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Tuesday October 24th 2017

RENZI CHI?

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MASADA n° 1505 6/1/2014 RENZI CHI?

Blog di Viviana Vivarelli

Battute suicide di Renzi, il megalomane – Il Viceministro dell’economia Fassina si dimette dopo uno sfottò di Renzi – Ma come è finito il Pd? – Renzi, i beni comuni, i diritti del lavoro e il sistema elettorale – Referendum sull’euro – La manifattura italiana – Cos’è la decrescita – Regole della zona euro

Eros: “L’italiano, un popolo che si è suicidato lentamente, mettendo al governo dei gaglioffi e che nel percorso della sua vita non ha capito che il suo problema era quello che incontrava ogni mattina riflesso nello specchio”.
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Matteo Renzi: “Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che, al contrario, il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”.
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Definizione di liberismo
“Il liberismo è una teoria socio-economica di difesa del capitale
La sua ideologia, orientata al libero mercato, va in contrasto con l’economia keynesiana e il socialismo”.

Definizione di socialismo.
Il socialismo è il nemico storico del capitalismo.
Dove il capitalismo mira alla distruzione dei diritti di tutti per l’arricchimento di una classe ridotta di persone che si pone sopra la legge e usa la legge per il proprio interesse, sfruttando e calpestando la totalità delle persone. il socialismo al contrario si propone di trasformare la società nel senso dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico.”
Come possa Renzi unificare due concezioni economiche e politiche che sono nate come antitetiche non è possibile crederlo.
O costui delira, o è il più grande contraffattore ideologico di tutti i tempi.
C’è un solo modo in cui storicamente il socialismo si è identificato col capitalismo, ed è la DITTATURA.

IL VICEMINISTRO DELL’ECONOMIA FASSINA SI DIMETTE DOPO UNO SFOTTO’ DI RENZI

Mastrucato
Il problema non è FASSINA che se va ……il problema sono quelli che restano
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Sull’Unità, Manetta recrimina parlando di delirio di onnipotenza e dicendo che con poche battute Renzi si è bruciato tutto il capitale di fiducia e speranza fin qui accumulato. “Ha interpretato i voti presi alle primarie come una roboante cambiale in bianco di tutti gli Italiani e non si capisce più bene chi, dopo le ultime uscite, lo dovrebbe ancora andare a votare. La sx del Partito l’ha sempre subìto con grande sofferenza, rimettendosi disciplinatamente alla volontà della maggioranza, adesso lui gli sputa anche addosso!” “Intanto i famosi voti del cdx li ha persi di colpo con due battute, sulle unioni civili e sul superamento della Bossi-Fini. La base del PD assiste, costernata e incredula, alle piroette ‘creative’ ed esternazioni cabarettistiche, da bar di periferia, del nuovo Segretario ‘ggiovane’, mentre sale agghiacciante e terribile un sentimento: ‘e avessimo sbagliato tutto anche stavolta?’

Viviana Vivarelli
Dicevano di Berlusconi che era un delinquente nato ma aveva una straordinaria abilità: era un imbonitore mediatico e per questo era stato scelto dalla P2 per realizzare i piani di Gelli, il golpe morbido fatto dall’interno delle istituzioni in un lento avvelenamento della democrazia e un costante ammorbamento dell’indipendenza di pensiero. Nessuno come lui sapeva ipnotizzare le menti deboli, con le sue cassette registrate, la conoscenza dei trucchi di mercato, l’elettore equiparato a un compratore, il controllo del medium televisivo, la gestualità e le battute istrioniche, i colpi di scena che spaesavano la mente.
Renzi è ancora peggio, e trova un ambiente ormai pronto, assuefatto alla manipolazione degradata. Cresciuto nella cultura dell’immagine e dell’egocentrismo vanesio, unisce strafottenza e mercatismo, ambizione smisurata e coscienza cinica e opportunista, allargando quei criteri iperliberisti che mai né la Dc né lo stesso Berlusconi avevano portato a tali eccessi e che tanto piaceranno all’alta finanza.
Al tempo di Berlinguer, pochi Italiani sarebbero caduti vittima dei suoi trucchetti da due soldi, ma erano tempi in cui ancora ardevano i fuochi dell’ideale, la coscienza del bene comune, l’amore per l’Italia e il rispetto per i grandi padri del socialismo, ma ora quei tempi non ci sono più: il profondo asservimento dei cervelli operato dalla televisione italiana li ha resi terreno fertile per gli arrivisti, i capoclaque, i furbetti del quartierino, i venditori di pentole, gli imbonitori da strapazzo. Di questi Renzi è il più sfacciato, il più impudente, il più cinico e arrivista. E proprio per questo è piaciuto a 3 milioni di Italiani che nemmeno capiscono di aver spianato la strada alla morte della sinistra italiana.



A59C
La prima vittima del PD di Renzi è l’Italia.
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Si dimette Fassina. Renzi: “Fassina chi?”

Brunyrton
Un anno fa Renzi disse: ” Ratzinger chi? ”
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Lucyntesky
Governo, il viceministro all’Economia si dimette.
L’Economia lo ha già fatto da un po’.
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Fassina se ne va dopo una battuta di Renzi.
Era così brutta?
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Ansermo
Si è dimesso Fassina.
Speriamo che prendano Trapattoni.
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Viviana
E’ COMINCIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA DEL PD.
Il contatore è Renzi
Per la serie: QUANDO IL TAFAZZISMO E’ UNA VOCAZIONE
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E’ tetro vedere come le dichiarazioni di Renzi si colleghino alle sue azioni
Aveva detto che avrebbe rottamato il Pd
Più che una rottamazione, è una devastazione
Aveva detto che non avrebbe attaccato il governo Letta
“Deve sembra un incidente”
Aveva detto che avrebbe distrutto le correnti del Pd
Peccato che attaccato alle correnti ci sia il Partito
e che l’unica corrente che resterà sia la sua
Ha presentato 3 proposte di legge elettorale
E sono tutte e 3 presidenzialiste
Mai mettere limiti all’ambizione!
Non è ancora nato e mira già al potere assoluto
… poi uno diceva che il pericolo era Berlusconi!
Peccato per il partito che i germi se li coltiva in seno!
Ma il popolo del Pd esulta, come i lemuri mentre si buttano nell’Oceano.
Con un Renzi in seno, entro Pasqua il Pd è fottuto
Sì.. e dopo nasce il MRS, il Matteo Renzi Show !
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La fine dei partiti
C’è chi viene sconfitto
C’è chi si suicida
La canzone del Pd: “No, non è una cosa seria…!”
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La situazione è tragica, ma non è seria
Ma lo avete visto il Pd??????
Facile vincere contro la panna montata!
Ma quanto può durare un partito che si dimette da solo?
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Non è la prima volta che il cagasotto Fassina dà le dimissioni
.. ma ora, hai voglia sperare che Letta gli chieda di ritirarle..!!!
Letta sta zitto, ha paura di doversi dimettere anche lui!
Il silenzio di Letta pesa oggi come un macigno
(così come quello di Napolitanoolitano)
Del resto cosa ha fatto Letta sinora se non ‘sottrarsi’??
Dice il Vangelo: “Siate quieti come colombe, e furbi come serpenti”
Ma devono essere davvero queste le caratteristiche del Buon Governo?
O possono mai essere quelle dell’impudenza e dell’affronto continuato?
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Fassina = un apostrofo rosa tra la parola Matteo e la parola Renzi
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Stagione nera per i bocconiani
dopo l’autodissoluzione di Scelta Civica
eccone un altro che se ne va!
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Il Berlusconi 2
Renzi: “Il Pd? Ghe pensi mi”
.. a questo punto basta che Renzi dica: “Il Pd chi?”
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Qualcuno ha scritto che la posizione di Fassina è ‘dignitosa’
Dignitosa??
Tremolante, direi.
Dal suo punto di vista Cambronne sarebbe l’unico vincitore
…se per te è dignitoso calare le braghe…. !
..
Pensa se le guerre di liberazione le avessimo fatte così
“Con una pernacchia vi distruggerò!”
..
Ma quale lotta politica????
Basta uno sfottò
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ForzaPDitalia

Lo sborrone fiorentino
ogni giorno fa un casino
il rottamatore, chi?
Dell’Italia e del Pd!

Corredino Mineo

E’ iniziata la “vivisezione democrat”!
Allegria!
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IL PESSIMO RENZI
Viviana Vivarelli

Nell’arco parlamentare, si sposta a dx oggi, si sposta a dx domani, il Pd è arrivato ormai alla destra di Berlusconi. E Renzi alla destra del Pd.
E’ sciocco chiamarlo democristiano! E non ha senso chiamarlo berlusconiano, anche se nel postberlusconi i furbi possono solo avvalersi della cultura che costui ha indotto, cultura dello show, dello spettacolo, del medium televisivo, dell’apparire, del muoversi su una scena artificiale, cultura della battuta greve e del giovanilismo, cultura della fuffa.
La Dc corrotta era, ma qualche limite lo aveva. Mai si sarebbe sognata di abolire l’articolo 18, i sindacati, i diritti del lavoro, lo stato sociale, i beni comuni, la democrazia parlamentare e addirittura la pensione delle vedove!
Ma Renzi riassume in sé il peggio del peggio, sia della DC che di Berlusconi, unendovi un iperliberismo greve e intollerabile.
Renzi è un prodotto del mercato che riduce tutto a mercato. E in questo esito tremendo si compie la morte di quella sinistra che era il terzo partito europeo e che ora è diventata la corte zimbello di un parvenu, una rissa di franchi tiratori, arrivisti, inciucisti, collusi, iperliberisti, che ha perso radici storiche, ideali e bandiera.
Se la quarta repubblica è questa. Potevamo risparmiarcela.

Ma com’è finito il Pd?

I franchi tiratori erano 110 (su 297 !!).
Basta questo a dare l’idea di quanto sia diviso il Pd e di come anche con le giovani leve sia a pezzi! Anzi, i giovani eletti sono peggiori e più cinici e amorali dei vecchi! Pronti a vendere il Paese alle banche e alla grande finanza internazionale! Talmente lontani dalle origini del socialismo da essere i primi compari di quel capitalismo che per ideologia dovrebbero combattere!
Quasi la metà di questi deputati indegni ha rifiutato di votare il fondatore del proprio partito, Prodi, e ha rifiutato di votare il giurisdizionalista migliore e più onesto della sinistra, Rodotà, che mai si sarebbe prestato alle losche intese con un Berlusconi, avversario conclamato per 20 anni e per di più fresco di condanna per furto allo Stato e in fase processuale per reati infamanti e loschi, e che mai avrebbe recato offese a questo Stato violentando la democrazia, come Napolitano e Monti e Letta hanno invece fatto.

Che Fassina fosse un idiota non c’è dubbio!
E probabilmente Napolitanoolitano lo ha voluto perché di economisti nel Pd ce ne sono pochi e del livello sottoscadente di Boccia (anch’egli iperliberista e ovviamente protetto da D’Alema, che della sx non ha mai capito una mazza e ha lavorato solo per distruggerla) ma era l’unico bocconiano a disposizione e Napolitano voleva continuare la politica distruttiva di Monti malgrado la caduta di consenso di costui e della sua banda (Fornero, Profumo e Clio in testa), in obbedienza di diktat delle banche d’affari americane per la distruzione dell’Italia, e quindi dell’Europa.
Questa banda di scassinatori è agli ordini del capitalismo internazionale, non abbiamo mai capito in cambio di quali vantaggi, e succube principalmente del capitalismo di marca USA come della Troika (Bce, Fondo Monetario e Commissione europea che ha a capo uno del Fondo Monetario e che ha sepre tutelato gli interessi delle multinazionali americane), una entità fantasma mai eletta da nessuno che esce da tutti i crismi della democrazia.
Ma rallegrarsi perché Renzi ha buttato fuori Fassina (e l’ira di costui non dipende certo da una sola battuta!) è vano. Sarebbe come sperare che i mafiosi si facessero fuori tra di loro, mentre occorre un pesante intervento dello Stato. E qui occorrerebbe un pesante intervento di liberi elettori per stroncare le velleità totalitarie di Renzi. Ma quando dico ‘liberi elettori’, di chi sto parlando?
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Renzi ha proposto di istituire un cimitero speciale per i bambini abortiti.
Pensava al Pd?
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Franco 25
Renzie non è un Fonzie, per favore non intaccate i veri miti, Renzi è un fascistello da Happy Hour …..
..direi che la lotta ormai è ‘all’ultimo Renzi’
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Un’ovazione ai grulli che hanno eletto con una ovazione quello che li distruggerà!
Quando gli dei non ti amano, ti rendono cieco!

..e ora aspettiamoci i franchi tiratori… contro Renzi!
Uno partito allo sbando
o un partito da sballo
o un partito di balle
A te la scelta!
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Che Renzi avrebbe distrutto il Pd l’ho pensato DA SUBITO (lo si può controllare sul web).
Al primo apparire del piccolo arrampicatore, ho pensato: “Ecco uno che distruggerà il partito, ma i piddini lo acclameranno, per la serie. “Nutrire una serpe in seno! Che goduria!”
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Alberto

Renzi? Renzi chi?
Quello condannato per danno erariale?
Il sindaco più assenteista d’Italia?
Quello che ha ricevuto 70 mila euro da Lusi?
Quello col cognato Conticini che lavora per la Dot Media, ovvero la società che da un lato prende appalti dal Comune di Firenze e dalle sue municipalizzate e dall’altro cura la campagna per le primarie del sindaco assieme alle Eventi6 della famiglia Renzi?
Quello che fece una visita negli Stati Uniti nei giorni in cui Obama fu eletto presidente è costata al comune 70mila euro?
Quello dei 4,5 milioni elargiti dalla provincia a Florence Multimedia finiti sotto inchiesta?
Renzi resti pure a Firenze dove ha già fatto abbastanza danni.
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Simone

I politici Italiani sono di tre specie
1) lo faccio e basta
2) lo dico e non lo faccio
3) non me lo lasciano fare
ognuno ora può scegliere
Un saluto a tutti
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Fassina. Povero meschinello!
Non ne sentiremo la mancanza

Sandisk
Io ne ho una più bella: “Del Pd non sentiremo la mancanza”.

Corredino Mineo

A Fassina piace la posizione del “dimissionario”!
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Fantastica questa!!
Dato l’altissimo numero di dimissioni fasulle che ha già dato
e con quell’idea di kitsch sessuale da perdente passivo
Peccato che i piddioti siano anche privi di humor e non se le godano queste battute!
La cosa più comica è quell’IRREVOCABILE !!!
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Fauset
Parole, parole, ha ragione Padellaro , vecchi e nuovi si impastano la bocca solo di parole al vento. Agiscono solo con l’agire politico, solo il potere interessa a questi parolieri. Non sono interessati al sentire comune. Con tutti i problemi che ci sono riesumano le unioni di fatto ,la famiglia, paroloni per non dire e non fare nulla.
Non si impegnano a parlarci di MES,di come faremo a pagare questo impegno senza portarci alla bancarotta. Di come troveranno tutti questi miliardi ( 125 Ml di €) entri il 2015. Altro che crescita, con tutti questi accordi di Bruxelles senza senso, possiamo solo vedere un futuro di povertà. Ecco,queste sono le sfide del futuro. Queste sono le parole che vogliamo sentire.

Alberto

Renzi è un megalomane del tutto incompetente ma convinto di essere il migliore e di poter gestire più incarichi contemporaneamente, in pratica uguale identico a Berlusconi. Tra i due vi è però una differenza importante: Berlusconi era ed è tutt’ora il motore economico del partito, quindi può permettersi tutto perché senza i suoi soldi sarebbero finiti.
Nel PD invece l’immenso patrimonio economico, soprattutto immobiliare, del partito è ancora di proprietà degli ex DS, mentre i soldi della Margherita da cui proviene Renzi sono finiti nelle tasche di Lusi. Probabile quindi che col suo atteggiamento da paninaro il sindaco/segretario finisca per spaccare il partito.
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In Sardegna, davanti a una vergognosa lotta a coltello tra le correnti, Grillo ha deciso di ritirare il simbolo.
Vediamo ora quali e quante sono le correnti del Partito Democratico:

Correnti attuali
Ex Maggioranza bersaniana
Bersaniani
Lettiani
Dalemiani
Rifare l’Italia
(Giovani Turchi)
Bindiani
Cristiano Sociali
Ecologisti Democratici
Renziani
Area Democratica
Franceschiniani
Fassiniani
SemplicementeDemocratici
Movimento Democratico
Veltroniani
Fioroniani
Gentiloniani
Liberal PD
Insieme per il PD
Ulivisti
Cambia l’Italia

Ex correnti
Sinistra
Democrazia e Socialismo
Teodem
Democratici Rinnovatori e Coraggiosi
Partiti affiliati
Radicali Italiani

Dado: “Tutti uniti SOLO quando si tratta di dare un sostegno alle ma fie, ai poteri forti e alle lobby e quando si tratta di spartirsi denaro pubblico! ..La mission del partito è salva…”

Comandi dall’alto:
“Contrordine, compagni! Dovete dire che la battuta è stata capita male, ma Matteuccio non intendeva…”
Come diceva Berlusconi? “Eh, che cribbio! Sono stato frainteso!”
Si vede che anche l’Unità ce l’ha con Fassina, perché ha frainteso pure lei!!
Il titolo in testa di oggi diceva:
«Renzi: “Sono i problemi dell’Italia che interessano al mio Pd, non i problemi autoreferenziali del gruppo dirigente. Mi spiace per Fassina, ma io continuerò a fare battute». Così il segretario del Pd Matteo Renzi interviene, su Facebook, replicando al viceministro che ieri ha dato le sue dimissioni dopo la battuta del leader Pd: «Fassina chi?».
Dunque, non solo l’ha detto, ma l’ha ribadito!
E chi dice il contrario fa proprio la figura del PIRLA !!
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Peccato che la battuta “Renzi? Chi?”
l’avesse detta tempo fa Grillo! E prim’ancora Craxi.
Renzi non sa innovare in niente. Nemmeno in questo!

Pasquino 2
E’ iniziata la battaglia delle correnti in puro stile democristiano. In questi casi vige la regola che: “Pesce grosso mangia pesce più piccolo”, citando il grandissimo Gaber: “Mi piacerebbe metterli tutti nella vaschetta delle balene”.
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VIVIANA VIVARELLI
Io non capisco quelli che sostengono Renzi.
Il 12 e 13 giugno del 2011, gli Italiani andarono a votare sulla privatizzazione dell’acqua dopo che il tema aveva infiammato il Paese, suscitando tavole rotonde, associazioni, commissioni, appelli. Fu un referendum molto sentito e molto partecipato e raccolse contro la privatizzazione la bellezza di 25.411.092 voti tra i quali il no all’acqua privatizzata fu la schiacciante maggioranza, il 95,84%. Renzi fu uno dei pochi che votò a favore. Il giorno dopo, con perfetta faccia tosta, Bersani ripresentò una legge che rimetteva la gestione privata dell’acqua pubblica e nessuno di quei 25 milioni di elettori lo seppe o disse qualcosa.
Oggi, 3 anni dopo, esce fuori un pivello come Renzi che propone non solo la privatizzazione dell’acqua ma di tutti i beni comuni, gli elementi del territorio, i fiumi, le coste, le sorgenti… e addirittura dei servizi sociali, scuola, sanità, trasporti… e presenta un programma che parla senza mezzi termini di abolizione dello stato sociale, cioè di tutti quei mezzi e modi con cui uno stato civile corregge le disuguaglianze e aiuta i cittadini in difficoltà. E di fronte a questo programma chiaramente di estrema dx e di appoggio alle varie lobbie e ai vari poteri privati, quali multinazionali, corporation ecc, c’è ancora chi lo considera di sx e lo vota???
Appena ieri Renzi ha presentato tre proposte di leggi che farebbero la gioia di Berlusconi e che riducono tutte e tre ancora di più la sovranità popolare, smorzano i poteri dei rappresentanti del popolo che dovrebbero stare in parlamento e aumentano i poteri di una figura anomala nella nostra repubblica parlamentare che è il presidente.
E’ un evidente tentativo di golpe contro la democrazia che tenta di trasformare la nostra Repubblica parlamentare in un regime presidenziale forte.
E di fronte a questo attacco ai diritti e poteri del popolo, ancora c’è chi sostiene Renzi ed è disposto a coprirsi di ridicolo e di disonore andando contro gli interessi dell’Italia??

Io non capisco.
Due anni fa la Fornero fu fortemente osteggiata perché voleva tagliare i diritti del lavoro. Dodici anni fa tre milioni di persone andarono a Roma contro Berlusconi che voleva tagliare i diritti del lavoro, per protestare al grido “L’articolo 18 non si tocca!”
Oggi due milioni di persone votano Renzi che vuole tagliare l’articolo 18 ! E addirittura ci dicono che Landini sta dalla sua parte!
Io trasecolo e continuo a non capire!
Ma cosa è successo a questo popolo?
.. il fatto che ci siano dentro il Pd delle lotte ‘intestine’ degli uni contro gli altri non ci mette nello stato d’animo di parteggiare per qualcuno dei due.
La cosa grave è che da una lotta ‘intestinale’ siamo passati a una lotta ‘anale’:
chi la mette in tasca a chi.
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C’è sempre stato chi ama il peggio credendo che sia il nuovo,
per la serie ‘il peggio non è mai morto’.

Contini 24

FUORI UNO
Ce ne sono ancora 990 tra senato e parlamento ci vuole pazienza.
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Baffone
E’ iniziata la guerra fratricida fra i democristiani che sono riusciti a scalare il PD.
Quella di Fassina è una figura secondaria.
La guerra vera inizierà quando si scontreranno LETTA contro RENZI.
Sono tutti in attesa di vedere come si schiera il Re del Quirinale.
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Vero!
Letta è più subdolo e ambiguo
e poi ha dietro ben più forze oscure di Renzi
pensiamo solo che è vicepresidente della Aspen e membro del Bilderberg
Chi c’è dietro Renzi?
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Fabri 51
Quanto è stato facile per Renzi conquistare il PD (in crisi esistenziale) e fra un po’ anche la presidenza del consiglio ( con letta distratto a raccogliere i pezzi del suo Governo), è stato sufficiente dire “tutto e il contrario di tutto” senza dire niente d’importante per nessuno.E’ grande venditore di “fumo e di aria fritta”, e adesso ha capito di esistere dopo che aveva trascorso una vita tra il “nulla” e il “niente di nuovo” fra piazza della Signoria e la Loggia dei Lanzichenecchi,Adesso che lo stanno muovendo come un burattino si permette di dire e fare cose che ai più sembrano fuori luogo. Mi piacerebbe sapere chi tira le fila di questo burattino, ma attento novello “Pinocchio” a scherzare col fuoco ci si può anche bruciare

FRANCESCO MERLO dixit

Dal Pd al “Panino democratico” di Eataly, sfoggiato a Firenze alla riunione della segreteria al «Fassina chi?» con cui Renzi ha liquidato il viceministro: “Qualcuno deve pur dire a Renzi che ci vuole scienza e umanità nello scegliersi il grimaldello con cui sfasciare un vecchio mondo. Così come l’orrendo partito di plastica di Berlusconi umiliò la grande tradizione del moderatismo italiano, ora il
partito-salsamenteria/rottamazione sta umiliando la storia della sx italiana”
«È un Rinascimento in salsa tonnata» è stata la folgorante definizione dello
scrittore Tomaso Montanari”.
“Siamo in Italia e anche la spocchia ha la sua tradizione e i suoi precedenti. Nel
«Fassina chi?» risentiamo il supponente «Michele chi?» di B contro Santoro o il «Craxi chi?» che costò ad Occhetto la sconfitta definitiva. Rischia davvero, il segretario, di sciupare il cambiamento, sia con gli sbotti di boria, sia con lo stile. Ma la scenografia giovanilistica di Renzi sta volgendo subito al kitsch, con quei grandi cartoni di cibo griffato e quel dettaglio di piccola onestà ostentata: «abbiamo pagato con i nostri soldi», «sono costati solo 17 euro». E anche il tavolo ingombro di cavetti, iPhone e computer Mac, più che a una sessione politica faceva pensare al tavolo nerd di Wikileaks, un “tu vo’ fa’ l’americano” senza più il risarcimento finale dei maccheroni. E c’è pure il nome Renzi sul muro, con la R stilizzata, che aveva già scatenato i sarcasmi dei militanti. Sembrano scopiazzature delle scene di Altman sull’America, dove il presidente- parodia è sempre sponsorizzato, spinto da interessi privati…Ha ragione Fassina: Renzi si autocelebra e si fa del male rendendo “cool” il panino di Farinetti, anzi «la filosofia Farinetti» corregge lui. Non capisce che così scimmietta il Berlusconi che sponsorizzava il risparmio Mediolanum del suo amico Doris. Tutto può diventare pubblicità, tranne — ci
pareva — la segreteria del Pd”.
Matteo Renzi va salvato dalla deriva outlet, ma anche dall’abuso di anglicismi da blackberry, i cui ultimi vagiti sono il “job act” e la “civil partnership”. Già ci aveva fatto sorridere la convocazione delle riunioni alle 7.30 a. m., con tutta quella retorica sul mattino che ha l’oro in bocca. Erano questi gli orari andreottiani, tipici dei padroni delle preferenze, Gaspari, Gava e tutta la Dc austera che così fregava i gaudenti nottambuli socialisti, Martelli e De Michelis, i quali andavano a letto quando cominciava la riunione: «coricati presto e levati di buon mattino / se vuoi gabbare il tuo vicino». Del resto anche la retorica sulla fattività del politico instancabile ha una sua storia in Italia, che ricade su Renzi: dalla luce accesa tutta la notte nell’ufficio di Palazzo Venezia, all’Andreotti che riceveva alle 5 del mattino davanti alla porta della chiesa, al B che faceva leggenda delle notti passate in bianco a lavorare per poi addormentarsi durante il giorno, e ci sono pure le macchiette come il liberale Costa, che non era mai “fuori stanza”, sino al fantuttone Brunetta. Anche la bicicletta, infine, che è un mezzo meraviglioso, sta diventando un vezzo di nuovismo, la parodia dell’essere alla mano. Il nuovista pedala, straparla l’inglese (che in realtà non conosce abbastanza) e insulta tutti, ma soprattutto i galantuomini come Fassina.
Matteo Orfini ha parlato chiaro: «Renzi, sei il segretario del Pd, basta fare il guascone». Il silenzio degli altri, tutti renziani entusiasti dall’obbedienza pronta, cieca e assoluta, in un solo pomeriggio ha invecchiato il cambiamento. Il conformismo infatti è l’abito più antico del potere, l’ermellino che consacra la regalità provvisoria del vincitore di passaggio.

….e come cavolo ha fatto uno come Landini a stare con uno come Renzi che ha sempre sostenuto che il sistema Marchionne andava allargando a tutta l’Italia?
cosa c’è che non capisco?
Landini era il mio eroe.
Non può essere che sostenga Renzi! Gli hanno fatto il trapianto del cervello??
Ogni cambiamento ormai è per il peggio.
Ogni volta che cambiano qualcosa è per rafforzare il potere di qualcuno.
è per metterla in tasca ai cittadini
è per aumentare la crisi
è per far crescere la corruzione.
Non riformate più nulla, vi prego, non lo reggo!
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La proposta di Renzi ai sindacati
Vediamo quali sono le proposte più significative del Job Act.
Come prima cosa prevede la cancellazione dell’articolo 18 ai neo assunti per i primi tre anni, durante i quali gli imprenditori sarebbero privati dal pagamento dei contributi che andrebbe a carico dello stato; un altro punto prevede il superamento dei numerosi contratti di lavoro per arrivare alla realizzazione di un contratto unico, così come sarebbe unico il sussidio di disoccupazione che andrebbe a sostituirsi all’attuale cassa integrazione. Sussidio che sarebbe vincolato a un corso obbligatorio di formazione.

Massimo Giannini:

“Non si vive di soli sberleffi. Renzi ha perso la sua occasione. A Firenze si doveva fare una grande riunione della segreteria, per scegliere la nuova legge elettorale e il segretario doveva riaffermare la forza innovativa della sua leadership rafforzando anche il Governo del Pd. Tanta roba! E tutto questo è stato rovinato da gusto renziano della derisione non solo della vecchia nomenclatura ma anche dei nuovi del partito. La sua battuta tradisce un deficit di sensibilità politica e di cultura democratica. E’ lo stesso errore dei notabili che ha spazzato via. Lui che ha fatto la guerra alle correnti spazza via ora chi avanza dubbi e conferma che la corrente dei renziani esiste e vuole spadroneggiare. Non si governa un partito in questo modo! Adesso è il segretario del partito e deve essere il segretario di tutti, plaudenti e dissidenti. E Fassina non sarà per fortuna l’unico dissidente. Il leader forte non si misura sull’arroganza ma sull’intelligenza e, nel caso Fassina, Renzi non ne ha dato prova”.
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Nello
Prima conferenza stampa dell’anno di Renzi e casca per terra il simbolo del Pd… Dopo 48 ore succede di tutto…Porterà mica sfiga?
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Grognard
Kim Jong Renzie ha dato lo zio Fassina in pasto ai cani
Evviva il piccolo leader che ci dà i panini di Eataly a soli 17€
Aperto tutti i giorni anche festivi, ampio parcheggio.
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Corredino Mineo
La politica di Renzie mi sembra
l’ “Operazione Antica Babilonia
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RENZI E’ STATO CONDANNATO PER DANNO ERARIALE

Scrive il 5stelle Di Battista: “Pensate se un portavoce alla Camera o al Senato del M5S fosse stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale. I titoloni sui giornali ed i servizi(etti) televisivi invaderebbero ogni spazio creando un putiferio. Con Renzi, invece, tutto tace, tutto e’ perfetto”.
“La Corte, accertata l’esistenza di un danno erariale per l’importo di 48.452,18 euro, condanna Matteo Renzi al pagamento in favore della Provincia di Firenze della somma di euro 14.535”
Come vedi, tutto si risolve con una multa che il Renzi nemmeno pagherà. Per ora aspettiamo l’appello.

Contro quanti accusano Grillo di aver fatto un partito padronale

Io direi che piuttosto è la sua creazione,
ma spiegherei anche che Grillo non ha creato un movimento sostanziale, come ha fatto Berlusconi con FI,
quanto una via ‘formale’ per esercitare democrazia dal basso,
e in questo sta la sua bellezza e la sua intuizione.
Egli ha dato cioè possibilità di diffusione a una rivoluzione culturale:
poter pensare che la democrazia diretta che finora è stata sperimentata in Paesi piccoli come la Svizzera o la Finlandia o a livello di Nuovi Municipi possa applicarsi a un Paese grande come l’Italia.
L’elemento sostanziale dipende da ciò che decideranno gli elettori ed è variabile nel tempo come dev’essere che sia.
L’elemento formale è precostituire un modello funzionante attraverso cui la volontà dei cittadini possa diventare legge, ed è quello attorno a cui lavoriamo.
Tra l’altro la difficoltà della democrazia digitale non è assoluta ma relativa, tanto che ci sta lavorando sopra la stessa Svizzera.
In quanto alla Finlandia, è il primo Paese al mondo ad avere costruito una nuova Costituzione attraverso il web, e questo fa ben sperare.

REFERENDUM SULL’EURO

La Costituzione vieta di fare referendum su ratifiche di trattati internazionali.
Grillo vuole un referendum sull’euro e gli viene risposto che non potrebbe chiederlo in base all’articolo 75 che lo vieta, ma è tutto da discutere se l’adesione all’unione europea sia compresa nei limiti dell’Art. 75, in quanto la parola della legge è molto precisa e non indica questo caso.
L’Unione europea intrinsecamente non è nemmeno un trattato internazionale, è una organizzazione politico economica e non sembra che la Costituzioni vieti referendum sull’adesione ad associazioni sovrastatali o sulle loro regole.
Si potrebbe superare lo scoglio con una modifica costituzionale o almeno con
un chiarimento della giurisprudenza sull’art. 75 e i tempi sarebbero lunghi. Si
pensi che per giudicare l’incostituzionalità del porcellum la Consulta ci ha
messo 8 anni!
Ma io mi chiedo: come mai tante difficoltà quando mi sembra chiaro che per
l’introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio non siano stati rispettati affatto gli almeno 18 mesi di tempo previsti dall’art. 138 con doppi passaggi tra le Camere a distanza di 6 mesi uno dall’altro? Ma dov’è che ci sono stati?
Dunque, quando qualcosa si vuole si fa a dispetto dalla Costituzione.
.
Leon80

La Germania ha 82 milioni di abitanti.
L’Italia ha 60 milioni di abitanti.
In Germania ci sono 691 parlamentari (0,8 ogni 100.000 abitanti)
In Italia ci sono 945 parlamentari (1,6 ogni 100.000 abitanti)
In Germania ci sono 289 poliziotti ogni 100.000 abitanti.
In Italia ci sono 467 poliziotti ogni 100.000 abitanti.
In Germania, il capo della polizia, guadagna 130.000 euro l’anno.
In Italia, il capo della polizia guadagna 621.257 euro l’anno.
In Germania ci sono 54.000 auto blu. Tutte di marca tedesca.
In Italia ci sono 600.000 auto blu. Tutte di marca tedesca, che, a 40.000 euro cadauna, fanno 24 MILIARDI.
In Germania, con il fotovoltaico, producono 7,6 GW.
In Italia (isto paese du sole) con il fotovoltaico, produciamo 3,5 GW
IN ITAGLIA UNA PENSIONE DA 22.000 EURI/ANNO, NE PAGA 4.700 DI TASSE.
IN GERMANIA, UNA PENSIONE DA 22.000 EURI/ANNO, NE PAGA 39 DI TASSE.
IN GERMANIA, UN OPERAIO GUADAGNA 32.000 EURO L’ANNO.
IN ITALIA, UN OPERAIO, GUADAGNA 22.000 EURO L’ANNO.
E LORO, continuano a darvi da intendere che la colpa è dell’Euro, della mano d’opera a basso prezzo, della “ Culona Inchiavabile” etc. etc. etc.,
Invece, gli italiani, sono Chiavabili, altro che se sono Chiavabili.

GRILLO RITIRA IL SIMBOLO IN SARDEGNA

Alle scorse politiche, il M5S in Sardegna prese il 30% di preferenze. Ma alle regionali sarde, il simbolo del M5S non c’è stato perché Grillo non ha gradito che il M5S sardo si dividesse in due grandi correnti (in duro conflitto tra loro). E visto che è l’unico garante del Movimento, e colui che ha il diritto e potere di stabilire se un gruppo è o no aderente ai principi fondamentali, che sono la base e la connotazione fondamentale del M5S, è inutile recriminare. Può farlo. Per il bene del M5S e perché esso non devii diventando altro da sé,
I partiti si permettono di deviare quanto vogliono dai loro paradigmi fondamentali e di rinnegare tutti i propri principi fondanti (e lo abbiamo visto con il Pd ove le correnti hanno deviato completamente il messaggio originario e l’ideologia della sx e dove si è arrivati al patto con B e alla svendita dell’Italia al grande capitale).
Il M5S NO!
E se questa coerenza e unità di intenti non vi piace, fatevene una ragione!
C’è chi si inchina a ogni compromesso e c’è chi preferisce l’ideale ai voti e al potere!
..
EMORRAGIA CEREBRALE PER BERSANI

Sui blog dei quotidiani si è scatenata una bagarre di insulti sul malato, e IFQ ha preferito chiudere lo spazio dei commenti.
Purtroppo i blog hanno fortemente alimentata la caratteristica peggiore degli Italiani; la cattiveria gratuita. Basta vedere quante persone e con che gusto stanno sui blog con l’unico intento di fare stalking su Grillo al di là di qualunque modo umanamente e politicamente accettabile, e solo perché sono bestie che cercano il sangue.
Oggi, purtroppo, i blog hanno ereditato la funzione dello sfogo della bestialità sociale che prima era la caratteristiche del Colosseo.

LA MANIFATTURA ITALIANA
sunto dall’economista Marco Fortis

Non tutto va male per l’Italia. Nel manifatturiero siamo forti e sono sempre stati emergenti nel nostro export insieme all’utomazione-meccanica (macchinari e apparecchi non elettrici ed elettrici, più i mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli), poi i metalli e i prodotti in metallo, gli articoli in gomma e plastica e la stessa raffinazione-chimica-farmaceutica. Nel 2012, su circa 105 miliardi di surplus manifatturiero del nostro Paese, escluse auto ed elettronica (comparti tradizionalmente deficitari), le nuove specializzazioni rappresentavano il 71% del totale. Siamo secondi solo alla Germania. Non è dunque per mancanza di competitività sui mercati che l’Italia non cresce, ma a causa del declino progressivo del potere d’acquisto delle famiglie e del crollo della domanda interna (tasse e disoccupazione). Malgrado la crisi, l’industria italiana ha forti mezzi per uscire dalla crisi. Ma bisognerebbe in primo luogo alleggerire tasse e burocrazia. L’industria manifatturiera ha usato fortemente l’innovazione, come gran parte dell’industria italiana, guadagnando competitività nelle esportazioni ed esibendo eccellenze tecnologiche, tanto da mettersi ai primi posti nelle classifiche mondiali. È un capitalismo attivo e operoso di cui essere fieri, ben diverso da quello delle rendite facili e delle commistioni con la politica e le maglie larghe della spesa pubblica. Un capitalismo che ha portato il nostro Paese ad avere il maggior numero di piazzamenti dopo la Germania nelle graduatorie della competitività. Su 5.500 prodotti del commercio mondiale, l’Italia nel 2011 poteva vantare 1.438 beni in cui era tra i primi 5 Paesi al mondo per attivo commerciale con l’estero (con 235 primi posti, 390 secondi posti, 321 terzi posti, 264 quarti posti e 228 quinti posti). Per 4.000 beni manifatturieri, l’Italia è, dopo la Cina, il Paese che nel 2011 ha battuto più volte la Germania. Questo capitalismo italiano sano e innovativo non chiede “aiuti” ma semplicemente meno burocrazia e un programma concreto ed ampiamente condiviso dalle forze politiche e sociali per ridurre le tasse su imprese e lavoratori. Un qualunque Paese “normale” che avesse una manifattura forte come la nostra, con una straordinaria meccanica (che spazia dalle macchine per imballaggio alla rubinetteria, dalle pompe agli scambiatori di calore, dalle macchine per l’industria alla meccatronica), che potesse vantare il dominio mondiale nei beni di lusso per la persona e la casa che noi abbiamo, nonché un importante turismo, beni culturali e artistici di valore inestimabile ed una agricoltura di qualità in prodotti vincenti come il vino, l’olio d’oliva, la frutta e gli ortaggi, tutte cose che l’Italia possiede, da tempo avrebbe già fatto precise scelte di politica economica per rilanciare l’economia su tali basi. Bisogna puntare sulla manifattura, sull’economia reale del made in Italy e sul suo indotto di servizi. È, questa, l’Italia da “rispettare”, che tutto il mondo ci invidia ma che la nostra classe politica non sa valorizzare.

COS’E’ LA DECRESCITA

Mauro Bonaiuti, economista e docente a Modena e a Torino, fondatore della bioeconomia, ha introdotto da anni in Italia il concetto di decrescita, contro la teoria di crescita infinita del neoliberismo.
La Terra è limitata per cui è assurdo pensare di poter continuare all’infinito una crescita di beni e aumentare l’uso di risorse e energia. Il treno della crescita economica senza freni ci porta nel baratro della catastrofe ecologica, ma è sbagliato anche pensare a uno sviluppo sostenibile, perché è comunque sviluppo continuo. Decrescita significa ridurre il prelievo di risorse dalla biosfera per una società più conviviale, democratica e partecipativa. Il neoliberismo vuole massimizzare i profitti delle imprese e produrre una massa crescente di beni instillando anche bisogni indotti. Ma ciò è in contrasto con le leggi della termodinamica e della biologia. I sistemi biologici non tendono mai alla massimazione di qualche variabile, ma all’equilibrio. E l’economia non può essere in contraddizione con la biologia. Le società industrializzate tendono alla crescita continua del Pil, il che sarebbe come augurare a chi ha la febbre di averne di più. Il Pianeta non reggerebbe a questo tipo di sviluppo.
Invece si deve tendere, 1° alla sostenibilità ecologica, 2° alla sostenibilità sociale.
Il sistema capitalistico è caratterizzato da alcuni circoli viziosi autodistruttivi, come la forbice dei redditi, per cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Nel 1960 il divario di reddito tra il quinto di popolazione mondiale più ricco e il quinto più povero era 30 a 1, nel ’97 era diventato 74 a 1. Le 225 persone più ricche del pianeta avevano tanta ricchezza quanto 2 miliardi e mezzo di persone. Occorre andare contro queste spirali auto distruttive garantendo maggiore equità e giustizia.
Ma le risposte tradizionali, liberiste, marxiste e riformiste sono inadeguate. Occorre una “sobrietà felice”, che riveda criticamente le nostre abitudini di consumatori, reindirizzando la produzione delle imprese verso processi sostenibili. Occorre poi trasformare il sistema produttivo in senso “conviviale”, utilizzando tecnologie e sistemi di organizzazione del lavoro tali da conservare e favorire l’autonomia personale dei soggetti, una società in cui gli esseri umani conservano socialmente il controllo sui propri strumenti. Questo implica innanzitutto la riduzione delle dimensioni e del potere delle diverse “Megamacchine” tecno-scientifiche (multinazionali, burocrazie, società finanziarie, media, ecc.) e, al tempo stesso, instaurare processi partecipativi di controllo democratico delle organizzazioni economiche.
Fenomeni interessanti in tal senso sono il consumo critico, il commercio equo, la finanza etica, l’uso della rete creando una Rete Italiana di Economia Solidale, poi i circuiti locali di economia solidale in cui i consumatori si rivolgono direttamente ai produttori che rispettano, sul territorio, determinati criteri di sostenibilità ecologica e sociale. Queste esperienze si sono diffuse nel mondo, in particolare nell’America latina e uniscono il rispetto dell’ambiente e della giustizia sociale a forme partecipate di gestione dell’attività produttiva. Sono laboratori di progettazione di un sistema economico sostenibile e conviviale, alternativo a quello capitalista.
Occorre trasformare l’immaginario collettivo: liberare la mente dall’economicismo, dall’utilitarismo, dai miti dello sviluppo e del progresso e restituire alla gente il controllo dei propri strumenti economici.
Dobbiamo immaginare una società in cui la tecnica è al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’efficienza e della tecnica. Occorre un salto in profondità. E’ evidente che se non riusciamo a immaginare un mondo diverso non riusciremo nemmeno a trasformare l’esistente.

Bonaiuti parte dagli studi di Weber, Simmel, Marx, Polanyi, Malinowski, Maus..e osserva che l’organizzazione economico-sociale è entrata in fase di profitti decrescenti.
Riprende l’archeologo Tainter sulla crisi storica delle società, che tendono a diventare sempre più complesse finché implodono. Oltre certi limiti, l’aumento di complessità non regge.
Cita il picco del petrolio e delle risorse minerarie, l’aumento dei costi per educazione, ricerca scientifica e assistenza sanitaria,la separazione tra indici del benessere e PIL.
Tutto inizia dagli anni ’70. Entra in crisi il modello keynesiano-fordista e comincia una crisi economica per l’aumento dei costi di produzione (carburanti, salari..) che rendono poco vantaggiosi gli investimenti nella produzione. Il capitale risponde flessibilizzando il lavoro e delocalizzando per conservare accettabili margini di profitto. Ma la delocalizzazione nei paesi del Sud fa aumentare il terziario nei paesi avanzati, l’economia centrata su un insieme di servizi non standardizzabili, qualitativi, spesso svolti su relazioni personali. Così la produzione diminuisce proprio perché il sistema diventa troppo complesso. E le società capitalistiche non riescono più a mantenere livelli di crescita.
Bonaiuti interpreta la crisi dal ’70 in modo socio-politico, con riferimenti a conflitti sociali, politici e geopolitici. Per es. le crisi petrolifere sono legate alla politica in Medio Oriente e al ruolo degli USA. La risposta del capitale alla crisi aumenta la miseria e fa nascere la reazione dei dominati. Ma sono sempre più inutili le risposte di tipo riformista e socialdemocratico, mentre aumenta la reazione di chi si oppone al Potere per soluzioni diverse contro la devastazione dell’attuale sistema sociale ed economico, ma ciò implica superare l’attuale organizzazione sociale e allargare la parte di popolazione che comprende che questo capitalismo è insostenibile.

LA ZONA EURO

Si dice euro per indicare in modo sintetico tutto l’insieme di regole che la Bce e la Commissione europea hanno precostituito dall’alto in modo antidemocratico e, spesso, senza referendum popolare per bloccare in una morsa alcuni Paesi europei.
Quello che Grillo vuol cambiare non è il nome della moneta in uso ma il sistema ferreo di regole che ci sta uccidendo.
I fatti provano che i 18 Paesi che NON sono stati messi dai loro Governi nella zona euro (18 su 27) stanno molto meglio di chi ci sta, mentre ci sono ben 480 milioni di persone in sofferenza, e i Paesi già deboli come noi sono stati stritolati dai diktat di Bruxelles e avviati a una crisi permanente e senza vie di uscita.
Prodi ci ha ingannati, non ci ha informati ed è stato il nostro 1°carnefice.
Questa situazione di crisi parte dal 2002 e non ha fatto che peggiorare.

Per poter partecipare all’euro,gli stati membri devono rispettare 11 parametri di Maastricht tra cui:
-un deficit inferiore al 3% del PIL
-un rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60% (noi siamo a 120)
-un tasso di inflazione controllato(da noi, grazie ai non-controlli di Tremonti,l’inflazione è scattata subito raddoppiando i prezzi)
-tassi d’interesse a lungo termine controllati
-una riduzione del debito(siamo arrivati al 2° debito pubblico più alto del mondo!)

L’euro doveva dare dei benefici che non si sono mai visti:più commercio (-23%), meno inflazione (+25%), prezzi uguali in tutti i 17 paesi (da noi non hanno fatto che salire) export, miglioramento dei salari (che invece sono scesi). Insomma i vantaggi non si sono visti mentre si è avuta una sottrazione pesante di sovranità con l’aumento della crisi.
Se le regole dell’euro non cambiano, dobbiamo lottare per ritornare alla valuta nazionale che almeno ci permetterebbe di svalutare in modo controllato per far riprendere le esportazioni e tornare ad essere competitivi e dobbiamo unirci agli altri Paesi europei in sofferenza come noi per fare pressioni sull’Ue e uscire da questa strada chiusa che ci uccide.
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I fatti dimostrano che l’ingresso nell’euro dei 17 Paesi in 11 anni ha portato loro sono danni giganteschi, innescando una spirale si crisi senza fine, mentre non si sono visti i vantaggi promessi a livello di inflazione, occupazione, esportazioni, stabilità dei prezzi e dei salari, bilancia dei pagamenti e riduzione del debito. Niente!
Concordo con Grillo che dobbiamo unirci ai Paesi più deboli della zona euro per concertare un’azione comune di modifica delle leggi dell’euro e per trasformare questa Europa che fa arricchire solo le banche in un’Europa democratica volta al progresso e allo sviluppo dei popoli, cambiando radicalmente le funzioni e gli scopi della Bce. Si pensi che, se solo la Bce diventasse una vera banca al servizio dei Paesi dell’euro, e cessasse di mungerli e depredarli per arricchire il sistema bancario, e se solo prestasse direttamente agli Stati i miliardi che presta alle banche (16.000 miliardi di euro)e allo stesso tasso di interesse (1%) il debito pubblico di Paesi come l’Italia si ridurrebbe immediatamente, in quanto tale debito cresce soprattutto per i tassi pesantissimi che dobbiamo pagare alle banche quando comprano i nostri titoli di Stato. E’ surreale che l’Europa sia dominata dalla Bce ed essa funzioni solo come banca delle banche e non banca degli Stati. Ma per cambiare le cose, occorre che i Paesi in zona euro si uniscano tra loro e cambino le regole.(ricordo che quando Hollande voleva fare questo, Bersani gli disse immediatamente di no. E non possiamo sperare certo in gente a servizio del sistema finanziario come Monti o Letta o nell’ultraliberista Renzi o in persone come Berlusconi pronte a vendersi a chiunque per il potere).
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In Italia l’ingresso nell’euro ha prodotto un danno enorme nel momento stesso del cambio di moneta,facendo scattare proprio quell’inflazione che l’euro doveva tenere sotto controllo. Si parte dai supermercati che non hanno concordato col Governo B di tenere i prezzi fermi e li hanno subito raddoppiati,senza costituire alcun calmiere dei prezzi e permettendo ai piccoli commercianti di raddoppiare i loro. Si continua con l’assenza di qualsiasi organo di controllo dei prezzi, con pene relative,e di un periodo obbligatorio coi cartellini a doppia moneta, per permettere ai cittadini di fare controlli e denunce. Ci aggiungiamo che lo Stato (Tremonti) fece scattare immediatamente un aumento delle tasse, che invece dovevano stare ferme anche per dare l’es. e non sconvolgere la spesa dei cittadini. In più in Italia, nel dopoguerra, non c’era stata la rivalutazione della lira, diversamente da Francia, Grecia o Germania. Al contrario,con l’ingresso in Europa,la lira si svalutò di colpo, scendendo nel suo potere di acquisto. Peggio ancora,Tremonti fece distorcere il paniere ISTAT, in cui da subito si pose 1 euro= 2000 lire (e non era vero).
In seguito, l’Italia doveva scoprire che era penalizzata dalla politica monetaria imposta dalla Bce che favoriva la Germania e non rispettava le situazioni economiche dei singoli Stati, mentre ci vietava ogni investimento per lo sviluppo e ci ordinava di alzare le tasse e tagliare i servizi fino ad azzerare il welfare (Monti e Renzi). Con ciò il Governo perdeva ogni potere e la sua politica doveva solo ubbidire alla Bce .
Sicuramente si avvantaggiarono i mercati finanziari che accrebbero la loro liquidità.
E sicuramente si arricchirono le banche,che potevano fare lauti guadagni prendendo a prestito miliardi dalla Bce all’1% e prestandoli agli Stati attraverso acquisto di bond a tasso superiore.
Ciò dette loro enormi ricchezze e permise pericolose operazioni di finanza speculativa, mentre rese poco interessante prestare a imprese e famiglie
deprimendo il credito e gli aiuto all’economia generale.

Nei danni dipendenti dall’ingresso dell’euro mettiamoci pure l’aumento del prezzo del petrolio, voce forte delle spese d’impresa e delle famiglie. In Italia tutto peggiora per l’uso insano dei governi di gravarlo di tasse fino ad arrivare a un 59%: ogni volta che lo Stato ha bisogno di soldi, aumenta il prezzo della benzina. Ma questo si ripercuote negativamente sui prezzi di tutti i prodotti e sull’economia reale e la competitività. Noi abbiamo la benzina più costosa d’Europa e siccome politiche perverse, per favorire certe lobbye, hanno depresso il trasporto delle merci e delle persone su binario o sull’acqua per spingere solo quello sulle strade e autostrade, lo scatto sui prezzi è stato immediato.
Il Paese più caro d’Europa per la benzina è la Norvegia, 2,04euro al litro, però il Governo norvegese non fornisce sussidi per le pompe di benzina e utilizza i guadagni provenienti dalla vendita di carburanti direttamente in servizi pubblici, quali educazione totalmente gratuita, trasporti all’avanguardia e continui miglioramenti infrastrutturali. L’aumento del costo della benzina ovviamente ha favorito gli USA, l’Europa consuma più petrolio importato dagli Stati uniti che prezza in dollari e non ha i problemi della nostra zona euro, e questo fa salire il valore della valuta americana. L’introduzione dell’euro fece svalutare immediatamente il tasso di scambio con le altre valute specie il dollaro.
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