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Friday November 17th 2017

MASADA n° 1741 28-2-2016 CIRINNA’ E ALTRI ORRORI

MASADA n° 1741 28-2-2016 CIRINNA’ E ALTRI ORRORI
Blog di Viviana Vivarelli

C’era GIà una maggioranza di 199 voti palesi per far passare la Cirinnà in modo regolare e gli emendamenti si erano ridotti a 500, smaltibili in 500 giorno con democratica discussione in Senato, ma Renzi ha voluto far passare una legge sui diritti civili alla fiducia, riducendola a una barzelletta e imbarcando i verdiniani- I media non hanno saputo far altro che attaccare il M5S per colpe inesistenti come l’incostituzionale canguro – Invece di dare la parità di diritti ai gay la Cirinnà sancisce il loro essere cittadini di serie B – Per i loro figli è lo stesso – Chi sono gli alleati inqualificabili di Governo: Alfano e Verdini – Un Governo sempre più a destra – Un Papa che se ne lava le mani – Il giuramento di fedeltà assoluta dei verdiniani, alla faccia della libertà di mandato! – La risata omerica dei giornalisti quando Renzi si è vantato dei successi di due anni di governo – Ma quale riduzione di tasse? Ci sono 45 miliardi di tasse in più – L’OCSE smentisce Padoan: non è vero che Il Pil crescerà dell’1,6 % – 23 giugno: referendum inglese sull’Europa – Il referendum sulle trivelle – L’intramontabile corruzione della Lega – Dove siamo ultimi

Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l’uomo, poi l’uomo e ancora il maiale:
ma era ormai impossibile dire chi era l’uno e chi l’altro
”. (Orwell)

La prima conseguenza della Cirinnà è che da ora avremo più diritti ma saremo meno uguali. E va detto, bisogna essere consapevoli che è la prima volta che lo stato italiano sancisce nero su bianco la diversità (di diritti) degli omosessuali. Prima era solo nei fatti. Ora è legge». (Piergiorgio Paterlini su Facebook)
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Monica Cirrinnà: “Sto pagando le porcate di certi renziani che volevano un premietto. Pago le delusioni di chi, e sono tanti, nutriva forti aspettative nell’ultimo rimpasto di Governo. Stavano tutti lì ad aspettare una promozione. Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario… E allora sono scattate volgari ripicche, atteggiamenti disgustosi in Aula e fuori“.
Non lascerò che il mio nome sia associato ad una legge porcata”. (Poi però lo ha fatto)

Airolo, 5STELLE: “La legge che avete modificato è una schifezza. Andate tutti a fanculo!”
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Renzi: “Ha vinto l’amore”.

AL SENATO PASSA LA CIRINNA’

Passa la legge Cirinnà sulle unioni civili al Senato con 173 voti. Passa alla fiducia, senza discussione parlamentare, ma con un enorme dibattito sui media che hanno falsato tutta la sostanza della parità di diritti per le coppie gay, deviando l’attenzione principalmente sull’utero in affitto di cui la legge non parlava. Alle 98 piazze dei gay che reclamavano parità di diritti, totalmente ignorate dai tg, si è contrapposto il Family day a Roma incentivato dalla CEI, dalla cifre contestatissime, ma a cui i media hanno dato un risalto esagerato. Il Papa ha detto che non voleva interferire con le leggi dello Stato, ma non ha detto verbo ai vescovi e ai cardinali peggiori che hanno promosso una vera rivolta omofoba e bigotta, mentre il cardinal Bagnasco chiedeva il voto segreto al Senato.
Poiché all’interno del M5S si erano alzate molte voci di rifiuto dell’adozione del figliastro da parte del coniuge gay, Grillo ha lasciato libertà di coscienza ai suoi senatori, ma, per quanto solo due si fossero dichiarati avversi a questo articolo, di nuovo i media lo hanno attaccato come fosse lui il distruttore della Cirinnà.
Renzi aveva fin dall’inizio 199 voti a favore della legge nella sua interezza e avrebbe potuto sbrigare in tre giorni gli emendamenti leghisti ridotti a 500, con discussione democratica parlamentare e voto palese, ma ha preferito far credere che i voti mancassero e che quelli dei 5stelle fossero altamente insicuri, così da aprire la maggioranza a Verdini e ai suoi 19 fuorusciti da Forza Italia.
In questo modo la legge è stata imposta alla fiducia, senza discussione parlamentare, accontentando Alfano che ha preteso lo stralcio dell’adozione del figliastro e il non obbligo della fedeltà e aprendo ad altri berlusconiani con uno ulteriore scivolamento a dx della maggioranza.
Il Pd e i media hanno preso a pretesto il diniego del M5S al canguro per un attacco forsennato come se essi intendessero boicottare la legge. In realtà sono stati gli unici assieme a Sel a difenderla nel suo impianto originario ma i troll a libro paga di Renzi si sono scatenati in una campagna aggressiva e ossessiva mentre in televisione si sentivano
I 5stelle escono dall’aula. Avevano dichiarato sin dall’inizio che non avrebbero votato nessuna manipolazione della legge originaria, e così hanno fatto. La legge al Senato è stata profondamente snaturata. I gay non conseguono la parità di diritti anzi la legge sancisce la loro diversità. La loro unione di coppia non è parificata al matrimonio eterosessuale.

Nel Parlamento uscito dalle elezioni politiche del 2013 il PD non ha la maggioranza assoluta né alla Camera (dove ha 301 seggi su 630) né al Senato (dove ha 111 seggi – più uno, del presidente Grasso – su 315). Sebbene alla Camera al PD basti convincere pochi deputati per avere il sostegno della maggioranza assoluta su qualsiasi provvedimento, al Senato gli equilibri sono molto diversi. Senza Verdini Renzi dovrebbe andarsene, ma è ovvio che con lui la maggioranza è cambiata, per cui Renzi dovrebbe salire al Quirinale e avvertire il Presidente della Repubblica. Addio Pd, ecco il Partito della Nazione che imbarca dx e riciclati in tutta Italia. Se si fosse fatta una votazione regolare, la maggioranza per la Cirinnà ci sarebbe stata, ma Renzi aveva deciso di stralciarla fin dall’inizio. Notiamo che per 9 volte era stata chiesta la votazione in aula e per 9 volte era stata rifiutata. Verdini è ormai organico al Governo renziano; l’operazione trasformista è completa! Senza la dx di Alfano, 32 voti, e senza Verdini e i suoi 19 voti, Renzi al Senato non avrebbe la maggioranza.
Verdini ha giurato che lui e i suoi 19 voltagabbana voteranno a occhi chiusi qualsiasi legge Renzi voglia imporre. Alla faccia della libertà di mandato su cui i piddini strepitano assai!
Per i 5stelle la legge votata è una schifezza e dice che siamo solo agli inizi della lotta per la parità dei gay agli etero. I gay restano ancora cittadini di seconda classe, anzi la legge sancisce proprio la loro diversità. Se prima erano cittadini di serie B di fatto, ora lo sono per forza di legge.
Renzi ha sbandierato che ‘L’amore vince”. In realtà vince l’amore per il potere. Vince l”intrigo. Vince la dx peggiore.
La discussione sulla Cirinnà con tutte le accuse al M5S perché non accettava il supercanguro che avrebbe falciato tutti gli emendamenti richiesti e che era palesemente antidemocratico, già giudicati incostituzionale nel marzo 2015 e rifiutato dallo stesso presidente del Senato, ha riempito i giornali di diffamazioni mentre nelle segrete stanze si svolgevano le trattative tra i 19 senatori ex berlusconiani portati a fianco di Renzi da Verdini, con tutte le promesse necessarie di posti di potere per i nuovi alleati.
Ora la maggioranza ha fatto un altro passo verso dx. Il Governo Renzi ha perso quella maggioranza nominativa dei partiti che dovevano far parte del suo Governo e secondo cui ha ottenuto l’incarico dal Presidente della Repubblica e siccome non ha più la maggioranza iniziale, dovrebbe salire al Quirinale.
Senza la dx di Alfano, 32 voti, e senza Verdini e i suoi 19 voti, Renzi al Senato non ha la maggioranza (ecco perché lo vuole trasformare in un Governo di ‘nominati’). Ha solo 143 voti mentre per avere la maggioranza in Senato ne occorrono più di 161. Il che vuol dire che Renzi è molto a rischio e dipende dai ricatti di pochissime persone che possono chiedergli quello che vogliono. La cosa è particolarmente turpe, visto anche che, se avesse presentato la Cirinnà così com’era, nella sua interezza, avrebbe avuto subito la maggioranza dei voti senza sottostare a ricatti. Ma fin dall’inizio, con tutti i rimandi, i veti alla discussione in aula, le lentezze e le false piste, ha scelto esattamente la strada dello spostamento a dx, usando la Cirinnà come arma di diffamazione contro i 5stelle, che sono 35. 143 + 35 dava 178 ma i conti dei senatori consenzienti davano una cifra molto superiore da subito: 199, con la certezza matematica che la Cirinnà sarebbe passata così com’era, ma tutto è stato stabilito fin dall’inizio perché andasse come è andata, cioè nel modo peggiore.
Così Renzi ha ottenuto un triplice scopo: spostare il Governo ancora di più a dx, umiliare il Parlamento e diffamare, con la scusa del veto al canguro peraltro illegittimo, i 5stelle. C’è in tutto questo una furbizia e una cattiveria notevoli. Nulla di cui rallegrarsi o dire “Ha vinto l’amore”.
Con la sconcia conduzione della Cirinnà dove la maggioranza c’era sin dal principio e si poteva evitare la porcheria che è stata fatta, tutto è stato esattamente voluto per spostare ancora più a dx la formazione del Governo.
Così Renzi il furbastro è riuscito ad aumentare lo scollamento tra voto elettorale e formazione del Parlamento.
Non solo già prima, con un capo del Governo che non è mai stato eletto e una formazione del Parlamento frutto di inciuci e voltagabbana, mancava la corrispondenza tra il voto popolare e i suoi rappresentanti democratici, adesso questo scollamento è ancora aumentato e siamo governati sempre più da gente che le elezioni le ha perse e sta al potere solo grazie ai patti infami con Renzi, gente che si è venduta per interesse, per di più tutt’altro che pulita, che è carica di pendenze penali e che gli Italiani non avrebbero eletto mai.
Sulla Cirinnà si è consumato un patto infame che è esattamente il contrario di ogni democrazia. E a questo patto infame i piddini assieme ai media hanno messo il loro sporco suggello.
Il canguro era stata dichiarato INCOSTITUZIONALE nel marzo 2015 ed era stato rifiutato dallo stesso presidente del Senato Grasso. Tutta la manfrina dei media che hanno accusato i 5stelle di ogni immondezza per non essersi prestati a tale intervento ILLEGITTIMO è stata spregevole e contro la legge. Il canguro deve sparire! I 5stelle lo hanno rifiutato per l’Italicum e sarebbero stati dei vili se lo avessero accettato adesso per loro comodo. Eppure i media si sono accaniti contro di loro e in tv sono passate diffamazioni incredibili di una barbarie e di un accanimento indegni di un paese civile
Non si mette la fiducia sui diritti civili ! E’ iniquità obbligare il Parlamento ad accettare obtorto collo qualsiasi porcheria col ricatto della fiducia, è un atto antidemocratico di cui Renzi abusa, ancora peggio quando si tratta della parità di diritti di tutti i cittadini davanti alla legge. Qui si calpesta l’articolo 3 della Costituzione. E c’è poco da vantarsi visto che nemmeno ora i gay sono persone pari alle altre. Ogni apartheid è una infamità da barbari, ma per Renzi non solo il Senato è da mettere sotto i piedi, ma l’intero Parlamento. Il suo livello di democrazia sta a zero.
Renzi poteva vincere subito facilmente,199 voti contro 121, voto palese e la Cirinnà passava subito, e Renzi avrebbe potuto allineare l’Italia, almeno sui diritti civili, ai Paesi più moderni d’Europa, sia pure con un ritardo di 20 anni, rispettando l’art. 3 della Costituzione che comanda che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge ma ha preferito umiliare di nuovo il Parlamento con una legge imposta e orrenda. Invece ha calpestato la volontà elettorale con una alleanza contro natura allargando ancora di più il Governo verso dx e scegliendo i ricatti dei verdiniani come se non bastassero quelli degli alfaniani, e non stiamo parlando della parte migliore del Paese. Ha buttato nel cesso la democrazia per gli intrighi, i patti preelettorali con la Chiesa più retriva, con i peggiori detentori del capitalismo europeo, con la dx di Berlusconi, con i voltagabbana e i poltronisti.
Tutto era stabilito fin dal principio, fin da quelle 3 ore di colloquio ad Arcore, nel dicembre 2010, con cui B garantiva a Renzi la scala al potere e in cambio gli chiedeva sicurtà per i suoi processi, un Governo ultraliberista, la distruzione della sx sin nei fondamenti, il patto del Nazareno, l’allargamento del Governo inglobando sempre più la dx contro ogni responso popolare.
E così il trasformismo del Governo Renzi ha conseguito lo scopo che un voto elettorale a sx ha come risultato un Governo di dx ! Fantastico!
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In verità il regolamento del senato considera maggioranza la metà più uno dei presenti.
E siccome i presenti erano 243, Renzi avrebbe avuto la maggioranza anche senza associare al Governo Verdini e i suoi, il che dice che, primo: non si fida dei suoi, secondo: che voleva in tutti i modi aprire a dx ai verdiniani.
Ma se si considera che fin dall’inizio avrebbe avuto 199 voti anche senza canguro e fiducia, il suo intento a svoltare a dx diventa ancor più palese. E chiaro che i nuovi associati voteranno qualsiasi cosa lui voglia in cambio della poltrona e saranno più fedeli di Zanda.

Paola Nunes. 5stelle
Renzi ha preferito umiliare di nuovo il Parlamento e gli Italiani, mettendo la FIDUCIA su di una legge PARLAMENTARE, su Diritti Inviolabili, e svilendo una legge che già era ai minimi termini, la più MODERATA d’Europa; cercando un alibi nella COERENZA e nella LEGALITA’ del m5stelle.
Paradosso tutto italiano, essere valutati inaffidabili per ECCESSO di coerenza e per RISPETTO dei principi inviolabili, primo tra tutti quello della Democrazia.
Ma allora PERCHÉ?
Perche era già tutto deciso e PREMEDITATO, Renzi era da tempo, se non da sempre che voleva fare questa legge con Alfano e Verdini, stralciando l’adozione del figliastro, cercava solo un ALIBI, e lo ha trovato in un CANGURO incostituzionale ed illegittimo.
I piddini si sono sgolati parlando di voltafaccia di Grillo, ma l’unico voltafaccia è come sempre quello di Renzi che dice di voler fare una cosa e poi fa sempre il suo opposto.
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Alessandro Gilioli
La legge sulle unioni civili aveva anche (se non fondamentalmente) lo scopo di stabilire che chiunque, in questo Paese, ha pari diritti indipendentemente dall’orientamento e dal genere. Almeno, questa era la battaglia complessiva, cioè quella che riguardava tutta la società nel suo complesso. Una battaglia di civiltà per tutte e tutti. Sarebbe molto ipocrita negare ora che questa battaglia è stata totalmente persa. Dal punto di vista di ciò che la legge sdogana in termini di principi, stiamo perfino peggio di prima: prima una minoranza veniva ignorata, nei suoi diritti; ora si è deciso ufficialmente che ha meno diritti degli altri. Come se ai tempi dell’apartheid, ai neri fosse stato concesso di salire sugli autobus dei bianchi, ma scrivendo nella Costituzione che dovranno cedere ai bianchi il posto a sedere. Una cosa così. Alfano fa comodo. Fa comodo perché si può attribuire a lui quello che in realtà vuole mezzo Pd, quello centrista e cattodem. Fa comodo perché gli si proiettano responsabilità che invece sono proprie. Fa comodo perché parla la stessa lingua del Pd. Renzi poteva facilmente liberarsi di Alfano, dopo le primarie Pd del dicembre 2013. Sull’onda di quel successo avrebbe ottenuto facilmente la maggioranza assoluta dei seggi anche al Senato. Ha preferito tenerselo, usandolo come recipiente per scaricare le tensioni interne al suo partito. In questi giorni si è visto in modo plastico. e
E circa l’ingresso dei verdiniani in maggioranza, ricordo lo sdegno dei miei amici del Pd quando i vari Villari, Scilipoti e Razzi lasciarono il centrosx per tenere in piedi con i loro voti Berlusconi. Non so, si chiedano cosa ci sia di meglio, in questo loro trasformista alleato senza scrupoli. Se lo chiedano in onestà intellettuale. E guardino, se riescono, come sono finiti.

La scrittrice Michela Murgia
“La legge ottenuta è un regresso, perché prima si potevano ottenere tutti i diritti derivanti dallo stato di famiglia ora viene concesso qualcosa ma non in base a un vero matrimonio, dunque in un modo che può essere contestato. La legge è poco più che un contratto civile tra privati. Alcuni diritti, quelli fondanti, sono stati esplicitamente esclusi da ogni speranza e questo è molto grave. La legge afferma decisamente che un accordo tra omosessuali NON è una famiglia. La discriminazione rimane. E questo per favorire la parte più retriva e arretrata del Paese. La legge non tocca il principio fondamentale della situazione. Il tutto resta basato su una base discriminatoria. Oltretutto ora questa discriminazione è sancita da una norma. Tutte le conseguenze laterali dovevano derivare da un riconoscimento della situazione matrimoniale. Non facendolo, ognuna di queste conseguenze apparentemente migliorativa sembra generata da sola anziché fondarsi sul principio di tutela reale di un vero matrimonio, dunque potrà essere messa in discussione con estrema facilità. Non ho nessuna fiducia nel disegno di legge in preparazione sulle adozioni, visto quanto è stato fatto ora. Ci vorranno decenni prima che questa legge possa essere rimessa in discussione. Secondo questa legge la coppia omosessuale non rappresenta un bene comune, un interesse pubblico tutelabile ma incarna poco più che un accordo tra privati. La legge sana gli effetti collaterali ma lascia intatta la sostanza della discriminazione. La legge originaria voleva tutelare i figli già esistenti per non trattarli come figli di serie B, non c’era alcuna apertura alle adozioni. Ma ora il bambino che non è stato concepito in Italia non avrà gli stessi diritti. Tutta la discussioni si è concentrata su questo senza ricordare che il 90% delle coppie che rivendicano diritti su bambini concepiti altrove sono eterosessuali (la Lorenzin dice che sono il 60%, questi dati sono coperti dal segreto della privacy ma sarebbe facile trovarli). Il fatto è che esistono già bambini nati in modio vietati in Italia, poi ci sono figli già esistenti di un membro o di entrambi i membri della coppia e si ritrovano a non essere tutelati e questo è grave.
La scelta di Renzi è stata particolarmente efferata. La Cirinnà era partita con 199 voti, bastanti senza rimandi, canguri e fiducia, ma Renzi ha privilegiato Alfano che non rappresenta nessuna parte dell’elettorato o al più l’1% più retrivo e ottuso della popolazione, a scapito dei 12 milioni di elettori che il Pd, nemmeno lui, ha avuto, oltretutto un Alfano che nessun elettore del Pd ha scelto come alleato di Governo e che non rappresenta nemmeno la parte onesta del Paese, mostrando sia lui che i suoi un aspetto molto inquietante sul fronte della giustizia. Con questa scelta Renzi ha calpestato le direttive europee, ha distrutto l’art. 3 della Costituzione che ordina che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge, ha sancito legalmente l’aberrazione omofoba precisando la diversità della coppia omosessuale da quella eterosessuale e dunque legalizzando il pregiudizio omofobo e ha fatto questo solo per un interesse di poltrona, pur sapendo che se fosse andato avanti con decisione sulla Cirinnà come promesso, Alfano non avrebbe fatto nessuna crisi di Governo, perché uno come lui fuori dal Governo sparisce e non sarebbe votato da nessuno

Viviana
Trovo particolarmente disgustoso tutto l’accanimento contro il M5S organizzato e messo su dalla gazzarra dei media e dei troll prezzolati di Renzi. Con quale impudenza hanno potuto far credere che la legge non passava per colpa dei 5stelle che avevano rifiutato il canguro, cioè la cancellazione delle migliaia di emendamenti proposti soprattutto dalla Lega e molte centinaia dallo stesso Pd, quando:
-il M5S non aveva proposto nessun emendamento
-il canguro era stato dichiarato incostituzionale un anno fa
-il presid. del Senato Grasso si era rifiutato di applicarlo perché ‘illegale’
-e in Senato non era mai avvenuta mai una discussione o votazione sul testo,ma questo era stato presentato alla fiducia(dunque con Renzi che calpestava 3 volte il diritto del Senato di discutere, modificare e legiferare).
Ma l’informazione è stata distorta in modo perverso come è stata distorta l’uscita dei 5stelle dal Senato, quando essi avevano precisamente dichiarato che non avrebbero votato alcune manomissione della Cirinnà e così hanno fatto.

Dunque con questa orrenda legge, Renzi calpesta la Costituzione, va contro l’Europa, si allinea ai Paesi più incivili, si fa mettere i piedi in testa da Alfano e si compera nuovi alleati con Verdini per rinforzare il suo trono vacillante.

STEPCHILD RENDITION
Marco Travaglio
Siccome ben 199 senatori, cioè la stragrande maggioranza del Senato, sono favorevoli a tutta la legge Cirinnà, compresa la stepchild adoption, il molto democratico presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico (si fa per dire) ha deciso di stralciare, cioè di cancellare la stepchild adoption dalla legge Cirinnà per compiacere i 121 senatori contrari. Nella democrazia alla rovescia, la minoranza mette sotto la maggioranza. E il governo pone la fiducia, nel silenzio complice del Quirinale e dei presidenti delle Camere, su una legge parlamentare su cui lo stesso Pd aveva lasciato libertà di coscienza, salvo ora imporre la coscienza (si fa sempre per dire) di Bagnasco, Alfano & C. con un voto blindato pro o contro il governo.
Che, così, costringe chi non fa parte della maggioranza (M5S e Sel) a votare contro una legge a cui è favorevole. Se fino all’altroieri una minoranza usava la fiducia per costringere la maggioranza a votare leggi che non condivideva (Jobs Act, Italicum, nuovo Senato), ora lo fa per vietare alla maggioranza di approvare una legge che condivide. Siccome chi ha vinto le elezioni (Pd+Sel e 5Stelle, che nei sondaggi rappresentano due terzi degli elettori) vuole la stepchild, è naturale che la stepchild non passi, o passi dimezzata per ordine di chi le elezioni le ha perse (Lega e Pdl, ora sparpagliato tra FI, Ncd e pulviscoli vari che arrivano al massimo al 30% nei sondaggi) e di uno Stato estero.
Fino all’altroieri il Pd, a parte i soliti quattro catto, giurava che mai avrebbe accettato lo stralcio della stepchild. Ivan Scalfarotto, sottosegretario: “Chi oggi esulta per le unioni civili in Grecia esulterebbe se in Italia passasse una legge senza stepchild come quella greca?” (23.12). Sergio Lo Giudice, senatore: “Stralciare la stepchild è un’ipotesi priva di fondamento: la legge sarebbe massacrata dalle sentenze europee dal primo giorno” (7.12). Renzi: “No allo stralcio della stepchild adoption: nasce come proposta della Leopolda e l’abbiamo appoggiata sin da allora” (29.12). Monica Cirinnà: “La stepchild ci sarà” (30.12). Federico Fornaro, sinistra Pd: “Chi chiede lo stralcio vuole che l’Italia resti l’unico paese europeo senza una legge sulle unioni civili” (4.1). Pier Luigi Bersani, ex segretario: “No allo stralcio delle adozioni” (14.1). Paola Campana: “Nessuno stralcio, non si abbassa l’asticella sui diritti dei bambini” (14.1). Luigi Zanda, capogruppo al Senato: “Non si parli di stralcio della stepchild: il testo ha già subìto almeno 4 revisioni” (16.1).
Giuseppe Lumia: “Non ci sarà nessuno stralcio. Il testo che contiene la stepchild adoption è equilibrato e in grado di avere il più largo consenso dell’aula” (4.2). Matteo Orfini, presidente Pd: “Tirare dritto con il testo Cirinnà. Non prendo in considerazione l’ipotesi che la legge non passi con anche la stepchild” (7.2). Ri-Zanda: “Avanti senza alcuno stralcio, passerà anche la stepchild” (8.2). Anna Finocchiaro, senatrice: “Ok stepchild. Da stralcio nessuna deterrenza a maternità surrogata” (9.2). Ri-Renzi ad Alfano: “La posizione del Pd non è per stralciare la stepchild” (14.2). Ettore Rosato, capogruppo alla Camera: “Si smetta di parlare di stralci: è in gioco un punto delicatissimo come la tutela dei minori” (15.2). Roberto Speranza, sinistra Pd: “Non è immaginabile togliere la stepchild adoption” (17.2). Ri-Zanda: “Il gruppo Pd al Senato punta a portare avanti il ddl Cirinnà senza stralcio della stepchild adoption” (17.2). Ri-Cirinnà: “Se la legge cambia e diventa una schifezza, tolgo la firma e lascio la politica” (17.2). Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme: “La parola stralcio è una bestemmia” (18.2). Francesco Verducci, a nome dei 21 senatori “giovani turchi” Pd: “Chi parla di stralcio sa che renderebbe impossibile l’unità del Pd” (18.2).
Poi è bastato il fischio di padron Matteo col contrordine compagni, e tutti a cuccia: sì allo stralcio della stepchild adoption, evvai, evviva, che bello, è quello che abbiamo sempre sognato, com’è umano Renzi! In Vaticano hanno persino riaperto il Carnevale in piena Quaresima. Ma dove sono Scalfarotto, Zanda, Rosato, Speranza, Finocchiaro e Orfini con tutti i giovani turchi? E la Cirinnà, avrà già lasciato la politica? Si teme un rapimento, una rendition di massa modello Abu Omar. Forse Renzi li tiene segregati nelle segrete di Palazzo Chigi a pane e acqua con le omelie di Adinolfi dagli altoparlanti? Chi ha notizie faccia sapere. Intanto organizziamo le ricerche con i cani da valanga.
Ci piacerebbe tanto avere con noi l’impavido Francesco Merlo che, quando il M5S decise (come il Pd) la libertà di coscienza pur sposando in toto la legge, fremeva di sdegno su Repubblica contro “la giravolta di Grillo” che “si allea con Quagliariello in nomine Dei… nei tortuosi corridoi politici degli atti indecenti e nell’Italia delle sacrestie e dei campanili” contro “la civiltà europea della faticosa ma necessaria legge Cirinnà…
la legge più moderna e più radicale che il Parlamento italiano possa approvare in materia di diritti civili, la sola che ci possa agganciare all’Europa”. Poi osservava sconsolato: “già si parla di ‘stralcio’, ‘emendamento’, di un altro ‘super canguro’, che è il lessico del rinvio, la più crudele pena inflitta all’Italia, condannata all’eternità dell’indolenza… alla morbidezza del peggio, al capriccio perverso dell’andreottismo, al rinvio come via italiana al vaffanculo”.
Ecco, ora che tutte queste belle cose le fa Renzi, servirebbe tanto la verve del Merlo. E invece niente, desaparecido anche lui. O forse, più semplicemente, stralciato.
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Ma chi è Alfano?
E’ uno che nel Paese rappresenta zero elettori, che è nei guai con la giustizia per abuso di ufficio, ma è stato scelto da Renzi come Ministro della Giustizia, ma che alla Giustizia ha fatto parecchio male in quanto ha permesso agli imputati di denunciare il pm, che ha bloccato le leggi antimafia, ha messo un bavaglio alla stampa sulle intercettazioni, ha fatto continui regali agli evasori fiscali (fino alle soglie di impunità per i delitti tributari, pagamenti in contanti fino a 3 mila euro, tolto il divieto di pagare gli affitti cash). E ha fatto false riforme su falso in bilancio, autoriciclaggio, corruzione, concussione e voto di scambio; i continui decreti salva-Ilva per neutralizzare le ordinanze dei giudici di Taranto; l’accusa ai pm che indagano sui crimini delle grandi aziende di danneggiare l’economia
Ma prima, come “innamorato di Berlusconi” e suo ministro della Giustizia, aveva firmato il “lodo” che sospende i processi alle alte cariche dello Stato (incostituzionale e bocciato dal referendum) Poi con Letta diventa Ministro degli Interni e organizza il sequestro e la deportazione in Kazakhstan di Alma Shalabayeva e della sua bimba di 6 anni, moglie e figlia di un dissidente.
“Uno che ha difeso a spada tratta l’amato Silvio dopo la condanna definitiva per frode fiscale ed è salito più volte in pellegrinaggio da Napolitano per perorare la grazia. Poi ha tradito B e ha fondato un partito NDC che Travaglio chiama Nuovo Centro Detenuti per l’altissima densità di inquisiti e arrestati (23 parlamentari su 69 iscritti a Ncd-Udc). Due ministri Ncd, Maurizio Lupi e Nunzia De Girolamo, finiscono nei guai con la giustizia e devono lasciare i rispettivi ministeri. I sottosegretari alfanei Giuseppe Castiglione e Simona Vicari sono indagati, l’uno in Mafia Capitale per turbativa d’asta sull’appalto del Cara di Mineo, l’altra per falso in varie visite in carcere a Cuffaro per favorire i suoi affari, ma restano al loro posto. I senatori alfanoidi Antonio Azzollini e Giovanni Bilardi devono essere arrestati, l’uno per una mega-bancarotta fraudolenta in Puglia e l’altro per le spese pazze in Calabria (peculato), ma i comparielli in Senato salvano il primo dalle manette e sul secondo si dimenticano proprio di votare.” (Travaglio)
Ecco a quale gentaglia Renzi si è inchinato.
Ma, grazie a Dio, ora, con la scusa della Cirinnnà, Renzi ha imbarcato nel Governo i verdiniani, altri fiori di purezza, di fronte ai quali persino Alfano esce pulito. Chissà i piddini come saranno contenti!
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Una campagna di stampa bieca, cinica, crudele e disinformante ha fatto solo i comodi di Renzi che fin dall’inizio voleva accontentare la frangia più barbara ed estremista (Cei in testa) del nostro Paese. Del resto la sua carriera comincia con alle spalle la Compagnia delle Opere e lo stesso Verdini, che lo allevava e finanziava già prima che diventasse sindaco con l’aiuto di Berlusconi, e non per niente ha messo come Ministro della Giustizia uno come Alfano. Era tutto previsto fin da subito. Renzi avrebbe solo fatto finta di fare una legge civile e moderna, ma avrebbe ubbidito alle gerarchie ecclesiali come alla dx peggiore, aprendo per di più a Verdini per portare il Pd ancora pià a dx, profittando del caos informativo per rigettare sui 5stelle tutte le colpe, quando questi erano gli UNICI con Sel a difendere i diritti dei gay nella loro interezza.
Poi basta vedere quanto poco risalto i media hanno dato alle manifestazioni dei gay in 98 piazze italiane e quanto invece all’unica manifestazione della dx codina e omofoba del Family day di Roma.
Uno schifo tutto quanto!
Ma più schifo ancora è chi questi abomini finge di non vederli e continua a difendere Renzi. Non esiste malafede peggiore!
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Molte cose muoiono con questa legge e con l’operato cinico e immorale di Renzi
-muoiono i diritti legislativi del Parlamento
-muore l’articolo 3 della Costituzione che ordina che tutti siano uguali davanti alla legge
-muoiono i diritti civili affidati a della gentaglia che si vende delle poltrone o che compra parlamentari per salvare la propria poltrona
-muore soprattutto la democrazia
-muore la possibilità di miglioramenti del nostro futuro, visto che le leggi ordinarie e quelle penali e costituzionali saranno affidate a gente di malafede come Renzi, Alfano e Verdini
e il nostro Paese dà ancora una volta di sè un’immagine squallida, corrotta e retrograda
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Qualcuno nota i toni soft di Avvenire.
Ma Avvenire e Famiglia cristiana non sono mai stati estremisti.
Poi si deve tener conto della discrasia piuttosto ipocrita di Papa Francesco, il quale ha detto che lui non si occupa delle cose dello Stato ma poi ha lasciato che la Cei intervenisse a gamba tesa proprio sulle leggi dello Stato al punto che è stato il cardinal Bagnasco a chiedere il voto segreto sulla Cirinnà.
insomma il Papa ha ritirato la mano ma la lasciato che il sasso lo tirassero i suoi vescovi senza intervenire, quindi con chiara complicità.
Se a voi questo pare un comportamento limpido…
Ognuno deve prendersi le sue responsabilità
Un capo indiscusso con un potere assoluto come un papa non può farci credere che basti la sua parola di non intromissione nelle faccende dello Stato e poi lasciar fare la gazzarra incivile che c’è stata col Family day guidata chiaramente dalla Chiesa peggiore.
E’ uno schifo anche questo.
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Elisabetta Ambrosi
Forse gli italiani non hanno capito che senza una protezione normativa se uno dei due genitori muore il bambino figlio del genitore biologico può essere considerato orfano, salvo intervento dei giudici. Che se la coppia si separa, un genitore potrebbe perdere per sempre il diritto a rivedere quello che in pratica è suo figlio, perché diritti su di lui non ne ha, salvo intervento dei giudici. Né questo genitore può decidere di lasciare la sua eredità a quello che appunto la legge non considera figlio suo, salvo – sempre – interventi dei giudici.
E poi ci sono tanti aspetti pratici, come andare a visitare il bambino malato in ospedale e sentirsi dire che non si è parenti – ma come, si vive insieme! – oppure l’impossibilità di prendere il bambino a scuola senza una delega precisa, perché anche in quel caso si viene considerati più estranei dei nonni. Insomma, aspetti di vita significativi, specie quando uno si fa carico di tutti i doveri di cura di un bambino e vorrebbe solo essere legittimato ad amarlo per quello che è, ossia un figlio vero e proprio. Comunque, se anche gli italiani, ben istruiti, restassero contrari all’adozione del figliastro, il Parlamento avrebbe il dovere di farla lo stesso, una legge, per dare protezione ai figli di unioni omosessuali. Perché il diritto conta più dell’opinione e la Costituzione più dei sondaggi.
Naturalmente, nonostante si sia già avviato l’iter, si tratta di una legge che non passerà mai e che a questo punto non interessa più né Renzi, né il Parlamento. Per questo la Cirinnà non aveva granché motivo di gioire: si è detta commossa dopo la votazione, ma la rabbia sarebbe stato un atteggiamento più coerente, rabbia verso l’approvazione di una legge mozza: che in nome del compromesso politico calpesta i diritti dei bambini e dei loro legittimi genitori.
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Viviana
Dovrebbe essere chiaro anche ai più tonti quale sia lo stile di Renzi:
-aumentare l’illegalità antidemocratica del Governo
-mantenere il potere a qualunque costo, inglobando i peggiori elementi della politica, gente che gli elettori non avrebbero eletto mai
-riformare il senato e farne una camera di ‘nominati’ perché al senato i suoi voti traballano
-allargare sempre più il Governo a dx così che un paese che ha dato la maggioranza a un csx si trova a poco a poco sotto un Governo abusivo di cdx
-usare espedienti INCOSTITUZIONALI come il canguro come arma di diffamazione contro gli unici oppositori che sono i 5stelle con una campagna di accanimento barbara e incivile sostenuta servilmente e spregevolmente dai media.
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La Costituzione la riformano con Verdini
La Legge Elettorale la fanno con Berlusconi
Alle pensioni mettono mano quelli con le pensioni d’oro
Il Jobs Act lo fa chi non ha mai lavorato in vita sua
E le Unioni Civili le votano con Alfano
(La riforma della Giustizia se la fanno fare dai delinquenti)
Aspettiamo la riforma della giustizia con Totò Riina e le abbiamo viste tutte.
Il Movimento 5 Stelle sulle Unioni Civili c’è!
Luigi Di Maio
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Alessandro Gilioli
Il problema è semplicemente che eravamo a un passo o due da un Paese in cui non ci fossero più discriminazioni, in cui i diritti civili fossero uguali indipendentemente da genere e orientamento, un Paese in cui l’affettività di uno non valesse meno dell’affettività di un altro.
Adesso invece è stato sancito proprio il contrario: che i diritti sono diversi a seconda dell’orientamento; e che l’affettività di alcuni vale meno dell’affettività di altri. Perché quest’ultima è contro natura, come ha limpidamente detto un importante membro della maggioranza di Governo che ha votato questa legge.
Questo vuol dire che siamo un Paese barbaro e che ora ci vorranno anni, forse decenni, per affermare uguali diritti e uguali dignità. Vuoi dire che quei due passi sono diventati centinaia di miglia.
Tutto il resto – colpa di Renzi, colpa di Grillo, colpa di mia zia o di mia nonna – a me interessa molto ma molto meno. È la barbarie di questo Paese – che sancisce diversi diritti e diversa dignità – che oggi mi avvelena il cuore: vivendoci dentro, a questo Paese, facendone parte.
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Verdini
CROZZA
http://www.si24.it/2016/02/24/la-copertina-di-maurizio-crozza-a-dimartedi-del-23-febbraio-2016-video/205689/

CONTRORELAZIONE DI TRAVAGLIO SUI DUE ANNI DI RENZI
http://www.si24.it/2016/02/24/la-copertina-di-maurizio-crozza-a-dimartedi-del-23-febbraio-2016-video/205689/
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Ale segnala

La fiducia del premier italiano, Matteo Renzi, in due anni si è dimezzata. Meglio dunque andare subito all’incasso per ottenere, anticipatamente, un secondo mandato, il primo delle urne. Il Presidente del Consiglio si accomoda sulle posizioni dell’opinione pubblica palesemente orientata contro un’Europa ostile, sempre più debole e frazionata, che perde peso in tutte le direzioni per acquisire consensi ma a Bruxelles nessuno prende sul serio i retroscena pubblicati dai media italiani.
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RISATA OMERICA
Quando Renzi si è vantato del successo dei suoi due anni di Governo davanti a una platea di giornalisti stranieri, questi sono scoppiati in una risata omerica come davanti a una barzelletta.
Non servono commenti.
Immagino che se la platea fosse stata di giornalisti italiani si sarebbero spellati le mani applaudendolo o avrebbero leccato il pavimento. Questo spiega perché siamo al 75° posto nella libertà di informazione mondiale, ultimi in Europa.
E spiega anche, senza bisogno di parole, quale sia l’immagine dell’Italia di Renzi in Europa o nel mondo. L’Italia è una specie di barzelletta. E’ ancora peggio che con Berlusconi. Facciamo ridere tutti.
Questa risata è anche più grave del risolino di compatimento che la Merkel e Sarcozy si scambiarono su Berlusconi. Ed è una cosa tragica di cui ha colpa solo il Pd.
I tg e i media potranno continuare a raccontarci balle megalattiche che tutto va bene, che c’è la ripresa, che questa è la migliore Italia possibile, che Renzi, Boschi, Padoan e Poletti sono geni del Governo pubblico, che ci sono 738.000 posti di lavoro in più, ma questa risata dice più di mille parole.
Tsipras si è arrabbiato quando al convegno austriaco sui migranti non è stato nemmeno chiamato. Renzi è ormai da tempo che non viene chiamato su nulla e nemmeno si arrabbia. I cagnolini della Merkel vengono schifati da tutti. I tg sono diventati peggio dei Cine Luce che esaltavano Mussolini mentre l’Italia moriva.
Renzi, puoi fare il Bomba quanto ti pare, ma questa risata ti distruggerà!
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45 MILIARDI DI TASSE IN PIU’
DAL BLOG DI GRILLO
Davanti al fallimento della sua politica economica, con la disoccupazione reale ancora altissima, il Pil stagnante e il rapporto debito/Pil che non accenna a scendere, il Presidente del Consiglio si difende come può e sostiene che, almeno, le tasse sono scese. È vero? Naturalmente no, ma questo Governo ama giocare con i dati, manipolarli e rivenderli gonfiati ai cittadini.
Innanzitutto, le entrate dello Stato sono aumentate nel 2015 e aumenteranno anche nel 2016. Nel bilancio di previsione 2016, infatti, sono state programmate entrate per 578 miliardi di euro, contro le 533 del 2015. Un aumento di 45 miliardi. Sostenere che le tasse sono scese significa quindi dissociarsi dalla realtà.
Ma il discorso non finisce qui. Il dato principale, quando si parla di tasse, è la pressione fiscale. Le tasse possono anche salire in termini assoluti, ma se il Pil (reddito nazionale) cresce più velocemente delle tasse, diminuirà la pressione fiscale complessiva. Anche su questo fronte, però, il bilancio di questo Governo è negativo. Vediamo nel dettaglio.
Nel 2015 la pressione fiscale si è attestata al 43,7%, in aumento rispetto al 2014. Per il 2016, tuttavia, il Governo ha previsto un calo al 43,1%, dato che ha rinviato le clausole di salvaguardia al 2017. Il problema è che queste previsioni si fondano su una crescita del Pil 2016 del tutto campata per aria. Il Governo ha fatto i suoi calcoli sulla pressione fiscale partendo dal presupposto che il Pil 2016 crescerà del +1,6%. Ma come al solito ha sbagliato clamorosamente, e sempre in eccesso. Già nel 2015 il premier parlava di una crescita oltre l’1%, mentre le recenti stime dell’Istat dicono +0,6%, e il dato finale potrebbe essere ancora peggiore. Per il 2016, invece, è l’Ocse ad aver rivisto le stime ad anno appena iniziato: non +1,6%, ma +1%. Lo 0,6% di differenza significa un errore di previsione di quasi il 40%.
Qualsiasi studente di economia sarebbe bocciato senza appello, ma al professor Padoan si perdona questo ed altro.
Sbagliare così drasticamente le previsioni sul Pil significa falsificare tutto l’impianto dei conti nazionali, pressione fiscale compresa. Il problema, per cittadini e imprese, è che le entrate programmate rimarranno intatte, dato che i vincoli europei non consentono altri sforamenti, mentre l’aumento ottimistico del Pil rimarrà sulla carta. Non è un caso che in questi giorni si stiano moltiplicando le voci di corridoio che vogliono una manovra di aggiustamento da parte del Governo. Se le tasse aumentano come previsto e il Pil molto meno, la pressione fiscale sarà molto più alta di quanto scritto nei documenti del Governo. Anche nel 2016, quindi, il Governo che si vanta di diminuire le tasse alle imprese, le aumenterà a tutti, cittadini e imprese.
Bisogna sperare che il Pil cresca almeno quanto dice l’Ocse, altrimenti il salasso per gli italiani sarà ancora più pesante. Va detto che nemmeno la stima Ocse sembra realistica, e il fatto che arrivi già a gennaio, quando ci aspetta un anno difficilissimo di crisi finanziarie e rallentamento cinese, è emblematico. Se le previsioni del Governo sono tutte errate, per rispettare il percorso di austerità imposto dai trattati europei l’unica via è tartassare i contribuenti a ritmi sempre più insostenibili.
Ci attendono tempi bui, nei quali l’aumento delle tasse e della pressione fiscale sarà l’unica certezza.

23 GIUGNO .REFERENDUM DELL’INGHILTERRA SULL’EUROPA
Berluscameno

Brexit, un accordo vergognoso che anticipa i ‘danni’ del Ttip.
L’accordo anti-Brexit dimostra che l’Ue trova l’unità solo quando si tratta di togliere diritti sociali a qualcuno, solo quando si possono stabilire gerarchie di potere e diseguaglianze.
Si sta nella Ue per ‘colpire a morte i diritti dei popoli e per creare gerarchie di privilegi tra Stati e favorire i gruppi più potenti del capitalismo finanziario e BANCARIO.
Per tenere unita l’Ue alla Grecia è stato imposto il memorandum che sta portando le condizioni sociali di quel popolo indietro di cento anni.
La Gran Bretagna è infinitamente più potente della Grecia, e quindi per restare nella Unione ha ottenuto misure di segno opposto, cioè la possibilità per le sue grandi imprese di godere tutti i vantaggi finanziari e bancari della Unione – ricordiamo che la Fca Fiat ha stabilito lì la sede fiscale per pagare meno tasse – senza pagare alcun prezzo.
L’accordo per evitare la Brexit prevede misure finte liberiste (dove è finita la concorrenza tra imprese?) tutte a favore delle grandi imprese e del mercato globale di tutti i tipi, in questo senso diventa il cavallo di Troia per la sottoscrizione da parte della Ue del famigerato Ttip con gli Usa, anticipandone contenuti e principi.
Ma soprattutto l’accordo è una ‘infame intesa’ per il super-sfruttamento del lavoro dei migranti.
La malafede di Cameron e del capitalismo britannico, che hanno bisogno dei migranti ma vogliono pagarli il meno possibile per ricattare così anche i lavoratori nativi, è stata formalizzata nell’ accordo UE e TTIP.
I lavoratori regolari provenienti dai paesi Ue per 7 anni avranno meno diritti e garanzie sociali degli altri. Si torna così al peggio della condizione della immigrazione europea, che l’Italia ha vissuto dalla strage di Marcinelle in Belgio ai gastarbeiter in Germania negli anni ‘50. Emerge tutta la’ truffa’ della cosiddetta cittadinanza europea.
Essa vale solo per i ricchi e per gli Stati più potenti, mentre gli italiani che andranno a lavorare in Gran Bretagna, e son già decine di migliaia, saranno cittadini europei di serie B. Ad essi si aggiungeranno i migranti regolarizzati extracomunitari, che saranno europei di serie C e sotto di essi tutti gli irregolari che sono e saranno fuori classifica, esposti al più ‘turpe commercio delle vite’. Intanto ogni paese europeo costruisce i suoi muri contro i migranti, e i paesi più ricchi scaricano sui più poveri il compito di costruire lager e fili spinati per fermare i profughi.
Con questo accordo l’Ue rinuncia a qualsiasi “finta utopia democratica” e si riconosce come un’associazione a delinquere brutale di interessi economici di poteri forti, con precise aree di influenza e affari. L’euro rinuncia a diventare quella moneta europea di cui cianciano i suoi sostenitori, e si consolida come moneta tedesca allargata solo per la GRANDE GERMANIA.
Il solo terreno che unifica i paesi europei resta quello, come dichiara l’accordo, dello sviluppo della competitività, cioè di quella concorrenza al ribasso sui salari e sui diritti sociali che è alla base delle politiche di austerità di ogni Stato.
Cameron, Hollande, Merkel hanno mostrato che la classe politica dei governi europei che decidono in Europa, al di là di distinzioni di facciata, è fatta tutta della stessa pasta e agisce per rispondere agli stessi interessi e poteri economici e finanziari-bancari.
Renzi e Tsipras si sono mostrati i soliti ridicoli servi.
Rappresentano i paesi i cui popoli più pagheranno questa intesa e l’hanno approvata.
A Renzi è bastata la bacchettata di Monti (e Napolitano), immagino che Tsipras sarà stato come al solito messo a posto da Merkel. Penosi.
Essere ‘contro la Ue’ si dimostra sempre di più una scelta morale e politica per la democrazia, contro quella che sempre più si rivela una costruzione reazionaria e autoritaria, coperta dall’ ipocrisia.
Mi auguro che i cittadini britannici votino No a questa ‘porcheria’.
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Viviana
Caro berluscameno
in realtà il motivo per cui la city o i tory vogliono staccarsi dall’Europa è una difesa ad oltranza della propria libertà di azione perché rifiutano le regole sui prodotti che l’Europa, malgrado tutto, possiede a tutela dei consumatori, per es. è aumentata la vendita di auto inglesi perché non devono sottostare ai dikat sulle emissioni nocive che hanno penalizzato la Volksvagen, o non devono sottostare alle regole sull’etica dei prodotti alimentari ecc. Insomma, e Cameron lo ha detto in modo chiaro, vogliono un mercato ancora più libero e che tuteli gli interessi dei produttori più che il bene dei consumatori.
Al contrario, Corbin, che attualmente rappresenta l’ala più a sx dell’elettorato inglese, vuole che aumentino i legami con l’Europa proprio per il motivo opposto (difesa ambientale, lotta all’inquinamento dell’aria, tutela dei prodotti ecc), motivi che sfuggono alle sinistre europee, per cui assistiamo al paradosso che la sx e l’ambientalismo inglese vogliono aumentare i legami con l’Europa (Corbin in testa), mentre le sx del continente vogliono ridurli, e massimamente se sono in zona euro, con i paradossi degli inutili Tsipras, Podemos e Renzi, che formalmente sarebbero di sx, sostanzialmente si sono aggiogati alla Merkel e non contano un piffero.
Per quanto ci siano in UK un forte ambientalismo, una forte attenzione all’inquinamento dell’aria, moltissimi vegetariani, una attenzione molto diffusa alla salute ambientale e alimentare, la Gran Bretagna resta il Paese dove si mangia peggio, dove ci sono le fogne peggiori, dove l’obesità è molto diffusa, dove i prodotti alimentari nei supermercati presentano grande monotonia e scarsa diversità, dove le abitudini alimentari sono pessime e anche i gusti.
Si dice che una sola cosa sia buona nel Regno Unito: il break fast.
Non parliamo nemmeno dell’assistenza sanitaria pubblica alla popolazione che in UK è scarsa e penosa, volta solo al massimo risparmio, oltretutto è nata solo recentemente ed è la peggiore d’Europa.
Il TTIP marcia sulla stessa linea dei Tories.
Americani come inglesi mirano solo a mantenere e soprattutto aumentare la liberalizzazione massima del mercato, la potenza assoluta della finanza, la propria sovranità politica, la massimazione degli utili a vantaggio di pochi e a scapito dei consumatori o dei cittadini.
Ci aggiungiamo che in UK l’euroscetticismo è molto diffuso per motivi storici e politici e non credo che Corbin riuscirà a convincere gli inglesi che con l’Europa sarebbero più protetti.
Se poi passiamo dall’economia alla guerra, è chiaro che mai la Gran Bretagna ha fatto una politica in linea con l’Europa ma si è sempre collegata alla consorella americana.
L’Europa da quando è nata ha dato prova pessima di sé, in una spirale continua di spregevole politica economica, sociale e monetaria che ha notevolmente peggiorato la vita dei popoli europei, portandoli, come è avvenuto per la Grecia, l’Italia o il Portogallo, ad una crescente rovina. Si sono salvati i paesi che non hanno aderito all’euro e quei governi che non sono stati succubi della Germania, della Bce e del Fondo Monetario come lo è stato, vigliaccamente, il nostro che ha perso anche la faccia.
L’Inghilterra non ci pensa nemmeno a perdere la propria moneta. Proprio al fatto di aver conservato la sterlina e la libertà della propria banca nazionale, ha subito la crisi molto meno dei paesi euro. L’euro è stata la più grande e sciagurata rovina dell’Europa. L’altra è stata la sua dipendenza di fatto dal Fondo Monetario che ha sempre difeso gli interessi di poche centinaia di magnati in prevalenza statunitensi che vogliono dominare l’Occidente con la guerra finanziaria e l’assoggettamento dei governi, secondo il più bieco piano capitalista, distruggendo gradatamente tutte le conquiste democratiche e sociali degli ultimi due secoli. A questo infame progetto di saccheggio sociale ed economico dei popoli il Pd italiano ha dato, proditoriamente, il suo avvallo.
L’Inghilterra ha conservato la sua libertà politica ed economica, la Banca d’Inghilterra ha fatto sparire 900 miliardi di debito pubblico, comprandoli, cosa che Bankitalia non potrebbe fare mai. I quantitative easing di Draghi sono un debole palliativo di fronte alla crisi delle banche europee che ci distruggerà tutti e l’ultima mossa sciagurata di imporre i debiti delle banche truffandine ai risparmiatori rovinandoli tutti non farà che avvicinare la morte imminente. Anche a questa decisione rovinosa il Pd ha dato immediatamente il suo criminale assenso.
Grazie alla sua libertà di manovra, al mantenimento della sua sovranità, e al fatto che in Europa l’Inghilterra c’è sempre stata con un dito del piede, nemmeno con tutto un piede, in Inghilterra la crisi si è sentita molto meno che in Ue, tuttavia si è sentita soprattutto nelle classi meno abbienti e queste saranno anche abituate al multiculturalismo, ma sono atterrite dalle migrazioni di massa dei popoli e non ne vogliono sapere di sottostare a quote di migranti da accogliere, per cui penso che il messaggio di Corbin sarà ascoltato da pochi e che vinceranno Cameron e l’euroscetticismo, sia pure dettato da motivi diversi.

LE MENZOGNE DI RENZI
Viviana
Renzi aumenta le tasse e taglia lo stato sociale ma con estrema impudenza mente spudoratamente e dice di aver fatto il contrario di quello che fa.
E’ tutto scritto nei patti, che il grande capitalismo tramite la P2 e la Compagnia delle Opere gli ha imposto e che esegue fedelmente, circondandosi di yesman tanto stupidi quanto funzionali.
Monti, Letta, Renzi, Padoan (con quel Pd assassino e rinnegato che ha votato tutto il peggio d’Italia) sono al potere solo grazie all’appoggio del grande capitale che ha fatto di loro i suoi schiavetti acritici e consenzienti, nella sua grande lotta di distruzione delle democrazie occidentali. E se le tasse aumentano, il lavoro manca, lo stato sociale evapora e i diritti dei cittadini sono calpestati, tutto si regge sulla malafede di costoro e dei loro servi inetti e sciagurati.

IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE
Doriana Goracci

Il 95% degli italiani sa che il 17 aprile si vota (Sì) per il referendum contro le trivelle? “Il Consiglio dei ministri ha fissato il referendum sullo stop alle trivelle e la consultazione si terrà il 17 aprile”.
Quindi ci sarà un referendum non affiancato alle elezioni amministrative, come era stato proposto e richiesto nella speranza di far risparmiare all’erario 300 milioni di euro, perché il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ufficialmente firmato il decreto che conferma il referendum sulle attività petrolifere a mare – entro le 12 miglia dalla costa – per i titoli abilitativi già rilasciati, “per tutta la durata di vita utile del giacimento”. A volte certe foto possono molto, come quella degli attivisti di Greenpeace, entrati in azione a Roma, a piazza Venezia davanti all’Altare della Patria, per protestare pacificamente contro la strategia energetica del Governo e invitare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. Gli attivisti hanno disseminato la piazza con una trentina di piccole trivelle e aperto un lungo striscione: “L’Italia non si trivella”. Greenpeace tramite Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, dichiara: “Siamo in questo luogo così simbolico per il Paese per ricordare ai cittadini che il referendum del prossimo 17 aprile riguarda l’Italia nella sua interezza.
«Le trivelle sono una grave minaccia per i nostri mari, e già questo sarebbe motivo sufficiente per respingerle. Ma esse rappresentano anche un indirizzo energetico insensato, che condanna l’Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca», dicono da GreenPeace.
«Sotto i nostri fondali c’è una quantitativo di petrolio che, se potessimo estrarlo in un colpo solo, corrisponderebbe a meno di due mesi dei consumi dell’Italia. Andrebbe poco meglio col gas: circa sei mesi. Vale la pena deturpare i nostri mari per così poche risorse che non sarebbero neppure dell’Italia ma delle compagnie petrolifere?». Altre reazioni, il M5S: “Il Governo è rimasto sordo agli appelli di tutte le associazioni ambientaliste e ha tirato dritto per la sua strada. Si voterà il 17 aprile per il referendum su alcune trivellazioni offshore e non insieme alle amministrative, in un election day che avrebbe tra l’altro fatto risparmiare centinaia di milioni di euro ai cittadini. Un referendum nato già azzoppato nei contenuti e che con questa decisione il Governo vuole definitivamente affossare”.
Univerde con l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio: la decisione del Governo di fissare il referendum sulle trivellazioni è “antidemocratica e scellerata, una truffa pagata coi soldi degli italiani. Il Governo ha fissato la data truffa del 17 aprile, per impedire vera informazione e boicottare la partecipazione al voto sprecando oltre 300 milioni di euro, è una vergogna cui il presidente della Repubblica della Repubblica, Sergio Mattarella, può porre rimedio accogliendo la richiesta delle Regioni che sono una fondamentale articolazione della Repubblica italiana di cui Mattarella è il supremo garante. E’ assurdo che il Governo ancora difenda scelte petrolifere dannose e di retroguardia mentre le società petrolifere rinunciano alle domande di ricerca perché non economicamente convenienti. Siano quindi gli italiani a decidere con il voto se vogliono un futuro di fossili o di energie rinnovabili”.
Ancora Greenpeace aggiunge: “L’Italia non si trivella, il 17 aprile possiamo votare per allontanare le trivelle dai nostri mari. Estrarre il pochissimo gas, il pochissimo petrolio che ci sono sotto i nostri fondali avrebbe ricadute insignificanti per l’occupazione, le casse pubbliche, la bolletta energetica del paese. Ma sarebbe invece un rischio enorme, un danno per i nostri mari e con essi per la bellezza dell’Italia, per il turismo, la pesca, le comunità costiere”.
Vogliamo un diverso futuro energetico e ci rimane solo di farlo sapere a più persone possibili: “IL 17 APRILE VOTA Sì per dire No alle trivelle”.

UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE
Paolo De Gregorio

Ieri, 25 febbraio, durante la trasmissione televisiva Geo & Geo, a cura della super catto-catto-dem Sveva Sagramola, intoccabile da 20 anni per il suo modo soave di evitare di approfondire le responsabilità di chi sta condannando a morte il nostro pianeta, sono state invitate tre biologhe, ricercatrici presso l’Università statale Federico II di Napoli, che hanno quasi portato a termine un test valido per poter determinare facilmente se esistono problemi genetici per l’infertilità maschile e femminile.
Francamente magnificare una attività di ricerca che ha l’obiettivo di ridurre l’infertilità in un mondo sovrappopolato mi sembra aver perso di vista la situazione dei popoli della terra nel loro insieme, e in particolare di quelli che hanno urgenza di avere a disposizione quei contraccettivi di cui dispongono liberamente le donne occidentali che, infatti, hanno attuato una “crescita zero”, che è la rivoluzione più importante degli ultimi 40 anni.
Per la prima volta nella storia umana le donne hanno gestito direttamente la propria fertilità, affidandosi alla scienza, fregandosene di quello che raccomandano i preti, anche in un paese come l’Italia in cui si dichiarano cattolici il 90% dei cittadini. Sembrava impossibile arrivare al potere decisionale delle donne sulla maternità, ma è successo, il risultato è la famosa crescita zero e la religione ora conta molto meno,
Non sarebbe il caso che le donne e le onlus occidentali studiassero come far arrivare, in qualunque modo, la pillola del giorno dopo alle donne islamiche per liberarle da maternità imposte?
Naturalmente nella suddetta trasmissione, pur essendo in argomento, non è stata pronunciata una sola parola sul ruolo delle religioni islamica e cattolica, che ancora bloccano qualsiasi diffusione della contraccezione, anche in presenza di tragedie epocali, come quelle che vediamo sulle nostre coste, la cui matrice non sono solo le guerre, ma la desertificazione, la sovrappopolazione, il cambiamento generale del clima, il disboscamento, gli acquisti delle terre fertili da parte delle multinazionali (Cina in testa), i permessi di pesca a nazioni con mezzi moderni e distruttivi.
Perché dunque non riconoscere onestamente che la terra ha due emergenze gravi: la sovrappopolazione e il surriscaldamento, e che sono problemi assolutamente affrontabili e risolvibili, basta avere una strategia e indicare con chiarezza quali sono i nemici irriducibili di un cambiamento ormai indifferibile?
Per la sovrappopolazione gli ostacoli maggiori, come anzidetto, vengono dalle organizzazioni religiose cattoliche e islamiche, che però, nel caso dell’Europa e dell’occidente in generale, sono state sconfitte dalle donne, che hanno preferito usare la contraccezione anziché ubbidire agli anatemi dei preti che le volevano votate alla maternità e alla famiglia in un ruolo di totale subordinazione economica e sessuale.
Per quanto riguarda l’economia globale, il grande problema sono le multinazionali, ormai più potenti e ricche degli Stati stessi, entità senza volto e in perenne cambiamento, con capacità corruttiva enorme, in grado di comprare i politici in ogni paese, proprietarie di tutti i media che contano, in grado di far scoppiare guerre per tutelare i loro interessi economici, legate alle banche e alle massonerie internazionali.
L’unica strada da percorrere per incrinare il loro potere è uscire dalla globalizzazione, quindi dalla WTO, dal FMI, dalla Banca Mondiale e tornare alle economie nazionali, che producano con il fine di arrivare per prima cosa alla autonomia alimentare ed energetica (con le rinnovabili), cercando di procreare in base alle possibilità produttive sostenibili del proprio territorio, senza dover pensare alla tragedia di una emigrazione per fame.
Riconoscere quali sono i problemi ed avere una strategia sulle priorità da affrontare, dovrebbe essere un obbligo per chi ha voce per farsi ascoltare, ma visto che sono tutti venduti, sta a noi, navigatori della Rete, non pagati da nessuno, ma mossi da passione civile diffondere i semi di un mondo nuovo possibile, a cominciare dal rifiuto di consumare merci inutili o nocive (che sempre più ci fanno ammalare, a vantaggio delle multinazionali farmaceutiche), dal rifiuto di fare le scimmie ammaestrate dalle mode e dalle TV, dal rifiuto di partecipare alla progettazione e costruzione di armi, scegliendo il piccolo modo di produrre le merci, in regime di autogestione, perché ci piace collaborare, usare il cervello oltre le mani, e non ci piace ricevere solo ordini e minacce di licenziamento.

VERDINI
Accusato di concorso in corruzione per alcuni appalti a Firenze e a La Maddalena
Rinvio a giudizio per corruzione nella cricca P3 che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita insieme a persone della P2.
Accuse di aver forzato i giudici della Consulta per favorire il giudizio sul Lodo Alfano, per riammettere al voto le liste viziate di Formigoni e aver favorito la nomina a presidente della Corte d’Appello di Milano di Marra.
Scandalo P3 per corruzione e violazione della Legge Anselmi sulle società segrete. Di Pietro definisce la cupola costruita attorno a Flavio Carboni una «nuova loggia massonica.
Indagato per abuso d’ufficio per la ricostruzione post terremoto a L’Aquila
Caso della P4.
Caso del Credito Cooperativo Fiorentino: rinvio a giudizio per truffa (61 milioni) e bancarotta. Truffa ai danni dello Stato.
Bancarotta fraudolenta per il fallimento di un’impresa edile di Campi Bisenzio che aveva un debito di 4 milioni di euro con il Credito cooperativo fiorentino presieduto da Verdini. Caso dell’immobile in via della Stamperia: rinvio a giudizio per finanziamento illecito e truffa per plusvalenza sospetta di 18 milioni.
Accusa di truffa sui fondi per l’editoria per 12 milioni
Rinvio a giudizio per l’accusa di corruzione per l’appalto della Scuola Marescialli
Caso della Toscana Edizioni: accusa di bancarotta

LA CORRUZIONE SPORCA DELLA LEGA
MARONIANI E SALVINIANI, TUTTE LE INCHIESTE

Davide Vecchi (sunto)

Vi ricordate quando i leghisti agitavano scope verdi contro Umberto Bossi e il suo Cerchio Magico? I vari Belsito, Rosi Mauro con bodyguard, la family bossiana col Trota? Con Rizzi e Maroni, i nuovi puri, impegnati a ripulire la Lega da lauree in Albania e diamanti: “Chi sbaglia paga”, ripeteva Bobo. Doveva nascere la nuova Lega pulita e onesta. Non è nata.
Ora è peggio del prima. Ché quelli compravano lauree e diamanti, mica ricevevano tangenti e truccavano appalti.
Nel 1994 Bossi scoprì che il tesoriere, Maurizio Balocchi, aveva ricevuto dalla Montedison una mazzetta da 200 milioni di lire, mise una botte all’ ingresso del quartier generale di via Bellerio e raccolse la cifra per restituirla. Altri tempi.
Ora, tra un attacco scomposto alla magistratura – definita “una schifezza” – e prime linee indagate o arrestate, Salvini, il leader in felpa si candida a successore naturale di Berlusconi. Ma ieri sono scattate le manette per il leghista Fabio Rizzi accusato, insieme alla moglie e altri, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Rizzi, senatore dal 2008 al 2013 e talebano maroniano, è presidente della commissione regionale della Sanità. Ambito in cui già Roberto Formigoni aveva raggiunto vette eccellenti tanto che col passaggio di testimone aveva ceduto alla Lega anche l’assessore di riferimento: Mario Mantovani. “È bravissimo”, garantiva Formigoni. Tanto che Maroni, conquistata la Lombardia, l’ ha nominato pure vicepresidente. Ma il 13 ottobre 2015 Mantovani viene arrestato per corruzione. Nella stessa inchiesta, in un giro di appalti e mazzette sui dializzati, è indagato anche il braccio destro di Maroni, il responsabile del Bilancio, Massimo Garavaglia. La Sanità è stata ereditata direttamente da Rizzi che infatti ha firmato la riforma regionale, una legge voluta da “Bobo” e dalla Lega per archiviare il modello formigoniano che ha fatto esplodere l’ offerta di cura del privato con un proliferare di indagini e arresti. Il firmatario è finito in manette. Ma in Lega i guai con la giustizia sembrano essere necessari quanto la tessera di partito.
Lo stesso Maroni è stato raggiunto da una richiesta di rinvio a giudizio nel settembre 2015 per aver esercitato pressioni su Expo nel tentativo di far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due collaboratrici. Oltre a lui, il pm milanese Eugenio Fusco, chiese il rinvio a giudizio per il capo della sua segreteria, Giacomo Ciriello, nonché per un altro leghista tre stagioni (prima bossiano poi maroniano oggi salviniano): il segretario generale del Pirellone nonché presidente di Ferrovie Nord, Andrea Gibelli.
Edoardo Rixi , numero due di Salvini, rinviato a giudizio per peculato e falso: da consigliere regionale in Liguria si è fatto rimborsare spese private con soldi pubblici spacciandole per attività istituzionali per 97 mila euro. Sono le famose spese pazze. Quelle che svelarono la passione di Roberto Cota per le mutande verdi, comprate con i soldi della Regione Piemonte. Il governatore leghista non si dimise.
Poi toccò al Pirellone con ben 62 consiglieri indagati: quasi l’ intero parlamentino. E anche lì la Lega fece un’ ottima figura. Il capogruppo del Carroccio, Stefano Galli, riuscì a farsi pagare pure il pranzo di matrimonio della figlia, somma poi restituita. Coinvolto anche l’oggi salviniano Davide Boni.
Salvini in capagna elettorale tuonò che non ne avrebbe portato con sé nessuno. Vicepresidente del consiglio regionale è infatti Fabrizio Cecchetti, rinviato a giudizio per 40 mila euro di soldi pubblici usati a fini personali. Sì, ha rimborsato la cifra e governa. Anche Belsito ha restituito i diamanti (90 mila euro). Li ha sventolati con orgoglio Maroni dal palco di Pontida 2015. Che fine hanno fatto?
Oggi una botte in via Bellerio non basterebbe. Non c’ è neanche più la sede: il partito è sul lastrico e dopo aver licenziato i 72 dipendenti licenziabili e tagliato su tutto, non è rimasto che tirare giù la saracinesca, come un negozio fallito. Però Salvini se la prende con la magistratura: “Una schifezza”, l’ ha definita per difendere il fedele Rixi. Anche lui, come il felpato e gli altri, era a Bergamo il 10 aprile 2012. Che fine ha fatto la scopa?

IN COSA SIAMO ULTIMI
Un libro di Antonio Gallo ‘ULTIMI’
(sunto)
Le classifiche internazionali non ci premiano: in coda anche dove erano tra i primi

Infanzia
È il punto di partenza. L’Unicef ha monitorato “Il benessere dei bambini nei paesi ricchi” e l’ Italia è all’ ultimo posto, superata da Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. Su dieci milioni di minori censiti, un milione e mezzo è in condizione di povertà assoluta. Quasi il doppio rispetto al 2011 (erano 723mila).

La spesa per le famiglie
I dati sono Istat: gli aiuti statali sono passati dai 2,5 miliardi del 2009 a meno di un terzo di oggi. “Nello stesso arco di tempo Regno Unito e Germania hanno ridotto la povertà dei minori del 24 e del 17 per cento”, scrive Galdo.

Scuola materna
L’ Ue aveva stabilito un obiettivo sugli asili nido: coprire il 33 per cento della popolazione tra 0 e 2 anni entro il 2010. In Italia, nel 2013 si è arrivati al 13,5 per cento di media, con uno squilibrio territoriale: l’ Emilia ha raggiunto la media del 26 per cento, in Calabria è al 2,5.

Istruzione
Oltre al fatto che il 60 per cento degli alunni italiani marini la scuola almeno una volta l’ anno (primi in Europa), secondo i risultati del test Ocse – Pisa, che coinvolge 65 Paesi e studenti tra 15 e 16 anni, siamo in fondo alla classifica per matematica, lettura e scienza. In matematica il valore di apprendimento è di 485 punti, la media Ocse è di 494. “Sotto di noi ci sono Perù, Costa Rica, Cile e Colombia”.

Insegnamento
I maestri italiani sono i meno pagati d’ Europa. La parte fissa dello stipendio aumenta ogni sei – sette anni sulla base dell’ anzianità di servizio. A fine carriera, si raggiungono circa 39mila euro lordi. “In Inghilterra, Germania, Francia e Spagna un docente meritevole può guadagnare anche 45mila euro l’ anno già nei primi anni”. E i professori italiani sono i più anziani d’ Europa: più della metà ha oltre 50 anni.

Lavoro
I Neet, i giovani fra i 16 e i 30 anni fuori da qualsiasi forma di educazione, occupazione o formazione professionale sono oltre tre milioni: record europeo dopo Grecia e Bulgaria. Sette milioni di nonni, poi, mantengono figli e nipoti. La spesa previdenziale vale il 17,45 per cento del Pil, più del doppio della media dell’ Ocse, mentre è diminuita quella delle famiglie (5 per cento del costo del welfare). Per la disoccupazione giovanile, dietro di noi c’ è solo la Grecia.

Governabilità
“L’Italia ha il record mondiale delle crisi di governo e da alcuni decenni risulta il paese più instabile del pianeta – scrive Galdo – Dal 1970 si contano in media 1,2 crisi di governo l’ anno”. Più di Libano e Turchia.

Evasione
A un aumento della pressione fiscale (2 punti in 4 anni) è corrisposto un aumento dell’ evasione. Prendiamo l’ Iva: dei 167 miliardi evasi ogni anno in Europa, quasi il 30 per cento (47,5 miliardi di euro) è in Italia. E siamo 141esimi al mondo per chiarezza fiscale: la burocrazia costa alle aziende 48 euro al giorno.

Aziende
L’ Italia è la quinta potenza manifatturiera nel Mondo, la seconda in Europa.
Ma le aziende sono piccole: il 95 per cento non ha più di dieci dipendenti, record tra le nazioni dell’ Ocse. Solo lo 0,6 per cento delle imprese italiane è classificabile come “grande”.

Ricerca
In Ue, la media di addetti al settore ricerca e sviluppo è di 5,1 ogni mille abitanti. In Italia siamo a 3,4, meno di Portogallo (5,3) e Spagna (4,6).

Turismo
Nel 2005 eravamo al primo posto per la capacità di attrazione, oggi al 18esimo. “Nell’ ultimo anno, la quota di turismo internazionale intercettata dall’ Italia è scesa al 4,1 per cento”. Nella classifica che misura competitività e qualità dell’ industria turistica, l’ Italia è 123esima.

Corruzione
Un esempio: la dilatazione dei tempi nella realizzazione delle opere aumenta il rischio di corruzione. Con appalti oltre i 100 milioni, si impiegano non meno di 15 anni e “il 42 per cento di questo tempo passa senza che non sia messa neanche una pietra”.

Giustizia
Record europeo di processi pendenti: 1,5 milioni di penali, più di 4 milioni di cause civili, sei milioni di procedimenti aperti. Secondo il Consiglio d’ Europa, la giustizia italiana (efficienza, qualità e indipendenza) è la peggiore. Per risolvere una lite commerciale, secondo la Banca Mondiale, servono 1185 giorni. Tre volte la media europea.

Discariche
L’Italia è il Paese con il più alto tasso di immondizia che finisce in discarica: il 40 per cento. Ne produciamo 487 chili a testa mentre la media europea è di 422. Il giro d’ affari?
22 miliardi di euro nel 2014 con 30mila reati accertati. Uno ogni 18 minuti.

Digitale
Ultimo Paese europeo per la copertura della banda ultralarga, velocità di 5,6 megabit al secondo, solo il 36 per cento delle abitazioni coperte da reti di nuova generazione (media europea del 68 per cento). Per tempo necessario a caricare un documento in rete siamo passati dall’ 86esimo posto (quattro anni fa) all’attuale 157esimo.

UN NOBEL PER LAMPEDUSA
Furio Colombo (sunto)

Gianfranco Rossi è vincitore a Berlino, col suo documentario sui migranti e chiede il Nobel per le genti di Lampedusa e Lesbo. Intanto l’Europa chiude tutte le frontiere, sancendo così il suo fallimento. Queste due isole sono storia di grande civiltà, contro la penosa assenza di storia di Austria, Ungheria e stati dello stesso basso livello morale. Ma sul versante barbaro anche l’Italia ha fatto la sua parte. Ricordiamo il trattato di incancellabile amicizia tra l’Italia nata dalla resistenza e la cricca di Gheddafi basata sullo sterminio di ogni avversario politico e impegnata dietro cospicui versamenti italiani a bloccare ogni migrazione? Quel trattato fu votato all’unanimità dal parlamento. Maroni era così sicuro di questa amicizia a pagamento che fece smantellare ogni struttura di accoglienza a Lampedusa. Chi riusciva ad arrivare vivo restava (era inverno) sotto la pioggia e le violente mareggiate aggrappato agli scogli fin quando gli isolano riuscivano a metterlo in salvo. Maroni aveva regalato a Gheddafi le motovedette per poter dire ai comizi che aveva bloccato l’invasione dei ‘parassiti’. Ma la Storia si è presa cura del fraterno amico Gheddafi. Intanto i morti in mare si contavano già a migliaia. Maroni ha avuto la faccia di multare i sindaci lombardi che accoglievano migranti. Vorrei che questo Nobel a Lampedusa fosse data con questa aggiunta “ Nonostante gli ostacoli deliberatamente creati anche con la forza dal governo italiano e da alcuni suoi ministri”. Lo dico per rispetto di tutti quei morti in mare.
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