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Friday November 24th 2017

MASADA n° 1835 5-3-2017 IL GIGLIO MALIGNO

MASADA n° 1835 5-3-2017 IL GIGLIO MALIGNO
Blog di Viviana Vivarelli

Ultim’ora. Alfredo Romeo confessa: “Con Tiziano Renzi ero sottoposto ad abuso di cognome, la tangente per babbo Renzi doveva essere doppia perché c’era anche il figliolo premier.”
(Ah già, ma noi aspettiamo sereni la prescrizione della magistratura! Come dice Romano: “Pensiamo alle polizze, piuttosto!)
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Viviana
E così Romeo e Tiziano Renzi si ritrovavano in una bettola ‘per pregare’??!! Perché, secondo l’avvocato, “erano uniti da una comune militanza religiosa”!!!
Che culto era? SANTA MASSONERIA??
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Harry Haller
Oh, me ‘i immaggino, ‘nginocchiati a recita’ er “Padre Nostro che se’ a Regina Coeli…..”
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Giuseppe Stelluti
Il bomba prende un tizio senza requisiti e competenze e lo mette a capo dell’ufficio gare di Consip così da far assegnare le gare agli amici degli amici dietro qualche mazzetta da 100.000 euro.
Oggi il tizio sta cantando come un canarino e il bomba parla di accerchiamento della magistratura


Ma va!!
Berlusconi intenzionato a non votare la sfiducia a Lotti e a difendere il babbo di Renzi. Il patto dei lazzaroni n° 2 si sostanzia.

Sondaggio DEMOS 4 marzo 2017:
M5S 28,8%,
CDX 28,8%,
PD 27,2%
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LA SFORTUNA DI CHIAMARSI RENZI
ovvero IL FAMILISMO AMORALE

Parla l’avv. Federico Bagattini, ecco perché Tiziano Renzi è una vittima: “Perché qualcuno ha abusato del suo cognome. La riprova sta nel fatto che lui non ha mai visto né frequentato Alfredo Romeo, non ha mai preso soldi da nessuno, non è mai stato in Consip, non è mai stato in vita sua a Rignano sull’Arno, non ha mai visto né conosciuto l’ex-premier Matteo Renzi”.
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Harry Haller
..o’ smemorato de Rignano
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Viviana
Non sanno più cosa inventarsi. Sono oltre la cintura di Orione.
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Si suppone che le mazzette per guidare gli appalti se le sia prese qualche ANONIMO
Che fortuna chiamarsi ANONIMO!!
Ma di cognome, l’Anonimo, si chiama sempre Renzi?
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Luce so fusa
Renzi dice che Lotti è una persona onesta.
Certo non quanto Verdini.
(Tiziano padre poi li batte tutti. E’ proprio un mondo di onesti)
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Notturno concertante
Luca Lotti: “Se qualcuno pensa che rubiamo come gli altri, ha sbagliato destinatario”.
Qui si parla dell’appalto più grande d’Europa, altro che polizze da morti di fame!
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Viviana
Tiziano Renzi aveva solo frequentazioni a carattere religioso.
Il culto di Mammona, immagino.

QUANDO IL GIORNO SI VEDE DAL MATTINO
Viviana
Tiziano Renzi: dichiarazioni patrimoniali false, menzogna congenita, bancarotta fraudolenta, corruzione, traffico di influenze, mazzette, massoneria deviata… neanche una polizza a suo nome: sarebbe stato perfetto come sindaco di Roma.
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Ciro
Sono davvero dei provincialotti, mentitori allo sbaraglio. Sono dove sono solo perché ci sono giornalisti zerbini, come ieri sera Gruber e Cerno, figuraccia memorabile, glielo consentono. Con un Renxi che scimmiotta il peggior Craxi. Sono talmente di basso livello che non mi meraviglierei nemmeno, in caso di rinvio a giudizio del padre, se il ballista chiedesse la prova del DNA .
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Achille da Campigo
Dalla Gruber ho visto una persona in rotta che cercava disperatamente di aggrapparsi a degli specchi abbondantemente lubrificati.
Un po’ di dignità non manca a nessuno ma forse questa parola non rientra nel suo vocabolario

IN QUESTO MONDO DI LADRI
VENDITTI

Eh, in questo mondo di ladri
c’è ancora un gruppo di amici
che non si arrendono mai.
Eh, in questo mondo di santi
il nostro cuore è rapito
da mille profeti e da quattro cantanti.
Noi, noi stiamo bene tra noi
e ci fidiamo di noi.
In questo mondo di ladri,
in questo mondo di eroi,
non siamo molto importanti
ma puoi venire con noi.
Eh, in questo mondo di debiti
viviamo solo di scandali
e ci sposiamo le vergini.
Eh, e disprezziamo i politici,
e ci arrabbiamo, preghiamo, gridiamo,
piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi.
Voi, vi divertite con noi
e vi rubate tra voi.
In questo mondo di ladri,
in questo mondo di eroi,
Voi siete molto importanti
ma questa festa è per noi.
Eh, in questo mondo di santi
il nostro cuore è rapito
da mille profeti e da quattro cantanti.
Noi, noi stiamo bene tra noi
e ci fidiamo di noi.
In questo mondo di ladri
in questo mondo di eroi…
non siamo molto importanti
ma puoi venire con noi.
In questo mondo…
in questo mondo di ladri…

BUON SABATO PENTASTELLATI!
“Noi non parliamo con te, tu sembri giovane ma sei vecchio. Tu rappresenti il sistema, il potere marcio”. Grande Beppe, sempre lungimirante!
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I COMPAGNI DI MERENDE
Marco Travaglio
L’altroieri, mentre i carabinieri arrestavano Alfredo Romeo a Napoli e perquisivano Carlo Russo a Scandicci, si spegneva a 86 anni, in un ospizio vicino a Firenze, Fernando Pucci, l’ultimo dei “compagni di merende” balzati agli onori delle cronache giudiziarie negli infiniti processi per i delitti del mostro di Firenze. Per anni il suo nome fu associato a quelli degli altri compari: Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti.
Nessuna parentela con lo scandalo Consip, per carità: sia perché in quei processi si parlava di omicidi, in questa inchiesta invece al massimo di corruzioni, traffici di influenze, soffiate e favoreggiamenti; sia perché allora il Pucci e il Lotti erano testimoni d’accusa che collaboravano con la giustizia, mentre ora il Renzi e il Lotti (il ministro Luca, solo omonimo) sono indagati e negano pure l’evidenza.
Ma la suggestione dei compagni di merende, cioè di quel mondo di furbi provincialotti di paese che si vedono al bar tabacchi e custodiscono segreti inconfessabili, viene naturale alla lettura delle carte dell’inchiesta Consip.
Torna alla mente quel che disse della sua Firenze un cittadino doc come Dante Alighieri a Jacopo Rusticucci nel girone dei sodomiti, al canto XVI dell’Inferno: “La gente nova e i sùbiti guadagni/ orgoglio e dismisura han generata,/ Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni”.
È più o meno quel che accadde quattro anni fa, quando dal contado toscano marciò e poi marcì su Roma quello che la stampa del servo encomio nobilitò come Giglio Magico e che oggi la stessa stampa convertita al codardo oltraggio sbeffeggia come Giglio Tragico o Giglio Marcio.
Stiamo parlando del Renzi da Rignano e poi da Pontassieve, del Lotti da Empoli, della Boschi da Laterina (Arezzo), del Bonifazi della Gavinana e di tutta l’allegra brigata, ben presto seguita alla luce del sole dal Verdini da Fivizzano (Lunigiana) e nell’ombra da babbo Renzi (sempre da Rignano), da babbo Boschi (sempre da Laterina), da Carlo Russo da Scandicci e da tutto il cucuzzaro.
Un mondo chiuso, a parte, di gente nova irresistibilmente attratta da sùbiti guadagni. O, per dirla con Rino Formica, impareggiabile coniatore di definizioni immortali (“la politica è sangue e merda”, “intorno a Craxi vedo solo nani e ballerine”): “Renzi non ha cultura politica. È il provinciale che va in città, quello che entra nel negozio di lusso e tocca la merce, l’annusa”.
Chissà se il babbo trafficava per sé o per altri (“il sangue – spiega Formica a Repubblica – oggi è sofferenza altrui, mentre la merda, il lavoro sporco, lo devono fare gli altri”).
E chissà se il figlio era come i cornuti, l’ultimo a sapere ciò che parenti e amici sapevano benissimo. In attesa di scoprirlo, non c’è miglior definizione di quella di Formica per una combriccola di parvenu troppo rapidamente assurti a statisti, riformatori, financo padri costituenti. Tutti accomunati da un’attrazione fatale per i furbastri, gli spregiudicati, talvolta anche i pregiudicati.
Come dimenticare la prima comparsata del giovin Matteo a Canale5, alla Ruota della Fortuna?
E poi la visita clandestina alla villa di Arcore da sindaco di Firenze, subito svelata dal padrone di casa per far capire chi dei due era quello furbo?
E la missione romana di babbo Boschi che, volendo salvare Banca Etruria, si affida al re dei faccendieri d’antan Flavio Carboni, condannato definitivamente per bancarotta fraudolenta?
Uno legge le carte dell’inchiesta Consip, tra presunti pranzi “in bettola”, presuntissime tangenti cash col “metodo della mattonella” (come Totò e Peppino alle prese con la malafemmina), probabili “bistecchine” mangiate chissà dove con Romeo, i pizzini di quest’ultimo stracciati e ricomposti in discarica, le incursioni nel bosco di Rignano per confidarsi con gli amici del bar che ormai aveva troppi orecchi, le Srl di mamma Lalla, e tutto torna.
Non sul piano giudiziario, per cui occorrerà attendere i classici 10-15 anni di processi. Né su quello della responsabilità etico-politica, concetto ormai caduto in desuetudine almeno quanto il conflitto d’interessi (infatti si continua a ripetere che le colpe dei padri non ricadono sui figli, come se fosse normale che il padre del capo del governo faccia affari con imprenditori che fanno affari con il governo).
Ma sul piano antropologico ed estetico, che spiega la politica degli ultimi anni meglio di qualunque saggio o editoriale.
Per chi voleva vedere e capire, non c’era mica bisogno dell’ultima indagine. Di avvisaglie erano piene le cronache, soprattutto del Fatto, e qualche libro (chi ha letto i due dedicati al clan Renzi dal nostro Davide Vecchi lo sa bene) degli ultimi tre anni, anche se le meglio penne del bigoncio giravano alla larga, almeno finché il referendum del 4 dicembre non consegnò al Paese il certificato di morte almeno provvisoria del padrone pro tempore d’Italia. Bastava unire i puntini, e già il disegno veniva fuori chiaro e lampante.
Ricordate le decine di Rolex anche d’oro massiccio donati da sovrano dell’Arabia Saudita al premier Matteo e alla sua corte venuta a Riyadh a omaggiarlo? La legge, trattandosi di regali superiori ai 300 euro, imponeva di depositarli in un magazzino di Palazzo Chigi a disposizione dello Stato, invece sono spariti tutti, tranne uno: quello dell’irreprensibile interprete arabo. Chissà mai chi se li è fregati.
Ricordate gli scontrini nascosti dall’ex sindaco di Firenze passato nel frattempo a miglior carriera e dal suo successore, il sindaco al Plasmon Dario Nardella, sulle sue spese non proprio tutte “istituzionali” rimborsate dal Comune ai tempi di Palazzo Vecchio, proprio mentre il suo partito scacciava per molto meno il sindaco di Roma Ignazio Marino davanti a un notaio?
Tra le poche ricevute emerse dalle indagini della Corte dei conti, il Fatto scoprì quelle di un viaggio Firenze-Roma del Renzi e del Lotti di nove anni fa: i due figli di papà democristiani, l’uno sindaco di Firenze l’altro capo di gabinetto, ogni volta che erano chiamati nella Capitale da imprescindibili impegni politici nazionali, sceglievano di soggiornare all’Hotel Raphael di largo Febo, che Craxi aveva eletto a sua residenza capitolina, che ospitava i vertici con politici, faccendieri e portamazzette, che nel ’93 fece da sfondo al celebre lancio di sputi e monetine, e da cui un anno dopo – perduta l’immunità parlamentare – Bettino partì per l’ultimo viaggio dall’Italia ad Hammamet.
Una scelta curiosa, per una giovane marmotta democristiana che si era laureata in Legge con tesi su Giorgio La Pira e, divenuta sindaco, aveva respinto come “diseducativa” la proposta dei nostalgici del craxismo di dedicare una piazza di Firenze “all’esule” Bettino e infine da premier aveva rivendicato l’eredità di Berlinguer dall’appropriazione di Casaleggio.
Ma forse il Raphael era semplicemente una scelta simbolica dello spirito-guida che segretamente si era scelto come modello politico. Tant’è che quasi tutti i reduci del craxismo arrembante, da Ferrara a Minoli, da Sacconi a La Ganga, senza dimenticare le truppe di complemento come Napolitano e Amato, avevano eletto “Renxi” a loro nuovo beniamino. E lui era ripartito proprio da Craxi, senza peraltro averne la stoffa: la “grande riforma” della Costituzione con Verdini, il decisionismo, il rampantismo, l’antiparlamentarismo, l’harem di imprenditori-prenditori e manager-magnager di fiducia, lo stuolo di leccapiedi, il culto della personalità, la Leopolda al posto della piramide di Panseca, le leggi pro-Mediaset e anti-giudici, il garantismo peloso (ma solo per gli amici) e la scomunica a Mani Pulite “barbarie giustizialista”.
E ora, inevitabile nemesi storica, a dannarlo arriva il Fattore S, come soldi. O A, come affari, sia pure non per linea diretta, ma ereditaria. Qualche webete già profetizza un imminente trasloco nella villa di Hammamet o nell’ospizio di Cesano Boscone, ma sarebbe troppo.
Siccome, diceva Marx, le tragedie della storia tendono a ripetersi in forma di farsa, per questi compagni di merende pare eccessivo anche il bar sport di Rignano.

AMMAZZARE UN UOMO MORTO
Viviana
E ora Renzi crede davvero di imbavagliare o comprare ogni opposizione, di sotterrare gli scandali sotto una coltre di bugie, di “rimettere tutto nelle mani della Magistratura”??? Ora, ipotizzando che a fine processo mancherebbero in media 15 anni, ci entrerebbero giusti giusti altri 5 Governi a nome Renzi o con prestanome che tanto fa lo stesso, non eletti, corrotti, con liste prefabbricate e tessere taroccate, pieni di persone pronte a comprarsi o vendersi, pronti a riforme ignobili da briganti di strada, al soldo di quegli stessi neoliberisti o bocconiani o briganti di alto bordo che ci hanno già portato all’ultimo posto in Europa, sorpassando verso il basso persino la Grecia? E i piddini, idioti o corrotti o rincoglioniti, credono davvero che sia questo il modo di ammazzare un uomo morto, ché altro non è ormai questo povero Paese?
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Pasquale Colicchio
Cresce il Pil dello 0,000000001%, siamo sulla buona strada di una netta ripresa per il culo!!!
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Viviana
Quello dei politici italiani non è più un genere. E’ un degenere.

Ficarra e Picone: “Pd? Per candidarsi servono 3 foto: una di fronte e due di profilo”
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Dav90ide
Vedo la luce in fondo al tunnel. Speriamo non sia un treno.
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Ninjolo
Sono più intelligente della media. Ma è solo merito della media.
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Vi
Quando il culo è sistematico, si chiama classe. Quando la truffa è sistematica si chiama Pd.

UNA PIAGA DI FAMIGLIA
Viviana
Quel miserabile di Renzi è talmente a corto di argomenti a difesa del padre e della banda a delinquere di cui si è circondato che non è riuscito a dire nemmeno una cosa positiva su questi signori o a garantire la loro onestà, e l’unico concetto che ha declinato in tutte le salse è che “ha fiducia nella magistratura e che non accetta processi né penali né morali da chiunque non sia un magistrato”. Ma davvero tutto è rimesso a quelle leggi infernali che sono le stesse che hanno prescritto e archiviato i processi a Romeo aiutandolo a delinquere a iosa? Davvero l’unica cosa a cui questi delinquenti per DNA si appigliano è la scappatoia legale con cui loro stessi hanno permesso finora ai più corrotti di scansare ogni giustizia e di accaparrarsi ogni ricchezza, derubando tutti, con la complicità della Casta? Ma davvero pensano che queste vergognosa correità tra politici e delinquenti debba e possa continuare all’infinito? Davvero credono che siamo tutti ciechi o sordi o disonesti o completamente scemi? E ancora c’è qualcuno che ha la faccia di dire che non ci sono soldi per il reddito minimo di cittadinanza, o per i terremotati, o per gli esodati, o per i creditori dello Stato? Sono seduti su una montagna di soldi rubati, fregandosene della sofferenze di un popolo e mettendoci all’ultimo posto in Europa e una massa crescente di corrotti inquina le istituzioni, la casta politica, le forze dell’ordine e ancora parlano???

IL FIGLIO DI MUBARAK
Marco Travaglio

Siccome i nostri lettori da due mesi sanno quasi tutto dello scandalo Consip, immagino il loro smarrimento dinanzi ai telegiornaloni, soprattutto Rai, che l’hanno scoperto all’improvviso l’altroieri con l’arresto di Romeo e le perquisizioni di Bocchino, Russo e Gasparri. Dunque il loro approccio è lo stesso dei bambini di montagna che vedono per la prima volta il mare, o dei profughi africani che vedono per la prima volta la neve: faccia sbigottita, occhi sgranati, boccuccia a cul di gallina, si muovono con circospezione e non sanno bene dove mettere le mani e i piedi. I nostri mezzibusti invece non sanno quali parole usare. E, nel dubbio, usano continuamente l’aggettivo “presunto” e i verbi al condizionale. Nulla è, tutto sarebbe. Manca poco che diventi presunto pure il padre di Renzi, in base all’antico adagio “mater semper certa, pater numquam”. Ora, oltreché sull’altissima probabilità che Tiziano Renzi sia il padre di Matteo, e per la proprietà transitiva Matteo Renzi sia il figlio di Tiziano, vogliamo rassicurare i colleghi su una serie di fatti certi che, volendo, li autorizzano ad abolire l’aggettivo “presunto” e a passare dal condizionale all’indicativo.
1. Salvatore Romeo finanziò la fondazione Open di Renzi con 60 mila euro, così come molti altri partiti ed esponenti politici.
2. Romeo è indagato tra Napoli e Roma per concorso esterno in associazione camorristica e corruzione.
3. Romeo ha versato 100 mila euro in 3 anni al manager Consip Marco Gasparri (che ha confessato e restituito il maltolto, subito sequestrato) per essere favorito nell’aggiudicazione degli appalti.
4. Romeo vantò con Gasparri l’appoggio del “massimo livello politico” (ai tempi del governo Renzi), dopo aver incontrato più volte Tiziano Renzi e il suo mediatore Carlo Russo da Scandicci che lo raccomandarono in Consip. E siglò su un pizzino i loro nomi e le cifre da corrispondere (“30.000 per mese T.”, “5.000 ogni 2 mesi R.C.”), oltre a una nota su un incontro col tesoriere renziano Bonifazi per l’acquisto dell’organo del Pd l’Unità. Non sapremo mai se i pagamenti e l’affare si sarebbero concretizzati, perché l’indagine fu rovinata sul più bello da varie soffiate.
5. Tiziano Renzi e Russo incontrarono più volte anche l’ad di Consip, Luigi Marroni, nominato da Renzi, per raccomandargli Romeo e una ditta vicina a Verdini.
6. Luca Lotti inviò un sms a Michele Emiliano, governatore pugliese e segretario regionale Pd (allora renziano), per spronarlo a incontrare Russo che progettava un affare con Romeo e papà Renzi.
Questo: “(Russo) ha un buon giro ed è inserito nel mondo della farmaceutica. Se lo incontri per 10 minuti non perdi il tuo tempo”. Anche Tiziano Renzi inviò messaggi a Emiliano per ottenere un incontro, che però non ci fu.
7. Quando i pm di Napoli e i carabinieri del Noe iniziano a indagare e/o pedinare e/o intercettare Romeo, gli uomini Consip, Russo e papà Renzi, varie fughe di notizie avvertono gli interessati, che smettono di parlare al telefono, poi a quattr’occhi, poi addirittura tramite pizzini, mentre Marroni fa bonificare gli uffici Consip dalle microspie.
8. Il presidente Consip Ferrara dice a Marroni che ad avvertirlo è stato il comandante dei carabinieri, Del Sette. Marroni dice ai pm che, oltreché da Ferrara, fu messo in guardia da altri tre amici di Renzi: il sottosegretario Lotti, il comandante dell’Arma in Toscana Saltalamacchia e il presidente di Publiacqua Vannoni. Quest’ultimo conferma ai pm che fu avvertito delle indagini da Lotti e che anche Matteo Renzi sapeva dell’inchiesta “segreta”, poi corre a Palazzo Chigi a spifferare a Lotti quel che ha raccontato ai pm, dicendogli – almeno secondo Lotti – che gli inquirenti l’hanno costretto a mentire. Quel che è certo, è che: la fuga di notizie ci fu; compromise le indagini; fu opera di soggetti istituzionali a conoscenza delle indagini top secret (ufficiali dell’Arma e/o loro referenti politici).
9. A parte Bocchino, tutti i protagonisti dello scandalo, accusatori e accusati, sono legati a Matteo Renzi: il padre (Tiziano), l’amico di famiglia (Russo), il finanziatore (Romeo), il fido ministro (Lotti), i fidi generali (Del Sette e Saltalamacchia) e manager (Marroni e Vannoni), l’antico sodale (Verdini). Ma tutti, accusatori e accusati, restano al loro posto e nessun accusato querela nessun accusatore.
10. L’unico dato incerto, per ora, è l’esito giudiziario dello scandalo: e cioè se i giudici riterranno sufficienti gli elementi raccolti dagli inquirenti e le accuse ora di corruzione, ora di traffico d’influenze illecite, ora di rivelazione di segreti e favoreggiamento, per processare e condannare i protagonisti. Quindi gli indagati possono legittimamente sostenere di non aver commesso reati. Ma né gli indagati e né i non indagati possono affermare di essere estranei ai fatti, cioè di non aver fatto né saputo nulla: perché montagne di elementi dimostrano che facevano e/o sapevano. Se lo negano, o ripetono di avere “già chiarito tutto”, mentono sapendo di mentire. E non è una bella cosa: stiamo parlando di affari e malaffari intorno al più grande appalto pubblico d’Europa, che vede coinvolti a vario titolo quasi tutti gli uomini di Renzi. Che, se non sapeva nulla (sarebbe l’unico, in tutto il suo giro), si dimostrerebbe un perfetto imbecille e un monumentale sprovveduto che non sa scegliersi un solo collaboratore corretto e affidabile, dunque non dovrebbe mai più fare politica. Se invece sapeva tutto o qualcosa, sarebbe complice degli altri compagni di merende, dunque non dovrebbe mai più fare politica.
A meno che, si capisce, non fosse il figlio di Tiziano. Ma, puta caso, di Mubarak.


Romeo

Massimo Giannini: “I piddini o dippini sono i lemming moderni. I lemming sono topolini che, quando devono emigrare, vanno tutti nella stessa direzione finché si ammucchiano tutti su una scogliera e si uccidono buttandosi di sotto”.
Quando finirà il suicidio morale e politico di questi truffatori o rincoglioniti?
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Gerardo Guarino
Ho visto cose che voi umani…
Ho visto piddini sudare sette camicie per moltiplicare tessere del PD.
Ho visto tessere PD scambiate in cambio di favori o pacchi di pasta.
Ho visto tessere PD rincorrere i vecchietti.
Ho visto tessere PD parlare cinese.
Ho visto tessere PD nel 3×2 fra le mozzarelle alla Coop
Ho visto persone inconsapevoli di avere la tessera PD.
Ho visto un sacco di pirla con la tessera del PD.

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CADAVERI ECCELLENTI
Viviana

Ante volat
“Tiziano Renzi afferma di aver avuto una frequentazione di carattere religioso con il Romeo. Sembra infatti che ambedue abbiano esclamato: ” Dio bono, ci hanno beccati !”.
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Renzi ha detto: “Pena doppia a mio padre”. Il ‘negro’ che scrive firmandosi Beppe Grillo, ha dato alla battuta una interpretazione poco filiale. Ma credo che Renzi volesse solo significare: “Se un cittadino comune che delinque deve essere punito, il parente di un politico eccellente che delinque in suo nome, dovrebbe essere punito il doppio”. Il che sembrerebbe una cosa seria se, in Italia, i politici e loro parenti e sodali venissero puniti per i loro reati, mentre ciò che accade è una sanatoria generale, o perché il reato viene depenalizzato (come Renzi si è depenalizzato il suo reato di danno erariale per cui aveva già avuto una condanna in 1° grado), o perché la prescrizione è stata utilmente congegnata in modo da bloccare il processo prima della sentenza (come un milione e mezzo di volte in 15 anni), o perché giudici compiacenti archiviano il tutto. Per cui, sentire un ex capo di Governo, rimettersi alla Magistratura e addirittura invocare pene più dure, è una presa per il c…o generale. Per questo i rei sono tanto ‘sereni’ e ‘si rimettono così generosamente nelle mani della Magistratura’. Tanto sanno benissimo che non succederà loro nulla. Ma, per la teoria per cui la strada del reato è solo crescente, non scatta nei pidioti l’indignazione nel vedere quale pozzo di nequizie sia diventato il Pd, bensì scatta nei peggiori l’indignazione per il commento di Grillo. Paradossale! E in onda sui tg non va il sospetto che Renzi sia il capo di questo troiaio, ma scatta lo sdegno contro Grillo, che insinua che Renzi non rispetti suo padre! Ma come si è permesso?! Insomma, non si censura il reato, si attacca ma il censore. Da qui la chiara conferma che i pidioti oltre alla coscienza si siano bevuti pure il cervello.
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Ruba il padre, ruba la madre, ruba la figlia della sorella, era ladra pure quella era ladra pure quella. Era ladro tutto il Pd.
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Alessandro Di Battista
-Il punto qui non sono le colpe dei padri che, ovviamente, non devono ricadere sui figli.
-Il punto è un padre di un ex-presidente del Consiglio che, durante il governo del figlio traffica, inciucia, va a cena con un imprenditore (3 giorni fa arrestato per corruzione) interessato ad appalti pubblici concessi dalla CONSIP (il cui capo è stato nominato dal figlio).
-Il punto è un padre che fa affari con Verdini (poi scelto dal figlio come padre costituente).
-Il punto è un padre avvertito di essere intercettato, forse pedinato.
-Il punto è una gestione del potere (lecita o meno vedremo) familistica, affaristica e profondamente immorale.
-Il punto è un giglio magico di falsi rottamatori rottamato da fallimenti, inchieste e oscenità da loro commesse e trasformatosi in un crisantemo morente.
…..Questo è il punto
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Magnifico Crozza! Fatti due risate

Crozza sul Pd del 3-3-2017

Jena
La notizia che pubblichiamo è uno scoop sensazionale: il Pd ha ancora una base.
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Visto il livello dei piddini, sta’ a vedere che le primarie le vince Tiziano Renzi!
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Jena
Sinistra
Se nascesse un secondo partito di sinistra… E il primo quale sarebbe?
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Scoperte
Scienziati americani hanno creato un embrione mezzo uomo e mezzo maiale. Sai che scoperta, bastava dare un’occhiata in giro.
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Impasse
Tutti aspettano Renzi per uscire dall’impasse, ma è Renzi l’impasse.

E BASTA!!!!!!
NUN VE REGGAE CCHIU’

Viviana

Dopo anni in cui si discute di reddito minimo di cittadinanza, di scollamento del potere dalla base, e di allargamento della democrazia con partecipazione degli elettori alle decisioni dello Stato, di sprechi giganteschi e giganteschi regali del potere a corrotti, finanzieri, multinazionali, politici e banche, sentire ancora obiezioni del tipo: “Dove si trovano la risorse per il reddito minimo?” o “Come si aumenta la partecipazione democratica?” o affermazione tipo “il reddito minimo permetterebbe ai lavativi di non lavorare”, non è più accettabile!! Come non è accettabile che ci sia chi continua a delirare su un fantomatico reddito universale esistente solo in paio di emirati confondendolo col reddito minimo di cittadinanza che esiste in ogni Paese europeo e che è chiesto dalla stessa Europa.
Se informarvi è al di sopra delle vostre possibilità per difetto mentale o non riuscite a capire quello che leggete per tetragonia congenita, mettetevi sulla fronte un marchio “Sali e tabacchi” e smettete di rompere i c…!

Programma di Emiliano: piattaforma programmatica anti-liberista per un nuovo cxs usando il web e permettendo la partecipazione di tutti: ripristino dell’articolo 18 e abolizione del Jobs Act, reddito di dignità, abolizione della buona scuola, finanziamento della ricerca, nuovo modello di sviluppo.
Emiliano è un 5stelle? Non mi pare. Eppure il programma è quello di Grillo.
Poi raccontatevela come volete.
Vogliamo parlare in termini di sostenibilità e di sopravvivenza o vogliamo darcela ancora su con faziosità di partiti che ormai se si guardano allo specchio si fanno ridere a soli e che possono avere solo la fine del cimitero?

Scissione Pd, la tragica parabola di un partito destinato (e arrivato) allo sfascio
Paolo Farinella
Manca un mese appena a primavera e già le mammole piddine fioriscono a gruppi di gemelli e solitari smarriti. Alcuni amici non mi salutano più perché da almeno tre anni pronostico lo sfascio del Pd non a causa di una maledizione divina, ma per aver venduto l’anima a Matteo Renzi, corpo estraneo alla storia del riformismo italiano e a quella propria della sx.
Buttandosi nell’acqua rancida del fonte battesimale della Leopolda, affascinato dal tacco 12 della ex ministra Maria Elena, poi divenuta Maria Banca Etruria, il Pd ha abiurato non solo le sue origini uliviste di stampo prodiano, ma anche quelle ancestrali di stampo degasperiano, berlingueriano e pertiniano. Renzi è nato, cresciuto e resta un’altra cosa, più in sintonia con Berlusconi con cui cominciò ad amoreggiare fin da sindaco di Firenze, andando di nascosto a Arcore per sentirsi dire: “Tu mi somigli” (07-12.2010). Lì iniziò la tessitura per espellere gli ex Pci, lasciando in auge solo gli immarcescibili dorotei.
Dopo sei anni, missione compiuta con la faccia oscena del baro spergiuro. Aveva giocato e puntato tutto su tre pilastri: la legge sul licenziamento, “il grande inganno” da lui furbescamente chiamata con un anglicismo indebito “Jobs act”, dalla Corte Costituzionale sottoposta in parti qualificanti a referendum. La legge elettorale, pomposamente chiamata “Italicum” e dichiarata incostituzionale in parti importanti dalla stessa Corte e, elemento ancora più grave, votata con ben tre voti di fiducia (28-30/04/2015), aberrazione mai accaduta in oltre un secolo e mezzo di esistenza dell’Italia, tranne che nel fascismo con la “legge Acerbo” del 18/11/1923 per assicurare al partito fascista la maggioranza assoluta nella Camera che per quella legge diventerà “aula sorda e grigia” alla mercé di Mussolini. Infine, la riforma costituzionale, incostituzionale in partenza e bocciata con un tripudio di “no” al referendum popolare del 4 dicembre scorso, in cui il governo Renzi si è speso con dovizia di denari pubblici e uso dittatoriale della tv di Stato.
Di un atto squisitamente democratico e non governativo, il tapino aveva fatto una questione di vita o di morte personale: “Ripeto qui: se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza perché credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica” (20 gennaio 2016 nell’Aula del Senato). Altre decine di volte, in ogni occasione pubblica, sia lui che la sua vestale, Maria Elena Etruria, avevano giurato e spergiurato che si sarebbero ritirati a vita privata. Per sempre. Come si può credere alla parola di uno spergiuro di tal fatta che si rimangia le sue promesse solenni come se fossero noccioli di olive?
Forse non poteva andarsene, se prima non avesse portato fino in fondo la sua vendetta di uomo senza veduta politica: distruggere il Pd perché a lui non serve un partito, ma una massa, sullo stile di Berlusconi, da accendere in occasione delle elezioni, per incassare il risultato e, infine, da rimandare a cuccia. Invece di chiedere scusa in un ampio dibattito precongressuale, in ogni sezione o sede dell’ex Pd, prima di ritirarsi a vita privata e domandarsi perché abbia sbagliato tutte le scelte qualificanti della sua non-politica, in tutti i modi cerca di approfittarne per trarre il massimo vantaggio della posizione di dominio in cui si trova.
Squalificante sotto ogni punto di vista, ma specialmente in virtù di etica e di coerenza, Renzi non vede l’ora di restare da solo a comandare una barca che non c’è più. Il mio amico Giorgio Pagano, già sindaco di La Spezia, fa il paragone con l’ammutinamento del Bounty come scelta inevitabile, anzi necessaria: “Non abbiamo altra scelta che quella degli ammutinati del Bounty. Non solo seppero ammutinarsi, ma bruciarono perfino il vascello per non subire la tentazione di ritornare in schiavitù. Vediamo la forza estrema dell’apparato culturale liberista, la sua pervasività, la sua potenza economica che condiziona tutto e tutti. Ecco perché scelgo l’esempio degli ammutinati del Bounty. Vissero liberi, ma all’inizio sia loro stessi che i loro discendenti ebbero un’esistenza grama. La lunga storia di emancipazione dei subalterni non è finita, non può finire. Mi limito a correggere un solo dato dell’amico Giorgio: l’ammutinato qui è Renzi Matteo di Rignano, estraneo alla sx e alla cultura riformista. Egli non brucia la nave, solo per avere una via di fuga e potersi sempre creare “un’isola” dove essere principe indiscusso e adorato. Renzi per essere, deve sentirsi adorato dai suoi “sudditi”.
Lo psicanalista Massimo Recalcati parla di “ruminazione su se stessi“ che “da qualche tempo” ha portato il Pd a distanziarsi dal Paese reale: “Non è forse questo uno dei mali maggiori che affligge il Pd? Una scissione esterna si chiama separazione, mentre una scissione interna permanente si chiama schizofrenia“. La colpa di Bersani & C. è quella di non essere usciti prima e di avere votato pezzi della riforma costituzionale per poi rinnegarla nel referendum. Schizofrenia pura. Michele Emiliano che resta nel Pd per sfidare Renzi, fa il patetico, finendo per legittimare la presenza di Renzi, mentre sarebbe stato meglio lasciarlo nella solitudine. Il resto che borbotta «sinistrorso» è illusione con Giuliano Pisapia, senza parlare di Nicola Fratoianni, eletto segretario di Sx italiana, volto permanente di bisogni personali per assicurarsi una poltroncina a garanzia della vecchiaia senza eccessive preoccupazioni. Il popolo dell’ex Pd si consoli con la celebre frase del marchese del Grillo: “Io so’ io e voi non siete un c…o”
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Anche Errani lascia il Pd e si dimette da commissario per il terremoto.
Meli: “Dopo i disastri fatti col terremoto in Emilia è una buona notizia”.
Fino a ieri Errani era considerato il migliore di questi cialtroni.

TRE ANNI DI BLUFF
Blog di Grillo

Il paradosso è che lo scorso anno non solo sono crollati i nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al 2015 (-37,6%, da oltre 2 milioni a 1.264.865) ma il livello degli stessi è stato ancora più basso del 2014 (1.271.398) prima cioè che entrasse in vigore il Jobs Act. Questo significa che senza la droga degli incentivi pubblici il Jobs Act è il nulla assoluto: non crea posti di lavoro e non favorisce i contratti stabili. Renzi ha quindi stanziato quasi 20 miliardi di incentivi pubblici per nascondere l’inconsistenza della sua riforma e appena ha dovuto ridurli dal 100% al 40% la bolla occupazionale si è sgonfiata. Lo abbiamo sempre detto, ma adesso arriva la conferma ufficiale dei tecnici.
Fa rabbia pensare che con quei 20 miliardi si poteva finanziare il reddito di cittadinanza, il salvataggio dei risparmiatori senza ulteriore debito pubblico o un piano di investimenti pubblici infrastrutturali (magari anche per la prevenzione sismica e del rischio idrogeologico).
Nel complesso il saldo dei contratti a tempo indeterminato nel 2016 è positivo di sole 82.000 unità (-91% sul 2015) e considera anche le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti (teoricamente) stabili. Senza esse, che pure sono diminuite del 35%, il saldo sarebbe addirittura negativo.
A far la parte dei leoni, oltre ai voucher, sono i nuovi contratti a tempo determinato (in aumento dai 3,4 del 2015 ai 3,7 milioni del 2016). Come dire che per tre anni Renzi ci ha tenuti prigionieri di un bluff! Ora che l’illusionista bugiardo se ne è andato la realtà torna a prendere il sopravvento sulla propaganda: il precariato dilaga e l’occupazione ristagna.
Come era ovvio a pagare questo fallimento sono stati innanzitutto i salari dei nuovi lavoratori a tempo determinato, i più numerosi. In un anno sono calati dello 0,3% e la discesa è destinata a continuare.
La ricetta per creare lavoro rimane una e una sola: aumentare gli investimenti pubblici e privati. Per i primi serve la sovranità monetaria e fiscale che l’Unione Europea ci nega, i secondi sono innescati dalla crescita della domanda interna, cioè da misure di sostegno al reddito e dagli stessi investimenti pubblici.

BOCCIATA la riforma costituzionale dal popolo italiano,
BOCCIATO l’Italicum dalla Corte Costituzionale
BOCCIATO il Jobs Act dai dati Inps
Cosa rimane del Governo Renzi? Parole, parole, parole…
Nulla è mai stato irreversibile nella storia. Né l’impero romano. Né le crociate. Né la peste nera. Né l’inquisizione. Né il colonialismo. Né il nazismo. Né il comunismo. E nemmeno la globalizzazione è irreversibile. E’ fallita e, come tutte le cose fallite, o troverà una regolamentazione o sarà sotterrata dalla furia dei popoli. Qualunque sistema contenga in sé più male che bene per la storia del mondo, è destinata a crollare.
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Francesco Pomponio
Renzi è un pregiudicato, da quando cadde bambino dal seggiolone. Cervello pregiudicato dalla nascita.

Con il #JobsAct crollo assunzioni stabili -37%. Ecco dove ci ha portato un governo guidato da un Pulcinella.
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Viviana
Renzi è passato come una meteora. ha preteso di rappresentare il neoliberismo europeo quando questo era ormai in crisi. Ma Renzi Passerà suo malgrado come passerà la globalizzazione neoliberista della storia. Nulla è mai stato irreversibile nella storia. Né l’impero romano. Né le crociate. Né la peste nera. Né l’inquisizione. Né il colonialismo. Né il nazismo. Né il comunismo. E nemmeno la globalizzazione è irreversibile. E’ fallita e, come tutte le cose fallite, o troverà una regolamentazione o sarà sotterrata dalla furia dei popoli. Qualunque sistema contenga in sé più male che bene per la storia del mondo, è destinata a crollare.
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Federico Rampini
Il capitalismo moderno è la combinazione di questi due elementi: l’invenzione di bisogni e l’infantilizzazione della società adulta.”
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RESTA LA FUFFA
Bruno p
Tre anni bruciati per niente.
-Resta l’amaro in bocca a migliaia di lavoratori precari, licenziati e disoccupati.
-Restano la delusioni di quelli che credevano in pinocchio e il suo partito della nazione.
-Resta lo svilimento della classe media e la svalutazione salariale che il job act ha alimentato.
-Restano migliaia di risparmiatori truffati dalle banche amiche del giglio magico.
-Resta un debito pubblico enorme che soffoca ogni investimento grazie a 25 mesi di governo Renzi che lo ha aumentato di ben 125,543 miliardi di euro nonostante le pallottole di draghi.
-Resta una scuola in preda al caos dove mancano gli insegnanti di sostegno mentre gli altri fanno il giro d’Italia per ottenere una cattedra.
-Restano gli stessi problemi in politica energetica,soldi ai petrolieri e inquinamento diffuso, poiché il governo dell'”innovatore” ha tagliato i fondi al solare e ha promosso più trivelle per tutti.
-Resta una povertà dilagante, un impoverimento in aumento e un allargamento delle differenze sociali.
-Resta una recessione mascherata dagli annunci roboanti dei giornali di un regime allo sfascio,dove si spaccia l’aumento dell’inflazione per ripresa senza pensare alle conseguenze di una brusca frenata della politica di acquisto dei titoli di stato che porterebbe i nostri interessi sul debito in campo astronomico.
-Restano al suolo migliaia di imprese che non ce l’hanno fatta, milioni di lavoratori senza alcun paracadute e pensionati con prestazioni assistenziali inferiori a quella del Mozambico.
-Restano i vitalizi della politica, le liquidazioni milionarie di manager pubblici e banchieri incompetenti, pensioni da nababbi e stipendi d’oro ad una classe politica e dirigente che fa letteralmente schifo.
-Restano le partecipate e i loro esuberi occupazionali innescati dalla politica,restano le province, ma sopratutto resta un partito di affaristi e opportunisti che dichiara spudoratamente essere di sinistra e stare dalla parte dei deboli.

SALUTE E FILOSOFIA
abqualcosa
Il dottore mi ha prescritto il Viagra, dopo che l’ho preso ero più alto di 10 cm

Ho messo il mio sintomo su google e la diagnosi è che dall’asma alle zecche c’ho tutto

Non è vero che invecchiando il fisico ne risente, a me per esempio è aumentata la forza nelle mani, adesso ce la faccio anche a piegarmelo.
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E’ sciucaren
Anche quest’anno non raggiungerò il peso forma, ma una splendida forma a peso.
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Giolli
Quando il gioco si fa duro datevi una calmata, che diventate ciechi
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Misterdonnie
Quando starò per morire e mi passerà tutta la vita davanti, finalmente scoprirò dove cazzo avevo messo le chiavi
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Goemon
Mia nonna è sempre stata un’inguaribile ottimista. A mio nonno diceva sempre “se muore uno di noi due, io come faccio?”
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El_gae
I santi erano senza figli. Così però son buoni tutti.
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Sofino
A volte ho come l’impressione che la mia vita non abbia alcun senso. E diventa certezza ogni volta che voto PD.
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Io parlavo da solo, poi ho smesso perché mi stavo sulle balle (Anonimo)

Gazzosa
Ho preso così tante medicine che ogni volta che tossisco guarisco qualcuno.
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Amadiro
Invecchiare è deprimente, ma l’alternativa lascia molto a desiderare
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ReNudo
Siediti sulla riva del fiume, vedrai passare il cadavere del tuo nemico. E se proprio non succedesse nulla avrai comunque passato una giornata all’aperto.
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birraallaspinoza
Nulla ci può deludere, tranne le nostre aspettative.
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Frandiben
Ho troppi calzini spaiati. A questo punto c’è solo una cosa da fare: amputarmi una gamba.
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E’sciucaren
Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno.
Insegnagli a pescare e te lo togli dai piedi per un giorno.
(Moglie di Confucio)
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Pirata21
I bambini moderni sono così precoci che oggi ne ho visti due con il triciclo mandarsi a cagare ad un incrocio.
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serena gandhi
Ci pensate? Passiamo un terzo della giornata, un terzo della vita immobili, inattivi, in stato di incoscienza, con le funzioni vitali al minimo e col cervello che produce immagini alterate della realtà e sogni: sono le ore passate su internet.
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Misterdonnie
Bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo: con rassegnazione..
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The Aubergine
Non tutto il male viene per nuocere, spesso viene proprio per infierire.
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MestMuttèe
Oggi mi sento un leone. Vado ad accasciarmi sotto un albero.
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Donlione
Mentre riflettevo sui problemi dell’Universo sono giunto ad una conclusione: che se li risolva da solo, è grande abbastanza.
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La Vita, comunque sia, e anche se fosse come non è, non sarebbe come potrebbe essere.

Crozza e il bonus di 80 euro tolto a 440.000 italiani

Crozza spiega come funziona la restituzione degli 80 euro del bonus Renzi

Posted by Sergio Puglia cittadino portavoce al Senato on Saturday, March 4, 2017

(Se non lo vedi, vai a masadaweb.org)

Bilbo
C’è un semplice sistema per vivere molto più a lungo.
Basta aumentare gli istanti in cui viviamo veramente!
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acio.russo
Quando la vita ti volta le spalle, toccale il culo.
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luce.so.fusa
Ho smesso con la cocaina, credo contenga olio di palma.
;.)))))))

Grillo a Renzi un milione di anni fa: “Tu sarai ancora giovane ma sei già vecchio!”

“PRIMA HANNO SVUOTATO IL LAVORO DELLA DIGNITA’…”
“Ora ci spiegano che il reddito minimo non si può fare perché è il lavoro a dare dignità …”. By Gilioli.

ALESSANDRO GILIOLI
Un altro pezzo di Jobs Act
Oggi sul Foglio Tommaso Nannicini – il docente della Bocconi che è anche l’economista più influente del renzismo – spiega in che cosa consiste il “lavoro di cittadinanza” proposto dall’ex premier:
«Non un piano di lavori socialmente utili di massa ma una sfida culturale. (…) Non è lo Stato chioccia che trova lavoro a tutti, ma una visione per tenere insieme crescita e inclusione sociale continuando sul percorso tracciato dal Jobs Act, attraverso un menù di policy diverse che favoriscano l’attivazione e mettano al centro il capitale umano. (…) Ad esempio, servizi di riattivazione sociale con offerte formative che trovino sbocchi lavorativi, una dote messa dallo Stato che si spende per un processo formativo in un circuito di soggetti (…), un esonero contributivo individuale che il giovane si porta dietro in qualunque azienda. È il pezzo mancante del Jobs Act».
Nannicini ha ragione: così, è un altro pezzo di Jobs Act.
Perché è ispirato alla stessa cultura, alla stessa ideologia.
Secondo questa proposta, infatti, la società, attraverso le sue istituzioni e la sua fiscalità, non deve intervenire a ridistribuire i capitali accentrati a causa del mix recente di mutamenti tecnologici e scelte economiche; né ritiene che vi sia un problema di rarefazione del lavoro, determinato dalla robotizzazione e degli algoritmi, che rende indispensabile (per il mantenimento stesso della stabilità sociale ed economica) un meccanismo diverso da quello classico (salario in cambio di manodopera) per consentire a tutti un’esistenza dignitosa e una partecipazione alla dinamica di produzione e consumo.
La società, attraverso le sue istituzioni, così si limita invece ad agevolare i tuoi skill, le tue chance di essere utile al mercato del lavoro. Nella piena fiducia che, se tu ti aggiorni, sarai assorbito da detto mercato.
C’è appunto un’ideologia, alla base della convinzione che un intervento di questo tipo sia risolutiva e rappresenti un’alternativa al reddito minimo: l’affidamento mani e piedi al mercato. La convinzione che questo possa risolvere da solo, una volta oliati i suoi meccanismi, i disastri da esso stesso creati: disoccupazione, precarizzazione, diminuzione e discontinuità di reddito, emarginazione ed esclusione sociale.
Il Jobs Act, nella sua impostazione, andava nella stessa direzione: era cioè basato sul teorema che se lo Stato offriva al mercato del lavoro il diritto di demansionare, telecontrollare e licenziare a piacere, il mercato del lavoro sarebbe rifiorito. Abbiamo visto com’è andata.
Ha ragione Nannicini, questo è un altro pezzo di Jobs Act. Lo è non tanto in sé (agevolare i know how va sempre bene, ci mancherebbe) ma come presunta ricetta (alternativa al reddito minimo e al welfare reale) per combattere il crac sociale che si è verificato negli ultimi dieci anni.
Ed è un pezzo di Jobs Act perché nell’affidare tutto al mercato contiene il rifiuto di un intervento che bypassi il mercato stesso e ne sia indipendente.
Con tutto il rispetto: l’agevolazione degli skill funziona davvero (ha cioè un’incidenza reale) quando un’economia cambia crescendo, quando l’ascensore sociale si muove, quando le dinamiche nazionali e internazionali sono positive; nella disastrata situazione attuale, accanto al problema di creare competenze c’è il problemuccio che il mercato assorbe sempre meno competenze, quali che siano. Quindi siamo lontanissimi da un intervento realisticamente d’impatto. Siamo di fronte a cosmesi, nel migliore dei casi; nel peggiore, a un imbroglio.
Non so, con precisione, che cosa ci sia dietro il rifiuto ideologico dei renziani verso il reddito minimo (condizionato o universale che sia). Ed è curioso che, nel suo viaggio alla Silicon Valley, Renzi non abbia maturato un po’ di interesse verso il dibattito e gli esperimenti in merito che avvengono proprio da quelle parti.
Nannicini, di scuola bocconiana, forse ha una reale fiducia nella famosa “mano invisibile”.
O forse anche lui crede, come dicono diversi della sua parte, che «un reddito non basta, è il lavoro a dare dignità alla persona». Il che ha un suo fondamento – la questione è lunga – ma curiosamente proviene dalla stessa area politico-culturale che (anche prima di Renzi, s’intende) in nome dell’affidamento al mercato ha svuotato il lavoro proprio della sua dignità. E lo ha fatto avvicinandolo ogni giorno di più alla schiavitù: riducendolo a chiamata, all’ora, a voucher, senza diritto alla malattia o alle ferie, telecontrollabile, demansionabile, ricattabile, sottopagabile, a cottimo – e licenziabile a uzzolo.
Prima hanno svuotato il lavoro della dignità. Ora ci spiegano che il reddito minimo non si può fare perché è il lavoro a dare dignità.
Difficile capirli, onestamente.
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Franco Ranocchi
Fra un po’ sapremo che Verdini e Tiziano Renzi andavano a piedi a scuola per 5 chilometri assieme al padre della Boschi.
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Fantastico Di Battista! Un mito!
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/02/m5s-di-battista-vs-formigli-e-latella-per-chi-ci-avete-preso-andate-a-parlare-coi-deputati-renziani-se-parlate-di-marionette/3428103/

LAVORO DI CITTADINANZA, CHI ERA COSTUI?

Nelly Naranjo
Altro che lavoro di Cittadinanza, qui c’è bisogno di galera di Cittadinanza!

Murcielago
Renzi lancia il lavoro di cittadinanza.
Ma copia un’idea di Berlusconi di due settimane fa. E’ infatti un’idea lanciata dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, con tanto di dossier elaborato dal consigliere economico e capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/26/pd-il-nuovo-renzi-lancia-il-lavoro-di-cittadinanza-ma-copia-unidea-di-berlusconi-di-due-settimane-fa/3417336/#disqus_thread

Renzi: “Dobbiamo rivoluzionare il nostro welfare che negli Usa non c’è come da noi in Europa”
Oh beh, da noi non c’è nemmeno la loro galera per politici, banchieri e colletti bianchi corrotti
Renzi: “Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione, che parla di lavoro, non di stipendio.”
l’Italia, una Repubblica fondata sui lavori forzati
.
Luce so fusa
Renzi lancia il #lavorodicittadinanza.
Anche se #supercazzola avrebbe fatto più ridere.
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Pirata21
Renzi a Che Tempo Che Fa lancia il lavoro di cittadinanza ma è un’idea di Berlusconi. Va be’ tanto è uguale.‬
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p.akita
Renzi lancia un’idea di Berlusconi: Il lavoro di cittadinanza. Quindi, che cazzo ci è andato a fare negli USA?
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Simone Fabbri
Renzi blatera di “lavoro di cittadinanza”. E anche la puttanata della settimana l’ha detta.
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Klaud
Vuole rilanciare i servi della gleba?
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Paguro Bernardo
Signor Renzi, il lavoro di cittadinanza prevede anche uno stipendio di cittadinanza con contributi di cittadinanza che mi permetta di accendere un mutuo di cittadinanza in una Banca di cittadinanza fallita?

Superivan
Renzi lancia una nuova rivoluzionaria idea per il lavoro:
“LAVORARE TUTTI LAVORARE GRATIS”.
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Un altro bocconiano rompe le balle suggerendo a Renzi quella gran panzana del ‘lavoro di cittadinanza’.
enzo20 : La mia idea è che la Bocconi vada chiusa per legge, e chiunque abbia mai insegnato in quel posto vada spedito a raccogliere pomodori in Calabria insieme ai clandestini.
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Ma che dopo 3 anni di Renzi, tutta l’Europa cresce e noi abbiamo la crescita più bassa persino della Grecia e l’unica cosa italiana con crescita esponenziale è la corruzione della casta politica, se n’è accorto qualcuno? E ancora continuiamo con questo bocconiani del c..o????????

VERDINI CONDANNATO IN PRIMO GRADO
9 anni a Verdini, quello che dettò la ‘meravigliosa riforma costituzionale’ di Renzi. Il padre della Patria. Il re del neoliberismo italiano framassone, quello delle mazzette e delle soffiate, delle banche di famiglia e della vendita di influenze, quella del cerchio magico e delle tribù famigliari, dove il più onesto sarebbe da ergastolo. 9 anni a Verdini, l’amico de noantri, il camorrista alla toscana. Se non hanno ancora trovato modo di prescrivergli il processo, gli alleggeriranno la pena, che so, avrà una allergia, dovrà essere messo ai domiciliari, alla fine gli daranno una amnistia o archivieranno il caso. Per i poveri non hanno la minima compassione, possono pure crepare, si devono arrangiare con in libero mercato degli squali e dei mestatori, ma per i complici del più corrotto governo della Repubblica ci saranno sempre ponti d’oro. Poi a noi ci dicono che ci sarebbe qualche povero che farebbe il furbo con il reddito minimo di cittadinanza. Ma chi fa il furbo derubando un intero Paese con una corruzione crescente e una impunità vergognosa non conta? E’ quella corruzione l’unico lavoro che ha ormai diritto di dignità dallo Stato oggi in Italia!?
E CHE SARA’ MAI UNA CONDANNA A 9 ANNI IN PRIMO GRADO?
Come diceva Formigoni, a ragion veduta: “E chi mai sono io per condannare un altro?”

Boda
Pena di 9 anni per Verdini.
Chissà che cazzo avrà scritto su Facebook.
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Pirata 21
Verdini condannato a 9 anni. Adesso Renzi si ritrova con il papà biologico indagato e quello politico condannato.
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Tiziano Renzi è indagato e Verdini è stato condannato a nove anni. Davvero una settimanaccia in famiglia.

LAZZARO69
Verdini condannato a 9 anni ma non andrà in galera; per non rovinare l’ambiente.
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Ibico
I sodali di Renzi stanno finendo così male che ora gli indiani davanti ai locali anziché rose vendono gigli magici.
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L’Italia ha qualche problema di salute

TRAFFICO DI INFLUENZE E INFLUENZA DI TRAFFICI?
Murcielago
Nell’ambito dell’inchiesta CONSIP riguardante il mega appalto di 2,7 miliardi di euro, indagato per traffico di influenze il padre di Renzi: Virginia Raggi.
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MantovanAle
Ora Renzi dovrebbe elencare i 43 successi del padre
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George Clone
Lo stupore stamattina da parte di Berlusconi nell’apprendere che esiste un reato che si chiama “traffico di influenze”.
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Notturno concertante
La notizia che il padre di Renzi è indagato sta scomparendo dal sito del Corriere e di Repubblica.
Ne dà il triste annuncio la libertà di stampa
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Klaud
Indagato il padre di Renzi per traffico d’influenze.
In un paese di polli non può essere che aviaria!
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Rostokkio
Romeo accusato di aver versato 100.000 € di tangenti per aggiudicarsi un appalto da 2 miliardi. L’avranno arrestato per la tirchierìa. (del resto era anche l’obiezione della Mieli!)
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Notturno concertante
Non autentiche le apparizioni di Medjugorje.
Quelle di babbo Renzi e Russo a Romeo probabilmente sì.
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George Clone
Il padre di Renzi nega ogni addebito. “Io quel Matteo lì manco lo conosco”.
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Alberto: Astronomi hanno individuato sistema di 7 pianetini che girano intorno a una stellina decadente. L’hanno chiamato PD.

Renzi dice di voler stare tra la gente. In catena di montaggio Fiat cercano un operaio.

PER RIDERE UN PO’

Due romani si incontrano:
– Come stai ?
– Ma sta bbono va’, cio’ certi cazzi per il culo!La gatta m’ha fatto quindici cuccioli: che cazzo ce faccio ?
– E buttali, no ?
– Ahò, ma sei n’animale ! Pòre bestie !
– Ma pe’ butta’ volevo di’ de lascialli lontano da casa, che se troveno da magna’ e da vive. Per esempio: tu abbiti a S. Giovanni, li porti ar fosso de la Marana, vicino ar Tennis Club, e hai risòrto !
– Pò èsse ‘na bòna idea ! Te faccio sape’ !
Passa un giorno e lo richiama:
– Ahò ! Ma ce credi ? So’ tornati tutti e 15 a casa stamattina !Come cazzo hanno fatto?
– E’ n’istinto! Nun te preoccupa’: portali piu’ lontani, al Quarto Miglio, Via di Tor Carbone, davanti ar centro sportivo !
Passa un giorno e ritelefona all’amico:
– Ahò ! Porca mignotta lurida ‘nfame ! So’ ritornati a casa, a piedi, da sooooliiiii !
– A mali estremi …. Stamme a senti’: prendi la Via dei Laghi, imbocca Viaj Spinabella; appena hai passato l’Helio Cabala, prendi il quarto sterrato a dx, fà du’ chilometri e mezzo e becchi le grotte ‘ndo’ se rifugiavano li nonni durante la guerra, precisamente la settima sul primo dislivello a sx, entri, fai 400 metri fino a che mòre dentro n’anfratto e li lasci li’ e te li levi dar cazzo ! ! Chiaro ?
– Chiarissimo ! Grazie, sei proprio n’amico, sei !
–Passano due giorni e mezzo e lo richiama:
– Allora, com’e’ annàta ?
–Ma l’anima de li mejo mortacci tua ! ! ! Si nun era pe’ li gatti, cor cazzo che tornavo a casa ! ! ! ???? ????
.
Una volta ho cercato di mettermi a dieta: sono state le tre ore peggiori della mia vita.
..
Barzellettina sempre carina . . . .
In piena guerra fredda la delegazione del Congo, si reca in Unione Sovietica
in visita diplomatica. I delegati africani vengono portati in giro per Mosca
fino a che arrivano in un locale notturno dove alcune persone si stanno
puntando una pistola alla tempia.
Allora chiedono:
– Gosa essere guello?
– Questo è il nostro sport nazionale: la roulette russa! Si prende una
pistola, si carica, tutti i colpi sono a salve, meno uno.
I delegati rimangono affascinati dalla crudeltà del gioco e, terminata la
visita, ritornano in Congo.
Tempo dopo, la delegazione russa si reca in Congo. Vengono anche loro
portati in giro a vedere le bellezze locali, ed alla fine sono condotti in
una capanna.
Il capo africano dice:
– In guesta gapanna noi tenere nostro sbort nazionale: la roulette del
Gongo!
I delegati russi entrano dentro e rimangono sbalorditi: la capanna è piena
di donne nere, nude e bellissime. I russi entusiasti:
– Bello, ma come si gioca?
– Dudde guesde donne fare pompini, ma una sola essere gannibale.
.
Uno psichiatra sta sottoponendo una paziente ad alcuni test: schizza dei disegni e la ragazza deve dire che cosa ci vede. Il medico disegna due linee diritte e chiede: “Che cosa rappresentano?”. La ragazza risponde: “Un uomo che fa all’amore con la sua donna”. Il dottore disegna due linee curve e chiede: “E queste?”. La paziente risponde: “Un uomo che fa all’amore con la sua ragazza”. La terza volta lo psichiatra disegna un cerchio e chiede: “E questo?”. Senza esitare la ragazza risponde: “Un uomo che fa all’amore con la sua fidanzata”. Il medico si sofferma un po’ a pensare e poi dice alla paziente: “Lei sembra ossessionata dal sesso”. La ragazza ribatte: “Io? È lei che sta facendo disegni osceni, mica io!”.
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