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MASADA n° 1690 15-10-2015 FENOMENI STRAORDINARI DI MISTICI E SANTI

MASADA n° 1690 15-10-2015 FENOMENI STRAORDINARI DI MISTICI E SANTI

Report del libro con lo stesso titolo di Paola Giovetti (dalla sua conferenza di presentazione). Casa Editrice San Paolo, € 14,50
(Le parti tra parentesi sono aggiunte mie. VV)

Paola Giovetti, già insegnante di lettere, è da molti anni scrittrice di vari libri (una trentina) sulla spiritualità e sul paranormale, è da tempo redattrice di ‘Luce e Ombra’, la più antica rivista italiana di parapsicologia (nasce nel 1900) e da poco è direttrice della Biblioteca Bozzano De Boni di Bologna (V.Marconi 8), che è la più grande biblioteca di Parapsicologia d’Italia e una delle più grandi d’Europa. hhp://www.bibliotecabozzanodeboni.it , 051 272021, e tiene conferenze e seminari su argomenti parapsicologici.
Paola Giovetti è persona di grande intelligenza e sensibilità. Molto semplice e modesta, sia nel presentarsi che nello scrivere, immediatamente accattivante ed estremamente garbata, non può non piacere. I suoi libri sono come lei, semplici e chiari e alla portata di tutti, anche come prezzo. Ha viaggiato molto in tutto il mondo, ha conosciuto o intervistato persone incredibili e molti di questi fenomeni viventi la considerano una vera amica, ha studiato vari fenomeni della spiritualità, dell’esoterismo e del paranormale. Siamo tutti lieti che abbia preso la direzione della Biblioteca di Bologna, perché è gentile, accogliente e umana, preparata e colta, e grande esperta degli argomenti di cui la Biblioteca si occupa, dunque è il meglio che si possa desiderare in questo campo.

In sintesi ha detto questo:
I sensitivi presentano varie fenomenologie che escono dal campo di ciò che chiamiamo normalità: per esempio fenomeni di tipo cognitivo come chiaroveggenza, profezia, precognizione… eventi o comportamenti inspiegabili che destano grande stupore. Santi e mistici presentano spesso gli stessi fenomeni paranormali dei sensitivi ma in misura molto più ampia e ricca e ne hanno poi alcuni specifici che nei sensitivi sono molto rari. Hanno poi spesso verso questi fenomeni degli atteggiamenti che nei non troviamo nei sensitivi: pudore, vergogna, desiderio di nasconderli, ribellione.
Questi fenomeni sono una vera provocazione alla fisica e alle sue leggi. Possiamo dire che, salvo un autore inglese che nel 1952 ne ha trattato in un grosso tomo fermandosi agli anni ‘50, questo libro di Paola Giovetti costituisce una novità, per essere la prima casistica in tal senso.
Paola Giovetti si è occupata di varie vite di santi che ha pubblicato con la S. Paolo. Qui ne ha raccolti molti.
I fenomeni tipici di santi e mistici sono: la levitazione, la bilocazione, le stigmate, l’ipertermia ecc.
Il primo che codificò questi fenomeni fu ai primi del 1700 il Cardinale Lambertini che poi diventò Papa Benedetto XIV, e che a Roma faceva l’avvocato del diavolo, cioè nelle cause di beatificazione faceva la parte del critico delle prove di santità, collaborando con gli scienziati dell’epoca. Lambertini fu molto amato, per la sua intelligenza ed arguzia, il suo buon senso molto laico e la sua apertura umana. (Lo stesso anno del Giubileo il Papa pubblicò l’opera De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione, fondamento della procedura moderna di canonizzazione dei santi e beati, per cui per essere elevati agli onori degli altari bisognava essere stati autori almeno di un miracolo, cioè di un evento sovrannaturale avvenuto tramite l’azione divina. L’esame di tale miracolo è affidata a una congregazione cardinalizia che deve vagliare in modo attento e scrupoloso tale miracolo, unitamente alla condotta di vita e alla fede del “candidato” alla santificazione.)
Lambertini stabilì dei principi per la valutazione della santità che sono validi anche adesso, tra cui il principio per cui non tutto quello che viene dalla Chiesa può essere vero.
Egli fu il primo codificatore della fenomenologia paranormale e il primo che paragonò santi e mistici ai sensitivi e precisò che i fenomeni paranormali di per sé non sono prova di santità ma devono accompagnarsi ad una vita improntata a santità.
La Chiesa è sempre stata molto diffidente e scettica verso questi fenomeni, per cui quando il Tribunale ecclesiastico attesta un fenomeno, il suo valore è alto.

(S.Giuseppe da Copertino)

-LA LEVITAZIONE: Si dice che si eleva col corpo chi si eleva con l’anima. Ma la levitazione sfida tutte le leggi di gravità e lascia esterrefatti. E’ un fenomeno involontario come gli altri e chi lo subisce non può farci niente. San Francesco ebbe levitazioni molto precise, specie quando pregava sul monte della Verna si sollevava in aria e Fra’ Leone cercava di tirarlo giù per i piedi, inondandoli di lacrime per la commozione.
Santa Teresa di Avila era colta da estasi in cui levitava ma avrebbe voluto che nessuna la vedesse in tale condizione.. “Durante questi rapimenti, il corpo si raffredda come se morisse, anche se è pieno di gioia, come se un’aquila lo portasse con le sue ali”. Santa Teresa di Avila ci lascia le testimonianze più commoventi. Cerca di resistere ma è impossibile.
E ancora San Giovanni della Croce, Giuseppe Cottolengo, Clelia Barbieri ma soprattutto Giuseppe da Copertino. Alle sue levitazioni hanno assistito personaggi particolari, nobili ecc. ed esse avvenivano durante la messa, al momento dell’elevazione, il santo si sollevava sopra l’altare e gli mettevano una gabbia sennò volava via. Una volta durante la levitazione gli praticarono un salasso.
Indubbiamente il fenomeno è strepitoso.
In casi molto rari la levitazione si è presentata anche per sensitivi. Il medium scozzese Daniel Dunglas Home levitava di un metro e mezzo fin quasi a scrivere sul soffitto. Anche il medium Roberto Setti del Cerchio Firenze levitava durante l’apparizione dell’entità Teresa. Ma nei sensitivi questo fenomeno è molto raro.

-IL DIGIUNO: Gesù digiunò 40 giorni nel deserto. Mosè aveva digiunato 40 giorni sul Sinai prima di ricevere le dodici tavole (il numero 40 indica la prova iniziatica, il passaggio che permette una seconda nascita, quella spirituale). Ci sono molti santi che hanno passato anni senza mangiare. San Nicolao della Flüe, patrono della Svizzera, ancora adolescente cominciò a digiunare prima il venerdì, poi fino a quattro volte la settimana, nonostante i pesanti lavori della campagna e le esercitazioni nelle armi. In quaresima non si nutriva che di poco pane e di qualche pera secca. Esistono inequivocabili testimonianze storiche che per un periodo di 19 anni e mezzo si alimentò unicamente dell’Eucarestia.

ANNA KATHARINA EMMERICK (1774-1824), la suora che riusciva a vedere oltre il tempo e la vita, ebbe le stigmate, la bilocazione, visioni della vita di Gesù e della Madonna (In una delle visioni che le si attribuiscono avrebbe visto Maria di Nazaret che all’età di quattordici anni si sposava con Giuseppe. Le sue visioni più conosciute sono quelle relative alla Passione di Gesù, ricchissime di dettagli non riportati dai Vangeli, ma perfettamente coincidenti con i particolari “inediti” che saranno in seguito fatti propri dalla veggente italiana del ‘900, Maria Valtorta. Della sua vicenda si interessò anche il poeta tedesco Clemens Brentano che dal 1816 al 1824 prese nota delle sue visioni. Alcuni archeologi austriaci, tra il 1898 e il 1899, presero sul serio le visioni della canonichessa e, tracciando una mappa topografica basata sulle sue indicazioni, riportarono alla luce, a 9 km da Efeso, alcuni resti (mura perimetrali e focolare) di una casa che attribuirono al I secolo d.C. e che identificarono come l’antica abitazione nella quale la Vergine Maria e Giovanni Evangelista vissero dopo la morte di Gesù). La Emmerick digiunò per 12 anni. Fu osservata da un medico scettico che compilò un diario accuratissimo, mentre era malata e a letto. Ci furono due inchieste fatte dal Comune e dalla Chiesa. Centinaia furono le visite e i controlli, ma quella peggiore di tutte fu la commissione creata dai protestanti e da atei che la torturò. (La futura beata venne letteralmente strappata dal suo capezzale e trascinata da quattro poliziotti in una sezione della gendarmeria locale, come una comune delinquente, senza alcun riguardo per le sue condizioni. Questa fu la prova più umiliante e dolorosa alla quale venne sottoposta, sotto gli occhi commossi dei cittadini di Dulmen e del vescovo che nulla poté fare per evitare questa indegna sceneggiata. La suora venne collocata al centro di una sala per essere sottoposta a continui esami, notte e giorno, come una prigioniera, e scossa in tutte le sue piaghe per tre lunghe settimane. La casa nel frattempo veniva messa sottosopra e perquisita per cercare eventuali trucchi, ma nulla fu trovato. Il sangue della veggente, che fuoriusciva anche perché duramente suscitato dai continui controlli (mettevano le dita nelle piaghe doloranti aumentando la soglia del dolore), venne riconosciuto dai cittadini presenti come sangue mistico, simbolo e messaggio di Dio misericordioso. Molti membri di questa commissione laica, ma anche di quella ecclesiastica, si pentirono di fronte a questo sangue, come avvenne per gli spettatori sul Golgota).

TERESA NEUMANN (1898-1962) ha digiunato, senza mangiare e bere, per 36 anni, nutrendosi solamente di un’ostia al giorno, la comunione! Essendo più recente, Paola Giovetti ha potuto conoscere i suoi parenti. Era una contadina di un piccolo paese della Baviera, gioiosa e allegra, in una povera famiglia con 11 fratelli. Per un incidente, rimase paralizzata e cieca proprio alla vigilia della sua partenza per l’Africa. Anche lei ebbe visioni relative ai fatti biblici, alla vita di Gesù Cristo, della Madonna e dei santi, che l’accompagnarono quasi quotidianamente. Le sue stimmate furono oggetto di molti controlli medici, da parte anche di Padre Agostino Gemelli, nella veste di medico e commissario del papa Pio XI . Dopo aver visitato la stimmatizzata dichiarò che non c’era assolutamente traccia di isterismo e che le sue condizioni non erano scientificamente spiegabili. A partire dal 1922, anche a causa della paralisi che le bloccava i muscoli della deglutizione, si era nutrita solo di alimenti liquidi. Poi gradualmente, dal 1926 in poi, non aveva neppure sentito la necessità di questi. A partire dal Natale 1926 Teresa provò una totale ripugnanza per cibi e bevande e smise completamente di nutrirsi. Soltanto dopo la comunione quotidiana prendeva alcune gocce d’acqua per inghiottire meglio l’ostia; padre Naber, suo confessore tuttavia testimonia che a partire dal settembre 1927 non ci fu bisogno neanche di quella. La Chiesa si mosse nella veste della curia di Ratisbona, e ordinò un rigorosissimo controllo che fu eseguito nel luglio 1927. Teresa fu sottoposta ad una minuziosa e rigorosa sorveglianza di una commissione medica e di quattro suore. La curia aveva preventivamente interrogato alcuni esperti per sapere quanto tempo una persona può vivere senza cibo e bevanda. L’esito di questa indagine stabilì un periodo massimo di 11 giorni, specialmente riguardo al bere. Su questo indice si decise di protrarre la vigilanza per 15 giorni.
A due a due le suore, sotto giuramento, osservarono incessantemente Teresa durante quei 15 giorni secondo le istruzioni ricevute. Nei 15 giorni non fu constatata la minima immissione di alimenti o bevande (per la Scienza Teresa doveva già essere morta…) tranne che la particola dell’ostia quotidiana.. Il peso rimase praticamente costante. Il peso medio di Teresa Neumann negli anni non è mai diminuito. Ha sempre perduto peso il Venerdì, fino a 4 chili, quando partecipando misticamente e fisicamente alla passione di Cristo perdeva sangue, ma lo recuperava nel corso della settimana (senza mangiare né bere!)’. La curia di Ratisbona si dichiarò pienamente soddisfatta dell’esito del controllo. il digiuno ebbe una conferma indiretta: durante il Terzo Reich Teresa fu cancellata dalle liste annonarie e dall’inizio della guerra fino al 1948 non ebbe la tessera alimentare.
Teresa Neumann, la sua famiglia e i suoi amici furono sempre nettamente contrari al Nazismo, e non ne fecero certo mistero; ciò nonostante non ebbero fastidi di alcun genere. Hitler ebbe, a quanto pare, rispetto di lei e la parola d’ordine nei suoi confronti era: ‘lasciate in pace Konnersreuth’. La Emmerick era devota a SANTA TERESA DEL BAMBIN GESU’ e guarì miracolosamente, recuperando la vista il giorno della sua beatificazione e le gambe il giorno della sua canonizzazione.

STIGMATE – Ferite corrispondenti alle ferite inferte al Cristo e che sanguinano in modo spaventoso ogni Venerdì a ricordo della Passione. Questo fenomeno non viene presentato dai sensitivi ed esiste solo nella mistica cristiana, non ne troviamo traccia in altre religioni, salvo qualche raro caso nella mistica islamica di santi che ripropongono le ferite che Maometto aveva ricevuto in battaglia.
La Emmerick stava come morta ogni venerdì per riprendersi la domenica seguente. Morì a 64 anni. Quando aveva visioni o sanguinamenti perdeva 5 op 6 chili che poi riprendeva miracolosamente. Le stigmate sono di diversa forma, secondo che si pensi che i chiodi sono tondi o quadrati. Quelle della Emmerick erano quadrate, non si infettavano mai, si formavano su di loro delle pellicole che le permettevano di fare qualcosa, poi si aprivano di nuovo.
La Emmerick aveva anche il dono della xenoglossia, cioè parlava lingue che le dovevano essere ignote, come l’aramaico, che era la lingua di Gesù, il latino o il greco. La sua era una xenoglossia responsiva, cioè lei era capace di rispondere in una lingua straniera a chi le parlasse in quella lingua.

MARTA LUIGIA ROBIN (1902 -1981), fondatrice dei Focolarini, fu colpita da encefalite letargica, grave malattia neurologica che, dopo averla lasciata in coma per 27 mesi, nell’arco di un decennio, dopo un alternarsi di miglioramenti e peggioramenti, la portò ad essere paralizzata per tutta la vita. Era devota di Teresa di Lisieux che le apparve più volte. Dal 25 marzo 1928, quasi completamente paralizzata, non fu più in grado di assumere cibo, assumendo ogni giorno soltanto l’ostia consacrata, inoltre non dormiva più e doveva restare al buio in quanto ipersensibile alla luce: tutte queste condizioni durarono per oltre cinquant’anni, compresa l’assunzione soltanto di un’ostia al giorno, fino alla morte. Cristo, che le sarebbe apparso nel settembre 1930 per coinvolgerla nella sua missione di redenzione. Dallo stesso anno, dopo aver ricevuto le stigmate, rivisse nell’anima ogni venerdì la Passione di Gesù. Le sofferenze della mistica, le estasi e anche le vessazioni diaboliche sono descritti nei suoi quaderni.

Il primo stigmatizzato che si conosca fu SAN FRANCESCO che produceva dei rigonfiamenti nella carne a forma di grosso chiodo. Due anni prima di morire, volle trascorrere nel silenzio e nella solitudine quaranta giorni di digiuno in onore dell’arcangelo S. Michele. Un mattino, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali luminose, scendere dal Cielo, e apparve l’immagine di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Subito, infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi, come quelli che aveva osservato. Sulle mani e i piedi, proprio al centro, si vedevano confitti dei chiodi; le capocchie sporgevano erano rotonde e nere; le punte, invece, erano allungate, piegate all’indietro e come ribattute, ed uscivano dalla carne stessa, sporgendo sul resto della carne. Il fianco destro era come trapassato da una lancia e coperto da una cicatrice rossa, che spesso emanava sacro sangue.

Si pensa che le stigmate sino prodotte dalla mente umana nella immedesimazione con la Passione del Cristo. Ciò che la mente del mistico immagina, la sua carne ripete.
A uno che le parlava di suggestione, la Neumann che era spiritosa, rispose: “Prova tu a pensare alle corna di un toro, e vediamo se ti spuntano!”

SANTA RITA DA CASCIA aveva una stigmate a forma di spina di rosa che le sbucava dalla fronte. Lo portò per 15 anni, con l’eccezione del viaggio a Roma per la canonizzazione di San Nicola, quando scomparve per poi riapparire una volta tornata a Cascia; poco prima di morire, immobilizzata a letto, chiese ad una sua cugina di portarle una rosa e due fichi dalla casa paterna. Era inverno, ma i frutti c’erano e la cugina glie li portò. E la rosa divenne il suo simbolo.

-LA BILOCAZIONE: Un caso eclatante è Padre Pio, di cui sono stati raccontati molti casi in cui, pur essendo in un posto fu visto in un altro. (A 18 anni ebbe il primo caso di bilocazione. Mentre era nel coro si trovò in una casa signorile, a un piano una bimba nasceva, al piano superiore il padre moriva. La Madonna gli affidò questa bambina. A Udine, in una ricca casa, una bambina effettivamente veniva al mondo mentre suo padre era morente, questi era un massone, nemico dei preti. Mentre la moglie stava al suo capezzale, si vide accanto un frate giovane che poi si allontanò. Poche ore dopo la donna partorì una bambina precoce di 5 settimane. Il sacerdote del posto, saputa la cosa, forzò il picchetto dei massoni che presidiava la casa, per battezzare la bambina, mentre il padre in coma riprese conoscenza e chiese perdono a Dio dei suoi peccati. La bambina fu chiamata Giovanna. A 18 anni, Giovanna andò in S. Pietro, voleva confessarsi ma non c’erano più preti, vide però un cappuccino entrare in un confessionale e a lui espose i suoi dubbi. Finita la confessione, aspettò che uscisse ma il confessionale era vuoto.
L’anno dopo Giovanna andò a S. Giovanni Rotondo, Padre Pio andò verso di lei e le disse: “Io so chi sei, tu sei nata la notte in cui morì tuo padre” “Figlia mia, ti ho aspettato per tutti questi anni” “Non ti ricordi di aver cercato un confessore in S. Pietro?”
Dopo alcuni anni Padre Pio incontrò anche la madre “Signora, quel giovane frate che lei ha visto camminare nella sua casa di Udine, quando suo marito stava morendo, ero io”.
Questo è un esempio delle bilocazioni di Padre Pio. La bilocazione semplice è il fenomeno per cui uno, mentre dorme o è in meditazione o in preghiera, lascia il suo corpo come morto mentre il suo spirito si sposta in un altro luogo dove può essere visto. La bilocazione multipla è il potere di essere contemporaneamente in due o più luoghi con due o più corpi che agiscono con caratteri separati. Ci sono molti episodi in cui il frate è stato visto contemporaneamente in più luoghi diversi. Per esempio, una volta era in chiesa a celebrare la messa e un fotografo che gironzolava per il convento lo trovò che pregava nella sua cella e lo fotografò, ma nella foto comparve la stanza vuota e Padre Pio era in Chiesa a fare la messa.
L’episodio più famoso è quello del generale Cadorna che, dopo la sconfitta di Caporetto, era così depresso da meditare il suicidio. Quand’ecco arrivare nella sua tenda un fraticello che lo dissuase dal suo folle proposito. Cercò poi quel frate ma sembrava scomparso. Qualche tempo dopo il generale vide Padre Pio e riconobbe con stupore il frate che gli aveva parlato quella notte. Padre Pio gli ammiccò dicendo “L’abbiamo scampata bella, quella volta, eh?”)
Nel 1947 Padre Pio fu invocato per aiutare un morente, Si sentì nella camera un profumo intenso di viole. Padre Pio apparve accanto al malato e gli dette assistenza tutta la notte. Gli disse che sarebbe guarito da lì a 4 giorni. E così accadde).

Conosciamo casi di bilocazione di Giovanni Bosco e di NATUZZA EVOLO. Per Natuzza la bilocazione non avveniva mai di sua spontanea volontà. Lei diceva: ” Mi si presentano dei defunti o degli angeli e mi accompagnano nei luoghi dove è necessaria la mia presenza”.
Natuzza aveva molti fenomeni paranormali di tipo mistico, per esempio, se le mettevano sopra le stigmate delle striscioline di stoffa per asciugare il sangue, su queste si formavano croci o scritte a carattere religioso, e questa fu una sua specificità.
Nel corso della sua vita si manifestarono molti fenomeni paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, bilocazione, la comparsa di stimmate ed effusioni ematiche accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale e momenti di estasi. Aveva anche il “dono dell’illuminazione diagnostica”, ovvero la capacità di diagnosticare con esattezza una malattia e suggerirne la cura migliore. Per decine di anni ricevette presso la sua abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per incontrarla, principalmente nella speranza di avere notizie dall’aldilà dai propri defunti o indicazioni sulle proprie malattie.

Ci sono anche dei santi che per non dare scandalo, riescono a ottenere che le stigmate siano invisibili, mentre resta il dolore.
Uno stigmatizzato vivente è Giorgio Bongiovanni che fa anche politica antimafia, per cui gli sono diventate invisibili e sono visibili solo a Pasqua. Ma non è certo un mistico. E’ stato sposato due volte, ha figli, svolge attività politica e sociale.
Vedi http://www.giorgiobongiovanni.it/la-storia.html

VISIONI– Abbiamo parlato di quelle di Teresa Neumann e di Katharina Emmerick che trattano della vita di Gesù e di Maria.

IPERTERMIA – Padre pio raggiungeva persino i 53 gradi spaccando i termo menti, quando oltre i 41 siamo in pericolo di morte. Gli misuravano la temperatura con termometri da cavallo. Spesso i santi hanno questo fenomeno per cui l’ardore mistico si converte in rialzi della temperatura per cui si gettano nella neve si fanno docce gelate.

INCORRUTTIBILITA’– Stato per cui il corpo del defunto non si corrompe ma resta intatto.
Già il Cardinale Lambertini dava testimonianza di corpi ritrovati intatti dopo lunga sepoltura e per cui non si poteva ricorrere a spiegazioni come il tipo di terreno, la temperatura circostante ecc. Il corpo di Santa RITA DA CASCIA fu ritrovato intatto o dopo tre secoli.
Il corpo di BERNADETTE SOUBIROUS (morta a 35 anni) fu ritrovato intatto 30 anni dopo, era intatto anche il fegato che è il primo a decomporsi. Solo il volto è un po’ annerito.

ANGELI- S. Francesco ricevette le stigmate da un serafino alato con sei ali.
I tre pastorelli di Fatima un anno prima dell’apparizione della Madonna videro un angelo che si avvicinò a loro con grande delicatezza, una luce che assumeva forma umana per abituarli. Insegnò loro anche una preghiera e l’ultima volta che apparve diede la Comunione a Lucia, che era la più grande.

Casi particolari.
LA TAUMATURGIA – SANTA FRANCESCA ROMANA (1384-1440) era di famiglia nobile, sposata e con figli, quando fu vedova si ritirò in un monastero che si può visitare solo il 9 di marzo. Negli affreschi la si vede con un angelo mentre cura con l’imposizione delle mani e un unguento fatto di erbe, in una pentola di coccio usata tutt’ora, e questo unguento continuano a farlo ma non ci sono più le sue mani che guariscono.

HILDEGARDE VON BINGEN (1098-1178) era una monaca profetica e guaritrice.

ANNAMARIA TAIGI (1769-1837) era cameriera dei conti Chigi. Ebbe fama di possedere doti mistiche e operare guarigioni: a lei si rivolse anche Maria Luisa di Borbone-Spagna, affetta da crisi epilettiche. Tra i suoi carismi, spicca quello di un sole luminoso, che le brillò davanti agli occhi per 47 anni, dal 1790 alla morte: in esso avrebbe visto avvenimenti passati e futuri, e lo stato delle anime di vivi e defunti, la consultarono anche dei Papi.

CLELIA BARBIERI – (1847-1870) morì a 23 anni e fondò le suore minime dell’Addolorata che si occupavano di bambini e di malati. Un anno dopo la sua morte, le altre suore sentirono la sua voce che cantava insieme a loro e questa voce aveva anche carattere oracolare ed era triste quando stava per succedere qualcosa di triste. E la sentono anche le consorelle in Asia o in Africa.

MYRNA, la mistica veggente di Damasco, una donna cattolica con le stigmate proprio al centro della Siria, del fondamentalismo islamico.

Vedi video

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