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Monday December 11th 2017

MASADA n° 1596 1-12-2014 LA STANCHEZZA DI GRILLO

MASADA n° 1596 1-12-2014 LA STANCHEZZA DI GRILLO

L’astensione non è solo una forma di sfiducia nelle istituzioni ma anche in se stessi.
In quanto tale, può essere curata solo in due modi: rendendo al cittadino il senso della propria dignità e facendogli capire che un mondo nuovo in cui avere fiducia può nascere proprio da lui.
Viviana
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“Scipiò, la vita è fatta de momenti brutti, ma nun te preoccupà, che poi arriva sempre er momento…peggio”
(Dal film Scipione detto l’Africano)
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Per fare una dittatura basta nominare un Renzi qualunque e appoggiarsi ai poteri neri
Per fare una democrazia dal basso il lavoro è un tantino più complicato
ma il male italiano è che per uno che sgobba ci sono 100 che criticano e 20 che gli fanno lo sgambetto.
Viviana
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Per avere il grano bisogna tagliare le erbacce, il problema è che…
Robespierre a furia di tagliare teste morì decapitato…
Massimo Carabetta
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Maurizio Dati
Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti…

Viviana
Sono triste in questa sera piovosa e cupa dove non si vedono luci all’orizzonte e tutto prende il colore di una pozzanghera abbandonata schizzata da macchine che corrono veloci verso mete sbagliate.
Vorrei con tutto il mio cuore essere vicina a Beppe,in questa sera solitaria,vorrei trovare le parole per dirgli il mio affetto,il mio grazie, senza disturbare la sua riflessione ,il suo desiderio di quiete, sapendo che la sua come la mia non è una natura di quiete e che domani ci porterà vita nuova e nuove possibilità di rovesciare il mondo.
Vorrei dirgli grazie come a un innamorato con cui hai partecipato a un sogno che è solo ad una svolta, che non è affatto finito e che domani riprenderà con forze rinnovate
Vorrei dirgli che mai nessuno in Italia mi ha dato la precisa sensazione di contare qualcosa, di poter partecipare a un ideale, poter lottare per dei valori buoni,amare il mio Paese, rispettare me stessa..
Vorrei dirgli che mai nessuno, in questi morti partiti,mi ha mai dato come lui il senso bellissimo di una democrazia,della luce incredibile che può sorgere da tutti noi, dalla nostra onestà, dalla nostra volontà di fare bene, per tutti e non solo per uno.
Oggi non contano più le volte che mi sono arrabbiata con lui, come si fa con un innamorato dello stesso ideale di cui non sempre capisci le intenzioni, mi sono dimenticata la scaramucce che fanno parte dell’amore comune, oggi io vedo solo la cosa grandissima che ha creato, il coraggio, la costanza, la determinazione, la potenza e la follia di questo sogno che è anche il nostro sogno.
Io dico che devo il meglio di me a tante persone eccezionali che ho avuto la fortuna di incontrare e che non avrei mai potuto essere quella che sono e resistere anche nella mia vita di tutti i giorni come resisto senza queste persone e senza di lui.
Oggi che tutti gli danno addosso più che mai e che gli attacchi arrivano fin dentro la sua casa, oggi che la sua lunga corsa sembra sospesa, io dico: Grazie, Beppe!
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ALESSANDRO CAMPI
La qualità di una democrazia è data da molte cose. Le modalità attraverso le quali vengono selezionati i rappresentanti del popolo (per merito e dal basso o per cooptazione dall’alto?). La sua capacità a esprimere governi stabili ed efficienti. Il grado di partecipazione alla vita delle istituzioni garantito ai cittadini. Infine, l’esistenza di un’opposizione parlamentare che funga da stimolo al governo, che lo controlli nei suoi atti e che venga percepita dagli elettori come un’alternativa politicamente credibile. Non avere opposizioni cui rendere conto o con le quali fare i conti è il sogno segreto di tutti i capi politici, ma è l’incubo reale di ogni democrazia che aspiri ad una minima normalità. In Italia la morte dell’opposizione significherà la morte della democrazia.
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Finalmente i Comuni possono fare richiesta per i fondi. L’8×1000 devoluto allo Stato verrà investito anche nell’edilizia scolastica. La novità, introdotta dalla Legge di Stabilità grazie ad un emendamento del M5S, e recepita nel decreto del Presidente della Repubblica del 17 novembre 2014, è in Gazzetta Ufficiale. Mentre i partiti pensano ad arricchirsi, detassando del 256% con la legge di stabilità quei politici che finanziano il loro partito, il Fondo per le PMI garantisce i minibond emessi dalle PMI. Il bando è partito il 7 novembre.
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I parlamentari del M5S si sono impegnati a restituire ogni anno parte del loro stipendio per una media di 50.000 euro a testa, per versarli su un fondo istituito con legge di aiuto alle Piccole e Medie Imprese che non trovano prestiti dalle banche.
I due deputati Pinna e Artini sono stati espulsi per non averlo fatto.
La Pinna non fa bonifici sul fondo per le PMI da quasi un anno, ed è fuori luogo che dica di averli versati alla Caritas. Artini da gennaio ha applicato un sistema di rendicontazione personale da cui mancano all’appello 7.000 euro.
I parlamentari del M5S si sono impegnati, bontà loro, a restituire ogni anno parte del loro stipendio per una media di 50.000 euro a testa, per versarli su un fondo istituito con legge di aiuto alle Piccole Medie Imprese che non trovano prestiti dalle banche.
I due deputati Pinna e Artini sono stati espulsi per non averlo fatto.
Si sono impegnati, come tutti, a questo versamento ma dal conto hanno distratto 57.000 euro. Ora sono sotto esame come altri che sembra abbiano fatto altrettanto.
Se ciò risulterà vero, anche altri saranno giustamente espulsi.
Se si guardasse di più a chi dentro i partiti fa diversamente da quanto si è impegnato a fare, forse l’Italia andrebbe meglio.
Grillo è stato criticato per le sue espulsioni, per cui alla fine ha detto: prendiamo un comitato formato da 5 deputati e deleghiamo a loro il controllo sulle regole dello statuto e sulle rendicontazioni dei versamenti.
Lo ha fatto per la Camera, e ha detto che lo farà per il Senato. Al che i media si sono sfrenati, oscurando gli abomini che stanno avvenendo in Italia nella distruzione del Jobs act dei diritti del lavoro. L’argomento è stato un’esca presa al volo da tutti per esecrare Grillo e partire per la tangente sulle ipotesi più strampalate sul futuro del Movimento, come arma di distrazione di massa da Renzi che perde sempre più consensi. Subito il comitato dei 5 è stato chiamato ‘direttorio’ con termine deteriore, senza che nessun giornale dicesse che tutti i partiti hanno un comitato di garanti senza che nessuno lo chiami ‘direttorio’ e senza che nessuno metta sotto il microscopio i suoi componenti.
A parte la montatura giornalistica, non si capisce dove stia lo scandalo.
I 5stelle secondo le loro regole interne hanno accettato di versare parte dei loro stipendi a favore delle piccole e medie imprese ed è proprio per questo che tutti vanno loro addosso, mentre tutti gli altri pensano solo ad aumentarsi le prebende, ad accrescersi le prescrizioni, a rubare sulla cassa, a depenalizzarsi i reati come hanno fatto Renzi e Berlusconi, a mettere le mani sulle fonti del potere, a tenersi ben stretti finanziamenti e regalie e a detassarsi o depenalizzarsi le donazioni che potrebbero essere anche mazzette.
Si pensi, al contrario, cosa accadrebbe se quello che fanno i 5stelle fosse esteso ovunque.
In un anno i 5stelle da soli hanno ceduto per il bene comune 42 milioni di euro. E sono 134. I parlamentari sono mille. Se avessero fatto altrettanto, avremmo avuto mezzo miliardo di euro per aiutare le imprese in crisi.
Gli ‘onorevoli’ italiani, sotto accusa per le loro ricchissime prebende e la sovrabbondanza di benefit, avevano cominciato a dire che avrebbero abbassato loro ricchi stipendi alla media europea. Non lo hanno mai fatto. La scusa è stata che calcolare questa media europea era ‘troppo difficile’. Così sono passate tre finanziarie senza che uno solo dei loro euro o dei loro privilegi o vitalizi venisse tagliato o ridimensionato e ora di defiscalizzeranno anche i finanziamenti che loro stessi danno ai loro partiti (cosa che rallegrerà moltissimo Berlusconi e tutti coloro che stanno mettendo soldi nelle aree Renziane e che in cambio, oltre a incarichi lucrosi, avranno anche sgravi fiscali del 26%).
Ovviamente, nemmeno davanti all’evidenza che l’Italia ha la casta politica più numerosa, inetta, corrotta e pagata d’Italia, nessun partito ha fatto la minima mossa per un trattamento più europeo. E, se guardiano ai furti di denaro pubblico negli enti locali, si va anche peggio! Metà degli amministratori è sotto indagine per spese gonfiate. E saranno questi ladri che eleggeranno i senatori al posto nostro!
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24 ore dopo l’espulsione, questo è l’Otto e mezzo con Massimo Artini, accusato di essersi trattenuti 7.000 euro, e Scanzi che difende il M5S. Artini dice che le accuse contro di lui sono false perché ha reso 60.000 euro all’inizio di legislatura. Artini con altri è stato un’ora e mezzo a casa di Grillo per chiarire la situazione. Dice che Grillo non gli è sembrata affatto ‘stanchino’, ma, interrogato sugli ultimi fatti (strani blog, revisionismo e espulsioni) ha ripetuto che, comunque, ciò aveva portato un grande ‘flusso’ al blog, come se la visibilità (e meglio l’incasso) fosse tutto. L’espulsione di Artini e della Pinna, rei di essersi intascati i soldi che dovevano versare al fondo delle Piccole e Medie Imprese, è stato messo ai voti degli iscritti e approvato col 69,8%. Ma la bagarre è stata imponente con migliaia di post pro o contro. Subito dopo Grillo ha comunicato che si sarebbe fatto assistere da 5 persone scelte da lui che formeranno un gruppo cui sono delegati i compiti di controllo dei parlamentari. Questo ha scatenato la stampa e i blogger. Non è affatto chiaro quali saranno i compiti di questo direttorio rispetto al gruppo parlamentare che per statuto prende le decisioni a maggioranza, ma Artini esclude che ciò sia un passo indietro di Grillo. Anche Scanzi crede che Grillo non intenda lasciare la politica ma dopo le europee e le regionali è sembrato stanco, deluso e frustrato, segnato poi dagli ultimi eventi. “E’ sempre rimasto un attore prestato alla politica, quindi c’è una parte di lui che non vede l’ora di tornare ai suoi spettacoli. Continua a restare il garante, ma ha sempre detto che un bel giorno il Movimento doveva cominciare a camminare da solo. Questo è il 1° passo ma è inevitabile. Da 6 mesi non ne ha indovinata una. I 5stelle hanno fatto delle battaglie spesso giuste ma non lo sapeva nessuno, un po’ perché venivano comunicate male, un po’ per il silenzio della tv, un po’ perché ogni giorno Grllo faceva qualche autogoal, questo ha aiutato l’ascesa di Salvini e ha tamponato la caduta di Renzi per cui trovo-dice Scanzi- che questa autocritica di Grillo sia dopo 6 mesi la prima cosa che indovinano.”
Secondo Artini, Grillo avrebbe detto che va tutto bene perché “abbiamo sempre 20 milioni di contatti la settimana”. Artini ha fatto credere che questi 5 anni spesi un enorme dispendio di energie, il blog, le manifestazioni, 9 milioni di elettori, 134 parlamentari e tante battaglie portate avanti con grande energia e senso di sacrificio, i V day ecc. sono solo ‘un’operazione di marketing’, un’operazione con cui Casaleggio si arricchisce col blog, il che, visto la scarsità di contributi privati, l’enormità di spese organizzative per le manifestazioni, e la mancanza di finanziamenti pubblici e di mani in pasta, sembra, a dire il vero, pieno delirio. Distratti i costi per la gestione del blog coperti dalla pubblicità, poi, questo ‘enorme’ incasso sarebbe da attribuire agli account di tze tze (?), e anche questo sembra delirio puro. Il tutto si ridurrebbe a questi account e alla casa editrice che gestisce tze tze che non avrebbe partita IVA (?). Se l’ipotesi accusatoria di Artini si riduce a questo, se in un anno e mezzo dentro il M5S non ha saputo trovare altro, direi che è messo proprio male. Artini riconosce che i bilanci del blog sono pubblici ma ripete che ‘non sa’ se quegli account siano registrati o no alla Casaleggio associati. Se è solo una questione di account di tze tze e del fatto che la casa editrice che pubblicizza i libri della Casaleggio (ma quanti sono?) non ha una partita IVA, siamo proprio alla frutta e non spiega la sottrazione di danaro di Artini e il suo attacco forsennato a Grillo. Insomma Artini sembra un cialtrone qualunque che ha ricevuto offerte migliori. D’altro canto non ci spieghiamo nemmeno, però, i sei mesi di autogoal costanti di Grillo e nemmeno perché in un momento come questo, con mezzo Paese contro Renzi e il Pd e Fi che perdono voti come catini bucati, non approfitti della situazione per attaccare il Jobs act e tutto quello che fa Renzi e aiuti i media a mettere come prima notizia le espulsioni e questo ‘direttorio’, che esordisce nel modo peggiore. Scanzi resta dubbioso, ripete che la procedura di espulsione è stata sbagliata perché prima doveva essere sentita l’assemblea dei parlamentari (ma Toninelli dice al contrario che in certi casi questa viene saltata). Scanzi chiede come mai il M5S porta avanti grandi battaglie politiche, Artini le condivide e solo ora, dopo un anno e mezzo, scopre quello di cui accusa Grillo. Non è strano tutto questo?
Dice Scanzi: “I dissidenti del M5S, finora, più che somigliare a Solgenistin come qualcuno ha detto, somigliano a Razzi e Scilipoti, stampelle di Renzi, stampelle di Sel o della Lega, Gambaro e Orella sono diventati appoggi sistematici di Renzi”. Artini ribatte che Casaleggio non è un cofondatore del M5S ma un fornitore, i video prodotti in aula sono prodotto editoriali. Artini accusa Grillo di avergli detto che lavorava troppo, e che così aiutava i meet up a diventare indipendenti e la sua opinione è che il M5S sia funzionale al Pd e a Fi (ma anche questo è abbastanza ridicolo e se ciò fosse non vedrebbe tanto accanimento proprio da parte del Pd e di FI per estrometterli, il Pd ha tentato addirittura di escludere il M5S ‘per legge’ dal parlamento!). Insomma, come dice Scanzi, “Artini sta descrivendo Grillo come un lestofante, un genio del male”. Peccato che tutto questo voltafaccia venga fuori quando Grillo lo espelle per sottrazione di denaro! Ma nemmeno Scanzi spiega gli autogoal di Grillo in questi ultimi 6 mesi. Insomma Artini sembra uno dei tanti troll che cercano scuse ridicole per attaccare Grillo. Grillo con tutti i suoi errori finali resta un enigma. Artini minaccia oscure querele contro colleghi che hanno fatto errori marchiani.
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Io non riesco a capire: la diffusione della democrazia diretta in Italia, la resurrezione dello spirito civile di un popolo, l’attacco alla corruzione della casta e al servilismo dei media, la difesa del lavoro, la difesa dell’ambiente, il reddito minimo di cittadinanza, l’attacco alla protervia della zona euro e dei poteri al soldo della Finanza internazionale, l’attacco al sistema dei banchieri e della forte destra nera americana, lo svelamento degli inciuci mostruosi tra destra e sinistra, la difesa della Costituzione contro lo stupro ignobile di Napolitano, la decadenza di Berlusconi e di altri soggetti marci del Parlamento .. e tutto questo dovrebbe sparire a causa di uno che dice che Grillo ha fatto tutto questo per accrescere gli introiti degli account di tze tze e per la partita IVA della Adagioweb??? Ma siamo al manicomio?
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Sicuramente Artini è un gran chiacchierone, ma sinceramente mi sembrava la replica di Scaloja 2, il ritorno del cialtrone. E in Italia i cialtroni non finiscono mai.
Ora posso solo sperare che il comitato dei 5 riprenda la buona politica dei 5stelle di fare da portatori dei bisogni e delle richieste degli Italiani e di freno contro le atrocità di Renzi e del Pd.
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AI TROLL PIDDINI
Vi dà noia, eh, che chi nel M5S calpesta i propri impegni vengano cacciato!
Lo sapete benissimo che se ogni partito italiano cacciasse i propri trasgressori ci sarebbe il deserto!! Ma questo vi dà noia perché siete lontani dall’onestà come il buio dalla luce. Perché non ve ne frega una cippa se siamo il Paese più corrotto d’Europa. E che proprio questa corruzione altissima ci stia scavando una voragine.
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Anche Il Fatto Quotidiano partecipa al turpe gioco al massacro contro il M5S? Reo poi di cosa? Di aver cacciato persone che hanno deciso in modo autonomo su denaro collettivo dopo essersi impegnati in un certo modo? Di essersi dotato di un comitato di controllo simile a quello che hanno tutti i partiti? E perché non chiamarlo ‘direttorio’ anche per loro? Per i partiti si scelgono nomi più gentili, tipo ‘garanti’? E come mai lo scandalo, invece, non sta nel fatto che di questi comitati di controllo dello statuto non si sa nulla? Non si elegge nulla? Non si sa chi sono e cosa fanno? E come mai non intervengono quando, come hanno fatto Errani o Fassino o Formigoni, le più plateali regole dello statuto vengono calpestate? Silenzio poi assoluto sui ladri o sul fatto che per “disciplina di partito” l’articolo 67 della Costituzione che vieta il vincolo di mandato sia bellamente calpestato? O forse la “disciplina di partito” è superiore ai comitati di controllo come alla Costituzione, per non parlare del codice penale!??
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E magari un giorno questi cari e veritieri media ci vorranno spiegare come mai ben 120 membri del Pd sono stati cacciati nel silenzio generale, senza l’attuale battage che ora fanno sui due del M5S, e come mai nessuno dice che il Pd non caccia i suoi perché ladri di danaro pubblico o trasgressori dello statuto e tanto meno i suoi imputati di reati penali, ma solo quelli che osano criticare gli ordini del segretario di partito!
Come ho detto 120 membri del Pd sono stati espulsi non perché ladri ma perché non erano d’accordo con scelte del Pd

a

ma su di loro nessun giornale apre bocca
come mai?


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Intanto l’argomento espulsioni del M5S è stato utilissimo ai media di governo e i loro troll per oscurare il crollo di consenso di Renzi e la reazione unanime contro il Jobs act. E con questa sarabanda sui due espulsi di Grillo e sulla decisione di Grillo di farsi aiutare da un comitato di controllo sullo statuto COME GIA’ AVVIENE IN OGNI PARTITO, i media italiani sono riusciti ancora una volta nel loro turpe scopo di oscurare l’enorme svolta a destra di Renzi e del Pd, il loro appoggio smisurato ai ladri di stato e ai corrotti della grande economia e del sistema bancario, l’affossamento dei diritti dei lavoratori, la distruzione progressiva della democrazia
Complimenti per l’eticità della cosa! Se esistesse un vero comitato di controllo sui giornalisti e non quel ridicolo ordine dei giornalisti che conosciamo, questi giornali sarebbero tutti rasi al suolo.
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Scrive oggi Scanzi:
La strada non è poi così difficile da affrontare.
1) Continuare l’opera di opposizione. 2) Usare la tivù con furbizia, poco ma bene, mandandoci chi sa farla e lasciando che i Giarrusso e le Lombardi al massimo parlino da soli (e possibilmente poco). 3) Divenire finalmente più scaltri, cioè talora più tattici, smascherando la pochezza titanica e le bugie sistematiche del Renzismo. 4) Smetterla di fracassarci i maroni con la lotta tra talebani e dissidenti: all’Italia non frega una beata mazza se a Casaleggio sta antipatico Artini o se Nik Il Nero è indispettito con Pizzarotti. 5) Non lasciare campo aperto a Salvini.
Lo scenario politico italiano è oltremodo avvilente: o Matteo o Matteo, o il Supercazzola o il Lepenino. Roba che, forse, era meglio morire da piccoli. Se il Movimento 5 Stelle vuole lasciare che a giocarsi il futuro di questo paese siano solo queste due forze, implodendo in uno psicodramma tragicomico da Asilo Mariuccia, faccia pure: ognuno abbraccia i nichilismi che può. Qualora ciò accadesse, abbia però la compiacenza di assumersi interamente la responsabilità di una tale colpa. Non esattamente marginale.
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Grillo istituisce un comitato di controllo
Vale la pena di ricordare che lo statuto del M5S vieta organismi intermedi. Lo statuto sbarra la strada a organismi direttivi. “Il MoVimento 5 Stelle non è̀ un partito politico – si legge infatti – né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità̀ di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità̀ degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”. Ma il comitato è stato approvato dagli iscritti col 98,7% di consenso. E allora?
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Mik Roma
Era evidente che il MoVimento, prima o poi, doveva cambiare: troppo grande, troppe responsabilità… troppi nemici.
Quel momento è arrivato. E’ iniziato oggi, di fatto, il processo che porterà il MoVimento in una seconda o, forse meglio, terza fase. Voglio ringraziare Beppe Grillo per l’incredibile passione profusa in tutti questi anni e per l’emozione che mi ha fatto provare nel vivere un MoVimento di pensiero e, soprattutto, di coscienza che non ha eguali negli ultimi quarant’anni. Lo ringrazio per avermi fatto provare EMPATIA. Empatia con tutta una parte di umanità che non è rappresentata dalla politica, dai partiti (e da chi li vota) me che è la parte migliore, positiva e propositiva del paese.
Continuerò a volere, a credere possibile un nuovo rinascimento che, come il precedente, partendo dal bel paese, pervada tutti gli altri con un diverso modo di pensare i problemi e la loro risoluzione. Un diverso modo di vivere… CIVILE! Un pensiero così civile da distinguere l’avidità e il possesso dal benessere.
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Mi pare ovvio che se le ‘enormi accuse’ di Artini si riducono a dire che Grillo in 5 anni voleva solo aumentare i ricavati degli account di tze tze, Grillo avrebbe guadagnato molto di più facendo qualche spettacolo e stancandosi molto meno. Ma, se in un anno e mezzo dentro il M5S, Artini non riesce a trovare altra accusa che questa cialtronata nebulosa, allora vuol dire che i 5stelle sono proprio dei santi!
E questo in un Paese che è il primo per corruzione in Europa e ha una casta politica che ha rubato 60 miliardi e che permette che 634 miliardi di evasione fiscale non sia riscossa, mi sembra una specie di miracolo!
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Viviana
Sembra che anche Il fatto Quotidiano giochi al massacro del M5S come i media di regime. Sembra che sia incapace di portare avanti quella lotta al grande capitale bancario e finanziario che cerca di soggiogare il mondo e a cui dobbiamo la nostra rovina e che sia stato sempre incapace di valutarlo anche quando il M5S glielo metteva sotto il naso, con le analisi di economisti e premi Nobel, quel sistema a cui dobbiamo l’attuale configurazione capitalista dell’Ue in difesa di banche o di evasori alla Junker e non di popoli, mentre IFQ è stato capace di valutare benissimo e amplificare negativamente tutti gli argomenti più microscopici del blog mentre preferisce mettere in prima pagina le beghe dei troll nostrani. Sembra che sia a corto di argomenti di difesa dei diritti costituzionali del cittadino e del lavoratore, per non parlare delle lesioni alla democrazia che con Renzi sono diventato paurose. Ma se proprio IFQ ha questa cecità totale a valutare nelle giuste proporzioni ciò che accade e non trova argomenti migliori, eccone subito uno:
-i tg hanno detto che ci sono 634 miliardi di evasione scoperta da Equitalia con tanto di nome e cognome. In questa penuria di danaro e di equità, come mai non se ne parla? Come mai non si denuncia questa voragine mostruosa e a piede libero di danaro pubblico? Come mai Renzi gli evasori li soddisfa invece di combatterli?
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LE PMI
Le Piccole e Medie Imprese (PMI) rappresentano una componente centrale del tessuto economico europeo. In Italia il 99,7% delle imprese industriali attive ha un numero di addetti inferiore alle 250 unità e l’81,7% sono microimprese (meno di 10 dipendenti). Mentre le PMI degli altri Paesi coinvolti guardano a una nuova crescita, quelle italiane tendono ancora a lottare per superare gli effetti della recente crisi economica e sono penalizzate soprattutto dalle banche che non fanno più credito. La legge di stabilità di Renzi aiuta le banche ma ignora le PMI. E i fallimenti sono enormi (più di 60 al giorno) con 1000 disoccupati in più al giorno.
Per aiutarle i 5stelle hanno ottenuto ‘per legge’ l’istituzione di un fondo a garanzia dei loro prestiti bancari su cui hanno cominciato a versare parte dei loro stipendi, rinunciando fino a ora a 42 milioni, Pinna e Artini per 9 mesi non l’hanno fatto trattenendosi i soldi.
Ma vi risulta che uno qualsiasi dei parlamentari o dei partiti abbia rinunziato a un solo euro per aiutare chi in Italia è falciato dalla crisi? Eppure quelli dei nostri politici sono gli stipendi più alti d’Europa che arrivano fino a 10 volte quanto sono altrove! Anzi i nostri sono affaccendati solo ad aumentarsi prebende e vitalizi e sono arrivati pure a pretendere pensioni a vita per pochi mesi fatti in parlamento, e nelle amministrazioni locali va anche peggio e si ruba come pazzi e saranno ora proprio questi ladri e nominare i nuovi senatori.
Gli unici che si sono decurtati gli stipendi e si sono dati delle regole etiche sono stati i 5stelle. Essi hanno accettato di versare parte di quanto ricevono dallo Stato per aiutare nei prestiti bancari le piccole e media imprese che sono il 98% del tessuto economico italiano e sono fortemente colpite dalla crisi.
Ma per mantenere questo stand di eticità occorre cacciare chi, nel M5S, ha sottoscritto questo impegno e poi lo ha trasgredito facendosi gli affari propri.
A questo servono le espulsioni.
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LA DECRESCITA INFELICE
MARCO TRAVAGLIO

Non ci sono più parole per descrivere il lento e inesorabile, ma tutt’altro che inevitabile, suicidio del Movimento 5Stelle. Un suicidio di massa che ricorda, per dimensioni e follia, quello dei 912 adepti della setta “Tempio del Popolo”, che il 18 novembre 1978 obbedirono all’ultimo ordine del guru, il reverendo Jim Jones, e si tolsero la vita tutti insieme nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro. L’ultima mattana del Tempio del Grillo è l’avviso di sfratto per i deputati Artini e Pinna, accusati di violare da mesi l’impegno – a suo tempo sottoscritto da tutti i candidati – di restituire parte dello stipendio e rendicontare tutto sul blog. I due sostengono che non è vero ed esibiscono ricevute, ma la loro difesa non appare nella requisitoria pubblicata sul blog di Grillo che ieri ha chiamato gli iscritti a votare per l’espulsione.
Finora gli “enucleandi” potevano difendersi nell’assemblea dei gruppi parlamentari, dopodiché scattava il voto sul web. Stavolta invece la procedura è stata invertita: prima il voto sul web, poi eventualmente quello degli eletti. In questo guazzabuglio di scontrini e carte bollate, capire chi ha ragione e chi ha torto sul merito è arduo. Ma anche inutile. È vero che chi si candida in un partito o movimento ne accetta le regole e, se le viola, può essere espulso. Ed è vero che la restituzione dei fondi pubblici (42 milioni di rimborsi elettorali totali e 10 di indennità parziali) fa parte del Dna dei 5Stelle ed è una delle ragioni del loro successo. Ma, chiunque abbia ragione sul restituire&rendicontare, c’erano mille strade per risolvere la questione in modo meno traumatico. Lo dimostrano le perplessità non solo dei soliti dissidenti, ma anche di diversi “duri e puri”. Chi ha messo in piedi il processo a ciel sereno ne trascura la devastante ricaduta esterna: nei giorni più neri del governo Renzi, alle prese con mille guai che per la prima volta danno ragione alle opposizioni e in primis ai 5Stelle, tg e giornali hanno buon gioco a parlar d’altro. Cioè – paradosso dei paradossi – dei guai del M5S. Che così riesce nell’impresa di calciare in tribuna l’ennesimo rigore a porta vuota: invece di affacciarsi a dire “noi l’avevamo detto che Renzi sbagliava tutto”, regala al governo e ai suoi fan un’occasione d’oro per dire “noi l’avevamo detto che Grillo sbagliava tutto”. Geniale: un auto-sabotaggio identico a quello rinfacciato a Orellana&C. Nell’ultima settimana, poi, anziché analizzare seriamente la fuga di elettori registrata in sei mesi tra Emilia Romagna e Calabria (401.847 voti in meno rispetto alle Europee di maggio), il blog di Grillo è riuscito prima a cantare vittoria (col raffronto tipicamente doroteo con le regionali del 2010, quando il M5S era nella culla). Poi a ospitare un’intervista allo storico Petacco sulla (non)responsabilità di Mussolini nel delitto Matteotti, trascurando inspiegabilmente le guerre puniche e il Congresso di Vienna. Infine a scomunicare un deputato per leso divieto (peraltro intermittente) di andare in tv. Risultato: il buon lavoro dei parlamentari pentastellati resta sullo sfondo, mentre la fame atavica di forze anti-sistema viene confiscata da un Salvini qualunque, portatore insano di ricette fallimentari lunghe vent’anni, solo perché le sue felpe sono sempre in tv e riescono a imbonire quel pubblico periferico e ultracinquantenne che è magna pars dell’elettorato italiano. E dire che basterebbe poco per raddrizzare la baracca: eleggere due o tre portavoce da mandare nei tg e nei talk meno indigesti a rappresentare la linea del M5S, evitando che a farlo sia il primo peone semidissidente che passa. E nominare un direttorio che giri per i meetup dirimendo i dissensi che inevitabilmente esplodono qua e là. L’alternativa è il permanente stillicidio-suicidio di espulsioni che fra l’altro assottiglia i gruppi parlamentari: due anni fa gli eletti erano 163, ora si son già ridotti a 143. Se poi gli espulsi votano col governo, magari sperando che qualcuno li ricandidi, si può pure sputtanarli come i nuovi Razzi e Scilipoti. Ma il primo colpevole è chi li ha espulsi, gettandoli fra le braccia di Renzi. Il quale, con degli avversari così, può campare cent’anni.
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Nel 2013 il M5S portò in Parlamento 163 rappresentanti popolari.
Tra espulsioni e addii si sono ridotti a 141. Ora si ventila di altre 17 espulsioni.
Se si pensa che il Jobs act è passato alla Camera per un solo voto, la domanda è: stiamo cercando di suicidarci da soli?
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Lettera di Valentina
“.. e mi buttai su Grillo di cui se non condividevo tutto, ne apprezzavo la coerenza, l’onestà e gli ideali. Grande vittoria. Speravo che cambiassero le cose ma furono subito messi ai margini, un po’ per la loro inesperienza e un po’ per colpa di atteggiamento verticistico troppo intransigente. Intanto la politica degli inciuci proseguiva indisturbata, qualche battaglia la vincemmo, ma poca roba. E arrivò Letta, poi Napolitano bis e poi Renzi con Berlusconi. Grillo continuava ad espellere e a perdere consensi, ma si diceva che era meglio così. Poi arrivarono le Europee e votai M5S, mica per Grillo, ma per i ragazzi che in così poco tempo erano riusciti a dimostrare più preparazione, coraggio, coerenza e serietà di tutti i politici che avevo visto finora. Ma le abbiamo perse e Grillo diede la colpa ai pensionati. A Ottobre partecipai al raduno del Circo Massimo, dove tutti noi cittadini chiedevamo ai parlamentari di andare in tv. Ma Grillo decise che i post di Becchi, Giannuli e Casalino erano più efficaci di un Di Maio in tv. E così perdemmo anche alle regionali, favorendo addirittura uno come Salvini. Ma che devo fare per farmi ascoltare? Dovrò mica iniziare a non votare, alla mia età?
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E’ vero che senza le idee di Casaleggio e la sua informatica, il blog non sarebbe mai nato e il M5S non ci sarebbe mai stato. E ricordiamo che il blog è quasi l’unica via che il Movimento ha per farsi conoscere, visto l’ostracismo che Grillo ha posto sulla televisione e la mancanza di una radio del Movimento, a differenza, per esempio della Lega o di Confindustria.
E’ vero che se Grillo si separa dalle idee di Casaleggio, lui il blog in piedi da solo non lo sa tenere, ma i suoi errori hanno superato il livello di guardia, mettendo a rischio la forza democratica che prese 9 milioni di voti arrivando ad essere la prima forza politica del Paese. In questi anni il blog di Casaleggio tecnicamente non hai mai funzionato molto bene ed è restato sempre aperto a forme di hacker aggio sciacallaggio, e Casaleggio stesso nelle sue poche uscite pubbliche, in tv o con Confindustria, non ha mai mietuto molti allori. Il propagatore acceso ed entusiasta del M5S, il molto amato, è sempre stato Grillo,non Casaleggio, soggetto freddo, non empatico, algido e asociale.
Ma Grillo è rimasto malissimo dopo i risultati delle europee. E il crollo del voto regionale in Emilia-Romagna lo ha buttato proprio a terra. Ma la sua depressione è da prima, tant’è che per le regionali non si è fatto quasi vedere, mentre Salvini imperversava su tutti gli schermi con pochissime idee sempre ripetute. E ciò gli ha giovato, tanto che, pur avendo perso anche lui voti, ha sopravanzato Berlusconi nel cdx.
Ma Grillo, dopo tante energie, tanto slancio, tanto lavoro sul territorio, è rimasto devastato. “Un po’ stanchino”, come dice lui, citando Forest Gump dopo la sua corsa di tre anni. Lo abbiamo visto alle regionali che non c’era più.
Ora ci sono forti dubbi che il campo e il blog siano dominati da Casaleggio e figlio (ci mancava anche il figlio!), e gli errori di questi ultimi blog dove si è arrivati a rivedere la figura del Duce o si è sferrato un attacco a Pizzarotti, sono stati veramente disastrosi.
Ora arrivano queste espulsioni in un momento in cui l’attenzione doveva essere tutta sulle reazioni negative del Jobs Act e sul sostegno che la sx ha dato a quel protettore di evasori che è Junker. Mentre le astensioni fanno vacillare l’immagine del Pd e il paese dei lavoratori si prepara a una nuova ondata di sciopero contro il Jobs act, tirare fuori ,proprio ora, delle nuove espulsioni è come prendersi a martellate i co***oni da soli e rivela non solo una negazione autodistruttiva che sfiora la paranoia ma una natura patologicamente schizofrenica.
Se la linea di Casaleggio e figlio è questa, è meglio spararsi alle cervella da soli!
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Bene il passaggio a 5 nomi per un consiglio di garanzia.
Ma che democrazia è se i 5 nomi non sono proposti dagli iscritti?
Far capire la democrazia dal basso non è impossibile.
E’ far capire la democrazia dall’alto che la vedo parecchio dura.
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Emilio Risari
Ho la medesima età di Beppe, ne ho viste e sentite troppe e lo capisco quando dice di essere stanco. Capisco la sua delusione che è anche la mia, delusione che si moltiplica all’infinito sentendo le notizie dei tg (soprattutto quelli della pseudosinistra). Devastanti nella loro infantile falsità. Spero vivamente che non sia la fine di un sogno che stava per avverarsi, frantumato da poteri troppo forti. Ho ancora una speranza: che il 60% che non ha votato, si svegli improvvisamente, capisca finalmente dove ci conduce questa classe dirigente farlocca, meschina, bugiarda e ipocrita e vada a votare (se ci saranno ancora le elezioni). Attualmente i cuori non sono molto in alto, ma occorre essere coesi, fiduciosi e uniti nel sostenere il movimento per ottenere il cambiamento. Per i poveri sostenitori del pifferaio, come fate ad ascoltarlo quando dice che la disoccupazione da quando si è insediato il governo attuale è diminuita e l’istat dichiara l’esatto opposto? Potenza degli 80 euro? E chiamate noi grullini? O ci siete o ci fate, ma, secondo me ci siete proprio.
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Il bravissimo 5stelle Toninelli ribadisce su Facebook che il M5S ha rispettato le regole nell’espulsione di Pinna e Artini e mente o sbaglia chi dice il contrario. Il 68.7% dei votanti ha deciso che Artini e Pinna non potevano più essere portavoce del M5S. Chi sostiene il contrario afferma che sarebbe stato violato il Codice di Comportamento sottoscritto dai candidati, poi eletti, alle politiche 2013. Secondo loro sarebbe stata obbligatoria la convocazione di un’assemblea del Gruppo parlamentare prima della votazione degli iscritti sul portale. Ma lo Statuto depositato alla Camera dei deputati recita: ‘Costituiscono comunque cause di espulsione’ alcune specifiche casistiche indipendentemente dal voto dell’Assemblea”.”Tra queste cause rientra la violazione degli impegni assunti col Codice di Comportamento in cui troviamo, al paragrafo ‘Trasparenza’, la rendicontazione sul sito del M5S e la restituzione ‘allo Stato’ del residuo dello stipendio e delle diarie non spese. Riassumendo – conclude Toninelli – non serviva la preventiva votazione dell’assemblea parlamentare”.
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Liuzzi,Nicola
Alla faccia di un universo di avversari del M5stelle compreso il F.Q.! Fintanto che il M5Stelle continua cosi avrà sempre il mio appoggio..”Il reddito di citt adinanza non è più utopia. Il Movimento 5 Stelle dimostra che se si vuole, tutto si può fare. La
nostra proposta di legge presentata al Senato, a prima firma della portavoce Nunzia Catalfo, è stata finalmente calendarizzata per mercoledì 3 dicembre in Commissione Lavoro. Oggi raccogliamo i frutti di una battaglia che abbiamo sostenuto con forza sin da quando siamo entrati in Senato. Dopo venti mesi nei quali abbiamo preteso che venisse applicato il Regolamento del Senato (art.53), che impone la calendarizzazione anche di una quota di disegni di legge delle minoranze
e che negli ultimi due anni era stato sempre disatteso.
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Emanuele Sabetta
5 garanti + Beppe = 6 garanti. Ottimo. Sono ben 2 in più rispetto ai soli 4 garanti del PD. Questo il confronto:

GARANTI DEL PD:
Luigi Berlinguer
Francesco Forgione
Mario P. Chiti
Francesca Brezzi

GARANTI DEL M5S:
Beppe Grillo
Alessandro Di Battista
Luigi Di Maio
Roberto Fico
Carla Ruocco
Carlo Sibilia
Nota: per chi non lo sapesse, i garanti non hanno alcun potere decisionale sulla politica espressa dal gruppo politico. Il loro unico ruolo è quello di far rispettare le regole costituzionali di comportamento del gruppo politico. Nel caso del M5S, quelle quattro regolette che dicono di restituire parte dello stipendio, di non fare alleanze con altri partiti, etc.
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Zampano
L’accusa di evasione di Artini è ridicola. Se Grillo evadesse, vuoi che giornali e TV non riporterebbero una chicca simile? Non aspettano altro per dare contro il M5S!
Il punto è che lui non guadagna con la politica, non è stipendiato come un onorevole e i soldi li ha fatti con lo spettacolo. Da questo punto di vista è inattaccabile. Il M5S è noto per la riduzione degli stipendi e il mancato uso dei privilegi. Quale altro movimento o partito fa una cosa del genere? Nessun altro. Di solito chi non vuole che il M5S governi, lo fa per uno dei seguenti motivi: è un appartenente alla casta o alla massoneria o alla mafia. E’ altrettanto noto che il M5S si batte per ripulire l’Italia dai lobbisti, dai corrotti, dai sostenitori delle multinazionali, dai mafiosi e così via. Per questo spero che il M5S si affermi…
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Eposmal
(Se tutto per Artini si riduce a una questione di denaro)…Beppe poteva far sì, che il m5s non rifiutasse i 42 milioni di euro ed autonominarsi tesoriere,…altroché tze tze, e avrebbe fatto prima.
Per lo stesso motivo Beppe molti anni fa poteva evitare di dar dei ladri ai socialisti e tenersi una carriera tutta in salita..e invece ha preferito dire le cose come stavano… ripartendo dal basso….
Ma per certi cervelli…è difficile capire ed accettare che qualcuno sia più onesto di loro…perché proprio loro stessi…onesti non sono.
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Giovanni
Caro Beppe capisco, eccome, la tua stanchezza. Vieni attaccato cmq e sempre. Ma tu devi farti scivolare addosso le critiche della corrotta informazione italiana (salvo rare eccezioni). I tuoi ragazzi sono come il diavolo per il sistema marcio e fatiscente che si è consolidato in mezzo secolo di malapolitica invischiata di mafia e finanzieri avventurosi. La tua grande idea innovativa e coraggiosissima di mettere nelle istituzioni persone giovani, oneste e soprattutto non legate al vecchio sistema politico, incontra inevitabilmente la fortissima opposizione di quella parte di popolazione che sta bella comoda e con i piedi caldi che non vuole certo mollare l’agiatezza raggiunta. Forza Beppe hai fatto benissimo a farti affiancare da uomini con energie fresche e dalle idee consolidate. NON MOLLARE perchè è proprio questo che la casta vuole.
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PARLAMENTO 5STELLE
Il nostro portavoce Frusone ha scoperto che il governo ha stanziato anche 5,4 miliardi di euro per l’acquisto di navi da guerra attrezzate di tutto punto con lanciamissili e altra modernissima tecnologia. “Non ci sono i soldi”, viene risposto quando si chiedono interventi per ospedali, scuole, disoccupati: ma per le armi si trovano sempre. Non solo per le armi in verità. Il governo sembra molto ben disposto anche verso gli interessi del gioco d’azzardo. Come ci racconta il senatore Endrizzi, è arrivato infatti l’ennesimo regalo: una sanatoria che consente ai centri scommesse che hanno operato con bookmaker stranieri senza licenza italiana di cavarsela con una multa. Renzi è sempre generoso con i ricchi. Armi e scommesse… l’Italia sembra la Chicago anni 30. Chissà cosa altro inventeranno per la legge di stabilità, dopo droga e prostituzione inseriti nel PIL nei mesi scorsi.
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Sauro manda questo video illuminante tratto da “La meglio gioventù”

Dice tutto. Non c’è Grillo che tenga. Non c’è democrazia che tenga.

SE GRILLO IO FOSSI
Paolo De Gregorio

Sarà una mia “fissa”, ma in politica le cose che funzionano sono quelle che i cittadini possono comprendere e verificare, tenendo fermamente conto che un Movimento come quello a 5 stelle è attaccato da ogni lato (infiltrazioni comprese) da partiti, giornali, TV con ogni sorta di omissioni, denigrazioni, falsità, e vicende come quelle delle espulsioni e del problema della rendicontazione delle spese, fanno la felicità di ogni pennivendolo la cui linea editoriale è una sola: far apparire il M5S uguale agli altri partiti.
La linea strategica di tutta la politica oggi in campo è questa: annientare la straordinaria novità che in una organizzazione politica sono la base degli iscritti e il territorio a decidere chi li rappresenterà (solo per due legislature) in Parlamento, e che questo metodo non richiede denaro pubblico, strutture, elargizioni da privati (prevedibilmente capitalisti), perché basato sulle iniziative e sulla presenza sul territorio e chi viene riconosciuto come il migliore viene eletto dagli iscritti e dai cittadini,
Naturalmente ciò richiede tempi lunghi, ma il metodo nella realtà italiana è rivoluzionario e desta terrore nel panorama politico fatto di partiti padronali, ideologici, nostalgici, con personale politico arcaico e professionista, ma con un controllo sul palazzo, i soldi pubblici, TV e giornali, che è monopolistico e asfissiante.
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Ricordate Boccuzzi l’operaio della Thyssen Krupp, scampato alla strage di Torino, in cui morirono 7 suoi colleghi bruciati vivi, entrato poi nel PD ed eletto in parlamento?
Ha votato a favore del Jobs Act e dell’eliminazione dell’art. 18
‘Disciplina di partito’ anche lui come Bersani, immagino.
E per fortuna che i piddini ce l’avevano con la proposta di istituire un recall contro chi va contro i suoi elettori o delinque, ma si vede che per la ‘disciplina di partito’ l’art. 67 che vieta i vincoli di mandato non vale.
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Francesco
Quanto acchiappa un parlamentare?
18.000 euro 18.000?
Tira più un euro che un ricordo di sette amici bruciati …
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Dino Renna
Sì però è tutta colpa di Grillo, perché se non avesse creato il blog e non avesse creato il M5S, la gente continuava a stare male, ma con incoscienza.
Sì però è colpa di Grillo perché non ha creato un partito dove ognuno avrebbe potuto creare la propria fetta di potere.
Sì però è colpa di Grillo che non ha fatto l’alleanza con Bersani.
Sì però è colpa di Grillo che ha cacciato Berlusconi dalla porta e lo ha costretto a rientrare dalla finestra.
Sì però è colpa di Grillo che ha gridato in faccia a Renzi che non è degno di fiducia. Sì però è colpa di Grillo perché espelle chi non rispetta le regole, ma quando mai in Italia ci sono state le regole e/o sono state rispettate?
E’ colpa di Grillo se un Presidente della Repubblica, all’epoca Ministro degli Interni ha taciuto sull’avvelenamento della terra dei fuochi e contribuito alla morte di tanti innocenti.
E’ colpa di Grillo se le lobby guidano la politica. O se la gente non vota più. O e molti politici di professione sono stati sostituiti da ragazzi giovani, magari onesti, ma inesperti. Se c’è la disoccupazione. Se la gente è incazzata. Se le aziende chiudono. Se gli imprenditori si suicidano. Se gli Italiani scappano all’estero.
E’ tutta colpa di Grillo se l’Italia muore. Era un bravo comico e ci faceva ridere, per quale cazzo di motivo ha deciso di fare il politico e farci piangere?
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Pietro Ancona (da facebook)
Nel paese parafascista di Berlusconi e Renzi che da soli ( patto del Nazareno) stanno cambiando Costituzione, legge elettorale e leggi sul lavoro, si attacca Grillo perché vieta a due deputati di intascare duecentomila euro l’anno restando nel gruppo 5 stelle. Il sistema mediatico venduto e colluso è tutto proteso a raccontare balle su Grillo. Si vuole distruggere la sola opposizione parlamentare che oggi c’è in Italia. La stampa e la televisione di Regime, i servili pennivendoli e mezzobusti italici sono scatenati contro Grillo e Cinque Stelle colpevoli di volere fare versare ai due deputati amanti del Denaro la parte di indennità stabilita. Centocinquantamila euro annui contro i loro cinquantamila. Che ci sia opportunismo e interesse personale nelle vicende di quanti si fanno deliberatamente espellere da Grillo è testimoniato dal fatto che nessuno dei 22 parlamentari fuoriusciti sia rimasto all’opposizione. Sono tutti al servizio del Governo.
I Cinque Stelle sono tra i pochi che in Parlamento hanno difeso il lavoratore dipendente.
I giornalisti italiani al servizio del governo e del padronato si dovrebbero vergognare delle campagne di denigrazione che fanno periodicamente contro i Cinque Stelle.
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Alessandro
Se i partiti collusi di mafia fossero sciolti resterebbe solo il m5s che oltre a essere nuovo e privo di pregiudicati non ha avuto nemmeno il tempo materiale per riuscire a delinquere.
Il problema è che molti italiani votano tranquillamente per la mafia, non importa se B è notoriamente intrallazzato con i boss, tanto da averne nascosto uno a casa propria, gli italiani sono orgogliosi di votare chi gli chiede il pizzo o gestisce le aziende che si fregano i lavori pubblici con pessima qualità delle opere. Come al solito il trucco è la propaganda:
chi vota mafia dovrebbe sentirsi un verme, un lazzarone senza onore né dignità, invece i media parlano dei partiti di mafia meglio del M5S.
Nemmeno la recente condanna di B per aver rubato centinaia di milioni allo stato ovvero agli stessi elettori è riuscita a far crollare i consensi né l’evidente rincoglionimento dovuto alla vecchiaia ha annientato la grande fede degli italiani per il leader di una dx praticamente allo sbando. Non contano i fatti ma la capacità di trovare per ogni vergognosa porcata reale una giustificazione emotivamente accettabile per l’inconscio dell’elettore… I tg non parlano alla parte razionale ma a quella irrazionale e sempre senza mai dare del ladro al ladro. B è politicamente quasi morto NON per i suoi reati ma solo per vecchiaia e il suo partito continuerà comunque a rastrellare la sua fetta di voti. E per Renzi gli alleati non puzzano mai e col mafioso di Arcore ci riscrive la costituzione e la legge elettorale per il principio del “chi si somiglia si piglia”.
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Anche in questa finanziaria come da quelle precedenti del Pd non si è vista l’ombra di un rafforzamento della lotta alla mafia che costa all’Italia più di 125 miliardi l’anno, senza contare il discredito internazionale, la commistione con la politica, la concorrenza assassina con l’impresa normale, l’allontanamento di investimenti stranieri, l’aumento del costo delle grandi opere, l’avvelenamento del territorio
Ma questo sui media non compare. Sono troppo presi alle espulsioni di Grillo, quando i nostri partiti di governo non si permettono nemmeno di espellere dal loro seno le componenti mafiose o pidduiste e sappiamo tutti come i legami tra mafia, capitale sporco e P2 siano stretti, per la rovina del Paese, Ma questo è il Paese dove i partiti di governo e i loro media suonano le trombe sui nei dell’avversario per tenere ben oscurati e lontani dagli occhi dei cittadini i propri giganteschi misfatti.
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Dal blog dello scrittore Massimo Fini il post “Non è disaffezione. La democrazia è finita”

“All’indomani delle elezioni amministrative della primavera del 2012 in un articolo intitolato “Ecco perché il voto del 2013 potrebbe segnare la fine della democrazia” (Il Gazzettino, 11/5/2012) di fronte a un’astensione che stava montando di tornata in tornata, scrivevo: “Nel 2013…l’astensione potrebbe diventare valanga. I partiti non sembrano rendersi conto che stanno ballando sull’orlo di un vulcano in eruzione. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che scoprono di essere presi in giro da almeno trent’anni, governasse la destra o la sinistra o tutte e due insieme”. E concludevo: “Le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’ ‘astensione colossale’, la fine della democrazia rappresentativa”. Nel 2013 ci fu un’ulteriore erosione dell’elettorato, ma quell’ “astensione colossale” che io prevedevo già per quell’anno è arrivata ora, nell’autunno del 2014. E solo adesso, tranne Renzi che fa il pesce in barile e definisce l’astensione ‘secondaria’ e Matteo Salvini che finge di aver vinto un’elezione che invece ha perso, come tutti, perché dai 116.394 voti delle europee è passato ai 49.736 di oggi, tutti gli esponenti di partito, i commentatori, i giornalisti scoprono l’esistenza del fenomeno. Naturalmente cercano di sminuirne la portata attribuendolo al tempo ridotto per votare, agli scontri in atto all’interno del Pd e a quelli con i sindacati, agli scandali emersi in Emilia Romagna, alle inchieste della magistratura e a qualsiasi altra causa cui possano appigliarsi. Ma tutte queste ragioni non possono aver avuto che un’incidenza molto parziale, direi minima, su un fenomeno così esteso.
La realtà è che la gente non crede più a questo sistema, non crede più al balletto delle elezioni, non crede più alla democrazia rappresentativa e, forse, alla democrazia ‘tout court’.
I partiti che si scannano per dividersi quel poco di elettorato che gli è rimasto appiccicato fanno la stessa impressione di chi, in un castello che sta andando in fiamme, si preoccupi di assicurarsi comunque gli appartamenti migliori, mentre là fuori sono circondati da milioni di arcieri che non hanno ancora trovato il loro Robin Hood ma che prima o poi occuperanno quelle macerie fumanti.
Il fenomeno non è solo italiano. Negli Stati Uniti un deputato, in un momento di sincerità, ha affermato che “gli elettori contano poco o nulla e non sanno neanche perché e per chi votano”. Tuttavia, come ho già avuto modo di osservare, l’Italia è, storicamente, un ‘paese laboratorio’ e la fine della democrazia da noi potrebbe preludere alla fine anche delle altre democrazie occidentali.
A differenza di quanto ha scritto Antonello Caporale sul Fatto, non ha vinto ‘il partito della pantofola’. Chi è rimasto a casa è uno che ha esaurito ogni pazienza e, non essendo vincolato, a differenza di Grillo, a una rivoluzione pacifica che agisca all’interno delle regole democratiche, il giorno che, esasperato, deciderà di uscire allo scoperto lo farà, per usare un eufemismo, con le mazze da baseball, cioè con la violenza. E scorrerà del sangue. Perché, come dice la Bibbia, «terribile è l’ira del mansueto»”.
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Siate il Peso che Inclina il Piano

Non smettete mai di protestare,
non smettete mai di dissentire,
di porvi domande,
di mettere in discussione l’autorità,
i luoghi comuni,
i dogmi.
Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro.
Siate il peso che inclina il piano.
Siate sempre in disaccordo
perché il dissenso è un’arma.
Siate sempre informati
e non chiudetevi alla conoscenza
perché anche il sapere è un’arma.
Forse non cambierete il mondo,
ma avrete contribuito a inclinare il piano
nella vostra direzione
e avrete reso la vostra vita
degna di essere raccontata.
Un uomo che non dissente
è un seme che non crescerà mai.

Bertrand Russell
.
Contro coloro che dicono che, arrivati a questo punto, resta solo l’uso della forza…

L’IDEALE
Viviana Vivarelli

La verità implica amore per il bene, fermezza e coraggio, ma non violenza.
In un tempo come questo, in cui il sopruso detta legge, è difficile credere che qualcuno voglia e possa cambiare in meglio le cose con mezzi pacifici. Ma anche questo è innovativo e rivoluzionario,come la democrazia diretta. E anche questo tende a un mondo migliore,perché non vogliamo certo un mondo basato sulla violenza ma sul rispetto umano.
Sappiamo che la dottrina della spada è radicata in ognuno di noi da sempre. Ma la non violenza è una via superiore e più evoluta.
Una idea è più forte di una bomba. Per questo i regimi combattono i popoli manipolando le loro idee piuttosto che scagliarsi contro di loro le armi.
La forza di un Movimento non deriva dall’usare un’arma né dalla sua capacità fisica o numerica. Dipende da una indomita volontà e dalla verità insita nelle sue idee di rinnovamento.
Non violenza non significa sottomettersi ai malvagi ma impegnarsi con tutto il nostro spirito,il nostro cuore e la nostra intelligenza per costruire un mondo nuovo,prima di tutto in noi.
Essere non violenti vuol dire non smettere mai di lottare e migliorare sempre i nostri strumenti, questa deve essere la nostra forza .Occorre anche trovare coordinatori preparati ed efficaci,che abbiamo doti di resistenza e fermezza ,senza mai perdersi d’animo.
Il nostro Paese ha prodotto gruppi eversivi violenti in ogni suo tempo. Nessuno di loro ha conseguito il benché minimo risultato. Molti hanno versato sangue o hanno prodotto devastazioni e caos. Nessuno ha ottenuto qualcosa che segnasse un cambiamento storico. Alla fine l’aizzamento alla violenza ha generato solo malessere e disillusione.
Chi adotta la politica della violenza raramente vince e, se lo fa, la sua vittoria dura poco.
Una causa giusta può essere difficile da raggiungere, nondimeno la storia prova che chi ha continuato a lottare con giusti mezzi senza mai dimenticare il suo scopo universale, alla fine ha vinto.
La costanza e la tenacia sono armi più forti della violenza.
Riforme e rinnovamento possono essere due cose completamente opposte. Le riforme in Italia e in Europa hanno dimostrato di essere solo restaurazione, imposizioni di potentati economici o finanziari, che hanno ridotto a un suk la casta politica, per tornare al passato troncando i diritti dei cittadini e dei lavoratori, annullando il futuro dei giovani e delle famiglie, escludendo la sopravvivenza dei poveri e dei malati, riducendo le forme in cui si esercita la democrazia. In pochi anni questi potentati, con la connivenza di governi traditori e collusi e l’ignoranza o la rinuncia dei popoli, hanno distrutto secoli di lotte sociali, lunghi tempi in cui i diritti dei singoli hanno avanzato faticosamente nella sofferenza e nel dolore.
Le riforme come sono state attuate sinora sono state solo un atto di violenza, un diktat rovinoso che ha distrutto progressivamente qualunque speranza di un domani, qualunque dignità o riconoscimento umano, le basi stesse dell’economia reale, le prerogative di autonomia e indipendenza della Nazione, e tutto per lo strapotere di pochi magnati e dei loro cortigiani.
Le riforme come sono state comandate da pochi organismi sovranazionali (WTO, BM, FM, BCE…) che nessuno ha eletto e a cui nessuno ha delegato il diritto di stravolgere la vita dei popoli, e che ubbidiscono solo agli interessi di poche élite finanziarie, hanno portato all’Occidente solo fallimenti e rovina e hanno peggiorato la vita di ognuno contro ogni criterio di democrazia, di equità, di umanità.
Questo stato di cose deve cambiare. Ma non potrà certo farlo fidando nei movimenti convulsi e armati di pochi gruppi di rivoltosi. E nemmeno le piazze, per quanto grandi e intense, potranno mai provocare un cambiamento.
Solo l’educazione progressiva, il movimento in avanti delle idee, la pedagogia del rinnovamento, la resistenza indomita, la rivoluzione ideale possono cambiare il mondo.
Solo l’uomo nuovo creerà mondo nuovo.
L’arma più grande che un uomo può avere è nella sua testa.
Il potere lo sa benissimo che può piegare l’energia fisica di ognuno o può comprare la volontà dei venali o manipolare le idee dei deboli o confondere le conoscenze degli ignari, ma non potrà mai piegare la convinzione di un uomo sicuro di muoversi per il bene di tutti L’arma più forte che abbiamo è il nostro ideale. Ma questo ideale non sta in uno statuto, in un libro di leggi, in un codice o nel programma di chicchessia. Un ideale è un sogno che cammina. E’ un sogno collettivo e partecipato, che migliora giorno per giorno, in cui ognuno è fondamentale e fa parte di un universo, che si trasforma e innova e non dipende più da uno e meno da un altro, ma ha bisogno dell’amore di tutti e della volontà di ognuno per crescere ogni giorno in qualità e quantità. Ha bisogno della solidarietà e dell’unione degli intenti,del disinteresse personale nelle mete, e di una idea forte di miglioramento sociale che non richiede capi privilegiati o capitali investiti o collusioni letali ma purezza di cuore e volontà che non cede. Questo sogno di tutti ci trascende e migliora, è grato a chi si assume più compiti o si espone in prima persona, e ha bisogno di guide e personalità capaci, ma non crea miti o duci, perché sa che è passato il tempo degli eroi singoli ed è arrivato quello dei movimenti consapevoli .E lo sanno anche loro, che è facile attaccare una persona ma è impossibile fermare un popolo in cammino. Per questo sta nelle cose che la lotta sarà lunga e difficile, e avrà i suoi momenti di caduta, e conoscerà delusione e stanchezza. Ma se il nemico sembra troppo potente ricordiamo sempre che non è mai esistita nella storia una potenza apparentemente invincibile che non sia caduta e spesso proprio quando sembrava più forte. Nessuno è mai restato al potere quando si allargava il movimento di popolo che gli era contro. E ricordiamo che nulla ha mai vinto come un ideale in cammino. E, se questo ideale sarà veramente universale, non lo combatteremo solo per noi ma per tutti.
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