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Tuesday December 12th 2017

BANDIERE SENZA VENTO

napolitano-queen
(Napolitano-Queen, Mauro Biani)

MASADA n° 1503 28-12-2013 BANDIERE SENZA VENTO

Fine d’anno – Colpetti di mano del Pd in Finanziaria – Tutti a casa! – Le belle prospettive di Renzi – Irlanda e Spagna escono dalla Troika – Abbiamo realizzato il programma della P2 – La legge truffa sulla finta abolizione delle Province – Proclamare un Giubileo del debito! – Il M5S versa metà dei suoi soldi alle Piccole e Medie Imprese – Lobbisti all’assalto della finanziaria: nuovi regali alle scuole private e alle cliniche private – C’era una volta la sinistra – La Serracchiani – Elogio a Mujica – La Costamagna difende Grillo – I Forconi e la Destra – Abolizione dei finanziamenti all’editoria – Difesa del web come nuovo spazio di libertà nella lotta al Potere.

(1970 – Endrigo)

Un volo di gabbiani telecomandati
e una spiaggia di conchiglie morte
nella notte una stella d’acciaio
confonde il marinaio
strisce bianche nel cielo azzurro
per incantare e far sognare i bambini
la luna è piena di bandiere senza vento
che fatica essere uomini!

.
Cito la parole di Beppe:
Grazie al Fiscal Compact siamo condannati a trovare ogni anno 50 miliardi, tra tasse e tagli, per vent’anni. Grazie al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità o fondo Salva Stati) abbiamo già pagato 15 miliardi di euro (che ora una organizzazione privata sta paradossalmente investendo in titoli tedeschi, finanziando quella stessa economia di chi ci chiama “maiali”) e ci siamo indebitati per altri 125 miliardi, solo per “tranquillizzare” i detentori esteri dei nostri titoli di Stato.
Cifre da capogiro. Il MES ci ha fatto versare 15 miliardi di euro e ci ha impegnati a versarne altri 125 in caso di aggravamento della crisi e ad indebitarci illimitatamente, a discrezione del consiglio direttivo di un’organizzazione finanziaria sulla quale il nostro Parlamento non può dire nulla (e che non è stata eletta da nessuno).
Il MES è stato già giudicato incostituzionale dalla Germania, perché viola la sua sovranità
Noi cosa aspettiamo?”

..
Andrea Scanzi:
In buona sostanza, se il centrosinistra avesse fatto in 20 anni anche solo un decimo di quello che M5S ha fatto in dieci mesi, il peggior csx d’Europa sarebbe stato disinnescato in un amen.

Viviana Vivarelli

Ormai questo è un regime orwelliano
dove la pace si chiama guerra
e la democrazia è attaccata come populismo
dove chi fa il danno si prende i meriti
e chi lo denuncia è accusato di falsario
dove i dittatori sono inneggiati come pacifici
ma chi li combatte è chiamato dittatore
Siamo il Paese della verità rovesciata
dove non esistono più programmi
ma colpi di pietra e rasoio
dove non ci sono più ideali
ma scalate e attaccamenti al potere
Per le sanguisughe i valori non contano
conta solo il sangue succhiato
e per quel sangue sono disposti
a mentire, usurare, manipolare e ucciderci tutti
in nome di una non-verità che si chiama solo

BOTTINO

COLPETTI DI MANO DEL PD IN FINANZIARIA
vv
Il Pd tenta i suoi colpetti di mano a favore delle slot e degli immobiliaristi. Il M5S lo denuncia e Renzi, quando il Pd è smascherato, finge di attaccarlo, ma i pessimi media rovesciano i fatti e mostrano il Pd da colpevole a liberatore. Che indecenza!

Oh! La Serracchiani si trova 40.000 euro nella Finanziaria regionale per il maneggio che ospita il suo cavallo! E poco prima, dopo aver dichiarato di voler tagliare un miliardo alla Casta, ha tentato di aumentare di 30.000 euro i suoi rimborsi spese in quanto Presidente di Regione! I nuovi sono peggio di quelli precedenti e le nuove promesse si adeguano all’andazzo predatorio. I giovani idoli cascano ancor più rapidamente dei vecchi, quando non sono nemmeno al vertice della loro parabola.
.
Dalla corruzione imperante che ormai travolge ogni partito …si salva solo l’uomo che supera il proprio egoismo d’individuo, di famiglia, di casta, e che libera la propria anima dall’idea di rassegnazione alla malvagità esistente.”
(Ignazio Silone)
Ma, ci chiediamo, esiste nei partiti un tale uomo? O la peste del potere infetta chiunque tocca?

FINE D’ANNO
Viviana Vivarelli

Siamo alla fine dell’anno. Compito dei governi seri e civili dovrebbe essere preparare un migliore 2014, razionalizzare le spese, rendere più rapidi i processi, migliorare la distribuzione fiscale, tagliare le spese inutili, snellire la burocrazia e migliorare i servizi, provvedere alla crescita e allo sviluppo e risolvere i problemi più urgenti per la democrazia che nel nostro Paese si accentrano in una pletorica classe di potere fatta di inetti, impuniti e corrotti, che per di più ha percepito finanziamenti incostituzionali ed è stata eletta con un sistema incostituzionale, per cui il primo problema dovrebbe essere democratizzare il sistema elettorale e procedere verso nuove e rapide elezioni.
Nulla di tutto questo. Quello che ci dà il Presidente delle Repubblica è il tentativo di forzare la Costituzione rendendola flessibile e farla stravolgere da 32 persone nominate da lui stesso che ci hanno lavorato per soli due giorni in fretta in un hotel termale. Echeggia sullo sfondo l’ordine all’Italia dato dalla J. B. Morgan, la più grande banca d’affari americana di smantellare la Costituzione, “perché è troppo democratica”. Quello che esce dall’inutile Governo Letta è il tentativo di aiutare ancor più gli evasori delle slot machine, la conservazione degli affitti d’oro per conservare qualche immobiliarista amico e una legge-truffa sulle Province per cui il loro costo dovrebbe aumentare ancora e le si tolgono dall’elezione popolare, mentre i finanziamenti ai partiti e all’editoria, dietro paraventi truffaldini in cui si giura di eliminarli, ritornano maggiorati.
Questo malGoverno sembra una follia, ma è l’Italia che si affaccia al 2014, sempre più ria!
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Grazie al M5S è emerso l’emendamento vergogna votato dai partiti del Governo Letta.
contro i Comuni che lottano contro le slot-machines. Gli emendamenti vergogna
sono il frutto dello sporco lavoro di altrettanto vergognose lobby che infestano il Parlamento per promuovere interessi particolari a discapito del bene comune. Tra i gestori delle slot machine ci sono anche mafiosi e camorristi, ma il Governo Letta ha preferito favorire loro che il bene comune e voleva vietare ai Comuni di prendere provvedimenti contrari. Solo il M5S ha denunciato i lobbysti e grazie ad esso l’infausta minaccia ci Comuni non è passata.
Nella legge di Stabilità i 5stelle sono riusciti ad ottenere alcune vittorie: finanziamenti per i disabili, restituzione allo Stato dei contributi pubblici percepiti da aziende che delocalizzano all’estero, tetto per gli stipendi d’oro, possibilità di destinare l’8×1000 all’edilizia scolastica. Grazie al M5S sarà anche riaperta la sede della Direzione Investigativa Antimafia a Malpensa.
Il M5S avrebbe potuto fare anche di più su quei regali di Stato agli amici degli amici che affittando da loro i palazzi del potere ci hanno preso 12 miliardi, se il Pd non lo avesse impedito. Ma Letta ha voluto continuare la tradizione di arricchire gli immobiliaristi italiani piuttosto che far fare economie all’Italia.
I 5 stelle avrebbero anche impedito, uscendo dall’aula, la legittimità del voto sull’orrendo ddl che invece di abolire le Province, moltiplica gli anti pubblici parassitari affiancando ad esse consorzi di comuni e città metropolitane, se Sel non fosse rimasta in aula permettendo di fatto la votazione.

NON SI ESCE DALL’AUSTERITY CHE CI DIVORERA’
Viviana Vivarelli

In questi anni fatali, l’austerity voluta dalla troika ha messo in ginocchio l’Italia e ha portato indietro tutti i Paesi europei. Tagli ai servizi e privatizzazioni hanno rallentato e quasi fermato l’economia generale, maggiormente nella zona euro, ma fra tutti i Paesi l’Italia è quella che ha dato peggior prova di sé ed è scesa all’ultimo posto di tutte le classifiche Ue.
Letta, al servizio solo dei magnati internazionali del Bilderberg e della Aspen, ha proseguito la cura dell’austerità che sta ammazzando il malato. Il giovane Renzi ha provato nei fatti di saper solo smentire le promesse e si sta dimostrando più a dx della dx USA. Berlusconi si è ripiegato nel suo isolamento stizzoso dove sa solo attaccare qualunque legge del Governo nella speranza di abbatterlo.
Ogni Paese che crede di uscire dalla crisi con l’austerità, avrà austerità per sempre.
Il Governo Letta dovrebbe lavorare anima e corpo per ridare a questo disgraziato Paese ordine e sviluppo, democrazia e libertà ma non è uscito dalla politica dei tagli, delle tasse, dei rimandi o delle cose inutili. Quello che vediamo coi nostri occhi è un pasticcio indescrivibile di turpitudine, ciofeche legislative, regali a lobbie, leggi che appesantiscono i costi dello Stato e aumentano il carrozzone partitico, tagli ai diritti, insulti alla democrazia, nuovi regali ai politici. Si va di peggio in peggio. La Legge di Stabilità, confusa, pasticciata, rammendata mille volte, ha scontentato tutti e ci ha fatto fare un’altra pessima figura agli occhi dell’Europa, dimostrando una volta di più quanto anche i nuovi politici siano incapaci e inconcludenti. Il decreto Salva Roma che la accompagnava era stato rimaneggiato e pasticciato talmente tante volte per contentare la corte dei postulanti che alla fine re Giorgio ha deciso si ritirarlo e ora si tenterà un accomodamento postumo. Ma quel che resta è talmente truce che the Wall Street Journal, il più grande e diffuso quotidiano di finanza e affari degli Stati uniti, ha definito il Governo di Letta “la politica del cimitero”.

La beffa maggiore è vedere questo Governo di servi incapaci che continua con perfetta faccia di tolla a decantare la ripresa che non ci sarà, l’uscita dal tunnel che nessuno vede e la rinascita di un’Italia ormai affossata per sempre. Letta ha decantato perfino la diminuzione delle tasse di 250 euro, quando il prelievo fiscale è aumentato di 2,1 miliardi, ed esattamente “prima” di sferrare un nuovo aumento delle tasse. Tutte le tariffe aumenteranno: posta, tasse, beni alimentari…Per Adusbef e Federconsumatori, gli italiani dovranno sborsare qualcosa come 1.384 euro in più a famiglia e ad aumentare saranno categorie di beni e servizi tra i più diversi: alimentazione, trasporti, istruzione, energia e riscaldamento, e ovviamente, le immancabili tasse! Ma di cosa si vanta costui?
Se Tremonti vaneggiava negando una crisi che ormai attanagliava, l’inetto Enrico Letta vaneggia consapevolmente su una ripresa impossibile che perfino Confindustria lamenta non esserci.
Nessuno, né un politico né un partito, dice quello che dovrebbe dire, e cioè che la nostra permanenza nella zona euro è ormai fallimentare e che questa presenza coatta ci divorerà. Ma questi stupidi governi non sanno far altro che continuare a farci subire e subire ancora, sperando, loro, di vivere il più a lungo possibile in un interregno fatto di rimandi ed errori che finirà in una catastrofe. E l’accanimento nella distruzione è tale che Napolitano minaccia dimissioni se non gli lasceranno distruggere la Costituzione!
L’economia italiana ormai sta morendo senza che nessuno prenda qualche provvedimento o per rimettere in moto il credito che è il più basso d’Europa, o per aiutare i giovani, ormai senza più speranza e con la valigia in mano, o per tagliare gli sprechi inaccettabili del carrozzone politico, o per aumentare il livello democratico (che invece con le lentezze della riforma elettorale e l’abolizione delle elezioni Provinciali addirittura diminuisce). L’Italia ha davanti a sé la previsione di un 2014 dominato da un Renzi desideroso di dare la mazzata finale allo stato sociale e di abolire l’art. 18, portando il Pd ancora più a dx, un B livoroso e in vena di rivincita, un M5S sempre più demonizzato dai media e costretto a forme di boicottaggio parlamentare per farsi ascoltare.

BILANCIO ITALIANO ALLA FINE DEL 2013 SOTTO LA SCURE DELL’AUSTERITY
Viviana Vivarelli

L’Italia ha un debito pubblico altissimo, 2.060 miliardi di euro, il 2° del mondo, dopo gli Stati uniti (16.700 miliardi di dollari) e continua a salire in una corsa inarrestabile, mentre la situazione sta nettamente peggiorando a causa dei devastanti tagli del Governo e degli aumenti di tasse che paralizzano il Paese. Nel 2014 dobbiamo trovare 750 miliardi per finanziarci, ma abbiamo perso credibilità politica (la politica di Letta è definita dal Wall Street Journal “la politica del cimitero”) con una economia in caduta fissa, per quanto i tromboni di Governo seminino balle di finta speranza e Letta, alla vigilia di una nuova stangata di tasse, annunci che le tasse, invece, sono diminuite e ripeta come un mantra ormai grottesco che la ripresa è vicina.
Il tasso di interesse a cui il sistema bancario ci sottopone per comprare i nostri titoli e dunque alimentare il nostro debito è altissimo: 6,5%. Ricordiamo che ogni Paese Ue dà dei miliardi alla Bce la quale li presta all’1% alle banche e queste comprano i nostri titoli di Stato al 6,5%. In questo modo i soldi di tutti i paesi europei sono andati ad alimentare i 16.000 miliardi di euro con cui la Bce ha riempito le banche, permettendo loro un arricchimento sconfinato, che esse hanno tradito reinvestendo quella massa sterminata di denaro in titoli tossici e speculazioni di Borsa e inaridendo sempre più il credito per le imprese e le famiglie (l’Italia è la peggiore in questo campo). Così il sistema è servito solo ad aumentare la crescente ricchezza delle banche, senza che fossero loro imposti più doveri per lo sviluppo o il bene generale, mentre se, come avviene negli Usa, la Bce, comprasse lei direttamente da noi i titoli di Stato all’1%, il nostro debito si ridurrebbe immediatamente di 90 miliardi l’anno e non ci sarebbe bisogno di tagliare le spese dello stato sociale di 50 miliardi in 3 anni come il Fm ci costringe a fare.
Nel sistema attuale, che serve solo a nutrire in modo usuraio le banche, l’Italia può solo indebitarsi di più, com’è ogni volta che un debitore cade nelle grinfie di un usuraio.
Ora, per le leggi interne, l’usura è un reato grave, punito dal codice penale col carcere, che scatta ogni volta qualcuno usi tassi eccessivi, sfruttando la condizione di debolezza del debitore fino a portarlo alla rovina. Ma, se l’usura è un reato per le leggi nazionali, come mai non lo è per le leggi internazionali? Come mai non si allineano le leggi Ue a quelle interne, eliminando l’intermediazione bancaria ufficiale e permettendo alla Bce di gestire ‘direttamente’ i prestiti agli Stati, come fa la Fed in USA? E perché i governi europei non premono per fare questa modifica fondamentale che permetterebbe all’Europa tutta di riprendersi dalla crisi alleggerendo il debito?
Nel momento della sua elezione, Hollande propose all’Italia di unirsi alla Francia in questa pressione su Bruxelles per cambiare le regole dell’Europa, ma il pavido e timoroso Bersani si tirò subito indietro e, con premier come Monti o Letta, voluti da Napolitano per la loro diretta derivazione del Bilderbeg e agli ordini della finanza occidentale e dunque esecutori degli interessi bancari, è impossibile sperare in qualsiasi riforma Ue.
In quanto all’ambizioso Renzi, se le sue capacità di venditore dal palco sono alte, altrettanto alte non sono le sue capacità di economista e statista. E il suo deciso orientamento verso una dx ultraliberista non fa ben sperare, perché abbattere l’art. 18 (diritti dei lavoratori), abolire lo stato sociale, volere un contratto unico di lavoro (distruggendo i sindacati) e privatizzare tutto l’esistente piaceranno indubbiamente alla cricca di magnati che depreda l’Europa, ma non risolveranno certo i problemi italiani, anzi li aggraveranno, togliendo ad un Paese che già ne ha pochi, gli ultimi baluardi contro miseria e sfruttamento.
L’alto tradimento di costoro è evidente.

Se un soggetto perde credibilità con i creditori e non produce reddito,come lo paga il debito?
I mercati finanziari quotano ogni giorno la probabilità di fallimento dell’Italia.Le nostre probabilità di fallire nei prossimi 2 anni sono del 16,5%, e del 35% in 5
Il Nobel Paul Krugman ci dà praticamente per spacciati
Che succede se l’Italia fallisce?
L’Italia ha un’economia che è oltre 6 volte la Grecia,l’ammontare delle obbligazioni è enormemente più grande e così i danni associati a un eventuale default
Per la Goldman Sachs “l’interconnessione tra Italia e Spagna come emittenti di obbligazioni, le banche dei rispettivi Paesi e il sistema finanziario europeo è tale che l’instabilità avrebbe estreme conseguenze in tutta Europa,trascinando in basso anche Francia e Germania. Le banche francesi e tedesche perderebbero l’ammontare dei titoli di stato italiani che hanno comprato, ma sono troppo grandi per essere salvate dai governi e Germania e Francia sono troppo grandi per essere salvate dall’FMI. Per cui, se fallisce l’Italia, falliscono tutti.
Un default greco forse si potrebbe sostenere, uno italiano no. L’Italia uscirebbe dall’Europa (non è Grillo che vuole uscire dalla zona euro, è la crisi che ci butterà fuori prima). Chi può porterà i risparmi all’estero per evitare la svalutazione prodotta dal ritorno alla lira e ciò aumenterà l’inflazione. E l’ondata di panico porterà alla chiusura delle banche come in Argentina.
Seguirebbe il fallimento di tutta Europa con ripercussioni mondiali.
Se si blocca la liquidità bancaria scatta la vendita delle azioni ecc., innescando un’ulteriore discesa dei valori e impoverendo i risparmiatori.
Per cui l’Ue dovrebbe cambiare le condizioni del debito trattandolo solo in parte e allungandone la scadenza. E allora, perché non farlo prima?
Le banche centrali nascono come prestatrici di denaro d’ultima istanza e garanti della stabilità. Vi sembra che la Bce adempia a questo compito?
E pensate che Mario Draghi sarà in grado di darglielo?
.
L’attuale condizione economica perversa è stata creata da Bill Clinton con la sua unificazione delle banche di risparmio da quelle di investimento, dalla volontà malefica delle cricche internazionali di Borsa e di Banca di voler sferrare all’Europa una guerra distruttiva e predatoria, e dalle regole della zona Euro dettate dal Fondo Monetario Internazionale (che è l’organo finanziario della cricca suddetta, creato per i suoi precisi interessi) e dalla Bce, che serve pedissequamente detti interessi.
E in questa situazione fallimentare, cosa ci dobbiamo aspettare dal fragile e inetto Governo del Pd?

Le belle mosse che ci aspettano dal Pd sono quelle di Renzi,
che
-vuole abolire i diritti del lavoro
-vuole abolire lo stato sociale (le scuole pubbliche, il trasporto pubblico, la sanità pubblica…)
-vuole abolire la tutela dei beni comuni (e avanti con la svendita di acqua, spiagge e tutto l’esistente!)
-vuole abolire i sindacati
-vuole abolire persino le pensioni alle vedove (le pensioni di reversibilità sono quasi 5 milioni in Italia. Vogliamo creare con un colpo solo 5 nuovi milioni di poveri?).

Citazioni dal libro ‘La casta’

Con una mano il politico fa assumere precari, raccomandati, stabilizzati, amici, parenti, elettori, portaborse e reggipanza senza un concorso serio da decenni e senza che neppure i più scadenti o almeno i ladri e i corrotti vengano buttati fuori. E con l’altra mano distribuisce all’esterno lavori profumatamente pagati sostenendo che nessuno tra i dipendenti è all’altezza di farli. Un circolo vizioso micidiale.
La sintesi è già chiara: la Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po’ in Parlamento, un po’ nei consigli di amministrazione, un po’ ai vertici delle municipalizzate, un po’ nelle segreterie. Basta un po’ di elasticità.

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TUTTI A CASA. DEL RESTO PARLEREMO DOPO
Massimo Fini IFQ

L’Europa unita è nata male. Doveva essere prima politica e poi economica. Questo la sapevano benissimo Adenauer, De Gasperi, Spaak che, nel dopoguerra, ebbero quell’idea. Ma sapevano altrettanto bene che gli americani non glielo avrebbero permesso. Del resto Washington si è sempre messa di traverso a ogni tentativo, in qualunque forma fosse espresso, di costituire un’unità europea. Quando a metà degli anni Ottanta Francia e Germania provarono a mettere in piedi un esercito franco-tedesco che doveva essere il primo nucleo di un esercito europeo, senza il quale non sarà mai possibile un’Europa veramente indipendente, gli americani si opposero e mandarono in fumo il progetto. L’Europa quindi, attraverso lunghe e difficili tappe, si è formata come unione economica e, dal 2002, anche monetaria. E l’unione monetaria, priva di un centro politico formalizzato e legittimato, ha provocato problemi seri in vari Paesi. Ma è grottesco il tentativo dei partiti di scaricare, chi in maggior misura, la cosiddetta dx, chi in minore, la cosiddetta sx, il montante disagio italiano sull’euro e sull’Europa. I primi responsabili di quel disagio siamo noi e principalmente proprio quei partiti che oggi se ne lagnano o tentano di cavalcarlo. Deriva da trent ’anni di una politica dissennata e malavitosa della nostra classe dirigente. Dalle pensioni di vecchiaia fasulle, dalle pensioni di invalidità false, dalle pensioni baby, dalle pensioni d’oro elargite negli anni Ottanta per ragioni clientelari e di scambio di voti. Dal sistema mafioso delle tangenti che, secondo i calcoli prudenziali di Giuliano Cazzola, ci è costato 630 miliardi, un quarto di quel debito pubblico che oggi è la principale causa delle nostre difficoltà in Europa. Mani Pulite fu l’ultima occasione. Ma non fu ascoltato. Al contrario, i magistrati divennero i veri colpevoli e i ladri le vittime. Così le ruberie pubbliche sono continuate nelle forme più vergognose e umilianti e sono all’origine, come ha ammesso lo stesso Napolitano, di una protesta sempre più dilagante (astensione, grillismo, forconi) Lunedì sera nel salotto di Porta a Porta c’erano Alemanno, Salvini, la Serrachiani oltre a Marcello Sorgi. La solita compagnia di giro di politici e giornalisti complici. Ma Vespa ha avuto l’imprudenza di sentire, sia pur in collegamento, il contadino Danilo Calvani il leader del “movimento 9 dicembre” il quale a ogni tentativo dell’insetto, come lo chiama Travaglio, di fare il pompiere (“Fate proposte concrete. Così non otterrete niente, nemmeno le dimissioni di un usciere”) rispondeva invariabilmente: “Tutti a casa. Del resto parleremo dopo”). Ho cambiato canale e ho sentito Nichi Vendola parlare di “un miliardario che sfrutta il disagio della povera gente”. Pensavo si riferisse a Berlusconi. Parlava invece di Grillo! Il movimento di Grillo è nato prima della protesta popolare, l’ha semplicemente anticipata e non sfrutta assolutamente nulla perché ne fa parte. Il “miliardario” Grillo ha una casa sulle colline di Genova e un’altra sotto Cecina nella parte meno prestigiosa del litorale toscano, belle case indubbiamente ma niente di sesquipedale e comunque frutto di decenni di un lavoro di successo, cosa che non si può dire di Vendola che è parlamentare dal 1992. Anche Nichi Vendola è uno di quelli da rottamare. “Tutti a casa”.

“Quando l’iniquità, l’abuso, l’inganno, la menzogna e il sopruso diventano sistemici, quel sistema è destinato a collassare; questo è esattamente quello che sta accadendo, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.
L’iniquità, l’abuso, l’inganno, la menzogna e il sopruso sono categorie degeneri; esse, infatti, vanno contro i principi di civiltà maturati dall’Uomo in millenni di storia.
Una società disumanizzata per causa della sistemica e scientemente pianificata promozione dell’abuso è senz’altro destinata all’implosione o comunque a una metamorfosi che ripristini i principi di giustizia.
E non si illudano gli operatori di iniquità di farla franca, perché non v’è modo perché questo possa accadere.”
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IRLANDA E SPAGNA ESCONO DALLA TROIKA

Quest’anno l’Irlanda è uscita dal programma di salvataggio della Troika (Commissione Ue-Bce-Fmi). E’ il primo dei paesi sotto programma ad annunciare l’uscita e senza bisogno di aiuti cuscinetto.
Dal 2014 uscirà anche la Spagna.
Noi cosa vogliamo fare per camminare con le nostre gambe?
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ABBIAMO REALIZZATO IL PROGRAMMA DELLA P2
Thecaster (blogger)

Berlusconi è stata solo la maschera che ha coperto il volto dei poteri che lo hanno
portato e mantenuto al vertice della politica italiana.
Se facciamo scorrere ad alta velocità il film degli accadimenti di questi ultimi, tragici,
venti anni, non possiamo non renderci conto come, al riparo della sua ombra, si sia
realizzato quasi interamente il programma eversivo di Propaganda 2.
Al di là delle sigle: P2, P3, P4 etc., il blocco di potere finanziario, bancario, politico, amministrativo, imprenditoriale, giudiziario (gli alti gradi!) è riuscito a completare
l’”accerchiamento” del Paese in modo tanto efficace e pervasivo che, oggi, non
è possibile intravvedere altra via d’uscita che non sia lo sgretolamento di tale
consolidato sistema di potere.
Malgrado tutte le critiche che gli si possono muovere, Grillo e il suo Movimento sono
gli unici che l’hanno capito e che stanno tentando di farlo capire a tutti gli Italiani.

LA CRICCA
Viviana Vivarelli

La cricca è formata da un intreccio solidissimo di interessi in cui partiti, delinquenti, mafia e lobbie si tengono strettamente insieme. E’ questo intreccio che ha dato luogo alla classe politica più corrotta d’Europa e a una delle classi politiche più corrotte del mondo. Purtroppo la sua strafottenza si regge su quanti, piccoli o grandi, hanno scelto di accanirsi nel conservare il regime attaccando con calunnie o facezie qualunque tentativo di rinnovamento o pulizia morale, nella difesa di un male che ci sta avvicinando ai peggiori regimi del Sudamerica. Sono costoro che, attaccando qualunque tentativo di denuncia, di epurazione, di pulizia morale, impediscono al sistema Italia di risollevarsi e di evolvere verso la civiltà e ci fanno scendere sempre più in basso, anno dopo anno, in tutte le classifiche internazionali, preferendo un settarismo cieco e sordido alla difesa del bene comune.

Un capitolo del libro ‘La casta’ era titolato ‘Un Palazzo di 46 palazzi’ e riportava l’aumento sproporzionato delle sedi della politica, con l’affitto a prezzi altissimi di palazzi e complessi nel centro di Roma, acquisti e affitti ingiustificati per assicurare uffici e appartamenti “vita natural durante” a deputati e senatori.
15 anni fa la Camera stipulò senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio 4 palazzi. Ci sono costati 444 milioni!
Il M5S ha voluto una legge per uscire da questi affitti giganteschi ma essa avrebbe danneggiato l’immobiliarista Sergio Scarpellini, munifico elargitore di contributi liberali ai partiti di destra e sinistra e soprattutto al Pd. Con quegli affitti, sarebbe stato più economico comprarli, quei palazzi, visto che costavano 500 euro annui al metro quadro, ma ecco che, mentre Renzi sale al potere attaccando i costi della politica, il Pd quella legge non la vota. E così vieta la dismissione da affitti simili sparsi dal potere per tutto lo stivale, impedendo complessivamente allo Stato di risparmiare la bellezza di 12 miliardi!
E poi ci vengono a dire che i soldi non si trovano e devono tagliare sui malati di SLA!
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LA SERRACCHIANI

Stava anche per aumentarsi i rimborsi di Governatore del Friuli di 30.000 euro,
salvo che il M5S l’ha bloccata.
Oltre ad esser Presidente della Giunta Regionale, con delega in materia di relazioni internazionali, infrastrutture strategiche e di coordinamento delle politiche per la montagna, in questo momento la Serracchiani è anche commissario straordinario per la Terza Corsia, Commissario per il porto della Ferriera, rappresentante della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nella Cabina di Regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, nominata Ambasciatrice dell’Est dal premier Letta in occasione della visita a Trieste del Presidente della Federazione Russa Putin, senza dimenticare la libera professione di avvocato che anche da EuroDeputata ha continuato a svolgere.
Ma tanti incarichi non le faranno male?
E per fortuna che i piddini non vanno che vantare la sua vittoria in Friuli! E se questo era il meglio del Pd, figuriamoci gli altri!

DI COSA SONO RICCHI QUESTI PARTITI?
vv.

Di onestà, no certo, visto anche contengono ognuno centinaia di inquisiti per truffa allo Stato, per frode sul denaro pubblico, per turbativa d’asta, per mazzette e tangenti!
Forse sono ricchi di efficienza? Nemmeno, vista la lentezza mortale della burocrazia, le leggi rallentative dei processi, i rimandi continui con cui faranno domani quello che non vogliono fare oggi e i tempi abissali con cui lasciano irrisolti i maggiori problemi dello Stato!
Sono forse ricchi di innovazione e intelligenza? No, davvero, dal momento che ci stanno portando lentamente al medioevo della politica o al terzo mondo dell’economia!
Sono forse maestri in ideologia? Ma quale ideologia? Dal momento che ormai Pd e Pd sono un’unica e desolata resa alla dx estrema dei magnati finanziari e alla svendita di ogni bene di questo Paese, persone comprese!
E allora di cosa sono ricchi? Di TROLL; ovvero di gente pagata per screditare gli avversari, visto che di gente che spontaneamente trovi loro dei meriti non c’è verso di trovarne!

LEGGE TRUFFA SULLA FINTA ABOLIZIONE DELLE PROVINCE
Viviana Vivarelli

M5S, Lega e Fi sembrano chiedere la stessa cosa e sono usciti tutti e tre dall’aula come forma di ostruzionismo per invalidare la votazione (boicottaggio fallito dalla permanenza in aula di Sel) ma lo hanno fatto per motivi diversi.
L’abolizione delle Province è stata uno dei primi cavalli di battaglia del M5S.
Le Province italiane sono 110. 40 sono governate dal Pd, 36 dal Pdl, 13 dalla Lega, 5 dall’Udc, 2 dall’Mpa,14 dalle forze locali e minori. L’abolizione delle Province comporterebbe un risparmio strutturale che la Corte dei Conti calcola tra i 13 e i 17 miliardi l’anno.
La legge che stata votata elimina le elezioni Provinciali, rimettendo le cariche alle nomine dall’alto e risparmia dunque i 150 milioni delle spese elettorali, ma produce un altro taglio della democrazia togliendo le presidente dall’elezione dei cittadini e rimettendole alle segreterie dei partiti, mentre raddoppia o triplica addirittura il carrozzone politico.
Il Pd millanta risparmi ma viene smentito dalla Corte dei Conti.
Enrico Letta ha creato un pateracchio per cui non solo le Province non spariranno ma aumenteranno i loro costi e crescerà l’apparato burocratico, come se non ne avessimo abbastanza di burocrazia, uffici che di rimandano le pratiche, conflitti di competenza, pratiche inutili e rallentamenti nelle vie dello Stato!
Il M5S ha chiesto l’abolizione delle Province da sempre!
Berlusconi si accoda solo perché oggi per lui conta solo mettersi contro il Governo e farlo cadere, con motivi che non c’entrano niente col bene del Paese!
Con questa legge truffa assistiamo a una ripetizione della legge con cui si eliminavano i finanziamenti pubblici dei partiti e si trasformava in rimborsi elettorali. Fingere di cambiare qualcosa per non cambiare niente! La politica del gattopardo.
Sicuramente l’ente inutile resterà, ma può anche essere che ora esso venga moltiplicato in due o tre enti inutili. Sicuramente ci sarà un numero maggiore di politici trombati che occuperà altre poltrone e quei politici da ora non saranno eletti dai cittadini ma saranno nominati dalle segreterie partitiche che aumenteranno ancora di più i loro poteri e sicuramente non solo non avremo i risparmi sperati ma le spese per mantenere questi enti inutili cresceranno (lo ha detto la Corte dei Conti che tratta di numeri non di propaganda!).
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Il presidente dell’UPI, Antonio Saitta del Partito Democratico, ha così dichiarato:
“Il Governo e il Parlamento diranno che hanno abolito le Province, ma la verità è che non solo sono state mantenute, ma è stato fatto un gran pasticcio che ci preoccupa. Perché con questo pasticcio sono a rischio servizi essenziali per i cittadini“.



LA LEGGE TRUFFA SULL’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

La Corte dei conti boccia il disegno di legge Delrio. Nell’audizione sul provvedimento che dovrebbe abolire definitivamente le Province, il giudizio della Sezione autonomie della magistratura contabile è netto: basse possibilità di risparmio per gli enti e rischio di confusione amministrativa nell’indefinito periodo di transizione.
Il giudizio è netto soprattutto bocciando la redistribuzione delle competenze
Il passaggio di competenze tra enti diversi non farebbe risparmiare nulla allo stato
Non ha senso trasferire le funzioni dalle Province alle città metropolitane e dire che questo porta una economia.
Oltretutto le legge è fatta male, pasticciata, confusa, crea sovrapposizioni di compiti tra sfere diverse, incidendo sui compiti dei Comuni.
Oltre tutto c’è il rischio che i tempi siano infiniti e che il periodo transitorio sia così lungo da creare caos e inefficienza.
Insomma, nel momento in cui il Governo dovrebbe lavorate a pieno ritmo per fare una nuova legge elettorale per andare presto a nuove elezioni, e in un mento di crisi gravissima per il Paese in cui dovremmo andare a Bruxelles a contrattare forme di pagamento del debito diverse respingendo il pareggio del bilancio e il fiscal drag, vedere il Pd che perde tempo con leggi-truffa con cui fa finta di fare delle economia tagliando le Province, quando in realtà le raddoppia, fa cadere veramente le braccia.

Tra le cose che rallentano l’Italia e la rendono poco competitiva c’è il groviglio della pubblica amministrazione, c’è la lentezza esasperante e inefficiente delle pratiche e c’è lo scaricabarili per cui, le strade per es. non hanno manutenzione o le scuole cadono a pezzi, perché un ente rimanda all’altro, le competenze si sovrappongono, gli oneri si moltiplicano. In questa giungla, il nuovo ddl del Pd non farebbe che aggiungere pesantezza a pesantezza, ente inutile a ente inutile.
Nessuno si chiede a che servano le Province. Questo carrozzone enorme che ci costa dai 13 ai 17 miliardi l’anno dovrebbe servire alla manutenzione delle scuole e a quella delle strade ‘Provinciali’.
Alla domanda come mai le scuole cadono a pezzi, sapete qual’è la risposta delle Province? Non possiamo fare la manutenzione perché i soldi che ci dà lo stato servono solo a ‘pagare i nostri stipendi’!
Dunque abbiamo un ente che serve solo ‘a pagare se stesso’!
Le Province hanno pochi compiti che espletano malissimo: la manutenzione delle scuole (e basta vedere come vanno in pezzi) e la manutenzione delle strade Provinciali (altro buco nero, su cui nascono continui scaricabarili con le Regioni e i Comuni), per cui non solo gli obiettivi non sono raggiunti, ma i miliardi che le Province si cuccano ogni anno servono solo a mantenere i loro 61.000 dipendenti ma soprattutto al Bengodi delle sue migliaia dirigenti.
Del resto, le Province sono una realtà anomala mantenuta in vita solo come mangiatoia politica e contro la cui eliminazione si sono scagliati tutti i partiti, soprattutto Pd, Pdl e Lega, per continuare a prosciugare un’enormità di soldi pubblici.
Le Province sono una realtà che non esiste negli altri Paesi europei, un buco nero di puro spreco, tant’è che in entrambe le lettere della Bce all’Italia è stato chiesto di eliminarle, ma Monti non ha potuto farlo perché i partiti non hanno voluto, e massimamente non hanno voluto Pd, Pdl e Lega.
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La domanda fissa è sempre: che fine farebbero i 61.000 dipendenti delle Province?
Mentre essi sarebbero subito assorbiti da altre branche dello Stato, perché non ci chiediamo piuttosto quanto prendono i dirigenti delle Province e quanti sono?
Prendiamo una Provincia qualsiasi: Ascoli Piceno.
Dai dati del 2012 troviamo al primo posto. L’avvocato Carla Cavaliere: 264 mila euro l’anno. 12 dirigenti andati in pensione l’anno scorso hanno messo insieme retribuzioni complessive per un totale di 1.278.054 euro. La media è di 106.504 euro l’uno.
Stiamo parlando di un ente inutile, non dimentichiamocelo, e i dati sono della Provincia di Ascoli Piceno!
Cecilia Di Pietro, dirigente del servizio Affari generali ed istituzionali, arriva a 164.291 euro. Roberto Giovannozzi del servizio Turismo, parchi e agricoltura, cultura, beni culturali, pubblica istruzione e sport: per lui 97.156 euro
Stiamo parlando di Ascoli Piceno! proviamo a moltiplicare per 110 Province italiane e vediamo se il costo vero è dato di ‘dipendenti’!!!!

La nuova legge, che il Pd ha già votato alla Camera, non abolisce le Province, ma crea altri enti di 2°livello, trasforma le Province in enti di area vasta in più li sottrae alla rappresentanza democratica, perché elimina l’elezione dei suoi vertici e ne fa dei nominati dall’alto. Insomma, invece che una divisione dei costi e dei mali abbiamo un aumento.
La legge è incostituzionale, oltretutto è fatta male, confusa e ingarbugliata, non semplifica la vita dei cittadini, non diminuisce la burocrazia, aumenta il disordine sulla gestione dei servizi a livello locale, crea nuovi problemi a imprese e cittadini.
Questa legge non fa nemmeno risparmiare soldi allo Stato. Secondo la Corte dei Conti questi enti inutili costano dai 13 ai 17 miliardi l’anno solo per le spese ordinarie.
Ma solo 2 miliardi e duecentomila sono il costo dei dipendenti. Il grosso delle spese viene dai palazzi, dai rimborsi, dalle truffe, dalle spese inutili e dai dirigenti con stipendi altissimi.
Gli impiegati e i dirigenti sono 61.000, per 1.272 consiglieri Provinciali e 395 assessori. Con questa legge non si andrebbe più a votare risparmiando i soldi delle elezioni, 100 o 150 milioni, basta! Ma rimarrebbe tutto il carrozzone politico che è il danno maggiore. Il fatto è che i partiti e massimamente il Pd, nelle Province ci mandano a fare i dirigenti i politici trombati, così da perpetuare i danni che già hanno fatto al Governo e andando in tasca agli elettori che non li eleggerebbero tanto con questa legge resterebbero in carica nominati direttamente dai segretari di partito.
Brunetta dice che la legge di FI era migliore: via le Province, nessun ente di secondo livello, un progetto in grado di alleggerire definitivamente le strutture che adesso governano gli enti territoriali. Ovviamente non crediamo a FI, che di proposte in 20 anni ne ha fatte tante per fare poi solo quello che interessava a Berlusconi. Ma il problema della burocrazia italiana è diminuirla, questa legge la aumenta.

Dai 5stelle
Il provvedimento varato dal Pd è una vera truffa perché:
1) Non abolisce le Province. Gli cambia solo nome, ora si chiamano ‘Città Metropolitane’
2) Se ci sono zone dove si rifiutano le città metropolitane, si faranno queste e quelle, le Province e le città metropolitane insieme, insomma si raddoppieranno gli enti locali, allocando più politici di adesso e aumentando ancora di più le spese.
3) Dove ci sono già Province, città metropolitane o tutte e due, si potranno fare anche ‘i consorzi di comuni’. E così saremo a tre!!!
4) La Corte dei Conti ha già detto al Parlamento che non solo con questa legge non ridurremo la spesa inutile di 17 miliardi l’anno, voluta dai politici per parcheggiare i politici trombati, ma addirittura avremo la moltiplicazione degli enti locali inutili e parassitari, avremo più costi e peggiori servizi. Bel risultato!!
Questa è una legge-marchetta per aumentare le poltrone agli amici degli amici. Una legge che invece di diminuire gli enti inutili, li moltiplica. Il M5S ci avrebbe messo un minuto per eliminare questa spesa inutile, ubbidendo anche le direttive europee; bastava votare: “All’art 114 della Costituzione si sopprime la parola Province”.
Ma vedere che Sel, pur essendo contraria, ha preferito restare in aula per mantenere il numero legale, permettendo così a questa legge di passare, fa capire che da questa gente non ci potremo mai aspettare niente di buono.

Le Province hanno solo due compiti e uno è la manutenzione delle scuole ma non seguono nemmeno questo, tant’è vero che lo stato delle scuole italiane è pietoso. Le Province i soldi se li sono sempre tenuto per arricchire le tasche dei loro dirigenti. I soffitti cadono a pezzi, mancano le strutture di sicurezza, aule e palestre sono fatiscenti. Se quei 17 miliardi invece di finire nelle tasche dei politici fossero davvero andati alla manutenzione delle scuole non saremmo in queste condizioni.
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La Corte dei Conti ha dichiarato che questa legge farà solo aumentare gli enti inutili e i relativi costi, facendo crescere la confusione e il conflitto tra enti, aggravando la burocrazia dello Stato, rallentando ancora di più le pratiche. Si finirebbe solo per conservare le attuali 110 Province aggiungendo al loro fianco altri enti più inutili di quelli. La burocrazia e le funzioni di uno Stato sano devono essere semplificate, non moltiplicate. Qui aumenterebbe tutto, costi, spese, oneri, palazzi, burocrazia, dirigenti inutili, mangiatoie politiche in un caos anche peggiore di quello attuale.
Una pessima legge che truffa i cittadini e peggiora lo stato attuale delle cose.

Nell’agosto del 2011 l’Unione Europea mandò una lettera a Berlusconi e ne mandò una simile poco dopo a Monti per dettare le condizioni della Banca Centrale Europea al nostro Paese per poter beneficiare degli aiuti europei e ritrovare la faticosa strada del risanamento, solo seguendo quelle direttive la Bce avrebbe permesso alle banche di comprare i nostri titoli e dunque di alimentare il debito pubblico.
In quelle due lettere l’Europa imponeva come condizioni per il risanamento 39 punti fondamentali, tra cui:
di abolire le Province in quanto enti inutili inesistenti in Europa
di investire in scuola e ricerca
di modernizzare e semplificare la burocrazia
di tagliare il numero dei parlamentari
di tagliare le spese inutili dell’apparato politico
di creare investimenti per i giovani
di snellire la giustizia civile.
Dove sono finite queste assicurazione dell’Italia? In questa legge truffa che peggiora il male???
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Noi non siamo una democrazia da tempo. O forse non lo siamo mai stati.
In fondo non siamo mai usciti dal feudalesimo coi suoi feudatari maggiori e minori e poi tutto il resto: i servi della gleba.
I politici italiani sono tra i peggiori del mondo e ormai è inutile cercare tra di loro delle differenze ideologiche, sono una enorme bocca vorace che fa comunella con la parte peggiore del Paesi, una casta che nel tempo si è attribuita ogni sorta di scandaloso privilegio. Un’élite intoccabile. Una truffa legalizzata, da 23 miliardi di euro l’anno.

PROCLAMARE UN GIUBILEO DEL DEBITO

Un Giubileo fiscale per i debitori, è quanto proporrà al Papa a Natale il presidente dell’associazione ”Madonna dei Debitori” (Sabatino Ponziani), che sostiene:” Rimettere i debiti ai debitori é possibile e giusto se questi non possono pagare; io l’ho fatto e non mi pento, restituire la credibilità finanziaria a 16 milioni di cattivi pagatori potrebbe sicuramente rilanciare la nostra economia. Perché non proclamiamo un Giubileo del debito? Sì, proprio come accadeva nell’Antichità, quando molti Sovrani ogni 50 anni proclamavano l’annullamento dei debiti e rimettevano a zero le lancette dell’economia, basandosi sul buon senso. Il creditore in 50 anni non solo era rientrato dall’investimento ma aveva incassato ampi rendimenti; il debitore, invece, dopo 50 anni non aveva cancellato il proprio pegno, aveva bisogno di nuovo ossigeno per andare avanti. Perché oggi l’Unione europea non fa altrettanto? Ildebito pubblico ha assunto dimensioni tale da essere di fatto impagabile e per quante manovre si facciano, anziché diminuire, aumenta. Monti ha massacrato l’Italia con manovre lacrime e sangue, applaudite dalla Ue e dai mercati, ma il debito pubblico è aumentato di 81,5 miliardi. In Grecia lo stesso. Questo significa che le nostre economie sono condannate alla stagnazione o alla recessione perpetua, senza possibilità di riscatto. A meno che i governi e la Bce non decidano ovvero un taglio lineare, eccezionale, a fin di bene poniamo di un terzo del totale. Impossibile? Macché, perfettamente logico. In America la Federal Reserve ha di fatto condonato debiti del sistema bancario (ben più ingenti di quelli pubblici europei!), stampando moneta elettronica. Nel 2009 il “Bank bailout” costò 29 trilioni di dollari e da allora il programma di Alleggerimento quantitativo va avanti con iniezioni pari a 85 miliardi di dollari al mese! La Bce potrebbe fare lo stesso emettendo euro elettronici per comprare titoli di Stato in scadenza e ritirarli dal mercato, anziché rivenderli all’asta come fa correntemente. Rischi? Praticamente inesistenti. Gli euro virtuali non genererebbero inflazione in quanto neppure immessi nell’economia reale ma gli Stati verrebbero sgravati di un terzo del loro debito, dunque potrebbero tagliare le tasse. Insomma, potrebbero far ripartire l’economia.Utopia? Illusione? Forse. E se invece fosse tutto maledettamente semplice?”

IL M5S VERSA META’ DEI SUOI SOLDI ALLE PMI

Il M5S, dopo tre giorni di lotta nonviolenta al freddo di fronte al Ministero dell’Economia e Finanze, è riuscito ad ottenere l’apertura del conto corrente che gli permetterà di poter versare al Fondo di Garanzia per il microcredito alle piccole imprese, oltre 2,5 milioni di euro di tagli ai propri stipendi e diarie da giugno a ottobre. Il conto è aperto anche ai versamenti di parte degli stipendi di parlamentari dei partiti. Chi vuole si accomodi e versi alle piccole imprese.
Grazie al M5S è emerso l’emendamento vergogna votato dai partiti del Governo Letta contro i Comuni che lottano contro le slot-machines. Gli emendamenti vergogna sono il frutto dello sporco lavoro di altrettanto vergognose lobby che infestano il Parlamento per promuovere interessi particolari a discapito del bene comune. Solo il M5S ha denunciato i lobbysti.
Nella legge di Stabilità i 5 stelle sono riusciti ad ottenere alcune vittorie: finanziamenti per i disabili, restituzione allo Stato dei contributi pubblici percepiti da aziende che delocalizzano all’estero, tetto per gli stipendi d’oro, possibilità di destinare l’8×1000 all’edilizia scolastica. Grazie al M5S sarà anche riaperta la sede della Direzione Investigativa Antimafia a Malpensa.

LOBBISTI
Manolo Lanaro

“Durante l’esame sulla legge di stabilità in Commissione, il Parlamento è stato invaso da lobbisti e indecenti mercanti, pronti a piazzare marchette. Come il Tempio di Gerusalemme, la Camera è stata trasformata in un luogo d’affari e di scambio di favori. Dovremmo sbatterli fuori e non lasciargli fare i loro porci comodi”. E’ l’accusa lanciata da Laura Castelli del Movimento 5 Stelle, nel corso del dibattito sulla fiducia al Governo alla Camera. “Siete privi di coscienza, sia politica che istituzionale – ha detto rivolgendosi al Governo e ai partiti di maggioranza -. Fosse vivo Pertini vi avrebbe cacciato tutti fuori!.”
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Altri soldi alle scuole private da Letta e il Pd. Romanelli (Sel): “Ora basta, c’e’ bisogno di scuola pubblica”.
Il Consiglio Regionale della Toscana ha appena finito di votare un sostegno di 1 milione e 500mila euro per le famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie private, e dal Governo arriva un altro super-regalo agli istituti cattolici: 220 milioni, freschi freschi, proposti dal Pd, che le Regioni potranno spendere in deroga al Patto di Stabilità.
“Un’autentica vergogna, un fatto davvero grave – commenta il Consigliere Regionale di Sel Mauro Romanelli – se consideriamo com’è ridotta la scuola pubblica, la carenza di strutture e materiali, la mortificazione degli insegnanti, la piaga del precariato”.
“Incredibile e spudorata poi la deroga al Patto di Stabilità, che non può essere violato nemmeno per assicurare i servizi essenziali o per proteggere il territorio dalle frane, ma ora non sarà più un ostacolo per riempire di soldi le scuole clericali”.
“Sel, dopo essersi duramente opposta e aver votato contro il finanziamento della Regione, chiede con decisione al Presidente Rossi di non distribuire in Toscana questa ennesima regalia, anzi di aprire con decisione una vertenza col Governo Letta chiedendo un intervento straordinario per rispondere alle emergenze dell’Istruzione pubblica, e che il Patto di Stabilità sia finalmente derogato anche per la difesa del suolo o per la messa in efficienza energetica degli edifici pubblici, perché è veramente incredibile che una cosa che fa risparmiare sia impedita da una norma nata per tenere i conti a posto”.
“In ogni caso Sel sarà molto ferma nel contrastare la distribuzione di questi soldi, stanziati ancora una volta in dispregio della lettera e dello spirito della Costituzione Repubblicana”- termina Romanelli.

Segreteria Consigliere Mauro Romanelli
Consiglio Regionale delle Toscana

ANDREA SCANZI

A Che tempo che fa, Massimo Gramellini – firma valente e talentuosa de La Stampa – ha attribuito a “Nembo Kid Renzi” i meriti della cancellazione della porcata sulle slot machine. E’ vero che Renzi è lodevolmente intervenuto, e gliene va certo dato atto; ma sarebbe stato appena (ma appena, eh) più giusto aggiungere e ricordare che senza l’intervento di Endrizzi e del M5S nessuno si sarebbe accorto di quella porcata. E la stessa cosa può dirsi (M5S e Lega) sia sugli affitti d’oro sia sull’emendamento nascosto nella legge di stabilità, che blocca la rescissione per gli immobili sui quali è presente un’assicurazione. L’ennesimo regalo ai palazzinari, più che ai risparmiatori, con Renzi che corre ai ripari seguendo la linea del M5S (ma guai a scriverlo) e il Pd che finge ogni volta di cadere dal pero. E’ troppo chiedere un’informazione appena meno piegata a 90 gradi di fronte a Renzi, Madia e derivati?
Oltretutto, di fronte a un continuo rovesciamento del reale, tocca pure sentire frasi paradossali come quelle del simpatico deputato Enzo Lattuca, lo stesso che avrebbe aggredito la 5 Stelle Maria Edera Spadoni qualche settimana fa alla Camera. Lattuca, testuale, ha detto: “Grazie al Pd il pasticcio sulle slot machine è stato risolto”. Sì, Lattuca, ma il pasticcio l’avevate creato voi, mica gli alieni. Sarebbe come se io venissi a casa vostra, vi sfasciassi un muro con l’ascia e poi – dopo le vostre lamentele – ve lo ricostruissi dopo. Se vi dicessi con orgoglio: “Visto? Grazie a me avete un muro solido nella vostra casa”, come minimo mi mandereste a quel Paese.
E basta, su.

C’ERA UNA VOLTA LA SINISTRA
Viviana Vivarelli

Il Pd dichiara che in 3 anni ridurrà lo stipendio ai parlamentari, ma, dopo una settimana,il famoso decreto per farlo deve essere passato a “Chi l’ha visto?” Forse il Pd ha quella famosa malattia del sonno per cui uno ogni tanto cade in coma e si dimentica di quanto fatto o detto in precedenza.
Ma a questo punto, dopo l’alleanza con B, i 110 franchi tiratori che hanno sparato su Prodi o Rodotà e ogni sorta di patto e alleanza con banche, magnati, ricchi, scuole e cliniche private, gestori di slot machine e lobbie varie, possiamo diagnosticare con sicurezza che il Pd è affetto da una grave schizofrenia.
Letta continua la sua politica di annunci e rimandi che è stata definita dal Wall Street Journal ‘la politica del cimitero’. Manca solo la lapide. E sarà ben contenta la J. P.Morgan che aveva ordinato di smantellare la Costituzione perché “troppo democratica”, subito ubbidita da Napolitano che minaccia le dimissioni se non permetteranno ai suoi famigerati ‘saggi’ di rovinarci.
Renzi annuncia di fare oggi quello che col voto non farà domani, l’importante è non mantenere mai la parola data e proseguire con la politica di annunci di Letta.
Il M5S ha chiesto al Senato di fissare la data alla sfiducia al Ministro Cancellieri (dopo i fatti gravissimi di concussione per la Giulia Ligresti) e di procedere alla sfiducia al sottosegretario alle infrastrutture De Luca, indagato dalla procura di Salerno per speculazione edilizia su aree demaniali, abuso di ufficio, falso in atto pubblico e altri reati. Ma il Senato se ne lava le mani e preferisce ‘rimandare’. Tra rimandi, falsi annunci, pasticci legislative e regalie agli amici degli amici, il Paese muore.
La Serracchiani si esibisce in tv viaggiando a sbafo su aerei di Stato,annuncia un miliardo di tagli alla politica e contemporaneamente tenta di aumentare di 30.000 euro la propria indennità di trasferta e chiede sovvenzioni pubbliche per il maneggio dei suoi cavalli.
Intanto Letta mette ogni sorta di aumento di tasse per scongiurare la seconda rata dell’IMU e poi che fa? Rimette la 2a rata dell’Imu, così ora le tasse le abbiamo doppie.
Il M5S chiede di versare metà dei propri stipendi per le PMI e il Governo ci mette un tempo infinito a fare il decreto quando per aumentare il proprio lucro ci mette un istante.
Ma questo Pd ci è o ci fa?

ELOGIO A MUJIICA
Claudio Martinotti Doria segnala:
Io non sono povero, sono sobrio. Quindi felice

La sobrietà è merce rara, soprattutto nei politici e negli uomini di Governo. L’ex tupamaro Josè’ Alberto Mujica Cordano, per tutti oggi Pepe Mujica, ci tiene a sottolinearlo: ‘Io non sono povero, sono sobrio’. E lui, oggi, è il presidente dell’Uruguay.
Mujica è un lucidissimo ottantenne che e’ stato eletto Presidente dell’Uruguay e che ha rinunciato agli appannaggi del suo status vivendo con cinquecento dollari in una casetta di due stanze; si sposta con un vecchio Maggiolino Volkswagen. Quando parla all’ONU o nei congressi internazionali, senza nessuna enfasi ma con un vigore che ammutolisce l’uditorio, ripete instancabile cose già note ma dando alla sua voce una vibrazione profetica: anno dopo anno stiamo intaccando, divorando il futuro delle giovani generazioni, le pubblicità di tutto il mondo reclamizzano stili di vita che ci porteranno al disastro inevitabile. Stili di vita che già ora, ove potessero imporsi globalmente, presupporrebbero non un solo pianeta ma tre! E dunque il modello propagandato, agognato è di una colossale falsità, un imbroglio planetario. Gli altri capi di Stato non fiatano quando don Pepe si rivolge a loro. Soffrono e non vedono l’ora di ritornare alle loro alchimie, alle convergenze parallele’.
Ma puntualmente, cioè al convegno successivo, Mujica scompagina quei loro discorsi, ridicolizza cifre utopiche spacciate come verità sacrosante, ma il tutto con toni dimessi, senza astio.
Ha detto nei suoi discorsi più famosi, primo fra tutti quello davanti alla platea dell’Onu: ‘Si parla di sviluppo sostenibile, ma che cosa ci frulla in testa? Il modello di sviluppo e di consumo è quello attuale delle società ricche? Di nuovo mi sono chiesto cosa succederebbe a questo pianeta se gli indiani avessero lo stesso numero di auto per famiglia che hanno i tedeschi. Quanto ossigeno ci resterebbe da respirare? Il mondo ha forse oggi risorse sufficienti per far sì che 7-8 miliardi di persone possano avere lo stesso livello di consumo e spreco che hanno le più opulente società occidentali? O dovremo forse fare un altro tipo di ragionamento? Abbiamo creato una civiltà figlia del mercato, della concorrenza che ha portato a un progresso materiale esplosivo. Siamo in una società di mercato e questo ci ha portato alla globalizzazione cui assistiamo. Ma noi stiamo governando la globalizzazione o è la globalizzazione a governarci? E’ possibile parlare di solidarietà in una società basata sulla concorrenza spietata? Fin dove arriva la nostra fratellanza? La sfida che abbiamo davanti è grandissima, colossale, e la grande crisi non è ecologica, è politica. L’essere umano non governa oggi; sono le forze che l’uomo ha scatenato a governarlo. Non veniamo al mondo per svilupparci in termini generali; veniamo al mondo per cercare di essere felici, perché la vita è breve e ci sfugge. E nessun bene vale quanto la vita, è elementare. Ma se consumo la mia vita lavorando senza sosta per consumare sempre di più, aggredisco il pianeta e per mantenere quel consumo dovrò produrre sempre di più cose che durano sempre meno. Siamo in un circolo vizioso, ci sentiamo costretti a mantenere una civiltà usa e getta. Questi sono problemi di carattere politico e ci stanno dicendo che bisogna iniziare a lottare per un’altra cultura’.
Mujica profeta, dunque, ma anche leader, più di moltissimi altri.
Ultima sua mossa, ai primi di dicembre, quella di spiazzare i cartelli della droga legalizzando e nazionalizzando in Uruguay la coltivazione e la vendita della marjuana. Qualcosa di eclatante che forse può rinvigorire altre e decisive azioni volte a erodere il mito perverso del consumo senza freni e l’utilizzo senza limiti delle sempre più scarse riserve del pianeta.
L’Uruguay non è certo l’America, ha tre milioni di abitanti, è uno dei paesi sud americani con storie di dittature, di persecuzioni. E prima ancora una storia ancor più tragica, quella della colonizzazione ispanica, di vessazioni, di massacri. Una piccola nazione, dunque, ma ciò che sta facendo Mujica è grande, così grande e potente che i media convenzionali ne parlano pochissimo, perché questo agire fa tremare certuni nelle altissime sfere.
Pepe Mujica era, da giovane, un convinto oppositore della dittatura; si era convertito ai tupamaros, il movimento armato che si rifaceva al leggendario Tupac Amaru, un cacique che aveva capeggiato una lunga e sanguinosa contro i conquistadores spagnoli. Mujica ha pagato, assieme a molti compagni, la sua ribellione con quattordici anni di carcere e torture. Oggi Il suo vivere spartanamente da presidente della sua nazione gli appare cosa scontata: ‘Yo no soy pobre, Yo soy sobrio’ usa dire d’abitudine. Una formidabile coerenza con lo stato del mondo costituito più di poveri che di ricchi. I fasti della sua carica altrove dispiegati (basti pensare all’enormità delle spese per la presidenza della Repubblica che Napolitano si ostina a voler mantenere) Mujica li ritiene un semplice e incongruo retaggio del Medio Evo. Filosofo di formazione, cita volentieri Seneca, Diogene, quello che ricevette Alessandro Magno e i suoi dignitari sulla soglia di una botte. Alessandro che gli veniva promettendo tutto e di più, una personalità cosi grande! Al gentile rifiuto di Diogene sul presupposto che nessuno fa niente per niente, per cui lui non si sarebbe più sentito libero, Alessandro deluso rispose:
– Ma allora non possiamo proprio fare niente per te?’..
– Certo, Alessandro, ero qui seduto al sole per scaldarmi un poco dal freddo della notte, basta che vi facciate un poco più in là per non farmi ombra”.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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La Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro preventivo per 8,1 miliardi di euro nei confronti della Holding che controlla l’Ilva spa. Accolto il ricorso presentato dai legali dei Riva, Coppi e Paliero, e ha disposto la restituzione alle holding di tutto i beni. Il maxisequestro risale a sette mesi fa, ed era stato disposto dal gip Patrizia Todisco. Chi farà la depurazione ambientale ora?

LUISELLA COSTAMAGNA

Cari giornalisti presunti proscritti da Beppe Grillo,
dico presunti perché noi che con le parole lavoriamo dobbiamo smetterla di usarle a caso, evocando scenari nefasti che nulla hanno a che vedere con la realtà.
Dire che Grillo fa “liste di proscrizione” dei giornalisti sgraditi (Oppo, Merlo, Battista) è una sciocchezza. Le liste di proscrizione, nate nell’antica Roma per colpire gli avversari politici, comportavano l’esilio o la morte, e oggi indicano reale messa al bando, censura, bavaglio. Non mi risulta (e ci mancherebbe!) che abbiate subìto questo trattamento da Grillo, e il fatto che sia stato evocato nel blog nei confronti della Oppo, con il (deprecabile) “dovrà cercarsi un lavoro” dopo l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria – battaglia che, condivisibile o meno, Grillo conduce da anni – fa un’enorme differenza. La stessa che passa tra realtà e immaginazione. E che dire dell’improprio parallelo tra gli attacchi ai giornalisti critici e l’“editto bulgaro”? Madornale sciocchezza pure questa.
L’editto del 2002 di Berlusconi – che allora era premier e controllava Mediaset e Rai – contro Biagi, Luttazzi e Santoro per l’“uso criminoso” della tv pubblica, significò la cancellazione delle loro trasmissioni e un atto intimidatorio nei confronti dell’informazione tutta, invitata (?) a stare buonina. La storia mai scritta non è solo quella dei grandi epurati ma anche dei piccoli: i tanti giornalisti e redattori precari che si sono trovati all’improvviso senza lavoro, senza stipendio e senza la possibilità di appellarsi a tribunali. Che c’entra tutto questo con Grillo? Assolutamente nulla.
Ed è inaccettabile anche che si dica – come hanno fatto importanti rappresentanti del Pd, ma non solo – che i suoi metodi “portano alla memoria il peggior squadrismo” . Ma avete una vaga idea di cos’era lo “squadrismo”? Consultate almeno la Treccani! Era “violenza armata”. È chiara la differenza abissale?
Sia chiaro: Grillo sbaglia a prendere di mira i giornalisti che lo criticano. Siamo già al 57° posto al mondo per libertà di stampa, dopo Burkina Faso e Ghana: non ci si metta pure lui.
Ma perché, per un attimo, non considerate anche il rovescio della medaglia? Grillo ha raccolto il 25% dei consensi, ma a novembre nei Tg Rai e Mediaset (dati Agcom) il “tempo di notizia” dedicato al M5S è stato del 3,46 e del 2,43% (il PD ha avuto il 20 e il 25%). Spegne la tv e sui giornali gli danno dello squadrista, pro-scrittore bulgaro, “non ancora” terrorista, camorrista, mafioso, con eletti che non hanno “fatto niente di utile per il popolo italiano” se non “pagliacciate”, “gazzarre” e “i soldi pubblici che si sono tenuti sono comunque troppi”… Non scapperebbe anche a voi un “vaffa”

FORCONI E DESTRA
FEDERICO D’AMBROSIO

La vera novità della protesta è la presenza, al fianco dei trasportatori, dei movimenti neo fascisti Casa Pound e Forza Nuova. Una presenza divenuta sempre più consistente nel corso dei giorni tanto che venerdì scorso il vicepresidente nazionale di Casapound Simone Di Stefano è stato arrestato dopo aver tolto la bandiera europea dalla sede della Commissione europea a Roma per sostituirla con quella italiana.
Entrambi i movimenti sono nati agli inizi degli anni 2000 e oggi hanno sedi in tutta Italia e una forte presenza nelle rappresentanze studentesche e nelle scuole, oltre a solidi legami con alcuni esponenti della dx estremista attiva in Italia negli anni ’70 ed ’80. Per Casa Pound un vero e proprio ruolo di ideologo ce l’ha, ad esempio, Gabriele Adinolfi, fondatore del movimento fascista extraparlamentare Terza Posizione. Il primo punto del programma di Casa Pound è la rinascita nazionale dell’Italia, seguono la contrarietà alla società multirazziale e l’idea di chiudere l’Europa agli scambi commerciali esterni.
Era un “frequentatore” di Casa Pound Gianluca Casseri, l’uomo che il 13 dicembre 2011 ha sparato a tre senegalesi a Firenze, uccidendone due. L’organizzazione che giusto la settimana scorsa ha invitato a Roma alcuni esponenti della greca Alba Dorata, ha provato più volte a ad inserirsi in movimenti di protesta. Ora con gli autotrasportatori ma prima con alcuni movimenti ambientalisti siciliani e nelle proteste contro la chiusura di alcune aziende. Poi ci sono le manifestazioni “tradizionali”: venerdì erano a Salerno per contestare il ministro dell’integrazione Cecilie Kyenge.
Anche i collegamenti col resto dei movimenti di dx europei li interessa molto. Ha creato una onlus con sede anche a Parigi, Solidarité identités. In Francia sono collegati al gruppo Mas e ad Opstaan,di Lille. Alain Soral è stato ospitato più volte nella sede di Casapound, che a sua volta vede i suoi messaggi pubblicati sui siti in francese Zentropa ed Engarda.
Meno ambiziosa ma più radicata Forza Nuova che nasce nel 1997 e più volte nel corso degli anni ha partecipato a coalizioni collegate al cdx e a Forza Italia. Il leader assoluto è Roberto Fiore, anche lui ex di Terza posizione e a lungo latitante in Gran Bretagna dopo una condanna per banda armata. Nel curriculum dei suoi militanti ci sono numerosi episodi violenti: nel 2008 erano di Forza nuova i neofascisti che assaltarono un concerto a Roma, in un gruppo misto di cui facevano parte anche ultras di Roma e Lazio. Sul sito web sono lette e commentate con favore le dichiarazioni di Marine Le Pen.

ABOLIZIONE DEI FINANZIAMENTI ALL’EDITORIA
Viviana Vivarelli

Una delle prime cose che Grillo chiese nelle tre famose legge ad iniziativa popolare fu l’abolizione del finanziamento all’editoria e già questo gli ha messo contro l’intera stampa prezzolata dalle mangiatoie di regime.
Dal 1990 a oggi, i giornali italiani – testate edite da cooperative di giornalisti, fondazioni o enti morali; quotidiani organi di partito; fogli diffusi all’estero – hanno ricevuto circa 850 milioni di euro di contributi pubblici. Per il 2012, il fondo per il sostegno all’editoria cartacea, che doveva essere di 47 milioni, è arrivato a 120 milioni. Ma ci sono poi innumerevoli contributi indiretti, sconti su servizi postali, credito di imposta, Iva agevolata e
forfetizzata sulle rese, solo apparentemente aboliti. Un fiume di danaro difficile da quantificare perché distribuito in mille capitoli di spesa che fanno riferimento a diversi organi di competenza.
La cosa grottesca è che, se i contributi pubblici ai giornali sono aumentati, sono diminuite le copie vendute ed è peggiorata la stima che il lettore medio italiano ha della stampa ufficiale, la quale ormai si situa in posizione molto scadente di informazione e veridicità nelle classifiche mondiali avvicinandoci al terzo mondo.
Non solo dunque i giornalisti lavorano sotto padrone (e sono pure trattati male) ma danno anche un prodotto scadente, più simile ai libelli propagandistici che a una informazione decente. La cosa peggiora addirittura quando si passa alla televisione, dominata da personaggi come al lettiana Mirta Merlin, la bilbergeriana Gruber, Gasparri, La Russa, la Santanché ecc, che dovrebbero proprio stare fuori da una dignitosa informazione.
Diciamo che Francia e Finlandia spendono un pochino più di noi per la stampa, ma almeno danno prodotti migliori. In Italia i finanziamenti pubblici hanno un ritorno irrisorio in termini di nuovi lettori. Il nostro Paese è infatti ultimo nella graduatoria per copie vendute ogni 1.000 abitanti: 103. In Finlandia sono 483, in Francia 152, in Germania 283, nel Regno Unito 307 e negli Usa 200. E questa tendenza è in aumento, cioè si leggeranno sempre meno giornali cartacei, si guarderanno sempre meno squallidi talk show, e si cercheranno sempre più notizie e commenti sul web.
Confrontando il dato italiano con quello tedesco, emerge che la Germania ha speso il 40% in meno dell’Italia in sussidi pubblici alla stampa, ma i giornali tedeschi hanno raggiunto quasi il triplo dei lettori di quelli italiani. In Germania, inoltre, l’Iva destinata ai giornali non è del 19% come per le altre imprese, ma del 7%. In Italia l’imposta è addirittura del 4%, ulteriore regalo.
Il finanziamento pubblico negli altri Paesi europei non è destinato solo alla stampa, ma a tutto il mercato dei media, in un contesto che vede la distribuzione della raccolta pubblicitaria egualmente divisa tra i differenti mezzi di comunicazione e non, come accade in Italia, a quasi esclusivo vantaggio della televisione.
Anche nella liberista Gran Bretagna, paladina del principio di non interferenza dello Stato nel mercato, il Governo non è stato insensibile alle necessità dei media. Solo nel 2008 la stampa inglese ha ricevuto 594 milioni di sterline in contributi indiretti, cioè in agevolazioni fiscali.
Quello che è peggio nella stampa italiana è che nel tempo sono venute meno le ricerche, gli scoop, il vero giornalismo d’inchiesta, quei caratteri che facevano di certi giornali i primi accusatori del regime (io che sono vecchia ricordo la bellezza dell’Espresso quando era un quotidiano, gli articoli deflagranti di Pasolini su Repubblica, le denunce di Pecorelli ad Andreotti, gli scandali Montesi ecc.). Oggi i giornali italiani sono piatti e scialbi, uno la fotocopia dell’altro, persino nei titoli, nella scelta delle prime pagine, negli attacchi indiscriminati e settari al M5S, una colla omogenea e disinformativa che abbassa il giornale al livello del libellismo fazioso e cortigiano, una pappa molliccia e vergognosa di laude al capo dello stato o del Governo come nemmeno nelle peggiori corti rinascimentali. E’ questo scadere della qualità che toglie a questi scrittorucoli persino il nome di giornalisti, mentre permane quel grottesco ‘Ordine dei giornalisti’ che sia Pannella che Grillo vorrebbero eliminare e che non è mai intervenuto con senso della democrazia e della verità ma si è schierato anch’esso nella scia dei cortigiani del regime.
Che questa stampa e questa televisione siano da regime, unilaterali, partitocratici e servili lo può negare solo un troll perché pagato dagli stessi che su questa immoralità ci marciano
D’altro canto, non solo i giornali italiani sono i peggiori del mondo e a servizio di una classe politica che è una delle più corrotte del mondo, ma, come tutti i settori inchiodati da 20 anni sotto questo regime a due teste, l’informazione è retta ancora da leggi vecchissime, antiquate e ormai obsolete
Al momento, stante i presenti personaggi di potere e resistendo l’attuale partitocrazia, non si vedono speranze di invertire il declino della diffusione dei giornali o di migliorare la veridicità della cosiddetta informazione che sta cadendo ormai a picco anche nella considerazione dei cittadini, che preferiscono di gran lunga il web.
Ci sono difetti macroscopici: mancanza di leggi nuove e snelle, radicati pregiudizi, abitudini incancrenite a servirsi di cortigiani prezzolati. una stessa omertà mafiosa lega inestricabilmente classe politica a stampa e stravolge entrambe sotto le accuse di un web, che sta per soppiantarle come nuovo strumento di libertà.
Grillo è inviso anche per questo, perché distrugge il monopolio propagandistico e mediatico del Potere e apre spazi di democrazia che il Potere, per quanto faccia, non potrà mai restringere e schiacciare.
La crisi dell’informazione italiana non dipende solo dallo strettissimo legame finanziario e proprietario, dunque politico, tra le testate e gruppi di magnati privati (vd De Benedetti o Berlusconi) e da leggi che mettono la sopravvivenza della stampa nelle mani di chi elargisce finanziamenti pubblici eliminando qualsiasi autonomia e indipendenza, la crisi dell’informazione dipende anche da un’assenza di protezione reale dei giornalisti indipendenti come dei magistrati onesti che sfidano l’impossibile in difesa della propria libertà e indipendenza di giudizio.
Questo ovviamente si allarga all’intero mondo.
Nel 2012 i giornalisti uccisi sono stati 88, quelli arrestati 879. 2000 quelli minaccia o colpiti fisicamente, 38 quelli rapiti, 144 addirittura i blogger uccisi. E in Italia si va dall’assassinio Pecorelli o Baldoni alle cacciate di Grillo, Fo, Santoro, Biagi.. Ci sono dunque infiniti motivi per cui per tirare a campare è meglio vendersi,ma è chiaro che a questo punto si passa dal giornalismo al libellismo venduto. Il giornalismo è verità, il libellismo è calunnia orchestrata ad arte e in modo prezzolata per mantenere degli indegni al potere.

DIFESA DEL WEB
Viviana Vivarelli

La discussione che si dovrebbe aprire sull’informazione che in Italia va sempre peggio e ci porta al livello del Ghana e del Bostwana, dovrebbe congiungersi anche con le pessime condizioni in cui viene tenuto il web, dall’abbandono cronico dell’ADSL, dalla situazione da terzo mondo in cui i governi italiani tengono internet (e aggiungiamoci anche l’ultima web tax di Renzi) che ci penalizza anche sul piano economico per un solo motivo: la stampa di regime (come quella che per 4 anni ha crocefisso Grillo) si tiene sotto comando, il web costituisce uno spazio di libertà che sfugge a controlli totalitari ed è dunque il nemico giurato del potere.
Grillo e Casaleggio sono osteggiati anche per aver fatto capire alla maggior parte degli Italiani lo stato sordido dei comunicatori di casta e le menzogne di cui quotidianamente infarciscono giornali, tg e gli abominevoli talk show.
E’ lo stesso motivo per cui Wikileaks è il nemico pubblico n° 1 dei regimi cosiddetti democratici dell’occidente.
La capacità del web di trovare informazioni segrete e di svelare reati e complotti è impressionante. Ormai i veri scoop non sono più sulla stampa cartacea o in televisione ma sul web e sono i blogger migliori a offrirli. Il web è il nuovo spazio di libertà che si apre all’opinione pubblica del mondo, esce dai monopoli corazzati della disinformazione programmata, rompe gli scudi blindati sotto cui le caste e le lobbie si compattano nelle loro comuni porcherie. Il web riporta ai cittadini la speranza di conseguire verità, potere, informazione reale, democrazia
E’ chiaro che nessuno come Grillo ha rotto le scatole a questo sistema inchiavardato di potere. Ed è chiaro, dunque, perché il sistema unito da dx a sx, si è scagliato contro di lui con un attacco concentrato durissimo in cui è stato accusato di ogni nefandezza, in primo luogo di essere un fascista, poi di essere in combutta contro i soggetti peggiori, da Berlusconi a Casa Pound a Forza Nuova al Bilderberg, quando i fatti urlavano proprio il contrario. Ma nessuno che abbia misfatti da nascondere può accettare chi è capace di smascherarli.
Grillo è stato quello che ha denunciato le peggiori nefandezze del Potere, dalle truffe di Parmalat, alle protezioni dei Riva, alle menzogne della Bce, agli imbrogli del sistema bancario, al monopolio degli OGM, alla collusione Pd/Pdl, ai furti del Monte dei Paschi
e un regime che si rispetti queste verità non può lasciarle uscire
Di qui l’attacco senza precedenti contro Grillo, come mai si era visto in 20 anni contro la mafia, o il pidduista Berlusconi o i peggiori delinquenti italiani.
Se la denuncia e la satira presentano la verità non sono e non saranno mai violente.
L’accusa a Grillo di essere violento è tanto più grottesca quanto più la democraticità e la legalità dei 5stelle contrastano con quello che avrebbe potuto essere in Italia una vera eversione di piazza nata sia a dx che a sx.
In tal senso il M5S è e sarà sempre un Movimento di DENUNCIA e di PROPOSTA.
Non è, non è mai stato e non sarà mai un movimento violento.
I veri violenti sono coloro che deformano la realtà cercando il male dove c’è solo la ricerca del bene e la denuncia dei mali italiani, che è doverosa, necessaria e indispensabile
ma non è violenza, è DENUNCIA. E mi dispiace per chi vede smascherate le sue truffe. Perché o si ravvede o non farà una figura migliore semplicemente cercando di tappare la bocca alle voci critiche e accusatorie che si alzano dal Paese.
Chiaro che nessuno pretende che, se una cosa compare su internet , per ciò stesso sia Vangelo. E’ solo che la stampa è sotto regime, il web no. Semplicemente perché per motivi strutturali il web ha caratteristiche che impediscono una reale censura e dunque un monopolio dell’informazione, per cui esso riesce ad eludere, criptando i propri messaggi e rendendo invisibili le fonti, quei blocchi che intendono dare una informazione a senso unico. E questo lo si è visto in Egitto, in Siria, in Iran, in Cina persino dove ci sono 250 milioni di blogger che riescono ad avere quelle informazioni che il regime cinese non vuole assolutamente far circolare.
Il web apre dunque uno spazio di possibilità infinite rispetto a una informazione monopolizzata dall’alto. Permette il confronto, favorisce la verifica delle notizie, diffonde opinioni, trasforma ogni blogger in una fonte di fatti o di pensiero che può essere più importante e seguita di quella della stampa ufficiale.
Anche io nel mio piccolo ho migliaia di lettori e ho acquistato una piccolissima importanza sulla faccia del mondo, così da partecipare alla costruzione di un mondo nuovo che si epuri dalle magagne di questo vecchio. Ma ognuno di noi può farlo.
La democrazia diretta nasce da qui.
Ed è una innovazione storica di travolgente creatività che darà un impulso enorme alla trasformazione di tutto l’esistente! Il Potere lo sa, per questo la combatte.
.
Giornalisti e Troll attaccano Grillo, tacciandolo di essere un “violento”!!!???
Ma la vera violenza non è un vaffanculo. Questa è solo una imprecazione, e giratela come volete quello è e resta, solo un suono e non si sceglie di votare o non votare in base a un suono.
La vera violenza sono i 14 milioni di disoccupati,
la mancanza di futuro,
i milioni di giovani senza lavoro,
I bambini che non hanno i soldi per mangiare,
gli ospedali che chiudono
i pensionati sempre più poveri,
le migliaia di imprese che falliscono per mancanza di credito bancario e sotto l’usura di Equitalia,
le centinaia di persone che si sono suicidate,
il milione di giovani che sono dovuti andare all’estero,
la vera violenza è il porcellum che ha rubato la sovranità agli Italiani,
è il fiscal drag che ci obbliga a dare 50 miliardi in 10 anni per arricchire le banche,,
è il pareggio del bilancio in Costituzione che vieta qualunque spesa per lo sviluppo…
La vera violenza non è certo un vaffa o chi denuncia i misfatti italiani.
Sono gli impuniti al potere da 40 anni che non si sono tolti un euro.
La vera violenza sono i 35 miliardi in cacciabombardieri mentre si tagliano i fondi alla SLA,
sono le centinaia di ladri e truffatori nelle istituzioni,
la vera violenza non sono le parole incazzose di un Gillo,
è l’omertà, la collusione, il ladrocinio di chi ha il potere e non lo molla,
di chi nomina i governi dall’alto e vieta le elezioni,
di chi violenta la Costituzione,
di chi ruba diritti e valori,
di chi vuole levarci lo stato sociale
e vuole abolire i diritti del lavoro
e vuole vendere i beni comuni
e privatizzare i servizi.
La vera violenza è di chi non vuole il reddito minimo di cittadinanza ma vuole togliere le pensieri alle vedove.
Questa è la vera violenza!
E non certo qualche urlo di Grillo, che dovrebbe urlare ancora più forte di fronte a tanta iniquità.
..
http://masadaweb.org

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