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Sunday August 20th 2017

IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA

MASADA n° 1494 10-11-2013 IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA
Blog di Viviana Vivarelli
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Tutti i Paesi europei ce l’hanno meno Italia, Grecia e Ungheria – Le tre proposte di Pd, Sel e M5S – Valutazione di quanto serve – Dove reperire i fondi – Reazione negativa di Fassina – La direttiva europea – I tentativi di Prodi – Rodotà dice che esso è un diritto universale – I dati di povertà dell’ISTAT – Scetticismo su dove trovare i fondi – Gli sprechi dello Stato – Le spese inutili e proterve – Stop alla carta sanitaria digitale – Non si possono toccare – Le assurde spese per la Difesa – E intanto aumentano le tasse – L’assenza nella legge di stabilità di qualsiasi incentivo allo Sviluppo o di aiuto alla povertà – Rapporto del Censis sugli Italiani

Dopo 7 mesi di elaborazione, il Movimento 5 Stelle ha formulato una proposta di legge sul «reddito di cittadinanza» che sarà sottoposta alle valutazioni dei 90 mila iscritti al portale del Movimento. La bozza sottoscritta dai deputati 5 Stelle è composta da 19 articoli e 2 allegati e prevede una soglia per il «reddito di cittadinanza» pari a 7.200 euro annui, 600 euro netti mensili. Le risorse per finanziare il provvedimento ammonterebbero a 19 miliardi di euro all’anno.

In campagna elettorale, Grillo aveva parlato di 1000 euro al mese, ma è poi sceso a 600, cifra che corrisponde al 60% del reddito mediano come previsto dalla risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2010. Questi 600 euro sono inoltre proporzionati agli indici Istat sulla povertà relativa e sul nucleo familiare.

Il reddito minimo di cittadinanza, o meglio il reddito minimo garantito, è una conquista di civiltà di tutti i Paesi civili e in Europa tutti i Paesi ce l’hanno, meno l’Italia, la Grecia e l’Ungheria. L’Europa ci chiede di applicarlo dal 1992, come sostegno per le fasce più deboli della popolazione. Ci ha ripetuto questa raccomandazione lungo questi 21 anni e la Risoluzione 2010/2039 del Parlamento Ue ha sempre sottolineato “il diritto fondamentale della persona a disporre di risorse e prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana”. Nella lettera inviata al governo il 5 agosto 2011 a Berlusconi, la Bce ha chiesto nuovamente di introdurre “un sistema di assicurazione dalla disoccupazione” e tra i 39 punti aveva indicato la necessità di “rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione oggi molto frammentario entro la fine del 2011″. Tutti appelli caduti nel vuoto.

Come è arrivata la proposta di legge del M5S, subito è scattata la reazione negativa di Fassina, responsabile economico del Pd e viceministro dell’economia, che ha detto: “Le coperture sarebbero solo di 4 miliardi. Le balle di Grillo sono sempre più grosse».
Gli ha replicato Di Maio, vicepresidente 5stelle della Camera. “Le balle le dice Fassina, deriso per le sue valutazioni anche nel Pd».
Felice Casson, tra i promotori della proposta Pd sul reddito e Danilo Leva,l responsabile giustizia, come Civati, sono più aperti. Le condizioni per un’intesa esistono, ma potrebbero darsi solo fuori dalle larghe intese che restano un macigno sulla strada di una maggiore giustizia sociale.

Eppure, a marzo, alle vigilia delle elezioni politiche, il reddito di cittadinanza veniva presentato nei vari programmi, anche del Pd, ed è stato uno dei 20 punti programmatici fondamentali del M5S che era stato offerto a Bersani e che ora viene ripresentato come proposta di legge.
Per i più poveri il Pd proponeva 500 euro mensili, Sel 600, il M5S 1000, ora ridotti a 600.

Diciamo subito che il nome RMdiC è sbagliato. Il reddito di cittadinanza (basic income guarantee in inglese) è un sussidio universale e non condizionato che dovrebbero ricevere tutti, per un tempo indefinito e indipendentemente dalla loro ricchezza o da altri redditi, lo dovrebbe avere tanto Lapo Agnelli quanto un barbone o un dipendente appena licenziato.
Invece il reddito minimo garantito (guaranteed minimum income in inglese) è un programma universale – cioè ha regole valide per tutti – ed è condizionato: nel senso che le sue regole dicono chi ha diritto ad averlo. Ad es. lo Stato può decidere di darlo a chi non ha altri redditi o è iscritto a una lista di collocamento.
Il reddito di cittadinanza in verità non esiste in quasi nessun paese del mondo (forse solo in Alaska). Il reddito minimo garantito invece è molto diffuso in Europa. Ce l’hanno tutti i Paesi civili meno Grecia e Italia. Perché dunque nella discussione odierna si usi il primo termine è un mistero, ma così vanno le cose in Italia dove la precisione dei termini è andata a farsi benedire da tempo.
Il reddito di cittadinanza è una forma universalistica di sostegno del reddito garantita dallo Stato a qualunque cittadino maggiorenne, sia che lavori o che non lavori, sia che in passato abbia lavorato sia che non lo abbia mai fatto. Che, quindi, viene assicurata vita natural durante ad ogni individuo a prescindere dalla sua disponibilità a lavorare. Cosa diversa è il reddito minimo garantito, cui ha diritto “chi ha lavorato ed ha perso il lavoro, e che è agganciato agli ammortizzatori sociali.
Il Rmg è limitato nel tempo e condizionato alla disponibilità del beneficiario di accettare un’offerta di lavoro o a partecipare a programmi di formazione finalizzati al suo reinserimento nel mercato.
Comunque sia, nei media e nei partiti si parla ormai delle due cose come fossero una sola.

Nella proposta del M5S, il cosiddetto reddito minimo di cittadinanza, RMdiC, costerebbe circa 19 miliardi l’anno.
La platea dei cittadini che potrebbero usufruire del reddito da 600 euro mensili sarebbe di circa 9 milioni di persone. Come copertura esso prevede tagli all’8×1000 della Chiesa, all’esercito, ai giochi e anche una patrimoniale per reperire i fondi.
Ma le voci di copertura sono ben 20 e comprendono:
una patrimoniale, una tassazione sui capital gain (guadagni sulle compravendite finanziarie), una tassazione sulla speculazione finanziaria. Circa 2,7 miliardi vengono trovati dalle slot machine ei giochi d’azzardo, altri 2,5 mld da tagli alla Difesa. E c’è anche un contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro che arriva al 32% per quelle sopra i 50 volte al minimo. Sui patrimoni è previsto un aumento al 18 per mille dell’imposta di bollo sui beni scudati. La “patrimoniale” viene calcolata sui beni superiori al 1.500.000 euro, escluse le prime case e i beni strumentali ma incluse le “automobili, le imbarcazioni e gli aeromobili di valore”.
Previsto anche un taglio su tutti i ministeri del valore tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro ma anche tagli, ad es., sugli “stipendi” degli ambasciatori o delle cosiddette “ausiliarie” del personale dell’esercito pensionando e tagli all’editoria.

Per il reddito minimo garantito, che ormai tutti erroneamente chiamano reddito minimo di cittadinanza, gli economisti Boeri e Perotti hanno stimato una spesa tra gli 8 e i 10 miliardi di euro per un reddito minimo garantito di 500 euro

Ma sul web è bagarre con cifre da fantascienza. Ognuno spara la sua. Fossero pure 15 miliardi, si pensi che corrispondono alla stessa cifra per è stata stanziata per i cacciabombardieri inutili e difettosi che sono stati stornati da tutti i committenti europei meno l’Italia e che dovrebbero servire a trasportare le bombe atomiche dell’America nelle sue guerre di conquista. E non si vede a quale intervento sulla crisi italiana questa spesa enorme dovrebbe servire, tanto più che la nostra Costituzione vieta le guerre aggressive.
Mentre, se adempissimo all’ordine della Bce di eliminare le inutili e costose Province, avremmo immediatamente 17 miliardi ogni anno da destinare ai poveri, miliardi che diventerebbero di più equiparando il nostro Parlamento ai numeri e ai costi medi dei Parlamenti europei eliminando le spese eccessive della Casta.

Nelle proiezioni di San Precario Il RMdiC costerebbe 21 miliardi all’anno a cui però bisogna sottrarre 15,5 miliardi oggi spesi per le indennità di disoccupazione e la cassa integrazione. Perché l’introduzione di un “reddito minimo” prevede la riforma del sistema fiscale, degli ammortizzatori sociali e dell’Inps, separando l’assistenza e la previdenza oggi concentrati nel mega-ente aspiratutto diretto da Antonio Mastrapasqua. Così pensato, il costo reale dell’introduzione di un reddito sarebbe di soli 5,5 miliardi all’anno.

Per evitare che si rifiuti un lavoro di poco superiore ai 600 euro, basta mettere nella legge delle clausole che lo limitino nel tempo e lo tolgano nel caso il soggetto rifiuti un lavoro o non sia iscritto alle liste di collocamento. In tutti i Paesi civili queste clausole ci sono e funzionano. Ma sarebbe bene anche che lo Stato, se è giusto, controllasse meglio le forme di sfruttamento di lavoro in nero o non.

L’Europa ha sollecitato l’introduzione di un reddito minimo garantito in tutti i suoi Stati, ma a 21 anni di distanza ancora l’Italia si nega, eppure sarebbe una mano santa per far riprendere la domanda e dunque lo sviluppo e permettere ai più poveri di sopravvivere.

I disegni di legge presentati in Parlamento sono stati 3: Pd, Sel e M5S, dopo che in alcune regioni il RMdiC è stato sperimentato con scarso esito.
Il 10 aprile c’è stata la proposta del Pd. Si chiama “Istituzione del reddito minimo di cittadinanza”, ma si rivolge solo ai “disoccupati, inoccupati, lavoratori precariamente occupati e privi di lavoro” che dichiarino “la disponibilità al lavoro e alla frequenza di corsi di formazione o di riqualificazione”. Il contributo è di 500 euro mensili ed “è incrementato di 1/3 per ogni componente del nucleo familiare a carico del beneficiario”. Il candidato dovrà avere più di 18 anni, un Isee non superiore ai 6.880 euro annui e possedere soltanto la prima casa. Ne avranno diritto anche gli stranieri “regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 3 anni”. L’erogazione del reddito, che ha durata di un anno rinnovabile per un ulteriore anno, verrà sospesa “nel caso in cui il beneficiario venga assunto con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato” o anche “determinato”. “E dal 2° anno il contributo può essere trasformato in dote salariale per l’azienda che assume”.

Il 15 aprile c’è stata la proposta di SEL, che chiede 600 euro al mese per chi ha un reddito annuale sotto gli 8.000 euro, risiede da almeno 24 mesi in Italia ed è iscritto ad un centro per l’impiego. La proposta di legge è stata presentata il 15 aprile alla Camera dopo una campagna che ha raccolto 50.000 firme. Il sussidio scade ogni anno e può essere rinnovato, andrebbe poi ricalcolato in base al numero di familiari a carico, così, se un singolo ha diritto a 600 euro, una famiglia di 2 persone arriva a 1.000, una di 3 a 1.330. Occorre una riforma complessiva del Welfare e far funzionare i centri per l’impiego e gli ex uffici di collocamento. Perde il diritto al contributo chi viene assunto con contratto “a tempo indeterminato”, “svolga un’attività lavorativa autonoma” o “rifiuti una proposta di lavoro adatta alle sue competenze”.

La proposta del M5S. è simile a quella di Sel ma parla di cittadinanza. I 5stelle avevano già presentato in Senato una mozione in cui si parlava di un “reddito minimo di cittadinanza”, ma il 26 giugno l’aula l’ha bocciata con 181 voti (Pd, Pdl e Scelta Civica) contro i 50 di M5S e Sel. Nella mozione la cifra non era specificata. Ora esce la nuova proposta di legge, di 600 euro mensili. Potranno chiederla non solo tutti coloro che non trovano lavoro ma anche chi non ha un’occupazione o una pensione troppo bassa e non riesce a superare la soglia di povertà. Anche per i 5stelle tutto parte dalla riforma dei centri per l’impiego: “Faranno fino a 3 offerte di lavoro, il cittadino potrà scegliere quella che più si adatta al suo curriculum: se alla terza rifiuterà, perderà il reddito”.

Ovviamente una legge deve prevedere i costi relativi. Il Pd parlò di 5 miliardi con un Fondo nazionale cofinanziato al 50% dallo Stato e al 50% dalle Regioni, partendo sperimentalmente dalle zone più povere del Paese e su un numero molto ristretto di beneficiari.

Sel parlò di 10-12 miliardi, che sarebbero dipesi dalle riforme degli ammortizzatori sociali, ma non si è pronunciata sulle cifre.

Il M5S presenta una ipotesi di 19 miliardi e dice come li reperirebbe.

Il primo governo Prodi tentò di venire incontro alle richieste di Bruxelles con un Decreto del 1998, che istituiva il Reddito Minimo di Inserimento, introducendolo in Finanziaria. Nonostante i discreti risultati raggiunti, esso venne progressivamente smantellato e il governo Berlusconi smise di finanziarlo nel 2003. Nacque in Finanziaria 2004 il Reddito di Ultima Istanza, ma il progetto era confuso al punto che la Corte Costituzionale lo dichiarò illegale. 4 anni dopo, il secondo governo Prodi annunciò la reintroduzione del Rmi, che però non è stato mai finanziato. E ora, a parte i tentativi quasi tutti fallimentari delle Regioni (nel 2009 la giunta Marrazzo istituì il Rmg nel Lazio, ma la legge non viene più finanziata dai tempi della Polverini) e di altri enti locali (virtuoso il caso del “reddito di garanzia” introdotto dalla provincia di Trento), la sfida per garantire una vita dignitosa a tutti gli italiani riparte dal Parlamento.

Possiamo dunque dire che i primi a trattarlo seriamente sono stati Sel e il M5S, con una legge articolata vera e propria che considerasse anche le risorse finanziarie.
Sel è intervenuta prima del M5S. Anche se non ha mai citato la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per istituire un reddito minimo in Italia, è stata tra i promotori della proposta di legge, insieme al Basic Income network-Italia (Bin = associazione per il reddito garantito) e altre 170 associazioni. Ma lo stato confusionale del csx ha impedito di discutere questa proposta che ora viene ripresentata dal M5S in forma di legge.

Che si calcoli o no la spesa occorrente in 10 o 19 miliardi, le risorse si dovrebbero trarre dalla fiscalità generale, secondo Sel per una durata flessibile e non rigida, come del resto previsto dalla stessa Commissione Europea.
Questi costi dovrebbero essere finanziati riformando la giungla degli attuali ammortizzatori sociali, stornando risorse dalla lotta all’evasione fiscale, dalle spese militari e dai risparmi sui costi della politica e della burocrazia (taglio della Province e spending review).
La proposta di Grillo è molto più rigida perché ha una durata massima di 3 anni e prevede molte limitazioni.

Ci sono milioni di precari sfruttati, esodati, pensionati al minimo, giovani che non hanno mai avuto un lavoro, anziani non più in età lavorativa, ragazze madri, invalidi… che hanno diritto comunque ad essere aiutati a sopravvivere.
Il Pd si era occupato e vagamente solo dei lavoratori, ma le categorie deboli sono molte di più.
Grillo vorrebbe l’obbligo di accettare qualunque proposta di lavoro, ma su questo si può discutere, sembra più logico che si debba accettare una proposta di lavoro adeguata al proprio curriculum.

Il RdiC non è un sussidio di povertà e, secondo noi, non dovrebbe obbligare ad accettare qualunque lavoro o guardare solo al parametro del lavoro, ma dovrebbe servire a chiunque, salvare tutti dai ricatti di una classe padronale e incentivare alla formazione o alla riqualificazione del cittadino. Dovrebbe infine essere accessibile anche chi risiede in Italia senza la cittadinanza, cosa che Grillo non dice.


(In realtà sono un milione)

RODOTA’
In una vibrante intervista al Manifesto, Rodotà ha ribadito che il reddito è «un diritto universale della persona» e ha invocato una riforma radicale del Welfare «proprio come accadde con lo Statuto dei lavoratori».
Ma Bersani e Letta sono ben lontani da questa posizione.

Dice RODOTA’:
«In Europa siamo di fronte ad un mutamento strutturale in cui qualcuno tenta di azzerare completamente i diritti sociali, espellere progressivamente i cittadini dalla cittadinanza e far ritornare il lavoro addirittura a prima di Locke. Per accedere ai beni fondamentali della vita come l’istruzione o la salute, dobbiamo passare per il mercato e acquistare servizi o prestazioni. Il reddito universale di cittadinanza è il tentativo di reagire al ritorno a questa idea di cittadinanza censitaria.
Bisogna fare una riflessione più profonda sui diritti alla luce dell’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali. L’Ue si impegna a riconoscere il diritto all’assistenza sociale e abitativa e a garantire un’esistenza dignitosa ai cittadini. Ciò somiglia al nostro art. 36 in una chiave per considerare il reddito fuori dalla prospettiva riduzionistica. Il reddito non può essere considerato solo come uno strumento di lotta contro la marginalità. In Europa non c’è solo la povertà crescente. Io credo che oggi la lotta all’esclusione sociale passi attraverso l’adozione del reddito di cittadinanza.

L’Europa non può essere ridotta solo alle politiche dell’economia che assorbe tutte le altre dimensioni. L’Europa è un campo di battaglia. Io stesso ricordo la fatica di introdurre nella Carta di Nizza i principi di solidarietà e uguaglianza che prima mancavano.
La Camusso teme che il salario minimo danneggi la contrattazione sindacale ma è un errore. Il reddito è uno strumento fondamentale per razionalizzare un sistema altamente disfunzionale e sgangherato come quello italiano sulle protezioni sociali.
Il reddito minimo non è assolutamente uno tra i tanti ammortizzatori sociali perché dobbiamo cominciare a lavorare sulla distribuzione delle risorse. Il reddito è una precondizione della cittadinanza, uno strumento per affermare la pienezza della vita di una persona. Riguarda anche i lavoratori che si trovano in difficoltà, ma è un diritto di tutti i cittadini.
Occorre ripristinare l’agibilità democratica nelle fabbriche; difendere il diritto del lavoro dalla privatizzazione strisciante che non è una fissazione della Fiom o di Landini, fare una nuova legge sulla rappresentanza sindacale ma soprattutto ripristinare il diritto all’esistenza che passa attraverso il reddito di cittadinanza.

Nella società c’è più di qualcosa che non funziona. Dobbiamo pensare a una trasformazione radicale, proprio come accadde con lo Statuto dei lavoratori. Perché non dovrebbe accadere oggi? C’è una certa sordità del sindacato perché ritiene che gli strumenti acquisiti siano sufficienti per fronteggiare qualsiasi situazione. In generale trovo spaventoso constatare i guasti della progressiva emarginazione del dialogo con la cultura politica. E questo non accade solo nel mondo del lavoro.

Ma non è sordo solo il mondo della cultura, pensiamo a quello dei partiti.
Vi ricordate quell’unica volta che Bersani mostrò una timida apertura verso il M5S, dopo aver capito che aveva perso le elezioni e non avrebbe potuto governare da solo?
Accadde una sola volta e fu così frenata che non solo non si ripeté mai più, ma fu accompagnata da una campagna di stampa così calunniosa e impestata nei confronti del M5S da togliere a qualunque persona intelligente anche il minimo sospetto che il Pd guardasse seriamente al M5S come un alleato. Dopo, media e troll si allargarono quanto più poterono per deformare l’evento, deducendo l’indeducibile e persistendo nel falso anche dopo le dichiarazioni di Bersani e soci chiarirono in modo inconfutabile per il Pd il M5S era solo e sempre un nemico, come Berlusconi non era.
Ma quell’unica volta. che poi andò in visione diretta in modo inequivocabile, il M5S presentò i 20 punti fermi del suo programma e Bersani sintetizzò il proprio programma elettorale in 8 scarni punti poco esplicitati. Ebbene Il reddito minimo di cittadinanza stava tra questi 8 punti e vedere come il Pd reagisce alla proposta del M5S ora dice chiaro quanto ipocrita fosse prima.
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Da gennaio a oggi si sono succedute decine di articoli sul RMdiC ma per molti è come se tutto questo non fosse mai avvenuto. Continuo a leggere sciocchezze e cifre astronomiche su quanto sarebbe necessario.

Letta oggi ha detto che non ha detto che non trova i soldi per mantenere l’attuale cassa integrazione (oggi c’è la notizia che 350.00 sono senza sussidio).
Dovremmo chiedergli come mai allora possiamo permettersi 35 miliardi di spesa in armi, 15 miliardi di cacciabombardieri difettosi, il regalo di 98 miliardi ai gestori delle slot machine, il pesantissimo carrozzone partitico e istituzionale, opere pazzesche come la Tav in Valsusa, l’Expo o il Mose, il regalo a Berlusconi di 5 miliardi per le frequenze, il silenzio-assenso sui capitali in nero in Svizzera (180 miliardi), i patteggiamenti riduttivi con gli evasori (lo sapete che l’evasione è il 18% del Pil e che se fosse recuperata totalmente garantirebbe l’azzeramento dell’intero debito pubblico?). Ma se solo l’eliminazione delle Province darebbe 17 miliardi di risparmio l’anno e Letta nella sua legge di stabilità le ha rinfilate dopo che il Pd aveva fatto finta di toglierle!!? Ma di cosa stiamo parlando?
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Ho sentito sparare persino 300 miliardi! Sono asinerie. La Germania che è più grande e ricca di noi e spende molto di più nell’assistenza ci mette 27 miliardi l’anno.
Teniamo conto che da noi esso potrebbe inglobare le altre forme di aiuto dello Stato, mentre in Europa il reddito minimo garantito viene erogato in maniera selettiva e non sostituisce affatto i sussidi ordinari alla disoccupazione che, anzi, sono spesso più generosi che in Italia. Più semplicemente, il RMdiC è qualcosa di più e di diverso dai soliti ammortizzatori sociali, per proteggere non solo i lavoratori ma tutte le categorie sociali particolarmente vulnerabili (come gli anziani senza pensione, i disabili o i disoccupati cronici). Chiaro che la cifra cambia se si inglobano le spese attuali di assistenza o se il RMdiC si aggiunge a quelle o a seconda delle condizioni che si richiedono.

In Ue i panorami sono i più vari.
In Danimarca l’assegno per le famiglie numerose supera addirittura i 3mila euro al mese. Per i single l’indennità è più contenuta e varia di solito tra i 300 e i 500 euro al mese in molti paesi come la Germania, la Francia e l’ Olanda, per toccare punte massime sopra i 1.000 euro in Scandinavia. Nelle nazioni dell’Est, invece, il sussidio è molto basso e non di rado scende sotto i 100 euro al mese (sempre nel caso dei single).
E ricordiamo che i sussidi vengono concessi solo a determinate condizioni, cioè quando il beneficiario non ha altri mezzi di sussistenza, non ha risparmi da parte e si impegna a partecipare a dei programmi di formazione per la ricerca di un impiego o per il reinserimento nel mondo produttivo. I governi europei, insomma, si guardano bene dal regalare i soldi e cercano di evitare qualsiasi forma di assistenzialismo inutile.

Pensiamo ai soldi che attualmente se ne vanno in forme di integrazione alla miseria e calcoliamo tutto al netto! I pensionati italiani sono 16 milioni e 700. Proviamo ora a pensare quante di queste sono pensioni sociali e togliamole, proviamo a togliere tutti i cassintegrati, tutti coloro che godono di indennità ecc. La cifra subito si ridimensiona.
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Il RMdiC è un forte volano economico. Il volano è un amplificatore.
Se aumentiamo il contante in giro, aumenterà la spesa e dunque la domanda e di conseguenza l’occupazione.
Il Reddito di Cittadinanza in tutta Europa è considerato un diritto fondamentale e solo l’Italia, insieme alla Grecia e all’Ungheria, continuano a negarlo. Ma à dove viene dato produce un ritorno economico. Infatti, se aumenti il denaro dei ricchi non hai aumento di spesa, ma se aumenti i soldi dei poveri, li mettono subito in beni di prima necessità.
Il problema enorme è che ormai tutti i partiti seguono un ultraliberismo che vuole annullare il welfare, e il reddito di cittadinanza sarebbe il caposaldo di un nuovo welfare più equo e produttivo, una svolta radicale a chi vuole solo allargare il gap tra troppo poveri e troppo ricchi.
Ma guardiamo Renzi! Nei suoi 100 punti c’è la privatizzazione di ogni esistente e l’abolizione dello stato sociale!! Qui andiamo proprio a rovescio!
..
A coloro che attaccano il RMdiC per puro spirito negazioni stico chiedo:
cosa ha fatto Letta nella Legge di Stabilità per imprimere sviluppo al Paese e frenare la corsa spaventosa verso il default?
-ha diminuito la spesa militare?
-ha tagliato i costi inutili e pazzeschi del carrozzone pubblico per destinarli a ricerca e sviluppo?
-.ha fatto riforme della burocrazia (a costo zero) per favorire le piccole e medie imprese?
-ha avanzato metodi nuovi per combattere l’evasione fiscale e la mafia?
-ha imposto tassazioni dei 180 miliardi di fondi neri solo in Svizzera?
-ha avanzato una patrimoniale?
-ha deciso modi per pagare finalmente i 70 miliardi di cui lo Stato è debitore verso le imprese?
-ha modificato decisamente il cuneo fiscale?
-ha modificato il peso delle tasse in modo da colpire meno le fasce più deboli della popolazione?
-ha chiesto maggior credito al sistema bancario?
-ha aumentato le tasse sulle slot machine e ha imposto il pagamento dei 98 miliardi di evaso?
-ha modificato la Costituzione in modo da pretendere un tetto a superstipendi, pensioni d’oro e vitalizi e sganciare gli emolumenti degli onorevoli da quelli dalle massime toghe? (lo ha fatto per il pareggio del bilancio e vuole farlo per l’art. 139, perché non per questo?)
..
Intanto Grillo ha proposto una riscossione di parte dell’Imu anche dai beni della Chiesa, che possiede il 22% del patrimonio immobiliare italiano,e questo nessuno dei pavidi partiti lo ha mai saputo fare.
Sull’Imu ha detto:
L’IMU è Incostituzionale così come lo era la vecchia ICI. L’art. 53 dice: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Quindi nella Costituzione Italiana è specificato che le tasse vanno pagate in proporzione alla capacità contributiva di
un cittadino e subordinate ad un regime di progressione che deve tener conto della posizione sociale e dell’occupazione del contribuente. L’IMU è calcolato sulla casa senza tener conto del proprietario. L’IMU non rispetta la proporzionalità dei contribuenti e va ad incidere meno sulle persone abbienti.”
L’IMU è servita solo per permettere un giochino elettorale tra Pd e Pdl e per fingere di eliminarla per mettere al suo posto (e dopo tutto mantenerla) una serie di tasse ancora più gravose. In questo giochino l’ipocrisia e la cattiveria di Pdl e Pd si sono manifestate alla pari.
In Inghilterra non esiste l’IMU, esiste una tassa che chi vive in un quartiere (proprietario o inquilino che sia) paga per i servizi di quel quartiere (pulizia, trasporti, scuole ecc.). Questo mi pare molto più giusto.

40 anni fa il governo chiese all’IBM se era fattibile una informatizzazione del fisco tale da aversi la massima trasparenza all’americana.
L’IBM rispose: “Nulla di più facile!”
Dopodiché l’ipotesi venne immediatamente lasciata cadere e i capi dell’IBM, come Catania, cominciarono a far carriera politica.
Per riportare soldi ed equità in Italia basta poco:
-un fisco trasparente
-scarico fiscale di tutte le fatture con guadagno immediato di chi le paga
-carcere agli evasori
-immediata decadenza da qualunque funzione pubblica di chi sia scoperto evasore
-massima trasparenza su internet dei beni di ciascuno
-premio a chi denuncia le evasioni nascoste
-intervento massiccio sui fondi neri esportati in Paesi come la Svizzera con patti internazionali per tassarli anche là
E si trovano subito centinaia di miliardi!
A quel punto possiamo pagare redditi minimo di cittadinanza di 3000 euro al mese come la Scandinavia!
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Stefano Dagani

I punti di un costruttivista:
-database dove convogliano da tutte le parti le offerte lavoro e ogni cittadino può consultare e fare domanda da solo (eliminare queste agenzie del lavoro che NSAUC)
-ripristinare gli uffici di collocamento con graduatorie e obbligo di iscrizione libretto di lavoro
-chiamate obbligatorie per i non occupati in lista. Chi rifiuta con giustifica documentata mantiene la “graduatoria; se rifiuta,dopo 2 volte perde ogni diritto per tot anni
-quote lavoratori stranieri in ogni azienda che opera sul territorio ITALIANO
-ripristinare il vecchio sistema distribuzione licenze commerciali artigianali (non si possono avere 400 ditte edili in un paese di 25000 abitanti, come oggi è)
-Vietato far operare liberamente ditte (tipo SNC, SRL o artigianali straniere su territorio italiano
-no finanziamenti stampa
-finanziamenti a sindacati
-finanziamenti missioni estero
-lobby politica che gestisce televisione
-no lobby politica che nomina direttori Serv San Nazionale
-no lobby che decidono su grandi opere
-no lobby bancarie
-ristabilire regolamentazione licenze e sistema per acquisire licenze commerciali.. controlli medici per certe attività
-riformare forze dell’ordine e rendere più professionale la base
-rientro dei militari missioni e inserirli in un progetto di controllo del territorio con mansioni di forze dell’ordine

L’Italia può riprendersi se proteggiamo e rieduchiamo gli Italiani. Ora è la terra di nessuno.
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Oggi ci vengono a dire con la massima faccia tosta che sono finiti i soldi per la cassa integrazione in deroga e che 350 mila persone sono senza sussidio. Ma nemmeno nell’ultima finanziaria hanno messo il taglio di un solo euro in armi e abusi e privilegi politici!! Potessero davvero ardere nei fuochi dell’inferno”
Epifani è stata solo l’ultima delusione. Sembrava una brava persona ma ormai sono tutti legati a un carro dove non esistono più le brave persone.

La disoccupazione esiste anche in Germania, 5,4%, e anzi quella giovanile è aumentata, 7,7%. Comunque, in ogni Paese, Germania come Francia, non si guarda solo ai disoccupati ma a tutte le persone più deboli, ragazze madri, persone con disabilità, anziani.. Il reddito di cittadinanza non è un ammortizzatore sociale. È una misura di tutela universale delle persone, e non solo dei lavoratori con contratto da dipendente o da precario. Una differenza non da poco.
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Alessio Santi
Questa sarà la prima legge al Mondo che approderà in un Parlamento dopo essere stata discussa in Rete da migliaia di cittadini.
Il Reddito di Cittadinanza viene erogato a tutti i maggiorenni che hanno un reddito inferiore alla soglia di povertà relativa ( 7,200 euro l’anno), per l’anno 2013 sarà pari a 600 euro.
Es. se la persona singola ha un reddito pari a 0 allora percepirà 600 euro. Se la persona singola ha un reddito pari a 200 allora percepirà 600-200= 400 euro. Ciò vale anche per pensione che è al di sotto della soglia relativa. Quindi un pensionato che percepisce una pensione di 443 euro percepirà ulteriori 157 euro.
Chi sarà contro questa legge, comune a tutti gli altri stati europei fuorché la Grecia e l’Ungheria, che ridà dignità alle persone che non hanno lavoro, che hanno perso un lavoro, che non hanno mai avuto un lavoro? Che non ce la fanno più in quest’Italia di dinosauri e di foreste pietrificate?
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Nicola Nicolini

Renzi è stato condannato dalla Corte dei Conti in primo grado per le spese allegre quando era presidente della provincia di Firenze. Danno erariale stimato di 6 milioni di euro.
Fassina laureato alla Bocconi (alla faccia della sx!) ha lavorato per 5 anni al FMI della famigerata troika che sta affamando con politiche scellerate intere nazioni.
Di chi sarebbero meglio questi?
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Il M5S propone un reddito di cittadinanza minimo di 600 euro per i più disperati. Ed è la bagarre. Subito Letta dice che non ci sono i soldi.
La legge aiuterebbe quanti in questo Paese sono avviati a un processo di progressiva povertà e i soldi si trovano facilmente se solo si tagliano tante spese assurde come le missioni militari, o i 35 mld in armi che ci portano al 2° posto nel mondo, o si stoppano certe regalie come le liquidazioni milionarie a gente come il figlio della Cancellieri che per un anno di pessimo lavoro in un’azienda che è fallita ha preso 3,6 milioni, o i troppi vitalizi elargiti allegramente a chiunque sia anche per pochi giorni in Parlamento (213.000 € ogni anno). Solo togliere le inutili Province come richiesto dall’Ue ci darebbe 17 mld l’anno,e potremmo accorpare molti dei piccolissimi 1500 Comuni italiani che vedono un consiglio comunale persino nel Comune con 36 abitanti, o snellire i consigli di amministrazione di tutte le 4000 partecipate portandoli a una sola persona,o vietare l’accumulo delle cariche sempre ordinato dall’Ue (ma è vero che Befera di Equitalia ne accumula 36?), o tassare finalmente come Francia e Usa i capitali in nero in Svizzera, tassare i titoli tossici (che Monti ha voluto invece esentare) o le Fondazioni, e via il patteggiamento fiscale con pene dure agli evasori e confisca dei beni, fare finalmente la vendita mai avvenuta dei beni confiscati alle mafie, ridurre i palazzi istituzionali (altro che svendere le spiagge!), far pagare a tutti l’IMU (e non regali al Vaticano e ville lussuose dei politici considerate non di lusso come quella di Brunetta!), aggiornare il catasto, ridurre a 2 i gradi di giudizio, vendere e non regalare le frequenze televisive, riprendere i 98 mld mai fatti pagare alle slot machine, dimezzare il carrozzone politico ed equiparare i compensi istituzionali alla media europea sganciandoli dai gradi massimi della Magistratura, e basta col finanziamento pubblico a partiti e giornali (nel 2008 i furti legalizzati dei partiti arrivarono a 10 mld e 180 milioni l’anno l’editoria). Noi finanziamo persino il porno!
E non si può dire poi che i soldi non ci sono!

Dunque i soldi ci sono per abbracciare tutte le guerre che fanno comodo agli USA.
Ci sono per primeggiare in armi nel mondo violando la Costituzione che vieta guerre aggressive e buttando mld persino negli F35 guasti rifiutati da tutti.
Ci sono per opere inutili come la Tav in Valsusa, il Mose o la variante di valico.
Ci sono per pagare il carrozzone politico più famelico d’Europa, con i tanti parassiti che in una crisi così profonda non si sono tagliati nemmeno un euro.
Ci sono per tenere in carcere le vittime della Bossi-Fini e della Fini-Giovanardi o 24.000 detenuti in attesa di giudizio.
Per pagare partiti e giornali, vitalizi, regali, auto blu, autisti, guardie del corpo, elicotteri, cene, feste, cadeau anche a livello locale.
Ci sono per regalare 98 mld di tasse non pagate agli evasori delle slot machine.
Per non levare mai gli enti inutili.

Per mantenere 1000 servitori al Quirinale o per pagare 60.000 € l’anno commessi e stenografe.
Ma dove mai è entrata l’austerity nelle stanze del potere?
I soldi ci sono sempre per mantenere una mangiatoia di 1000 parlamentari e un milione e 300.000 politici.
Ci sono per permettere ai Comuni di impiantare sedi all’estero e fare viaggi di gruppo gratis.
Ci sono per i superstipendi e le pensioni d’oro.
Per le scorte più fitte del mondo.
Per i regali al Vaticano a cui paghiamo anche acqua e fogne.
Per le frequenze tv gratis.
Per proteggere gli evasori.
Per riciclare i trombati.
Per pasturare banche e fondazioni.
Per scuole e cliniche private.

Com’è che solo per i poveri i soldi non ci sono mai?
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SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE

Fassina, responsabile per l’economia del Pd, attacca la proposta. Eppure a marzo il reddito di cittadinanza stava nel programma elettorale del Pd come specchietto per le allodole, e come tante buone promesse che in 20 anni il Pd e i Ds prima di lui hanno messo in programma per imbrogliare gli elettori per dimenticarsene subito dopo le elezioni (avuta la grazia, gabbato lu santu) esattamente come ha fatto Berlusconi.
Dove stava Fassina a marzo? Perché non ha fiatato? Perché non ha attaccato le promesse del suo stesso partito dicendolo allora che non erano realizzabili? Com’è che il reddito di cittadinanza diventa criticabile solo quando lo presenta il M5S? E quando sta nel programma del Pd è buono e giusto e nessuno chiede dove si trovano le risorse?
Ma quanto bassa è la sua credibilità e quella del Pd che gli sta alle spalle con figuri poco raccomandabili come D’Alema che è stato il miglior amico di Berlusconi o il fu Andreotti o il presente De Mita o gente come Bersani o il presente Letta, esecutore del Bilderberg o il tesoriere Antonio Misiani o tipi poco raccomandabili come Penati e Tedesco?
Eppure Fassina, questa incompetente e goffa banderuola è Viceministro dell’Economia e delle Finanze. Ma se lo merita?
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Rinaldi Moscatiello

Immagina tutti questi soldi che entrano nell’economia. L’economia si metterà in marcia, le spese individuali forniranno soldi per l’IVA che torna al governo, soldi sulle persone che di conseguenza verranno assunte e genereranno reddito.
E sembra che possiamo farcela solo col M5S. Gli altri si proteggono le loro fortezze e pensioni da 30 mila euro.
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La cosa che stranisce di più è che il Pd aveva messo il reddito di cittadinanza molto simile al reddito minimo garantito nel suo programma elettorale a marzo per le politiche

Copio da IFQ di marzo
“Nei suoi 8 punti, Bersani tocca ampiamente il tema della riforma del lavoro, proponendo una riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario, un salario minimo per chi non ha copertura contrattuale, l’universalizzazione delle indennità di disoccupazione e l’introduzione di un reddito minimo d’inserimento… …

“.. non è affatto peregrino ripensare il sistema degli ammortizzatori sociali oggi composto da una serie di programmi con obiettivi meritevoli, ma sviluppati in modo non coordinato quali i sussidi di disoccupazione offerti solo a certe categorie (la cassa integrazione), le pensioni sociali e le integrazioni al minimo nonché tutte le prestazioni di indennità civile quali l’assegno di assistenza, l’indennità di frequenza per gli invalidi civili minorenni, le pensioni di inabilità, e le indennità di accompagnamento. “E’ persino auspicabile che si giunga alla sostituzione di tutte queste voci di spesa sociale con un unico strumento di supporto al reddito che sia al tempo stesso universale, nel senso che è basato su regole uguali per tutti, ma anche selettivo, nel senso che subordina la concessione del sussidio ad accertamenti su reddito e patrimonio. L’aggravio di spesa per le casse dello stato sarebbe significativo ( 8-10 miliardi per un reddito garantito di 500 €, ovvero la metà di quanto auspicato dal M5S) ma non impossibile da affrontare..
Il problema di coniugare il reddito minimo garantito con l’esigenza di mantenere alta la propensione al lavoro delle persone abili può essere risolto attraverso un sistema di ricollocamento attivo (outplacement) che segua in maniera efficiente il percorso di reinserimento di ogni singolo lavoratore, lo aiuti nell’attrezzarsi alle nuove sfide del mondo del lavoro e condizioni il mantenimento del reddito minimo garantito alla sua disponibilità effettiva a confrontarsi con tali sfide.”
(Matteo Rizzolli)

E ora?
Per l’ISTAT In Italia, nel 2011, le famiglie in condizioni di povertà relativa erano 8,2 milioni di persone. I poveri assoluti erano di 3,4 milioni di persone, il 17,8 %.
La povertà relativa si ha sotto i 1000 euro al mese per due persone.
La povertà assoluta si ha quando si scende tra i 700 e i 900 euro al mese sempre per due
Ma in due anni la povertà in Italia è aumentata paurosamente grazie alle politiche sciagurate di gente come Monti o Bersani.
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newlex
Fassina, da buon bocconiano, difende le classi agiate, le banche e il mondo della finanza. Quando capirete che nel PD usano la parola “sinistra” solo per accalappiare qualche voto? I soldi per il reddito di cittadinanza si possono trovare, basterebbe volerlo e sarebbe un segno di civiltà. Non è una sparata di Grillo ma una seria discussione di grandi economisti, un diritto delle persone riconosciuto nella carta dei diritti umani, un diritto europeo. Si può fare; migliorando la condizione dei disoccupati migliorerebbe automaticamente anche quella di chi viene sfruttato per pochi euro. Ma questo dà fastidio alle banche, a chi specula sul lavoro a basso costo e a chi vuole tenere le persone in stato di schiavitù”
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DocFalstaff

Ma come? Un “comunista” come Fassina dovrebbe arrovellarsi il cervello pur di trovare le risorse per i poverissimi.
Il mondo si è capovolto signor Fassina?
Un governo che ha rinunciato a pretendere 98 miliardi dai concessionari del gioco d’azzardo (che equivalgono a 3 anni di risorse a copertura secondo i calcoli suoi per finanziare il reddito di cittadinanza) deve solo vergognarsi.
Ma si sa gli intrecci di interessi inconfessabili tra queste società concessionarie e i politici non si possono toccare (gli amici degli amici staccherebbero la spina, vero Fassina?).

Giacomo Cappuccino

Reddito di cittadinanza? E’ una battaglia di civiltà, a favore dei giovani, disoccupati e gente povera, in antitesi alle ricchezze smodate i cui detentori sono la Chiesa e una minoranza di questo Paese (Stipendi e pensioni d’oro, buon’uscite di milioni per aver lavorato qualche anno, spese militari inutili, corruzioni, ladrocini, ecc. ).
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STOP ALLA CARTA SANITARIA DIGITALE

Oggi è stata cancellata finalmente l’ennesima bella pensata che Formigoni voleva realizzare in Lombardia: la carta sanitaria digitale, tra l’altro farraginosa, impossibile da usare, replay inutile ed esoso della carta sanitaria già esistente
Piccolo costo: 2 miliardi di euro!
Il caro Passera del ‘caro’ governo Monto strepitava perché voleva a tutti i costi ‘l’Agenda digitale’, un miliardo!
E vorrei avere i dati di quanto amministrazioni come quella di Formigoni sono costate allo Stato solo in regalie alle cliniche private o alle scuole private! o questi sono costi che il caro governo Letta finge di ignorare? E quanti di questi miliardi di favori agli amici degli amici sono diffusi e ramificati in tutte le amministrazioni italiane?
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NON SI POSSONO TOCCARE
Viviana Vivarelli

Dunque gli evasori non si possono toccare
Le lobbye non si possono toccare
I carrozzoni politici non si possono toccare
Mafia, camorra, ‘ndrangheta e P2 non si possono toccare
Gli amici degli amici non si possono toccare
Partiti, giornali, televisioni e editoria non si possono toccare
I cari amici americani o tedeschi non si possono toccare
I cari imprenditori corrotti ma che pagano fiori di mazzette non si possono toccare anzi si difendono come i Ligresti
Banche e fondazioni, multinazionali e colossi monopolistici non si possono toccare
E guai mai se si possono toccare le slot machine dove ci stanno dentro tutti
Il Vaticano non si può toccare
I generali superpagati dell’esercito (uno ogni 18 soldati) non si possono toccare
I capi superpagati della PA (uno ogni 20 dipendenti) non si possono toccare

ma chi ci avete messo in quel bersaglio a forma di croce dove ci sta uno inchiodato per le mani e per i piedi? Solo i poveri cristi?
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Italia, Grecia e Ungheria sono gli unici 3 Stati dell’Europa a 27 a non avere un reddito minimo garantito. La media del sussidio nei primi 11 paesi europei prima dell’allargamento è di 400 euro. E’ vero che in Italia abbiamo varie voci per la protezione sociale e ci sono vari programmi di aiuto alla povertà e di sussidi alla disoccupazione, più la cassa integrazione (e molti sarebbero eliminati se ci fosse il reddito di cittadinanza) ma questi aiuti sono spesso mal mirati, riguardano persone che solo per il 27% sono sotto la soglia di povertà. E con una nuova legge si potrebbe riorganizzare e razionalizzare tutti questi aiuti, in modo da renderli più semplici da gestire e meglio diretti a chi ne ha davvero bisogno.
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In Francia esiste qualcosa di simile: è il Revenu de Solidarité Active, introdotto nel 2009. Ne ha diritto chi risiede nel paese da più di 5 anni, ha più di 25 anni, chi è più giovane ma ha un figlio a carico o 2 anni di lavoro sul curriculum. Un singolo percepisce 460 euro mensili, una coppia con 2 figli 966 euro. L’importo cresce con l’aumentare della prole ed è modulare: man mano che cresce il reddito da lavoro, diminuisce il sussidio ma in questo modo il reddito disponibile aumenta. Differente il progetto di reddito di cittadinanza che presto sarà sottoposto a referendum in Svizzera, indicato da Beppe Grillo come modello per la proposta del M5S. Oltreconfine il comitato popolare Grundeinkommen ha presentato al Parlamento una petizione con 126 mila firme per assicurare 2.500 franchi al mese (2.064 euro) a ogni cittadino maggiorenne e 500 franchi (412 euro) a ciascun minorenne a prescindere dal fatto che lavorino o siano disposti a farlo.

In Italia l’ostacolo più grande, oltre ogni proclamo, è quello di riuscire a far entrare il disegno di legge nell’agenda politica italiana. Sulla carta, anche Pd e Sel chiedono il reddito minimo di cittadinanza. Ma dalle proposte ai fatti, la strada è lunga. Manca la volontà politica“. La speranza dei 5 Stelle è quella di poter avere più influenza se il progetto risulterà effettivamente realizzabile. “Abbiamo le coperture ed è la strada per far ripartire la nostra economia”, ha commentato la senatrice Catalfo, “in un momento in cui le esportazioni danno segnali di ripresa ma cala il consumo interno, e quindi il Pil, perché le famiglie non hanno soldi da spendere, occorre sostenerle per metterle in condizione di consumare e far lavorare di conseguenza le aziende italiane. Oltre ad aiutare chi non riesce a vivere una vita dignitosa“.

E INTANTO AUMENTANO LE TASSE
Antonio Cataldi

Per l’effetto combinato di Imu e nuova Trise, la tassazione sugli immobili produttivi costerà alle imprese nel 2014 fino a 1,1 miliardi in più, con un incremento che sfiora il 10% (9,6%) sul 2013. A calcolarlo è la Confartigianato. Il prossimo anno quindi l’impatto dell’Imu sugli immobili strumentali, unito a quello della Trise sui rifiuti e servizi indivisibili, si attesterà a 12,8 miliardi di euro, il 51,4% rispetto al 2011. L’aumento di 1,1 miliardi scaturisce – spiega la Confartigianato – dall’ipotesi più probabile dell’applicazione dell’aliquota Tasi intermedia dell’1,9 per mille.
Nel dettaglio delle voci, indica la confederazione artigiana, per quanto riguarda l’Imu le imprese nel 2014 pagheranno 7,3 miliardi (+50,4% rispetto al 2011), mentre per la Trise il costo a carico degli imprenditori sarà pari a 5,5 miliardi (+52,8% rispetto al 2011). Tra il 2011 e il 2014, l’aumento medio annuo della tassazione immobiliare sulle imprese è stato del 14,8%. Incrementi decisamente non proporzionali – dicono gli artigiani – con l’andamento negativo dei risultati aziendali provocati dalla crisi: tra il 2010 e il 2013, infatti, il fatturato delle imprese manifatturiere è diminuito dello 0,5%, quello delle imprese di costruzioni è sceso del 9,4%, e per le aziende del commercio è calato dell’1,2%.
Imu-Trise vanificano tagli a costo lavoro – L’incremento della tassazione derivante da Imu e Trise, finirà per annullare la diminuzione del peso fiscale sul costo del lavoro a carico delle imprese, previsto nella manovra di finanza pubblica con la riduzione dei contributi non previdenziali e le detrazioni Irap per i nuovi assunti. Lo afferma la Confartigianato sottolineando ”il paradosso contenuto nella legge di stabilità” che va a sommarsi all’impatto dei nuovi tributi “Nel gioco delle tre nuove tasse (Tari, Tasi, Trise) – commenta il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – a rimetterci sono i soliti…..
Cgia, crollato popolo partite Iva, -400.000 da 2008 – In un lustro è crollato il popolo delle partite Iva: dal 2008 al giugno del 2013, secondo la Cgia, hanno cessato l’attività 400 mila lavoratori indipendenti. In questi cinque anni e mezzo di crisi economica la contrazione è stata del 6,7%. Sempre nello stesso periodo di tempo, ogni 100 lavoratori autonomi, ben 7,2 hanno cessato l’attività. Al 30 giugno di quest’anno il cosiddetto popolo delle partite Iva ammontava a 5.559.000 lavoratori. “A differenza dei lavoratori dipendenti – rileva il segretario Cgia Giuseppe Bortolussi – quando un autonomo chiude l’attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito. Tranne i collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, le partite Iva non usufruiscono dell’indennità di disoccupazione, di nessuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare”.
Una situazione di difficoltà, ricorda la Cgia, che, purtroppo, ha spinto in questi ultimi anni molti piccoli imprenditori a compiere dei gesti estremi dettati dalla disperazione. “In proporzione – prosegue Bortolussi – la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle partite Iva rispetto a quello del lavoro dipendente. Se in termini assoluti la platea dei subordinati ha perso ben 583.000 lavoratori, la variazione percentuale, invece, è diminuita solo del 3,3 per cento, mentre l’incidenza percentuale della perdita dei posti di lavoro sul totale della categoria si è fermata al 3,5 per cento. Tassi, questi ultimi, che sono meno della metà di quelli registrati dai lavoratori indipendenti”. Analizzando tutti i profili professionali che costituiscono il cosiddetto popolo delle partite Iva, si nota che la contrazione più significativa è avvenuta tra i lavoratori in proprio: vale a dire tra gli artigiani, i commercianti e gli agricoltor
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RAPPORTO DEL CENSIS SUGLI ITALIANI

http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120935
“I valori degli italiani nel 2013. Il ritorno del pendolo”
In un panorama dominato dai disfattisti e dai denigratori, questo rapporto ridà la speranza negli Italiani, e sarà la speranza fattiva a salvarci e non certo la negatività e il disfattismo.
Dice il rapporto che l’egoismo ha stancato e cresce la voglia di ritrovare l’altro. I cittadini sono preoccupati, ma non disperati. Sembra che la vitalità della nostra società stia calando e che l’Italia sia come un pendolo che si sta fermando, e invece quel pendolo può riprendere forza e ripartire. Certo il ventennio berlusconiano che ha infettato tutti i partiti hanno diffuso materialismo, egoismo, inerzia, irresponsabilità, in una grande crisi di valori, ma ci sono i segni di una possibile inversione di rotta. La cura edonistica della propria persona (palestre e centri estetici) cede sotto la voglia di altruismo, che trasmette una maggiore energia positiva. Quasi un Italiano su 3 afferma di ricevere una grande carica dalla possibilità di aiutare qualcuno in difficoltà e questo si ripete in ogni classe di età, come voglia comune di ritrovare l’altro e sale soprattutto al Sud Il 40% degli italiani si dice molto disponibile a fare visita agli ammalati. Più del 36% è pronto ad aiutare in caso di calamità naturale, per contribuire al bene comune. Il 37% a dare una mano nella manutenzione di scuole, palestre e boschi. Si esprime un grande amore per la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro. Ci si sente amalgamati col territorio. C’è fiducia nell’onestà dell’altro. Il 59% degli italiani afferma che curare la propria spiritualità procura una buona dose di energia positiva (Da notare che questo non si identifica con l’osservanza religiosa). Papa Francesco piace molto e risveglia l’interesse non solo per la fede, ma per la vita spirituale e una certa frugalità nei consumi.
Nella cultura del lavoro si auspica in futuro meno competizione e più collaborazione (il 35% degli imprenditori italiani ritiene che collaborare bene con i colleghi darebbe molta carica. E così la pensa quasi il 31% degli artigiani). Potrebbe farsi strada una nuova cultura imprenditoriale, più collaborativa, in grado di essere trainante per il Paese, se prevarrà la voglia di riscoprire l’altro come alleato e non come competitor.
La crisi preoccupa l’85% degli Italiani, il 71% è indignato, ma solo il 26,5% dice di sentirsi
frustrato e il 13% disperato. Al contrario, il 59% degli italiani si sente vitale (anche il 48% sopra i 65 anni). Le preoccupazioni e l’indignazione non hanno indebolito la vitalità del Paese, che è tutt’altro che spento. Semmai aspetta un segnale: il 46% degli intervistati dice che vorrebbe fare qualcosa, ma non sa cosa. E’ una voglia di recuperare i beni morali come beni rifugio; in un contesto percepito come degradato.
Nel Paese si prepara una reazione al degrado antropologico, ma questa reazione cerca una guida. Si sente che si vuole passare dall’involuzione all’evoluzione, ma si avverta l’assenza di una regia che unisca queste energie e il 67% degli Italiani, oggi, non si sente
rappresentato da nessuno.
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Lettore
Se ci fosse una sinistra seria le coperture si troverebbero. Si potrebbe attuare la proposta Modiano: patrimoniale secca dell’8% sul patrimonio liquido del 10% delle famiglie italiane (quelle ricchissime). Sono 80 MLD da spalmare su 4 anni: 20 MLD all’anno. Durante i 4 anni si fanno tagli strutturali (spending review sui veri sprechi, non lineari) e altre riforme per mettere la cifra a regime anche per i successivi. Le possibilità di trovare i soldi per la messa a regime sarebbero molte visto che 20 MLD entrerebbero tutti i 4 anni nel ciclo economico, facendo salire il PIL e abbassando gli interessi sul debito (adesso spendiamo 70-80 MLD l’anno a seconda dello spread). Se i 5 stelle hanno altre proposte per le coperture le presentino, l’importante è che si trovi il modo, ma alla svelta e che siano cose fattibili. Intanto Fassina sta in un partito che ha nel programma una proposta analoga (a quanto pare) ma dice che è pura demagogia, complimenti per la coerenza!
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John Milton
Carlo Azeglio Ciampi, che si prende 30mila euro al mese di pensione Bankitalia più 4mila euro dell’Inps e i 19mila euro dell’indennità da parlamentare; Lamberto Dini, che incassa 18mila euro da Bankitalia, 7mila dall`Inps e 19mila dal Senato; Giuliano Amato che si prende 22mila euro mese dall`Inpdap coi 9mila dell’indennità da parlamentare più l’incarico da giudice costituzionale; il vitalizio da 8mila euro di Sgarbi e Pecoraro Scanio… pensioni fino a 91 mila euro al mese per ex manager di Telecom, liquidazioni immediate da oltre 200 mila euro per politici non rieletti o non ricandidati come Fini, D’Alema o Livia Turco, 620 mila euro al mese per i vitalizi degli ex consiglieri regionali della sola Lombardia.
Poi non ci sono le coperture per garantire un reddito minimo a chi perde il lavoro come già avviene nella maggior parte dei Paesi europei. Farebbero prima a dire che vogliono tenersi tutti i soldi per loro.
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PERO’ PER LA DIFESA I SOLDI CI SONO!

In tempi di crisi si taglia su tutto, dalle politiche sociali alla cultura, dalla scuola alla sanità, ma le spese militari sembrano intoccabili. Nel 2014 l’Italia investirà nella difesa almeno 23,6 miliardi di euro, cifra molto simile a quella dell’anno in corso e superiore di quasi 700 milioni rispetto al livello del 2012.

Di Lorenzo Montanaro http://www.famigliacristiana.it

Lo denuncia Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana Disarmo su Altreconomia. Nessun taglio significativo.
«Un primo elemento da sottolineare, ormai purtroppo endemico, è quello riguardante la poca trasparenza». Sì, perché per trovare traccia dei soldi investiti nel comparto militare non basta guardare il bilancio del Ministero della Difesa. Si devono spulciare diverse voci, compresi i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e quelli decisi ad hoc per le missioni militari all’estero.
Ma anche limitandosi al bilancio della Difesa, che è la parte centrale e più cospicua, alcuni dati sono lacunosi “al momento non è possibile sapere quanti soldi siano stati impegnati sul singolo sistema d’arma».
In sostanza «il Governo sta chiedendo un voto parlamentare di conferma di un bilancio che non dice dove i soldi vengano messi e che tipo di armamenti si andranno ad acquisire”.
Non solo. Anche la ripartizione delle spese tra i vari settori della difesa fa discutere. Per le tre forze armate lo stanziamento, sebbene in calo di 350 milioni, resta comunque superiore ai 14 miliardi, mentre sono 5,6 (in minima flessione) i miliardi assegnati ai carabinieri. Continua a essere rilevante (450 milioni) l’impatto dell’indennità pagata agli ufficiali “a riposo”, come premio per il loro rimanere “a disposizione” del Governo.
Ma soprattutto la parte del leone della spesa è assegnata al personale». A rimetterci è il cosiddetto “esercizio”, cioè la gestione operativa dell’addestramento dei soldati. Negli ultimi anni i costi per questo settore sono stati coperti usando come stampella i fondi per le missioni italiane all’estero, ormai divenuti una componente standard della spesa militare. «Permane quindi il rischio di blocco funzionale».
Infine il capitolo relativo ai fondi del Ministero dello Sviluppo Economico per “Partecipazione al Patto Atlantico e ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionale”.L’ammontare previsto è di poco superiore ai 2,6 miliardi con una crescita di circa 330 milioni (il 14% in più) rispetto allo scorso anno. Da qui vengono recuperati abbondantemente i tagli relativi al bilancio proprio della Difesa.
Si va dal programma pluriennale del caccia Eurofighter (la cui ipotesi di spesa complessiva è aumentata nel 2013 di 3 miliardi) alla costruzione con la Francia, delle fregate multi-missione Fremm (785 milioni solo nel 2014), fino alla realizzazione di un Veicolo Blindato Medio 8×8 “Freccia” per l’esercito.
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Adelchi

Ricevo l’invito via mail per votare alle Primarie PD firmato Guglielmo Epifani. Questa la mia risposta:
Egr. Sig. Epifani,
Io questa volta non mi recherò a votare alle Primarie
perché profondamente deluso, indignato, arrabbiato. Mi ha deluso Bersani che fece quelle scelte scellerate che hanno portato al risultato elettorale che conosciamo perdendo per strada 10 punti. Mi ha deluso, fatto indignare e arrabbiare Letta e tutto il suo seguito soprattutto per la scelta di governare insieme ai peggior delinquenti che hanno portato alla catastrofe il Paese (il PD non ha comunque dimostrato di fare meglio), per lo sconto alle lobby delle Slot, per l’acquisto degli F35 mentre un ammalato di SLA muore per rivendicare il sacrosanto diritto di ottenere l’assistenza essenziale. Sono indignato e arrabbiato perché si continuano a difendere gli apparati del Partito in tutte le loro ramificazioni e la parte più ricca e privilegiata del Paese ignorando i bisogni di chi è disoccupato, pensionato, esodato e di chi svolge un lavoro usurante per 1.200 euro al mese contro i 1.600 percepiti dai senatori solo a titolo di rimborso spese forfettario, oltre a tutti gli altri furti legalizzati, privilegi intoccabili e diritti acquisiti che per la parte più povera sono inesistenti. Sono Deluso, indignato, arrabbiato per molto altro e spero che prima o poi questa classe dirigente venga spazzata via.
Adelchi Perugini

RIDIAMARO :- )

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione e quando ne hai voglia bevi il latte

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche.
Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

Marco Casarza, Svizzera

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Kotiomkin
10 Buoni motivi per fare la tessera del Pd
“Ogni volta che fai una tessera del PD, in Sudamerica un guerrigliero piange” (Francesco Brescia)
1. E’ bello averla nei dopocena tra amici, quando hai esaurito le barzellette
2. Hai in regalo la certezza di morire democristiano
3. Ti fa provare l’ebbrezza dell’infermità mentale
4. Ti spuntano le palle di acciaio
5. Se la metti insieme ad altre tessere puoi trovare lavoro nel tessile
6. Se tua moglie ti lascia e vuole portarsi via tutto, è costretta a prendersi anche quella
7. Offre uno sconto di otto ore sui discorsi di Vendola
8. Garantisce ad ogni seduta spiritica un “vaffanculo” in omaggio da Berlinguer
9. Puoi metterla con le mollette nei raggi della bici
10. E’ bello dire al Carrefour: “Prendete la PD, voi?”
(in ordine sparso: Mimmo Caporali, Teo Guadalupi, Elisio Marinelli, Letizia Battaglia, Gianpiero ..
Perone, Renato Minutolo, Montales, Fabrizio Gilli, Massimo Bozza, Feel Ice, Giuliana Guizzi)
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Lorenzo
Così possiamo aggiungerne un’altra all’elenco.
PD e PDL non hanno restituito i rimborsi pubblici
PD e PDL hanno votato 55 fiducie al governo Monti
PD e PDL hanno votato la riforma Fornero
PD e PDL hanno sempre rivotato i finanziamenti delle missioni militari all’estero
PD e PDL hanno buttato 15 miliardi per 90 F35 e 35 miliardi in armi
PD e PDL hanno votato il regalone alle società delle slot
PD e PDL non hanno mai fatto le legge sul conflitto di interessi
PD e PDL non hanno mai messo all’asta le frequenze TV concedendole sempre gratis
PD e PDL hanno preso soldi dal patron dell’ILVA
PD e PDL hanno parlamentari con incarichi multipli vietati dalla Costituzione
PD e PDL mantengono le Province e i piccoli Comuni contro il diktat dell?Ue
PD e PDL vogliono la TAV, gli inceneritori, il cemento
PD e PDL considerano il precariato un’opportunità vedi Letta a proposito dell’Expo
PD e PDL non cambiano il Porcellum da 8 anni
PD e PDL hanno aumentato l’IVA al 22%
PD e PDL ci hanno dato le tasse più alte del mondo
PD e PDL hanno inserito nella legge di stabilità un calo di 1,150 miliardi nel biennio 2015-1016 per il Fondo sanitario nazionale
Quando il PDL votava lo scudo fiscale di Tremonti nel 2009 il PD era assente dall’aula
PD E PDL APPOGGIANO UN MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CHE SI AUTODEFINISCE AMICA DI UN CONDANNATO COL FIGLIO LATITANTE IN SVIZZERA.
..
SPINOZA
Questo è il PAese dello zio Sim

Il ministro Cancellieri presenta il suo piano per ridurre il sovraffollamento delle carceri. È un 899

Giulia Ligresti fu ritenuta “incompatibile con il regime carcerario”. Ha troppi soldi.

Il ministro assicura: “Lo rifarei”. Tanto i Ligresti non mancano.
Pressioni sulla Cancellieri da parte dei vertici del Pd. Nemmeno loro sanno come uscirne.
Intercettazioni dagli Usa per capire le intenzioni del governo italiano. Poi magari ditele anche a noi.
(Gli americani che intercettano l’Italia è un po’ come se Boncompagni avesse intercettato Ambra)
..
Siamo il Paese degli amici degli amici degli amici..
ma com’è che a noi non ci sta amico nessuno?
.
Più che amici compagni di merende
Più che umanità..omertà
Qualcuno ci spieghi in cosa la Cricca diverge dalla m a f i a
E non mi si dica che la Cricca “non ammazza” sennò mi arrabbio veramente
Insomma: quando in cella ci finisce uno di quelli che ci vanno perché mangiano troppo, poi i compagni di merende lo liberano perché in cella non mangia più? e ci dicono che deve stare fuori per poter mangiare ancora?
.
Ma quanto è umana la Casta con la Cricca!
Lupo non mangia lupo
E tutti insieme sbranano le pecore
..
Lowerome
La prima telefonata del ministro è un tentativo affettuoso di rincuorare i Ligresti: “Lo Stato non esiste”.
(a guardare il Pd, ce n’eravamo già accorti)
.
Antonio Carano
Cancellieri interviene per far scarcerare Giulia Ligresti. Speriamo solo non la faccia affidare a una prostituta.

Scivoliamo ogni giorno di più nel terzo mondo
Siamo al posto 49 per libertà di stampa
Al posto 27 per qualità di vita
Ultimi in Europa per giustizia civile
Ultimi per risultati economici
Per fortuna siamo primi per corruzione politica
Tutti ottimi motivi per votare di nuovo Pd e Pdl
Nemmeno un bambino sottosviluppato ci cascherebbe
.
Poi ci vengono a dire che siamo rovinati perché “abbiamo speso più delle nostre possibilità”
Ma a quale ‘Noi’ stanno parlando?
..
Cancellieri: “Nessuna interferenza”. Hanno capito forte e chiaro.
.
Schopenhauer
“O mangi sta minestra o chiami la ministra”.
.
Rafforaino
Repubblica: “la Cancellieri ammacca il governo”. Ci si è seduta sopra?
.
Comunque è curioso: un’obesa che aiuta un’anoressica
.
e come credete che ci saremmo meritati 20 anni di degenerazione politica e morale
se la Casta e la Cricca e la Mafia non fossero state c. u l o e camicia?
Ognuno fa la sua parte
Il presid.dellarep. difende chi sta dentro il patto mafia/Stato
Il Ministro della Giustizia difende chi sta dentro la Cricca imprenditoriale
Il Pd difende il più grande malfattore del Paese
“Oggi a te, domani a me” è l’unica legge che conta
E’ così che la degradazione regna eterna!
..
Travaglio disse che il Pd entrava al Potere come una merchanding bank
Ora abbiamo pure la cricca connection
.
Il peggio è che questa ‘iniqua’ sta pure al Ministero della Giustizia
Ma chi vogliono prendere per il c..o??
..
e andiamo avanti così!
votiamo sempre gli stessi!
fingiamo che questa sia una democrazia!
e non una oligarchia fondata sulla corruzione!
andiamo avanti così
fino al suicidio totale!
guardando storto chi vuol fare pulizia
e vuole rovesciare la piramide dal fondo
chi vuole innovazioni culturali
e riforme politiche!
andiamo avanti così
ultimi tra gli ultimi
verso il terzo mondo!
Abbiamo raggiunto il fondo
abbiamo cominciato a scavare
non passa giorno che il peggio non peggiori
che il cancro partitico non marcisca ulteriormente
che la vergogna degli iniqui non batta un altro record!
e continuiamo a tollerare chi li difende!
continuiamo a disperare su un futuro amaro!
continuiamo a votare belve e sciacalli!
ma per quanto ancora? per quanto ancora? per quanto ancora?
..
In Inghilterra un ministro si è dimesso perché aveva facilitato il viaggio di accompagnamento della tata dei suoi bambini
In Germania un ministro si è dimesso perché hanno scoperto che la sua tesi di laurea era copiata
Negli USA un ministro si è dimesso perché lo hanno accusato di non aver pagato i contributi alla colf
Il primo ministro del Peru, Juan Jimenez, si è dimesso per una polemica nata da una dichiarazione sul tema della sicurezza.
Solo in Italia non si dimette nessuno
..
Lunedì la Cancellieri è a Strasburgo a discutere la riforma carceraria
Immagino con che nomea
.
Cancellieri interviene per far scarcerare Giulia Ligresti. La Giustizia è bendata, ma la sua Ministra ci vede benissimo.
.
George Clone
Questa incertezza mi logora. Voglio dire, mi squilla il telefono e non so se è Papa Francesco o la Cancellieri.
.
Schopenhauer
E’ arrivato il circo
Brunetta sostiene la Cancellieri. Letta fa il contorsionista, Bersani l’ingoiatore di rospi, Renzi il giocoliere, Grillo il comico, la Santanchè la danza del ventre, la Di Girolamo la donna segata in due, Alfano il trapezista senza rete, Giovanardi il giovanardi…
(a voi il sequel)
.
Fool
Cancellieri: “Anche un ministro è un essere umano”.
Infatti: errare è umano. Ma non dare le dimissioni è diabolico.
.
Aristotele paziente
“A Ivrea si è impiccato un detenuto italiano di 53 anni con solo 1 anno di pena residua ed è il 13° suicidio ed il 43° in carcere dall’inizio dell’anno”. (marzo 2013).
Hanno provato a telefonare ma la Cancellieri era sempre al telefono coi Ligresti.
.
Warmsoul
Cancellieri: il mio non è un caso Ruby.
E io che vi avevo scambiate per un secondo…
.
Montales
Lungo applauso al Senato per il discorso della Cancellieri. Non si sa mai, potrebbero finire in carcere.

Chiara la posizione di Sel: “Tutti i detenuti dovrebbero essere trattati come la Ligresti”. Minchia! 60.000 Falcon privati?
.
E.N.R.I.
Cancellieri: “Sono un Ministro, ma anche un essere umano”.
Ah! Lo sapevo che erano almeno in 2 lì dentro!
.
http://masadaweb.org

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