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Saturday November 18th 2017

MASADA n° 19-1-2017 1825 L’UOMO E IL CANE

MASADA n° 19-1-2017 1825 L’UOMO E IL CANE
Blog di Viviana Vivarelli

(Partendo da una presentazione di Anna Pia Pavano e Sergio Campani, fondatori di un canile curato da volontari a Bagnolo “Amici di Marta”.)
Questo centro di raccolta è arrivato a curare fino a 170 animali. Il nome viene dalla moglie di Sergio che ora non c’è più e dal suo amore che l’ha portata da un primo cuccioletto ad adottare moltissimi cani. Marta era una insegnante di inglese che viveva a Bagnolo ma insegnava a Reggio Emilia. Ogni giorno prendeva un trenino locale e alla stazione vedeva sempre un bastardino. Alla fine lo raccolse e quello fu il primo della lunga serie di bestiole che alla fine costituì il grande canile di adesso ma “Le grandi cose cominciano con piccole cose”. Ora il canile di Bagnolo è meta di tanti amanti degli animali che curano gli ospiti o adottano qualche bestiola anche se in genere non è l’uomo che sceglie il cane ma viceversa, in base a una empatia straordinaria. L’etologo Konrad Lorenz diceva che “La scelta del padrone da parte di un buon cane è un fenomeno magnifico e misterioso. Con rapidità sorprendente, spesso in pochissimi giorni, si stabilisce un legame che è di gran lunga più saldo di tutti.”
Se più cuccioli di cane o di gatto sono portato in una casa contemporaneamente è facile vedere che ognuno di essi sceglie il suo padrone, che nel caso del cane sarà quello a cui ubbidisce e nel caso del gatto sarà la persona da cui preferisce farsi fare le coccole.
Nel canile questi animali hanno i loro box, ma anche molto spazio dove corrono liberamente, sono tutti molto affettuosi, vengono trattati bene e sono felici. Possono scorazzare nei prati vicini, poi, quando arriva il momento di tornare alle cucce, si mettono in ordine facilmente.

Il canile è una entità giuridica, sociale ecc. Ha una sua clinica ecc. Fa anche delle feste del bastardino, dei mercatini… In genere chi viene per adottare un cane sceglie le taglie più piccole o i cuccioli, e magari avrà il fastidio del cane piccolo che mangia i mobili mentre il cane adulto è già educato e docile.
Anna Pia Pavani ha scritto anche un libro in cui paragona i cani agli angeli e in cui racconta del suo amore per i cani e delle cure che lei e gli altri volontari danno agli animali, anche feriti o malconci, che vengono raccolti e sfuggono a morte certa. Un tempo non c’era la cura verso gli animali di adesso. Trentacinque anni fa i cani che davano fastidio venivano abbattuti, ora i tempi sono cambiati e ci sono volontari che vengono anche da lontano per accudire queste creature. Nel tempo l’amore e il rispetto verso gli animali è andato aumentando e con essi il numero di volontari che nei canili si occupano degli animali, li nutrono, li accudiscono, giocano con loro, li amano.
Il canile di Bagnolo è come se avesse un proprio ‘genius loci’. La zona dove si trova non è solo terra di operai o contadini, ci ha predicato Camillo Prampolini, che ha fatto le prime cooperative, portando la lotta politica in termini di grande dolcezza, non come lotta contro l’avversario. Era un deputato socialista che nei suoi discorsi toccava l’anima.
Chi ama i cani sa benissimo che ognuno di loro ha la propria personalità e un proprio modo di rapportarsi con gli umani, come sa che ci sono molte differenze, per es., tra i cani da guardia usati nelle campagne e quelli abituati a vivere nelle case e spesso trattati come umani o come bambini, che imparano addirittura a comportarsi come tali, per es. stanno in collo, abbracciano ecc..
Sicuramente la vicinanza degli uomini conta moltissimo ed è per questo che il cane è stato il primo animale che è uscito dalla natura selvaggia per andare nella casa dell’uomo e farsi addomesticare. Probabilmente discende dai lupi. E’ comunque il primo animale che l’uomo abbia addomesticato: è intelligente e affettivo ma dobbiamo ricordarci che la sua vita è più breve della nostra, comincia a invecchiare verso i 7 anni e vive per 15-20 anni. Il cane è probabilmente il primo animale che fu addomesticato nella storia, forse 30mila anni fa, così da essere il testimone privilegiato dell’evoluzione umana. Alcune teorie sostengono che i cani potrebbero aver contribuito all’evoluzione della specie umana.

La fedeltà di un cane ci insegna che l’amicizia può durare per sempre. Il cane è l’unico essere vivente che ci ama più di quanto ami se stesso. “Un cane è la sola cosa su questa terra che vi ami più di quanto non ami se stesso.” (Lindsay).
Un grande amico dei cani fu Aldo Capitini, fautore della non violenza e vegetariano, che spesso veniva preso in giro per la sua passione. Capitini diceva che gli animali fanno parte del disegno divino, entrano in una sfera divina e parlava di ‘compresenza’ tra uomini e animali in una comunanza degli spiriti.
Questa amicizia è molto sentita nella tradizione parapsicologica ed era importante nella tradizione antica che raffigurava gli dei con forme animali e li poneva nei miti più importanti. In tutte le culture il cane appare come uno psicopompo, sospeso tra l’al di là e l’al di qua, e uno psicagogo, conduttore di anime. Ricordiamo il dio egizio Anubi raffigurato con testa di cane, protettore delle necropoli, che accompagnava l’anima dei morti di fronte al tribunale supremo di Osiride, o Cerbero, cane a tre teste, che gli antichi Greci ponevano a guardia dell’Ade, o il cane norreno Garm, custode del regno dei morti.
Il cane come guida e assistente dell’anima nel suo passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti è presente in molte culture.
Nell’antico mondo egizio i cani raffigurati nelle tombe hanno il compito di imprigionare e distruggere i nemici della luce e di sorvegliare l’ingresso ai luoghi sacri. Gli antichi Egizi idolatravano i gatti che anche imbalsamavano e il bue (vedi il bue Api).
Il senso di queste divinizzazioni è il riconoscimento che negli animali ci sono anime viventi portatrici di una scintilla del divino.
Herriot scrive: “Dicono che gli animali non hanno un’anima. Io non ci credo. Se avere un’anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
I Parsi mettono accanto al defunto un cane perché lo guidi nell’al di là e, se si tratta di una donna morta nel parto, ne mettono due, uno anche per il nascituro.
In qualche modo tutti gli uomini della Terra hanno riconosciuto ai cani la funzione di assistenti dell’anima. Ai cani è riconosciuto anche potere terapeutico sia del corpo che dell’anima perché la sua energia è potente e cura l’energia umana.
Lui è il tuo amico, compagno, difensore, è il tuo cane. Tu sei la sua vita, il suo amore, la sua guida. Egli sarà tuo, fedele e sincero fino all’ultimo battito del suo cuore. Ciò che tu gli devi è di meritare tanta devozione”.
Gli islamici dicono: “Se un uomo non ha fratelli, i cani sono i suoi fratelli. Il cuore di un cane assomiglia a quello del suo padrone”.
Sognare un cane simboleggia il bisogno di fedeltà o protezione, ma, nel sogno, è importante tutto il contesto e l’atteggiamento e il colore del cane, se è festevole e simpatico o aggressivo e temibile, perché il cane rappresenta la parte migliore dell’uomo, ma, se è nero e pericoloso, può anche indicare la sua parte più oscura, tant’è che nei miti e nelle fiabe troviamo anche cani mostruosi con più teste e contornati da serpenti.

Avere un cane come amico è importante soprattutto per il rapporto affettivo che si instaura tra noi e lui. Il cane sin dai tempi più antichi si è lasciato addomesticare perché ha bisogno del calore umano. Un cane può trovare anche nel più inutile di noi qualcosa da amare e gli sarà fedele per sempre, incondizionatamente.
Chiunque ne ha allevato uno sa che si porta via il cuore. I cani non sbagliano mai perché si connettono empaticamente con la nostra parte spirituale. Non c’è amico o amore che non sottintenda la possibilità di un tradimento, solo nel cane questo non accadrà mai. Lui ti amerà sempre e non ti abbandonerà per nessun motivo. Questa creatura è semplice come un bambino, incapace di pensiero complesso come di finzione, ma allo stesso tempo ha una energia d’amore straordinaria che si trasmette alla persona che lo cura.
Masson: “I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice.
Egli è il miglior amico e la migliore protezione per un bambino. Sempre Konrad Lorenz diceva che “Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, che cioè il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei suoi confronti.” in realtà non è proprio così, ci sono delle razze di cani che sono addirittura vietate dalla legge perché pericolose).
Il professor Berns della Emory University di Atlanta, è convinto che esista una precisa empatia tra cane e uomo (pensiero partecipativo), così come che i cani siano capaci di cogliere la tristezza o la felicità dei loro padroni. “Nessuno come un cane sa apprezzare la straordinarietà della tua conversazione.” (C. Morley)
Se al tuo cane non piace una persona, probabilmente non dovrebbe piacere nemmeno a te”.

Theophile Gautier scrive: “A volte si accomoderà sul tappeto fissandovi con occhi tanto teneri , affettuosi ed umani da intenerirvi e sarà impossibile credere che lì non vi sia un’anima.
Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò gli basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, proteggervi e dare, se occorre, per voi, la sua vita. Egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. E’ il cane!” (
J.K. Jerome).
Il cane ci porta via il cuore. C’è nel suo rapporto con l’uomo un aspetto cognitivo e telepatico. Basta che il padrone pensi di voler uscire e il cane, anche senza che lui parli, gli porta il guinzaglio. Basta che il padrone lo guardi, anche se è girato, perché lui si volti e vada dal padrone, come se leggesse i suoi pensieri.
Il cane non è solo un corpo fisico e questo fatto è stato riconosciuto del 2010 dal Tribunale di Strasburgo che lo ha definito “essere senziente”.
Egli non è solo una presenza di compagnia, ha bisogno di un suo spazio, che può essere la casa o dilatarsi anche a ciò che circonda la casa.

La sua chimica è particolare, ha grandi capacità olfattive infinitamente superiori a quelle dell’uomo. Il mondo del cane è un mondo fatto, prima di tutto, di ODORI.
Egli ha la capacità di individuare due singoli granelli di una sostanza in un’area grande come uno stadio di calcio, per questo viene usato per individuare la droga o cercare persone scomparse o dissotterrare i tartufi. L’uomo ha 5.000 cellule olfattive, il pastore tedesco 220 milioni, può sentire 12 odori contemporaneamente e avverte un odore anche se è diluito 10 milioni di volte.
Due cani che si incontrano, come prima cosa si annusano il muso, i genitali e l’ano e così raccolgono un numero grandissimo di informazioni, sul sesso, l’età, la salute, la provenienza…Lo stimolo olfattivo è fondamentale per la conoscenza e l’individuazione. Non solo il cane marca con l’urina il territorio ma ha delle ghiandole sudorifere nelle zone plantari che lasciano una impronta odorosa analoga alle impronte digitali dell’uomo, per cui ogni cane è in grado di capire quanti altri cani sono passati in un certo territorio e da quanto tempo.
Con questo fiuto eccezionale è in grado di individuare nell’uomo gli organi malati. Può sentire a fiuto l’arrivo di una crisi epilettica o allergica, l’abbassamento della glicemia in un paziente diabetico e anche l’odore del tumore. Molti ricercatori hanno fatto studi che confermano la capacità dei cani di riconoscere il melanoma, il cancro della vescica, del colon, dell’ovaio, della prostata e in parte anche del seno. I tumori, infatti, rilasciano nell’organismo delle particelle organiche volatili, che i cani, grazie al loro straordinario olfatto, riescono a cogliere. Tra gli studi italiani più significativi c’è quello che l’urologo Gianluigi Taverna dell’Humanitas di Milano ha condotto con alcuni cani presso il Centro veterinario militare di Grosseto: ai cani sono stati fatti annusare campioni di urine di 900 persone, alcune sane e altre malate di tumore alla prostata, ed il livello di successo ha sfiorato il 98%. E ricordiamo la Medical Detection Dogs Italy, che è la prima Onlus in Italia per la ricerca sull’olfatto canino come metodo per l’individuazione e la diagnosi precoce di tumore nell’uomo. La Onlus – che è affiliata alla Medical Detection Dogs inglese, da cui ha avuto origine il progetto – è alla ricerca di un metodo di diagnosi precoce che sia non invasivo, economico e non comporti stress per il paziente: in pratica sta cercando un’alternativa ai metodi attualmente disponibili che possono essere invasivi, stressanti e spesso anche nocivi e costosi. Una delle ultime attività è stata svolta in collaborazione con lo IEO-Istituto Europeo di Oncologia e con il Diparimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Milano e riguarda la ricerca per la diagnosi precoce del tumore al polmone. I cani impiegati nei progetti di ricerca vivono con i loro proprietari, che poi li accompagnano nei laboratori e li aspettano durante la sessione di lavoro.

Sempre Elisa racconta che un giorno il loro gatto, di solito pigro e buonissimo, è balzato verso il petto di sua figlia, facendole male in un punto. Poiché il dolore persisteva, lei è andata a farsi vedere scoprendo così di avere un carcinoma maligno.

Un cane può essere sordo, cieco o senza un arto e la sua vita sarà pressoché normale, un cane che ha perso per qualsiasi motivo il suo fiuto, sarà un essere menomato. Per un cane annusare un marciapiede è come per un umano leggere un giornale, attraverso le tracce lasciate egli capisce cosa lo circonda: se è un posto nuovo, se ci sono cani in giro o ci sono stati, se altri umani, oltre al suo padrone, sono passati di lì, se c’è un giardino vicino dove poter sporcare, se ci sono altri animali nei paraggi.
Egli è in grado di creare delle proprie categorie attraverso l’olfatto: il suo odore, quello della sua casa, quello di altri umani, quello di altri cani, quello dei gatti, quello del cibo, ecc.
L’acume olfattivo che lo accomuna ha molti degli animali selvatici, si è sviluppato proprio perché indispensabile per la sopravvivenza: il lupo (dal quale il cane deriva) grazie al suo fiuto individua le prede, anche molto lontane, e sa tracciarne gli spostamenti.

Oltre a sentire l’odore di cose normali, i cani avvertono anche cose che noi umani non sentiamo, per cui si parla di ‘paraolfatto’. La superficie dell’epitelio olfattivo nell’uomo è di 2,5 cm², nel cane di 150 cm². Queste enormi capacità olfattive del cane lo rendono un fantastico collaboratore nella ricerca di particolari sostanze, per cui, se viene addestrato, può rintracciare droghe, esplosivi, tartufi, persone scomparse e molte sostanze chimiche.
Il paraolfatto permette agli animali di percepire i feromoni, grazie a un organo vomero nasale, detto organo di Jacobson. I feromoni si trovano nelle secrezioni vaginali, nelle ghiandole perianali e forse anche in quelle sudoripare dei cuscinetti plantari.
Il meccanismo con cui agiscono non è chiaro, ma il cane vi reagisce con modificazioni del comportamento come appagamento, rilassamento o allarme, o comportamenti sessuali.

Dopo l’olfatto, un altro dei sensi più sviluppati nel cane è l’udito. L’orecchio del cane è quattro volte più forte di quello umano e percepisce le onde sonore fino a 40 mila Hertz, mentre l’orecchio di un essere umano non si avvicina nemmeno a 20 mila Hertz per un giovane, e per un anziano raggiunge un massimo di 12 mila.
L’udito del cane è molto sviluppato e riesce a sentire gli ultrasuoni. I cani riescono a percepire 35.000-40.000 vibrazioni al secondo e questo dipende, non solo dalle componenti del loro orecchio ma soprattutto dalla loro forma, difatti più sono grandi ed alte più i padiglioni auricolari riescono a sentire i suoni.
Il movimento delle orecchie del cane ricorda quello dei radar che captano il suono e che si spostano a seconda della provenienza, determinando con esattezza la direzione, selezionando centinaia di suoni e isolando solo quello che lo interessa.
Per questo è bene osservare attentamente il proprio cane, specie quando all’improvviso tende le orecchie, perché potrebbe aver avvertito l’arrivo o la presenza di qualche persona o qualche animale.
Stiamo attenti però che, grazie a questa acutezza dell’udito, i cani soffrono se sentono rumori forti. I fuochi di artificio, per es., sono per loro un grandissimo dolore e possono anche morirne.
Molto interessanti oltre alle vibrisse sono i peli del muso che funzionano come radar secondo capacità che noi umani non abbiamo.

La vista del cane è diacromatica: il cane percepisce bene il colore blu e giallo; gli altri colori sono sfumature di questi. E’ un po’ come se noi umani vedessimo solo bianco e nero, il resto dello spettro dei colori sarebbe percepito come varie sfumature di grigio. Ha una scarsa risoluzione dei dettagli, mentre riesce molto bene a vedere oggetti in movimento anche ad elevate distanze.

Sembra evidente che sia cani che gatti possiedano capacità extrasensoriali. A parte la capacità di prevedere terremoti e anche bombardamenti e di capire se una persona ha un cancro, può capitare di vederli intenti a fissare qualcosa o qualcuno dove noi non vediamo nulla. Hanno decisamente delle capacità telepatiche. Ci sono molte storie su cani che, anche a grandi distanze, sentivano che il loro padrone era in pericolo grave o era morto. Questa capacità telepatica è stata riscontrata anche in cani e gatti vissuti insieme e poi separati e, quando uno di loro moriva, l’altro in qualche modo lo sapeva.
Elisa racconta la storia di un bastardino che era cresciuto con un husky. Poi il primo è stato portato in Inghilterra ed è morto, e l’husky ha sotterrato il suo cibo finché non è morto anche lui.
Tutti i padroni di cani sanno che c’è un filo telepatico che lega il cane al suo padrone e che sa ritrovarlo quando ne viene separato, percorrendo anche grandi distanze e ritrovando la strada attraverso territori sconosciuti.
Il biologo Rupert Sheldrake era sicuro che cani e gatti avessero capacità paranormali. Pensava, per esempio, che potessero prevedere certi eventi, ma tutti i padroni di cani sanno che basta che pensino di portare il loro cane dal veterinario che questo scappa. Sheldrake era sicuro che ci fossero dei legami invisibili che legavano un cane al suo padrone.
Tutti sanno di proprietari che tornavano a casa dopo mesi e il cane sembrava saperlo prima. Oppure il padrone muore in un luogo lontano e il cane prorompe in ululati di dolore.
Nel recente terremoto ad Amatrice c’è stato un cane che ha trascinato la sua padrona sotto il letto e ce l’ha tenuta finché non è arrivato il terremoto e così lei si è salvata perché il letto le ha fatto da protezione.
Sempre ad Amatrice un pastore tedesco ha preavvertito il terremoto, era nervosissimo, ha cominciato ad abbaiare come un forsennato, poi ha tirato per la maglietta la sua padrona fuori casa, pochi istanti prima che il terremoto arrivasse facendo crollare la casa.
Dopo il terremoto, i vigili del fuoco sono arrivati per scavare nelle macerie e salvare le persone ancora vive. Un labrador ha salvato sette persone e poi è morto per un attacco di cuore dovuto allo sforzo.

Insomma cani e gatti sembrano avere enormi capacità energia incredibile, sensibilità, intuito e poteri paranormali.
Il gatto è sempre stato considerato molto indipendente, ma per il cane il padrone è il suo dio.
Il cane è una fonte incredibile di energia, interagisce con tutto ed è attento a tutto.
Ha un bisogno enorme di affetto e di coccole. Incamera energia e la rende.
Ha un cervello semplice come quello di un bambino di due anni ed è incapace di pensiero complesso come di finzioni.
L’educazione è fondamentale. Comandi duri alla tedesca lo incattiviscono. Il padrone che tratta il proprio cane come un bambino gli fa un gran danno. Sbagliato è anche fare del cane un sostituto di un figlio o di un marito. Per cui non è bene che un cane dorma nel letto del padrone così come non sarebbe naturale che un figlio dormisse nella sua cuccia. Il cane deve avere la sua cuccia che è il suo spazio personale. Gli si fa un danno facendolo dormire nel nostro letto o mangiare alla nostra tavola perché il cane ha un forte senso gerarchico e così gli confonderemmo le idee facendogli perdere il rispetto per noi come capo-branco.
Quando un cane e un padrone stanno molto tempo insieme finiscono per somigliarsi anche fisicamente.

Ogni cane ha la sua personalità per cui sarebbe importante conoscere la sua vita, i suoi trascorsi, come è stato trattato.
Mentre altri animali seguono l’istinto di sopravvivenza, il cane cerca il contatto affettivo, vuole amare ed essere amato. Ma non può ricoprire il posto di un figlio o essere trattato in modo ridicolo (cappottino, fiocchetti), gli si deve rispetto.
Quando un cane dorme trasmette un senso di serenità che noi non abbiamo ma egli ci dona comunque energia benefica.
Per pet therapy si intende una terapia dolce nell’interazione uomo animale.
Fu lo psichiatra infantile, Boris Levinson, a presentare per la prima volta, intorno al 1960, le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti. Levinson constatò che prendersi cura di un animale può calmare l’ansia, può trasmettere calore affettivo e aiutare a superare lo stress e la depressione.
Quando i cani ci guardano fissi negli occhi stanno valutando il nostro sistema energetico.

Il cane non ha la concezione del tempo, vive in un eterno presente, per lui ha non alcun senso che il padrone gli dica ‘dopo’ o ‘prima’. “Usciamo dopo”, oppure “ti ho già dato da mangiare prima”. C’è solo l’adesso. Da un punto di vista metafisico, è come se vivesse sospeso nell’eternità. Da un punto di vista teosofico è come se fosse immerso nell’astrale.
In genere si aspetta a dare in adozione un cucciolo non prima di 70 giorni, perché se il cucciolo non sta questo tempo con la madre può restare insicuro e avere come una fame nervosa.
Più il cane è sollecitato e amato, più risponde con affetto e intelligenza. Poi ci sono razze più o meno intelligenti (in polizia per es. si sceglie di addestrare il cane lupo o il collie è molto adatto per la protezione dei bambini) ma il bastardino è il migliore di tutti, mentre i cani di razza pura potrebbero avere geni deboli.
Spesso un cane compare in un preciso momento della nostra vita come se fosse chiamato.
Ci amerà in modo incondizionato e parteciperà a una coscienza universale.

Ogni segno zodiacale ha il suo cane

Il cucciolo perfetto per i nati dello Scorpione è il dalmata, con il suo carattere intelligente e sensibile

Il Border Collie con la sua felicità, allegria e iperattività è il cane ideale del Sagittario

Un cucciolo di husky potrà insegnare al proprio padrone Pesci ad essere più forte e sicuro

Il pastore tedesco, forte e coraggioso, è il compagno ideale del Leone

Il cucciolo perfetto per il dinamico Gemelli è un cocker vivace, dolce e curioso

Per gli aristocratici nati sotto il segno del Capricorno, il cucciolo ideale è un boxer

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Come i nati del Cancro, i cucciolotti di Beagle sono molto dolci e legati alla famiglia

Per il segno più equilibrato dello zodiaco, la Bilancia, quale cucciolo, se non il labrador poteva rappresentarti meglio? Ma va bene anche il setter.

Il cucciolo ideale per l’Ariete, indipendenti e dinamico per natura è un Jack Russell oppure lo Schnauzer, eccellente cane da guardia e pieno di energia

Il pastore maremmano è altruista, generoso e forte come i nati sotto il segno dell’Acquario

Per il Toro un san Bernardo o un terrier.

Per la Vergine il segugio


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