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Saturday April 29th 2017

IL PAESE DEI VOLTAGABBANA

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MASADA n° 1487 6/10/2013 IL PAESE DEI VOLTAGABBANA

Blog di Viviana Vivarelli

Cinque dei ‘saggi’ scelti da Napolitano per cambiare mezza Costituzione sono accusati di associazione a delinquere! – L’amnistia i presenti farabutti se la sono costruita con leggi ad personam – Governo Dudù – 60 senatori irlandesi si sono auto licenziati, un esempio da imitare –Ma noi non dimenticheremo! – Il club di Letta Vedrò – Tragedia in mare – Addio Telecom Italia – Anche Letta ha cominciato a parlare di reddito minimo garantito – Con estremo sprezzo della crisi, FI chiede di aumentare i finanziamenti ai partiti – Manifestazione M5S contro la RAI -Storia dell’auto ad acqua – Le innovazioni dell’Uruguay – Dieci anni per salvare il pianeta- Paolo Farinella: Giù le mani dalla Costituzione! – La pagliacciata di Berlusconi – Il prototipo Razzi – Papa Francesco, un treno in corsa – Erry De Luca: lo jus soli negato in Valsusa- Stranieri in Europa

Rheno
S’è chiuso un ventennio e se ne apre un altro. Come ha detto Travaglio “L’Italia viaggerà fino al prossimo casello autostradale in Alfetta … metà Alfano e metà Letta”.
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Letta- Alfano- Napolitano

Siam rimasti in tre
tre somari
e tre briganti
solo in tre
sulla strada longa longa di Girgenti
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Vox Scarpantibus
Paolo Romani, l’uomo “del miracolo”, quello che ha convinto Berlusconi a votare la fiducia al governo all’ultimo tuffo e che poi, uscendo dalla stanza nel Transatlantico del Senato, ha salutato Felice Casson con un gesto esplicito, quello dell’ombrello, all’urlo di “Ciao, ragazzo, sarà per un’altra volta…”Che cavolo avrà avuto mai ‘sto Romano da festeggiare “Il doppio salto mortale carpiato con giravolta di B in una vasca di pescecani di partito !!
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Viviana
Questo per dire a che punto di confusione mentale è arrivato Berlusconi e da quali soggetti è circondato! Ed è con gente di questa risma che il Pd vuole tenere il potere??
Ed è con gente di questo livello che stanno andando ancora avanti i lavori dei 32 ‘saggi’ per riformare mezza Costituzione?? E pure dopo che 5 di loro sono stati beccati tra i 35 docenti accusati di aver truccato i concorsi universitari? E’ in queste mani che hanno messo la nostra Costituzione? In gente accusato di associazione a delinquere?
E Napolitano non fa un fiato??

BEPPE GRILLO
Questo governo ha fatto solo annunci e ha aumentato le tasse dirette e indirette. Qualcuno ha detto che qualunque imbecille è capace di aumentare le tasse. Non ha tagliato nulla, auto blu, F35, finanziamenti pubblici, pensioni d’oro, province e mille altri sperperi non sono stati neppure sfiorati. Questo governo ha come obiettivo di resistere, resistere, resistere al cambiamento e vendere il patrimonio nazionale, quello che ne è rimasto, per guadagnare tempo. Neppure un pazzo affiderebbe alla coppietta del crack, Capitan Findus Letta e Pesce Palla Alfano, i destini di una nazione. Napolitano lo ha fatto, lo fa, si crede invulnerabile come chi è sopravvissuto a tutto e a tutti. Questo governo si è auto eletto a norma di legge, ma gli italiani, il voto, la democrazia non c’entrano nulla. Elezioni, referendum, leggi popolari sono diventate un rito. A loro della volontà popolare non gliene frega un beneamato cazzo. Occupano Palazzo e istituzioni da decenni e non se ne vogliono andare. Questo governo ha al suo fianco l’informazione più vergognosa dell’intero Occidente. Ogni anno scende di qualche posizione, superata nel mondo, in modo surreale, da molti Paesi africani. La stampa di Dada Amin e di Bokassa non è mai arrivata ai livelli sublimi di menzogna, diffamazione, leccaculismo dei giornali e telegiornali italiani. Di uno Scalfari domenicale al quale va ricordato che chi ha fottuto Prodi nell’urna sono stati Renzi e D’Alema, i suoi amici del cuore, e che il M5S voterà compatto per la decadenza di Berlusconi. Non siamo suoi pari, freni la lingua. Siamo in guerra e ormai non è più un modo di dire. E’ necessario schierarsi. Riconoscere gli amici dai nemici e prepararsi ai materassi. E’ una lunga marcia quella che ci aspetta. Hanno troppi interessi, troppi scheletri, troppi collegamenti con la criminalità organizzata, con le lobby più o meno occulte per uscire di scena. Questi sono gli eredi della P2, dei servizi deviati, della trattativa Stato mafia. Troppi processi li attenderebbero. Molti finirebbero in galera o ai servizi sociali come Berlusconi, che è solo uno dei tanti predatori dell’Italia, forse neppure il peggiore. L’Italia viene spogliata come un carciofo, foglia dopo foglia, lasciando le famiglie nell’indigenza. In una settimana hanno licenziato due amministratori delegati, Cucchiani di Intesa San Paolo, che si opponeva all’acquisizione di MPS, che dovrebbe essere nazionalizzata con l’avvio di una commissione di inchiesta, e Bernabè di Telecom Italia, regalata a Telefonica da un governo imbelle. Tra poco sarà il turno delle cessioni di quote di ENI, Enel e Finmeccanica. Un italiano su otto non mangia perché il loro appetito è insaziabile. Per poter cambiare devono andarsene. Nessun compromesso con questa gentaglia. John Kennedy disse “Perdona i tuoi nemici, ma non scordare mai i loro nomi”. Faremo dei nodi ai fazzoletti. Noi non dimenticheremo.

Giuseppe Giusti (1840)

Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese
.

Da tutti questi
Con mezzi onesti,
Barcamenandomi
Tra il vecchio e il nuovo,
Buscai da vivere,
Da farmi il covo.
La gente ferma,

Piena di scrupoli,
Non sa coll’anima
Giocar di scherma;
Non ha pietanza
Dalla Finanza.

Io, nelle scosse
Delle sommosse,
Tenni, per ancora
D’ogni burrasca,
Da dieci o dodici
Coccarde in tasca.

Quando tornò
Lo statu quo,
Feci baldorie;
Staccai cavalli,
Mutai le statue
Sui piedistalli.
E adagio adagio
Tra l’onde e i vortici,
Su queste tavole
Del gran naufragio,
Gridando evviva
Chiappai la riva.

Quante cadute
Si son vedute!
Chi perse il credito,
Chi perse il fiato,
Chi la collottola
E chi lo Stato.
Ma capofitti
Cascaron gli asini;
Noi valentuomini
Siam sempre ritti,
Mangiando i frutti
Del mal di tutti.

Viva Arlecchini
E burattini,
E gl’indovini;
Viva le maschere
D’ogni paese.
Viva Brighella che ci fa le spese.

L’AMNISTIA I PRESENTI FARABUTTI SE LA SONO FATTA CON LEGGI AD PERSONAM
Viviana Vivarelli

Dunque, grazie all’amnistia fatta da Berlusconi stesso e che sembra valida per l’eternità (e mai ovviamente bloccata dal Pd), il nostra farabutto da 4 anni di carcere scende a 1, e poi, avendo 77 anni, sempre per legge fatta da lui stesso, non sconterà nemmeno quell’anno, non resterà nemmeno un giorno ai ricchi e lauti domiciliari della sua sfarzosa e splendida residenza romana, passerà ai ‘servizi sociali’ e, si immagina, farà come Previti, che per identici motivi si dice che faccia ‘qualcosina’ in Senato!!
Qualcuno, di grazia, potrebbe dirmi cosa cavolo sta facendo Previti e che viene spacciato per ‘servizi sociali’ in Senato? Si occupa delle biblioteca giudiziaria? Fa sparire le rogatorie? Sta alla bouvette? Fa le pulizie in Transatlantico? Sorveglia il guardaroba dei commessi?
Giusto per capire quali sarebbero i
‘servizi sociali’ a cui potrebbe essere affidato il caro Berlusconi!
Ovviamente uno come Cucchi non avrebbe mai goduto
di simili trattamenti privilegiati! Ovviamente per la legge Fini-Giovanardi sulla droga basta consumare qualche spinello in più per essere massacrato in una galera, e per la legge Bossi-Fini basta non avere un permesso di soggiorno per marcire in un CTP ma per chi è potente non basta aver mandato un Paese alla rovina ed essersi macchiato di pesanti reati, tra cui induzione di minori alla prostituzione, pesante evasione fiscale, truffe ai danni dello Stato, corruzione, compravendita di parlamentari e persino patti con mafia e P2, golpe contro il proprio Paese, e sospetti di strage per godersi almeno un annetto di carcere col pericolo di qualche scherzetto da parte degli altri detenuti o della stessa polizia carceraria, come attestano i 2.208 morti in circostanze strane delle carceri italiane. Per chi commette reati d’oro lo Stato assicura un trattamento d’oro, affinché i peggiori d’Italia una pena seria per i loro misfatti non la debbano avere mai per legge da loro stessi decretata.

Loggia P
Loggia P3
delitti di mafia
stragi del 92-93
patti e ricatti sui Pd e sul resto della casta politica
infamie commesse usando i servizi segreti
quand’è che tutte queste vergogne verranno fuori?
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60 SENATORI IRLANDESI SI SONO AUTOLICENZIATI
UN ESEMPIO DA IMITARE

Storica decisione dei senatori irlandesi, che hanno deciso di rinunciare alle proprie cariche per tagliare i costi dello Stato.
Una decisione che dovrebbe essere di esempio anche ad altri paesi europei. Il Senato ha infatti deciso di “autolicenziarsi” per tagliare i costi dello Stato, alle prese con una profonda crisi economica, seppur la situazione sia migliorata negli ultimi anni.
Sessanta sono i senatori che, ritenendo il loro ruolo al momento superfluo, hanno preso questa storica decisione, portando un risparmio di 20 milioni di euro l’anno. Ma ancora più che dal lato economico, questa decisione è importante dal punto di vista simbolico, con dei politici disposti a rinunciare ai propri stipendi

Da Travaglio
GOVERNO DUDU’
… Ridicolo B che annuncia la fiducia last minute a Letta Nipote dopo avergli dato dell’“assassino” e “inaffidabile” in condominio con Napolitano e aver mandato avanti il povero Sallusti a immolarsi sulla pira di Ballarò e il tapino Bondi a insultare il premier alla Camera. Ridicolo quel che resta del Pdl, che gli va dietro scodinzolando come Dudù, prima ritirando i parlamentari dalla maggioranza poi ritirando il ritiro, in seguito ritirando i ministri dal governo poi ritirando il ritiro, infine ritirando la fiducia al governo poi ritirando il ritiro. Ridicoli gli Alfanidi, che fino all’altroieri gli portavano pure i giornali e la brioche al mattino e poi hanno scoperto la resistenza contro il tiranno e i giannizzeri del metodo Boffo. Ridicoli i giornaloni come il Corriere, che ieri per la penna di Polito el Drito paragonava il presunto “parricidio” di Alfano con B a quelli di Fanfani con De Gasperi, di Sarkozy con Chirac, della Merkel con Kohl e turibolava sul Letta-bis “sorretto da una nuova maggioranza temprata nel fuoco di una battaglia parlamentare aperta e senza rete” in vista di una mirabolante “riforma del sistema politico” e naturalmente dell’avvento “di una terza Repubblica” con Cicchitto, Giovanardi e Alfano (il gruppo “Nuova Italia”)…Ridicolo il Pd, che ormai prende tutto quel che arriva e non rimanda indietro nessuno, come se non avesse degli elettori da rispettare. Arriva Alfano, per gli amici Lodo? Ma prego, si accomodi. Arriva il piduista Cicchitto? Bentornato, compagno. Arriva l’imputato Formigoni con tutta la banda? Benvenuto, Celeste, carina quella giacca arancione, portaci pure Daccò. Arriva Giovanardi, quello che inneggia a chi ha ucciso Cucchi e Aldrovandi e ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto? Per carità, è una così cara persona. Arriva Quagliariello, che insultò i presunti “assassini di Eluana”? Vai, Quaglia, sei tutti noi. Arrivano gli ex grillini, compreso quello che bivacca dalla D’Urso? Che pezzi di statisti. Arriva Augello, quello che ha copiato l’autodifesa di B. per sostenere la sua non decadenza da senatore? Avanti, c’è posto. Stomaci forti, gente di bocca buona.
Ingurgitano e digeriscono tutto, anche l’onta di tenere in piedi un governo con una truppa raccogliticcia che inglobava persino l’onorevole avvocato di Gianpi Tarantini. Torna il Cainano? Ma sì, abbondiamo, chi non muore si rivede. Nessuno dissente (a parte Civati), nessuno obietta, nessuno (elettori a parte, si capisce) manifesta conati di vomito per una simile compagnia: si dividono gli altri, ma non il Pd, pronto a tutto e capace di tutto. Del maiale non si butta via niente. Poi, siccome non bisogna esagerare con la legalità, promette la responsabilità civile dei giudici citando la sentenza della Corte di Strasburgo che dice tutt’altro (condanna l’Italia a risarcire un imprenditore assolto, non certo a far pagare ai giudici le sentenze ribaltate nei successivi gradi di giudizio) e riesuma il programma dei saggi copiato da quello del Pdl. Avverte la giunta del Senato di guardarsi bene dai “voti contra personam”. Governare con un pregiudicato per frode fiscale non è e non è mai stato un problema. Si spera che gli elettori, quando e se si voterà, conservino un pizzico di memoria.

LA STORIA DI STAN MEYER-L’AUTO AD ACQUA
Simone

Stan Meyer, l’inventore del motore ad acqua morto in circostanze misteriose…
Quella che vi proponiamo di seguito è la storia di Stan Meyer: un genio dimenticato, un po’ come Nikola Tesla, anche se la sua storia è molto meno conosciuta.
Inventò un modello di automobile capace di percorrere 184 km con 4 litri d’acqua. Non si tratta di una “teoria”, ma di una realtà. Le lobby volevano oscurare la sua invenzione, utilizzarla solo per scopi militari: gli proposero un contratto per acquisire il suo brevetto, ma egli rifiutò. Poco dopo fu trovato morto in un parcheggio…
L’elettrolisi avviene a bordo dell’auto, senza la necessità di contenere l’idrogeno in bomboloni, quindi di avere una bomba sotto il culo. La macchina percorre 184 Km circa con 4 litri d’acqua.
Stan Meyer è considerato il secondo miglior inventore del secolo, dopo Tesla.
Questo video, è un segmento della programma Equinox di Stanley, trasmesso nel dicembre 1995 (approssimativamente). Guarda l’intero programma, intitolato “It Runs on Water”, raccontato da Artur C. Clarke.
Stan, riceveva delle minacce…inoltre, non voleva vendere la sua invenzione all’Arab Oil Corp.s. I militari volevano usare la sua invenzione per i loro mezzi.
Fu avvelenato nel marzo del 1998: fu ritrovato in un parcheggio, nei pressi di un ristorante, nella sua città natale, di Grove City, Ohio.
Dopo una settimana, gli squali si erano appropriati dell’auto e tutti gli strumenti di sperimentazione, secondo quanto racconta suo fratello Steve.
Ottenne i brevetti, per la sua invenzione, ed era pronto per la produzione. Con 1500$, avrebbe trasformato la nostra auto, in una water car.
A Stan, venne offerto un milione di dollari, da un arabo, per archiviare la sua invenzione.
Ma Stan rifiutò: “tecnologia è al servizio delle persone”
Chi avrà avvelenato Stan? A chi la sua invenzione ha rovinato gli affari? Perché i media non ne parlano?

Claudio segnala:
LE INNOVAZIONI DELL’URUGUAY

Notate qualche differenza tra questo Paese e il nostro?
L’Uruguay, Paese di soli 3,3 milioni di abitanti si è trasformato nella sede di un esperimento social liberale.
Durante l’ultimo tempo, il governo di csx ha preso in considerazione vari temi che da molto tempo sono come un tabù per la conservatrice America Latina. L’aborto è stato legalizzato lo scorso anno, e da agosto le persone del medesimo sesso possono sposarsi. A giorni il Senato approverà una proposta di legge che darà all’Uruguay le leggi sulla marijuana più liberali del mondo.
“L’Uruguay è un laboratorio perfetto”
I sostenitori delle riforme sociali, diverse forze di sx, intendono recuperare lo spirito riformista che il Paese aveva perduto durante il ventennio di dittatura militare iniziato negli anni 70.
Un secolo fa l’Uruguay era chiamato la “Svizzera del Sudamerica” grazie a stabilità, classe media e agenda sociale, aveva fissato una giornata lavorativa di 8 ore e aveva approvato il voto per le donne molto prima di altri Paesi, inclusi gli Usa.
L’Uruguay ha approvato più di 40 leggi che hanno esteso i diritti dei lavoratori fin dal 2008, includendo i lavoratori domestici e agricoli e ha posto forti restrizioni all’industria del tabacco, che ha dovuto levare i cartelloni pubblicitari dalle strade di Montevideo.
Muujica, l’ex-guerrigliero di 78 anni, è presidente da tre anni. Egli è ben diverso da quella di altri politici, va al lavoro con una vecchia Volkswagen, è rimasto a vivere nella sua casa da contadini dove cura il suo giardino. Dona in beneficenza la maggior parte del suo stipendio, ed è chiamato “il presidente più povero del mondo”.
Mujica è riuscito a far appoggiare alla coalizione di sx una politica lontana dal conflitto fra classi, che è stata tipica del defunto presidente venezuelano Hugo Chavèz e della leader argentina Cristina Fernandez Kirchner.
“L’agenda non è’ quella della tradizionale sinistra latinoamericana, è molto più vicina a quello che si vede in Usa o in Europa”, ha detto il politologo Gerardo Caetano.
Gerardo Amarilla, deputato del Partido Nacional, che ha votato contro le leggi presentate dal Frente Amplio teme che la legge sulla marijuana faccia aumentare la quantità di consumatori di droghe nel Paese e che sia appoggiata dai partiti della coalizione solo per creare un precedente per altri Paesi.
Altri temono che l’attenzione di Mujica per i diritti civili lo abbia distratto da prestare attenzione ai diritti sociali. Per quanto il sistema sanitario ed educativo sia tra i migliori della regione, molti uruguayani ricchi preferiscono creare scuole ed ospedali privati per far fronte al deterioramento dei servizi pubblici.
Tra le recenti leggi, quella sull’aborto ha provocato le maggiori contestazioni nel Paese. Alcuni anni prima, una legge simile fu approvata dal Congresso ma poi ne fu vietata l’applicazione dall’allora presidente Tabaré Vàsquez, che aveva sollevato le sue riserve come medico.
Dopo essere diventato presidente, Mujica si interessò per l’approvazione della legge, che avvenne dopo un anno. I suoi oppositori risposero chiedendo che fosse convocato un referendum, ma questa richiesta non ebbe successo per un ampio margine di contrari.
La legge sul matrimonio per le persone del medesimo sesso, promulgata a maggio con un minore consenso popolare, è riuscita nel suo intento grazie alle pressioni che gli attivisti per i diritti degli omosessuali hanno fatto su tutti i politici. L’Argentina aveva approvato una legge simile nel 2010.
La legge sulla marijuana, che legalizza il possesso di 40 grammi al mese per consumo personale, probabilmente sarà la più contestata del periodo attuale. Fu proposta la prima volta nel 2012 e fu messa da parte dallo stesso Mujica all’inizio di quest’anno, dopo che alcune indagini di mercato avevano dimostrato che quasi i due terzi degli uruguayani erano contrari alla legalizzazione.
Il Governo spiegò che legalizzare la marijuana avrebbe indebolito i gruppi criminali ed avrebbe trasferito i guadagni nelle mani del governo e non dei narcotrafficanti. Nella prima meta’ dell’anno, il Frente Amplio -con l’aiuto di varie ONG- ha avviato una campagna pubblicitaria per spiegare la propria opinione sulla sicurezza. Il 31 luglio, dopo 13 ore di acceso dibattito, la Camera bassa ha approvato la legge.
(articolo di Nicholas Casey, pubbliicato sul quotidiano The Wall Street Journal del 03/10/20

Sauro manda
Dieci anni per salvare il pianeta”. L’allarme degli scienziati dell’Onu
Antonio Cianciullo

Le anticipazioni sul quinto rapporto dell’IPCC che sarà reso noto il 27 settembre. Il testo, 2.200 pagine frutto di 6 anni di lavoro di oltre 200 cattedratici coadiuvati da 1500 esperti, è ora al vaglio dei governi ma i numeri sono ormai definiti. Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale.
Il conto alla rovescia è scattato. Abbiamo davanti 10 anni per evitare la catastrofe climatica. E bruceremo i primi 7 senza impegni obbligatori per metterci al sicuro: solo nel 2020 dovrebbe entrare in vigore un accordo globale, ancora da definire, per tagliare le emissioni serra. Le cifre del divorzio tra scienza e politica sono contenute nel quinto rapporto che l’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change), la task force scientifica dell’Onu che ha vinto il Nobel per la pace, renderà pubblico venerdì prossimo.
Il testo, 2.200 pagine frutto di 6 anni di lavoro di 209 scienziati coadiuvati da un team di 1.500 esperti, è ora al vaglio dei governi ma i numeri sono ormai definiti. Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico – prendendo la media delle previsioni – i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale, il disastro paventato dalla Banca Mondiale in un allarmato rapporto del novembre scorso.
IPCC, gli scenari e l’andamento reale delle emissioni
Nello scenario più favorevole, i mari cresceranno di 24 centimetri e la temperatura aumenterà di un grado rispetto al periodo 1986 – 2005. E dunque di 1,7 gradi rispetto all’epoca preindustriale, sfiorando così la soglia dei 2 gradi considerata dai governi il limite di sicurezza da non superare.
Ma quale di questi due estremi è più probabile? Per chiarire il quadro, l’Ipcc apre uno spaccato sul meccanismo che guida la mutazione del clima: l’accumulo di anidride carbonica (CO2) in atmosfera. Potremmo salvarci, imboccando la via dello scenario migliore, se riuscissimo a restare, sempre a fine secolo, entro un tetto di 421 parti per milione di CO2. Non sono poche: in epoca preindustriale erano 280 e da milioni di anni non si supera il livello attuale. Abbiamo già oltrepassato le 400 parti per milione e l’indicatore continua a salire al ritmo di 2 parti abbondanti per anno. Tra 10 anni saremo fuori dall’area di sicurezza.
Dovremmo dare un taglio immediato e drastico all’uso di combustibili fossili, responsabili assieme alla produzione di cemento dell’89 per cento delle emissioni, e bloccare la deforestazione, che pesa per il rimanente 11 per cento. Ma il risultato delle riduzioni volontarie volute dall’asse Stati Uniti – Cina -India – Brasile al vertice di Copenaghen del 2009 è stato un aumento delle emissioni serra che viaggia oltre il 2 per cento l’anno. Anche se si stabilisse un buon accordo globale da far entrare in vigore nel 2020, il tetto delle 421 parti per milione verrà superato dall’inerzia di un sistema energetico che continua a puntare su carbone, petrolio, gas tradizionale e shale gas.
Mentre le probabilità di imboccare la strada della difesa del clima si riducono, lo scenario più catastrofico appare in linea con quanto sta accadendo. Uno dei diagrammi esaminati dagli scienziati proietta nel futuro i 4 possibili destini del clima e li confronta con l’evoluzione delle emissioni serra: le nostre azioni seguono passo passo lo scenario dei 4 gradi di aumento, quello in cui le concentrazioni di CO2 arriveranno a 936 parti per milione trasformando il pianeta in un forno tropicale.
Tracciati gli scenari, l’Ipcc risponde indirettamente alle polemiche che lo hanno preso a bersaglio. Forte dell’abbondanza delle prove accumulate in questi anni, il rapporto usa un’espressione molto forte definendo “virtualmente certo” il cambiamento climatico e la spinta verso l’aumento della temperatura.
“Per la prima volta ci è stato chiesto di esaminare l’ipotesi di un aumento compreso tra i 4 e i 6 gradi, quello verso cui attualmente stiamo andando”, racconta Riccardo Valentini, uno dei coordinatori europei degli scienziati Ipcc. “In questo caso l’impatto sulla vita del pianeta sarebbe pesantissimo: i biologi ormai parlano di sesta estinzione di massa”.
“L’ultima volta che il nostro pianeta è stato esposto a concentrazioni di anidride carbonica superiori a 400 parti per milione le temperature erano di 4 gradi più alte e i mari avevano guadagnato fino a 40 metri: non sembra il caso di ripetere quell’esperienza dovendo trovar posto a 9 miliardi di esseri umani”, commenta Stephanie Tunmore, la responsabile clima di Greenpeace. “Agendo subito in direzione dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della modifica degli stili di vita possiamo ancora contenere i danni”.

BEPPE GRILLO

Le notizie sul fronte economico, ormai un fronte di guerra, stanno peggiorando di giorno in giorno. Non perché ci sia aria di crisi a Roma, anzi, il governo attuale è di una tale inconsistenza che nessuno noterebbe la sua scomparsa.
La scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha consegnato al nostro Paese un rapporto dettagliato sullo stato di emergenza dell’Italia. Uno studio di 300 pagine che evidenzia la drammaticità dei nostri problemi strutturali. Il rapporto informa che il saldo della nostra bilancia dei pagamenti è migliorato solo per un calo delle importazioni dovuto all’austerità e al calo dei consumi ed è destinato a tornare in negativo. Avvisa che senza una svalutazione interna di almeno il 10% il Paese non tornerà competitivo. Proietta la ripresa del 2014 a poco sopra lo zero con il fondato rischio che sia però negativa.
Il FMI segnala che il nostro sistema bancario sta in piedi solo grazie ai finanziamenti della BCE di Draghi che però non dureranno all’infinito. Spiega che i bilanci delle banche stanno diventando insostenibili per via delle svalutazioni future (e purtroppo certe) del mercato immobiliare che detengono (e che sta crollando), e del livello di sofferenze, i crediti non esigibili da aziende e privati, arrivato a 140 miliardi di euro. Una cifra enorme, pari al 10% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Un buco che si allargherà (nessuno sa di quanto) almeno fino al 2015.
Il FMI da poche speranze e ci mette in guardia sul rischio di declassamento dell’Italia vicino alla valutazione di spazzatura (oggi siamo BBB) e sulla necessità di ricorrere a sostegni europei per evitare il collasso. Solo l’economista Fubini lo ha segnalato domenica scorsa sui giornali italiani, tutti presi a parlarci del cane Dudù e del suo padroncino.
E’ arrivato anche a stretto giro di posta il messaggio di Fitch, l’agenzia di rating che sottolinea che il nostro rating, di conseguenza l’interesse che paghiamo sui titoli di Stato, è a rischio se non si approverà la legge di stabilità (ma tanto quella, al peggio, la scrive la Troika come ci ha detto faccia di bronzo Fassina dopo aver letto il rapporto del FMI). Fitch ricorda che in tal caso il paracadute del sostegno europeo di Draghi (OMT) potrebbe non aprirsi. Senza quel paracadute nessuno all’estero scommetterebbe un euro sui nostri BTP. Prova ne è che gli investitori dopo il nostro collasso politico mentre compravano i BTP si coprivano dal rischio default dell’Italia facendo schizzare del 15% in un solo giorno i Credit Default Swap (CDS), l’assicurazione sulla insolvenza dei titoli. I CDS per l’Italia sono arrivati a 310 contro 270 per quelli spagnoli (significa che gli operatori sono disposti a pagare 310 mila euro pur di assicurarsi sul rischio fallimento di 10 milioni di euro di BTP, dieci volte quello che si paga per la stessa assicurazione sui titoli americani).
Gli stranieri hanno iniziato a mettere le mani avanti da settimane. La LCH di Londra, la stanza di compensazione che fornisce liquidità a breve alle banche in cambio di garanzie, ha detto che non coprirà più il 100% del valore dei BTP dati in garanzia dalle banche italiane come ha fatto finora. Non si fida.
Weidmann, il governatore delle Bundesbank, ha lanciato un messaggio di allarme all’Italia dal Financial Times invitando le nostre banche a ridurre i titoli pubblici nei bilanci e a coprirsi dal loro rischio con nuovi capitali (oggi pari a zero!). Draghi dovrà tranquillizzare il mercato su un terzo round di liquidità in arrivo alle banche in cambio di titoli di debito pubblico dati in garanzia (il famoso LTRO) senza il quale le nostre banche non avrebbero più ossigeno.
Ci si aspetterebbe che dopo tanti segnali di allarme il nostro Paese alzasse finalmente la testa, avesse uno scatto di orgoglio e che le banche non nascondano la polvere sotto al tappeto. In tutta risposta è avvenuto avviene invece il defenestramento di Cucchiani, CEO della prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, perché si è opposto all’acquisto/fusione del Monte dei Paschi. In un Paese normale dovrebbe essere lo Stato a salvare le banche nazionalizzandole, nel nostro si prova a metterne insieme due che hanno un totale di 150 miliardi di euro di BTP in pancia per salvare lo Stato.
Quanti segnali dovranno ancora arrivare prima del fischio della sirena? EEEEEEEeeeeeeeeeeeee…!


TRAGEDIA ORRIBILE IN MARE. 111 MIGRANTI BRUCIATI. GLI ALTRI ANNEGATI. ERANO PIU’ DI 500

Per chi piange l’Europa
Massimo Gramellini

Quanta ipocrisia sulle facce dei potenti listate a lutto, mentre le vittime della strage annegano una seconda volta nella retorica. Quanto cinismo tra i leghisti che considerano una soluzione respingere i disgraziati, affinché si rassegnino a morire a casa propria: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Intanto in tv va in scena il rito della commozione a reti unificate, la ricerca del caso umano, l’intervista all’eroe da esibire nei talk show per far dimenticare le radici di questo dramma, più ampio nelle dimensioni ma identico ai tanti altri che ci sono scivolati addosso senza lasciare traccia, a parte uno spruzzo di lacrime.
Finché i disperati in fuga dalla violenza e dalla miseria marcivano a spese nostre nei lager di Gheddafi, nessuno si interessava alla loro sorte. Adesso che le gabbie si sono aperte e le bagnarole dei banditi hanno ripreso il largo, si piangono i morti e si continuano a ignorare i vivi. L’Europa, che fa la morale all’Italia per lo sfondamento di un parametro economico o la dimensione non regolamentare di una zucchina, tratta Lampedusa come se fosse una provincia romana anziché l’avamposto di un continente. Tutti sanno che l’unica soluzione consiste nel pattugliare le coste africane e mettere in salvo quei poveri cristi prima che le bagnarole affondino, invece di fingersi ogni volta sorpresi per il loro arrivo. Ma iniziative simili richiedono un cuore e una testa, non solo un apparato lacrimatorio da sepolcri imbiancati. Richiedono una visione politica, che nell’Europa dei paurosi sembra avere fatto naufragio.
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Il mio amico Sauro scrive:
La disgrazia di ieri è l’emblema del fallimento di questa Europa “germano centrica”, che ha come unico scopo l’euro e l’economia (dei ricchi).
Tutto il resto è aria fritta. Povertà. Disoccupazione. Diritti civili. Tutta aria fritta.
Terminato lo “spruzzo di lacrime”, l’Europa si girerà dall’altra parte lasciando l’Italia, Lampedusa e tutti quei poveri disgraziati che vengono da terre piene di problemi, al loro destino.
Come ha lasciato al loro destino la Grecia, <> al suo tragico destino.
O il Portogallo.
Dove siamo, noi europei, di fronte a queste tragedie?
Indifferenti. Assenti.
Egoisticamente persi dietro agli affari nostri, sperando che le tragedie che prostrano gli altri non ci tocchino se non di striscio.
Sono amareggiato ed alquanto schifato dalle retorica demagogica che sento intorno a me, dall’indifferenza che pensa di pulirsi l’anima recitando un mantra o una preghiera.
Saluti amari.
REQUIEM aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.
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LAMPEDUSA
Paolo Farinella

La morte di 500 migranti in fuga dalla guerra e dalla fame su una barca in fiamme ha provocato la commozione anche dei caimani che hanno fatto finta di dolersi di quella disgrazia più per le riprese tv che assenso interiore. Come può Al-Fano e Berlusconi e il governo a larghe colpe, provare vergogna se la maggior di quelli che siedono al governo hanno fatto e approvato le leggi immonde di Berlusconi contro gli immigrati che gridano vendetta al cospetto della civiltà senza tempo? Come può Jolie-Jolie andare a Lampedusa, rimandando la conferenza stampa (che sacrificio!), lui che col suo capo aveva pagato Gheddafi perché facesse il lavoro sporco? Tutto quelli che siedono al governo non possono commuoversi o piangere o fare lutto. Sono colpevoli per indegnità civile e se si dichiaravano cattolici, sono colpevoli senza assoluzione.

DEDICATO A CHI GRIDA: VERGOGNA!
Paolo De Gregorio

Delle malattie, se veramente le si vuole curare, bisogna riconoscere le cause. In troppi gridano “vergogna” per i morti affogati, ma nessuno dico nessuno, riconosce il male all’origine, che si chiama sovrappopolazione, che si chiama rapina delle risorse naturali del continente africano (dal petrolio ai diamanti, all’oro, al coltan, ai legnami pregiati) da parte dei paesi ricchi.
In un secolo la popolazione africana è passata dai 133 milioni di inizio novecento a circa un miliardo dei giorni nostri, alterando in modo drammatico e irreversibile il rapporto tra popolazione e risorse disponibili, con fenomeni di desertificazione, di concentrazione intorno alle grandi città di gente in fuga dalla siccità, dalla fame e dalla sete.
Ciò dimostra che la pur massiccia emigrazione verso l’Europa non è una cura, anzi, le rimesse degli emigrati e il loro periodico ritorno in Africa in famiglia fa aumentare le nascite lasciate poi sulle spalle delle donne.
Ogni pratica di contenimento delle nascite attraverso i moderni presidi, normalmente usati in Occidente, dai preservativi alla pillola del giorno dopo, è impedita dalla feroce opposizione delle due grandi religioni monoteiste, musulmana e cristiana, che sono le principali responsabili, morali e materiali, di questa esplosione demografica.
E’ paradossale, ma dove c’è benessere e le religioni contano ben poco, la popolazione ha raggiunto un equilibrio, la crescita è zero, e sono le donne a decidere se e quando fare figli, affidandosi alla scienza e alla razionalità.
Chi vuole veramente affrontare il problema delle endemiche e crescenti ondate migratorie con relative tragedie, ha una sola strada, offrire alle donne africane la possibilità di fare lo stesso percorso che hanno fatto le donne europee, lasciando le chiese vuote e tutte le stronzate che raccontano i preti di tutte le risme, affidandosi alla scienza facendo prevalere la propria volontà, la propria salute, la qualità della vita.
Fateci caso, delle migliaia di ONLUS che da decenni sostengono di salvare i bambini africani, non ce n’è una sola che abbia come scopo quello della diffusione della contraccezione per far diminuire le bocche da sfamare.
D’altronde viviamo in un mondo alla rovescia. Tutti gli Stati parlano di PACE ma spendono cifre pazzesche per nuovi armamenti, ebrei e musulmani, sciti e sunniti, cristiani e musulmani, protestanti e cattolici, si ammazzano allegramente in nome della religione, e l’ambiente è in grave pericolo perché le scelte economiche non le fanno gli scienziati o una buona politica ma le multinazionali e le banche.
Forse è il momento di capire che dobbiamo cambiare tutto perché l’evoluzione sembra essersi bloccata e ragioniamo ancora da prepotenti, selvaggi, primitivi.

IL CLUB DI LETTA: VEDRO’

Alle riunioni in Trentino capitanate da Letta si fa la fila per partecipare, alla luce del nuovo mix destra-sinistra in cui si annacquano tutte le differenze e che, secondo Letta, costituirà l’Italia futura.
Berlusconi non c’è mai andato ma a questo punto possiamo vedere di tutto. Per ora le sante alleanze sono iniziate da qui. Ci sono stati invitati Alfano, Confalonieri, Lupi, la De Gerolamo, la Bernini, Giulia Bongiorno, Della Vedova, insieme a Boccia, Scalfarotto, la Melandri, la Meloni, la Polverini, la Ravetto, ma non manca la Lega con Georgetti e Tosi, o gli emergenti del Pd come Renzi e la Serracchiani, poi la grande finanza e la grande impresa(Eni, Enel, Telecom- sigh). Infine presenze curiose come Lirio Abbate, Filippo Facci, Stefano Feltri, Oscar Giannino, Paolo Giordano, Curzio Maltese, Myrta Merlino, Gianluigi Paragone, Antonello Piroso…che spiegano la presenza in tv di certuni.
Vedrò è una filiale italiana del Bilderberg con lo scopo abbastanza dichiarato di delineare i futuri scenari politici italiani. Qui il fine tessitore Letta da 8 anni ha coinvolto oltre 4 000 persone tra le quali personaggi famosi attivi in diversi campi. Ma per gli interessi di chi?
Intanto risulta chiaro che Letta in 5 mesi ha fatto poco per l’Italia, ma ha avuto tempo per 90 nomine in posti forti ed escono tutte dal Vedrò che è un’ottima pista di lancio per gli ambiziosi. Nemmeno D’Alema o Berlusconi hanno fatto tanto per i propri fedelissimi.

Viviana
Tanto per la cronaca..
Il 97% degli Italiani intervistati nei sondaggi considera la violenza sulle donne un fenomeno gravissimo e in continuo aumento
Ma dopo la buffonata della Boldrini che per poche ore ha fatto riaprire il Parlamento richiamando dalle ferie di ferragosto parlamentari e commessi con una seduta ad esito nullo e che ci è costata 200 milioni, il problema è sparito dalla discussione parlamentare e la Boldrini se n’è completamente dimenticata.
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ADDIO TELECOM ITALIA
BEPPE GRILLO

L’Italia perde un altro pezzo, Telecom Italia. Le telecomunicazioni diventano spagnole. Un disastro annunciato da un saccheggio continuato, pianificato e portato a termine con cinismo di quella che era tra le più potenti, innovative e floride società italiane. Fondamentale per le politiche di innovazione del Paese. In passato, anni fa, avevo previsto questa fine ingloriosa con la cessione a Telefonica. La morte di Telecom Italia è iniziata con la sua cessione a debito ai capitani coraggiosi da parte di D’Alema nel 1999, allora presidente del Consiglio. Lui, il merchant banker di palazzo Chigi, è il primo responsabile di questa catastrofe. Un’azienda senza problemi finanziari si ritrovò improvvisamente con più di 30 miliardi di euro di debito.
Telecom possedeva società, immobili, i migliori ingegneri e informatici, aveva la flotta di auto aziendale più grande d’Italia. Un patrimonio costruito con le tasse di generazioni di italiani.
In seguito arrivò il tronchetto della felicità e, con lui, la completa spoliazione dell’azienda con cessioni di rami strategici, licenziamenti, scorpori e piani industriali da barzelletta. Tronchetti si dimise nel 2006 lasciando 41 miliardi di debiti, in sostanza, escludendo obbligazioni e cartolarizzazioni varie (i pagherò agli investitori), quelli ereditati da Colaninno e Gnutti. Ma con in meno però tutte le aziende vendute. Bernabè ha agito in seguito da liquidatore, poteva solo dare l’estrema unzione.
E adesso? Chi ci ha rubato il futuro deve rispondere di fronte alla nazione di questo scempio. Chi ha guadagnato dalla distruzione di Telecom e del suo grande indotto? I consiglieri di amministrazione? Gli azionisti? I partiti? Per molti la Telecom è stato un grande affare, il migliore della loro vita. In questi anni invece di ridurre il debito si sono pagati dividendi agli azionisti, super stipendi ai manager e gettoni d’oro ai consiglieri di amministrazione.
Un’azienda quotata a 4 euro è precipitata a 0,61 euro. Ha quasi azzerato il suo valore. Il danno che deriva all’Italia dalla perdita di Telecom Italia è immenso. Il governo deve intervenire per bloccare la vendita a Telefonica con l’acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più. Subito dopo va avviata una commissione di inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e gli eventuali guadagni illeciti.

REDDITO MINIMO GARANTITO

Il Governo Letta ha cominciato a parlare di un piano per il reddito minimo garantito. Ovviamente, finché ne parlava solo il M5S, I troll avevano strada facile per beffeggiarlo.
E su quanto il M5S aveva chiesto con fermezza come mezzo per scongiurare la crisi, sono corse le balle più inverosimili, come quella che Grillo avesse chiesto un reddito di cittadinanza. Il reddito minimo garantito, che è molto meno sconvolgente e rivoluzionario, riguarda circa un milione di persone e costerebbe molto meno.
L’Italia è l’unico paese europeo insieme alla Grecia che non ce l’ha ed esso darebbe slancio all’economia. Costerebbe 35 miliardi, anzi meno perché si dovrebbero sottrarre altre voci che ora stanno nella previdenza sociale. Si pensi che solo il costo della corruzione pubblica ammonta in 60 miliardi e l’evasione supera i 180 miliardi e che solo in Svizzera sono imbucati 200 miliardi che né Monti, né Letta né Bersani si sono mai sognati di toccare. Di pensi che 35 miliardi sono solo le spese in inutili armi che un Paese neutrale e che si dichiara nemico della guerra come l’Italia non dovrebbe nemmeno avere.
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Explosyve5stelle
La notizia è a dir poco incredibile. Silvio Berlusconi ed i suoi uomini stanno lavorando ad una legge “Ad partitum”.
Finanziamenti ai partiti: tetto più alto per le donazioni
Per Forza Italia spunta il finanziamento ad partitum. La proposta Pdl alla legge Letta sui futuri soldi ai partiti firmato dal segretario amministrativo Bianconi non è sola. Per garantire il futuro economico di Forza Italia e i milionari passaggi di denaro che provengono dal suo padre-padrone Berlusconi, ecco la battaglia per evitare che ci sia un tetto troppo basso alle donazioni, massimo 100mila euro come propongono Pd e Sel. Quelli del Pdl pretendono che si superi il milione di euro, e che si vada anche oltre.
QUESTI L’OSSO NON LO MOLLANO” E’ ORA DI AZZERARE IL SISTEMA POLITICO-CORROTTO!!

MANIFESTAZIONE M5S CONTRO LA RAI

AMAREZZE
Nella classifica mondiale di Reporter senza Frontiere siamo 57° nella classifica mondiale della libertà di stampa.In altri campi stiamo anche peggio
Certo non abbiamo tutti i problemi di Paesi come Brasile,Egitto,Siria,
Russia,Somalia,Pakistan o Paraguay,dove quest’anno sono stati uccisi 38 giornalisti e 20 blogger,mentre 343 sono finiti in carcere,ma veniamo,ancora una volta,dopo Ungheria,Burkina Fasu,Sudafrica,
Costarica ed Estonia e questo non è da Paese civile
La democrazia senza una corretta informazione non è una democrazia
. Se si inganna il popolo,il popolo farà scelte contro se stesso.Ma l’inganno mediatico è parte integrante delle non democrazie,dove i cittadini sono tenuti succubi con la disinformazione e la propaganda di partito e dove si chiude la bocca agli spiriti amanti della libertà
In questo desolante panorama di disinformazione a servizio dei partiti che arriva a propagare informazioni totalmente false,la stampa italiana, la tv italiana,e in particolare la Rai,hanno toccato veramente il fondo
Il M5S aveva in animo da tempo di manifestare contro questa stortura del nostro Paese,in particolare contro una Rai che è pagata come servizio pubblico ma che non dà alcun servizio pubblico,essendo pagata col canone,ma agendo negli interessi e al servizio fazioso e cortigiano dei due partiti di maggioranza,che sono fondamentalmente uno solo
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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato vedere su “Che tempo che fa” un servizio mandato in onda da Fazio,in cui il premier Letta mentiva spudoratamente dichiarando in modo ufficiale che a non volere la riforma elettorale e a volere elezioni col porcellum era il M5S (ennesimo falso sostenuto dai Troll comandati sui blog),quando nei fatti,l’eliminazione del porcellum,che avrebbe comportato il ritorno al Mattarellum o una nuova riforma elettorale,era stata appena bocciata in Parlamento attraverso il rifiuto del Pd a votare la mozione del piddino Giachetti, votata dal M5S e. La bugia è stata così clamorosa che è scattata la protesta di Grillo, il quale, per poche ore, e sotto una pioggia scrosciante, ha fatto un’occupazione simbolica della Rai (più che altro del cavallo della Rai), mentre la stampa si sbizzarriva nella solita bagarre menzognera. Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha protestato vivacemente contro le accuse dichiarandole false. Meglio avrebbe fatto a prendere atto della propria condizione servile e miserevole con intenti di riscatto.
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“Da Grillo modi e toni da squadrista”. Cosi’ l’esecutivo Usigrai bolla le dichiarazioni di oggi del leader del M5S sui giornalisti del servizio pubblico. E si sottolinea che “cosa ancora piu’ grave” e’ stato il fatto che “a fargli da spalla” sia stato il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, “un rappresentante delle istituzioni”. L’Usigrai aggiunge “rivediamo un film gia’ visto: si inizia a parlare di campagna elettorale e gia’ la Rai finisce nel mirino a solo scopo di propaganda. Le giornaliste e i giornalisti della Rai non sono ‘camerieri’ di nessuno, e non saranno certo i toni di Grillo a intimidirci”.
Ditemi voi se questo proclama risponde ad alcunché di democratico e liberale
Dopo decenni di sudditanza al Potere, questo è lo stile altezzoso e arrogante che un cortigiano che si crede protetto può avere. Non parlavano diversamente nel 600 i nani di Corte.

Trovo i programmi RAI disgustosi
Le produzioni di qualità sono sparite.
Un tempo la RAI si cimentava in grandi sceneggiati: I Promessi Sposi, l’Odissea, il Conte di Montecristo, la Freccia Nera, la Cittadella, i Miserabili,Leonardo da Vinci, Cristoforo Colombo,Giuseppe Verdi, Marco Polo, San Francesco d’Assisi, Giacomo Puccini, Giuseppe Garibaldi, Caravaggio, Napoleone, Dante, Niccolò Paganini, Eleonora Duse, Cosimo dei Medici, Cavour, Antonio Gramsci, Carlo Alberto di Savoia, Pascal, Luisa Sanfelice, Don Luigi Sturzo, Antonio Meucci, Murat, Marie Curie, Joe Petrosino
Spariti anche questi
Ormai siamo arrivati alla replica della replica
Ricordate?
Le commedie di Eduardo de Filippo
La grande storia’
Vieni via con me’ di Saviano
Enrico Mattei-L’uomo che guardava al futuro
C’era una volta la città dei matti
I migliori anni
E’ rimasto Camilleri col suo Commissario Montalbano, peraltro ridotto a replica della replica, mentre si ripetono a manetta repliche di fiction di bassa qualità
E non parliamo dei tg,omologati in una massificazione scandalosa,una pappa colliccia e disinformativa,che ha il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai gravissimi problemi del Paese e dalla scandalosa degradazione dei partiti di maggioranza, inetti e corrotti Berlusconi la fa da padrone, imponendo la sua propaganda a oltranza e trattando la Rai pubblica come fosse una emittente privata al suo servizio
Assolutamente indecenti e inguardabili i talk show con la ripetitività oscena di ospiti fissi, noiosi pappagalli del potere.
Scaduti a rango di cortigiani o servi i giornalisti ormai indegni del loro titolo e ruolo
Domina il format,programmi precompilati comprati da emittenti straniere, come se i mille parassiti RAI non fossero nemmeno in grado di immaginare programmi propri
E’ chiaro lo scadimento graduale della produzione RAI che va in parallelo allo scadimento della politica che ha trasformato progressivamente questo Paese in una manica di zombi ammaestrati.

Alfano e lo Stato: un rapporto sadomaso!
Lo Stato non esiste davanti ai ladri (Cfr. Berlusconi), ai mafiosi (Cfr. Mangano e Berlusconi), al Mercato e di fronte ai prepotenti!
Ma lo Stato E’ lo STATO di fronte ai deboli, i nudi cittadini: gli operai, i cassintegrati, i disoccupati, i malati e gli abitanti della Val Susa!
A questo punto sottoscrivo con Erri De Luca quanto scrive sull’ultimo numero di In Dialogo.
Buona giornata!
Don Aldo
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LO IUS SOLI NEGATO IN VAL DI SUSA
Erri De Luca

Un contadino esce di casa per andare a zappare la sua vigna che sta dall’altra parte della strada. Per farlo deve passare un posto di blocco fisso di soldati, esibire tutti i giorni un documento all’andata e al ritorno, nei 10 m da casa a vigna. La strada non segna un confine tra due stati, e tutta in un solo territorio. Un giardiniere viene denunciato per possesso di arma impropria atta a offendere: nel bagagliaio della sua auto hanno trovato e sequestrato i1 cor­po del reato, un paio di cesoie da potatura. Di quale luogo del mondo questi due sono esempi di ordinaria persecuzione? Val di Susa. Si sente parlare in questi giorni di ius soli, il diritto di essere cittadini del luogo in cui si na­sce. Da noi è negato. Importiamo in abbondanza termini inglesi con la goffaggine provinciale di crederli più autorevoli. In questo caso però non adoperia­mo il corrispondente “birthright ci­tizenship”, cittadinanza per diritto di nascita. Perché in quella lingua è diritto automatico per chiunque na­sca su suolo degli Stati Uniti, navi e aerei compresi. Usare il termine in­glese comporterebbe la necessità di adeguarsi alla norma. Perciò viene esumato il latino, utile a negare. Esiste un altro tipo di ius soli, diritto di suolo. E’ quello di una comunità che difende il proprio territorio dalle invasioni. In Vai di Susa da molti anni è in corso una invasione di truppe al servizio di uno Stato che vuole imporre con la forza la riduzione in servitù di una vallata, di una comunità, di un suo­lo. In Val di Susa è in corso da al­trettanti anni la più decisa e insu­perabile resistenza al programma di stupro del territorio. La lotta a oltranza della comunità della Val di Susa a legittima difesa della salute della loro madre terra. E’ diritto di sovranità sul proprio suolo, sulla propria aria, sulla propria acqua: sulla vita stessa mi­nacciata. Buffoni di corte delle banche dichia­rano strategica l’opera di sventramento che è invece superflua, tossica e sfruttata solo per spendere fondi europei. Faccio una profezia: quell’opera di scasso, sostenuta da occupazio­ne militare, non si farà mai. La Val di Susa vincerà perché non ha altra possibilità, non ce 1’ha una valle né una vita di riserva e non si lascerà deportare. A fronte dell’incarognimento della rappresaglia di Stato contro la loro comunità, cresce la resistenza corale, pubblica, unanime, che insie­me al suolo riscatta la dignità di cit­tadini, che non si fanno degradare a sudditi di un feudo. Oggi la Val di Susa è una grande piazza Taksim di Istanbul, una estesa Plaza de Mayo di Buenos Aires, una delle cellule del mondo immuni al cancro della sottomissione. Perché chi si arrende si ammala. Invece la vallata sprizza di salute pubblica, di fraternità, di volontà di battersi. Se ne andranno le truppe di oc­cupazione, il contadino andrà a zappare la sua vigna attraversando la strada sgombra dal posto di blocco. Al giardiniere verranno restituite le cesoie e l’onore.

IL PROTOTIPO RAZZI
VV

Che cosa è diventato un dipendente dello Stato, un funzionario, un giornalista, un politico, un incaricato di pubbliche istituzione sia pure del Parlamento o del Governo… lo ha detto in modo chiarissimo Razzi: “Io sono stato nominato, non sono stato eletto e dipendo da chi mi ha nominato, non posso dipendere da chi non mi ha eletto. Dunque non so cosa farò, ubbidirò a chi mi ha nominato e riferirò solo a lui”.
Per capire da che razza di analfabeti privi di moralità siamo governati fatevi due risate (peraltro amarissime) cercando su youtube le dichiarazioni dell’onorevole Razzi, una delle perle fulgenti che Berlusconi ha comprato dall’Italia dei Valori ma che, purtroppo, l’incredibile Di Pietro ha avuto la faccia di portare nelle istituzioni con estremo sprezzo della psicologia, dell’intelligenza e del rispetto per gli elettori

http://www.youtube.com/watch?v=_odaCKPdg5k

Razzi fu comprato da Berlusconi e da lui nominato “Consigliere del Ministro dell’Agricoltura nella lotta alla contraffazione.” Quando gli hanno chiesto quale fosse la sua esperienza, ha risposto che conosce molti ristoranti (sic) e che aiuta anche qualche volta sua moglie a cucinare. Poi uno si lamenta se la lotta alla contraffazione alimentare non consegue successi. Con ‘esperti’ di questo calibro sarebbe impossibile il contrario.
Poi l’incredibile Razzi è stato nominato Segretario della Commissione Esteri del Senato, si immagina perché è stato qualche volta all’estero (sic).
Ecco un esempio di quello che abbiamo in Parlamento

http://www.youtube.com/watch?v=qnkjv2PGF6o

E non parliamo dell’analfabetismo anche verbale di questo soggetto!
…e poi c’è chi ha il coraggio di criticare il ‘possibile’ basso livello di chi potrebbe essere eletto con una democrazia diretta!!!! Perché? Questo è meglio???
Quando furono indicate per il governo, Berlusconi le avvisò con una telefonata.
Disse a Beatrice Lorenzin: Hai mai fatto una puntura” “Sì” “Bene, sarai ministro per la salute!”
E a Nunzia de Girolamo:” E’ vero che hai un giardino che coltivi?” “Sì? Perfetto, sarai ministro per l’Agricoltura”
Non si può immaginare le sofferenze in questi giorno di queste due povere donne!

GIU’ LE MANI DALLA COSTITUZIONE!
Paolo Farinella

SABATO 12 OTTOBRE 2013, a 521 anni dall’invasione delle Americhe da parte di Colombo, mandato da due re cattolicissimi assassini, mi auguro che una folla immensa invada Roma, rispondendo all’invito di MicroMega, Il Fatto Quotidiano, Libertà e Giustizia e Fiom, ecc. ecc. sotto il segno che è anche un grido esasperato, ma determinato: «SALVIAMO LA COSTITUZIONE».
Il governicolo Letta, uscito dalla crisi, lo stesso di quello che vi è entrato, esprime due facce della stessa ignobile medaglia: da un lato sta preparando l’amnistia generale per salvare Berlusconi con inserzione incorporata, e dall’altro ha inventato la farsa dei «saggi», su ispirazione del presidente repubblichino, per stravolgere la Costituzione, senza passare per la via maestra che è l’osservanza attenta e rigorosa dell’art. 138.
Vogliono accelerare per farsi una costituzione a misura della nuova Dc che si sta formando e che è nel disegno strategico dell’occupante abusivo quirinalizio: gli scissionisti di Al-fano, i socialisti senza sociale di Cicchitto, più P2 che sociale, il nucleo stabile di Cl (Formigoni, Lupi, Mauro, ecc.), i dorotei del Pd (Letta, Franceschini, Fioroni, ecc.), i puttanieri di sempre e con chiunque (Casini, Monti, Giovanardi, ecc.), il trapassato remoto che avanza, vogliono mettere mano alla Costituzione per avere via libera ai loro disegni erotici da incubo.
Giù LE MANI DALLA COSTITUZIONE! Non possiamo permette che mani impure tocchino la Suprema Carta infangandola e deturpandola, anche con il solo pensiero; costoro, infatti, sporcano fisicamente tutto ciò che pensano. Da parte nostra dobbiamo fare diga, muraglia cinese e impedire che questo scempio di compia. SIAMO LA MAGGIORANZA NEL PAESE. Possiamo farcela! Noi dobbiamo farcela! Il Fatto Quotidiano ha raccolto quasi 500 mila firme e almeno altrettanti devono essere presenti a Roma: un milione sarebbe meglio, tre milioni, un grande respiro. La presenza del sindacato Fiom, l’unico che ha difeso la Costituzione in Fabbrica e ha avuto il riconoscimento della Cassazione, ci conforta che la presenza sarà massiccia. A ciascuno di noi il compito di fare la nostra parte.
Alla manifestazione di Genova (3 ottobre 2013) in preparazione a Roma, con Landini, Zagrebelsky e Doria, il papà di Carlo Giuliani, Giuliano, mi diceva che bastano 500 mila persona per fare una carovana da Milano a Napoli, tenendosi per mano. E’ un’idea da realizzare: basta scendere in strada tutti allo stesso tempo e tenersi per mano, in attimo uniamo l’Italia, il Nord e il Sud e soffochiamo gli affossatori della Costituzione che non si tocca.
C’è un solo modo per cambiare la Carta: si indicano elezioni generali con metodo strettamente proporzionale e si elegga una Costituente che lavori indipendentemente dal governo e dal Parlamento. Alal fine il Parlamento voti e dopo si vada al Referendum. Per modificare invece qualche articolo, basta osservare con scrupolo e puntigliosità l’art. 138 e le quattro revisioni che prescrive con i tempi propri.
Non esiste una scorciatoia, non esiste altro modo perché c’è un’Italia costituente fatta di sentinelle e guardie del corpo della Costituizone che lo impediranno, a costo di ritornare sulle montagne a RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!

TRANQUILLI! LA SITUAZIONE È GRAVE, MA «NON È SERIA»
Paolo Farinella, prete

Il Pd esulta. Il Pd sotto choc anafilattico. Il Pd va sempre a rimorchio. L’esito finale della buffonata megagalattica che si è consumata non in Parlamento, ma davanti alla tv per imbrogliare «la gente» ha come risultato conclusivo e chiaro un fatto, uno solo, soltanto uno: il PD che era nato comunista, è diventato democristiano, si è trasformato in berlusconiano d’acciaio, ora si prepara a morire fascista. Abbiamo assistito non alle giravolte del delinquente che fa il suo mestiere come ha sempre fatto, ma alla presa di possesso del nulla da parte dei Dorotei senza più Dc. Il doroteo Napolitano ha incoronato il doroteo Letta che è stato consacrato dal doroteo zio che ha fregato il tronfio e ributtante Berlusconi, ormai inservibile alle dinamiche di chi veramente governa l’Italia: il potere dei soldi in mano ai finanziari d’Europa. La sceneggiata è andata in porto, ma pochi conoscono la trama che è stata rappresentata e la musica che è stata suonata.
Bisognava aumentare l’Iva di un punto e rimettere l’Imu senza perdere la faccia, dopo che il delinquente aveva minacciato stragi, confuso e impazzito per la sua sorte di delinquente conclamato. Letta, Saccomanni e Al-Fano non sapevano dove prendere le palanche e non potevano fare marcia indietro. Berlusconi, delinquente nato, non poteva perdere «la faccia flaccida». Che fare?
Soluzione: ci s’inventa la crisi. Il giorno prima della scadenza della promessa di non aumentare l’Iva (e in seguito anche l’Imu), Letta blocca il decreto «perché a queste condizioni non si può governare». Scoppia la rissa, apparentemente furibonda, come arma di distrazione di massa: il Pdl arriva ad accusare Sallustri del famigerato «Il Giornale» di «metodo Boffo» (dopo 4 anni!, signori, dopo 4 anni!!!! se ne sono accorti!!!). Cicchitto, senza più cappuccetto massonico urla con i gesti e minaccia sfracello, Bondi piange sul mausoleo di Arcore, il cameriere senza «quid», Jolie-Jolie tira fuori il pistolotto ad acqua e fa «boom!» con la bocca da cavallo, Gasparri schiuma bava, Berlusconi minaccia il giudizio universale con terremoto, maremoto e diluvio incorporati. Tutto secondo copione! Bagaglino certo.
Risultato: tutti si spaventano per «le conseguenze» di essere senza governo. L’Europa vuole «stability and reform», idem cum dragos la banca centrale, idem cum kartoffeln la Germania, idem cum tomato il Fondo Monetario Internazionale, idem cum supposten il Quirinalizio Abusivo.
Conseguenza immediata: l’Iva sale di un punto e a novembre bisognerà pagare l’Imu oltre la Tares: ecco trovati soldi che mancavano per svendere ancora quello che resta dell’Italia berlusconizzata.
Il ministroso Saccomanni l’ha detto un’ora dopo il voto della fiducia alla camera: L’Iva si paga perché «ormai è legge dello Stato». Costoro che calpestano la Costituzione hanno la sfacciataggine di parlare di Legge! Non venire a parlare di Leggi dello Stato, perché non puoi permettertelo con quella bocca di riccone arruffone.
Salvato l’aumento Iva e fra poco anche Imu (nessuno ne ha parlato in parlamento, trasformato appunto in un porcilaio, né il Letta nipote nel programma, né le dichiarazioni di voto, né il delinquente che ne aveva fatto bandiera di battaglia) bisognava trovare il modo di venirne fuori, alla grande.
Tutti d’accordo con la propria parte in teatro, sotto la regia a distanza dell’Alieno che occupa il Quirinale.
Venghino siore e siori, inizia la supercazzola, ovvero la BUFFONATA ANDATA E RITORNO. Letta-nipote (d’accordi con zietto-Letta) fa finta di fare la voce grossa; Berlusconi, delinquente con i delinquenti… tira fuori il finto «quid» che non ha né può avere, perché chi nasce servo non può morire padrone. Quagliarello manda un messaggio subliminale facendo vedere «per caso!!!!» la lista dei finti Bruti, tenendola in mano in modo che si legga il numero dei finti aderenti. Riunione in casa del condannato, dove si mangia e si beve, mentre il povero Bondi scrive comunicati in versi sciolti per dire che ormai o si salva Berlusconi o morte per tutti. Alzandosi sulla punta dei piedi, fa capolino Brunetta che, estromesso da tutto, anche perché non arriva al tavolo della pizza, giura insieme al mafioso Schifani che il «dado è buttato» e il brodo è pronto: TUTTI A TAVOLA!
Geniale la scena finale della giravolta della frittata: è essenziale che faccia il triplo salto mortale e ritorni integra sulla padella governativa. Così è! La suspence è forte, anticipata da dichiarazioni al sangue vivo, da rimorsi con scorticamento, da facce delinquenziali che diventano ancora più truci: signori, silenzio, va in scena il TRADIMENTO. L’aula del troiaio è piena come non mai di uomini e donne adeguati alla bisogna, tutti sono tesi a cogliere «l’attimo», avanzano gli statisti – veri giganti delle Istituzioni – come For-mi-go-ni; Lu-pi; Ma-u-ro (tutti targati rigorosamente Cl); Gio-va-nar-di (targato imbecillità di suo); Qua-glia-rel-lo (il saggio, oibòh! Che cuccagna!!!!); Lo-ren-zin (zin-zin) e, svettante su tutti, il maggiordomo promosso sul campo della monnezza, Al-Fa-no, detto Jolie (per gli amici Du-dù, Du-dù, Du-dù-du). La loro presenza abbaglia l’assemblea e invade anche Scilipoti, Razzi, Cicchitto, Cicchetto, Sbronza, Avvinazzato, ecc.
Parla 5Stelle: «Voi siete gniente, gniente siete voi». Parla Sel: «Noi non contiamo niente e siamo contenti così, che credete che vogliamo contare qualcosa? Ma siete matti! La svolta, vogliamo la svolta, senza la svolta, non sappiamo dove girare … almeno mette una rotonda!!!».
Il silenzio afferrò le menti dei presenti. Era arrivato il momento tanto agognato, stava per parlare il capo, no, il padrone, lui sì!, per mettere le cose a posto: pentole, bicchieri, cavatappi (senza allusione, per carità!) e altra ferraglia varia. Anche le mosche si ritirano in ordine e austerità, perché neppure un maiale deve volare nel momento in cui l’orrendo giravolta la frittata con triplice salto mortale come una libellula saltimbanco nell’aria per adagiarsi di nuovo nella padella del governativo. La Presidente si schiarisce la voce e ordina: «Si apra la porta ed entri il clown». I commessi aprirono la porta. La porta era alta m. 3,50 e larga m. 2,50. Due commessi di m. 1,80 cadauno aprirono la porta gigante e davanti allo stupore inebetito dell’assemblea, entra il nano, infiocchettato per la recita. II nano-sitter si accertarono che avesse imparato a memoria la poesiola. Prese posto, accanto a Schifani: era esausto, era fatto. Era strafatto.
Si alzò sullo scranno, abbassarono il microfono, troppo alto per quell’altezza bassina, si schiarì la voce, s’immaginò allo specchio e … tutti rimasero allibiti davanti ad un gesto repentino che nessuna sceneggiatura aveva previsto. Un vero coup de théâtre: con una velocità felina, smontò la finta testa, la depose sullo scranno accanto, con la mano destra si svitò l’ombelico, con la mano sinistra prese il sedere cadente e decaduto, lo mise al posto della testa, lo aggiustò leggermente per centrare la riga e squadrare le chiappe e parlò.
La tensione si tagliava con lo spago, come i montanari tagliano la polenta fredda, e la bocca – pardon il c…– invitò a guardare come la frittata dovesse essere calda per riuscire nella giravoltata dal triplice salto mortale:
«A parte il fatto che sono un delinquente dichiarato e definito e non ho bisogno di tribunali né per esserlo né per sembrarlo, prendo atto degli accordi intercorsi tra noi e mi aspetto che tra gentiluomini delinquenti la parola sia una. Ormai l’Iva è fatta e fra poco anche l’Imu, con soddisfazione di tutti. Non è un mio problema. Voto la fiducia al mio secondo governo Letta-bis perché adesso inizia la vera fase della pacificazione. Decaduto o non decaduto è una questione superata perché come ha detto il capo dello Stato a Napoli è tempo di amnistia. Io voto la fiducia, ma voi mi amnistiate. Il Pd deve sapere che io devo prenderlo a pesci in faccia in pubblico, altrimenti il mio pubblico mi abbandona e poi chi paga la bolletta alla fine dello spettacolo? Però siamo d’accordo: amnistia per tutti, così o non devo nemmeno chiederla, ma posso continuare a prendere a calci e pugni i giudici. Tutti d’accordo? Bene! Quando venite da me, mi rivolgo al Pd e al caro Epifani, all’amico D’Alema, a Renzi che è mio figlio, per favore non passate più dalla porta di servizio, perché ho fatto preparare un ingresso solenne per voi con tappetto e Apicella che suona il repertorio partigiano. Vi ringrazio di tutto e vi garantisco che insieme faremo scintille».
A questo punto, tra l’ammirazione degli schiavi perché è stata sventata la guerra servile e l’entusiasmo della folla, il più eccitato era il Letta-nipote che a sorriso pieno disse: «Grande! Grande!», davanti ad un Al-Fano Jolie inebetito, forse impasticcato, che non capiva cosa stesse succedendo e chiedeva spiegazioni.
Un vero presidente del consiglio, come avveniva nel millennio scorso, quando i fascisti di Almirante cercavano di insinuarsi nella maggioranza, votando a favore di qualche provvedimento, doveva alzarsi e dire a muso duro: non ho bisogno dei suoi voti, senatore ancora per poco, perché io non governo con un delinquente, condannato per avere rubato agli Italiani, contribuendo fortemente ad aumentare le tasse perché lei ha frodato il fisco. Anzi, mi meraviglio come lei possa avere il coraggio e la dignità di stare in quest’aula che deve essere lo specchio della legalità e della trasparenza. Rifiuto la sua fiducia, anche a costo di andare a casa. La dignità di una persona e di una Istituzione come il Consiglio dei Ministri e il Parlamento non si vende né lei la può comprare. Almeno questa! Chiunque voglia dare la fiducia al governo, deve votare adesso e qui per il suo allontanamento immediato da quest’aula.
Invece «Letta-continua» consacra il parlamento come sede ufficiale di delinquenza e se ne avvantaggia. Nei suoi sproloqui ha parlato solo di legge di stabilità e di abbassamento delle tasse sul lavoro. Di null’altro perché il nulla non può che parlare di vuoto e di nullità. Ha ragione il 5Stelle a dire: «Voi siete gniente-gniente-gniente».

PAPA FRANCESCO, UN TRENO IN CORSA
Paolo Farinella, prete

Ho già scritto che ormai sono superato, visto che i miei pensieri e, molto più spesso, le stesse frasi, le stesse parole, le dice e le scrive il papa in persona. Quando si è superati dall’Autorità e si è costretti ad elogiarla, significa che il tuo tempo è finito. Ne prendo atto e sto a guardare godendo ciò che accade. Godo del licenziamento della «mafia genovese» cominciata in Vaticano con il siluramento di Bertone, quaquaraqua insulso e incompetente, il ridimensionamento della Cei (infatti non sa cosa fare) e dell’assurdo e patologico cardinale Mauro Piacenza, trasferito dalla congregazione del clero a dispensare indulgenze. Che vadi, che vadi e anche di corsa! Ora tocca al presidente della Cei, che inevitabilmente deve dare le dimissioni, appena sarà riformato lo Statuto in forza del quale non sarà più il papa ad eleggere il presidente, ma i vescovi con le stesse modalità degli altri Paesi. Punto. Il papa lo ha detto chiaro: non si occuperà di politica e non si sostituirà ai vescovi dei singoli paesi. Ha detto che nemmeno i vescovi devono fare «i chierici di Stato», mettendo lo scompiglio in casa Cei che invece, in concorrenza col Vaticano, entrava nello Stato come un elefante in una cristalleria vestendo da chierichetti.
Nonostante tutto questo, a Roma, alcuni fanno come se niente fosse successo, per cui pare che nell’ultima crisi di governo (si fa per dire!), sia intervenuto pesante anche il cardinale Camillo Ruini a favore di Letta, contattando Lupi, Formigoni, Mauro e Jolie-Jolie Al-Fano, dando loro mandato di disfarsi di Berlusconi, ormai cotto di suo e disfatto per eccesso di cemento senza pronta. Se così fosse, sarebbe la prova che esistono due chiese: quella di papa Francesco e quella miscredente di cardinali e curiali, clericali di razza, l’una in contrapposizione all’altra. Ruini e compagnia cantante non tollerano questo papa e speriamo che prima o dopo non lo facciano fuori con una sottile arma cardinalizia, magari camuffata da acqua benedetta.

STRANIERI IN EUROPA

Nell’Ue vivono 31 milioni di stranieri. 1/3 sono cittadini di uno Stato Ue, 6 milioni provengono da paesi non comunitari europei, 4,7 dall’Africa; 3,7 da Asia, 3,3 dall’America del sud.
La Germania è il paese che ne ha di più: 7,3 milioni (8,8% della popolazione)
Seguono Spagna (5,3 milioni), Regno Unito (4 milioni) e Francia (3,7 milioni). Al quinto posto l’Italia, con 3,4 milioni di cittadini stranieri (5,8% della popolazione).
Complessivamente, più del 75% dei cittadini stranieri dell’Ue vivono in questi cinque paesi.
In rapporto alla popolazione locale, la più alta concentrazione si registra invece in Lussemburgo, dove sono “stranieri” il 43% dei residenti. Seguono Lettonia (18%), Estonia (17%), Cipro (16%), Irlanda (13%) e Spagna (12%).
Ma se l’Italia si situa al quinto posto tra i paesi con il maggior numero di residenti stranieri, si colloca nella quarta posizione come paese di “emigrazione”!
Gli stranieri che vivono in Ue sono infatti soprattutto turchi (2,4 milioni), marocchini (1,7 milioni), rumeni (oltre 1,6 milioni), italiani (1,3 milioni) e polacchi (1,2). Gli italiani vivono principalmente in Germania (oltre 570.000), Svizzera (oltre 291.000), Francia (178.500) e Belgio (169.000).
I paesi con la più alta concentrazione di stranieri provenienti da un solo paese sono invece la Grecia (stranieri che provengono dall’Albania), la Slovenia (dalla Bosnia-Erzegovina), Ungheria (dalla Romania) e Lussemburgo (dal Portogallo).
Gli italiani sono invece la prima nazionalità straniera in Belgio (17,4% della popolazione straniera totale) e in Svizzera (18,2%).

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