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Wednesday November 22nd 2017

Al via lunedì 8 l’edizione numero ventinove di Time in Jazz

Al via lunedunnamed-2ì 8 l’edizione numero ventinove di Time in Jazz
in programma fino al 16 agosto tra Berchidda e altri centri del nord Sardegna.
Si parte con il duo Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
in concerto su una nave della Sardinia Ferries in viaggio da Livorno a Golfo Aranci.
“Prologo”
all’insegna di Time in Sassari con il trio di Daniele di Bonaventura a Sorso (ore 18) 

e Cesare Picco al Parco di Monserrato a Sassari (ore 21,30).

*

Time in Jazz in rampa di lancio: lunedì 8 agosto prende il via il consueto appuntamento di mezza estate in Sardegna con il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, ma che come sempre coinvolge tanti altri centri del nord Sardegna: BortigiadasCalangianusChiaramontiIttiredduLoiri Porto San PaoloMoresOzieriPattadaPosadaSan TeodoroTeltiTempio Pausania e Tula sono quest’anno le tappe del circuito di concerti che vanno in scena nel mattino e nel pomeriggio in luoghi rappresentativi della realtà socio-culturale del posto o di valore storico o naturalistico. In questa ventinovesima edizione, inoltre, ed è una novità, la rassegna Time in Sassari, il consueto prolungamento di Time in Jazz in territorio sassarese, farà anche da “prologo” al festival, aprendo lunedì 8 la nove giorni di musica in terra sarda con due concerti in programma a Sorso e a Sassari, e poi chiudendo i giochi otto giorni dopo, martedì 16 con un altro doppio impegno, stavolta a Cheremule e all’Argentiera.

Proseguendo l’ideale percorso “anatomico” inaugurato due anni fa, dopo le edizioni all’insegna di Piedi e di Ali, Time in Jazz si riconosce stavolta sotto il titolo Occhi, spunto tematico e filo rosso per nove giornate di musica (e non solo). Il jazz internazionale è rappresentato da artisti del calibro del sassofonista americano Charles Lloyd e del clarinettista e sassofonista francese Michel Portal; la scena italiana trova invece spazio con il quintetto della cantante Ada Montellanico, il duo del clarinettista Gianluigi Trovesi e del fisarmonicista Gianni Coscia, il quartetto Four And More, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, i pianisti Alessandro Di LibertoAntonio ZambriniStefano Battaglia; il duo Musica Nuda della cantante Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, il progetto BAM del contrabbassista Marco Bardosciacon il quartetto d’archi Alborada e la pianista Rita Marcotulli.

In un programma sul tema degli occhi non poteva mancare la giusta attenzione per gli artisti non vedenti: ecco dunque il pianista americano Justin Kauflin, la coppia maliana Amadou & Mariam, la cantante e pianista italiana Silvia Zaru.

Il cartellone propone poi progetti “trasversali” come il duo Bugge Wesseltoft – Christian Prommer, o la “Norma” di Bellini riletta in chiave jazzistica da Paolo Silvestri e affidata all’esecuzione di un organico che mescola musicisti dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e dell’Orchestra Jazz della Sardegna con Paolo Fresu solista. E, ancora, progetti speciali come “Il tempo in posa”, con le foto di Pino Ninfa e la musica del pianista svedese Jan Lundgren, produzioni originali, come gli inediti duo del polistrumentista Mino Cinelu con lo stesso trombettista di Berchidda e con Rita Marcotulli, o come “Cecità”, un lavoro ispirato all’omonimo romanzo di José Saramago con l’attore Giuseppe Battiston e le musiche di Fresu e Daniele di Bonaventura. Un programma ricco e variegato, dunque, in cui trovano spazio anche il chitarrista Tuareg Bombino con il suo desert blues, il progetto Last Of Songs degli israeliani Irit Dekel e Eldad Zitrin, il pianista Cesare Picco, i poeti improvvisatori Bruno Agus e Salvatore Scanu, la Banda Bernardo De Muro e la Funky Jazz Orkestra di Berchidda.

All’ampia parte musicale del festival si affianca come di consueto il P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, con una rassegna di opere video a cura di Valerio Dehò ispirata al tema degli Occhi. All’insegna dello stesso leitmotiv è improntato anche un altro momento immancabile, la selezione di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu e dal gruppo cinema di Time in Jazz.

Non mancano nemmeno quest’anno varie iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale targate Green Jazz così come ritornano gli appuntamenti di Wine Book, gli incontri e le presentazioni di libri in alcuni caffè e bar del centro di Berchidda. 

È dunque un programma ancora una volta assortito e ricco di eventi quello messo in cantiere dall’associazione culturale Time in Jazz con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Assessorato del Turismo), della Fondazione di Sardegna, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda, di Sassari e degli altri centri interessati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Unione Europea/ progetto Caras, della Comunità Montana Monte Acuto, Forestas – Agenzia forestale regionale  per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna,  con la partecipazione di Corsica Ferries – Sardinia FerriesUnipol Gruppo, Ferruccio PoddaZedda PirasGeasarASCUNASBoche de Cheremule, Festival Creuza de MàAssociazione i-JazzEnte Musicale di NuoroFabSecautoMereu AutoMida rentNieddu trasportiMedtravel,  AMP Tavolara Punta Coda CavalloèAmbienteMuseo del Vino Tipografia TasTecnografica MGRPastificio Tanda&SpadaAzienda Agro Biologica Giuseppe Brozzu, Niedditas,   Le cantine del jazz (Atlantis, Consorzio San Michele, Tenute Aini, Sas Seddas).

·         Prologo: Time in Sassari

La nove giorni di musica e altro in terra sarda prende dunque il via con l’inusuale prologo all’insegna di Time in Sassari. Due gli appuntamenti in scaletta lunedì 8 agosto. Il primo è a Sorso, la cittadina a una decina di chilometri dal capoluogo turritano e a pochi minuti dal mare. Alle 18, al pozzo sacro di Serra Niedda è di scena Daniele di Bonaventura: autentico virtuoso del bandoneon, il musicista marchigiano ha incentrato sullo strumento a mantice una feconda produzione artistica e collaborazioni che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music. Qui lo troveremo in trio con due nomi di primo piano della scena musicale sarda: il chitarrista Marcello Peghin, col quale condivide una frequentazione artistica quasi ventennale, e il contrabbassista Salvatore Maltana.

In serata, alle 21.30, tappa a Sassari per il piano solo di Cesare Picco al Parco di Monserrato che, sotto il titolo “Secret light”, si presenta all’insegna del trinomio musica, luce artificiale, buio naturale (e che sostituisce il progetto inizialmente previsto, “Blind date – Concerto al buio” al Teatro Verdi, cancellato per motivi tecnici). Autore di balletti, opere liriche, progetti speciali e frequentatore trasversale di ogni ambito musicale, Cesare Picco si esibisce in tutto il mondo dal 1986. Pianista e compositore eclettico, ha collaborato con artisti come Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Taketo Gohara, Andrea Bocelli, Luciano Ligabue, Giorgia, Samuele Bersani, Pacifico e orchestre quali i Berlin Chamber Soloists, I Virtuosi Italiani, la Moscow State Symphony Orchestra. È ambasciatore per l’Italia di CBM, Ong internazionale impegnata nella lotta alla cecità.

·         Time in Jazz: si salpa con Musica Nuda

Time in Jazz salpa anche quest’anno (ed è l’undicesimo consecutivo) con un concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio lunedì 8 da Livorno (partenza alle 15,30) verso il porto sardo di Golfo Aranci (arrivo alle 21,55): protagonista il duo Musica Nuda, ovvero il riuscito sodalizio artistico della cantante Petra Magoni e del contrabbassista Ferruccio Spinetti, sulle scene da tredici anni, con un bagaglio di oltre mille concerti, sei dischi in studio, due live, un dvd e una serie di premi e riconoscimenti (tra cui la “Targa Tenco” nel 2006 nella categoria interpreti).

·         Martedì 9 agosto

Il festival entra a regime martedì 9 con tre diversi concerti in altrettante località. Si comincia alle 11 a Mores, nella chiesa campestre di Santa Lucia, con il piano solo di Alessandro Di Liberto “Inner conversation”: un viaggio introspettivo nel quale il pianista cagliaritano, tra composizioni originali, classici della tradizione americana e momenti di improvvisazione totale, attraversa le tappe fondamentali del suo percorso musicale, dallo studio del jazz alle contaminazioni con altri generi musicali.

Il pomeriggio porta la carovana di Time in Jazz al Museo Archeologico di Ittireddu dove è di scena, alle 18, la cantante Ada Montellanico con “Abbey’s Road – Omaggio a Abbey Lincoln”. Ad affiancarla in questo progetto, il trombettista Giovanni Falzone e tre talenti emergenti del jazz italiano: Matteo Bortone al contrabbasso, Ermanno Baron alla batteria e Filippo Vignato al trombone. Autrice e interprete tra le più importanti e innovative della scena jazzistica italiana, Ada Montellanico in questo tributo mette in risalto la forza narratrice, il carattere africano e la trasgressività del mondo sonoro di Abbey Lincoln (1930-2010), iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale oltre che attrice e attivista impegnata in seno alla comunità nera. “Abbey’s Road” è uno dei progetti Midjane, la panoramica sulla produzione artistica al femminile promossa dalla MIdJ, l’associazione nazionale dei musicisti jazz (di cui è presidente proprio Ada Montellanico).

Chiusura di giornata, alle 21,30 Calangianus, con il duo Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, in concerto alla chiesa di Santa Giusta (invece che all’ex-Convento dei frati cappuccini dove era originariamente in programma).

·         Mercoledì 10

Mercoledì 10 si apre alle 11 sul mare di Posada, alla Torre di San Giovanni, con “Cecità”, una produzione originale di Time in Jazz ispirata all’omonimo romanzo di José Saramago, storia di una misteriosa epidemia che rende ciechi uomini e animali di un intero paese. A dare voce e atmosfere sonore al libro dello scrittore portoghese (premio Nobel per la letteratura nel 1998), un originale terzetto che vede accanto alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu e al bandoneon di Daniele di Bonaventura l’attore Giuseppe Battiston .

Si resta sulla costa nordorientale della Sardegna, alle 18 allo Stagno della Peschiera nei pressi di San Teodoro, con un altro progetto originale del festival: il titolo, “Due per centotré e cinque”, allude alla somma dei tasti (duecentosette in tutto) degli strumenti a mantice dei due artefici del concerto che li vedrà per la prima volta insieme: ancora Daniele di Bonaventura con il suo bandoneon e Gianni Coscia, classe 1931, uno dei più grandi fisarmonicisti in attività.

In serata la musica approda anche a Berchidda: il compito di inaugurare la serie di appuntamenti in programma sul “palco centrale” del festival in Piazza del Popolo spetta al pianista americano Justin Kauflin, al centro di due diversi atti. Il primo, alle 21.30, è la proiezione (forse solo per la seconda volta in Italia) di “Keep on keepin’ on”, il pluripremiato documentario diretto da Alan Hicks e prodotto nel 2014 da Quincy Jones, che racconta l’avvincente storia di Justin Kauflin e del suo mentore, Clark Terry, il grande trombettista scomparso un anno e mezzo fa che lo aveva inserito, giovanissimo, nel suo ensemble. Dal grande schermo al palco: al termine del film Kauflin sarà al centro dei riflettori per un concerto di piano solo. E sarà un’occasione da non perdere per apprezzare il talento del trentenne musicista di Silver Spring, non vedente dall’età di undici anni.

Intorno alla mezzanotte e trenta, dopoconcerto al Museo del Vino di Berchidda con il sestetto Triple Point: Daniela Pes (voce), Dora Scapolatempore (arpa), Paride Pignotti (chitarra), John Bramley (pianoforte), Filippo Mundula (contrabbasso) e Alessandro Ruocco (batteria). Si tratta del gruppo formato dai migliori allievi della scorsa edizione dei seminari jazz di Nuoro, l’iniziativa didattica che si tiene ogni estate, dal 1989, nel capoluogo barabaricino, e che rinnova così, ancora una volta, la sua collaborazione con il festival di Berchidda. A precedere l’esibizione, un appuntamento di rito a Time in Jazz: la presentazione (In collaborazione con le “Cantine del jazz”: Aini, Atlantis, CSM, Sas Seddas) della bottiglia di vino da collezione che ad ogni edizione riproduce sull’etichetta l’immagine grafica del festival.

·         Giovedì 11

Reduce dall’impegno della sera prima a Berchidda, un altro piano solo attende Justin Kauflin giovedì 11 a Pattadaalle 18, nella Chiesa di San Giovanni.

All’insegna del pianoforte anche la mattinata: alle 11 a Ozieri, nella Cattedrale dell’Immacolata, è di scena Antonio Zambrini, un musicista che ha attirato l’attenzione di pubblico e critica con i suoi brani originali, apprezzati e talvolta riproposti da colleghi musicisti, anche di prestigio, come Lee Konitz, John Law, Stefano Bollani, Ron Horton e Rita Marcotulli. Brani, quelli del pianista milanese, in cui si possono trovare influenze della tradizione musicale-cinematografica italiana, dell’Impressionismo francese, dalla musica popolare anglosassone, dei ritmi dispari della musica balcanica e mediterranea, e naturalmente della tradizione jazzistica.

Alle 21:30, a Berchidda, si accendono nuovamente i riflettori in Piazza del Popolo per dare luce a due diversi set. Il primo è “Il tempo in posa”, un progetto che lega dal vivo le immagini scattate da Pino Ninfa, fotografo che ha fondato il senso del suo lavoro sull’interesse per la musica e per il sociale, con le note del pianista svedese Jan Lundgren, un artista capace di mettere la sua straordinaria tecnica al servizio della musicalità, integrando le più disparate influenze. Dedicato all’area mediterranea, “Il tempo in posa” si presenta come un viaggio dalla Sicilia alla Libia passando per l’Italia del Sud e la Sardegna, attraverso feste popolari, siti archeologici, città patrimonio dell’Unesco, il mare.

La seconda parte della serata riporta invece in scena Gianni Coscia, stavolta in duo con Gianluigi Trovesi: un sodalizio artistico ultraventennale, quello del fisarmonicista piemontese (di Alessandria) e del clarinettista-sassofonista (di Nembro), capaci di produrre sintesi sempre felicissime tra musica colta e popolare, sprigionando momenti di autentica passione nel ridisegnare in chiave jazz la tradizione folklorica.

·         Venerdì 12

Quattro jazzisti sardi di lunga esperienza e dai differenti percorsi artistici, per la prima volta riuniti insieme in un lavoro comune: si chiama Four And More il quartetto sotto la cui insegna si riconoscono il sassofonista Massimo Carboni, il pianista Alessandro Di Liberto, il contrabbassista Nicola Muresu e il batterista Paolo Sechi. Apriranno la quinta giornata del festival, venerdì 12 alle 11 nella chiesa di San Nicola a Bortigiadas, con un concerto incentrato su brani originali e sulla ricerca del massimo interplay.

Ancora una chiesa, quella di San Lorenzo (e non di San Pietro, come precedentemente previsto) a Tempio Pausania, fa da cornice all’appuntamento del pomeriggio (inizio alle 18): a tenere banco, il canto e il pianoforte di Silvia Zaru, artista non vedente di origini sarde. Nata a Milano nel 1973, diplomata al Conservatorio “Giuseppe Verdi” del capoluogo lombardo in Pianoforte, Didattica della Musica, Composizione e Jazz, conta sei dischi all’attivo: il più recente, “I like the sunrise”, uscito lo scorso aprile, la vede in compagnia di Massimo Colombo (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso) e Tommaso Bradascio (batteria).

Alle 21.30 sul palco di piazza del Popolo a Berchidda sale il duo formato dal pianista Bugge Wesseltoft, tra le figure di punta della vivace scena jazzistica norvegese, e Christian Prommer, uno dei migliori producer di musica elettronica e batteristi d’Europa, da quindici anni sulla scena techno e jazz crossover. Piano, batteria, percussioni e elettronica per un progetto con una forte componente di libera improvvisazione.

Spazio quindi alla “Norma” di Bellini riscritta in chiave jazzistica dal compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista Paolo Silvestri, un progetto che ha debuttato l’estate scorsa a Catania nell’ambito del festival I Art con l’esecuzione dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e Paolo Fresu come solista; a Berchidda verrà riproposto da un complesso di diciassette elementi che mescolerà musicisti di quella formazione siciliana e dell’Orchestra Jazz della Sardegna, sempre sotto la bacchetta di Silvestri e con il trombettista sardo alle prese con le melodie del capolavoro di Bellini.

·         Sabato 13

La sesta giornata del festival, sabato 13 agosto, comincia a mezzogiorno nei pressi di Loiri Porto San Paolo, sulla spiaggia di Porto Taverna, con il progetto BAM, acronimo formato dalle iniziali dei tre componenti dell’organico: il contrabbassista Marco Bardoscia, il quartetto d’archi Alborada, la pianista Rita Marcotulli. Un progetto nato da un’idea del primo e della violinista Sonia Peana e che si muove, originariamente, su brani originali dello stesso Bardoscia e alcuni adattamenti studiati personalmente per questa formazione, per arrivare a composizioni della Marcotulli e del Quartetto Alborada, in un crossover tra jazz, canzoni e musica da camera.

Ancora il pianoforte al centro del concerto pomeridiano con cui il festival fa scalo a Teltialle 18, nella chiesa di Santa Vittoria suona Stefano Battaglia, un altro nome di spicco della scena jazzistica italiana. Classe 1965, pianista attento al suono e alla melodia, forte di una solida preparazione musicale che l’ha portato dapprima a mettersi in luce in ambito “classico”, Stefano Battaglia conta un vasto curriculum di collaborazioni importanti e progetti propri, qualcosa come tremila concerti all’attivo, e una discografia di oltre cento titoli che gli ha fruttato premi e riconoscimenti in patria e all’estero. Nel 2004 ha inaugurato la collaborazione con la prestigiosa etichetta tedesca ECM, che ha pubblicato cinque album del pianista milanese: i due più recenti lo vedono alla testa dello stesso trio che sarà di scena domenica 14 a Tula.

Un inedito duo per una produzione originale di Time in Jazz al centro del primo concerto della serata in piazza del Popolo a Berchidda (sempre con inizio alle 21,30): reduce dall’impegno del mattino con BAM, Rita Marcotulli dialoga con Mino Cinelu, polistrumentista (ma in particolare percussionista) francese con radici paterne in Martinica: un artista eclettico e dai molti talenti, come testimonia anche il lungo e prestigioso elenco di musicisti con cui ha collaborato, in studio di registrazione e sul palco; artisti di ambiti diversi (jazz, funk, rap, electro, flamenco e pop) e del calibro di Miles Davis, Weather Report, Herbie Hancock, Sting, Lou Reed, Antonio Carlos Jobim, Brandford Marsalis, Cassandra Wilson, Dizzy Gillespie, Elton John, Gato Barbieri, Gil Evans, Kenny Barron, Laurie Anderson, Pat Metheny, Pino Daniele, Richard Galliano, Stevie Wonder, Wayne Shorter, Zucchero, per fare qualche nome.

Nel secondo set Time in Jazz cala l’asso: sulla ribalta di piazza del Popolo sale infatti Charles Lloyd, uno dei sassofonisti più importanti nella storia del jazz dell’ultimo mezzo secolo, qui alla testa del suo New Quartet con Jason Moran al pianoforte, Harish Raghavan al contrabbasso e Eric Harland alla batteria. Direttore musicale nel gruppo di Chico Hamilton e poi compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni Sessanta, Charles Lloyd ha guidato nella seconda metà del decennio una formazione storica (con un giovanissimo Keith Jarrett, tra gli altri membri) che ha registrato uno dei primi album jazz a vendere oltre un milione di copie. La sua capacità di coniugare lirismo espressivo con un senso di avventura musicale, l’ha portato anche a collaborare agli inizi dei Settanta con gruppi come i Doors, i Canned Heat, i Beach Boys. Oggi, a settantotto anni compiuti a marzo, Charles Lloyd continua a dare prova del suo spirito creativo e avventuroso sia in concerto che in una fitta produzione discografica che si arricchisce sempre di nuovi titoli: il più recente è “I Long To See You”, uscito lo scorso gennaio per la Blue Note.

·         Domenica 14 

È dedicata a Santa Lucia, compatrona di Berchidda e, per i devoti, protettrice degli occhi e della vista, la messa musicata in programma la mattina di domenica 14 (ore 9) nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano (patrono del paese). Ad accompagnare la funzione religiosa, l’enfant du pays Paolo Fresu al flicorno e gli archi del Quartetto AlboradaAnton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola, Piero Salvatori al violoncello. Nato nel 1996, il complesso ha un repertorio che, accanto alle composizioni originali per l’ensemble, privilegia la musica barocca e del Novecento con particolare attenzione per gli autori minimalisti. Accanto all’attività propria del quartetto, l’Alborada è da sempre impegnato in collaborazioni a progetti in ambito jazzistico.

Per Paolo Fresu altro impegno a mezzogiorno nella suggestiva cornice del Castello Doria a Chiaramonti, dove incontra Mino Cinelu che, dopo il duo della sera prima con Rita Marcotulli, sarà così parte di un nuovo, inedito dialogo in musica.

All’indomani della sua esibizione in piano solo a Telti, torma in azione anche Stefano Battaglia, stavolta a Tula, nella chiesa di Santa Maria di Coros (ore 18), e alla testa del suo collaudatissimo trio, con Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, con cui ha registrato tre album per l’etichetta ECM: “The River Of Anyder”, “Songways” e il più recente “In The Morning”. Un tributo, quest’ultimo, al compositore americano Alec Wilder (1907-1980), sulla cui opera Stefano Battaglia ha lavorato per anni, spaziando in modo trasversale dalle popular songs alle art songs, dalla musica per il teatro all’opera, dalla night music ai lavori per l’infanzia.

Altre sonorità e atmosfere, alle 21.30 in piazza del Popolo a Berchidda, con il progetto Last Of Songs della cantante Irit Dekel e Eldad Zitrin (sax, fisarmonica, piano), un sodalizio artistico nato cinque anni fa e consegnato alle tracce del primo, omonimo album: un disco caratterizzato dalla riuscita combinazione di differenti stili e colori musicali – jazz, folk contemporaneo, pop tradizionale – e con la convinzione dei due artisti israeliani che la musica sia un ponte tra differenti culture, senza differenze di religione, razza, colore e genere.

Poi, nella seconda parte della serata, sul palco di Berchidda piazza le tende Bombino con il suo desert blues. Goumar Almoctar, questo il nome all’anagrafe del chitarrista, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, in lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni ’60 – ’70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg; le sue melodie elettrizzanti trasudano un groove irresistibile, una versione del blues densa e magmatica.

Spenti i riflettori in piazza del Popolo, la vigilia di Ferragosto riserva una coda al vicino Parco della Musica con la Banda Bernardo De Muro di Berchidda e con l’altra formazione del paese a base di fiati, la Funky Jazz Orkestra. La scaletta prevede una prima parte con la Funky Jazz Orkestra alle prese con la “Freesuite”, un’idea originale del suo direttore Antonio Meloni e di Paolo Fresu, incentrata su brani scelti prevalentemente dal repertorio del quintetto storico del trombettista, debitamente arrangiati e rivisitati su misura delle caratteristiche espressive e tecniche dei ventidue elementi della formazione berchiddese. Previsti anche momenti in cui i due organici, la Banda e la Funky Jazz Orkestra, suoneranno insieme, e la partecipazione di solisti ospiti tra cui il trombonista Salvatore Moraccini e lo stesso Paolo Fresu. Poi spazio alla “storica” banda del paese, nata nel 1913 e fucina di tanti giovani talenti.

·         Lunedì 15

Come da tradizione, Time in Jazz saluta il giorno di Ferragosto nelle campagne intorno a Berchidda: il primo appuntamento è alle 11 nei pressi della chiesetta di Santa Caterina, dove, dopo una conferenza sui temi ambientali, il pubblico potrà ancora apprezzare Bombino, stavolta insieme al “padrone di casa” Paolo Fresu e ad Amadou, il chitarrista maliano atteso poi in serata sul palco di Piazza del Popolo per la festa finale insieme alla sua compagna d’arte e di vita, la cantante Mariam.

Al termine del concerto, come ogni Ferragosto, sarà possibile degustare i piatti della cucina locale nel tradizionale pranzo berchiddese nella vicina chiesa campestre di San Michele; qui, nel pomeriggio, ritorna dopo qualche anno di assenza dal festival la gara di poesia improvvisata in lingua sarda a cura di Paolo Pillonca: protagonisti i poeti Bruno Agus e Salvatore Scanu, insieme al ricordo di Mario Masala, il grande poeta improvvisatore scomparso lo scorso autunno che più volte è stato ospite di Time in Jazz.

La sera di Ferragosto, in Piazza del Popolo, è come sempre divisa in due parti. La prima, alle 21,30 (con ingresso a pagamento), porta sul palco il polistrumentista francese Michel Portal in trio con il batterista americano Jeff Ballard e il chitarrista beninese Lionel Loueke. Classe 1935, clarinettista e sassofonista dalla tecnica impeccabile, improvvisatore in costante ricerca di nuovi territori sonori da esplorare, interprete di maestri della musica contemporanea come Boulez, Stockhausen, Berio, e lui stesso compositore, Michel Portal è dai primi anni settanta una delle figure di primissimo piano del jazz europeo, ma nel suo curriculum figurano anche esecuzioni di pagine di Mozart, Brahms, Schumann, Berg e collaborazioni con compositori contemporanei come Boulez, Berio, Stochkausen, Kagel, accanto a esperienze “di confine”.

Altre sonorità caratterizzeranno la seconda parte della serata in piazza del Popolo quando, sgomberata la platea da tutte le sedie, e aperti i cancelli con ingresso gratuito, partirà la tradizionale festa di Ferragosto di Time in Jazz: a menare le danze, quest’anno, saranno Amadou & Mariam, la coppia di artisti del Mali (entrambi non vedenti) che ha saputo fondere le radici della ricchissima tradizione musicale africana con le sonorità del blues, del reggae e un senso melodico del tutto originale. “Sou Ni Title”, il loro primo disco registrato fuori dai confini del Continente Nero, è uscito nel 1998 arrivando velocemente a vendere centomila copie e facendo guadagnare ai due una posizione di tutto riguardo nel circuito della world music internazionale prima della consacrazione definitiva con l’album “Dimanche à Bamako”, del 2005: prodotto da Manu Chao, è uno tra i dischi africani più venduti di ogni tempo.

·         Epilogo: Time in Sassari

Calato il sipario a Berchidda, l’epilogo delle nove giornate di musica, così come il loro prologo, è all’insegna di Time in Sassari. Due gli eventi in scaletta martedì 16. Il primo, alle 18, è il concerto in solo di Michel Portal nell’area archeologica di Museddu, nei pressi di Cheremule, e sarà una ghiotta occasione per apprezzare le doti tecniche e la verve improvvisativa del polistrumentista e compositore francese.
Poi, per il loro ultimo impegno, Time in Jazz e Time in Sassari piantano le tende sulla spiaggia dell’Argentiera, sulla costa occidentale, a una quarantina di chilometri dal capoluogo turritano, teatro di una serata in due atti proposta in collaborazione con il festival letterario Sulla Terra Leggeri diretto dallo scrittore Flavio Soriga. L’apertura, alle 21:30, è all’insegna di “Scrittori da palco”, una sorta di “cabaret letterario” che coinvolge diverse voci della narrativa isolana: un gruppo di scrittori professionisti e occasionali, appassionati del palcoscenico che cambiano formazione ad ogni data, si danno il cambio al microfono uniti dal desiderio di raccontare storie senza annoiare il pubblico. Di scena, in questa occasione, Lalla Careddu, Bachisio Bachis, Nicola Muscas, Dario Dessì, Nicola Mameli, Pasquale Demis Posadinu, Eugenio Cossu, Giovanni Dessole, Paola Pilia, Elio Satta e lo stesso Flavio Soriga.
Poi il gran finale con il desert blues di Bombino per un caldo, coinvolgente arrivederci alla trentesima edizione di Time in Jazz.

·         PAV

Come sempre, il festival di Berchidda non è solo musica. Fanno parte integrante del cartellone le attività del P.A.V., Il Progetto Arti Visive, dedicato all’arte contemporanea a cura di Giannella Demuro e Antonello Fresu, che giunge al suo diciannovesimo anno di attività. Con il Centro Laber chiuso in vista dell’inizio dei lavori di riqualificazione dell’ex caseificio, sarà un’edizione meno ricca rispetto al passato, allestita in una parte degli spazi di Sa Casara, la futura sede di Time in Jazz di prossima apertura. Riprendendo il tema del festival, gli Occhi, il P.A.V. presenta una rassegna di opere video a cura di Valerio Dehò, che nel titolo, “Storia dell’Occhio”, ricalca quello del libro di Georges Bataille, che nel 1928, non senza provocare scandalo, indagava sulla perversione sessuale legata al voyeurismo, e dunque alla percezione visiva. 

Ancora una volta l’occhio, questa volta tagliato da un rasoio al centro della pellicola di “Un Chien Andalou” di Salvador Dalì e Louis Buñuel (1929), segue il percorso che il surrealismo e tutto il cinema nascente hanno riservato agli occhi, organo principe della percezione, limite tra il dentro e fuori nell’uomo, strada diretta verso il cervello: così è nelle opere di Man Ray “Les retour à la raison” (1923) e “Emak Bakia” (1926), e in quelle di Marcel Duchamp come “Anemic Cinema” (1926), in cui l’occhio è anche fonte di divertimento e di visioni. La visione astratta si unisce al suono in “Synchrony”, del canadese Norman Mclaren (1971), mentre il vedere, registrare, riprendere attraverso l’occhio artificiale di una cinepresa diventa ossessione maniacale e violenta per Michael Powell in “L’occhio che uccide” (1960). Suoni e immagini sono ancora una volta accostati e stravolti nelle due versioni di “Emak Bakia” di Man Ray riprese dai Radiohead (2011) e da Ortiz Morales nella sua “Psychotic Version” (2014).

·         Cinema

“Vedere Oltre” è il titolo e allo stesso tempo l’invito racchiuso nella rassegna cinematografica curata da Gianfranco Cabiddu e dal Gruppo cinema di Time in Jazz per questa edizione del festival dedicata agli “Occhi”, in cui sarà riproposta una rilettura di classici del grande schermo e di recenti documentari che riflettono il senso dello sguardo, dell’immagine, del vedere. I lavori che saranno proiettati al Cinema Santa Croce di Berchidda (dall’11 al 14 agosto, dopo la mezzanotte), molto diversi tra loro per tecniche di racconto e per temi trattati, hanno in comune il “vedere oltre”: oltre l’apparenza, oltre la realtà catturata da uno sguardo o da una macchina fotografica, oltre i propri limiti, oltre il visibile. Film capaci di mettere in relazione sensibilità e mondi spirituali interiori, con la meraviglia, i colori, e le storie. Dai classici “Blow Up” di Michelangelo Antonioni e “La Finestra sul Cortile” di Alfred Hitchcock al documentario “Alla ricerca di Vivian Mayer”, la scoperta di una delle più importanti fotografe del XX secolo, e infine a “Per altri occhi” di Silvio Soldini, un documentario che racconta la vita quotidiana di dieci antieroi tutti ciechi, che “vedono” chiaramente il loro destino e il mondo e seguono i loro sogni. Tutti film che mettono al centro la percezione, il vedere oltre, che nel nostro vivere quotidiano sempre più caotico è sempre più spesso “ignorato e mancante”.

·         Altri eventi

Il centro storico di Berchidda, si animerà nelle sere tra il 12 e 15 agosto, intorno alle 20, con gli appuntamenti musicali di Fuori Tempo, di cui saranno protagonisti formazioni e musicisti che proporranno produzioni d’autore e sperimentazioni musicali originali, esplorando sonorità tra jazz, rock, funky, elettronica e campionamenti. Si comincia l’11 agosto al Jolly Caffè con The Homemade Potato, e si prosegue il 12 con il Quasi trio al Bar K2 e Bar Centrale. Dopo una pausa di un giorno, Fuori Tempo torna il 14 agosto al Cafè Rosé con Zamuamumucs e Dj Cris per concludersi la sera del 15 al Bar Al Muretto con Spedicati.

·         Note al Volo

L’11 e 12 agosto al Time in Jazz music bar dell’Aeroporto Costa Smeralda di Olbia, alcuni artisti che fanno parte della programmazione musicale del festival troveranno un pianoforte su cui improvvisare un saluto in musica. Apre la serie l’11 mattina alle ore 12 lo svedese Jan Lundgren, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 18, sarà protagonista Antonio Zambrini. Il giorno seguente, venerdì 12, a mezzogiorno sarà il turno della cantante e pianista Silvia Zaru, e a concludere la rassegna, alle 16, il piano solo di Cesare PiccoSi intitola Note al volo l’iniziativa realizzata grazie alla pluriennale collaborazione di Time in Jazz con la Geasar, società di gestione dell’aeroporto olbiese.

·         Wine book

Tornano le presentazioni di Wine Book, spazio dedicato alle novità editoriali con aperitivo nei bar di Berchidda. La serie di appuntamenti si inaugura nel pomeriggio di venerdì 12 agosto (ore 18) presso il Bar Al Muretto, con “Le banditesse. Storie di donne fuorilegge in Sardegna” di Franco Fresi, uscito quest’anno per Il Maestrale: Tre ritratti di donne spietate vissute in diverse epoche storiche. Sabato 13 Winebook si sposta al Bar K2, dove il musicologo e etnomusicologo Gian Nicola Spanu presenterà il suo “Strumenti e suoni della musica sarda” un’opera omnia uscita nel 2014 per Ilisso, corredata di ricchissimo apparato iconografico,fotografico. Domenica 14, vedrà protagonista al Caffè Rosé la scrittrice Anna Castellino con il suo ultimo romanzo, “La bimba di Madame Fransé”, pubblicato lo scorso anno da Aipsa. L’ultimo appuntamento sarà il 15 presso il Bar Al Muretto per la presentazione di “Se ascolti il vento”, il romanzo di debutto di Franco Mannoni edito quest’anno da Arkadia.

·         Green Jazz

La sostenibilità ambientale e la riduzione dell’impatto del festival sul territorio sono diventati di centrale importanza per Time in Jazz, che da sette edizioni prosegue e consolida il suo impegno a favore dell’ambiente attraverso Green Jazz, un progetto di sensibilizzazione che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2.

Lo sviluppo di una coscienza ambientale nell’ambito di Time in Jazz nasce da originali progetti come i concerti nei boschi del Limbara e nelle chiesette campestri, che hanno stimolato una maggiore consapevolezza sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, portando, anche grazie al supporto di partner e sponsor locali, alla realizzazione di iniziative volte a tutelare un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore.

Green Jazz è presente anche in questa edizione del festival con stand e azioni di sensibilizzazione ambientale per la promozione di buone pratiche per il contenimento dell’impatto ambientale.
Prosegue, per la riduzione delle emissioni di CO2, il progetto Light for music, che grazie a un impianto fotovoltaico mobile produce energia per alimentare i concerti sia nelle chiese campestri sia negli altri “teatri” all’aperto della manifestazione e prosegue anche il costante impegno per la riduzione dei consumi energetici audio e luci del palco centrale di Piazza del Popolo.
Per ridurre i rifiuti, saranno allestite nei luoghi del Festival le Isole ecologiche di Green Jazz, spazi dedicati alla raccolta differenziata con contenitori realizzati in materiali di recupero. Buone pratiche per il risparmio energetico e idrico sono suggerite anche dai promemoria di Green Bed, diffusi nelle strutture ricettive.

In collaborazione con FoReSTAS (Agenzia FOrestale REgionale per lo Sviluppo del Territorio e dell’Ambiente della Sardegna) in Piazza del Popolo sarà creato un percorso vegetale che guiderà alla scoperta della flora locale. FoReSTAS sarà presente anche con un suo stand per fornire informazioni su ambiente e territorio.

In collaborazione con l’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo verrà allestito un laboratorio per bambini dal titolo gli Occhi del Mare curato dal personale dell’area marina protetta che si terrà nei cortili di Casa Sanna il 14 agosto dalle ore 17 alle 19.

Fanno parte delle azioni Green Jazz anche la promozione e valorizzazione dei prodotti della tradizione enogastronomica locale a “chilometro zero” preparati in collaborazione con lo chef Elia Saba, presidente dell’Unione Cuochi Sardegna e sostenute quest’anno grazie alla collaborazione storica con il pastificio Tanda&Spada (www.tandaespada.it), l’azienda agro biologica Giuseppe Brozzu (www.giuseppebrozzu.it) con l’olio extravergine “Meliddu”, e la CPA Arborea con le cozze “Nieddittas” (www. nieddittas.it).

Per sensibilizzare il pubblico a ridurre l’uso delle auto durante i giorni del festival, e dunque le emissioni inquinanti, Time in Jazz incoraggia le soluzioni alternative di condivisione dell’auto e del viaggio per raggiungere il festival e le diverse sedi dei concerti, come il carpooling, (attraverso portali come Blablacar o Clacsoon), l’uso del treno, o di altri mezzi non inquinanti.

Prosegue inoltre il monitoraggio dei consumi e delle emissioni del festival Time in Jazz per valutarne l’impatto ed il costo ambientale di ogni suo aspetto. La congiuntura economica non favorevole non ha permesso di attivare per questa edizione alcune azioni di riduzione degli impatti ambientali legate all’uso di materiali e servizi più costosi rispetto alle alternative standard di mercato e non legati invece ad abitudini comportamentali che non passano per le quotazioni di mercato. In particolar modo l’uso di stoviglie biodegradabili e il servizio navette gratuito, fermo già purtroppo da alcune edizioni, non saranno parte delle azioni green del festival, tuttavia l’invito alla tutela dell’ambiente con la condivisione dei passaggi e la raccolta differenziata sono la risposta culturale del festival e del pubblico del festival a questo handicap economico.

·         Info

Biglietti e abbonamenti per il festival si possono acquistare online su circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati. L’ingresso è a pagamento solo per i concerti serali che si tengono in piazza del Popolo, gratuito per tutti gli altri appuntamenti.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079704731 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Per il calendario completo del festival e altre notizie: www.timeinjazz.it – www.facebook.com/timeinjazz.

* * *

Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Milano, 18 – 07022 Berchidda
tel. 079 70 47 31 – fax 079 70 30 07
e-mail: info@timeinjazz.it
www.timeinjazz.it

Ufficio stampa:
RICCARDO SGUALDINI
tel. 070 34 95 415 – cell. 347 83 29 583
e-mail: tagomago.1@gmail.com

FRANCESCA BALIA
cell. 347 97 54 558
e-mail: francesca.balia@gmail.com

Festival internazionale
Time in Jazz
XXIX edizione
“Occhi”
Berchidda (OT)
e
Bortigiadas, Calangianus, Chiaramonti, Ittireddu, 
Loiri Porto San Paolo, Mores, Ozieri, Pattada, Posada,
San Teodoro, Telti, Tempio Pausania e Tula
08 > 16 agosto 2016
con la direzione artistica di
Paolo Fresu

·         Lunedì 8 agosto

Traversata marittima Livorno > Golfo Aranci – partenza ore 15.30 > arrivo ore 21,55
Petra Magoni & Ferruccio Spinetti > Musica Nuda
in collaborazione con Sardinia Ferries
 
 
·         Martedì 9 agosto

Mores, Chiesa di Santa Lucia – ore 11
Alessandro Di Liberto piano solo > “Inner conversation”

Ittireddu, Museo archeologico – ore 18
Ada Montellanico Quintetto featuring Giovanni Falzone> “Abbey’s Road – Omaggio a Abbey Lincoln”
progetto Midjane

Calangianus, Chiesa di Santa Giusta – ore 21.30
Petra Magoni & Ferruccio Spinetti > Musica Nuda

·         Mercoledì 10 agosto

Posada, Torre di San Giovanni – ore 11
Giuseppe Battiston, Paolo Fresu & Daniele di Bonaventura > “Cecità” di José Saramago
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

San Teodoro, Stagno della Peschiera – ore 18
Gianni Coscia & Daniele di Bonaventura > “Due x centotré e cinque”
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30
“Keep on keepin’ on”
Proiezione del documentario di Alan Hicks con Clark Terry e Justin Kauflin

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23

Justin Kauflin piano solo

Berchidda, Museo del Vino – ore 00.30

Presentazione della bottiglia da collezione di Time in Jazz
In collaborazione con le “Cantine del jazz”
a seguire:

Triple Point

gruppo dei migliori allievi del Seminario Nuoro Jazz 2015

·         Giovedì 11 agosto

Ozieri, Cattedrale dell’Immacolata – ore 11
Antonio Zambrini piano solo

Pattada, Chiesa di San Giovanni – ore 18
Justin Kauflin piano solo

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30
Pino Ninfa & Jan Lundgren > “Il tempo in posa”

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23

Gianluigi Troves-Gianni Coscia Duo
 
 
·         Venerdì 12 agosto

Bortigiadas, Chiesa di San Nicola – ore 11
Four and more

Tempio Pausania, Chiesa di San Lorenzo – ore 18
Silvia Zaru voce e piano solo > “I like the sunrise”

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30
Bugge Wesseltoft & Christian Prommer

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23
Paolo Fresu con Paolo Silvestri e Orchestra Jazz del Mediterraneo – Orchestra Jazz della Sardegna > “Norma”
 
 
·         Sabato 13 agosto

Loiri Porto San Paolo, spiaggia di Porto Taverna – ore 12
BAM – Marco Bardoscia, Alborada String Quartet & Rita Marcotulli
 
Telti, Chiesa di Santa Vittoria – ore 18
Stefano Battaglia piano solo

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30
Rita Marcotulli – Mino Cinelu Duo
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz
 
Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23
Charles Lloyd New Quartet

·         Domenica 14 agosto

Berchidda, Chiesa parrocchiale di San Sebastiano – ore 9
Santa messa con Alborada String Quartet & Paolo Fresu > “Lucia e gli occhi santi”
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz
 
Chiaramonti, Castello Doria – ore 12
Paolo Fresu – Mino Cinelu Duo
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

Tula, Chiesa di Santa Maria di Coros – ore 18

Stefano Battaglia Trio

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30

Irit Dekel & Eldad Zitrin > Last Of Songs

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23
Bombino

Berchidda, Parco della Musica – ore 24
Banda Musicale “Bernardo De Muro” di Berchidda & Funky Jazz Orchestra “Free Suite”
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

·         Lunedì 15 agosto

Berchidda, Chiesa di Santa Caterina – ore 11
GreenTalk – conferenza sui temi ambientali del festival

a seguire:

Bombino, Paolo Fresu & Amadou
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

Berchidda, Chiesa di San Michele – ore 13.30

Pranzo tipico berchiddese

Berchidda, Chiesa di San Michele – ore 18

Gara poetica sul tema del ventinovesimo Festival Time in Jazz
con gli improvvisatori in limba Bruno Agus & Salvatore Scanu
(dedicata a Mario Masala)
a cura di Paolo Pillonca
produzione originale del Festival internazionale Time in Jazz

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30

Michel Portal Trio

Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23
Amadou & Mariam
Festa di Ferragosto

·         Altri eventi

11 > 15 agosto Berchidda, Centro Laber
Rassegna di film a cura di Gianfranco Cabiddu

Berchidda, luoghi vari
I progetti di Green Jazz > stand, laboratori, iniziative di sensibilizzazione ambientale

12 > 15 agosto – Berchidda, luoghi vari
“Wine Book” – Presentazioni-aperitivo di novità editoriali 

12 > 14 agosto – Berchidda, itinerante e postazioni fisse – ore 19.00
Funky Jazz Orchestra

11 e 12 agosto – Olbia, Aeroporto Costa Smeralda – orari vari
“Note al volo” > improvvisazioni musicali con gli artisti del festival 2016
in collaborazione con Geasar

 

Time in Sassari
X edizione
un preludio e un prolungamento del XXIX Festival Time in Jazz
Sassari, Cheremule, Sorso, Argentiera 
8 e 16 agosto 2016
con la direzione artistica di
Paolo Fresu

·         Lunedì 8 agosto

Sorso, Pozzo Sacro Serra Niedda – ore 18
Daniele di Bonaventura Trio > “Per adesso Tre”

Sassari, Parco di Monserrato – ore 21.30
Cesare Picco piano solo > “Secret Light”

  • Martedì 16 agosto


Cheremule, Museddu – ore 18
 
Michel Portal solo

Sassari, Argentiera – ore 21.30
Scrittori da palco
in collaborazione con il festival Sulla terra leggeri
a seguire:
Bombino

Amadou et Mariam session studio Amadou et Mariam
session studio

Bombino (s)

Cesare_Picco_1s

Charles Lloyd (s)

Daniele Di Bonaventura (@Andreas Brugger)02 (s)

PETRA MAGONI e FERRUCCIO SPINETTI Eutropia Festival Citta' dell'Altra Economia Roma 25 Luglio 2014 PETRA MAGONI e FERRUCCIO SPINETTI
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