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Wednesday November 22nd 2017

MASADA n° 1584 27-10-2014 ITALIA DELENDA EST

MASADA n° 1584 27-10-2014 ITALIA DELENDA EST

Mentre a Roma un milione di lavoratori manifesta con la CGIL, a Firenze il mondo dei finanzieri e degli arrivisti applaude Renzi alla Leopolda – Le politiche di Keynes risollevarono l’America dalla grande crisi, quelle attuali che sono l’opposto ci distruggeranno – Omologazione, il partito
– La necessità di ridurre le tasse sul debito –

Come c’è la derattizzazione
dovrebbe esserci la derenzizzazione
troppi sorci stanno ormai divorando questo tragico Paese.
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Il giornalista di Repubblica Maurizio Crosetti: “Fabio Volo alla Leopolda, il vuoto che racconta il niente“.
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Similmente Ernesto Galli della Loggia intitola il suo editoriale odierno: “Il vuoto intorno al leader”.
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Personalmente spero solo che si formi un vero partito della sinistra guidato da Landini.
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Mauro Chiostri scrive:
“Chiunque guardi con occhio obiettivo e disincantato si accorge immediatamente della pochezza e dell’assoluta mancanza di spessore del nuovo ‘uomo della Provvidenza’ e attuale ‘caro leader’ che risponde al nome di Matteo Renzi. Al di là della parlantina sciolta, condita dall’accento toscano, e da una indubbia capacità di bucare lo schermo, se si ascolta attentamente quello che dice nella sua irrefrenabile logorrea, ci si rende subito conto che il più delle volte non sa esattamente di cosa stia parlando, nei suoi continui annunci passa da un argomento all’altro senza neanche rendersene conto. Sicuramente il suo attuale successo è dovuto anche alla sua giovane età, ma essere giovani non mette al riparo da avventatezza e ignoranza, anzi, è con gli anni che si acquisisce la saggezza. Spero che quando ci si renderà conto della pochezza del Leopoldo in questione e si griderà finalmente che “il re è nudo” saremo ancora in tempo per poter rimediare ai danni che avrà provocato.”

Avmoh
Renzi, in assoluta continuità con i governi Monti e Letta, e precedenti, sta liquidando lo Stato, sta impoverendo gli italiani e arricchendo i ricchi, sta demolendo il welfare.
In modo graduale, narcotizzante, non traumatico, che punta a scremare ricchezza dai lavoratori senza che questi abbiano, al momento, una percezione forte del danno.
Se ne accorgeranno a cose fatte.
I mandanti partono dal principio che i lavoratori e i cittadini alla fame sono più malleabili, soprattutto senza una forza organizzata di resistenza.
L’opposizione in campo non ha proposte per fermare il disegno criminale, è divisa e lamentosa, perfino corresponsabile, ed è in gravissimo ritardo nella costruzione di una nuova formazione politica che emerga dall’annientamento di quelle ormai decotte.
Naturalmente, accanto alle certezze del processo demolitore c’è l’incognita dei tempi della reazione popolare, che sarà certa anch’essa e tanto più radicale quanto più arriverà in ritardo.

POLDO E LA LEOPOLDA (Marco Travaglio)

Cazzari di terra, di mare e dell’aria! Camicie Bianche della Rottamazione e delle Regioni! Uomini e Donne della De Filippi, di Porro e della D’Urso, ascoltate! Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra pancia! L’ora dei selfie, degli hashtag, delle slide e delle linee-guida revocabili! La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli scribacchini di Bruxelles e Strasburgo. L’Italia parolaia e renzista è un’altra volta in piedi anzi seduta, forte, fiera e compatta come non mai. La supercazzola è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori da Arcore al Nazareno alla Leopolda: vincere! E twitteremo! Popolo renziano, corri alle poltrone e agli iPhone e dimostra la tua viltà, il tuo servaggio, il tuo sedere! Diamo ora la parola ai Figli della Leopolda di ultima generazione. Renzi, lascia stare Leopoldo, il Duca di Toscana! Meglio Poldo, quello dei cartoon di Popeye che ingolla i panini interi: rende meglio l’idea!
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Annamaria
Non sembra proprio che oggi alla Leopolda, dove sfilavano in trionfante passerella tutti i finanzieri e gli imprenditori che rappresentano, incarnano e finanziano il premier e il suo partito personale, soffiassero spiriti di conciliazione e tanto meno di tregua.
Al contrario: mentre in una lontana e remota piazza un altro mondo, fatto di milioni di sfruttati e di tartassati, mostrava il suo volto e faceva sentire la sua voce, alla Leopolda c’era chi chiedeva un Jobs act più ‘aggressivo’ e una ’severa’ limitazione del diritto di sciopero.
Lo speculatore d’alta finanza Davide Serra, l’amico fraterno, l’alter ego del premier e suo massimo ispiratore, pronunciava parole chiarissime, che non erano di pace, ma di guerra. “Limitate il diritto di sciopero nella Pubblica Amministrazione!” “Lo sciopero è un diritto ma anche un costo”. “Se si ammette la libertà di sciopero chi deve venire a investire in Italia non viene”, “Se voglio aumentare la disoccupazione facciano lo sciopero generale!”
Non sono mai sazi. Non gli basta, non gli basta mai.
Renzi rappresenta ‘costoro’: governa per loro e a nome loro, contro ‘quegli altri’, quelli della lontana e remota piazza.

LEOPOLDA 2014: RENZI VA A SBATTERE CONTRO LA CLASSE OPERAIA
Fabio Marcello

Un merito indubbio di Matteo Renzi è quello di avere definitivamente chiarito le idee a tutti sulla vera natura del Pd. Nonostante il tutto sommato patetico agitarsi di D’Alema, Fassina, Bersani e qualcun altro è ormai evidente che si tratta di un partito che non ha neanche più le lontane sembianze di una forza di sinistra. In questo Renzi mostra una coerenza superiore a quella di molti altri. Se l’obiettivo è occupare il centro dello scenario politico, guadagnare i consensi di Confindustria, liquidare ogni parvenza di partecipazione popolare e di diritti dei lavoratori, Renzi lo dice e tenta di fare quel che dice.
Nella lotta di classe, un fenomeno che continua ad esistere e a caratterizzare il nostro Paese come ogni società divisa in classi, Renzi ha scelto di stare dalla parte di quelli che apparentemente sono i più forti. Gli applausi di Squinzi sono estremamente indicativi del consenso che è riuscito ad acquisire in questo minoritario ma importante settore del Paese. Del resto, l’ideologo e finanziatore di Renzi, tale Serra, può essere considerato un esponente della finanza internazionale.
Tutto bene per lui quindi? Non credo proprio. Ci sono almeno tre elementi da prendere in considerazione prima di affrettarsi a decretare la vittoria di Matteo Renzi e del suo disegno di dar vita a un regime nel quale tutti gli aspetti istituzionali e normativi siano funzionalizzati al diretto beneficio delle classi dominanti.
Primo, questa borghesia imprenditoriale e finanziaria è chiaramente sprovvista dell’energia e delle idee per portare il Paese fuori dalla crisi. Se anche venissero totalmente abolite le imposte nei confronti dei profitti e trasformati definitivamente i lavoratori in schiavi decerebrati, ciò non basterebbe certo a rilanciare l’economia. Al contrario si avrebbero, come del resto in parte già sta avvenendo da tempo, nuove fughe di capitali verso la speculazione finanziaria e ulteriori fenomeni di deflazione dovuti a una crisi dal lato della domanda, determinata dal fatto che la gente non ha più denaro da spendere. Nel frattempo si continua a smantellare o svendere la struttura industriale in assenza di uno straccio di politica volta a difenderla.
Secondo, nonostante qualche spacconata, Renzi è più che mai subalterno nei confronti dei poteri forti internazionali ed europei e non potrà né vorrà mai fare nulla che si discosti dai loro desiderata. In questo senso egli appare oggi più che mai il proconsole di Frau Merkel. Perfino Hollande al confronto sembra Garibaldi.
Terzo, e più importante, le sue ambizioni sono destinate a scontrarsi in modo sempre più duro con il movimento dei lavoratori, che è sceso in piazza in gran numero ieri a Roma.
Dovrebbe essere chiaro che è solo l’inizio. Le posizioni sindacali devono radicalizzarsi sempre più per chiedere, fra le altre cose, la fine del precariato, l’imposta patrimoniale e un piano di investimenti pubblici per il lavoro. Ciò permetterà di aggregare attorno a tali giuste proposte un ampio fronte composto anche da disoccupati, partite Iva, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. L’unità, già realizzata in molte situazioni nel vivo delle lotte, tra Cgil e sindacati di base, deve trovare momenti di espressione a livello più ampio.
E’ inoltre necessaria la nascita di una forza politica che sappia esprimere e rappresentare questa enorme forza sociale oggi per molti versi abbandonata a se stessa. Una forza politica (e culturale) che si dia carico di smentire le bugie ripetute fino alla nausea dai megafoni della classe dominante e smentite ogni giorno dalla vita reale, tipo “la diminuzione dei salari porta sviluppo economico”, “se lasceremo i mercati fare il loro gioco tutto sarà equilibrato”. “il costo del lavoro è un ostacolo alla concorrenza”, “l’arricchimento dei ricchi è importante per il benessere sociale”.
Lo sciocchezzario infinito, insomma, del neoliberismo. Ideologia da contrastare apertamente e sconfiggere nella coscienza della gente. Il credo rovinoso e falso fino al midollo di una classe dominante che ha oramai esaurito da tempo la sua funzione storica, di cui Renzi è solo un epifenomeno breve e fastidioso, di cui liberarsi al più presto, ma insieme alle radici putride che ne hanno permesso la crescita.

Giusto per essere precisi, i lavori sul Bisagno non erano fermi per un ritardo del Tar, bensì mancava il nulla osta del governo, nonostante il sollecito in luglio degli imprenditori. Ma alla lettera Renzi aveva risposto: “Bisagno chi?”
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DALLA LEOPOLDA ALLA PIAZZA
Rosario Amico Roxas

Il 25 e 26 ottobre hanno rappresentato due giorni di esaltazione delle contraddizioni, covate da tempo ed esplose in maniera fin troppo evidente e plateale.
Alla Leopolda erano presenti in circa 12.000 persone (diamo per buone le cifre comunicate), con tavoli indipendenti dove venivano trattati i vari aspetti della politica, dell’economia, dello Stato sociale etc.etc.
E’ emersa la stella del finanziere Serra, e dei suoi seguaci, tutti appartenenti al gotha del capitalismo nazionale, ma non certamente ai gruppo dei promotori dell’economia e dei generatori di posti di lavoro; c’erano tutti o quasi gli imprenditori, i capitalisti, i dirigenti d’azienda (grande assente Marchionne), mentre i pochi contestatori stavano fuori, con mesti cartelli. Ritengo opportuno pensare che fossero presenti anche evasori fiscali, esportatori di denaro all’estero, corrotti, corruttori, corruttibili, turbatori di aste pubbliche, politici trombati in attesa di sistemazione
Hanno discusso di tutto, quindi, in pratica di nulla, infatti nessuno è riuscito a comprendere il leitmotiv delle giornate di lavori e riassumerne le conclusioni.
Ci ha pensato Renzi con alcune affermazioni categoriche, che non hanno generato dibattito, ma solo ovazioni.
In piazza, con i sindacati e parte dei politici del PD, c’erano i disoccupati, i sottoccupati, i precari, i giovani, gli esodati, i pensionati, e la parte malata della nazione, contagiata dagli ultimi rantoli di un capitalismo d’assalto che in venti anni ha decimato le aspettative di tutte le categorie fragili, perché dipendenti da altri, quegli altri ben accolti alla Leopolda a parlare del nulla; messi insieme formavano una platea di un milione di persone, portavoce della stragrande maggioranza del paese, quella che soffre e paga per tutti.
La conclusione di Renzi è stata una apologia dialettica; nulla da eccepire sulla qualità della comunicazione:
-Non daremo il PD a chi lo riporterebbe dal 41% al 25%
-Il PD non sarà più un partito di reduci ma di coloni alla scoperta del futuro.
Sarebbe stato anche convincente se in molti come me non avessimo sentito l’alitare sul collo di Renzi di un Berlusconi sornione che è riuscito a reinserirsi come deus ex machina malgrado le condanne e l’esperienza negativa di venti anni di abusi più o meno legali, che tanto furono graditi ai medesimi ospiti della Leopolda.
Sarebbe stato più credibile Renzi se avesse parlato delle riforme, bloccate dal suo partner al governo, che impedisce la nuova legge elettorale per timore di un ritorno alle urne che lo farebbe scomparire insieme al suo FI; così un eventuale ritorno anticipato alle urne dovrebbe utilizzare la legge elettorale scritta dalla Consulta, senza premio di governabilità, per cui chiunque dovesse vincere non potrebbe far altro che cercare alleanze anche innaturali. Anche eventualmente vincente Renzi si troverebbe nella condizione di pietire l’alleanza con il pregiudicato Berlusconi, per ufficializzare uno stallo che serve solo a quanti non vogliono riforme a vantaggio dello Stato sociale.
Sarebbe stato più credibile se avesse criticato la riforma del Senato che dovrebbe essere composto da nominati, ma protetti da immunità, servi dei loro nominatori.
Sarebbe stato più credibile se avesse garantito di mettere mano ad una legge severa sul falso in bilancio, azzerato dai governi Berlusconi, che hanno salvato il suo inventore da precedenti condanne.
Sarebbe stato più credibile si avesse accennato ad una patrimoniale, ma avrebbe disilluso i suoi ospiti alla Leopolda; patrimoniale intesa come restituzione del maltolto che ha costituito ingentissime fortune, tant’è che negli ultimi rantoli del governo Berlusconi, prima delle provvidenziali dimissioni, la proprietà della ricchezza nazionale, che prima era del 50% in mano al 10% della popolazione, era passata al 55% sempre in mano a quel 10% della popolazione, con la maggior parte presente alla Leopolda a discutere della povertà altrui e del proprio, ulteriore, arricchimento.
Sarebbe stato più credibile se avesse garantito di non mettere mai più mano a condoni, sanatorie e scudi fiscali.
Sarebbe stato più credibile se avesse parlato di una riforma della giustizia, limitando il garantismo pur senza eccedere nel giustizialismo.
Niente di tutto ciò e anche di altro, ma solo slogan dialettici degni di un affabulatore, capace di stimolare falsi entusiasmi, tale e quale come nel 1994.
Nell’etere viaggia una ipotesi di scissione nel PD, sarebbe una catastrofe a vantaggio del pregiudicato che otterrebbe il suo “divide et impera”; ma tale ipotesi dovrà essere scongiurata dall’analisi dei risultati delle amministrative di Reggio Calabria, che “il Giornale” della famiglia di Berlusconi, diretto da Sallusti, relega in fondo pagina e commenta con rabbia:
Il candidato sindaco del centrosinistra Giuseppe Falcomatà (Pd, Sel, Psi e liste civiche) veleggia, infatti, oltre il 61,24%

OMOLOGAZIONE: IL PARTITO DELLA NAZIONE

‘Gleichschaltung’, sistema usato dai nazisti per allineare media, commercio, scuola, politica, cultura… all’ideologia desiderata, così da ottenere il perfetto plagio dell’individuo. Tutti si dovevano sincronizzare al pensiero del Fuhrer, che esercitava un controllo totale sulle menti, abolendo ogni forma di dissenso, di critica ,di alterità così da fissare il Nazismo come pensiero unico.
Non altrimenti fanno gli attuali media cartacei o televisivi e gli attuali partiti la cui differenza ormai è solo nominale.
Il tentativo di Zanda di eliminare per legge l’opposizione parlamentare, le turbe di squadristi assunti come molestatori a progetto sui blog, la pappa molliccia delle tv uniformate al pensiero unico… sono funzionali al progetto di Renzi di abolire destra e sinistra per fondare il PARTITO DELLA NAZIONE che riecheggia tristemente i partiti nazionalisocialisti di Hitler e Mussolini.
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Cristina
Siamo tutti sulla stessa barca, come disse un cameriere del Titanic.
Questa è un’Italia che non mi piace, e chissà se avrò la forza di riuscire, nel mio piccolo, a cambiarla. Dico nel mio piccolo, perché rappresentanza, per me, non ne vedo.

Leggi fatte e mai attuate, mancano 242 decreti.
Così Renzi non cambia passo rispetto a Letta.
Dal Jobs act alle Province e fino agli 80 euro. Misure cardine dell’esecutivo ancora incomplete.
La Boschi evidenzia le incompiute dei predecessori ma Renzi non risponde sui suoi arretrati.
I predecessori Monti e Letta hanno lasciato 207 e 306 leggi incompiute per mancanza di decreti attuativi. Renzi è già a 242 e in soli otto mesi li ha raggiunti. Alle leggi cardine del Governo mancano ancora centinaia di decreti attuativi e regolamenti da emanare.
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Cobra89
– Renzi alla presentazione del DEF: “PIL a + 0,8% entro l’anno spero di essere smentito positivamente”… siamo in recessione.
– Renzi il 15 maggio: “Subito 15 mila assunzione nella PA”… non si sono mai viste e non se ne parla più.
– Renzi il 23 maggio:” dal 2015 gli 80 euro anche a pensionati e partite IVA”.. L’estensione non si è vista.
– Renzi il 23 luglio: “Dal 1° settembre stanzieremo 43 miliardi per i cantieri”… ne ha stanziati appena 3.
– Renzi il 1° agosto: “Italiani andate in vacanza sereni, da settembre ci sarà una grande ripresa col botto”… siamo in deflazione.
– Renzi il 21 agosto al TG5: “Il blocco salariale è solo una chiacchiera estiva dei gufi, ma non ci sarà”… Nella legge di stabilità viene confermato il blocco salariale anche per l’anno prossimo.
– Renzi il 23 agosto: “Il 29 agosto vi stupiamo con la riforma della scuola”… Deve ancora essere presentata.
– Renzi il 15 ottobre: “8 miliardi di tasse in meno nella legge di stabilità”… Nella legge di stabilità vengono aumentate tutte le tasse, alcune delle quali come su rendite e pensioni perfino con effetto retroattivo.
Una massa di balle con una propaganda mediatica portata avanti 24 ore su 24.

Salvadori Carlo
Il Belgio è stato per un paio di anni senza governo. Non c’è stata alcuna rivoluzione, sono stati mantenuti gli impegni in campo internazionale, la pubblica amministrazione e la burocrazia non hanno distrutto lo stato sociale e, quel che più conta, il PIL è aumentato.
L’ emergenza, a noi, ha regalato tre governi che, fatta eccezione di quello presieduto da Letta, ucciso nella culla, fatto imperdonabile, hanno complicato la vita alla Magistratura (legge Severino), ai lavoratori (legge Fornero con gli esodati e la conflittualità permanente) ed ai contribuenti (IMU, TASI, TARI, e chi più ne ha ne metta) che hanno ingrassato commercialisti, CAF, ecc. (per la compilazione) e banche, poste, tabaccai, ecc. (per i pagamenti). I nostri governanti sono specialisti nel farci pagare le tasse sulla tassa.
La nostra disgrazia è che i cosiddetti poteri forti hanno sempre un “salvatore”, un “deus ex machina”, da proporci che si prestano, si offrono, si mettono a disposizione.
Spero che il Dottor Matteo Renzi (un simpatico politico non votato da nessuno) non si presti a questo gioco. e che quanto prima, visto che c’ è, ci faccia votare con una legge elettorale degna di un paese civile e, se desiderasse veramente ottenere consensi, ci regalasse una leggina su CORRUZIONE, FALSO IN BILANCIO E PRESCRIZIONE.

Thinkabout
Questo non è un governo, ma uno spot pubblicitario interminabile, una pagliacciata istituzionale e un insulto all’intelligenza e alla dignità di un intero popolo.
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Cobra89
Mi chiedo chi è che possa votare ancora per questo pagliaccio.
Non c’è un dato economico che sia uno che da febbraio ad oggi non sia peggiorato. La disoccupazione è aumentata, il debito pubblico è aumentato di 130 miliardi, i consumi sono in calo, siamo in recessione e in deflazione per la prima volta dal 1959, i salari sono bloccati fino al 2020…
Ma come si fa a votare ancora questo qui?
Sarebbe come se il pilota di un aereo decidesse di schiantarsi contro un monte tra le ovazioni dei passeggeri.
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liuzzi.nicola
Certo che fa impressione sentire il bamboccio di Firenze parlare con il vecchio linguaggio della politica. Il PD adesso è di mia proprietà, adesso comando io, sono io il padrone, me ne sono appropriato, gli iscritti non contano, le tessere inutili. Non ho parole…

Elena Boschi: “I problemi sono un’eredità del precedente governo,”
Ma dove l’ho sentita questa?
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Alessandro Gilioli
Non è il momento degli scontri, ha detto il presidente di Confindustria Squinzi.
Da tempo si chiede quanto meno un cessate-il-fuoco, un armistizio nella guerra che i molto più ricchi hanno dichiarato ai più poveri, per ridurne redditi e diritti, per dividerli tra loro, per trasformarli in individui soli, senza rappresentanza e senza altra rivendicazione che la sopravvivenza.
Un’operazione che finora è riuscita benissimo, s’intende, condotta con tutta la forza del denaro, della politica, dei media. Uno scontro che dura da più di trent’anni (da che parte sta Renzi? dalla parte dei più ricchi? E perché allora dovrebbe essere votato dai più poveri?)
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Cobra
Ecco solo alcuni degli annunci NON MANTENUTI di Renzi:
– Renzi il 25 febbraio: “La Cassa depositi prestiti in 15 giorni permetterà di sbloccare i 60 miliardi bloccati per i debiti della PA”.
– Renzi il 25 febbraio: ” Entro un mese diamo il percorso preciso su quanto e dove prendiamo i soldi per la riduzione di 2 cifre percentuali del cuneo fiscale”.
– Renzi il 26 febbraio: “Censimento sul patto di stabilità entro il 10 marzo”.
– Renzi il 10 marzo: “Mercoledì, per la prima volta, si abbassano le tasse”.
– Renzi il 12 marzo: “Entro il 1° aprile stanzieremo 3,5 miliardi per l’edilizia scolastica e insedieremo una specifica unità di missione presso la Presidenza del Consiglio che si occupi della questione.
– Renzi il 14 marzo a Porta a Porta: “Se non abbiamo sbloccato tutti i debiti della PA, lei va in pellegrinaggio a piedi da Firenze a Monte Senario”.
– Renzi il 3 aprile: “abbiamo abolito le Provincie avanti come un rullo compressore”.
– Renzi l’8 aprile: “Il PIL sarà a + 0,8% entro l’anno, queste sono stime estremamente previdenziali spero quindi di essere smentito positivamente”.
– Renzi il 23 aprile: “Abbiamo tolto dal patto di stabilità interventi su sicurezza sociale, saranno 3,5 miliardi di euro”.
– Renzi il 15 maggio: “Subito 15 mila assunzioni nella PA”.
– Renzi il 23 maggio:” Dal 2015 gli 80 euro anche a pensionati e partite IVA”.
– Renzi il 7 giugno: “Legge anticorruzione la prossima settimana”.
– Renzi il 23 luglio: “Dal 1° settembre stanzieremo 43 miliardi per i cantieri”.
– Renzi il 1° agosto: “Italiani andate in vacanza sereni, a settembre ci sarà una grande ripresa col botto”.
– Renzi il 21 agosto: “Il blocco salariale è solo una chiacchiera estiva”.
– Renzi il 23 agosto: “Il 29 agosto vi stupiremo con la riforma della scuola”
– Renzi il 26 settembre: “Sul lavoro sfidiamo i poteri forti”.
– Renzi il 1° ottobre: “Dal 2015 100 euro in più in busta paga col TFR”.
– Renzi il 2 ottobre: “Entro 10 anni Italia Paese guida UE”….
Potrei continuare ma penso che possa bastare. Da Renzi solo CHIACCHIERE INUTILI!!

patrizia
In merito alle bollette annuncio a Renzi che quella del DGas aumenta del 5.4 % e quella della luce dello 1,7 %. Ricordo ancora a Renzi che il 49% del costo delle bollette sono tasse, sempre tasse ancora tasse. Grazie.
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MANIFESTAZIONI DELLA CGIL A ROMA

Un milione e 200.000 a piazza San Giovanni per dire no alla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e contrastare il Jobs act; un milione di cartoline a Renzi per cambiare le politiche del Governo che puniscono i lavoratori; un milione di voci per sollecitare crescita e occupazione e garantire il diritto allo studio. I tempi sono cambiati rispetto al 23 marzo 2002, quando la Cgil di Cofferati portò al Circo Massimo 3 milioni di persone a difesa dell’art. 18.
Alla Leopolda Renzi dice: “Bella piazza, ma non può fermare il Paese”. Sì, ma nemmeno Renzi coi suoi omologhi può pensare di fermare il Paese!
Presenti alla manifestazione Civati e Cuperlo, c’è anche Fassina che tenta disperatamente di dire che questo manifestazione di lavoratori incazzati non è contro il Governo. I 5stelle ufficialmente hanno dichiarato di stare con i lavoratori ma non con i sindacati, rei di troppe magagne e, se nella manifestazione ci sono, non hanno visibilità. La credibilità dei sindacati sta a zero, non solo Uil e Cisl tradiscono i lavoratori da sempre, da sempre omologate a qualunque governo, ma CGIL non ha fatto nulla contro la riforma Fornero e ha fatto troppo poco nella dissoluzione dei diritti del lavoro che procede da anni. I sindacati non applicano ai propri dipendenti l’art. 18 e sono voragini che inghiottono soldi pubblici e privati. Truffano da anni l’Inps grazie alla vecchia legge Mosca del 74 che regalò pensioni d’oro gratis beneficiando politici e sindacalisti che non avevano mai versato contributi (40mila persone con un costo per lo Stato e dunque per i contribuenti che fu subito sopra i 25mila miliardi di lire e che oggi è di 16 miliardi di euro, grazie anche a Prodi che nel ’96 introdusse per loro il doppio vitalizio con un costo per l’Inps di 10 miliardi di euro) E perché, per esempio, i dipendenti dei sindacati vanno in pensione a 65 e non a 70 anni?
I sindacati hanno perso completamente il contatto con la realtà del precariato: basta vedere chi sono i loro iscritti. E mettiamoci anche il tradimento confederale quando hanno siglato un patto con Confindustria per eliminare i sindacati di base dalla rappresentanza aziendale, che è un altro vergognoso Patto del Nazareno. Troppi sindacalisti, infine, usano le sigle dei lavoratori come trampolino di lancio verso la politica. (lo dice Tiziana Ciprini, Portavoce M5S Camera).
(Io posso anche convenire in linea teorica su tanti punti, ma quando si scende in piazza per difendere i lavoratori, avrei preferito vedere i 5stelle presenti, sindacati o no).

MA QUALE DEMOCRAZIA?
Paolo De Gregorio

Barroso, ex Presidente della Commissione Europea, ha protestato vivamente con Renzi per aver reso nota una lettera dal contenuto politico inviata da lui a Renzi.
La replica a questa protesta è stata vibrante e sdegnata in nome del sacro principio che nulla deve essere considerato segreto e che i cittadini devono sapere tutto per poter giudicare i loro rappresentanti.
Peccato però che il più importante atto politico avvenuto negli ultimi mesi in Italia, ossia il Patto del Nazareno, atto che ha resuscitato il pregiudicato di Arcore ridandogli ruolo e potere al livello di padre costituente (pur di non trattare seriamente col M5S), sia stato consumato a porte chiuse e i suoi contenuti sono tuttora misteriosi.
C’è voluto un pazzo eroe visionario come l’inventore di Wikileaks, Assange (ancora rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, per salvarsi la pelle), per farci capire che la democrazia apparente che vediamo sui media addomesticati, non ha nulla a che fare con la verità. Il 90% di quello che dovremmo sapere è segreto e, anche dopo la dimostrazione evidente, con i documenti messi in rete, dei brutali rapporti tra Stati, nulla è successo per togliere i cittadini di mezzo mondo dalla umiliante condizione di sudditi.
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Claudio Marchetti
Come tutti gli italiani o quasi, sto seguendo la triste esperienza di Matteo Renzi alla Presidenza del Consiglio di questo sfortunato Paese. Non riesco a comprendere qual’è lo scopo del suo delirium tremens! Qualsiasi essere pensante resta basito dalle sue affermazioni che si contraddicono e negano l’evidenza. Questo giovane era partito con un programma fantastico, rottamare e cambiare le regole del gioco. Ma sto verificando che tutto resta come prima, o addirittura peggiora la situazione. E tra 3 anni ci dirà che ci ha provato ma le forze avverse non gli hanno permesso di cambiare questo paese, se ne andrà triste e desolato lasciandoci un debito di tremila miliardi, tondi, tondi.”

Mariapia Caporuscio

La ferocia dei capitalisti, dopo la seconda guerra mondiale, veniva tenuta sotto controllo da un fortissimo partito Comunista e da un sindacato (CGL) altrettanto forte. Per anni (obtorto collo) gli sfruttatori erano stati costretti a cedere alcuni diritti alla classe lavoratrice, anche se mai rassegnati di dover spartire le briciole che cadevano dalle loro ricchissime tavole.
Senza dubbio quel periodo è stato un vero e proprio Risorgimento per i lavoratori: finalmente era nato un partito che li riconosceva come persone e non come gli ingranaggi della catena di montaggio, come li vedevano i padroni!
Per consolidare gli elementari e sacrosanti diritti della classe lavoratrice nasce lo statuto dei lavoratori, che fissava le norme fondamentali per la tutela della libertà e dignità dei lavoratori, delle loro condizioni umane, economiche e sociali, dei rapporti con i datori di lavoro, nonché delle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro. I lavoratori ottengono un orario di lavoro più accettabile, un periodo di ferie retribuito, il diritto a non essere licenziati per giusta causa o per malattia, maternità e quant’altro.
Certo un sistema ancora lontano dalla piena giustizia sociale, ma tendente al miglioramento (se gliene avessero lasciato il tempo).
L’accanimento dell’attuale classe politica contro lo statuto dei lavoratori, con cui si vuole cancellare anche l’ultimo ostacolo alla furia omicida del degenerato potere finanziario, la dice lunga sulle loro intenzioni. Non è bastato aver cancellato il partito Comunista e buttato alle ortiche il sindacato (che avrebbero impedito il cannibalismo contro i lavoratori) necessita spezzargli i ginocchi e costringerli ad elemosinare per pochi centesimi, un giorno di lavoro!
Senza il tradimento della demente e immorale classe politica, (pagata per curare gli interessi dei connazionali) che ha sempre scelto di sacrificare per interessi di partito o personali, questi dannati non sarebbero riusciti a piegare e sottomettere milioni di intelligenze, di cui il nostro paese dispone. E’ risaputo che i capitalisti non possono accettare regole civili in quanto si scontrano con gli abusi, la sopraffazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, come intendono continuare a fare e si sono organizzati per cancellare il partito Comunista e i sindacati che ne impedivano la realizzazione! Necessitava dunque infangare fino a farlo scomparire quel partito che toglieva loro parte del plus valore per spartirlo con quei pezzenti!
Si rendeva necessario rimettere le cose a posto e riportare lo stato sociale ai livelli ante guerra, necessitava sostituire la classe politica con gente mediocre facile da manipolare, comprare giornalisti capaci, intelligenti e privi di scrupoli per manipolare le notizie, e stroncare comunisti e sindacati. Solo in questo modo si poteva arrivare ad instaurare un regime oligarchico di tipo feudale e tornare al periodo precedente la rivoluzione francese.
Ci sono riusciti!
E’ stato cancellato in questo modo il sogno di milioni di persone, di poter aspirare ad una crescita culturale generalizzata e ad una sempre più civile qualità di vita, basata sul rispetto, la moralità e la giustizia sociale. Con la morte del partito Comunista si è spezzato per sempre questo sogno, oltre ad aver riportato alla schiavitù la classe più debole costretta a vendere la sola ricchezza che possiede: la forza lavoro, per arricchire sfruttatori, parassiti e criminali!
Il sindacato senza l’appoggio dei Comunisti diventava sempre più debole ed evanescente, fino ad essere spappolato da manager immorali pagati per far fallire i colossi statali e delocalizzare le imprese.
Ora che il Comunismo non esiste più, che i sindacati sono stati messi alla porta, che gli operai hanno perduto lavoro, sicurezza e dignità e sono diventati schiavi. Ora che questi capitalisti sono riusciti a realizzare il ”capitalismo neoliberista”, senza freni, senza regole e senza legge, siamo per davvero certi che lo abbiano fatto per il nostro bene?

LA NECESSITA’ DI RIDURRE I TASSI SUL DEBITO
Viviana Vivarelli

Com’è che gli economisti italiani fingono di ignorano Keynes? Com’è che non ricordano che le politiche con cui Roosewelt salvò l’America dopo la crisi del 29 erano esattamente opposte a quelle che si vogliono imporre adesso? Che non fece tagli, aumenti di tasse e abolizione di diritti, ma sviluppo e investimenti. Che non mise il pareggio di bilancio come un totem assoluto ma allargò la spesa in opere pubbliche (e sa il cielo che il recupero idrogeologico di questo martoriato territorio ne avrebbe bisogno!). E’ perfettamente inutile ridurre la spesa pubblica di quale miliardo quando poi ogni anno dobbiamo pagare quasi 100 miliardi per interessi sul debito. Certamente dovremmo ridurre l’apparato burocratico pazzesco di questo Stato e portare la media dei super-redditi, di politici e non, alle medie europee (cosa che Renzi si guarda bene dal fare). E dovremmo tagliare abusi, sprechi, corruzione (cosa che Renzi proprio non fa). E magari risistemare il fisco in modo trasparente e con scarico fiscale delle fatture (altra cosa che Renzi non farà mai), ma se non si trova il modo di diminuire i tassi sul debito siamo fregati. Perché dobbiamo dare soldi all’Ue perché essa dia 16.000 miliardi di € alle banche private allo 0,25% che ci comprano i titoli di stato facendoceli pagare il 4% in più? Se pagassimo solo il 2% risparmieremmo circa 40 miliardi l’anno di spesa pubblica. E i tassi di interesse non sono determinati dal mercato ma da cricche di speculatori, in primis Fm e Bm..
Keynes lo disse chiaro che se il mercato lasciato a se stesso produce miseria, lo Stato deve intervenire a creare occupazione, a ridistribuire il reddito a spingere in basso il tasso di interesse e a forzare le banche a prestare all’economia reale e alle famiglie, vietando speculazioni tossiche o addirittura contro lo stesso Paese. La proposta rimasta menzogna di Renzi di ristrutturare le scuole sarebbe stato un ottimo volano per occupazione e investimenti. Ma nella Finanziaria il finanziamento non c’è. Renzi promette di stabilizzare 300.000 precari della scuola, ma toglie 300 milioni alle scuole pubbliche mentre ne regala 200 alle private.
Inutile parlare del recupero delle scuole fatiscenti come del recupero del territorio, quando sono stati stanziati solo 2 miseri miliardi per metà destinati (sulla carta) a Genova. E il Governo dovrebbe spingere le banche ad alimentare il credito utile e a scoraggiare le speculazioni tossiche, non confermare i 7 miliardi di regalo a fronte di niente. E ora ci saranno da tirare fuori altri 2 miliardi per salvare Monte dei Paschi di Siena e Carige che non hanno superato il test stress.
Keynes non era certo comunista ma capiva qual’era l’interesse degli Stati e non faceva come questi falsi economisti di oggi che sono solo servi di élite di super-ricchi. In Usa quando la JPMorgan ha fallato, pagato multe per 20 miliardi di dollari, per aver causato enormi danni ai risparmiatori, ma il suo capo Jamie Dimon è rimasto al suo posto paratissimo. Noi facciamo anche peggio e il danno, come per Parmalat, lo scarichiamo solo sugli utenti. In Italia i delinquenti bancari come Passera parlano in tv per propagandare un loro partito. E di questi truffatori su larga scala non uno va in carcere. Ha forse fatto qualcosa Renzi quando è andato in Europa per ridurre il debito pubblico? NULLA. Ha accettato tutto per poi fare questi giochino pietosi del rimando e dello gnorri.
Non è il valore assoluto del debito che conta ma quanto ci paghiamo sopra per non aver saputo contrattare. Il debito pubblico tedesco ha toccato il suo record di 2.166 miliardi (81,9% del Pil). Se la Bce fosse una vera banca nazionale come lo è la Banca d’Inghilterra o la Fed o la Banca del Giappone, se desse direttamente i soldi agli Stati e non alle banche private, e se ce lo facesse pagare lo 0,25% come fa con le banche private, non pagheremo quasi 100 miliardi di interessi l’anno, ma solo 5 (CINQUE!!!). Avremmo 95 miliardi in più ogni anno per rimetterci in sesto. In 2 anni usciremmo dalla crisi. Ma vi sembra che gente come Renzi o Hollande o Rajoy o Cavaco Silva o Papoulias facciano qualcosa per cambiare le cose? No, hanno eletto Junker che andrà avanti peggio di prima verso la completa distruzione dei paesi mediterranei! E noi andiamo ad eleggere premier un incapace venditore di pentole che tassa i malati di SLA? In Italia c’è solo il M5S che lotta come un disperato per cambiare le condizioni dell’euro e tutto quello che il Pd sa fare è assoldare torme di fanatici per metterlo alla gogna! Ci si rende conto che l’unica politica svolta dal Pd è stata a favore delle banche, dei grossi patrimoni, degli evasori e dei criminali?

berluscameno

Joseph Del Raso, avvocato e charme della fondazione degli italo-americani in USA dice: «L’Italia ha bisogno di meno regole e di meno tasse per rilanciare la crescita e attrarre investimenti dall’estero”. Il groviglio delle norme italiane frena gli imprenditori americani che vogliono operare in Italia. Il sistema legislativo italiano e americano sono molto diversi, sottolinea. «Il sistema italiano è meno trasparente e c’è più burocrazia e per questo è più difficile prevedere come vanno le cose in Italia. Questo penalizza sicuramente gli imprenditori, che non amano le sorprese. Due mancanze del sistema italiano: le norme che regolano il mercato del lavoro «sono troppo complesse e sono troppe» e la legge fallimentare è estremamente diversa da quella americana. “L’Italia non può arrivare alla crescita attraverso le tasse. Anzi, più si alzano le tasse e più si scoraggiano gli investitori dall’estero. Questo però non è un problema solo italiano. Lo è anche per gli Usa. Fra riforma del lavoro ed una opaca visione di lungo periodo, ecco il perché gli investitori internazionali stanno perdendo la pazienza..
Quando il 22 febbraio scorso Matteo Renzi è diventato ufficialmente presidente del Consiglio dei ministri, i mercati finanziari sembravano avessero tirato un sospiro di sollievo. Dopo tanta incertezza sul futuro, un barlume di vivacità e di rinnovamento sembrava aver illuminato l’Italia. Ma purtroppo il matrimonio fra Renzi e gli investitori internazionali è già finito, e se non si è ancora arrivati alla separazione il merito è della Bce. I mercati contestano al governo di Renzi alcuni punti. A fine 2014 la crescita del Pil sarà probabilmente zero. La recessione contrasta con i ripetuti annunci d’ottimismo fuori luogo.. Sarebbe stato meglio il realismo, invece che l’arroganza. Che l’Italia avesse un problema di domanda interna, così come di rinnovamento dei fattori di produzione, era noto. Sia il Fm che la Commissione Ue hanno più volte, negli ultimi 2 anni a mezzo, lanciato l’allarme sulla debolezza dell’economia italiana e sulla sua vulnerabilità. Eppure, Palazzo Chigi e il Tesoro continuavano a vedere roseo per il 2014. Queste assunzioni si basavano però sulla vivacità della domanda esterna. Una volta ridottasi questa, le speranze si sono ridotte al lumicino. Il tempo guadagnato, grazie soprattutto alla Bce, doveva essere utilizzato per aumentare la competitività del Paese e per ripristinare i canali di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. Invece, anche per l’anno in corso il Pil italiano si contrarrà. Già in maggio la banca statunitense Goldman Sachs aveva ipotizzato questo scenario.
Questo semestre è già finito de facto. Chiacchiere, solo chiacchiere senza alcuna strategia politica di fondo. Poteva essere l’occasione per dare una nuova linea alle politiche fiscali della zona euro, ma l’Italia ha giocato male le sue carte. Ha cominciato chiedendo a gran voce, per mezzo stampa e non solo, una maggiore flessibilità di bilancio, e ha solo ottenuto qualche pacca sulla spalla da parte dei partner europei.
Fra poco si apre la finestra di revisione del Fiscal compact, l’architettura contabile principe nell’area euro. Lavorare di basso profilo, riuscendo a far coincidere gli interessi nazionali e quelli degli altri Paesi, introducendo parte delle riforme strutturali promesse, avrebbe dato una capacità negoziale senza precedenti. E avrebbe giocato un ruolo importante per la credibilità internazionale del Paese verso gli investitori.
L’Italia, con ogni probabilità, sarebbe stata vista come uno Stato capace di riformarsi, finalmente, e di riformare la parte più controversa dell’ eurozona. Invece l’Italia ha dato l’impressione di non avere le capacità necessarie per usare il pugno di ferro per risolvere gli squilibri di governance nel sistema bancario italiano.
Il Fmi sono anni che ricorda all’Italia che il modello di governance delle banche italiane è debole, fragile, facilmente scalabile e instabile. L’ultima raccomandazione, pochi giorni fa. L’ostracismo (incomprensibile all’estero) al rinnovamento dei vertici bancari, ancora troppo legati a doppio filo alla politica, specialmente locale, è una prassi consolidata. Aprire un dialogo su un modello opaco, incapace di guardare oltre a quegli ultimi baluardi di capitalismo salottiero, in Italia sembra impossibile. I costi per i finanziamenti alle imprese (quando i prestiti sono stati concessi) sono ancora ben più alti che in Germania e nel secondo trimestre dell’anno, secondo i dati Cerved, i fallimenti aziendali (causati dalla richiesta delle banche di rientro immediato dal Fido bancario a suo tempo concesso) sono aumentati del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Con queste condizioni di base sperare nella crescita e sviluppo dell’Italia determinata dagli investimenti privati (e non pubblici) è pura follia.

Viviana
Gli Italiani dormono
voglio vedere quando il primo del mese 14 milioni 870 mila pensionati non troveranno la pensione perché è stata rimandata al 10!!
Lo capiranno o no che è un vero e proprio furto?
O ringrazieranno sentitamente Renzi?
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Giova
Pier Carlo Padoan, il quale ha nel suo curriculum la distruzione di tre popoli: l’argentino, il greco e il portoghese. Che sia stato chiamato a distruggere anche quello del suo Paese? Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman scrisse di lui sul “New York Times” : “Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse”
Padoan ha gestito per conto del Fondo monetario internazionale la crisi argentina. Seguendo le sue ricette liberistiche e monetariste imposte da Padoan nel 2001, Buenos Aires fu costretta a dichiarare fallimento dopo la distruzione del tessuto sociale del Paese. In quegli anni il neo ministro si occupò anche di Grecia e Portogallo
Con riferimento alla Grecia Padoan ha affermato: il governo greco adotti una disciplina di bilancio rigorosa e di un continuo sforzo di risanamento dei conti pubblici
A questo punto solo un esorcismo potrà salvare il popolo italiano dalla nefasta azione politica di un uomo scelto personalmente dal presidente della repubblica Napolitano, con l’avallo sorridente di Matteo Renzi, uomo del futuro dell’Italia, un futuro di lacrime e sangue stando al curriculum di Padoan.

Alessandra Daniele
Fango. Macerie. Gente incazzata. Genova in questi giorni non è certo il genere di scenario nel quale a Renzi piaccia essere fotografato. Perciò se n’è tenuto alla larga il più possibile.
Il neopremier ha bisogno di fondali glamour, luccicanti, patinati, da spot. Eleganti vertici internazionali fra stucchi dorati e bandiere multicolori. Bagni di folla festante in assolate piazze turistiche. Talk show USA. Varietà Mediaset.
Matteo Renzi è solo immagine, un’immagine talmente vuota da prendere il colore dello sfondo sul quale viene proiettata. Come la cravatta di Felice Caccamo.
Anche tutta la sua presunta personalità è un’illusione ottica, una ribollita di caratteristiche altrui: la fuffa di Veltroni, l’arroganza di Craxi, la doppiezza di D’Alema, la megalomania truffaldina di Berlusconi.
Il presunto uomo nuovo, ultima risorsa della classe dirigente italiana, è in realtà un pupazzo fatto coi calzini vecchi dei suoi peggiori predecessori. Riverniciato da conduttore Mediaset, e caricato a slogan.
“Il lavoro non è un diritto, è un dovere” ha detto commentando il Jobs Act, come al solito in maniche di camicia da figlio di papà sempre in vacanza. Sarà la magistratura a stabilire se il padre di Renzi sia davvero colpevole di bancarotta fraudolenta, sul piano della politica invece la bancarotta fraudoferma del figlio è ormai evidente: dietro la cortina di retorica decisionista, sotto lo zang tumb tumb retrofuturista della velocità simulata, questo parlamento, questo governo sono in realtà i più inutili e improduttivi della storia della repubblica.
L’elezione dei giudici della Consulta è al ventesimo tentativo fallito. Tutti i candidati sono stati bruciati, ormai si vota per spregio, Pietro Grasso come Peppa Pig.
E il fatto che siano irrealizzate e perlopiù irrealizzabili è la cosa migliore che si possa dire delle annunciate Riforme Strutturali.
Anche il famigerato Jobs Act finora non è che una delega in bianco. Un assegno a vuoto, come la cazzata della settimana: il promesso taglio delle tasse che dovrebbe favorire le imprese a spese delle regioni, in particolare della sanità, e che finirà per produrre l’ennesima raffica di rincari, sempre che non venga bocciato dai nostri tutori europei, che hanno ancora l’ultima parola sull’argomento, esattamente come per i precedenti governi Monti e Letta.
La cazzata della settimana prossima è il reboot del berlusconiano Bonus Bebè.
Se non altro i tagli alla sanità sarebbero una risposta ottimistica all’allarme Ebola.
In effetti non è tanto dell’eventuale pandemia di Ebola che dovremmo preoccuparci, quanto dell’evidente epidemia d’encefalite spongiforme già in corso in Italia. L’unica cosa in grado di spiegare perché apparentemente così tanti italiani credano ancora alle cazzate di Renzi.

Samuele Rossi
Quando al Palazzo di Vetro a New York si aprì il vertice Onu sui cambiamenti climatici nel mondo, al quale Cina e India, i paesi più inquinanti del mondo, non hanno partecipato, è stato ribadito che l’ambiente è una preoccupazione del tutto secondaria (per i governi). La causa di questo è il capitalismo integralista il cui scopo è solo produrre, guadagnare e fatturare sempre di più, come se ci fosse un limite ben preciso da raggiungere. E’ lo specchio dell’egoismo e della prepotenza. Viviamo con un totem psicologico: “Più hai, meglio sei”. Oggi si è raggiunto l’apice e questo assetto economico va a svantaggio delle persone: incontrollate morti per tumore, destino dei popoli deciso da poche lobby, guerre. Bisogna cominciare a produrre in minore quantità ma con maggiore qualità. Elaborare tecnologie che razionalizzino i processi produttivi nel rispetto dell’ambiente e di noi stessi. Queste cose però bisogna attuarle veramente e senza alcun tipo di ipocrisia. Non bisogna parlare di ecologia o di green economy solamente in campagna elettorale con il solo scopo di prendere più voti. La moneta non deve essere il fine ma lo strumento. Lo strumento per vivere bene, non per vivere male. Dunque se veramente il denaro è lo sterco del diavolo, aveva ragione David Gilmour quando affermava; “Money,its’ crime”
.
LUIGI DI MAIO

Grazie per credere a un’Italia diversa, un’Italia a cui arrivano milioni di euro alle start app innovative dei giovani che con innovazioni sfidano il mondo del lavoro, in cui chi inquina rischia fino a 20 anni di galera, in cui i nostri figli non siano più costretti a mangiare cibo di importazione nelle mense scolastiche ma cibo biologico a km zero, in cui non ci sono più distributori di merendine nelle scuole, in cui le famiglie non devono più spendere 500 euro l’anno per i libri scolastici perché ci sono dei book digitali e gratuiti, in cui gli imprenditori che scappano all’estero coi soldi dello Stato li restituiscano, e quelli che devono avere i soldi dallo stato non pagano più le tasse fino a compensazione, in cui le auto blu vanno alle forze dell’ordine che non ne hanno. Vi devo dare una buona notizia, questi punti non sono oltre il programma, sono già legge dello stato grazie al M5S. C’è già un terzo di Italia a 5 stelle che esiste e l’abbiamo con un lavoro immane, in un parlamento che non funziona più, e funziona con l’ostruzionismo che significa resistere tre notti in parlamento finché alla seconda cedono per andare a casa. Io ho iniziato questa esperienza da attivista nel 2007 e sognavo un Comune in cui non si pagasse più la tassa sulla casa che è incostituzionale e che resta come regalino del governo Renzi, sognavo un Comune in cui gli studenti pendolari non pagavano più il biglietto del treno per andare a scuola per un loro diritto costituzionale, un Comune in cui il debito pubblico si dimezzava grazie alla lotta ai privilegi, in cui il sindaco coi fondi europei desse lavoro ai cittadini soprattutto ai giovani, ebbene: questi Comuni in Italia esistono e sono i Comuni a 5 stelle! Andate a verificare! Un cittadino informato è un cittadino consapevole. Noi ci siamo raccolti attorno a un valore che resiste in 10 anni di blog, quel valore, oltre all’onestà e alla semplicità, è il coraggio. Noi abbiamo avuto sempre il coraggio di andare oltre agli schemi della politica, di correre da soli senza le coalizioni, e dove governiamo rivoluzioniamo la vita dei cittadini e diamo loro più benessere. Avere il coraggio di andare da soli senza compromessi è stata la nostra vera forza in una politica che con le coalizioni fa sempre la politica del meno peggio, fa sempre perdere più posti di lavoro, impoverisce sempre di più questo paese, noi abbiamo l’idea di un’Italia coraggiosa che va dai Russi e dice: vengono prima gli Italiani, va dai Cinesi e dice: vengono prima gli Italiani. Siamo quell’Italia che se ha un diritto non deve ringraziare nessuno. I media ci chiedono la leadership, l’incoronazione, quelle ci sono alle feste dell’Unità dove cambiano le maschere ma il sistema resta sempre lo stesso. Andate lì se volete cercare un leader. Noi qui siamo una comunità, una comunità di persone che intendono governare questo Paese tutte insieme, con tante teste pensanti, ma nessuna testa di legno. Se governasse il M5S avremmo l’Italia con un governo che fa la cosa più normale e rivoluzionaria del mondo: realizzerebbe il programma elettorale che aveva detto in campagna elettorale. Vi ricordate i nostri 20 punti per uscire dal buio: l’abolizione dell’Irap, il reddito di cittadinanza che non vuol dire finanziare la disoccupazione ma io ti offro un lavoro e se non lo accetti non ti do nulla, esiste in tutta Europa, avremmo emanato subito il decreto Attiva-Italia , per la prima volta nella storia della Repubblica una opposizione ha presentato un decreto legge alternativo allo Sfascia-Italia di Renzi. Uno dei punti dice: abbiamo il sottosuolo geotermico, perché dobbiamo comprate il gas da Putin o dall’Azerbajan? Sfruttiamo le risorse che abbiamo! Avremmo fatto subito una legge per la scuola, finora i programmi per la scuola non sono mai arrivati in Parlamento, noi vogliamo sicurezza per gli edifici e sicurezza di lavoro per gli insegnanti. Salutiamo gli operai delle acciaierie di Terni che stanno per perdere il posto di lavoro, Renzi vi ha abbandonato ma noi siamo con voi. Noi avremmo detto: Tedeschi, andatevene pure, l’acciaio ce lo facciamo da noi! Saremmo entrati nella fabbrica col fondo strategico italiano e l’avremmo salvata perché la siderurgia serve. I nostri consiglieri lombardi hanno fatto saltare i vitalizi dei consiglieri regionali. Noi dobbiamo sostituire questa politica del non si può fare con quella del io voglio. Noi al governo avremmo abolito le pensioni d’oro e alzato le pensioni minime, sarebbe stata una riforma a costo zero, è una proposta del M5S in Commissione Bilancio. Nell’Attiva-Italia c’è la cura del territorio. Voi lo sapete quanti sono stati i morti dagli anni 70 ad oggi per alluvioni e simili? 5.000!
Sul territorio nazionale non abbiamo avuto un solo morto per conflitto bellico e allora perché questo Governo investe 43 miliardi di euro in armamenti e solo 2 nel territorio? da cosa ci dobbiamo difendere?

Annamaria
Primo, significativo esempio di violenta restaurazione spacciata per ‘rinnovamento’.
Domani si vota in 10 province…Province? Quelle che non ci sono più?
Ma no ma no, tranquilli, queste sono un’altra cosa e infatti si chiamano Giacomino: solo che somigliano tanto a quelle che non ci sono più, stesse funzioni, stessi costi, stessi intrallazzi, stesse rapine e-naturalmente- più tasse per noi.
Con una differenza, però: ‘noi’ cittadini pagheremo sì le tasse, ma non le voteremo più, potremo starcene tranquillamente a casa e risparmiarci la seccatura di certi noiosi riti democratici.
Pensano a tutto “loro”, che in gran combutta e in assoluta riservatezza si stanno spartendo le poltrone, la roba e il potere DI SEMPRE.
Così sarà per il Senato: “fuori” il fastidioso ‘popolo sovrano’, “dentro” le caste, le cricche, le cosche DI SEMPRE.
Si chiama ‘rinnovamento’.

Gilioli
Personalmente sarei un migliorista, se di questa parola non si fosse appropriata trent’anni fa una corrente d’affari del Pci.
Essere migliorista per me è prendere le cose e provare a migliorarle, possibilmente all’interno di uno straccio di disegno. Che si sa essere irraggiungibile, ma verso cui indefinitamente tendere.
Per questo ho decisamente in uggia quelli che definirei senz’altro i peggioristi: quelli cioè che peggiorano le cose, non ho ancora capito se con un disegno o per improvvisazione e insipienza.
Peggioristi sono, ad esempio, quelli che aboliscono non le province, ma le elezioni delle Province, trasformandole quindi in assemblee di nominati dal ceto politico.
Peggioristi sono quelli che prendono la parte più sbagliata del Porcellum (l’intermediazione del ceto politico nella scelta dei rappresentanti) e la rendono addirittura costituzionale, cioè molto più difficile da cambiare.
Peggioristi sono quelli che cercano di farci credere che la modernità consista nel ritorno alla forbice sociale degli anni Venti e Trenta, risultato al quale peraltro siamo già arrivando buttando a mare l’avvicinamento tra ceti e classi del periodo 1945-1985.
Peggioristi sono quelli che pensano che la democrazia debba andare verso una delega in bianco della massa al leader, anziché verso una partecipazione consapevole dei cittadini (e per tutti questi sarebbe obbligatoria la lettura di un paio di libri di quel gufo e rosicone di Zagrebelsky)
A proposito, peggioristi sono anche quelli che trasformano il confronto sui contenuti in uno zoo di delegittimazione altrui, a suon di battute che purtroppo un po’ richiamano, per sprezzo, il linguaggio e l’approccio diciannovista.
Ecco, per capirci: perché nella contrapposizione tra innovatori e conservatori, cioè tra chi vuole cambiare e chi no, io sono radicalmente tra i primi, e non certo da oggi. Ma poi viene la suddivisione successiva, quella sulla direzione dell’innovazione, sui suoi contenuti. Ed è quella tra miglioristi e peggioristi, appunto.
.
SAPETE CHE…
Marx2
Un miliardo di euro se ne va per gli stipendi ai circa 22 mila insegnanti di quella che impropriamente viene chiamata ora di religione? In realtà, anche tecnicamente, si chiama Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), anche se lo stato non sa bene cosa effettivamente si insegni durante le lezioni. Quello che è certo è che i docenti – pagati dallo Stato italiano – che si azzardano ad accennare alla storia delle altre religioni o a diverse concezioni del mondo, vengono licenziati (in un caso su 250).
E poi, 700 milioni vengono versati da tutti noi per le convenzioni su scuola e sanità. Nel solo 2004 (10 anni fa), le scuole cattoliche hanno beneficiato di 258 milioni di euro di finanziamento, 44 milioni per le cinque Università cattoliche, 20 milioni per il Campus Biomedico dell’Opus Dei, portati a 30 dall’anno successivo. Con la circolare ministeriale 38/2005, le scuole non statali hanno raddoppiato le elargizioni: 527 milioni di euro, portati a 532,3 milioni a fronte dei continui tagli all’istruzione pubblica. Si impoverisce l’istruzione per tutti, si arricchisce l’istruzione per pochi. E poi, non ci sono soldi per la mensa dei bambini dell’asilo. Ergo: più siete ignoranti, più siete propensi ad andare a votare, per chi poi? Pemaghi, ballerine, showgirl, comici e presentatori!
(Counque Renzi, mentre deprime la scuola pubblica, ha ancora aumentato il regalo alla scuola privata di 200 milioni di euro.

RIDIAMARO :- )

Frandiben
Dal 2015 80 euro alle neomamme. Se vi nasce questo dicembre cercate di trattenerlo un altro mese.
.
Ora il premio natalità di Mussolini è stato ripristinato
a quando l’oro alla Patria?
.
I’foda
L’Unione Europea chiede chiarimenti all’Italia. “Dica 33”.
Sotto il Cazzaro niente

thomas köhler
Una mossa che fa capire dove il governo vuole arrivare:
Giustizia: meno risorse per prendere i ladri !
Scuola: lasciare il popolo ignorante cosi e piu facile da controllare
Territorio: lasciare alle Mafie di cementare l’intera Italia
Complimenti ai elettori del PD
.
Beppemora
“Di fronte al testo sulla legge di stabilità di Renzi, la Ue esprime il suo giudizio:
“Super
….cassola!”
.
uther pendragon
L’ho sentito stamane per radio: oramai sembra un animatore da villaggio turistico e vai con la macarena…………..per ricchi ovviamente.
.
Montales
Riforma del lavoro, tutele crescenti in base all’anzianità. “Doveroso garantire un posto fisso ai morti”.
.
Marcthulu
Articolo 18: il governo Renzi ha deciso di cambiare pagina, completando l’azione dell’esecutivo Monti. Nel prossimo foglio ci sarà scritto “Lavoratori? Prrrrrr!”.
.
Il ministro del Lavoro: “Noi vogliamo un mercato del lavoro più equo, dove tutti abbiano il giusto grado di opportunità e di tutele”. Cioè nessuna.
.
Pollo
Renzi rivede gli articoli sul lavoro. Riesce a fare peggio solo quando parla inglese.

Le aziende dovranno provare i contratti di solidarietà. Prima di segarti, ti danno una pacca sulla spalla.

Serracchiani: “Il Pd luogo di sintesi”. Che assumessero roba pesante, era evidente.
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Enrico Cameriere
Renzi: Salteremo l’articolo 18, ci saranno altre norme per i lavoratori. Saranno patrocinati dal WWF.
.
Sinner
Scontato lo slogan del Jobs Act. “Stay Hungry”
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Acid rain
Orfini (Presidente PD): “Dobbiamo restituire qualcosa ai milioni di precari a cui anche il centrosinistra ha rovinato la vita.” Tipo il voto.
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Cassidy
Il prossimo passo sarà riformare l’antiquato concetto di “stipendio”.
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Strafani
Renzi dice che ci saranno altre norme per i lavoratori. Tipo la legge della giungla.
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Limoncino
Riforma del lavoro: per far crescere l’occupazione non basta più la flessibilità ci vuole la….genuflessione!
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Semola
Ichino: “i sindacati non capiscono l’importanza delle riforme”. E il governo quella dei lavoratori.
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Nettunoconcertante
10 aziende in trent’anni e un solo assunto: Matteo.
Il job act secondo Tiziano Renzi.
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Flew
Spaccatura nel PD tra coloro che difendono il Governo e quelli che difendono il sindacato.
Non pervenuta la corrente che difende i lavoratori.
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luce so fusa
Squinzi ha detto che bisogna abolire l’articolo 18, perché altrimenti gli stranieri non vengono ad investire in Italia.
Allora aboliamo il codice della strada.
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Pirata 21
Renzi:”Le risorse per la manovra arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale”. Ah pagheremo in “Buoni propositi”?
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Frandiben
Renzi annuncia manovra da 30 miliardi, anzi no 32, anzi no 36. Sta cercando il numero che suona meglio in un hashtag.
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Dopo aver computato prostituzione, droga e contrabbando nel Pil, l’evasione sarà contabilizzata come agevolazione fiscale.
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Il mago di Oz
Moderatamente ottimista Luigi Angeletti. “Well, I Uil.”
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Miguel Mosè
“Gran parte della copertura verrà dalla lotta all’evasione fiscale”. Il resto dall’oro di Dongo.
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Frandiben
La manovra comprende un ulteriore aumento dell’IVA. Così non ci accorgiamo della deflazione.
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Milngopapa
Non è scontato che l’Unione Europea dia il suo assenso, ma difficilmente potrà dare un giudizio negativo”. Almeno finché non smette di ridere.
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Il mago di Floz
La Commissione vuole sapere “come l’Italia assicurerà il pieno rispetto dei suoi obblighi di politica finanziaria in base al patto di stabilità e crescita per il 2015.” Tranquilli: ci inventeremo qualcosa.
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Doctor C
Renzi e la D’Urso fanno un selfie.
E’ ovvio che poi alcuni italiani entrino nell’Isis.
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enricocameriere
Sembra che l’Europa abbia chiesto. “Ma, a questo punto, non potevate tenervi Berlusconi?'”
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I’foda
L’Unione Europea chiede chiarimenti all’Italia. “Dica 33”.
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Viviana
L’Europa ha chiesto spiegazioni a Renzi
La sua fiera risposta è stata quella del perfetto picciotto:
“Non vedo, non sento, non parlo”
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Cazzara
Renzi: “Dal 2015 80 euro anche alle neo mamme per 3 anni” Alle mamme dei leghisti sino alla menopausa.
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Renzi: “Dal 2015 bonus di 80 euro alle neo mamme”.
Sperate che i vostri figli caghino poco
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“Sono democristiano: potrei parlare ore senza dire niente” (Arnaldo Forlani) #renzi #Leopolda5
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Antonio Bordin
Il massimo del pensiero politico é farsi un selfie con la #Boschi. Al Billionaire c’è più serietà.
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synesir
Renzie il bomba è l’uomo giusto per un’Italia a cui non appartengo.
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marcram
Un film già visto.
Se volessimo sintetizzarlo, direi: “La destrezza del potere”.
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http://masadaweb.org

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