti per l’Italia e onore alla rispettabilità del nostro Paese??? Ne ha di faccia, quando come capo di un Governo provvisorio che replica quello precedente già vomitato dagli elettori e dunque illegittimo, avalla la difesa di una omertà criminogena che sarebbe punita in qualsiasi gruppo mafioso come aggravante al reato. Se andassimo oggi alle elezioni, questo Governo cadrebbe in un soffio. E’ stata grottesca la farsa delle dichiarazioni parlamentari che hanno negato la sfiducia a Lotti. Nessuno di questi indegni ha cercato o trovato delle difese per il Ministro sotto accusa, nemmeno lui stesso è riuscito a giustificare qualcosa o a spiegare perché non querelava i suoi accusatori o non ne chiedeva la rimozione. I peggiori e più vergognosi sono stati la voltagabbana Peretti e un magniloquente e melodrammatico tronfio Senatore che ha recitato sbracciandosi per difendere il diritto a restare impuniti nonostante tutto.
E Zanda ha pure la faccia di dire “Io, a testa alta..!” Senatore Zanda, lei la testa l’ha messa sotto la merda già anni fa, cerchi di non parlare troppo o la merda la strozza!
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Il pregiudicato Minzolini ha detto che presenterà le sue dimissioni. Ma chi vuole imbrogliare? Tanto è norma incrollabile e sempre applicata che ogni qual volta un parlamentare presenta le sue dimissioni, il Parlamento le rifiuta.
A dimettersi così con buoni tutti!

Persino Candiani della Lega ha detto:”Siamo in un paradosso: O sospendete Lotti o cacciate e querelate Marroni”. Le due cose insieme non stanno. O date ragione a Lotti ma allora Marroni non può restare al suo posto come calunniatore. O Marroni resta al suo posto ma allora credete alle sue accuse e sospendente Lotti! Ma nel malefico mondo del Giglio magico, se cade uno cadono tutti, perché quell’uno che spiffera può dire di peggio e inguaiare il resto della teppa. Quando il male viene fatto in gruppo, nessuno può essere certo di stare al sicuro, perché ognuno può compromettere tutti gli altri. Si ricattano a vicenda. E allora o si salvano tutti o non si salva nessuno. Ma così come si sono intrecciati nel cattivo potere, allo stesso modo tutti insieme cadranno travolti dal loro malfatto.

LA GRUBER SEMPRE IN ARMI CONTRO IL M5S

Di fronte a questa palese alzata di scudo di cdx e csx a difesa della loro impunità, contro tutti e malgrado tutto, nel disprezzo più assoluto della legge, che cosa ha di meglio da fare la Gruber? Tentare di infangare il M5S titolando la sua trasmissione: “Di Maio infiamma la piazza”.
L’abominio non sarebbe un Parlamento di corrotti che difende se stesso calpestando la legge e violentando le sentenze della magistratura, l’abominio sarebbe Di Maio che ha detto: “’Poi non vi meravigliate se i cittadini manifestano in maniera violenta fuori dal Parlamento”.
L’aizzamento alla violenza sarebbe questo, per la Gruber, e non la vergogna di un Parlamento che protegge i suoi delinquenti! Come al solito non è colpevole il peccatore ma il suo censore. La Gruber dunque aggiunge mostruosità a mostruosità sempre ben sorretta da quel mellifluo cortigiano del Potere che è Paolo Mieli, beota insulso che aggiunge schifo a schifo.

Video

QUELL’IRRAGGIUNGIBILE MISERIA PER I MISERABILI
Natale Massenzio

Qualche anno fa, nasceva una nuova legge che fu denominata Jobs-act che permetteva agli industriali di usufruire di ben 20 miliardi di euro. Questo ha permesso di lavorare a circa 200.000 persone. Molti furono falsi impieghi (si è parlato di circa 100.000) finalizzati a frodare lo Stato. Si è parlato anche di tutele crescenti per gli operai, ma subito smentite della Cassazione la quale, con una sentenza apposita, così recitava: “l’imprenditore può licenziare quando vuole anche se l’imprese è fortemente produttiva”. E’ il risultato funesto dell’annullamento dell’articolo 18 e la forte genuflessione dei politici verso i padroni. In una notte di fine dicembre del 2016, il nuovo governo, come per incanto, trova ben 20 miliardi per salvare le banche, anche loro, amorosamente, coccolate dai politici. Nel frattempo i dati ISTAT comunicavano che la povertà in Italia era in forte ascesa e il governo, giustamente, ha preso le misure per “contrastarla”. Peccato che facciano solo ridere! Si tratta di circa 2 miliardi messi a disposizione per le fasce poverissime e che prevedano una somma pari a circa 400 euro a famiglia. Osservate l’assurdità delle regole richieste per potervi accedere:
1) La famiglia non deve avere reddito;
2) I genitori devono avere 3 figli a carico;
3) devono abitare in case prese in affitto;
4) devono avere un’automobile vecchia di almeno 20 anni;
5) devono avere un parente in famiglia diversamente abile.
Se questo sono le condizioni per raggiungere le tante agognate 400,00 euro per le famiglia ridotte in miseria, ho l’impressione che si tratti di una vera e propria presa per i fondelli. Come al solito, tanta ricchezza distribuita ai ricchi e tanta pochezza da distribuire ai poveri.

Luigi di Maio
Peggio del salvataggio di Lotti e Minzolini ci sono solo i titoli patetici sui principali quotidiani italiani di oggi:
“La sfida del Parlamento ai Pm”
“Svolta renziana, non siamo subalterni ai Pm”
Premesso che i Pubblici Ministeri qui non c’entrano nulla, perché Minzolini è stato condannato in via definitiva e una Legge dello Stato dice che non può più stare in Senato. Quindi ieri il Senato ha violato la Legge con un atto eversivo.
Ma la cosa più vergognosa è che per La Repubblica, Il Messaggero e altri giornaloni, violare la legge rappresenterebbe una “sfida” o una “svolta”.
Sono disposti a tutto pur di favorire i partiti che li hanno foraggiati per anni.
Per fortuna perdono copie ogni giorno. E ci credo!


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Siamo proprio grandi! Finalmente abbiamo in Itaglia un governo forte e composto da persone competenti un successo dietro l’altro, ma vediamo cosa è successo nelle puntate precedenti:
Riforma costituzionale bocciata dai cittadini italiani
Riforma elettorale bocciata dalla consulta
riforma della Pubblica amministrazione bocciata dalla consulta
Riforma del Lavoro: 150 anni di diritti dei lavoratori cancellati con una legge infame il jobs act
Gestione emergenza terremoto (poveri cristi )
Finanziaria bocciata dalla UE
Riforma della scuola(chiedete a studenti e insegnanti)
Gestione emergenza sbarchi ( ma quale emergenza sono risorse benvengano in Italia )
e ancora Sanità al collasso con sfruttamento intensivo del personale
Garanzia giovani altro abbaglio che ha arricchito solo le agenzie private interinali con sfruttamento dei giovani a gratis.
Salvataggio dei banchieri e affossamento dei risparmiatori(state sereni non è ancora finita qua)
Favorite lobby del gioco d’azzardo, farmaceutiche, e petrolieri (a proposito andate a vedere cos’è il frakking vietato in Olanda perché causava terremoti mentre in Italia si continua a praticare, perché dei terremoti che ce ne frega)
ed infine dulcis in fundus si autobocciano i voucher per non prendere l’ennesima batosta dei cittadini che odiano sempre di più questa manica di incompetenti

Travaglio
Tecnicamente, quello inscenato ieri in Senato da Pd, Forza Italia e frattaglie varie è un atto eversivo, un abuso di potere, un colpo di Stato contro la Costituzione, svuotata di uno dei suoi principi cardine: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Un golpe nero che abolisce lo Stato di diritto e legittima l’arbitrio del più arrogante, torcendo in senso antidemocratico la regola delle democrazie parlamentari fondate sulla maggioranza.
Il voto di scambio non potrebbe essere più plateale: mercoledì FI, verdiniani di Ala e ascari centristi salvano il ministro Pd Luca Lotti dalla sfiducia a 5Stelle e giovedì il Pd regala a FI, verdiniani di Ala e ascari centristi i voti necessari (l’elenco della vergogna è qui a fianco, così gli elettori sanno chi li ha traditi) a salvare la poltrona e la pensione del Senatore forzista cioè pregiudicato Augusto Minzolini.
Sette mesi fa l’ex direttore del Tg1 è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per peculato nel processo sulle spese personali pagate con la carta di credito della Rai.
E una legge dello Stato, la Severino, approvata nel 2012 da tutti i partiti, stabilisce che i parlamentari condannati a più di 2 anni decadono ipso facto dal seggio, rimpiazzati dal primo dei non eletti: il voto della Camera di appartenenza è una semplice presa d’atto della sentenza e delle conseguenze, senz’alcun margine di discrezionalità (come il Pd sbandierava ai quattro venti nel 2013, quando cacciò B. da Palazzo Madama).
Dunque da sette mesi Minzolini incassa stipendi e accumula contributi pensionistici abusivi. E, col voto di ieri, continuerà a farlo sedendo sullo scranno di un altro: le sue dimissioni sono fumo negli occhi, visto che non scatteranno finché non saranno approvate dall’aula, che di solito le respinge (almeno al primo scrutinio). Campa cavallo: intanto finirà la legislatura.
Ma, con tutto il rispetto per la poltrona, lo stipendio e il vitalizio dell’ex Direttorissimo, che pure sono un bel problema per milioni di disoccupati sotto la soglia minima di povertà, non era lui il vero oggetto del voto di ieri.
Un paracarro al posto suo non sarebbe cambiato nulla, come dimostrano i toni, le facce e i contenuti del dibattito su Lotti: come ai tempi della Bicamerale (1997-’98), delle indagini sulle scalate trasversali dei furbetti del quartierino (2005) e della caduta del governo Prodi-2 per le dimissioni del ministro Mastella dopo l’arresto di sua moglie e di mezza Udeur (2008), dx, centro e sx si ritrovano affratellate in una soave corrispondenza di amorosi sensi contro tutto ciò che puzza di legge, di etica e di giutizia.
Accade ogni volta che le indagini aprono l’armadio degli scheletri della politica. Nessuno meglio di lorsignori sa di che ruberie e malaffari grondano i partiti e quanto rischiano se, dopo anni di letargo, le Procure ricominciano a fare ciò per cui sono pagate: indagare. E, agevolate da quest’arietta da fine impero 25 anni dopo Mani Pulite, trovano gente disposta a rompere i patti di omertà e a cantare.
Ci voleva un bel messaggio mafioso a tutti i pm d’Italia perché non si azzardino a seguire l’esempio dei colleghi napoletani e romani. E il messaggio mafioso è arrivato: non osate, altrimenti alle elezioni vincono i barbari.
Pare un atto di forza, prepotenza e tracotanza. Invece è una clamorosa prova di debolezza, il classico ruggito del coniglio: se i “barbari” “populisti” e “antipolitici” avanzano in tutto il mondo è perché le classi politiche sono screditate: non dai pm, ma da se stesse. Potrebbero salvarsi anticipando gl’inquirenti e facendo le pulizie di casa, invece si stringono a coorte, pronti alla morte pur di difendere i loro indifendibili. Io salvo un inquisito a te, tu salvi un condannato a me (e alla fine affonderanno tutti).
È il replay di 24 anni fa, 29 aprile ’93, quando la Camera negò al pool Mani Pulite quattro autorizzazioni a procedere contro Craxi. Anche allora il Parlamento degli inquisiti (un centinaio, come oggi) esplose in un baccanale liberatorio: cori da stadio, urli di giubilo, baci e abbracci traversali, “liberi tutti”. Ma già l’indomani quella che pareva la vittoria di Craxi e del partito dell’impunità si rivelò una cocente sconfitta: per Bettino, che non se ne riebbe mai più, e per l’intera Casta.
Le piazze si riempirono di manifestanti, chiamati a raccolta da opposizioni e giornali (esistevano ancora), Bettino fu lapidato a suon di monetine, l’autorizzazione a procedere fu abolita a furor di popolo insieme al finanziamento pubblico dei partiti.
Ma quanto accaduto ieri è molto più grave: nel ’93 spettava al Parlamento valutare il fumus persecutionis per dare o negare l’autorizzazione a procedere, oggi la decadenza di un pregiudicato è automatica. La Severino non piace ai partiti che 5 anni fa la votarono? La aboliscano e se ne assumano la responsabilità. Non vogliono che i politici delinquenti vengano indagati? Ripristinino l’autorizzazione a procedere e ne paghino le conseguenze. Quello che non possono fare è calpestare una legge dello Stato nella stessa aula che l’aveva approvata; porsi al di sopra delle (loro) regole; e rivendicare il diritto di farlo ogni volta che vogliono con la forza dei numeri del neonato Forza Pd (peraltro falsati da una legge elettorale incostituzionale). Magari la reazione non sarà la violenza evocata da Di Maio, né la gente in piazza (per mancanza di stampa libera). Ma il re è nudo. Chi l’altroieri straparlava di “innocenza fino a condanna definitiva” ieri ha salvato un condannato in via definitiva. Chi si illudeva di arginare l’avanzata dei “barbari” le ha spalancato le porte. E chi strillava alla “gogna” ci ha infilato spontaneamente la testa. Se nessuno tira le monetine, è solo perché la gente le ha finite, o teme che lorsignori si freghino pure quelle.

BLOG DI GRILLO
PD e Forza Italia sono sempre a braccetto quando si tratta di salvarsi le poltrone e la pensione. Ieri hanno ignorato le accuse pesantissime della Procura che sta indagando su Lotti per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento per il caso Consip, oggi addirittura se ne sono fregati delle sentenze dei giudici.
Augusto Minzolini a novembre 2015 è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi di carcere per peculato continuato. Quando era il ‘direttorissimo’ del TG1, in epoca berlusconiana, ricevette una carta di credito aziendale come benefit aggiuntivo e, secondo i giudici che lo hanno condannato, usò la sua disponibilità di denaro in maniera spregiudicata e senza rendicontare le sue spese in maniera corretta. I giudici dicono che Minzolini non ha fornito le giustificazioni per circa 65 mila euro spesi per pranzi e cene con la sua carta di credito aziendale.
Minzolini fu inizialmente assolto in primo grado, poi condannato in secondo grado nell’ottobre del 2014. La condanna venne successivamente confermata in Cassazione. Per la Legge Severino doveva decadere immediatamente dalla carica di Senatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato a luglio scorso aveva dato parere favorevole alla decadenza di Minzolini da Senatore.
Ma oggi l’Aula del Senato, con un vergognoso escamotage parlamentare, ha capovolto l’esito della decisione della Giunta. In un colpo solo sono andati contro La Legge Severino, contro la Relazione della Giunta e hanno disatteso le sentenze di condanna dei giudici che prevedevano anche l’interdizione di Minzolini da qualsiasi carica pubblica. E’ chiaro che si sentono sempre e comunque al di sopra della legge e dei cittadini.
I berlusconiani di ferro hanno esultato come allo stadio: “Oggi finalmente è decaduta la legge Severino!”, quella legge di civiltà che permetteva ai politici condannati in via di definitiva di non mettere più piede in Parlamento. Minzolini è stato salvato dai Senatori di Forza Italia, PD, i verdiniani di Ala, Lega, Ap-Ncd: questo è il garantismo del PD, questo è il garantismo di Renzi!

AL LINGOTTO VEDEAN ASINI VOLARE E UNO PARLAVA….

Una piattaforma Internet, chiamata «Bob» nel ricordo di Kennedy. «Per non lasciare la dimensione del web a chi fa business con gli ideali degli altri». Matteo Renzi l’ha annunciata ieri al Lingotto nel discorso inaugurale della tre giorni dedicata alla sua candidatura al congresso del Partito Democratico.
Domenica Bob verrà presentata ufficialmente. Sperando che non finisca come altre iniziative del Partito Democratico che non hanno avuto negli anni troppa fortuna e sono finite dimenticate. «Non lasceremo il Web nelle mani di chi fa soldi con gli ideali…», ha ripetuto ieri un paio di volte Renzi.
Lui i soldi intende farli senza.
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Paola Taverna
Presidente, colleghi, Ministro…. bentornato, si è divertito in Trentino? Apprendiamo dai giornali che avete già deciso come votare questa mozione, prima ancora di discuterla oggi in Parlamento, un po’ come avete già deciso che rimarrete incollati alla poltrona finché non maturerete la pensione. Insomma avete deciso di essere i difensori politici di una classica sporca storia all’italiana fatta di corruzione, mazzette, appalti pilotati, faccendieri, mediatori e politici.
Storie come queste dai tempi di Tangentopoli ad oggi ne abbiamo viste e sopportate a dozzine. A noi non resta che spiegare agli italiani di chi sono in ostaggio, di come in queste Aule si pensi a conservare tra pochi e per pochi i posti di potere che vi consentono impunità anche davanti all’evidenza dei fatti.Ma quali sono i fatti?
In questo governo c’è un ministro dello Sport, Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento. L’inchiesta è quella sulla corruzione per un mega appalto da quasi tre miliardi di euro, il più grande d’Europa, appalto in seno alla Consip, la centrale che acquista beni e servizi per la Pubblica Amministrazione. Solo che questa volta nell’inchiesta ci finiscono nomi eccellenti, tutti vicinissimi all’ex Presidente del consiglio Matteo Renzi.
Oltre a Luca Lotti, che di Renzi è praticamente il segretario ombra, ci sono anche il padre di Matteo, Tiziano Renzi, e l’amico di famiglia, l’imprenditore toscano Carlo Russo. Tutti e due sono indagati per traffico di influenze illecite. Tutti toscani, tutti renziani.
Ma chiariamo meglio. Al centro di questa storia c’è un imprenditore Alfredo Romeo, ora in carcere: imprenditore che qui molti di voi conoscono bene, da sx a dx. Ha finanziato legalmente un po’ tutti, dal Pd ad Alleanza Nazionale. Persino in Senato ha vinto un appalto sul quale cerchiamo di far chiarezza da 4 anni con il nostro questore Laura Bottici. Ma questo Romeo sembra intoccabile. Secondo i magistrati, Romeo vuole mettere le mani sul mega appalto Consip e così corrompe il funzionario Marco Gasparri, che ha confessato tutto. Ma evidentemente non gli basta, vuole arrivare più in alto, vuole arrivare direttamente all’ad Luigi Marroni. E per farlo – sempre secondo i PM – si serve di Carlo Russo, l’imprenditore toscano amico dei Renzi. La filiera insomma sarebbe Carlo Russo, mediatore con Tiziano Renzi, a sua volta mediatore con Luigi Marroni.
Romeo, dicono sempre i pm, annotò su due pizzini che doveva dare 30mila euro al mese a papà Renzi e 5 mila ogni due mesi al fido Russo. Qualcuno dirà: e che c’entra il Ministro Lotti? Quindi arriviamo a lei Ministro, perché ad un certo punto dell’inchiesta, spunta proprio il suo nome.
Quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Lei Ministro, invia un SMS al governatore della Puglia Michele Emiliano. E lo invita a incontrare Russo, gli scrive: “ha un buon giro, è inserito nel mondo della farmaceutica, se lo incontri per 10 minuti non perdi il tuo tempo”. Ma l’accusa su di lei è un’altra ed è pesantissima: lei Ministro sarebbe la spia che disse a Luigi Marroni ‘occhio, che c’è un’inchiesta su di voi’, insomma gli avrebbe spifferato che nel suo ufficio c’erano le microspie degli inquirenti e queste non sono fantasie, perché Marroni fa veramente bonificare l’ufficio e le microspie vengono effettivamente trovate.
Ribadiamo: queste non sono supposizioni dei magistrati! Il nome di Lotti lo fanno due renziani di ferro, due del Giglio magico. Uno è proprio Luigi Marroni, che in Consip è stato messo da Renzi nel 2015, e l’altro è Filippo Vannoni nominato dai renziani nella multiutility fiorentina Publiacqua ed ex consigliere economico quando Renzi era a Palazzo Chigi.
E Vannoni dice anche di più: “Anche Renzi sapeva dell’inchiesta”. Ma proprio quando la Procura sta per arrivare al cuore della vicenda, e quindi a Tiziano Renzi, tutto va in malora, con tanti saluti all’inchiesta per corruzione sull’appalto più importante d’Europa, che va a gambe all’aria. In un qualunque Paese civile questo basterebbe a far cadere qualsiasi governo invece in Italia comincia la tarantella che fa sprofondare questa vicenda nella più squallida manfrina politica, perché anche ammettendo che lei Ministro non sia la spia, questo significa allora che Marroni e Vannoni hanno mentito.
Ma quali motivi avrebbero due manager, che devono tutto a Renzi e a Lotti, di calunniarli? Sono impazziti? E se sono due calunniatori, perché lei Ministro non li ha querelati? E perché Marroni è ancora al suo posto? Se lei dice il vero quando si dichiara innocente, perché lasciate un calunniatore a capo della centrale di acquisti pubblica?
Marroni ha già fatto sapere che non ritratterà la propria testimonianza resa davanti ai magistrati. Quindi delle due l’una. O lei ministro Lotti è un bugiardo che sta mentendo quando dice che non ha fatto rivelazioni, oppure è un bugiardo Marroni, l’Ad di Consip. Per logica, uno dei due dovrebbe andare a casa subito. Invece ci ritroviamo in una situazione ai limiti dell’assurdo con un governo in stato confusionale: abbiamo il ministro Padoan che protegge Marroni e dall’altra l’ex Presidente del Consiglio Renzi ed il suo partito che proteggono il ministro Lotti! E tutti che rimangono al loro posto come se non fosse accaduto nulla! Ma vi sembra una cosa normale questa?
In questi giorni Renzi ha detto “Lotti non deve assolutamente dimettersi”, peccato che solo qualche anno fa (nel 2013), invece, diceva: “Le dimissioni non dipendono da un avviso di garanzia [..] Non è un problema giudiziario, è peggio: è un problema politico [..] Purtroppo questa vicenda ha minato l’autorevolezza istituzionale e l’idea di imparzialità del Ministro”. “L’idea che ci siamo fatti dell’intera vicenda è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E’ la repubblica degli amici degli amici. questo atteggiamento è insopportabile”.
Questo l’ex Presidente del Consiglio, nonché ex segretario di partito, ex rottamatore, ex giovane insomma ex tutto, lo scriveva parlando del ministro Annamaria Cancellieri coinvolta nel caso Ligresti e all’epoca nemmeno indagata.
La “Repubblica degli amici degli amici” è questa che abbiamo oggi davanti, tutti in fila e tutti allineati, è la vostra, ma a differenza di Renzi che cambia idea più velocemente di come cambia il vento, noi non l’abbiamo cambiata e oggi, come allora, riteniamo tutto questo insopportabile.
Quindi Lotti non si tocca. Vorremmo sapere perché oggi assistiamo a questa difesa ostinata del Ministro. Forse perché Lotti è il braccio di destro di Renzi? E se cade lui, viene giù il governo?
E questo vi preoccupa, perché se cade il governo rischiate di dover tornare alle urne, ed essere giudicati da quegli elettori che in questi 4 anni avete sistematicamente tradito! E soprattutto perché se cade il governo, voi perdete la vostra pensioncina, che vi volete tenere stretta perché quando vi ricapita che vi danno la pensione dopo soli 4 anni di lavoro. E’ brutta la legge Fornero se la dovete applicare a voi stessi, vero? Chissenefrega se gli italiani debbono lavorare per 40 e passa anni, voi tranquilli e pettinati ancora un paio di mesi et voilà: pensione sicura. E’ per questo che il Movimento dei Democratici Progressisti si è presentato la sua mozione contro Lotti, un colpo alla cerchio e uno alla botte, in puro stile democristiano! perché anche voi non volete che il governo cada, altrimenti potevate votare la nostra mozione! E allora ditelo che DP sta per democrazia delle Poltrone! Ditelo e smettiamola con l’ipocrisia!
Qui non si sta difendendo solo un ministro, si sta blindando il fedelissimo del celebre “Giglio Tragico” toscano, che siede nel consiglio d’amministrazione della fondazione renziana Open insieme alla ministra Boschi! Fondazione che guarda caso ha ricevuto leciti finanziamenti per 60.000 euro dall’imprenditore Alfredo Romeo, oggi agli arresti per corruzione nella stessa inchiesta giudiziaria che vede indagato il ministro Lotti e il papà dell’ex Presidente del Consiglio. Quanti intrecci perversi legano l’inchiesta Consip al Giglio renziano? E al di là degli avvisi di garanzia, come si fa a non considerare tutto questo politicamente ed eticamente imbarazzante? Ministro Lotti, lei è indagato per reati che sono gravissimi per chi come lei ricopre un incarico di governo!
Il tema non è l’avviso di garanzia, ma la gravità delle accuse e per capire che sono gravi non dobbiamo aspettare le sentenze della magistratura! E’ un principio basilare, che noi del Movimento 5 Stelle, applicando il nostro codice etico elogiato dal magistrato antimafia Di Matteo, abbiamo già fatto nostro. Il Pd, invece, cosa applica? Il codice del Giglio Tragico dove vale la regola della “Repubblica degli amici degli amici”!
E al centro c’è sempre lui, Renzi: gli avete consegnato il destino di un Paese e di un partito, sancendo la distruzione dell’uno e dell’altro, nel penoso tentativo di governare in sequenza con il governo Berlusconi che avete avuto prima come alleato ed oggi come spalla. Uscirete oggi vero? Non parteciperete al voto, giusto? Cosa vi siete scambiati, il voto domani su Minzolini, l’accordo sulla legge elettorale, la prossima coalizione per garantirvi qualche altro anno di stipendi rubati e di saldi italiani all’Europa.
Voi dovete rendere conto al Paese. Stiamo parlando di accuse gravissime, accuse che parlano di sabotaggio di un’indagine sull’appalto più grande d’Europa e allora davvero qui si sta parlando di stare o dalla parte della giustizia oppure dalla parte di Lotti.
Voi avete snaturato il vostro ruolo, riempiendovi di diritti e dimenticando i vostri doveri. Renzi e il ministro Lotti sono legati da un rapporto politico strettissimo. Lotti è stato sottosegretario e gli volevano dare pure le deleghe ai servizi segreti. Uno che spiffera indagini agli interessati stava per avere le deleghe ai servizi segreti, ma siamo impazziti?
Siete uno squallido teatrino dell’ipocrisia con il Pd ed il fido Alfano, che dicono di stare dalla parte della giustizia e al tempo stesso difendono a spada tratta il ministro Lotti.
Ipocriti, ecco cosa siete. Ipocriti. Prima che questa farsa si trasformi nell’ennesima presa in giro per i cittadini, ministro Lotti abbia un sussulto di dignità. Lei domenica applaudiva dalle prime file del Lingotto il suo padrino politico Renzi che glissava sul caso Consip. Quella scena era la degna sintesi della storia del vostro gruppo di potere, che solo grazie ad una legge elettorale incostituzionale oggi ha la maggioranza in queste Camere.
Ministro Lotti, chieda scusa agli italiani e torni finalmente a casa. Perdendo lei gli italiani non perderanno nulla. In fondo, in questi anni in politica, si è fatto tanti buoni amici. Se non sarà più protetto da Renzi, potrà sempre contare su Verdini.

RIDIAMARO :- )

Non sapendo più cosa proporre, Renzi si è messo a copiare i 5stelle e ora offre anche lui agli iscritti una piattaforma web. La chiamerà: ‘ Bob’, pensando a Kennedy. Io pensavo al Bob di Twin Peaks. Ma poi vi ricordate il giochino del Super Mario? C’erano le Bob-ombe (Bob-omb in inglese), delle bombe con degli occhi bianchi e delle gambette, in grado di muoversi. Al contatto, esplodono dopo cinque secondi. Così avremo il Bob del Bomba! Il Bo-omb! Speriamo esploda anche questo entro 5 minuti!
O forse Bob significa “Babbo, oh Babbo!” Ma potrebbe anche essere la congrega di ‘Babbei e Bischeri’.
Erano i Bischeri un’antica compagnia bancaria della Firenze rinascimentale che fallì perché prestava due fiorini per averne indietro uno. Così i Babbei e Bischeri renziani hanno sempre rinunciato a due diritti per averne in cambio uno, o hanno inseguito gli 80 euro per pagarne 160 di tasse. Ma dacché mondo è mondo, ci sarà sempre qualcuno che correrà dietro le offerte sfacciate di qualche imbroglione di turno che ti promette la camicia per fregarti anche i pantaloni.

Paguro Bernardo
Il simbolo della Convention del Lingotto è un trolley
Uno di quelli con le ruote storte che va sempre nella direzione sbagliata
.
Mauro D’Attili
Al cittadino non far sapere quanto è ladro il candidato del potere .

Murcielago
Renzi: “Alcune delle riforme che abbiamo fatto non hanno funzionato”.
Le altre in compenso erano palesemente anticostituzionali e sono state bocciate.
.
Marcthulhu
Martina: “Il PD non torna indietro”. Cazzo, provateci voi da un carro in volo verso il fondo di un burrone!
.
Notturno concertante
Chiamparino: “Dobbiamo costruire un partito non chiedendoci con chi sto ma per cosa milito e a favore di chi”.
Le fondazioni bancarie?
.
Boda
Dopo 10 anni il PD torna al Lingotto.
Ma a Sx neanche a pensarci.
Giorgio Ragazzi – professore di Scienza delle finanze nell’
.
Pirata21
Renzi: “Il ping pong della politica ha stancato”. Specie se le palline sono le nostre. ‬
.
Rocco Gazzaneo
Renzi: “Non ho paura di mostrare le mie ferite”. Le sante piaghe del Nazareno.
.
Donna Felicità
Renzi: “Siamo qui per ridare senso alla parola ‘compagno'”. L’ultimo ad usarla era stato Pacciani.

Vittorio Scudieri
Al via la tre giorni del Lingotto.
Argomento della tre giorni :# il nuoto sincronizzato.
*Hanno regalato a Renzi un cintura con i pesi di piombo, da sub normale.
*Il papa ha mandato un telegramma con l’augurio aruspico di buon lavoro. Lo stanno
traducendo perché è in lingua argentina.
*Un Pd allo scasso, scesso, scisso, scosso, scusso: discusso!
*Molti pensano che ormai la sx sia in diluizione omeopatica, ma ci sono anche i
benpensanti che ci ricordano la critica che si fa normalmente all’omeopatia : che per le
eccessive diluizioni, nel PD non ci sia più un solo atomo di sx.
*A D’Alema che partecipa alla tre giorni come uditore hanno regalato uno slip, ma è piccolo, uno slip così piccolo,che non riesce a coprirgli le vergogne.
*Non mi telefonate, perché nei prossimi tre giorni, io e la mia compagna , abbiamo deciso di dedicarci a tempo pieno al Linguotto.
*Ma in ogni caso saremo presenti alla chiusura della “tre giorni” che prevede un’omelia
post-funeralia in ricordo di Carletto Marx. Ormai è fuori della formula 1, sembra che sia
uscito di strada alla “curva del tabaccaio” e che sia deceduto.
*Per la morte di Charlie Marx un poeta ha scritto :…e sento il pianto doloroso delle buone
prefiche ungheresi…
* Io non credo nell’assoluta necessità di un preservativo dell’ideologia comunista! Mi sembra inutile nascondersi dietro il medio: bisogna arrivare in fretta all’occultazione del cadavere marxista e andare al più presto alla costruzione di una sx quantomeno affabulatrice. matteo renzi
.
Marcthulhu
Dopo il fallimento del Partito della Nazione, Renzi ci riprova col Partito del Paese. A seguire il Partito della Provincia. (Facciamo il partito dei Parioli e non se ne parli più)

Viviana
Il giubilo dei parlamentari al SalvaCasta mi pare poco. Si poteva gettare petali di rose sul Parlamento con un aereo,come fanno i Casamonica
.
Hanno abolito i vaucher. Li sostituiranno con i gratta e vinci. Se vinci ti pagano.
Davide Cappannari
.
Diana Scapin
Montesquieu affermava che in uno stato di diritto i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario devono necessariamente viaggiare su binari paralleli, di quelli che non si incontrano mai, attraverso organi preposti a esercitare tali funzioni ovvero Parlamento, Governo e CSM, al fine di evitare derive autoritarie e garantire l’indipendenza degli organi stessi.
Nel nostro Paese, invece, legislella, esecutina e giudiziana sono diventate tre puttane che si prestano alle orge di quattro deviati mentali con manie di grandezza e deliri di onnipotenza.
.
http://masadaweb.org

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