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Saturday November 18th 2017

MASADA n° 1582 19-10-2014 EQUILIBRISTI SULLE NOSTRE TASCHE

MASADA n° 1582 19-10-2014 EQUILIBRISTI SULLE NOSTRE TASCHE

La bozza della bozza della bozza – Legge di stabilità: Renzi cala le tasse nazionali e fa salire quelle locali. Il gioco dei bussolotti – I ricchi più ricchi, i poveri più poveri – Soldi versati ai partiti – Gli onorevoli voltagabbana- Il Governo salvato dal voto di Orellana, il nuovo Scilipoti – Il diritto di recall – Il pareggio di bilancio – I vitalizi dei condannati- Draghi candidato al posto di Napolitano

Osteria numero milleeeee
li cazzarj fan scintilleeee
fan scintille fra li media
mentre noi moriam d’inedia
parapaponzi ponzi pa
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Conterò poco, è vero:
– diceva l’uno ar Zero –
ma tu che vali? Gnente: proprio gnente.
Sia nell’azione come ner pensiero
rimani un coso vòto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
da cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nùmmeri. A un dipresso
è quello che succéde ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che se mette appresso.

TRILUSSA
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Carmine Burino
I piddini mi fanno tanta tenerezza perché sono incapaci di intendere e di volere. E per tale motivo che sono capaci di tutto.

Spinoza
Luxuria incontra Berlusconi. Chissà di che caxxo hanno parlato.
maurizioneri79
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TWEET
Paolo Giordano
Oggi Renzi annuncerà la riduzione del maltempo e l’abbassamento del livello dei fiumi.
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Maurizio Belpietro
Juncker chiama Renzi. Bocciargli la manovra non basta, vuole anche rovinargli la sorpresa.
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Antonio Polito
Il momento più tenero è il giorno dopo quando, placatasi la tempesta, salta fuori Alfano e dice: questa cosa l’ho imposta io al governo.
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Zingaretti: “Facile abbassare le tasse con i soldi degli altri”
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Antonio Polito
A luglio promettono due miliardi alle regioni, a ottobre gliene tolgono quattro. Il governo del sabato sera.

La storia del Tfr sta così: ti puoi riprendere i tuoi soldi mese per mese a patto che mi paghi più tasse. Figo, no?

Il Tfr in busta paga lo prenderanno solo i masochisti, vista la tassazione prevista.

GILIOLI
DIVENTANO PIU’ RICCHI I RICCHI, DIVENTANO PIU’ POVERI I POVERI

Pur rappresentando lo 0,5 % della popolazione mondiale, gli individui con un patrimonio privato superiore a un milione di dollari possiedono il 38,5 % della ricchezza delle famiglie. Sono in tutto 34,8 milioni di persone e il loro numero è cresciuto dal 2000 del 164 per cento (sempre a livello globale, ci sono 128 mila persone che hanno un patrimonio oltre i 50 milioni di dollari, ed erano 41 mila nel 2000). Attenzione, l’incremento dei milionari non è solo nei famosi Brics, ma anche in Europa e Usa, Italia compresa: da noi nel 2014 sono un milione e 597 mila, cioè 216 mila in più rispetto al 2013; in un anno sono aumentati di oltre il 15 %.
Per contro, sempre in Italia, la povertà assoluta riguarda ormai 3 milioni e 230 mila persone ed è in crescita costante dal 2010: nel 2013 (ultimi dati Istat) sono entrate in questa fascia circa 1 milione e 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente. Stabile è invece la percentuale di individui in condizioni di povertà relativa, circa dieci milioni di persone: ma lo è perché vi sono entrate persone dalle fasce non povere e ne sono uscite altrettante verso i poveri assoluti.
Non so se è abbastanza per poter dire che il ceto medio sta morendo, ma la tendenza sembra abbastanza quella.
Ecco perché a volte può venire il dubbio che a una certa fascia di persone i macroaccadimenti economici in corso non dispiacciano affatto. Persone in Italia e nel mondo, che diventano più ricche. Nonostante la crisi (o forse, alcune, proprio grazie a essa). E si tratta di persone che non sono certamente agli ultimi gradini neppure per influenza politica, lobbistica, mediatica.
E i soldi accumulati oltre ogni decenza non tornano a circolare nell’economia generale; solo nel ristretto (quello vero) mercato del lusso, che infatti prospera, tra le rovine di tutti gli altri.

Mariapia Caporuscio
LA FABBRICA DELLA POVERTA’: IL CAPITALISMO

La logica impone, una volta accertate le cause di una malattia, di eliminarle! Se il capitalismo ha mostrato essere una fabbrica di miseria morale e materiale, perché non si segue la stessa logica?
Cresce il divario tra ricchezza di pochi e miseria di molti, crescono i privilegi dei potenti e dei loro servi, crescono gli abusi di potere e le sottomissioni dei popoli: i lavoratori diventano precari, i pensionati indigenti e i giovani disoccupati. La povertà e l’impoverimento non sono fenomeni naturali ma sono il prodotto di scelte politiche, economiche ed ideologiche del capitalismo finanziario.
Fino a quando esisteva un sistema socialista europeo, la feroce avidità del capitalismo, veniva tenuta sotto controllo anche dalle Costituzioni, nate dalla lotta partigiana dei Comunisti europei. Dopo che questa sorta di “lebbra” è riuscita ad abbattere il suo nemico di sempre (Comunismo) senza più freni degenerava fino al punto di non ritorno: l’imperialismo globalizzato!
Questa che è una feroce decomposizione del capitalismo, crocifigge gli esseri umani, criminalizza gli immigrati e poi li usa in nero e sottopagati, affinché diventino il metro obbligato per salari e pensioni dell’intera classe lavoratrice, violando così e senza alcun limite, tutte quelle regole democratiche e costituzionali che i paesi si erano date, ritenute antitetiche ai disvalori dell’imperialismo economico. Le regole quindi, andavano riscritte in chiave oligarchica e capitalistica, per avere in questo modo le mani libere di plasmare (come avviene con la creta) gli esseri umani, di promuovere guerre di aggressione, di compiere ogni sorta di malvagità, di ingiustizie e nefandezze di ogni tipo, come pratica quotidiana!
È necessario prendere atto dell’immoralità di questo sistema. E’ urgente azzerare i loro credi, accertato e dimostrato che la povertà non è cosa naturale o inevitabile! Necessita decapitare questa piovra e bruciare i suoi tentacoli, se non vogliamo che la storia degli esseri umani finisca qui! Necessita azzerare le disuguaglianze di beni e servizi e promuovere i diritti di tutti aggiunti a quelli sacrosanti dei lavoratori. Basta con la predazione dei beni pubblici, lo Stato deve riappropriarsi della propria sovranità, deve tornare ad occuparsi dei problemi reali dei propri cittadini e finirla di farsi dettare legge dai banchieri e i loro mercati. E’ urgente stroncare questa corsa verso la macellazione e chiudere quelle bocche di cannone rappresentate dalla propaganda dei mass-media. Sono loro ad aver assicurato la vittoria a questi cavalieri della morte, che non si sono appropriati solo dei mezzi di produzione, di consumo, o tecnologici ma dei mezzi monetari, della vita e del lavoro umano, dei mezzi militari e bellici di coercizione, dell’uso criminale della natura e dell’ambiente. Si sono appropriati delle menti e dei comportamenti dei loro sudditi mediante una pervasiva propaganda de-formativa che plasma i cittadini-sudditi al loro servizio. Il profitto e la rendita (motori del capitalismo di rapina) sono presentati come essenziali per lo sviluppo: se qualcuno li mette in discussione è un disfattista, un terrorista, un nemico della classe operaia che dicono di rappresentare. Predicano di libertà negando diritti elementari e vitali. Ognuno ha la libertà (concetto astratto) di vivere, di mangiare, di curarsi, istruirsi ma se non possiede i mezzi per avere tutto questo, può tranquillamente morire… in libertà!
Per questi cannibali la conservazione del benessere opulento va perseguito anche con la violenza delle armi (missioni umanitarie) e del ricatto economico (debito pubblico), il motto è “prendere le risorse necessarie laddove sono disponibili (vita mea, mors tua).
Inutile girarci intorno, la sola alternativa a questi crimini consiste nel sistema socialista marxista, che persegue i valori e gli obiettivi di giustizia sociale. Purtroppo questo “contro-capitalismo” viene liquidato con battute dissacranti e arbitrarie da chi con l’attuale sistema trae vantaggi continuando a negare l’evidenza, che i disvalori siano riferiti “con certezza” al sistema capitalistico.
Marx ha prospettato una liberazione immanente, storica, ossia la fine di un sistema millenario di sfruttamento ed ineguaglianza e la creazione di una società finalmente libera. Purtroppo nei paesi cosiddetti “comunisti” questi ideali sono stati ignorati, perché all’ombra di questa parola si nascondevano “capitalisti” sinonimi e contrari!
Il capitalismo globalizzato può essere sconfitto solo con una risposta globale. Il Brasile e altri paesi dell’America Latina rappresentano già un significativo fronte anticapitalista, forse ancora frammentato ma assai credibile. Naturalmente nessun paese socialista ha basi militari sparse sul pianeta e quindi non essendo imperialisti difendono la sovranità dello stato, contro chi intende svenderla al mercato!
La conquista di un mondo anticapitalista e a dimensione umana spetta non solo alla politica, ma ai popoli, ai cittadini onesti, ai movimenti e ai socialisti e comunisti “veri” onde rilanciare quei valori universali e realizzare un sistema sociale e umano giusto.
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Gen034
Abbiamo raggiunto il record storico, 2.325 miliardari nel mondo ; tale numero cresce (7% in un anno) più rapidamente dell’economia; 1/3 di essi sono in Europa.

Berluscameno
Brancaccio,
economista, ha recentemente affermato:
”I dati dell’OCSE mostrano una realtà ben diversa da quella che viene solitamente raccontata. Basti notare che tra il 1999 e il 2013 l’Italia ha già fatto registrare una delle più pesanti cadute degli indici di protezione dei lavoratori, addirittura tripla rispetto alla riduzione che si è registrata nello stesso periodo in Germania. Questo significa, per intenderci, che le riforme Biagi e Fornero hanno accresciuto la precarizzazione del lavoro molto più della famigerata riforma Hartz realizzata in Germania. Inoltre, oggi l’Italia si caratterizza per un livello generale di protezione dei lavoratori pressoché in linea con quello di molti paesi europei, come Germania e Belgio, e inferiore al livello generale di protezione dei lavoratori in Francia. Ed ancora, la protezione dei lavoratori a tempo indeterminato è già inferiore a quella che si registra in Germania. Riguardo poi al dualismo tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori temporanei, questo in Germania è oltre tre volte maggiore che in Italia. Infine, come è noto, per la stessa ammissione dell’attuale capo economista del FMI, vent’anni di ricerche empiriche hanno negato l’esistenza di una relazione tra maggiore precarietà del lavoro e minore disoccupazione. Di fatto, l’unico effetto plausibile dei contratti precari è che essi riducono il potere rivendicativo dei lavoratori e quindi consentono di ridurre i salari.” L’art. 18 sembra essere più che uno scalpo per l’Europa (ce l’ha anche la Germania, tra l’altro) uno scalpo dovuto a ncd e a berlusconi, che la lotta di classe la conoscono bene.

LO SPOSTAMENTO DELLE TASSE DAL NAZIONALE AL LOCALE
IL GIOCO DI BUSSOLOTTI DI RENZI

Ma l’ha fatto il mago di Nascimento questa Legge di Stabilità?
Vanna Marchi si rode dall’invidia.
E non vi dico il mago Copperfield!
A far sparire e ricomparire le tasse in questo modo non c’era riuscito nessuno.
Ogni mattina Renzi prepara la sua slide, o il suo twit, la sua buffonata o la sua mascalzonata.
Ogni mattina cloni come Lupi o la Boschi o la Picierno o la Serracchiani slinguazzano fedelmente la nuova coglionata del Governo.
Ogni mattina l’Italiano medio o piccolo trema, perché il suo livello di vita si abbassa e la sua possibilità di resistere in futuro cala.
Ogni mattina l’Italia affonda in un mare di iniquità che non finiranno mai.
Ogni mattina i troll a progetto ricevono la velina con gli insulti a Grillo e la ripetono fedelmente e stupidamente per tutta la giornata.
Oggi la velina è particolarmente idiota e scellerata: la colpa non è di Renzi che ha prodotto una bozza di legge di stabilità indecente per qualunque Paese civile ma di Grillo che non l’ha pubblicata!!!
Ma come si fa a dire: ti tolgo le tasse, poi costringo gli enti locali a riaumentarle?
La Borsa non prende bene le mosse di Renzi. Col Job Act abbiamo perso 2 punti, con l’annuncio del DEF lo spread schizza sopra 200 e si brucia quel poco che si era risparmiato coi tagli. Intanto le previsioni di crescita crollano, altro che +0,8!! Padoan non ha fatto che dire cassate. Ormai la sua reputazione è peggio di quella di Tremonti. Ci manca che dicano che in autostrada non ci sono che supermacchine e i ristoranti sono pieni o che la crisi è solo una illusione psicologica! Gli enti locali sono in rivolta, perché Renzi annuncia gigantesche riduzioni di tasse, ma le fa tagliando i fondi alle Regioni e costringendole ad aumentare le tasse, per cui le riduzioni fiscali restano sulla carta e il risultato per i cittadini è di pagare di più. Lo stesso trucchetto delle tre carte visto col TFR, ci fanno la festa coi soldi nostri! Le tasse, invece che diminuite saranno aumentate e sarà davvero uno bello stimolo alla ripresa! Lui si vanterà di averle diminuite, i cittadini si troveranno a pagarne di più. I cloni applaudiranno Renzi. I media faranno la ola come al solito. Chi l’ha avuta in tasca la prenderà peggio di prima. Intanto rimarrà a pesare sulle nostre tasche l’IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche che esiste in Italia da 30 anni (e dà un terzo del gettito fiscale dello Stato) mentre si potrebbe graduare diversamente l’Iva (che grava sui consumi), abolendo l’Irpef sui redditi di lavoro, pensione, lavoro autonomo e impresa, lasciandola solo sui redditi fondiari e speculativi.
Il peggio è che, come sempre, quello che Renzi produce sono solo bozze. Sembra incapace di fare leggi serie e complete. L’unica cosa che si sa di sicuro è che la manovra da 20 miliardi, poi 30 è salita a 36. Tutto è in ritardo, come al solito: grandi annunci e slide, ma lunghe attese per avere qualcosa di certo e continui rinvii. Dunque: il solito pasticcio malfatto, abborracciato e confuso. L’Europa ha ordinato una legge di stabilità, questa è stata partorita proprio all’ultimo momento ma ancora non si vede malgrado gli annunci roboanti e giace anche quella nelle nebbie. Tutto è rimandato a lunedì. Tra lui e Padoan c’è il solito balletto di smentite e rinvii. Insomma la solita annuncite a vuoto su un Paese che sta col fiato sospeso per sapere quanto peserà il suo capestro. E la solita spavalda sicumera di Renzi che tutto sarà fuor che un economista o uno statista serio. Se magari non occupasse per il 40% la televisione in autoelogi e non passasse il tempo tra selfie, twit, slide, slogan e passerelle, qualche risultato si vedrebbe. Così l’Italia sembra consegnata a un pubblicitario di se stesso che non ha tempo né capacità di governare e sa fare solo la prima donna, peggio di Berlusconi di cui ha preso tutti i difetti, peggiorandone le qualità. Almeno B le leggi se le faceva scrivere complete e per tempo.
E ora Renzi che farà? Manderà anche questa bozza della bozza a Napolitano per farsela scrivere in forma decente di legge? O la manderà addirittura all’Ue per farsela scrivere dai veri carnefici?
Già ora Regioni, province e comuni pesano in media 2.364 euro l’anno su ogni cittadino. Ogni italiano ha pagato in media 1.932 euro di tasse alle Regioni, 344 euro ai Comuni e 88 euro alle Province. Con questa legge le cose peggioreranno, visto che Renzi taglia agli enti locali 8 miliardi. I più tartassati saranno i lombardi che pagano 2.697 euro a testa, mentre i più fortunati sarebbero i campani con 1.657 euro a testa. Oltre alla Lombardia, sono 8 le regioni dove gli enti locali costano di più rispetto alla media italiana: Basilicata (2,571), Lazio (2.546), Emilia Romagna (2.541), Toscana (2.501), Liguria (2.467), Piemonte (2.438), Umbria (2.400) e Marche (2.392).
Il colmo è che Renzi non toglie soldi alle armi, o a chi ha messo fondi neri in Svizzera, a chi gestisce quasi gratis frequenze tv, alle lobbie del gioco, ai fondi sequestrati dalla mafia, ai vitalizi, agli emolumenti della casta, ai supermanager più pagati d’Europa, agli immobili del Vaticano che godono inique esenzioni, alle truffaldine fondazioni come quelle bancarie che si passano per non profit, alle banche che nemmeno più erogano prestiti all’economia o alle famiglie, a chi viene punito per reati contro lo Stato, a chi gode dei domiciliari o agli evasori. Ma toglie soldi alle vincite del superenalotto e poi, come sempre, alla sanità. ai trasporti pubblici e alla scuola.
E, come avevamo subito previsto (e subito qualcuno era scattato dicendo che non era vero!), il TFR in busta paga perderà la sua tassazione agevolata e passerà a quella ordinaria, dall11% al 20, e qualche dipendente che era liminare si troverà ad eccedere i 25 mila euro e perderà gli 80 euro. Così, con questo espediente, Renzi rialza le tasse anche per il TFR.

Roberto BO
Dopo la firma del Fiscal Compact, l’unione monetaria europea impone agli Stati membri tre vincoli:
-un limite del 3% del deficit di bilancio in rapporto al PIL;
-un debito pubblico che si riduca ogni anno di 1/20 della parte eccedente il 60% del rapporto debit/PIL);
-un deficit strutturale al netto del ciclo economico dello 0,5% del PIL.
L’Italia ha presentato un bilancio che non rispetta nessuna delle 3 condizioni, nemmeno quella relativa al 3% poiché le risorse che sulla carta lo riportano sotto il 3% (coperture) sono di natura ipotetica e non certa (evasione fiscale)…
Renzi fa solo una pura (e vergognosa) manipolazione .
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Cobra89
Aumento delle tasse sui fondi pensione.
– Aumento delle tasse sui risparmi.
– Tasse ordinarie sul TFR in busta paga.
– Blocco salariale confermato anche per l’anno prossimo.
– Tagli alle Regioni con conseguente aumento delle tasse locali.
– IVA ancora al 22%.
Renzi ci viene a raccontare che ha abbassato le tasse in modo epocale come mai nessuno prima? Allora il provocatore è lui!
– Via i contributi per i neoassunti.
– Aumento della tassazione sui Fondi pensione dall’11,5% al 20%;
– Aumento delle tasse sulle casse di previdenza dal 20% al 26%
– IVA ancora al 22%.

Guido da Torino
Ma la Commissione Finanze della Camera, a inizio Luglio 2013, non aveva relazionato al Ministero dell’Economia scrivendo che ci sono pochi e facoltosi soggetti che devono ancora al fisco le imposte messe a ruolo dal 2000 al 2013 per un controvalore di più di 550 MILIARDI? E allora? Vogliamo che le tasse continuino a pagarle solo i cittadini onesti, o anche quelli che, in combutta con qualche funzionario, si permettono di procrastinare i loro doveri. MA LO STATO DOV’E’??? DURA LEX SOLO PER I SOLITI ONESTI??? Caro Renzi questo è il vero cambiamento, non quello mediatico che rappresenti fin troppo nelle tue frequenti apparizioni pubbliche!
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Gigi
Le balle del guitto berluschino vengono smentite dalla matematica, nonostante abbiano taroccato il PIL con l’aggiunta virtuale dei proventi di droga e prostituzione.
E barano anche sul Deficit, perché stando agli ultimi 3 anni, il debito pubblico è passato da 1.936 Mld (novembre 2011- insediamento del Governo Monti) agli attuali 2.176, con un incremento negli ultimi 3 anni di 240 Mld, 80 miliardi l’anno di disavanzo, che a fronte di un PIL ormai inferiore ai 1.600 Mld, sono più del 5%.
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E intanto gli ex parlamentari continuano a prendersi 20.000 euro al mese.
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SOLDI VERSATI AL PARTITO

Per regola interna del Pd, ogni parlamentare versa al Pd e cioè a Renzi 1500 euro al mese, ma sembra che non lo facciano tutti tant’è che c’è un buco di 600.000 euro. Non ne beneficia il Paese, ma il partito che riceve anche lauti contributi pubblici.
Non basta. Il Pd chiede anche un balzello ai primi eletti: 35.000 euro, non poco, ai primi 6 del Senato e ai primi 9 della Camera.
Il Pdl ha un balzello analogo di 25mila euro.
La Lega invece obbliga i candidati a pagarsi il seggio in Parlamento, facendo firmare un’impegnativa davanti al notaio. L’accordo prevede 2000 euro al mese alla prima elezione, e 2400 euro alla seconda, da versare nei 60 mesi di legislatura.
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Gramellini scrive: “Un gufetto amanuense ha infilato nelle pieghe della Renzi Detax alcune mance niente male. 250 milioni per i padroncini dei camion, 100 per i lavoratori socialmente utili di Napoli e Palermo e 140 per un vecchio classico, i forestali calabresi: più numerosi lì che in tutto il Canada. Si tratta di mazzette di Stato, atte a scongiurare le code natalizie di cotechini scaduti al passo del Brennero, gli assembramenti di masanielli nelle piazze del Sud e il consueto crepitio di fuocherelli estivi lungo i boschi della Sila. Ma non si era cambiato verso, come da annuncio ?”
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Il_Brillante
Renzi:”In 6 mesi cambierò il Fisco: lo si assumerà direttamente per via rettale”

PER UN VOTO UN EMENDAMENTO DEL DEF RISCHIA DI SALTARE- ORELLANA
Viviana Vivarelli

Il governo rischia di andare in buca sullo slittamento della presentazione dei conti pubblici al 2017 e si salva per un voto, quello di Orellana, già espulso dal M5S.
Il boliviano Orellana tradì da subito quello che aveva promesso di rispettare quando fu eletto dai 5stelle pavesi, fu quasi sempre contro le scelte del M5S e contro Grillo e fu da sempre a favore delle alleanze col Pd. Praticamente era una serpe in seno. Alla fine i suoi stessi elettori si stufarono e votarono la sua espulsione. Al momento del licenziamento, Orellana annunciò solennemente che si sarebbe dimesso da senatore, poi, ovviamente, ritirò le dimissioni e passò da un stipendio di 2.500 euro a uno netto di 15.000. Oggi ha fatto l’ultimo tradimento e sicuramente i piddini lo difenderanno come loro eroe, attaccandosi all’art. 67 che vieta ogni mandato anche se se ne sono fregati dall’art.18 o dello stravolgimento del titolo V, o degli scempi su Province e Senato; si vede che c’è Costituzione e Costituzione, quando Renzi intende violentare tutto il titolo V o eliminare l’articolo 18 e far sparire il diritto di eleggere presidenti di provincia e senatori, sta loro bene, ma quando qualcuno tradisce le sue promesse elettorali, ecco che l’articolo 67 diventa sacro. Così il Pd renderà onore al transfuga perché al Pd come a Fi i traditori piacciono, stanno nel loro DNA. Non ha forse il Pd tradito il programma per cui ha avuto milioni di voti alle politiche o alle europee, in nome dell’articolo 67, si intende? Chissà, al momento del patto del Nazareno, l’articolo 67 dove era andato a finire. Ma spesso ciò che si intende per libera scelta non è altro che bieco opportunismo. E ciò che conta non è l’onestà ma il profitto. Per questo a volte la Costituzione viene difesa, a volte buttata nel cesso. In questo l’identità tra Renzi e Berlusconi è totale. Chi se ne frega come arrivano voti, basta che arrivino.
Orellana aveva dichiarato che quella di Grillo è “una linea politica utile solo alla prosecuzione di governi distanti dalle necessità degli Italiani agevolati in questo da una opposizione massimalista e inane”. Ma la domanda è: se il suo pensiero era contro Grillo, nel M5S cosa c’era entrato a fare? Prima di tirar fuori l’art. 67 che elimina ogni mandato, perché non si chiede conto a costui di un minimo di coerenza morale? Però qui il problema non è chi sia Orellana e per quale motivo sia entrato nel M5S se poi doveva remargli contro, di opportunisti come lui ne son piene le fosse, e di gente che inganna gli elettori e poi fa il contrario di quanto aveva promesso è valido testimone Renzi con tutto il Pd. Il vero problema che Orellana scopre è che il governo di Renzi non è poi così sicuro come i media proclamano, e può cadere da un momento all’altro, anche per un voto soltanto. Tanto che il prode Berlusconi si è subito ringalluzzito e ha promesso a Renzi i voti che gli mancano. Va da sé che glieli farebbe pagare cari. Comunque, grazie a Orellana, il voto è passato, e ora ci manca solo che l’Europa rifiuti i conti di Renzi e il suo slittamento a cui la Merkel aveva già detto di no. O è del M5S anche lei??
Fatto sta che i piddini possono anche essere contenti di avercela fatta per un voto ma l’Europa non sarà altrettanto contenta. La Merkel ha detto chiaro che gli impegni sono impegni, la Borsa di Milano è crollata e lo spread è salito. Ora scatteranno sanzioni pesantissime di decine di miliardi con agganciati altri aumenti di tasse e tagli del welfare che ci butteranno definitivamente a fondo. Per cui tutta questa contentezza dei renziani suona come i ragli di festa dell’asino che sta per essere scuoiato e che evidentemente raglia perché non ha capito niente.
Certo che in questi 8 mesi di tutto Renzi ha cianciato fuor che di cose utili al Paese.
E le vere riforme utili ai cittadini e non al rafforzamento e all’impunità di una cricca indegna di parassiti corrotti e imbelli si sono impantanate come i fondi del Bisagno.

I VOLTAGABBANA- IL DIRITTO DI RECALL
Viviana Vivarelli

I voltagabbana sono un fenomeno esclusivamente italiano.
“Italiani, popoli di eroi, poeti e voltagabbana.”
Luigi Compagna, il re del settore, ha cambiato 9 volte partito in 5 mesi. Davvero si deve difendere gente come lui attaccandosi all’art. 67? Ci si rende almeno conto del ridicolo?
Per ciò che riguarda tipi come Orellana, Razzi, Scilipoti, De Gregorio o Luigi Grillo .. chiederei subito una legge per cui chi lascia un partito o ne viene espulso, stia obbligatoriamente fermo un giro e si ripresenti solo col voto degli elettori (anche se con questa legge elettorale non ci sono più eletti fuori dal M5S ma solo ‘nominati’ dai segretari di partito). Troppo comodo passare da un partito a un altro, conservando tutti i diritti! Tra l’altro se questa legge di moralità pubblica e coerenza democratica ci fosse, sparirebbe l’andazzo dei senatori e deputati venduti al massimo offerente che cambiano bandiera a seconda della convenienza economica e delle dinamiche del potere.
Tra i voltagabbana abbiamo tutta la crème de la crème del nostro Parlamento: Marcello Pera, Paolo Guzzanti, Giampaolo Pansa, Claudio Velardi, Daniele Capezzone, Giuliano Ferrara, Vittorio Sgarbi, Daniela Santanché, Tiziana Maiolo… praticamente più che una espressione di libertà di pensiero è una moda, o un felice espediente di aderire a un potere, in mancanza di un dovere.
Il prototipo della categoria è Scilipoti, grottesca maschera dell’arte, di fronte a cui i tentativi di giustificazione sono pure arrampicate sugli specchi.
Scrive il prof Ceserani: “Nei voltagabbana colpisce l’assenza della benché minima motivazione ideologica o anche solo ideale. Scilipoti è passato dal populismo di sx (Di Pietro) al populismo di dx (Berlusconi) senza battere ciglio, anzi, senza forse neanche accorgersi del triplo salto carpiato. Siamo nella commedia dell’assurdo. Scilipoti è un personaggio pirandelliano: uno, nessuno e centomila».
Ed eliminerei allo stesso tempo anche quel vergognoso gruppo misto inesistente negli altri Paesi (25 deputati e 21 senatori) che rappresentano solo se stessi e non certo gli elettori.
Ricordiamo che ormai l’art. 67 è un’anticaglia che non corrisponde più alla realtà attuale. Risale a tempi migliori dove gli onorevoli erano onorabili, non si mettevano all’asta come escort, e non trasformavano il parlamento in un suk.
Ma i renitenti all’onestà cianciano di ‘libero pensiero’ e difendono sfacciatamente la ‘libertà da mandato’! Purtroppo, nei fatti, oggi in Italia non esiste alcuna libertà che miri al bene degli elettori. Il mandato ci dovrebbe essere e dovrebbe essere solo popolare. Invece il mandato c’è, eccome, verso chi ti ha nominato, dato incarichi e messo nelle liste elettorali bloccate, e che ha il diritto di mandarti a casa se lo critichi, come fa Renzi!
L’art. 67 dovrebbe essere cambiato e trasformato nei diritto degli elettori di esercitare un potere di RECALL, cioè di ritiro degli indegni, dei rinnegati, dei delinquenti e dei traditori, come avviene in ogni Paese civile. Il programma elettorale per cui uno viene eletto dovrebbe essere un contratto sacro, e, quando il contraente politico viola il suo contratto, la controparte elettorale deve avere il diritto di recedere, cioè di licenziarlo. Questa sarebbe la vera democrazia!
Oggi gli eletti fanno ormai quello che le lobby chiedono loro o che i segretari di partito ordinano, basta vedere come nel Pd le discordanze vengono poi sempre tutte sanate col vergognoso voto unanime. E’ molto più giusto e democratico il RECALL, come esiste in tutti i paesi civili, cioè un mandato da parte del popolo elettore, che il popolo può ritirare ove l’eletto tradisca le promesse elettorali o si venda a interessi di cricche o ubbidisca come un cadavere alle imposizioni del capo di partito scordando il bene collettivo. E’ da chiarire bene che i padri costituzionalisti vollero l’art. 67 per garantire la libertà di coscienza dell’eletto di fronte alle grandi scelte etiche, non per permettergli di andare dove gli fa più comodo. Ma dove sono oggi le grandi scelte etiche, le forti motivazioni morali? Qui sono sparite perfino le ideologie, addirittura la sx è diventata peggio della dx e si vedono solo cricche di interessi.
Di questo andazzo immorale Berlusconi è stato il maestro: “Baciare la mano a Gheddafi e poi sganciargli le bombe sulla testa, essere un giorno per l’Unità d’Italia e il giorno dopo per un federalismo spinto, essere per il libero mercato e insieme favorire precisi gruppi di interesse economico, sostenere le posizioni morali della Chiesa cattolica e insieme diffondere tramite le tv commerciali di famiglia una visione assolutamente materialistica ed edonistica della vita, per non parlare dei modelli di comportamento offerti dalla sua vita privata… In Berlusconi c’è tutto e il contrario di tutto, da sempre. Per questo non può essere un voltagabbana. Perché non ha ideali, ma solo istinti: gli istinti più bassi del capitalismo».
Nel caso di Orellana, sono stati gli stessi che lo avevano eletto a sfiduciarlo perché aveva agito contro le proprie promesse elettorali, tradendo la buona fede di chi lo aveva scelto, per cui 29.000 elettori gli hanno ritirato la fiducia.
Di Maio al Circo Massimo ha chiesto in modo ben chiaro che i candidati siano eletti dai loro territori e rispondano ai loro elettori. La vera democrazia è questa e non usare un partito come predellino per salire sulla macchina del potere per poi fare i cavoli propri, seguire le richieste di lobby o vendersi al maggiore offerente come gli Scilipoti di turno.
Il recall è il diritto di licenziare gli eletti quando siano accusati di reato o abbiano tradito il mandato con gli elettori. Esiste dentro il M5S e Orellana fu licenziato con quello. Chi deride il recall pensa forse sia meglio il sistema attuale con l’art. 67 che vieta qualunque mandato, anche quello popolare, dove nessuno sfiducia nessuno (salvo Renzi o Bi che sfiduciano chi gli pare) e chi è viene eletto fa poi i cavoli propri, senza pagarne il fio?
Da qualche anno, il parlamento è sempre più scandaloso con onorevoli voltagabbana che prima si fanno eleggere, poi tradiscono i loro elettori e si fanno comprare dal maggiore offerente o finiscono nel gruppo misto dove continuano a percepire lauti stipendi senza essere i rappresentanti di nessuno e decidono le sorti delle legislature, perché i voti di questi rinnegati valgono come gli altri. L’art. 67 che vieta ogni mandato fu fatto in tempi non sospetti, quando non si ammucchiavano in Parlamento decine di delinquenti protetti dall’immunità o da leggi cambiate appositamente da Ministri compiacenti. E oggi gli stessi che difendono con tanta foga il diritto degli ‘Onorevoli’ di non sottostare a limitazione alcuna né al rispetto del programma con cui sono stati eletti né all’osservanza di una condotta non criminale e ligia alla legge, sono poi gli stessi che non battono ciglio davanti a un parlamento Monocamera di ‘nominati’ dal capo di un Governo, che impone loro una ubbidienza cadaverica pena il licenziamento, come Renzi ha fatto con 4 dei suoi. Cosa dicono questi fautori della libertà di scelta davanti a questa platea orrenda di servi di un uomo solo che fanno voto di ubbidienza cieca e assoluta, rinnegando ogni indipendenza di voto e giudizio?
E come sbraitano i cloni, spergiurando che il recall è una invenzione dei 5stelle, mentre è la norma in 6 cantoni svizzeri, nella provincia canadese della Columbia Britannica, in Venezuela e, soprattutto, in molti Stati USA.
O forse il loro concetto di democrazia è quale piuma al vento e cangia a seconda che debbano difendere Renzi o insultare Grillo?
Anche il costituzionalista Ainis difende il recall e il M5S lo chiede, come possibilità per i cittadini di revocare una carica a un eletto nel caso in cui ritengano che il mandato non sia stato svolto correttamente. Le regole attuali non mettono i cittadini al riparo da ruberie, scandali e dissesti economici del presente. In Italia poi, anche di fronte ad accuse circostanziate, chi ricopre una carica pubblica spesso non si assume le proprie responsabilità, nemmeno di fronte all’evidenza della colpa, non viene punito, se la cava sempre, trova l’omertà dei colleghi come Cosentino o la prescrizione facile come Penati. Inoltre vige il principio di essere ritenuti “innocenti fino a sentenza definitiva”. Poi se proprio il reo insiste a delinquere, si può sempre liberarlo dall’impiccio della condanna cambiando la legge o con la prescrizione, come ha opportunamente fatto il Pd assieme a FI per liberare insieme Penati e Berlusconi.

Il caso più eclatante di rimozione a seguito di “recall” fu quello del governatore della California Gray Davis, cacciato nel 2003 perché giudicato responsabile del dissesto finanziario del più ricco stato d’America. Pochi mesi fa, invece, in Wisconsin, il Repubblicano Scott Walker è stato il primo governatore a sopravvivere a una procedura di “recall” avviata dai sindacati come risposta a una serie di provvedimenti antisindacali voluti da Walker. Per dare un’idea dell’ampiezza del fenomeno, va inoltre ricordato come nel 2011 in tutti gli Stati Uniti siano state più di 150 le procedure iniziate e circa la metà di esse hanno raccolto un numero sufficiente di firme per
permettere l’organizzazione delle procedure di voto. Quanti ne dovremmo licenziare noi come responsabili del nostro dissesto finanziario o per politiche antisindacali?

Oltre al “recall” esiste anche l’impeachment, cioè il potere del Congresso federale e dei parlamenti statali di mettere in stato d’accusa ed eventualmente rimuovere tutti i pubblici ufficiali, inclusi i ministri, i governatori, i giudici federali e lo stesso Presidente degli Stati Uniti. Per coloro che ricoprono cariche elettive c’è quindi in alcuni casi un doppio sistema di controllo che prescinde dalle scadenze elettorali: uno scrutinio formato dai “pari” e uno dal “popolo”, entrambi in grado di revocare l’elezione.

Non solo il voltagabbanismo è un fenomeno elusivamente italiano ma il numero è così crescente da costituire una vergogna nazionale così che occorrerebbe una legge d’urgenza che lo vietasse una volta per tutte.
Non è concepibile che in un Paese democratico e civile gli elettori votino per uno e poi quello o rovescia il suo programma e fa il contrario di quanto ha promesso o delinque o passa tranquillamente al partito opposto o si mette in lauta pensione nel gruppo misto non si capisce a far che e a rappresentare chi! E i suoi elettori devono stare zitti e subire senza poter fare nulla!
Urge ormai il recall, come negli USA. per rendere la vera sovranità al popolo e piantarla con un sistema che al posto di rappresentanti popolari mette i ‘nominati’ dai segretari politici o peggio ancora dal solo capo del governo,
Non è accettabile un sistema elettorale che non permette agli elettori di scegliersi i propri rappresentanti ma glieli impone su liste bloccate.
Non è accettabile un senato di nominati non più scelti dal popolo.
Non è accettabile che si creda ancora all’abolizione delle Province quando non solo non sono sparite affatto, e addirittura hanno 31.000 addetti in più e dunque costeranno pure di più, ma addirittura i partiti hanno appena fatto le elezioni di presidenti e consiglieri tra di loro estromettendo il popolo!!!!
Questa non è democrazia. Questa è mafia ad alto livello! E questi non sono partiti. Sono COSCHE con una CUPOLA!

PAREGGIO DEL BILANCIO
vv
Il rinvio del pareggio di bilancio su cui si è votato e su cui Renzi ha rischiato di finire in minoranza si riferisce a una legge particolarmente grave. Siamo l’unico stato europeo che, per colpa del Pd/Pdl, ha introdotto in Costituzione il pareggio di bilancio e che dunque ne ha fatto un totem a cui tutto può essere sacrificato: diritti, futuro, stato sociale, difese del lavoro.
In più aver fatto questo crimine costituzionale vieta che lo Stato italiano spenda per qualsiasi tipo di sviluppo, faccia qualsiasi tipo di investimento, a rigore gli vieta persino di spendere per aiutare il Paese in caso di calamità, come le recenti alluvioni. Il pareggio del bilancio in Costituzione vieta di spendere per la ricerca o le infrastrutture, la produttività o la crescita economica. Tutto vien sacrificato in suo nome. Tutto deve cedere di fronte alla forza dei numeri. Ovviamente questo dipende dalle regole ferree dell’austerità che abbiamo dovuto subire appena Prodi ci ha infilato proditoriamente in Europa, senza che ne avessimo i conti e i requisiti e che è diventata il cappio a cui è appesa la nostra caduta.
La verità è che nessun Paese potrebbe mai sostenere una crisi come questa con i vincoli posti dalla Bce e dalla Merkel, vincoli che la stessa Merkel evade dal 2007 nell’indifferenza della Bce, così rigorosa solo con noi. La Germania ha avuto sempre un trattamento di favore al punto che persino nel secondo dopoguerra, pur essendo la maggiore responsabile della seconda guerra mondiale, ebbe condizioni di favore dagli Stati uniti, condizioni che a noi sono negate.
Dopo la guerra gli USA permisero la ricostruzione tedesca annullando il debito della Germania e poi, 20 anni dopo, di nuovo dettero alla Germania condizioni privilegiate per sostenere le spese della riunificazione. La Germania ha sempre avuto deficit spaventosi e oggi il debito pubblico tedesco è di 2.147 miliardi, quando il nostro è di 2.148 miliardi, e in 10 anni il debito pubblico tedesco è cresciuto di 750 miliardi di euro. Eppure in Germania nessuno ha messo il pareggio di bilancio in Costituzione.
Il M5S vuole toglierlo dalla Costituzione perché è un freno fatale e non può certo lasciarlo votando il suo rinvio a due anni!
M5S: “Abbiamo votato contro l’austerità di Renzi. Il suo Def è solo l’ennesima manovra elettoralistica di un governo esecutore dei diktat di austerity imposti da Bruxelles, Francoforte e Berlino. Il M5S non può che votare contro un Def che abbatte gli investimenti pubblici e crea disoccupazione, un Def che vede ancora salire la pressione fiscale e non vede calare il debito, che nasconde l’austerity finanziaria dietro un paravento di promesse a vuoto. Il M5S andrà in Europa per far saltare il Fiscal compact e ricontrattare gli altri Trattati capestro che danneggiano gli interessi dei cittadini”.
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Cobra89
“18 miliardi di tasse in meno”… Cioè, se le poche aziende rimaste in Italia pur in crisi nera per mancanza di ordini e mancanza di liquidità dovessero assumere gente a tempo indeterminato solo perché lo Stato gli sconta contributi e tasse allora queste risparmierebbero 18 miliardi.
La cosa è ben diversa da come i media tentano di farla passare.
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Lunedì il Def è stato presentato alla Camera per la discussione
Essendo lunedì, l’aula era deserta. ormai a questi ‘onorevoli’ lavorare 3 giorni la settimana sembra ancora troppo. In aula c’erano solo i 5stelle.
Ora vedo tanti fedelissimi pronti a esaltare i propri partiti. Non meritano tanto zelo. In parlamento i loro partiti a discutere il DEF lunedì nemmeno c’erano!
A Genova i parlamentari 5stelle a spalare c’erano. La stampa non se n’è nemmeno accorta. Troppo intenta a dire che avevano fischiato Grillo, ma credete che se ci fosse stato Renzi, non lo avrebbero fischiato? Ma di onorevoli dei partiti a spalare nemmeno l’ombra. Dov’erano, visto che in parlamento per il DEF, lunedì, non ce n’era nemmeno uno?
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Mariapia Caporuscio

Gli italiani non avevano alcun bisogno di avere una marionetta più giovane al governo per continuare la devastazione iniziata venti anni fa da quel vecchio imbroglione, prestato alla politica dalla malavita organizzata. L’Italia aveva una necessità vitale di poter contare su una persona seria, capace, intelligente e soprattutto onesta che prendesse in mano la situazione. Questo paese aveva bisogno di un governo che non odiasse l’Italia come i precedenti, tanto da averla portata sull’orlo del precipizio e gli italiani alla disperazione se non persino al suicidio! Era impellente avere gente qualificata oltre che pulita, per recuperare non solo la dignità, (finita sotto le scarpe di quell’accozzaglia politica, ancora presente in Parlamento), ma anche per restituirle la sovranità nazionale e monetaria e strapparla dalle fauci di quel mostro chiamato “potere finanziario”, che sta stritolando non solo l’Italia ma l’Europa intera, trascinando nella miseria la popolazione colpevole di non essersi mai ribellata a questi abusi.
Il nostro era un paese con una qualità di vita invidiabile, prima che questi farabutti la sradicassero dalle fondamenta. Una popolazione civile, che non amava gli sprechi, ma oculata e capace di grandi sacrifici per pagarsi una casa, mentre questi usurai stanno togliendole persino quella, come se gli fosse stata regalata ad insaputa come succede a lor signori.
Come si può dopo aver assaporato la libertà, dopo aver passato anni sui libri di testo, dopo due guerre mondiali per creare una società più civile, tornare “pacificamente” al feudalesimo, dove i “signorotti” avevano il potere di vita e di morte sui sudditi, i quali dovevano lavorare tutto il giorno, in cambio di una scodella di lenticchie? Questi “potenti” che hanno studiato anni per raggiungere questo scopo, dovrebbero ricordare anche (oltre ai feudi ove imperavano) che quei “nobili potentissimi” furono decapitati nelle piazze parigine nel 1789 e che la cosa potrebbe ripetersi, ma a livello mondiale questa volta!
Svegliamoci! Lo Stato siamo noi ed è venuta l’ora di dimostrarlo! Sono le banche mondiali ad aver scelto dei farabutti a cui affidare il governo del nostro paese, esseri mediocri e privi di dignità, ridicoli buffoni per distrarre l’attenzione dai loro loschi affari. Cacciamoli! L’Italia appartiene agli italiani non alle banche mondiali! Se questi finti governi hanno dichiarato guerra alla popolazione non si può lasciarli combattere a senso unico, siamo figli di partigiani, torniamo a difendere la nostra nazione
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LAVORATORI LOW COST
Quello che sta succedendo nel mondo è il trionfo della follia sulla ragione, una contro-evoluzione inventata dalla ferocia del neoliberismo, che ha la pretesa di trasformare i lavoratori in merce usa e getta utilizzando una marcia indietro contro natura.
Da sempre gli uomini si sono adoperati per la crescita culturale e sociale e le scoperte erano utilizzate per migliorare la qualità di vita degli esseri umani. Fino al secolo scorso il tenore di vita dei figli è sempre stato migliore di quello che avevano avuto i loro padri. Si guardava avanti e si progettava il futuro con la certezza di un domani migliore e ciò rendeva serena e tranquilla la vita delle persone. Tutto questo fino a quando un’anomala e immorale entità, senza volto e senza patria ma in preda a delirio d’onnipotenza, si è impossessata delle nostre città, con la pretesa di riportarci indietro di secoli e su imitazione di Circe, (che trasformava gli uomini in porci) essi ci vogliono trasformare in macchine da lavoro low cost.
Questi personaggi, che per davvero sembrano usciti dalla fantasia di Omero, si credono proprietari del pianeta tanto da inventarsi un incubo chiamato “Nuovo Ordine Mondiale” e con questo sistema stanno realizzando lo sterminio della più intelligente creatura e del suo habitat.
Queste entità (Fondo Monetario Internazionale, Banche Mondiali, Commissione Europea) altro non sono che strutture illegali, contro legge non essendo state elette da nessuno, per cui sono prive di legittimazione e andrebbero denunciate per crimini contro l’umanità. A farlo dovrebbero essere i capi di Stato se non ne fossero anch’essi i promotori e anche se non contano un accidenti, degradati al ruolo di paggetti, restano in adorazione ai piedi di questi “Dei di cartone” quasi fossero in preda ad una follia collettiva. Ma è una follia accertata quella che sta succedendo alla classe politica mondiale!
E’ mai possibile che possa essere il mercato a dettare leggi ai popoli? E’ mai possibile essere costretti a gettare via gli splendidi prodotti nostrani per comprare a caro prezzo (triplo) le schifezze provenienti da paesi lontani? E’ mai possibile buttare la roba buona per mangiare quella piena di pesticidi e veleni? Allora se questa è “economia” se la guerra è diventata missione di pace, se la distruzione del lavoro lo chiamano riforme, se la povertà diventa progresso, se la cancellazione dei diritti diventa giustizia sociale, qualcosa di terribile deve essere accaduto al cervello degli uomini!
Chi fa cose di questo tipo ha per davvero perso la ragione!
Non si può negare che qualcosa di terribile deve aver colpito i cervelli della classe dirigente. Senza dubbio qualche pericoloso virus dev’essere penetrato nella scatola cranica di questa categoria e ne sta risucchiando il cervello, oppure dal cielo non piove più solo acqua ma qualche sostanza, che va ad agire in quella materia molle detto cervello essiccandolo, altrimenti non si spiega né il comportamento dei politici, né la mancanza di reazione della popolazione dinanzi a questa macelleria sociale. Vengono i brividi perché è come vedere un branco di leoni entrare in un asilo nido e i responsabili, piuttosto che mandarli via aprono le gabbie e chiudono le porte dietro loro, per impedire che escano anche i bambini.
E’ un massacro quello che questi governi stanno facendo contro la popolazione che si erano impegnati a governare: privarli del lavoro e di ogni diritto, soffocarli di tasse impossibili da pagare per derubarli di ciò che faticosamente erano riusciti a comprarsi, rovinargli il presente e privarli del futuro, costringere milioni di persone ad elemosinare un giorno di lavoro, spingere i ragazzi a scappare lontano da questo paese, gettare nella povertà l’intera classe media e costringere i vecchi pensionati a rovistare nei cassonetti mentre loro, si danno alla pazza gioia sperperando miliardi delle nostre tasse, in insensate e assurde follie.
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LA CASTA-CRAZIA
E’ il nuovo sistema che sostituisce la Democrazia ritenuta ormai demodé e non più sostenibile in un mondo moderno, dove la ricchezza non verrà più spartita, ma trasferita dal basso verso l’alto, dov’è giusto che stia. Sarebbe un vero spreco spartirla con miliardi di persone, che resterebbero povere comunque, per cui è giusto che finisca interamente nelle mani di pochi.
E’ questo il modello che si propongono i nuovi “statisti” spediti sul palcoscenico politico dai plutocrati per imporre (anche con l’uso della forza) la macellazione della classe lavoratrice.
Cancellando l’ultimo baluardo costituito dell’art.18 apriranno un’autostrada per raggiungere senza intoppi il traguardo, secondo il vangelo dei finanzieri e speculatori, così questi “servi” potranno ricevere la “mancetta” per il buon lavoro eseguito. Senza vergogna hanno scelto di trasformarsi da politici (come non sono) in becchini, costringendo al silenzio, alla disperazione e alla fame i connazionali!
Siamo dinanzi al trionfo di un regime che non è quello fascista o nazista ma peggio. E’ una casta-crazia che nega la sostanza sociale dell’essere umano, con l’assenza totale di ogni diritto e per rendere permanente la povertà. Si priva con questo sistema della dignità e della libertà la persona umana, perché laddove non esiste lavoro, giustizia, la possibilità di formarsi una famiglia, di avere una casa, di mandare i figli a scuola, di curarsi quando si sta male o addirittura di non poter mangiare quando si ha fame, non potrà mai esserci né dignità, né libertà!
Si è potuto raggiungere tutto questo, per colpa dell’ammontare delle bugie raccontate da tutta la classe politica, negli ultimi vent’anni. Governanti vergognosamente bugiardi, dove nessuno di essi si è mai impegnato, con qualche gesto di resistenza, contro il regime che stavano preparando. Purtroppo questi inutili e dannosi buffoni, hanno potuto contare sull’ignoranza (imposta da sempre agli italiani) che ritenevano gli statali dei parassiti e i sindacati interessati solo a sé stessi, inconsapevoli di fare gli interessi di chi con le divisioni della classe lavoratrice continua ad imperare ed è per questo, che pone tanta attenzione nel manipolarla a dovere! Questa gente è maestra nella mistificazione e quando ci vengono a dire che bisogna riformare il lavoro, si intende cancellarne le garanzie. Tutte le riforme apportate al sistema lavoro sono servite ad affossarlo il lavoro e insistere, significa che non hanno ancora raggiunto il traguardo: annientarlo del tutto.
La flessibilità doveva servire a far aumentare l’occupazione invece ha solo precarizzato i lavoratori. Le bugie hanno sempre la meglio perché la verità si scopre dopo, quando ci si ritrova con la busta vuota tra le mani o la lettera di licenziamento!
Altro che riformare per migliorare come continuano a bestemmiare questi schifosi, la verità vera è questa: dimezzare le retribuzioni e portare la classe lavoratrice ai livelli di schiavitù dei cinesi, venti ore alla catena e quattro per dormire!
Questa “dis-onorevole” sottospecie umana, divenuta serva del potere finanziario, che sputa sul piatto dove mangia (che è il sangue degli italiani), andrebbe messa dinanzi ad una scelta: o diventare lavoratori precari come tutti a mille euro al mese, senza privilegi né auto blu e avere noi, che siamo i loro datori di lavoro la facoltà di licenziarli al minimo cenno di protesta, oppure fargli fare la stessa fine di Luigi e Maria Antonietta!
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GLOBALIZZIAMOCI CONTRO LORO!
“Abbiamo solo bisogno di una bella crisi e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale” David Rockfeller.
La ferocia e l’odio di questi maledetti capitalisti contro gli esseri umani è senza freni e non ci consola sapere che schiatteranno anch’essi prima o poi!
Mi chiedo com’è stato possibile che i governanti europei si siano potuti fidare di questi esseri. Come potevano ignorare di avere a che fare con dei veri dannati, esseri fuori di testa che si nutrono col sangue della povera gente? Come hanno potuto diventare complici di questi banditi e permettere la realizzazione del più terrificante crimine contro l’umanità? Con quale coscienza hanno svenduto i propri connazionali a dei cannibali? Cosa gli era stato promesso per convincerli a compiere una simile atrocità? Ci si domanda se ne siano stati complici o vittime, anche se in entrambi i casi sono da condannare: se complici alla pena capitale per alto tradimento e se vittime, ad essere rinchiusi in un ospedale psichiatrico.
Hanno agito di nascosto, alle spalle dei popoli che governavano e questo la dice lunga, sulla loro buona fede. Certo potevano non conoscere le vere intenzioni di questi becchini, però esistevano già eclatanti esempi come l’Argentina e altri paesi dell’America latina, che personaggi a quei livelli non potevano ignorare. Questa imperdonabile leggerezza è costata il saccheggio economico, culturale, morale e civile dell’Europa e a sprofondare nella miseria i suoi abitanti. Oltretutto non finisce qui perché si sono fatti trasformare in zombie quali governanti fantasma, visto che questi bastardi hanno assorbito gli Stati e formato un proprio super-governo. Questo rende impossibile ogni forma di autonomia o di lotta per uscire da quella gabbia, in cui ci hanno rinchiusi. E’ dunque logico chiedersi il perché di questa cosa contro natura, come svendere la propria sovranità nazionale e monetaria. Se in buona fede o convinti di essere nel giusto perché agire di nascosto? Perché non farsi autorizzare dai diretti interessati (con un referendum popolare) un cambiamento così radicale che ribaltava totalmente l’esistenza stessa dei cittadini? Come si può non pensare che fossero più che consapevoli di quel che stavano facendo, tanto da ingannare la popolazione fino a comprare i media, affinché nascondessero le notizie alle loro vittime?
Ci siamo svegliati una mattina non più cittadini di uno Stato sovrano. Ci siamo ritrovati con una moneta che ci ha dimezzato stipendi e pensioni, dove lo Stato non era più padrone dei suoi soldi ma li doveva chiedere in prestito ai banchieri pagandoci sopra interessi da usura, rinunciando alla possibilità di stamparne in proprio quanto ne occorreva per il buon funzionamento del paese. Hanno stravolto le nostre vite, le nostre leggi e le regole che ci eravamo dati. Improvvisamente ci siamo ritrovati stranieri in casa nostra, dove ci veniva imposto un tenore di vita da terzo mondo e di cambiare abitudini come non eravamo abituati. Ci hanno costretti ad adeguarci noi ai livelli di vita miserabile delle migliaia di immigrati che si trasferivano nelle nostre città, piuttosto che dare ad essi la possibilità di raggiungere il nostro tenore di vita. Ci hanno imposto i centri commerciali al posto del negozietto sotto casa, per orientarci verso la quantità al posto della qualità trasformandoci in ingordi e pigri, facendo ingrassare le multinazionali e fallire le nostre piccole e medie imprese, globalizzandoci pure il cervello.
Insieme Stato e antistato sono riusciti ad offuscare l’orizzonte al continente più antico del pianeta, a infangarne la storia, ad azzerare la civiltà di una popolazione che aveva incantato il mondo con la sua arte. Sono stati capaci di rovinare l’esistenza e stroncare la voglia di lottare a milioni di esseri umani, seminando sofferenze tali da metterlo in ginocchio e non avere più la forza di reagire neppure alle violenze e agli abusi quali la perdita dei diritti, del lavoro, del futuro, della dignità, fino a costringerlo ad accettare come una fatalità, questo scempio. Un popolo che era stato capace di insorgere contro i potenti con quella celeberrima rivoluzione, che aveva messo in atto quel favoloso motto dell’Illuminismo: “Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza” dando inizio a governi democratici, decapitando l’arroganza di quel sistema feudale che questi miserabili demoni vogliono riproporre!
Globalizziamoci anche noi Cristo, dando il via ad un nuovo Risorgimento! Siamo milioni di teste in questa Europa, siamo più attrezzati di quanto potevano essere nel 1789 i nostri antenati. Non possiamo farci trasformare in vili e permettere a questi cadaveri nascosti
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LA FUGA DI TRAVAGLIO
Paolo De Gregorio

FINALMENTE! Contro i propri interessi economici e di visibilità mediatica, il miglior giornalista italiano si è sottratto al diffusissimo teatrino che dà la possibilità a incapaci, bugiardi e ladri di sfoggiare falsità su temi che proprio non andrebbero discussi.
Infatti, nel caso della ennesima alluvione a Genova, sgovernata da 40 anni dallo stesso partito (oggi si chiama PD, ma il gruppo dirigente è lo stesso), non c’è niente da discutere, c’è solo da andare in Tribunale e denunciare alla magistratura fatti, omissioni, incurie, da attribuire in toto a governatori, sindaci, assessori.
C’è da dire anche che i cittadini genovesi e liguri non hanno dimostrato grande intelligenza nella scelta del voto, né si sono mobilitati per imporre che si avviassero con urgenza i lavori di manutenzione straordinaria dei torrenti che attraversano la città, aspettando passivamente per tre anni, fino alla ultima successiva alluvione,
Spero proprio che questo gesto di Travaglio sia prontamente imitato dai giornalisti che di solito vengono invitati in queste arene mediatiche, sulla base di una evidenza confermata nel tempo, che essi non solo non sono utili al metodo democratico, ma danno visibilità e possibilità di affermare falsità ai peggiori esponenti della CASTA, senza che vi siano moderatori capaci di fermare con autorità e autorevolezza il flusso di menzogne, spacciando per democrazia una arena ululante dove prevale il più telegenico o il più pronto nella battuta o il più inquadrato da una regia compiacente.
Personalmente da anni non riesco a tollerare nemmeno un minuto di questi squallidi teatrini che riescono ad omologare verso il basso tutti coloro che vi partecipano in un minestrone di insulti, balle, frasi fatte, espressioni del viso a misura di inquadratura.
Per i giornalisti veri c’è un enorme spazio di inchieste sulle realtà del territorio, del lavoro nero, dell’evasione fiscale, della disoccupazione, della fragilità idrogeologica, dell’inquinamento delle zone dove i tumori aumentano e non ci sono nemmeno i registri ufficiali per valutare le cause.
Ci vuole un contrappeso alla dittatura mediatica privata e della RAI dei partiti che se la sono spartiti sottobanco.
Abbandoniamoli, non guardiamo i loro fotomontaggi della realtà, c’è una Rete immensa dove cercare informazioni credibili, dove confrontarsi con altri cittadini con argomenti e idee, senza la mediazione degli “esperti” che sono sempre a libro paga di qualcuno.
Caro Travaglio, non tornare con Santoro, vecchio trombone passato sotto tutte le bandiere, ormai hai una credibilità che non puoi lordare con quelle sceneggiate, vedrai che il tuo esempio sarà seguito e sarà l’inizio della fine per tromboni venduti e prezzolati.
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Desmond
Le menzogne di Renzi sono più plateali di quelle di Berlusconi. L’attacco alla costituzione è in corso dal 2013. L’accentramento dei poteri nelle mani dell’esecutivo è aperto e dichiarato. La neutralizzazione del parlamento e la sua riduzione ad un’aula sorda e vuota chiamata solo a ratificare le decisioni di un potere sempre più apertamente corrotto è una prassi pubblica. L’isolamento di chi non piega la testa e il dileggio fascista degli intellettuali che si oppongono trovano plaudenti solo i malnati. (Con Renzi sta nascendo un nuovo fascismo. Le pregiudiziali ci sono tutte e l’abolizione dell’articolo 18 è in linea).
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Bruno Tinti dice:
Ogni anno l’articolo 18 riguarda 40mila contratti, l’80% è stato risolto con un accordo, in 4.500 il lavoratore ha perso, in 3.500 ha vinto e in due terzi dei casi ha avuto il reintegro. La discussione in corso è importantissima perché riguarda 3mila persone l’anno in un paese come l’Italia che assomma metà dell’intera disoccupazione europea. Se non ci fosse la possibilità di scegliere tra reintegro e indennizzo, le offerte del datore di lavoro sarebbero meno generose. E soprattutto non si può dire che il dramma di 3.000 persone (all’anno) private dei mezzi di sussistenza sia irrilevante. Uno statista non confonde la real politik con il cinismo. Un politico sì. Ma, di gente così, l’Italia ha fatto il pieno.
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talia
Il TFR in busta paga, in un Paese come questo senza una struttura di sostegno sociale, quindi senza un reddito minimo garantito come in tutti gli altri Stati della UE, significa togliere ai cittadini anche questa piccola riserva da poter utilizzare nelle emergenze! essendo inoltre in atto una ulteriore penalizzazione dei diritti! Non ci sono parole !
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I VITALIZI DEI CONDANNATI
Thomas Mackinson

Vitalizi, è lunga la lista degli ex onorevoli pagati dallo stesso Stato a cui hanno rubato
Più volte in Parlamento si è parlato di abolire questa legge, ma i provvedimenti si sono sempre arenati: da Tangentopoli alle condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, ricettazione e persino inquinamento delle falde, è lunga la lista dei condannati in via definitiva che prendono la pensione da onorevole.
Gode di ottima salute l’esercito dei puniti dalla legge premiati in Parlamento. L’Italia che non spende perché in deflazione, quella che s’attacca agli 80 euro e alla promessa del Tfr in busta paga ne ha in quantità. E imperterrita continua a versare pensioni ai tangentari di ogni legislatura. Nessuno in vent’anni ha impedito la beffa che ormai è storica, sistemica e ciclicamente vien fuori a sfidare la resistenza dei cittadini.
Frigerio: quando dall’inchiesta sugli appalti Expo è rispuntato il suo nome, ha provocato. Frigerio, classe 1939 e diverse condanne sul gobbo, in realtà non se n’era mai andato. E dallo Stato ha continuato a percepire un vitalizio per i suoi cinque anni da deputato. Soldi che perfino oggi, tornato in cella per via della corruttela che accompagna la manifestazione milanese, gli vengono versati puntualmente, ogni mese. Ora si sa anche la cifra: riceve più di duemila euro al mese. La notizia era circolata dopo l’arresto e aveva suscitando un certo clamore. Perfino il presidente del Senato Pietro Grasso aveva avanzato la proposta di abolire i vitalizi agli ex parlamentari che hanno riportato condanne. La cosa, manco a dirlo, è finita sul binario morto con vari pretesti: le tecnicalità dell’abolizione (interrompere alla prima condanna o all’ultima?) e il rischio di incorrere nei rincorsi dei condannati pronti a far valere in aula un diritto acquisto e dunque intoccabile. Qualcuno che abbia rinunciato spontaneamente al beneficio? Nessuno. Gli onorevoli condannati e super-pensionati resistono a tutto.
Ma Frigerio è in buona compagnia. C’è un pezzo intero di Tangentopoli che riesce a conservare uno stile di vita ben oltre il dignitoso grazie a una manciata d’anni in Parlamento. Partiamo dagli ex socialisti. Scorrendo l’elenco si incontra l’assegno previdenziale che Montecitorio versa ancora all’ex ministro Claudio Martelli, una degli ultimi politici ad affondate in Mani Pulite. Condannato in via definitiva nel 2000 resuscita nei panni del filantropo, di consulente di ministri e del giornalista televisivo. Ma soprattutto pensionato di lusso: potrà permettersi di sperimentare tutti i suoi talenti anche grazie al vitalizio da 4.992 euro.
L’assegno in conto Tangentopoli va avanti con i nomi dei craxiani Giuseppe La Ganga (5mila euro), dell’ex ministro del Bilancio Pietro Longo (4.992) e poi l’ex sindaco di Milano, Gianpaolo Pillitteri. Mentre scontava la sua condanna per ricettazione, la Procura non gli consentì di presenziare al funerale del cognato Craxi. Ma nessuno gli ha mai impedito d’incassare la pensione da onorevole: 3.016 euro. Stesso trattamento è riservato al sodale Carlo Tognoli, pure ex sindaco di Milano e più volte ministro della Repubblica. Gianni De Michelis, condannato a un anno e sei mesi patteggiati per corruzione nell’inchiesta sulle tangenti autostradali del Veneto, incassa 5.517,59 euro. Tra i democristiani doc spicca il pensionato Forlani Arnaldo, delfino di Fanfani scivolato sulla maxitangente Enimont che gli costerà una condanna a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito. Ma non smetterà mai di guadagnare, grazie alla pensione da 6.062 euro, sempre nette. La stessa tangente costerà a Paolo Cirino Pomicino un anno e otto mesi cui si aggiunge la condanna a due mesi per corruzione nell’inchiesta su fondi Eni: la sua pensione costa invece oggi ai contribuenti italiani 5.573 euro (netti) al mese. Una delle foto che fecero scalpore negli anni di Tangentopoli ritraeva il deputato Dc Enzo Carra con le manette ai polsi. Era il 4 marzo del 1993. L’esposizione mediatica del parlamentare in manette scatenò l’indignazione antigiustizialista. Sarà condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni a pubblico ministero. Riabilitato, passerà nella fila del Pd e poi dell’Udc. Lasciato lo scranno, riceve 3.979 euro netti di pensione al mese. E nessuno si è indignato mai.
Di Renato Altissimo, vent’anni in Parlamento e gran collezionista di ministeri nella Prima Repubblica, si è tornati a parlare proprio quest’anno, quando insieme a Carlo Scognamiglio e Alfredo Biondi ha annunciato il vago e mai del tutto pervenuto movimento de “I Liberali”. Si riaffacciava alla politica pensando di aver chiuso i conti con la giustizia che a seguito di Mani Pulite gli aveva inflitto una condanna a 8 mesi per finanziamento illecito diventata definitiva nel 1998. La tesoreria della Camera dei Deputati gli versa la bellezza di 5.175 euro al mese. Altro liberale con la pensione d’oro è l’ex ministro Francesco De Lorenzo. Coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, per il quale ha avuto una condanna definitiva (5 anni) per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti, poi annullata dalla Cassazione per vizio di forma. Confermato invece il danno di immagine al ministero per 5 milioni di euro, soldi che lui sta ancora pagando allo Stato ma che dallo Stato, a ben vedere, arrivano: dopo 15 anni in Parlamento incassa una pensione da 4mila euro netti al mese.

Condannato per mafia, ma lo Stato paga ancora
Forse la pietra della scandalo sono loro. Quelli che anche se lo Stato li condanna per mafia come nemici, salvo trattative, poi li paga. Prendiamo tre parlamentari “eccellenti”. Marcello Dell’Utri, fuggiasco in Libano senza fortuna, attualmente soggiorna nella casa circondariale di Parma. Sconterà una condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e altri procedimenti a suo carico sono pendenti. I magistrati di Palermo che indagano sulla “Trattativa” danno ora la caccia alle ricchezze che avrebbe fatto sparire per garantirsi una latitanza dorata. Ma non sarà mai povero in canna. Perché anche se poi trovassero il suo tesoro lui potrà contare su un paracadute lanciato dalle istituzioni democratiche: per tutto questo tempo in cella, lamentando l’assenza di libri, continuerà ad accumulare il vitalizio che non decade mai e a lui garantisce ogni mese 4.985 euro netti. Così si realizza il paradosso per cui quella parte di Stato che si contrappone alla mafia si trova contra un altro pezzo di Stato, le istituzioni, che ne foraggia gli ufficiali di collegamento passati per sentenza.
Dell’Utri non è mica il solo. Senza un intervento legislativo l’andazzo sarà lo stesso per i Matacena, i Totò Cuffaro e tanti altri che la legge punisce e il Parlamento premia. Tra gli altri, Cesare Previti che ha subìto una condanna per corruzione in atti giudiziari e riceve un vitalizio di 4.235,89 euro. C’è anche Vito Bonsignore (3.162,24), condannato definitivamente a due anni per tentata corruzione. L’ex ministro Alfredo Biondi che ha patteggiato due mesi per evasione fiscale e lo Stato lo ripaga per questo “rendendogli” ogni mese 6.939,81 euro.
Se proprio non si vuole l’abolizione, così iniqua verso il giusto diritto alla riabilitazione del condannato, si potrebbe almeno modulare il beneficio secondo la pena o il reato accertato. Anche perché l’effetto di questo sistema perverso, alla fine, è il trionfo del politico con l’inclinazione a delinquere: più anni passa in Parlamento e più a lungo beneficia dell’immunità, più resiste alla legge, al tempo, alle pressioni per mollare la poltrona e maggiore sarà il suo vitalizio. E infatti quella propensione si sbizzarrisce mentre le cifre erogate restano saldamente ancorate ai soli anni di permanenza o di contribuzione. La collezione dei reati messa insieme dagli onorevoli vanta specie d’ogni tipo. Aldo Brancher, ex manager Fininvest e falco di Forza Italia poi condannato per ricettazione e appropriazione indebita. Brancher, già beneficiario dell’indulto 2006, nel 2010 a 5 giorni dalla nomina ufficiale tentò di far valere il legittimo impedimento per non presentarsi all’udienza del processo sulla scalata ad Antonveneta che lo vedeva imputato. Sarà il ministro più breve della storia. Per lui ci sono comunque 3.444 euro netti al mese. Il triestino Giulio Camber, militante nelle fila della destra integralista cattolica, è stato 26 anni in Parlamento, una vita di lavoro. Militante, ma condannato a 8mesi per millantato credito. La Cassazione ha stabilito che il senatore, nel 1994, si era fatto dare cento milioni di lire da una banca decotta sostenendo che “servivano a comprare il favore di pubblici ufficiali” ed evitare il commissariamento dell’istituto. Non è millantato ma effettivo, invece, l’accredito di 6.409,96 euro che riceve ogni mese dal Senato. In fondo alla classifica l’ex sindaco di Asti ed ex deputato Fi Galvagno Giorgio. Era stato condannato a sei mesi per inquinamento delle falde acquifere, omissione di atti d’ufficio e falso ideologico. Ha un vitalizio di 1.645,38 euro.
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DRAGHI CANDIDATO AL POSTO DI NAPOLITANO COMINCIA LA CAMPAGNA ELETTORALE

Draghi inizia la sua campagna elettorale per PdR parlando a favore dei lavoratori, peccato che un uomo del Bilderberg non sarà mai a favore dei lavoratori.
Prima di essere il capo della Bce, Draghi era capo di Bankitalia e Presidente del Financial Stability. E’ anche stato Direttore esecutivo per l’Italia nella World Bank e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta (organizzazione internazionale di finanzieri e accademici che decidono le sorti della finanza nel mondo istituita da Rockfeller).
E’ stato è stato Vice Presidente e Managing Director di Goldman Sachs.
Cosa vuoi che gliene freghi dei lavoratori?
Ci sono precise manovre europee per sostituire Draghi a comando della Bce con uno anche peggio di lui scelto dalla Merkel e che è banchiere della famigerata Bundesbank, per fare anche meglio gli interessi tedeschi e anche peggio i nostri (basti vedere cosa la Germania ha comandato sulla Grecia che è stata distrutta mentre le si ordinava di spendere miliardi per comprare armi tedesche).
Draghi può anche acconsentire a queste pressioni e lasciare la guida della Bce ma come contropartita vuole diventare presidente della repubblica italiana.
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Gabriella
Da quando in qua a Draghi interessa il voto degli elettori?
Proprio lui che è espressione di una struttura che non ha avuto bisogno di alcun consenso democratico, ma che rappresenta una ristretta oligarchia, che si autoproclama e si autoelegge, per condizionare pesantemente i governi dei paesi europei, una cricca che detta le leggi, dà ordini ai capi di stato, e decide anche dove deve intervenire la spesa.
Per esempio, i morti delle inondazioni di Genova passati e presenti ci dicono che l’Italia ha un grande bisogno di investimenti infrastrutturali, per proteggere il territorio e prevenire disastri. Ma Draghi non vuole, quindi, niente da fare, i morti li piangiamo noi.
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Viviana
In Italia ci sono ancora 24.534.088 lavoratori a tempo indeterminato, una fascia di lavoratori protetti (si fa per dire, perché Renzi introduce il demansionamento, il blocco degli stipendi e per molti la possibilità di trasferimento fino a 50 km). Questi 24 milioni di lavoratori con lavoro fisso danno molta noia sia a Renzi che a Draghi che faranno di tutto o per licenziarli o metterli in un precariato senza welfare.
Questo è il futuro di cui ci minacciano.
Intanto sono cominciati i giochi per sostituire Napolitano. E i media si stanno già adoperando per riferire qualche frase falsamente populista di Draghi che sarà presa dagli incauti con la stessa reverenza con cui vennero prese le frasi di Monti, il programma di Letta, le promesse di Renzi, nuove speranza seminate per facilitare nuove prese di potere che saranno sempre e come al solito a favore di quell’alta finanza che ormai comanda ogni nostro presente e rovina ogni nostro futuro.
Secondo il bilancio annuale della Bce, nel 2012 lo stipendio base di Mario Draghi è stato di 374.124 euro, pari a 493.694 dollari, mentre quello di Bernanke, secondo i dati di Bloomberg, è stato di 199.700 dollari. Draghi fa anche meglio del governatore della Banca d’Inghilterra, Mervin King, che nel 2012 ha avuto uno stipendio di 465.869 dollari.
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Giova
Dice Draghi: “I governi oggi hanno forti incentivi a riformare: se i governanti non lo fanno spariranno”.
NUNZIA DE GIROLAMO INDAGATA PER MAZZETTE E CORRUZIONE, E’ STATA NOMINATA VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLE AUTORIZZAZIONI DELLA CAMERA. AUTORIZZERA’ IL PROPRIO ARRESTO???
FEDERICA GUIDI DELOCALIZZA LE AZIENDE DI FAMIGLIA IN ROMANIA E DIVENTA MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Sì, Sì, Sì, SCOMPARIRANNO, EHH SE SCOMPARIRANNO!
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Ue: Juncker abbandona idea uso fondo salva stati per investimenti (Faz)

Gia’ sfiorita l’idea del presidente designato della Commisione europea, Jean Claude Juncker, di utilizzare il Fondo europeo salva stati (Esm) per aumentare gli investimenti nell’Unione europea. La retromarcia dopo l’adamantina opposizione della Germania. ”Juncker stopperà l’idea per diverso tempo” scrive il quotidiano tedesco Faz citando fonti Ue. Juncker ha annunciato un pacchetto di investimenti di 300 miliardi, l’idea era quella di usare, per un periodo di tempo limitato, parte delle risorse inutilizzate dall’Esm per sostenere l’attività di impiego della Banca europea degli investimenti (Bei).
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