WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday April 29th 2017

MASADA n° 1836 8-3.2017 UN ALTRO 8 MARZO MA NON E’ CAMBIATO NIENTE

MASADA n° 1836 8-3.2017 UN ALTRO 8 MARZO MA NON E’ CAMBIATO NIENTE
Blog di Viviana Vivarelli

Donne non si nasce, si diventa
Simone de Beauvoir
.
Renato La Monica
Sono solo parole. E le parole non possono cambiare le cose. Ma sono uscite dal cuore, di getto. Solo per farvi sentire la mia vicinanza.

Solo il vento
Questo tempo cruento
questa finta democrazia
questo sommovimento
questa lenta agonia.
Io resisto come posso
anche se il mondo
mi sta cadendo addosso.
Io resisto solo contro tutti
in questo Paese
di vigliacchi e farabutti
anche se ho il cuore a pezzi
per i tanti, troppi lutti.
Anche se la speranza
è sempre più lieve
anche se il futuro
arranca sulla neve.
Non mi arrenderò
a questo tempo cruento
a questa finta democrazia
a questo sommovimento
a questa lenta agonia.
Non mi arrenderò
perché solo il vento
può portarmi via.


Renato La Monica
Il sipario di una finestra che si apre all’improvviso. Il silenzioso clamore di un addio. Un attore che declama la poesia dell’infanzia perduta. Un fermo immagine strappato alla sabbia che scorre dentro la clessidra. Il suono introverso di un clavicembalo. La luce di una coscienza che si accende. Forza, si ricomincia.
.
Renato La Monica
Alla fine, quello che conta davvero, non è il denaro e neanche il successo. Alla fine, quello che conta davvero, è andare a dormire con la coscienza pulita.

Renato La Monica
Camminare all’alba senza meta, con le tasche piene di ricordi e l’eco della nostalgia che rimbomba dentro l’anima. Fermarsi a contemplare l’orizzonte, inseguendo con lo sguardo il filo esile della speranza. Poi un cane viene ad annusare la tua vita, strappandoti il primo sorriso della giornata. E tutto, improvvisamente, ti sembra più bello.
.
Sulla Gruber

Renato La Monica
Canotto Woman, più conosciuta come Lilli Gruber, nasce a Bolzano da una relazione tra PD e Südtiroler Volkspartei. Appena nata, interrompe il ginecologo, per dare la parola a un esponente della sinistra. A due anni conduce il Tg1, utilizzando come inviati Big Jim e la Barbie. A sei anni scrive il suo primo libro “Come togliere la parola a chi sta dicendo cose scomode per il potere”. A 12 anni si nasconde nella ventiquattro ore di Mario Monti per presenziare a una riunione del gruppo Bilderberg. Dopo qualche ora di dibattito, avvincente come un monologo di Cicchitto, esce dalla valigetta per lanciare il punto di Paolo Pagliaro. A vent’anni inventa la famosa postura di tre quarti, raccogliendo molti consensi tra i venditori di “Montgomery”. Famosa anche per la sua competenza calcistica “Adesso passiamo la linea a 60° minuto”, oltre all’italiano, parla fluentemente francese, inglese e bergamasco. Nel 2004, dopo essersi lamentata per la scarsa libertà d’informazione in Italia sotto il governo Berlusconi, si candida al Parlamento Europeo nelle liste dell’Ulivo. Ovvero con quelli che hanno fatto finta di opporsi per vent’anni al re del Bunga Bunga. Dal 2008 conduce con labbra toste e chiavetta girevole del PD nella schiena, il talk show politico “Otto e mezzo”, un programma che vede alla regia Maria Etruria Boschi. La trasmissione, oltre a portare alla ribalta autentici geni del pensiero come Andrea Romano e Pina Picierno, ha una funzione ben precisa: dare addosso ai 5 Stelle facendo finta di essere imparziale. Lei, Lilli, da vera giornalista, fa parlare per ore solo quelli che non hanno niente da dire, interrompendo sistematicamente chiunque si permetta di esprimere un concetto libero e sensato. “Mai andare contro corrente, si rischia di non arrivare alla meta”, disse una volta Canotto Woman. Una frase che racchiude tutto il suo piccolo, insulso, mondo.

Renato La Monica
Il dolore (scritta tanti anni fa, dopo la scomparsa di mia madre)

Il dolore spalanca la finestra
e ti fa vedere il mare
l’orizzonte è così limpido
che la tristezza può salpare.
Il dolore pettina i ricordi
e lucida le tue parole
l’orizzonte è sempre limpido
ma il silenzio fa più rumore.
E il dolore passeggia sui tuoi pensieri
ti fa suonare il pianoforte quando fuori piove
ti fa andare dappertutto senza sapere dove
e c’è sempre qualcuno, qualcuno che
riempie i bicchieri.
Il dolore soffia come il vento
sul tuo cappotto scuro
mentre la notte cancella tutto
anche il tuo futuro.
E il dolore galoppa sui tuoi pensieri
ti fa perdere un taxi, un treno, un volo
ti fa uscire d’inverno con addosso soltanto una polo
e c’è sempre qualcuno, qualcuno che
riempie i bicchieri.
Il dolore è guardare per giorni interi
una fotografia
senza piangere
e senza andare via.

LA CULTURA DA UN PUNTO DI VISTA FEMMINILE
Viviana
Ho studiato tutta la vita collezionando lauree e diplomi per capire infine che la cultura è qualcosa che passa dal cuore, che illumina la coscienza, che ci relaziona con maggiore comprensione con gli altri. In fondo la cultura è una specie di sorriso con cui riusciamo a meravigliarci ogni giorno perché esiste la bellezza, incontriamo l’umanità, partecipiamo la passione.
La cultura non è un modo di possedere ma un modo di essere. C’è chi ci è nato. E c’è chi non ci arriverà mai. E chi sa solo ucciderla o ignorarla.
Per questo faccio molta fatica a vedere cultura nei reggitori politici di oggi, nei media cartacei o televisivi, nella cosiddetta intellighentia bocconiana. E riesco a trovarne di più in persone che non hanno potere, non hanno nozioni, non hanno lauree, non si fidano dei cosiddetti esperti della globalizzazione, ma hanno ancora rispetto per l’essere umano, amore per la natura, capacità di crescere dentro, spirito da bambini.
.
La politica, la scienza, la tecnologia, la religione prima o poi hanno a che fare col potere
Ma l’arte ha a che fare col piacere.
L’arte ha a che fare con la bellezza.
E una vita senza comunione con la bellezza non merita di essere vissuta.

“Personalmente ho provato il piacere più grande a contatto con le opere d’arte. Mi danno una felicità che non riesco a trovare altrove“. (Albert Einstein)
Freud diceva: “La civiltà è una cosa imposta a una maggioranza recalcitrante da una minoranza che ha saputo appropriarsi degli strumenti del potere e della coercizione.”
E Samuel Adams: “Non ci vuole una maggioranza per prevalere ma piuttosto una adirata, instancabile minoranza, desiderosa di accendere focolai di libertà nelle menti degli uomini.”
.
Viviana
La cultura è libertà. Se non è libertà è moda, servitù o potere.

Per l’8 Marzo. A TUTTE LE DONNE
Marco Ribani

nel cavo della mia mano tengo tutto ciò che la guerra mi ha lasciato
un pezzetto di benda
un grumo di sangue
e una zolla di terra
eppure alcuni gridano vittoria mentre
a fatica emergo dal mio sonno
come vorrei stringermi alla carne dei miei amati
fanno ancora l’amore i miei fantasmi
fanno ancora l’amore
ma nel mio corpo
è stato tutto un gran frugare rubare scassinare forzare brutalmente i miei confini
rompere finestre e le mie dolci aperture
qualcuno lasciò persino una moneta prima di spegnere la candela
ma io sono una donna dagli occhi senza fine
e vedo l’inganno della mente che occulta il vero
freme l’acqua
canta l’albero
il sole mi possiede
e mi addolcisce mi addolcisce

IL CAPORALATO
DORIANA GORACCI

Tra gli arrestati “la controllora” che aveva il compito di “controllare” le lavoratrici sui campi, e i criminali sono donne e uomini, tutti residenti nel barese e nel tarantino.
E’ la continuazione della storia di Paola Clemente, 49 anni e madre di 3 figli, che fu stroncata da un malore nelle campagne di Andria il 13 luglio del 2015: “Mia moglie era una grande lavoratrice, ogni mattina si alzava alle due meno dieci ed io continuo a tenere il suo telefono acceso: ogni giorno alla stessa ora la sveglia continua a suonare”.
L’ omertà è stata vinta con il coraggio di donne che hanno raccontato la schiavitù a cui sono state sottomesse, ma non sono morte. Andavano nei campi queste 600 donne, per poco meno di 3 euro all’ora ma la paga figurava che era più del doppio. Paola Clemente partiva ogni giorno a bordo di un furgone di braccianti dal Tarantino per raggiungere le campagne del Nord Barese.
“Le indagini avrebbero accertato che la donna fu colta da malore due ore dopo aver cominciato il lavoro, sotto un tendone rovente, di acinellatura dell’uva. Un’operazione che consiste nella rimozione dei chicchi malconci per rendere il grappolo appetibile ai futuri acquirenti. La donna, inoltre, già un paio di giorni prima del decesso, avvertì dolori al collo a cui non aveva però dato molta importanza perché ne soffriva da alcuni anni”.
La morte di Paola Clemente ha “regalato” una paga doppia rispetto a quella che prendevano alle braccianti ma questo ha fatto capire alle donne che devono denunciare, tutte, tutte insieme.
Oggi sappiamo che gli arrestati sono il responsabile dell’agenzia interinale per la quale lavorava Paola Clemente, Pietro Bello, di 52 anni, e i suoi due collaboratori-dipendenti, Oronzo Catacchio, di 47, e Gianpietro Marinaro, di 29; assieme a loro sono finiti in carcere Ciro Grassi, di 43 anni, titolare dell’agenzia di trasporto, e Lucia Maria Marinaro, di 39 anni, moglie di Grassi e lavoratrice fittizia; ai ‘domiciliari’ è finita, invece, Giovanna Marinaro, di 47, che avrebbe avuto il compiuto di reclutare le braccianti agricole.
Sfruttamento di donne e immigrati come l’ultimo fatto nelle campagne pontine, dove grazie alla testimonianza di dieci sfruttati nei campi, c’è stato un arresto,avvenuto nelle ultime ore ma questa volta è “un indiano, di 36 anni, che aveva messo in piedi un vero sistema di caporalato, attraverso il quale gestiva almeno 30 connazionali, per i quali decideva condizioni di lavoro anche di 12 ore al giorno senza riposi settimanali e senza ferie e ai quali estorceva somme di denaro dietro minaccia di perdere il lavoro”.
Ricordo a tutte e tutti che “Il Parlamento ha approvato la legge n. 199 del 2016, che mira a garantire una maggiore efficacia all’azione di contrasto del c.d. caporalato, introducendo significative modifiche al quadro normativo penale e prevedendo specifiche misure di supporto dei lavoratori stagionali in agricoltura.” Qui tutta la legge: http://www.camera.it/leg17/522?tema=contrasto_dello_sfruttamento_del_lavoro_in_agricoltura
Difendiamo la legge, difendiamo il lavoro e il rispetto dei diritti, tutte e tutti, ogni giorno. Diamo importanza ai piccoli segnali di una disperata richiesta di aiuto e voce e denunciamo con tutti i mezzi chi sfrutta e approfitta di chi ha disperato bisogno di lavoro

Giovanna Lentini

Amo le donne, quelle vere.
Quelle che hanno dovuto abbassare il capo per le umiliazioni, per le violenze, per i soprusi subiti, ma che lo hanno rialzato dimostrando, con umile coraggio, che non si può rinunciare alla libertà e alla dignità;
Quelle che non giudicano e non condannano, perché non vogliono essere giudicate e condannate;
Quelle che difendono perché difese non lo sono state mai;
Quelle che pensano e non dicono, quando le parole possono essere offesa e danno;
Quelle che alla vanità, alla prepotenza e alla superbia non hanno mai aperto la porta della loro vita, perché l’avrebbero impoverita;
Quelle che non aspettano l’ 8 marzo per festeggiare, perché non si festeggia la morte, provocata dall’ingiustizia umana.
Amo le donne…quelle Vere!

Dioxinity Day/3
Fin dal suo arrivo alla guida del dicastero della salute, il calo demografico che mette a repentaglio il riprodursi dell’Italica stirpe è stato al centro dei pensieri di Beatrice Lorenzin.
La sua ferrea determinazione ad attivare misure di contrasto contro il declino delle nascite indotto dalla crisi è ormai sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente non nel senso di contrastare gli effetti sociali della crisi … ma di impedire il rifiuto della maternità da parte di molte femmine indolenti e sciagurate.
E così, dopo il ‘successo’ del FertilityDay, il Ministero si è dato all’aperto boicottaggio di qualsiasi provvedimento teso a rendere effettiva l’applicazione della Legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
Prevedo che a breve il prossimo passaggio sia quello di una bella campagna per bucare i preservativi (come in ‘Padre Vostro’, il bellissimo film di Vinko Bresan) con tanto di promozione ministeriale dello spot spagnolo della Desigual.

E’ di questi giorni lo scontro fra il Ministero della Salute e la Regione Lazio sull’assunzione di due ginecologi destinati a garantire il funzionamento del reparto I.V.G. dell’Ospedale San Camillo.
Per la cronaca, stiamo parlando di un reparto davanti al quale, nel gennaio 2016, le telecamere di ‘Presa Diretta‘ ripresero le donne in fila dalle 6.00 del mattino in uno squallido sottoscala esposto alle intemperie, senza neanche una sedia per quelle che fra loro si sentivano male.
Il servizio apriva alle 8.00 e metteva in palio solo 5 posti sul tavolo operatorio, perché il personale non obiettore dedicato a questo tipo di intervento non era sufficiente.
Chi rimaneva esclusa (ed erano tante) doveva tornare di nuovo alle sei del mattino del giorno dopo, per riprovarci senza la sicurezza di riuscire, ed affrontare quell’attesa snervante nell’angoscia che ‘scadesse il tempo’, quei 90 gg oltre i quali l’interruzione della gravidanza non è più concessa.
Oppure arrangiarsi in altro modo.
Russe e Ucraine tornando ad abortire in patria, a pagamento.
Le italiane partendo per la trasferta in Francia, o in Inghilterra, o in Canton Ticino, dove un terzo degli aborti effettuati riguarda donne del bel paese.
Quelle che invece non potevano permettersi il ‘turismo abortivo’, avrebbero dovuto provvedere rivolgendosi alle classiche macellerie clandestine.
Oppure ricorrendo al sempre più diffuso ‘aborto fai da te’, ordinando su internet l’apposito kit di farmaci per l’ulcera con effetti collaterali abortiferi, assunti in sovradosaggio e senza controllo medico. Molte ragazze sono finite in ospedale in questo modo, con emorragie spaventose.
A fronte di questa situazione vergognosa, l’unica preoccupazione del ministro della salute è stata quella di definire ‘contra legem’ le assunzioni nel reparto I.V.G. del San Camillo, facendo eco alla voce della CEI.
[Ci sono molte forme di violenza sulle donne.]
Come la pensasse Beatrice Lorenzin in materia di interruzioni volontarie di gravidanza era cosa nota.
Lo si poteva già intuire dai tempi del suo discorso di apertura al ‘Convegno nazionale dei Cav’, i centri di aiuto del Movimento per la Vita, nel novembre 2014. Il posto giusto per un ministro di un cd governo di centro -‘sinistra’, in mezzo a gente di larghe vedute …

… che paragona la 194 alle leggi sulla schiavitù e ai campi di concentramento nazisti…

.. e che si incontra per sgranare rosari sotto i reparti che praticano le I.V.G., come sabato scorso a Bologna, nel tentativo di colpevolizzare le donne e il personale medico.
“Il ruolo che svolge il Movimento per la vita … è particolarmente importante e straordinario, troppo spesso sottaciuto e non raccontato… il ministro vi è vicino, segue e sostiene il vostro lavoro“.
Vicinanza dimostrata dalla Lorenzin anche nei fatti. Era lei il ministro della salute quando il governo Renzi sostituì per decreto alla vecchia pena di 51€ di ammenda una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000€ per le donne ‘colpevoli’ di abortire clandestinamente.
Un provvedimento infame, che colpisce le donne in base a precisi criteri di classe, dissuadendo chi avesse complicazioni dopo un aborto clandestino dal chiedere assistenza presso le strutture pubbliche per paura di una multa spropositata.
Ma chi costringe le donne a ricorrere all’aborto clandestino, se non il sabotaggio pianificato dell’applicazione della 194 nei servizi sanitari pubblici?
[Ci sono molte forme di violenza sulle donne.]
Nell’ottobre 2015 il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa richiamò l’Italia al rispetto della Carta Sociale Europea, ritenendo che le difficoltà di accesso ai servizi per le I.V.G. e la discriminazione sul lavoro riservata al personale sanitario non obiettore avvenissero in violazione del trattato.
“Non c’è assolutamente violazione del diritto alla salute. Alcune aziende pubbliche hanno qualche problema di criticità dovuto a questioni di organizzazione, ma siamo nella norma”, disse in quell’occasione la Lorenzin.
La ‘norma’, per lei, è quella della fila alle sei del mattino per mendicare un diritto.
E’ quella di capoluoghi di provincia come Ascoli Piceno, dove il servizio pubblico per le I.V.G. può essere del tutto inesistente perché l’obiezione arriva al 100%.
La ‘norma’ è questa …

La percentuale di ginecologi obiettori delle strutture sanitarie pubbliche in Italia è del 70,7%, nell’Italia del Sud è del 80,4%

… con percentuali oltre l’80% in Molise (89,7 %), Sicilia (89,1%), Basilicata (88,1%), provincia di Bolzano (85,9%) e Campania (81,8 %).1
Ma come impatta questa ‘norma’ sui territori già colpiti dagli effetti teratogeni delle nocività industriali?
Come impatta nella Terra dei Fuochi, sulle donne di Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castel Volturno, Giugliano, Marcianise e Villa Literno, dove l’OMS ha riscontrato forti eccessi di malformazioni congenite. Cosa succede quando decidono di ricorrere all’aborto terapeutico?
Ad Aversa trovano il reparto chiuso, a Giugliano un solo ginecologo non obiettore, al Policlinico di Napoli 39 obiettori su 42, al Cardarelli 12 su 13.
Al Secondo Policlinico di Napoli potrebbe capitargli di concludere l’aborto terapeutico ‘fuori turno’, quando i ginecologi non obiettori hanno già staccato, come è successo a Laura Fiore: ‘Sono stata abbandonata a me stessa, trovandomi sola in un ambiente di tutti obiettori. Riuscivo a ricevere qualche visita solo se chiedevo ai medici che entravano nella mia stanza, per prendere qualche materiale che serviva loro per visitare le altre. Nessuno ha monitorato il mio dolore fisico, le mie perdite ematiche, la mia dilatazione; alle mie domande al riguardo rispondevano tutti in maniera elusiva…
… chiedo [a un ginecologo strutturato] se posso avere un cesareo o l’anestesia epidurale. “Non facciamo l’epidurale in questo ospedale” è la risposta. Allora gli chiedo di essere visitata. Lui esegue e visto che con la dilatazione siamo ancora a zero, mi pratica la dolorosa dilatazione digitale. Sul momento, dato che è l’unica volta che ricevo una visita così dolorosa, mi viene da pensare che l’abbia fatto apposta a farmi male visto che, essendo sabato, il medico era sicuramente obiettore‘….2.
Lasciamo la Campania, dove perfino i portantini e gli impiegati amministrativi possono permettersi di fare gli obiettori, e scendiamo a sud attraversando lo stretto fino in Sicilia.
Già, la Sicilia.
La Sicilia è un luogo dove i medici obiettori raggiungono l’89,1% in media, ma all’ospedale Cannizzaro di Catania arrivano al 94 %. E’ lì che Valentina Miluzzo è morta con due figli in grembo. Questa è la denuncia di suo padre:
Ma il Ministero della Lorenzin sancisce che Valentina è morta di aborto, non di obiezione di coscienza.
[Ci sono molte forme di violenza sulle donne.]
Sempre in Sicilia altre donne che vivono ad Augusta o a Gela sanno che, se decidono di avere un figlio, dovranno affrontare più di altre l’insorgere di malformazioni congenite.
La costa fra Augusta e Siracusa sconta l’eredità di 60 anni di petrolchimico. Ci sono passati tutti, Moratti, l’Exxon, la Liquichimica, l’ ERG, l’Enel, l’Enichem, l’Agip …
Ne è rimasto poco: le raffinerie dell’Isab e della Esso, la centrale dell’Enel e l’impianto Archimede per l’energia solare, capannoni abbandonati e vecchi impianti arrugginiti.
E poi metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili (pcb), amianto e ceneri di pirite nei terreni, e altri metalli pesanti, idrocarburi ed esaclorobenzene nelle acque.
E mercurio, tanto mercurio, rilasciato in particolare dall’attività dell’impianto di cloro-soda originariamente della Montedison, poi Enichem, poi Syndial (ENI).
L’impianto utilizzava un processo di separazione degli ioni di cloro e sodio col sistema a cella di mercurio perché era uno dei meno costosi, e ancor meno costoso era lo smaltimento dei residui del metallo, che venivano scaricati nei tombini e da lì finivano in mare, oppure seppelliti in discariche non idonee, falsificando i certificati di analisi dei rifiuti3.
Pratiche dall’impatto devastante sull’ambiente, sulla catena alimentare, sulla salute degli abitanti e delle generazioni future.
Nel territorio si riscontrano, oltre ad un eccesso per molti tipi di tumore4, pesanti effetti sulla riproduzione, talmente gravi da indurre la Syndial a riconoscere unilateralmente indennizzi a 101 famiglie di nati o aborti con malformazioni cerebrali (idrocefalia), spina bifida e labio/palatoschisi, nel tentativo di evitare conseguenze penali più gravi5.

Giacinto Franco, compianto ex primario dell’Ospedale di Augusta e perito nel processo contro l’ex Enichem, descriveva così la situazione: “Le malformazioni [arrivarono nel 2000] a toccare il 5,8% rispetto al 2,16 della Sicilia Orientale e al 2,12 della Sicilia Occidentale. Quando io parlo del 5,8% parlo dei casi che nascono con malformazioni, non parlo dei casi totali di malformazioni perché, per esempio, una recente indagine affidata alla ASL dalla Procura di Siracusa ha messo in evidenza che i casi di aborto ad Augusta sono aumentati di 4 volte rispetto alla media nazionale; una media che è doppia rispetto ai dati relativi all’intera provincia. Un terzo delle interruzioni di gravidanza è dovuta a malformazioni del sistema nervoso centrale del feto. È indiscussa la connessione tra inquinamento e malformazione del sistema nervoso centrale; il motivo di questa disfunzione è, infatti, l’altissimo inquinamento di mercurio e piombo presente in quest’area“.6
Un quadro per certi versi simile a quella di Gela, dove il petrolchimico che si estende a un paio di chilometri dalla città si è lasciato indietro, nella sua dismissione, idrocarburi, metalli pesanti, ammoniaca, composti organo alifatici clorurati, benzene, fosfogessi nei suoli e nelle acque.
Anche a Gela si registrano eccessi statisticamente significativi per malformazioni congenite quali difetti del tubo neurale, microcefalia, ipospadia, idronefrosi ed ernia diaframmatica7.
E anche a Gela il monopolio degli obiettori in ospedale potrebbe non rendere possibile l’aborto terapeutico sul posto.
Ci sono molte forme di violenza sulle donne. Fra queste: negargli il diritto di abortire in sicurezza, negargli il diritto di partorire in sicurezza, negargli il diritto alla salubrità ambientale, e di conseguenza il diritto alla salute (riproduttiva e non) e alla salute dei loro figli.
Il 25 novembre, nel giorno contro la violenza sulle donne, Beatrice Lorenzin ha dichiarato che “è attraverso la quotidianità degli interventi … che si può fare la differenza“. Ma non ho ancora capito se la quotidianità dei suoi interventi sia orientata ad impedire la violenza sulle donne, o ad esercitarla.

Antonio
Come una donna che non meriterebbe di chiamarsi tale, certa Fornero, ha fatto la Festa ALLE Donne.
La RPD (Rapina Pensioni Donne), è stata commessa da donna Fornero, mentre donna Finocchiaro era al volante e donna Camusso, faceva da palo, un bel trio di donne malfamate davvero!
Riforma Pensioni Art. 24 comma 7.
Le donne, in pensione a SETTANTA anni.
A seguito della riforma Fornero, le donne, dovrebbero andare in pensione a 65 anni.
A CONDIZIONE, PERO’, che la loro pensione ammonti a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè, € 8.730 annui, cioè, € 672 mensili.
Se la loro pensione dovesse risultare inferiore al suddetto importo, dovranno attendere i SETTANTA anni SALVO ADEGUAMENTO ASPETTATIVA DI VITA, (calcolata in 3 mesi/anno, pertanto, ogni 4 anni, l’età per la pensione, si alza di un anno).
Infatti, per ottenere una pensione di € 8.730 annui, occorre aver versato all’INPS, un Montante Contributivo di € 164.000 (centosessantaquattromila).
Quale lavoratrice part time può raggiungere un Montante Contributivo simile?
Non certamente le madri/operaie/casalinghe.
Notare la chicca seguente:
L’assegno sociale, sarà rivalutato anno per anno, quindi, il tetto per la pensione si alzerà e così, il Montante Contributivo dovrà essere sempre più alto.
Ah, dimenticavo: Sapete quanti anni deve lavorare una Lavoratrice Part Time con un normale stipendio Part Time, per raggiungere un Montante Contributivo di 164.000 euri?
Deve lavorare 56 ANNI !
(Viviana: Io aborro gli uomini che calpestano le donne, ma quando a farlo sono delle altre donne, lo schifo non ha misura)

ANNA MAGNANI
“Ce metti una vita a piacerti, e poi arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perché sei tu, e perché per piacerti c’hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese! Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno. Quante volte me sò guardata allo specchio e me so vista brutta, terrificante. Co sto nasone, co sti zigomi e tutto il resto. E quando la gente me diceva pe strada “bella Annì! Anvedi quanto sei bona!” io nun capivo e tra me e me pensavo “bella de che?”. Eppure, dopo tanti anni li ho capiti. C’ho messo na vita intera per piacermi. E adesso, quando me sento dì “bella Annì, quanto sei bona!”, ce rido sopra come na matta e lo dico forte, senza vergognarmi, ad alta voce “Anvedi a sto cecato!”

Gianluca Castaldi
Il primo taglio sociale di Renziloni
Il Fondo per le Politiche sociali passa da 313 milioni di euro a 99,7, meno di un terzo.
Con il fondo si finanziano asili nido, si aiutano le famiglie in difficoltà, si garantisce l’assistenza domiciliare e la sopravvivenza dei centri antiviolenza…..tutte cose inutili no?
NON DEVONO PERDERE….
DEVONO SCOMPARIRE !
.
Ricevo da Miriam Ercolessi
Questa l’ho scritta pensando a tutto quello che mi raccontava una mia prozia.
Una donna rimasta vedova durante la guerra .Aveva un bimbo di pochi mesi e lo crebbe da sola .A mia nonna , sua sorella ,capitò la stessa cosa : rimase anche lei vedova durante la guerra con mia mamma piccolissima .
Le due sorelle unirono le loro vite sotto un unico tetto e so dedicarono ai loro figli senza mai più rifarsi una vita sentimentale

DONNE IN GUERRA

Tra i sassi cantavano il fiume.
Le lenzuola sbattute.
E il desiderio di uomo.
Cantavano il fuoco.
Si toccavano il ventre.
Cantavano la vita.
Ricordi precisi e aderenti al cuore, come una attesa eterna.
Cantavano la speranza.
E la notte , si spogliavano arrossendo.
Non sapevano parlare. In silenzio ascoltavano.
Non sapevano se lo scoppio fosse una bomba o il coraggio di godere.
Conoscevano il rischio dell’amore:
Restare senza pelle.
Cantavano la forza

In tv hanno fatto vedere questo: “Colloquio di lavoro. L’intervistatore dice alla persona in cerca di lavoro:”Lo sa che questo lavoro comporta lavorare per 7 giorni la settimana, senza avere mai ferie, tutto pur di soddisfare l’utente finale, per quanto sarà contento anche lei?” L’altro è un po’ perplesso ma risponde. “Va bene”. “E lo sa che dovrà lavorare, se occorre, anche la notte, pur di accontentare l’utente finale, anche se poi sarà contento anche lei?” L’altro è sempre più perplesso ma accetta. “E lo sa, vero, che non sarà pagato?” L’altro ci resta molto male e chiede: “Ma che lavoro è?”
“E’ fare la mamma”.

Alda Merini

Dedicata a voi A tutte le donne .
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Maya Angelou
Ho imparato che qualsiasi cosa accada, o per quanto l’oggi sembri insopportabilmente brutto, la vita va sempre avanti e il domani sarà migliore.
Ho imparato che si può capire molto di una persona dalla maniera in cui affronta queste tre cose: una giornata piovosa, la perdita del bagaglio, l’intrico delle luci dell’albero di Natale.
Ho imparato, indipendentemente dal rapporto che abbiamo coi nostri genitori, che ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita.
Ho imparato che il semplice sopravvivere è diverso da vivere.
Ho imparato che la vita qualche volta consente una seconda chance.
Ho imparato che non si può affrontare la vita con i guantoni da baseball su entrambe le mani:si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle.
Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta.
Ho imparato che anche quando ho delle sofferenze non devo essere una sofferenza.
Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe uscire ed avere contatti con qualcuno.
Le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle.
Ho imparato che ho ancora molto da imparare.
Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto hai detto, dimenticheranno quanto hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.

..
Viviana
Carino il discorso di Mattarella per le donne. Ma finché a chi stupra una donna daranno tre mesi di carcere e a chi smercia droga 3 anni, vedrò solo della profonda ipocrisia. Come vedrò solo dello squallore quando in politica continueranno ad arrivarci donne come la Picierno, la Finocchiaro, la Gelmini, la Boschi, la Moretti, la Minetti, la Fornero… che dovrebbero essere estromesse dal genere femminile.

NON E’ UN PAESE PER DONNE
Paola Taverna

Nel 2016 ci sono stati 116 casi di femminicidio.
In Italia una donna su due non lavora.
Le donne che lavorano guadagnano molto meno dei colleghi maschi con impieghi meno qualificanti.
Le donne sono senza tutele sul fronte della maternità e assistenza ai figli.
Sono costrette a scegliere tra famiglia e lavoro o rinunciare a diventare madri.
Questo non è un Paese per donne.
Non è nemmeno un Paese per i giovani, costretti ad emigrare per lavoro; per gli anziani, obbligati a trascorrere gli ultimi anni di vita altrove.
Non è neanche più un Paese per bambini, che non nascono perché chi li dovrebbe mettere al mondo non ha il diritto a farlo.
Non è più l’Italia questa.
L’Italia non è più un Paese.
Fuori dalle ipocrisie di giornate che non ricordano ma che di quelle battaglie sono meno di un ricordo, il mio abbraccio a tutte le donne e gli uomini che vogliono ritrovare il proprio Paese, quello che era, quello che dovrà essere!

STORIELLINE
In tribunale il giudice chiede: “In che modo si è resa conto che suo marito era bigamo?”. E la querelante: “È successo il giorno in cui gli ho detto che volevo il divorzio. Lui si è tradito rispondendomi: “È una decisione importante. Bisogna che ne parli con mia moglie”.
.
Un tizio aveva tre fidanzate. Bene, questo tizio non sapeva decidere quale delle tre sposare. Così decise di affidare a ciascuna di esse 10 mila euro per vedere come avrebbero speso i soldi. La prima impiegò il denaro per migliorare il proprio aspetto: nuovi vestiti, pettinature alla moda, manicure, pedicure. Alla fine disse al tizio: “Ho speso i soldi per farmi bella perché ti amo moltissimo”. La seconda lo iscrisse a un club di golf, gli acquistò un cellulare, un televisore e un mega stereo, poi disse: “Ti ho comprato tutte queste cose perché ti amo moltissimo”. La terza investì i soldi nel titolo giusto, raddoppiò il capitale, gli restituì 10 mila euro e reinvestì a suo nome il resto. Infine disse: “Ho investito il resto del denaro pensando al nostro futuro perché ti amo moltissimo”. L’uomo pensò a lungo al modo in cui ciascuna aveva utilizzato il denaro. Alla fine decise: sposò quella che aveva le tette più grosse.
.
La prima frase pronunciata dall’uomo preistorico fu -“stai zitta”- Secondo gli antropologi è un chiaro segnale che le corde vocali si svilupparono, in origine, nelle donne.
.
Le donne sono così fastidiose già così, chissà come sarebbero se Dio fosse partito da un callo anziché da una costola per crearle.. Non parliamo se avesse scelto un coglione.
.
Che è successo a quello che finalmente ha capito le donne? E’ morto dalle risate prima di poterlo raccontare a qualcuno…
.
Lara Comi dice che siccome a 26 anni era stata eletta al Parlamento Europeo e non si sentiva pronta ha assunto la mamma perché la aiutasse.
Scusa Lara, ma se non ti sentivi pronta che cazzo ti sei candidata a fare?
Pensa se un cardiochirurgo si portasse la mamma in sala operatoria…..
(Andrea Tosatto)
.
http://masadaweb.org

  • Unique Post
Previous Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

MASADA n° 1847 25 aprile 2017 UN PAESE SPACCATO IN DUE

MASADA n° 1847 25 aprile 2017 UN PAESE SPACCATO IN DUE Blog di Viviana Vivarelli 25 aprile, festa della Liberazione [Read More]

MASADA n° 1846 20-4-2017 LI PONTACCI TUA

MASADA n° 1846 20-4-2017 LI PONTACCI TUA Blog di Viviana Vivarelli Sei ponti crollati in 7 mesi – Il mondo del web [Read More]

MASADA n° 1845 18-4-2017 UNA SPIRALE DI IMMORALITA’

MASADA n° 1845 18-4-2017 UNA SPIRALE DI IMMORALITA’ Blog di Viviana Vivarelli Un pesce di nome Zanda – Report: i [Read More]

MASADA n° 1844 13-4-2017 GUERRA E AFFARI

MASADA n° 1844 13-4-2017 GUERRA E AFFARI Blog di Viviana Vivarelli Domenica delle Palme – Dalla scrittura a internet [Read More]

MASADA n° 1843 8-4-2017 MONDO CAIMANO

MASADA n° 1843 8-4-2017 MONDO CAIMANO Blog di Viviana Vivarelli (Quadri di Jacek Yerka, nome d’arte di Jacek [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 4 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano