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Tuesday December 12th 2017

Cercasi democrazia disperatamente

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MASADA n° 1519 Cercasi democrazia disperatamente

E di colpo tutti (a parole) contro l’austerità- Ma gli Austerici imperversano, ancor lieti di deflazione e disoccupazione – I lasciti di Monti – Keynesiani – Banchieri gangster – La sinistra che non c’è – Un Paese di furbissimi – Si può truccare la democrazia digitale? – Padoan – Come il bugiardo Blair – Bad bank. Il sistema bancario ‘Ombra’ è ampio quanto quello ufficiale – Tsipras chi? – Tutti i dubbi sul governo Renzi – Jobs Act – Usa e fisco – L’oligarchia che distrugge l’Europa – I garantisti – E’ democrazia ciò che favorisce i molti – Il mito della crescita infinita

(Nelle Immagini Matematica ed arte)

Sono commossa
essere ricordata in una giornata è già eccezionale
ma due volte rischia di farti girare la testa
E’ facile sentirsi soli quando si è soli
ma sapere che qualcuno ti apprezza
per le cose che fai
e si ricorda di te in quanto donna, proprio di te
(non importa se chi lo fa è donna
o uomo)
questa, è una cosa che ti mette in una situazione particolare
una dolceamara situazione
in cui tu stessa
ti raccoglie nel palmo
come ti vedessi
per la prima volta.

..
AUTOGOAL
Franceschini: “I traditori andrebbero inseguiti con un bastone”. Parlava di Renzi?
.
“Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse”.
(Premio Nobel Paul Krugman, a proposito di Pier Carlo Padoan)

Eduardo D’Errico cita

Mi siedo al margine della strada
Il guidatore cambia la ruota
Non sono contento di dove vengo
Non sono contento di dove vado
Perché guardo il cambio della ruota
Con impazienza?

(B.Brecht : il cambio della ruota-1953)

Non me ne importa nulla di quali siano i ministri.
Perché i padroni del governo (il governo dei padroni) sono sempre gli stessi.

TUTTI CONTRO L’AUSTERITY
ALESSANDRO GILIOLI (opinionista de l’Espresso)

È abbastanza divertente vedere come adesso, a parole, sono tutti contro l’austerity. Tutti, a iniziare dai governi e dei poteri che l’hanno imposta e ci hanno portato dove siamo col 42 % di disoccupazione giovanile in Italia. Perfino il Fondo Monetario (pezzo forte della Troika) sta tentando una mezza marcia indietro, sempre a parole, sui suoi stessi diktat. Per non parlare dei “socialisti europei”, il concentrato di partiti che da molto o da poco governa in mezza Europa con la formula delle larghe intese (Germania, Italia, Grecia, Belgio, Austria, Olanda, Slovenia, Romania). Con la punta di diamante della Spd, partito che a Berlino è incollato a Merkel e alle europee si presenta con un suo leader, Martin Schulz, appena arrivato in Italia per accogliere Renzi e attaccare “il rigore” (pure lui??). E anche Napolitano, quello che ha imposto Monti obbedendo proprio alla Troika, si è da poco riscoperto keynesiano.(?)
Intendiamoci: fa piacere che abbiano capito di aver fatto una cazzata. Così come fa piacere non essere più minoranza “estremista” nel denunciare che quel sistema non funzionava. Fa un po’ stupore, invece, la faccia di bronzo con cui approssimandosi le elezioni europee i larghintesisti e troikisti europei facciano finta di non esserne stati i principali responsabili. Vogliono che ci affidiamo a quelli che ci hanno rovinati, perché dicono di aver cambiato idea. Da qui al 25 maggio saranno tutti contro l’austerità, senza vergognarsi dei danni che hanno fatto. Non è pazzesco?

QUELLI DEL RIGORE
Addison (blogger)

Nel 2012 BERSANI asseriva: “Io continuerò a sostenere lealmente quella linea di credibilità di RIGORE che Monti ha portato”. “La ricetta? Quella di Monti più qualcos’altro”. Ancora adesso, penso che siano stati in troppi a seguirlo, pensando che il RIGORE lo hanno applicato solo ai cittadini.
Una continua vergogna ed indignazione!

GLI AUSTERICI
Berluscameno (blogger)

Mi duole constatare che Renzi si ritrova al centro di una disputa italiana ed europea sulla concreta utilità (in un Paese colpito dalla recessione) dell’Austerity.
Un grande economista americano -Paul Krugman – premio Nobel dell’Economia dice: “Il 2010 ha segnato l’improvvisa ascesa degli “Austerici”che chiedevano ai Governi di imporre tagli alla spesa pubblica e nuove imposte nonostante l’elevata disoccupazione. L’Austerità ad ogni costo era la precondizione indispensabile per concedere un aiuto finanziario ai paesi in difficoltà. E il risultato complessivo per l’Europa è stata una drastica correzione dei conti pubblici. L’economia europea è ulteriormente peggiorata, dal 2012 il vecchio continente era ufficialmente in recessione”.
Qualche economista italiano si permette ora di essere contrario alle politiche di austerità applicate all’Italia.
Nel 2010, tre anni dopo lo scoppio della crisi economica mondiale, mancò qualsiasi decisione concreta per difendere l’euro e questo fatto destò molto scalpore, e qualche studioso di economia invitò le autorità italiane a dotarsi di un Piano per prepararsi a uscire dall’euro. Era un evento che non doveva essere preso sotto gamba, nel caso in cui, dietro l’obiettivo della stabilità, ci stessero propinando solo recessione e disoccupazione.
Un po’ per i provvedimenti monetari tardivi presi dalla Bce di Draghi e la creazione del Fondo salva Stati decisa dal Consiglio Europeo, un po’ per la posizione assunta dai gruppi dirigenti italiani a favore di questa Europa, dobbiamo prendere atto che abbiamo bisogno di un Piano dai contenuti diversi. Innanzitutto sottrarsi al ricatto che pone l’Italia di fronte alla scelta di perdere altre porzioni di sovranità fiscale – che gli accordi di Maastricht hanno lasciato agli Stati sotto vincoli parametrici – in cambio di un’assistenza che non risolve i nostri problemi, ma offre solo tempo per affrontarli e pone a carico del nostro bilancio pubblico, già asfittico, oneri per salvare gli altri. L’obiettivo è raggiungibile se si eliminano i due principali fattori della nostra debolezza: il livello del debito pubblico e l’attitudine passiva nel difendere gli interessi nazionali nel convincimento, continuamente ripetuto, che essi coincidono con quelli europei. Da noi l’austerità produce solo deflazione e disoccupazione. Le azioni concrete da intraprendere per sottrarsi al ricatto sono due: il consolidamento delle scadenze dei titoli di Stato italiani garantito dalla cessione del patrimonio pubblico – per il quale esistono programmi dettagliati redatti già da tempo – e un taglio lineare generalizzato della spesa pubblica complessiva del 3% per non dover ricorrere a nuove emissioni di obbligazioni durante l’intera durata del periodo di rimborso (proposta in 7 anni, ossia più di un’intera legislatura). Ciò farebbe risparmiare almeno 20 miliardi di euro di interessi da destinare alla riduzione della pressione fiscale. Il 2° grande problema del Paese è una incisiva riforma tributaria che porti a due tasse standard sui redditi personali (una statale e una comunale), più quelle sui consumi, da fissare in proporzione alle spese ritenute necessarie. Ciò collocherebbe al centro della politica la soluzione del problema principale della società italiana, la riforma della pubblica amministrazione, ivi inclusa quella degli organi elettivi.
Le altre riforme, quella pensionistica, del mercato del lavoro, del credito e dei capitali vanno poste sul sentiero della normale gestione cessando di introdurre continue regolamentazioni che estenuano i cittadini dal lato dell’impegno di comprensione a loro richiesto e della continua erosione dei loro redditi. Anche caso dell’Imu e delle sue trasformazioni rocambolesche non sono degne di una società civile.
Il Piano per restare in Europa prevede oggi piccoli stimoli non risolutivi per la ripresa, l’assistenza ai disoccupati e ai bisognosi, la spending review e l’aumento dell’imposizione patrimoniale anche per finanziare spese correnti, l’ultima delle nostre follie culturali in materia economica.
Il programma dell’attuale Governo non prevede nessuna delle cose da fare, anzi le complica, come testimonia il continuo aumento del rapporto debito pubblico/Pil e della pressione fiscale complessiva: forse è la prima volta che si richiedono ai cittadini sacrifici per stare peggio. Occorre quindi un cambio dei contenuti del Piano per non trovarsi nuovamente di fronte alla necessità di dover porre mano a un altro Piano, che sarebbe altrettanto serio da redigere e difficile da realizzare nelle attuali circostanze.
Ricordiamo che la BCE sta prendendo in seria considerazione l’immissione massiccia di nuova liquidità nel mercato per favorire la crescita effettiva dell’economia reale nei paesi del sud Europa. In questo seguirebbe la politica economica posta in atto da Obama USA, del Giappone, della gran Bretagna ecc. -tramite i Quantitative Easing – che hanno portato –ad es.- gli USA ad avere -attualmente -un aumento del loro PIL del 3.9 %.”
Ma quando Renzi ( o chi per Lui) avrà tempo per leggere queste parole?

I LASCITI DI MONTI
Franco (blogger)

Vorrei ricordare a chi “rimpiange” il Governo Monti i lasciti che ci ha lasciato questo signore troppo sopravvalutato da tutti in primis da Napolitano:
-il pareggio in bilancio in Costituzione che non esiste in nessun paese europeo né negli USA e neanche in Germania e Olanda, Paesi virtuosi; argomento discusso ed approvato in meno di 10 minuti senza informare i cittadini e senza un adeguato dibattito Parlamentare;
-gli esodati, una riforma delle pensioni fatta su presupposti teorici ed inverosimili (piena occupazione, crescita costate e continuativa del PIL, allungamento delle aspettative di vita ma non della qualità della vita!);
-una non riforma del lavoro che aveva lo scopo di semplificare le assunzioni giovanili e che in realtà non ha semplificato niente ma ha tolto quel minimo di possibilità di sgravi fiscali che c’erano.
Ed ora nel nuovo Governo Renzi abbiamo ancora persone di Monti (il Ministro della Istruzione Giannini) che ha già dichiarato la parità tra scuola pubblica e privata. Berlusconi ci ha portati al disastro ma per il poco tempo che abbiamo avuto Monti i danni che ha fatto sono nettamente superiori. Dio ci salvi da queste persone incompetenti e subdole!

KEYNESIANI
Urro (blogger)

Scoprirsi o riscoprirsi Keynesiani, in sé e per sé, non conta nulla. Stupisce che sia la sx e i cosiddetti progressisti ad indicare come economista da portare ad esempio Keynes, un economista che qualcuno potrebbe definire ”un buon reazionario illuminato”.
Ma di questi tempi, forse, occorre accontentarsi.
È noto a tutti, infatti, che la ripresa economica, nel pensiero keynesiano, si avvale di due elementi fondamentali per accrescere il reddito nazionale: l’aumento dei Consumi e la crescita degli investimenti anche attraverso una consistente azione dello Stato in opere pubbliche ed infrastrutture.
Ma come fanno a crescere i consumi se le paghe non crescono (se la produttività non cresce) e le aziende spostano all’estero le produzioni d’impresa?
Come fanno a crescere gli investimenti se il risparmio privato si erode continuamente (per soddisfare i bisogni primari delle famiglie)?
Come fa lo Stato ad intervenire se non ha un becco di un quattrino (senza poi contare i vincoli europei) e con un debito pubblico da far paura ?
Allora la ricetta keynesiana sembra più una vaga speranza che una dottrina praticabile, viste le condizioni strutturali del deficit pubblico e la situazione economica globalizzata.
Le ricette di Keynes vanno bene a rilanciare una situazione asfittica dell’economia di un paese singolarmente considerato: questa stessa ricetta (basata su dosi crescenti di investimenti statali tali da far crescere propensione al consumo ed occupazione) NON funziona in un quadro di economia comunitaria e men che meno globalizzata dove le variabili sono innumerevoli e di difficile controllo.

BANCHIERI GANGSTER
Berluscameno (blogger)

Mi viene male allo stomaco quando continuo a leggere che i più grandi e veri speculatori esistenti al mondo, i Banchieri Gangster, possono continuare tranquillamente a frodare la buona fede dei cittadini onesti e possono “tramare con certi politici loro complici “ per farci vivere – ora e poi – nella miseria più nera ( tramite la nefasta “trovata “di curare l’economia recessiva globale con forti dosi di “Austerity”). La loro ultima idea brillante per noi: colpire a morte (con l’inganno) il nostro welfare !
Nessuno ci difende e (guarda caso) nessuno di costoro va mai in galera !
Il prezzo dell’oro è l’ennesima frode che gli speculatori dovrebbero pagare con la libertà.
Gli scandali della finanza non finiscono mai ed assomigliano sempre di più a quelli della politica italiana: corruzione, collusione, pregiudicati che si occupano di riforme elettorali, la lista è lunga.
Dopo lo scandalo della Lehman Brothers c’è stato quello del debito sovrano, si è scoperto che Grecia e Italia, insieme al resto dei paesi della periferia, hanno manipolato gli indicatori economici grazie all’aiuto dei maghi della finanza, le ex banche d’affari per intenderci, che dal 2009 sono state ribattezzate banche commerciali.
E guarda caso sono sempre le solite: Goldman Sachs, J.P. Morgan, Banque Paribas e così via. Il crollo della Lehman e tutto il marciume dei derivati e dei mutui spazzatura ha scosso il mondo ma non lo ha cambiato.
Due anni fa è scoppiato lo scandalo del Libor, il London Interbank Rate, una sorta di tasso d’interesse mondiale. Ci si è accorti che un gruppo di banche ogni giorno ne fissava il valore e spesso lo manipolava per guadagnarci sopra. Anche in quell’occasione le pagine dei giornali hanno riportato titoloni da paura perché il valore del Libor influisce un po’ su tutto, incluso il costo delle rate della nostra macchina.
Nonostante il danno, le prove ed il baccano mediatico nessuno dei veri responsabili è finito dietro le sbarre.
Il reato politico e finanziario per antonomasia, e cioè fare i propri interessi a discapito della collettività, non sembra rientrare nella categoria dei reati penali.
Individui ed istituzioni che lo commettono se la cavano sempre con multe più o meno salate, multe il cui valore è infinitamente più basso dei guadagni accumulati nel tempo, così lo scandalo del Libor è costato complessivamente 6 miliardi di dollari di multe.
Questa settimana si è iniziato a parlare dello scandalo dell’oro, il cui valore è fissato ogni giorno a Londra alle 10 ed alle 15 da Barclays, Deutsche Bank, Bank of Nova Scotia, HSBC e Societe Generale. Il mercato dell’oro, va detto, vale circa 20 mila miliardi di dollari, una cifra considerevole, tuttavia il valore è stabilito con modalità arcaiche, simili a quelle usate per il Libor, create quando questo mercato era molto più piccolo.
Il protocollo risale al 1919 quando gli operatori di mercato si incontravano negli uffici dei Rothschild, nella City di Londra, oggi tutto avviene per telefono.
L’accusa di manipolazione arriva da uno studio, non pubblicato, di due economisti Rosa Abrantes-Metz, che insegna alla New York University’s Stern School of Business, ed Albert Metz, direttore di Moody’s Investors Service.
I due hanno studiato le fluttuazioni del prezzo dell’oro dal 2001 al 2013 ed hanno notato che spesso i prezzi si muovono al rialzo o al ribasso poco prima delle 15. Rosa Abrantes-Metz è conosciuta negli ambienti finanziari perché è stata la prima a denunciare la manipolazione del Libor usando la stessa metodologia di ricerca.
La settimana scorsa è comparso sul sito del Financial Times un articolo che convalidava le accuse di cui sopra, articolo che è poi stato rimosso.
Fortunatamente il blogger Zero Hedge lo ha riportato ed è ancora possibile leggerlo sul suo sito. L’articolo del Financial Times denunciava la manipolazione del prezzo dell’oro dal dicembre del 2010 al dicembre del 2013, quindi dallo scoppio della crisi del debito sovrano, mentre la ricerca dei due economisti riscontrava manipolazioni a partire dal 2003, dall’ inizio dell’invasione dell’Iraq.
I due eventi sono significativi perché hanno prodotto grandi instabilità e tradizionalmente in queste circostanze ci si rifugia nel lingotto.
La domanda di oro è dunque aumentata e con essa anche il valore del metallo giallo e la speculazione.
Nelle prossime settimane assisteremo alle solite indagini che porteranno agli stessi risultati: con molta probabilità nessuno pagherà con la libertà la frode commessa nei confronti della collettività.
Rimane però la certezza che anche questo mercato non è libero e perfettamente funzionante come molti ci vogliono far credere.
Ci troviamo di fronte all’ ennesima conferma che il libero mercato per funzionare bene ha bisogno di tanti paletti e che è un errore lasciarlo in mano ai banchieri (gangster) poiché -come certi politici -sono ben avvezzi alla frode.”

LA SINISTRA CHE NON C’E’
ALESSANDO GILIOLI

Il nuovo governo è pieno di ministri provenienti dall’ala dura di Confindustria, dalla Troika, dal Pdl, da Cl e dalla lobby delle spese militari.
Renzi ha stretto un’alleanza politica che esclude qualsiasi ipotesi di diritti civili (ce lo vedete, a fare le unioni gay dipendendo da Giovanardi?).
Ora la domanda da porsi è che cosa c’è e che cosa si può costruire di là, a sx di Renzi e del suo governo?
Perché a sx di Renzi finora ci sono stati soprattutto partitini autoreferenziali, più attenti alla perpetuazione della propria identità e delle proprie leadership che alla costruzione di un’area comune e seria di alternativa politica.
Partiti e partitini la cui eclissi è tuttavia sotto gli occhi di tutti: e non credo sia un caso che, per la prima volta, a queste europee nessuno di loro non solo presenterà il proprio simbolo, ma neppure candiderà suoi esponenti di rilievo nazionale (sto parlando della lista Tsipras). Ma – sempre di più, anche se pochi se ne accorgono – “a sx di Renzi” c’è molto altro, rispetto a questi partitini ma anche rispetto alle associazioni che pure partecipano a questa nascente galassia (da quelle per l’acqua pubblica a quelle antimafia, da quelle per i diritti dei migranti a quelle ambientaliste).
C’è, prima di tutto, una fascia crescente di persone che pongono con urgenza la questione dei diritti sociali: in opposizione a quella forbice dei redditi e dei patrimoni che è aumentata in modo tanto violento negli ultimi trent’anni, portandoci al punto in cui siamo.
Un’opposizione alternativa alle ricette implementate finora dai vari governi – specie gli ultimi due, quelli appoggiati dal Pd.
C’è poi la questione dei diritti civili: dalle unioni gay all’orribile legge 40 che proprio in questi giorni compie dieci anni, dal biotestamento alla laicità dello Stato – e altro, molto altro ancora.
C’è insomma, banalmente, la sx: che non è un’etichetta, ma una proposta politica fondata su una cesura completa rispetto alle scelte politiche in materia di diritti sociali e civili di cui sono comuni portatori questi governi di intese larghe o larghette.
Una sx oggi diasporizzata – come elettorato – tra l’astensionismo, il M5S, pezzi di Pd e partitini vari. E che tuttavia esiste, altro che se esiste: nel paese reale molto di più che nella sua attuale rappresentanza politica.
Forse è questo a cui bisogna pensare oggi, se si crede alla possibilità di un cambiamento che sia sostanziale, di contenuto, anziché cosmetico.
Non a una “ricostruzione” ma proprio a una “costruzione”: perché non c’è niente da ricostruire ma tutto da costruire ex novo. Con pratiche, programmi, persone e leadership adatti al compito. Una sfida molto complicata, certo: ma tutt’altro che impossibile. E sarebbe pavida ignavia non affrontarla.

UN PAESE DI FURBISSIMI
Alberto

La politica, da anni ormai, è fatta da persone che attraverso la politica cercano di fare i propri interessi. D’altra parte, noi Italiani non siamo un popolo, ma un insieme di persone con mentalità, tradizioni, cultura, etica, senso civico diversissimi tra loro. E siamo furbi: finché il guaio capita al vicino, e non a noi, facciamo finta di niente.
Politici di cui sopra e pennivendoli al loro soldo fanno il gioco di mantenere tutti nell’ignoranza. Abbiamo un PdR che sì è ripetutamente posto fuori dai propri incarichi, sia prima quando firmava di tutto (Lodo, massima vergogna), sia dopo quando fa la guerriglia agli eletti che non sono di suo gradimento. Abbiamo un Pd che da tempo immemorabile non è che un simbolo dietro al quale si cela una guerra tra bande, con importanti simpatie berlusconiane e cupio dissolvi: ora è apparso anche Caino. Abbiamo un Pdl ripetutamente spaccato nonostante i miliardi del capo banda. Idem per la Lega. Infine, tutti i partitelli minori che sono ormai ologrammi: Monti, Casini, Fini, DiPietro, Vendola..
Ed ora i 5Stelle, giovani creati da Grillo che cominciano ad affrancarsi in giusta misura, a proporre giuste leggi, ad operare con onestà e trasparenza. Certo, anche tra loro possono, e debbono, esserci dissensi, ma certamente NON sono tra quelli che hanno portato l’Italia al disastro e anche solo per questo meriterebbero la nostra fiducia.
Solo loro vogliono le leggi anticorruzione: vi sembra poco?
Fanno paura, questi giovani, ai politici di professione, perché sono i soli a cantare fuori dal coro pieno di miasmi.
E dunque smettiamola di intontire gli Italiani per 4 dissidenti, facendo credere che il M5S è una congrega di gente inaffidabile e radiocomandata.
Sono i migliori, perché non sono politici di professione, compromessi in mille modi con il potere ed ebbri di se stessi e della volontà di mantenere i loro vergognosi privilegi.

SI TRUCCA LA DEMOCRAZIA DIGITALE?
Cla Van (blogger)

(Si mettono in dubbio i sondaggi dei 5stelle dicendo che potrebbero essere truccati. V: e allora perché non si mettono in dubbio anche le operazioni bancarie on line, per esempio?)
Tutto giusto: e invece chi è che ci assicura che i voti alle elezioni siano tutti conteggiati correttamente?
a. poche persone conteggiano;
b. Non è la prima volta che scatoloni con schede vengono trovati intatti e non conteggiati; c. Anche se il conteggio avviene UNA persona scrive i risultati sui moduli e dunque li può modificare;
d. I dati vengono mandati al Viminale VIA WEB e I proprietari dei server sui quali si svolgono le elezioni e i sondaggi possono manipolare a loro piacimento i risultati quando vogliono;
e. infine i dati vengono presi da persone non molto ben note al Viminale, di chiara appartenenza partitica altrimenti non sarebbero li, ed elaborati per dare un risultato finale… ora quale è il modo più sicuro?

Vomit (blogger)
Se non esistesse la sicurezza online, non esisterebbero Internet e il commercio elettronico. Tutto è collegato ad internet oggi anche la tua banca, e se le critiche alla democrazia digitale avessero senso, ogni “buon sistemista” potrebbe accedere al tuo conto e fare un prelievo.
È più sicura la democrazia in rete (se gestita da buoni sistemisti) che quella analogica nelle urne (basta verificare le migliaia di brogli elettorali avvenuti negli anni).
Tutto dipende dall’integrità e l’onestà individuale delle persone e a me non sembra che il parlamento “analogico” italiano brilli per queste virtù.
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Laura Tonino (blogger)
Solo una precisazione per guido dalla Germania: Parelon, il progetto di Parlamento Elettronico utilizza proprio i token elettronici bancari. La generazione di chiavi è stata fatta con presenza di notai e parti terze a certificarne la correttezza. Parelon doveva essere il sistema il Sistema di tutto il Movimento 5 Stelle, e non solo del Lazio. Ma per ragioni di tempo, si è preferito, per ora, utilizzare il sistema LEX. Ma stai tranquillo, che di sistemisti qui, ne abbiamo tanti.
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PADOAN
Berluscameno (blogger)

Oltre il consenso elettorale “ondivago” i partiti italiani debbono affrontare la dura prova della lotta all’ultimo sangue da loro dichiarata contro la crisi economica recessiva e depressiva che attanaglia l’Italia.
Qualche parola su Padoan, l’attuale Ministro dell’Economia del Governo Renzi.
Una nomina che spaventa gli italiani, già fiaccati e smembrati dalle tasse imposte dalla cura-Monti prima e da quella del dottor Saccomanni poi. Già, perché mister Padoan, ex vice segretario dell’Ocse, ha un chiodo fisso: la patrimoniale. Per l’economista la tassa sui patrimoni potrebbe avere delle “conseguenze positive”,infatti “non ci deve spaventare”. (Con il particolare non trascurabile che noi non guadagniamo quanto guadagna il nostro “eroe“). Padoan dice: “Le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’ Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro”.
Il nostro eroe non dice che i posti di lavoro in cui si guadagna 500.000 euro ogni anno,come il suo, non è facile accaparrarli.
Una frase, secca, che chiarisce il suo pensiero: “Primum” tassare i patrimoni, poi – semmai – abbassare il peso del fisco sul lavoro. Meglio mettere mano al portafogli, dunque.
A spaventare, inoltre, è il background di Padoan: non solo Ocse, non solo Fondo monetario (dove fu direttore esecutivo) ma anche amico di D’ Alema e Amato (l’uomo della patrimoniale e della sua pensione d’oro, appunto, l’uomo che nottetempo fece un raid nei nostri conti correnti per alleggerirli e, di fatto, consegnarci all’euro). Padoan fu infatti consigliere economico sia di Baffino sia del dottor Sottile, e ricoprì anche il ruolo di direttore della Fondazione Italiani europei, il think-tank politico che gravita nella nebulosa orbita dell’ex eminenza grigia della sx, D’ Alema, sempre lui. Un background, insomma, che porta dritto a frasi come questa: “Dal punto di vista della crescita, l’imposizione sul patrimonio immobiliare è meno dannosa di quella sul lavoro. Si può tentare di avere, a parità di gettito, un impulso positivo sull’economia e sull’occupazione”. (E l’aumento attuale della disoccupazione e dei suicidi di piccoli imprenditori nell’ Edilizia dove li mettiamo?) Se volessimo fare l’esegesi di questa frase, potremmo anche riproporla così: “Più tasse per crescere e vivere senza un lavoro”. Si salvi chi può.
Il curriculum dell’esimio Padoan dà poi conto dell’apprezzamento per la disastrosa riforma Fornero (”Un passo importante”) ma, soprattutto, delle badilate ricevute da Paul Krugman, liberal del PD USA, premio Nobel per l’Economia del 2008. La sonora sculacciata (verso un autentico pseudo economista ) fu vergata sulle profumate colonne del New York Times, dove – allusivo – scrisse: “Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse”. Di chi scriveva? Di Padoan, inutile rimarcarlo.
Scrive in merito Krugman che quando un Paese è in fase di crisi economica per forte disoccupazione, recessione, depressione, deflazione, fallimenti aziendali, suicidio di imprenditori ed artigiani, delocalizzazioni a go-go, ecc. il Governo non deve assolutamente cercare di risolvere la crisi mediante un aumento forsennato della tassazione generale ed in particolare la tassazione sugli immobili (Patrimoniale). Riavvolgiamo il nastro fino a marzo del 2013, quando la Grecia era sull’orlo del collasso finanziario e, a ruota, il Vecchio Continente e l’euro rischiavano il tracollo. Padoan, candidamente, ammise: “La crisi greca è stata molto sottovalutata sin dal principio”.
Non è il massimo, per uno dei massimi dirigenti dell’Ocse ed ora anche Ministro della Repubblica.
Il vero problema che politici, economisti, ecc. non riescono a cogliere è che il sistema economico Italia è drammaticamente a tecnologia obsoleta, nel senso più ampio del termine “tecnologia” ed inoltre è per lo meno arretrato per le aspettative di livello di vita e di ricchezza che i cittadini nutrono .
Infatti se escludiamo la produzione del “made in Italy” di alta gamma , che funziona a volumi e soprattutto con margini in ribasso, il resto della manifattura tradizionale( quando non è anche obsoleta) non è più in grado di competere con gli stessi prodotti che vengono posti sul mercato da chi può realizzarli e fornirli a costi che talora sono il 50 % inferiori ai nostri.
I cittadini italiani accusano i Governi di immobilismo, ma ignorano la mancanza di capitale umano qualificato, che il sistema Italia non più la capacità di produrre da almeno 30 anni .
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Il tradimento del Pd si poteva vedere anche nell’incondizionato quanto assurdo appoggio a Blair, uno dei politici peggiori del mondo moderno

COME IL BUGIARDO BLAIR
Barbara Spinelli (giornalista de Il manifesto)

(Le scelte e le dichiarazioni di Renzi sono sconcertanti)
Elogia Blair???!! Ma una volta che hai scelto Tony Blair come modello, per forza approdi al tradimento. Tradimento della sx e dell’Europa che pretendi risuscitare, tradimento di promesse fatte nelle primarie o nei congressi. Non dimentichiamo il nomignolo che fu dato a Blair, durante la guerra in Iraq: il «poodle di Bush jr», il barboncino scodinzolante davanti alla finte vittorie annunciate dal boss d’oltre Atlantico.
Non dimentichiamo come Blair lavorò, di lena, per distruggere il poco di unione europea che esisteva e il poco che si voleva cambiare. Fu lui a non volere che i Trattato di Lisbona divenisse una vera Costituzione, di quelle che cominciano, come la Carta degli Stati Uniti, con le parole: «Noi, il popolo….». Fu lui che si oppose a ogni piano di maggiore solidarietà dell’Unione, e rifiutò ogni progetto di un’Europa politica, che controbilanciasse il potere solo economico esercitato dai mercati e in modo speciale dalla city.
(Eppure Renzi si rifà a Blair!?) E’ consapevole o ne parla tanto per parlare?
Toglie dagli Esteri la Bonino che al federalismo europeo ha dedicato una vita e ha una vera competenza e ci mette una Federica Mogherini che ha concentrato i suoi interessi sulla Nato. Chissà se è consapevole della degradazione dell’Alleanza atlantica, nei catastrofici 12 anni di guerra antiterrorismo.
Ma ancor più inquietante è la rinuncia a Nicola Gratteri per la Giustizia. Questo sì sarebbe stato un segnale di svolta. La sua battaglia contro il malcostume politico e le mafie è la risposta più seria che l’Italia possa dare ai rapporti dell’Unione che ci definiscono il paese più corrotto d’Europa. Non è ancora chiaro chi abbia lavorato contro la nomina di Gratteri. Forse il PdR; di certo le destre di Alfano e B, con cui Renzi vuol negoziare le riforme della Costituzione. Napolitano ha detto che non è bene che un pm diventi guardasigilli, eppure nel 2011, firmò la nomina del magistrato di FI Nitto Palma, vicino a B e a Cosentino. Evidentemente quel che valeva per Nitto Palma è tabù per Gratteri. Il veto al suo nome è ad personam, e accoglie la richiesta della dx di avere un ministro «garantista» degli imputati di corruzione, di voto di scambio, di frode fiscale, ecc. Al suo posto è stato scelto un uomo di apparato, Andrea Orlando, che solo da poco si occupa di giustizia, che ha fatto la sua scalata prima nel Pci, poi nel Pds, poi nei Ds, poi nel Pd. Nel governo Letta era ministro dell’Ambiente. Auspica – in profonda sintonia con B – la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere dei magistrati.
Infine il ministro dell’economia, Padoan che da poco si dice contro l’austerità che ha sempre difeso e che è in continuità con Saccomanni.
Renzi ne ha dette tante e le la eluse tutte. “Niente più larghe intese!», o «Mai a Palazzo Chigi senza un passaggio elettorale», giusto per presentarsi – terzo Premier non eletto – in un Parlamento di nominati.

BAD BANK E SISTEMA BANCARIO E FINANZIARIO ‘OMBRA’
Berluscameno (blogger)

Siamo messi male. Su Omninus un giornalista tedesco ci informava che il più alto dirigente della burocrazia tedesca (capo dei servizi segreti della Germania) percepisce dallo Stato 80 mila euro annui ma che in Italia ci sono decine di migliaia di alti dirigenti dell’amministrazione statale centrale e delle imprese locali pubbliche e miste che percepiscono stipendi superiori ai 400 mila euro l’anno. Ci diceva anche che i dirigenti pubblici tedeschi (in generale) non sono affatto favorevoli alla politica monetaria proposta o posta in atto dalla BCE (tramite Draghi) con aiuti finanziari per promuovere in Italia la Crescita e lo Sviluppo economico.
Repubblica diceva anche che degli imprenditori campani si sono visti prosciugare (tramite falsa documentazione) i loro conti bancari. Ma i nostri banchieri gangster sono autorizzati dalla legge dello Stato (a favore delle banche ufficiali diventate tutte banche e comunque banche di investimento) a prelevare il denaro versato dagli ignari risparmiatori sul loro conti bancari e trasferirli in conti “molto privati” aperti dai Bankester nelle “loro” banche ombra con sede nei paradisi fiscali.
Se le operazioni finanziarie in nero effettuate dai Bankester (all’ insaputa dei risparmiatori) dovessero avere- per puro caso – un esito negativo (investimento in derivati strutturati taroccati) allora l’operazione verrà trasferita nei conti aperti presso le loro Bad Bank (ufficiali) sotto la voce di “crediti deteriorati”. Naturalmente poi lo Stato provvederà a rendere pubbliche queste Bad Bank private nazionalizzandole e a trasferire successivamente il notevole danno economico prodotto nel “corpaccio” del debito pubblico nazionale.
Nella realtà -con le condizioni date- la crescita e lo sviluppo dell’economia” reale” nei Paesi dell’Eurozona( tra cui l’Italia) è messa a serio rischio. E la disoccupazione purtroppo propende a diventare cronica ed in aumento anziché diminuire.
Nemmeno il governo Renzi c’è qualcosa di utile, non fa che ripetere la corsa precedente
Sarei più interessato a una volontà di riportare la Finanza privata e pubblica al servizio dell’Economia Reale. Il sistema Bancario e Finanziario “Ombra” (paradisi fiscali) basato sul fatto che banche ufficiali siano autorizzate a possedere Banche “OMBRA” in questi ultimi anni ha creato centinaia di Trilioni di euro di derivati (“spazzatura “ o “cacca”, sempre sapientemente strutturati e quindi imperscrutabili per tutti) e inoltre il 90 % di questa “cacca viene scambiato al di fuori delle piattaforme regolamentari.
Il problema è che nessuno è in grado di stabilire il valore sul mercato di questi “derivati strutturati”! Ossia In definitiva nessuno sa quanto denaro circoli attualmente nella zona euro. Siamo davanti ad un sistema che è ormai troppo grande, troppo complesso. Il sistema ombra (ossia le “non banche” che operano come banche nel mercato ombra) ha una grandezza equiparabile a quello totale delle banche “ufficiali”. Complessivamente l’euro finanza (ombra) vale il 600 % del PIL dell’ eurozona. Ossia circa 60 mila miliardi di euro, contro i 10 mila miliardi del PIL prodotto dall’ economia reale della intera zona euro.
Questa entità finanziaria (Too big to fail- “troppo grande per fallire”!) si assicura così un dominio pressoché assoluto del processo politico e dell’ opinione pubblica anche tramite i media in suo stretto controllo.
Certo, il rapporto Liikanen della UE (del 2012) vorrebbe proporre un ritorno alla legge USA Glas – Steagall del 1933, che separava le Banche depositarie dei soldi acquisiti dai clienti delle banche -da quelle di investimento che operavano solo speculazioni (ma non con soldi esclusivamente propri) sui vari mercati.
Ma la trasformazione di tutti i tipi di Banche in Holding effettive impedisce l’applicazione dei criteri di gestione più sicuri ed utili per i clienti delle banche.
In definitiva i banchieri sono ora dei “gangster” che difendono a spada tratta e contro tutti il loro orticello privato.

TSIPRAS CHI?
Egidio Scrimieri (blogger)

Vogliamo misurare lo spessore politico di certi che si considerano la sx italiana più illuminata? (vd Spinelli, Gilioli ecc)
Non soddisfatti della frammentazione attuale della sx, né dell’affidabilità dei principi ispiratori (che più che inaffidabili appaiono inesistenti) della sua parte maggioritaria (il PD), essi propongono ora:
a) l’affiliazione con un partitino greco (Syriza) che, seppure al 2° posto in Grecia conta un numero complessivo di proseliti non tanto diverso da quello annoverato da uno qualsiasi dei piccoli frammenti della sx nostrana (SEL, Rivoluzione Civile.. )
b) il rispolvero di ideologie paleozoiche come il maoismo e trotskismo, su cui si fondano la maggior parte dei gruppi (ΑΠΟ, KOE, DEA, KEDA, KOKKINO, XEKINIMA… ) confluiti poi nel carrozzone Syriza.
Concludo con un detto della Murgia pugliese: “ma cum’è ch nun ge scoppje a kep?” (trad.: come mai un così incontenibile acume intellettuale non provoca l’esplosione delle teste di costoro?)
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La “bella sx” vagheggiata da Corradino Mineo: :-DDD
”Se una sx vuole ancora esistere, che smetta di piangere e guardi al futuro. Sfidi il premier sui diritti, la lotta alla corruzione, le proposte per stare in Europa. Ingaggi una lotta “a morte”, culturale e politica, contro Grillo e Casaleggio, che sono il peggior lascito di Berlusconi (?), gli untori che prima sguazzavano nel sogno liberista(!!??) e, dopo la peste della crisi, si aggirano torvi promettendo l’apocalisse.” :-DD

Ma dove l’ha persa la testa, costui? Capisce quello che scrive o è totalmente matto?
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TUTTI I DUBBI SUL GOVERNO RENZI
Jlondon (blogger)

I primi provvedimenti di Renzi sono l’esatto opposto di quanto dichiarato, lo so che siamo in emergenza ma magari io avrei eliminato quei costosi bidoni degli F35, avrei sciolto con effetto immediato almeno una cinquantina fra enti inutili e simili, avrei ridotto con effetto immediato i vostri stipendi a metà, avrei posto il dignitoso limite massimo per le pensioni dei boiardi alla dignitosa cifra di 5000 euro. E poi la legge elettorale non è che un restiling del porcellum. Con gli swoshh bum crash bang non è che si combina molto. Renzi vuole uno stile americano? E allora lasciate stare Kennedy e Obama andate a Rooswelt, quello che portò in tempi di fame simili ai nostri la tassazione dei grandi capitali al 90%, perché il popolo italiano è anche disposto a tirare la cinghia ma almeno vorrebbe vedere che chi lo ha spolpato con la finanza creativa di questi anni paghi, non è giustizialismo ma reciprocità. Avete la Guardia di Finanza, usatela come va usata e i servizi segreti invece di portarli in Val Susa usateli contri gli speculatori finanziari, sarebbe un bel segnale. E dateci una legge elettorale degna di una democrazia parlamentare. Ridateci la nostra sovranità
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RENZI IL FURBETTO
Annamaris

E “intanto”: mentre la ‘gente comune’ sta come sta, e qualcuno che non ce la fa più si dà fuoco, qualcuno invece si butta giù e qualcun altro magari s’impicca, LUI, il giovane brillante e generoso che avanza, LUI che ‘ci mette la faccia’ e rischia tutto, ma proprio tutto per il ‘bene comune’…LUI…
Sorpresa! LUI è anche una personcina previdente e pensosa della propria pensione che- ancorché giovane- ha GIÀ messo al sicuro da ben 10 anni: col simpatico trucchetto di farsi assumere come dirigente dalla ditta di mamma e papà quando matura la sua candidatura alla Provincia, mettersi in aspettativa subito dopo, a un passo dalla sicura elezione…e oplà, il gioco è fatto: per 10 anni prima la Provincia, poi il Comune, gli pagano una ricca pensione da dirigente!
Truffa legalizzata- a quanto pare- praticata non solo da lui (anche da Zingaretti, per es.), ma alla portata ’solo’ di chi è casta, di chi è cricca, di chi è cosca.
Vergognoso privilegio che si sommerà a tutti gli altri privilegi che verranno.
Il giovane generoso e impavido che non ha nulla da dire sulla riforma-Fornero, quella destinata agli “altri”…

JOBS ACT
Costi e omissioni del piano di Renzi per il lavoro.

Taglio dell’Irap del 10% finanziato dall’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie. L’Irap vale 33 miliardi all’anno e serve a finanziare la sanità delle Regioni. Ammesso che Renzi voglia ridurre del 10% solo l’Irap privata, che vale 20 miliardi, dovrebbe comunque trovare 2 miliardi di copertura, lo si capisce che questo vuol dire aumentare le tasse del 20%!!! E voi pensate che un governo fatto di bocconiani e di persone del Fm tasseranno le rendite finanziarie???

Energia: ridurre il costo del 10 % per le aziende attraverso un taglio degli “incentivi cosiddetti interrompibili”. Peccato che a Otto e Mezzo Renzi avesse detto cose ben diverse! Tagliare gli oneri di distribuzione, cioè far pagare il conto alle reti (Terna e Snam) e ai venditori di energia. La nuova proposta invece mira a ridurre quei 600-700 milioni all’anno dati a grandi aziende disposte a subire un’interruzione della fornitura di energia. Il costo viene scaricato sulle altre imprese. Tagliare questi incentivi “interrompibili” avrà come effetto immediato quello di far salire i costi per alcune grosse aziende. E’ utile?

Assegno universale per chi perde il lavoro, con obbligo di seguire un corso di formazione e di non rifiutare più di una proposta di lavoro. Ma Renzi non lo sa che l’assegno universale esiste già? E’ l’Aspi già introdotta dalla Fornero nel 2012, per cui perde il diritto a riceverla chi “non accetti una offerta di un lavoro superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto”. L’unica cosa che Renzi può fare è ridurre i requisiti necessari per accedere all’Aspi. A meno di non voler rivedere del tutto gli ammortizzatori sociali a partire dalla cassa integrazione

Obbligo di rendicontazione online per ogni spesa per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Il pozzo oscuro della Formazione professionale assorbe 600 milioni l’anno senza controlli. Non è detto, però, che una volta controllati i fondi il lavoro lo si crei davvero o i corsi divengano davvero formativi.

Eliminazione del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Serve a contrastare l’inamovibilità dei dirigenti della Pa anche se incapaci. Eliminare la garanzia dell’incarico a tempo indeterminato rende i dirigenti più soggetti alla politica.

Trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati devono pubblicare online ogni entrata e uscita. Sarebbe una novità positiva, in particolare per le spese delle Pa. Ma anche per partiti e sindacati, finora esentati dal rendere trasparenti i loro bilanci. Ma lo farà? Dopotutto sono gli stessi partiti a dover votare la legge e questa va contro i loro interessi.

Nuovi posti di lavoro per 7 settori (Cultura-Turismo-agricoltura, Made in Italy, Ict, Green economy, Nuovo Welfare, Edilizia , Manifattura), il Jobs Act promette singoli piani industriali. Qui abbiamo solo i titoli poi il vuoto. In Italia le cose non si fanno quando ci sono le leggi, figuriamoci quando ci si limita ad annunci generici! Abbiamo già avuto 10 mesi di annunci generici di Letta e ci bastano!

Presentazione entro 8 mesi di un codice del lavoro. Sono già scaduti i primi termini delle famose riforme. Scadranno anche gli 8 mesi. Amen.

Riduzione di 40 forme contrattuali. Ma di che parla? Le forme di lavoro previste dalle leggi attuali sono già 40 e quelle in uso non arrivano a 10 (tempo indeterminato o determinato, contratti a progetto, lavoro interinale, lavoro stagionale, le “false” partite Iva, lo staff leasing e poco altro). (Livia: Vogliamo altre tipologie di lavoro? Come fare lo stesso lavoro a metà stipendio, o essere assunto come portantino per fare il medico? O il modello Amazon: lavoro malpagato e vita senza dignità per produzioni scadenti e margini di profitto più ampi per aziende mediocri. Servizi pubblici sempre più in deficit perché meno persone hanno contributi decenti. Altro spazio per la fame privata di denaro e di affari.)

Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti. (Livia: come spiegava Nanni Loy nel suo film su Napoli: apprendisti che invece che a scuola vanno a lavorare imparano il mestiere. Ma poi il lavoro non l’avranno. Quando dovrebbero arrivare la tutele, il padrone prende un altro apprendista. Costa meno. Con la considerazione che spesso si lavora molto di più di quanto stabilito per contratto e senza alcun tipo di contributo.)
Questo era stato proposto da Boeri e Garibaldi e si basa sull’idea che basti un contratto e poi le garanzie si potranno dare entro 3 anni. Dunque prima le garanzie non c’erano, ora sono in processo? Si chiama in modo diverso la stessa cosa?

Agenzia Unica Federale che coordini i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali, insomma un’Agenzia unica sostituirebbe l’Inps. Ma i 556 Centri diffusi in Italia non servono a niente, sono solo una macchina mangiasoldi, danno lavoro solo al 3,7% dei richiedenti, mentre in Germania la percentuale è del 13%. L’agenzia unica può servire a coordinare meglio ma se il lavoro non c’è, non c’è.

Legge sulla rappresentatività sindacale e rappresentanti eletti dai lavoratori nei Cda delle grandi aziende. La legge è già in discussione alla commissione Lavoro della Camera. La si potrebbe approvare in poche settimane rendendo felici sia la Fiom che la Cgil. Sull’ingresso nei Cda delle aziende: il sistema tedesco prevede la presenza dei lavoratori in Consigli di sorveglianza con possibilità di intervenire sulle scelte aziendali e, anche, di nominare i manager. Ma non di divenire azionisti o amministratori dell’impresa.
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UNA POLITICA REALISTICA
JDesmond (blogger)

“Se credete non ai “sogni” ma a un disegno di Paese imperniato sui diritti sociali e civili, non è né con Renzi né con i suoi vecchi avversari abbracciati che troverete una risposta.”
A tenere in piedi il PD è proprio un intreccio simile a quello che fino a 5 anni fa era espresso da Berlusconi: i sogni di tanti (ma molti meno di ieri) sprovveduti e la complicità dei corrotti. Bersani faceva lo stesso, ma gli illusi non furono abbastanza da permettergli di vincere le elezioni. Ha poi cercato di salvare i complici impedendo la nascita del governo di Alte Personalità sostenuto dall’esterno con il M5S, e impedendo l’elezione di Rodotà. Letta non ha mai affascinato gli illusi, ma grazie a Napolitano ha garantito l’impunità della rete oligarchica, ma ha fallito (grazie al M5S) nel tentativo di abbattere la costituzione democratica, condizione indispensabile per salvare il regime inaugurato da B e oggi incarnato dalla dirigenza del PD.
Renzi torna ad affascinare una parte degli illusi per assicurare una spartizione del potere e delle risorse alle bande dell’oligarchia, ovviamente privilegiando la sua rete personale di complicità. Ha più possibilità di Letta di cambiare la Costituzione per consolidare il regime di impunità e saccheggio di cui è uno dei capibastone.
Basta leggere i commenti dei piccoli troll, indistinguibili persino nei dettagli da quelli dei vecchi berlusconiani, per accorgersi quanto tengano a questo disegno eversivo. Il problema è la velocità con cui si eroderà la base degli illusi senza il cui sostegno il progetto di impunità e saccheggio renziano rischia di fare la fine di Letta. Per questo, per la nostra personale salvezza, è necessario sostenere le alternative già esistenti perché si sviluppino e si radichino sempre di più e più rapidamente possibile. La politica di Renzi è molto più realistica di quanto si immagina. La sx è meglio che si svegli. Realistica come l’eversione, la corruzione, le mafie e la rete di complicità che le intreccia, che ha divorato il paese, e che ora lui rilancia.
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Bric. 44
Si dice che Renzi dovrebbe solo liberarsi da un manipolo di malfattori che negli ultimi venti anni hanno rovinato questo Paese. Ma non viene il dubbio a chi lo dice che buona parte del manipolo di malfattori che hanno depredato il paese sia proprio in quel Governo in prima persona (la Guidi, e Lupi ad esempio la prima con le società di papà ed il secondo con Comunione e Fatturazione) o per interposte persone. E lo stesso Renzi? Lo ha letto l’ articolo di Di Nicola su come si fa a farsi un vitalizio a spese dello Stato. E il Galletti ? Il suo capo si spertica in elogi per il berlusca, anzi dice che tornerà con lui e Renzi lo mette nel Governo?
“Dobbiamo partire dalla crescita e dal lavoro.” Completamente d’accordo,
Ma Poletti (Coop), la Guidi (Confindustria e praticamente Ministra per conto di Berlusconi, come lui stesso conferma) potranno fare molto per rilanciare in modo possente la crescita e di conseguenza creare lavoro?
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DIAMO I 100 GIORNI A RENZI
Giorgio

OK. Diamo per l’ennesima volta i 100 giorni a Renzi. Diamoli come li abbiamo dati a Monti, a Letta, come ne abbiamo dati 10 volte tanto a Berlusconi ed a Prodi/De Benedetti.
Tutta l’urgenza di cui si ciancia da anni non esiste; è come quel medico che dice “Se non trasfondiamo subito il paziente muore!” e dopo 20 anni siamo ancora li a parlare di terapie d’urto da farsi in pochi mesi e il paziente sempre morente… muore, ma d’inedia.
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USA E FISCO
Berluscameno (blogger)

Ecco come in USA i manager delle società pubbliche e private e gli alti dirigenti della burocrazia USA avevano trovato il modo per sfuggire al fisco americano. Accusa del Senato USA: Credit Suisse (Banca svizzera) ha aiutato i più ricchi ad evadere le tasse. “Credit Suisse ha aiutato gli americani più ricchi (anche banchieri e alti dirigenti della burocrazia) a nascondere miliardi di dollari al fisco per diversi anni. È quanto si legge in un rapporto di 175 pagg del Senato americano in cui si accusa il dipartimento di Giustizia di aver fatto troppo poco per ottenere dalla banca svizzera i nomi dei circa 22.000 clienti americani. E’ da 4 anni che i procuratori federali si stanno occupando della vicenda, hanno incriminato 7 banchieri e lanciato un’inchiesta nei confronti della banca, ma – si sottolinea nel rapporto – nessun caso è ancora arrivato a processo.
I procuratori federali sono stati bloccati nel loro lavoro dal governo svizzero che ha impedito alle banche di consegnare informazioni dopo che la sua banca più grande, Ubs, le diede per 4700 conti nel 2009.
“Recuperare le tasse dagli evasori è di importanza vitale per il nostro debito. Queste persone stanno frodando non solo il governo americano ma gli americani onesti (e le imprese oneste)che pagano le tasse”.
“Inutile dire che in Italia il cambiamento vero della PA deve partire dall’alta burocrazia. Vedremo se il ministro Marianna Madia (?)darà seguito ai propositi di introdurre misure per l’Italia sconvolgenti (sic!) come la licenziabilità degli alti dirigenti o l’obbligo di rotazione degli incarichi dirigenziali dopo un massimo di 6 anni. Un grimaldello che potrebbe mettere in crisi incrostazioni di potere tipo quelle sedimentate intorno a figure conosciute. Anche se per sbriciolarle completamente manca un passaggio. Ovvero, che le leggi siano scritte in modo chiaro e trasparente, e soprattutto che per essere attuate non abbiano bisogno di decreti attuativi, norme o circolari ministeriali (fonti di indicibile corruzione dirette dalle varie Lobby – votate da nessuno).Quello attuale è un sistema che espropria il Parlamento del potere di legiferare affidandolo a meccanismi nebbiosi manovrati da una alta burocrazia ottusa e autoreferenziale corresponsabile dell’immobilismo del Parlamento.Con il risultato che tutto finisce nel pantano. A ottobre 2013, autoreferenziale corresponsabile dell’immobilismo del Parlamento.Con il risultato che tutto finisce nel pantano. A ottobre 2013,per rendere operative leggi emanate a partire dal “governo Monti” mancavano 469 provvedimenti di attuazione!”
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Bric
Purtroppo anche Bersani ha subito il “principio di Peter” che recita:
In qualsiasi organizzazione gerarchica, ogni componente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza”.
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Stefano
Le stalinarie sono quelle nelle quali gli elettori del PD hanno versato 2 euro per sostituire il burattino Letta con il burattino Renzi.
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Mauro Mungai
Sono ormai quasi 70 anni che ci sono porzioni di sinistre varie guidate dai vari Masanielli di turno che abbaiano alla luna. L’es. più noto di questi pseudo rivoluzionari è Bertinotti che aiutato dal suo vice Vendola riuscì ad abbattere il governo Prodi con la scusa che ci voleva ben altro.
Se in tutto questo tempo a sx della sx non è mai nato niente di serio e duraturo una spiegazione ci sarà.
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Annamaria
“Quando si decideranno a mantenere la schiena diritta?”
‘Dritta come?
Come quella del Civati, o come quella del Mineo?
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L’OLIGARCHIA CHE DISTRUGGE L’EUROPA
Berluscameno (blogger)

Ma dove è scritto che dobbiamo accettare di essere distrutti come nazione e come popolo da 4 Economisti di dubbia origine intellettuale (assoldati da alti burocrati e biechi personaggi da operetta europei, che si definiscono “banchieri” (gangster) e che vogliono affibbiarci le cure amorose della Austerity teutonica, tramite l’applicazione di una teoria economica completamente sballata (per il periodo recessivo e depressivo in cui viviamo) e degna solo della “pattumiera” della Storia?
È in definitiva la storia di un progetto (eversivo) che vuole l’Europa governata da una oligarchia. Ecco la storia di un grande inganno, un inganno che inizia con il cedere illecitamente, proteggendosi con il segreto, la funzione sovrana dell’esercizio della politica monetaria a privati. Inoltre nello sfuggire alle responsabilità del proprio operato depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione; continua nell’approfittare delle “passate “ferie estive per ratificare un Trattato UE con cui vengono cedute le nostre restanti sovranità (legislativa, economica, monetaria, salute, difesa, ecc.) ad una oligarchia non eletta e che nessuno conosce. E si conclude in ultimo, nel dare il potere a qualche politico (baciapile) di poter privare i cittadini dei loro diritti umani semplicemente con una parola. Così, quando i cittadini si renderanno conto che hanno perso tutto, che la loro vita viene decisa da una oligarchia di potenti non eletti democraticamente, quando si renderanno conto del grande inganno in cui sono caduti non sarà loro concesso neanche di reagire o protestare, perché basterà una sola parola per trasformare la reazione in “azione terroristica” o la protesta in “insurrezione”, legittimando così la sospensione dei diritti umani e l’applicazione della pena di morte. Il tutto, poi, verrà coperto con il segreto di Stato.
“Una importante rivista inglese accusa governi e autorità europee, ed elogia i paesi, come Islanda e Finlandia, che hanno respinto i diktat del Fondo Monetario o dell’Unione. Dopo la crisi acuta del 2008, Reykjavik disse no alle misure che insidiavano sanità pubblica e servizi sociali, tagliando altre spese scelte col consenso popolare. Non solo: capì che la crisi minacciava la sovranità del popolo, e nel 2010-2011 ridiscusse la propria Costituzione mescolando alla democrazia rappresentativa una vasta sperimentazione di democrazia diretta. Non così è accaduto in Grecia. L’Ue l’ha usata come cavia, e lì assistiamo a un’ecatombe senza pari. Il popolo greco sopravvive grazie all’eroismo di ONG e medici volontari: i Greci che cercano soccorso negli ospedali “di strada” son passati dal 3-4% al 30%. S’aggiungono poi i suicidi, in crescita come in Italia: fra il 2007 e il 2011 l’aumento è del 45%. In principio s’ammazzavano gli uomini. Dal 2011 anche le donne. Ormai la Spagna, e l’Italia, sono molto vicine all’inferno greco voluto dalla Merkel.
La Grecia prefigura il nostro futuro prossimo, se le politiche del debito non mutano e se scende ancora la spesa per i servizi sociali. Anche in Italia ci sono ospedali di volontari, come Emergency. La luce in fondo al tunnel è solamente una menzogna impudente.“
Senza purtroppo denunciarla, Renzi ha svelato (nel suo intervento al Parlamento) la banalità di una illusione di crescita vista “solo “ dal Saccomanni di turno al ministero dell’Economia. “L’Europa non dà speranza se fatta solo di virgole e percentuali”; “l’Italia non va a prendere la linea per sapere che fare, ma deve dare all’Europa un contributo fondamentale”. Purtroppo nessuno è stato informato di quale natura debba essere quel contributo. Si potrebbe suggerire ai furbacchioni ritenuti “economisti “ in Europa, ma definiti in USA da alcuni altri economisti come crudeli mistificatori, che vadano a rileggersi i propositi di Obama per rilanciare la crescita e lo sviluppo e la diminuzione massiccia della disoccupazione in USA. La FED (USA) tramite un massiccio intervento pubblico nel mercato con massicce iniezioni di liquidità di Quantitative Easing, ossia con le corrette manovre economiche “non convenzionali” che i nostri Attuali economisti al Governo dovrebbero “raccomandare “ caldamente agli economisti gestori della Bce. Non si vince la recessione, la depressione e la dilagante inflazione esistente attualmente in Italia con una politica di Austerity. I nostri economisti al Governo “interpretano il risanamento come fattore di disciplinamento sociale”. Ma forse le cose stanno molto peggio: in Grecia il “risanamento” riduce le popolazioni, cominciando da bambini e anziani.
Regna sovrano l’oblio storico di quel che è stata l’Europa, del perché s’è unita. Dopo il ‘14-18 la Germania fu trattata come oggi la Grecia: sconfitto, il paese doveva soffrire per redimersi. Solo Keynes insorse, indignato. Nel 1919 scrisse: “Se diamo per scontata la convinzione che la Germania debba esser tenuta in miseria, se i suoi figli debbono rimanere nella fame e nell’indigenza, se miriamo deliberatamente all’umiliazione dell’Europa centrale, la vendetta non tarderà”.
E la vendetta si fece viva con Hitler al potere, per cui ben diversa e più saggia fu la risposta nel 2° dopoguerra. Quella via andrebbe ripercorsa e potrebbe sfociare in una saggia “Conferenza europea sul debito”, che condoni ai paesi in difficoltà parte dei debiti, connetta la durata dei rimborsi alla crescita e dia all’Unione dei Paesi europei dei poteri politici reali e risorse per lanciare un New Deal di ripresa collettiva. È già accaduto.
In una celebre conferenza a Londra nel 1953, indetta dai i Paesi ”vincitori “ della guerra contro gli spietati nazisti, si decise di ridurre quasi a zero i debiti contratti dai Tedeschi nell’ultima guerra della Germania. E i risultati non produssero morte, ma vita. Fecero rinascere la democrazia tedesca. Non c’era spazio, a quei tempi, per i pseudo economisti “austerici “ che oggi tornano ad affollare le scene europee con la loro errata teoria dell’“Austerità teutonica”.

LA GUIDI

Alessandro Gilioli ci parla dell’intervista al Corriere della neoministra Federica Guidi. Che, nello smentire qualsiasi conflitto d’interessi, parla sempre della Ducati in prima persona plurale: «Partecipiamo, abbiamo, esportiamo» etc. E che, nello smentire la vicinanza a Berlusconi, racconta di essere stata contattata poco più di un anno fa per una candidatura nel Pdl: candidatura poi rifiutata non per lontananza dal Pdl medesimo, ma «perché non ho voluto mai scendere in politica e avevo un bambino piccolo». Pazzesco!
(Per rimediare ai guasti di un lavoro che sempre più viene delocalizzato all’estero di sceglie proprio una delle imprenditrici italiane che più delocalizza!)

QUELLI CHE LA RIVOLUZIONE
Sergio Di Cori Modigliani

Ci sono quelli che vogliono fare la rivoluzione perché sono per il cambiamento (si trovano in ogni paese); ci sono quelli che non vogliono fare la rivoluzione perché sono per la conservazione (si trovano in ogni paese); infine ci sono quelli che la rivoluzione la farebbero perché il cambiamento lo vorrebbero ma non hanno idea come si faccia a passare dal condizionale al tempo presente (si trovano soltanto in Italia).
Dice Civati: “Io voterei pure contro questo governo al Senato, perché io sono contro, e i miei senatori pure. Però voglio restare nel PD e quindi voterò a favore”.
Il paese delle meraviglie italiote.

I GARANTISTI
Toni

Blair ha avuto un incontestabile merito: quello di permetterci di identificare immediatamente come destri tutti quelli che lo consideravano di sx.
Chiedere all’inquilino del Quirinale la lotta alla mafia è impresa impossibile. Se ci facciamo la domanda ci diamo anche la risposta.
I “garantisti” in Italia non battono ciglio quando si istituiscono dei centri di detenzione per gruppi etnici, senza processo, senza avvocati, senza possibilità di comunicare con il mondo esterno. In condizioni peggio che carcerarie.
I “garantisti” in Italia sono quelli che applaudono quando la polizia manganella gli studenti in piazza, o li tortura. O uccide ragazzini per divertimento.
I “garantisti” sono quelli che “per ragioni tecniche” non è possibile mettere un numero di riconoscimento ai celerini (l’ha chiesto solo il M5S).
I “garantisti” sono quelli che usano le leggi fasciste su “devastazione e saccheggio” – scritte per scenari di insurrezioni generali – per condannare chi rompe la vetrina di una banca. E che allargano il concetto di “terrorismo” anche a chi rompe un compressore. Tanto per dare anni di galera a casaccio per spaventare i dissidenti politici. I “garantisti” esultano per gli anni di galera dati a chi brucia un’auto che ha appena fatto una carica non preannunciata a un corteo legittimo.
In Italia “garantista” significa essere fascisti. Significa chiedere la forca per chiunque dissenta dal regime e stracciarsi le vesti tutte le volte che un potente (e i suoi parenti e amici) viene condannato a pene anche lievissime per reati gravissimi.
Il governo italiano e il suo sponsor (uno che appoggiava le repressioni con i carri armati in strada) sono notoriamente garantisti.
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Robert
Non so se ve siete accorti, ma è iniziata un’altra “notte della repubblica”.
Nel senso che la Democrazia è in pericolo e il pericolo viene dall’interno delle istituzioni.

E’ DEMOCRAZIA CIO’ CHE FAVORISCE I MOLTI
Tonii

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia” dice Pericle. La democrazia non è sinonimo di elezioni (ad Atene si tirava a sorte). Le elezioni sono una tecnica. Ma la democrazia trascende il dato tecnico e punta al fine: “favorire i molti”. È il fine che definisce la democrazia. L’interesse collettivo.
Oggi abbiamo di tanto in tanto delle elezioni che hanno come scopo quello di imbastire una farsa, una rappresentazione di democrazia, una sceneggiata vuota, il cui scopo è esattamente quello di farci credere che siamo in democrazia perché ci sono delle elezioni. Ma il risultato effettivo è che siamo in una oligarchia che favorisce “i pochi” mentre butta fumo negli occhi ai “molti”.
E il governo renziano è il distillato di pochi poteri forti, oligarchici, che si impongono sull’interesse generale. ed è persino privo della foglia di fico delle elezioni.

IL MITO DELLA CRESCITA INFINITA
Giorgio N (blogger)

Il paradigma della “crescita infinita” andrebbe rivisto in modo radicale.
Vi è sempre maggiore consapevolezza che il dogma di un Paese che funziona solo se “cresce” continuamente è una costruzione teorica che in Italia ha funzionato fintanto che il Paese era più arretrato rispetto ad altre nazioni dell’occidente – penso al dopoguerra ed al boom degli anni 60 che lei ha ricordato.
Ora semmai il tema è quello di trovare un equilibrio tra risorse finite e un surplus di offerta rispetto alle reali necessità. I temi sui quali si gioca il futuro sono:
– il consumo del suolo e la riqualificazione edilizia (con tutto quello che comporta essere uno degli stati con la più alta densità abitativa e con un dissesto idrogeologico da terzo mondo);
– le risorse energetiche (per quanto tempo potremmo permetterci di acquistare energia all’estero? Come siamo messi a rinnovabili? Qual è il nostro tasso di “autarchia energetica”? Qual è il livello minimo di sussistenza che siamo disposti a tollerare?…);
– la discrepanza tra economia reale e finanza (come si determina il valore di un bene? Che paletti definire per il mercato alla luce delle recenti crisi determinate soprattutto da prodotti tossici finanziari?)
– more to come…
Non serve a nulla incaponirsi a voler produrre lavatrici a prezzi concorrenziali con la Polonia (e dopo la Polonia ci sarà l’Ucraina e dopo la Turchia e dopo ancora l’Azerbaijan…) quanto invece recuperare, modernizzandola, la piccola manifattura di base che da qualche decennio abbiamo demandato all’estremo oriente (made in China above all). L’Italia del boom degli anni 60 non c’è più e non ci potrà essere più. Ora le praterie stanno nell’affrontare in maniera creativa e diversa le sfide di una economia del “prima il necessario e poi, se ce n’è ancora, il superfluo” senza dover tornare a vivere come negli anni 50 in un paese a prevalenza agricola, dove il frigorifero e la lavatrice erano un lusso e dove metà della popolazione non aveva servizi igienici con acqua corrente…

IL PESSIMISMO DELLA RAGIONE E L’OTTIMISMO DELLA VOLONTA’
Desmond (blogger)

“L’ottimismo che nasce come sentimento slegato dalla realtà politica e dalla sua mancata comprensione è, dunque, inutile, oltre che dannoso, dal momento che si presenta come elemento atto ad indebolire le masse e a rinforzare i potenti di turno.”
Il concetto è ben riassunto nell’espressione “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”. L’ottimismo ha senso solo come approccio per il raggiungimento di un obiettivo per ottenere il quale vanno identificati i mezzi attraverso l’analisi razionale della situazione reale. Non è un caso che chi accetta la devastazione della costituzione, cioè dell’unico ostacolo rimasto sul cammino del consolidamento dell’oligarchia di governo, ignori del tutto la premessa razionale per appellarsi ad un vuoto ottimismo. È lo stesso approccio di chi dice che la colpa della crisi è di chi non ha fiducia. Ed è divertente notare che a sua volta questo approccio somiglia tanto al vecchio “credere, obbedire, combattere”.
Oggi, per credere, si ha bisogno che la realtà sia ignorata.

SPINOZA

Abbiamo il premier più giovane d’Europa. Ma non è una scusante.

Renzi ha superato Mussolini come più giovane presidente del Consiglio. E adesso via con la prova sindacati.

Renzi: “Siamo la generazione Erasmus”. Quindi per sei mesi non faranno un cazzo.

Questa nuova alleanza consegna l’Italia a Berlusconi. “Oh grazie, ma ce l’avevo già”.

L’Ucraina è un paese spaccato in due, con una spesa pubblica fuori controllo e il governo paralizzato dalla dipendenza energetica. Secondo me hanno bisogno di una nuova legge elettorale.

L’Unione Europea minaccia sanzioni se le violenze in Ucraina non finiscono. Potrebbero addirittura farli entrare.
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