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Thursday August 17th 2017

UNA GHIGLIOTTINA SULLA DEMOCRAZIA

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Blog di Viviana Vivarelli
(Le vignette sono di Bucchi)

La Boldrini applica la tagliola agli interventi dei 5 stelle per far passare un decreto infame che unisce l’abolizione della 2° rata dell’IMU a un regalo di 7 miliardi e mezzo alle banche private – Il M5S presenta un atto di accusa contro Napolitano – I misfatti del Presidente della Repubblica – Bilancio infausto dell’Italia – I referendum sulla legge elettorale – Per i giuristi l’Italicum è più incostituzionale del porcellum – Partiti che hanno in odio il Parlamento e la democrazia

Non c’è limite al peggio!
Non bastava il peggior Presidente della Repubblica della storia.
Dovevamo avere anche i peggiori Presidenti di Camera e Senato!!
La Repubblica democratica è in totale dissoluzione.
E su questa rovina dovevamo assistere anche alla pagliacciata del “Bella ciao!”??!! cantato da quelli di Sel, che ha suonato come un De Profundis su chi i valori democratici li ha ripudiati da tempo.
Chi è morto per rendere libera l’Italia dal gioco nazista e la vede oggi prona sotto il tallone della Bundesbank per gli interessi del sistema bancario con una casta spregevole che firma la nostra rovina si rivolterà nella tomba.
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…se davvero pensate che la democrazia sia questa e credete di viverci, andiamo molto male
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ll tempo della vita è breve ma può diventare lungo se camminiamo sulla testa dei potenti
Shakespeare
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Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. “
Blaise Pascal
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Il potere è l’afrodisiaco supremo.
(ma chi ne abusa perde la sua coscienza)

Grave scandalo alla Camera per la decisione della presidente Boldrini di vietare gli interventi ai 5stelle. Tafferugli in aula e violenze. La legge passa a forza, mentre la Boldrini scappa. 80 anni fa lo stesso bavaglio fu applicato dal fascismo alle minoranze. E l’epilogo fu tragico. Gli stessi che ci additavano come fascisti, estremisti, dittatori, oggi realizzano pratiche da dittatura.
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Noodles84
Non c’è più scampo alcuno per il partito unico dello status quo, della menzogna eretta a sistema (con la collaborazione di un’informazione asservita, delirante e mistificante), della corruzione come modus vivendi: Pd e PdL, insieme alle loro propaggini che si spacciano per opposizioni, sono destinati alla cloaca della storia, del fallimento e della dimenticanza. E si trascineranno con loro un paese che non ha saputo vigilare, essere responsabile ed onesto, difendere i normali e minimi diritti. Non c’è alcuno scampo per tutti coloro che avranno preso la verità, la giustizia, l’onestà, la cura degli altri e l’avranno gettate nella spazzatura, anche quando apparentemente la vita sembrerà premiarli e confermarli. Ci sono una verità e un senso radicali in ogni persona che non possono essere sconfessati, per quanto ci si affanni a non vederli.

Una parola è solo una parola e cioè vento!.
Ma i misfatti di questi delinquenti sono costati la morte di un popolo.
E non c’è ossequio al regime che possa renderla tollerabile.
Qui si sono superati di gran lunga tutti i freni a qualunque civiltà e democrazia.
E non sarà certo il ‘boia’ di Sorial l’insulto peggiore.
Sono tutti da una.
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Cosa era successo?
Letta ha tentato di far passare un decreto iniquo, che univa l’Imu all’ennesimo regalo alle banche di ben 7 miliardi e mezzo. Pd e Pdl erano pronti a votarlo. Solo il M5S ha tentato con l’ostruzionismo di porre un freno a questa nuova vergogna. La Boldrini allora ha minacciato di tagliare gli interventi dei 5stelle e di votare il decreto alla svelta. Non è la prima volta che usa il regolamento parlamentare per tagliare i diritti del parlamento. I 5stelle hanno protestato. Ma Nap stava per avallare la procedura d’urgenza chiudendo la bocca al M5S. Allora, in una conferenza stampa, Sorial ha detto che Nap tagliava la testa all’opposizione era ‘ un boia’. Il minimo!
Ora tutti urlano allo scandalo. Ma regalare 7 miliardi e mezzo alle banche cos’era? Un’opera pia?
Oltre tutto il diritto di imbavagliare l’opposizione nel regolamento della Camera nemmeno c’era!
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In modo truffaldino, il Governo Letta aveva presenta un decreto omnibus che conteneva l’abolizione dell’Imu insieme a tre regali per le banche private, in modo da condizionare chi voleva la prima al voto per i rimanenti.
Basta coi decreti Omnibus! Dovrebbero essere incostituzionali! Sono truffe belle e buone!
Nel 2006 fecero un decreto per i giochi invernali di Torino e ci misero dentro la Fini-Giovanardi con norme contro l’uso e lo spaccio di droga che non distinguono nemmeno droghe pesanti da leggere, pochi giorni fa hanno fatto una legge contro il femminicidio e assieme a contenuti giusti a favore delle donne ci hanno infilato una serie di leggi a favore della Casta (il No all’abolizione delle Province, misure repressive antiTav, leggi per i vigili del fuoco e addirittura regali a chi fa fuochi d’artificio..), oggi Letta fa questo decreto dove assieme al blocco dell’Imu mette proditoriamente 7 miliardi e mezzo di aiuti alle banche private e poi il Pd, contro le rimostranze del M5S, rifiuta in tutti i modi di dividere le due leggi, una accettabile e l’altra aberrante, tenta la fiducia e alla fine per non far scadere il decreto, la Boldrini imbavaglia il voto. E ancora c’è chi sta a parlare di galateo? Queste sono truffe!! Sono ricatti vergognosi!! Non è democrazia! E’ delinquenza parlamentare!!

I 5stelle sono sfociati nell’emiciclo mettendosi delle fasce alla bocca a mo’ di bavaglio attaccati dagli altri parlamentari in una zuffa indecente dove un questore di Scelta Civica ha dato una botta in faccia a una deputata 5stelle. I benpensanti hanno gridato alla scandalo. Ma la vergogna non è stata la protesta coi bavagli. La vergogna è vedere un paese allo stremo che fa un simile regalo alle banche e che lo infila furbescamente in un decreto con l’abolizione dell’IMU!!!!!
I 5 stelle hanno fatto di tutto per staccare i due provvedimenti e farne due leggi separate, votando un SI’ assoluto all’abolizione dell’Imu e combattendo alla morte questo ennesimo e gravissimo regalo alle banche! Hanno provato tutte le vie ma non ci sono riusciti
La volontà delittuosa del governo Pd è stata irremovibile!
Del resto tutto discende dalla svendita che Napolitano ha fatto di questo Paese al sistema finanziario internazionale. Ed è per questo che ha nominato Monti, membro del Bilderberg e Letta, vicepresidente della Aspen: per portare a termine il saccheggio di questo Paese per arricchire una cricca ristrettissima di magnati che ha deciso di depredarci. Napolitano ci ha venduti a un nemico cinico e crudele che ci farà a pezzi. E il Pd presta i suoi voti a queste efferatezze.
E davanti a questo tradimento nazionale c’è ancora chi guarda al galateo??????
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Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile? Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere” (M. Bakunin).
Per questo il M5S si propone di limitare in ogni modo possibile il potere dei rappresentanti del popolo. Per questo ha ridotto gli stipendi, gli abusi e i privilegi e aborrisce la politica professionale a vita, permettendo solo due legislature.
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Mario di Genova: “Difficile limitare il potere, visto che il genere umano ha il senso del potere innato come la fame o la sete. Possiamo sperare che chi ha potere sia clemente ma rimarrà una speranza. Ieri in Parlamento è svanita la clemenza e la speranza.
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C’è una intera moltitudine che pensa che gli attuali sistemi di potere siano tutti degenerati o mai realizzati nella loro idealità potenziale.
Ci sono moltitudini che si battono per nuove forme di democrazia allargata che gli attuali gestori del potere sembrano esecrare.
Non so se arriverà mai un tempo e un luogo con una democrazia migliore, allargata, che non si limiti, come avviene oggi, al voto dato ogni tanti anni su liste prefabbricate dalle nomenclature partitiche con candidati svincolati da qualsiasi obbligo di mandato e persino da una fedina penale pulita. Ma come si fa a chiamare questo democrazia?
Poiché le regole del potere le detta il Potere, ci rendiamo conto che sognare una democrazia diversa è duro. Ma è dovere civile tentare!

Stanco di tutto questo, imploro di morte riposo
Come, vedere il merito nato a mendicare
E squallida nullità gaiamente agghindata
E la fede più pura miseramente tradita
E i più splendidi onori ignobilmente attribuiti
E la casta virtù brutalmente prostituita
E nobil perfezione iniquamente avversata
E forza disarmata da furtivi sgambetti
E il genio imbavagliato dalle autorità
E follia, con arie dottorali, opprimere saggezza
E leale franchezza chiamata semplicità
E il bene schiavo servire il capitano Male

Stanco di tutto questo, vorrei da questo esser lontano
Se non, morendo, abbandonassi solo l’amor mio

SONETTO LXVI – William Shakespeare

CON UNA DECISIONE A GHIGLIOTTINA LA BOLDRINI BLOCCA GLI INTERVENTI IN AULA IMPEDENDO AI 5STELLE DI PARLARE PER FAR PASSARE L’ORRENDO DECRETO CON CUI SI UNISCE L’ABOLIZIONE DELLA SECONDA RATA DELL’IMU AL REGALO DI 7 MILIARDI E MEZZO FATTO ALLE BANCHE
LA CAMERA SI STRASFORMA IN UN CAMPO DI BATTAGLIA E UN QUESTORE DI SCELTA CIVICA PICCHIA UNA 5STELLE

“La Presidente Laura Boldrini è riuscita a passare alla storia. Con voce tremante e mani malferme, in mezzo ad un’aula parlamentare trasformata in un delirio di proteste, ha annunciato la famosa “tagliola” e in appena un minuto ha fatto votare l’ignominioso decreto IMU/Bankitalia per poi scappare dalla porta posteriore. Si vergognava di essere quella che, per la prima volta in 70 anni di Repubblica, ha tappato la bocca alle opposizioni (e per fortuna che era stata presentata da Sel!) Il suo partitino servile nel mezzo del caos ha sfidato il M5S cantando “Bella Ciao” insieme al PD, come se il bavaglio fosse qualcosa da festeggiare. Gente senza dignità. Forse, la Boldrini si vergognerà ancora di più osservando le immagini dalla “sua” aula, quella che lei dovrebbe gestire. Insulti, parolacce, minacce all’indirizzo delle opposizioni, e l’inaudito gesto del deputato questore Dambruoso (Scelta Civica) che ha schiaffeggiato con violenza la cittadina Loredana Lupo rivendicandolo poi sfacciatamente. Tante prime volte, in una giornata nera per il Parlamento. E due donne: una principessa obbediente, ed una cittadina malmenata.
M5S Camera

Per tanti legalitari senza legalità che hanno parlato a sproposito, attaccando i 5stelle come se avessero violato una legge parlamentare, cito IFQ di oggi: Tommaso Rodano
Nel regolamento della Camera non esiste nessuna norma che attribuisca alla presidente il diritto della tagliola “(cioè di mettere un bavaglio all’opposizione).
La tagliola esiste solo al Senato, art. 78 comma 2 ma vale solo come minaccia, due presidenti hanno minacciato di ricorrere a questo strumento senza farlo, Violante e Fini, ma in 70 anni esso non è mai stato usato”.

http://www.repubblica.it/images/2011/11/07/074426069-bcb78fa8-fb16-44c1-8237-4e66b670b6a0.jpg” width=”70%” />

Sodoma e Gomorra

Turpemente si realizza il piano di golpe contro la democrazia di Licio Gelli.
Abbiamo una nuova P2.
Del resto molti insinuano che la Boldrini faccia parte della loggia anche se lei rifiuta con disdegno.
Certo questo spiegherebbe la sua rapidissima carriera che non è giustificata da meriti personali, vista lo scarso spessore del personaggio.
Come abbia fatto a uscire da Sel pone degli interrogativi inquietanti su Vendola.
Del resto, al di là delle chiacchiere, costui finora ha fatto gli interessi del Vaticano, di Confindustria, e dei peggiori imprenditori d’Italia come i Riva! Cosa ci sia di sx in tutto questo, io me lo chiedo!
Certo in una che difende così strenuamente il sistema finanziario e calpesta ogni principio democratico non riusciamo a vedere alcune traccia di sx, né comprendiamo cosa mai abbia visto in lei Vendola, per lanciarla nella terza carica dello Stato.
Certo è stata messa in quella poltrona per difendere gli interessi del sistema bancario che questo infame decreto finanzia con 7 miliardi e mezzo, mentre il Paese muore.
Che su questo scempio Sel possa cantare “O bella ciao” è un altro insulto alla democrazia e ai morti eccelsi di questo Paese, un insulto che Sel e il Pd dovranno giustificare davanti alla Storia.

Io sono una pacifista e non vorrei mai del sangue che farebbe il loro gioco, giustificando decisioni autoritarie anche peggiori, ma mi meraviglio che di fronte ad attacchi orrendi come quelli di ieri alla democrazia, alla giustizia e al bene del Paese, non ricominci l’era degli attentati politici.
Posso solo sperare che le belve che hanno fatto a pezzi la nostra democrazia, Napolitano e Boldrini in testa, abbiamo presto a sparire!
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Camelia Giova
Oggi la politica è gestita da spacciatori di fumo politico creato a DOC per tifosi della cosidetta DX=SX.
I 5 stelle sono l’unica forza politica che coerentemente si oppone a tutto ciò, e ridare dignità e forza politica a tutti i cittadini.
“Politica si faceva nel ’45, nel ’48 e ancora negli anni 50 e sin verso la fine degli anni 60. Grandi dibattiti, grandi scontri di idee e, certo, anche di interessi corposi, ma illuminati da prospettive chiare, anche se diverse, e dal proposito di assicurare il bene comune. Che passione c’era allora, quanto entusiasmo, quante rabbie sacrosante! Soprattutto c’era lo sforzo di capire la realtà del paese e di interpretarla. E tra avversari ci si stimava. De Gasperi stimava Togliatti e Nenni e, al di là delle asprezze polemiche, n’era ricambiato… i partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia.
I partiti di oggi sono soprattutto macchina di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.” Enrico Berlinguer
Re Giorgio non ricorda queste parole di Berlinguer.

Viviana

Sono nata in un Paese che non c’è
un Paese schizofrenico
che vuol dire frantumato, dissociato, psicotico, alienato
Le sue parti vogliono la secessione, la divisione, la frammentazione, la decomposizione, la depredazione, la devastazione, il saccheggio e la dissoluzione
Immaginate un organismo in cui le cellule si comportino allo stesso modo
ognuna in lotta con le altre
ognuna per prevalere essa stessa
nell’anarchia solipstica dell’egoismo più totale
di chi ha perduto ogni ragione e capisce solo il dominio
ognuna pronta a distruggere ogni altra funzione
lo stato sociale dal vedere e dal provvedere, la sopravvivenza dall’alimentare e dal metabolizzare, l’educazione dall’udire e del capire, la prevenzione dal fiutare e dal tutelare
Immagina un organismo in lotta con se stesso
che si divora
si cannibalizza
si strazia

si tortura
si agonizza
dove l’occhio uccide l’orecchio
ed entrambi fanno fuori la lingua
e mandano a fanculo l’intestino
e la bocca vomita invece di inglobare
il cuore lamenta un’assenza
che fa disperare
la circolazione è emofiliaca
il sistema nervoso è malato di SLA
e in questo bailamme
il cervello serve cellule cancerogene
le saluta come regine
inventa ogni trucco per salvarle
da ogni anticorpo salutare
e solo la morte vuol salvare
solo la morte vuole salvare

Brutti tempi aspettano la nostra democrazia!
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François Maria Arouet-blogger

IL PIÙ GRANDE CONFLITTO D’INTERESSI VIENE DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA FABRIZIO SACCOMANNI, infatti il Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Letta è un banchiere, scelto dai banchieri a rappresentarli, e con questo Decreto Legge regalerà la Banca d’Italia e il suo patrimonio di centinaia di miliardi di euro ai banchieri che lo hanno scelto. Il Decreto Legge 133 è incostituzionale, è contro la legge 262 del 2005, va contro la natura pubblica della Banca d’Italia, va contro l’interesse degli Italiani per favorire gli interessi dei banchieri privati e delle assicurazioni private italiane e straniere, che hanno scelto Saccomanni prima come Direttore Generale della Banca d’Italia e poi come Ministro dell’Economia del Governo Letta. Fabrizio Saccomanni non è mai stato eletto e da decine d’anni è ai vertici del sistema bancario italiano e internazionale. Per questo non può più fare il Ministro dell’Economia e non deve essergli consentito di regalare la Banca d’Italia ai suoi amici banchieri.

Questi fatti sono gravi campanelli di allarme di un golpe antidemocratico in atto. Ieri la Camera ha imbavagliato l’opposizione per forzare il passaggio di un decreto truffa che unisce Imu e regali alle banche private, una truffa che segue una serie di decreti truffa imposti al Parlamento con la forza, in cui si è messo di tutto. Poi questi fanno per telefono a due una legge elettorale costruita apposta per escludere il M5S e replicare gli abusi, così che chi vince governi per 5 anni indisturbato. Invece di togliere le Province, come chiedeva l’Ue, hanno tolto l’eleggibilità democratico dei Presidenti di Provincia. E ora vogliono togliere pure l’eleggibilità democratica dei Senatori, vogliono continuare a negare le preferenze agli elettori e ogni proporzionalità tra elettori e eletti. Ignorano milioni di voti e li buttano al cesso. Rubano miliardi ai disoccupati, alle tasse e allo sviluppo per arricchire le banche. Governano per decreto o con patti privati ignorando il Parlamento. Mirano al presidenzialismo. Mettono presidi militari su cantieri privati e su navi private per difendere mazzette o interessi illeciti. Aumentano le scorte armate e i privilegi ai politici. Li assolvono se delinquono. Si moltiplicano le cariche e ora si sono tolti pure il divieto di moltiplicarle. Si sono legalizzati le mazzette…Questa non è democrazia. E’ sporcizia.
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Napolitano è il peggiore Presidente di questa repubblica e ha tentato un golpe costituzionale peggiore di quello di Cossiga, per cui, come Cossiga, merita l’impeachment, anche se, visto il fronte compatto Pd/Pdl in Parlamento, dubitiamo che possa arrivare a buon fine. Oltre a ciò, il suo comportamento sulla vicenda Mancino, che fu Ministro degli Interni proprio nel fosco periodo del 92-93 quando stragi di mafia comandate da politici destabilizzarono il Paese preparandolo all’uomo forte Berlusconi, e la distruzione che ha comandato sulle intercettazioni nel processo Stato-Mafia hanno precipitato la sua figura nell’ignominia e nel sospetto.
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Che il Male esista e rialzi sempre la testa è una certezza.
Che l’ottusità di troppi rallenti il cammino della giustizia è un fatto.
Ma che non si accetti la sconfitta lo proviamo noi che siamo ancora qui a lottare.
E che nella storia il male non riesca poi a vincere in assoluto, lo provano le schiere dei giusti che da sempre continuano a combatterlo.

Perversioni
Un tempo gli Italiani venivano manganellati al canto di “Allarme siamo fascisti!”
Oggi a quello di ‘Bella ciao!”
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Prima Grasso e Boldrini hanno rimandato di tempi infiniti la formazione delle commissioni parlamentari per evitare che i 5stelle vi partecipassero.
Poi hanno appoggiato l’orrendo piano di Napolitano di modificare mezza Costituzione con i famigerati ‘saggi’ scelti da lui tra Pd e Pdl e tra cui non c’era nemmeno un 5stelle
Infine hanno tentato in tutti i modi di bloccare il M5S in Parlamento pur sapendo che rappresenta 9 milioni di cittadini e costituisce la prima forza eletta in Italia.
Ieri siamo arrivati al culmine della munnezza con la Boldrini che forza la votazione del decreto a favore delle banche private e vieta ai 5stelle di parlare!
Ora che altro faranno?
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Inutile dire che Bankitalia è considerata di diritto pubblico. Questo è solo un paradosso tecnico, visto che è formata principalmente da banche e assicurazioni private. Le quote finanziarie di partecipazione al capitale sociale sono per il 94,33% di banche e assicurazioni private, solo per il 5,66% di enti pubblici (INPS e INAIL).
Il famigerato regalo di Letta di 7,5 miliardi di soldi pubblici va dunque a banche e assicurazioni private, permettendo plusvalenze notevoli per i soci. Oggi gli azionisti che ne possiedono di più sono 4: Banca Intesa, Unicredit, le Generali e Cassa di Risparmio di Bologna. Poi vengono quote minori.
Col 1° regalo del decreto, il capitale di Bankitalia passerà da 156mila euro a 7,5 miliardi, ma non saranno i suoi azionisti a metterci i soldi bensì gli Italiani, in quanto l’aumento di capitale sarà finanziato con le riserve della Bankitalia, soldi accantonati per far fronte alle emergenze del Paese e che invece serviranno alle plusvalenze delle banche!
l decreto inoltre riduce loro le tasse sulle plusvalenze dal 16al 12%.
Col 2°regalo, mentre finora Bankitalia non poteva distribuire un utile superiore al 10% dell’attuale capitale sociale. Ora il capitale sociale è stato alzato a spese nostre e così ci saranno 450 milioni all’anno per gli azionisti. Quindi in appena 2 anni le banche si ripagheranno le tasse dovute all’aumento di capitale e a partire dal 3° cominceranno a guadagnarci.
Ricordiamo che gli utili di Bankitalia sono soldi pubblici (derivanti dalla gestione del contante) che venivano accantonati nelle riserve per far fronte alle emergenze del Paese.
Col 3° regalo, ogni azionista sarà obbligato a vendere le quote eccedenti il 3% e potrà vendere anche a stranieri. Il che vuol dire mettere in vendita Bankitalia, cioè un capitale nostro. E così si è creata una pioggia di miliardi per soli privati a scapito dei cittadini!
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Ma perché Letta ha legato questi regali all’Imu? Perché spera con questi imbrogli di far uscire per lo Stato il miliardo per ripagare l’Imu.
Ma la speranza di questo miliardo è mal riposta. A parte che sembra che sia una cifra inferiore, poi Letta sperava di riscuoterlo dalle nuove plusvalenze a cui ha fatto l’ulteriore regalo fiscale dal 16 al 12%. Il furbetto pensava anche di fregare la Bundesbank, che ha ordinato alla Bce di non considerare la rivalutazione delle quote come garanzia patrimoniale. Il decreto fissa come partecipazione massima delle banche in Bankitalia il 3%, dicendo però che Bankitalia può ricomprare le quote in eccesso per rivenderle e ciò porterebbe alle banche 4,2 miliardi, fregando la Bundensbak. Sarebbe da ridere se ora la Bce si accorgesse della truffa e ponesse dei divieti.

Napolitano, dalla sponda del fascismo universitario passò alla sponda opposta, quella del comunismo, in veste di burocrate di partito, comodamente installato nella capitalista Italia ben protetta dall’America. Quindi, con la caduta del Muro, istantaneamente, senza rimpianti e senza mai fare un vero mea culpa”, Napolitano – abile revisionista – si trasformò in presidente “super partes“.
(da Claudio Antonelli – Canada)
E ora il ‘super partes’ tutelerebbe queste truffa per il privato!

Sull’ostruzionismo, che è un lecito mezzo di lotta parlamentare, Lalla scrive:
Forse è il caso di ricordare cosa dicevano a proposito dell’ostruzionismo due delle figure più nobili della storia del nostro Parlamento:
L’essenza del Governo parlamentare sta nella libertà illimitata di discussione, e quindi l’ostruzionismo non è un’offesa alle istituzioni parlamentari, ma la pietra di paragone.” (Luigi Einaudi)
e ancora:
“E’ indubbio che l’essenza del Governo parlamentare sta nel diritto della maggioranza di votare le leggi. Una maggioranza che si offende al pensiero di una lotta senza quartiere da combattere contro una minoranza prima di giungere ad attuare i suoi voleri, è la tirannia” –(Sandro Pertini)
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Semmai è da chiedersi come mai contro le inique leggi ad personam di Berlusconi, il Pd, quando non era al governo, non ha mai sperimentato l’ostruzionismo, usando per lo più opportune assenze in aula (opportune ovviamente per Berlusconi!)
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La democrazia non si misura solo coi numeri di una casta abbarbicata al potere che ha ottenuto quei numeri grazie a una legge elettorale truffaldina e antidemocratica e che non se ne è andata grazie alla protezione illecita di un vecchio presidente nominato da loro stessi a propria protezione.
Dire che la maggioranza per ciò stesso è democratica è falso come dire che Hitler e Mussolini sono democratici perché avevano la maggioranza.
John Stuart Mill fu tra i primi misero in guardia dalla dittatura della maggioranza. Questa può cadere in veri baratri se non è accompagnata dal rispetto per i diritti civili di tutti e per la cura del bene comune.
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La politica è come l’amore.
Può essere la cosa più bella del mondo se ci metti la passione, se vivi l’ideale, se dai il meglio di te, se la senti con amore.
Può diventare una cosa sporca e lurida se lo fai per denaro, se ci metti solo il tuo odio, se ci lasci andare il peggio di te.

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BILANCIO INFAUSTO

Oggi Bankitalia ha detto che la quota dei poveri in Italia è cresciuta in 2 anni dal 14 al 16% e pensiamo che si è considerati poveri se si hanno meno di 634 euro a testa al mese. La maggior parte delle famiglie italiane è sotto i 2000 euro al mese. I ricchi sono diventati molto più ricchi e i poveri molto più poveri. C’è un 10% di famiglie italiane che possiede quasi la metà del patrimonio totale. La disoccupazione giovanile è salita al 41,6%, 4 punti in più del 2012. Stiamo andando male, molto male. E la colpa è di Pd e Pdl che hanno difeso solo i più ricchi condannando il resto del Paese a una progressiva povertà. E le cose peggioreranno ancora, visto che questi due sciagurati partiti non ci pensano nemmeno a ridiscutere le regole della zona euro e a trovare una alleanza con i paesi mediterranei che saranno falcidiati per primi dall’austerity e dai tassi usurai e perdono tempo a discutere su come rafforzare il loro potere, fregandosene del popolo e condannandoci a pagare 50 miliardi l’anno per 20 anni, patto sciagurato che ci porterà nel Terzo Mondo.
Questi infami politici ci hanno vincolati al fiscal compact e al Mes, il meccanismo di stabilità europea che prevede un fondo di 500 miliardi di euro per il sostegno delle banche, le stesse che hanno già avuto 16.000 miliardi attraverso la Bce prelevati dalle nostre tasche e prestati all’1% di interesse affinché esse potessero arricchisca rasi riprestandoli agli Stati a interessi usurari comprando i titoli di stato o per fare speculazioni di Borsa con titoli tossici. Monti disse che non avremmo pagato questa multa perché il nostro Pil sarebbe salito. Ma come potrebbe mai salire se non si spende per lo sviluppo, e se aumentano disoccupazione e miseria mentre crolla la domanda e il debito e la mala politica risucchiano il poco che abbiamo e il debito cresce paurosamente? Lo stesso Monti ben aiutato da Fornero e Passera aumentò il debito di 128,904 miliardi in 17 mesi!! Ma di quale ripresa stava parlando?
Solo i primi 5 mesi del Governo Letta hanno aumentato il debito di 27,272 miliardi. L ’ultimo governo Berlusconi, durato in carica 42 mesi dal maggio 2008 all’ottobre 2011, ha prodotto un aumento del debito di 261,665 miliardi, più di 6 miliardi al mese!
Adusbef e Federconsumatori chiedono la vendita di oro e riserve di Bankitalia (130 mld), che da anni non sostengono più la circolazione monetaria, per cui potrebbero essere venduti per risanare i conti pubblici. Lo hanno fatto tutti gli Stati europei, eccetto l’Italia. Ma cosa fa il Pd? Regala addirittura 7 miliardi e mezzo alle banche (!!), dopo che Monti non aveva voluto tassare i derivati o vietare agli enti locali di investire in essi e tutti loro si rifiutano di fare una patrimoniale o un fisco trasparente ed equo. Col decreto 133 Saccomanni ha dato un valido aiuto a Bankitalia, che è, lo ripetiamo, privata, con tre leggi: la rivalutazione delle sue quote, l’aumento degli utili distribuibili agli azionisti e la possibilità di vendere le quote anche a soggetti stranieri.
Col primo provvedimento il capitale di Bankitalia passa da 156mila euro a 7,5 miliardi, e i soldi ce li metteremo noi. Le banche rivalutano le loro quote del 4800% e sulla plusvalenza pagano una tassa agevolata del 12% anziché del 16%.
Col 2°, se finora Bankitalia non poteva distribuire un utile superiore al 10% dell’attuale capitale sociale (pari a 156mila €), più una quota delle riserve, che per prassi non superava mai lo 0,5% all’anno, ora questo limite è stato alzato al 6% del nuovo capitale sociale (pari a 7,5 miliardi €), il che significa che si potranno distribuire 450 milioni all’anno agli azionisti come Intesa Sanpaolo (30%), UniCredit (22%), Assicurazioni Generali (6,3%), Banca Carige (4%), Bnl (2,8%) e Monte dei Paschi di Siena (2,5%). Quindi in appena 2 anni le banche si ripagheranno le tasse dovute all’aumento di capitale e a partire dal terzo cominceranno a guadagnarci. Peccato che gli utili di Bankitalia sia soldi pubblici (derivanti dalla gestione del contante) che dovevano servire alle emergenze del Paese.
Col 3°, ogni azionista sarà obbligato a vendere le quote eccedenti il 3% e potrà farlo anche a stranieri
Insomma una pioggia di miliardi sulle banche mentre il Paese muore.
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Gli analfabeti in Italia sono ancora circa il 15% della popolazione. “Senza alcun titolo di studio (o in possesso della sola licenza elementare) sono invece 36,52% della popolazione, circa 20 milioni sui 55 censiti nel 2001” Come pensate di spiegare, nei dettagli, a tutte queste persone che questa è una legge elettorale?

L’Italia era una volta la quinta potenza economica del mondo, alcuni maligni dicevano la sesta ponendo al quinto posto la Gran Bretagna. Tempi lontani.
A Davos, in questi giorni si tiene l’annuale World Economic Forum, tra gli atti del convegno sono citate le prime 10 economie europee per competitività. Nell’ordine: Svizzera, Finlandia, Germania, Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Austria e Belgio. L’Italia non è presente, ma questo già lo sospettavate.
L’Italia si trova al 49° posto superata da Stati come le Mauritius, Panama, Malta e il Bahrain. Nel tabellone all’interno del rapporto annuale “The Global Competitiveness Index 2013-2014”, tra le 140 nazioni siamo ancora nella prima colonna, ma verso il fondo. Gli indici misurati sono, tra gli altri, lo sviluppo tecnologico, l’efficienza delle istituzioni, l’istruzione, il mercato del lavoro, l’innovazione, la situazione finanziaria.
Stiamo scivolando verso il fondo classifica, come una squadra di calcio blasonata che rischia la serie B con l’indifferenza che le viene dal suo passato.
.
REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE

Il referendum del 91 fu per la riduzione dei voti di preferenza, da tre a uno, nelle elezioni per la Camera.
Quello del 93 abrogò le norme della legge elettorale del Senato per introdurre il sistema elettorale maggioritario uninominale.
Ma è inutile parlare di referendum fatti 20 anni fa.
I motivi per cui gli Italiani furono spinti a votare era che si prometteva col maggioritario di ridurre i partiti e di garantire la solidità di governo.
Ciò risultò falso. I partiti da 40 diventarono 120. E i governi non furono solidi affatto. La durata di una legislatura dovrebbe essere di 5 anni, cioè di 1825 giorni ma nessuno riuscì a portare a termine la legislatura.
Il governo Amato durò 266 giorni
il governo Ciampi 353
il 1° Berlusconi 226
Dini 486
D’Alema 423
2° D’Alema 119
2° Amato 398
il 2° Berlusconi 1414
il 3° Berlusconi 372
il 2° Prodi 717
il 4° Berlusconi 1278
Monti 526
e adesso abbiamo Letta,

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I renziani in parlamento solo 50, 60 al massimo; quelli del Pd in tutto sono 297 alla Camera e 112 al Senato. Dunque è inutile che Renzi faccia il dittatore e lanci i suoi ricatti, non farà altro che ciò che il Pd vorrà fare.
Ci sono ben altre cose che si dovrebbero fare in Italia al di là delle preferenze.
Per es. applicare la richiesta del M5S di epurare dalle liste e dalle cariche i condannati per reati gravi anche nel primo grado, vietare le doppie e multiple cariche, vietare le coalizioni, eliminare dal parlamento i voltagabbana, mettere al minimo stipendi e benefit, eliminare vitalizi, abusi e privilegi, uniformare i trattamenti dei parlamentari italiani a quelli europei. E infine, meglio di tutto, impedire il radicamento nelle cariche dopo due legislature. Già fare questo eliminerebbe molta corruzione italiana. Aggiungeteci un fisco trasparente con scarico di fatture e gran parte delle mazzette e dei furti di questa gentaglia verrebbe alla luce. Altro che assolvere Scajola!!
Già fare questo eliminerebbe molta corruzione italiana
..
Consideriamo che parlare di 51% di risultato elettorale è fantascientifico perché nessun partito ottiene risultati così alti.
Consideriamo che al primo turno Renzi ha preso 1 104 958 voti complessivi e
vorrei ricordare che gli elettori in Italia sono 50 449 979 !!

L’ITALICUM E’ PIU’ INCOSTITUZIONALE DEL PORCELLUM

Paolo Maddalena, vicepresidente della Consulta dichiara che l’Italicum è più incostituzionale del porcellum.
Il premio di maggioranza nega il principio dell’eguaglianza del voto, poiché i votanti della parte vincente avrebbero un voto di forza maggiore di quelli della parte perdente, mentre le liste bloccate negano la libertà del voto, perché il cittadino è costretto a votare un candidato già nominato. Dare la maggioranza a chi raggiunge il 35% dei voti significa calpestare la Costituzione. Dunque l’Italicum è illegittimo, peggio ancora contrasta anche con la sentenza della Consulta che ha abolito il porcellum, violando l’art. 136 della Costituzione, secondo cui la legge dichiarata illegittima dalla Corte “cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione”. Insomma, il legislatore non può, con una legge successiva, ripristinare, nella sostanza, quella già dichiarata illegittima. In conclusione, la proposta Renzi-Berlusconi è ancor più illegittima del “porcellum”, poiché viola anche l’efficacia di una sentenza della Corte costituzionale.

Anche 29 giuristi si sono riuniti per dichiarare incostituzionale la proposta Renzi/Berlusconi e peggiore del porcellum.
La maialatam può piacere solo a chi abbia in odio la democrazia.
del resto Berlusconi e Renzi sono identici. Essi sono soggetti egocentrici, arrivisti, cinici, antidemocratici, opportunisti e senza coscienza.
Qualcuno scambia per democrazia il marketing e il fanatismo da curva sud. C’è persino chi scambia per democrazia il culto dell’uomo forte, che è preludio solo di governi autoritari, ma, in Italia, sembra che il culto per l’uomo forte risorga come un idra sia a dx che a sx, tendendo a un peronismo assoluto.
C’è chi considera le preferenze una via mediante cui mafiosi o corrotti possono arrivare al potere politico, ma basterebbe pensare che, senza le preferenze, abbiamo avuto uno con legami con la camorra eletto alla seconda carica pubblica e cioè alla carica di Presidente del Senato. Per ovviare al problema della marcia della corruzione
-basterebbe introdurre nel diritto quello che il M5S ha sempre chiesto:
epurare da liste o cariche ogni pregiudicato e anche chi è stato condannato per reati gravi nel 1° grado di giudizio
-eliminare vitalizi, prebende, privilegi, abusi e alti emolumenti
-impedire una casta di politici professionali, limitandoli a due legislature
-introdurre il mandato cioè la responsabilità degli eletti nei confronti dei loro elettori, del programma elettorale e della fedeltà al partito
e anche eliminare le coalizioni, escludere dal parlamento i voltagabbana, punire duramente la compravendita parlamentare e il voti di scambio
Già questo renderebbe molto meno appetibile scendere in politica.
Non sarà scegliendo questo o quel sistema elettorale che terremo i peggiori lontani dal Parlamento, ma con leggi ad hoc che epurino dalle cariche maggiori chi dovrebbe essere punito e non premiato per il suo comportamento illegale.
Ma cosa fanno invece Pd/Pdl contro la corruzione? Danno aiuti a liberare gli amici, come ha fatto la Cancellieri. Usano il potere per sistemare la famiglia e ricattare i subalterni come la De Girolamo. Mantengono in politica i pregiudicati che sono 49 solo tra Camera e Senato. Fanno le leggi col massimo dei corrotti. Traccheggiano quando dovrebbero tagliare rapporti come stanno facendo con Mastrapasqua. Condonano e premiano come hanno fatto coi 98 miliardi evasi dalle slot machine. Rimettono nei rapporti politici chi era stato cacciato dal Parlamento per gravissimi reati contro lo stato e ci discutono alla pari. Assolvono soggetti come Scajola. Propongono decreti multipli che mettono insieme Imu e regali alle banche…Non sarà con questi metodi che la corruzione italiana diminuirà, anzi sarà proprio con questi metodi che premiano il crimine che essa aumenterà.
..
Opusmei
Ecco, invece di fermarci ai referendum di vent’anni fa (fatti PRIMA della “seconda repubblica”, PRIMA dell’esperienza berlusconiana, PRIMA dell’esperienza del Parlamento di nominati) facciamo un reality-check.
Parliamo del demenziale referendum Segni-Guzzetta del 2009, quello super-maggioritario che avrebbe dato la maggioranza assoluta non più alla prima coalizione ma al primo partito, senza alcuna soglia minima (!!!) e, ovviamente, senza prevedere le preferenze (che i “geniali” Segni e Guzzetta si guardarono bene dal chiedere di reintrodurre).
Risultato: anche a fronte di una sacrosanta campagna contraria, che evidenziò il pericolo di dare ancor più potere alla casta politica e di ridurre ancora il potere di scelta dei cittadini, solo il 23% degli italiani andò a votare per chiedere l’introduzione di questa “meraviglia maggioritaria” e tra quelli che votarono neppure tutti votarono a favore. In pratica, solo il 18% del corpo elettorale si è espresso favorevolmente su queste idee maggioritarie.
Forse è il caso che i sostenitori del maggioritario in Italia rientrino su questo pianeta.

PARTITI CHE HANNO IN ODIO IL PARLAMENTO

Sta di fatto che Berlusconi chiuse addirittura il parlamento per brevi periodi risultandogli fastidioso e ha di fatto sempre comandato da Arcore o da Palazzo Grazioli.
Durante il suo 2° Governo, Prodi II in 20 mesi chiese la fiducia 28 volte. Berlusconi, nel suo 4° governo ha chiesto la fiducia 53 volte, 26 voti al mese. Ma Monti li ha battuti tutti: è riuscito a chiedere 34 fiducie in 8 mesi, 3 al mese. Il Pd ha eliminato le elezioni dei presidenti di Provincia conservando queste mangiatoie per i politici defenestrati Renzi vuole addirittura abolire l’eleggibilità dei senatori.
Mentre oggi si costringe il parlamento a votare pacchetti o carrozzoni di leggi multiple che stanno insieme come il cavolo e la merenda, come ora l’Imu e il regalo di 7 miliardi e mezzo alle banche, o ieri la Bossi-Fini e le Olimpiadi invernali di Torino. Non mi pare che questo parlamento goda di molta fiducia politica!

E’ ora di dire basta alla corruzione, in special modo in ambito sanitario.
Facciamo piazza pulita della corruzione. Cominciamo da qui. Fuori dalla Sanità i corrotti, i “potenti” collusi con la politica corrotta, i dirigenti delle ASL che in tutta Italia, che invece di pensare al bene dei malati fanno affari coi corrotti delle aziende che operano contro i diritti dei malati e degli anziani ricoverati nelle RSA.
Come Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, indagato per truffa alla sanità Laziale.
Il presidente dell’Inps è, infatti, sotto inchiesta per migliaia di cartelle cliniche taroccate e fatture gonfiate all’Ospedale Israelitico, di cui è direttore generale. Proprio per questi motivi non può restare a fare il Presidente dell’INPS, deve dimettersi o deve essere immediatamente dimesso dal Governo!

IFQ (in sintesi):
“Napolitano non è più il garante della Costituzione”. I 5 stelle denunziano la “prevaricazione governativa assoluta, caratterizzata da decretazione d’urgenza, fiducie parlamentari e maxi emendamenti, che configura un ordinamento altro e diverso che non conosce più il principio supremo della separazione dei poteri”. Napolitano sarebbe di fatto complice di tale sistema, definito “direttoriale” o “presidenziale”, in cui “il ruolo del Parlamento è annientato in nome dell’attività normativa della coppia governo-presidente”. “È necessario rimarcare, parallelamente,una preoccupante espansione dei decreti legge, insita nei contenuti normativi e, soprattutto,nella loro eterogeneità”.
La legge elettorale ha lasciato fuori 9 milioni italiani.
“Accusiamo il presidente di una grandissima ingerenza per quel che riguarda la modifica dell’art.138 che è il lucchetto della Costituzione”.
Un’altra responsabilità di Napolitano è di aver “formalmente e informalmente incalzato e sollecitato il Parlamento ad approvare un disegno di legge costituzionale per derogare dal testo stesso, sia sotto il profilo procedurale che degli organi deputati a modificare la Costituzione.
Napolitano ha “promosso l’approvazione di una legge costituzionale derogatoria dell’art. 138 della Costituzione, minando uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale: la sua rigidità,tentando di trasformare la nostra Carta in una Costituzione flessibile“.
“Non ha mai rinviato alle Camere progetti di legge connessi a norme viziate da incostituzionalità manifesta come il Lodo Alfano e il Legittimo impedimento.
Anche la sua rielezione viola la Costituzione che non la prevede.
Infine ha concesso grazie ingiuste come quella a Sallusti e al colonnello Joseph L. Romano.
Si cita poi l’abuso derivante dalla distruzione delle intercettazioni nel processo Stato-mafia.
.
IMPEACHEMENT A NAPOLITANO

Questa mattina, 30 gennaio 2014, il MoVimento 5 Stelle ha presentato la:
DENUNCIA PER LA MESSA IN STATO D’ACCUSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CONCERNENTE IL REATO DI ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, nell’esercizio delle sue funzioni, ha violato – sotto il profilo oggettivo e soggettivo, e con modalità formali ed informali – i valori, i principi e le supreme norme della Costituzione repubblicana. Il compimento e l’omissione di atti e di fatti idonei ad impedire e a turbare l’attività degli organi costituzionali, imputabili ed ascrivibili all’operato del Presidente della Repubblica in carica, ha determinato una modifica sostanziale della forma di stato e di governo della Repubblica italiana, delineata nella Carta costituzionale vigente. Si rilevano segnatamente, a seguire, i principali atti e fatti volti a configurare il reato di attentato alla Costituzione, di cui all’articolo 90 Cost.

1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d’urgenza
La nostra Carta costituzionale disegna una forma di governo parlamentare che si sostanzia in un saldo rapporto tra Camere rappresentative e Governo. La prevaricazione governativa assoluta, caratterizzata da decretazione d’urgenza, fiducie parlamentari e maxi emendamenti configura, piuttosto, un ordinamento altro e diverso che non conosce più il principio supremo della separazione dei poteri. Il predominio legislativo da parte del Governo, attraverso decreti legge, promulgati dal Presidente della Repubblica, viola palesemente sia gli articoli 70 e 77 della Costituzione, sia le norme di primaria rilevanza ordinamentale (quale la Legge n. 400 del 1988), sia numerose sentenze della Corte costituzionale (tra tutte: sentenza n. 29 del 1995, n. 22 del 2012 e n. 220 del 2013). Ma al di là del pur impressionante aspetto quantitativo che, comunque, sotto il profilo del rapporto costituzionale tra Parlamento e Governo assume fortissima rilevanza, è necessario rimarcare, parallelamente, una preoccupante espansione della loro portata, insita nei contenuti normativi e, soprattutto, nella loro eterogeneità.
Aspetto ulteriormente grave è la reiterazione, attraverso decreto- legge, di norme contenute in altro decreto-legge, non convertito in legge. La promulgazione, da parte del Presidente della Repubblica, di simili provvedimenti è risultata in palese contrasto con la nota sentenza della Corte costituzionale n. 360 del 1996, che ha rilevato come «il decreto- legge reiterato – per il fatto di riprodurre (nel suo complesso o in singole disposizioni), il contenuto di un decreto-legge non convertito, senza introdurre variazioni sostanziali – lede la previsione costituzionale sotto più profili».
La forma di governo parlamentare, alla luce dell’attività normativa del Governo, pienamente avallata dalla connessa promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, si è sostanzialmente trasformata in «presidenziale» o «direttoriale», in cui il ruolo costituzionale del Parlamento è annientato in nome dell’attività normativa derivante dal combinato Governo-Presidenza della Repubblica.

2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale
Il Presidente della Repubblica ha formalmente e informalmente incalzato e sollecitato il Parlamento all’approvazione di un disegno di legge costituzionale volto a configurare una procedura straordinaria e derogatoria del Testo fondamentale, sia sotto il profilo procedimentale che sotto quello degli organi deputati a modificare la Costituzione repubblicana.
In particolare, il disegno di legge costituzionale governativo presentato alle Camere il 10 giugno 2013, sulla base dell’autorizzazione da parte del Capo dello Stato, istituiva una procedura di revisione costituzionale in esplicita antitesi sia rispetto all’art. 138 Cost., sia rispetto all’art. 72, quarto comma, della Costituzione che dispone: «La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale».
Il Capo dello Stato ha, dunque, promosso l’approvazione di una legge costituzionale derogatoria, tra le altre, della norma di chiusura della Costituzione – ovvero l’art. 138 Cost. – minando uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale: la sua rigidità. Egli ha tentato di trasformare la nostra Carta in una Costituzione di tipo flessibile. Flessibilità che, transitivamente, si sarebbe potuta ritenere espandibile, direttamente ed indirettamente, alla Prima Parte della Costituzione repubblicana, in cui sono sanciti i principi fondamentali della convivenza civile del nostro ordinamento democratico.
Il Presidente della Repubblica ha, inoltre, in data 24 ottobre 2013, nel corso dell’esame parlamentare riferito alla riforma della legge elettorale, impropriamente convocato alcuni soggetti, umiliando istituzionalmente il luogo naturalmente deputato alla formazione delle leggi. Si tratta, segnatamente, del Ministro per le Riforme Costituzionali, del Ministro per i Rapporti con il Parlamento e Coordinamento delle Attività di Governo, dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari “Partito Democratico”, “Popolo della Libertà” e “Scelta Civica per l’Italia” del Senato della Repubblica, e del Presidente della Commissione Permanente Affari Costituzionali del Senato.

3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale
Il Presidente della Repubblica, recita l’articolo 74 della Costituzione, prima di promulgare un progetto approvato dalle due Camere, può rinviarlo al mittente, chiedendo una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale costituisce una funzione di controllo preventivo, posto a garanzia della complessiva coerenza del sistema costituzionale.
Spiccano, con evidenza, alcuni mancati e doverosi interventi di rinvio presidenziale, connessi a norme viziate da incostituzionalità manifesta.
Possono, in particolare, evidenziarsi sia con riferimento alla legge n. 124 del 2008 (c.d. «Lodo Alfano»), sia con riguardo alla legge n. 51 del 2010 (c.d. «Legittimo impedimento»). Nel primo caso, le violazioni di carattere costituzionale commesse ad opera della Presidenza della Repubblica sono risultate duplici, stante sia l’autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge governativo, sia la sua relativa promulgazione; norma, questa, dichiarata integralmente incostituzionale dalla Consulta con sentenza n. 262 del 2009. Nel secondo caso, la legge promulgata è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 23 del 2011 ed integralmente abrogata con referendum popolare del giugno 2011.

4. Seconda elezione del Presidente della Repubblica
Ai sensi dell’articolo 85, primo comma, della Costituzione «Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni». É, dunque, evidente che il testo costituzionale non contempla la possibilità dello svolgimento del doppio mandato da parte del Capo dello Stato.
A tal riguardo, il Presidente Ciampi ebbe a dichiarare che: «Il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato».
In definitiva, anche in occasione della sua rielezione, il Presidente della Repubblica – accettando il nuovo e doppio incarico – ha violato la forma e la sostanza del testo costituzionale, connesso ai suoi principi fondamentali.

5. Improprio esercizio del potere di grazia
L’articolo 87 della Costituzione assegna al Presidente della Repubblica la possibilità di concedere la grazia e di commutare le pene. La Corte costituzionale ha sancito, a tal riguardo, con sentenza n. 200 del 2006, che tale istituto trova supporto costituzionale esclusivamente al fine di «mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio per eccezionali ragioni umanitarie».
Viceversa, in data 21 dicembre 2012, il Capo dello Stato ha firmato il decreto con cui è stata concessa al direttore del quotidiano “Il Giornale”, dott. Sallusti, la commutazione della pena detentiva ancora da espiare nella corrispondente pena pecuniaria. A sostegno di tale provvedimento presidenziale, il Quirinale ha «valutato che la volontà politica bipartisan espressa in disegni di legge e sostenuta dal governo, non si è ancora tradotta in norme legislative».
Analogamente, il Presidente della Repubblica, in data 5 aprile 2013 ha concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2010. La Presidenza della Repubblica ha reso noto che, nel caso concreto, «l’esercizio del potere di clemenza ha così ovviato a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico».
Con nota del 13 agosto 2013, inoltre, il Presidente della Repubblica ha impropriamente indicato le modalità dell’esercizio del potere di grazia, con riferimento alla condanna definitiva del dottor Berlusconi, a seguito di sentenza penale irrevocabile relativa a gravissimi reati.
Dunque, anche con riguardo agli istituti di clemenza, il potere nelle mani del Capo dello Stato ha subito una palese distorsione, ai fini risolutivi di controversie relative alla politica estera ed interna del Paese.

6. Rapporto con la magistratura: Processo Stato – mafia
Anche nell’ambito dei rapporti con l’ordine giudiziario i comportamenti commissivi del Presidente della Repubblica si sono contraddistinti per manifeste violazioni di principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, con riferimento all’autonomia e all’indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale. La Presidenza della Repubblica, attraverso il suo Segretario generale, in data 4 aprile 2012, ha inviato al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione una lettera nella quale si chiedevano chiarimenti sulla configurabilità penale della condotta di taluni esponenti politici coinvolti nell’indagine concernente la trattativa Stato-mafia e, addirittura, segnalando l’opportunità di raggiungere una visione giuridicamente univoca tra le procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta. Inoltre, il Presidente della Repubblica ha sollevato Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Tale iniziativa presidenziale, fortemente stigmatizzata anche da un presidente emerito della Corte costituzionale, ha mostrato un grave atteggiamento intimidatorio nei confronti della magistratura, oltretutto nell’ambito di un delicatissimo procedimento penale concernente la presunta trattativa tra le istituzioni statali e la criminalità organizzata. Sempre con riferimento al suddetto procedimento penale, il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente della Corte di Assise di Palermo una missiva, al fine di sottrarsi alla prova testimoniale. In particolare egli ha auspicato che la Corte potesse valutare «nel corso del dibattimento a norma dell’art. 495, comma 4, c.p.p. il reale contributo che le mie dichiarazioni, sulle circostanze in relazione alle quali è stata ammessa la testimonianza, potrebbero effettivamente arrecare all’accertamento processuale in corso».
Il Presidente della Repubblica in carica non sta svolgendo, dunque, il suo mandato, in armonia con i compiti e le funzioni assegnatigli dalla Costituzione e rinvenibili nei suoi supremi principi. Gli atti e i fatti summenzionati svelano la commissione di comportamenti sanzionabili, di natura dolosa, attraverso cui il Capo dello Stato ha non solo abusato dei suoi poteri e violato i suoi doveri ma, nei fatti, ha radicalmente alterato il sistema costituzionale repubblicano.
Pertanto, ai sensi della Legge 5 giugno 1989, n. 219, è quanto mai opportuna la presente denuncia, volta alla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per il reato di attentato alla Costituzione.

Padellaro
“E quel ‘boia’ che meraviglio alibi per il Governo più inetto della storia! Non par vero a Letta di parlare di ‘punto di non ritorno’! espressione più che calzante che solo si osserva il suo inutile ministro dello sviluppo Zanonato! Uno che passa il tempo a twittare fregnacce e fa finta di non vedere Electrolux uno che persino la Serracchiano considera una calamità (ne ha chiesto le dimissioni!). Punto di non ritorno non è la stupidità espressiva di un 5stelle.. non si torna indietro invece dal fiume di parole ingannatrici, dai mille impegni mancati, dall’insopportabile frastuono del circo politico mentre il silenzio avvolge il cuore della gente. E’ difficile ascoltare lezioni di moralità sulle brutte parole per es. da chi aveva promesso uno straccio di legge elettorale e ora affonda nel solito pantano dei veti incrociati. Cosa è peggio?

L’immunità per i parlamentari è stabilita dall’art. 68 della Costituzione, che recita:
«I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Il parlamentare non può essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle funzioni (cosiddetta insindacabilità, art. 68, primo comma, Cost. come modificato dalla Legge cost. 29 ottobre 1993 n.3). In altre parole egli non ha nessuna responsabilità penale, civile, amministrativa o patrimoniale per tali attività.
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