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Friday June 23rd 2017

IL GOVERNO RENZI LA CASTA E’ MORTA, DUNQUE ETERNA, COME DRACULA

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MASADA n° 1517 23-2-2014 IL GOVERNO RENZI
LA CASTA E’ MORTA, DUNQUE ETERNA, COME DRACULA

Blog di Viviana Vivarelli

9 minuti per il confronto Renzi-Grillo- 6 minuti per fare il governo – La nuova spartizione per bande- I miracolati della post democrazia – La guerra non è finita: la Casta continua. Il Fm pure – Monti-Letta-Padoan, ma è sempre il giogo del Fm – Napolitano esclude Delrio come Gratteri- Impone Padoan, l’uomo che scaraventò l’Argentina nell’abisso – Orlando, l’uomo di Berlusconi – Marianna Madia, ‘l’inesperta’ miracolata, pure incinta di 8 mesi- Governo auto-rottamato. Fatti fuori Gratteri e Delrio, restano solo lobby e gattopardi- La rivoluzione è maleducata. Il Governo invece ci fotte educatamente – Il miserevole Civati – Nuovo decreto ad castam – In prigione chi si opporrà in Grecia ai diktat della Ue –Gli stratosferici guadagni di Fazio – La sx italiana e la lista Tsipras

Armando Di Napoli

Così intransigente la miseria
spiumando petali di abusi
nei giardini della mortificazione
sfiorando il profumo di sirene
che con unghia luminose
sbucciano fresche arance
per nutrire la sopravvivenza…

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Francesco
“E ora, qualcosa di completamente diverso!” Il Governo Renzi.
(Monty Python)
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“Tagliente e mite, rozzo e delicato, alla mano e bizzarro, sozzo e mondo, un convegno di saggi e di buffoni: tutto ciò voglio essere e son io, colomba a un tempo e serpente e porco!” (F.Nietzsche)
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Ninjolo
Quando il c..o è sistematico, si chiama classe
C’è chi ce l’ha e chi ce lo prende.
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Macrone Crotone
Arriva al governo nominato dal Quirinale senza passare per le elezioni. E’ il più giovane presidente del consiglio nominato in Italia (ha solo 39 anni). E’ diretto fino alla sgradevolezza, tattico e volitivo al tempo stesso. Dice che vuol fare una rivoluzione. E’ appoggiato dai poteri forti. Editori dei giornali e dalla finanza che conta. Odia vecchie e superate teorie come dx e sx. Vuole fare in fretta una riforma elettorale maggioritaria che lo blindi in parlamento. E’ il 30 ottobre 1922. Il 16 Novembre Mussolini si presenta alla camera e tiene il suo primo discorso come presidente del consiglio”.
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Joseph
Il giudizio su Renzie e sulla sua squadra?? Penso sia quello espresso da Fantozzi sulla corazzata Potionkin…”Una cagata pazzesca!”
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Samba
Renzi preannuncia una riforma al mese. Potrebbero essere accompagnate da irritabilità, sbalzi d’umore depressione, stanchezza, disturbi del sonno, seno dolorante e cefalea.

Nat_brodski
Più che un giuramento è stato un rito di affiliazione. Mancava solo che mescolassero il sangue e poi era completo!
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Stanisvlaskij
Incontro Grillo-Renzi
Per uno non c’era bisogno di parlare
Per l’altro non c’era bisogno di votare
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Sproloquio vince mutismo. Grillo ha mandato Renzi in ‘diretta screaming’
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La nuova spartizione Cencelli
Il governo delle Lobby: Confindustria, Coop, Ocse, il clan D’alema, il clan Berlusconi.
E inalterabile sullo sfondo l’inossidabile Napolitano che scarta l’ottimo Gratteri alla Giustizia, parendogli brutto metterci uno che la farfebbe funzionare sul serio, attaccando mafia e camorra, e che rifiuterebbe condoni, depenalizzazioni, prescrizioni e leggi ad personam, meglio l’oscuro Orlando che farà quello che gli dicono e abolirà l’ergastolo e il 41 bis (la mafia ringrazia). E all’Economia naturalmente, come degno successore di Monti e Letta, quel Padoan, dirigente del Fondo Monetario, membro dell’Ocse, gruppo dirigente dei Paesi ricchi, già dalemiano. Tanto per non cambiare linea da quell’austerity che ci piace tanto.

Il primo provvedimento del nuovo governo? Produrre energia a basso costo bruciando le tessere elettorali, che coi doppioni che si ritrovano, di energia ne mostrano parecchia. 😀
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Dalla storia dell’Argentina: “…Di fronte al crollo economico e all’esplosione sociale la borghesia assunse il classico atteggiamento da classe morta, senza più iniziativa storica: si salvi chi può. I singoli capitalisti cercarono di arrangiarsi, spesso abbandonando agli incendi e ai saccheggi le grandiose ville urbane, specchio di una grandezza passata e di arricchimenti recenti poco chiari. Lo Stato fu ben rappresentato dall’immagine dei Ministri che abbandonavano in fretta e furia la Casa Rosada scappando dal tetto in elicottero, mentre la folla inferocita gridava di volerli ammazzare. La borghesia non ce la fa proprio a prevedere i propri guai, anche quando essi sono già ben leggibili negli avvenimenti. Essa si attacca al profitto fino all’ultimo, cieca rispetto al futuro, incapace persino di avere nei suoi politici dei buoni funzionari che prestino servizio a pagamento nei partiti ufficiali.
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Excalibur
Travaglio parlava del dopo-Nerone, quando in pochi mesi se ne andarono tre imperatori: Galba, Otone e Vitellio. Renzi è il terzo.. quello che finì pugnalato, dopo otto mesi e cinque giorni di regno….

Andrea Scanzi, puntuale come un orologio svizzero, da’ il suo parere al nuovo Governo di “Pinocchio” Renzi
GAME OVER GIA’ DELLA PARTENZA

E menomale che Renzi era quello coraggioso, quello furbo: quello del cambiamento. Macché: nient’altro che un democristiano 2.0, un Enrico Renzi, un Matteo Letta. Un serial bugiardo che mira a cambiare affinché nulla cambi. Un Gattopardo ibridato con Peppa Pig. Un rottamatore, sì, ma intenzionato a desertificare non il “vecchio” quanto la buona politica, la credibilità e la competenza. Parafrasando due delle sue poetesse preferite, Jo Squillo e Sabrina Salerno, “oltre l’ambizione non c’è di più”.
Il suo governo è uno strazio così evidente che non ha senso infierire. C’è la Mogherini, quella che a L’aria che tira si vantava che loro (il Pd) mai e poi mai avrebbero ridato i soldi pubblici del finanziamento-rimborso ai partiti. C’è la Madia, nota inesperta di tutto. C’è la Boschi, nota (ma poco) e basta. Ci sono Alfano, Lupi e Lorenzin, giustamente felicissimi (solo Renzi poteva allungargli la vita) e vicini al “cambiamento” come Povia a Jimi Hendrix. C’è Franceschini, uno che c’è sempre, e la sua sola presenza inamovibile rende pressoché impossibile votare Pd (a meno che non si sia intrisi di un masochismo bulimico). Ci sono le lobby: Confindustria, Coop, Cl. C’è un dalemiano nel ruolo chiave dell’Economia. C’è la civatiana Lanzetta buttata là senza preavviso, giusto per isolare Civati e applicare alla perfezione il Manuale Cencelli, garantendosi quindi i voti di tutte le 812 correnti Pd. E c’è soprattutto Orlando, il carismatico e guizzante Andrea Orlando, uno che vorrebbe abolire ergastolo e 41 bis, uno che ha un’idea di giustizia al cui confronto Ghedini è antiberlusconiano. Uno che non ci doveva essere, perché Renzi (in una delle sue 2 o 3 idee di pregio avute negli ultimi mesi) voleva il “magistrato in servizio” Gratteri, ma con coraggio di Don Abbondio ha poi obbedito pure lui a Re Giorgio.
Renzi, renziani e stampa folgorata sulla via di San Matteo da Rignano la meneranno nei prossimi giorni con il 50% di quota rosa, l’esiguo numero dei ministeri che “una roba così solo De Gasperi nel secolo scorso” e l’età media più bassa nella storia della Repubblica Italiana. Tutte cose buone per glorificare le pagliuzze e nascondere le travi. La verità è che Renzi era e rimane un restauratore, un gattopardo: un Craxi-Berlusconi senza avere la bravura – anche maligna – di entrambi. Più che un Renzi I, questo è un Letta 2 o un Napolitano 3. Un rimpasto alla democristiana con supercazzola annessa, scappellamento a dx e qualche antani prematurato per indorare la pillola a un elettorato sempre più vilipeso (che pare accettare quasi tutto). Renzi voleva essere il nuovo Blair, ma sembra più che altro il vecchio Rumor. Meno preparato, però.
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Ma avete visto i nuovi Ministro come ridevano? Si squassavano proprio… non potevano credere alla loro fortuna. Sembravano i vincitori, altrettanto casuali, del Superenalotto.

I MIRACOLATI DELLA POST DEMOCRAZIA
Pietro Ancona

Si guardano l’uno l’altra con l’aria di essere giunti in Paradiso, di essere stati miracolati. A cominciare dal Presidente del Consiglio miracolato dal suo amico Davide Serra e dalla potente lobby di banchieri miliardari statunitensi che lo appoggia e che ha orientato anche la comunità israelitica di Roma e Milano in suo appoggio.
Nessuno di loro è conosciuto fuori dal suo ambiente. E’ un governo di borghesi in parte di prima fila ed in parte di seconda. Alcuni si guardano ancora meravigliati per la grande fortuna che hanno avuto nella vita. Sono Ministri!
Non sono il prodotto di una selezione politica o democratica e neppure meritocratica. Non si può dire che nel loro campo sono i migliori. Un paio di loro rappresentano esosi interessi padronali al ministero del lavoro e dell’industria.
I Ministri venivano una volta da dure selezioni della politica o erano espressione di correnti di pensiero all’interno del partito. Avevano una sostanza democratica. Questi sono ectoplasmi, evanescenze della società borghese italiana che nessuno conosce e che potrebbero scomparire domani senza essere reclamati da nessuno se non dai mariti o dalle mogli o dai figli che hanno lasciato a casa.
Questo è un modo per uccidere la democrazia nella sua sostanza più importante: la rappresentatività. Ebbene le signore in toilette ed i signori in giacca blu e camicia bianca che abbiamo visto in televisione non sono nessuno: sono un campione di professioni e di mestieri. Pensate che abbiamo financo una glottologa. Qualcuno mi dovrebbe spiegare che cosa c’entra la glottologia con il governo italiano.

NAPOLITANO FA FUORI GRATTERI
Giampaolo
Re Giorgio e Renzie hanno fatto fuori all’ultimo momento il giudice Gratteri quale nuovo Ministro di Giustizia. Era tra i primi nella lotta alla mafia, celebre per “le sue ricette per rimettere in piedi la macchina della giustizia”, proposte già pronte come “l’emergenza” per eccellenza: il sovraffollamento delle carceri: “Serve la realizzazione in tempi brevi di nuove strutture penitenziarie”. Inoltre “bisognerebbe riorganizzare gli spazi secondo il modello americano: chiusi nelle celle dovrebbero restare solo i detenuti di alta sicurezza (41bis e individui socialmente pericolosi), mentre gli altri potrebbero usufruire degli spazi esterni, e lavorare per il reinserimento sociale”. Poi le misure alternative: “Soprattutto per tossicodipendenti e baby-criminali”. Ma la mossa fondamentale era quella di fare accordi bilaterali per far scontare ai detenuti la pena nei loro paesi d’origine. Gratteri ha parlato anche della riforma del codice di procedura penale. Tra le tantissime idee l’informatizzazione di tutta la cancelleria. E poi un appello alla razionalità: se il giudice viene sostituito durante il processo, oggi è necessario – a parte rare eccezioni – rinnovare l’istruttoria dibattimentale, riascoltando nel contraddittorio tutti i soggetti che si erano già espressi. E questa, sosteneva Gratteri, “è una delle principali cause che permette la dilatazione della durata dei processi” e lo sperpero di denaro pubblico e di forza lavoro. La proposta era semplice: utilizzare le dichiarazioni già rese. Altra proposta: l’inasprimento del 41-bis, imponendo ai detenuti di restare totalmente isolati. Non mancava anche una visione sulle doti indispensabili per diventare onorevole (“per lo meno, la fedina penale intonsa. Ci vuole uno sbarramento netto, chiaro, feroce”)”.

(Ovviamente Napolitano lo ha stracciato, con la scusa che era un magistrato, quando lui stesso in passato non ha osservato questa esenzione nominando Nitto Palma nel 2011 Ministro della Giustizia del Governo Berlusconi).

Maria
Come scrive Travaglio, non poteva mancare un regalino alla mafia.
Alla Giustizia il piddino ANDREA ORLANDO, l’uomo di Berlusconi. Propone un programma che sembra scritto da Nitto Palma: “ridefinire l’obbligatorietà dell’azione penale… individuando le priorità dei reati da perseguire o ignorare; riforma del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura accompagnata da una sezione disciplinare distinta per far giudicare i magistrati da un plotone d’esecuzione a maggioranza politica; rafforzare la distinzione dei ruoli tra magistrati dell’accusa e giudici”; “limitare l’elettorato passivo dei magistrati, in particolare quelli che hanno svolto attività requirenti“, cioè, scrive Travaglio, “rendere ineleggibili non i delinquenti, ma i pm”. “Sono favorevole all’abolizione dell’ergastolo e carcere duro” ”Sono favorevole all’abolizione dell’ergastolo”. “Sono disponibile a rivedere il regime del 41 bis”. Con Gratteri, invece, ci sarebbe stata veramente la lotta a quelle Mafie che si annidano nei gangli della politica, ovvero, all’interno dello Stato, di quella “zona grigia” di cui parlava Paolo Borsellino. Vorrei che almeno Orlando e Renzi rispettassero le indicazioni del Commissario Europeo a cominciare dall’abolizione della Prescrizione, il reato dei reati, inesistente in Europa.
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Vignetta su IFQ
Otto Ministri per otto ministre
Almeno è garantita la continuazione della specie
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VAURO
GRANDI NOVITA’
“Chi è quello con i dentini da sorcio accanto ad Alfano?”
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MOSTRI
Igor
Purtroppo a differenza del film Shining, dove le gemelline erano una brutta allucinazione, nella realtà non si finisce di terrorizzare la gente dall’alto di una cieca follia.

Beppe Grillo
“L’Italia è il paese dei furbi. Ieri ero a Roma, sono salito su un autobus e ho timbrato il biglietto: tlic tlac. Il guidatore si è girato e ha detto: Cazzo è ‘sto rumore?”

Renzi voleva mettere all’Economia il suo braccio dx GRAZIANO DELRIO, ma il No di Napolitano lo ha stroncato. Del resto Napolitano ha scelto di obbedire ’ac perinde cadaver’ agli ordini del Fondo Monetario, e il Fm ha ordinato, dopo i suoi emissari Monti e Letta, un uomo suo: Padoan e a quel punto Renzi, col rischio di perdere tutto, ha ubbidito.
Graziano Delrio era stata due volte sindaco di Reggio Emilia, poi Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta. Endocrinologo, docente e ricercatore all’Università di Modena e Reggio Emilia ed ha perfezionato i suoi studi fra Gran Bretagna ed Israele; è inoltre autore di una produzione scientifica di rilievo che lo ha portato a tenere seminari in America ed in Europa. Ha fondato e presieduto l’Associazione Giorgio La Pira con cui ha promosso numerose iniziative culturali ed allacciato rapporti con il Medioriente. E’ stato il primo sindaco di Reggio dal 45 che non avesse militato nel PCI. E’ stato presidente dell’ANCI. Presiede la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera.
Nove figli, la passione per il calcio, un passato recente da sindaco e uno da ragazzo dell’oratorio. E’ la persona più vicina a Renzi, è lui che tiene i vertici di maggioranza, lui che si confronta con le altre forze politiche, lui che ha preso parte a tutte le consultazioni e alle due ore di colloquio con Napolitano. Ma Napolitano non lo ha voluto. E già qui si comincia a capire che il ‘facciotuttoio’ Renzi può molto meno di quanto abbia fatto vedere.

I MINISTROIDI
Enzo di Bari

Al posto di Delrio, Napolitano ha fortemente imposto all’ECONOMIA E FINANZE:
PIER CARLO PADOAN- IL MINISTRO DEL DOLORE

romano, 60 anni, ha lavorato a lungo a Washington per il Fondo monetario e la Banca mondiale. E’ stato anche consulente della Bce e della Commissione Ue, ma resta assolutamente un amerikano. Era già stato designato da Enrico Letta, al quale è assai legato, come prossimo presidente dell’Istat. E questo nonostante da capo economista dell’Ocse abbia la responsabilità di un clamoroso errore sulle ultime previsioni di crescita economica. In passato è stato dalemiano e amatiano di ferro. La sua nomina è un boccone amarissimo per Renzie: il segno di un inchino a tutti i poteri forti possibili e immaginabili.
Esordisce con una franse terrificante: “Il dolore dell’austerità è utile”.
Lo riporta il premio Nobel Paul Krugman in un articolo sul New York Times di Aprile scorso. L’articolo si intitola “Le botte devono continuare”, e non è non certo una prospettiva tranquillizzante. Renzi aveva promesso di ridiscutere l’austerity sbattendo i pugni sul famoso tavolo che in realtà non esiste, e ora ci chiediamo come diamine farà visto che Padoan pensa di continuare sulla stessa strada che fin qui si ha distrutti. Renzi già si sta rimangiando le promesse. Avrebbe potuto risparmiarsele fin dall’inizio, tanto non doveva votarlo nessuno. Padoan ha detto che la crescente percezione che l’austerità sia futile è sbagliata. “Il consolidamento fiscale sta producendo risultati, il dolore sta producendo risultati” ha detto. Ha aggiunto che i politici della zona Euro dovrebbero cercare di fare un lavoro migliore per comunicare i loro successi ad una popolazione stremata. (SUCCESSI?? Quali successi??). Resta la speranza che stesse facendo dell’ironia spinta, ma è una speranza debole (Ci farà rimpiangere la Fornero?).

Vincenzo Giancristofori
Padoan, un uomo perfetto per continuare le politiche di rapina messe in atto dagli ultimi esecutivi ai danni dei meno abbienti. Se questo è un Governo di csx, qualcuno mi deve spiegare cosa significa in politica essere di sx.
Più leggo e rileggo i componenti di questo Governo, più le mie perplessità si trasformano in certezze, che questo esecutivo è modesto nello spessore tecnico e intellettuale e che molti sono lì non si sa a che titolo o per quali meriti.. certo che in una Nazione di 60 milioni di persone qualcosa di meglio si poteva trovare, abbiamo eccellenze in ogni campo eppure non vengono mai chiamate, o, quando qualche volta per sbaglio li convocano..lo fanno solo per l’immagine, salvo guardarsi bene dal dar loro un minimo di possibilità di fare..

Quelli delle orride frasi
Dopo “Le tasse sono bellissime“, di Padoa Schioppa
e “I giovani sono tutti bamboccioni” di Monti
I giovani sono noosy” della Fornero,
abbiamo ora un altro che comincia bene:
Ministro dell’Economia Padoan: “Il dolore dell’austerità è utile”. Il sadismo al potere.
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“Fiscal consolidation is producing results, the pain is producing results,”
“Il consolidamento fiscale sta producendo risultati, il dolore sta producendo risultati”
Peccato che il consolidamento finanziario sia il loro, ma il dolore sia il nostro.
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PADOAN, L’UOMO CHE SCARAVENTO’ L’ARGENTINA NELL’ABISSO
Franco Fracassi

Il neo Ministro dell’Economia è stato dirigente del Fmi e dell’Ocse. Ha contribuito alla crisi di Grecia e Portogallo. Il Nobel Krugman lo definì: «L’uomo dai cattivi consigli».
«La riforma Fornero è stato un passo importante per la risoluzione dei problemi dell’Italia», dichiarò un anno fa. Ex dirigente del Fondo monetario internazionale, ex consulente della Bce ed ex vice segretario dell’Ocse, Padoan è di casa tra i potenti del mondo. Scelto personalmente da N e osannato dai grandi media italiani. Disse di lui sul “New York Times” il premio Nobel per l’economia Paul Krugman: «Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse». Padoan era responsabile dell’Argentina per conto del Fm nell’anno in cui il Paese sudamericano fece default. Era l’uomo che ha gestito per conto del Fm la crisi argentina. Nel 2001, Buenos Aires fu costretta a dichiarare fallimento dopo che le politiche liberiste e monetariste imposte dal Fmi (quindi, suggerite da Padoan) distrussero il tessuto sociale del Paese. In quegli anni si occupò anche di Grecia e Portogallo. Furono proprio le sue ricette economiche a favorire la successiva crisi economica nei due Paesi».
«La Grecia si deve aiutare da sola, a noi spetta controllare che lo faccia e concederle il tempo necessario. La Grecia deve riformarsi, nell’amministrazione pubblica e nel lavoro». In altre parole, Atene avrebbe dovuto rendere il lavoro molto più flessibile, alleggerendo (licenziando) la macchina della pubblica amministrazione. Nel marzo del 2013, quando la Grecia era sull’orlo del collasso, l’allora numero due dell’Ocse suggerì più esplicitamente: «C’è necessità che il governo greco adotti una disciplina di bilancio rigorosa e di un continuo sforzo di risanamento dei conti pubblici, condizioni preventive per il varo di misure a sostegno dello sviluppo».
Padoan è stato per quattro anni responsabile per conto del Fmi della Grecia. Successivamente, ha influenzato le politiche economiche di Atene in qualità di vice presidente dell’Osce. (Ha rovinato la Grecia e il Portogallo. Ora tocca a noi).

Napolitano ha fortemente rifiutato Nicola Gratteri alla GiustiziA
Maria
A “The King George” non piace Gratteri, troppo chiaro: preferisce il “Dire e non dire” delle “3 scimmiette”. Non accetta uno che dichiara: “Parlare di Mafia non deve essere un mestiere, ma un credo”. E’ stato con questa dichiarazione che Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha aperto il suo incontro al festival dei libri sulle mafie, a Lamezia Terme, per presentare il suo ultimo lavoro, “Dire e non dire. I dieci comandamenti della ‘Ndrangheta nelle parole degli affiliati”. Gratteri, insieme al giornalista Antonio Nicaso descrive pagina per pagina con attenzione e dedizione i 10 comandamenti della ‘Ndrangheta attraverso testimonianze, pensieri e riflessioni di chi l’ha difesa, ma anche attraverso le intercettazioni di chi l’ha tradita. Sulla copertina del volume tre scimmie: non vedo, non sento e non parlo, ma in realtà egli dimostra che i mafiosi parlano eccome. “Dopo Fratelli di Sangue -spiega Gratteri- è il miglior libro che abbia mai scritto, soprattutto dal punto di vista scientifico. Per la prima volta in queste pagine si descrivono persino i tic, le ossessioni, le fobie che tormentano gli ‘ndranghetisti, che entrando sino ai globuli rossi”. “Il mio approccio con i giovani studenti, da uomo in primis e non solo da magistrato, abituato a confrontarmi sempre con loro nelle scuole, è ribadire che non è per nulla conveniente delinquere. Questo non lo spiego parlando di morale, di etica, elencando ciò che è giusto e ciò che non lo è, ma piuttosto indicando solo ciò che è conveniente, con esempi pratici e concreti, augurandomi che possano estrapolarne il meglio. Perché i ragazzi di oggi sono addomesticati a valutare il mondo solo da ciò che si ha e non da ciò che si è.”
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“Nu me piace Gratteri!”- disse Giorgio a Matteo. E Gratteri non fu.

MARIANNA MADIA, 34 anni, unica dote l’inesperienza.
Nel 2008, ha 27 anni e viene fatta da Veltroni capolista del pd per il Lazio. Dichiara: Porto in dote solo la mia inesperienza”. E’ una raccomandata di ferro, pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante, figlia di un amico di Veltroni, fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano, stagista al centro studi Ariel di Enrico Letta. La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E’ una dei 22 che hanno fatto opportuna assenza al voto per lo scudo fiscale, andava in Brasile (!) per una visita medica, come una qualunque figlia di papà. Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura fatta Ministro della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere. Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana. Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi.
Ha votato col pancione, dunque tra un mese andrà in maternità. Questa ha una rapida carriera anche più miracolistica della Boldrini.
Ha detto: “«Sono molto contenta di essere diventata Ministro, anche se non ho avuto ancora il tempo di rendermene conto. Non ho seguito i commenti politici, ho guardato in tv Peppa Pig, perché me l’ha chiesto mio figlio”.

Gio
Marianna Madia è incredula, anche se da giorni si faceva il suo nome è stupita di essere Ministro. è il nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione. “Non ho seguito i commenti politici, stavo guardando Peppa Pig”, commenta lei a caldo intervistata da Repubblica.

Pillolo
MARIANNA MADIA, anni 34, giura al Quirinale per il ministero della Semplificazione e Pubblica istruzione. Incinta all’ottavo mese, fra un mese andrà in maternità per il secondo figlio. Scusa?! Cioè fammi capire, pagliaccio Frenzie, hai fatto Ministro una che fra un mese, RIPETO UN MESE, 30 GIORNI, non serve più a un cazzo, tranne che a prendersi 20/30 mila euro dei NOSTRI SOLDI, perché sarà in maternità, MA COS’È, PENSAVI CHE AVESSE MANGIATO PESANTE?!?! Sei solo un PAGLIACCIO, e volevi pure che Beppe ti facesse parlare?!?! Ti ha anche trattato coi guanti, perché doveva portarti un bell’omaggio, una bella bomba di m…a, ben confezionata che quando aprivi il regalo ti scoppiava sulla tua faccia da c..o, facendo coppia del resto, Amen!

FEDERICA GUIDI, Affari Economici, definita dai media “Ministra Tecnica”. In pieno conflitto di interessi visto che la sua azienda fa affari con lo stato. Rampolla della famiglia ex proprietaria della Ducati, che ha venduto la Ducati alla tedesca Volkswagen. Dal 2005 al 2008, ha affiancato Matteo Colaninno, figlio del celebre scalatore e rivenditore di Telecom sponsorizzato da D’Alema, come Vicepresidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, di cui poi è diventata Presidente proprio nel 2008. Ben rappresenta Confindustria nel governo Renzi, oltre ai propri interessi. Perlomeno questo è chiaro.

GIULIANO POLETTI Ministro del Lavoro, presidente LegaCoop
Pietro Ancona
Ministro del Lavoro è un datore di Lavoro il Presidente di quella Lega delle Cooperative che proprio ieri ha mandato una lavoratrice di 50 anni che aveva vinto una causa durata anni per licenziamento arbitrario a 400 km da casa sostenendo ipocritamente che l’unico posto che aveva disponibile era questo.
La Lega delle Cooperative che da decenni non è più ispirata ai principi di Prampolini ed è una possente conglomerata pratica per esteso tutte le “riforme” introdotte dalla legge Biagi e dalla legge Fornero per rendere grama e meschina la vita dei suoi dipendenti. Insomma una delle lobby maggiori d’Italia.
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Insomma è l’esercito dei furbetti.

Franco Lupo
C’era il dubbio se questo governo facesse concessioni a Berlusconi introducendo Ministri a lui gradirti, soprattutto alla giustizia e allo sviluppo economico (titolare delle concessioni frequenze radiotelevisive). E infatti…
Giustizia: Andrea Orlando, celebre per aver proposto l’abrogazione dell’obbligatorietà dell‘azione penale, cioè proprio quello che serve alla casta clientelare/mafiosa per tutelarsi, è, fatalità, il più adatto per le mire del caimano.
Sviluppo economico (titolare delle concessioni frequenze radiotelevisive):
Federica Guidi, imprenditrice politicamente vicina al centro dx, la Ducati Energia ha commesse con enti pubblici quali Poste e Telecomunicazioni, Enel e Terna… (quindi già un conflitto di interessi), è presidente nazionale dei Giovani di Confindustria, il padre è stato vicepresidente di Confindustria per 10 anni e lunedì 17 febbraio ha cenato ad Arcore: 2 giorni prima dell’incontro di Berlusconi con Renzi (incontro “pubblico” e incontro segreto).
Cosa succederà:
1)Giustizia, conflitto di interessi e informazione saranno sacrificati sull’altare del potere di Renzi, per fare cosa? Se uno è disposto a sacrificare 3 questioni fondamentali per la democrazia, vuole il potere per fare il bene del paese o per altri fini?
2)Berlusconi farà finta di essere dispiaciuto e amareggiato e arrabbiato di questo governo troppo di sx e con dentro i traditori ( tanto per fare fessi i berluscoidi), per allontanare da lui sospetti di gradimento e di favoreggiamento.
3)Il sistema di informazione avrà una bella immaginetta di governo giovane e femminile da lodare, così potrà magnificare la risplendente facciata del governo quando all’interno del palazzo ne faranno di tutti i colori.

Una delle tante bugie di Renzi:
“Accetto tre Ministri in quota Ncd, ma devono essere facce nuove. Angelino non può esserci”. (Matteo Renzi, 20 Febbraio 2014 – ore 14.58)
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GOVERNO RENZI AUTO-ROTTAMATO, FATTO FUORI GRATTERI (E DELRIO) RESTANO SOLO LOBBY E GATTOPARDI
Peter Gomez

Nel 1994 era stato Cesare Previti, l’avvocato degli affari sporchi di Berlusconi, ad entrare al Quirinale come Guardasigilli in pectore e a uscire degradato.
Sull’onda dell’indignazione suscitata dalla scoperta di Tangentopoli, il Colle aveva detto no. E Previti era finito alla Difesa.
Oggi, nel mondo alla rovescia dei ladri e della Casta, a venir depennato all’ultimo momento dalla lista Ministri, è Nicola Gratteri, stimato magistrato antimafia, la cui colpa principale è quella di aver sognato di poter far funzionare la giustizia anche in Italia .
Gratteri resterà in Calabria. E per la gioia della ‘ndrangheta, delle consorterie politico-mafiose e dell’Eterno Presidente, Giorgio Napolitano, in via Arenula ci finisce l’ex Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, celebre per aver chiesto l’abolizione dell’ergastolo (e del 41 bis) e proposto l’abrogazione dell’obbligatorietà dell‘azione penale. È il segno più evidente di come il rottamatore Matteo Renzi prosegua imperterrito nella distruttiva opera di auto-rottamazione e di demolizione del sogno di cambiamento che aveva rappresentato per molti Italiani. Una stolta manovra iniziata con il tradimento e il successivo brutale accoltellamento politico del mediocre Enrico Letta, a cui il nuovo premier aveva più volte pubblicamente e bugiardamente assicurato lealtà. Certo, sull’esclusione all’ultimo minuto di Gratteri in molti vedono le impronte digitali di Napolitano. Il presidente del paese più corrotto d’Europa, noto per aver lesinato solo i moniti in materia di legalità della politica, ovviamente esclude ogni responsabilità… Perché questo non è un dream team, ma solo una galleria di errori e orrori.
Così già oggi sappiamo che ha vinto il Gattopardo.

Cobra 89
Renzi è l’ultima speranza per:
– Gli Alfano, i Franceschini, le Lorenzin, gli Orlando… di conservare le poltrone da Ministri.
– I Formigoni, i Casini, i Giorgetti, le Finocchiaro… di conservare le poltrone da parlamentari.
– Le banche per continuare a ricevere favori dal governo.
– Chi vuole evitare la legge sul conflitto di interessi.
– I super manager pubblici per continuare ad essere pagati il triplo della media europea.
– Le società del gioco d’azzardo per continuare a non essere tassate.
– Le fondazioni private dei politici per continuare a ricevere finanziamenti pubblici.
– l’editoria dei partiti per continuare a ricevere le sovvenzioni pubbliche.
– I costruttori degli F35 per vendere i loro cacciabombardieri inutili.
– Le società dietro la TAV per continuare ad avere i soldi dallo Stato
-Le frequenze televisive per non essere messe all’asta…
Se l’immagine del giocattolo Renzi dovesse venire meno sarebbe la volta del M5S e ci sarebbe il cambiamento vero, che non è certo quello di spostare Franceschini da un ministero ad un altro ma quello di togliere questi privilegi.
Tutti i poteri forti e le lobby fanno quindi il tifo per Renzi, che infatti ha tutti i media di regime unificati dalla sua parte.

El pais
Dalla sua decisa vittoria a dicembre alle primarie del Pd, sulla scia della sua aura di riformista e veloce decisionista, Renzi non ha nascosto le proprie ambizioni di togliere di mezzo Letta, giudicato incapace di tirare fuori l’Italia dalla sua
gravissima recessione.
Il paese, che si è ridimensionato economicamente del 10% dal 2008, soffre di un gigantesco debito pubblico e di una smisurata disoccupazione giovanile. Il sindaco di Firenze, che non ha mai affrontato elezioni parlamentari e la cui esperienza è
limitata all’ambito locale, sta per trovarsi di fronte ostacoli terribili.
Renzi controlla la nuova direzione del suo partito diviso, ma non i molti deputati che lo scorso anno si erano guadagnati un seggio. ..non solo deve riaffermare la propria credibilità pubblica con chi gli ricorda le sue passate sferzanti dichiarazioni, smentite dai fatti, sulla purezza dei suoi procedimenti politici. Senza la legittimità popolare delle urne, Renzi, come capo del prossimo governo, si troverà di fronte ai problemi irrisolti di un sistema politico ed economico sclerotizzato, nel quale persistono enormi resistenze al cambiamento nell’amministrazione, nei sindacati, nei governi locali e nelle lobby professionali. E vedremo presto i risultati del suo recente, e in qualche modo non chiaro, patto con B, i cui rischi sono ovvii, ma dei cui voti ha bisogno in Parlamento al fine di portare avanti riforme costituzionali cruciali. Un B che nonostante tutto ha un peso, felice che anche Renzi arrivi al potere entrando dalla porta sbagliata ed ereditando la stessa debole coalizione che ha tagliato l’erba sotto i piedi a Letta.
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bene bene esiste un paese
in cui l’oblio dove l’oblio pesa
dolcemente sui mondi innominati
là la testa la si tace la testa è muta
e si sa no non si sa nulla
il canto delle bocche morte muore
sull’arenile ha compiuto il viaggio
non c’è nulla da piangere
la mia solitudine la conosco ma và la conosco male
ho tempo è questo che mi dico ho tempo
ma quale tempo osso vorace il tempo del cane
del cielo che senza posa offusca
il mio spicchio di cielo
del raggio che tremolando ocelli s’inerpica
sui micron di tenebre di anni
voi volete che vada da A a B non posso farlo

non posso uscire io sono in un paese senza tracce
sì sì è bella la cosa che avete
proprio una bella cosa
che cos’è non fatemi più domande
polvere spirale d’istanti che cos’è lo stesso
la quiete l’amore l’odio la quiete la quiete

Samuel Beckett
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Oggi viviamo in una nazione nella quale i medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, la stampa distrugge l’informazione, la religione distrugge la morale e le nostre banche distruggono l’economia. (Chris Hedga
s).
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Paolo Roberto Dagnino
E questo cos’è se non un rimpasto ?
1) Premier dello stesso “partito” di Letta ;
2) stessa maggioranza ;
3) alcuni Ministri fermi al loro posto ;
4) qualcuno che passa dall’Ambiente alla Giustizia (!?) ;
5) l’ormai solito tecnico che ci romperà le ossa all’Economia ;
6) una già sotto segretaria alla difesa che viene promossa Ministra ;
7) qualche giovane sconosciuto ai Ministeri che non contano.
Poi il solito fiume di slogan e di parole sull’età media e sulla peraltro sacrosanta presenza massiccia di donne nell’esecutivo per gettare fumo negli occhi ai più sprovveduti cittadini Italiani.
Vogliono arrivare al 2018 ?
Di tutte le barzellette che ci hanno raccontato, è l’unica che fa davvero ridere !
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Frank Zappa
L’illusione della libertà continuerà fino a che è vantaggioso che continui. Nel momento in cui la libertà diventa troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, toglieranno i tavolini e le sedie e potrai vedere il muro di mattoni in fondo al teatro.
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Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.
Finestre della mia stanza,
della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è
(e se sapessero chi è, cosa saprebbero?),
vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente,
su una via inaccessibile a tutti i pensieri,
reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa,
con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri,
con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini,
con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla.
Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verità.
Oggi sono lucido, come se stessi per morire,
e non avessi altra fratellanza con le cose
che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero
la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata
da dentro la mia testa,
e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell’avvio.
Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato.
Oggi sono diviso tra la lealtà che devo
alla Tabaccheria dall’altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,
e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro.

Fernando Pessoa

CI DISPIACE. LA RIVOLUZIONE E’ MALEDUCATA
Storico incontro Renzi-Grillo (19 febbraio 2014). ) 9 minuti imbarazzanti.
Grillo:
“Io non sono più democratico con uno come te, perché bypassi il parlamento, fate decreti legge”.
“Mi alzo e ti dico con gioia che non abbiamo nessun tipo di fiducia in te e nel tuo sistema”.
“Tu sei una persona buona che rappresenta un potere marcio, che noi vogliamo cambiare totalmente”.
“Tu ci hai messo nel tuo loft insieme a un pregiudicato, insieme a Verdini che è uno della massoneria di Firenze, a fare la legge elettorale”.
“Passare alle rinnovabili, non sai neanche che cosa sono. Se parliamo di queste cose, non sai neanche cosa sono”.
“Noi siamo i conservatori, vogliamo l’acqua pubblica, la sanità pubblica. Tu vuoi fare Tav, grandi lavori, cemento. Basta, non hai neanche un’idea di come potrebbe essere il mondo”.
“Tu non sei credibile, perché rappresenti De Benedetti, rappresenti gli industriali, rappresenti gente che ha disintegrato questo Paese. Puoi sembrare giovane, ma non sei giovane”.

Le storiche risposte di Renzi a Grillo, che dovrebbero rappresentare il suo programma:
-“Questa non è il trailer del tuo show”
– Se hai difficoltà di prevendita”
– Non siamo a Sanremo”
– Ho pagato il biglietto per venirti a vedere”
– Esci da questo blog!!”
… altro non si è sentito.

Fulvio Abbate about Gazebo
Se Zoro e i suoi avessero riflettuto sullo stato delle cose con un po’ di amor proprio personale si sarebbero resi conto che Grillo li ha surclassati ed è riuscito a riassumere, in un unico pacchetto da 9 minuti, politica e satira e poco importa che lo abbia fatto con le armi del vaffa, perché, come dice Belushi: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Dove il Belushi è stato proprio Grillo, e tutti gli altri sono apparsi come i Beruschi del Pd.
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Carlo
Questa necessità di parlare con un bugiardo patologico non la capisco proprio…
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CONFRONTO RENZI/GRILLO
ANDREA SCANZI

Renzi ha annaspato e cercato a fatica qualche contromossa verbale (alcune le ha trovate: “Esci da questo blog” non è male). I piddini dicono che “Grillo doveva essere più garbato”, ma applicano all’elettorato altrui quel surplus di ipocrisia istituzionale – leggi: ti infilo l’ombrello di Altan dove sai, però sorridendoti – che buona parte degli elettori 5 Stelle non hanno. E’ anzi uno dei motivi del successo del M5S: essere lo sbocco finale di una frustrazione crescente che non ne può più di salamelecchi furbastri e finzioni melliflue. Assurgere a “sfogatoio democratico” che chiama le cose per quello che sono, e dunque ormai dello pseudo ‘bon ton’ se ne fotte allegramente.
Lo streaming non ha fatto altro che esasperare le posizioni delle due parti: ora i grillini lo sono ancora di più e i renzini idem. I 5 Stelle non sono affatto delusi dalla veemenza di Grillo (anzi l’hanno vissuta come liberazione) e i piddini folgorati sulla via di Matteo Peppo Pig potranno dire che loro sono gli unici democratici (anche se ogni giorno il Pd dimostra il contrario). Da una parte c’è chi dirà “finalmente qualcuno le ha cantate a quel fagiolo lesso”, dall’altra chi ripeterà che “Grillo è un dittatore che non fa parlare nessuno e il M5S è una setta”. Lo streaming non doveva servire a nulla, se non come show mediatico. Infatti così è andata.
1) Stupisce (e per i masochisti può essere un aspetto affascinante) la capacità strepitosa del Bomba di mentire. E’ probabilmente il talento maggiore che ha. Durante i quasi dieci minuti ha agito da guitto che prova a rintuzzare gli attacchi e le “provocazioni” fingendosi simpatico e democratico: a tratti bravo verbalmente, politicamente vuoto come sempre, disastroso nella sceneggiata finale alla Mario Merola “qui c’è dolooooore”.
2) Grillo continua a non saper dialogare. Va bene a teatro, ma politicamente è un boomerang: sarebbe stato molto più efficace un confronto gestito da Di Maio (che ho visto imbarazzato) e Di Battista o Morra. L’unica concessione autocritica di Grillo è stato chiedere scusa a Renzi se si era sentito offeso per essere stato chiamato “ebetino”: nel suo piccolo, un evento.
3) L’obiettivo di quasi tutti i media, ora, sarà quello di sottolineare il “fascismo verbale” di Grillo (“Non sono più democratico”; “Non lo sei mai stato”) per dimenticare tutte le bugie, le incongruenze e gli inciampi di Renzi. Ovvero: molto più grave la logorrea incazzosa del Monologhista di Genova che il berlusconismo yuppie del Bomba di Rignanoi. Ma anche no (Comunque sono stati 9 minuti divertentissimi. Proporrei ad entrambi di pensare a una pièce teatrale: funzionerebbe).

( Ndr: Concordo in parte. Mi pare che Scanzi, come gli succede spesso, si contraddica nello stesso articolo. E anche qui, prima elogia Grillo per aver dato una lezione alla piccola Vanna Marchi e aver fatto quello che la maggior parte dei 5stelle sperava che facesse, dall’altra lo critica proprio per averlo fatto e parla di boomerang. Ha sempre questa piccola schizofrenia tra una parte di sé che vorrebbe fare e dire le stesse cose di Grillo, anche per uno schifo salutare contro gli orrori della politica italiana e per un sano desiderio di palingenesi morale, e un’altra parte di sé più conformista che non riesce a cavare le gambe dalla solita abituale cronica, giornalistica assuefazioni al ‘galateo'(usiamo questa parola ormai grottesca) ‘di regime’, mi si perdoni l’ossimoro!
Ma come fa una rivoluzione ad essere ‘beneducata’?? Si chiede a Grillo di sparare ‘piano’ perché fare il rumore ‘non sta bene’ e ferisce le delicate orecchie dei distruttori della Repubblica?? E lo chiedono quelli che molto educatamente stanno ghigliottinando l’Italia?! Volere che chi fa una rivoluzione- e ringraziamo che non sia violenta!- osservi le regolette del bon ton, con cui la Casta ci conduce al macello, è piuttosto ridicolo!! E’ una piccola discrasia interna da cui spero Scanzi possa guarire al più presto, per la sua stessa coerenza morale e per l’immagine che dà di se stesso agli altri).
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Una porcata è una porcata. Dieci porcate sono dieci porcate. Ma una porcata continuata è un partito.

Viviana
Chiedere a Renzi il programma è come chiederlo a Berlusconi. Sono 20 anni che Berlusconi ci racconta lo stesso programma. Lo ha forse realizzato?
Ogni volta che Berlusconi racconta il suo programma, dice forse agli Italiani che farà leggi per mantenersi impunito e salvare i corrotti o per aumentarsi il fatturato o per svuotare le istituzioni e per ubbidire agli interessi biechi di mafia e P2? Poi è quello che fa. Anche Prodi finse di lavorare per un anno con i soci del tempo per costruire un comune programma e ne presentò uno di 281 pagine ma fece poi cose ben diverse.
Renzi è appena apparso è già è un pozzo di bugie. Mettiamoci anche che certe cose gliele impediscono di fare (come la scelta dei Ministri), per cui farà peggio di altri o quello che a lui pare, o quello che a lui conviene per restare in sella. Ma sul piano della credibilità è già uno zero. Del resto il Pd sono 20 anni che non è credibile, che fa solo la sceneggiata dell’opposizione e poi non applica nemmeno la legge 361 del 1957, che stabilisce l’ineleggibilità di chi è titolare di concessioni statali. Sono 20 anni che parla a vuoto di democrazia mentre calpesta i referendum, svuota le istituzioni democratiche,svende l’Italia al sistema finanziario e fa opportune assenze per far passare le leggi di B, 20 anni che non norma il conflitto di interessi e che spartisce con B le mangiatoie. Renzi, dal canto suo, si è dimostrato reo di malafede ancor prima di cominciare. E’ il re dei buffoni.
Quando ha attaccato la Cancellieri e poi ha lasciato che la sua fiducia slittasse.
Quando ha detto che sarebbe andato al governo solo dopo le elezioni e poi ha partecipato al golpetto antidemocratico.
Quando ha giurato fedeltà a Letta per poi pugnalarlo alle spalle.
Quando ha detto che voleva togliere le Province e ha partecipato alla beffa di lasciarle ma togliendo agli elettori il diritto di eleggerne i presidenti.
Quando ha parlato di democrazia e poi vuol togliere agli elettori anche il diritto di eleggere i senatori.
Quando attacca le colazioni di lavoro e ci ha speso 21 milioni.
Quando dice di amare gli Italiani e poi vuol togliere lo stato sociale, vendere i i beni comuni come l’acqua, distruggere i diritti del lavoro.
Quando parla di pulizia della politica e ha un processo in corso per danno erariale.
Questa gente non merita alcun ascolto perché mente come respira.
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Mi sembra evidente che in quei 9 minuti Grillo ha parlato soprattutto agli astenuti, a quelli che sono schifati sia dal Pd che dal Pdl e che avrebbero detto le stesse cose che ha detto lui, impedendo a Renzi di raccontarci le favole del suo programma inesistente.
Alle politiche di marzo si sono astenuti ‘volutamente’ 14 milioni e 600.000 di elettori.
Su 34 milioni di elettori, col Pd che ha preso 8.644.000 voti, il M5S 8 689 458 e il Pdl 7.332.000, 14,6 milioni di astenuti formano il maggiore partito italiano.
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IL MISEREVOLE CIVATI
Civati sul suo blog: “Mi pare che sia giusto affidarsi al parere di chi non è mai stato ostile a Renzi. Non ho nulla da aggiungere”.”Se mi metto contro, mi cacciano”: Ah, allora….
Gli risponde Maria Giraudo (liceo classico): “Ti prego di non aver paura: nega la fiducia a questo governo che non è nè diverso nè tantomeno migliore di quello Letta. tieni accesa la speranza che qualcosa nel csx si possa ancora dire e fare di fronte alla mutazione genetica di un progetto politico nato per servire e non asservire il popolo. guarda a forza di “tenere unito il partito” dove siamo finiti. in un paese che sta crollando, economicamente e socialmente, dimmi quale genere di “pazienza” la gente può ancora avere. io non ho votato PD per farmi governare da Alfano e da Ministri dell’economia scelti dalla troika per asfaltare quel poco che resta dello stato sociale, né per essere ostaggio degli umori di un Formigoni qualsiasi. chi vota a favore di questo governo si prende una responsabilità immensa, non ci vuole grande acume politico per capire come andrà a finire. a me di un partito “unito” contro la gente non interessa nulla. Io rivoglio un progetto serio di csx, non la manutenzione dei poteri forti con i voti della povera gente.”

BEPPE GRILLO
I sei minuti durante le consultazioni per la formazione del Governo tra un pregiudicato, che in un’altro Paese sarebbe in galera, e un candidato presidente del Consiglio nominato da 136 persone di un’associazione privata detta Partito Democratico sono stati uno dei punti più bassi della Repubblica italiana. Sicuramente il più indegno dal punto di vista istituzionale. Sei minuti di oblio in cui la coppia si è appartata persino dai compari seduti al tavolo della discussione. Lo Stato è un loro affare privato, Berlusconi-Renzie, da nascondere ai cittadini. Si sono consultati per sei minuti per dirsi cosa? Per decidere cosa? E’ stato buttato a gambe all’aria un governo per farne un altro senza che Renzie avesse uno straccio di programma, una lista dei Ministri, un accordo con gli alleati. Napolitano, per il quale andrebbe chiesta come nell’antica Roma la damnato memoriae, ha dato la sua benedizione e seppellito il suo prediletto Enrico, prima celebrato come l’allievo di Andreatta e ora trattato come un appestato. I giornalisti hanno sparato ad alzo zero sull’incontro Renzie-Grillo e hanno tralasciato di spiegare perché un condannato in via definitiva per frode fiscale abbia potuto discutere per un’ora e mezzo con Renzie degli obiettivi del Governo. Dovrebbe essere agli arresti domiciliari, invece pontifica nei telegiornali. E’ uno statista resuscitato come Lazzaro da Renzie. Padre e figlio uniti in matrimonio da Verdini. Nessuno si scandalizza di questo affronto ai cittadini onesti, a coloro che, testardamente, credono ancora nella democrazia e nelle istituzioni. Sei minuti. Una sveltina. Di cosa hanno discusso i due Padri della Patria? Di quali riforme? Della Giustizia? Della legge elettorale prét a porter per vincere le elezioni ed escludere il M5S? Di Mediaset e di Mondadori? Delle nomine dell’ENI e dell’Enel? Lo Stato è dei cittadini, non di questi abusivi, uno buttato fuori dal Senato e l’altro eletto dal Gabibbo con votazioni farsa come segretario del Pd. Per fortuna sua Berlinguer non è più tra noi. Il Partito Comunista, pur con mille difetti e problemi, era mosso da degli ideali, ora è diventato un comitato di affari.
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DA LA GABBIA
Paolo Barnard: “Abbiamo il quadro reale della disoccupazione. E’ un quadro tragico. Passiamo dal 12% dell’Istat ad un 27% nazionale. Una disoccupazione interamente creata dall’Eurozona. E’ un genocidio economico… Il governo Renzi, se lo guardi dall’Europa, è un governo già morto perché ha ostacoli insormontabili. Non ha sovranità monetaria, si ritroverà con i deficit negativi ossia le spese di Stato che aumentano il debito e non producono niente, c’è il problema della deflazione, il problema del crollo delle banche, la disoccupazione e tanto altro. Le riforme costano. Come potrà Renzi pagarle, se hanno impegnato l’Italia a pagare 50 miliardi l’anno per 20 anni? Questo governo si trova nell’Eurozona: o si esce dall’Euro o è un governo già morto”.
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Gomez: “L’Europa ci ha chiesto vere leggi anti-corruzione. Il parlamento se n’è fregato”
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Dal pubblico: “Negli ultimi 8 anni, abbiamo cambiato 4 governi e non è stato fatto nulla”, “Avete fatto attenzione più ai numeri che alle persone.. “Hanno fatto un governo senza elezioni, hanno già fatto una spending review…Il popolo non conta una fava. Ai loro occhi, non vale niente”.
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Adinolfi: Noi usciamo da un governo che ha favorito per tre volte le banche: 100 miliardi dati dall?Europa per riaprire i mutui e il credito a banche e famiglie a tassi agevolati e non è stato fatto, 10 miliardi dati dal Governo a fondo perduto e 7,5 miliardi per risollevare Bankitalia”.
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Peluffo: “C’era un governo che si era logorato. C’erano due alternative: fare le elezioni e trovarsi al punto di prima o rilanciare la dinamica politica”.
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Gomez: “Renzi, però, ha detto un sacco di bugie. Deve governare bene e in fretta per farle dimenticare all’elettorato”.
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Corsaro: “Grillo sta capitalizzando la sua capacità comunicativa basata sul contrasto. Non c’è nessun vincente in questo confronto. Renzi, comunque, aveva già perso. Ha fatto tutto quello che avevo giurato che non avrebbe fatto. Grillo, invece, ha fatto lo showman. Renzi doveva andarsene via subito”.
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Cremaschi: “Per il ministero del lavoro, gira il nome di Mauro Moretti, responsabile della strage di Viareggio!
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Samuele Broglio, artigiano, prende la parola: “Ci hanno rotto i co*lioni! Non so più cosa aspettarmi. Voglio che si faccia qualcosa. Ci sono aziende che chiudono e imprenditori che si ammazzano. Abbiamo troppe tasse e troppa burocrazia. Monti ha fatto una strage, ha fatto tutto il contrario che doveva fare un economista”.
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Alfieri: “C’è avversione e malessere. Non sono cani sciolti ma lavoratori. Il malessere è diffuso. Il tema della burocrazia e delle tasse alte non è un tema europeo ma un tema italiano.
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Cremaschi: “La crisi economica europea deriva dalle politiche di austerità dei trattati europei. Abbiamo un doppio problema: i soldi che potrebbero essere tagliati dalla spesa pubblica andrebbero alle banche”.
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“Ognuno deve essere la rivoluzione che vogliamo che avvenga”.
(Peter Gomez)

Quello di Fratelli d’Italia ha lanciato un’accusa giusta:
“Il governo Letta in 10 mesi ha fatto tre interventi, guarda caso tutti a favore delle banche: ha dato alle banche 100 miliardi provenienti dalla Bce per favorire mutui a tasso agevolato per imprese e famiglie, e niente di questo è stato fatto; ha dato alle banche 10 miliardi e da ultimo ha salvato Bankitalia con altri 7 miliardi e mezzo”.

Vito Asaro
“Vincere con i voti delle galline significherebbe, solo, governare per dare loro un po’ di becchime. Il Movimento non vuole governare, vuole portare tutti gli Italiani al Governo. È diverso. E per fare questo abbiamo bisogno di cittadini coscienti. Non di voti raccolti nella spazzatura”…
E voi vi fidereste di uno così?
Renzi ha giurato che non si sarebbe candidato segretario. Ma lo ha fatto
Che sarebbe stato fedele a Letta. Lo ha pugnalato.
Che sarebbe andato al voto solo dopo regolari elezioni. Ha fatto un vero golpe antidemocratico.
Che rispettava la maggioranza del popolo italiano. E ha preso il potere grazie a 136 complici.
Che non sopporta le doppie cariche. Ma lui ne ha 3 .
Che vuole ripulire la politica dalla corruzione. Ma complotta da 4 anni con Verdini da cui ha ricevuto 4 milioni.
Che è contro gli sprechi dei politici. E ha violato la legge per assunzioni illecite sprecando 20 milioni di soldi pubblici.
Che vuole risollevare le sorti europee dell’Italia. E va a prendere ordini dalla Merkel
Che è di sx. E ha un programma di ultra-dx.
Che vuole rottamare i vecchi. E sta facendo un governo con l’appoggio dei soliti vecchi.
Che vuole ringiovanire la politica. E intanto la fa con Napolitano e Berlusconi.
Che era contro la Cancellieri. Ma i suoi in parlamento l’hanno salvata.
Che chi ha una carica deve rispettarla seriamente. Ma lui come sindaco a Firenze su 198 sedute era presente 89 volte. E come segretario del Pd ha fatto zero cose.
Renzi è come il bancario che ti rifila prodotti spazzatura; come l’amico pronto a fregarti la donna; il collega che ti sputtanerebbe per prendersi il tuo posto; la moglie che ti tradisce mentre porti i figli ai giardini.
Si può avere fiducia in uno così?
Se Renzi fosse una fidanzata, un collega di lavoro, un socio in affari, vi fidereste di lui?
Renzi è pronto a tutto per il proprio potere personale. Il suo arrivismo non ha limiti.
Secondo voi, tra gli apostoli chi sarebbe stato?
E voi vi fidereste di uno così?
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DI MAIO
Renzi accusa i 5stelle di costare troppo al Paese e di non voler cambiare la legge elettorale. Strano, visto che il M5S è l’unico a rifiutare i rimborsi elettorali(che il PD invece prende, eccome!).Strano, ancora, poiché sempre i 5stelle sono stati gli unici a votare la mozione Giacchetti per cambiare la legge elettorale (che il PD, renziani inclusi, hanno rifiutato). Renzi accusa i 5stelle di lavorare poco in Parlamento e di costarci troppo. Strano! Gli propongo di guardare le nostre presenze in aula, di valutare il nostro indice di produttività su emendamenti, leggi e interrogazioni, e di confrontarlo con i 42 milioni di rimborsi elettorali a cui abbiamo rinunciato. Poi si vada a guardare le sue presenze nel consiglio comunale di Firenze dove fa il sindaco-ombra, dove lo hanno visto una volta su 3, infine si legga il numero in fondo alla sua busta paga e si dimetta per decenza!”

Massimo c
A IMPERITURA MEMORIA, AD USO E CONSUMO DI SCETTICI E TROLL

“Taglio drastico pensioni d’oro” = PD contrario – M5S favorevole
“Cancellazione delle provincie” = PD contrario – M5S favorevole
“Acquisto caccia F35: spesa 14 miliardi euro” = PD favorevole – M5S contrario
“Missione in Afghanistan” = PD favorevole – M5S contrario
“Condono di 96,5 mld di euro evasi dalle lobby delle slot machine” = PD favorevole – M5S contrario
“Mes e Fiscal Compact” = PD favorevole – M5S contrario
“Rielezione Napolitano” = PD favorevole – M5S contrario
“Costruzione inceneritori” = PD favorevole – M5S contrario
“Militarizzazione della Val di Susa tramite il decreto contro il femminicidio” = PD favorevole – M5S contrario
“Metodo staminali” = PD contrario – M5S favorevole
“Nazionalizzazione Bankitalia” = PD contrario – M5S favorevole
“Attuazione della norma europea anti-corruzione” = PD contrario – M5S favorevole
“Taglio stipendi e pensioni dei parlamentari” = PD contrario – M5S favorevole
“Taglio dei privilegi della casta” = PD contrario – M5S favorevole
“Legge sul conflitto d’interessi” = PD contrario – M5S favorevole
“Introduzione reddito di cittadinanza” = PD contrario – M5S favorevole
“Dimissioni Ministro Cancellieri” = PD contrario – M5S favorevole
“Dimissioni Alfano” = PD contrario – M5S favorevole
“Decreto Imu-Bankitalia 7,5 miliardi regalati alle banche” = PD favorevole – M5S contrario
ECCO PERCHE’ OGGI BEPPE HA FATTO LA COSA GIUSTA!

Matteo c
Ok. Andiamo al concreto. Al di là delle loro parole sempre bellissime, facciamo un ripasso delle loro REALI POSIZIONI PALESATE CHIARAMENTE DAI VOTI IN AULA, su cui basare questi fantomatici punti in comune:
– con il Pd non puoi abolire l’acquisto degli F35
– con il Pd non puoi abolire i rimborsi elettorali
– con il Pd non puoi cambiare la legge elettorale, nemmeno tornare al mattarellum
– con il Pd non puoi togliere l’IMU sulla prima casa (a meno che tu non sia un pregiudicato abile ricattatore)
– con il Pd non puoi recuperare i 98 MLD delle slot machines, ma manco i 2,5 MLD, ma forse manco i 600 milioni…
– con il Pd non puoi combattere l’omofobia, e nemmeno studiare piani contro il femminicidio
– con il Pd non puoi far valere l’esito referendum sull’acqua pubblica
– con il Pd non puoi bloccare opere inutili come il TAV
– con il Pd non ti puoi permettere un Capo dello Stato come Rodotà
– con il Pd non puoi ritirare le truppe dall’Afghanistan
– con il Pd non puoi ristrutturare lo schema dell’ISEE in modo che non sia offensivo per le persone disabili (!!!)
– con il Pd non puoi parlare di MES, Fiscal Compact, e altri temi europei non pervenuti
– con il Pd non puoi ripristinare tutti i fondi necessari alla scuola
– con il Pd non puoi pensare a un nuovo modello di sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale
– con il Pd non puoi fare il politometro
– con il Pd non puoi creare il fondo per il microcredito per le PMI
– con il Pd non puoi salvare Telecom
– con il Pd non puoi dire agli americani che l’Italia non va in guerra e non mette nemmeno a disposizione le sue basi militari
– con il Pd non puoi abolire l’IRAP per chi assume giovani
– con il Pd non puoi essere certo di avere a che fare con persone incensurate
– con il Pd non puoi bloccare gli inceneritori
– con il Pd non puoi vietare gli OGM
– con il Pd non puoi bloccare l’EXPO 2015
– con il Pd non puoi tagliare le pensioni d’oro
– …..ad libitum
Ma esattamente cos’è che dobbiamo fare con il Pd?

NUOVO DECRETO PRO CASTA

Non solo non rispettano il voto popolare che già 21 anni fa disse NO con referendum ai finanziamenti pubblici ai partiti, non solo in questi 21 anni hanno sempre votato compatti per darsi più soldi, ma i partiti, fregandosene della crisi, si sono appena votati un decreto che prevede robuste agevolazioni fiscali e hanno messo le mano sul 2 per mille del reddito pro-capite soggetto all’Irpef.
Il M5S ha fatto ostruzionismo per impedire questo nuovo furto pubblico dei nostri pubblici ladri. Il M5S ha issato un cartello, prontamente fatto togliere dalla Boldrini, che riportava uno slogan di Renzi alle Primarie: “Se vince Renzi aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti”.
Ma davvero, visto che Renzi mente come respira, Grillo doveva pure ascoltare la sua sfilza di bugie??? Santo Cielo, ma per quale motivo avrebbe dovuto permettergli di farsi uno spot su un programma di cui avrebbe fatto esattamente il contrario?
Dal 1994 i partiti hanno rubato solo coi finanziamenti pubblici 2,7 miliardi di euro.
Il M5S ha chiesto l’abolizione immediata di tutte le forme di finanziamento ai partiti (che invece restano fino al 2017), tetto massimo per le erogazioni liberali a 30 mila euro (ora invece sono oltre i 110), cassa integrazione per dipendenti di partito limitata al biennio 2014-2015 e non a vita (come è ora) e nessuna agevolazione di tariffa postale per chiedere il 2 per mille ai cittadini (il costo stimato, solo per il 2014, è di 9 milioni di euro).
Sul decreto che legifera sul nuovo scempio ai nostri danni, Fratelli d’Italia si è astenuto, Scelta Civica e Nuovo centro dx hanno votato a favore, Sel ha votato contro.
E c’è ancora chi parla di ‘bon ton’???
Questi rubano a man bassa mentre i cittadini muoiono e stanno a parlare di ‘bon ton’????!!

GRECIA IN PRIGIONE CHI SI OPPORRA’ AI DIKTAT DALLA UE
Ida Magli

Sembra impossibile, nonostante tutto quello che è avvenuto in questi ultimi anni di crisi, che sia la Grecia a cancellare definitivamente se stessa come Stato indipendente e come faro di civiltà. Quella Grecia della quale l’Europa non si è mai dimenticata durante i lunghi secoli della sua storia …oggi rinuncia del tutto alla propria identità e si consegna alla dittatura europea. Il Parlamento sta per approvare, una norma che punisce con la reclusione per almeno 6 mesi chiunque violi le decisioni del regolamento Ue
A questa sottomissione sono giunti i governanti greci? ..quando si è accettato di vendere (di svendere) tutte le proprietà di un Popolo, come hanno fatto in quest’ultimo periodo i politici, dimenticando che non ne sono i proprietari, ma soltanto i temporanei amministratori; quando si è accettata la conduzione economica della cosiddetta Troika, ossia degli inviati del Fm e della Bce, costringendo i Greci a vivere nelle più misere condizioni pur di continuare a far parte dell’euro, l’abbrutimento finale è inevitabile.
Eccolo il conclamato totalitarismo dell’impero europeo! E nessuno si illuda che ciò riguardi soltanto la Grecia! Eccolo l’impero neoliberista, con i suoi 28 Stati da tenere soggetti e le sue centinaia di milioni di persone cui imporre volontà, ideologia e potere. Le menti pensanti nascoste dietro alle «autorità» praticamente senza nome (Troika, Oms, Bce, Onu) che già comandano, si sono già preparate alle eventuali, prossime ribellioni, predisponendo la gabbia normativa entro la quale ogni libertà, tanto delle persone quanto delle istituzioni, sarà calpestata. Tutte le norme coercitive che provengono dall’Europa sono finalizzate allo stesso scopo: omogeneizzare i popoli che saranno governati da un unico centro di comando, riducendoli a soggetti tutti uguali perché privi di ogni bene che li differenzi (senza sesso, senza parenti, senza patria), e sono tutte provviste della stessa pena per chi non le osservi: il carcere. Tutti sanno che soltanto con la dittatura e il carcere sarà possibile tenere unito l’impero europeo.
(Capite ora perché nella Costituzione europea c’è un codicillo che ripristina la pena di morte per quei popoli che si ribellano a governi che non considerano legittimi? nda)

E’ LETALE INCOLPARE SOLO LA CRISI
Viviana Vivarelli

In 20 anni l’Italia non ha fatto che peggiorare occupazione, fisco e sviluppo, da quando cioè Pd e Pdl si palleggiano il potere, e, per quanto la crisi abbia colpito tutti i Paesi europei, noi battiamo il record del peggio e, per corruzione e riduzione in miseria, così da raggiungere la Grecia. Mentre altri Paesi si stanno riprendendo, noi scivoliamo verso il Biafra.
Grazie ai governi corrotti e inetti di Pd-Pdl-Lega, il tasso di disoccupazione è nominalmente al 12,8% (nei fatti è il 22% per non parlare del lavoro precario e sottopagato), mentre in Francia è al 10,6% e negli Usa al 6,7%. La disoccupazione giovanile italiana, poi, è al 41,6%!! Un abisso che travolge una intera generazione!
Sono dati terribili, che dovrebbero spingere i politici a tagliare tutte le spese sfacciate del loro carrozzone, introducendo tagli e controlli ovunque, nei palazzi del Potere, nelle Istituzioni, nell’alta Magistratura, negli enti locali, nei rapporti col Vaticano,nelle scuole e cliniche private,nei 35 miliardi di abnormi spese in armi, nei loro stipendi… e li dovrebbero immediatamente portare a una riforma fiscale con detassazione dei redditi bassi da lavoro dipendente e modifiche del cuneo fiscale ben più incisive dei ritocchini di Letta, mentre si dovrebbe abolire l’iniqua Equitalia che acciuffa solo il 5% dell’evaso “emerso” e si muove sui poveracci lasciando indenni politici ladri, partiti morosi e banche. Equitalia mostra la sua totale inefficienza e iniquità con un 5% di risultati che sono nulla di fronte ai 545 miliardi di mancati incassi sull’evasione fiscale ‘accertata’. Letta si è baloccato con proposte grottesche di svendita dei beni pubblici e tagli al welfare,Renzi le aggraverà,quando basterebbe aumentare l’efficienza della vigilanza sull’evasione per avere ben 27 miliardi e far riprendere questo disgraziato Paese.
E’ chiaro che nell’attuale tragedia chi spinga ad occuparsi solo del ‘bon ton’ di Grillo o è uno scemo o un criminale!

Da FQ l’antropologa AMALIA SIGNORELLI

“Troppi sono stati i disastri italiani. Non se ne può più. Siamo stanchi dei nostri difetti, della nostra precaria etica pubblica, dei nostri scandali. Noi intellettuali siamo in una insoddisfazione perenne. Renzi porta energia, è giovane, ci prospetta un futuro senza i vincoli del passato. Ma il fatto straordinario è che non abbiamo capito nulla del suo programma. Queste riforme mensili oggettivamente fanno ridere per la loro banalità, la superficialità e anche l’inadeguatezza. E la squadra di governo che ha fatto non pare proprio monumentale. Affidiamo a lui la salvezza in nome di cosa? E’ il governo del ‘Ghe Renzi mi’, come successe a Berlusconi. E ci sono modi espressivi da ‘viceUnto del Signore’. Renzi ha subito densamente l’egemonia culturale berlusconiana. Siamo a un clone di Berlusconi. Non mi è piaciuta neanche un po’ la conduzione della crisi da parte di Napolitano. Perché tenerla fuori dalle aule del Parlamento? Perché farla gestire nei sotterranei di un partito?
Renzi innova?? Ma cosa innova? Finora ha contrattato i posti con Schifani e con Alfano. Ha una profonda sintonia con Berlusconi.
Renzi ha ottenuto una primazia conquistata con le armi tipiche delle società post-moderne: alla visibilità è corrisposto il successo, al successo il consenso. L’ordine dovrebbe essere diverso: illustro le mie idee, guadagno il consenso, e solo dopo ottengo il successo.
Prima c’era l’ideale collettivo e il partito che lo rappresentava. Ora c’è solo la persona. Non c’è ideale, né gruppo né partito. Ieri si combatteva per una causa, oggi per una persona. Abbiamo applaudito il film senza averlo visto. O ci è bastato una suggestione, una promessa, una intuizione.”
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