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Friday June 23rd 2017

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MASADA n° 1491 1/11/2013 AMEN

Blog di Viviana Vivarelli

Perché mi piace il M5S – Nemmeno la DC arrivò a quello che succede oggi – Il Paese dei fuochi fatui – Papa Francesco e le donne – La troika e il sacco dei risparmi – Voto palese su Berlusconi- Via tutte le banche meno quella di Stato! – Che fine hanno fatto gli altri movimenti di democrazia diretta in Europa? – La beffa di Tari, Trasi e Trise – Il programma unico – Il compenso di un Fazio qualsiasi – Endemol – Superstipendi in RAI – E il nazista dove lo metto?- La legge sul negazionismo – Pregare senza disertare- A Treviso la discriminazione è finita – Benvenuti in Danimarca- La grigia uniforme del potere

Se c’è una cosa che posso dire di avere imparato dalla vita è che non si deve mai dire mai. Ci poniamo dei confini, ma poi c’è il viaggio, che diventa una meta e che ci porta, senza che noi lo vogliamo fuori dai confini che pensavamo di avere.
Le persone che ci mancano non vanno mai via, almeno così capita a me. Ci confronteremo sempre con loro. Certo, si avvicinano e si allontanano, come facciamo del resto tutti da questa parte dell’esistenza.
(Lettera di Piero)

Carl Sagan. Contact
Il mondo è complesso. Il mondo è misterioso. La prima idea che ciascuno si fa del mondo non è necessariamente quella giusta. Gli uomini possono ingannarsi. Anche gli scienziati. Tutte le dottrine socialmente odiose sono state appoggiate da famosissimi scienziati. E, naturalmente, da politici. E da rispettabili capi religiosi. Lo schiavismo, per es., il razzismo nazista. Gli scienziati commettono errori. Tutti commettono errori. Fa parte dell’essere umano.
Il modo per ridurre gli errori è di essere scettici. Si mettono alla prova le idee, si controllano secondo rigorosi standard di evidenza. Non credo che esista una verità universalmente accettata come tale. Ma quando si consente che le diverse opinioni si confrontino, quando ogni scettico può attuare il suo esperimento personale per controllare qualche opinione, allora la verità tende a emergere. Questa è la linea di condotta portata avanti dalla scienza. Non sarà un procedimento perfetto, ma è il solo che sembra funzionare. E le religioni non sono scienze. Ognuna pretende di avere la verità assoluta, ma si scontrano su troppe cose. Su troppi punti si contraddicono a vicenda. Essere agnostici significa riconoscere che nessuna religione dà la perfetta evidenza. Se ci fossero prove inconfutabili sul mistero divino, tutti gli uomini della Terra ci crederebbero. Invece metà almeno degli umani non crede a nessuna religione e gli altri si combattono tra di loro. Sembra abbastanza ovvio constatare che quelle che credono di essere religioni assolute non sono altro che tentativi molto relativi di istituzionalizzare un potere usando il nome di Dio”.

Ma quanti altri feticci sono stati sventolati per abbindolare gli uomini così come il nome di Dio? La parola democrazia è uno di questi.

PERCHE’ MI PIACE IL M5S
VV
Perché è l’unico movimento politico di questo Paese che abbia una ‘morale civile’.
Perché è l’unico movimento politico che porti avanti le istanze di democrazia diretta anticipate dal movimento mondiale e universale dei no global.
Perché é l’unico movimento esistente che si proponga una rivoluzione culturale per uscire dalla degenerazione della partitocrazia parlamentare che ha trasformato la democrazia in una oligarchia spocchiosa e assoluta.
Perché intende restituire al popolo quella sovranità che gli appartiene, che è l’unico fondamento che giustifichi un governo, che permette ai cittadini di governarsi da soli contro i partitocratici che questo potere hanno fraudolentemente rubato.
Perché si propone come una visione totalmente nuova della politica, della società, dei rapporti tra gli uomini, dei rapporti con l’ambiente, dei diritti che spettano ad ognuno e dei doveri che riguardano tutti.
Perché ha svelato i patti occulti da sempre esistiti tra destra e sinistra e le ipocrisie di entrambe le fazioni, in una complicità feroce che ha svenduto questo Paese al grande capitalismo trasformando l’Italia in una terra da conquista, come nemmeno nel peggiore neoliberismo.
Perché rifiuta il classismo che divide l’Italia in due Paesi, quello di coloro che hanno tutto e non devono temere nulla e quello di coloro che non hanno niente e devono temere tutto, mentre ogni giorno diventa più chiara la violazione del punto 1° della democrazia, per cui tutti dovremmo essere uguali davanti alla legge, mentre in questo disgraziato Paese la cricca non fa che arroccarsi nella difesa dei propri privilegi, abusi e impunità, creando un sistema iniquo di autoprotezione che nulla ha a che fare con la Giustizia o la democrazia.
Perché si oppone al turpe complotto che collega i media al potere facendone la cassa di risonanza delle loro menzogne, in un’opera continua di disinformazione, inganno, calunnia, deformazione dei fatti, che ci precipita sempre più nelle classifiche mondiali.
Per tutto questo scelgo M5S.

MA NEMMENO LA DC
vv
Dovremmo tutti ammettere che almeno la DC aveva un minimo di amor proprio nei confronti degli USA, che aveva costruito uno stato sociale (quello che il Pd e Renzi vogliono abolire), che non si era messa a svendere l’acqua pubblica o i beni demaniali, che non aveva lasciato violentare i nostri soldi dalla grande finanza, che faceva funzionare un minimo di credito bancario, che aveva ricostruito il Paese e non lo aveva distrutto, aveva creato posti di lavoro e non portato a una disoccupazione giovanile del 40,4%, che non aveva distrutto come adesso scuola e ricerca, che non aveva deturpato in modo così massiccio giornali e televisione, che non mostrava la vergogna di tanti condannati al potere e non avrebbe mai aiutato uno sciagurato come Berlusconi, che aveva un minimo di rispettabilità almeno apparente e non era scesa tanto in basso, che si era fermata ai Patti Lateranensi senza gli ulteriori regali di Tremonti al Vaticano, che non regalava impunità e condoni come ora e che manteneva una certa differenza di valori tra destra e sinistra.
Dovremmo tutti ammettere che questi ultimi 20 anni di inciuci innominabili tra finta destra e finta sinistra sono stati quanto di peggio potevamo mai vedere, in cui sia dx che sx sono riusciti a fare anche peggio della DC.

QUESTO E’ IL PAESE DEI FUOCHI FATUI
Viviana Vivarelli

360 morti in mare sono il fuoco fatuo di un giorno, buono per riempire i giornali e sputare un po’ su questo o quello, arrogandosi meriti inesistenti e divulgando calunnie opportunistiche.
Il giorno dopo chi muore tace e chi vive si dà pace. E si passa a un nuovo fuoco fatuo, mentre i problemi restano e le soluzioni non arrivano.
Si vive come le falene.
Ma io spero che il problema dei migranti non scompaia e che Grillo/Casaleggio non approfittino del nuovo spot del giorno per perdere la memoria, perché la sofferenza resta e non scompare col cambio di titoli sui giornali. E la sofferenza del mondo o diventa la mia o sono destinata a perire come una non nata.
Io non sono osservante. Considero le chiese con sospetto, come le scienze. Istituzioni che gestiscono il potere. Spero di essere religiosa nel senso di religare/abbracciare tutto e tutti. Non mi pongo il problema di Dio, problema inutile, visto che non ne possiamo dire niente. Ma mi è piaciuta la lettura di don Aldo su Matteo 5,1-12, che intende lo ‘spirituale’ come un concetto che passa attraverso le categorie socio-antropologiche della “giustizia”, della “povertà”, della “purezza del cuore” e della sofferenza di lotta.
«Il mistero del Vangelo – scriveva Balducci – sta tutto in una specie di rovesciamento che ci obbliga a verificare la nostra fede non già su un Dio che non vediamo e che può essere, perciò, un luogo di inganno, di auto-inganno, ma sull’uomo…
Perché la domanda della fede non è quella dell’uomo che si rivolge a Dio e gli chiede: “dove sei?”, bensì quella di Dio che si rivolge all’uomo e gli chiede: “Dov’è tuo fratello?” (Genesi 4,9).
Sentirsi interpellati nel profondo di se stessi su questa responsabilità per l’altro, la vittima, l’emarginato, la giustizia che è condizione per il suo riscatto e il pianto di lotta che è il prezzo per la sua liberazione sono l’unica strada, laica e profana, attraverso la quale vivere la felicità, altrui e, quindi, la propria.
..
Mi chiedono cosa vorrei per il raggiungimento di una maggiore felicità

Io non miro alla felicità, concetto obliquo e ingannevole che tende all’edonismo. Non miro al piacere. Miro alla giustizia.
Credo profondamente che ci siano dei diritti fondamentali che debbano essere rispettati universalmente.
Così comincio da quelli:
-vivere e non sopravvivere
-avere la concreta possibilità di un futuro migliore
-essere rispettati in quanto persone, in quanto lavoratori, in quanto cittadini
-non conoscere discriminazioni, di censo, sesso, etnia, ideologia, religione, credenze, colore della pelle, provenienza…
-essere trattati tutti secondo giustizia essendo tutti uguali davanti alla legge
-godere di leggi giuste che discendono dai cittadini stessi secondo la loro evoluzione storica e civile e non sono imposte da caste di potenti, ma soprattutto non hanno come fine gli interessi e gli obiettivi di quella ristretta casta ma il bene sociale del maggior numero di persone
-vivere in un ambiente non inquinato, non depauperato o distrutto
-avere la possibilità di farsi una cultura e di evolvere intellettualmente e spiritualmente….

Se questi fini fossero realizzati, credo ci sarebbe maggiore Giustizia.
La Felicità in senso edonistico è un concetto puerile.
Si deve vivere per raggiungere la Giustizia, non la Felicità.

Ciro
“Preparavo io le buste per i politici, secondo le indicazioni di Di Caterina”. In circa 13 anni a Filippo Penati del PD braccio destro di Bersani “sono stati dati almeno 3 milioni di euro”. Maria Giulia Limonta, stretta collaboratrice dell’imprenditore Piero Di Caterina, ieri ha testimoniato nel processo per il Sistema Sesto nel Tribunale di Monza.
Penati uno dei tanti , secondo la corte dei conti in Italia ogni anno i politici rubano 60 miliardi. 60 miliardi moltiplicati per gli ultimi 30 anni, voglio essere buono perché questi rubano fin dai tempi della DC, PSI e PCI, ovvero 50 anni, fanno giusto il debito pubblico. A parte gli altri 19 punti del programma 5S che pure condivido, quello che davvero vorrei vedere applicato prima di essere troppo vecchio per godermelo è il politometro. Quanto manca!

Da: GIANCARLA CODRIGNANI

Rendo pubblica la lettera inviata a Papa Francesco, sono stata sollecitata dall’interesse che dimostra per riformare la posizione delle donne nella Chiesa.
Alcuni indizi (divieto al sacerdozio femminile, intervento ai convegno dei ginecologi, scomunica di un prete americano favorevole all’ordinazione delle donne) e dalla notizia, fornita da ‘El Pais’ e da ‘Famiglia cristiana’ che anticipa l’ipotesi dell’inserimento di una donna nel collegio cardinalizio.
Se fosse vero, papa Francesco otterrebbe un grande successo mediatico, ma non incontrerebbe il favore delle donne che non chiedono un posto nella gerarchia che le omologhi al modello maschile anche nella Chiesa ma il riconoscimento della loro soggettività autonoma.
Ho allegato alla lettera un documento di Carlo Maria Martini che, intervenendo ad un convegno nel 1981, espresse in modo straordinariamente efficace il senso che deve avere il tardivo riconoscimento della posizione delle donne nella Chiesa.

Caro Papa Francesco,
come non provare sentimenti di amicizia e di fraternità nei suoi confronti e non solidarizzare con i segnali che viene lanciando attraverso l’infittirsi di relazioni con persone più o meno note della società italiana? Non intendo accrescere il numero dei corrispondenti che incomincia, forse, a farsi molesto; ma sono indotta a interpellarla dopo la notizia del suo intento di pronunciarsi sullo spazio da assegnare alle donne nella Chiesa. Presumo sia anche per lei un dato di realtà che non i disegni di Dio, bensì i ruoli
gerarchicamente diversi che uomini e donne hanno storicamente assunto comportano differenze che non vanno sottovalutate, soprattutto se si ricercano nuovi equilibri.
Essendo anche lei un uomo come gli altri, sa bene che difficilmente agli uomini capita di dire parole adeguate quando parlano con noi, soprattutto se pensano di parlare “per” noi. Anche la Chiesa ci conosce solo attraverso una convenzione che non corrisponde alla
nostra ermeneutica, di credenti e di non credenti: senza una donna non ci sarebbe stata nascita, senza un’altra donna non ci sarebbe stato annuncio (sarebbero mai arrivati al sepolcro vuoto gli apostoli senza Maria di Magdala?). Come “genere” siamo meno sensibili alle ambizioni di potere che sono incoerenti, almeno nella Chiesa, anche per un uomo. Tuttavia non siamo così stolte da non esser state sempre consapevoli che, anche se in dottrina non si ritrovano giustificazioni alla discriminazione, la Chiesa è rimasta maschile fin da quando la tradizione dei primi secoli ha trasmesso gli scritti dei “padri” della Chiesa e non delle madri, menzionate solo in quanto viri dimidiati. Carlo Maria Martini fin dal 1981 ha posto l’urgenza di un nuovo riconoscimento della presenza femminile nella Chiesa, ma non ne sono seguite innovazioni. Anzi l’attribuzione al nostro genere di uno speciale “genio femminile” è rimasto nel tradizionalismo e non sono
sembrate amicali le misure adottate dal suo predecessore per accertare l’ortodossia della Federazione delle suore americane (LCWR). Per questo sono certa della sua informazione previa sull’ormai imponente letteratura specifica di teologhe e filosofe e dell’ opinione femminil- femminista (uso l’aggettivo, anche se riprovato da rappresentanti
della gerarchia poco attenti alle dinamiche sociali) del popolo di Dio e anche della condivisione delle idee con donne religiose e laiche cattoliche (ma non solo). Tuttavia oso esprimerle la mia preoccupazione: in tempi in cui la Chiesa soffre abbandoni “di genere”, le donne si aspettano di ottenere non rappresentanza, ma riconoscimento di soggettività. Non le deluda. Perdoni la confidenza nella sua disponibilità. La ricordo con sentimenti di fiducia e affetto
G.C.

Mi permetto di allegarle il testo dell’introduzione del card. Carlo Maria Martini al Convegno tenutosi a Milano nell’aprile del 1981. Perché, si chiede ad esempio la donna, identificare l’immagine di Dio con quella trasmessaci da una cultura maschilista? Quale l’annuncio
kerigmatico per lei, non rinchiuso in una visione moralistica? Quali indicazioni per un cammino spirituale e di santità che la stimolino adeguatamente? Quali indicazioni per una rinnovata prassi pastorale, per un cammino vocazionale per il matrimonio, per la consacrazione religiosa, la famiglia, in considerazione della nuova coscienza di sé
che la donna ha acquisito? Quali indicazioni per un linguaggio globale, anche liturgico, che non faccia sentire esclusa, nella sua elaborazione, la donna?
Perché così poche e inadeguate risposte alla valorizzazione del proprio corpo, dell’amore fisico, dei problemi della maternità responsabile?
Perché la pur grande presenza delle donne nella Chiesa non ha inciso nelle sue strutture? E nella prassi pastorale perché attribuire alla donna solo quei compiti che lo schema ideologico e culturale della società le attribuiva, e perché non esplicitare i suoi carismi “opera dello Spirito Santo”?
I ruoli ecclesiali affidati alle donne sono allora secondo i carismi di una Chiesa condotta dallo Spirito oppure ancora frutto di una mentalità maschile?
Le donne si chiedono tutto questo. Non sempre lo esprimono. Sentono ancora timore a infrangere una “iconografia” della donna cristiana, dentro la quale peraltro stentano a riconoscersi e non riescono più ad adattarsi.
La Chiesa deve porsi in ascolto. Deve lasciarle esprimere da protagoniste. Il loro modo di leggere, interpretare la vita ha una rilevanza che deve segnare un cammino pastorale che non può vedere le donne perennemente soggette o brave e fedeli esecutrici, quasi
vergognose o timide di fronte alla forza che potrebbero esprimere in novità.
I ministeri, carismi, servizi, sono doni per la comunità ed esigono una profonda e attenta rilettura che apra nuove vie alla comprensione del ruolo delle donne nella Chiesa.
La filosofia e la teologia nelle loro varie branche, l’esegesi biblica, la pastorale hanno un compito urgente da svolgere con gli strumenti che a loro sono propri.
Le scienze umane aprono loro ampi spazi di documentazione e di fondazione. Ma anche la vita delle donne, anzi, dalla loro vita parte un richiamo fortissimo di novità. Le più mature non esprimono vane rivendicazioni di false parità: chiedono di costruire in pienezza e
con coraggio, mettendo in discussione se stesse, la società e la Chiesa.

Giancarla Codrignani (Bologna, 18 luglio 1930) è una scrittrice, giornalista, politica e intellettuale italiana, impegnata nel movimento per la pace e più volte parlamentare della Repubblica.

LA TROIKA E IL SACCO DEI RISPARMI
Bruno Amoroso

Il FMI ha smentito di aver proposto il prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini europei, ammettendo semplici “discussioni ed esperienze su ipotesi di prelievo sui capitali una tantum”, come metodo per aggredire il debito. Ma la smentita non convince il prof. Bruno Amoroso, economista, prof. emerito all’Università di Roskilde, in Danimarca. “La Troika è di nuovo al lavoro”, sostiene. “La BCE e la Commissione stanno preparando il sacco dei risparmi, mentre il FMI fa lo stesso in parallelo specializzandosi su come far pagare ai cittadini il ‘debito estero’ degli Stati”.
Piero Ricca
Piero Ricca: Professore, nei giorni scorsi ha fatto discutere l’ipotesi, contenuta in un report del Fmi, di un prelievo una tantum sui conti correnti a livello europeo. Le sembra credibile? E in quale contesto questa ipotesi si colloca?
Bruno Amoroso: L’ipotesi del FMI è parte della seconda fase della strategia di esproprio dei risparmi dei cittadini, avviata durante gli anni ’80 e ’90 e che ha avuto una sua prima prova di successo negli Stati Uniti e nell’Unione Europea con la rapina finanziaria del 2008-2010. Una rapina che ha portato un bottino nelle mani di pochi gruppi pari al 37 % del PIL europeo; cioè aiuti di Stato tra ottobre 2008 e ottobre 2011 a favore degli enti finanziari pari a 4.500 miliardi di euro, a cui si aggiungono 6.500 miliardi di euro, il che ha fatto ovviamente scoppiare il”debito sovrano” di molti paesi dell’UE, stimato tra i 45 mila e i 65 mila miliardi di euro. Di questa rapina, definita da James K. Galbraith “il più grande crimine finanziario della storia del capitalismo” si conoscono gli autori e gli attori. Basta leggere il testo dell’indagine condotta negli Stati Uniti dalla Financial Crisis Inquiry Commission (Financial Crisis Inquiry report, 2011) che ne illustra i meccanismi e le collusioni politiche. Il Rapporto spiega che tutte le leggi introdotte per legalizzare questa rapina sono in vigore e i responsabili sono ai loro posti e si accingono al secondo girone.
La fase attuale ha avuto inizio a fine 2012 con il rastrellamento dei pochi risparmi ancora in giro mediante l’imposizione del conto in banca anche ai pensionati con 1000 euro al mese; seguito dalla legge che impone il trasferimento delle informazioni su tutti i conto correnti all’Agenzia delle entrate e dalla Direttiva Barnier in corso di approvazione al Parlamento europeo, che introduce a livello europeo la norma sperimentata a Cipro – e cioè che in caso di fallimento bancario sono i risparmiatori a pagare e non più i governi o la BCE. Si prepara a fine anno il fallimento delle maggiori banche europee e quindi il prelievo sui conti dei risparmiatori. Su quello che accadrà poi si è espresso con chiarezza il ministro Saccomanni che ha di nuovo aperto alle “cartolarizzazioni” e ha dichiarato finita l’era delle banche per dare il benvenuto al “sistema finanziario ombra”.
Insomma, la Troika è di nuovo al lavoro. La BCE e la Commissione stanno preparando il sacco dei risparmi, mentre il FMI fa lo stesso in parallelo specializzandosi su come far pagare ai cittadini il “debito estero” degli Stati.
Il governo Letta è consapevole di tutto questo. Per questo è stato il governo dei rinvii, in attesa che lo scoppio della crisi e il fallimento degli Stati dell’Europa del sud annulli tutti gli impegni verso i cittadini, inesigibili dentro i parametri europei. La legge finanziaria presentata si muove dentro questa stessa logica per rassicurare i risparmiatori prima del collasso. Più che un’aspirina per combattere il cancro è un sonnifero, ammesso che funzioni.
PR: Proprio Enrico Letta ribadisce l’assoluta necessità della “stabilità” e vede il rischio della crescita del “populismo antieuropeo” alle prossime elezioni europee; dal canto suo Mario Draghi ritiene che l’euro è “irreversibile” e ha recentemente sottolineato i progressi nei bilanci dei paesi membri. Lei cosa risponde?
BA: Entrambi parlano come persone informate dei fatti, che sono cioè consapevoli dei rischi di quello che stanno facendo. Per Letta, e simili, le riforme devono creare un “presidente” forte per reprimere l’inevitabile reazione popolare che verrà a seguito di ciò che stanno preparando. Draghi continua a fare alla BCE quello che ha fatto in Italia al tempo delle privatizzazioni bancarie che sono divenute il veicolo delle speculazioni successive della Goldman Sachs e Co. Ha coperto la crisi del 2008 come Governatore della Banca d’Italia scaricandone i costi sui risparmiatori e i cittadini. Oggi ripete l’esercizio alla BCE. L’uomo giusto al posto giusto. E pochi ricordano che nella sua tesi di laurea svolta con Federico Caffè affermò, ben prima del disastro, che l’euro non si doveva e non si poteva fare.
PR: Il debito pubblico italiano è una zavorra che ha ampiamente superato i duemila miliardi di euro, mentre la crisi economica sta riducendo in povertà milioni di persone. Vede alternative all’austerità?
BA: I debiti nascono perché qualcuno li chiede – per bisogno o magari inavvertitamente – e qualcuno li concede – per amore degli altri come si fa in famiglia o sperando di trarre vantaggio dalle disgrazie altrui. Quando il meccanismo si inceppa, come nel nostro caso, si rinegozia il tutto e entrambe le parti si accollano la loro parte di responsabilità. Continuare sull’austerità, come si sta facendo, porta ai disastri politici e sociali che conosciamo dalla storia. Cioè a quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sulle nostre strade.
PR: Anche nel suo ultimo saggio – “Figli di Troika. Gli artefici della crisi economica” (Castelvecchi) – lei sottopone a severa critica un potere decisionale fuori controllo, nelle mani degli “incappucciati della finanza”: chi sono, perché sono diventati così potenti?
BA: Come sottolineo nel mio saggio gli “incappucciati” individuati da Federico Caffè negli anni ’80 oggi si sono tolti il cappuccio e gestiscono in prima persona anche Il potere politico in tutti I paesi europei. Il governo politico italiano ha nei posti di maggiore responsabilità individui che sono espressione diretta di quegli ambienti. Coloro che sino a qualche anno fa erano i controllori “incappucciati” della politica ora ne sono diretti rappresentanti. Una bella riforma costituzionale di fatto già attuata, mentre si fanno campagne per difendere qualcosa che ormai non c’è più. Si tratta semmai di ri-affermare la Costituzione, ma questa non nacque in seguito a qualche corteo o alle elezioni ma a una guerra, anche civile. Se c’è un modo pacifico di farlo va scoperto rapidamente.
PR: E’ ancora possibile salvare il progetto di integrazione europea?
BA: Temo che sia troppo tardi per ricucire un rapporto di fiducia tra i cittadini europei e le istituzioni. Tuttavia, per quanti ancora credono che ciò sia possibile, è necessario spazzare via la Triade, dare potere al Parlamento europeo in modo che esprima un governo politico europeo nei limiti delle competenze previste. Per quanto riguarda i paesi dell’Europa del sud, devastati dalla crisi e dalla BCE, si tratta di rinegoziare per intero il funzionamento dell’Eurozona consentendo dentro questa due aree monetarie con margini di maggiore flessibilità e con un meccanismo di solidarietà tra nord e sud. Lo scoglio è rappresentato dalla Germania, quello scoglio che ha affondato oggi l’Euro. O la Germania contribuisce a risollevare la nave oppure è meglio abbandonarla prima che sia troppo tardi. Ma temo che sia già troppo tardi, e i primi ad abbandonarla saranno proprio i Tedeschi.
.
Carlo b
Tra le due cose meno sopportabili ci sono l’inganno e l’incompetenza. Questa legge di stabilità (stabilità del declino?) ha in sé entrambe le cose.

VOTO PALESE SU BERLUSCONI
Viviana Vivarelli

La giunta accetta, dopo grandi pressioni del M5S, che il voto sulla decadenza di Berlusconi sia palese. Inutile dire l’ira del fu-Cavaliere che fidava sui voti comprati dall’opposizione e ora minaccia sfracelli come chi compra della refurtiva e si sente frodato dai ricettatori che gli hanno venduti sbrillocchi per diamanti. E che in questa condizione putrida ci sia ancora chi rivela, come la Bernini, il piano di avversari/finti amici che tentano di “fucilare” Berlusconi dopo avergli dato ogni assicurazione di salvezza, o ci siano oscurità persistenti come i leghisti che nemmeno ora tolgono al reo la loro infame adesione, è cosa che farebbe sghignazzare se non desse il tragico quadro di una parte di popolo in decadenza acuta da ogni moralità e da ogni intelligenza.
Sono 20 anni che la vera politica italiana si svolge nell’oscurità delle trame, dei patti segreti, dei ricatti interessati, delle spartizioni vergognose, delle compravendite repellenti, e che leggi ignobili di puro interesse personale vengono votate grazie all’abbondanza di franchi tiratori o alle opportune assenze di chi doveva opporsi.
Questa gente è ormai talmente sordida e viziosa che odia con tutta se stessa qualsiasi cosa odori di trasparenza, di responsabilità personale, di limpidezza, pulizia, irreprensibilità, moralità..
Hanno fatto della politica la pratica degli inganni, degli inciuci, dei tradimenti, delle manfrine, dei reciproci interessi, delle mangiatoie vergognose e promiscue, calpestando ogni criterio di democrazia, di efficienza e di buon governo.
Sono talmente intrisi di politicume di bassa lega da non rendersi nemmeno conto di quanto a troppi Italiani la loro sbobbia sia diventata intollerabile così che guardano a questa cricca di invasori come ai peggiori nemici di questo Paese.

DESIDERANDA
Viviana Vivarelli

Il voto dovrebbe essere sempre palese
In Costituzione dovrebbe essere inserito l’obbligo di mandato,cioè la precisa responsabilità verso gli elettori e l’aderenza al programma per cui si è stati votati
Chi esce dal partito per cui è stato votato deve lasciare la sua carica fino alle successive elezioni. Non devono esserci gruppi misti e tanto meno emolumenti suppletivi per i capogruppo (la Bresso è capogruppo di se stessa)
Ci deve essere un limite tassativo ai decreti legge,eliminando drasticamente quelli che non rispondono ad effettivi requisiti di necessità e urgenza(vd calamità naturali)
L’art. 139 non si tocca! La Costituzione è rigida è non può diventare di colpo variabile adattandosi agli opportunismi dei governi del momento
Devono essere vietati i decreti omnibus che includono di tutto e di più
Non deve essere permesso a una giunta di poche persone di decidere ‘motu proprio’ su leggi importanti dello Stato
Non può assolutamente essere permesso che in una situazioni di crisi come l’attuale un gruppo di 32 persone nominate dal presidente della Repubblica si permetta di modificare ad arbitrium mezza Costituzione
Non può essere assolutamente permesso che la stessa persona ricopra per due volte la carica di presidente della Repubblica perché ciò è anticostituzionale
Non deve essere permesso al presidente della Repubblica di nominare governi saltando il voto popolare
Ogni spesa di ogni ente o istituzione dello Stato deve essere dichiarata con la massima trasparenza
Chiunque sia eletto a qualunque carica pubblica deve poter dare di conto sul web con la massima trasparenza dei propri cespiti e dei propri guadagni
Devono esserci pene più gravi per i reati contro lo Stato dentro la Pubblica Amministrazione e i rei devono esserne radiati per sempre
Devono esserci pene più gravi per qualunque esponente della polizia di Stato (poliziotti, carabinieri, secondini..)si renda colpevole di reati contro la persona,con espulsione immediata. Si introduca il reato di tortura!

Doriana Goracci

«Via tutte le banche tranne quelle di Stato» è una delle frasi che pronunciò una bambina di nome Victoria Grant. Diceva Gaber non insegnate ai bambini la vostra morale ma qui è la bambina che insegna a noi. Ho avuto la segnalazione di questa esperta di finanza (e non esagero) pochi giorni fa con un video ma tutto era già stato scritto circa un anno addietro su diversi blog della Rete, alcuni anche molto noti come il Financial Times e l’Huffington Post. Oggi la mini economista, ha 13 anni e vive in Canada. Andò all’ incontro del Public Banking Institute di Filadelfia il 27 aprile e spiegò come funzionava il sistema bancario, o meglio come «Le banche ci derubano due volte» con i tassi di interesse sui prestiti ai cittadini, e lo Stato che si paga gli interessi debitori, con i soldi dei contribuenti. Cosa fare? Nazionalizzare le banche, per non pagare due volte gli alti tassi di interesse. Sono sei minuti di un video a cui si rivolge agli economisti, iniziando con 5 domande:

“Vi siete mai chiesti perché il nostro Stato è perennemente indebitato?”
“Vi siete mai chiesti perché il governo impone ai canadesi così tante tasse?”
“Vi siete mai chiesti perché i banchieri delle più grosse banche canadesi siano sempre più ricchi e il resto di noi no?”
“Vi siete mai chiesti perché il nostro debito nazionale supera gli 800 miliardi di dollari e perché noi cediamo 160 milioni di dollari ogni giorno a banchieri privati per soli interessi sul debito nazionale?”
Mi chiedo perché di questa bambina rivoluzionaria e saggia, non si sappia niente dal maggio del 2012, e forse non si è mai saputo niente…O forse è importante fare solo milioni di click e mi piace e non fare “altro”? Victoria è diventata un fantasma: chi l’ ha vista, batta un colpo, anche due. Grazie

http://www.reset-italia.net/2013/10/29/banche-bambina-victoria-grant/

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=6YqnUp0crHw&w=560&h=315]

CHE FINE HANNO FATTO GLI ALTRI MOVIMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA IN EUROPA?
Viviana Vivarelli

I movimenti di piazza spagnoli e statunitensi si sono vanificati perché mancavano di un coordinatore come Grillo e di un ideologo come Casaleggio, dunque di un referente pubblico collettivo che alzasse le passioni e di una visione di futuro che criticasse in modo sostanziale e universale i principi del turbocapitalismo.
I movimenti dei pirati tedeschi e svedesi hanno sempre avuto un ambito molto ristretto, puntando essenzialmente alla libertà sul web e rivolgendosi fondamentalmente ad un pubblico di internauti. Non che l’informazione non sia importantissima nel mondo attuale, anzi è essa è alla base di ogni libertà, perché una informazione imbavagliata, come è in Italia, porta a una disinformazione patologica che ottunde le coscienze e agisce come una vera arma di manipolazione di massa portando la gente a ignorare i fatti e a votare per il proprio male. Tuttavia, solo il M5S si presenta, nella congerie dei nuovi partitini occidentali, come un vero e rivoluzionario Movimento popolare che attacca il sistema neoliberista che sta ormai implodendo su se stesso, un sistema criminale centrato sul lucro e sul potere di pochi dominanti che favoriscono, oltre a se stessi, le potenti corporazioni delle banche, dei finanzieri, dei magnati, delle corporation e degli speculatori di Borsa.
Per tutti questi motivi, il M5S si propone come un esempio non solo all’Occidente, ma al mondo.
Un esempio ovviamente, come avviene a tutte le avanguardie, con i suoi difetti iniziali, difetti che si spera saranno via via temperati e risolti, via via che avanzerà la coscienza civile e la partecipazione.

Napolitano ha esortato a non propagare l’odio

Ma da che pulpito viene la predica?
Tutto questo ventennio è avanzato sulla scia dell’odio e massimamente in Italia.
Odio propagandato contro i comunisti, odio finto e elettorale contro Berlusconi, odio fattivo contro i poveri, odio machista contro le donne, odio contro malati e bambini, odio contro gli omosessuali, odio sperticato contro ogni diverso, primo fra tutti il diverso per colore della pelle, per etnia, per religione, per alimentazione, per provenienza, per censo, odio per amplificati terrorismi e amplificati pericoli sociali.
A queste correnti di odio si sono aggiunti gli odi sportivi, quelli locali, quelli faziosi, quelli dettati da cretinaggine per nascita, quelli di chi vuole mantenere a tutti i costi le attuali aggregazioni di potere, quelli di chi attacca pervicacemente qualunque innovazione, qualunque idea di democrazia, qualunque speranza di evoluzione, qualunque tutela di un popolo.
Di queste correnti di odio Napolitano ha sempre fatto parte da 70 anni, parteggiando in modo fazioso nella distribuzione di potere a gruppi che nulla hanno a che fare con la democrazia, con gli interessi dell’Italia, con le scelte elettorali, col suo ruolo di super partes. E se queste seconde elezioni anticostituzionali sono avvenute, ciò è stato unicamente perché meglio di ogni altro Napolitano poteva tutelare gli interessi di una cricca disposta a non cedere un mm di un potere usurpato con la menzogna e con la manipolazione della legge.
Dunque, se si parla di odio, nessuno come Napolitano dovrebbe essere esentato dal nominare questa parola.

Ciro r Napoli

Tari, Tasi e Trise, sembrano i nomi di tre personaggi di un allegro racconto popolare, tipo Bertoldo Bertoldino e Cacasenno, peccato che qui non ci sarà niente da ridere ma solo nuove lacrime che si aggiungeranno a quelle già versate. I tre nuovi bizzarri balzelli non arrivano da soli verranno accompagnati da ulteriori tagli (sanità) e tasse “a do cglio coglio “ (dal 20 al 22% quelle sui vostri risparmi già ampiamente tassati da quelle sul lavoro all’origine); “praticamente niente di nuovo, è quello che fanno da 50 anni” obietterà qualcuno. Se pensate che il mostro Fiscal Compact, approvato da Monti con il governo ” salva Italia”, ci razzierà per i prossimi 20 anni (è legge ) altri 40-50 miliardi l’anno, c’è da chiedersi come ne usciremo, se ne usciremo e quale Italia questo signore insieme ai suoi mandanti (Napolitano, PD e PDL) abbia salvato. Per adesso di sicuro hanno salvato solo quella dei loro privilegi che continuano a restare tutti lì in bella mostra alla faccia dei comuni cittadini: noi siamo noi e voi non siete un ca*** ! Dove per “noi” si intende chiaramente anche lo stuolo di parenti, amici e commarelle, che saranno qualche milione se teniamo conto dei 4 gradi di governo (governo centrale, regioni, province e comuni ) a loro associati, un numero di parassiti troppo consistente per qualsiasi bestia da soma anche la più in salute, cosa che non si può certo dire del popolo italiano già abbondantemente acciaccato..
Ma gli italiani hanno una grande “dote” , aspettano pazienti per dirla alla Totò che continuando a prendere pugni in testa, rideva: ”Volevo capire: ma dove vuole arrivare questo, e che so Pasquale io ?”

IL PROGRAMMA UNICO
Bruno Pirozzi

Ci siamo, il governo sta per la varare la manovra e che manovra.
Nei provvedimenti da attuare si intravvede un misto fritto di tagli ai servizi e nuove tasse con una misera contrazione al cuneo fiscale che porterà ai lavoratori 150/200 euro in più, all’ANNO però.
Beh, alla fine il governo delle tasse ha vinto ma dov’è il famoso partito degli oppositori?
Già, il famoso partito di Berlusconi che tanto ha criticato i comunisti e che ha lottato per l’abolizione dell’Imu in cambio ha ottenuto 2 nuove tasse, la Tari e la Tasi con l’introduzione di un’ulteriore Service Tax che pagheranno anche gli inquilini, un risultato eccellente!
E l’aumento dell’Iva? Quella già procede a tutto spiano.
E la Tav e gli F35? Quelli sono nel programma unico.
Chi pagherà i debiti di Alitalia? I cittadini naturalmente alla faccia delle tante decantate privatizzazioni del partito delle libertà.
E i tagli alla sanità? Che muoiano i più deboli!
E l’indulto, l’amnistia, il reato di clandestinità ? Questi non erano temi dei comunisti, buonisti, da salotti chic?
Che fine ha fatto la destra e i suoi temi di giustizia e legalità?
Cari elettori, è da anni che vi prendono in giro. Destra e sinistra alla fine si vedono nel momento del bisogno ma evidentemente non il nostro.
Le manovre in Italia avvengono puntuali, senza se e senza ma, da almeno 50 anni.
Prima c’era una finta lotta in Parlamento che desse una parvenza di democrazia; oggi scrivono un programma unico e lo attuano nel silenzio assurdo causato da un frastuono mediatico senza precedenti.
La democrazia si sta assottigliando come il ghiaccio ai poli e il caldo lo sentono un po’ tutti.

IL COMPENSO DI UN FAZIO QUALSIASI

La Rai è in rosso ma si permette ancora di pagare compensi galattici come quello di Fazio, 5,4 milioni di euro l’anno!
Ma, chiedo, se c’è un obbligo di pareggio di bilancio per lo Stato italiano, perché non deve esserci per la Rai??
Richiesto da Brunetta, Fabio Fazio ha replicato con una battutina, dicendo che il suo compenso non poteva essere divulgato “per motivi di riservatezza”, ma questa è una ciofeca, un atto non da furbino ma di grave sfacciataggine
Poiché la Rai è pagata col canone cioè con soldi nostri, noi, in quanto ‘paganti’, abbiamo tutti i diritti di conoscete tutto sui conti che paghiamo, tanto più in quanto la gestione rovinosa della RAI ha aperto un pesante debito che pagheremo comunque noi.
Se c’è crisi e se ci sono conti in rosso, non è accettabile che si continui a scialacquare a mani basse sulle tasche dei cittadini né è consentito a un pirla qualsiasi di fare lo spiritoso su eventuali ‘riservatezze’, perché ciò suona come un’offesa a quanti non godono di trattamenti privilegiati e a causa della crisi prendono stipendi da fame o perdono il lavoro, e parlo soprattutto di quanti hanno ben più meriti di un Fazio qualunque e si dedicano alla ricerca scientifica o a lavori comunque importanti per lo Stato.
Ci devono essere dei parametri ‘etici’ o perlomeno di ‘tollerabilità’ contro la vergogna di questi conti extra large, non più sopportabili in tempi di crisi. E, se c’è crisi, questa deve esserci per tutti, politici, amministratori, presentatori… Una crisi a macchia di leopardo che colpisce me e salva te non è tollerabile.
Il Codacons, a nome dei consumatori e utenti radiotv ha presentato un esposto alla Corte dei Conti contro la Rai e ha chiesto all’Agenzia delle Entrate di accedere ai contratti per scoprire quanto, alla fine, Fazio o quelli come lui si mettono in tasca ogni anno. Non solo lui, ovviamente, le associazioni hanno chiesto di far luce anche sui compensi della Littizzetto e Benigni ecc . Ma i ladri della tv sono parecchi:
la Littizzetto, porterebbe a casa 20mila euro per ogni suo intervento. Per Sanremo 2013 avrebbe percepito 350mila euro,
la Clerici prede un milione e mezzo,
Carlo Conti un milione,
Vespa 600.000,
Floris 550.000,
la Venier 500.000…
Ma ha senso tutto questo?

Ma non solo la Rai ha un numero esorbitante di dipendenti e dirigenti e presentatori super pagati,ma, quando fa un programma, ne compra il format fuori!!

ENDEMOL

Secondo Wikipedia, Endemol è una multinazionale che commercia in format, cioè schemi di programmi per la tv, idee articolate in regole di esecuzione. Già non si capisce come una RAI con 13.248 dipendenti e 43.000 collaboratori non sia capace di produrre dei format in proprio e magari di venderli, visto che si tratta di guadagni miliardari che risanerebbero i bilanci in rosso di un’azienda elefantiaca, fondata sul nepotismo, il clientelismo politico e il protezionismo sessuale. L’unica rete che ha fatto delle sperimentazioni di programmi nuovi è stata Rai 3, che ha avuto ottimi direttori come Ruffini, ma è sempre stata boicottata a morte e si è parlato spesso di eliminarla, per quanto i suoi programmi siano sempre stati i migliori della Rai e per quanto in questi 20 anni la permanenza al potere di governi di csx sia stata pari a quella dei governi di cdx, ma la situazione di abbandono della Rai da parte del csx nelle mani di Berlusconi è nota.
Nel 2007 il 75% del gruppo olandese fu acquistato per quasi 3 miliardi da un consorzio in cui c’era la Mediacinco Cartera (controllata per il 25% da Mediaset Investment).
Mediaset controllava il 33% di Endemol (l’11% direttamente, il resto attraverso controllata spagnola tramite scatole cinesi).Oggi è abbastanza difficile sapere realmente quali quote di azionariato gestisce Mediaset perché gli affari di Berlusconi sono sempre stata contrassegnati da oscurità, segreti, società che possiedono formalmente altre società, paradisi fiscali e frodi finanziarie.
Nel 2010 Sole 24 ORE segnalava che Endemol avrebbe raggiunto un livello di indebitamento pari a 3 miliardi di euro, pari a circa 10 volte il margine operativo lordo
Nell’aprile del 2012 Mediaset uscì dal gruppo Endemol dopo che Mediaset Espana comunicava di aver venduto la totalità della sua quota di debito senior in Endemol che attualmente corrisponde al 4,2% della totale di tale debito.
Aveva ancora 2 miliardi di debito e restava in mano ad alcuni fondi, tra cui S Paolo.

Il ‘moralista’ Brunetta fa le pulci a Fazio per quanto guadagna.
intanto però lo stesso Brunetta per la sua villa con piscina non pagherà un euro.
La soglia di esenzione dall’imposta sulla prima casa prevista nel decreto, guarda caso, comprende anche la residenza del capogruppo del Pdl, che non è considerata “abitazione di lusso”, nonostante abbia cinque bagni e dieci camere, più giardino.
Sono questi i ‘giustizialisti’ italiani!!
Meglio perderli che trovarli!!
Tutti bravi a fare i conti sulle tasche degli altri e più fanno i moralisti meno sono in regola nelle cose proprie!
In Toscana si dice: “Straccio dice a cencio!”

Stipendi dei dirigenti Rai

Dg Gubitosi: 650.000 euro l’anno (Riotta prendeva addirittura 650.000 euro)
Minzolini stipendio collegato a 550.000
Quattro dirigenti non giornalisti, tra cui la presidente Tarantola, guadagnano tra i 300mila e i 400mila euro, mentre i più, 190, stanno nella fascia 100-200mila. Impossibile, invece, sapere quanto prendano, anche a spanne, conduttori, soubrette, ospiti vip, artisti e rispettivi manager (che decidono i palinsesti Rai).
Il contenzioso tra dipendenti e collaboratori con la Rai non ha paragoni in nessun’altra società. Ad ogni spostamento o cambiamento di palinsesto non gradito, spesso giustamente visto che le scelte dei vertici sono quasi sempre dettate da preferenze politiche e lottizzazioni, scatta la causa. Il 90% delle volte il dipendente ha la meglio in tribunale, e quindi la Rai sgancia (a spese nostre!)
La Rai ha ancora aperte circa 1.300 cause di lavoro, su 13 mila dipendenti. In pratica un dipendente ogni 10 è in causa con l’azienda, con una frequenza di una causa al giorno e un costo complessivo di 105 milioni di euro per il contenzioso legale nel 2011. Più di 140 casi sono stati risolti, ovviamente aprendo il portafogli pubblico, in un solo anno.
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La Rai ha più dipendenti di Mediaset, Sky e TI Media insieme. Non le basta il canone, impone anche la pubblicità. Ma negli ultimi 5 anni il suo bilancio non ha fatto che peggiorare. Contro il peggioramento dei conti e l’immiserimento dei programmi, la Rai non ha fatto che aumentare le assunzioni e l’acquisto di format. Ed è aumentato anche il canone
Secondo i dati aggiornati a fine 2011, in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378 lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995) e Ti Media (709) messe insieme.
E, sempre nel 2011, il costo del lavoro ha rappresentato in Rai il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset, il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro, ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky Italia.
Su 13.229 dipendenti RAI, gli under 30 sono meno di 50

IL NAZISTA DOVE LO METTO?
Massimo Gramellini

Persone banali avrebbero celebrato i funerali di Priebke di soppiatto, nella cappella dell’ospedale in cui era stata composta la salma della SS centenaria. Avrebbero cremato il cadavere, disperse le ceneri in mare, come gli americani fecero con quelle di Bin Laden, e resa pubblica la notizia a cose fatte. Ma in Italia le persone banali si trovano esiliate in tinello davanti a un bicchiere di analgesico. Le stanze delle decisioni pullulano di creature originali che disprezzano la noiosa legge di causa ed effetto, in base alla quale il modo migliore per disinnescare un barilotto di dinamite non consiste nel bombardarlo. Ecco allora l’avvocato del defunto annunciare urbe et orbi (soprattutto orbi) l’orario e il luogo delle esequie, con sufficiente anticipo per permettere a nazifascisti e partigiani di non mancare all’appuntamento. E appena il sindaco di Albano Laziale, l’unico a essere visitato in tutta la giornata da un attacco di intelligenza, cerca di impedire l’incendiario consesso, viene subito zittito dall’illustre signor prefetto. Si proceda dunque all’arrivo scortato della salma nella chiesa dei padri fascio-lefebvriani riabilitati da Ratzinger, con il contorno inesorabile di risse, minacce, svenimenti, monetine e con il finale surreale di un funerale sospeso per invasione di campo e di una bara che continua a girare per l’Italia in cerca di oblio.
Prima ancora che la decenza, a suggerire di far sparire i resti di Priebke in silenzio era il buonsenso. Ma il buonsenso prevede che qualcuno si prenda la responsabilità di usarlo.

LA LEGGE SUL NEGAZIONISMO

I 5stelle non hanno bocciato la legge contro il negazionismo in Senato, presentata frettolosamente da una giunta come risposta populista alla reazione violenta del Paese contro i funerali di Pirbke. Hanno detto che l’argomento era tanto importante che richiedeva la votazione dell’intero parlamento e non poteva essere liquidato come fosse una correzione al codice stradale dalla decisione frettolosa di una giunta!
Cerchiamo di non capire fischi per fiaschi! E cerchiamo di andare contro questa moda imperante per cui anche le massime decisioni dello Stato vengono prese attraverso la mezza dozzina di voti di una commissione e non sono discusse in pieno Parlamento
In quanto a coloro che ritengono che il negazionismo sia ‘solo un’opinione’, pensino costoro che non è ‘un’opinione’, come intendono fare minimizzandolo, IL NEGAZIONISMO E’ UN INSULTO A MILIONI DI MORTI. A GENTE CHE E’ STATA INTERNATA, TORTURATA, AFFAMATA, VIOLENTATA, ASSASSINATA in nome di una ideologia demoniaca e perversa, per cui malvagi come i preti lefebvriani non dovrebbero essere tollerati né nello Stato né nella Chiesa, perché sono una bestemmia vivente, un insulto alla storia, una evidente apologia della barbarie nazista.
Austria, Belgio, Francia, Germania hanno leggi penali che danno il carcere a chi nega l’olocausto ebraico.
Israele, Portogallo e Spagna puniscono penalmente la negazione di qualsiasi genocidio.
Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione di Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Lituania, Polonia Repubblica Ceca, Slovacchia, e Romania. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni paesi può arrivare fino a dieci anni.
Anche l’Ungheria, il Liechtenstein, il Lussemburgo e la Svizzera puniscono il negazionismo, così come i Paesi Bassi lo includono nella categoria dei “crimini d’odio” mentre altri paesi legiferano su altre forme di negazionismo, l’Ucraina, ad esempio, punisce il negazionismo dei crimini sovietici quale l’Holodomor.

Don Paolo Farinella

.. il 2 agosto avevo scommesso che saremmo arrivati all’amnistia o comunque al salvacondotto per il ladro di Stato e corruttore nazionale. In qualsiasi altro Stato di Diritto, non si sarebbe fatta nemmeno una parola o un sospiro, ma alla lettura della sentenza, il giudice avrebbe chiamato le guardie e lo avrebbe messo in catene e lo avrebbe buttato in una cella di sicurezza. Invece abbiamo assistito al ludibrio di una finta repubblichetta, in cui un condannato in 3° grado entra tra gli inchini in Senato, si alza, prende la parola e promette la fiducia al governo, dopo che per giorni ha minacciato di farlo cadere. Il capetto del governo, tale Letta, invece di alzarsi e rifiutare il suo voto perché indecoroso e sporco in quanto di evasore ufficiale dello Stato, cosa fa? Sorridendo al servo del ladro che gli sedeva accanto, in Senato, ha detto per due volte con senso di ammirazione rivolto al truffatore: «Grande! Grande!». Parli per lui, il Letta, rappresentante di un governo non legittimo, ma non parli per gli Italiani e le Italiane oneste che mai si piegheranno alle conventicole di convenienza, sacrificando le fondamenta stesse dello Stato e delle Istituzioni democratiche!». Questo democristiano di ritorno nomina saggi e manomette l’art. 138 della Costituzione che è l’architrave della sacralità della Carta. Senza di esso, tutto è lecito, anche l’illecito, senza di esso, tutto «se po’ fa’”.

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Domenica 13 ottobre da Bari, il Berlusconino del Pd, il toscanino Renzi, ha detto una cosa lapalissiana che è anche un desiderio onirico di quella che fu una volta la sinistra del Pci e la sinistra della Dc: «la legalità è di sinistra» oppure «Criticare il Colle (leggi: l’imperatore Napolitano) non è lesa maestà». Apriti cielo! Si spalanchino le fogne! Sussultano gli abissi! Come si permette di tirare in ballo il nostro beneamato Dittatore, il nostro Duce, la nostra Luce, anzi la Luce dei nostri occhi, re Giorgio, proprietario esclusivo dei sacri destini della Patria e della salvezza di Berlusconi, certificato evasore fiscale del patrio Stato?
Immediatamente il moderato Quaquaquagliarello quaquaglia l’occasione e grida: «L’amministia deve valere anche per Berlusconi. Non è concepibile che una legge non comprenda anche uno solo (cioè lui)». Peccato che il saggio che deve riformare la Costituzione ha approvato una quaquaquarantina di leggi fatte apposta per il sultano, pensate apposta per tirarlo fuori dai guai giudiziari fino al punto di affossare la giustizia per tutti, pur di salvare uno solo, allungando e accorciando processi come fossero fisarmonica. Questo signorino «moderato» osa anche dire – ormai l’impunità è legge – che il suddetto suo padrone e datore di lauto stipendio è «vittima di una persecuzione giudiziaria». Signore e Signori, è questo qua-qua-qua – padrino costituente!!!! – che ha in mano le sorti della Costituzione nello stesso momento in cui calpesta il principio dei principi democratici: la separazione dei poteri (politico, governativo e giudiziario). E’ questo il vero attentato alla Democrazia e a costui, se il Pd avesse mai avuto un minimo di dignità avrebbe dovuto dare un calcio nel sedere e buttarlo nella fogna da cui proviene. E’ questo quaquaquaglio qui che la base del Pd ha osannato nella festa nazionale di Genova.
Il Pd non può farlo, perché con lui pranza e cena Violante il cervello sopraffino che studia da una vita come salvare Berlusconi e farla anche franca. Ci riuscirà. Ci riuscirà. Parola di scout. L’impegno di tutti, da re Giorgio ai giannizzeri del Pd, agli schiavi del Pdl e all’inutilità del M5S, più confuso che esistente, va in una sola direzione: abolire la Carta Costituzionale per permettere ai vandali, unni, ostrogoti, visigoti di complemento di razziare finché è possibile prima che scoppi la rivoluzione e la gente inforchi i forconi, i mestoli, i mattarelli e le fionde e corra all’assalto dei palazzi che ormai sono il simbolo dell’indecenza istituzionalizzata.

I FUNERALI DI PRIEBKE
don Paolo Farinella

Nessun funerale è lecito sia dal punto di vista etico che da quello umano a chi fino alla morte è stato orgoglioso del suo passato e non ha mai rinnegato nemmeno per sbaglio le orrende scelte di morte che ha fatto. Al contrario, n’è andato fiero, sprezzante e altero. Che lo sia fino alla fine. Accolgo e faccio mia la proposta di seppellirlo ad Auschwitz dove mandò a cuocere migliaia di Ebrei e «nemici». Lì e solo lì, messo in evidenza, potrà risplendere la contraddizione tra il dolore sommo e la colpa infinita di un uomo che nemmeno la saggezza della vecchiaia ha saputo redimere, ma che al contrario ha incattivito. Si brucino i resti in forma privatissima e si portino nel campo di concentramento e vi restino da morti, esposte al ludibrio delle genti. Si scriva a caratteri cubitali che Priebke fu e resta in eterno un macellaio di innocenti, che fisse fino a 100 anni, lui che troncò vite giovani e giovanissime senza nemmeno fare una piega ieri come oggi.
Non è vendetta, non è ritorsione, non è altro che coerenza. I cimiteri, dal 1806 (editto di Saint-Cloud) sono recinti «sacri» dove può entrare solo la pietà, l’umiltà, l’austerità della morte e il silenzio. Lo stesso vale per il tempio degli dèi di tutte le religioni e di tutti i tempi che dedicano al loro dio uno spazio e un tempo sacri: chi li viola è passibile di morte. Nel tempio di Gerusalemme, vi era una scritta in ebraico e in greco, riservata ai Gentili, cioè ai Greci che potevano accedere solo nel cortile loro riservato, ma non potevano valicarne la balaustra di accesso al cortile del popolo d’Israele: «chi lo fa, sappia che va incontro alla morte». Priebke non può essere un credente e tanto meno un cristiano o cattolico perché ha disprezzato pubblicamente e oscenamente qualunque divinità con atteggiamenti di protervia, senza inchinarsi una sola volta davanti ai morti ammazzati che gli gravano sulla coscienza.

Sperare è come pregare.
Non ha senso se resta un atto vuoto di azione
Da un post di Don Aldo: PREGARE SENZA DISERTARE

Luca dice: «dovete pregare sempre, senza stancarvi.. Nella versione latina è “et non deficere”, ma “deficere” significa anche “tradire”. L’originale greco,“καί μή έγκακείν”, vuol dire anche “comportarsi male”. Ma il grande gesuita Giovanni Vannucci” scrive testualmente: «“Senza stancarsi” è la debole e vaga traduzione di un’espressione greca che significa l’abbandono delle armi fatto da un soldato ignavo durante il combattimento, dunque è “senza abbandonare le armi”, “senza disertare”, pregare senza abbandonare la lotta!
E’ dunque difficile la preghiera “innocente”, come ricorda padre Balducci:
«A chi vive ad un certo livello di cultura, non è più lecito pregare con innocenza. La preghiera, come invocazione a Dio, per essere autentica, presuppone che si sia messo in opera tutto quello che è nelle nostre possibilità per realizzare l’obiettivo che riteniamo buono e necessario. Se noi preghiamo invece che operare, non c’è dubbio che la preghiera presume di riempire i vuoti della nostra umanità. E siccome in un mondo qual è il nostro, la consapevolezza delle ragioni delle ingiustizie, dei soggetti storici che ne portano la responsabilità, è viva e presente, pregare perché avvenga la giustizia nel mondo è atto ambiguo o addirittura iniquo se si accompagna al disimpegno. Ecco perché è difficile che la nostra preghiera sia innocente. Essa porta su di sé i riflessi oscuri delle nostre complicità con le cause di quel male che vorremmo eliminato da questo mondo. E’ come quando, in certe comunità si faceva la preghiera per i poveri. Ma erano comunità solidali con il mondo dei ricchi e quindi impegnate a mantenere le condizioni che favoriscono la divisione fra ricchi e poveri e che poi si costruivano per l’occasione una buona coscienza con la preghiera periodica per i poveri».
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Ho preso uno scritto sulla preghiera, ma pensavo alla speranza.
Entrambe, se non sono attive, non sono nulla.

A TREVISO LA DISCRIMINAZIONE E’ FINITA

Treviso, l’ex feudo leghista dice sì alla cittadinanza dei bimbi cinesi e moldavi e riconosce lo “ius soli” per i figli degli immigrati. L’epoca della xenofobia è finita.
C’erano una volta le panchine tolte per non far sedere gli immigrati e c’era il sindaco leghista, Gentilini, che proponeva di “vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile”. Ma solo dopo averli schedati, impronte di mani, piedi e naso, e prima di caricarli sui “vagoni piombati”, che sennò loro, quei “perdigiorno extracomunitari”, “portano Aids, Tbc, scabbia, epatite” e “annacquano la nostra civiltà”. Erano i tempi della “Razza Piave”. Lo sceriffo Gentilini non si era ancora paragonato al Duce (“ho finito il mio ventennio, oggi osservo dal balcone”). Nessuno avrebbe mai immaginato che la storia sarebbe cambiata. Non qui, non così. Invece a Treviso, ex feudo leghista con un crescente 11% di stranieri, moltissimi dei quali integrati e impiegati, adesso ai bambini forestieri nati in città daranno la cittadinanza onoraria, un’anticamera locale dello ius soli. A Treviso si sproloquiava dal palco di “tolleranza doppio zero”, “spari ad altezza d’uomo”, “tiro ai gommoni”, “burqa da bruciare”. Gentilini urlava: “La nostra civiltà è superiore a quella del deserto, gli immigrati rovinano la nostra razza”. Tutto finito.
Dice oggi l’assessore alle politiche per l’immigrazione: “Vogliamo lanciare un messaggio al governo a favore dello ius soli, il riconoscimento della cittadinanza piena ai bimbi nati in Italia. Inviteremo il ministro Kyenge, vorremmo fosse lei a consegnare questi riconoscimenti ai bambini delle prime elementari”. Eccola la rivoluzione dolce di Treviso. “L’idea della giunta è un grande segnale di civiltà – spiega il rappresentante della comunità marocchina – Questa città ha sempre saputo integrare anche se certi amministratori vomitavano odio contro gli immigrati cavalcando la paura della gente”. “Vogliamo una città aperta, sempre più multietnica e multiculturale- dice il sindaco- L’epoca della xenofobia becera è finita, Treviso è di tutti e per tutti, saremo la città dell’accoglienza”.
La Provincia è a guida leghista, come la Regione Veneto. Ma le visuali, rispetto a un tempo, sono cambiate. “Lo ius soli? Se è come in Germania, partendo dai bambini di 8 anni, si può fare”, apre il governatore Luca Zaia. Del resto la nuova composizione di Treviso è sotto gli occhi di tutti. Se solo 15 residenti stranieri su 100 in provincia fossero nati in Italia e minorenni, con lo ius soli sul territorio si conterebbero almeno 15mila italiani in più. Per ora si parte, simbolicamente, dai bambini.

E così Enrico Letta, l’esecutore del Bilderberg, ci ha aumentato le tasse nel momento stesso in cui mentiva e spergiurava di ridurcele, però ha alleggerito di un miliardo il fisco alle banche!!
E questa leggina di stabilità che accentua la crisi italiana ce la viene pure a chiamare “ripresa”!!!???
L’unica notizia buona di oggi è che 11 uomini di Scelta Civica hanno ripudiato Monti! però noi, grazie al caro Napolitano, ce lo ritroveremo senatore a vita per sempre! E lo pagheremo noi vitalizio compreso, non lo farà Napolitano!
Ogni esodato dimenticato, ogni malato senza ospedale, ogni disoccupato senza speranza, ogni lavoratore che si è visto allontanare l’età pensionabile, ogni elettore con diritto sovrano alle elezioni, ogni vittima della mafia, quando impreca, dovrebbe ricordarsi di Napolitano e del male che ha fatto a questo Paese!
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http://www.padovapolitica.it/2013/05/danimarca-se-e-tutto-vero-noi-siamo-il-terzo-mondo/
BENVENUTI IN DANIMARCA
Qualche settimana fa mi chiama Martina espatriata in Danimarca e mi dice: ‘Allora, come procede la gravidanza della tua compagna?’ e io le rispondo: ‘Fortunatamente procede tutto bene, ma in pochi mesi stiamo spendendo tantissimi soldi, tra visite specialistiche, ecografie, esami del sangue, e ancora deve nascere, figuriamoci quanto inciderà un figlio nel bilancio famigliare appena sarà nato’¦ ora capisco quando le persone dicono c’è troppa crisi per permettersi un bambino’
E lei: ‘SCUSA? Ma in Italia per fare figli devi pagare? Ti fanno pagare per mettere al mondo creature che, tra qualche anno, pagheranno tasse per mantenere il paese? Non ci credo, qui è un mondo completamente diverso, non solo ogni esame medico è completamente gratuito, ma nel caso di gravidanza lo Stato ti sovvenziona, non paghi nulla, anzi’¦ ogni bambino che nasce lo Stato da dei contributi economici, e non solo le mamme prendono la maternità, ma contemporaneamente lo stato fa prendere anche la paternità ai padri. C’è un altissimo rispetto per la famiglia, anche perché allo Stato, tutto torna’.
Io nel frattempo ho cercato in giro e ciò che trovavo era sconcertante se paragonato al nostro paese: In DANIMARCA non si paga la tassa sulla prima casa.
In DANIMARCA non esiste il sostituto di imposta, i lavoratori dipendenti percepiscono la paga lorda e compilano una dichiarazione dei redditi di 2 paginette senza commercialista, CAF e menate varie.
In DANIMARCA ci sono -20 gradi d’inverno, ma nelle case ci sono 25 gradi perché il riscaldamento delle abitazioni si fa con le acque reflue delle fogne depurate, inviate nelle abitazioni sfruttando come fonte energetica il gas prodotto. La spesa di una famiglia di 3 persone per scaldare un ambiente di 100 mq. per un anno è di 150 euro.
In DANIMARCA i ministri girano in bicicletta, così come la gran parte della popolazione, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Se ti azzardi a comprare una macchina nuova ti bastonano di tasse, mentre se tieni la tua vecchia carretta (rinunciando a produrre CO2 per il ciclo produttivo di una nuova auto) hai agevolazioni fiscali.
In DANIMARCA paghi le tasse per avere la pensione, ma se decidi di rinunciare ti ridanno i soldi con gli interessi.
In DANIMARCA i crediti dello STATO verso i contribuenti sono liquidati per legge ENTRO 1 MESE ma nessuna amministrazione si azzarda a superare i 15 gg per una questione di efficienza.
In DANIMARCA un operaio guadagna l’equivalente NETTO di 2.500 euro e un direttore di banca non supera i 7.000.
NON E’ VERO CHE IN DANIMARCA LE TASSE SONO PIU’ ALTE CHE DA NOI, in quanto la pressione fiscale (che è esente da addizionali locali) è inferiore al 42% TUTTO COMPRESO.
‘Ambientarsi in un paese nuovo può spaventare, ma quando un paese ha un alto livello di civiltà, diventa tutto molto più semplice e veloce, corsi gratuiti di 3 anni della lingua danese per tutti, ma qui il danese sembra quasi la seconda lingua, con l’inglese vai ovunque. La cosa che mi ha stupita di più è che qui si pagano tasse care, ma mai quanto in Italia e la cosa pazzesca è come il paese fa vivere i propri cittadini.
Efficienza in ogni settore, il rispetto per l’ambiente, il rispetto per le classi sociali’¦
Le case sono molto belle, prevalentemente basse, i grattacieli e i palazzoni sono una rarità, il clima in inverno e’ molto rigido ma in estate e’ assolutamente mite. E in ogni stagione si gira tutti in bicicletta, sempre. Le città sono tutte a misura di bici e chi usa la macchina viene visto malissimo, sembra una pecora nera in un paese di mosche bianche. Chi vuole la macchina paga tasse pesantissime, questo perché lo Stato disincentiva traffico e smog. Le autostrade sono completamente gratuite, mentre da voi in Italia costano più del carburante che consumate per percorrerle.
Scuole e università sono gratis e gli studenti percepiscono uno stipendio, perché lo Stato considera lo studio come un lavoro e quindi come tale va retribuito. Uno studente universitario danese (o immigrato con residenza/cittadinanza) percepisce uno stipendio mensile minimo di circa 700 euro (5.000 corone danesi) dal governo.
E come se questo non bastasse lo Stato danese continuerà a dare un aiuto economico nel caso in cui gli studenti nei 12 mesi successivi dalla laurea non trovassero lavoro.
La vita costa un po’ più dell’Italia, nel senso che le case sono un po’ più costose della media italiana, ma non esistono poi tasse sugli immobili, e credimi che uno studente che percepisce dalla scuola minimo 700 euro e se divide un affitto con altri studenti può comunque permettersi di non pesare più sulla propria famiglia.
E pensare che in Italia a volte 700 euro non è neanche la retta mensile per certe università o lo stipendio di molti lavoratori!
Comunque è vero che le case costano un po’ di più, come costa un po’ di più la vita se vai a prenderti un aperitivo con gli amici tutti i giorni, ma considera che un laureato, semplicemente con il suo primo lavoro percepisce quasi 4.000 euro al mese, NETTI’.
Pensa che noi come coppia portiamo a casa 2 stipendi simili, anche se il nostro bellissimo bilocale, arredato e in centro costa 1.200 euro al mese, guadagnando comunque 7.000 euro ci rimangono ogni mese 5.800 euro e ti garantisco che ci viviamo benissimo. E poi vuoi sapere qual’è la ciliegina sulla torta? Che qui non si lavora come muli o schiavi, qui si è molto tranquilli, sereni, si inizia a lavorare mediamente alle 10 la mattina e alle 16 si esce dal lavoro. Questo è il nostro ‘full time’ che ti fa prendere quasi 4.000 euro di stipendio. Il resto del tempo potrai passarlo con la tua famiglia e viverti la tua vita.
Considera che comunque da queste parti nessuno guadagna meno di 2.500/2.700′ euro al mese.
La cosa che da italiano ti farà strano, è vedere milioni di biciclette, alcune costosissime, lasciate libere, senza catene, e nessuno ruba nulla. Nei primi tempi mi metteva in difficoltà vedere le donne che lasciavano borse e cellulari abbandonati sui tavoli o sulle sedie e tranquillamente dopo mezz’ora tornavano a riprenderle su quei tavoli abbandonati, mai nessuno che osa fare un furto. In Italia sarebbe solo una questione di pochi secondi per subirlo. C’e’ cosi tanta onestà in questo paese, che le mamme con i bambini nei passeggini, quando vanno a fare shopping, entrano nei negozi, e lasciano i piccoli parcheggiati fuori, loro con calma scelgono i capi, se li provano, li pagano ed escono fuori a riprendere i passeggini, lo fanno per non far subire ai piccoli gli sbalzi termici in modo che si ammalano di meno, ma non è mai sparito un bambino in Danimarca! In Italia quale madre avrebbe cosi tanta fiducia del prossimo?
Un’altra caratteristica è la luce’, d’estate le giornate sono piene di sole per moltissime ore al giorno, in inverno la luce è poca’, teniamo le luci un po’ più accese di voi nei periodi freddi. Il governo ha da poco stanziato un ‘piano ferie’ che aumenta mensilmente la possibilità ai dipendenti di farsi un viaggio nei paesi caldi, si arriva tranquillamente ad avere una settimana di ferie al mese (percependo sempre lo stesso stipendio), e il colmo è che la Danimarca è un paese felice, dove tutto va benissimo, dove non manca nulla e anche gli autobus, che hanno un biglietto più costoso ma utilizzabile contemporaneamente da 4 persone: 1 genitore e 3 figli, indicano la destinazione con uno smile e la scritta ‘Sorridenti fino alla meta ‘.
Ora raccontami, come va la tua vita in Italia?

http://www.stampalibera.com

LA GRIGIA UNIFORME DEL POTERE

Avete visto voi facce più monotone e uguali di Monti e di Letta, che è il suo clone? L’unica differenza è che nella versione Letta la voce gracchiante e robotica di Monti è stata sostituita da un tono suadente e soporifero, che crea un graduale addormentamento della mente e dei sensi. Letta è la versione ‘valeriana’ di Monti. Ma sono entrambi ‘funzionari’ del Potere, identica è la dipendenza dal Bilderberg, la pervicacia di portare avanti un neoliberismo ormai implodente, il fine di favorire il sistema bancario e finanziario, il cinismo e l’indifferenza verso le sofferenze della gente, l’abitudine alla menzogna strisciante, l’intenzione di distruggere totalmente questo disgraziato Paese per l’arricchimento di poche esose ricchissime cricche di finanzieri.
Dopo la stirpe dei rettili: Berlusconi, Verdini, Previti, Dell’Utri… è ora l’avvento delle amebe, gli uomini in grigio, i burocrati senz’anima, che perfettamente si intendono tra loro, nel mondo opaco della finanza internazionale e vicendevolmente si elogiano con toni sommessi, nei loro abiti compiti, le loro cravatte opache, i ripetitivi discorsi di prammatica dove il linguaggio orwelliano trova la sua dimensione di ipocrisia permanente.
C’è una sola frase di Letta che potete ricordare?
Le sue parole scorrono come il fiume del Lete stendendo un velo di oblìo su un Paese ucciso, tradito, sfracellato, che i colletti grigi continuano a ignorare, mentre tessono tra di loro oscuri tranelli nella morte del mondo.

Ci hanno fatti ultimi nel mondo per rispetto dei diritti,libertà e valori
Ci hanno fatto primi nel mondo per spesa militare,corruzione politica,lesioni alla democrazia
Ci hanno voluto imporre la spesa di 15 miliardi per caccia difettosi che nessuno di noi voleva per trasportare bombe atomiche USA e fare guerre che nessuno di noi desidera a Paesi che non ci hanno mai minacciato di guerra
Ci hanno obbligato alla spesa di 40 miliardi per una Tav in Valsusa che l’Europa e persino la Francia hanno rigettato e che non sarà fatta mai ma mangerà soldi e tangenti peggio del fantasmatico ponte di Messina
Ci hanno fregato 98 miliardi per regalarli a chi le tasse non le ha pagate con le slot machine e ancora continuano a far loro sconti e regali mentre non uno di questi signori è stato rimosso dal suo posto di predazione in cui ha fatto la più grande rapina del secolo
Nessun partito si è impegnato a tagliare realmente le spese abnormi del carrozzone partitico su cui tutti avevano giurato di fare correzioni mentre tutti stanno correndo scompostamente ad aumentare il bottino
Non passa giorno che non arrivi qualche nuovo taglio allo stato sociale, i trasporti, la sanità, la scuola,gli enti locali, la ricerca..finché lo stato sociale che era l’unico vanto di uno stato assistenzialista,che su di esso basava la propria funzione e giustificazione, non diventerà il ricordo del tempo che fu alla faccia dei poveri,dei malati, dei vecchi,dei cittadini,della gente perbene, delle famiglie, di un Paese ridotto a brandelli da una Casta famelica e senza vergogna
Sono tutti compatti come la merda nel distorcere le leggi e votare come tanti impuniti nella protezione dei propri abusi, reati, misfatti, atti di pura indecenza, leggi elettorali deformi, operazioni contro la democrazia
.. e quella faccia da impunito di Letta ci viene a dire che ha ridotto le tasse e ci regala 14 € al mese?!?????????
ma come si può reggere a tanta impudicizia?
Come si può avere una faccia di tolla superiore alla sua??
..
http://masadaweb.org

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