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Friday November 24th 2017

MASADA 1784 5-8-2016 UN MONDO ROVESCIATO

MASADA 1784 5-8-2016 UN MONDO ROVESCIATO
Blog di Viviana Vivarelli

Siamo entrati in guerra in Libia – Il massacro della Siria – Fallimento del Monte dei Paschi di Siena – I rifiuti di Roma – Il mito futurista della velocità – Sotto inchiesta anche la seconda giunta Pd di Pistoia – La febbre del pianeta – La negazione – La Bbc dice che l’Italia non cresce per la corruzione e perché abbiamo istituzioni da terzo mondo – Il pensiero unico renziano: epurazioni in RAI

TRAVAGLIO
“La Costituzione la cambi il Parlamento con una maggioranza ampia e libera, non il Governo con un’Armata Brancaleone di ricattatori e di ricattati”.
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«Lo sai che qui sopravvivono solo i figli di puttana, ragazzo? I tuoi occhi sono ancora innocenti. Qui ci si perde nel buio
(Felice Fischetti)
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DI BATTISTA
Proponiamo il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari e la reazione in aula è vergognosa. Insulti, attacchi, reazioni scomposte. «Siete populisti», «noi destiniamo i nostri stipendi al partito», «i cittadini ci chiedono buone leggi non il taglio degli stipendi». Quanto si scaldano quando porti in aula una proposta per tagliargli gli stipendi eppure quando raccontiamo quel che facciamo nelle piazze riceviamo applausi, abbracci e pacche sulle spalle.
Sono appena intervenuto in aula e ci ho messo l’anima. Quello che vedo ogni giorno qui dentro è un mondo rovesciato, totalmente staccato dalla realtà. Vi chiedo di condividere questo intervento perché le TV renziane non lo passeranno mai. Vi chiedo di scendere in piazza con me, di darmi una mano. Perché è una vasca di squali qui dentro e o reagisci o ti spazzano via. Noi reagiamo ogni giorno, a testa alta, convinti che stiamo facendo il nostro dovere. A riveder le stelle!


Camera: Bocciata la proposta dei 5stelle di dimezzare gli stipendi dei parlamentari (che sono i più alti d’Europa). Il Pd: “Non si può!” Poi ci spacciano la riforma del Senato come finalizzata a ridurre i costi della politica!
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CATTIVERIE
Erdogan intervistato da una giornalista italiana.
Quelli turchi erano finiti.

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InterCulture
«Noi occidentali abbiamo colonizzato il mondo sia in ambito civile che in ambito religioso: abbiamo importo il cristianesimo, la cultura romana, la cultura greca. Abbiamo voluto diventare i dominatori della storia, mentre oggi non abbiamo coscienza di essere noi stessi ormai dominati e colonizzati dalla modernità. Anche noi dobbiamo de-colonizzarci, dobbiamo estirpare il colonizzatore che è in tutti noi. Finché non faremo questo sarà molto difficile trovare una nuova scelta di valori, e ancor più difficile accettare che l’altro possa essere messo allo stesso livello umano che noi solo vogliamo occupar

Arrigo Chieregatti
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SIAMO ENTRATI IN GUERRA IN LIBIA

Pannella invocava “il diritto alla conoscenza” ma Renzi ha deciso che l’Italia entri nella guerra libica senza alcuna conferma parlamentare e senza avvertire la Nazione. Intanto un drone è partito da Sigonella col suo beneplacito.
In Libia il Governo è fuggito. Il Parlamento non conta. Chi ha chiesto l’intervento militare contro l’Isis? Cosa andiamo a bombardare? Altri ospedali come avviene quotidianamente in Siria? In Libia non ci sono impianti militari, industriali, ponti o ferrovie che siano in mano al Califfato. Bombardiamo le città? I civili? Un migliaio di militanti Isis è chiuso in un fazzoletto di terra di 10 km. Col satellite possiamo vedere tutto. Perché andiamo a bombardare le città libiche? A chi giova?
Scrive Fortebraccio: “Situazione più chiara dopo i bombardamenti USA in Libia. Adesso siamo sicuri di non sapere che cosa stiamo facendo.”
Renzi concede, motu proprio, l’utilizzo delle basi americane in Italia e il sostegno dell’esercito italiano, mettendosi dalla parte di Serraj, un capo militare che né il Governo libico né il Parlamento libico hanno mai riconosciuto. A rigori, il ribelle è lui.
E’ la terza volta che gli Americani entrano militarmente in Libia dalla rivoluzione del 2011 (primavera araba). Al Serray che chiede l’intervento come capo dell’organo di unità nazionale non ha alcun riconoscimento istituzionale e non ha mai ricevuto il voto di fiducia del Parlamento.
Alex Zanotelli, studioso da decine di anni della storia africana, dice che c’è solo un migliaio di militanti dell’Isis intrappolati nella Sirte, ma la presenza di petrolio aizza interessi internazionali. Disgraziato il Paese che ha il petrolio! Così si aprirà un nuovo fronte coloniale con Stati uniti e Francia come sparvieri. Questa guerra era stata preparata da tempo con l’intento di spaccare la Libia in tre Stati. L’Italia, se volesse salvare la sua decenza, potrebbe fare solo una cosa: una missione di pace su richiesta della autorità locali escludendo qualsiasi intervento militare, tanto più che è ancora fresco nella memoria dei libici il passato coloniale italiano con i suoi massacri e i suoi orrori. In Libia noi Italiani abbiamo impiccato o fucilato 100.000 persone e più recentemente Berlusconi e la Lega, prima alleati di Gheddafi, poi pronti a tradirlo e attaccarlo, ci hanno svergognati davanti a tutto il mondo. Nel frattempo sono le nostre fabbriche a fare affari vendendo armi all’Arabia Saudita e al Qataer che a loro volta armano il terrorismo. L’ipocrisia dell’affarismo militare italiano non ha limiti, e quella stessa Lega che tutela le fabbriche italiane di armi è quella poi che insulta i disgraziati che fuggono dai Paesi che quelle stesse armi hanno rovinato. Creano l’inferno e poi pretendono che uno ci resti.
Certo fa specie sapere che Obama prima sostiene il governo fantoccio di Al Sarraj e poi dice di dover intervenire in aiuto dello stesso.
Intanto il vero Governo è costretto a stare su un barcone imboscato nel porto di Tripoli. Ovviamente Obama dichiara che farà “una guerra di precisione”. Mi domando con che faccia ripetano da anni questo insulto alla nostra intelligenza dopo che persino la prima Guerra del Golfo fece 167.000 vittime civili, tra cui 48.000 donne e 32.000 bambini e dopo che in Siria come in Irak o in Afghanistan i più bombardati sono gli ospedali.
Prima del 2011 gli USA avevano attaccato la Libia assieme ai Francesi, eppure la Libia era uno Stato giovane, rappresentante dell’ONU, e l’attaccarono contro la volontà dell’ONU (ma allora l’ONU che ci sta a fare?), eliminarono Gheddafi che era stato loro alleato fino al giorno prima (e allora a che servono i patti di alleanza?), provocarono la spaccatura della Libia in fazioni in lotta tra loro. E noi Italiani li seguiamo a ruota, come servi vergognosi e senza decenza, così come nel ‘99 con D’Alema partecipammo all’aggressione alla Serbia, altra guerra a cui l’ONU si era dichiarata contraria.
Così abbiamo saputo di essere entrati nella guerra libica dal Wall Street Journal. Poi, bontà sua, la Ministra Pinotti ci ha fatto sapere che metteremo a disposizione USA non solo Sigonella ma anche Aviano e Pantelleria. Meglio scialare! Ovviamente il Parlamento ha saputo tutto a cose fatte. Non si usa certo interpellarlo. Renzi, dopo averlo decapitato, lo ha pure esautorato. Ma all’insaputa del Parlamento è anche l’operazione segreta per l’Irak che va avanti da un anno, mentre in giugno il Governo ha mandato in Turchia 130 militari italiani (a servizio di Erdogan?) e una batteria di missili terra-aria. Poi ovviamente ci sarà una grande meraviglia in caso di attentati terroristi! Ma come? Un attentato a noi che siamo “Italiani, brava gente”. Basta la parola! Con Gentiloni che dice quietamente che non ci saranno mai attentati in Italia perché “Non ce ne sarebbe ragione!”. E che ripercussione avranno i 500 soldati italiani mandati in Kossovo, dove l’Italia c’è da tre anni? Su questo la Pinotti ha candidamente detto di “Non saperne nulla!”. Meglio di così…
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GUIDO RAMPOLDI (esperto di politica in Libia)

Pochi giorni prima che fosse decisa la guerra contro Gheddafi, Mustafà Gelil, leader del Governo Nazionale di Transizione, volò da Sarcozy per discutere con lo spionaggio francese di questa guerra, stabilendo che il nuovo Governo libico avrebbe favorito gli interessi francesi, scalzando l’Italia dal primo posto di partner commerciale con la Libia. Si decise di evitare qualsiasi soluzione politica, spodestando Gheddafi. La guerra durò 8 mesi, per gli interessi di Total (petrolio), Eads (industria aeronautica) e Vinci (cosruzioni).
Il mediatore fu Bernard-Henry Lewy, giornalista del Corriere della Sera. Alla fine la guerra fu disastrosa per tutti: Francia, Italia e Libia (ma sempre ci riprovano!). Berlusconi, prima alleato di Gheddafy, lo tradì prontamente. E l’Italia cosa ci ha guadagnato? E cosa ci guadagnerà ora entrando in una nuova guerra?
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SIRIA
La Primavera araba è stata, nei tempi moderni, in Africa e nel Medio Oriente, la più travolgente manifestazione del rigetto dei poteri totalitari e la più entusiasmante richiesta di rispetto per la dignità personale e la libertà delle Nazioni. La rivolta contro i dittatori è scoppiata in Siria, Libia, Egitto, Tunizia, Yemen, Algeria, Irak, Bahrein, Giordania e Gibuti. I popoli in rivolta invocavano diritti democratici e libertà. Ma quell’Occidente, che ha fatto a suo tempo le proprie battaglie per conseguire diritti e libertà e porli alla base delle sue Costituzioni, non si è mosso per sostenere rivendicazioni simili negli oppressi, bensì ha cercato di manipolare i movimenti popolari per ridisegnare lo scacchiere politico del mondo a proprio vantaggio personale, appoggiando o combattendo questo o quello solo mosso da interessi egoistici. La stessa sinistra occidentale si è dimostrata inutile e dispersa, incapace di capire di aiutare quel movimento di popoli che aspirava alla libertà. E ora che ondate di profughi in fuga dai territori sconvolti dalle guerre si abbattono sull’Europa, il cosiddetto mondo ‘civile’ si ritrova impotente a misurare i danni della sua avidità e del suo egoismo e balbetta per aprire nuovi fronti di guerra senza che vi sia una reale capacità a capire e ad aiutare la storia della civiltà ad andare avanti, prova massima che quei valori e diritti che l’Occidente tanto sventolava erano ormai carta straccia.

La guerra civile siriana nasce nel periodo detto ‘primavera araba’, quando molti paesi di lingua araba si ribellano ai loro dittatori, dunque nel 2011 e che va avanti ininterrottamente da 5 anni, contando attualmente più di 220mila vittime e migliaia di profughi. Tutto ha avuto inizio nel marzo 2011, quando la popolazione manifestò contro il regime del presidente Bashar al-Assad che governa la Siria ininterrottamente dal 2000 (la famiglia Al-Assad, complessivamente, governa a Damasco dal 1971). Il regime cercò di reprimere con la forza le manifestazioni, causando centinaia di morti, ma le proteste si diffusero.
Dopo le repressioni una parte dei manifestanti è passata alla lotta armata e alcuni soldati e ufficiali si sono uniti alle proteste creando l’Esercito Siriano Libero (FSA). Da allora si è passati ad una vera e proprio guerra civile.
All’inizio del 2012 si affiancano all’FSA altri gruppi di oppositori tra i quali c’è il Fronte al-Nusra, nato a il 23 gennaio 2012 come branca siriana di al-Qaida e dello Stato Islamico dell’Iraq (ISI), fondamentalisti sunniti.
Francia, Gran Bretagna e Turchia si schierano a supporto dei ribelli, mentre Russia, Cina, Iran e Venezuela si schierano a favore del regime di Al-Assad.
A giugno 2014 al-Assan viene rieletto mentre lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante conquista molte città dell’Iraq. Il 29 giugno l’ISIS proclama la nascita del Califfato, che comprende territori tra la Siria e l’Iraq.
A partire dal settembre 2014 una coalizione guidata dagli Stati Uniti inizia a bombardare i territori della Siria occupati dall’ISIS che nel frattempo concentra le sue azioni al confine con la Turchia, verso la città di Kobane, controllata dalle milizie curde che però, nonostante l’assedio della città, riescono a mantenerne il controllo. Nei primi mesi del 2015 le forze curde, con l’appoggio dell’Esercito Siriano Libero e della Coalizione guidata dagli USA, riescono a riconquistare altri territori e si avvicinano a Raqqa, la capitale del Califfato. L’ISIS contrattacca verso la Turchia ma, dopo diversi scontri, viene di nuovo respinta.
Oggi lo Stato Islamico viene bombardato dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti mentre le forze armate russe appoggiano l’esercito governativo siriano che ha riconquistato la città di Aleppo.
Nella sera del 15 novembre la Francia, già impegnata negli interventi in Siria, ha effettuato un bombardamento aereo sulla città di Raqqa, con il supporto degli USA. Il bombardamento viene visto come una risposta ai terribili attentati terroristici avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre.
Secondo molti, le elezioni siriane sono state una mera farsa, volta solo a dare alla presidenza di al-Asad una parvenza di legalità, sebbene gli osservatori internazionali (provenienti da paesi vicini al governo in carica, come Russia e Iran) ne abbiano confermato la regolarità
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Il MASSACRO DELLA SIRIA

Save the Children denuncia i raid aerei indiscriminati sulle città siriane di Aleppo e Idlib da dove sono fuggite 20mila persone nel giro di una settimana.
La Siria è sull’orlo della catastrofe umanitaria. La città di Idlib è stata colpita da 100 attacchi aerei nel giro di una settimana. Secondo Save the Children sono stati attaccati indiscriminatamente ospedali, scuole e infrastrutture ad uso civile. L’ong ha stimato che almeno 4.000 famiglie (circa 20mila persone) siano state costrette ad abbandonare le proprie case a causa dei raid aerei nel corso degli ultimi sette giorni. Pane, frutta e verdura scarseggiano da quando l’ultima strada per accedere e uscire dalla città è stata interrotta, lasciando sotto assedio circa 300mila persone, il 60 % delle quali sono donne e bambini.
I bombardamenti, pressoché costanti da parte delle forze internazionali (tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Australia e Francia), interessano anche diversi quartieri di Aleppo. Le strade sono completamente vuote e l’odore del sangue e della polvere da sparo riempiono l’aria. Un attacco aereo ha colpito un magazzino gestito da un organizzazione partner di Save the Children, danneggiando forniture alimentari per 10mila famiglie che erano state stoccate prima dell’assedio. Il prezzo del carburante, di cui c’è disperato bisogno per mantenere in funzione le pompe dell’acqua e la fornitura di servizi medici, è triplicato. Tutte le scuole di Aleppo sono state chiuse. Almeno 9 ospedali sono stati bombardati tra Aleppo e Idlib. Il laboratorio medico nella sede provvisoria della Direzione sanitaria di Idlib, che disponeva dell’unica apparecchiatura per TAC in città, è stato gravemente danneggiato. L’unico ospedale pediatrico di Aleppo è stato chiuso dopo essere stato distrutto dai bombardamenti e diverse ambulanze sono state danneggiate impedendo ai pazienti in condizioni critiche di lasciare Aleppo per ricevere cure e assistenza.
Save the Children si appella alla comunità internazionale per un cessate il fuoco immediato e il libero accesso agli aiuti umanitari vitali per la popolazione. Secondo Sonia Khush, direttore di Save the Children in Siria “è scandaloso come quello che potrebbe essere il più pesante assedio dall’inizio del conflitto continui ad accadere davanti al nostro occhi. I medici locali e gli operatori umanitari stanno lavorando nelle condizioni più difficili e pericolose che si possano immaginare per cercare di salvare vite umane, mentre le bombe continuano a cadere intorno a loro. I civili ad Aleppo rischiano ora di dover affrontare i morsi della fame perché le forniture alimentari si esauriranno entro poche settimane se non verrà permesso agli aiuti di entrare.”
La strada per un mondo migliore passa attraverso le rinnovabili, chiudendo l’era tragica del petrolio e delle guerre connesse ad esso.
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Da una settimana sulla città martire di Aleppo piovono bombe. 350.000 persone sono in trappola. 40.000 i morti, 130.000 i minori allo stremo, senza cibo, acqua, energia. Chi può scappa.
L’Europa, sotto l’urto dei profughi è una polveriera sociale.
Lo tzunami migratorio provoca ripercussioni di emergenza al limite del razzismo anche nei Paesi più civili: in Danimarca per pagare l’accoglienza si sequestrano i beni dei profughi, cellulari, denaro e gioielli. Obbligatori gli interpreti a pagamento. Dimezzati gli assegni di assistenza e le agevolazioni nei servizi. Anche la Svezia taglia le spese per l’integrazione e da parte di adolescenti stranieri si ripetono scene di molestie sessuali di massa, a Stoccolma come a Colonia. Aumentano le aggressioni razziste. Si pensa di mettere i rifugiati in alloggi galleggianti. Reazioni di protesta nelle periferie per gli alloggi ai migranti.

«L’urlo del soffoco/è l’ inferno che grida
il supplico dell’ amore
è il simbolo della vita
Dea piange e la vita si commuove
”.

FELICE FISCHETTI
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GIOVANNI ALSELMO (Granito. Carne)


FELICE FISCHETTTI

Ogni rosa il suo pallore
Ogni rosa vivente di Cristo
Dormo sulle rose assopite
Gaio e fulgente.
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DELITTI
Orrendo lo sgozzamento del prete francese sull’altare che ha alzato un’ondata ossessiva di razzismo. Ma perché nessuno ricorda il vescovo Romero trivellato, mentre serviva messa, da uno cattolicissimo squadrone della morte in Salvador? Fascisti battezzati di un Governo cristiano. O forse dovremmo mostrare i resti della chiesina di Marzabotto dove i cristianissimi nazisti (Got mit uns) perpetrarono un massacro di 770 persone? Ogni delitto è orrendo. Nessun delitto permette di aggredire il Dio di un’altra fede o di parlare di ‘guerra di religione’. Ogni delitto è umano e con autori umani.
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LA BAMBOLA DI SALVINI
Poiché la Boldrini mostra compassione per i migranti, Salvini ha detto: “La Boldrini va eliminata!” e sul palco la mostra come una bambola gonfiabile. Io non ce l’ho con Salvini ma frasi simili farebbero desiderare di dargli il foglio di via, come si fa con gli elementi indesiderabili. Ma in questo Paese l’istigazione a commettere delitti non sarà mai punita adeguatamente.

FALLIMENTO DEL MONTE DI PASCHI DI SIENA

Una delle cause di fallimento delle nostre banche è che non possono recuperare i crediti in sofferenza (e molti dipendono da prestiti fatti a politici e amici dei politici, dunque sulla parola e senza garanzie di copertura). Se infatti le banche procedono verso i loro debitori per vie legali, i tempi processuali sono troppo lunghi per permettere una giusta sentenza. Sono decine di anni che questo viene denunciato ma le varie caste politiche non hanno mai fatto nulla per rendere efficienti i processi perché i malfattori politici su processi lunghi e prescrizioni fondano la loro impunità.
Il processo italiano è stato scardinato apposta per annullare centinaia di migliaia di processi ogni anno per avvenuta prescrizione. Si protegge sempre il reo, mai chi chiede giustizia. E intanto Renzi, con la scusa che non si può fare nulla prima del referendum, ha rimandato la riforma della giustizia a dopo Natale, altri sei mesi persi.
Ma qualcuno crede davvero che un Presidente del Consiglio che si è fatto depenalizzare il reato di danno erariale con legge apposita e ha un padre reo di bancarotta fraudolenta e una vice che è figlia di un delinquente bancario, possa davvero far qualcosa di buono per la giustizia?
Quel pasticciaccio targato Pd del Monte dei Paschi di Siena non fa che presentare lati oscuri. Ronzi spergiura e stragiura che tutto è risolto, che la Banca sarà salvata senza che il conto lo paghino i cittadini (Ma quando? Ma dove?), che ha convinto la Bce a permettere aiuti di Stato. Dice che le grandi sofferenze saranno sorrette dal prestito ponte di un consorzio di banche che garantirà un aumento di capitale.
Sappiamo qual è il vero ammontare delle sofferenze? NO.
Sappiamo quanta parte dell’aumento sarà garantita? NO.
E allora cosa ha approvato la Bce? Non si sa.
J Morgan garantisce il prestito ma non rischia niente.
Lo Stato non è coinvolto ma rischia.
L’unica cosa che si sa è che ci vorranno sei mesi e sono sempre i sei mesi dal referendum. Tutta l’Italia è sospesa per sei mesi. Quanto ci costerà tutto questo? E ce la farà MPS e resistere così tanto?
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Va avanti, intanto, il processo al cognato di Renzi, Conticini, accusato di aver sottratto centinaia di migliaia di euro ad associazioni umanitarie. Come dice Paolo Ziliani: “E brava la mi’ sorella, che si è fatta i su’ conticini!”.

GIOVANNI ANSELMO (Oltremare)

CANI ANTIDROGA
Non solo i nostri parlamentari sono ladri, assenteisti e inefficienti, ma pure drogati.
Lucio Barani dichiara: “Su 315 senatori, tra 50 e 70 fanno uso di droga pesante in bagno”. Secondo le Iene, uno su tre si fa di cocaina. Ci sono addirittura pusher che hanno il pass libero per Montecitorio. E poi magari alcuni di loro sono quelli che si oppongono alla legalizzazione della cannabis!
Vista l’affluenza di droga in Parlamento, si propone l’uso di cani antidroga.
Sannicandro di Sel fa lo gnorri: “Signora Presidente, non ho capito se questi cani devono stazionare in aula durante i dibattiti o all’uscita. Non sono in condizione di votare”. Perché? I senatori sì?
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I RIFIUTI DI ROMA

Ovviamente il Pd si guarda bene dal riconoscere che i dissesti nella raccolta dei rifiuti di Roma sono colpa dell’AMA e il Ministro dell’Ambiente Galletti ci riprova con la Raggi a chiedere un nuovo inceneritore per la capitale. Eppure il carrozzone dell’Ama ha portato a Roma abusi e sprechi più che servizi: 360 milioni l’anno spesi per il personale contro i 256 milioni spesi per i servizi. Ben 7.924 dipendenti, 27 dirigenti tra gli 80.000 e i 150.000 euro l’anno, 52 quadri da 51.000 euro a 86.000, 1000 impiegati, 3 milioni di euro spesi solo per consulenze. E con tutto ciò: strade invase dalla monnezza, eserciti di topi, cicli di smaltimento non funzionanti. Insomma l’AMA più che a pulire Roma serviva ad arricchire se stessa. Ma ovviamente i piddini sanno solo attaccare la Muraro consulente a cui la Raggi ha affidato l’assessorato dell’Ambiente. Non un biasimo al Pd per aver permesso e alimentato tanto scempio. Procedono intanto inchieste e arresti sul marcio degli appalti…
Ma per ATAC non va meglio. Una sagra di parentopoli. Una inefficienza senza pari. Partecipate corrotte e colluse con la politica.
Il bello per ora della Raggi è che non sceglie tra gli yesman del partito come Ronzi ma cerca esperti non di parte, come Alessandro Solidero, grande esperto in salvataggio di imprese.
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GIOVANI ANSELMO (Piccola Torsione)
http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/04/anselmo_torsione.jpg

«Io vivo d’ armonia sinfonica
vivo per edicere al mormorio del vento
la vita è candida allo strazio penoso
io vivo tra i sterpi cammini

Errante cose prodigiose del compenso materiale
erranti misteri che si contemplano nel suolo
vedendo l’ imbrunito passato per luce di giorno.

Io sono vivo nella mischia di tante etrose vie
nell’ incupo volgante.

FELICE FISCHETTI

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IL MITO FUTURISTA DELLA VELOCITA’

Renzi ha inaugurato il mito futurista della velocità incurante del detto “Presto e bene non stanno insieme” e ora lancia la riforma costituzionale all’insegna di leggi più veloci e snelle.
A parte il fatto che in Italia quando i partiti una legge volevano farla, l’hanno fatta velocemente anche col bicameralismo perfetto, vedi la Riforma Fornero fatta in 19 giorni o l’orrenda intrusione del pareggio di bilancio in Costituzione (primi in Europa) in barba al lungo iter di modifica costituzionale, ma sono due anni e mezzo che le leggi sono imposte alla fiducia e senza dibattito parlamentare. Matteo Renzi ha battuto il record di decreti imposto con la fiducia e superando anche Monti: ben 54. Ignorando il dettame costituzionale che limita il ricordo del decreto imposto alla fiducia solo in rarissimi casi di necessità e urgenza, esso è diventato la regola del Governo Renzi che con la fiducia ha soffocato qualunque dibattito del Parlamento, umiliando di fatto le Camere che sono le rappresentanti del popolo e arrogando a se stesso la funzione legislativa, con grave danno all’equilibrio dei poteri e dalla democrazia.
Ovviamente questa perversa e ossessiva velocità gratifica solo le leggi che favoriscono il potere del governo, gli abusi dei partiti, gli interessi delle lobby (vedi banche o petrolieri). La legge diventa lentissima invece sui diritti civili, vedi la legge sulla tortura o la riforma della giustizia o la legge sul conflitto di interessi, quella sulla liberalizzazione della cannabis o una nuova legge sulle rinnovabili. E’ facile constatare come le leggi peggiori siano state finora quelle più veloci. Oltre a ciò, non è certo il numero delle leggi che rende grande un Paese, altrimenti l’Italia con le sue 150.000 leggi (ma alcuni dicono 200.000), contro le 6000 della Francia, le 7.000 della Germania, le 3.000 della Gran Bretagna) sarebbe prima nel mondo. Le leggi semmai occorrerebbe snellirle e applicarle, ché spesso la congerie inutile e intricata ha solo lo scopo di far lavorare gli avvocati affinché i loro ricchi clienti possano evadere dalle conseguenze penali delle loro infrazioni o possano far meglio i loro interessi meno puliti.
Falso è anche che il nuovo Senato sia il rappresentante delle Regioni (come voleva la Lega) perché, guarda caso, non potrà legiferare sugli enti locali.
Walter Tocci del Pd, che è uno dei pochi che ha votato No alla riforma, dice che chi ha voluto questi stravolgimenti della Costituzione è parte di un Parlamento costituito in modo non legittimo col fine di realizzare un PREMIERATO ASSOLUTO. Le modifiche alla Costituzione sono sbagliate in sé e l’Italicum le aggrava ulteriormente perché la legge elettorale è parte importante di un equilibrio costituzionale che Renzi insulta e con esso la democrazia, col suo voler dare ogni potere al Governo debilitando in ogni modo il Parlamento. Ora in una democrazia compiuta è il Parlamento l’organo fondamentale per la formazione delle leggi ed esso è pertanto il rappresentante del popolo, mentre al Governo spetta solo il compito di eseguirle, quelle leggi. Con Renzi tutto questo viene rovesciato. Dopo aver eliminato il potere dei cittadini di eleggere i Presidenti di Provincia (ma le Province intanto sono rimaste!) con questo colpo di forza ha eliminato il diritto dei cittadini di eleggere i Senatori, inventandosi questo Senato raffazzonato e mezzo servizio, formato da nominati, che per metà tempo faranno i Senatori e per metà i sindaci o gli assessori, facendo dunque male questo e quell’altro e contro la direttiva Ue che vieta le doppie cariche, un Senato così ingarbugliato che invece di rendere più snello l’iter delle leggi lo renderà così complicato da bloccarle del tutto. In tal modo le uniche leggi che avremo saranno quelle dei decreti imposti alla fiducia dal Governo. E se non è un manicomio questo…
Dichiara Tocci: “Voterò NO, perché la riforma disegna un bicameralismo confuso, un procedimento farraginoso, un Senato con una contraddizione tra la sua composizione e le sue alte competenze (in materia costituzionale e internazionale) e un aumento del potere dello Stato centrale rispetto alle Regioni. Ci sono 10 No dentro il Pd. Per ora. Il rischio è che il No si allarghi nella base.
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Un lettore:
“La nostra Costituzione è in procinto di essere sopraffatta da una riforma che espropria il Parlamento dei suoi poteri e da una legge che espropria i cittadini del loro voto (due aberrazioni insieme).”
Giorgio Cremaschi: “Non è vero che votando SI’ al referendum non si tocca la prima parte della Costituzione. Stravolgendo gli articoli della seconda parte, si incide pesantemente anche sui primi che riguardano i diritti fondamentali: lavoro, sanità, scuola e rapporti tra pubblico e privato. Depotenziando gli organi fondamentali e aumentando in modo squilibrato i poteri del Governo, si distorcono tutti i diritti, rimettendo sempre più ogni potere all’arbitrio soggettivo del Capo del Governo”.

FELICE FISCHETTI (poeta in manicomio)

Io sono un poeta che vive tormenti
Nel purgatorio c’è vita d’amore
C’è la morte senza confini
C’è la campana dal suono lamento”

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Il Senato si è deciso è votare l’arresto di Caridi per associazione con la ‘ndrangheta. Pensiamo che Schifani già sospettato per aver lavorato per la mafia, quello che ha abbandonato FI e ora ci ritorna, voleva piazzare Caridi alla Commissione Antimafia!
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LA BELLA GIUNTA DI PISTOIA

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Tutta la Giunta Pd di Pistoia è indagata per associazione a delinquere finalizzata a corruzione, concussione, abuso di ufficio e falso. Nella giunta precedente, sempre Pd, andarono in carcere 23 sempre per gli stessi reati! Ma allora è un vizio! Non il vizio del Pd a delinquere, ma dei cittadini di Pistoia di essere recidivi nel loro voto!
Pensate se questo fosse successo in un Comune ad amministrazione 5 stelle! Pensate cosa hanno avuto la faccia di scrivere sulla sindaco di Quarto che almeno la corruzione l’aveva scantata!
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Sauro segnala:
LA FEBBRE DEL PIANETA

Clima, sale la “febbre” del pianeta: 2015 annus horribilis per caldo, oceani e gas serra
Nel 2016 la situazione non sembra migliorare: aumenta la concentrazione media di CO2, i ghiacciai sono allo stremo e si amplificano gli episodi di siccità
Dall’innalzamento del livello degli oceani alle ondate di calore, passando per l’aumento delle emissioni di gas serra: i record climatici infranti nel 2015 sono tanti e hanno fatto salire la “febbre” del pianeta. A lanciare l’allarme è un rapporto del Noaa, l’agenzia Usa che monitora atmosfera e oceani, secondo cui il 2016 sembra non registrare alcun miglioramento. Tra gli altri episodi preoccupanti anche il massiccio scioglimento dei ghiacci e la maggiore diffusione di episodi di siccità.
L’anno più caldo di sempre – Il dossier conferma che il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre per la Terra, anche grazie all’intensità de El Niño che ha amplificato i trend di riscaldamento globale di lungo periodo. Il fenomeno, uno dei più intensi almeno dagli anni Cinquanta a questa parte, è infatti responsabile del riscaldamento delle correnti oceaniche. Il primo effetto è l’aumento delle temperature globali.
La Terra soffoca – Tra i record negativi c’è quello della maggiore concentrazione di gas serra di sempre. Il valore medio della CO2, ad esempio, registrato alle Hawaii ha superato per la prima volta le 400 parti per milione, la concentrazione più alta in 58 anni di misurazioni. Ma non solo: anche la temperatura della superficie globale si è “auto-superata” per il secondo anno di fila, aumentando di oltre un grado rispetto ai livelli preindustriali.
Oceani e ghiacciai in pericolo – Lo stesso discorso vale anche per la superficie degli oceani, la più calda di sempre. Il livello dei mari ora è di 70 millimetri più alto della media del 1993 e ha stabilito un nuovo record. Preoccupano anche la maxi riduzione dei ghiacciai e l’amplificazione degli eventi di forte siccità, aumentati dall’8% del 2014 al 14% del 2015.
In futuro inondazioni su Himalaya e siccità su Ande – Secondo un altro studio, condotto Politecnico federale di Losanna e pubblicato sulla rivista Pnas, se non si invertono subito i trend di inquinamento, sull’Himalaya e sulle Ande gli effetti del riscaldamento globale saranno “invertiti”. La catena montuosa asiatica nei prossimi decenni sarà infatti soggetta a inondazioni sempre più frequenti, mentre la cordigliera sudamericana vedrà acuirsi fenomeni di siccità. Gli esperti hanno preso in esame il bilancio idrico complessivo di due regioni montane simili – il Langtang in Nepal e lo Juncal in Cile -, che presentano vette di oltre seimila metri e ghiacciai. In base ai modelli climatici, da qui alla fine del secolo entrambe le aree subiranno un aumento delle temperature di 1-3 gradi nello scenario moderato e di 4-6 gradi nello scenario più estremo.
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Vita senza confini, senza tragedie
vita senza amori
nel pianto di ognuno, nel pianto della mia vita
vivo tranquillo, quando morte si appresta
quando non c’ è morta in abisso
quando tutti dormono senza assopire
nessuno è vita senza vita
senza malinconia e senza gioia
».

FELICE FISCHETTI
.
LA NEGAZIONE

E’ inutile mettere in guardia l’umanità dai pericoli globali che ci vengono dal cambio climatico come dai rischi derivanti dal sostenere Governi criminogeni che possono metterci nella terza guerra mondiale, possono attrarre il terrorismo internazionale o possono distruggere irrimediabilmente la nostra pallida democrazia. C’è un meccanismo psicologico di difesa insito in ciascuno chiamato “negazione”, che serve a contenere lo stress e che nega tutte le realtà che causano al cervello uno stress eccessivo da sopportare. Se questo meccanismo non ci fosse, ci sveglieremmo al mattino in preda al terrore pensando a tutti i modi in cui potremmo morire. Così la mente si concentra solo sullo stress che è in grado di gestire, rigetta paure esistenziali più grandi, si concentra su piccoli compiti e banalità quotidiane. Anche soggetti colti e intelligenti ricorrono alla negazione. Ciò che non puoi controllare puoi negarlo. Ecco perché i preveggenti come i catastrofisti restano inascoltati anche quando hanno ragione.
Se un giornale ti parla dello scioglimento dell’Artico come del proliferare delle guerre, è più facile passare ad un argomento più leggero che liberi la mente dal fardello della paura.
Nella mitologia, l’eroe che nega è l’estrema manifestazione della hybris (orgoglio e tracotanza). Nessuno è più superbo di colui che si crede immune dai pericoli del mondo. Dante denuncia la superbia come il peggiore dei 7 vizi capitali, punito nella prima corsia del Purgatorio.

http://www.brundisium.net/brun/wp-content/uploads/2014/03/superbia-hp.jpg

GIOVANNI ANSELMO (Entrare nell’opera)

http://news.mytemplart.com/wp-content/uploads/2014/04/entrare-nellopera-low.jpg

Sauro segnala:
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/08/05/abbiamo-istituzioni-da-terzo-mondo-e-se-non-cresciamo-e-colpa-loro-par/31396/

L’ITALIA NON CRESCE PERCHE’ ABBIAMO ISTITUZIONI DA TERZO MONDO

Lo dice la Bce: corruzione dilagante, incertezza del diritto, qualità della regolazione: il nostro ritardo dal resto del Vecchio Continente è impressionante, dice l’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea. Le cause della nostra crisi sono queste.

Francesco Cancellato

C’è un nido di gufi appollaiato sull’Eurotower (sede della Bce) di Francoforte? Questo verrebbe da pensare leggendo l’ultimo bollettino della Bce, pubblicato oggi, 4 agosto 2016. Soprattutto scorrendo i grafici del terzo articolo, dedicato al ruolo delle istituzioni nel garantire una crescita a lungo termine.
Premessa necessaria: il bollettino della Bce non è un documento qualunque, ma il principale strumento con cui Mario Draghi e i suoi colleghi interpretano la realtà, le lenti attraverso cui leggono le economie europee. E da cui fanno discendere le loro decisioni di politica monetaria.
Bene: se questo è il modo in cui si vede l’Italia da Francoforte dobbiamo incominciare a sudare freddo. Perché il quadro che emerge è devastante, per l’Italia. Una disamina brutale e feroce di tutti i nostri mali. Soprattutto, una doccia gelata per chi pensa che i problemi dell’Italia arrivino da fuori. (L’ultima barzelletta di Renzi è che se andiamo male la colpa è della Brexit). Quando invece sono dentro, al cuore del nostro sistema.
Istituzioni, le chiamano, gli economisti della Bce. E non si riferiscono a Camera e Senato, quanto piuttosto «all’insieme di norme e politiche tali da garantire una base di partenza comuni a tutti gli attori economici». Parliamo di efficienza della macchina statale, della qualità delle regole, della certezza del diritto, del controllo alla corruzione. Si tratta, secondo la Bce, del fattore chiave per far ripartire l’economia e l’occupazione.
E lo dimostra con un grafico che rende chiara la correlazione tra istituzioni efficienti e solide con la crescita dell’economia. È da quel grafico e da un successivo istogramma a colonne, che scopriamo di essere, assieme alla Grecia, il fanalino di coda dell’Europa, quelli con la peggior qualità istituzionale.

Qualità istituzionale ed efficienza dei mercati dei prodotto e del lavoro (2015)

Distanza dalla frontiera dei Paesi europei in termini di qualità delle istituzioni (2015)

Che poi, a osservare il grafico, si comprende chiaramente che non siamo solo tra gli ultimi degli ultimi, ma che chi ci precede, come la Slovacchia, la Slovenia e la Spagna, ha una qualità istituzionale complessiva molto maggiore della nostra. Per non parlare della Germania e della Finlandia, che guida la classifica.
Le conseguenze sono chiare e stanno nei numeri terrificanti della nostra economia. Numeri che non sono figli dell’austerità europea, della crisi globale…ma del modo in cui, negli ultimi vent’anni, abbiamo bombardato, dall’interno, la solidità istituzionale del nostro Paese.
Oggi, chi volesse investire in Italia, si trova in un Paese con un livello di corruzione endemica che difficilmente si ritrova in un Paese industrializzato maturo. In un Paese in cui la certezza del diritto è una chimera, dove molto spesso la carcerazione preventiva è una sorta di condanna anticipata e arbitraria. In cui le leggi cambiano di anno in anno, senza che vi sia la reale necessità di cambiarle, né tantomeno un monitoraggio che dimostri l’inefficacia delle norme che si vanno ad abrogare.

Crescita media della produttività totale dei fattori nel 1985-95 (blu) and 1995-2015 (giallo)

Correlazione tra qualità istituzionale e crescita in Europa (2015)

La produttività al palo – qui nemmeno la Grecia riesce a fare peggio di noi -, la disoccupazione stabilmente sopra il 10%, la crescita economica che non si schioda dallo zero virgola non sono che gli effetti più evidenti e tangibili di questo deficit istituzionale. E di riforme che si sono limitate – se va bene! – a tagliare i costi dell’inefficienza, non certo a cercare di colmare il divario tra noi e l’Europa civilizzata. Sarebbe servito tempo e fatica, del resto. E avevamo – anzi, abbiamo – alibi a sufficienza per evitarceli. Fino a che la realtà non bussa alla porta, ovviamente.
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I media sono pieni di donne trucidate o accoltellate o date alle fiamme dai loro compagni, ma tutto ciò è tollerabile, noi siamo l’Occidente cristiano. In fondo, basta che nessuno dei loro assassini gridi: “ Allah Akabr!” (Vauro)

GIOVANNI ANSELMO

IL PENSIERO UNICO RENZIANO

Intanto in RAI Renzi procede con le epurazioni. Tutti coloro che sono vagamente sospettati di critiche al Governo o di aprire sprazzi alle ragioni del No hanno a sparire. E’ dolce stil novo alla Erdogan. Non si è mai renziani abbastanza. Ormai non esiste più la destra e la sinistra, solo chi sdraiato sotto Renzi e chi no. Renzi è talmente terrorizzato dalla possibilità di un No al referendum che sta cambiando velocemente tutti i quadri della RAI al fine di avere una propaganda unica sul No (Erdogan evidentemente è il suo maestro). Segata anche una veterana dalla Rai, la Bianca Berlinguer che dirige il tg3 da 9 anni, rea di aver dato lo spazio di 79 secondi (79!!) alle ragioni del NO. Come fu segato Gianni per aver detto che la questione di Banca Etruria era ‘incestuosa’. Nel dispotismo renziano non solo non è ammessa la minima critica ma si deve silenziare qualunque voce alternativa al suo pensiero unico e assoluto. A Renzi non bastano gli yesman, ora ha impestato la Rai di cani da riporto. Se in tv non si può parlare del No, Mario Orfeo sul tg1 si estasia sulla seconda sede di Eataly a New York. Nulla sul drone partito contro la Libia da Sigonella che ci mette in una nuova guerra a due ore da noi, mentre Gli affari di Oscar Farinetti questi sì che sono notizie!
Ultime parole famose di Renzi: “Sbatteremo i partiti fuori dalla Rai!” Evidentemente tutti fuor che il suo. Ai lecchini le promozioni abbondano, Masi diventa direttore del tg3 per aver sbattuto Giannini fuori da Ballarò, peccato che Ballarò avesse un ottimo share. Ma Renzi lo share non interessa. Gli importa solo il pensiero unico, l’ossessione di ogni fascismo che bandisce qualsiasi alternativa. Sui media è tutto un fiorire di lazzi perché la Raggi è stata fotografata in terrazza in pigiama mentre sbatte il tappetino del figlio. Sono queste le vere offese alla democrazia per cui i piddini esultano. Scrive Daniele Romei: “Secondo Il Corriere, si vede da questo che è inadatta a governare”. Vuoi mettere l’eleganza di organizzare cene di finanziamento con quell’elegantone di Buzzi o di guazzare nel mare di Formentera come Boschi o di frequentare il resort di Briatore a Malindi cole la Melandri!”
Staino freme di diventare direttore dell’Unità (il diretto chi?) e effonde stra-renzismo. In una vignette dice la figlia di Bobo: “Ma non aveva detto: la politica fuori dalla RAI?” “Lui ci prova, ma è la RAI che lo implora di non lasciarla sola”. Insomma è come quelli che dicono: “Io non sono razzista, sono loro che sono neri”, così Renzi dice: “Io non sono un despota. Sono loro che si accovacciano”. Intanto però le epurazioni le ha fatte lui!
Viva il pensiero unico! L’assuefazione è primo sintomo dell’estinzione.
Quando Giannini osò dire che “sulla questione Boschi-Etruria c’è un rapporto incestuoso”, Masi di dimise da supervisore di Ballarò per protesta all’eccessiva critica al Governo. Ora Renzi lo premia facendolo direttore del tg3.
Mentre la RAI diventa sempre più un tappetino calpestato dal dittatore unico, si impedisce al Pm Di Matteo di candidarsi alla procura nazionale antimafia adducendo come scusa un errore nella compilazione di un modulo, errore ripetuto da altri due Pm comunque accettati. Ma Di Matteo indagava su altri rapporti incestuosi: la trattativa Stato-mafia per cui Napolitano pretese il rogo delle proprie intercettazioni, l’indagine non da poco sulla strage dei Georgofili, il massacro di Falcone e Borsellino, gli attentati di Riina, il ricatto allo Stato per ottenere l’abolizione del 41 bis…).
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Il vegliardo e ormai rimbambito Berlusconi tenta di risollevare Forza Italia sotto lo sbiadito Parisi, quello che è come Forlani, può parlare per ore senza dire nulla. Se questi sono i nuovi statisti del Paese c’è molto poco da sperare…Ma come fa Forza Italia ad essere malgrado tutto il terzo partito italiano? Sono misteri insondabili. Ancora più insondabile il fatto che se si riunisse alla Lega farebbe paura anche al Pd. E poi ci si meraviglia del successo negli Stati uniti di Trump!!
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