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Tuesday December 12th 2017

LA STORIA SIAMO NOI E NESSUNO SI SENTA ESCLUSO

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MASADA n° 1504 4/1/2014 LA STORIA SIAMO NOI E NESSUNO SI SENTA ESCLUSO

Blog di Viviana Vivarelli

Il discorso di fine anno di Grillo – Beppe Grillo e l’Europa – Si può uscire dall’euro? – Bagnai: aderire all’euro fa bene? – Elezioni europee: aumentano gli euroscettici – Renzi spara tutta una serie di proposte politiche – 150 miliardi di evasione fiscale, grazie alle leggi di D’Alema – Lo scudo fiscale ha protetto 1954 miliardi, quanto mezzo debito pubblico – Gli scherzi dell’antipolitica – Dissoluzione di Scelta Civica – Renzi chiede l’abolizione dell’articolo 18 – Napolitano e la cessione dell’Italia ad una cricca capitalista- Le menzogne sul debito: l’avanzo primario – I tre modelli di legge elettorale di Renzi – Le leggi di Renzi sono presidenzialiste, quella del M5S vuole allargare la democrazia – La proposta preliminare del M5S – I difetti di Renzi- Ma perché abolire il Senato? – Ricordando cosa sono i no global – Le spese smisurate del Quirinale

Agustìn Goytisolo
AFFARE DI FAMIGLIA

Non dolerti se hai un figlio fannullone
se è imbroglione e bugiardo e spende molto
giacché tu lo hai educato senza accorgertene
da bravo cittadino con il tuo esempio.

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C’è la doppiezza,l’incoerenza, tra quello che si mostra sulla scena e quello che si dice fuori scena ed è appunto ‘osceno’” (Travaglio)

…e sempre lì a menarla con l’autonomia della politica, ma autonomia da chi? da uno che ti ha pagato la campagna elettorale?
(Travaglio)…
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Discorso di fine anno della Merkel
L’accenno ai baratri, sempre miracolosamente sventati, è divenuto un trucco di governanti impotenti, inetti, che usano il linguaggio apocalittico e le paure dei popoli immiseriti «al solo scopo di restare titolari della gestione della crisi
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Peter Gomez
“Nella classifica mondiale della libertà di stampa, l’Italia finisce al 57° posto, dopo Botswana, Niger e Burkina Faso, ma internet e i social network stanno creando una sempre più ampia schiera di cittadini informati, di persone che prima di scegliere vogliono capire. Così ora accade che venga ritirata una legge oscena ideata per punire Comuni e Regioni “colpevoli” di mettere i bastoni tra le ruote al gioco d’azzardo o che centinaia di migliaia di firme contribuiscano a spingere il Parlamento dei nominati ad archiviare la modifica di articoli fondamentali della nostra Carta Costituzionale come l’art. 138 sull’iter per modificare l’iter costituzionale.”

IL DISCORSO DI GRILLO DI FINE ANNO
(fatto in concomitanza con quello di Napolitano, ma pervenuto agli Italiani solo dopo, per un blocco (?) al sito che lo trasmetteva)

“E dunque avete ancora il coraggio di votare per chi ha rovinato il Paese? Poi non vi lamentate. Non ne avrete il diritto. Il M5S è la vostra ultima speranza prima dello sfascio. Noi siamo voi. Abbiamo contro tutti: partiti, giornali, banche, televisioni, la massoneria, la BCE, le lobby. Abbiamo rotto i giochi di vent’anni tra Berlusconi e il Pd, senza di noi, senza il voto palese chiesto da noi, B sarebbe ancora senatore. Sono furiosi, stavano così bene prima.. Abbiamo salvato la Costituzione impedendo lo scempio dell’articolo 138, i nostri parlamentari sono saliti persino sul tetto di Montecitorio per impedirlo. In Parlamento comandano le lobby, i partiti nominano solo delle teste di legno che obbediscono agli ordini. I lobbisti si chiamano tra gli altri De Benedetti, Caltagirone, Berlusconi, Benetton, guardate i loro patrimoni e capirete che per loro la crisi di questi anni non è mai esistita, anzi è stata una grande opportunità. Un (ex?) lobbista finito in galera, Ligresti, era persino in rapporti stretti con la Cancellieri, ministro della Giustizia. Il M5S ha chiesto le dimissioni della Cancellieri e ha votato per farla dimettere, i partiti l’hanno salvata.
Il M5S fa quello che dice. Ha votato per la decadenza del Porcellum, unica forza politica ad appoggiare la mozione Giachetti del Pd che ha votato contro compatto, Letta per primo. Noi facciamo quello che diciamo. Abbiamo restituito 42 milioni di rimborsi elettorali, i parlamentari si sono tagliati lo stipendio per creare un fondo, ad oggi di due milioni e mezzo di euro, a favore delle piccole e medie imprese in difficoltà. I partiti dicono quello che non fanno e non faranno. Dicono di tagliare le tasse e invece le aumentano. Aboliscono i finanziamenti pubblici e invece li incassano. Acquistano i cacciabombardieri F35 dopo aver affermato il contrario in campagna elettorale. Ogni loro parola è una menzogna che viene propagandata dalle televisioni di Stato attraverso i servi dei partiti. Il Paese è allo stremo e lo prendono per il culo con la ripresa quando è chiaro che con loro la ripresa non ci sarà mai. Il Paese ha bisogno di una scossa, ma quella scossa non può venire solo da me, dai ragazzi in Parlamento, da Casaleggio, dagli attivisti sul territorio, deve venire anche da voi. Non ditemi che non sapete come fare. Dovete informare chiunque conoscete, diffondere la verità, denunciare, impegnarvi in prima persona.
Siete sfiduciati? Bene, allora è il momento giusto per ripartire. Che alternative avete? Quelle di vedere i vostri figli partire o di diventare precari a vita in questo Paese? Di perdere i diritti sociali conquistati in un secolo di battaglie? Stiamo perdendo tutto, sovranità monetaria, fiscale, territoriale, economica, bancaria. L’Italia non è stata fatta dai nostri nonni e bisnonni, dal Risorgimento e dalla Resistenza, per diventare un oggetto di liquidazione da parte di una classe politica dominata dai lobbisti che hanno creato il debito pubblico spolpandola attraverso grandi appalti e concessioni pubbliche. L’Italia non è cosa loro. Avevano una possibilità di cambiamento dopo le elezioni di primavera nominando un nuovo presidente della Repubblica con Rodotà e un nuovo governo, Napolitano ha bloccato tutto, si è fatto rieleggere contro la Costituzione, ha battezzato il governo delle larghe intese con un pluriprocessato in seguito condannato per truffa fiscale.
Tutto, ma non il cambiamento.
A gennaio presenteremo l’impeachment contro Napolitano, spero che come Cossiga si dimetta prima. Lo dico per lui. Non può più permettersi di bloccare un Paese. La Corte Costituzionale dopo 8 anni si è pronunciata sulla legge elettorale. A cosa serve una Corte che decide dopo 8 anni? Non serve a nulla. E’ chiaro che può pronunciarsi solo le condizioni politiche glielo consentono. Non è autonoma dai partiti come ha dimostrato l’elezione di Amato, l’ex tesoriere di Craxi che nulla sapeva delle tangenti di Tangentopoli, da parte di Napolitano. La Corte ha in sostanza dichiarato la legge elettorale incostituzionale per l’enorme premio di maggioranza e per la mancanza di scelta del candidato. Un ragazzo di terza media l’avrebbe deciso in mezz’ora, loro ci hanno impiegato 8 anni, noi lo abbiamo denunciato dal 2006, dalla sua entrata in vigore, e abbiamo raccolto 350.000 firme per cambiare la legge. Ci hanno riso in faccia. Il Parlamento è quindi incostituzionale, eletto grazie a una legge che ha permesso ai vari Berlusconi, Casini e Bersani di mettere nei migliori dei casi delle teste di legno, nel peggiore amici degli amici, parenti e amanti. Questo parlamento di nominati che hanno tratto beneficio dal Porcellum non ha l’autorità per definire una nuova legge elettorale. Si deve ripristinare la legge precedente, il Mattarellum, e andare alle elezioni. Il nuovo Parlamento discuterà la nuova legge. Non si può chiedere a dei ladri di fare una legge sui furti. Il Paese ha bisogno di misure urgenti per la piccola e media impresa, come l’abolizione dell’IRAP e la detassazione degli utili reinvestiti in azienda, e il reddito di cittadinanza per chi non ha né reddito, né lavoro. Il M5S ha proposto queste misure ed è sempre stato bocciato. Le ripresenteremo e se andremo al governo le attueremo nei primi 100 giorni. Bisogna anche guardare lontano, l’Italia ha bisogno di piani quinquennali per l’energia, le telecomunicazioni, l’ambiente, il turismo, la cultura. Se andremo al governo sarà una nostra priorità. Nel 2014, a maggio, ci sono le europee, il M5S parteciperà per vincerle, per ridare all’Italia un ruolo centrale in Europa. Le politiche economiche europee sono contro gli interessi nazionali, dettate dagli interessi tedeschi, le ricontratteremo e se necessario disdetteremo accordi firmati da altri governi che non hanno mai sentito la necessità di informare o consultare gli italiani come Monti cha ha firmato un taglio di 50 miliardi all’anno dal 2015 nel bilancio dello Stato per 15/20 anni. L’euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno. Il futuro può essere bellissimo, ma dipende soprattutto da voi. In alto i cuori. Vinceremo noi. Buon anno da Beppe Grillo.
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Il video messaggio di fine anno di Beppe Grillo sembra abbia avuto 221.211 visioni. Il video messaggio di fine anno di Re Giorgio sembra abbia avuto 7.173 visioni, un trentesimo!
La percentuale di quelli che avevano la tv accesa su Napolitano non ha superato 18,3 degli italiani. Quindi? Allora il tam tam sul web ha funzionato. IN PRATICA il poveretto avrebbe PERSO PIU’ DI 700 MILA ASCOLTATORI
I cittadini per protesta hanno boicottato il discorso di fine anno, ma nessuno ne parla, tutti continuano ad osannare un 60% di share che non significa nulla.
Per chi ancora non lo sa, le rilevazioni auditel si fanno, dal 1986, tramite apparecchi sui televisori di 5200 famiglie! Le famiglie italiane sono 25 milioni. Una cosa ridicola !
Basta chiedere giro e non risulta che nessuno, tra parenti ed amici, abbia guardato Napolitano! Mentre nei locali pubblici dove la tv lo mandava in onda si sono alzate proteste perché cambiassero canale. Ma i media, si sa, come i TROLL si nutrono delle loro stesse balle.
Il 90.82 % degli Italiani crede che nel 2014 la crisi peggiorerà, ma cosa dicono politici e media: esattamente il contrario!!

ROBERTO FICO, DEPUTATO 5stelle

“Avrei voluto fare di più in questo 2013. Il tempo sembra non bastare mai, le giornate volano, gli avvenimenti si succedono, accavallano, intrecciano. Le leggi, lo studio, i regolamenti, il funzionamento della macchina, le sedute dell’aula e delle commissioni, gli attacchi, le pressioni, la comunicazione, le agorà con i cittadini in tutte le piazze d’Italia. Non mi vorrei mai fermare. Abbiamo presentato la legge sul reddito di cittadinanza, sull’impignorabilità della prima casa, sull’abolizione dei rimborsi elettorali, la mozione sulle pensioni d’oro e quella sulla terra dei fuochi. Abbiamo trovato le coperture finanziare per aumentare la domanda interna facendo diminuire la sofferenza e la precarietà delle persone. Ci hanno ostacolato in tutti in modi e con tutti i mezzi possibili. Tutti! Il futuro non è qualcosa che arriva, è qualcosa che si costruisce ogni giorno. Un futuro fatto di basi salde volute con tutte le forze da una nuova comunità più consapevole che ha davvero lottato con animo fiero. Io il futuro lo intravedo ed ecco che sarà stupendo: vincere tutti insieme le elezioni europee, portare nel cuore dell’Europa una nuova idea, un nuovo modello culturale che riporti al centro l’uomo e l’ecosistema tutto, nel quale la parola felicità sia al centro della politica e non una parola da essa avulsa. Combatteremo dal parlamento, dai consigli regionali, dai comuni, dalle piazze. “La storia siamo noi nessuno si senta escluso”. Auguro a tutti un 2014 che insegni ad ognuno di noi a sapere andare oltre.”

BEPPE GRILLO E L’EUROPA

“L’Europa. Cosa sa un italiano dell’Europa, della UE, della BCE, a parte i luoghi comuni? Ci sono degli europarlamentari italiani a Bruxelles? Certo, tra cui Mastella, ma nessuno sa cosa fanno, di cosa si occupano. Neppure chi sono. L’europarlamento è come un Grand Hotel in cui si alloggia fino alla prima opportunità elettorale in Italia, come successe per D’Alema, o un sontuoso cimitero degli elefanti di politici trombati e di seconde file. La comunicazione dei lavori europarlamentari è del tutto assente. Alzi la mano chi può tracciare un bilancio minimo dei lavori dello scorso anno. Non si discute mai di Europa, ma solo di euro che dovrebbe rappresentare l’economia europea nel suo insieme, ma che ormai non rappresenta più nulla. L’Europa è un comodo alibi. “Ce lo chiede l’Europa” è un mantra per coprire qualunque stronzata, dal Fiscal Compact al pareggio di bilancio in Costituzione. Chi è questa Europa, mitica e lontana, che ci invia i suoi messaggi per bocca di Napolitano e della coppietta di pappagalli Capitan Findus Letta e Renzie? Fuori un nome. Chi decide cosa e perché sulle nostre teste? Siamo in preda a un’allucinazione collettiva che ha trasfigurato una banca centrale europea e la burocrazia in un ideale di Europa che non esiste. Governati a livello nazionale da banchieri e burocrati che usano primi ministri come portaborse e camerieri. Le decisioni prese in Europa hanno effetti devastanti sul futuro delle prossime generazioni, nel bene così come nel male, ma nessun cittadino europeo può interferire, spesso non ne è neppure a conoscenza. L’Europa sarà politica o non sarà. Sarà partecipativa o non sarà. L’Europa non è un frullatore di nazionalità per renderle omogenee. Questo è un disegno destinato al fallimento. Un esercizio impossibile. Non siamo gli Stati Uniti d’America con popolazioni eterogenee in cerca di una nuova Patria, ma popoli con tradizioni e civiltà millenarie. Quest’Europa così invocata e così assente si è trasformata in una moderna dittatura che usa i cerimoniali democratici per legittimare sé stessa. Il MoVimento 5 Stelle entrerà in Europa per cambiarla, renderla democratica, trasparente, con decisioni condivise a livello referendario. Oggi la UE è un Club Med infestato dalle lobby.

SI PUO’ USCIRE DALL’EURO?
vv

Al contrario di quanto asserito dai fautori dello status quo, la fuoriuscita dall’euro non solo può avvenire, ma è prevista dalle stesse legge europee. Uno Stato può uscire dalla zona euro per revoca del proprio libero consenso.
E’ la fuoruscita “con deroga” (come per la Gran Bretagna). Ciò implica che vengono meno, ai sensi dello stesso art.139, non solo i vincoli del fiscal compact, ma anche quelli, espressamente enunciati dall’art.139, derivanti dalle norme che “non si applicano” agli Stati “con deroga”. Tra essi spicca anche il mancato assoggettamento ai “mezzi vincolanti per correggere i disavanzi eccessivi, art.126, par. 9 e 11.
Ci spieghi Renzi, Letta e compagnia perché asseriscono che la fuoruscita non può avvenire, visto che il trattato lo prevede…
L’art. 50 del Trattato di Lisbona ha introdotto una particolare procedura “liberatoria”. Al primo paragrafo viene riconosciuto che «ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione». Lo Stato, tuttavia, ha l’onere di notificare tale intenzione al Consiglio Europeo. Al quel punto «l’Unione negozia e conclude con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Unione». L’accordo è, infine, concluso a nome dell’Unione dal Consiglio, «che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo».
Il paragrafo 3 prevede che «I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica di cui al paragrafo 2, salvo che il Consiglio europeo, d’intesa con lo Stato membro interessato, decida all’unanimità di prorogare tale termine».
Anche nel caso di fallimento dei negoziati, i trattati cessano comunque di avere efficacia per lo Stato membro che intenda “uscire” dall’Europa, con il solo limite temporale di due anni dalla notifica dell’intenzione di recedere.

BAGNAI: ADERIRE ALL’EURO FA DAVVERO BENE?
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L’economista Alberto Bagnai deride l’entusiasmo di Letta per l’ingresso nella zona euro della Lettonia (2 milioni di abitanti e solo lo 0,2% del Pil europeo), mentre non hanno voluto entrarci Polonia e Repubblica ceca (50 milioni di abitanti e 4% del Pil dell’Ue). Queste hanno respinto anche l’Erm, zona di oscillazione ristretta dei cambi, e hanno svalutato la propria moneta. La Polonia subito dopo il crollo della Lehman Brothers ha svalutato del 25%, e la Polonia 2 anni dopo, del 6%.
Contro quanti fanno del terrorismo, parlando di inflazione a picco, in Polonia non solo non c’è stata inflazione, ma anzi essa è diminuita dal 4,4% al 3,5% e c’è stata una crescita del 3%. Per cui anche la Repubblica ceca si è decisa alla fine a svalutare rifiutando la trappola dell’adesione all’euro.
La piccola Lettonia, invece, di cui Letta molto si rallegra, nell’Erm c’era già nel 2005 ed è peggiorata del -2,2%. Essendo ancorata all’euro, non ha potuto svalutare e così ha ridotto i salari del 7%, la disoccupazione è aumentata, la popolazione è scappata (come avviene in Italia). Nel 2007 aveva un rapporto tra debito pubblico e Pil del 7%, ora ce l’ha del 38%. Insomma aderire all’euro non fa bene ed essere entrata nell’Erm ha fatto solo salire vertiginosamente il debito estero. In 4 anni la Lettonia è peggiorata di 30 punti di PIL. E dunque di che si rallegra Letta? Il risultato è che la maggioranza del Lettoni l’euro non lo vuole. Ma cosa conta la voce dei popoli? Se in Europa la democrazia non è mai entrata, nei vari Paesi quel che pensa il popolo conta sempre meno. Specie in Italia.
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In USA lo Stato riceve soldi direttamente dalla Federal Reserve ma in Europa la Bce non presta i soldi direttamente agli Stati, li dà alle varie banche al tasso ridicolo dell’1%
le banche poi comprano i titoli di stato per cui lo Stato paga il 6%
la differenza arricchisce le banche ma impoverisce gli Stati
Se la Bce prestasse direttamente allo Stato, il debito pubblico crollerebbe di colpo
ma il sistema è stato creato non per gli Stati bensì per arricchire i banchieri
Questa non è mai stato un’Europa dei popoli
ma è sempre stata un’Europa delle banche
Teoricamente esisterebbe un blocco per le pensioni superiori ai
38.646 € lordi l’anno, ma la Consulta dice che è incostituzionale
Chissà come mai, quando si toccano esodati o licenziati o si allungano i tempi per le pensioni ordinarie dei lavoratori, la Consulta non ha niente da dire.Ma quando si toccano i privilegi degli ‘onorevoli’ o dei più ricchi, la Consulta scatta subito che ciò è ‘incostituzionale’! Abbiamo una Consulta ‘ad usum regimi’
Il colmo è Renzi che, essendo dirigente in aspettativa dell’azienda di famiglia, si vede pagato dal Comune di Firenze, oltre allo stipendio da sindaco di 4.300 euro netti, altri 3.200 euro come dirigente, più gli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi, copertura per le spese mediche, dentista, eventuali visite specialistiche o acquisto di farmaci.. E’ sempre il Comune di Firenze che provvede a rimborsare al datore di lavoro la quota annuale di accantonamento per l’indennità di fine rapporto e, guarda caso, questa è parecchio più alta della media che dovrebbe essere di 300-400 euro al mese
Comunque allegri! Renzi sa benissimo arrotondare, come dimostrano i 21 milioni di euro spesi in bisbocce e sotto il vaglio della Corte dei Conti! E ha già detto che se entra in parlamento, resta sindaco! Tu è meglio che uan!
I 3 dell’ipocrisia : Napolitano, Letta ed ora Renzi !
Parlano di ripresa che non si vede e di nuovi sacrifici che solo noi faremo mentre loro continueranno a non tagliarsi un euro, e per il momento il malloppo non lo mollano e nemmeno le poltrone !
Napolitano, Monti, Letta e ora Renzi sono eversori della democrazia
Tutti e quattro dovrebbero essere processati come la banda dei quattro, i principali nemici e distruttori di questo Paese e condannati al foglio di via
Siamo oltre i limiti di tutto ciò che è umanamente tollerabile
Depredati di tutti i nostri beni, spogliati di tutti i nostri diritti, derubati della sovranità, con una Costituzione mai realizzata nei fatti e che ora qualcuno tenta di stuprare anche sulla carta, con i nuovi arrivati che pensano solo a cancellare i diritti del lavoro, a privatizzare i beni sociali, a svendere il paese, a distruggere lo stato sociale
e ancora una fetta di popolo con le fette di salame sugli occhi
I mercenari o fanatici T R O L L che sul blog molestano la gente defecando sulla verità

ELEZIONI EUROPEE: GLI EUROSCETTICI
vv

Il giornalista italo-scozzese Thomas Mackinson ipotizza che alle elezioni europee di maggio la crisi potrebbe portare un 30% di euroscettici nel Parlamento europeo. Se ciò avvenisse, sarebbe la paralisi, perché introdurrebbe una forza d’urto capace di cambiare i giochi in corso. A causa della crisi prodotta dall’austerity e dai tassi sul debito, l’euroscetticismo in questi ultimi anni non ha fatto che aumentare e ormai riguarda un europeo su due. In Austria il miliardario Stronach vuole tornare allo scellino e porta un 9% di elettori; in Francia Marina le Pen marcia verso il 24%; in Belgio ‘Indipendenza fiamminga’ vuole uscire dall’euro: un altro 9%; il ‘Movimento spagnolo’ mira al 10%; ‘Alternativa per la Germania’ è al 5%; in Italia il M5S arriva al 25% e chiede la possibilità di fare un referendum sull’euro; la Lega, 4%, vuole l’Europa delle regioni, ma anche parte di Fi è euroscettica; in Inghilterra Nigel Farage è al 23%; in Olanda il ‘Partito delle Libertà’ porta un altro 10%; i ‘Veri Finlandesi’: 19 %; in Irlanda ‘Libertà’: 5,6%.
E la delusione per l’Europa non fa che aumentare. La fiducia dei cittadini nell’eurozona sta crollando.

RENZI SPARA TUTTA UNA SERIE DI PROPOSTE POLITICHE
Viviana Vivarelli

Non so che il roboante programma di Renzi sarà in parte attuato. Finora tutto quello che ha annunciato è stato seguito dal voto dei renziani esattamente opposto e allineato ai diktat dei vecchi del Pd, mostrando un gap gigantesco tra parole e fatti.
Il primo nemico di Renzi non è Grillo, è il Pd, dove avvengono sanguinose faide interne e dove i nemici di Renzi sono tanti e consolidati (tutta la corrente dalemiana in primis), ma, si badi bene, non perché siano più a sx di Renzi. Quel che spaventa in questo avventato arrivista è il programma in 100 punti tutto improntato a un feroce ultraliberismo che batte persino i repubblicani americani.
Dovremmo dunque diventare un Paese ultraliberista come gli Usa? Dovremmo, seguendo Renzi, abolire l’articolo 18, lo stato sociale, i servizi pubblici, i beni collettivi, i poteri dei sindacati e persino la pensione alle vedove? Dovremmo diventare un Paese feroce improntato sui più ricchi, che pensa solo alle classe benestanti e odia i suoi poveri? E dove la sanità come la scuola si pagano con costosissime assicurazioni private?
Quel che avviene oggi in Usa non è esaltante. La destra avida e egoista del Paese si è arroccata a difesa del capitale contro qualunque programma sanitario di aiuto ai più poveri tentato da Obama. E la Chiesa cattolica ha fatto blocco comune con tutte le chiese fondamentaliste contro l’”Obama care”, la legge con cui Obama tenta di dare una assistenza sanitaria a tutti. E perché? Perché, in nome dell’uguaglianza che la Costituzione USA predica, non si potrebbero vietare i preservativi e non si potrebbe accettare l’obiezione di coscienza per le donne che vogliono abortire. E questo la Chiesa cattolica non lo vuole. Vuole uno Stato confessionale, come i Paesi arabi, dove la legge si pieghi al volere della Chiesa. Vuole l’abolizione di diritti civili fondamentali in nome del potere. Ma il tanto acclamato Papa Francesco è d’accordo con tutto questo?

150 MILIARDI DI EVASIONE FISCALE
Vv

Ricorda il giudice Bruno Tinti che 150 miliardi l’anno di evasione fiscale sono un crimine grave “che non li rubano nemmeno tutte le rapine e i furti e le truffe messi insieme” e si chiede quanta corruzione sparirebbe se solo l’evasione fiscale fosse combattuta in modo chiaro e trasparente come in tutti i Paesi civili.
Negli anni ’50 sembrò che il Governo volesse fare una legge fiscale agile e moderna. (Io ricordo che i ministri convocarono i vertici dell’Ibm e chiesero se si poteva fare un fisco trasparente all’americana, con scarico di ogni spesa dalle tasse per invogliare la gente a pagare con fattura. E l’IBM disse che non c’erano problemi). Ma ciò che non conviene ai politici italiani non viene mai fatto. E la classe politica più corrotta d’Europa ci ha sempre tenuto ai propri tesoretti e agli arricchimenti dipendenti da mazzette e corruzione. Così abbiamo da una parte Equitalia che uccide i poveracci e dall’altra parte un fiume di denaro incettato che sfiora ogni anno i 150 miliardi. Un bottino da 140 miliardi gelosamente difeso dalla Casta! Quanta Italia si ricostruirebbe con una cifra simile? Quanti problemi ri risolverebbero? Quanto sviluppo si potrebbe produrre?
Un gigantesco fiume di evasione che attraversa tutto il Paese. Milioni di artigiani, commercianti, professionisti, piccoli e medi imprenditori, ogni giorno evadono miliardi di tasse. Ma Equitalia non è stata congegnata per colpirli. Ovviamente i piccoli evadono poco, ma i grossi danno mazzate.
Si sono inventati cose assurde come il nero degli operai in cassa integrazione! E i reati sono rimasti due: dichiarazione falsa o fraudolenta. Ogni due per tre qualcuno minaccia la manette agli evasori, ma poi non se ne fa niente, e la pena massima, 6 anni, non la prende nessuno perché la legge, perché si parli di frode, pretende “l’artifizio”! E dunque le pene non scattano e la legge che dovrebbe punire gli evasori resta lettera morta.
Sei un professionista che non emette fattura? Non succede niente, niente carcere, niente intercettazioni, pena piccolina che se la beve la condizionale. In pratica nulla. Si rischia di più, dice Tinti, a rubare un navigatore: un anno minimo di galera. Rubi sulle tasse? Ti ringraziano.
E chi lo fece questo bel regalo agli evasori? Il governo D’Alema nel 2000 con Visco ministro delle Finanze e Diliberto ministro della Giustizia. Dunque se non è zuppa, è pan bagnato.

LO SCUDO FISCALE
Antonio Massari (sunto)

Una delle più grosse porcate all’italiana, una porcata bipartisan fu lo scudo fiscale imposto da Berlusconi col valido aiuto dei Ds, che fornirono abbondanti assenze (assente persino D’Alema) per farlo passare. Così chi aveva pagato il 54% di tasse fu beffato dal premio del 5% a chi aveva evaso mettendo i soldi nei paradisi fiscali, e in più gli evasori ottennero di non essere reperibili grazie al segreto bancario. In tal modo i ‘furbi’ sottrassero al Fisco, tra il 2012 e il 2013, la bellezza di 272 miliardi! E’ quella che il Befera di Equitalia chiama “evasione di sopravvivenza”, altamente elogiata da Berlusconi, che di paradisi fiscali ne ha 63 e che con l’evasione fiscale ci si è arricchito benissimo. E difatti, anche nei tempi di crisi, questa ‘evasione di sopravvivenza’ sopravvive benissimo
A fronte di questo enorme bottino, sapete a quanto ammonta il recupero delle GdF? A 7,2 miliardi! Una briciola. E il peggio è che solo l’1% del sommerso rivelato viene poi effettivamente recuperato. Grottesco! Si pensi che il totale delle imposte evase ma non riscosse ammonta a ben 545 miliardi! E Letta si dispera perché non sa trovare un miliardo per l’IMU! Meglio ancora: il sistema funziona tanto bene che l’anno scorso l’evasione è aumentata del 12%! Letta si vanta di un controllo capillare a tappeto su piccoli contribuenti ma non fa una parola sull’immondo scudo fiscale che mantiene ‘per legge’ e nell’anonimato i grossi ladri! E’ stato calcolato che il magnifico scudo fiscale, votato dal Pdl con le opportune assenze del Pd, ha coperto un bottino di 1.045 miliardi! Vi sembra poco? pensate che corrisponde a mezzo debito pubblico!
Ma lo Stato è stato attentissimo a non darsi strumenti per verificare l’evaso. Ben 179.000 persone con una media di 400.000 € l’uno hanno scudato i capitali in nero, uscendo “per legge” da ogni controllo. Addirittura molte delle somme non erano nemmeno all’estero, ci sono andate “dopo” lo scudo fiscale per goderne! Molti non ce le hanno messe mai, sono stati perdonati solo sulla parola!
Equitalia continua a vessare i poveracci. Ma per i ricchi si fanno leggi per sostenere la corruzione: “Un’immunità soggettiva nauseante!”

GLI SCHERZI DELL’ANTIPOLITICA
Paolo De Gregorio

Sarebbe molto utile, oltre che divertente, tirare fuori le perentorie affermazioni dei maggiori politicanti di lungo corso a proposito del M5S, pronunciate prima e dopo le ultime elezioni politiche, per dimostrare, come in un teorema, che una lunga navigazione parlamentare ti allontana e non ti avvicina alla comprensione dei fenomeni sociali e politici, perché il lungo esercizio del potere inesorabilmente ti distacca dai cittadini e dai loro problemi.
Nessuno di questi “insostituibili ed espertissimi dirigenti”, di sx e di dx, con sondaggisti d’ordinanza al seguito, previde il boom, del Movimento, anzi lo etichettarono come “antipolitica”, facendogli un grande favore, in quanto essere contro la “politica”, come si è conosciuta negli ultimi 20 anni, è un titolo di merito e di novità. Se ci pensiamo bene, anche il successo di Renzi è stato in parte determinato dalla ‘rottamazione’, da parole d’ordine simili a quelle del M5S che prevede l’ineleggibilità dei parlamentari dopo due legislature o dalla contestazione dei costi della politica.
Costoro non hanno più nemmeno la percezione del ridicolo quando si propongono di guidare ancora il paese, come se i due maggiori partiti, con le loro nomenklature, non fossero pienamente responsabili della grave crisi, della corruzione, del debito pubblico, della disoccupazione, che ci schiacciano.
Purtroppo Forza Italia e PD possono contare su blocchi di interessi economici (altro che ideologie e valori) che da una parte tutelano capitalismo, banche, mafie, evasori fiscali, commercianti, professionisti, avvocati, editori, monopoli TV, etc. e dall’altra riscuotono il consenso dei dipendenti statali, salariati, piccoli agricoltori e artigiani, funzionari di enti locali o di istituti come Inps, Inail, sindacati, patronati, pensionati. Sono due blocchi sociali storici difficilmente intaccabili da chiunque voglia cambiare le cose in profondità.
Ma Pd e Pdl ormai non hanno più identità di sinistra o destra storiche, sono partiti di centro, da anni in perenne inciucio, apparentemente antagonisti, ma pronti a mettersi d’accordo sottobanco su tutto, per spartirsi RAI, appalti pubblici, finanziamenti a editoria e partiti e tutto ciò che è fatto con il pubblico denaro.
Sembrerebbe una situazione bloccata dall’esistenza di tre poli, di uguale peso, di cui nessuno sembra in grado di sfondare e raggiungere la maggioranza assoluta, soprattutto ora che la Corte Costituzionale ha bocciato il premio di maggioranza della legge elettorale che dava una possibile governabilità.
Ma prima di parlare di nuova alchimia elettorale di una nuova legge, che comunque deve essere fatta, è giusto inoltrarsi nella comprensione degli squilibri che la crisi economica ha provocato, dove le illusioni suscitate da B. sono morte e sepolte e non più spendibili. Le tasse su imprese e lavoro sono sempre aumentate e sono ormai intollerabili; la disoccupazione, in particolare quella giovanile, è a livelli insostenibili; gli elettori ormai sfiduciati della politica per il 50% non vanno più a votare e qualche “storico” equilibrio comincia a scricchiolare.
L’antipolitica e il populismo sono ormai medaglie da esibire da chi non vuole essere confuso con i vecchi politicanti, oggi in grave difficoltà per il severo controllo esercitato dal M5S sulle porcherie clientelari dei decreti governativi, che appaiono indecenti e fuori dal tempo, mentre è ora di ribadire con forza il diritto a un reddito di cittadinanza, da finanziare con drastici tagli eliminando Senato, province, TAV, F35, finanziamenti a partiti ed editoria, portando lo stipendio dei parlamentari a una sola voce: 5.000 euro al mese e nessun altro introito.
Bisogna conquistare il voto di chi oggi non va a votare, degli studenti senza futuro, dei disoccupati e dei precari, di tutti coloro che non arrivano a fine mese. Se questo è populismo, viva il populismo!

DISSOLUZIONE DI SCELTA CIVICA
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Scelta Civica si sta autodissolvendo. Possiamo ricordare gli elogi scompisciati che questa servile casta dei giornalai di regime fece a suo tempo ai bocconiani rampanti che dovevano essere votati “senza se e senza ma” dall’universo mondo piddino-pidiellino col plauso del benedicente Napolitano?
Possiamo considerare a posteriori le fesserie gigantesche che questi cortigiani della carta e del video fecero alle varie Fornero, ai vari Profumo, e a tutti gli altri eminenti distruttori delle cosa pubblica e affossatori dei diritti privati?
E di tanta gloria posticcia ora cosa resta? Ludibrio e risse interne e non uno di costoro che si salvi dalla pubblica condanna? Una nota finale: dal tanto decantato governo Monti oggi ereditiamo la distruzione di diritti mai più restituiti e il debito pubblico aumentato solo da lui di 59 miliardi.
E Letta e ancor più Renzi vorrebbero continuare su questa via suicida dell’austerity e dei tagli costituzionali? E’ la follia del potere o una pericolosa epidemia sulla via dell’estinzione?
Scrive un blogger: “ “Al partì dal masle, lè mia una Scelta Civica, ma lè da asu!” Tradotto vuol dire “Il partito del macellaio(Monti), non è una Scelta Civica, ma da asini”!
Secondo Napolitano questi erano i salvatori della patria, PRESIDENTE, NE AVESSI AZZECCATA UNA. Per il tuo e nostro bene” DIMETTITI “.

RENZI CHIEDE L’ABOLIZIONE DELL’ARTICOLO 18
Viviana Vivarelli

Due anni fa la Fornero fu fortemente osteggiata perché voleva tagliare i diritti del lavoro. Dodici anni fa tre milioni di persone andarono a Roma contro Berlusconi che voleva tagliare i diritti del lavoro, per protestare al grido “L’articolo 18 non si tocca!” Oggi due milioni di persone votano Renzi che vuole tagliare l’articolo 18 !
Astrusità italiane!
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NAPOLITANO E LA CESSIONE DELL’ITALIA AD UNA CRICCA CAPITALISTA
Viviana Vivarelli

Siamo un Paese che si è consegnato mani e piedi a forze nemiche, da una parte l’alta finanza USA della J.B Morgan, della Aspen, del Bilderberg, dall’altra il sistema bancario europeo della Bce, della Bundesbak e del Fondo Monetario, un Paese che da costoro viene dilaniato, fatto a pezzi e depredato di beni e diritti.
Di questa depredazione Napolitano è la pedina obbediente e traditrice.
Vorremmo chiedergli cosa ne è stato del segreto di stato che Prodi eliminò nel 2008 e che doveva cadere nel maggio di quell’anno, quel segreto che tutt’ora oscura le stragi dell’Italicus e del treno di Bologna, come tutte le stragi di Stato e probabilmente anche gli orrori conseguenti al patto Stato-Mafia e le stragi preparatorie della discesa in campo di Berlusconi.
Prodi disse che il segreto di Stato avrebbe dovuto cadere dopo 20 anni da ogni fatto, ma la cosa è stata volutamente ignorata.
Prodi stesso mise il segreto di Stato addirittura sui siti di stoccaggio delle scorie tossiche affinché la gente non sapesse di cosa moriva.
Lo stesso segreto è stato apposto al sequestro fatto dalla Cia su Abu Omar per consegnarlo alle carceri delle torture egiziane. E Napolitano ha avuto la faccia di concedere la grazia al colonnello reo dell’operazione! Così ancora una volta ha dimostrato di non essere al servizio dell’Italia, ma dell’alta finanza e del potere statunitense. E, quando l’alta finanza americana con la voce della sua maggiore banca di affari, la J.B. Morgan gli ha ordinato di stravolgere la Costituzione “perché era troppo democratica”, Napolitano si è precipitato a farlo con i 50 famigerati “saggi” e il tentativo di modificare l’articolo 138. Questo attentato è stato sventato dal M5S. Ma quando ci riproveranno? E i progetti di Renzi vanno nello stesso senso.

DEBITO E AVANZO PRIMARIO
Viviana Vivarelli

Sapete che l’Italia ha un debito pubblico di 2000 miliardi ma, in 30 anni, tra il 1990 e il 2012 ha pagato 3.100 miliardi di interessi?
Lo sapete che nel 2015 lo Stato dovrà pagare 100 miliardi di interesse?
Ma, in base al vincolo voluto da Monti, dovrà anche fare tagli ai servizi o aumentare le tasse in modo da far uscire 50 miliardi?
Lo sapete che anche la Germania ha un debito pubblico e che anzi è il più alto d’Europa?
Cito da informareperresistere: “Il salvataggio di alcune banche è costato a Berlino 10 punti di PIL, in rapporto al quale il suo debito pubblico è cresciuto dal 73,5% fino all’83,2%”. La verità che nessuno dice è che il debito tedesco è il terzo debito pubblico lordo più alto del mondo in valore assoluto. Ammonta a 2080 miliardi. E supera di 236 miliardi quello italiano che invece è fustigato da tutti.”
Il professore di economia alla Cattolica Marco Fortis dice: “L’obiettivo primario per allentare la tensione è ridurre la pressione sui tassi d’interesse. In nome di un rigorismo miope, l’Unione europea sta avallando la sua autodistruzione. Un vero paradosso che consente alla irrazionalità attuale dei mercati di avere il sopravvento sui fondamentali economici di Paesi come il nostro, che invece sono molto solidi. L’Europa a 27 ha rappresentato per l’economia tedesca un bottino di tutto rispetto: mille miliardi sul piatto della bilancia commerciale. Prima di eleggere il rigore a unico arbitro della partita, la Germania dovrebbe riflettere su questi dati. Essere solidali conviene, anche perché la situazione tedesca è molto meno brillante di quanto farebbero pensare i continui rimbrotti ai Paesi “spreconi.. È impensabile che l’Unione europea pensi di cavarsela imponendo all’Italia lacrime e sangue. Da quasi vent’anni il nostro Paese ha frenato la corsa del debito pubblico, e ha in ogni caso un debito privato risibile. Non così gli altri Paesi, che fingono di crescere ma in realtà rubano a se stessi crescita futura con il debito, proprio come facemmo noi anni fa.. L’ultimo “Fiscal monitor” del Fmi prevede che nel 2016 il debito pubblico lordo americano toccherà il 112% del PIL, e cioè sarà molto vicino a quello italiano. Con la differenza che le nostre famiglie detengono 3600 miliardi della ricchezza finanziaria, pari al 178 per cento del PIL. E che in America, invece, le famiglie detengono una montagna di debiti. L’Italia è stato l’unico Paese del G7 a presentare un avanzo primario pari allo 0,2 per cento del PIL. E negli ultimi venti ne abbiamo prodotto per 800 miliardi. È questo l’indizio più importante, quello che dice il vero stato di salute dell’economia di un Paese. E dovrebbero essere questi i parametri che speculatori e governance europea dovrebbero tenere in considerazione ”.
“E’ ora che la Merkel rinunci all’impossibile pretesa di rappresentare la virtù. Piuttosto si rifletta a uno Stato che sulla carta è unitario, quello europeo, e però non è autorizzato a battere moneta. Si pensi a sfruttare a pieno il potenziale di una moneta, l’euro, che anche in questa congiuntura catastrofica, resta solida. È ora di superare un panico ingiustificato, alimentato dalle nostre divisioni”.

Nel 2012 l’avanzo primario italiano è stato di 90 miliardi. L’avanzo primario è la differenza tra le entrate dello stato e le spese al netto degli interessi su debito.
Ma la spesa per interessi passivi è stata di 100 miliardi.
Sono 20 anni che l’Italia ha un avanzo primario. In questo senso, Germania e Italia sono le nazioni più virtuose d’Europa. Ma l’Italia da circa 20 anni paga una montagna di interessi sul debito pubblico. Questa voce di spesa è stata tra le 2 e le 4 volte superiore a quella di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Ciò a causa dell’enorme debito pubblico accumulato in particolare dagli anni 70 a meta’ anni 90.
In sintesi, la generazione che ha vissuto gli ultimi 20 anni, ha complessivamente vissuto un periodo depressivo, tra le cui cause c’e’ certamente l’enorme massa di spesa pubblica volta a pagare interessi sul debito, accumulato dalla generazione precedente. Il tutto senza tra l’altro risultati sul fronte del risanamento delle finanze pubbliche, visto che il Debito e’ rimasto elevatissimo, alimentandosi a livello di volume dagli interessi stessi sul debito.

I TRE MODELLI DI LEGGE ELETTORALE DI RENZI
vv

Renzi offre al Parlamento tre modelli possibili di legge elettorale.
La risposta di Grillo è questa:
La legge elettorale del M5S sarà sviluppata on line a partire dalla prossima settimana INSIEME agli iscritti certificati al M5S (ad oggi circa 100.000) con il supporto di Aldo Giannulli, che illustrerà ogni singola scelta alla quale seguirà una consultazione on line. La legge elettorale del M5S dovrebbe essere completata per il mese di febbraio e sarà la posizione ufficiale del M5S da discutere in Parlamento quando un Parlamento legittimo sarà insediato. Il Parlamento attuale è infatti incostituzionale, i suoi eletti sono stati nominati, il premio di maggioranza è abnorme. In Parlamento siedono 150 abusivi eletti grazie al premio di maggioranza del Porcellum. Gi abusivi sono di pd, sel, centro democratico e svp. La loro elezione non è neppure stata convalidata. E questa gente, responsabile e fruitrice del Porcellum, dovrebbe occuparsi di legge elettorale e magari di riforma della Costituzione? Al massimo può andare a casa. Napolitano, dopo la pubblicazione delle motivazioni della Consulta, attesa per fine gennaio, deve sciogliere le Camere.
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Dunque Renzi fa 3 proposte ma tutte e 3 sono incostituzionali perché si basano sul premio di maggioranza (che tradisce i veri numeri dell’elettorato).
Tutte e 3 portano all’elezione diretta del Presidente del Consiglio, svilendo il Parlamento e la sua funzione di rappresentanza verso i cittadini. Il voto diventa ancora più che col porcellum un voto delega in bianco.

1)Legge dei Sindaci, doppio turno col 60% dei seggi al vincitore
INACCETTABILE! Perché trasformerebbe in un sol colpo la nostra Repubblica Parlamentare in Premierato o Presidenzialismo,senza modificare neppure la Costituzione. Una PORCATA!
Il Parlamento diventerebbe un mero organo consultivo per il Governo, senza poter incidere sulla linea politica nazionale e i parlamentari diventerebbero meri esecutori degli ordini del capo.

2) mattarellum con 15% di premio
PASTROCCHIO totale e incomprensibile!
Al posto del 25% di correttivo proporzionale accentua le distorsioni del maggioritario, infatti se col mattarellum un partito col 30% poteva vincere il 60% dei seggi, così potrebbe vincerne il 75%.
Es. Pd al 25% e M5S al 24%. Col sistema di Renzi il Pd potrebbe avere il 75% dei seggi e il M5S il 10%. Vi sembra democratico?
Non si dice poi come gestire il restante 10% dei seggi .

3) Modello legge elettorale spagnola con un premio di maggioranza del 15%
FREGATURA!
Un Porcellum travestito da modello spagnolo, infatti in Spagna, come nel resto d’Europa, NON ESISTE il premio di maggioranza! Facciamocene una ragione! Non esiste!
Ma se a Renzi interessa il modello spagnolo, perché non prende quello vero, con le preferenze? E perché non va a leggersi la proposta, già depositata in Parlamento dal M5S?

http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0013300&back_to=http%3A%2F%2Fwww.camera.it%2Fleg17%2F126%3Ftab%3D2-e-leg%3D17-e-i

E’ chiaro che Renzi punta alla riforma che fa del Presidente il sindaco d’Italia. Se poi ci aggiungiamo che Renzi vuole anche far sparire il Senato, che serve come filtro per frenare leggi precipitose, è anche peggio. A questo punto, è meglio tenersi il mattarellum perché sarebbe più democratico, ma il fatto è che col mattarellum nessun partito può avere la maggioranza.
Insomma, hanno tanto voluto il bipolarismo come in Usa o in UK, quando era evidente fin da prima che la nostra situazione è diversa e non riusciamo a fare una alternanza tra i due poli maggiori, per cui o Pd e Pdl si mettono insieme, ma non funziona, o non si fa nessun Governo, o si regala un enorme premio di maggioranza al primo partito ma si esce dalla democrazia.
Al momento abbiamo 3 poli, e il massimo che uno di questi può avere è il 30%. E questo vale anche per il Pd e il Pdl, non solo per il M5S, come i suoi detrattori strepitano. Non vince il M5S, ma non vince da solo nessuno. E l’unione Pd e Pdl oltre a non funzionare a produrre la paralisi del Parlamento, è contro natura.
In teoria ognuno dei tre Poli dovrebbe essere incompatibile con gli altri due, salvo fare le sporche intese come ha tentato il Pd, disgustando le persone serie e imballandosi poi sulla governabilità.
Eppure il bipolarismo in USA e Gran Bretagna funziona. Certo non hanno 120 partiti come in Italia. E nemmeno il premio di maggioranza.
Si potrebbe ovviare col doppio turno e il ballottaggio come per i sindaci ma bisogna decidersi a tagliare i piccoli partiti, anche se in Italia il partito vincente resta sempre quello degli astenuti, perché l’offerta è davvero squallida e per molti risulta impossibile votare per chi l’Italia l’ha distrutta e ora chiede nuovo credito .
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Renzi fa il galletto sfidando Grillo con le sue tre leggi elettorali, come se fosse il Cristoforo Colombo che scopre l’America.
Peccato che non sia il primo a produrle e che non si sia nemmeno degnato di esaminare la proposta del M5S che è stata fatta ben prima, il 4 ottobre 2013 e che giace dimenticata in Parlamento, ignorata dai media che ora invece strombazzano su Renzi.

LE LEGGI DI RENZI SONO PRESIDENZIALISTE, QUELLA DEL M5S VUOLE ALLARGARE LA DEMOCRAZIA

Nella legge del M5S si sente l’esigenza di avere un Parlamento realmente rappresentativo che garantisca la governabilità al sistema disincentivando la frammentazione del sistema politico, ma senza sacrificare obiettivi primari come la scelta degli eletti da parte dei cittadini e la possibilità per gli elettori di avere un reale rapporto con loro durante il mandato, in modo che siano i cittadini a contribuire a indirizzare le scelte politiche fondamentali che passano attraverso il Parlamento. “Presupposto della democrazia e della governabilità è “ricostruire un Parlamento rappresentativo e responsivo nei confronti degli elettori”.
Il M5S sceglie un sistema proporzionale secondo il modello spagnolo corretto, con un sistema di preferenze ispirato al modello svizzero, che garantisca agli elettori la massima libertà nella scelta degli eletti minimizzando le derive negative (clientelismo, corruzione, influenza delle lobbie, alti costi delle campagne elettorali e divisioni dentro i partiti).
Per il computo dei voti si sceglie il metodo D’Hondt e circoscrizioni a base provinciale per averne di diversa ampiezza con un’omogenea distribuzione dei seggi, in modo da rispecchiare la realtà. La varietà di ampiezza delle circoscrizioni non costituisce un limite del sistema, bensì una sua qualità. Infatti, nelle circoscrizioni piccole ottengono seggi esclusivamente i partiti grandi, mentre nelle circoscrizioni grandi ottengono seggi anche i partiti piccoli.
Si adotta un correttivo, consistente nell’obbligo di presentare liste in un certo numero di circoscrizioni e nello stabilire un bassissimo sbarramento nazionale del 2%, che naturalmente non si applica alle liste rappresentative delle minoranze linguistiche riconosciute.
Come nel modello spagnolo, questo sistema produce un Parlamento rappresentativo di più forze politiche capaci di attrarre un certo consenso elettorale; esclude i partiti piccolissimi, salvo quelli molto forti a livello regionale; incentiva la stabilità dentro i partiti; crea maggioranze stabili; rafforza le opposizioni parlamentari, anch’esse concentrate in pochi gruppi di minoranza e quindi in grado di svolgere con più forza la loro funzione di controllo, proposta e critica. Si tratta, dunque, di un sistema proporzionale con effetti maggioritari, ma senza i difetti dei sistemi maggioritari perché, pur incentivando le forze politiche ad aggregarsi prima del voto, non impone fittizie costrizioni bipolari.
Il punto forte e innovativo della proposta 5stelle è di frenare lo strapotere dei partiti avvantaggiando le decisioni degli elettori, secondo il modello svizzero.
– l’elettore sceglie una lista
-può anche cancellare un certo numero di candidati di quella lista
-esprimendo preferenze aggiuntive
-Se l’elettore vota solo la lista, essa prende tanti voti quanti sono i seggi attribuiti alla circoscrizione e quella personale di ciascun candidato nella lista di un’unità;
-se l’elettore fa alcune cancellazioni, esse fanno diminuire la cifra elettorale della lista
-se fa altre preferenze, la lista si accresce di quelle
Così può cancellare i candidati sgraditi scelti dai segretari ed è lui a graduare le preferenze mentre ora è il segretario che crea l’ordine di lista.
Come in Svizzera, gli si dà il potere di votare anche candidati di altre liste, premiandoli senza contropartita, perché quando egli vota un candidato in una lista diversa dalla sua sottrae una frazione di voto a questa e lo attribuisce all’altra. L’elettore può spartire, dunque, il proprio voto tra più liste, diminuendo il potere delle segreterie.
Il nuovo sistema lo spinge a esercitare una scelta consapevole, è lui che sceglie i candidati e ha con loro un legame più stretto, premiandolo o punendoli se non sono conformi alle sue aspettative.

Per il Senato ci sono alcuni correttivi, i Senatori sono meno per cui le circoscrizioni saranno regionali e si userà la formula belga anziché la formula D’Hondt. Nella formula D’Hondt si divide la cifra elettorale di ciascuna lista per 1, 2, 3, 4, fino al numero dei seggi da distribuire, mentre nella formula belga si divide la cifra elettorale di ciascuna lista per 2, 3, 4, 5 ecc.
Si chiedono poi ai candidati i soliti requisiti che furono richiesti per le amministrative.
25 anni, nessuna iscrizione ad altre liste o partiti, non aver riportato condanne penali anche non definitive, non aver ricoperto incarichi politici precedenti, essere residente in quella circoscrizione.


I DISEGNI DI LEGGE GIA’ DEPOSITATI DAI 5STELLE

Una prima proposta di legge è stata già depositata in Parlamento dal M5S il 3 ottobre scorso.
Un partito come un movimento può fare più proposte di legge ed evolvere in esse.
Diciamo che quella del 1° ottobre è stata una proposta preliminare da riprendere e da discutere quando la questione fosse diventata calda.
Prima abbiamo avuto il ddl n. 452 del Senato (53 firmatari, l’intero gruppo di grillini a Palazzo Madama) e la pdl n. 736 della Camera (109 firmatari, l’intero gruppo a Montecitorio) che chiedeva di distribuire gli spazi della scheda elettorale «in modo da collocare una riga al fianco di ogni contrassegno, in cui l’elettore possa scrivere il nominativo del candidato prescelto. L’idea del Movimento era di evitare che i vertici dei partiti riescano, come accade con il Porcellum in vigore, a nominare con un minimo margine di errore deputati e senatori.

La seconda proposta è stata quella n. 1657 presentata alla Camera lo scorso 4 ottobre, primo firmatario il deputato Danilo Toninelli, propone il superamento del Porcellum con il ritorno ad un sistema proporzionale che, nel caso di elettorato diviso in tre grandi blocchi di simili dimensioni (centrodestra, centrosinistra e, ovviamente, Movimento 5 Stelle), rende impossibile la governabilità ed obbliga gli schieramenti tradizionali, come accaduto lo scorso aprile, alle larghe intese. Il progetto di legge dei grillini, in particolare, prevede il calcolo proprozionale dei seggi, la formazione di piccole circoscrizioni su base provinciale e l’eliminazione delle soglie di sbarramento. Per ottenere il numero di seggi in ogni provincia verrebbe infatti utilizzato il metodo D’Hondt.

I DIFETTI DI RENZI
Viviana Vivarelli

Mi spiace, so che i miei parenti e amici di Firenze stravedono per Matteo Renzi, ma, personalmente, non sono ancora riuscita a vedere i pregi di Renzi.
Vedo un soggetto troppo immaturo, ma enormemente ambizioso (come era il primo Berlusconi), cinico e avventato, abile venditore e parolaio (ancora come era Berlusconi), un esibizionista egoico che mira al potere in modo smisurato. Da una parte mi sembra un pupazzo ridicolo e supponente, dall’altro mi spaventa come un pericolo che nel panorama squallido della partitocrazia italiana diventa gravissimo.
Ho letto I suoi 100 punti e li ho riassunti nel mio blog Masada.
Non mi sono piaciuti e non mi piacciono le sue tre proposte di legge elettorale presidenzialista.
Renzi è un decisionista, il che di fronte alle remore e alle titubanze degli ultimi capi piddini può anche piacere alle masse, ma il suo decisionismo è decisamente antidemocratico.
Nel Comune di Firenze marcia come un bulldozer senza ascoltare nessuno ed è al momento un capo estremamente antidemocratico e autoritario, tutto proteso a realizzare un piano ambizioso personale. Quando gli ha fatto comodo, ha disertato il suo Comune per l’arrampicata politica a Roma. Una volta eletto segretario del Pd, ha continuato a tenere la carica di sindaco e non disdegnerebbe in futuro tenere nelle sue mani più cariche.
Trovo le sue tre proposte di sistema elettorale altamente incostituzionali (molto più del porcellum) e tese tutte e tre a un presidenzialismo forte, che in Italia sfocerebbe in dittatura e che non mi piace nemmeno in Francia o in USA.
Trovo che le sue proposte siano dei pugni nell’occhio alla democrazia.
Personalmente, vorrei allargare la democrazia dal basso e i diritti della sovranità popolare in Italia e non certo restringerli! Ma non c’è nulla nel piano di Renzi che parli di un allargamento della democrazia o di un consolidamento dei diritti civili e del lavoro, mentre tutto va rapidamente nel contrario.

MA PERCHE’ ABOLIRE IL SENATO?
Viviana Vivarelli

Tra le cose richieste perentoriamente da Renzi c’è l’abolizione o la trasformazione del Senato. E sento spesso invocare anche l’abolizione delle Regioni.
Io penso che l’iter legislativo non può essere frettoloso e troppo rapido e che la Costituzione abbia richiesto il doppio esame da parte delle due Camere a ragion veduta.
Una legge è una cosa importante, non può essere fatta in fretta e furia, deve passare per una valutazione meditata.
Per nostra fortuna, proprio le regole costituzionali che impongono di rimandare una legge da una Camera all’altra hanno rallentato l’iter legislativo e hanno impedito spesso a pessime leggi di essere votate in fretta e male, si pensi solo alla decisione di abolire l’articolo 139.
Per nostra disgrazia, tutti i governi, a cominciare da Prodi hanno abusato del decreto legge (che per regola costituzionale dovrebbe essere usato solo in casi straordinari di necessità e urgenza) per scopi di cui non c’era né la necessità né l’urgenza, costringendo poi il Parlamento a votarlo ‘alla fiducia’
Prodi richiese la fiducia 28 volte. Letta, nel suo brevissimo mandato, ha avuto la faccia di chiederla 15 volte!
Questi sono atti di prepotenza antidemocratica in cui si calpesta il Parlamento e dunque il popolo
Io penserei a ridurre fortemente il numero dei parlamentari e i loro emolumenti, abusi e privilegi, ma non a eliminare il Senato, che potrebbe diventare la sede della rappresentanza regionale. E non abolirei nemmeno le Regioni che renderei di peso più equilibrato e minori di numero. Secondo me, esse sono utili in un contesto di democrazia diretta (penso ai cantoni svizzeri), in quanto rispettano le differenze di territorio e permettono un maggior controllo sugli eletti. E il Senato potrebbe rappresentarle.

A CHI CONTINUA A DIMENTICARE
Viviana Vivarelli

Possiamo ben dire che il M5S rappresenta, in Italia, l’evoluzione politica del Movimento antiglobalizzazione dei no global.
Quello dei No global è un gigantesco movimento mondiale di reazione al neoliberismo poi sfociato in turbocapitalismo, che è iniziato più di 30 anni fa in tutto il mondo e ha soppiantato il movimento mondiale della sx ( emarginata in schemi obsoleti o omologata al capitalismo stesso come è avvenuto nella sx di governo in Italia).
Il neoliberismo o iperliberismo è il tentativo tuttora in atto da parte del grande capitale di ridurre tutto l’esistente a merce e profitto, calpestando i diritti umani e civili, le Costituzioni democratiche, la sovranità popolare, l’indipendenza dei Governi, la tutela dell’ambiente e il futuro di intere generazioni.
Contro questo scempio i no global insorgono proponendo modi di vita diversi e non omologati agli abusi del mercato, una democrazia dal basso, il rovesciamento di quegli organismi che servono solo ad arricchire una cricca di magnati (Fondo Monetario, Banca Mondiale, Organizzazione internazionale del Commercio, multinazionali, Commissione europea, Banca europea, Federal Reserne..) e denunciando le influenze perverse di quei club di magnati che comandano le politiche nazionali, come il Bilderberg o la Aspen, o di quei centri di potere che dettano la distruzione delle Costituzioni democratiche come fa con noi la banca d’affari americana J. B. Morgan.
..
Quando leggo o ascolto Latouche o Stiglitz, Bonaiuti o Gesualdi..vedo un quadro economico e politico e sociale ben definito che non è più né di destra né di sinistra ma cerca non solo di analizzare i mali attuali del neoliberismo o del turbocapitalismo e di trovare delle soluzioni che possono esistere solo nel quadro di una rivoluzione totale e globale degli odierni paradigmi di mercato e dei modi di pensare della gente.
Per questo ritengo stolta e obsoleta la reazione ringhiosa di quanti sono ancora attaccati come cozze a vecchi sistemi rivoluzionari di stampo stalinista o leninista o peggio ancora fascista.
Ma mi pare e ci dovrebbe apparire sempre più evidente che l’attuale sistema economico, politico e sociale, basato solo sul lucro e il potere di poche centinaia di magnati mondiali in nome di un profitto a tutti i costi che uccide il mondo non corrisponde più a nessuna ideologia accettabile né può essere difeso o sostenuto più a lungo e deve solo essere rovesciato
Ma i personaggi italiani ed europei che hanno nelle loro mani le istituzioni e il potere a quale ideologia corrispondono? E dove esiste ormai, in Italia e in Europa, qualcosa che possa chiamarsi ancora dx o sx? Dove sta una ideologia innovativa o una possibilità di speranza, qualunque sia la posizione dichiarata, nei discorsi loggorroici di un Renzi, nei diktat antidemocratici di un Napolitano, nell’arruffìo sconclusionato di un Brunetta, nei rimandi infiniti e opportunistici di un Letta, nelle titubanze inaccettabili di un Saccomanni? Ma a quale ideologia di bene comune o di utilità collettiva rispondono costoro?

Cristina Correani

I fuochi d’artificio di capodanno all’Harbour Bridge di Sidney dovrebbero essere inseriti nelle meraviglie del mondo. In Australia ce la mettono tutta per dare il benvenuto come si deve all’anno nuovo.
Qui invece ce lo mandano di traverso prim’ancora che cominci. Che ha detto quel signore che sta in politica da sessant’anni? “la politica cambi”.
La politica, mica lui e quelli come lui, ci mancherebbe. Il fatto che la politica non potrà cambiare mai finché sarà inquinata da chi ne ha distrutto perfino il senso non sfiora nemmeno di striscio il padre padrone della repubblica italiana.
Nel discorsetto prefabbricato di ieri Napolitano ha parlato un po’ di tutto, perfino del disastro criminale in Campania come se la cosa non lo riguardasse mentre invece lo riguarda eccome, ma si è dimenticato di nuovo dei giudici antimafia di Palermo: il giudice Di Matteo non si è meritato nemmeno la citazione ipocrita di fine d’anno, dev’essere stato proprio cattivo Nino Di Matteo se la mafia lo vuole ammazzare e lo stato non spreca nemmeno una parola per lui.
E allora, tanti auguri di buon anno a Nino Di Matteo e a tutti i dimenticati dallo stato anche se lo rappresentano molto più degnamente di tanti politici incapaci e disonesti. Se questo appena passato per Napolitano è stato l’annus horribilis la colpa sarà di qualcuno no? e lui non c’entra niente? sicuro?

LE SPESE DEL QUIRINALE
vv
E’ il bello è che Napolitano ha avuto la faccia tosta di ripetere che i politici devono abolire le spese inutili! Ipocrita! Perché non taglia lui subito i due terzi delle spese enormi del Quirinale? Costui è peggio di un sovrano, ha una corte di 2.181 dipendenti. Ha un appannaggio di 239.000 euro. L’apparato che lo circonda imporrà quest’anno una spesa di 235 milioni di euro, il 60% in più di 10 anni fa, e il triplo rispetto a vent’anni fa. E il bello è che questo personale ha per lo più FUNZIONI CERIMONIALI !
Napolitano è il presidente della repubblica più costoso del mondo.
Hollande, con molti maggiori poteri di lui, comprese le spese di rappresentanza e di viaggio, prende un milione 736mila euro. Qui siamo a 253 milioni! Hollande ha un salario mensile lordo di 6.627 euro. Lui di 218.000! E l’Eliseo ha la metà di dipendenti del Quirinale!
Il Quirinale costa più dell’Eliseo e di Buckingam Palace messi insieme!
I P O C R I T A !
Il Quirinale costa più della Casa Bianca! e Napolitano prende più di Obama.
La Casa bianca ha solo 454 dipendenti. Napolitano ne ha 2181 !
Ma di cosa ciancia costui?

AUGURI DA SAURO

Quest’anno gli auguri di Natale, oltre che sobri, sono con un messaggio particolare.
Premessa.
Ieri sera ennesima conferenza economica con oggetto: euro.
Nulla che non sapessi già. Ma ogni volta sentire i dettagli sulla trappola perfetta dell’euro mi sconvolge e mi atterrisce.
Uno dei punti su cui tutti battono è la”crescita” per arrivare ad una ripresa che ci consentirebbe di diminuire il debito.
Ma con quale prospettiva possiamo crescere?
Chi lavora, chi ha la fortuna di avere un lavoro, spesso produce più di prima, ma gli stipendi sono fermi. Anzi, in termini di potere di acquisto nettamente diminuiti. Idem le pensioni. Mia madre, pensione minima di 450 euro al mese, sta ancora fiduciosamente aspettando la pensione di mille euro al mese promessa non so quanti anni fa dal signor Berlusconi. Povera illusa! Una delle linee di politica economica per essere competitivi, in un sistema a cambio fisso come l’euro, è la diminuzione degli stipendi. Il che significa la diminuzione dei diritti. La precarietà dei lavoratori. La loro ricattabilitá con lo spauracchio quotidiano della possibile chiusura delle aziende. Insomma, non se ne esce. Inoltre, a mio umile parere, è assolutamente anacronistico pensare ancora di puntare nel 2013 alla cosiddetta “industria pesante”.
Vi lascio con un sincero augurio di un buon Natale e Buone Feste con alcune considerazioni su cui vi invito alla riflessione.
1) Comprate meno prodotti tedeschi e dei suoi paesi satelliti che potete. La Germania sta giocando sporco con l’euro e con il concetto di Europa. Lo ha fatto notare anche Obama. Si sono accorti anche gli USA che il surplus della bilancia commerciale della Germania è troppo alto, è una minaccia per tutto il sistema economico mondiale.
2) Fatevi una domanda. Fate finta di venire da un Paese straniero. Cosa sapete dell’Italia? Quali sono i suoi punti di forza? Nessuno vi risponderebbe la Fiat o l’Ilva. Quasi tutti vi direbbero:
– la sua cucina, ovvero il cibo. I vini. Tutto quanto gira attorno al settore agro alimentare.
– Cultura. Musei. Monumenti. Folclore. Recupero delle feste tradizionali.
– Bellezze naturali (che siamo scientemente distruggendo).
– Città d’arte. L’Italia è una miniera d’oro, se ce l’avessero gli americani. …..!
Questo vi risponderebbe un qualsiasi straniero se gli chiedeste “cosa sa dell’Italia.
3) Quindi vi invito a cominciare a ripensare – in virtù del detto “il pensiero crea” – al nostro Paese in quanto oggetto di una storica riconversione, da Paese agricolo, quale era, ad industriale, quale non riesce più ad essere, a Paese della cultura, della storia, dell’arte, del buon cibo, della moda; della bellezza.
Su queste cose possiamo essere competitivi ed assolutamente unici al mondo ed inimitabili. Iniziamo intanto da noi stessi, cominciamo a vederci sotto una luce diversa. Facciamo che il cambiamento cominci da ognuno di noi per arrivare agli altri e chissà, forse, perché no, anche ai politici. Cominciamo da noi. Pensiamo a volerci bene ed a voler bene all’ambiente che ci circonda, al nostro Paese. Pensiamo al nostro Paese, nelle nostre conversazioni, come arte, cultura, buon cibo, bellezza. Diffondiamo il nostro pensiero in maniera virale.
Non aspettiamo il cambiamento da un Salvatore, che non è stato Berlusconi e non sarà Renzi o Grillo.
Cominciamo da noi. Cominciamo da chi ci sta attorno, giorno per giorno. Tutti i Santi giorni.
Chissà che pensando ad una Italia migliore, intensamente, convintamente, tutti quanti insieme, un miracolo non si avveri. ……
Tanti cari auguri.
Sauro

Agustìn Goytisolo
Risoluzione

Risoluzione di essere felice
al di sopra di tutto, contro tutti
e contro di me, di nuovo
– al di sopra di tutto, essere felice –
torno a prendere questa decisione.

Ma più che il proposito di ammenda
dura il dolore del cuore.

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