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Saturday April 29th 2017

IL PAESE DEL CAOS IMMOBILE

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MASADA n° 1501 18/12/2013 IL PAESE DEL CAOS IMMOBILE

Paolo Ferrero e il movimento dei forconi – E dai un altro attacco di Scalfari al M5S – Chomski e le menzogne del potere – Frodi linguistiche – Il porcellum è anticostituzionale: i fuorilegge – Quasi 17 miliardi i costi della violenza alle donne in Italia – Qua è sempre ora di elezioni – La ripresa della Spagna – Ma dove sono questi tagli agli sprechi?- In Costituzione il divieto allo sviluppo – Corruzione, clientelismo e mala gestione all’ombra della mutanda verde padana

L’Italia è una barca alla deriva e pure senza bussola morale e politica. Siamo un popolo allo sbando. Cresce solo la disperazione!
I forconi stanno per varcare lo stretto e unirsi alle truppe padane, fascio con fascio.
A Roma non c’è categoria che non sia in rivolta nell’indifferenza totale e fedifraga di Letta.
Il Pd scivola sempre più a dx sta per nominare un Renzi che è più fascista di Berlusconi e del Duce, leverebbe subito i beni sociali e i diritti del lavoro, assieme al welfare e vuole togliere pure le pensioni alle vedove!
Montecitorio è il palazzo più odiato d’Italia ma i sondaggisti continuano a sgranare i loro sondaggi irreali e a giurare che Napolitano è il più amato degli Italiani.
Dopo 8 anni la Consulta si sveglia dal suo pagatissimo coma e dice che il porcellum è incostituzionale! Il suo presidente prende il doppio di Napolitano: 482mila € l’’anno, ma lo pagano solo per dormire. 42 milioni per un apparato obsoleto e nullafacente!
In 8 anni, quei menzogneri patologici dei partiti non hanno fatto che giurare che avrebbero cambiato sistema elettorale, guardandosi bene dal farlo e montando una incostituzionalità globale che comprende tutte le cariche dello Stato, abusive perché nate da un sistema abusivo.
Assieme alla sovranità popolare hanno scippato ogni sorta di diritto democratico, dall’equilibrio dei poteri dando una dismisura intollerabile al Presidente della repubblica che nemmeno per ombra è super partes, al Parlamento ormai ridotto a mero esecutore di decreti governativi, alla Corte dei Conti che non certifica più nulla né frena alcuna spesa abnorme, alla Magistratura infiltrata di figure partitiche faziose, alla Consulta che dorme il sonno degli iniqui, a Equitalia che riscuote solo il 5% dell’evaso sommerso guardandosi bene dal toccare banche e grossi capitali e perdendo ben 545 miliardi, per mera volontà politica!!!
Credete voi che in questa rabbia crescente i partiti si siano messi a rimediare qualcosa?
Come dice Padellaro: “Siamo il Paese del CAOS IMMOBILE!!

(Anna La Stella)

“L’Italia è una “poltiglia” che ha smesso di sperare nel futuro, non potete far finta di niente”.
(Censis)
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Jacques Le Goff, non a caso specialista del Medio Evo, denunciò già nel ’97 la nefasta smemoratezza storica degli economisti: “Una lacuna tanto più disdicevole se si pensa che la maggior parte degli stessi economisti, che hanno acquisito nelle nostre società e presso i governi europei e mondiali un’autorità spesso eccessiva e a volte ingiustificata, non hanno una buona conoscenza della storia economica e, cosa ancor più grave, si preoccupano poco della dimensione storica” (da un articolo di Barbara Spinelli).
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Quel che manca oggi alla rivolta è un’egemonia culturale e politica che la interpreti e non la sfrutti elettoralmente” (Barbara Spinelli).
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PAOLO FERRERO E I FORCONI

Riassumo Paolo Ferrero, che stimo molto nella sua parte critica ma che mi sembra poi debolissimo nella parte propositiva.
Ferrero riconosce la natura composita ma essenzialmente di dx del movimento dei forconi, che nasce dentro il neoliberismo ma sostanzialmente non riesce a contestarlo. I veri e propri forconi sono quelli di Ferro (autotrasportatori, agricoltori, artigiani); a lato Forza Nuova, Casa Pound e altre sigle ultras di dx. Il consenso è stato ampio. Anche chi non è di dx ha condiviso le ragioni della protesta.
Importante Torino, la città più impoverita del Nord, dove lo sciopero dei commercianti è stato totale, in particolare nei mercati rionali (Porta Palazzo) in lotta col Comune per le tasse locali. Poi agricoltori, trasportatori ed artigiani (significativa gli edili che sono senza lavoro). La contestazione ha attaccato Cota (Lega) che è un es. da manuale della casta verso cui cresce l’odio popolare. Cota e larga parte del consiglio regionale è accusato di utilizzo allegro dei rimborsi spese. Lo sdegno nei confronti di questa giunta che non se ne vuol andare è enorme e diffuso. La protesta torinese ha coinvolto 10.000 persone (non molte). Una regia non c’era ma c’era consenso e rabbia. La protesta coinvolgeva il ceto medio impoverito.
Il Governo Letta ha scelto di non reprimere il movimento ma gli scontri ci sono stati lo stesso Forza Italia ha sostenuto il movimento e ha proposto un incontro con le organizzazioni promotrici, poi lo ha abbandonato. C’è stato consenso nelle forze dell’ordine. Si pensi che nella sola repressione degli studenti della Sapienza a Roma e a Torino sono stati fermati giovedì più militanti che nei 3 giorni dei forconi in tutta Italia.
Le categorie in protesta sono state: trasporto, commercio, agricoltori, artigiani.
Contro: le tasse (Equitalia), l’Europa, la classe politica (Tutti a casa!), i sindacati.
Forza Nuova ha chiesto elezioni anticipate immediata col proporzionale. Il M5S è rimasto spiazzato perché agisce non con le piazze ma la rappresentanza legale.
Le sigle politiche di dx sono l’ossatura dei Forconi.
Se il Governo minimizza la questione sociale e la tratta come ordine pubblico invece che come questione politica,abbiamo la rivolta,come per le banlieu francesi o le rivolte inglesi.
Se lo Stato non fa nulla di buono per il popolo, a che serve la politica? Diventa la funzione parassitaria di una casta che pur non avendo alcuna utilità sociale vuole mantenere i propri privilegi. La globalizzazione neoliberista svuota la democrazia rappresentativa e crea la crisi della politica e la regressione del conflitto sociale a rivolta. Lo svuotamento della democrazia dall’alto fa contestare le forme conosciute della democrazia dal basso .
La sx deve attraversare la rivolta con la capacità di ricostruire una democrazia partecipata (ma l’estrema sx non dice mai come, mentre rifiuta la democrazia diretta di Grillo).
Abbiamo un ceto medio impoverito che crea nuovi poveri ma non riesce ad attaccare il neoliberismo e usa ancora parole d’ordine liberiste. Mentre invoca l’intervento del governo (ad es. i sussidi in agricoltura) chiede meno Stato nell’economia. Mentre sperimenta sulla sua pelle i disastri del libero mercato (pensiamo solo agli ipermercati), protesta come se il mercato funzionasse benissimo e l’unico problema fosse lo Stato. La rabbia nei confronti degli effetti della crisi non ha prodotto alcuna comprensione reale delle cause della crisi e di come uscirne. Non si sente la richiesta di una alternativa al neoliberismo che resta l’ideologia dominante. Il rischio è di rafforzare proprio chi rafforza il neoliberismo con la distruzione del welfare (vd Renzi). I commercianti hanno ragione a protestare ma non capiscono che, se lavorano meno, è per colpa degli ipermercati e della ridotta capacità di acquisto dei lavoratori per la disoccupazione e l’aumento di tasse, per cui non riescono a rivendicare dei limiti al mercato o una migliore redistribuzione del reddito. Solo se si aumentano salari e pensioni, cresceranno i consumi.
Ma i padroncini non capiscono a causa della colonizzazione dei cervelli che è andata avanti in questi 20 anni.
La presenza dei fascisti nei forconi è stata significativa ma mimetizzata. Solo in pochi casi gli sono venute fuori le cose che pensano (dittatura militare, antisemitismo, razzismo, omofobia,ecc). La stessa assenza di bandiere della dx e l’utilizzo del tricolore indica furbizia e organizzazione. Questi fascisti non sono dei nostalgici, parlano di se stessi come rivoluzionari conservatori. Si rappresentano come spirito del popolo. Ma le loro bandiere non sono quelle dei partigiani ma di chi vuol buttare a mare gli immigrati.
Dobbiamo fare una battaglia politica su obiettivi, culture politiche, democrazia, ma dobbiamo attaccare il neoliberismo, non basta protestare per la crisi, occorre attaccarne le cause.
I trattati europei e l’euro hanno prodotto una Ue che è il contrario dell’Europa dei popoli che aveva in mente Altiero Spinelli. Questa Europa non è un passo in avanti verso una maggiore civiltà ma è un passo indietro verso il dominio del capitale, la barbarie sociale e la distruzione della democrazia, è la distruzione della civiltà europea e non è riformabile, per questo proponiamo la disobbedienza unilaterale ai trattati. Occorre rompere questa Europa neoliberista e autoritaria e rimettere al centro la democrazia e la sovranità popolare, a partire dai livelli nazionali in cui questa sovranità può essere esercitata (perché allora deridono Grillo che vuole ridiscutere le regole euro?).
Il tema della sovranità nazionale va ripreso,a partire da una impostazione di classe internazionalista che contrasta con l’impostazione nazionalista e razzista. Rompere questa Europa significa in primo luogo non rispettarne più le direttive e sviluppare coerentemente questa impostazione fino alle estreme conseguenze nel caso in cui la linea della disobbedienza non dovesse portare i frutti necessari.
Mentre il libero mercato rimane intoccabile, le politiche europee sono sentite come arbitrarie. Occorre una campagna politica contro questa Europa,per la ripresa della sovranità del popolo sulle scelte che lo riguardano e per la non applicazione dei trattati.
Ferrero poi propone il recupero dei sindacati (ma non si sono screditati abbastanza? e dov’è che i sindacati difendono i senza lavoro?), la ripresa della lotta di classe (ma come? Se il precariato ha distrutto ogni appartenenza! Per questo, la battaglia politica di Grillo partì 4 anni fa proprio dal precariato!).
Anche Ferrero chiede il reddito minimo come garanzia per chi il lavoro non ce l’ha.
Rilancia il riassetto idrogeologico del territorio per lavoro e occupazione (Ma come? Se il pareggio di bilancio ci vieta ogni investimento pubblico!), la ristrutturazione del patrimonio abitativo (vecchia storia), una rete di muto soccorso tra i soggetti in crisi (i no global la fanno!), la chiusura settimanale dei supermercati ,e persino un rapporto con le Parrocchie(?).
Ferrero attacca poi il sistema per cui solo i lavoratori dipendenti e i pensionati pagano le tasse fino all’ultimo,mentre e i ricchi le eludono e artigiani e piccolo commercio le evadono. E per chi è in crisi scattano i soprusi di Equitalia che fa lievitare gli interessi in modo usuraio. Occorre porre tetti massimi agli interessi di Equitalia e fare una moratoria nei pagamenti per chi abbia debiti di lieve entità.

VIVIANA
Come no global rilevo gli stessi difetti dell’estrema sx che la opposero ai no global 30 anni fa: una giusta critica al neoliberismo anche se l’attacco che Grillo ha fatto a multinazionali, sistema bancario, Bce, Fm, Bilderberg e Casta partitica…è più puntuale, quasi a zero le proposte risolutive. Resta la diffidenza verso la democrazia diretta e tutto si risolve in un polpettone che ispira poco e non dice come uscire dalla crisi. Vecchie idee, nessuna novità, una stasi ideologica con poca verve. Mi spiace per chi poteva esserci compagno di lotta e ha perso l’occasione.
Mi spiace anche per il giornalismo italiano che fa, come sempre pessima informazione.
Io cerco di non guardare i talk show perché sono spazzatura pura. Di tutto quello che è successo è beccato due commercianti intervistati a Torino perché dicevano di avere avuto minacce. Ora a Torino il malessere è stato fortissimo a causa della pessima amministrazione Cota che ha alzato le tasse ai commercianti per cui quasi tutti hanno
chiuso per la protesta. Perché dunque sentire solo due che dicono di avere ricevuto delle minacce? Perché non sentire da altri i veri motivi del disagio? E’ un brutto mondo dove la falsità impera. Il M5S si ritrova tra due fuochi, da una parte l’attacco concentrato della dx e della sx di regime. Dall’altra l’estrema sx che l’ha ripudiato da sempre e che oggi si schiera tra i peggiori nemici del M5S, il che è assurdo e ridicolo, visto che le motivazioni della lotta e il nemico sono gli stessi. E questa acrimonia parossistica e spasmodica per cui al pari del Pd vedono in noi i nemici più odiati dimostra per vie diverse quanto la democrazia diretta desti timore in chi o con una via con un’altra non tenda mai alla democrazia dal basso ma cerchi di salvare l’attuale partitocrazia e tutti i suoi benefici mentre non riesce nemmeno a pensare ad una democrazia diretta. Questo blocco ideologico e quasi caratteriale dice quanto sia grande la rivoluzione culturale dei 5stelle e perché 9 milioni di persone l’abbiano scelta compiendo non una scelta meramente protestataria ma
una scelta ideale. E’ questo che Pd e sx estrema temono perché scardina tutti i paradigmi che hanno retto la loro azione politica.
C’è una legge di natura per cui chiunque si fermi e non evolva è destinato ad estinguersi. La sx è ferma al 1848. Il Pd è destinato a perire perché ha rinnegato se stesso, confondendosi col suo avversario (il capitalismo). E Monti, Letta e Renzi non sono che i servi di un capitalismo sempre più accentuato i cui effetti letali sono ormai invisi ai più.
L’estrema sx è destinata ad avere sempre meno seguaci perché si è staticizzata nella difesa di un quadro esplicativo (la lotta di classe) e di uno strumento di lotta (la rivoluzione armata) che sono sempre più obsoleti sia come schema teorico che come azione di
lotta, per di più con un linguaggio vecchio che ormai non fa più presa sulle giovani generazioni per cui parole come: lotta di classe, sindacato, cellula…non significano più nulla. Un altro difetto eclatante è che in una società moderna sempre più informatizzata,
l’estrema sx ha respinto da subito le implicazioni politiche e sociali rivoluzionarie della comunicazione via web, la sua capacità di porsi contro il potere e di fare controinformazione, la sua capacità di unire chi lotta in una battaglia comune e di creare una nuova resistenza.

PACE

La pace che verrà
Avrà occhi di allodola
Dischiuderà il mattino brillante di rugiada
Seguirà il vento sull’altura rubando note ai faggi
Raggiungerà il primo raggio di sole come un bacio
Danzando fra le nuvole accese a est nell’aria tersa
Sederà accaldata fra timide viole e ingenue primule
Ascolterà grida di bimbi al meriggio
fra le pieghe della collina
Sorriderà e alla sera,
coprirà con il suo manto i loro sogni.

Rosa Anna Oioli

MONTALE – Ossi di seppia:

«Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
»

«Forse un mattino, andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco
»
..
Elias Vacca
Eliminato il Porcellum, il presidente della Consulta chiede al parlamento: “Avete altri quesiti da pòrci?”

NUOVO ATTACCO DI SCALFARI AL M5S

Scalfari fa il solito attacco demenziale a Grillo,che accomuna ad Alba dorata, ai forconi, Le Pen e la Lega, cioè al peggio che c’è. Davvero quest’uomo fanatico con le sue paranoie è fuori di testa,e pensare che viene usato dal potere per manipolare l’opinione pubblica, da Draghi, Napolitano e Letta, secondo i loro scopi, fa rabbrividire. Ma la riunione dei 3 a casa sua per concertare il futuro d’Italia ne fa prova.
Scalfari attacca anche la sua vecchia amica Barbara Spinelli perché non ha verso i 5stelle il suo stesso atteggiamento di stupida ferocia.

Risposta di Barbara Spinelli
Sono stupita dalle parole che Scalfari dedica non tanto e non solo alle mie idee sulla crisi italiana ma,direttamente,con una violenza di cui non lo credevo capace, a me. Violento è infatti l’uso che fa di Altiero Spinelli, del quale nessuno di noi può appropriarsi: chi può dire come reagirebbe oggi di fronte alle rovine d’Italia e dell’Europa da lui pensata nel carcere dove il fascismo l’aveva rinchiuso, e difesa sino all’ultimo nel Parlamento europeo? Non ne sono eredi né Scalfari, né il Presidente della Repubblica né io. Il miglior modo di rispettare i morti è non divorarli, cioè non adoperarli per propri scopi politici o personali. Mi spiace che Scalfari abbia derogato a questa regola aurea.
Quanto al M5S, io dico che va ascoltato: non è solo l’Italia peggiore che ha votato per lui a febbraio. Senza la sua scossa il discorso pubblico continuerebbe a ignorare la crisi dei partiti, i modi del loro finanziamento, l’abisso che li separa dalla loro base. Mettere il M5S sullo stesso piano di Le Pen o Alba Dorata più che un errore è una contro verità. È anche un gesto di intolleranza verso chi la pensa diversamente.
Su ciò dico un’ultima cosa: è inutile e scorretto accusare Grillo di condannare alla gogna i giornalisti, quando all’interno d’una stessa testata appaiono attacchi di questo tipo (i suoi) ai colleghi
“.

…e che Scalfari usi la gogna come arma feroce e brutale mi pare fuori discussione.

Barbara Spinelli e Eugenio Scalfari scrivono entrambi su Repubblica ma la loro intelligenza ha preso direzioni diverse.
La Spinelli è possibilista su Grillo.
Scalfari mostra nei suoi confronti un odio implacabile e ormai fobico.
Che su uno stesso giornale ci siano delle divergenze è persino un bene. Che queste divergenze siano bollate con un marchio di infamia da uno dei due giornalisti è segno di intolleranza e antidemocrazia.
Scalfari fa un editoriale sullo storpiamento che le parole (e dunque i concetti) possono avere. Dovremmo piuttosto chiedere a lui cosa è rimasto dei suoi antichi concetti di libertà, tolleranza, pluralismo, democrazia, ora che è diventato il cieco cane da guardia del Pd e che al di fuori di questa assurda e indifendibile divinità non riesce a concepire e ad accettare assolutamente nulla, impietrito e congelato nella ripetizione faziosa di un apparato di cui soffriamo errori gravissimi e ventennali e una caduta a picco di ogni principio democratico e civile.
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Altiero Spinelli, padre di Barbara Spinelli, è uno dei padri dell’Unione europea ma dovremmo chiedere a Scalfari dov’è finita la grande idea di Spinelli in questa attuale cinica e sordida unione di banche che opera una vera macelleria sociale ed economica sugli Stati. Bisognerebbe chiedere al pontificatore Scalfari cosa avrebbe detto il grande Spinelli e se non avrebbe vomitato di fronte a quella riunione di Draghi, Letta e Napolitano a casa Scalfari, quando i 4 marpioni hanno consolidato la loro idea di depredazione dell’Italia a tutto vantaggio del grande capitalismo finanziario, che cosa c’è mai di sx in questo progetto devastatore che ci ha portati alla crisi più nera senza che nessuno chieda venia o faccia ammenda e cosa rimane dell’idea di una federazione di Stati dotati ognuno di una propria sovranità in questa attuale Ue dove le sovranità sono state assassinate a tutto favore di un’orda di banchieri autoreferenziali e votati solo all’uso spregiudicato del denaro.

La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo”.

La malattia che porta al totalitarismo non è mai di quelle malattie che si chiamano incurabili, contro le quali l’organismo colpito non può nulla. È una malattia di cui muore l’organismo che vuole veramente morire,e che rinunzia perciò a difendersi”.

E del totalitarismo del sistema finanziario, Spinelli aveva avuto qualche sentore?
La sua vita, le sue lotte, la sua prigionia, segnano tutte un percorso di libertà.
Ma possiamo dire ora noi che il cammino dell’Europa sia stato un percorso di libertà? O non piuttosto un coacervo di coazioni, costrizioni, diktat, furti di diritti e valori, distruzione dei principi fondanti le migliori Costituzioni del mondo? Possiamo noi dire che il cammino dell’Europa non sia stato piuttosto un percorso “di potere”? E il potere, come insegna la storia, è sempre stato inimicissimo della democrazia come della libertà.
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Barbara Spinelli
«Gli italiani non sono solo consumatori-contribuenti ma cittadini con il diritto di sapere il tempo da cui vengono e quello verso cui vanno »

Barbara Spinelli è stata tra i fondatori di Repubblica come Scalfari, per questo Scalfari è tanto offeso che le sue valutazioni abbiano preso a divergere dalle sue. Ma a Barbara Spinelli Grillo non dispiace mentre considera una aberrazione quella congrega di finiti saggi scelti da Napolitano per riscrivere la Costituzione come fossero una oligarchia di potere assoluto che di democratico non ha nulla.
Scrive:
«È con la forza dell’inerzia che quest’ordine fa oggi quadrato contro Grillo, per neutralizzarlo e spegnerlo. Sbigottito dalla democrazia partecipata e dalle azioni popolari, il vecchio sistema si cura coi veleni che ha prodotto, indifferente alla vera nostra anomalia che è Berlusconi: anomalia che spiega Grillo e le sue rigidità. I veleni sono le cerchie di potenti, legati ai partiti e non all’elettore, e si sa che la democrazia, quando si moltiplicano le domande cittadine, secerne le sue ferree leggi delle oligarchie. “I grandi numeri producono il potere di piccoli numeri”, disse tempo fa Gustavo Zagrebelsky: “L’oligarchia è l’élite che si fa corpo separato ed espropria i grandi numeri a proprio vantaggio. Trasforma la res publica in res privata”»

«Contrariamente a quello che si tende a credere, non è il suffragio universale a sparire per primo, quando la democrazia si spezza. Per primi sono azzoppati i suoi guardiani, che non mutano col cambio delle maggioranze e che sono le leggi, i magistrati, le forze dell’ordine, la stampa che tiene sveglio il cittadino tra un voto e l’altro. Anche le costituzioni esistono per creare attorno alla democrazia un muro, che la protegge dalla degenerazione, dal discredito, soprattutto dal dominio assoluto del popolo elettore. Quando quest’ultimo regna senza contrappesi, infatti, le virtù della democrazia diventano vizi mortiferi».

NOAM CHOMSKY (no global)
10 modi per capire le menzogne che ci dicono:

1) La strategia della distrazione, fondamentale per le grandi lobby di potere, per mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da farlo interessare a fatti in realtà insignificanti. Per es., l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro)
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Es: mettere in ansia la popolazione con epidemie fasulle, come l’aviaria creando ingiustificato allarmismo, per vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati
3) La gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ così che il neoliberismo si è imposto dall’80 al 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta
4) Il differimento. Per far accettare una decisione impopolare la si presenta come “dolorosa e necessaria”. Si parla continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.
5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino, tipico di troppe trasmissioni generaliste. Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, questa perderà il suo senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.
6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il Bilderberg o la Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.
8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.
9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.
10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su se stesso.

(Visioni urbane)

Eccezionale intervento dei deputati M5S a Bruxelles: applausi in tutta Europa

Come ogni anno, sponsorizzato dalla Unione Europea e dal Parlamento Europeo di Strasburgo, si è aperta la sessione del “European Youth Forum”, una importante manifestazione gestita dai più giovani parlamentari d’Europa, in cui i grossi papaveri di Bruxelles, una volta tanto, partecipano come ascoltatori e osservatori.. il tema di questa edizione 2013 è: ” Giovani parlamentari europei raccolgono le forze per trovare una soluzione immediata al problema della disoccupazione giovanile”,tema decisivo per i 450 milioni di europei. Nessuna notizia è stata data, che io sappia, dai notiziari televisivi. Nessuna notizia è stata data sui quotidiani né sui siti on line e il motivo c’è.
Enorme è stata la sorpresa, per tutta la stampa estera europea presente al convegno, nell’ascoltare il discorso di questo giovanissimo sconosciuto, Claudio Cominardi, eletto deputato nelle fila del M5S nella circoscrizione di Brescia. Un discorso considerato da tutti il più commovente e, ciò che più conta, quello culturalmente più evoluto e il discorso più europeista mai ascoltato in tempi recenti a Bruxelles. La BBC ha aperto il suo telegiornale riferendo che ” i giovani parlano del loro futuro in Europa: un deputato italiano offre uno strumento rinfrescante lanciando un nuovo modello d’Europa”. Ma credo che nessuno vi informerà mai sull’accaduto.
(dal blog di Sergio Di Cori Modigliani )

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=3BXeG1-KhVc&w=420&h=315]

Per leggere l’intervento: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/12/eccezionale-intervento-dei-deputati-m5s.html

Cominardi ha ricordato che nel ’42 Altiero Spinelli si raccomandava che la scuola preparasse tutti nell lotta per la vita senza distinzioni tra ricchi e poveri e che un piano europeo di garanzia al lavoro avrà senso solo come “piano contro la precarietà”.
Suggerisce di rialzare i diritti sociali e del lavoro, di superare la Direttiva Bolkestein anche per non penalizzare chi non de localizza e non ridurre al minimo i diritti dei lavoratori.
Denuncia la mancanza in Europa di sostegno per incoraggiare l’innovazione fra i giovani imprenditori. Ci sono cose che si possono fare anche senza modificare i Trattati. Per esempio cambiare le condizioni di ammissibilità ai finanziamenti per chi ha idee e intuizioni geniali, abbassando le soglie minime di valore dei progetti finanziabili e senza chiedere cofinanziamenti a chi fa le domande. Adesso tutti i progetti Europei e nazionali ormai fanno riferimento a una economia che non esiste più. Quella del capitale finanziario. Invece stiamo entrando nell’economia del capitale sociale! Anche in Europa avremmo bisogno di qualcosa di simile allo “Steve Jobs Act”. Non si possono finanziare solo “tecnologie provate”: questo esclude ad es. le stampanti tridimensionali, le tecnologie dell’idrogeno, smart grid e perfino solar cooling e digestori anaerobici. Non ha senso che la BEI si limiti a intervenire solo per progetti di efficienza energetica negli edifici e di fotovoltaico già garantito da conti energia ventennali. Qualunque banca commerciale può farlo!
Dovremmo tornare all’idea del grande Presidente Jacques Delors di sviluppare una strategia internazionale di promozione dell’Europa Sociale, con l’aiuto della Confederazione europea dei Sindacati e sfidare la Cina, e gli altri paesi BRIC e in via di sviluppo proprio su questo terreno. Associazione libera dei cittadini e libertà sindacali, welfare generalizzato e reddito minimo, dovrebbero essere permesse e sviluppate nei paesi che sono nostri partner commerciali. Oppure dovremmo riconsiderare radicalmente I nostri accordi commerciali con loro, per non creare condizioni inique sia di partenza che operative per i nostri imprenditori. Per questo abbiamo bisogno di coesione nelle nostre politiche sociali e di una direzione forte delle nostre relazioni internazionali, che non può certo essere assicurata dall’attuale Commissione e dall’attuale Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Internazionale Ms Ashton. Abbiamo bisogno di una nuova “governance” delle relazioni internazionali che rifletta l’idea di Altiero Spinelli che “la Federazione Europea garantisca che i rapporti con i popoli asiatici e americani si possano svolgere su una base di protezione dei diritti del lavoro e di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo.”
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FRODI LINGUISTICHE
Viviana Vivarelli

Berlusconi strepita che “può anche allearsi con Grillo per votare l’impecheament contro Napolitano”. Allearsi è una parola impropria.
Se tre persone vanno in banca, una per rubare alla banca, un altro per chiedere un mutuo per la casa e un terzo per versare un milione, nessuno direbbe che sono ‘alleate’.
Ma i nostri giornali sono così meschini da usare il termine ‘alleati’ anche quando soggetti opposti tendono a una stessa azione per motivi opposti e su questa ambiguità dislessica i TROLL ci vanno a nozze. Stesso registro per chi “è contro l’Europa”. Erano contro l’Europa Berlusconi con Tremonti e tutti i leghisti. Sono contro l’Europa quelli dei forconi. Grillo non è mai stato contro l’Europa, e non è nemmeno contro l’euro, vuole che le regole dell’euro e dell’Europa siano ridiscusse per il bene di tutti. Credete che ai giornalai di regime le macroscopiche differenze tra un evasore conclamato, dei secessionisti localizzati e uno che protesta contro un’Europa solo delle banche interessino a qualcuno? Ma neanche per sogno! Sanno solo unire in un coacervo inestricabile tutti quelli che “ce l’hanno con l’Europa” come fossero un corpo solo, senza nemmeno riuscire a spiegare perché.
Siamo il Paese della frode anche linguistica
Non dico altro!

MANDELA -Sergio Paronetto (vicepresidente di Pax Christi Italia)

Pregare, meditare, conoscere, operare…Onorare la memoria di Nelson Mandela vuol dire inserirsi nel travagliato cammino della nonviolenza moderna, nata proprio in Sud Africa con Gandhi, Albert Luthuli, Denis Hurley e tanti altri.
Mandela ci lascia un messaggio universale utile per molte situazioni conflittuali. Quanto bene potrebbe fare oggi, ad esempio, la sua pratica di “riconciliazione nella verità e nella giustizia” per la Siria, il conflitto palestinese-israeliano, la Nigeria, il Centro Africa e altrove!
In Sud Africa, la pace come lotta per la libertà e la giustizia, dopo aver attraversato il grande tormento del conflitto armato, ha saputo trasformare il dolore di un popolo in cittadinanza attiva liberatrice. Il “perdono” è diventato un progetto sociale e politico. La Commissione per la verità e la riconciliazione avviata nel 1996, presieduta dall’arcivescovo Desmond Tutu (da lui descritta nel bel libro Non c’è futuro senza perdono) ne è stato un segnale, luminoso anche oggi per un Sud Africa agitato da immensi problemi e per tante parti del mondo.
Il suo messaggio ha attivato dinamiche generatrici di “giustizia ricostitutiva” e di trasformazione nonviolenta dei conflitti. Assieme a Gandhi, a M. Luther King, a Giovanni XXIII (tralascio l’elenco di altri operatori di pace che dovrebbero essere conosciuti nelle nostre scuole), il movimento di Mandela ha aperto un cammino planetario e quotidiano per l’unità della famiglia umana. La sua vita, carica di una spiritualità intensa e sobria, incarnava i valori viventi della Dichiarazione universale dei diritti umani (per me anche del Vangelo). In una lettera alla moglie del 1975 dalla prigione di Kroonstad, osservava che “onestà, sincerità, semplicità, umiltà, generosità genuina, assenza di vanità, disponibilità a servire gli altri – qualità che sono facilmente a portata di mano di ogni individuo- sono il fondamento della vita spirituale di una persona”. Viveva l’esperienza carceraria come “opportunità di guardare quotidianamente dentro a tutto il tuo modo di comportarti, di superare il male e sviluppare ciò che è buono in te. Una meditazione regolare molto benefica…Non dimenticare mai che un santo è un peccatore che non smette mai di provarci”. Un modo per dire che ognuno di noi può cambiare in meglio ed essere il sogno che intende realizzare. Il sogno diurno della pace nonviolenta e fraterna.

IL PORCELLUM E’ ANTICOSTITUZIONALE. I FUORILEGGE
Marco Travaglio

Nll’ottavo compleanno del Porcellum, voluto nel dicembre 2005 dall’Udc di Casini, scritto da Calderoli, approvato da tutto il cdx e poi conservato anche dal csx, la Corte costituzionale ha finalmente stabilito che quella legge non è soltanto una porcata: è anche incostituzionale in almeno due punti, il premio di maggioranza del 55% dei seggi alla Camera per la coalizione più votata (senz’alcun tetto) e le liste bloccate con i candidati nominati dai partiti. Ne discende che sono, se non giuridicamente, almeno moralmente incostituzionali tutti i parlamenti eletti con quel sistema: quello del 2006 (maggioranza Unione), quello del 2008 (maggioranza Pdl-Lega) e soprattutto quello attuale, uscito dalle elezioni del 24-25 febbraio.
Dunque sono incostituzionali anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rieletto dai parlamentari incostituzionali, e con molti più voti del dovuto (quelli dei deputati Pd-Sel eletti dal premio di maggioranza ora cassato). E lo è anche il governo di Letta jr., che a Montecitorio gode di una vasta maggioranza dopata da quel premio ora caduto: decenza vorrebbe che i deputati in sovrappiù decadessero e andassero a casa. Insomma, tutto il sistema è fuorilegge. E, se avesse un minimo di dignità, procederebbe a una rapida eutanasia per riportarci al più presto alle urne con una legge elettorale finalmente legittima: una nuova, se mai riusciranno a trovare uno straccio di accordo o quella disegnata ieri dalla Corte con una sentenza formalmente “caducatoria” (cancella premio e liste bloccate), ma sostanzialmente “additiva” e “paralegislativa”.
Naturalmente lo sapevano tutti che il Porcellum era incostituzionale. Ma si comportavano come se fosse legittimo. Fino alla suprema protervia di pretendere, dal Colle in giù, che un Parlamento e un governo porcellizzati riscrivessero la Costituzione. Con la complicità di decine di presunti “saggi”, anch’essi incostituzionali per contagio, che hanno screditato se stessi e l’intera categoria prestandosi alla controriforma. Ora almeno quella minaccia pare sventata. Ma sia chiaro che qualunque altra “riforma” (tipo quella della giustizia) sarebbe viziata dallo stesso peccato originale: quindi si spera che lorsignori ci risparmino altre porcate.
La cattiva notizia è che, a causa dell’insipienza dei partiti e del loro Lord Protettore e Imbalsamatore, la Consulta riporta le lancette dell’orologio indietro di vent’anni, riesumando l’ultima legge elettorale della Prima Repubblica: quella con cui si votò nel 1992, il proporzionale puro con preferenza unica (a parte lo sbarramento al 4% per l’accesso alla Camera e all’8 per l’accesso al Senato dei partiti non coalizzati). Quella sonoramente bocciata dall’82,7% degli italiani il 18-19 aprile ‘93 nel referendum di Segni & C. che introdusse il maggioritario (poi in parte recepito e in parte no dal “Mattarellum”). Le forbici della Consulta proprio questo fanno: trasformano il Porcellum da legge maggioritaria in legge proporzionale spianando la strada ai nemici del bipolarismo. Napolitano, Letta, Alfano e Casini in testa: i nostalgici dei governi che non nascevano delle urne, ma dagli accordi aumma aumma nelle segrete stanze dei partiti e del Quirinale.
Se, come dicono, Renzi e i 5 Stelle vogliono difendere il bipolarismo (“Morto il nano, ce la giocheremo noi e il Pd, e ne resterà solo uno”, tuonava Grillo), possono rendere un grande servigio al Paese: scrivendo insieme una nuova legge elettorale, col ritorno al Mattarellum o col doppio turno alla francese, che salvi il bipolarismo. Se invece ci faranno votare con la legge della Consulta, ci condanneranno a un futuro terrificante: quello dell’Inciucio Eterno.

QUASI 17 MLD I COSTI SOCIALI ED ECONOMICI DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE IN ITALIA

Oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, vorrei riportare i dati incredibili della recente ricerca di Intervita Onlus, Quanto costa il silenzio?, la prima indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne in Italia.
Dal comunicato di Intervita: “Accanto agli inaccettabili ed inestimabili costi umani di questo vero e proprio bollettino di guerra, ad aggravare il dramma di una condizione che rende impossibile una vita “normale” alle donne vittime di violenza, ci sono anche gli effetti in termini economici, sopportati sia dalle vittime che dalla società nel suo complesso. Una cifra allarmante. Quasi 17 miliardi di euro i costi economici e sociali della violenza: di cui quasi 2,3 riguardano i costi dei servizi e oltre 14 miliardi di euro quelli umani e di sofferenza. L’equivalente di una strage in cui perdono la vita 11.000 persone o il triplo degli incidenti stradali che avvengono in un anno in Italia. E questo a fronte di un investimento della società civile di circa 6,3 milioni di euro per cercare di contrastare e prevenire la violenza sulle donne (dati riferiti al 2012)”.
Questi sono solo alcuni dei risultati emersi da “Quanto costa il silenzio?” realizzata da Intervita Onlus – con il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità – con l’obiettivo di offrire uno stimolo per intervenire concretamente nel prevenire e contrastare ogni abuso sulle donne.
E poiché credo che la violenza sulle donne si combatta anche e soprattutto a livello culturale, segnalo anche l’uscita del libro DI PARI PASSO della ottima e neonata casa editrice Settenove, che raccoglie l’esperienza del percorso educativo contro la violenza di genere intrapreso nelle scuole medie dal centro antiviolenza Soccorso Rosa, al quale ha aderito poi l’associazione umanitaria internazionale Terre des hommes.

E’ SEMPRE L’ORA DELLE ELEZIONI
BEPPE GRILLO
Le elezioni in Italia sono come la vecchia pubblicità dei Pavesini. E’ sempre l’ora delle elezioni. Ogni anno ci sono centinaia o anche migliaia di Comuni che vanno al voto. Sono 8.092. Ci sono poi le elezioni regionali che cadono per le diverse regioni anch’esse ogni anno. Immancabili le elezioni europee, insopprimibili quelle provinciali nonostante la loro inutilità (ci sono Province con meno di 100.000 abitanti), inevitabili quelle politiche, spesso anticipate. Le elezioni amministrative e regionali possono essere anche annullate o può cadere una giunta per corruzione, per infiltrazioni mafiose o per altri mille motivi. In tal caso si fa il bis. Altro turno elettorale. Ogni elezione è buona per chi vince, anche fosse l’ultimo dei comuni italiani, per riaffermare il primato del suo partito a livello nazionale. Chi perde invece si aggrappa all’archivio storico delle consultazioni con ardite acrobazie statistiche per spiegare che se non ha vinto, almeno ha “non perso”. Non solo le elezioni non finiscono mai, ma gli esaminandi si moltiplicano. Regioni con la popolazione di un quartiere di città, province che non hanno neppure la dimensione di un medio comune e di comuni con gli abitanti di un condominio, talvolta di un appartamento con famiglia numerosa. C’è la corsa a diventare regioni, province, comuni. Una corsa all’oro che promette poltrone, sussidi, finanziamenti, appalti, poteri. I costi di questo stillicidio sono incalcolabili. Nessun governo ha mai provato ad unire le diverse consultazioni. Comunali, politiche e regionali, con l’introduzione di macro regioni (attualmente 11 regioni su 20 hanno meno di due milioni di abitanti) dovrebbero tenersi in un’unica sessione. Le provinciali vanno abolite da subito. I Comuni sotto i 5.000 abitanti vanno accorpati. Nulla di tutto questo è previsto, le greppie del potere devono rimanere in vita e, se possibile, moltiplicarsi. Consigli, assessori, sindaci, presidenti, una folla che dipende dalla politica. Il Giorno Unico del Voto suona bene.

PAOLA TAVERNA
Le frasi storiche: “Il MoVimento 5 Stelle non può dare e non darà la fiducia a chi inganna la cittadinanza. Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze e non è la ruota di scorta di nessuno, tantomeno di chi per 7 anni è stato il principale alleato del condannato Berlusconi. Qui o si governa o si va tutti a casa, non ci sono margini. Solo con un Governo a 5 stelle potremo davvero avviare il risanamento del Paese. In mezzo non c’è niente.
Niente, siete niente!

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Antonio
Con una dozzina di capi d’accusa a suo carico, tra cui racket e corruzione, l’ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick è stato condannato a 28 anni di carcere.
DETROIT USA, non DEDIETRO ITALY.

LA RIPRESA DELLA SPAGNA
Lalla cita:
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/11/come-la-telecom-affonda-litalia-mentre.html#comment-form

L’Italia, ormai è assente in tutti i teatri che contano nel mondo. Dal 2014 lo sarà molto di più, soprattutto per via della vendita di Telecom agli spagnoli che hanno portato a casa un colpo davvero fantastico. La Spagna si sta muovendo benissimo, è il motivo per cui l’abile Rajoy è riuscito a strappare alla Troika la concessione di un deficit al 5,8% (il doppio dell’Italia) mentre l’Italia viene trattata come l’ultima della classe e non soltanto non concedono più nulla, ma neppure accettano di negoziare sedendosi intorno a un tavolo.
Danno ordini e basta. Talmente incompetente e cialtrona, questa classe dirigente -sia i politici che gli imprenditori- da essere diventata ormai inservibile per i loro stessi sponsor.
La Spagna, invece, pur in mezzo a gigantesche difficoltà e a un quadro sociale di impressionante disagio, sta preparandosi il terreno grazie alla fortuna di potersela vedere con un intero continente brulicante di fermenti, novità e dinamismo (500 milioni di consumatori) come quello dell’America Latina, con il quale condivide la stessa lingua e cultura d’origine -unica eccezione il Brasile- e quindi giocano in casa. Tutto il sistema geo-politico di relazioni strategiche che l’Italia aveva costruito negli ultimi 50 anni con l’Argentina, Cile, Uruguay, Perù, Venezuela, Ecuador e Messico, è andato in fumo in seguito alla disastrosa gestione politico-economica degli affari, vissuta con taglio unicamente coloniale: territori da espogliare a furia di tangenti da dare (e prendere) a governi corrotti, abilmente messi lì dalla Cia.
Non si sono neppure accorti che il mondo era cambiato. Non hanno neppure preso atto di ciò che stava accadendo in Sudamerica e in Messico, pensando sempre con la vecchia mentalità dell’arroganza democristiana e sono in molti (per non dire quasi tutti) i soggetti politici italiani che oggi si stupiscono delle parole, dei gesti e delle azioni di Papa Bergoglio come se si trattasse di un uomo piovuto dalla Luna.

LAVORARE SUL POSITIVO
Viviana Vivarelli

Se vogliamo cambiare le cose in meglio, cominciamo a svecchiare il cervello dalle ragnatele, dai modi di dire acquisiti e stantii, dalle forme mentali obsolete, dagli atteggiamenti qualunquisti e menagrami, dalle induzioni perverse del potere che anche attraverso questi mezzi ci ottenebra la mente e ci fiacca la volontà!
Basta col dire in modo fatalistico che ogni popolo ha i politici che si merita, che non cambieremo mai, che andremo a stare sempre peggio, che gli Italiani sono così e basta, che non saranno mai in grado di fare questo o quello! Queste sono trappole mentali che ci stendono a terra, assassinii della volontà, stupri alla speranza.
Lavoriamo sul positivo anche mentalmente, perché avere pensieri costruttivi è il primo passo per fare azioni concrete. Cambiamo noi in meglio nelle aspirazioni, nelle valutazioni, nelle proposizioni di vita. Allarghiamo le speranze e avremo già mezzo vinto.
Il primo passo della vittoria consiste nel potersi immaginare un mondo migliore, così come il primo passo dell’atleta è potersi immaginare la vittoria.
Guardiano più solidamente alle virtù e alle capacità di quanti, e sono tantissimi, non si piegano a queste valutazioni mortifere, a questi masochismi del disfattismo e della sfiducia in se stessi e negli altri.
La prima mossa di chi vuole entrare in battaglia è la consapevolezza di poter resistere e vincere. C’è un atto preliminare da cui dipende tutto: la fede in se stessi, la stima del bene esistente in noi e attorno a noi, la volontà che nasce dalla solidarietà, il sapere che si è nel giusto e che siamo in tanti ad esserlo e che condividiamo le stesse sofferenze e le stesse speranze, il senso di fratellanza e di partecipazione comune, l’essere un ‘noi’.
Finché ci barricheremo dietro il disfattismo o la negatività, niente potrà mai succedere di buono, e il vizio della nostra speranza diventerà istantaneamente il difetto della nostra volontà.
Se siamo menagrami, se vediamo tutto nero, se generalizziamo il male, allora ci suicidiamo da soli.

Mindorsar
E poi dicono che questo governo non ottiene risultati positivi.
Ci sono:
“Più” ditte che chiudono.
“Più” imprese che falliscono.
“Più” disoccupati.
“Più” povertà.
“Più” tasse.
“Più” debito pubblico.
“Più” esodati.
“Più” corruzione.
Sfido chiunque nel mondo a fare meglio.
Ci prendono per il culo persino nei “Simpson”.

MA DOVE SONO QUESTI TAGLI AGLI SPRECHI?
game over
Caro Letta, io personalmente non ha visto tagliare niente, ma niente di niente. Le pensioni d’oro sono sempre lì, come i costi della politica, come i costi istituzionali, come gli stipendi folli dei boiardi, come gli enti inutili, come le spese militari. Tutti si sono trincerati dietro a diritti acquisiti, leggine e normine per difendere i propri privilegi. E quando non basta ci si muove con le solite amicizie e anche illegalmente. Nulla, e ripeto nulla, è stato tagliato di quello che doveva essere tagliato, neanche di un (1) centesimo. In compenso ho visto una macelleria sociale che non ha uguali nella storia. Si chiede ancora più produttività sempre ai soliti, si chiedono riduzioni di stipendio sempre ai soliti, si tolgono garanzie sempre ai soliti, si agisce su tutele e pensione sempre sui soliti. E i soliti, alla fine e comprensibilmente, cedono, e con loro cadrà tutto lo Stato. Quindi di quali tagli parla, caro sig. Letta? Come Monti, forse peggio di Monti. Il che, mi creda, era quasi impossibile, ma Lei c’è riuscito. Complimentoni!
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IN COSTITUZIONE IL DIVIETO ALLO SVILUPPO
Viviana Vivarelli

E’ una regola dell’economia che un paese per crescere deve aumentare il debito.
L’America del new deal non si sarebbe mai ripresa senza quegli investimenti pubblici che aumentarono il suo debito ma fecero crescere l’occupazione.
E’ una regola dell’economia che se aumenti le tasse, se non fai investimenti pubblici sullo sviluppo, se tagli il welfare, precipiti nella depressione.
Ma non vi è abbastanza chiaro che tutto quello che Pd e Pdl fanno e soprattutto quello che hanno fatto Monti e Letta e farà Renzi va esattamente in senso contrario a qualunque ripresa e sviluppo?
Come si è potuto permettere che rapidamente e violando l’articolo 138 si mettesse in Costituzione il pareggio del bilancio che vietava di fatto qualunque spesa per lo sviluppo?
Non lo capite che chi l’ha messo ha posto una lapide sulla ripresa italiana?

Renatus
Povera Italia come siamo caduti in basso, un delinquente evasore, mafioso, colluso col peggio del peggio, una vita senza morale né etica e un esercito di pecore pagate, perché tutto è a pagamento come l’affetto e l’amore. Quanto vorrei un presidente come quello uruguayano: José Mujica, che dona tutto il suo stipendio a favore dei più poveri e dei giovani, che abita in un appartamento di 50 mq. e si sposta con una Renault 4! Come siamo lontani e quanto è lontana la politica dalla gente!
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Giga
Peccato per Alfano. Avesse avuto ancora un po’ di pazienza, tra 120 anni sarebbe diventato il nuovo leader.

EVERSIONE
Viviana Vivarelli

Il 27 novembre il Pd è stato costretto a votare la decadenza di Berlusconi dopo averla rimandata in ogni modo illegittimo possibile, perché, dopo averla votata, cadrà con lui.
L’eversione è sempre stata dentro Berlusconi.
Berlusconi è l’eversione fatta persona.
Eversione = Ogni azione e movimento che impiega mezzi violenti anche terroristici per rovesciare il potere costituito.
Berlusconi ha sempre attaccato la democrazia, le istituzioni, la repubblica, la Nazione, la giustizia, l’etica, il senso comune, l’estetica…
E’ la più abietta e truce e squallida e grottesca rappresentazione del male.
E’ il male fatto macchietta, avanspettacolo.
Ma quelli che gli hanno aperto le porte della politica, che gli hanno permesso di accedere alle istituzioni violando la legge, che si sono collusi con lui per 20 anni e che ancora oggi nicchiano di fronte alla possibilità di sfiduciarlo perché facendo un patto con lui hanno venduto la loro anima al diavolo, sono molto ma molto peggio di lui.
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Tecnicamente non si tratta di una scissione. Ma di una scarica.
Berlusconi spiega le ragioni del ritorno a Forza Italia in poche parole: “Sono-nella-merda”.

Quando l’umano si incontra col diabolico….
GOETHE. Dichtung und Wahrheit
Era qualcosa che si manifestava solamente sotto forma di contraddizioni e che di conseguenza non poteva essere afferrato né con un concetto né tanto meno con una parola. Non era niente di divino, perché sarebbe sembrato privo di ragione, né di umano, perché l’intelligenza non vi aveva alcuna parte, né di diabolico, perché era benefico, né angelico, perché vi si poteva scorgere una gioia maligna. Questo elemento rassomigliava al caso per l’assenza di qualsiasi continuità e ricordava la Provvidenza per il nesso che vi si manifestava. Sembrava abbracciare tutto ciò che per noi è un limite. Sembrava disporre a sua volontà degli elementi necessari alla nostra esistenza, raccorciare il tempo e dilatare lo spazio. Sembrava compiacersi soltanto dell’impossibile e rifiutare il possibile con disprezzo”.

Di Noia Davide
Non c’è più posto. Fatelo sapere in giro che è tutto esaurito. Questa nuova Forza Italia dove la mettiamo ? A destra abbiamo: Nuovo centro destra, Fratelli d’Italia, Movimento per le autonomie, Grande sud, Democrazia cristiana, Cantiere popolare, Federazione dei cristiano democratici, Nuovo psi, Lega nord. A sinistra abbiamo: Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà, Moderati, il megafono (lista crocetta), Centro democratico, Italia dei valori, Unione di centro, Partito socialista italiano. Nel centro abbiamo Scelta civica (prossima a dividersi), Riformatori sardi, Udc, Unione per il Trentino. Senza contare tutte quelle associazioni politiche che si definiscono partiti politici: Alleanza di centro, Alleanza monarchica, CasaPound, Comitati di appoggio alla resistenza comunista, Fare per fermare il declino, Federazione dei liberali, Federazione dei verdi, Fiamma tricolore, Forza nuova, La destra, La rosa per l’Italia, Liberal democratici, Lista bonino pannella, Radicali italiani…

Proposta elettorale della Lega:
Mutande verdi per tutti!
Anzi, istituiremo una apposita card verde per i più poveri!
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Mutande verdi?
Ecco dove è finito il programma della Lega!
Erano un pacco e son finiti nel pacco
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CORRUZIONE, CLIENTELISMO E MALA GESTIONE ALL’OMBRA DELLA MUTANDA VERDE PADANA
Viviana Vivarelli

Salvini paonazzo in TV: “Ve le rimandiamo indietro a tonnellate le vostre mutande! “ (ovazione delle capre in delirio).
A’ Salvini, rimandaci indietro pure i voti che Cota ha rubato che così lo rimandiamo in Padania a calci in culo!
Un’escalation di avvisi di garanzia per spese pazze nel mirino della magistratura
16 consigli regionali accusati di peculato, con tanto di dimissioni (a Bologna) e rissa (a Torino) e inchieste giudiziarie monitorate dalla Corte dei conti. 16 su 20 finiti sotto accusa per furto di fondi pubblici. Negli scontrini al vaglio di magistrati e giudici contabili:più cene consumate contemporaneamente nello stesso posto o nello stesso tempo in posti diversi, mutande colorate e gioielli,viaggi extra lusso, ristoranti très chic, saune, massaggi, palestre, banchetti per cerimonie funebri, gioielli, penne d’oro, lap dance e perfino TASSE!
Cota il mutante con la mutanda verde pagata dai contribuenti accusa “disperati attacchi dei feticisti della penna, ennesima storpiatura eclatante» 😀
Copio: “Per i furti della Lega basterebbe leggere il bel libro di Filippo Astone, documentatissimo, dedicato alla “Disfatta del Nord” e al clima di corruzione, clientelismo e mala gestione all’ombra della Padania. C’è pure il processo per truffa di 40 milioni ai danni dello Stato sullo stesso Bossi.Ma il tocco finale,la pennellata d’artista,quello che fa scivolare tutto nel grottesco,sono le mutande verdi di Cota.Una vicenda che colpisce nell’”intimo”
Le mutande portano dovunque anche ad una possibile crisi di Governo.La situazione in Piemonte è ogni giorno più ingestibile e anche i consiglieri di maggioranza,a porte chiuse, cominciano ad essere sempre meno certi di voler sostenere un Cota e affini le cui contraddizioni negli interrogatori,le continue sviste nelle note spese,fino all’acquisto con i soldi pubblici di prodotti per la toilette,sono imbarazzanti
Calderoli iniziò la sua carriera con la robusta produzione letteraria di un libro titolato ‘Mutate mutanda’.Ne avrà regalata una copia al Cota? É la quadratura del cerchio magico cominciato e finito finito in mutande
Tolti i boxer,resta una pila di spese private passate per istituzionali,un andazzo della Lega per cui non basterà la difesa tecnica delle mutande.

MI RICORDO MUTANDE VERDI
Marco Travaglio

Fra le spese istituzionali per 25. 410 € che lo sgovernatore leghista piemontese Roberto Cota s’è fatto rimborsare in 2 anni e mezzo dalla Regione, c’è un paio di boxer di color padano verde-kiwi, modello “Chappytrunk”, taglia L, costo 40 euro, acquistati il 6 agosto 2011 a Boston dove lo statista novarese era in missione istituzionale per “corso di formazione e visita al Mit”. Pareva brutto, vista anche la calura, indossare dei normali pantaloni”. Per la Procura, che ha chiuso le indagini a carico del Cota e di 42 consiglieri regionali in vista del processo, questo si chiama peculato. Per Cota “è solo fango dei feticisti della penna” che la Procura dovrebbe ignorare e anzi – chissà perché – “sostenermi”. Sì, ma le mutande verdi? “Colpa della mia segretaria: le ha inserite per errore in nota spese”. La malcapitata si chiama Michela Carossa ed è figlia del capogruppo leghista: i valori della famiglia. Resta da capire perché, se non voleva il rimborso, lo statista padano le abbia passato il relativo scontrino. Ma quella di scaricare tutto sulla signorina dell’ufficio accanto è un vecchio refrain dei politici. La penultima è quella di Bersani. Ma chi non ricorda Enza Tomaselli, segretaria tuttofare di Craxi? O Barbara Ceolin e Nadia Bolgan, quelle di De Michelis, che – confidò la prima ai pm – “aveva una segreteria di 50 persone, quasi tutte donne incontrate di passaggio e senz’alcuna preparazione professionale: eran lì solo perché gli piacevano, ciascuna pensava di esser la favorita dell’harem”. Però si resero utilissime nella stesura del suo opus magnum “Dove andiamo a ballare stasera”, guida alle discoteche d’Italia. Poi la mitica Eliana Pensieroso, segretaria del banchiere Pacini Battaglia, addetta alla fascettatura delle mazzette. Ma il precedente più illustre risale al 1986. Un giorno il professor Luigi Firpo, glorioso storico torinese, si imbatté in B che, intervistato da una delle sue tv, sfoggiava cultura declamando brani scelti dalla sua prefazione all’Utopia di Tommaso Moro. “Ma quel testo è il mio!”, balzò sulla sedia Firpo. Si procurò la preziosa edizione numerata by Silvio B Editore e scoprì che l’erudito palazzinaro aveva copiato interi brani della sua introduzione a Thomas More e la sua traduzione integrale dal latino, limitandosi a metterci la firma. Allora gli intimò di ritirare subito tutte le copie dal mercato e annunciò querela per plagio. Pochi giorni dopo lo chiamò un B piagnucolante: “La prego, non mi rovini con uno scandalo, è stata tutta colpa della mia segretaria”. Cioè tentò di far credere che la segretaria potesse aver copiato prefazione e traduzione dell’Utopia a sua insaputa, anzi contro la sua volontà. Firpo capì subito con che razza di cazzaro stava parlando e decise di prendersene gioco, seguitando a minacciare di mettere in piazza lo scandalo e rifiutando le scuse e le offerte di riparazione che il pover’ometto, ormai ridotto a stalker, gli faceva in telefonate quotidiane, accompagnate da regali sempre più costosi. A Natale un corriere da Segrate scaricò in casa Firpo un gigantesco bouquet di orchidee e un pacco dono con una valigetta in coccodrillo con le cifre ‘ LF ’ in oro. Sul biglietto era scritto: “Natale 1986. Molti cordiali auguri ed a presto… Spero! Per carità, non mi rovini!!! Silvio B”. Firpo, vecchio burlone, rispedì tutto al mittente con un biglietto beffardo: “Gentile dottore, la ringrazio della sua generosità, ma sono un vecchio professore abituato alla sua borsa sdrucita. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi”. “Da quel giorno non lo sentimmo mai più”. Ma ora c’è Cota il mutandiere, e ho detto tutto.

Cota fa pagare a noi anche le sue mutande verdi?
E’ la green economy, bellezza!
..
A ognuno il suo
Ci sono i mutandari (loro)!
E gli smutandati (noi)!
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.. e pensare che Cota voleva solo dimostrare visibilmente cos’aveva in testa!
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Daniele Sensi
… a Pontida le mutande verdi le davano pure con il pacco finto.

RITA PANI
Mutande verdi

Immagino, cittadino piemontese, quale sia stato il tuo giubilo, nel momento in cui alla tv apprendevi che il trono sabaudo era stato conquistato, quando finalmente era stato espugnato il regno di “Roma Ladrona” (a cui la Lega non perdona). Devono essere stati giorni frenetici, di incredulità e speranza. Finalmente il Piemonte – e molto nord Italia – erano in mano dei paladini del padanesimo onesto. Immagino l’esaltazione con la quale ti sei fiondato verso la tastiera del computer, e dopo mezz’ora quando sei riuscito ad accenderlo, la soddisfazione con la quale hai iniziato a mandare messaggi, sull’e-mail, su Facebook o sul blog: “Troia comunista, fatti violentare da un rumeno che poi arrivano i zingari e ti portano via.” Eri felice. Ti immagino. Come immagino la fatica, mentre una per una cerchi le letterine giuste che ti sembrano gettate a caso sulla tastiera (te lo chiedi perché non siano in ordine alfabetico, ve’ ?) per scrivermi: “Comunisti di merda siete finiti, wiwa la lega, sud merda”. Ti sono vicina, cittadino piemontese. Ora, in questo momento particolarmente difficile per tutti voi, onesti nazisti federali, io vi penso. Penso a quante volte avreste voluto rompere il salvadanaio per recuperare i pochi euro necessari all’acquisto delle pallottole per far la guerra da Roma in giù. Penso alle volte che esaltati, vestiti come buffe comparse di un film storico degno di Ed Wood, vi siete recati a Pontida a osannare il vostro Re che vi invitava alla guerra. Quante volte avete messo mano alla tasca per comprare i gadget che servivano a rimpinguare le casse della Lega, svuotate per la politica di liberazione del nord. Peno a quante volte, avete sputato sui ladroni di Roma, alla fierezza col quale volevate la morte dei ladri che favorivano l’ingresso degli extracomunitari, a scapito della vostra pura razza nordica. Non voglio infierire, cittadino piemontese, scrivendo qua che il tuo governatore riusciva a mangiare in due o tre posti contemporaneamente, e meno che mai voglio ricordarti che eri proprio tu, a pagare le mutande verdi che lui comprava in boutique; non voglio nemmeno parlarti della famiglia bossi, che al figlio scemo ha comprato una laurea in Albania, e a quello un po’ più furbo le automobiline da sbattere come fossero quelle dell’autoscontro. Vorrei solo incoraggiarti ad andare avanti, a fartene una ragione. Oggi sai che non si rubava solo a Roma, ora sai che alla fine un po’ di sano comunismo avrebbe solo giovato, perché gente così, oggi, starebbe lavorando per lo stato, asfaltando le strade a piedi nudi, mettendo in sicurezza la vostra terra che frana –esattamente come al sud. E starebbero in galera, per aver permesso, e garantito il traffico di rifiuti che il sud lo sta uccidendo. E voglio regalartela una speranza, cittadino piemontese –che oggi sorrido e son buona. Vivi sereno, fortuna che il federalismo fiscale non è proprio come volevano loro; e poi Cota non è colpa tua. Mica ha rubato solo le mutande! In fondo ha rubato anche i voti, per potertele rubare.

In risposta a Severgnini
ROBERTO SARTONI
M5S: tanti difetti, ma gli unici contro questo stato di cose

Caro Beppe (& Italians), mi permetto di citare la tua risposta alla signora Cervellati: “l’unico modo per ridurre le imposte è ridurre le spese e far crescere l’economia. La nostra classe politica non vuole fare la prima cosa, e non riesce a fare la seconda. Semplice! E allora perché gli unici che hanno come obiettivo dichiarato di disfarsi di questa indecente classe politica corrotta e autoreferenziale vengono trattati come poveri mentecatti o tutt’al più giudicati come dei populisti? Non sono grillino, vedo benissimo i difetti di Grillo e del M5S, le contraddizioni e le problematiche interne, molte loro proposte come utopiche o addirittura dannose. Ma vedo ancora meglio come quelle siano pagliuzze rispetto alle travi degli altri. Soprattutto perché tali difetti nulla hanno a che vedere con lo sfascio del paese! Trovo irritante e frustrante come TV e giornali non facciano che reiterare quell’atteggiamento che altro non fa che specchiare quello della casta nei confronti dei grillini. Che lo faccia la casta lo capisco, ma dai giornalisti in tal modo collusi in buona e in mala fede non lo accetto! Per es., tu stesso all’incontro di Oxford hai reiterato il messaggio che Grillo ha detto no al PD, mentre il moderatore dava per scontato che avrebbero votato la salvezza di Berlusconi. Ma se i grillini erano gli unici a volere il voto palese e Bersani ha chiaramente detto di non aver neanche pensato a un’alleanza? Qui non è questione di opinioni come se discutessimo sull’utilità di certe manovre o proposte politiche. Qui c’è proprio l’ignorare dichiarazioni esplicite e fatti palesi. Almeno della tua buona fede non dubito, ma gli altri? Saluti da Weston
..
La Cancellieri amicissima dei Ligresti
Vendola pappa e ciccia con Girolamo Archinà, pr della famiglia Riva.
Schifani, amico e socio in affari dei mafiosi Benny D’Agostino, Nino Mandalà, Nino e Ignazio Salvo
Se vale il detto: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, ma che gente frequentano costoro?
..
2009. L’imprenditore Angelo Balducci ride con Diego Anemone sui morti del terremoto dell’Aquila
“Non è che c’è un terremoto al giorno”.
305 morti e 1500 feriti.
2012. Il governatore Nicki Vendola ride sui morti di tumore dell’Ilva con Archinà, pr dei Riva:
“Non è che c’è un morto di tumore al giorno!”
386 morti e migliaia di malati

LFoda
IFQ riporta la telefonata e Vendola lo querela:
“Rido dei morti solo ai congressi di partito”
.
Kurt
… per la serie “Le disgrazie non hanno mai fine”
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Mimo parlante
Ora mi aspetto solo l’intercettazione fra Vendola e la Cancellieri per la scarcerazione di Archinà.
..
Fool
Ilva, Vendola ride al telefono con il pr dei Riva che aveva silenziato un giornalista scomodo. Poi si difende: “Sono state surrettiziamente veicolate per volgari risate alcune espressioni maxillo-facciali che manifestavano in modo palmare il mio subliminale tormento per un equivoco inintenzionale solo apparentemente in dissonanza con gli orizzonti epocali cui agogna la coscienza etico-civile nel suo afflato universalistico…”
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Spadino
Una risata vi seppellirà
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Schopenhauer
In realtà tutti questi politici intercettati dovrebbero dimettersi già per il solo fatto di essere così pirla da sputtanarsi al telefono.
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MA ANNATEVENE TUTTI A MORI’ AMMAZZATI!!!!!!!!!
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