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Saturday April 29th 2017

PROSTITUZIONE MINORILE- LE BABY SQUILLO

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MASADA n° 1522 18/3/2014- PROSTITUZIONE MINORILE- LE BABY SQUILLO

Blog di Viviana Vivarelli

Due pesi e due misure, il marito della Mussolini che ha abusato di due baby squillo – L’abuso dei minori – Direttive europee – Cosa si intende per pedofilia e prostituzione minorile- Vulnerabilità del minore e danni psicologici dell’abuso – La grave situazione italiana – Ipotesi di pene ai clienti delle prostitute- L’immoralità dei potenti alimenta l’immoralità dei cittadini- Leggi fatte per proteggere la delinquenza, non per reprimerla – L’Italia ha il più alto numero di minori sfruttati d’Europa – La corruzione in Italia e in Europa: nei provvedimenti siano diametralmente opposti – L’affare del secolo: fabbricare malati – Progetto di Grillo sulle MacroRegioni – L’incredibile congerie dei politici locali –Gigantesca campagna di stampa sui 4 dissidenti espulsi dal M5S- La dittatura della democrazia – Su Renzi, lo spregiudicato – Come si arriva al successo: la Madia- Ucraina

Brecht

“Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,

non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua”.


Michael Santers

I ladri riscrivono il codice penale,
super visori avvocati lamentano
condanne ignare del movente
e i Giudici s’appellano al vangelo
in fondo i condannati nel sub conscio
delinquono per ristabilire equità
cosa che i Rumeni in patria non possono fare
in fondo l’Europa è un sogno
e la malavita gli incubi a renderlo credibile

Nel vecchio continente bandite le armi
si combatte con patate, olio e formaggi
neutrale la Svizzera premia a cioccolato,
osservatori speciali i paesi Arabi
scrivono il tutto con inchiostro a petrolio
I migliori politici nella città eterna
i peggiori a Bruxelles a farsi le ossa
poi il sacrificio sarà premiato
in un paradiso fiscale
Persino i cani abbaieranno in unica lingua
cosa rifiutata da altri canidi, le volpi
legate ai loro dialetti per l’occulto
Oggi a dispregio chiamano antichi luoghi
ove natali d’eccelse menti
terre dei fuochi ma fra qualche anno
tutti elogeranno i grandi falò
omaggianti all’antica Roma

cosa che fece già Nerone
purtroppo con eccessivo amore
…….esagerò

.
Dal bel film ‘Viva la libertà’- citazioni

“Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”.

“Io sono qui per far sì che domani non si dica: “I tempi erano oscuri perché loro hanno taciuto!”

Il giornalista: “Ma in pratica, Onorevole, l’alleanza la farete oppure no?”
L’onorevole: “Il consenso, giovanotto, è una cosa seria… non ha niente a che fare con l’alleanza, l’unica alleanza possibile oggi è con la coscienza della gente!”

DUE PESI E DUE MISURE
Viviana Vivarelli

Se l’uomo comune fa sesso a pagamento con delle quattordicenni la pena è tre anni di galera. Credete che al marito della Mussolini che ha fatto ripetutamente sesso mercenario con due quattordicenni saranno dati tre anni di galera?
Un antichissimo principio del diritto dice “ignorantia legis non excusat”. Cioè il fatto che tu non conosca la legge non ti giustifica se commetti un reato,
La legge è superiore al singolo e va difesa in nome di un interesse collettivo che sopravanza quello che uno sa o dice di sapere.
Ma, per il marito della Mussolini, incorso nel caso di pedofilia, si cita un emendamento alla famosa legge di inasprimento delle pene per i pedofili fatta fare da Berlusconi, e guarda caso, è stata proprio la Mussolini che ha fatto introdurre nella legislazione italiana la scappatoia per cui il pedofilo che dice di non conoscere la minore età della sua partner sessuale andrebbe scagionato. E’ ovvio che se l’emendamento esiste fu fatto, a suo tempo, per scagionare Berlusconi dall’accusa di pedofilia nei confronti di Ruby e non solo (infatti alcuni testimoni hanno parlato di altre ragazzine portate alla fame di carne fresca dell’orco).
Ora proprio questo emendamento la sua legge frutto di servilismo della Mussolini verso il suo padrone le si ritorce contro, sempre che tra lei e il marito Floriani i rapporti siano di amore. La contraddizione è che un simile emendamento esca proprio da lei che spesso è insorta in Parlamento in difesa delle donne e delle vittime dei pedofili, mentre con esso è proprio il pedofilo di ragazzine che esce indenne. Insomma: fatta la legge, trovato l’inganno. E l’inganno è, guarda caso, sempre nel senso dell’impunità del potente.
E’chiaro che in uno Stato civile questa norma andrebbe immediatamente eliminata,
-in primo luogo perché contrasta un principio fondamentale del diritto e se fosse allargata ad altre fattispecie scagionerebbe l’autore di qualunque reato con la motivazione che ‘non sapeva’, che ‘non conosceva la situazione’, che non si rendeva conto di commettere un reato. E con ciò il principio fondamentale per cui l’ignoranza della legge non scusa, andrebbe a farsi friggere
-in secondo luogo questa legge, se esiste, offende le donne e le considera delle merci di cui chiunque può abusare
-in terzo luogo non difende le minori ma difende i loro abusatori, dunque non sta dalla parte delle vittime ma dei colpevoli.
A questo punto interessa relativamente se il marito della Mussolini sarà condannato o meno o se la moglie tradita lo caccerà di casa o lo conserverà come bel cimelio da mostrare ai figli che hanno l’età delle sue vittime, ma questo emendamento immorale deve essere abolito. E se non sarà abolito, gli attuali governanti scenderanno alla pari di questi pedofili. Ma credete voi che Renzi metterà in crisi il suo attuale patto con Berlusconi inimicandoselo con una raddrizzata a una legge storta? Si smetterà di parlarne. Punto. E la legge, se esiste, continuerà a far danno.

DIRETTIVE EUROPEE

In tutta Europa l’abuso sessuale su minori è considerato uno dei crimini peggiori. Solo in Italia si possono immaginare mostruosità come la legge della Mussolini che protegge gli stupratori.
Tre anni fa l’Ue decise di aggravare le pene a chi commette atti sessuali su minori. I 27 governi della Ue si impegnarono ad un giro di vite contro pedofilia e pedopornografia. La direttiva fu approvata quasi all’unanimità (541 sì, 2 no, 31 astenuti). Così dal 27 ottobre 2011 il Parlamento europeo impone ad ogni Stato europeo e dunque anche all’Italia di punire con il carcere una ventina di crimini. In particolare si beccherà 10 anni di prigione chi costringe un bambino o ragazzino a compiere atti sessuali o a prostituirsi. I produttori di pornografia minorile rischiano 3 anni ed i siti web di pedopornografia devono essere cancellati.
La direttiva europea, oltre ad inasprire le pene, crea nuove categorie di reati, come l’adescamento online ed il turismo sessuale, che nei 27 paesi della Ue può essere punito dai tribunali nazionali anche quando il reato viene commesso all’estero.
E l’Italia che fa? Assolve uno stupratore di minori perché dice di non sapere l’età della sua vittima?????

COS’E’ LA PEDOFILIA

Si parla di pedofilia quando c’è abuso sessuale con un bambino sotto i 14 anni e di parla di prostituzione minorile quando l’abuso avviene tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro o altro bene.
In quasi tutti i Paesi del mondo queste due fattispecie di reato sono considerate gravi e sono passibili di pene rigide .
La prostituzione minorile è la pratica attraverso cui un minorenne noleggia il proprio corpo per attività sessuali in cambio di un compenso o di qualsiasi altra forma di beneficio materiale. Ad agosto 2012 sono 158 i paesi del mondo entrati a far parte di tal protocollo, impegnandosi così a vietare la prostituzione minorile. La prostituzione minorile è un grave danno allo sviluppo psicologico e fisico del ragazzo o della ragazza, essi rimangono marchiati a vita dallo sfruttamento che essi fanno o che altri fanno fare loro del loro corpo, con conseguenze gravi sulla loro personalità e sul loro comportamento.
La convenzione n° 182 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro identifica nell’uso, nell’ingaggio o nell’offerta di minorenni a fini di prostituzione una delle peggiori forme di lavoro minorile: questa convenzione, adottata nel 1999, prevede che i paesi che l’hanno ratificata debbano urgentemente muoversi in direzione dell’eliminazione totale di tal pratica.


(il Floriani)

SITUAZIONE ITALIANA

Disgraziatamente l’Italia si vanta di essere, grazie anche al cattolicesimo, un paese che difende la famiglia e i figli, ma la realtà è ben diversa. Sono in crescita i casi di sfruttamento sessuale di minori, spesso ragazzine che sono indotte alla prostituzione o mercificano autonomamente il proprio corpo per avere beni di consumo, ricariche, vestiti, scarpe…si pensi alle ragazze dei Parioli, alle ragazze doccia di Milano, alle due ragazzine di Ventimiglia, ma il sommerso è enorme e comporta in misura minore anche una prostituzione minorile infantile, come nel caso di Paolini che abusava di ragazzini. Alcune ragazzine sono indotte alla prostituzione da adulti che procurano loro clienti avidi di carne fresca, altre si mettono su internet con foto piccanti ed entrano rapidamente nel giro della prostituzione.
Una quattordicenne di Como offriva via sms ai suoi compagni di scuola rapporti orali per 2,5 euro a prestazione Ci sono liceali di tutta Italia che offrono foto e video sexy in cambio di una ricarica del cellulare. Dietro queste storie spesso c’è un degrado familiare, come nel caso delle due ragazze dei Parioli divenute escort di lusso: dalle indagini emerge come la madre di una delle due spingesse la figlia a ‘lavorare’ e a disinteressarsi dello studio. Ma nella generalità sono ragazzine mentalmente e psichicamente non mature ma che si sentono già donne. I media stessi invece di condannare il fenomeno lo amplificano, fornendo idee su come vendere il proprio corpo.

Purtroppo i media si divertono a piazzare questi reati in prima pagina senza mai informare dei danni che la prostituzione arreca alle minori, essi difettano totalmente della parte pedagogica e questo, in una società allo sbando e senza principi morali come la nostra, provoca solo altra imitazione, allargando il reato.
Le baby prostitute, a causa o del loro incompleto sviluppo morale e mentale e con una capacità previsionale scarsa sulla loro vita futura, percepiscono il proprio corpo non come un valore da difendere e da rispettare, ma come una merce da mettere in vendita e far abusare, questo le porterà alla fine alla svalutazione di se stesse e indica una incompleta identità psico-corporea da cui conseguono diversi disturbi mentali (si pensi solo alla depressione pesante di Marilin Monroe, abusata da ragazzina), una mancata raffigurazione di sé come valore intrinseco e una costruzione falsificante dell’Io-immagine in relazione a cattivi modelli comportamentali offerti dai media, una sottovalutazione delle conseguenze, tipica di soggetti molto giovani e immaturi, un desiderio di superpotenza senza la capacità corrispettiva di capire le conseguenze dei propri atti e una mercificazione dell’esistente che distrugge ogni valore e significato morale della loro vita….
Chi approfitta di questa situazione per il proprio piacere, non abusa solo un corpo, abusa una persona ancora vulnerabile e incapace di capire.
Costui dovrebbe essere come minimo privato della patria potestà, perché è un potenziale distruttore di giovani vite.
Purtroppo è inutile vantare l’Italia come un Paese cattolico provvisto di principi morali. Il degrado etico e civile non fa che aumentare e i media ne sono responsabili quanto la classe politica, offrendo modelli di comportamento degradati e corrotti.
Ma quali modelli un giovane dovrebbe prendere come riferimento in un paese dove delle donne si esalta solo la parte fisica? Dove si fa sfoggio costante di pornografia? Dove non esiste spot commerciale che esalti qualche nudo? Dove si fa carriera vendendo il proprio corpo e prostituendo la propria coscienza? Un paese dove i peggiori sono a capo di tutte le istituzioni? I potenti non espiano le loro condanne? Un premier condannato dalla Cassazione e cacciato dal suo ruolo pubblico partecipa alla formazione delle leggi, girella per il Parlamento e si candida in Europa? Un Presidente delle Repubblica si permette di violare la Costituzione a ogni piè sospinto arrogandosi poteri di veto e di comando che non gli appartengono? Si fanno capi di governo non eletti dai cittadini? Il Parlamento pullula di condannati e di puttane? E si viene a sapere che “Berlusconi ha assunto più di 30 donne, in gran parte prostitute, ad assistere o partecipare ai suoi famigerati ‘bunga bunga’?
I pubblici ministeri hanno presentato i risultati di due anni di indagine sostenendo che Berlusconi ha intrattenuto in permanenze nelle sue residente veri harem di giovani modelle, attrici e starlette. E le invitate ai suoi famigerati party giravano o danzavano nude, si prostituivano con lui o altri ospiti in cambio di denaro, posti in tv, appartamenti, gioielli o cariche pubbliche.
Se prostituirsi porta anche alla carica di ministro, e se la Chiesa, per opportunità politiche, non ha mai fatto una campagna moralizzatrice contro tali costumi, invitando anzi a votare un simile soggetto, se membri stessi della Chiesa possono perpetuare scandali e pedofilia per decine di anni senza essere puniti, si capisce bene che il modello che un giovanissimo ne riceve non è certo dei migliori.

IPOTESI DI PENE AI CLIENTI DELLE PROSTITUTE

Che l’andazzo immorale sia questo e che chi sta nella Chiesa o nella politica ne esca sempre senza danno e non si decida a prendere provvedimenti seri di moralizzazione e tutela ma anzi approfitti del degrado aumentandolo, non è una giustificazione al fatto che questo debba continuare, anzi dovrebbe essere di incitamento per i cittadini perbene a lottare per una maggiore protezione delle donne e dei minori.
C’è un gruppo che si muove dal 2012 a livello del Parlamento europeo per introdurre in tutti gli Stati Ue delle pene ai clienti delle prostitute, in quanto la prostituzione anche quella volontaria è considerata una violenza sulle donne. Tutti gli Stati membri dovrebbero tenerne conto e adeguarsi al modello svedese ritenuto un efficace strumento deterrente della prostituzione.
Al momento il trattamento legale della prostituzione in Europa varia nei diversi Paesi. In alcuni Stati il compiere prestazioni sessuali a pagamento è illegale, mentre in altri la prostituzione in sé è lecita, mentre sono punite varie forme di favoreggiamento. In genere sono concessivi i Paesi dell’Europa dell’ovest e punitivi quelli dell’est. In Svezia, Norvegia e Islanda si intende punire il “cliente”. Lo sfruttamento, favoreggiamento, reclutamento o induzione: queste attività sono illegali in gran parte d’Europa. La prostituzione minorile e la costrizione alla prostituzione ed attività similari sono attività illegali in ogni Paese europeo tranne che in Svizzera dove la sola prostituzione minorile (se praticata da soggetti maggiori di sedici anni) è invece permessa.

Da Wikipedia
Il Modello proibizionista consiste nel vietare la prostituzione e nel punire la prostituta con pene pecuniarie o detentive. In taluni Paesi in cui è adottato questo modello, oltre alla prostituta viene punito anche il cliente. Si fa così in gran parte dei Paesi dell’Est Europa: Albania, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Georgia, Kazakistan, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Ucraina. Una variante è il modello Modello neo-proibizionista o “modello svedese”, adottato in Svezia dal 1999 e poi in Islanda e dal gennaio 2009 in Norvegia. Questo modello si fonda sulla criminalizzazione del cliente, con la punizione dell’acquisto di prestazioni sessuali. Il principio base è che la prostituzione è sempre e comunque una violenza dell’uomo contro la donna, anche quando la prostituta afferma di svolgere l’attività per scelta, consapevolmente.

Il Modello abolizionista consiste nel non punire la prostituzione né l’acquisto di prestazioni sessuali, ma al tempo stesso nel non regolamentarli, mentre si puniscono tutta una serie di condotte collaterali alla prostituzione (favoreggiamento, induzione, reclutamento, sfruttamento, gestione di case chiuse, etc.). Il sistema chiama lo Stato fuori dalla disputa, senza proibire o regolamentare l’esercizio della prostituzione, ma la vorrebbe scoraggiare attraverso la punizione di tutte le attività collaterali e la mancata regolamentazione. Questo modello è seguito dalla gran parte dei Paesi dell’Europa occidentale: Andorra, Armenia, Belgio, Bulgaria, Città del Vaticano, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, San Marino, Slovacchia, Spagna.
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Il Modello regolamentarista è un sistema teso a legalizzare e regolamentare la prostituzione con vari modi (come la statalizzazione dei bordelli, i quartieri a luci rosse). In 8 Paesi europei (Paesi Bassi, Germania, Turchia, Austria, Svizzera, Grecia, Ungheria e Lettonia) la prostituzione è legale e regolamentata. Ciò include spesso tasse e restrizioni, individuando luoghi preposti all’esercizio dell’attività e controlli sanitari obbligatori per la prevenzione e il contenimento delle malattie veneree e l’obbligo di segnalare attività e residenza.

Sono secoli che in Italia la donna non vale niente ed è considerata niente.
Sono secoli che una donna può far carriera solo grazie alla bellezza fisica e alla scarsa virtù morale, usando il suo corpo e le amicizie giuste per trarsi fuori dal nulla a cui Chiesa e Stato la costringono.
La Chiesa ha contribuito per la sua parte a questa disparità sociale, rinnegando, tradendo e emarginando le donne quanto più ha potuto.
In questi ultimi 20 anni Stato e Chiesa, invece di presentarci modelli retti di costumi e di vita, ci hanno avvelenato l’esistenza con comportamenti costantemente immorali e perennemente impuniti.
Abbiamo la classe politica più corrotta d’Europa e da essa si è riverberata sul Paese una morale al contrario che dice che con l’arroganza, l’illiceità di costumi, il cinismo e la sregolatezza si ottiene molto di più che col duro lavoro, il merito e l’eccellenza.
Su questo modello aberrante si sono articolate leggi che hanno perpetuato immoralità e malcostume al fine di mantenere, depenalizzare e proteggere i delinquenti al potere.
Cosa offre questo Paese ai giovani? Miseria, disoccupazione, umiliazioni, mancanza di futuro, abbandono…
In questo quadro squallido nessuna meraviglia se i soggetti più deboli e vulnerabili scelgono vie immorali o illegali. In fondo sono le uniche con cui il potere consente ai giovani di sopravvivere.

L’ITALIA HA IL PIU’ ALTO NUMERO DI MINORI SFRUTTATI D’EUROPA

L’organizzazione di volontariato ‘Save the Children’ ci dice che in Italia abbiamo il più alto numero di minori sfruttati, 2.400 a fronte ai 9.500 in Europa: sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio e attività illegali. Se pure queste ragazzine partono pensando di poter gestire la situazione in modo autonomo, cadono spesso in mano a sfruttatori che le portano sulla strada della droga e dello spaccio o le rivendono a paesi del terzo mondo.
La tratta dei minori percorre molte vie: la prostituzione, la schiavitù lavorativa, la collusione criminale, l’espianto di organi..
L’Italia non solo non è immune da questo terribile fenomeno, ma risulta essere prima in Europa per numero di vittime minorili. Questo deve spingerci a rafforzare le reti di protezione e le azioni di contrasto, intensificando gli interventi delle istituzioni e allo stesso tempo facendo crescere la consapevolezza civica su questa realtà degradate, esercitando attraverso i media, specie la televisione e la scuola, un’azione pedagogica di contenimento del fenomeno. Ma è a tutti chiaro che la televisione che è tutt’ora uno dei massimi poli di educazione della gente, non solo non mette in guardia sui rischi psicologici ed esistenziali di mali come la droga o il commercio sessuale, ma al contrario propone costantemente modelli degradati di vie facili al successo e alla ricchezza se non addirittura alla politica che passano attraverso l’abuso e il commercio di sé.
Molte delle minori vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale restano invisibili a causa della forte mobilità sul territorio, o perché spostate nei circuiti indoor (appartamenti, locali notturni, centri massaggi) o perché dotate di documenti che ne attestano false generalità.
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Purtroppo per una minorenne non esiste la ‘libera scelta’.
C’è solo una personalità debole e non ancora formata che non capisce ancora bene il risultato delle proprie azioni e che deve essere tutelata.
Dareste a una quattordicenne la patente?
Le dareste una pistola?
Le dareste il diritto di voto?
No, per chiare e ovvie ragioni.
Perché non è ancora adulta. Perché non capisce ancora quello che fa. Perché lo sviluppo fisico non corrisponde ancora a un completo sviluppo mentale e può farsi dei danni con comportamenti non idonei a una costruzione sana del suo futuro. Essa deve essere protetta, anche da se stessa.
Per lo stesso motivo non si può permetterle di abusare del proprio corpo. Perché non è ancora responsabile di quello che fa.
Purtroppo si dice a torto che l’Italia è il Paese della famiglia, purtroppo nei fatti l’Italia è un Paese che se ne frega della famiglia, disprezza la scuola e la porta al degrado, non tutela le madri lavoratrici, non protegge le famiglie di fatto, non considera e non prepara psicologicamente gli insegnanti, non predispone sufficiente assistenza pubblica per i casi critici. In Italia la famiglia tradizionale è un’utopia inventata dai cattolici e propagandata con manifestazioni fasulle come il famoso Family day dove c’erano personaggi berlusconiani del tipo della Mussolini e di suo marito.
Eppure la protezione della famiglia, delle donne e dei minori dovrebbero essere tra gli scopi precipui di uno Stato sano. Gli analisti sanno benissimo che il 90% dei problemi psichici gravi degli adolescenti hanno radici famigliari.
La famiglia che i cattolici integralisti esaltano spesso non esiste, La famiglia nei fatti è più spesso un non luogo, una situazione di abbandono, un inferno o un alibi ideologico di chi o una famiglia, come i preti, non ce l’ha, o di chi ciancia di fantomatiche famiglie per sfruttare la credulità popolare per scopi che con la famiglia non hanno niente a che fare.
In aumento i divorzi, le separazioni, i maltrattamenti in famiglia, i casi di mobbing, i femminicidi…Ma su questo la Chiesa tace e lo Stato si distrae.
La cultura italiana è bassa, il 43 % della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha solo la licenza di scuola media come titolo di studio più elevato e siamo molto distanti dalla media Ue del 25,8 % e sotto solo a Portogallo, Malta e Spagna. In Italia il 17,6 % dei 18-24enni ha abbandonato gli studi prima di conseguire il titolo di scuola media superiore.
15 milioni di Italiani vivono in condizioni di disagio economico.
I media sbandierano pessimi modelli di comportamento e inculcano il concetto che possedere è essere e che il potere è superiore a qualunque legge.
Per i giovani non esiste merito né futuro. Tutto è merce. Loro stessi si considerano merci.
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Il potere istupidisce
ma nessuno è tanto stupido quanto il suddito che continua ad accettare un cattivo potere

(Alessandro Mussolini un po’ di tempo fa)

RIDIAMARO :- )

Viviana
C’è chi riceve case in regalo a sua insaputa
C’è chi governa senza elezioni a sua insaputa
C’è chi va a minorenni a sua insaputa
C’è chi frega il fisco in 64 paradisi fiscali a sua insaputa
E chi a sua insaputa compra giudici e testimoni
Continuano a commettere misfatti in completa allegria
Quanti cittadini continuano a votarli a loro insaputa?
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Miguel Mosé
Prostituzione ai Parioli, il marito della Mussolini si difende:”E’ la nipote di Benito”.
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Ponchiaz
Dove c’è Balilla, c’è casa. Chiusa.
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Maxben56
Il marito della Mussolini: “Le ho chiamate, ma non ho avuto rapporti sessuali”. Raccontata da Berlusconi se la sarebbero bevuta in 10 milioni.
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Mantovan Ale
Il marito della Mussolini indagato per prostituzione minorile.
Ora può candidarsi in Forza Italia
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Ante volat
Dopo Credere, Obbedire, Combattere ecco Cercare, Telefonare, Trombare.

PROVVEDIMENTI CONTRO LA CORRUZIONE. ITALIA E EUROPA DIAMETRALMENTE OPPOSTI
Don Aldo Antonelli

In Germania Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco, condannato a tre anni e mezzo senza condizionale, per aver sottratto all’erario la “misera” somma di 27,5 milioni di euro, chiede scusa, si dimette e rinuncia al ricorso scegliendo la galera.
In Italia Silvio Berlusconi, condannato a quattro anni in via definitiva per aver evaso il fisco per un ammontare di ben 270 milioni di euro, denuncia la persecuzione, accusa lo Stato e i giudici e pretende di presentarsi come candidato alle prossime elezioni europee.
Hoeness, il “Pelé tedesco” con 269 partite, 86 reti, 3 scudetti e 18 anni da numero uno del Bayern, non solo non ricorre in appello, ma non viene nemmeno difeso dai suoi fans se, come recitano le cronache, fuori del tribunale di Monaco appena una sparuta minoranza si è presentata per protestare.
Berlusconi, presidente del Consiglio per ben quattro legislature, padrone di un impero imprenditoriale-mediatico ed economico che in Italia non ha eguali, froda lo Stato, defrauda i suoi azionisti e viene ostentato sull’altare del martirio come vittima di un sistema persecutorio.
Due persone diametralmente opposte nella sensibilità democratica e nel rapporto di correttezza. Due paesi geograficamente vicini ma culturalmente lontani anni luce. In Germania i meriti e le alte relazioni non pagano. In Italia è riciclabile anche la più bassa nefandezza.
In questo confronto, si badi bene, è in gioco non solo il discorso morale, là dove la differenza di comportamento segna i confini tra il lecito e l’illecito. Qui siamo di fronte ad un discorso culturale, là dove un ben diverso sentire costituisce il tratto di una differenziazione antropologica oltre che politica. Qualcuno, come il sociologo Piero Ignazi, parla addirittura di “trasmutazione antropologica”…; e non è un eufemismo.
Da più parti ci si domanda come sia stato possibile che un grande Paese come l’Italia, là dove è nato lo “ius” occidentale, il paese delle municipalità e del Risorgimento, abbia potuto consegnarsi ad un cantastorie millantatore, ad un corrotto-corruttore… Delusi da una politica autoreferenziale e a circuito chiuso, abbandonati da una Chiesa coriacea e arroccata attorno a se stessa, disaffezionati ai partiti diventati macchine pubblicitarie e allettati dalla ricchezza facile e spendacciona, già dalla fine degli anni settanta gli italiani erano in cerca di una tavola di salvataggio, quasi in attesa di un Messia.
Il merito del delinquente (mi permetta signor Brunetta, ma un condannato in via definitiva non so come altrimenti chiamarlo…) è stato quello di aver saputo intercettare questo vuoto ed indirizzare i figli degli “ex”, tramite i suoi tentacoli televisivi, verso la sua icona di “Salvatore della Patria”. Giunto al comando, ha, per prima cosa, trasformato il Parlamento in un bivacco di manipoli e li istituzioni in materia deformabile. Nella sua concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici in “servitori”, semplici esecutori dei voleri del capo.
Nel contempo ha vellicato gli istinti più bassi del popolo, violentandone la coscienza, fino a trasformare i vizi in virtù, mutando la democrazia in sultanato e, nuovo re Mida invertito, degradando il Bel Paese in suburra.
Filippo Ceccarelli, su La Repubblica del 22.3.2006 elenca in maniera puntuale e impietosa gli effetti di questa oscena gestione del potere e di conduzione della politica: “La decadenza di un intero popolo e della sua creatività, l’omologazione in basso dei costumi e delle credenze, gli ostacoli messi sistematicamente tre la gambe di chi ha meno di 30anni, lo scempio della moralità e delle regole, lo svilimento della costituzione, l’assassinio del bello, il servilismo appagato e appagante, lo “squadrismo culturale”, “l’immbecillità del nuovo ceto politico…”.
Oggi, dopo vent’anni di berlusconismo, si guarda all’Italia come si guardano i fuochi maleodoranti nelle terre di discarica della mafia. Con l’aggravante che questi, seppur inquinanti, riscaldano; quelli fanne venire i brividi. E se nei tempi addietro il problema che si poneva era di come “Resistere”, oggi il problema grave ed urgente che si pone è il come “Ricostruire”.

L’AFFARE DEL SECOLO. FABBRICARE MALATI
Paolo De Gregorio

Tutti noi oggi viviamo in un mondo globalizzato in cui l’aria, la terra, il mare, l’acqua, il cibo, sono gravemente inquinati, mortalmente nocivi alla nostra salute, a causa di produzioni industriali a carbone, radioattive, transgeniche, dagli inceneritori, dalle polveri sottili delle auto, che si mescolano e si riversano dappertutto, anche a migliaia di chilometri da dove vengono prodotte, rendendo impossibile qualsiasi produzione agricola veramente biologica.
I sistemi industriali che producono questo sfacelo non rispondono ad alcuna autorità, né nazionale né internazionale, e tutti i tentativi anche ai massimi livelli di limitare il disastro sono ridicolmente falliti.
E’ molto diffusa la totale rassegnazione dei cittadini rispetto ai fenomeni che distruggono la loro salute e le risorse del pianeta, in quanto ci si rende conto che sono l’economia e le banche a dettare legge e la politica che dovrebbe intervenire, con tutta la sua retorica sulla democrazia, non conta veramente nulla quando non è già a libro paga degli interessi delle multinazionali dominanti.
La dimostrazione più chiara di questa affermazione ci viene data del funzionamento del sistema sanitario-farmaceutico e di ricerca scientifica per la produzione di medicine, in mano a poche multinazionali, tutte potentissime con l’arbitrio assoluto di poter decidere in quale direzione orientare la ricerca, ossia tra cercare di guarire le malattie o mantenere le persone vive ma malate e dipendenti a vita dai farmaci. E la scelta è quest’ultima, in una logica estrema di profitto.
La salute umana, almeno quella dei poveri, è totalmente in mano a persone che hanno il cinico interesse di agganciare i malati alle proprie specialità medicinali, possibilmente a vita, senza più cercare la via della guarigione e tanto meno la causa delle malattie.
Al di fuori di queste entità multinazionali, che sono private, e quindi solo con fini di lucro, non vi è nessun contrappeso pubblico degli Stati, il cui interesse economico è esattamente l’opposto, ossia quello di ridurre la spesa sanitaria facendo prevenzione e finanziando istituti pubblici di ricerca sulle cause dei malanni dei loro cittadini.
Se ciò non avviene, anzi abbiamo anche il peso delle truffe a danno del sistema sanitario nazionale per il rapporto con le cliniche private convenzionate, significa che hanno trionfato sistemi criminali contro la salute, sistemi di ruberie di denaro pubblico, e non vi è una sola forza politica che chieda l’abolizione delle convenzioni con i privati e tanto meno la costituzione di una potente struttura di prevenzione che parta dalle scuole, sia a livello informativo, che porti al possesso di una carta individuale elettronica che riporti indagini mediche da fare almeno una volta l’anno dai 5 ai 18 anni.
Ogni euro investito in educazione sanitaria, sessuale, alimentare, controlli medici, ne farebbe risparmiare mille al nostro sistema sanitario nazionale e la responsabilità di questa mancanza è esclusivamente e totalmente di quella mala politica che se ne frega della salute dei cittadini e viene profumatamente pagata dalle lobby farmaceutiche per lasciare le cose come stanno. Non è che non sono capaci di fare prevenzione, sono pagati per non farla.
La gente come me viene spesso etichettata con il termine generico di antipolitico, come se l’attuale politica non meritasse il più grande disprezzo per la sua cialtroneria, per il suo cinismo, le sue ruberie, la sua incapacità di risolvere i problemi.
Sono fiero di essere contro la vecchia politica. Abbiamo bisogno che la politica si interessi dei problemi reali dei cittadini, di cui la salute è al primo posto, che non diventi mestiere, che si rinnovi continuamente e che la base degli iscritti sia chiamata a decidere e votare per ogni cosa importante. E’ questa la buona politica, la sola di cui i cittadini onesti possono avere fiducia.

PROGETTO DI GRILLO SULLE MACROREGIONI

Ovviamente il disegno dei 5stelle non accorperebbe le Regioni che sono già grandi ma creerebbe una divisione regionale migliore di quella di adesso che penalizza le Regioni più piccole, conserva privilegi ormai obsoleti, e penalizza indifferentemente il sud. Con una suddivisione più equilibrata sarebbero avvantaggiate Regioni oggi dimenticate come la Basilicata, il Molise o le Marche e si potrebbe dare finalmente una maggiore autonomia nelle comunicazione, come nella sanità o nelle università. Si pensi solo che Matera non ha nemmeno un treno che la raggiunga, che tutto il Sud è privo di consultori, che mezza Italia deve spostarsi a nord per ricevere cure oncologiche, che in troppe zone mancano istituti superiori o universitari.
Il progetto non ha nulla di simile al federalismo leghista e non è nemmeno una forma di federalismo, porterebbe semplicemente una maggiore equità tra le varie parti del Paese, eliminando la separazione ormai arcaica e iniqua tra Regioni ordinarie e Regioni a statuto speciale, e creerebbe unità territoriali autonome senza gli scompensi attuali. Se poi si volesse dare rappresentanza centrale a queste Regioni si potrebbe trasformare il Senato in un Senato delle Regioni, così come avviene nel federalismo tedesco, invece di eliminarlo tout court come intende fare Renzi.
Come si è visto, però, gli Italiani hanno travisato in pieno il disegno di Grillo e lo hanno equiparato al federalismo secessionista di Bossi oppure hanno tirato fuori motivi di campanilismo che, se portati alle estreme conseguenze, formano paradossalmente un secessionismo localistico della peggior specie. E’ chiaro che se si entra nelle differenze campanilistiche non se ne esce più. Dal punto di vista microlocale Trecase di sopra è nemici di Trecase di sotto.
Le MacroRegioni non dividono l’Italia. Semmai la uniscono e migliorano aumentando i diritti delle realtà locali meridionali o troppo piccole che oggi sono disertati a favore o del nord o di una visione romanocentrica. Purtroppo attualmente la tendenza dei partiti è proprio quella di accentrare tutto a Roma, derubando di potere finanziario e politico le Regioni nella tendenza verso un semipresidenzialismo che sarà letale.
Lo stesso patto di stabilità è un grave freno alle autonomie regionali che pure sono previste dalla Costituzione.
Le MacroRegioni rendono più agevole la democrazia diretta e presentano un rispetto delle realtà territoriali maggiore di quello che ha prodotto lo Stato attuale centralizzato.
In quanto alla divisione regionale attuale, è lampante come essa sia alquanto sbilanciata. Che senso ha parificare Regioni popolose e industriali come la Lombardia con altre poco popolare, piccole e a scarsa industralizzazione come il Molise?
E’ vero che una divisione in MacroRegioni era stata pensata anche da Miglio, ma il suo fine era il federalismo e la secessione con lo schiacciamento di diritti del Sud, o addirittura mezza Italiana data legalmente in mano alla mafia; qui non si parla di federalismo né di secessione, e potremmo avere, invece, la rivalutazione delle realtà locali meno considerate e un modo di dare rispetto ed equità alle diverse parti del territorio.
La presunta unificazione d’Italia è stata solo una piemontesissazione che nel tempo è diventata una romanizzazione, ed è inutile evocare unità teoriche, inesistenti sia legalmente che finanziariamente. Lo stesso porcellum penalizza alcuni elettori in quanto il premio di maggioranza è stato diversificato regionalmente per dare a certi partiti la vittoria, senza alcuna considerazione democratica.
Nei fatti l’Italia è sempre rimasta divisa in tre parti: le zone industriali, la burocratizzazione romana e il sud mafioso.

Il M5S ha tentato invano di togliere le Province (ce lo aveva chiesto anche l’Europa) che porterebbero da sole a un risparmio di 17 miliardi l’anno. Quello che Pd e Pdl hanno fatto è stato al contrario cambiare loro nome, mantenendole come greppie politiche, e togliendo ai cittadini il diritto di eleggere di presidenti di Provincia che saranno ‘nominati’ dai segretari di partito, così come saranno ‘nominati’ da loro i Senatori, qualora passasse il progetto di Renzi di abolire il Senato o annullare il diritto degli elettori di eleggere i Senatori. Se a questo si aggiunge l’Italicum che peggiora il porcellum, mantenendo il furto di sovranità e le liste fatte dai segretari politici senza le preferenze elettorali, si vede chiaramente come questa partitocrazia marci compatta per una progressiva distruzione della democrazia.
Renzi mente quando dice che eliminando il Senato si risparmia in miliardo che ci costa per la sua elezione. A parte che questa avviene ogni 5 anni e che il costo complessivo di Camera e Senato è di 400 milioni, ci sono ben altri modi per risparmiare, senza intaccare la sovranità popolare e ridurre la democrazia!
Si pensi solo al regalo immondo che i partiti hanno fatto ai gestori delle slot machine rei di evasione fiscale per 98 miliardi. O all’abolizione reale delle Province che costano ‘ogni anno’ 17 miliardi e che non sono state toccate.
Il M5S ha tentato invano di chiedere la fine di altri sprechi come l’accorpamento dei piccoli Comuni. 1500 di questi sono infinitesimi ed è uno spreco inutile non accorparli, così come è uno spreco non accorpare piccolissime Regioni. La congerie di consigli comunali e regionali più altri enti locali è gigantesca, con una enorme spesa complessiva per palazzi, addetti, emolumenti, e una proliferazione di soggetti parassitari che non ha l’eguale in Europa e che produce un milione e 300.000 politici nella massima parte inutili che gravano con le loro famiglie e i loro sprechi e privilegi sulle casse dello Stato.
Abbiamo in Italia 1500 Comuni italiani piccolissimi e del tutto ridicoli, dove spesso il numero dei politici supera di poco il numero dei cittadini, abbiamo un consiglio comunale persino in un Comune di 36 abitanti ! Questa massa sterminata di burocrati è la zavorra che affoga l’Italia.
Ma mi pare fuori di dubbio che anche l’attuale divisione regionale sia piuttosto bizzarra.
Si mette a confronto una Lombardia industrializzata con 20 milioni di abitanti con un povero Molise che ne ha solo 313.000. Non c’è senso! La sperequazione è evidente!
In più anche a 60 anni dalla repubblica e nella crisi attuale si continuano a mantenere le Regioni a statuto speciale con assurdi privilegi che oggi non hanno più ragione di esistere.
Si equipara una Val d’Aosta montuosa e con 3.263 chilometri quadri a un Piemonte che ne ha 25.000.
Una nuova divisione regionale potrebbe porre fine a tante sperequazioni e dare a un Senato delle Regioni un motivo in più di esistere.
Ci aggiungiamo un porcellum che dà premi diversi per Regione….
Capisco che alcuni per partito preso bocciano qualunque modernità ma qua siamo già a situazioni conclamate di disparità sia a livello di attenzione di governo che elettorali.

L’INCREDIBILE CONGERIE DEI POLITICI LOCALI

Oltre a correggere l’attuale disparità tra le Regioni italiane e l’assurdo delle Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), immagino che Grillo abbia in mente il Parlamento svizzero, formato da due Camere: il Consiglio nazionale (200 seggi) e il Consiglio degli Stati (46 seggi). Nel Consiglio nazionale i seggi sono distribuiti proporzionalmente alla popolazione dei vari cantoni; per il Consiglio degli Stati, ogni cantone ha a disposizione due seggi
mentre per i semi cantoni uno solo. Ciò fa sì che le decisioni dell’Assemblea federale siano prese secondo la volontà sia dei cantoni che del popolo.. Ma la Svizzera è uno stato federale, l’Italia no.
Le Regioni italiane sono 20, alcune piccolissime e prive di autonomia.
I COMUNI ITALIANI sono 8.101 (basterebbe accorpare i più piccoli per avere un secco risparmio. Abbiamo comuni persino con 40 abitanti!!)
I DIPENDENTI COMUNALI sono:
8.101 sindaci per un totale di 191 milioni di €
8.101 vice sindaci per un totale di 64 milioni
49.062 assessori per un totale di 391 milioni 119.078 consiglieri per un totale di 28 milioni
7.998 presidenti di consiglio per un totale di 27 milioni
192.221 dipendenti statali per un totale annuo di 702 milioni di €
I DIPENDENTI PROVINCIALI (le Province sono enti inutili ma anche la Lega vuole conservarle):
104 presidenti di giunta che fanno 6 milioni di €
104 vice presidenti di giunta che fanno 4 milioni di €
894 assessori per un totale di 36 milioni
3.001 consiglieri per un totale di 63 milioni
104 presidenti di consiglio per un totale di 4 milioni
4.207 dipendenti statali per un totale annuo di 115 milioni
Poi ci sono i costi vari, e le Province, che nemmeno la Lega vuole abolire, ci costano 17 miliardi l’anno

COSTO DIPENDENTI COMUNITA’ MONTANE
4.200 assessori per un totale di un milione
12.800 consiglieri per un totale di 70 milioni
17.000 dipendenti statali per un totale annuo di 71 milioni.
C’è un discorso di equità amministrativa e di pesi regionali.
L’attuale amministrazione italiana è alquanto grottesca e sperequate con una congerie di enti inutili, o doppi o interferenti. Mi pare giusto che la si voglia ammodernare e sveltire e si potrebbe cominciare dal ridisegnare in modo più equilibrato le Regioni, abolendo le Province, abolendo le Regioni a statuto speciale
creando MacroRegioni aventi pesi e numeri di maggiore parità reciproca.

C’è poi un discorso di autonomie e poteri regionali.
Oggi la tendenza è quella di marciare verso uno stato accentratore e romanocentrico in cui i diritti delle Regioni sono progressivamente annullati a favore dei diktat di Roma.
Col patto di stabilità si è vietato alle Regioni di spendere per il loro fabbisogno.
Con leggi successive è stata limitata la loro facoltà di azione incidendo anche su libertà sancite dalla Costituzione.
D’altro canto la Lega già attualmente ha legiferato nel senso di permettere secessioni a livello locale (Comuni che decidono di appartenere a Regioni diverse)
Per cui da una parte si è tolto loro potere decisionale, dall’altro si sono favorite tendenze centripete.
Si è parlato di leghismo, ma a torto. Si dimentica che la democrazia diretta si collega al pensiero no global e al localismo, che comporta rispetto e valorizzazione delle realtà locali e se questo c’è a parola anche nella Lega, non significa nulla. Non è che male e bene sono divisi nettamente a metà.
Si pensi alla Svizzera. La Svizzera è uno dei pochi Stati a struttura federale del mondo, 25 su 192 stati aderenti all’ONU (ma il suo federalismo non ha nulla a che vedere con quello auspicato dalla Lega). In Europa solo Germania e Austria sono veri Stati federali. Di abitanti la Svizzera ne ha 8 milioni, è uno dei Paesi più ricchi al mondo e ha molte più differenze interne e difficoltà di base di noi: 4 lingue ufficiali e molti dialetti, molte etnie, 5 religioni maggiori e altre minori, 3 zone culturali diverse, 26 cantoni sovrani con spiccate differenze, 74 montagne sopra i 4000 m. e il 22,7% di immigrati, più di ogni Paese europeo, noi ne abbiamo l’8%, per cui la Svizzera ha quasi il triplo di immigrati di noi. Non mi pare che tutte queste particolarità rispettate nel sistema dei cantoni tolgano compattezza o unità alla Svizzera. Del resto le MacroRegioni sono uno dei modi per applicare più agevolmente la democrazia diretta. Ed è chiaro che potrebbero trasformare il Senato in una Camera di rappresentanza locale, mentre non si capisce a quale miglioramento porterebbe la sua abolizione secondo le intenzioni di Renzi.
L’intento della Lega era la secessione, quello di Grillo è un aumento dei poteri locali.
Tant’è che della Lega è stata realizzata una legge che permette a un Comune di cambiare Regione. Tuttavia anche la Lega evocava un Senato delle Regioni.
L’intento, invece di Renzi e compagnia è quello di abolire il Senato e di accentrare tutti i poteri a Roma e, qua, nel presidente del consiglio, secondo un trend presidenzialista
Nel corso di questi 20 anni dovrebbe esser chiaro a tutti che i poteri e i diritti locali sono stati defraudati (si vedano solo le sottrazioni fiscali!).
Grillo dunque contrasta sia questo desiderio di stato romanocentrico che la spoliazione progressiva del potere locale previsto, tra l’altro, dalla Costituzione, senza che il 60 anni le sue leggi quadro siano state completate da leggi di esecuzione.
Il ritorno al localismo, del resto, come rispetto delle realtà del territorio sta nelle corde del pensiero no global, che vede in un localismo rispettoso delle differenze e portato a eliminare le minorità e le deficienze di attenzione, la via migliore per rispettare i diritti di tutti (non del solo nord leghista), contrastando sia le emigrazioni che le iniquità e permettendo a tutte le realtà locali di esercitare dal basso quel diritto di sovranità popolare che la democrazia diretta considera fondamentale.
Sia ben chiaro, nel pensiero dei 5stelle come nel pensiero no global, l’universalità dei diritti si è sempre coniugata col rispetto delle differenze locali e col rispetto del territorio, senza che questo contrasti con alcun principio fondamentale di unità della Nazione!

Max
I vari giornalai di regime attaccano Beppe per il post dove, dopo una analisi della attuale situazione politica e sociale e storica del nostro paese, afferma ” Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di MacroRegioni”. Peccato che sia stato omesso che “La MacroRegione appare con tutta evidenza come una grande opportunità” secondo lo stesso PD, che si esprimeva così il 20 Febbraio 2014 “MacroRegione del Sud per unire le forze”. e parlava di strategie macroregionali come di un percorso obbligato. Questa era una delle tante promesse elettorali prima delle elezioni politiche, una delle tante che sono state poi dimenticate anzi avversate, solo perché le faceva proprie il M5S.
Così, se a parlare di MacroRegioni è Grillo, è un leghista fascistoide, se a farlo è il PD battiam battiam le mani. Questa è l’Italia dei furbi e degli sciocchi.
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Renzi e compagnia cantante stanno marciando verso uno stato accentrato tutto in Roma e a Roma nel presidente del consiglio (presidenzialismo con svalutazione del Parlamento). Grillo sta cercando di rovesciare la piramide romanocentrica che sta spogliando totalmente i poteri locali, oltretutto in modo anticostituzionale visto che la Costituzione prevede una serie di autonomie locali che sono attualmente violate (vedi il patto di stabilità e le ripartizioni fiscali) a favore di Roma.
Se si leggono gli articoli della Costituzione sulle Regioni si vede che gli articoli tendono ad avviare le Regioni a una progressiva autonomia, ma in questi 20 anni questo Movimento è stato invertito.
Oggi c’è una piramide sempre più assolutistica in cui il potere è accentrato tutto in alto. La democrazia diretta, in opposizione, capovolge la piramide del potere, rende al popolo la sua sovranità, allarga i diritti dei cittadini, rende loro il potere decisionale, la sovranità che loro spetta in base alla Costituzione democratica.
E’ abbastanza evidente che quello che Pd e Pdl hanno fatto in questi 20 anni è stato proprio riportare l’Italia a una situazione feudale di baronie, trasformando una Repubblica in un regime oligarchico di stampo medievale.
C’è stato un accentramento di potere che ha esautorato progressivamente i cittadini, svuotando tutti i loro organi rappresentativi. Contro questo tentativo di tirannide si erge appunto la democrazia diretta.

Grillo non vuole un’Italia federale e nemmeno tende a forme di secessione di tipo leghista, vuole solo rendere al territorio i suoi diritti e poteri, che Pd e Pdl stanno distruggendo. Vuole magari attualizzarle la Costituzione. Ma questi la Costituzione ormai l’hanno messa al cesso.
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Io non sono a favore di un federalismo italiano, anche in considerazione di zone dominate da mafia, camorra e ‘ndrangheta, ma qualcuno ha detto che il federalismo è medievale e su questo ho dei dubbi.
La Svizzera ha 26 cantoni sovrani.
La Germania ha 16 stati federali.
L’Austria è una repubblica di 9 stati federali.
Vi sembra che questi Stati siano medioevo??

GIGANTESCA CAMPAGNA DI STAMPA PER I 4 DISSIDENTI ESPULSI DAL M5S

Un contadino trovò tra le stoppie una serpe irrigidita dal freddo.
La raccolse e la scaldò in seno.
Quando la serpe si riprese, morse il contadino col suo veleno e lo uccise.
Meglio sarebbe stato che, riconoscendo la sua pericolosità, se ne fosse liberato molto prima.
E non avrebbe avuto molto senso ascoltare chi lo accusava di scarsa sensibilità.
Perché la prima regola nella vita è l’autodifesa.
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Stefano di Giammarco
Il M5S è democratico, per questo toglie la delega di parlare in nome del Movimento a quelli non mantengono il patto elettorale stipulato con chi li ha votati (altro che diritto di critica! Nessun accordo con i partiti è la ragione per cui sono stati eletti). In America una pratica del genere è formalizzata e l’istituto che la esprime si chiama recall che è quanto di più democratico possa esservi. Capisco che occorre dar tempo ai cittadini di comprendere la differenza che passa tra la democrazia e la partitocrazia per cui è forse bene capire che il M5S è antipartitocratico ma non antidemocratico.

Daniel Fontesque
L’alternativa ad un “Movimento” quale sarebbe?
L’ingessatura all’interno di un PD nel quale “albergherebbero” soggetti come “Civati”, “Damiano”, “Cuperlo”, “Bersani”, lì, dalla mattina alla sera a dichiararsi contro le larghe e lunghe intese, a dichiararsi contro gli inciuci con Berlusconi, a dichiararsi contro le politiche delle destra, contro le scelte di Renzi, e poi, di fatto, bovinamente, votare “urbi et orbi”, certe nefandezze dalle quali dicono che vorrebbero prendere le distanze? Sarebbe lì, in un partito come il PD, che si dovrebbe scorgere quella non prevaricazione, non “dittatura” della maggioranza?
Ci sarebbe meno dignità in quei quattro Senatori espulsi, e in chi li ha espulsi, che non in quei “Civati” e “Cuperlo” che restano in una compagine a fare e rappresentare ciò che non corrisponde ai loro pensieri, alle loro volontà?
Per ogni filo d’erba in meno che nascerà, ci sarà per altri la certezza che altri fili d’erba nasceranno.
E che vogliamo pensarla, come Napolitano, che non ci manda a votare perché, tanto, non cambierebbe niente?
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Rasti 2
La coerenza se la sono scordata tutti quanti, specialmente chi fino ad oggi ci ha governati dal vertice fino al più piccolo consiglio comunale, parlo anche delle “opposizioni”. Di coerente in Italia non c’è più nessuno. Assistiamo tutti i giorni a dichiarazioni, comizi, esternazioni, interviste di gente che dispensa soluzioni, alleanze, accordi che puntualmente a seconda di come cambia il vento vengono stravolti. L’esempio più recente è alla presidenza del consiglio dei ministri. Il Senatore Orellana è da quando è stato eletto che vuole accordarsi col PD, lo ha manifestato dopo lo streaming con Bersani e in tutte le altre occasioni in cui il M5S ha chiuso la porta in faccia al PD, ultimamente con le consultazioni FARSA di Renzi. Orellana è libero di manifestare la sua opinione e di prendere accordi con il governo D’Alema-Berlusconi-CL con a capo un pupo, che lo faccia, ora è libero di farlo. NOT IN MY NAME. TUTTI A CASA!
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Viviana
Nel M5S chi viene eletto deve rispettare dei principi fondamentali, uno di questi è implicito e detta la lealtà sia al Movimento che agli elettori.
Chi viene meno a questo precetto è come il legale di un privato (un avvocato o amministratore o commercialista) e se, invece di eseguire il bene del suo cliente, agisce in modo da rovinare la sua reputazione e i suoi interessi, è giusto che quel cliente lo licenzi, perché non è più affidabile.
Chi critica questa possibilità ha dimenticato il rapporto di lealtà che lega l’eletto coi suoi elettori. Essi lo hanno eletto per fare certe cose e non altre e dovrebbero avere il diritto di licenziarlo se agisce contro quanto si è impegnato a fare e reca loro danno. Se quello che hanno fatto gli elettori del M5S avessero potuto farlo gli elettori di tutti i partiti e avessero potuto licenziare quelli che li avevano traditi, in Parlamento resterebbero in pochi. Ma credo sia proprio questa ventilata possibilità che spaventa tutti i nemici di Grillo e li renda così feroci: poter pagare per il male commesso e non, come è avvenuto fino adesso, perpetrare il male senza pena alcuna.
Io credo fortemente che il bene e la sopravvivenza di un insieme siano superiori all’arbitrio di qualcuno. E se l’insieme si sente minacciato dal comportamento di un suo membro che da sempre gli ha fatto solo danno, credo fortemente che sia suo diritto e dovere disfarsene.
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Gianmario Lucini
La gente ha voglia di sogni, la gente crede alle balle di sempre. La gente ha perso Dio ma ha trovato i ciarlatani della politica e dell’economia. La gente, impiegati e operai, crede e non crede, s’incanta, si sveglia, s’indigna, protesta. I poveri invece
pagano sempre per tutti e in silenzio perché i poveri non sono la gente e non s’intruppano a protestare, hanno imparato soltanto ad arrangiarsi senza fiatare.

DITTATURA DELLA DEMOCRAZIA
Viviana Vivarelli

La democrazia è quel sistema dove la maggioranza dei cittadini decide.
E finora non è stato trovato alcun sistema migliore.
Si prende come prototipo il sistema degli Stati uniti d’America. Ma i padri della democrazia americana erano degli élitari che temevano la libera scelta dei popoli e guardavano con occhio torvo al suffragio universale, per questo fino ai giorni nostri misero in atto stupidi pretesti per limitarne l’uso affinché i più poveri o i meno istruiti o quelli che pagavano meno tasse o non erano maschi e liberi non potessero usufruirne.
Furono loro a inventare lo stupido detto ‘dittatura della democrazia’. In realtà esso è un ossimoro, perché nulla come la dittatura può rendere schiavi e nulla come la democrazia può rendere liberi. Ma i famigerati padri della democrazia americana con questo ossimoro diffamante misero in guardia dalla democrazia dei popoli e montarono gli Stati uniti non come un sistema realmente democratico ma come una plutocrazia che avrebbe fatto gli interessi dei più ricchi. E tale essa è rimasta fino a oggi.
Dietro la paura per il sistema democratico vero, in cui la maggioranza “decide”, c’era il timore dei democratici liberali che erano contro il suffragio universale, proprio perché, secondo loro, avrebbe dato peso politico a una maggioranza con interessi ben diversi dal ceto borghese liberale cui appartenevano.
Nell’attacco dissennato che ancora oggi vediamo contro la democrazia diretta c’è lo stesso oscuro terrore della minoranza che tiene il potere che il popolo glielo prenda per governare diversamente da quelli che sono i suoi strettissimi interessi. Ecco perché parlano di ‘dittatura della democrazia’, ma non esiste nessuna dittatura della democrazia, esiste solo il tentativo di imporre una dittatura veramente poco democratica di una minoranza di burocratici che non intendono essere servizio di nessuno ma vogliono che una intera Nazione sia a servizio dei loro interessi.

SU RENZI LO SPREGIUDICATO
Alessandro Gilioli

La cupa sveltina con cui Enrico Letta si è congedato da Palazzo Chigi senza guardare in faccia il suo successore ha riscosso in giro un discreto successo: la scenetta sottolineava del resto lo sdegno fondato per la manovra di Palazzo con cui il disinvolto Renzi era passato nel giro di pochi giorni dall’enricostaisereno all’accoltellamento-defenestrazione.
Una giravolta in effetti pessima e che si accompagna alle molte altre attorno a cui è nato questo governo: dimenticata la promessa di arrivare a Palazzo Chigi solo passando per elezioni, Renzi ha mantenuto al suo posto quell’Alfano di cui a gennaio chiedeva l’allontanamento e si è accomodato nelle larghette intese che tanto aveva contestato quando si trattava di vincere le primarie; quindi si è sottomesso in fase di spartizione anche ai famosi “ricatti dei piccoli partiti” con cui ci aveva giurato di non voler più avere niente a che fare; e infine pure la promessa “al massimo dieci ministri” si è rapidamente infranta contro il Cencelli.
Insomma, una catena di impegni disattesi che fanno sembrare un po’ grottesco quel “mi gioco la faccia” con cui il neopremier si è autoinaugurato, dimentico delle proprie già conclamate bugie.
E tuttavia, scusate, tutti tranne Enrico Letta potevano interpretare il ruolo dello sdegnato. Ugualmente giunto a Palazzo Chigi senza alcun mandato popolare, ugualmente ingannevole verso i propri elettori in quanto vicesegretario del partito che in campagna elettorale prometteva “mai larghe intese”, ugualmente artefice di una manovra di Palazzo in cui era riuscito a far convergere tutti i maggiori poteri economici e mediatici di questo Paese.
Insomma, personalmente a Enrico Letta mi veniva solo da dire: e stacci, su, ti hanno solo reso quel che avevi fatto, non sei mica Allende cacciato da Pinochet.
Siete solo due democristiani bugiardi: stessa pasta, stesse pratiche.
Soltanto, uno più felpato – sarà l’eredità andreottiana – e l’altro molto più spiccio, aggressivo, ridente.

LA MADIA MINISTRO. Vergogna!
Odifreddi

Alle elezioni del 2008, Walter Veltroni usa le prerogative del porcellum per candidare capolista alla Camera per il Pd nella XV circoscrizione del Lazio la sconosciuta ventisettenne Marianna Madia. Alla conferenza stampa di presentazione, agli attoniti giornalisti la signorina dichiara gigionescamente di “portare in dote la propria inesperienza”.
In realtà è una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni. È pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante. È figlia di un amico di Veltroni, giornalista Rai e attore. È fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano. È stagista al centro studi Arel di Enrico Letta. La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E fa scandalo per il favoritismo, come dovrebbe.
In Parlamento la Madia brilla come una delle 22 stelle del Pd che non partecipano, con assenze ingiustificate, al voto sullo scudo fiscale proposto da Berlusconi, che passa per 20 voti: dunque, è direttamente responsabile per la mancata caduta del governo, che aveva posto la fiducia sul decreto legge. Di nuovo fa scandalo, questa volta per l’assenteismo. La sua scusa: stava andando in Brasile per una visita medica, come una qualunque figlia di papà.
Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura catapultata da lui nel suo governo: ministra della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere. Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana.
La riciclata ora rispolvererà l’argomento che aveva già usato fin dalla sua prima discesa paracadutata in campo: “Non preoccupatevi di come sono arrivata qui, giudicatemi per cosa farò”. Ottimo argomento, lo stesso usato dal riciclatore che dice: “Non preoccupatevi di come ho ottenuto i miei capitali, giudicatemi per come li investo”. Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi.
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Yulia Timoshenko:
“Se qualcuno vi dice che avete finito il vostro lavoro e dovete andare a casa non gli credete: dobbiamo andare avanti fino alla fine».

UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE
Alessandro Zilioli

Quindi ci sono davvero tutti, dentro: dalle cooperative rosse (Poletti) a Confindustria (Guidi); da Comunione e Liberazione (Lupi) alla Banca Mondiale (Padoan); dall’antimafia (Lanzetta) alla non-certo-antimafia (Alfano).
E poi: dalla quota Udc (Galletti) a quella Monti (Giannini), dall’area perdente del Pd (Orlando, noto esperto di giustizia) ovviamente a quella vincente (Renzi-Del Rio-Boschi) passando per quella dei voltagabbana più recenti (Franceschini-Madia-Mogherini). Assai furbesca anche la captatio benevolentiae verso la corrente Civati, sempre con la nomina di Lanzetta che di quella componente, se non sbaglio, era considerata parte.
Giubilati i ministri migliori del precedente governo – Bray e Bonino – perché siamo tutti meritocratici col culo degli altri, poi però alla bisogna ci si affida alla convenienza o alla fedeltà personale.
Notevole alla Difesa Roberta Pinotti, nota per essere arrivata terza alle primarie di Genova, per essere favorevole agli F35 e per gli eccellenti rapporti con Finmeccanica.
Ah, Alfano ha stravinto: gli Interni voleva e agli Interni è rimasto. Ma questo lo si capiva già stamattina dopo il vertice notturno, quando aveva parlato di “incontro costruttivo” sorridendo con tutti i denti. Probabile che ottenga anche un congelamento dell’Italicum, anteponendogli la più lenta riforma del Senato.
Si tratta comunque, con ogni evidenza, di un governo di ‘unità nazionale’. Nel senso appunto che si sono uniti tutti gli establishment di cui sopra.
Succede, quando si sta in trincea, di abbracciarsi per scacciare la paura.
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UCRAINA
Blog di Grillo

A furia di incidenti, di guerre provocate ad arte, di primavere improbabili, come quella fasulla in Libia, o come in Egitto dove ora comandano i militari dopo un colpo di Stato nel silenzio più assoluto delle cosiddette democrazie, a furia di nazioni usate come terreno di scontro di interessi internazionali a colpi di bombe e di disinformazione, come in Siria, la situazione potrebbe sfuggire a tutti di mano. Potrebbe scoppiare un incendio che brucia la casa come può succedere a un bambino che gioca con i fiammiferi. Andò così nel 1914, Sarajevo fu solo una scintilla.
In Ucraina sta succedendo qualcosa di grave, le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Un governo odiato da una parte della popolazione e amato viceversa dagli ucraini russofoni, circa 14 milioni contro 32 milioni di ucraini, è stato deposto con la forza, dalla piazza. Il presidente Viktor Yanukovich, eletto in regolari elezioni, non un dittatore in termini politici, è fuggito in Russia ed è sotto la protezione di Putin. L’Ucraina è vitale per la Russia per ragioni geopolitiche. La sua flotta militare è ospitata a Sebastopoli in Crimea che appartiene all’Ucraina. La Crimea, per i russi è russa, ancorché ceduta da Krusciov all’Ucraina nel 1954 quando era ancora in vita l’Unione Sovietica. A Sebastopoli sono presenti, grazie a un accordo tra i due governi, circa 15.000 militari della Marina russa. Dopo gli scontri di Kiev, i russi sono entrati nello spazio aereo dell’Ucraina con 13 aerei da guerra e 2.000. paracadutisti. Il Parlamento della Crimea è stato occupato da forze fedeli a Yanukovich che ha dichiarato di considerarsi comunque il presidente dell’Ucraina. Putin ha ordinato la più importante esercitazione militare sul fronte occidentale dalla caduta del Muro, ai confini ucraini, che coinvolgerà 150.0000 militari. Obama ha dichiarato che ci saranno “conseguenze” per queste azioni “siamo profondamente preoccupati e in contatto con la Russia. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina”. La Gran Bretagna ha consigliato a tutti i suoi cittadini presenti in Crimea di lasciarla al più presto. L’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due vasi di ferro, Russia e Stati Uniti, prigioniera delle sue divisioni. In Ucraina, di chiunque siano le ragioni, si è affermato il principio che un governo eletto in libere elezioni può essere rovesciato non da nuove elezioni, come sarebbe normale in democrazia, ma dalla piazza armata. Oggi l’Ucraina e domani?
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