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Wednesday April 26th 2017

IL RAGGIRO DEL DEBITO

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BLOG di Viviana Vivarelli

La truffa del sistema capitalista mondiale – 85 persone posseggono quanto 3 miliardi e mezzo di persone – E’ iniziata la grande manovra iperliberista delle privatizzazioni – La scomparsa delle ideologie – Come si fa una legge elettorale – Questa non è democrazia – Paolo Ferrero e la maialatam – Le mancanze del fisco – Razzismo: gli attacchi alla Kyenge – Il decreto svuota carceri della Cancellieri – Ridiscutere Fiscal Compact e Mes – La menzogna del ‘tutto va bene’- E’ più nociva la cannabis o la Lorenzin? – Chiudiamo Equitalia! – I commessi del Parlamento – Strani bonifici ‘personali’ ai Ds e poi al Pd.

ALLA MIA NAZIONE
(Pasolini)

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico, ma nazione vivente, ma nazione Europea.
E cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati, di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera,
un casino?
Milioni di piccolo borghesi come milioni di porci,
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Viviana
Io amo il mio Paese, non solo perché ci sono nata, ma perché è un grande Paese, patria degli uomini più illustri della storia, ancora produttore di geni creativi, di persone perbene, di eccellenze mondiali, un Paese bello dove si potrebbe vivere bene.
Che oggi questo Paese sia torturato e spinto alla degenerazione da una classe politica corrotta e meschina non deve far disperare. Altri Paesi hanno conosciuto abissi anche peggiori e si sono rialzati.
E’ vero che Pd, Pdl, Lega e dintorni hanno nutrito dei parassiti indecenti che costituiscono la classe politica più corrotta e incapace d’Italia e una delle più corrotte e infami del mondo. E’ vero che essi oggi sono asserviti alla Troika dominante e dunque al capitalismo internazionale e di altro non si curano che del loro piccolo interessi meschino di profittatori attaccati al potere.
Ma c’è nel mio Paese ancora una base sana di persone oneste, intelligenti, capaci, persone di cui ci si può fidare, e, con leggi migliori, un fisco equo e maggiore democrazia, questa base sana potrebbe dare il meglio di sé per il bene di tutti.
Sono certa che alla fine questa parte sana prevarrà su quella infetta.
Ed è per loro che io lotto e diffondo conoscenza e cerco di capire più che posso per far capire e per trovare assonanza e operosità nel bene.
Diventeremo mai anche noi un Paese civile? Io non lo so ma so che non possiamo
disperare e dobbiamo continuare la lotta!
Anche le cose che sembrano impossibili alla fine accadono!
.
TENSIONI
VV.
C’è una legge della fisica per cui nessuna forza riesce a mantenere la stessa tensione in eterno.
Così avviene che anche i movimenti abbiano un loro periodo di fulgore e di entusiasmo a cui succedono stasi e stanchezza, anche perché non sempre tutto va bene o ripaga i nostri desideri e siamo facilmente delusi dalla lentezze dei risultati, dai dissapori coi nostri compagni di viaggio o dalle incomprensioni verso chi dovrebbe guidarci.
Ma penso a personaggi come Mandela o Gandhi e ai lunghi anni delle loro lotte e delle loro prigionie, e immagino che anche per loro sarà arrivato il momento grigio o quello nero, ma che poi lo hanno superato e che, proprio grazie a questo, hanno realizzato i loro scopi e hanno vinto.
..
Le vere decisioni, come ha ben detto Chomsky, vengono prese da altre parti. “La democrazia? Non è nella disponibilità dei cittadini!”
“Le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perché sono decise da burocrati e dirigenti non eletti che stanno seduti a Bruxelles”.
Se solo i cittadini europei si rendessero conto di questo, questa situazione di plutocrazia che sta uccidendo la democrazia europea verrebbe a cessare.

IL RAGGIRO DEL DEBITO
tratto da www.informationguerrilla.org (SUNTO)

Siamo dominati dal sistema bancario mondiale. E’ una truffa con cui pochi controllano la vita di molti.
Le banche creano denaro che non esiste col credito, quando prendi un prestito, sopra cui pagherai interessi prendendo dalla tua ricchezza. Attraverso gli interessi, il sistema bancario risucchia la vera ricchezza del pianeta. E le banche possono prestare denaro non esistente in quantità anche maggiore, facendo sprofondare il mondo nel debito. Così accumulano una ricchezza enorme, assai superiore a quella degli Stati Uniti. In realtà, le banche possiedono gli Stati Uniti, così come possiedono quasi tutti i paesi del mondo. I banchieri hanno usato questa montagna di crediti per comprare e controllare le compagnie petrolifere globali, le multinazionali, i media, le armi, le farmaceutiche, i politici e tutto quello che serve per controllare il mondo. Così poche persone e famiglie possiedono tutto!
I media non ci dicono niente, ma solo i Rockefeller e i Rothschild controllano una rete incredibile di banche, compagnie petrolifere, multinazionali, compagnie aeree ecc. La Chase Manhattan Bank dei Rockefeller/Rothschild ha abbastanza potere da scatenare il panico finanziario globale. Nel 1995 si è fusa con la Chemical Bank che aveva già assorbito la Manufactures Hanover con una concentrazione di potere incredibile. Ma i veri controllori di questi imperi agiscono nascosti al pubblico grazie a uomini ombra, trust, fondazioni e compagnie. Sono loro la grande lega insieme ad altri elementi dell’Elite Globale. Essi controllando la creazione del credito e possono provocare boom o crolli economici. Una depressione economica non è causata da un crollo nella domanda ma viene quando non c’è in circolazione abbastanza denaro elettronico. E chi lo controlla? Le banche. Se vogliamo causare una depressione, basta che esse riducano il denaro in circolazione. Riducono il numero di prestiti concessi e alzano i tassi di interesse. Ciò è estremamente vantaggioso per le banche più grandi. La gente infatti deve continuare a pagare gli interessi sui prestiti prima dell’architettato collasso o perdono tutto.
Economisti ed analisti parlano di “ciclo economico”. Fandonie!
La terribile depressione degli anni 30, in cui morirono di fame uomini, donne e bambini in un mondo di abbondanza, fu causata dal fatto che le banche ritirarono il denaro dalla circolazione, rifiutando di concedere prestiti. Non c’erano soldi, si disse alla gente, per costruire le case e sfamare la popolazione. Ma improvvisamente, quando per l’Elite Globale giunse il momento di fare la guerra, ecco che il denaro a disposizione per finanziare Hitler, il Giappone e lo sforzo bellico degli Stati Uniti divenne illimitato. Il denaro per fare le guerre non manca mai, perché i banchieri che controllano il sistema economico mondiale vogliono quelle guerre. Non vogliono che la gente abbia delle belle case e la pancia piena o riceva un’istruzione, perché poi sarebbe più difficile da controllare. Non fu la tanto strombazzata politica del “Nuovo Corso” di Roosevelt a porre fine alla depressione ma furono le banche che rimisero in circolazione il denaro per finanziare la guerra che stavano creando.
La miseria è creata dal controllo sul denaro e dagli interessi. Potremmo cambiare questa situazione oggi stesso se solo volessimo.
A controllare il sistema finanziario mondiale e il succedersi di boom e crisi economiche sono solo 13 persone, i membri della Commissione bancaria internazionale di Ginevra, fondata da David Rockfeller, su incarico dell’Elite, nel 1972. La Commissione è composta da 2 membri della Fed, della Banca d’Inghilterra, delle banche centrali di Germania, Francia e Svizzera, e di un membro delle banche centrali di Olanda, Austria e Scandinavia. Questa élite è controllata dai Rothschild, i Rockefeller, i Bilt e i Goldberg. Legata alla Commissione è la Banca dei Regolamenti Internazionali, con sede in Svizzera che contribuisce a coordinare le politiche della banche centrali nazionali, come fa negli Stati Uniti la Fed, il cartello di banche private che decide i tassi economici e di interesse americani, senza curarsi minimamente dell’opinione di quei burattini dei presidenti e dei politici.
La maggior parte degli americani non si rendono neanche conto che la Riserva Federale è un’organizzazione privata. Essi credono che la parola “federale” indichi che fa parte del governo (sbagliato!). Nel Regno Unito c’è l’illusione che la Banca d’Inghilterra sia nazionalizzata e quindi sotto il controllo del governo, invece è uno dei punti focali della rete finanziaria dell’Elite e ha continuato ad essere controllata da questa dopo che è stata nazionalizzata dal Governo laburista del dopoguerra, diventando una banca privata non ufficiale.
L’intero controllo dell’Occidente si basa sull’imposizione di interessi sul denaro. Non c’è niente di male nel denaro se esso è usato solo come strumento di scambio per beni e servizi. E’ quando si cominciano a imporre interessi sul denaro, la maggior parte del quale non esiste nemmeno materialmente, che sorgono enormi pericoli. Con l’imposizione di interessi, il denaro insegue quelli che ce l’hanno già e ignora chi non ne ha. Le abissali divisioni sociali e finanziarie del mondo sono provocate dall’imposizione di interesse sul denaro. La produzione viene modificata sulla base dell’avidità e non della domanda, e i ricchi si arricchiscono, mentre i poveri si impoveriscono.
Non c’è alcuna ragione per cui un governo non possa stamparsi i suoi soldi privi di interesse e prestarli, senza gravarli d’interesse alla popolazione affinché si compri una casa, magari con una piccola tassa per coprire i costi di amministrazione. L’unica cosa che frena questa soluzione è la mancanza di volontà da parte dei politici di tutti i partiti, controllati direttamente dall’Elite o dai suoi manipolatori economici. Pensate a come le tasse potrebbero essere drasticamente ridotte, o addirittura abolite,se non dovessimo rimborsare cifre stratosferiche sotto forma di interessi su denaro “preso in prestito” dalle banche.
Negli anni 80 il governo statunitense era indebitato nei confronti dei banchieri per più di 1 miliardo di miliardi di dollari, su cui la gente paga più di 100 miliardi di dollari all’anno di interesse senza alcuna speranza di riuscire a rimborsare il capitale. Probabilmente i nostri figli e le generazioni future continueranno a pagare per l’eternità!
Nel 1910, il debito federale era solo di 1 miliardo. I debiti statali e locali erano molto ridotti o inesistenti. 7 anni dopo che la Fed era stata fondata, il debito ammontava a 24 miliardi; nel 1960 era di 284 e da allora è andato aumentando. Se gli Stati Uniti nella loro interezza venissero ceduti ai banchieri come risarcimento dei debiti, ci vorrebbero ancora 3 Americhe per saldare completamente i debiti!
Confrontate quei 24,5 miliardi di sterline spese per pagare gli interessi con i 33 miliardi spesi quell’anno per la sanità e gli 11 miliardi che sono andati all’istruzione. Non lamentatevi se mancano i libri scolastici o se gli edifici vanno a pezzi.
La creazione del debito attraverso l’imposizione di interessi rende possibile la conquista del mondo da parte di una minoranza. I banchieri possono accumulare o manipolare affari concedendo o rifiutando prestiti.
Per es. gli OGM. Ci dicono che chi li usa ha profitti più alti, quando è vero il contrario: sono le piccole aziende che utilizzano le tecniche della bioagricoltura a generare maggiori profitti. Ma le banche danno prestiti a chi usa gli OGM e li negano agli altri. Analogamente per far fallire una compagnia, basta negarle prestiti e ciò riduce il suo valore in borsa. E’ così che pochi hanno finito per possedere tutte le maggiori aziende. Una volta acquisito il controllo dei media, è stato facile, nascondere la verità alla gente .
Niente migliorerebbe le condizioni di vita di tutti più velocemente della fine dell’imposizione di interessi sul denaro e della ripresa da parte dei governi della stampa del proprio denaro.
Lincoln si mosse in questo senso creando le banconote “greenbacks”, ma venne ucciso poco dopo da un agente dei Rothschild. Anche Kennedy propose la stessa soluzione e fu ucciso dall’Elite a Dallas.

ALESSANDRO ROBECCHI
85 persone su questo affascinante e confortevole (per loro di sicuro) pianetino posseggono una ricchezza pari a quella di 3 miliardi e mezzo di persone. La cifra, diffusa dall’Oxfam, è al di là di ogni immaginazione, provoca una specie di vertigine. In ogni paese del mondo c’è un grafico con due linee ben distinte: uno schizza verso l’alto, ed è la quota di ricchezza dei pochissimi super-ricchi, l’altra precipita verso il basso, ed è l’aumento della povertà dei moltissimi più poveri. Negli ultimi trent’anni la parte di ricchezza detenuta da pochi è aumentata ovunque e la quota di povertà distribuita tra gli altri è aumentata anche quella. Ovunque.
La lotta di classe esiste, insomma, non si ferma un attimo, non dà tregua, e i miliardari hanno vinto quattro a zero, coppa, giro di campo e champagne negli spogliatoi. Come sia stato possibile non è un mistero. Lo smantellamento di qualunque ideologia dell’uguaglianza e la sua applicazione politica (da Reagan alla Thatcher, alle scuole economiche iperliberiste che tanto piacciono a destra, ma anche a sinistra), per dirne una. E poi il potere politico delle multinazionali, per dirne un’altra. Immaginate di essere voi, normali contribuenti, a poter dettare le regole allo Stato in cui operate: abbassami le tasse, abbassami il costo del lavoro, fammi una legislazione comoda, fai pagare la sanità, fai pagare la scuola… Ecco, comodo, no? Voi non potete, un grande marchio sì.
Ma la discussione sulle cause (che sono numerose) non deve distrarre da una valutazione degli effetti: in molti casi siamo dalle parti dello schiavismo e in altre invece (i paesi industrializzati), alla proletarizzazione progressiva e costante del ceto medio. Insomma, anche nella ricchezza mondiale vince il bipolarismo, non più un mosaico di condizioni sociali, ma una marcia forzata e continua verso la polarizzazione: ricchi e poveri, e in mezzo poca roba.
Tutto questo, si direbbe, rende un po’ ridicole alcune stupidaggini fondamentali che vengono ripetute da decenni. Una: quella che recita che se aumenta la ricchezza diminuisce la povertà. Il ricco darà da lavorare, si dice, e migliorerà le condizioni dei poveri. Ecco. Cazzata, come ci dicono le cifre, dato che ovunque i ricchi sono più ricchi e i poveri più poveri e più numerosi. Altro mito di cartone da sfatare, il vecchio sogno delle simpatiche socialdemocrazie nordiche (che anche qui risuona, va di moda, insomma), cioè la famosa frase di Olof Palme, che diceva: “La sinistra non deve combattere la ricchezza ma deve combattere la povertà”. Bello, eh! Suona bene. Ottimo per l’aperitivo! Peccato che sia proprio la ricchezza di pochi a creare la povertà di molti.
Tassare i super-ricchi e le mega-imprese, costringerle a rispettare certi oneri sociali, a pagare le tasse, a pagare decentemente i lavoratori, a contribuire al progresso sociale dello Stato in cui operano cosa sarebbe se non “combattere la ricchezza?”. Non si fa, naturalmente, non è bello, non è conforme al pensiero unico che domina ovunque. In ogni angolo del mondo destre voracissime e sinistre pallidissime paiono unite nella lotta: tra i tre miliardi e mezzo ultimi e gli 85 che guidano la classifica, hanno scelto con chi stare.

LA SCOMPARSA DELLE IDEOLOGIE
Viviana

Che sx e dx in Italia non esistano più come ideologie distinte è un fatto. Ed è inutile che i nostalgici continuino a giurare su ideologie contrapposte perché a livello partitico esse sono inesistenti. I partiti storici sono morti.
Il pappone economico neoliberista ha liquidato ogni radice storica sia del liberalismo che del socialismo. I diritti dell’uomo e del cittadino si sono trasformati negli obblighi del consumatore e del suddito. Le costituzioni democratiche stanno per essere cancellate per ordine delle grandi banche d’affari. Il welfare, che fu la conquista gloriosa di secoli di lotta, sparirà proprio ad opera di un partito che un tempo era di sx e proprio ad opera dei suoi governanti, Monti, Letta,il futuro Renzi…I diritti del lavoro saranno sostituiti dal sistema Marchionne, di cui Renzi, D’Alema e Fassino si dicono grandi estimatori. La difesa dei beni pubblici, che è sempre stato il fiore all’occhiello di ogni Governo di sx nel mondo (vd le nazionalizzazioni cilene, brasiliane o uruguayane) sarà sostituita dalla privatizzazione selvaggia, mentre, in luogo di nazionalizzare, l’attuale Pd ha un piano di svendita graduale del Paese, di quote di Eni, Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Tag, Grandi stazioni, Enav, Sace…(per 12 miliardi!). Si sta già procedendo alla svendita di Poste e Enav. La Grecia si vende le isole, noi lanciamo le spiagge.
Parlare di dx e di sx in questa pappa ultraliberista è la follia di qualche fanatico.
In Europa la grande sx è morta. In Italia è scomparsa nei partiti di regime che adottano sistemi di Governo sempre più oligarchici, mentre le frange estreme si dissolvono in un livore inconcludente contro chi è più votato dagli elettori e si polverizzano in una stasi mortale. La sx italiana, che era uno dei partiti più forti d’Europa, si è suicidata nell’ossequio servile ai grandi organismi del capitalismo occidentale: la Bce, il Fm, la BM, l’onnipresente dominio americano che ancora fa danni con le guerre di occupazione di territorio armate di bombe e quelle finanziarie dei titoli tossici e banche d’affari.

STRANI BONIFICI AI DS E POI AL PD
Andromeda

“Risulta agli atti che il presidente del Monte dei Paschi di Siena abbia provveduto a far avere al gruppo politico DS nell’arco di dieci anni, dal 1999 al 2009, la cifra complessiva di 682.000 euro. Come mai? In base a quale mansione specifica? Come mai non risulta iscritta in bilancio né in uscita presso la banca né in entrata presso il gruppo DS – tuttora esistente nonostante sia estinto – Tale gruppo estinto è confluito nel partito da lei presieduto, lei che cosa ha da dire al riguardo? Risulta, inoltre, che il presidente della fondazione bancaria abbia “personalmente” versato la cifra di 703.000 euro alla federazione del PD di Siena. A quale titolo? Come mai non sono stati conteggiati”.
“Sulla base di atti provati e già in possesso sia delle autorità finanziarie che della magistratura che sta indagando sulle dubbie operazioni finanziarie del Monte dei Paschi di Siena, risulterebbero le seguenti emissioni di bonifico bancario a favore del partito da lei presieduto (PD): da parte di Giuseppe Mussari, presidente della banca, versamento di 246.000 euro; da parte del vice-presidente della banca Monte dei Paschi di Siena, Ernesto Rabizzi 125.000 euro. Da parte del presidente della società denominata “Monte dei Paschi di Siena Capital Service” la cifra di 176.063 euro destinata – nello specifico – alla federazione del Partito Democratico di Siena. Da parte di Riccardo Margheriti, presidente di “Monte dei Paschi di Siena Banca Verde” la cifra di 132.890 euro con la specifica destinazione per investimenti nel settore della green economy a fronte dei quali non esiste nessuna fattura emessa. Infine, da parte di Alessandro Piazzi, consigliere della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la cifra di 161.400 euro. Le domanda sono le seguenti: come mai sono stati versati questi soldi al PD? A quale titolo? A fronte di quali specifiche mansioni? Come mai risultano inviate ma non sono state immesse in bilancio? Come mai risultano incassate ma non sono state immesse nel bilancio del PD?”.

PD
Finanziamenti a livello personale: 98mila euro dati dal gruppo Riva a Pier Luigi Bersani
-A Enrico Letta 15mila euro dal re delle slot machine Antonio Porsia
e ha incassato 40mila euro nel 2008, proprio come Bersani, dall’associazione padronale di categoria, quella Federacciai che vanta come vicepresidente Nicola Riva (figlio del Riva di Taranto). Nel 2004 Letta ha incassato 9.800 euro anche dalla società del finanziere svizzero Henry Shoet, oltre ai 25mila euro del pastificio Rana e ai 13 mila euro della Federfarma
-A Nichi Vendola, 40mila dal truffatore dei tributi Giuseppe Saggese. Altri 115mila euro arrivano a Vendola nel 2005 dalla Fimco, della famiglia Fusillo, già presente nella società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, impegnata nel settore delle grandi opere in Puglia. Tra i suoi finanziatori del 2005 troviamo anche un non meglio specificato “Degennaro” che dona 10mila euro
-D’Alema ha accettato nel 2008 il contributo di 12.500 euro della Uniland di Angelo Intini, del gruppo omonimo di Noci in provincia di Bari, diretto da Enrico Intini, poi indagato nel 2009 per turbativa d’asta insieme a Gianpaolo Tarantini. Altri 50mila euro nell’ultima campagna elettorale gli sono arrivati da una società emiliana che organizza eventi, la Goodlink, mentre la Lo deserto Impianti di Taranto, una ditta di impiantistica che ha lavorato anche all’Ilva Taranto, ha donato una piccola somma: 2.500 euro.

E’ INIZIATA LA GRANDE MANOVRA IPERLIBERISTA DELLE PRIVATIZZAZIONI
VV

Privatizzano. Svendono Poste e Enav per 5 miliardi.
Uno pensa: ci saranno più soldi per il debito o lo stato sociale.
E invece no: ci hanno impegnati a versare 50 miliardi l’anno per 20 anni, la svendita delle poste a confronto è solo un briciolino.
Chi pensate che sarà torchiato per mettere insieme questo strozzinaggio assurdo? Magnati, politici e banchieri? Per carità, anzi, il Governo Letta regala or ora alle banche 7 miliardi e mezzo, e proprio mentre esse restringono il credito agli Italiani, bloccano ogni forma di mutuo o di credito alle imprese, costringono persino le stesse a rivolgersi per il credito all’estero! Le nostre banche sono ultime in Europa per concessioni di prestiti! Ormai si arricchiscono solo con gli interessi sui titoli di stato, speculando sulla differenza tra l’1% di interessi delle somme prestate loro dalla Bce e i tassi sui titoli. Usano i soldi prestati solo per speculare in Borsa e non per alimentare l’economia. I finanziamenti elargiti ai gruppi europei, tra dicembre 2011 e febbraio del 2012, ammontano in totale a 1.019 miliardi di euro e la tranche più grossa è andata agli istituti italiani che hanno avuto 270 miliardi. Ma per fare che? E quale vantaggio ne ha avuto l’Italia? E Letta doveva proprio gettare altri soldi pubblici sul loro arricchimento? Non è una delle tante prove che questo vicepresidente della Aspen opera solo per il sistema capitalista e non per il bene del Paese? Il grosso è andato a Intesa San Paolo, che ha avuto 36 miliardi, seguita da Unicredit con quasi 24, Monte dei Paschi di Siena con 20, Mediobanca con 7,5 e una decina di altrettanti istituti tra cui la Cassa depositi e Prestiti, che ha ricevuto un finanziamento di 20 miliardi all’1% di interessi per finanziare le piccole e medie imprese. Lo ha forse fatto?
Il capo economista Kaushik Basu ha detto in un convegno a Helsinki: “E’ una montagna di debito e ci sbatteremo contro”.
Governi iniqui ci hanno vincolati a pagare 50 miliardi l’anno per 20 anni. Dove li troveremo? E perché dobbiamo pagare questa somma immensa e impossibile? A prezzo di quali lacrime e sangue? E perché Renzi o Letta o altri non dicono nulla? Per come siamo messi, non pagheremo nemmeno la prima rata. E dopo che ci avranno svenduto tutto e ci avranno tutti ridotti in miseria, che succederà? L’Italia ha ancora un grosso patrimonio di risparmio e beni sul territorio. Bankitalia ha calcolato che la ricchezza degli Italiani (tra beni e risparmi in banca) è di 8.169 miliardi, in pratica poco più di 140.000 euro a testa, salvo che ci sono 9 milioni e mezzo di poveri che non hanno niente, tuttavia questo è uno dei livelli più alti dei paesi sviluppati anche se è calato negli ultimi 16 anni e ci possiamo giurare che prima svenderanno i beni pubblici come le Poste, dopo passeranno a razziare quelli.
Ma di ridiscutere i patti europei tra questi politici (e Renzi non è diverso) non c’è nemmeno l’ombra. In quale narcolessia sono messi gli Italiani per non capire che l’impresa della svendita totale dell’Italia non è possibile?

COME SI FA UNA LEGGE ELETTORALE

Per definire una legge elettorale secondo il corretti iter di un meccanismo istituzionale, ti rivolgi alle istituzioni e vai nei luoghi a ciò deputati.
Chiedere di parlare con Grillo o Berlusconi non è modalità corretta. Devi passare dai capigruppo parlamentari, gli unici vertici istituzionalmente riconosciuti, per poi presentare la bozza o al Parlamento o alla giunta appositamente costituita.
Le chiacchiere di due ore e mezza dentro una stanza non sono democrazia, soprattutto quando il tuo interlocutore è stato espulso con ignominia dal Senato.
E quando vai in parlamento con una bozza pattuita con un delinquente, non puoi pretendere che la si voti a pacchetto chiuso. E’ quello il momento in cui capisci se è un diktat o se è possibile una bozza su cui mediare.
Le leggi si fanno in parlamento con TUTTI e nei modi consentiti dalla legge, non in una sede privata A DUE, imponendola poi come un DIKTAT: O COSI’ O COSI’!!!
Qui siamo fuori dalla democrazia, nel merito e nel modo, senza contare che nessuno dei due contraenti assoluti è un parlamentare, quindi siamo fuori anche per i contraenti!

Baffone
Fateci sognare un’Europa che ridiscute il Fiscal Compact che, se non modificato, costerà 50 miliardi di euro ogni anno agli Italiani.
Fateci sognare un’Italia dove la legge elettorale non la decidono Renzi e Berlusconi ma i cittadini e dove lo scambio elettorale politico mafioso è duramente punito senza se e senza ma.
Fateci sognare un’ Italia dove, se una nave che trasporta armi chimiche arriva nel porto di Gioia Tauro, i cittadini sono preventivamente informati e rassicurati (anzi quella nave non arriva nemmeno!).
Fateci sognare un’ Europa senza Ogm, un’ Italia dove un ministro dell’agricoltura viene sfiduciato per gravi comportamenti e dove le demolizioni abusive vengono realmente abbattute.
Ma per sognare serve una libera informazione che parli di fatti non di gossip.

(Berlusconi senza trucco)

NON E’ DEMOCRAZIA!
vv.
-Uno sbarramento eccessivo terrà fuori milioni di elettori o costringerà i partiti piccoli ad asservirsi a quelli maggiori
Non è democrazia
-Le liste bloccate sono incostituzionali e mantengono tutte le scelte, le decisioni e il potere nelle mani di 3 segretari di partito
Non è democrazia
-Infine un premio di maggioranza (che non esiste in alcun paese europeo) falsa le scelte dei cittadini
Non è democrazia.
Se si vuole arrivare a due o tre partiti maggiori come in Europa, occorre abolire le coalizioni (altro che premiarle!), mantenendo una soglia anche bassa di sbarramento per evitare la polverizzazione partitica. Se ogni partito corre da solo e chi non raggiunge una soglia minima non entra in Parlamento, sarà giocoforza per i partiti piccoli aggregarsi e per l’elettore non disperdere il voto in partiti senza fortuna.
Occorre poi che ci sia un minimo di fedeltà almeno durante la legislatura da parte di chi si è aggregato o presentato in un certo partito, per evitare scissioni o voltagabbana. E questo lo si può ottenere solo eliminando dal Parlamento chiunque si separi a qualunque titolo dal partito o dalla coalizione in cui è stato eletto.
Chi cambia idea esce momentaneamente dal Parlamento, non entra in altri partiti o nel gruppo misto, smette di percepire emolumenti, decade dalle sue cariche, tronca i suoi vitalizi e aspetta un nuovo turno elettorale. L’assenza di mandato elettorale sancito dalla Costituzione nei riguardi degli elettori non può giustificare una transumanza ormai vergognosa che porta con sé una compravendita corrotta di onorevoli come non può giustificare quei 5stelle che, uscendo dal M5S ed entrando nel Gruppo misto, tornano in possesso dell’intero stipendio e mostrano di aver scelto il M5S solo come predellino per migrare altrove. Attualmente alla Camera abbiamo nel gruppo misto 22 parlamentari, e al Senato 16.
Col sistema di Renzi si dà un’ulteriore ferita alla democrazia e non si tronca la moltiplicazione dei partiti che moltiplicandosi godono anche di più finanziamenti pubblici, altra piaga che non porta certo alla democrazia. Il M6S e il fatto Quotidiano sono la dimostrazione che senza finanziamenti pubblici si può resistere e diventare forti, poggiando solo sul merito.
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Mida 98
Sembra che l’unico problema sia “garantisce la governabilità”. E’ una idiozia e le elezioni del 2008 lo confermano. Il cdx aveva il 55% dei seggi in tutti e due i rami del parlamento e sappiamo come è andata a finire. Il problema vero sono i conflitti d’interesse; se sono unanimi si governa tranquillamente; se ci sono interessi contrapposti nel parlamento, nell’ambito della stessa maggioranza, si creano i nuovi gruppi e addio governabilità!!!!! Risolvere questo e cercare di avere una classe politica almeno decente, allora si che si garantisce la governabilità, a prescindere da qualsiasi legge elettorale perché non ne esiste una perfetta. Oltretutto questa ipotesi di legge può portare a governare addirittura un partito in coalizione con il solo 20-23% di preferenze….

Raniero La Valle, Pres.dei Comitati Dossetti per la Costituzione, giudica avvelenata la proposta Renzi.B è interdetto dai pubblici uffici. Il maggiore partito italiano ed il suo segretario non possono eludere e contraddire la decisione cautelare della magistratura. La pena di interdizione dai pubblici uffici vuole evitare che un soggetto giudicato dannoso possa ulteriormente nuocere alla comunità. Renzi invece non solo replica la sostanza del Porcellum maggioritario, ma cerca la governabilità con artifici elettorali ed istituzionali impossibili, spingendo a sconvolgimenti democratici ancora più gravi contro ogni interesse nazionale. Gravissima è anche l’abolizione del Senato, con cui si cambia proprio ordinamento. Non si capisce perché le due cose siano connesse, la legge elettorale si deve fare subito, cambiare il Senato vuol dire cambiare la Costituzione e i tempi sono lunghi. La motivazione di risparmio è ridicola. Ci sono motivi precisi per cui i Costituenti hanno voluto due Camere e sono stati molti i casi in cui il Senato ha bloccato delle orrende leggi. Abolire mezzo Parlamento fa sorgere il sospetto che si voglia poi abolire tutto il Parlamento. E’ sconcertante che si lodi la rapidità e il decisionismo di Renzi quando non ha fatto che riprodurre tutti i vizi del porcellum, peggiorandolo persino. La sua proposta nasce illegittima perché è già incostituzionale. Basti pensare ai due differenti quozienti elettorali, di maggioranza e di minoranza per capire che siamo fuori dalla democrazia. O alla sproporzione tra la soglia del 35% richiesta per accedere al premio di maggioranza, o al tetto del 53 % dei seggi fissato per legge sia alla Camera che al Senato.
La questione della governabilità non è tecnica ma politica. Occorre restituire alla politica, il compito di assicurare stabilità ai governi del Paese, non ad acrobazie elettorali,.
La democrazia si esercita solo col sistema proporzionale, senza premi di maggioranza e sbarramenti innaturali. Questi devastano il Parlamento trasformando le elezioni in una successione ereditaria, addirittura per nomina, dalle vecchie alle nuove nomenclature degli stessi partiti già insediati nel sistema. I partiti, secondo la Costituzione democratica, sono e devono essere gli strumenti attraverso cui i cittadini concorrono a formare la politica nazionale. Se non esercitano più questo ruolo, se sono rottamati o liquidati nella pubblica opinione e tentano di resistere con dei trucchi, siamo fuori dalla democrazia. La rappresentanza del popolo in Parlamento deve essere autentica, e non artefatta e infedele grazie a truffe elettorali. Non ci occorre un “Principe”, rivogliamo i diritti attinenti alla sovranità popolare.
In questa proposta c’è il forte rischio che Berlusconi vinca al 1° turno. Il Pd ha fallito il progetto del bipolarismo e rischia di non sopravvivergli.

PAOLO FERRERO E LE MAIALATAM

Anche per Paolo Ferrero (RC) la legge proposta da Renzi/Berlusconi è peggio del Porcellum e anche più incostituzionale, è addirittura peggio della Legge Acerbo voluta dal fascismo.
Intanto non è proporzionale ma ipermaggioritaria e non ha alcuna soglia minima per far scattare il premio. Inoltre toglie all’elettore le preferenze. Le liste sono più corte ma coi soliti nominati dalla segreterie. Ma c’è di peggio: mentre il porcellum premiava esageratamente chi vince, qui si penalizza esageratamente chi perde. Con la soglia dell’8% i piccoli partiti sparirebbero cancellando il voto di milioni di elettori oppure dovrebbero mettersi a servizio dei partiti maggiori.
Renzi vuol fare una semplificazione autoritaria del sistema politico, che diventa simile ad un consiglio di amministrazione di una azienda, in cui il “parco buoi” dei piccoli azionisti non ha mai voce in capitolo. Per la governabilità assoluta si aumenta il potere oligarchico di pochi e si riduce al silenzio la maggioranza non inquadrata della popolazione. Chi ha i soldi per restare in lizza rimane e non rischia mai di entrare in concorrenza con chi è escluso dal campionato. Ovviamente questo non ha nulla a che vedere con la democrazia e la rappresentanza del popolo sovrano. L’idea base è ridurre alla miseria il popolo con l’austerità e poi cambiare la leggi per impedire al popolo di organizzarsi per costruire una alternativa. Il nodo fondamentale non è più la governabilità ma l’espulsione dalla scena di tutte le alternative al sistema. E questo è la distruzione della democrazia!
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Uno splendido Di Battista a Servizio Pubblico

“L’immoralità è come il letame, si deve trattare con la pala non col cucchiaino d’argento!”
“Il compromesso con questa gente è un suicidio”
“Renzi dice che vuole risparmiare 1 miliardo quando sta per votare una legge con cui regala 7,5 miliardi alle banche private. Ma cosa ci stiamo raccontando?”

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SQUALLORE
Viviana Vivarelli

Stiamo marciando a passo di carica verso sistema autoritari, che spazzano via ogni principio democratico.
I referendum già li calpestano.
Sul diritto alle preferenze ci stanno facendo il ballo di San Vito.
I partito governano facendo il contrario di quello per cui sono stati eletti.
Arricchiamo le banche per impoverire i poveri.
Ci hanno tolto il diritto di eleggere i presidenti di provincia senza eliminare le province.
Renzi vuole ‘nominare’ e non eleggere mezzo parlamento
Berlusconi e Renzi già parlano di sistema presidenziale e in un sistema presidenziale i giudici dipendono dal potere politico così diventano intoccabili.
Ma più deriva di così dalla democrazia cosa volete?
E c’è ancora chi li applaude???????
Lo squallore in cui è caduta la falsa sx dei Ds e poi quella ultraliberista del Pd è attestato non solo dalle losche intese con B ma sempre e comunque dalla succubanza alla Bce, a mo’ di cadavere, senza nemmeno quella contrattazione ‘dovuta e politica’, che sta permettendo alla Spagna di risollevarsi.
Uno squallore dimostrato dalla nomina antidemocratica dall’alto da parte di Napolitano di Governi come quello di Monti e Letta, meri esecutori dei programmi del Bilderberg (la nuova P2 capitalistica occidentale).
E’ dimostrato infine, questo squallore, dall’inconsistenza dei nuovi candidati, dalla fievole personalità e dall’etica evanescente, a cui mai sarà data la qualifica di ‘statista’, e i cui programmi sono esili come i veli di una cipolla, non rivelando più alcun afflato di sx, o, che, come Renzi, vincono solo grazie all’assuefazione del teleutente ormai plagiato dalle Vanne Marchi e dagli sfacciati imbonitori da circo.
Travaglio chiama questi fantasmi di candidati: “larghi brodini” e critica le loro infantili proposte di raccattare miliardi (per la Bce? Per il sistema bancario?).
Il Fm ci ordina con la “spending review” un maxi piano di tagli di 50 miliardi e ci vieta qualunque spesa per lo sviluppo mettendo il divieto addirittura in Costituzione col pareggio di bilancio! E la sx italiana ubbidisce!
E i programmi dei piccoli Cuperlo, Civati, Renzi, sono come le aspirine date a un malato terminale mentre i falsi amici premono alle porte per accelerarne la fine e spartirsi il capitale.
Non si capisce proprio come faremo, con questa gente che pensa solo al proprio potere personale a rastrellare 50 miliardi l’anno da regalare alle solite banche e alle solite speculazioni finanziarie. Ma il Pd è un insieme inetto di piccoli profittatori pro domo sua che con Bersani e Letta ci ha mostrato solo la politica dell’inedia, del rimando, della non scelta, dell’accidia. Gentuccia! Che per di più si è messa dalla parte dei lupi. E non difenderà mai le pecore!
Contro i non-programmi di questi che attestano tutta la caduta di valori e di stile del Pd,Travaglio ricorda alcuni dati lampanti:
“Rapporto 2013 della Guardia di finanza: oltre 5 mila tra funzionari e impiegati pubblici denunciati per corruzione e truffa che in soli 10 mesi hanno fatto erariali da 2 miliardi e 22 milioni di euro, più truffe per 1 miliardo e 358 milioni. Cioè costoro hanno rubato quasi 3,5 miliardi alla collettività: 350 milioni al mese. E se questi sono solo quelli scoperti: immaginiamo a quanto ammonta il totale. Qualche mese fa, il ministero dell’Economia comunicò che i mancati incassi di evasione fiscale accertata dal 2000 al 2012, ma mai recuperata da Equitalia (!), ammontava a 545 miliardi (!!) su un totale di ruoli da riscuotere già emessi per 807! E una parte dell’enorme buco è irrecuperabile perché riguarda soggetti in fallimento. Ma questo non basta per giustificare la bassissima capacità di riscossione di Equitalia, che non arriva al 5%.
In un Paese serio (ma un Paese serio non avrebbe tali mancati introiti) si parlerebbe solo di questo. E un Governo e un Parlamento e dei partiti seri eviterebbero di perdere tempo dietro corbellerie come la riforma costituzionale o l’ennesima legge contro la custodia cautelare e contro i giudici; ma concentrerebbero tutto il tempo e tutti gli sforzi per mettere le mani in questo immenso serbatoio di nero: 800 miliardi!!! Somme accertate, con i nomi e i cognomi dei corrotti, dei truffatori e degli evasori. Basterebbe recuperarne il 5 o il 10% in più, aumentando l’efficienza della macchina dello Stato (Tremonti diminuì addirittura controlli e controllori!), per avere decine di miliardi per la mitica “ripresa”. Invece si continua a cincischiare dietro i falsi problemi e le false soluzioni e a bollare chi chiede una seria lotta alla corruzione, all’evasione e al riciclaggio come giustizialista manettaro. Poi uno guarda chi sono i ministri e i politici che dovrebbero occuparsene, e capisce tutto”.

Lettera a IFQ
Nel caso della Kyenge la Lega nord di Salvini ha superato di molto le volgari aberrazioni di Borghezio e ha stabilito il peggior livello di razzismo mai toccato in Italia dopo il fascismo. Come mai il parlamento non ha reazioni?

Risposta di Colombo:
Gli attacchi alla Kyenge diventano di giorno in giorno più volgari con un attacco alla negritudine che non ha precedenti in Parlamento. La Lega è un microorganismo infetto e deleterio che sta morendo da solo a causa di un livello morale troppo basso perfino in questo triste momento politico dominato da una classe dirigente squallida che si è aggiudicata finte vittorie che deve mollare.
Ma tutto il gruppo dirigente della Lega privo della minima luce sta usando poltiglie di resti padani. Così la Lega si ostina a insultare un ministro nero perdendo in ciò gli ultimi voti puliti. Non tanto per l’immoralità spregevole dei leghisti quanto per la mancanza di senso logico e politico nella loro umiliante bassezza.
Però non è tanto la Lega, destinata a sparire, che preoccupa, quanto le istituzioni che non hanno niente da dire e i partiti che continuano a ricercare la Lega come se fosse un soggetto politico normale con cui si può fare una coalizione o un governo. Il vero scandalo è questo cinico opportunismo che brucia ciò che resta del nostro buon nome nel mondo.

Il 19 Gennaio ricorre la 100.ma Giornata Mondiale dell’emigrante e del rifugiato.
L’orda barbarica, rozza e razzista dell’immaginario padano è ammalata dall’idea che lo straniero sia il male.
«Bisogna che ciascuno rifletta su questa operazione patologica: stiamo male per ragioni nostre, per la precarietà, per la corruzione, per la crisi, per il degrado urbanistico, ma ci liberiamo dalle nostre enormi responsabilità colpevolizzando gli altri, i migranti» (Pietro Barcellona: InterCulture).
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Maschera calata sulle bugie che Lega e Forza Italia hanno raccontato ai cittadini sul reato di clandestinità. Come effetto reale quel provvedimento ha avuto la mancata espulsione del 90% degli irregolari, meno sicurezza, un aggravio di costi per tutti i cittadini italiani e l’ingolfamento dei tribunali. Gli irregolari verranno espulsi tramite procedimento amministrativo e finirà una farsa contestata in primo luogo da Forze dell’Ordine e operatori della Giustizia. (M5S)

IL DECRETO SVUOTA CARCERI DELLA CANCELLIERI
Nicola Gratteri

Il decreto svuota carceri della Cancellieri non risolverà il problema delle carceri. Non si risolve nulla svuotare della pena. E mette nella testa della gente che alla fine si aggiusta tutto.
Un sistema con livelli inadeguati di certezza della pena e di risposta al crimine comporta come conseguenza inevitabile l’importazione di altri criminali sul nostro territorio.
Il sovraffollamento si risolve solo in due modi: o costruendo in tempi brevi nuove strutture penitenziarie o nuovi bracci in aggiunta a quelli esistenti, o distribuendo meglio gli spazi al modo americano, così che chiusi in cella restino solo i detenuti di Alta Sicurezza (42 bis e pericolosi). Gli altri devono lavorare in progetti di reinserimento esterni. E i detenuti stranieri devono scontare la pena nei paesi di provenienza. Per tossici e baby criminali si devono usare misure alternative. Ma occorrerebbe una riforma seria dell’intero sistema. Non si può mettere sullo stesso piano mafiosi e delinquenti comuni.

Nessun sistema di diritto può reggere senza la certezza della pena.
Ci sono due modi per punire chi delinque: il carcere e la disapprovazione sociale.
Nel caso di Berlusconi sono mancati entrambi.

SERGIO DI CORI MODIGLIANI

I deputati M5S hanno chiesto al governo di “rimodulare la propria posizione nazionale come Stato sovrano e avviare una immediata consultazione per rinegoziare le condizioni imposte dal Fiscal Compact e dal Mes”. Dobbiamo aprire una trattativa per fuoriuscire dal limite imposto del 3%, dobbiamo rivedere il nostro ruolo e negoziarne i tempi di applicazione perché non siamo più in grado di sostenere economicamente i punti sottoscritti, pena il varo -al massimo entro due mesi- di suppletive manovre finanziarie di ulteriore grave tassazione e pesanti tagli ai servizi sociali nazionali che la cittadinanza italiana non è in grado a nessun livello di poter più sopportare, pena il crollo definitivo della nazione”.
La votazione alla mozione M5S ha dato i seguenti risultati: il 72% dei deputati l’ha rigettata votando contro (Forza Italia, Nuovo Centro Dx, PD, Lista Civica Monti, Udc, tutti compatti). Il che vuol dire che la cosiddetta sx italiana -ovvero il PD- non vuole “ufficialmente” andare a negoziare a Bruxelles, a Francoforte, a Strasburgo. Lo ripeto a scanso di equivoci perché non esistano ambiguità di sorta: neppure una trattativa. Questa posizione passiva di totale svendita della nazione ha chiarito – al di là di ogni ragionevole dubbio – la politica economica del PD: “non c’è niente su cui trattare, noi eseguiamo gli ordini della Troika in maniera piatta e passiva e basta”. Da oggi, 15 Gennaio 2014, il PD è diventato ufficialmente il curatore fallimentare dell’Italia.
Questa, per come appare, è la loro piattaforma elettorale per l’Europa: evitare ogni negoziato, evitare ogni discussione in merito ai trattati, evitare che il Ministero del dell’Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana possa dire alla cittadinanza: “ecco qui i 100 miliardi di euro di cui siamo debitori nei confronti della piccola e media impresa, ce li abbiamo in cassa perché abbiamo rimandato la data di scadenza del pagamento degli interessi, grazie alla trattativa vincente con l’Europa”.
Il PD, ieri, in Parlamento, scientemente, ha suicidato la nazione.
E’ un atto parlamentare. E’ un dato oggettivo. E’ una votazione valida. E’ una indicazione politica. E’ la parola d’ordine da eseguire. Non c’è niente da interpretare, non esistono punti di vista diversi. Si può soltanto commentare e sostenere: “mi piace/non mi piace”.
Tutto il resto è fuffa che serve ad alimentare inutili chiacchiere fuorvianti della cupola mediatica, per portare acqua al mulino di chi ha scelto di mettersi al servizio di coloro che considerano l’Italia una nazione di livello talmente basso ma talmente basso, da non poter avere neppure l’ardire (e l’ardore) di aspirare a sedersi a un tavolo di trattative internazionali.
Non dico vincere, ma almeno discuterne. E poi ci stupiamo se il governo dell’India o del Kazakistan ci prendono a schiaffi in faccia?”

Il Fiscal compact e il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) sono stati approvati il 12 luglio 2012 dalla Camera dei Deputati e il 19 luglio 2012 dal Senato della Repubblica. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato le decisioni di Camera e Senato il 23 luglio 2012.
In coerenza con il Fiscal compact, il 17 aprile 2012 veniva introdotto nella nostra Costituzione il principio del pareggio di bilancio.
Fiscal compact e Mes costeranno all’Italia decine di miliardi all’anno: ogni calcolo sarebbe approssimativo, visto che i parametri del Mes possono mutare senza che l’Italia abbia voce in capitolo. Al confronto i famigerati 4 miliardi dell’Imu sulla prima casa sono una bazzecola.
Due giorni fa il Movimento 5 Stelle ha denunciato alla Camera i nomi dei politici responsabili dell’approvazione di Mes, Fiscal compact e pareggio di bilancio.
M5S ha contestualmente presentato una mozione per chiedere al governo di rinegoziare Fiscal compact e Mes: la mozione, anche con i voti del Pd, è stata bocciata.
Matteo Renzi ha definito obsoleti i parametri del Fiscal compact, il quale prevede il noto limite del 3% deficit/Pil. Renzi è favorevole a sforare il 3% e Gad Lerner appoggia la sua coraggiosa idea. Tuttavia, il nuovo leader Pd ha scelto per la sua segreteria Pina Picerno, Marianna Madia e Federica Mogherini, tre dei responsabili dell’approvazione di Fiscal compact e Mes.
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Tiziano Terzani
“Ho fatto questo mio mestiere proprio come una missione religiosa, se vuoi, non cedendo a trappole facili. La più facile è il Potere. Perché il potere corrompe, il potere ti fagocita, il potere ti tira dentro di sé! Capisci? Se ti metti accanto a un candidato alla presidenza in una campagna elettorale, se vai a cena con lui e parli con lui diventi un suo scagnozzo. Un suo operatore. Non mi è mai piaciuto. Il mio istinto è sempre stato di starne lontano. Mentre oggi vedo tanti giovani che godono, che fioriscono all’idea di essere vicini al Potere, di dare del “tu” al Potere, di andarci a letto col Potere, di andarci a cena col Potere, per trarne lustro, gloria, informazioni magari. Io questo non lo ho mai fatto. Lo puoi chiamare anche una forma di moralità. Ho sempre avuto questo senso di orgoglio che io al potere gli stavo di faccia, lo guardavo, e lo mandavo a fanculo. Aprivo la porta, ci mettevo il piede, entravo dentro, ma quando ero nella sua stanza, invece di compiacerlo controllavo che cosa non andava, facevo le domande. Questo è il giornalismo.”

LA MENZOGNA DEL ‘TUTTO VA BENE’
Viviana Vivarelli

Come è possibile che tanti Italiani, di fronte all’evidenza della caduta precipitosa verso il baratro, si raccontino che tutto va bene, che questi partiti meritano ancora credito, che senza rovesciare la cricca che ci svende spudoratamente ci possa essere una traccia di futuro? Come è possibile che decine di milioni di Italiani, non stupidi, non incolti, non pazzi, possano ancora pensare che si possa continuare così? E possano ancora sostenere i fautori della nostra rovina?
Nella psicopatologia c’è una cosa che si chiama “autoinganno della mente”.
Di fronte a una situazione che crea un terrore e una disperazione intollerabili, la mente reagisce “negandola”!
Ci hanno costretti in modo coatto e antidemocratico a incatenarci a tre strumenti di autodistruzione che nessun Paese civile, nemmeno un Paese aggressore sconfitto in una guerra micidiale, avrebbe mai potuto accettare:
-il pareggio di bilancio, che ci vieta di spendere in ripresa e sviluppo per restare dentro parametri assurdi in nome di un debito che aumenta inesorabilmente e irreparabilmente per tassi usurai imposti dalla Bce e dal Fondo Monetario al solo interesse delle banche e dell’alta finanza;
-il fiscal compact o patto di bilancio europeo, che ci aggioga alla zona euro con imperativi suicidi come quello di trovare 50 miliardi ogni anno per 50 anni, quando non siamo capaci di trovare nemmeno i 4 miliardi necessari ad abolire l’IMU;
-l’unificazione tra banche d’affari e banche di investimento, che di fatto ha reso il sistema bancario padrone dei governi creando un’enorme speculazione finanziaria per cui le banche restringono progressivamente il credito all’economia reale per bruciare in titoli tossici una massa di denaro gigantesca che la Bce regala loro rubandola ai popoli e, al posto di un’Europa di cittadini, produce una vampirica unione di banche che domina le politiche nazionali, distrugge la sovranità democratica e nega l’autodeterminazione dei popoli.
A fronte di questi 3 strumenti letali, che operano solo per la nostra morte e per arricchire una cricca ristrettissima di soggetti nell’immiserimento generale, un corpo politico autoreferenziale e sempre più corrotto e meschino distrae l’opinione pubblica con i suoi affarucci personali senza mai affrontare la vera guerra in corso.
Ma, quando si parla al cittadino dei tre mostri che lo stanno sgozzando: Bce, Fondo monetario e Commissione europea (dominata da uno del Fondo Monetario), lo sprovveduto ha un solo modo per reagire: “Negare la realtà!
E una congerie di media contribuisce potentemente a decentrare l’opinione pubblica dalla rete di malaffare che ci costringe alla rovina, con polemiche di piccolo calibro, armi di distrazione di massa, odi e laudi e chi non vuole far altro che distruggerci. A quella rete di inganni, di frodi, di manipolazioni, il cittadino inerme non fa che aprire la propria complicità.

E’ PIU’ NOCIVA LA CANNABIS O LA LORENZIN?
Paolo De Gregorio

Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, dichiara la sua contrarietà alla legalizzazione della “cannabis”, in quanto arreca alla salute “danni estremi”.
Si dimentica di osservare che l’attuale regime di proibizionismo non impedisce a chi lo desidera di avvicinarsi a questa sostanza, e mantenere questa situazione significa solo garantire a piccole e grandi organizzazioni criminali grandi profitti e una intrinseca spinta ad estendere il mercato.
Non dico, come molti, che la “cannabis” faccia bene alla salute, ma visto che proibirla non serve a scoraggiare il consumo, buon senso vorrebbe che chiunque desidera fumarla sia autorizzato a coltivarla, magari sul terrazzo o sul balcone, per uso personale. Il numero dei consumatori non cambierebbe di molto, molti processi e detenzioni sarebbero evitati, molta manovalanza malavitosa sarebbe disoccupata, e i vantaggi sarebbero nettamente superiori agli svantaggi.
Per i politici che lasciano le cose così come sono si dovrebbe configurare con chiarezza un comparaggio con gli interessi di organizzazioni criminali.
Mentre la Lorenzin parla di “danni estremi” alla salute per il consumo di cannabis (tutti da quantificare e dimostrare), perché non ci spiega, come ministro che deve difendere la salute dei cittadini, come mai in ogni ASL non ci sia un registro dei tumori per verificare se in un territorio, ad es. nella terra dei fuochi, oppure a Taranto, vi sia una incidenza maggiore di ammalati, senza aspettare che le madri di bambini morti di cancro vadano in piazza a denunciare il fenomeno?
O non si deve sapere, su base scientifica, che uccidono molto di più inquinamento da sversamenti abusivi, incendi, fumi, polveri sottili, acqua inquinata, cibi pieni di residui di pesticidi, degli spinelli?
Si ha la netta sensazione che i vari ministri, che dovrebbero tutelare la nostra salute, con costi enormi (la sanità è la prima voce di spesa del bilancio statale), invece di cercare le cause delle patologie che affliggono gli italiani per ridurre il numero degli ammalati con relative minori spese, tutelano gli interessi di chi con i malati ci guadagna, in primis le industrie farmaceutiche, che hanno quasi tutti i medici a libro paga, medici che non cercano più di guarire le patologie, ma che le controllano con farmaci per tutta la vita dei pazienti,
Perché la Lorenzin non ci parla del dramma degli obesi (soprattutto giovani) la cui condizione è il risultato di martellanti campagne delle multinazionali alimentari che propongono cibi pieni di zuccheri e grassi, che acchiappano come le droghe, e che nel tempo procurano malattie cardiache, inabilità, danni gravi all’apparato scheletrico?
Certo è più facile prendersela con gli spinellari e mandarli in prigione che attaccare le multinazionali alimentari, che rovinano consapevolmente la salute di tanti giovani e li consegnano alla malattia per la gioia dei colleghi delle industrie farmaceutiche.
C’è una sinergia evidente e profonda tra chi procura le malattie (ambiente, pesticidi, alimenti spazzatura, ecc) e chi le cura con i farmaci. Le malattie sono un affare, forse il più ricco che c’è al mondo.
Nessuno, proprio nessuno, lavora sull’unico terreno serio che sarebbe quello della prevenzione e della rimozione delle cause che portano la gente ad ammalarsi. Se la classe politica avesse veramente a cuore la salute dei giovani lo dimostrerebbe inserendo nei programmi scolastici almeno un’ora a settimana di educazione alimentare e di prevenzione delle malattie.

Lalla segnala:

Allarme della London School of Economics: “Non rimarrà nulla dell’Italia”
Nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. O quasi. E’ la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE). Che cosa ci sta portando alla dissoluzione e all’irrilevanza economica? Una classe politica miope che non sa fare altro che aumentare le tasse in nome della stabilità. Monti ha fatto così. E Letta sta seguendo l’esempio. Il tutto unito a una “terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa”.

L’ANALISI DI ORSI
“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.
Il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile, ma per il momento è in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope dell’IVA (un incredibile 22%!), che deprime ulteriormente i consumi, e a vacui proclami circa la necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alle rendite finanziarie. Le probabilità che questo accada sono essenzialmente trascurabili. Per tutta l’estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente.

CHIUDIAMO EQUITALIA
M5S della Camera

“Chi protegge Attilio Befera? Perché si esita a smantellare Equitalia, un sistema di riscossione coattiva che dal 2010 al 2012 ha cumulato perdite per 40 milioni mentre foraggia 8mila dipendenti che si dividono 500 milioni di euro soltanto in stipendi.
La recente vicenda giudiziaria che coinvolge il commercialista Paolo Oliverio, il fiscalista dei potenti che pilotava i controlli di Equitalia, è l’ultimo, gravissimo, caso che apre uno squarcio sul verminaio di corruzione, rapporti illeciti e trame segrete che coinvolgono anche l’agenzia delle cartelle esattoriali. Insabbiare o pilotare le verifiche fiscali su imprenditori e grandi società effettuate dalla Fiamme Gialle e influire sull’attività degli ispettori di Equitalia dovrebbe far imbestialire i cittadini onesti che non dormono la notte (qualcuno arriva anche a gesti estremi) quando ricevono cartelle che non lasciano scampo. Esiste invece una lista di intoccabili che MAi riceveranno cartelle esattoriali e di cui Equitalia è obbligata a disinteressarsi. Il file esiste da anni e viene chiamato, nel gergo degli addetti Equitalia, “Disco per l’estate”, essendo conservato addirittura su CD.
Inoltre, nella vicenda Oliverio, colpisce la facilità delle infiltrazioni mafiose nel sistema della riscossione (in questo caso si parla di ‘ndrangheta). Non sempre la magistratura è apparsa pronta quando si è trattato di mettere le mani nella melma delle iscrizioni a ruolo.
Tempo fa fu subito archiviato un filone romano dell’indagine Mokbel/Phuncard su soggetti privi di incarichi in Equitalia o in società controllate che svolgevano attività di mediatori illegali con la complicità di alcuni dipendenti. Nel 2010 notizie di stampa riferirono di vip del mondo dello spettacolo e dello sport che avrebbero ricevuto un trattamento di riguardo dall’agenzia della riscossione. Ma anche stavolta la magistratura non batté ciglio.
Alessio Villarosa, portavoce M5S Camera, chiese in un question time, a settembre scorso, al ministro Cancellieri “Se esistano i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare, a fronte di quella che appare agli interroganti una scarsa efficienza della procura della Repubblica di Roma nell’indagare sul fenomeno gravissimo della sospensione illegale di cartelle esattoriali, cosa che comporta, tra l’altro, che le inchieste recenti su questa piaga sembrano procedere come monadi in moto browniano, senza la consapevolezza della presumibile estensione e gravità del fenomeno corruttivo di specie”. La risposta di Cancellieri fu serafica: per lei non c’era stato assolutamente niente di anomalo.
Adesso, con il caso Oliviero, la misura è colma. Il MoVimento 5 Stelle vuole far chiudere Equitalia, e farà il possibile per farlo.
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Sono appena emerse gravi irregolarità a carico di Mastrapasqua, presidente dell’INPS, per una truffa di decine di milioni di euro fatta con l’ospedale israelita di Roma. Mastrapaqua è il vice di Befera. Da qualunque parte la si pigli, Equitalia è un verminaio.

I COMMESSI DEL PARLAMENTO

Sapete quanto prende un commesso del Parlamento? Alla Camera sono 1.642, quasi 3 per ogni deputato. E da questo numero sono esclusi i colla¬boratori degli onorevoli, per i qua¬li i parlamentari hanno un contri¬buto a parte (fino a 3.690 euro al mese). Intorno agli onorevoli c’è la tribù degli addetti: dai tecnici agli stenografi. Tre volte più numerosi dei deputati, nel 2010 sono costati mezzo miliardo. C’è chi guadagna più di Nap. Alla Camera sono 1.642, quasi tre per ogni deputato. E da questo numero sono esclusi i colla¬boratori degli onorevoli, per i qua¬li i parlamentari hanno un contri¬buto a parte (fino a 3.690 euro al mese).
E i commessi del Senato sono tra i pochi lavoratori che in Italia possono andare in pensione a 53 anni. Nel 2012 Palazzo Madama ha alzato i limiti dell’età pensionabile dei suoi dipendenti adeguandola a quella del resto del Paese. Ma l’obbligo riguarda appena 50 dipendenti su 840, quelli assunti negli ultimi 6 anni. E intanto lo scorso luglio c’è chi ha provato andare in pensione persino a 52 anni o anche a 50.
La Fornero ha alzato i limiti per andare in pensione a 67 anni ma non per tutti, ha dimenticato chi sta a Palazzo, non fanno certo lavori usuranti. I commessi, gli assistenti parlamentari, i consiglieri sono dipendenti pubblici trattati con guanti d’oro e non solo sono pagati lautamente ma vanno in pensione a 53 anni, non a 67,per loro non occorrono competenze specifiche. Un commesso che è rimasto in servizio dopo i 52 anni ha chiesto i ‘danni esistenziali’. E’ folle quando persino il Brasile ha abolito simili privilegi.
Non basta: siamo arrivati all’assurdo che i militari in surplus saranno pagati per intero dallo Stato per 10 anni senza che facciano niente.

ANTONIO BARONE
Mentre i palazzi romani continuano ad essere incastrati in discussioni infinite su modelli elettorali, rimpasti e totoministri, tre cadaveri carbonizzati dalla ’ndrangheta, fra cui un bimbo di 3 anni, sollevano un interrogativo: ma l’Italia ce l’ha un ministro dell’Interno? Il silenzio di Alfano rispetto ad una tragedia che devasta le coscienze e sprofonda in una violenza senza fine un territorio dove dominano le ‘ndrine è semplicemente sconcertante. Ha il sapore dell’abbandono di istituzioni impotenti nei confronti di una criminalità disumana, crudele e spietata.
Le istituzioni continuano a parlare il linguaggio del silenzio che significa, semplicemente, resa. Questo rogo non è solo un regolamento di conti, racconta la violenza inferta ad un territorio, ad una comunità che, quotidianamente, deve confrontarsi con la latitanza istituzionale oltre che con la prevaricazione criminale. Evidentemente Alfano, domenica, (ma anche lunedì, martedì e mercoledì) aveva altro da fare. Era ancora caldo l’eco dell’incontro fra Renzi e B; c’era la legge elettorale da negoziare, le preferenze, gli sbarramenti da perfezionare, la sopravvivenza del NCD da garantire.
Questo forno crematorio non è solo un fatto di cronaca, è anche un fatto politico che racconta un doppio fallimento: quello di una società che è stata incapace di impedire che il destino di un bambino si trasformasse in martirio e quello dello Stato che, col suo silenzio, legittima la paura di chi deve convivere con la ‘ndrangheta. Che il Viminale non rientrasse fra le priorità di Alfano lo si era capito con la Shalabayeva, quando si era rifugiato in un poco onorevole scarica barile; ma quello che è successo poi ci narra una politica insensibile e incapace di capire cosa è davvero importante. E, infatti, Alfano, invece di precipitarsi in Calabria, ha continuato a concentrarsi su preferenze, sbarramenti e coalizioni mentre la credibilità dello Stato veniva brutalizzata da chi non ha alcuno scrupolo a bruciare i bambini. Non so cosa potranno fare le istituzioni. Ma so quello che dovrebbe fare il ministro Alfano: si dimetta, così sarà più libero di dedicarsi al suo partito.

RIDIAMARO :- )

Spinoza
La soglia di sbarramento sarà dell’8% per i partiti che si presentano da soli. Del 5% per quelli male accompagnati.

Con il 36% dei voti si arriverà al 51%. Poi con il 51% si lascia governare Berlusconi.

Scelta Civica è diffidente sull’accordo per il sistema elettorale. Trovano inconcepibile che per governare servano i voti.

Cuperlo: “Mi dimetto perché voglio bene al Pd”. Possibile che sia l’unico?

Adesso alla presidenza del Pd c’è una poltrona vuota. Come al Comune di Firenze.
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Mathias77
Anno 1997: grazie alla Bicamerale D’Alema rimette in piedi un Berlusconi politicamente defunto;
Anno 2008: grazie al dialogo-inciucio sulla legge elettorale Veltroni rimette in piedi un Berlusconi politicamente defunto;
Anno 2014: grazie al dialogo-inciucio sulla legge elettorale Renzi rimette in piedi un Berlusconi politicamente defunto.
Un inciucio è per sempre…
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Brunone
Berlusconi tempo fa su Renzi: “Porta avanti le stesse idee del PdL nel PD, mi piace”
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Padania Libera
Legge elettorale, i bersaniani a Renzi: “Non incontri il pregiudicato Berlusconi nella sede del PD”
Mi pare giusto, nella sede del PD ci possono entrare solo i pregiudicati del PD.
Tipo Penati, Lusi o i ladri del Monte dei Paschi.
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Giuseppe
renzi, il mentalista

Alex
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