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Tuesday December 12th 2017

MASADA n°1603 23-12-2014 LE FAVOLE DELLA NONNA 2

Pappagallo fatto con le impronte delle mani (si può anche far fare al bambino le impronte delle sue mani su cartoncini colorati, poi ritagliarli e incollarli).

MASADA n°1603 23-12-2014 LE FAVOLE DELLA NONNA 2

Viviana Vivarelli

Questa favola l’ha fatta la nonna Viviana di Bologna insieme alla nipotina Sofia di 7 anni e al nipotino Matteo di 5. Sofia e Matteo parlano due lingue: l’inglese e l’italiano, ma si sa che i bambini non sanno dire bene tutte le parole e quando diventano bravi a parlare ridono di quelli che ancora non sanno dire bene le parole.

IL PAPPAGALLO FOFEGO

C’era una volta un signore che voleva fare un regalo a un suo amico. Gli regalò un pappagallo. Lo mise in un sacco e glielo mandò.
Il pappagallo dentro il sacco non respirava e voleva gridare: “Soffoco! Soffoco!”, ma, siccome non sapeva parlare, diceva: “Fofego! Fofego!”

La gente vedeva il sacco che si muoveva tutto e chiedeva: “Ma c’è qualcuno lì dentro? Chi c’è?” E il pappagallo rispondeva: “Fofego! Fofego!” (“Affogo! Affogo!”) così tutti pensarono che si chiamasse Fofego.
L’amico fu molto contento di avere un pappagallo. Lo chiamò Fofego e gli disse di fare la guardia alla casa e di avvertirlo, la notte, se arrivavano i ladri, così lui avrebbe potuto dormire tranquillo.
E infatti una notte i ladri arrivarono e il pappagallo che stava di guardia si mise a strillare per svegliare il suo padrone. Avrebbe dovuto dire: “Aiuto! Aiuto! Ci sono i ladri!”, ma non sapeva parlare e disse invece: “Fafuto! Fafuto! Fi fofo i fafi!”
Il padrone continuò a dormire e così i ladri rubarono in tutta la casa.
Quando il padrone si svegliò fu molto arrabbiato contro il pappagallo Fofego che non aveva fatto la guardia bene e lo vendette ai pirati.
Così Fofego si ritrovò sulla nave dei pirati e dovete sapere che su questa nave c’era una pappagallina molto carina che si chiamava Isabella e il pappagallo Fofego si innamorò di lei. Le voleva dire: “Ti voglio bene!”, ma non sapeva parlare e disse invece: “Fi fofo fefe!”. La pappagallino pensò che le dicesse delle cose brutte e non gli volle più parlare. Il pappagallo Fofego era molto triste.
I pirati lo misero in cima all’albero più alto della nave e gli dissero: “Se vedi la nave dei soldati, svegliaci! Così scappiamo!”

Il pappagallo Fofego stava in cima all’albero più alto e guardava di qua e di là. Arrivò proprio la nave dei soldati e lui doveva gridare: “Aiuto! Aiuto! Ci sono i soldati!”, ma non sapeva parlare e disse invece: “Fafufo” Fafufo! Fi fofo i fofafi!”
Così i soldati assalirono la nave, fecero prigionieri tutti i pirati, li incatenarono e li misero in prigione.

Il pappagallo Fofego finì in mare e non sapeva nuotare. Ma arrivò il delfino birichino che sapeva tutte le lingue e sapeva anche la lingua dei pappagalli che non sanno parlare. Lo prese sul dorso e lo portò attraverso il mare fino all’isola dove c’erano tutte le maestre del mondo.
C’era la maestra che insegnava ai bambini, c’era la maestra che insegnava ai papà, c’era la maestra che insegnava alle mamme, c’era la maestra che insegnava ai cani, c’era la maestra che insegnava ai cavalli, c’era anche la maestra che insegnava ai pappagalli.
La maestra era molto bella e gentile. Chiese al pappagallo: “Come ti chiami”. Lui voleva dire “Piccino” e disse: “Fiffino!”, ma la maestra era tanto brava che lo capì. Capiva tutto quello che diceva. Se gli chiedeva: “La vuoi la cioccolata?” e lui diceva “Fi!”, lei subito capiva che voleva dire: “Sì”. E se diceva: “Ora vuoi andare a dormire?”, e lui diceva “Fo!”, subito lei capiva che voleva dire:”No!”. Era una maestra molto intelligente.
Questa maestra era così carina che il pappagallo Fofego si innamorò di lei e siccome, quando uno si innamora, fa delle cose straordinarie, anche lui imparò a parlare e un giorno le disse: “Maestra carina, ti voglio bene, mi vuoi sposare?”
Ma la maestra rise e gli spiegò che le maestre non sposano i pappagalli.

Il pappagallo Fofego ci rimase male, ma ormai aveva imparato a parlare e quando la sua pappagallina Isabella arrivò con una nave nell’isola delle maestre, le volò incontro e questa volta le poteva dire: “Ti voglio bene. Mi vuoi sposare?”.
La pappagallina Isabella gli disse di sì e così si sposarono e vissero felici e contenti. E fecero tanti pappagallini piccoli. Alcuni sapevano parlare, altri non tanto, ma si sa che alla fine imparano a parlare tutti, i bambini come i pappagallini.
..
FAVOLE DELLA NONNA PER LA NANNA

Per bambini di 4 anni

LA FAVOLA DEI COLORI

C’era un volta un pulcino molto carino. Si chiamava pulcino Pio. Era GIALLO morbido e tenerino.
Pulcino Pio era molto curioso e voleva fare il viaggiatore. Un giorno preparò la sua valigia piccina piccina, tutta ROSSA, ci mise dentro qualche chicco di granturco da mangiare e un librino piccino piccino da leggere in viaggio. Salutò i suoi fratellini e partì per l’ampio mondo.
Cammina cammina… era una bellissima giornata, il cielo era BLU e faceva un bel caldo. Il pulcino Pio arrivò a un fiume e non sapeva come attraversarlo. Ma venne a riva un bel pesce ARGENTATO e gli disse: “Ciao, pulcino Pio, ti ricordi di me? Il pescatore mi aveva pescato e stava per mettermi in padella, ma tu lo hai distratto col tuo ‘pio pio’ e io sono scappato tuffandomi di nuovo nel fiume. Cosa fai? Dove stai andando?”
“Ciao, pesce ARGENTATO”, disse il pulcino Pio, sono in viaggio con la mia valigia e vorrei vedere il mondo. Ma non so ancora nuotare e non so attraversare questo fiume!”
“Ti aiuto io- disse il pesce ARGENTATO- Sali sul mio dorso e nuoterò quasi fuori dell’acqua, così non ti bagnerai e ti porterò dall’altra parte!”
Il pulcino Pio salì sul dorso del pesce ARGENTATO con la sua valigina ROSSA e lui lo portò a nuoto dall’altra parte del fiume. Là il pulcino Pio gli disse: “Ciao, pesce ARGENTATO, grazie. Byby!”
E continuò a camminare in mezzo al prato VERDE, ai fiori GIALLI e alle farfalle VERDI e ARANCIONI.
In fondo al prato c’era un bel bosco e da un cespuglio saltarono fuori tanti pulcini BLU, erano bellissimi, tutti BLU, e molto allegri e furono molto contenti di vedere il pulcino Pio. Si abbracciarono, gli fecero le feste, e gli fecero vedere che sapevano ballare benissimo. Due di loro si misero a suonare. Uno aveva una piccola chitarra e uno aveva un piccolo flauto. Fecero una musica bellissima e tutti si misero a ballare. Erano bravissimi! Anche il pulcino Pio si mise a ballare, non lo aveva mai fatto ma gli piacque moltissimo, faceva dei bellissimi salti e poi le giravolte e si muoveva a tempo con la musica e tutti i pulcini lo applaudirono molto contenti.
Tra tutti i pulcini c’era una pulcina bellissima, tutta BLU; era una pulcina molto dolce e sorridente e il Pulcino Pio se ne innamorò. Così restò sempre con lei, si sposarono con una bellissima festa e una grandissima torta, e, quando furono grandi, ebbero tanti bambini, cioè pulcini, e siccome pulcino Pio era GIALLO e pulcina Lei era Blu, fecero tanti pulcini tutti VERDI, perché GIALLO con BLU fa VERDE. E vissero tutti felici e contenti. E ogni sera il babbo pulcino Pio li metteva a letto, apriva la sua valigia piccina piccina e ci prendeva il librino delle favole, piccino piccino. E sapete che favole erano? Le favole della nonna per la nanna!

RIME DELLA NONNA CLAUDIA
per la sua nipotina Sara di 4 anni di Francoforte che è bilingue.

Inno al Pandorino

Pandorino, pandorino
fai felice ogni bambino
tutto bianco e zuccherato
sei la gioia del palato
e per questo senza indugio
ti diciamo con tripudio:
“Jetzt wirst du aufgespeisst!”
( e ci tuffiamo sul Pandorino confezione mini per divorarlo!)

Errare humanum est!

Perché ci pensi?
perché non tenti?
che c’é di male?
é umano errare
non ti preoccupare
dai, lasciati andare!

Il Bastian contrario

Io dico sì
tu dici no
io dico si puó
tu dici non so
io dico qua
tu dici là
io dico dai
tu dici mai
io dico su
tu dici giù
ma perché litighiamo?
É semplice, ci amiamo.

http://masadaweb.org

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