WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Friday November 17th 2017

MASADA n° 1692 26-10-2015 COS’E’ MAI L’ONESTA’?

MASADA n° 1692 26-10-2015 COS’E’ MAI L’ONESTA’?

La bufala delle riduzioni di tasse- La truffa degli 80 euro che ci sono costati 11 miliardi di tasse in più – Marino vuole ricandidarsi ma è una gallina zoppa – Sergio Rizzo e i trasporti romani – I Romani pagano le tasse più alte d’Italia ma hanno i servizi peggiori – Le cose buone fatte da Marino – Tutti quelli che lo odiano – Le controriforma di Renzi e la profezia nera di Cossiga – Gli stipendi dei nostri politici sono i più alti d’Europa – Le privatizzazioni di Renzi- Cos’è il peculato – L’occasione fa l’uomo ladro? Togliamogliela! – Rimborsopoli – La regola del Pd: Mai più di tre legislature. Una balla come tutto il resto – Il Politometro – Renzi alza il contante a 3000 euro

Annalisa
Lapsus più che freudiano di Romano a Bersaglio Mobile: “Il PD è un partito bipolare“. Sì, da TSO.
.
“Tre gruppi spendono i soldi degli altri: i bambini, i ladri ed i politici.
Tutti e tre hanno bisogno di essere controllati”. (Dick Armey)
.
Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori,
non è vittima, è complice
.” (George Orwell)

Come diceva Gaber:
Non c’è niente da fare, sembra proprio che gli italiani non vogliano essere governati. Non si fidano. Hanno paura. E se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di destra. La dittatura di centro, invece… quella gli va bene.

Joacchino e LA BUFALA DELLA RIDUZIONE DELLE TASSE

Il problema non è lo scemo del villaggio. Che è nobile tradizione e che ha sempre svolto una funzione essenziale per la comunità, rassicurarla sul suo senno.
La vera tragedia è quando l’intero villaggio guarda a quel che fa, discute quel che dice e corre dietro allo scemo del villaggio.
E approva e applaude che sia nominato capo del villaggio.
Se il M5S fosse al governo, farebbe quello che i sindaci 5stelle stanno facendo in tutti i Comuni che amministrano: farebbe sparire il malaffare e ridurrebbe il disavanzo, e questo è uno dei modi per ridurre di conseguenza anche le tasse.
Con Renzi l’Istat ci avvertiva già ad aprile che le tasse erano aumentate.
Lo dice l’Istat, lo dice la Banca d’Italia, e lo sanno gli italiani perché le loro tasche sono più vuote. Il “meno tasse” di Renzi è stata solo una trovata pubblicitaria, così com’è stata una bufala propagandistica la luce del tunnel che vedevano Monti e Letta.
Da quando al governo c’è stato il csx, le tasse non hanno fatto che aumentare e con Renzi stanno raggiungendo livelli record. Dati ufficiali: c’è stato un vero e proprio balzo della pressione fiscale italiana negli ultimi tre anni: si è saliti dal 41,6% del 2010-2011 al 43,3% attuale. Otto anni prima, nel 2005, il “peso” fiscale si attestava ancora sotto la soglia del 40%, al 29,1% del Pil. Il 2013 rappresenta così un record assoluto e per il secondo anno si supera anche il livello raggiunto con l’eurotassa per entrare in Europa, quando gli italiani hanno versato nelle casse dell’erario il 42,3% della ricchezza prodotta.
Renzi per pagarsi la campagna elettorale alle europee con gli 80 euro, a maggio 2014 ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e, a ottobre per dare 80 euro alle neo mamme ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi. Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, agli handicappati. Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro… con gli interessi.
Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi. Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte: con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali, con 11 miliardi di tasse dello Stato… e con l’Imu agricola, l’aumento dei ticket sanitari e la riduzione delle esenzioni per i malati

Cobra89. I CAMBI IDEA DI RENZI
Anche il signor Renzi pare aver cambiato idea su molte cose… Quando al governo era Letta diceva:- “Non si può governare con Alfano, Formigoni e Giovanardi”. Oggi governa con Alfano, Formigoni, Giovanardi… e Verdini. Diceva: “La disoccupazione al 12% e la disoccupazione giovanile al 40% sono dati non da crisi ma da catastrofe”. Oggi per le stesse percentuali esulta. “Il mio PD non difenderà più casi come quello Cancellieri”. Oggi il suo PD vota per salvare Azzolini dagli arresti e per lasciare Castiglione nel governo.
I dati sulla disoccupazione sono gli stessi che lo stesso Renzi definiva “non da crisi ma da catastrofe” prima di andare al governo, quindi come fate adesso a dire che sono positivi?
Il vostro giullare Renzi ormai è bollito. La manica di sfigati siete voi, ma guardate a che razza di incapaci mandate in televisione a rappresentarvi!

Alessandro LA SOLFA DEGLI 80 EURO

Renzi per pagarsi la campagna elettorale alle europee regala gli 80 euro solo a quelli che hanno la busta paga, non ai pensionati e agli esodati. A maggio 2014 ha tagliato ai Comuni 6.9 miliardi di euro e, a ottobre per dare 80 euro alle neo mamme ha tagliato altri 4 miliardi di euro alle Regioni. Un totale di 11 miliardi di euro. I Comuni e le Regioni, per compensare i tagli, hanno aumentato le tasse e tagliato i servizi. Gli italiani hanno pagato più tributi regionali e comunali e hanno avuto meno servizi pubblici essenziali: treni regionali, trasporti, ticket, servizi sanitari a pagamento, asili, mense scolastiche, servizi agli anziani, agli handicappati. Gli stessi percettori hanno restituito gli 80 euro… con gli interessi. Inoltre, il governo Renzi per compensare gli 11 miliardi di euro, con la manovra finanziaria di dicembre, ha aumentato le tasse di 11 miliardi, cioè un terzo della manovra finanziaria di oltre 30 miliardi. Gli 80 euro gli italiani li hanno pagati tre volte: con i maggiori tributi comunali, con i maggiori tributi regionali, con i tagli sui servizi pubblici comunali e regionali, con 11 miliardi di tasse dello Stato… e con l’Imu agricola, l’aumento dei ticket sanitari e la riduzione delle esenzioni per i malati cronici!

FINGENDO DI LEVARE LE TASSE RENZI AZZERA I SERVIZI PUBBLICI
Viviana
Ormai abbiamo capito qual’è il trucchetto di Renzi: dire che toglierà qualche tassa o distribuirà qualche bonus, e poi con la scusa che sennò gli mancano i soldi, straziare qualche servizio sociale come scuole o sanità, alla fine le tasse rispunteranno moltiplicate da altre parti e i bonus scompariranno e, fatto il saldo, tra quello che dà e quello che taglia, il risultato sarà sempre un impoverimento degli Italiani non appartenenti alla casta dei più ricchi e corrotti, mentre altre belle pensatine falcidieranno quel che resta della democrazia, aumentando i poteri centrali e facendo dipendere tutte le istituzioni da uno solo.
Il trucco è talmente evidente che solo quei boccaloni dei piddini possono non accorgersene, ma io credo che i peggiori di loro se ne accorgono benissimo ma il loro fanatismo impedisce loro di riconoscere quello che ormai vedono anche i ciechi: che il governo di Renzi non fa che proseguire i tre governi precedenti, tesi solo alla distruzione della democrazia, all’aumento di tasse, alla distruzione di diritti e di tutele, all’eliminazione dello stato sociale e all’arroccamento di privilegi delle classi più ricche e dei politici peggiori.

derekborg
Ma quale taglio della spesa!? Cottarelli l’aveva stimata in oltre 10 miliardi ora il bombarolo l’ha portata a 5 miliardi. Le tasse, invece di modularle progressivamente in base alla capacità contributiva, vengono tolte a tutti indistintamente mentre viene incentivata l’evasione così come confermato da Ruberti e Cantone. Questo personaggio, per sua stessa ammissione, ieri sera, è il figlio naturale del bandanato pregiudicato nel quale gran parte della destra liberal liberista si è se sempre riconosciuta. Nel Pd i liberal liberisti hanno trovato casa con la presenza di questo pseudo rottamatore di estrema destra. Non una legge sul conflitto di interessi, non un piano strategico sulla evasione fiscale che ieri sera il bamboccione, ha sminuito affermando la assoluta falsità dei dati circolanti e calcolati dalla Corte dei Conti così come da lui stesso confermata solo 2 anni fa. Despota pericoloso da tenere d’occhio molto seriamente.

Viviana
Chiamparino lasciò Torino con un buco di tre miliardi e mezzo.
E giustamente quei pirla dei piddini lo hanno eletto governatore del Piemonte.
Così ora il buco del Piemonte salirà a 20 miliardi di euro.
Quando si dice l’intelligenza dei piddini!!
.
Mi scrive Paola

Su Marino non dico affatto ‘finalmente’. E’ stata fatta una gazzarra incredibile ben orchestrata da tutti indistintamente. E quando tutti indistintamente attaccano uno qualcosa puzza e molto…Ma la storia non è finita qui.
Per inciso questo è l’elenco delle cose che ha fatto da quando è stato eletto e che purtroppo neanche il suo ufficio stampa è stato in grado di far conoscere come doveva.. http://mimuovofacciocose.blogspot.it/
Ci sono due petizioni in giro di sostegno e io le ho firmate tutte e due (una +26.600 firme, l’ pur non avendo votato Marino al primo turno ma solo al ballottaggio. Sostegno anche dalla sindaca di Parigi e quello di New York
http://www.huffingtonpost.it/2015/10/09/marino-sindaci-new-york-parigi_n_8270128.html?ir=Italy
E’ domani presidio sotto il Campidoglio nato da cittadini senza bandiere
Incrociamo le dita.
Io non ho proprio bisogno di miti ma, dato che in questa città ci vivo, di un sindaco decente in carne ed ossa. Dunque se dovesse per caso vincere una Meloni (e tieni presente che Berlusconi e Salvini si sono già schierati con lei…) a vedere di nuovo i saluti romani dietro i fumogeni neri in Campidoglio credo che a me come a molti altri prenderebbe un colpo, quello definitivo. Di ‘Arfio’ (Marchini) nemmeno parlo, non sa neanche lui se è di destra o di sinistra, probabilmente di centro, il belloccio costruttore figlio di costruttori, proprio quello di cui abbiamo bisogno.. Infine ci sarebbe, anzi non ci sarebbe, dato che vuole rispettare il mandato di parlamentare, Di Battista, che per tante cose mi piace ma per altre, come ad esempio le bandiere dei 5Stelle che sventolavano l’altro giorno spalla a spalla con Casa Pound, no. Idem la Lombardi. E in ogni caso credo che nel giro di qualche mese verrebbero sbranati l’uno e l’altra perché Roma non è Pomezia, sai Lombardi? E non basta essere nati qui per saper governare.. Dunque se me lo permetti mi piacerebbe che Marino, dato che probabilmente non resterà (anche se non è ancora detto) almeno si candidi con una sua lista civica, in molti ho letto in giro lo rivoterebbero.
Se hai qualche altro consiglio –concreto- da dare fai pure, sono tanto scojonata quanto aperta ad ogni proposta..
Ciao!
Paola

Cara Paola
io penso che una persona che non ha alle spalle un partito non è nelle condizioni di amministrare una città. Marino ha tentato l’impossibile e infatti non è mai riuscito nemmeno a mettere insieme una squadra sufficiente e accettabile, tre giunte in due anni e mezzo e tutte e tre inquinate da cattivi soggetti, e gli appalti che continuavano ad essere dati senza gara ai peggiori e Roma che, salvo qualche piccola miglioria, stava sempre peggio, mi sembra troppo e, anche se decidesse di non dimettersi, lo metterebbero nelle condizioni di non muovere nemmeno un dito, gli taglierebbero i fondi, lo distruggerebbero moralmente e finanziariamente con più freddezza e crudeltà di adesso. Renzi non difende un perdente e soprattutto non difende uno che non gli è succube. Finge di ignorarlo mentre lo pugnala alle spalle. Il Pd e Sel sono sempre stati contro Marino (chiediti perché), mentre difendevano soggetti come la Barracciu, De Luca, Azzolini, Verdini…. Marino avrebbe dovuto dimettersi quando gli hanno messo accanto Gabrielli e insistere a tenere a forza la poltrona quando era già dimezzato mi sembra da pazzi. Da pazzi anche chiederglielo. Altri due anni e mezzo così?? Sarebbe una lenta tortura fino alla morte con la rovina di tutta Roma. Voi gli state chiedendo una gogna insopportabile da cui sarebbero danneggiati tutti i Romani. Gli chiedete di essere tormentato fino alla morte. Non è serio e non è responsabile. Bisogna proprio essere cattivi per chiedere a qualcuno di sopportare una gogna simile. Cattivi o incoscienti.
Se volete contrastare i veri nemici di Marino, che sono Renzi e Vendola, chiedete nuove elezioni. Se non siete sicuri che le vincerà qualcuno meritevole, datevi da fare per scovarlo. Dire che non si può votare il M5S perché le loro bandiere sventolavano accanto a quelle di Casapound mi sembra infantile e ridicolo. In piazza non c’era quasi nessuno. Gruppetti diversi e separati. Ognuno tira acqua al suo mulino e stare nella stessa piazza non significa stare insieme, lo sai meglio di me.
So benissimo che la volpe, la iena o il lupo non li attacca mai nessuno, ma, se nel pollaio c’è una gallina zoppa, tutti la beccano in testa fino alla morte. Marino è una gallina zoppa. Mentana ha detto l’altra sera che gli atti delinquenziali complessi la gente non li capisce, ma le cose semplici e piccole le capisce subito. Lupi insieme a Incalza sono stati accusati di essere a capo di un sistema che gestiva appalti legati alla costruzione delle linee dell’alta velocità ferroviaria e di altre grandi opere. Questo la gente non lo capisce. Lupi si è dovuto dimettere per il Rolex che è stato regalato a suo figlio. Questo la gente lo capisce. I grandi ladri italiani, Renzi in testa, Alfano, Verdini, e Vendola assieme, sono a capo dello sfascio del Paese, ma la gente nemmeno lo vede. Gli scontrini su cui Marino ha mentito li vede benissimo, come le multe non pagate. Fa più male un caffè messo in conto allo Stato che la decisione di fare il Ponte di Messina o di abolire lo statuto dei lavoratori e lo stato sociale. Siamo un popolo di analfabeti che vive a un livello basso e capisce solo cose piccole e ordinarie. Questo analfabetismo culturale e sociale, però, è stato alimentato da giornali e tv a conduzione piddina-berluschina che per anni hanno insistito con la disinformazione accusando i 5stelle di piccole cose, condite da calunnie varie o emerite sciocchezze (e dire che i grillini erano in piazza con Casapound per cui stanno dalla stessa parte, scusami, ma è una di queste sciocchezze). Ora è cominciata la vendetta. Sono anni che ce la date su con questa storia degli scontrini che avete rimenato in tutte le salse e avete negato l’onestà del M5S con balle varie. Ora “chi di scontrini ferisce, di scontrini perisce”. Forse è ingiusto ma è pari e patta. E non finirà qui.
In tutta questa storia quello che i piddini o gli ex piddini fingono di dimenticare è che nei 57 indagati di mafia-capitale il Pd c’è dentro fino al collo e dare la baia a Marino è servito a distogliere l’attenzione dalla enorme corruzione del Pd, ma è innegabile che la condotta di Marino in due anni e mezzo è stata debole e confusa, quando non spesso assente e cieca, per motivi caratteriali. L’uomo è piccolo e lo hanno fatto scivolare su una buccia di banana. Avrà fatto anche una fila di buone cose (ci mancherebbe pure che non le avesse fatte!) ma non ha le palle e quelle buone cose che ha fatto non hanno scalfito il magna-magna romano, costui non si accorge nemmeno di quello che accade nella sua giunta, non ha una squadra di persone efficienti, oneste e fidate, ha contro tutti i partiti, ma in primo luogo ha contro quelli del suo schieramento: Pd e Sel. Non si vuole dimettere? Lo sfiduceranno. E lo ordinerà proprio Renzi con l’ausilio di Vendola. Ti sei fidata di loro fino adesso ma era un mito, credevi in una realtà inesistente. E ci credi anche ora.
Scusami ma i sogni e i desideri sono una cosa. La cruda realtà un’altra. Marino è bruciato. Forse non era la gallina peggiore del pollaio e sicuramente non era la volpe, ma era la gallina zoppa. E in Italia le galline zoppe non durano a lungo, perché questo è un paese di lupi e di volpi.
Forse, a maggio, con nuove elezioni, tornerà su la destra. Forse Renzi riuscirà a fare un tale accrocchio di mafie e desterà nuove speranze con un Cantone-immagine-positiva così da strappare una risicata vittoria. Il popolo dei piddini è un popolo di illusi che si inganna facilmente. Non capisce nemmeno gli scempi costituzionali e le manovre di Palazzo. O forse queste due ipotesi tremende non si verificheranno, e vincerà il M5S. Ma almeno, in quel caso, avremo un uomo che ha dietro un partito e non interessi sporchi e lucrosi, e che soprattutto ha dietro ‘una squadra’, perché, come ha detto con garbo anche Rutelli, i problemi di Roma sono così complessi che non possiamo pensare di risolverli con un uomo solo, l’uomo civetta, o l’uomo al comando, occorre che con lui ci sia una intera squadra di gente competente e onesta, e soprattutto di gente che non sia calata dall’alto dai soliti partiti di magna-magna, come è accaduto finora, ma provenga dal popolo in un sistema di vera democrazia (Renzi ha già vietato le primarie) e persegua gli interessi della gente e non dei vari Buzzi e Carminati o Paglia di turno. Roma è sempre stato un verminaio, e, se si vuole cambiare, occorre avere il coraggio di cambiare
ciao
Viviana

Viviana
Mio padre aveva un pollaio ed è stato lui che mi ha spiegato la storia della gallina zoppa. Quando in un pollaio c’è una gallina più debole, tutte le altre le beccano sulla testa finché non le perforano il cervello e quella muore.
Marino è stato la gallina debole della situazione e il suo errore più marchiano è stata la sua vanità e la sua presunzione per cui la propria debolezza non l’ha capito nemmeno adesso. E’ stata questa la sua mancanza più grave: mancanza di senso di realtà. Pensava di essere il Davide che uccide Golia con una fionda, Golia (ovvero Renzi, ovvero il malaffare che ha messo su Renzi) l’ha schiacciato senza nemmeno un twit.
pensa solo a una voce presa a caso dalla sua nota spese: Il 31 ottobre 2007 la provincia gli paga 1300 euro alla pasticceria Ciapetti di Firenze. Ma quanti pasticcini aveva ordinato? Questo è peggio dei cannoli di Cuffaro!
Vuoi che un tipo così metta un freno a rimborsopoli? Lui, i furbi, li premia!!
Marchini che batte ogni record di assenteismo ed è bravo solo a giocare al polo non mi sembra poi il massimo.
E se pensiamo che gli altri nomi fatti da Renzi sono la Madìa e la Moretti (peraltro già sconfitta in Veneto) cascano proprio le braccia.
In quanto a Sabella, sarà anche un magistrato antimafia, ma una persona che perde la testa in un parossismo d’ira come lui fa spesso in televisione, perdendo bava dalla bocca, ha problemi pesanti, ed è un tale pazzo furioso che deve essere tenuto lontano da qualsiasi istituzione o video, è impresentabile.

Se Marino va avanti e chiede la fiducia interna, quei traditori dei suoi lo tranceranno.
Se tenta di ripresentarsi col Pd, lo trancerà Renzi.
Se si presenta con una sua lista civica, a parte che non ne sarebbe nemmeno capace, ma poi non prenderebbe più dell’8%.
In ogni caso farebbe solo danno al Pd.
A me può anche andare bene, ma a Roma la sua ostinazione a che servirebbe?
2 milioni e mezzo di elettori.
il 52 % che nemmeno vota.
Marino che va su con mezzo milione di voti.
Oggi il 73% lo rifiuta.
Cosa vuoi che cambino 200 persone in piazza?
Una su mille è per Marino e allora?
Ha fatto qualcosa di buono? Sicuramente sì, ma sempre troppo poco per un verminaio come Roma. O forse no, forse Marino fa parte di dei diversamente incapaci. Persino Mussolini fece alcune cose buone Per salvare Roma da se stessa ci vorrebbe un gigante (e Marino è un nano) ma non accorgersi nemmeno che quelli di cui si fidava erano dei mascalzoni… via, siamo nell’incapacità più totale! Se tornasse al comando di Roma, lo rifregherebbero come e più di prima, dall’alto dei vertici del suo stesso partito (Renzi vuole solo renziani), intorno nella sua stessa giunta, e dal basso dai Romani corrotti e profittatori. Quando i congiurati li hai dentro la giunta e sopra il capo, parlare di ricorso alle urne è patetico. Marino può aver fatto diverse cosette, ma troppo poco per quella fogna a cielo aperto che è Roma, dove ogni profittatore non tollera nemmeno un minimo di regole civili o di controllo del lavoro.
Se vuoi difendere un gregge dai lupi, non lo affidi a un barboncino che sa solo abbaiare e i lupi non li riconosce nemmeno di lontano. E poi un politico può sfidare il mondo sull’essere corrotto ma non sull’essere ridicolo e Marino ormai è una figura ridicola.

Una lista Marino sostenuta da Sel e dai radicali non vincerebbe ma toglierebbe voti al Pd rendendo più breve il distacco dai 5stelle.
Sembra che Renzi si sia piegato alla richiesta di primarie ma il Pd ormai è inaffidabile, visti i precedenti di truffe elettorali, falsi sulle tessere, voti di extracomunitari e rom pagati per votare a comando. Fallito il tentativo di commissariare Roma per un anno e rimandato il voto di Roma alle amministrative di maggio che vedranno al voto 1200 comuni, ora si dice che Renzi si inventerà qualcosa per non farci fare nemmeno le amministrative, rimandandole con la scusa del Giubileo. Questo per dire in che mani siamo capitati. Hanno voglia i troll a libro paga a postare le veline di giornata, una più stupida dell’altra, comandate dal Palazzo e a ripetere a manetta i dati falsi di Renzi-Poletti sulla presunta ripresina, ormai lo sfacelo economico, politico e sociale dell’Italia è sotto gli occhi di tutti e anche la vicenda Marino non fa che ribadirlo.

Niente soldi per pagare le batterie
Fermi i minibus orgoglio di Roma

Sergio Rizzo

C’erano una volta tanti Gulliver. I minuscoli autobus elettrici si arrampicavano per le viuzze del rione Monti che lambisce il Colosseo e sciamavano nelle strade del Tridente dalla Barcaccia a piazza del Popolo. Si scorgevano in fila a via Veneto, la strada della Dolce Vita, a caricare turisti dallo sguardo sorpreso davanti ai piccoli e silenziosi torpedoni: Roma ne aveva più di ogni altra città europea. Un primato orgoglioso e invidiabile. Il Giubileo del 2000 fu la loro consacrazione. Quello del 2015, dedicato alla Misericordia, potrà certificare invece la loro prematura estinzione. Da sessanta che erano, tanto la famiglia dei bus lillipuziani arrivata a Roma vent’anni fa si era allargata, ne sono rimasti in circolazione otto. Gli altri sono in un cimitero a Trastevere, dove attendono pietosa sepoltura. Le batterie sono esauste e i soldi per sostituirle non ci sono. L’Atac ha un’esposizione finanziaria di 874 milioni. In estate il Comune l’ha dovuta ricapitalizzare. L’ha imposto il codice civile. Le perdite avevano infatti bruciato più di un terzo del capitale e una nuova iniezione di risorse fresche si rendeva indispensabile. Denari però non ce n’erano: così hanno fatto ricorso alla creatività italiana. E hanno ricapitalizzato l’azienda in parte con una operazione sul patrimonio e per il resto, parliamo di 40 milioni, con non meglio specificati “risparmi” sul contratto di servizio. Cioè sui soldi pubblici che il Comune e la Regione versano alla società ogni anno per far marciare gli autobus. Altri tagli a un servizio già indecente per tappare i buchi dell’azienda? La richiesta di chiarimenti all’assessore al Bilancio Marco Causi del solito rompiscatole Riccardo Magi, Presidente dei radicali italiani e consigliere comunale della maggioranza, non si è fatta attendere. La risposta della giunta, invece, non è ancora arrivata: e sono ormai passati più di due mesi. Rafforzando la convinzione che il più grave errore della giunta di Ignazio Marino sia stato quello di non aver portato subito i libri dell’Atac in tribunale. Sperare nella Misericordia del Giubileo, per come si sono messe le cose, è davvero arduo. Il trasporto pubblico a Roma è in uno stato penoso. L’Atac ha 12 mila dipendenti, quasi duemila in più dell’Alitalia, e circa 2.500 autobus con un’età media di dieci anni: la gran parte dei quali dovrebbe essere in pensione da un bel pezzo. Se non dormicchiare in un museo. Dei 2.500 mezzi ne sono utilizzabili circa 1.800. Gli altri sono stati cannibalizzati perché i pezzi di ricambio arrivano con il contagocce. E le avarie, a causa dell’età avanzata e delle condizioni disastrose del manto stradale, crescono a ritmi esponenziali. Ogni giorno si rompono mediamente 300 autobus, e dai depositi non ne escono che 1.400. Il risultato è che l’Atac riesce a impiegare soltanto poco più della metà del proprio parco mezzi. Per fronteggiare il Giubileo era stato deciso uno sforzo eccezionale: l’acquisto in leasing di 700 nuovi autobus. Ma la gara è andata deserta. E le motivazioni francamente non sono incomprensibili. Siamo a ottobre 2015 e ancora il bilancio 2014 non è stato approvato. L’azienda è allo sbando. L’amministratore delegato dell’Atac Danilo Broggi, che di fatto lavorava a part time avendo uno stipendio annuo di 60 mila euro, ha formalizzato le dimissioni seguito a ruota dal direttore generale arrivato a maggio. Quattro mesi sono bastati a Francesco Micheli per capire: se n’è andato lamentando l’assenza di investimenti e di strategie, oltre a pesanti interferenze di politica e lobby. Anche se di più non ha detto. Ma che da maggio a oggi il clima sia cambiato, è del tutto evidente. A luglio l’assessore al bilancio Silvia Scozzese, che aveva a sua volta sostituito Daniela Morgante, si è dimessa: il suo posto è stato affidato a Marco Causi, deputato del Pd e già assessore con Walter Veltroni, che ha assunto anche l’incombenza di vicesindaco. Qualche giorno prima il sindaco Ignazio Marino aveva sfiduciato in conferenza stampa l’assessore alla mobilità Guido Improta: questo incarico è stato affidato a Stefano Esposito, Senatore del Pd. E se il partito ha voluto riaffermare così la presa sull’amministrazione, questo non ha potuto cambiare uno stato di cose allucinante. Esposito parla dei suoi primi mesi come di un viaggio agli Inferi. La sicurezza è diventata un incubo, e gli incidenti a ripetizione sono una spia poco rassicurante tanto per il trasporto di superficie che per la metropolitana. Qualche giorno fa la metro A, per capirci quella che collega Cinecittà a San Pietro passando per piazza di Spagna, è stata chiusa dopo che un treno ha perso per strada il vano batterie. “Un oggetto grande come un comò”, secondo la descrizione di Esposito, che ha urtato il rivestimento della galleria facendo crollare il controsoffitto. Le condizioni delle infrastrutture ferroviarie, da tempo immemore prive di manutenzione, sono tali che sarebbe necessario un investimento immediato di almeno 40 milioni per garantire un minimo di efficienza e allontanare il rischio di incidenti e disservizi. Ma i soldi, anche in questo caso, non ci sono. Delle cause che hanno spinto l’Atac nell’abisso Il Corriere ha ripetutamente dato conto, precisando che vengono da lontano: molto prima dell’arrivo di Marino. L’uso clientelare delle assunzioni, il ruolo improprio del sindacato che ha coperto assenteismo e inefficienze spianando la strada a privilegi inesistenti in altre aziende di trasporto, l’assoluta carenza di controlli e sanzioni per contrastare un’evasione allucinante capace di ridurre gli incassi al lumicino. Per non parlare di certe assurdità “tecnologiche”. Basta dire che gli abbonamenti alla metropolitana continuano in qualche caso a far aprire regolarmente i tornelli anche dopo che sono scaduti. Tornelli che attualmente restano aperti diversi secondi dopo l’introduzione del biglietto consentendo così il passaggio di “trenini” di portoghesi. Eppure il costruttore li aveva tarati per il passaggio di una sola persona, ma dall’Atac sarebbe arrivata non si sa quando la richiesta di modificare la taratura. Motivi di sicurezza: i bambini potevano farsi male. Difficile dire perché valga per i bambini romani e non per quelli milanesi, parigini o londinesi. Il problema è come uscirne. E subito, considerando che si stanno per accendere i fari di tutto il mondo sulla capitale d’Italia e la qualità dei suoi servizi pubblici. Innanzitutto i trasporti. Ma anche la pulizia. E qui si apre un altro cahier de doléances. Roma è una città sporca ben oltre il tollerabile. Sporche le vie e sporchissimi i giardini, la cui cura veniva tradizionalmente affidata affidata anche alle cooperative sociali di Salvatore Buzzi & co., commissariate in seguito alle inchieste su Mafia capitale. Le considerazioni a proposito dell’Atac si potrebbero ripetere pressoché identiche per l’Ama, la società pubblica che deve raccogliere i rifiuti e pulire le strade a tariffe che sono fra le più care d’Italia. Anche in questo caso le cause affondano le radici in epoche ben precedenti all’insediamento dell’attuale amministrazione, avvenuto a giugno del 2013. Trascorsi oltre due anni, tuttavia, è giusto chiedere quali risultati siano stati raggiunti. E questi, purtroppo, non sono così tangibili. In compenso, a un’azienda che ha gestito in modo tanto insoddisfacente il servizio, il Comune di Roma ha rinnovato qualche giorno fa l’affidamento per 15 (quindici!) anni, impegnandosi a far sborsare ai cittadini romani 11 (undici!) miliardi di euro. La delibera è passata in consiglio comunale con 22 voti favorevoli e 14 contrari, e un terzo dei consiglieri assenti. Non senza qualche legittima rimostranza in seno ai revisori comunali. E alcune pillole ineguagliabili, a dimostrazione che l’andazzo è duro a morire. E’ previsto che se la città dovesse rimanere ancora sporca, il servizio di spazzamento possa essere anche “esternalizzato” dal luglio 2016 per due anni “in via sperimentale” in alcune zone. Sempre però “garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali”. Riusciremo anche a pagare gli spazzini a patto che non spazzino?

I ROMANI PAGANO LE TASSE PIU’ ALTE D’ITALIA CON I SERVIZI PEGGIORI

Si pensi che i Romani sono pure i più tassati d’Italia e hanno i servizi peggiori!
Abitare a Roma costa in tasse locali il doppio che abitare a Milano, e per i redditi più modesti la differenza arriva al triplo.
Uno dei tasselli del super-fisco romano è stata l’addizionale extra sull’Irpef comunale .
Ogni romano versa al Comune 1.063 euro di tasse. Gli incassi del Campidoglio oltre i 3 miliardi di euro. E la stima comprende i bebè. Inutile entrare nel merito di come poi i soldi incassati vengano effettivamente spesi. Anche se basta camminare nelle strade di Roma per capirlo. Il grosso dell’incasso (1,6 miliardi di euro) arriva dalla Tasi e dall’Imu, mentre circa 800 milioni di euro arrivano dalla Tassa sui rifiuti e 405 dall’addizionale comunale sull’Irpef. Quanto a quest’ultima a fronte di un’aliquota pari allo 0,9%, Roma ha un incasso medio di 144 euro per abitante, seguita da Milano con 136 euro, da Torino con 117 euro e, infine, da Napoli con 68 euro. Roma oltre a essere la città più tassata d’Italia è quella con l’amministrazione meno produttiva tra le grandi metropoli italiane.

Attilio Borroni
Scrive l’’Osservatore Romano: “Ora la Capitale, alla vigilia del Giubileo, ha la certezza solo delle proprie macerie”.
Ma il Vaticano é tra i principali responsabili del sacco edilizio di Roma. Se Roma è un disastro la colpa è in gran parte del Vaticano. Negli anni cinquanta Roma fu massacrata dalla “Società generale immobiliare di lavori di utilità pubblica ed agricola”, nota come “Società generale immobiliare” o semplicemente “Immobiliare” il cui pacchetto azionario di controllo apparteneva all’Amministrazione Speciale della Santa Sede.
La Balduina, Vigna Clara, Olgiata e Casal Palocco sono tutti quartieri costruiti dalla Immobilare. L’hotel Cavalieri-Hilton sulla collina di monte Mario e l’edificazione di numerose ville presso l’Appia Antica a Roma sono opera dell’Immobiliare.
Invece di criticare Marino, il Vaticano tiri fuori i soldi per rimediare ai disastri che ha fatto. Se solo il Vaticano pagasse l’IMU sui suoi edifici”religiosi”, Roma sanerebbe il suo bilancio.
Se il Vaticano ha qualcosa da ridire circa l’ospitalità che gli riservano le Istituzioni italiane può sempre accomodarsi ad Avignone, dove c’è già uno splendido palazzo pronto.
Certo, lì probabilmente non si potrebbe permettere di mettere becco nelle vicende politiche francesi, o nel dibattito sui diritti civili.

reddoctor1
Vorrei ricordare a Renzi, quando critica Marino, che nel suo governo, guidato da un non eletto, ci sono 4 sottosegretari inquisiti. E questo governo si regge sui voti di un macellaio plurinquisito. Per loro un’alternativa alle dimissioni si trova sempre. D’altronde da un democristiano di rito arcoriano non ci si può aspettare altro.
Non solo Renzi non li ha allontanati, ma li ha blindati e guai a chi glieli tocca.
Ormai il Governo, tra lui e Alfano, sembra la succursale di Rebibbia.
Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute, sotto inchiesta per irregolarità nei rimborsi per spese elettorali e già condannato dalla Corte dei conti a risarcire, insieme ad altri 21 indagati, 196mila euro per rappresentanza gonfiate.
Francesca Barracciu, sottosegretaria ai beni culturali, indagata sulle spese pazze (Ora finalmente dimessa).
Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture, indagato per rimborsi non rendicontati del consiglio regionale della Campania.
Giuseppe Castiglione, sottosegretario Ncd all’Agricoltura, indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per gli appalti per la struttura di accoglienza siciliana di Mineo.
.
Buzzi risponde alla domanda: “Chi hai corrotto?” :
“La nuova Amministrazione Marino mi aveva posto a carico i costi di 4, 5 assessori, 18 consiglieri comunali, 4, 5 presidenti di municipi. L’assessore ai lavori pubblici della Giunta Marino, Maurizio Pucci, legatissimo al sindaco e, tra gli anni ’90 e il 2000, uomo chiave delle giunte Veltroni e Rutelli in Ama e nei cantieri del Giubileo, prima di diventare responsabile della protezione civile regionale con Marrazzo. Durante la campagna elettorale del 2006 gli erogammo finanziamenti e gli mettemmo a disposizione un’autovettura che lui non voleva più restituire. Nell’ultima consiliatura, però, non ci sono state altre erogazioni». Poi ci sono state tre assunzioni richieste da Luigi Nieri (ex vicesindaco) al costo di 110, 120 mila euro annui, e fatte in una logica di scambio». Per le deliberazioni per il debito fuori bilancio ho promesso a Mirko Coratti (ex presidente dell’assemblea capitolina ndr) e Francesco D’Ausilio (ex capogruppo Pd in Campidoglio, ndr) 100 mila euro. Che hanno accettato, ma che non ho fatto in tempo a pagare perché sono stato arrestato. Alfredo Ferrari ( consigliere Pd, ndr) e Luca Giansanti (capogruppo della lista Marino, ndr) hanno accettato una promessa di 30 mila euro, 15 mila a testa, mentre con Ferrari mi sono accordato per un compenso tra il 5 e il 10% di un debito fuori bilancio da 400 mila euro.

I GIORNALI STRANIERI

El País (Spagna)
Pablo Ordaz, scrive: “Alla fine, il più grande nemico politico di Ignazio Marino si è rivelato essere lui stesso. In un paio di settimane, quello che fino a ieri pomeriggio era il sindaco di Roma, un chirurgo di prestigio trapiantato in politica nelle file del Pd, ha fatto a brandelli l’unica virtù che gli riconoscevano anche i suoi molti avversari: l’onestà. Due bugie quasi infantili, soprattutto in confronto al grado di infiltrazioni mafiose che Roma soffre da anni, lo hanno costretto a dimettersi, messo alle strette dalla pressione dei dirigenti del suo stesso partito, tra cui il presidente del consiglio Matteo Renzi”.

The Guardian (Regno Unito)
“Lo scandalo sui rimborsi spesa è stata solo la punta dell’iceberg per Marino. Per mesi sono stati sollevati dubbi sulle competenze del sindaco, mentre la città sembrava sgretolarsi sotto gli occhi dei cittadini”, scrive la corrispondente Stephanie Kirchgaessner,
“la spazzatura era lasciata in mezzo alla strada, l’erba dei parchi pubblici non veniva curata e lo scandalo di Mafia capitale sulla corruzione negli appalti pubblici – che non ha riguardato personalmente Ignazio Marino – aveva portato all’arresto di decine di funzionari pubblici”.

Le Monde (Francia)
“Sospettato di aver usato la carta di credito del comune per cene private, il sindaco di Roma, eletto nel 2013, ha rassegnato le dimissioni l’8 ottobre. Fino ad allora, il mandato dell’ex chirurgo era già stato segnato da molti fallimenti”, commenta Philippe Ridet.

Frankfurter Allgemeine (Germania)
“Ora il presidente del consiglio Matteo Renzi deve impedire che la capitale d’Italia sfugga al suo partito. Secondo i sondaggi, oggi Roma cadrebbe nelle mani del Movimento 5 stelle, il partito che finora in Italia si è fatto un nome più come voce critica di ogni politica che come soggetto in grado di costruire qualcosa”, scrive Joerg Bremer.

The New York Times (Stati Uniti)
“Ignazio Marino ha cercato di assumere uno stile alla mano e informale, mentre cercava di fare riforme difficili e di sfidare interessi radicati. A differenza dei suoi predecessori e di altri politici italiani, girava la città in bicicletta. Alla fine però è diventato la vittima di accuse di altri tempi”, commenta Gaia Pianigiani.

Fin qui ho attaccato Marino
Ora elencherò qualche motivo a sua difesa:

1) picchiare Marino è facile perché non ha nessun potere forte che lo protegga
2) mafia capitale lo vede storto perché con lui ha cominciato ad avere qualche difficoltà a piazzare i suoi uomini in Campidoglio
3) lo odiano ovviamente quelli delle tredicine (camion bar davanti al Colosseo) che ha fatto sgombrare
4) lo odiano le potenti famiglie di Ostia che aveva cementato abusivamente il lungomare e che si sono ritrovate le ruspe
5) lo odiano quelli che lucravano sulla discarica di Malagrotta che ha chiuso mentre rialzava la raccolta differenziata
6) lo odiano le ditte degli enormi cartelli pubblicitari che ha fatto levare
7) lo odia chi occupava abusivamente appartamenti in pieno centro pagandoli due lire
8) lo odiano i dipendenti del metro che ora devono timbrare ingresso e uscita come nei paesi civili
9) lo odia il pd romano che non può più fare certi suoi affarucci
10) quello che lo odia di più è Renzi che non ha in Marino un servo succube e sciocco come tutti gli altri
11) non lo ama il Vaticano perché Marino ha sempre difeso il diritto a non concepire o ad abortire, l’assistenza eterologa, l’eutanasia, il diritto dei gay a sposarsi, ha istituito il registro comunale delle coppie di fatto, tra cui coppie gay, ed era in testa al Gay Pride di Roma
12) è vero che il Papa non lo aveva invitato a Filadelfia ma lo avevano fatto il sindaco di Filadelfia e l’arcivescovo (cosa che i media non hanno detto)
Insomma…
.
Chiara Geloni, giornalista Dem

Le responsabilità sono di tante persone e di tanti soggetti. Marino sicuramente non ha saputo prendere in mano Roma. Al di là della vicenda degli scontrini non si è dimostrato un leader capace di guidare la Capital. In questo difficile compito non è stato aiutato né dal Pd romano, fiaccato pesantemente da Mafia Capitale, né dal partito nazionale che, anziché trattarlo come un sindaco da sostenere, lo ha considerato un problema da risolvere, liquidandolo il prima possibile. Il Pd romano aveva poi problemi seri di rapporto con la Città e di mancanza di progettualità già da prima. Aveva scelto Marino alle primarie come outsider ma questa immagine era vera fino ad un certo punto, perché Marino era stato candidato alla segreteria del Pd, era un esponente di rilievo del partito già da anni. Impostare inoltre una campagna elettorale sullo slogan “Non è politica, è Roma”, per il primo partito della Capitale che aveva governato a lungo la Città anche con dei meriti, mi è sembrato un gesto di grande ipocrisia, una bugia dalle gambe corte..penso che si debba ripartire da una proposta per la Città che non sia soltanto una persona. Purtroppo il tempo è poco, il partito romano è stato pesantemente indebolito dall’inchiesta Mafia Capitale e non vedo margini per una proposta convincente. Il Pd potrebbe tentare di aprirsi ad una personalità esterna, non un politico, ma non so se questa possa essere davvero una mossa vincente. Io credo che dopo questa negativa esperienza, oltre a quella pessima di Alemanno, i romani si attendano, non soltanto una persona nuova e pulita, ma soprattutto una persona competente capace di prendere in mano la macchina amministrativa provando a risolvere i giganteschi problemi che ha Roma. Credo che la scorciatoia della personalità da ricercare nella società civile, possa avere successo soltanto se quella persona, oltre che popolare, saprà convincere gli elettori di essere davvero competente.
Penso che i 5Stelle abbiano davanti la vittoria come obiettivo possibile se non sbaglieranno la campagna elettorale. Anche a loro consiglierei un candidato che sappia esprimere, oltre che rinnovamento e discontinuità, anche una solida competenza di governo”.

LE CONTRORIFORME DI RENZI E LA PROFEZIA NERA DI COSSIGA
Domenico Gallo

Sono troppi anni che in Italia è stata imposta nel dibattito pubblico un’accesa discussione sull’esigenza di profonde riforme costituzionali ed istituzionali, al punto che ormai è penetrato nel senso comune lo stereotipo che la Costituzione del 1948 sarebbe un ferrovecchio di cui bisogna sbarazzarsi in nome della democrazia per far “crescere” il nostro Paese. Pochi ricordano che questa discussione è partita dal vertice del potere politico, ha una ben precisa data di inizio ed un suo profeta: Francesco Cossiga.
Fu il Presidente della Repubblica dell’epoca che, il 26 giugno del 1991, mandò un formale messaggio alle Camere istigando il Parlamento ad attuare una profonda riforma della Costituzione, che avrebbe dovuto portare ad una modificazione della forma di Governo, della forma di Stato, del sistema dell’indipendenza della magistratura e ad abbandonare il sistema elettorale proporzionale a favore di un sistema maggioritario. Con questo messaggio Cossiga dichiarava obsoleto il modello di democrazia costituzionale prefigurato dai Costituenti, in quanto frutto della guerra fredda che avrebbe indotto i Costituenti stessi ad organizzare un potere “debole” custodito da garanzie “forti”, anziché un potere forte e stabile, svincolato da garanzie forti.
Quella che contestava Cossiga, in realtà, era l’impostazione antitotalitaria che aveva guidato le scelte dei Costituenti, determinati ad evitare che in Italia si potesse verificare un’eccessiva concentrazione di potere nelle mani dei capi politici, a scapito dello Stato di diritto e dei diritti dei cittadini, come era avvenuto con l’esperienza del fascismo.
L’esigenza delineata da Cossiga nel suo “profetico” messaggio alle Camere è quella di dare più potere al potere, di ridimensionare il sistema di pesi e contrappesi che fa sì che il potere di ogni organo trovi un limite nel potere di altri organi e che l’esercizio di ogni funzione di Governo sia vigilata da robuste istituzioni di garanzia, capaci di assicurarne la conformità al diritto e di tutelare i diritti inviolabili dei cittadini. L’aspirazione è sempre stata quella di ricreare nuovamente un Governo forte, se non addirittura un uomo forte, capace di realizzare la sua missione di Governo, senza essere ostacolato dalle istituzioni rappresentative e da quelle di garanzia.
Dare più potere al potere è stato il leitmotiv che ha guidato il ventennio appena trascorso e le riforme che sono state praticate sia in tema di leggi elettorali che di modifiche formali alla Costituzione. Lungo i binari posti da Cossiga hanno viaggiato tutti i tentativi di riforma della democrazia costituzionale italiana, praticati nel tempo, con esiti vari, sia attraverso le riforme elettorali, sia attraverso le riforme della Costituzione del 48.
Il problema è che adesso questo lungo viaggio sta per terminare. Quando andranno a regime la riforma elettorale (Italicum), la riforma del Senato, la riforma della pubblica amministrazione (che demolisce il principio costituzionale dell’imparzialità e del buon andamento), la riforma della scuola (che assoggetta l’istruzione pubblica ad una logica aziendale), le varie riforme del mercato del lavoro (che riconducono il lavoro a merce), allora si sarà completato un processo di vera e propria sostituzione del modello di democrazia, del modello di Stato e del modello economico sociale delineati nella Costituzione della Repubblica italiana.
Tutte queste riforme sono convergenti verso la creazione di un nuovo quadro istituzionale che si realizza con la figura dell’uomo solo al comando e con la sterilizzazione, se non l’abiura dei principi e dei valori che la Costituzione a posto a base della vita della Repubblica.
In questo contesto bisogna valutare l’ultima battaglia che si sta combattendo in questi giorni al Senato, intorno alla riforma/cancellazione del Senato ed al ridimensionamento dei poteri della Camera dei Deputati. In questo contesto risalta l’assurdità del compromesso sulla semi-elezione popolare dei Senatori che ha fatto alzare bandiera bianca alla minoranza PD. Si tratta di compromesso che non restituisce ai cittadini il potere di elezione diretta dei Senatori e lascia irrisolti tutti gli altri nodi.
In particolare: la sottrazione alle Regioni di ogni possibilità di Governo del territorio; la sostanziale attribuzione al Governo del controllo dell’agenda dei lavori della Camera dei Deputati, già mortificata e sottoposta alla supremazia dell’esecutivo in virtù della legge elettorale voluta dal Governo Renzi che garantisce al partito vincitore un premio di maggioranza sproporzionato come e peggio che nel “porcellum”, l’eliminazione della garanzia della doppia lettura per le leggi che riguardano i diritti fondamentali dei cittadini; la sproporzione numerica fra Senatori (100) ed i Deputati (630) che rende irrilevante il ruolo del Senato nell’elezione del Presidente della Repubblica.
La riforma costituzionale è un po’ la linea del Piave sulla quale si può arrestare la controrivoluzione in atto. Riusciremo ad impedire che si realizzi la profezia nera di Cossiga?
.
CROZZA-MARINO

GLI STIPENDI DEI NOSTRI POLITICI SONO I PIU’ ALTI D’EUROPA

Il fatto gravissimo è che pur nella crisi pesantissima attuale abbiamo la casta di politici più ricca d’Europa. Ma a loro Renzi non toglie un euro, mentre ogni volta che taglia, taglia i servizi, soprattutto la sanità. I parlamentari vantano una serie di record invidiabili nei 27 paesi dell’Ue: sono in numero più alto, hanno lo stipendio più alto (140 mila € lordi), non hanno praticamente pene carcerarie, licenziamenti o multe se sforano i massimali.
Solo di stipendio annuo lordo, i deputati portano a casa 140.444 €. Contro 91.764 dei tedeschi, 85.202 dei francesi, 76.913 degli inglesi e 43.771 degli spagnoli. A questo vanno aggiunte altre voci mensili: 3.503 di diaria, 3.690 di rimborso per spese di rapporto fra eletto ed elettori, una cifra vagante per gli assistenti. Poi ci sono i rimborsi spese: fino a un massimo di 3.995 € a trimestre per i viaggi, più 3.098 € annuo per il telefono. Alla fine, sono altri 1.600 al mese, fino a 20.000 € per i deputati, un po’ di più per i senatori. Oltre a ciò viaggiano gratis in Italia su ogni mezzo: treni, aerei, traghetti. E non pagano il pedaggio autostradale.
E quanto prendono i sindaci?
Lo stipendio di Marino è 4500 euro al mese, talmente basso che la metà del suo capufficio stampa (il suo costo-azienda per l’amministrazione comunale, è di oltre il doppio 9.762, sempre poco).
Nessun CEO sano di mente, alla guida di un’azienda con 3 milioni di clienti, accetterebbe un contratto da 4.500 euro netti al mese, senza nemmeno avere a disposizione un plafond per le spese di rappresentanza. D’altra parte, però, nessuna società sana di mente pagherebbe il proprio capo 4500 euro al mese permettendogli poi di spenderne fino a 50mila con la carta di credito aziendale.
Il sindaco di Londra prende 195.600 euro l’anno
In Francia il salario minimo per i sindaci è molto basso, 646 euro al mese per i Comuni piccoli poi si sale fino a 5.512. Il sindaco di Parigi è 8.684 euro. Le spese di rappresentanza sono a parte, ma il plafond è ridotto: 19.720 euro l’anno, pari a circa 1.643 euro al mese (non 50.000 come si è dato Marino).
Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia e Saragozza hanno un tetto di 100.000 euro.
A Berlino 12.635.

Crocetta, governatore della Sicilia, è un altro bel caso, visto che guadagna più di Obama, 81mila euro come governatore più 230mila come deputato regionale, mentre il Presidente degli Stati Uniti d’America guadagna una somma corrispondente a 287mila euro.
Ma quand’è che elimineremmo i doppi e tripli incarichi? Visto che l’Unione europea continua a chiedercelo e facciamo lo gnorri.
In totale la Giunta Crocetta costa 2 milioni e 331mila euro annui, molto più di quanto costa la Regione Lombardia, che con 442mila euro accontenta tutti, sia Roberto Maroni, che ha uno stipendio da Presidente più consigliere regionale per un totale di 208mila euro lordi l’anno, sia i suoi assessori. Anche Enrico Rossi, Presidente della Regione Lombardia, percepisce uno stipendio, sempre oneroso, ma molto più basso del suo collega siciliano, ossia di 154mila euro.

PECULATO
Il peculato, nel diritto penale italiano, è il reato previsto dall’art. 314 del codice penale, per cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo a causa del suo ufficio o servizio la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui (auto), se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
.
Viviana
L’onestà nasce di colpo quando chi sbaglia subisce una pena.
Non quando gente come Fiorito o la Polverini si tornano a candidare come se niente fosse e il capo di governo si condona un reato troncando per legge il proprio processo di danno all’erario.
O quando i partiti sbagliano per primi facendosi una legge che prevede rimborsi sulle spese elettorali solo quando sono provate e poi si fanno una controlegge per cui anche senza scontrini e fatture, i soldi pubblici se li spartiscono lo stesso,
Non quando una come la Barracciu siccome ha rubato diventa sottosegretario, cioè viene premiata e uno come Verdini che è sotto 5 processi diventa l’alleato del capo e mi cambia la Costituzione.
Non quando il Pd che è partito di governo impedisce che si processi uno come Azzollini.
Marino è diventata il capro espiatorio? Bene. Mi spiace per lui. Spero che i controlli si allarghino da lui a tutti, sindaci e non sindaci. Spero che l’attacco a Marino diventi la scintilla da cui parte un fuoco di pulizia per tutti gli sprechi e gli abusi dei signori politici qualunque carica rivestano e siano un boomerang per il Pd che questa canea sugli scontrini l’ha innescata contro i 5stelle e ora è giusto che se la ritrovi contro!
Marino non è un mostro, ma dire che è il ladro più piccolo non lo salva come non salva tutti gli altri. Hanno rotto il vaso di coccio per salvare i vasi di bronzo.
Marino è un cattivo esempio di come il potere diventa arbitrio e abuso e non ci siano controlli seri sulla casta politica.
Non fanno che tagliarci lo stato sociale, aumentarci le tasse e diminuirci i servizi
Invece di pensare a creare lavoro e a fare giustizia, fanno a pezzi la democrazia e
pensano solo a spartirsi il bottino e dovremmo anche sopportare la storia delle note spese false?
Chi ruba viene ricandidato. E’ morta la meritocrazia e vince la latrocrazia. Tutti sbagliano ma nessuno paga. L leggi sono peggiorate solo per salvare i più ladri. Il capo del governo si allea coi peggiori e premia i furbi. Ma ora il vaso è colmo e la rabbia sta per tracimare

PRIVATIZZAZIONI DI RENZI
Slgcubposte Sindacato Lavoro G

Le forze dell’antistato stanno divorando lo Stato. Per coprire subito l’eliminazione dell’Imu 2016, dal 12 ottobre ci sarà la vendita del 38% di Poste Italiane, cioè di un’azienda che guadagna una barca di soldi, che oggi vanno interamente a finanziare lo Stato (212 milioni di euro nel 2014). Togliere ancora introiti allo Stato, significa prevedere più tasse di compensazione (occulte) e meno soldi per sanità, pensioni, scuola e tutela del territorio dai disastri idrogeologici. Dunque, la situazione già grave, creata dalle privatizzazioni di Enel, Eni, Telecom, Autostrade e altri settori, si aggraverà ancora di più. Pur sapendo che non possiamo impedire questa vendita, perché i partiti e i sindacati di partito sono d’accordo, chi vuole esprimere il dissenso a questa operazione, può firmare la petizione di Slg-Cub Poste, del 10/9/15, su change.org intitolata “Il Governo non venda le Poste”. Da non confondere con altra petizione sulle Poste, pubblicata pochi giorni fa da altri, su argomenti diversi.
.
L’OCCASIONE FA L’UOMO LADRO? TOGLIAMOGLIELA
Peter Gomez

Visto che da sempre è l’occasione a fare l’uomo ladro è venuto il momento di ridurre drasticamente le occasioni. E se in molti giudicano buona l’idea di quei sindaci che, come Giuliano Pisapia a Milano e Dario Nardella a Firenze, hanno detto no alla carta di credito comunale per evitare alla radice di cadere in tentazione, noi dopo il caso di Ignazio Marino pensiamo invece che la strada maestra sia quella della tracciabilità e della trasparenza.
In Inghilterra lo hanno capito nel 2009, quando i sudditi di sua Maestà scoprirono che 392 deputati inglesi nelle loro note spese ci avevano messo di tutto: dvd a noleggio, attrezzi da giardino, colf, baby sitter, ma anche mutui e tasse di proprietà sulla casa. Risultato: ciascuno di loro fu costretto a restituire il maltolto. L’attuale premier David Cameron tirò fuori dal portafoglio 965 sterline.
L’allora primo ministro Gordon Brown staccò un assegno a tre zeri per rifondere quanto speso in pulizie e giardinaggio. Chi invece aveva fatto ricorso alle fatture false (per esempio David Chayrlor un deputato laburista che aveva stipulato un contratto d’affitto fasullo con la propria figlia) venne condannato a molti mesi di prigione perché, disse il giudice, quello era “l’unico modo per ristabilire la fiducia dei cittadini nel sistema parlamentare” dato che “i nostri rappresentanti svolgono un ruolo importante nella società ed è necessario che il loro comportamento sia sempre onesto”. Ma la vera svolta fu la pubblicazione on line dei dettagli di tutte le spese sostenute dai parlamentari mese per mese.
Cittadini e giornalisti da allora possono rendersi conto esattamente, e in tempo reale, di come viene impiegato il denaro dei contribuenti. In questo modo si è poi scoperto che c’era chi continuava a fare il furbo chiedendo il rimborso di biglietti di treno in prima classe (per i parlamentari inglesi è obbligatoria la seconda) o di camere di albergo a Londra, città dove possedeva la sua prima casa. I nuovi scandali, e la facilità con cui si viene smascherati, stanno così lentamente migliorando i comportamenti della classe dirigente britannica.
Anche in Italia tutte le spese dei sindaci, dovrebbero essere pubblicate. Ma la spazio di manovra lasciato ai primi cittadini dalla legge del 2013 è grande. Ogni giunta sceglie da sola il proprio grado di trasparenza. E a volte finge addirittura di esserlo. Così, come racconta oggi ilfattoquotidiano.it, su internet si trovano rendiconti di missione ultra-dettagliati come a Livorno, dove il sindaco Filippo Nogarin, segnala persino i 90 centesimi spesi per un caffè e lascia liberi i cittadini di stabilire se l’esborso sia stato opportuno o meno. Ce ne sono altri che riportano solo il dato aggregato come succede a Milano, Verona e Firenze. In certi casi i dati vengono aggiornati una volta al mese, in altri (Venezia) vengono pubblicati solo a fine anno. Peggio ancora va con le spese di rappresentanza. Una legge del 2011 obbliga solo a un rendiconto finale. Ma non stabilisce se si debba riportare pure il nome del fornitore e la data dell’evento.
Per questo, se si legge quello di Milano si capisce tutto o quasi, se si scorre quello di Napoli restano invece molte curiosità. In ogni caso nessuno batte la via suggerita dal buon senso. Pubblicare on line gli scontrini e le ricevute di tutte le spese rimborsate con le loro causali. E farlo con al massimo con 30 giorni di ritardo. Una soluzione semplice per ridurre di molto il diabolico impulso a pagare con carta di credito comunale un pranzo di famiglia, poi fatto passare per un incontro con una comunità di religiosi. Ma, come è noto, la semplicità in Italia è da sempre molto complicata da raggiungere.

Parliamo solo di alcune spesucce della Lega.
Maroni dal gennaio 2013 dai conti della Lega ha tirato fuori quasi 6 milioni: autonoleggi, cambi gomme, 50.000 euro dati alla scuola della moglie di Bossi. Solo per la pubblicità della Lega ha dato a Google € 414.000. Tutti soldi nostri. Cota con 23 consiglieri della Lega ha dovuto dimettersi per spese pazze che comprendevano di tutto: sigarette, valigeria, cravatte, dvd… Tutto pagato con i soldi nostri, anche un paio di mutande verdi. La Padania, che ha chiuso dal 1997 al 2013, solo per la propaganda leghista ci è costata 61 milioni di euro, 9.800 euro al giorno, quanto prende un pensionato italiano in 2 anni. Dal 1994 ad oggi, di rimborsi elettorali, ovvero il finanziamento pubblico ai partiti, la Lega ci è costata 173 milioni di euro con cui si sono comprati diamanti e lingotti d’oro o hanno nascosto in Tanzania. Poi vengono a parlare di Roma ladrona. Ma non si sono tagliati un centesimo!

In Sardegna sotto indagine per rimborsopoli Diana del cdx, e 33 membri del consiglio regionale di csx assieme a Francesca Barracciu, candidata da Renzi a governatore. C’è di tutto: Rolex d’oro, libri antichi e preziosi, penne Monblanc, taxi rosa..Il capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale, Mario Diana ha speso 250.000 euro per scopi non legittimi. La Barracciu solo per la benzina si è fatta rimborsare 33.000 euro in 3 anni, spesso in posti diversi dal dichiarato e anche quando era all’estero, più 40.000 euro per spese private. Renzi è imbarazzato e deve toglierle la candidatura. Ma subito dopo ‘la premia’ promuovendola a sottosegretario di Stato del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e portandosela accanto a Roma. Certo è una bella donna e fa la sua figura…
Ma certo, se chi ruba viene premiato da uno che ha prima ha fatto danni all’erario per 6 milioni, poi ha sperperato 600.000 euro alla Provincia, poi ha avuto una sentenza di colpa nel processo di 1° grado per un danno erariale di 2 milioni e 155 mila euro, e, infine, grazie alla Madia, si è troncato il processo con legge a favore di se stesso, condonando il reato… c’è poco di buono da aspettare!
.
Viviana
Mio marito ha girato il mondo per lavoro per 30 anni per una grossa società americana. Ha sempre messo a nota spese (dettagliata) le spese grosse. Non i caffè. Ma certi suoi colleghi mettevano anche quelli e segnavano sul loro taccuino tutto. Non è difficile. Nel mondo del lavoro è prassi normale. Non si capisce perché non si debba farlo anche in politica, visti anche gli enormi abusi di rimborsopoli. E a questo punto dovremmo chiedere a gran voce l’abolizione della carta di credito in cui le spese vanno direttamente sullo Stato. In molti Paesi non esiste. Potremmo almeno eliminarla per le figure minori, assessori, consiglieri ecc. Qui non ci si meraviglia nemmeno se Marino aumenta il plafond annuale da 10.000 a 50.000. O se Vendola si fa una legge regionale su misura con cui cancella i vitalizi e indennità di fine rapporto a tutti meno che a se stesso e si prende un doppio vitalizio (da governatore e da deputato) di 10.000 euro a soli 57 anni d’età, dopo aver attaccato in tutti i modi le pensioni baby (degli altri) e i vitalizi (degli altri), più una bella indennità di fine mandato di 198.000 euro dopo dieci anni come governatore della Puglia.

LA REGOLA DEL PD: NON PIU’ DI 3 MANDATI

Fassino obiettivamente non si è distinto come campione di trasparenza. dallo scranno dell’ANCI avrebbe dovuto essere il motore degli scontrini on line e invece NIENTE. Complimenti! Fassino è la prova vivente delle menzogne del Pd.
Se la regola “Non più di 3 mandati” che il Pd ha messo nel suo statuto fosse obbedita, sparirebbero 43 deputati del PD su 206, e 35 Senatori su 112:
Bonino, D’Alema, Finocchiaro, Del Turco, Marini, Veltroni, Rosy Bindi, Melandri, Follini, Bersani.. Questa sì che sarebbe una rottamazione! Ma il Pd non è fedele a nessuna delle regole che si è dato. Dunque non è affidabile!
Nel mondo del lavoro non esiste che ci sia una card a plafond altissimo o infinito a cui attingere in modo arbitrario e senza controlli
Uno mette fuori i propri soldi, presenta le fatture motivate, l’azienda verifica e rimborsa. Se ci sono degli abusi licenzia.
In Italia la magistratura indaga, trova furti immani compiuti dalla cricca politica, poi non succede nulla, in carcere non va nessuno, e il ladro si ripresenta alle elezioni o non perde nemmeno il posto!
Anzi il governo Renzi inventa ogni sorta di espediente, blocco alle intercettazioni, prescrizione più breve, patteggiamento, niente carcere per reati fino a 5 anni di pena.. per assolvere, condonare e premiare tutti i ladri (Barracciu, de Luca…), e poi candidarli di nuovo e se sono in Parlamento (Vd Azzollini) li difende impedendo i processi.
Lo voglio vedere Renzi alla prossima riforma che sarà sulla Giustizia che belle leggi nuove a favore dei ladri che farà!!
Buzzi non era di questo parere visto che dichiarava che “Con Marino ci magnamo tutta . Roma”, il che vuol dire che lo considerava un povero pirla. Il che può essere, visto che Marino in due anni e mezzo ha messo su tre giunte cadute tutte perché contenevano delinquenti, ma lui non se ne era nemmeno accorto. Dice che la colpa non è sua ma di quelli che lo avevano ‘consigliato’ e uno che vuole combattere i ladri si fa consigliare dai capi dei ladri? Ma in che mondo vive?

daco749
Nel Belpaese il comportamento “normalissimo” di un funzionario lautamente retribuito e stipendiato con il denaro dei cittadini che si fa rimborsare solo quanto effettivamente speso nelle attività collaterali al suo incarico, è considerato un atto che sfiora l’eroismo.
Mentre la normalità è quella del Berlusconi che si faceva pagare dai cittadini anche le escort e del Renzi che va a sciare con un aereo di stato per ragioni di sicurezza. ( E che non paga gli esodati ma si permette il lusso di un superjet da 175 milioni di euro) . La falsificazione e la menzogna sono stata erette a modus vivendi per tirare avanti!
La rottamazione che “mantiene” in vita, le 5 auto blu per ministero che rimangono 150 per ministero, la opposizione che vota a favore ma…..rimane opposizione.
Aveva capito tutto quel vecchio saggio che rispondendo al vicino che gli leggeva quanto scriveva la carta stampata : “Sì, sì, sul giornale”.!!!!
.
Ogni partito fa quello che gli conviene fare e la disfatta del Pd a Roma sarà la cartina di tornasole di tutte le elezioni amministrative del 2016 in 1200 Comuni italiani, tra cui molti importanti come Milano, Napoli, Torino, Bologna,Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina, Novara, Grosseto, Varese, Caserta, Cosenza, Savona, Crotone, Benevento, Olbia, Pordenone …La campagna elettorale per le amministrativa è già accesa.

A FAVORE DI MARINO
Challenger
Ecco quello che ha fatto e sta facendo per Roma, quello che i giornali non dicono:
Marino ha trovato un debito ( certificato dagli ispettori della G.d.F.) accumulato negli ultimi cinque anni di 877 milioni di euro. Nel 2012 Monti decise di ridurre risorse a Comuni e Regioni. A Roma vennero tagliati 500 milioni di euro all’anno, Alemanno nel 2013 ha continuato a spendere milioni che non c’erano più: ecco perché lo spaventoso “buco”. Operazione rientro:
– Sono state monitorate 20.000 voci di spesa, sono state tenute solo le necessarie e tagliate molte (esempio computer, illuminazione pubblica, polizze assicurative) . Nel 2014 sono stati tagliati ben 117 milioni di euro di sprechi e nel triennio 2014-2016, 450 milioni.
– -Da tre centrali di costo ce ne sarà solo una.
– Si è deciso di eliminare le società che erano state create per assegnare dei posti molto ben pagati. C’erano almeno 25 società che non servivano e andavano gradualmente eliminate, per alcune lo si è fatto, su altre si sta riflettendo. Esempio Farmacie comunali (che perdono circa 10 milioni di euro l’anno) Esempio Atac -> Società Atac Patrimoni con Ad che prendeva quasi 500.000 euro l’anno, la società si è chiusa, mandando via l’Ad perché si può gestire il patrimonio all’interno di Atac.
– Si è sostituito il CdA di ACEA non scelto per appartenenze politiche ma per la professionalità. Con lo stipendio del vecchio Ad oggi si paga l’intero CdA Acea.
Pedonalizzazioni : proteggere e valorizzare Parco Archeologico dell’Appia antica che arriva fino a Colosseo. Proteggere monumenti, aree , non con risorse pubbliche che non ci sono, ma si sono cercati donatori – Piazza di Spagna, Colosseo, Fontana di Trevi, Piramide.
Per “Augusto. 2000 anni dopo” sono stati spesi 800 mila € ed è stata una scommessa vinta perché al 30 di settembre si è incassato 1.200.000€ – significa usare bene quegli spazi per fare della cultura qualcosa che può portare anche vantaggio economico alla città e quindi risorse per il decoro.
Rigenerazione urbana: Durante la campagna elettorale si è detto che sarebbe stato sbagliato costruire nuovi edifici nell’agroromano, si è deciso perciò di utilizzare strutture, edifici o abbandonati o non più utilizzati per creare nuovo edificato, cioè riqualificare. Esempio Ex caserma via Guido Reni.
RIFIUTI chiusura Malagrotta. Aperta nel ’93 e sempre gestita da Cerroni. Discarica grande come 350 stadi olimpici. Nel tempo altre città hanno optato per la differenziata mentre lì si buttava di tutto. C’erano tantissimi casi di malattie, tumori leucemie. Per 50’anni non abbiamo fatto nulla e l’Europa ha iniziato a richiamarci, entro il 31 dicembre del 2007 doveva essere chiusa. Se ne sono tutti ben guardati È stata chiusa 90 giorni dopo l’elezione di Marino. Eravamo in procedura di infrazione e con questa non potevamo accedere ai finanziamenti europei. Ora si può. Grazie al sacrificio di tutti è iniziata la differenziata e si è arrivati al 60%. Nel 2016 si arriverà vicino al traguardo del 75% che ha raggiunto San Francisco, ma San Francisco ha iniziato 18 anni fa e a Roma lo si sta facendo da un anno e mezzo.
MOBILITA’: Il trasporto pubblico deve migliorare e deve diminuire l’utilizzo delle auto.
– Esempio il carsharing -> in pochi mesi più di 100.000 persone si sono scritte al sistema di car sharing ed ogni settimana 35.000 persone ne fanno uso.
– aperta metro C domenica scorsa.
– Si sta iniziando a controllare gli evasori di biglietti con controllori a bordo sulle tratte di Roma centro e apertura solo porte anteriori. Molte altre proposte da elaborare con l’Ass ai Trasporti.
Cartelli pubblicitari: si ridurrà il 40% del numero dei mq. dei cartelli (messi a gara) e si aumenterà con nuovo regolamento fermo da 24 anni il profitto del 120%,
– Aumento tassa soggiorno per alberghi lusso e 5 stelle (per intenderci da 500/1000 euro a notte) . Ora la differenza tra due stelle e lusso era 2 euro e tre euro. Ha aumentato la seconda a sette euro e i turisti hanno continuato a venire tranquillamente anzi nell’estate sono aumentati tantissimo.
IRPEF Nel 2014 530.000 romani non pagheranno l’irpef.
SECONDA CASA Se la seconda casa viene data al proprio figlio perché si sposa, o per vivere per conto proprio, su questa seconda casa non si pagano le tasse come seconda casa ma si paga la tassazione come prima casa perché è frutto di un risparmio.
800 euro affitto ai senza casa al posto di location nei residence
EDILIZIA POPOLARE. Nel bilancio del 2014 ci sono soldi per costruire 1072 alloggi popolari, negli ultimi 10 anni sono stati costruiti 1800 alloggi popolari.
ASILI NIDO. Creare più posti per più bambini andando a far pagare alcuni che non pagavano e che hanno dei redditi alti – distribuzione sociale – perché chi guadagna 100.000€ all’anno deve pagare qualcosa per poter garantire un posto in più negli asili nido a chi invece ha 10.000 o 15.000€ all’anno di reddito.
.
Se con tutto questo, Renzi ha deciso di farlo cadere. Provate a chiedervi da che parte sta Renzi. Le dimissioni sono state forzate da una campagna mediatica pesantissima. Credete che giornali e tv siano manovrati dai 5stelle? O piuttosto hanno ubbidito a ordini del governo?

IL POLITOMETRO
Nel febbraio 2014 il M5s propose il “Politometro”. Ma tutti i partiti lo bocciano (Sel e Lega astenuti), è uno strumento per verificare i redditi dei politici prima, durante e alla fine del mandato parlamentare. ‘Una bocciatura vergognosa’ che la dice lunga sul livello di onestà dei partiti. La casta si arrocca su se stessa e dice no al Politometro che avrebbe permesso di controllare gli arricchimenti illeciti ai danni dell’Erario di politici e dirigenti pubblici. Lo strumento sarebbe stato destinato a tutti coloro che hanno ricoperto “negli ultimi 20 anni incarichi di rilievo nelle pubbliche amministrazioni (dirigenti) e cariche pubbliche elettive, basato sul confronto del patrimonio del soggetto con tutti i redditi percepiti di qualunque natura e quelli dichiarati. Unici a votarlo i 5stelle.
.
Annamaria#1
Se ne va? Ma no, forse rimane, ragazzi. E magari si appresta a fare un po’ di conti con il suo partito di anime morte.
Magnifica questa ‘diagnosi’ di Primo Di Nicola:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/10/caso-marino-ricevute-veleni-e-mafie-capitali-cosi-muore-il-partito-democratico/2114750/
Intanto, però, il partito di anime morte purtroppo va avanti a uccidere la Costituzione, a uccidere il lavoro, a uccidere la scuola, a uccidere la sanità, a uccidere l’informazione, a uccidere la giustizia. E nessuno lo ferma.
E nel frattempo si ‘scopre’ anche quello che tutti sapevamo: che Renzi è l’ultima persona che si può permettere di licenziare Marino.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/10/in-edicola-sul-fatto-del-11-ottobre-renzi-come-marino-cene-private-a-carico-del-comune/2116058/
L’INTERVISTA – GLI SCONTRINI DEL PREMIER: PARLA IL RISTORATORE FIORENTINO AMANTINI
“Renzi era sempre qui. Non era mai solo e portava la qualunque. Io, intanto, fatturavo al Comune”. Di Davide Vecchi
.
Claudio Bartalesi
Questi politici e i loro partiti sono il vero problema della nazione. Per anni si sono costruiti impunità e vitalizi con leggi fatte appositamente dai loro avvocati. Tutte le volte che c’ è una manifestazione come l’EXPO olimpiadi e altro ci sono scandali e non c’è mai un colpevole quando ci sono appalti consistenti si fanno norme per gli amici e i lavori non finiscono mai sono arrivati al punto di fare soldi con gli immigrati fino a garantire lavoratori in nero e capolarato ai loro amici. Roma è troppo bella ma purtroppo e dispiace è la città più sporca d’Europa quella dove i servizi funzionano peggio dove il malaffare è quotidiano case e hotel sconosciuti al fisco cooperative di ladroni, immondizia viabilità da terzo mondo e la colpa ricadrà su Marino mentre Renzi Berlusconi Casini Alfano Verdini Meloni Orfini Veltroni e Rutelli non sapevano niente! Certo Marino si deve dimettere ma tutti gli altri sottosegretari e parlamentari che sono inquisiti condannati o sotto processo cosa devono fare? Venezia Torino Roma Palermo ecc. ecc. ma da chi sono state governate con questi debiti? Il rapporto sulle opere in corso per riparare le catastrofi è allarmante. I soliti noti ci stanno mangiando a quattro mani ma nessuno si deve dimettere.
Questo PD democristiano di destra fa venire l’ orticaria.

RENZI ALZA IL CONTANTE A 3000 EURO

E’ lo stesso Cantone, capo dell’anticorruzione, a bocciare i tremila euro: “Il tetto contante a 3000 euro è un gravissimo errore. La lotta all’evasione ha bisogno di regole ferme e certe, di scelte chiare e continue, non di un sali e scendi.” E’ il sistema americano, dove devi denunciare anche la più piccola spesa e si usa il controllo incrociato ma il cittadino ha interesse a denunciare le spese fatte solo se ne riceve un guadagno, solo cioè se le può scaricare dalle tasse. Invece Renzi aumenta la soglia del nero circolante dando un chiaro aiuto ad evasori e mazzettari. Come sempre.
.
http://masadaweb.org
.

  • Unique Post

Leave a Comment

Della stessa categoria

MASADA n° 1886 15-11. 2017 LA RIPRESINA

MASADA n° 1886 15-11. 2017 LA RIPRESINA Blog di Viviana Vivarelli La ripresa fantasma – Il caso La Gaipa- [Read More]

MASADA n° 1885 13-11-2017 OSTIENSIS PARADAIS

MASADA n° 1885 13-11-2017 OSTIENSIS PARADAIS Blog di Viviana Vivarelli I clan camorristi di Ostia legati ai neonazisti [Read More]

MASADA n° 1884 – 7 novembre 2017 ASTENSIONISMO, PIAGA ITALIANA

MASADA n° 1884 – 7 novembre 2017 ASTENSIONISMO, PIAGA ITALIANA Blog di Viviana Vivarelli Elezioni siciliane, [Read More]

MASADA n° 1883 4-11-2017 I MASNADIERI

MASADA n° 1883 4-11-2017 I MASNADIERI Blog di Viviana Vivarelli Italiani masochisti – Stretta sulle intercettazioni [Read More]

MASADA n° 1882 28-10-2017. VIOLENZA SULLO STATO

MASADA n° 1882 28-10-2017. VIOLENZA SULLO STATO Blog di Viviana Vivarelli Il voto cieco – Grasso, Presidente del [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 3 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano