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Monday June 26th 2017

CONTINUEREMO A CHIAMARVI LADRI

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(Telemaco Signorini)

MASADA n° 1488 12/10/2013 CONTINUEREMO A CHIAMARVI LADRI

(Molte illustrazioni sono tratte dalla mostra dei Macchiaioli di Padova)

Blog di Viviana Vivarelli

Critiche all’euro – Un nuovo indulto, colpo di spugna per i reati dei politici – Non la certezza del diritto ma la certezza dell’impunità del Potere – Le sceneggiate di Berlusconi/Letta per imporre Iva e Imu, un passo in basso verso la Grecia – Le carceri statunitensi – L’assurdità della Fini-Giovanardi o della Bossi- Fini- Quasi la metà dei detenuti italiani è in attesa di giudizio – L’affidamento ai servizi sociali vale solo per gli imputati eccellenti – Lo scandaloso decreto ‘omnibus’ contro il femminicidio – L’urlo di Fraccaro: “Continueremo a chiamarvi ladri!” – Lo minacciano di morte ma intanto pensano solo a cancellarsi le pene per i propri reati – Guardateli tutti, i nostri ‘ Onorevoli’! – Due senatori 5stelle propongono l’abolizione del reato di clandestinità ma Grillo li sconfessa. Imbarazzo- Il problema dei migranti- L’onorevole Fico replica alle bugie di Letta- Se Steve Jobs fosse nato in Italia…- Società al collasso

La feccia risale il pozzo.
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Come disse il capogruppo del M5S Paola Taverna: “Niente, niente, voi siete niente!
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Il cinico Ferrara: “Oggi per fare politica devi essere ricattabile”.
Dal che consegue che per troppi la politica è il potere di una casta i cui membri governano sostenendosi sul reciproco ricatto.


CONTRO L’EURO
Intervista all’economista francese Jacques Sapir
Alessandro Bianchi (da L’Antidiplomatico)

“Da 13 anni vediamo che l’euro è un enorme freno per la crescita in tutti i Paesi, meno la Germania. Fa aumentare i deficit, interni ed esteri, e porta verso un debito sempre più grande. E’ tutto documentato. L’euro può funzionare solo in una spirale di impoverimento per cui è destinato a fallire. Le forze anti-europeiste prendono sempre più peso e porteranno alla fine i politici alla necessità di dissolvere la zona euro o di uscire dalla moneta unica. Con un ritorno allo Sme ogni paese ritroverebbe la propria valuta nazionale. I paesi dell’Europa del Sud possono scegliere tra prendere la decisione di uscita in modo indipendente o chiedere la dissoluzione della zona euro. Se Italia, Francia e Spagna dicessero durante un Consiglio Ecofin che sono pronti a lasciare l’euro ma che è preferibile lo scioglimento dell’Unione monetaria, questo, visto l’attaccamento dei tedeschi al Marco, verrebbe rapidamente accettato. Sarebbe la soluzione migliore perché apparirebbe come una decisione europea.
La responsabilità dei partiti socialisti europei è schiacciante, si sono arresi senza condizione davanti alle esigenze della finanza e del capitale; hanno imposto delle politiche di austerità inaudite alle popolazioni e sono dunque fortemente responsabili della stagnazione economica attuale. Nel pretendere che non esistano altre soluzioni oltre l’austerità, nel proclamare il dogma dell’euro ed ipotizzando scenari catastrofici nel caso di un’uscita, hanno fatto un discorso politico che blocca la situazione ed è parte integrante della crisi. Per cui non usciremo dalla crisi se non attraverso la distruzione di questi partiti. La politica di Monti consisteva nel cercare di ottenere dei risultati a breve senza preoccuparsi del dopo. Ha bloccato i pagamenti che lo Stato doveva alle imprese, ha lasciato che il credito crollasse e che gli investimenti si contraessero. Il tutto condanna l’economia italiana ed è il contrario di una politica da «esperto». La fama da «tecnico» che si costruito è del tutto usurpata. Si è comportato come uno di quei ed è il contrario di una politica da «esperto». La fama da «tecnico» che si costruito è del tutto usurpata. Si è comportato come uno di quei politicanti di basso livello il cui nome è scomparso nelle pattumiere della storia.
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INDULTO: CONTINUEREMO A CHIAMARVI LADRI (Fraccaro 5stelle)
Viviana Vivarelli

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=7_QfwVXxyfu

I deputati del Pd si avvicinano minacciando, augurando la morte ai 5stelle, dicendo ‘vi aspettiamo fuori, vi ammazziamo!’

Napolitano diventa Presidente della Repubblica il 10 maggio 2006. Tre mesi dopo concede un indulto per tutti i reati commessi fino al 2 maggio 2006 (3 anni per le pene detentive e 10.000 € per le pecuniarie). Ne esclude associazioni sovversive e terroriste, sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione, banda armata, associazione a delinquere per delitti gravi, mafia, schiavitù, prostituzione, pornografia e prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minore, usura, droga, ma vi comprende i reati finanziari e quelli contro lo Stato, che sono poi quelli di cui si macchia in misura maggiore la classe politica.
La legge prevede che l’indulto si applichi ai detenuti, ma di fatto ha tolto 3 anni a tutti, anche a Berlusconi, per quanto costui non si trovi affatto in carcere. Egli aveva già beneficiato di un indulto nel 2006 col Governo Prodi a cui impose l’estensione a reati per cui era sotto processo, salvo poi creare nuovi detenuti con leggi come la Bossi Fini o la Fini Giovanardi che ci hanno regalato il reato di clandestinità e hanno aggravato le pene per i migranti, i tossici e i recidivi, aumentando il sovraffollamento delle carceri. Oggi avviene una cosa simile, con una pressione indecente del Pdl su Napolitano e Letta affinché nel nuovo indulto siano compresi i reati per cui è stato processato Berlusconi.
L’indulto non si applica alle pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici e non dovrebbe toccare la legge Severino che non riguarda ‘pene’ ma ‘condizioni’ per le alte cariche ma, a questo punto, visti i precedenti allargamenti e le estensioni interpretative successive a ogni indulto, siamo pronti a vedere di tutto. Certo è che l’appoggio di Berlusconi al governo implica un pesante ricatto e Berlusconi non intende né subire nuove condanne né fare alcun servizio sociale, per cui questo Governo nasce zoppo e legato agli interessi di Berlusconi come mai prima.
In ogni caso un indulto è di per sé un violento attacco alla giustizia e dice giustamente Travaglio: “Un indulto è un insulto”, ed è per questo che in Germania, Francia o Inghilterra non solo non esiste ma non c’è nemmeno il termine relativo.
Già l’indulto del 2006 fu un atto iniquo, non sanò le condizioni delle carceri né rese più agili ed equi i processi, mise solo in libertà temporanea 30.000 detenuti, di cui la maggior parte torno subito a delinquere e tornò in carcere dopo pochi mesi.
Fu una inaccettabile SANATORIA che aumentò il disagio sociale, alzando il livello dei crimini e la pericolosità collettiva e sanò a posteriori i reati compiuti in un certo arco di anni, vanificando il 60% del lavoro dei magistrati.
Oggi si vuole che la sanatoria sia anche più ampia e copra anche i reati amministrativi, quelli dei ladri di Stato che abbondano nel Pd come nel Pdl. Ed è grottesco che il Parlamento insorga scompisciatamente contro il deputato 5stelle Fraccaro che grida: “Siete tutti dei ladri”, mentre si sta ripetendo l’ignobile sceneggiata dell’aumento dei finanziamenti pubblici ai partiti. Col nuovo irricevibile indulto la classe politica più corrotta d’Europa sana i propri reati e si incentiva a commetterne di più. L’atto gravissimo vanifica la CERTEZZA DEL DIRITTO, assicurando ai rei che la pena non ci sarà (come è avvenuto sistematicamente per i condoni edilizi). L’indulto azzera la pena senza estinguere il reato, stimolando delinquenti pubblici e privati a riprovarci, con la sicurezza di non essere mai puniti e senza alleggerire i processi che devono arrivare a fine lo stesso pur sapendo che la pena non ci sarà. L’indulto, inoltre, crea poi una differenza tra chi fa un reato dopo una certa data e chi prima.
Dopo i precedenti indulti, il 30% dei detenuti liberati tornò a delinquere entro 5 mesi e aumentarono le rapine in banca.

Di nuovo anche oggi dobbiamo risentire le discussioni interminabili e menzognere sull’apertura di nuove carceri; di nuovo si deve risentire i discorsi leziosi destinati a finire nel nulla che si ripetono da 60 anni, le ipocrite difese dei diritti umani, il finto buonismo di prammatica, le false indignazioni di un moralismo di giornata, tutto quel repertorio di cianfrusaglie fintamente etiche con cui la classe politica si ammanta quando vuole nasconderci dietro degli interessi che di etico non hanno proprio nulla e in cui è fortissima la difesa della propria impunità.
E’ chiaro che anche nel costruire nuove carceri ci sarebbero dei vantaggi per certe categorie di persone (i palazzinari). Ma è altrettanto chiaro che nel fare un indulto lo Stato spende meno e i politici corrotti ci guadagnano di più.

Dal 1942 in Italia sono stati concessi 24 indulti, cioè in media uno ogni 2,4 anni.
Non si vede a quale CERTEZZA DEL DIRITTO un onesto debba appoggiarsi con una classe politica propensa solo a liberare i colpevoli e a garantire loro una diminuzione della pena ogni 2,4 anni!
Nello stesso tempo, la situazione delle carceri italiane non ha fatto che peggiorare, col bel record di 2.008 detenuti morti in carcere negli ultimi 13 anni per cause non bene identificate e una popolazione carceraria di 66.271 detenuti in 206 istituti di pena contro una capienza di 45.568 posti. Il fatto gravissimo è che il 35,8% di questi detenuti è straniero e la loro detenzione dipende da leggi infami tipo la Bossi- Fini o la Fini-Giovanardi, che equiparano a reato la clandestinità, aggravano le recidive e equiparano droghe leggere a droghe pesanti. Per cui basterebbe eliminare queste due leggi infami per avere 23.579 detenuti in meno portare la popolazione carceraria a un livello accettabile e sostenibile.

(Fattori)

Dai dati statistici risulta in modo chiarissimo che l’indulto è un provvedimento mistificatorio che non serve a nulla e che dopo pochi mesi tutto ritorna come prima. L’indulto del 2006 fu vanificato in 5 mesi, e nel 2009 L’Italia aveva ripreso a crescere nel sovraffollamento carcerario a ritmi vertiginosi riportandosi in breve in testa alla graduatoria negativa come maglia nera del sistema penale europeo con una forbice larghissima con Francia, Spagna, Inghilterra e Germania, che hanno sistemi processuali e penali molto migliori dei nostri, in quanto sono rivolti al bene collettivo e non al vantaggio di una classe politica corrotta.
Io ho addirittura fatto una tesi in diritto penale rivolta a dimostrare l’inutilità e a paradossalità della presente sanzione criminale e non posso che ammirare sistemi penali come quelli svedesi o norvegesi dove alle nostre carceri pestilenziali che sono delle pene persino per gli stessi secondini, si contrappongono sistemi di detenzione civili e volti al recupero di chi ha commesso reati. Inutile dire che nel nostro sistema borbonico la prevenzione del reato e il recupero sociale del condannato non esistono nemmeno.
E comunque, una cosa è la prevenzione del reato e il recupero del reo e un’altra è rimettere semplicemente in libertà chi ha violato delle leggi penali restituendolo alla società col suo carico di pericolosità intatto e addirittura aumentato dalla certezza che non ci sarà pena per altri reati.

In questi 20 anni chi doveva fare e non ha fatto?
Il csx ha governato per 3254 giorni pari al 46%. Il cdx ha governato per 3341 pari al 47%.
Quando mai l’uno o l’altro di questi schieramenti politici si è preoccupato di migliorare la questione carceraria o di dare a questo Paese un sistema processuale e penale civile?
Qualcuno di questi signori che sono al potere da 20 anni può spiegarci come mai Paesi come Inghilterra e Spagna in cui il numero di detenuti rapportato alla popolazione è aumentato, non hanno registrato alcuna crescita del sovraffollamento carcerario, ma lo abbiamo registrato solo noi?
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Lo dice anche Paolo Farinella che per ora non ha sbagliato un colpo: è tutta una sceneggiata tra Letta e Berlusconi, che si presta al gioco e fa i suoi colpi di scena per imporre comunque nuove misure predatorie sul Paese, come IVA e Imu, già concordate da Bce e Bundesbank (con dietro il Bilderberg e la Fed) per ‘grecizzare’ questo Paese.
Ci sono in Italia più di 38 istituti “fantasma”, nuovi, attrezzati e mai utilizzati per i motivi più disparati: dalla carenza di personale alla mancanza di strade per arrivarci.
Vorrei anche farti notare che, fatto ogni indulto, si è provveduto immediatamente ad allargarne i termini con interpretazioni estensive o parallele. Si veda l’applicazione di quello del 2006 a Berlusconi che in carcere nemmeno ci sta e che si vede immediatamente ridotta la pena di 3 anni.
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Fare un confronto con gli USA non mi sembra corretto. Le carceri americane sono una vergogna per il mondo, penalizzano solo i poveri e i neri. Tutto è gestito dal privato, ma il conto lo paga lo Stato. Quello della privatizzazione delle carceri è un business enorme, che nel 2012 è costato 80 miliardi di dollari. E, per alimentare questo business, gli Stati uniti sono diventati il Paese che ha più detenuti al mondo. Società come la CCA (Corrections Corporation of America) finanziano tutti i politici che promettono sentenze più aspre per reati che in molti paesi europei non comportano restrizioni delle libertà. Basti pensare al possesso di piccole quantità di marijuana.
In USA ci sono 751 carcerati ogni 100mila abitanti, mentre in Italiani abbiamo 92 detenuti ogni 100mila abitanti. Il numero di persone che viene incarcerata negli Stati uniti è una vergogna assoluta come le condizioni stesse dei detenuti e distrugge irrimediabilmente qualunque idea di democrazia e rispetto dei diritti umani. Sono continue storie di celle sovraffollate (con 8 persone dove ce ne dovrebbero stare 4), maltrattamenti, stupri, condizioni igieniche inadeguate e infezioni dilaganti. Non sembra proprio che gli Stati uniti su questo possano essere presi come esempio per il mondo.

(Telemaco Signorini)

Lorenzo Giordano
In Italia la potestà punitiva dello Stato non esiste, nel frattempo abbiamo speso milioni di euro in indagini e processi e abbiamo umiliato e deriso le vittime del reato, vanificando ogni legittima pretesa punitiva dello Stato nei confronti di chi ha violato la legge penale. Non c’è dubbio: questo è un Paese al contrario.
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Adolfo Palaia
Per vedere chi sta giocando in modo opaco sul problema dell’affollamento delle carceri basterebbe proporre la depenalizzazione della tossico dipendenza e dell’immigrazione clandestina. Le carceri si vuoterebbero di quasi la metà dei detenuti ed il problema sarebbe risolto per l’immediato ed a medio termine . Ma non lo faranno, perché dei poveri cristi non importa a nessuno ma i loro diritti risultano utili se possono essere invocati per far uscire anche i potenti.
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Viviana
Tuttavia le nuove carceri, se mai fossero fatte e non fossero sventolate ogni volta con esito zero, risolvono solo parzialmente il problema. E’ tutto il sistema processuale e penale da rifare dopo gli scempi prodotto in modo bypartisan in 20 anni di distruzione sistematica del diritto e sempre per difendere e salvare la classe politica più corrotta d’Europa che non intende né emendarsi né pagare il fio dei propri abusi e reati.
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Gianni Felici
Il problema del sovraffollamento delle carceri è reale e va risolto.
Pochi, però, si chiedono a cosa è dovuto questo problema che periodicamente si ripropone. L’indulto fatto dal governo Prodi per svuotare le carceri è stato vanificato dalla legge Bossi-Fini che introduceva il reato di immigrazione clandestina e dalla legge Fini-Giovanardi sulle droghe, equiparando le droghe leggere, legalizzate in altri paesi, a quelle più dannose. Con la prima legge lo Stato Italiano è stato “costretto” a processare e imprigionare i clandestini, intasando di processi i tribunali già al collasso e sostenendo le spese carcerarie di persone la cui unica colpa è quella di fuggire dalla fame. Scontata la pena, a queste persone viene consegnato un foglio di via per uscire dal paese, cosa che si faceva anche prima della legge evitando processi e carceri alquanto costosi (la legge prevede poi il pagamento di ammende inutili in quanto i migranti non sono mai in grado di pagarle).
Con la Fini-Giovanardi sono state incarcerate persone ree di aver fumato uno spinello che, peraltro, non ha mai ucciso nessuno, mentre l’alcool e le sigarette fanno molti più danni.
E così, a distanza di solo 7 anni, si ripropone il problema delle carceri sovraffollate.
Possiamo risolvere la questione “indultando” queste persone, che rappresentano una grossa percentuale di detenuti, liberando posti per tutti quegli amministratori di danaro pubblico che si sono arricchiti illegalmente alle spalle dei cittadini onesti. Mi sembra una buona soluzione, sempre che non siano proprio questi il vero obiettivo della prossima amnistia.
Dopo lo “scudo fiscale” ecco lo “scudo penale”.
Tana libera tutti!

(Giuseppe De Nittis)

QUASI LA META’ DEI DETENUTI E’ IN ATTESA DI GIUDIZIO

Prima di dire qualunque cosa, si pensi che su 65.701 i detenuti, ben 25.696 sono in attesa di giudizio, quasi la metà.
In USA esiste un solo grado di giudizio e per averne un secondo devono insorgere nuovi e ben fondati motivi che solo raramente vengono considerati. Ma, finché dura il primo ed unico processo, l’imputato può stare ai domiciliari pagando una cauzione commisurata al suo reddito e queste cauzioni provvedono a sostenere finanziariamente il sistema giudiziario. Il turn over impressionante: 50.000 persone l’anno vanno dentro per pochi giorni o settimane, poi escono e non si vedono più, oppure (ma è raro) rimettono piede in galera anni e anni dopo per scontare la pena finalmente confermata dalla Cassazione.
Ma che giustizia può esserci in un Paese come il nostro, dove i gradi di giudizio sono come minimo 3 e centinaia di processi ad assassini mafiosi sono stati annullati dalla Cassazione da giudici posti da Berlusconi, per microscopiche cause puramente formali, favorendo così la mafia?
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L’AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI

Certo alternativo al carcere può esserci l’affidamento. Ma quello vale per gente come Previti o Berlusconi. L’affidamento è stato creato per i condannati eccellenti, non certo per i 60.000 che patiscono 8 per cella. Con l’affidamento il condannato resta libero, deve solo impiegare alcune ore alla settimana in lavori socialmente utili, ad es. in una comunità antidroga, come fece l’ex ministro Cesare Previti dopo le condanne definitive per due maxi-corruzioni giudiziarie. In tutte le restanti ore e giorni, fermo restando il divieto generale di uscire dall’Italia, l’«affidato» sarà tenuto a rispettare solo alcuni specifici obblighi fissati dal tribunale, dopo aver sentito la sua difesa, in un’apposita udienza. E furbamente Berlusconi ha preso residenza a Roma così a controllarlo, caso mai all’affidamento ci arrivasse davvero, saranno giudici amici.
Dichiarato colpevole di frode fiscale in tutti i gradi di giudizio, il proprietario della Fininvest è stato condannato a quattro anni di reclusione, previsti però solo sulla carta: tre anni, infatti, sono cancellati in partenza dalla legge sull’indulto, approvata nel 2006. Quindi gli restano da scontare solo dodici mesi, che dovrebbero scendere a dieci e mezzo applicando il beneficio della cosiddetta liberazione anticipata.
Come passerà in concreto quei dieci mesi e mezzo, è ancora tutto da decidere e i giudizi romani possono concedere anche permessi di muoversi liberamente in più regioni, soprattutto per motivi sanitari, familiari, economici e a maggior ragione per impegni istituzionali. Fa ridere il divieto di frequentare pregiudicati; che fa? non incontra più Dell’Utri o Previti? Gli è vietato anche di frequentare giri di prostituzione. E le Olgettine? E Lele Mora, Fede, la Minetti, Ruby e tutta la carovana di ragazze?
“Entro i limiti fissati dal tribunale, l’affidato ha piena libertà di comunicare, lavorare, divertirsi, fare politica, gestire proprietà ed aziende. E, quando l’affidamento è finito, cessa «ogni altro effetto penale», compresa la decadenza dalle cariche e l’incandidabilità alle future elezioni. Se il sorvegliato si comporta male va in carcere. Berlusconi?? Ma Berlusconi non farà nemmeno i servizi sociali perché i fidi Letta/Napolitano lo salveranno prima!
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Finché non vedremo in carcere anche i politici eccellenti colpevoli di reati, questo non sarà un Paese civile, e parlare di giustizia sarà solo una bestemmia.


(De Nittis)

LO SCANDALOSO DECRETO OMMIBUS SUL FEMMINICIDIO

Dall’inizio dell’anno sono state 51 le donne uccise in Italia dal loro partner per un’idea tutta machista per cui la donna è un oggetto di proprietà che non può decidere di se stessa. Nel 2012 le donne italiane massacrate dai loro uomini sono state 124. Ma il decreto contro il femminicidio, scritto e votato con la massima fretta per contenere altri diktat e non sottoposto ad alcun vaglio parlamentare, è un ulteriore insulto al concetto di Giustizia.
In tempi velocissimi il decreto contro il femminicidio è stato convertito in legge. E così si è capito come mai la Boldrini ci teneva tanto da convocare il Parlamento il 20 agosto richiamando parlamentari e commessi a metà delle ferie per pochi minuti con 200 milioni di spesa. Il fatto è che il decreto è passato così com’era, abborracciato e senza discussione o emendamenti parlamentari, rozzo e grezzo, molto imperfetto e fatto frettolosamente, ma riguarda la violenza alle donne solo al capo primo. Per agli altri tre riguarda argomenti che con le donne non c’entrano affatto, come l’inasprimento delle pene per gli antiTav o l’azzeramento dei tagli alle Province per mantenere intatte le mangiatoie politiche.
Anni ed anni a riempirsi la bocca di paroloni sulla riduzione dei costi e sulla abolizione delle Province e poi ecco il blitz! Come quando spargono chiacchiere a iosa e menzognere promesse elettorali sul taglio del Parlamento, l’abolizione degli enti inutili, la riduzione delle prebende e dei vitalizi e poi tutto resta com’è o peggiora addirittura.
In un colpo solo, rapidissimo (sono sempre fulminei su quello che li interessa), hanno sporcato l’importantissima legge sul femminicidio e hanno rilanciato enormi costi che graveranno ovviamente sulle tasche degli italiani. L’Iva al 22%, l’Imu la pagheremo con una salata service-tax, la Tares a cifre da capogiro, la benzina a costi mostruosi, luce acqua e gas sempre in aumento e la disoccupazione a livelli drammatici.
E dunque anche la scusa del femminicidio, come il pianto manno sui migranti o i falsi lai sui poveri detenuti portano a un solo e unico scopo: rinforzare gli strapoteri della Casta e portare questo disgraziato Paese un passo in giù verso la Grecia.
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Maria Virgilio
Aspettavamo una legge organica e finanziata, che affrontasse tutti gli aspetti civili, amministrativi, penali, dalla educazione nelle scuole alla formazione degli operatori, dall’osservatorio di monitoraggio ai centri antiviolenza. Invece abbiamo avuto norme solo penali all’interno di un decreto legge “pacchetto” il cui testo abbiamo avuto a disposizione solo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale , cioè solo dopo la sua entrata in vigore, a cose fatte. Noi avremmo preferito, invece di esser poste dinanzi al fatto compiuto, discuterne con modalità di elementare partecipazione democratica (ma questa ormai è vuota parola, a tutti i livelli di potere; eppure dovrebbe essere un dovere per i governanti) . Ancora una volta il tema che ci sta a cuore è all’interno di un pacchetto sicurezza di contenuto eterogeneo (i decreti dovrebbero essere a contenuto omogeneo: L. n. 400/1988) e dunque non è stato ritenuto degno di autonoma trattazione. E’ così ormai da parecchi anni! Inscindibile binomio: decreti-legge e sicurezza ( il titolo del decreto dice solo “sicurezza” , ma poi preambolo e articolato chiariscono che è alla sicurezza pubblica e di polizia che il Governo si riferisce)

Desk2
Nel decreto sul femminicidio il governo ci infila una norma, poi scomparsa, contro gli attivisti: pene più aspre contro chi entra nei cantieri. Ma che c’entra con le donne?
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Globalist
Nell’ormai criticatissimo Decreto Sicurezza (meglio conosciuto come Decreto contro femminicidio e stalking) è passato anche l’articolo 10, che titola così: «Norme in materia di concorso delle Forze armate nel controllo del territorio e per la realizzazione del corridoio Torino-Lione, nonché in materia di istituti di pena militari». Ora una domanda sorge spontanea, a noi e a tutto il web che è già insorto: che cosa c’entrano i cantieri del Tav con i reati sulle donne?
Il testo è un complesso di norme slegate tra di loro che prende in considerazione diversi tematiche: dalla violenza domestica contro le donne, all’Expo 2015, passando per frode informatica e, udite udite, misure repressive contro chi si oppone in Val Susa alla realizzazione della Tav (progetto ormai eliminato dall’agenda europea e francese, ma ferocemente sostenuto dai nostri ladri di Stato per le mazzette cospicue che permetterebbe e l’aiuto alla camorra). Insomma un decreto che sembra più un pastone che un provvedimento mirato alla sicurezza delle donne e dei cittadini in generale.
La nuova norma poi cancellata è stata abbinata a un’estensione dell’area
“protetta” dalle manifestazioni, che comporterà la sospensione dei diritti costituzionali per tutto il percorso della linea ferroviaria fino al confine. Poche righe per creare una sorta di difesa militare non solo per Chiomonte e Susa, ma per qualsiasi grande opera.
Se approviamo le seppur contestate norme sulla lotta contro il femminicidio dobbiamo per forza accettare anche gli assurdi provvedimenti autoritari e repressivi contro i no Tav. O tutto o niente, sembra voler dire il governo (per questo Sel e M5S non hanno votato). Poche ore dopo la pubblicazione del comunicato stampa del governo, la norma riguardante i cantieri della Torino-Lione sembrerebbe essersi volatilizzata. Ma l’effetto spiacevolissimo rimane.

Su Twitter i commenti sono duri. “Grazie a legge femminicidio ora governo Letta Alfano potrà usare l’esercito contro i cittadini per legge! Povere donne, vi hanno usato!” (Mario)
Antonio: “Se maltratti una manifestante NoTAV dentro il cantiere ti danno un premio.”
“Proteggi le donne ma prima le Grandi Opere!”
Francesca: “Sviare l’opinione pubblica con il tema del femminicidio mentre si inaspriscono le misure di polizia contro i notav è una roba brutta”.
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DORIANA GORACCI

Nella notte ancora un Femminicidio di cui non si sa come usare la legge. E’ una mattina poco allegra climaticamente nella Tuscia e ho appena aperto il computer per ascoltare e leggere le notizie. Ieri avevo saputo che in un piccolo paese della Liguria, era stata uccisa il vice sindaco, Stefania Maritano. Alle 3,30 di oggi, in un paese ancora più piccolo del mio e molto vicino a dove risiedo, Barbarano Romano, non so con quante coltellate è stata uccisa una donna di cui si ignora il nome ma ci dice la “cronaca nera” che aveva 53 anni: femminicidio. I carabinieri hanno fermato il suo convivente, napoletano di 65 anni. Dicono che non si sa il movente: lui avrà avuto le sue folli ragioni. A Barbarano Romano… c’ è la porta merlata d’Ognissanti e la torre detta di re Desiderio. Costui, il re Desiderio, fu re dei Longobardi e re d’Italia dal 756 al 774. Usò “le sue donne”, figlia , moglie e suore varie nei molteplici monasteri dove le ficcò, usandole come materia di scambio politico e di potere sul territorio. E’ di ieri il Decreto Legge sul Femminicidio: forse le donne sono usate dalla legge? Ho appreso che su 12 articoli di questo Decreto passato al Senato, 5 riguardano il contrasto della violenza contro le donne, gli altri per niente e bensì riguardano NO TAV Protezione Civile Vigili del Fuoco…

Dal sito Donna Ceteris, i punti chiave:

-RELAZIONE AFFETTIVA. E’ il nuovo parametro su cui tarare aggravanti e misure di prevenzione. Rilevante sotto il profilo penale è da ora in poi la relazione tra due persone a prescindere da convivenza o vincolo matrimoniale (attuale o pregresso). Il codice si arricchisce di una nuova aggravante comune applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte. Quanto all’aggravante dello stalking commesso dal coniuge, viene meno la condizione che vi sia separazione legale o divorzio. Aggravanti specifiche, inoltre, sono previste nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge (anche separato o divorziato) o da chi sia o sia stato legato da relazione affettiva.

-QUERELA A DOPPIO BINARIO. Il dilemma revocabilità/irrevocabilità della querela nel reato di stalking è sciolto fissando una soglia di rischio: se si è in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile. Resta revocabile invece negli altri casi, ma la remissione può essere fatta solo in sede processuale davanti all’autorità giudiziaria, e ciò al fine di garantire (non certo di comprimere) la libera determinazione e consapevolezza della vittima.

-AMMONIMENTO. Il questore in presenza di percosse o lesioni (considerati “reati sentinella”) può ammonire il responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente da parte del prefetto. Si estende cioè alla violenza domestica una misura preventiva già prevista per lo stalking. Non sono ammesse segnalazioni anonime, ma è garantita la segretezza delle generalità del segnalante.

-ARRESTO OBBLIGATORIO. In caso di flagranza, l’arresto sarà obbligatorio anche nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking.

-ALLONTANAMENTO URGENTE DA CASA. Al di fuori dell’arresto obbligatorio, la polizia giudiziaria se autorizzata dal pm e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze), può applicare la misura pre-cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

-BRACCIALETTO ELETTRONICO E INTERCETTAZIONI. Chi è allontanato dalla casa familiare potrà essere controllato attraverso il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici. Nel caso di atti persecutori, inoltre, sarà possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche.

Chi spiega alle Donne cosa possono fare e ottenere se sono vittime di violenza -spesso in famiglia- e cosa e quando e come e con chi fare applicare la legge? Cosa altro dovremmo apprendere dai Media Italiani su consorti e amanti e amiche ed escort ed ex… di attuali detentori a vario titolo di potere?
STOP AL FEMMINICIDIO con tutti i mezzi, la scuola la famiglia i Media…

Video di una scuola di Catania

http://www.youtube.com/watch?v=WOQJKpyL_7k

Stamattina piove e pioverà anche a Barbarano Romano, poi qualche schiarita e poi nebbia. Vorremmo squarci di luce e chiarezza su cosa fare e dove andare, in caso di violenza sulle donne.E che l’ Arcobaleno rimanga in cielo, almeno lui, ad annunciare la fine della Tempesta.

SI SCANDALIZZANO SE SONO CHIAMATI LADRI MA PENSANO SOLO A CANCELLARE LE PENE PER I LORO REATI

Se il Governo tende ad aumentare le pene per chi protesta e criminalizza il dissenso contro l’articolo 21 della Costituzione, tende anche ad eliminare le pene per chi comanda. E l’indulto sarà utilissimo a cancellare gli scandali della politica.
Non passa giorno che non leggiamo delle inchieste aperte in tutta Italia contro amministratori pubblici nazionali o locali, per uso disinvolti di fondi pubblici, truffa, malversazione, concorsi truccati, aste finte, corruzione, concussione, abuso di ufficio, peculato, frode fiscale, associazione a delinquere, finanziamento illecito, ricettazione, millantato credito, tangenti, danno erariale, bancarotta fraudolenta, associazione mafiosa…Dei reati finanziari non si fanno mancare niente. Non é una mela marcia, è una alluvione, uno tzunami, una devastazione, a cui il Governo provvede non con sanzioni durissime, epurazioni, purificazioni, controlli e scarnificazioni, ma con la politica assolutoria dell’indulto, con la cancellazione del reato o della pena, per mantenere intatta col suo carico delinquenziale la casta degli sciacalli al Potere.
L’indulto (lo ripeto: uno ogni due anni e mezzo circa) sarà la manna, la sanatoria graditissima ai corrotti: ringrazieranno i 57 consiglieri regionali, i 57 indagati in Sardegna. I 14 nel Lazio, compreso Fiorito, i 90 consiglieri indagati in Lombardia, i 20 del Friuli, i 52 del Piemonte, i consiglieri condannati della Liguria, Basilicata, Calabria, Marche, Emilia Romagna, Sicilia. Un esercito di beneficati. Corrotti e contenti. Sono già pronte ostriche e champagne. E con loro brinderanno i parlamentari che, meraviglie della democrazia! si voteranno da sé la propria auto liberazione nel migliore faidaté che si possa immaginare, dal produttore al consumatore, grazie al caro Napolitano che non fa che esercitare “le proprie prerogative” e fa capire benissimo il motivo per cui è stato rieletto, violando la Costituzione che non prevede alcune rielezione, ma si sa, la Costituzione è già diventata ‘flessibile’ ancor prima della revisione dell’articolo 139.
Abbiamo già una quarantina di parlamentari ‘scoperti’, coinvolti in inchieste o processi in modo byparsan. Del resto solo gli inquisiti del Pd nazionale sono più di 400. Dunque una mano lava l’altra ed entrambe fregano gli Italiani!
Tanti bei soggetti, ultimi arrivati alla sbarra (si fa per dire): Tremonti (eletto con la Lega) e Antonio Azzollini (Pdl) o Francantonio Genovese e Maria Gullo (Pd), Edmondo Cirielli (ex Pdl, nel frattempo passato a Fratelli d’Italia), Aldo Di Biagio e Angelo D’Agostino di Scelta Civica (non si risparmiamo neppure i ‘professori’!). Anche loro potranno votare in Parlamento e dire se le loro pene vanno cancellate. Splendido esempio l’Italia di un Potere fatto da pregiudicati che esercitano il potere per se stessi e si assolvono da soli!
L’indulto produce già grande allegrezza per chi è sotto inchiesta o è a processo. Ma l’amnistia sarebbe proprio il massimo, visto che oltre alla pena cancella anche il reato e quindi sopprime il processo come se nulla fudesse! Un magnifico colpo di spugna per centinaia di politici di tutti i partiti. In certi casi consiglieri, deputati e senatori ladri non solo non subirebbero alcuna pena, ma non entrerebbero nemmeno in tribunale. Un bell’esempio di giustizia e di democrazia verso quelli che invece sono in attesa di giudizio in una cella da 4 dove si vive in 8 o che hanno come unica colpa quella di essere poveri, senza potere, e sfigati!
Ma ovviamente quando Fraccaro insorge gridando: “Siete tutti dei ladri!”, il Parlamento si indigna! Perché un parlamentare può essere pure ladro o colluso con la mafia o esecutore di un golpe massonico, ma sempre parlamentare è, e dunque oggetto di rispetto regale!! La forma, prima di tutto!
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GUARDATELI TUTTI I MOSTRI ‘ONOREVOLI’!!

Nel Pdl/Lega
-Il berlusconiano Antonio Angelucci, editore di Libero e imputato per associazione a delinquere e truffa ai danni del sistema sanitario nazionale;
-Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli e indagato per associazione camorristica;
-l’ex presidente della Puglia Raffaele Fitto, condannato in primo grado a 4 anni per corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio;
-l’ex presidente della Lombardia Roberto Formigoni, imputato per associazione a delinquere e corruzione;
-Paolo Romani, indagato per peculato e istigazione alla corruzione;
-Renato Schifani, indagato per concorso esterno alla mafia;
-Denis Verdini, bancarotta fraudolenta e associazione per delinquere, concorso in corruzione (appalti G8), truffa allo Stato, associazione per delinquere (P3). Rinviato a giudizio assieme a Marcello Dell’Utri per bancarotta e truffa;
-Umberto Bossi (condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxi-tangente Enimont e per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera e soprattutto indagato per truffa allo Stato per i soldi al figlio Renzo;
-Giulio Tremonti, indagato per finanziamento illecito nell’affaire sulla casa dell’ex parlamentare Pdl Marco Milanese.

Nel Pd ci sono:
-Bruno Astorre, Umberto Del Basso De Caro e Francantonio Genovese (indagati per abuso d’ufficio) e Nicodemo Oliverio (imputato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale aggravata) e Andrea Rigoni (condannato in primo grado a 8 mesi e poi prescritto in appello per lavori abusivi nella sua villa).

Nell’Udc portava la bandiera il segretario Lorenzo Cesa (condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, reato prescritto).

I “nuovi” indagati in Parlamento
All’insediamento in Parlamento solo Scelta Civica e il M5S erano arrivati “senza macchia”. I gruppi montiani tuttavia sono rimasti immacolati giusto il tempo di sedersi: in questi 7 mesi sono stati indagati Aldo Di Biagio (associazione a delinquere in un’inchiesta per una megatruffa ai danni di Inps e del dicastero della Giustizia) e Angelo D’Agostino (associazione a delinquere per la vicenda Axson, società che certificava l’idoneità delle aziende a partecipare alle gare pubbliche). Poi Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia), famoso per aver dato il nome alla legge che ha abbassato i termini di prescrizione, accusato di corruzione aggravata e abuso d’ufficio con scambio politico-mafioso. L’ultimo è Antonio Azzollini, presidente della commissione Bilancio del Senato, inquisito per una maxifrode da 150 milioni per la costruzione del nuovo porto di Molfetta. Francesco Scoma (parlamentare siciliano del Pdl) è indagato per corruzione per aver ricevuto, secondo la Procura di Palermo, 26mila euro. Francesco Scoma. Infine un indagato per voto di scambio aggravato dalle modalità mafiose: Pietro Aiello (Pdl).
E che dire dei 5 scelti da Napolitano per riformare la Costituzione e indagati per concorsi truccati”? Se pure la Costituzione la affidiamo a indagati e pregiudicati, che futuro può avere questo Paese?
Ma certo non si può dire che siano i politici corrotti a ingorgare le carceri!
Solo alcuni mesi fa il Consiglio europeo ha ingiunto all’Italia di riformare la prescrizione che sega i processi per reati contro la Pubblica amministrazione: soprattutto concussioni, peculati, truffe e malversazioni ai danni dello Stato. E non è la prima volta che lo fa!
Molti processi a politici e funzionari corrotti finiscono in niente perché, grazie alle prescrizioni facili, il reato si estingue prima della sentenza definitiva.
L’Italia nell’ultima classifica mondiale di Transparency è scesa dal 69° posto al 72° rispetto al 2011, rimanendo dietro a Ghana, Romania e Brasile, e in Europa sta sopra solo a Bulgaria e Grecia.

(Silvestro Lega)

DUE SENATORI 5STELLE, CIOFFI E BICCARELLA, PROPONGONO L’ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA’ MA GRILLO LI SCONFESSA. BAGARRE NEL M5S

Viviana Vivarelli

A volte una botta a caldo non si sente
Si resta come inebetiti e non si riesce a pensare
Poi lentamente il dolore sopraggiunge

Non abbiamo fatto in tempo a rallegrarci del colpo portato a segno da due senatori 5stelle contro la legge obbrobrio leghista che, unica in Europa, trasforma lo stato di profugo e disperato in reato, che Grillo ha rovinato tutto sconfessando i due senatori, “per ragioni di metodo e di merito”. Su qualcosa possiamo convenire, ma il boomerang è spaventoso e ha seminato imbarazzo nell’elettorato. Il modo scomposto e deflagrante con cui la sconfessione è stata fatta ha nuociuto molto al Movimento. Se è questione di metodo, i panni sporchi si lavano in famiglia, ma se è questione di merito, la frase di Grillo per cui il Movimento non dovrebbe trattare i temi sociali perché portano “voti da prefisso telefonico” è inaccettabile. Lo vediamo tutti che i temi sociali sono visibilmente assenti dal programma del M5S che ma non li si possa discutere e includere è fuori di cervello e fa cadere molto in basso le speranze di chi non separa le lotte civili da quelle economiche o politiche e tratta i diritti umani dal punto di vista dei voti che potrebbero raccogliere, perché questo è appunto il modo con cui Pd e Pdl li hanno trattati in tutti questi anni: grimaldelli per entrare nelle coscienze attraverso discorsi viscerali e promesse sempre dismesse per acquisire voti a buon mercato!
Dunque un autogol in piena regola, quello di Grillo e Casaleggio, pieno di scivoloni e di frasi che definire di cattivo gusto è poco. Inutile parlare di delusione enorme, di imbarazzo e di pena.

Comunque parliamo pure del ‘merito’ e del ‘metodo’ e diciamo pure che in una democrazia diretta è vero che non sarebbe lecito a due senatori prendere delle iniziative individuali, anche se le vedo difficile che su ogni cosa si possa e si debba chiedere preventivamente come la pensa la base, anche perché sui tempi tecnici possono esserci occasioni parlamentari da prendere al volo. E dire poi, come hanno detto G&B, che se si aggiunge qualcosa al programma, questo deve essere presentato alle elezioni successive, è fuori di ogni comprensione.
La nostra vita è tutta nell’istante presente, qui ed ora. Nella vita non ci sono elezioni successive o sono solo fughe in avanti dalla nostra scelta immediata. La sofferenza del mondo è qui, ora. Noi siamo qui, ora. Domani ogni cosa potrebbe essere rovesciata, vista in un ambito diverso. Noi stessi potremmo essere diversi o non essere affatto. E’ vero che non possiamo affrontare tutto e risolvere tutto, ma se il mondo presenta la sua faccia qui e ora, noi dobbiamo guardarla e non ci sono elezioni future di fronte alla nostra responsabilità presente. E bene hanno fatto i due senatori a presentare quella mozione e a cancellare questa legge obbrobriosa, perché il dovere di ogni uomo vivo e giusto è quello di esserlo nell’immediato e non di rimandare a improbabili e presunti momenti futuri. Ci può essere un errore certamente nel metodo, ci può essere un errore nel merito, ma sicuramente chi rimanda e non affronta i mostri della vita quando essi appaiono, commette un gravissimo errore nel tempo. E il tempo, una volta perduto, può essere perduto per sempre.

(Vito D’Ancona)

Ma guardiamo pure la democrazia diretta nella Nazione dove si manifesta già nella carta costituzionale da più di 30 anni e cominciamo a guardarla partendo dal problema concreto dei migranti: la Svizzera, 7 milioni di abitanti, 22,7% di immigrati (noi 5,8%).
Poiché il tema dei migranti è gravissimo, in Svizzera è stato sottoposto più volte a referendum popolare in anni successivi mostrando forti variazioni da una iniziale xenofobia a forme di accoglienza crescente, in relazione ai bisogni della popolazione e all’evoluzione civile, ma rispettando sempre il volere della maggioranza dei cittadini
Ma noi non siamo la Svizzera e la nostra Costituzione non è scritta sulla democrazia diretta ma su un Potere eccessivo di Governo e Parlamento, cioè dei partiti, in cui sono i segretari a scegliere i propri rappresentanti e non il popolo. Questa Costituzione è in contrasto con le regole del Movimento su vari punti, per es. sul ruolo dei rappresentanti, che per il M5S sono solo dei portavoce legati dal vincolo di mandato. Da questo punto di vista l’obiezione di Grillo e Casaleggio è corretta: c’è stato uno sforamento, formale perché il portavoce non può prendere iniziative, di merito perché il tema è grosso e non era stato trattato nel programma.
E’ anche indubbio che quello dei migranti non può essere un tema su cui si tratta in modo viscerale, passando da un generale menefreghismo che è durato 9 anni (la Bossi-Fini è del 2002) per Pd come per Pdl, a un improvviso risveglio di coscienze, come ci fanno credere anche per le carceri. Il risultato è il caos. Anche togliere di colpo due leggi come la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi e basta, senza allestire forme diverse di contenimento dell’immigrazione clandestina è aprire al caos. Un tema così grosso non si può risolvere così sull’onda dell’indignazione, come 8 anni fa fu risolto sull’onda della paura. Il risultato è un pastrocchio. E non è vero che il tempo per discutere leggi serie non ci sarebbe, perché sono ben 2000 le direttive europee che abbiamo finora ignorato.
Però:
il programma del M5S non prevede tutto. I blogger hanno espresso costantemente il loro parere sull’immigrazione clandestina, ma non sono mai stati fatti rilievi ufficiali, il tema dei migranti nel programma è rimasto una lacuna grave e il blog non ha mai spinto a una discussione sul tema. Perché? Il famoso Portale non esiste. E infine se si apre in Parlamento uno spiraglio per togliere leggi inique, non si vede come i 5stelle non possano approfittarne e debbano aspettare il parere della maggioranza degli iscritti e perdere l’occasione
Dunque quanto è successo deve spingere il M5S a migliorare le proprie leggi interne, deve spingere Grillo e Casaleggio a non avere in futuro reazioni esagitate e controproducenti, a risolvere i problemi interni al M5S al proprio interno e ad essere più chiari per non fornire alibi a quanti non vedono altro che la possibilità di accusarci di xenofobia e se lo fa persino Gasparri si capisce come si stia sbagliato qualcosa
A questo punto posso dichiarare che non conosco la posizione privata di Grillo e Casaleggio sull’immigrazione e mi interessa relativamente, perché, se G&C hanno parlato del M5S come dello strumento per portare alla luce la voce della maggioranza, le loro opinioni contano come 1+1, come quelle di tanti e da qui a dire che i 5stelle siano xenofobi ce ne corre. Ma come non possiamo permettere che l’accusa di razzismo o xenofobia gravi sul Movimento, così non possiamo lasciare che si facciano leggi pessime abborracciate, non discusse, che non risolvono il problema a fondo e servono solo da armi di distrazione di massa per deviare l’opinione pubblica dalla corruzione sfacciata di una classe politica che vuole salvare se stessa. C’è in gioco la vita di migliaia di persone e non possiamo liberare soluzioni viscerali di nessun tipo, né di condanna né di salvazione, il che sarebbe un danno come lo sono state le leggi infami di Pdl e Lega.
In quanto allo scaricare continuamente i problemi sull’inerzia dell’Europa, ha detto bene la Boldrini che il trattamento comunitario dei profughi non rientra nei patti dell’Ue, ma non si vede come si possano cambiare d’emblée le leggi della Costituzione di un Paese come hanno fatto in tempi repentini col pareggio del bilancio, calpestando anche l’art. 139, e non si possano migliorare le leggi di funzionamento europeo. Fino a prova contraria, visto anche che le percentuali dei migranti in molti Paesi Ue sono maggiori delle nostre, il tema dovrebbe riguardare tutti, sempre che l’Ue sia fondata di principi di democrazia e non serva solo a salvare qualche banca.
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Vorrei ricordare come si vota in Parlamento.
Uno passa con un cartello che dice Sì’ o No e i parlamentari di ogni partito votano come dice il cartello e spesso non sanno nemmeno cosa votano, tanto che è capitato più volte che votassero cartelli sbagliati.
I video delle Iene hanno dimostrato più volte quanto sia enorme l’ignoranza dei parlamentari non solo sulle leggi che essi stessi votano ma persino sui termini più comuni usati come Consob o Cig o cassa integrazione in deroga o debito pubblico e deficit ecc.
E i Ministri non sono da meno. Pensiamo solo a Gasparri che ha firmato e presentato un complesso sistema di leggi sulla televisione di cui non aveva letto nemmeno un riassunto e che era stato preparato dagli avvocati di Berlusconi.
Si pensi a Casson che ha votato a favore della mozione Alfano credendo si trattasse della fiducia al governo Letta.
Che in queste condizioni si attacchi pure il M5S dicendo che prende ordini da G&C è del tutto risibile. Ma questo, deve essere chiaro, non è e non deve essere.
Abbiamo fatto leggi inique contro spacciatori di droga i migranti sotto la spinta degli ‘imprenditori della parola’, come li ha chiamati Santoro, e ora dovremmo fare leggi altrettanto inique o che lasciamo irrisolti problemi gravissimi tanto per creare del caos? Altre armi di distrazione di massa?
Agli ‘imprenditori della paura’ dovrebbero succedere ora gli ‘imprenditori dell’indignazione’?! Dovremmo prendere decisioni importanti sull’onda di stati d’anima transitori e viscerali”?? E’ questo che si intende con buon governo?
Passare da una visceralità all’altra?
Quando poi queste agitazioni di folla sono suscitate e tenute alte da una classe politica corrotta che è con questi mezzi di manipolazione della pancia della gente che guadagna voti e mantiene il potere?!! Eppure la manipolazione è talmente evidente…!
Questa gente è stata 20 anni a sbattersene le scatole delle sofferenze di migliaia di migranti e di quelle di milioni di Italiani privati dei loro diritti di cittadini o costretti a emigrare! E ora vorrebbe darci ad intendere che si sta commuovendo di fronte a 302 cadaveri!? Quando nel centro di permanenza temporaneo c’è stata 2 minuti!!!? Non ha nemmeno guardato le tende di fortuna sotto la pioggia??? Non ha detto una parola quando Maroni smantellò il centro precedente! O distrusse gli alloggi di fortuna a Rosarno!? E ora sono diventati tutti così umani!!?? Ma a chi la vogliono dare a intendere?

Il trattamento della violenza sulle donne
Il trattamento dei migranti
Due situazioni di grande sofferenza in cui il Governo in modo bypartisan dimostra solo incuria, tendenza alla menzogna, manipolazione, superficialità, sciatteria, scorrettezze…
E noi davanti a tutto questo dovremmo rimandare alle prossimo elezioni?????

(Telemaco Signorini)

Sauro scrive:
Cara Viviana, onestamente la democrazia diretta mi sfugge.
Faccio fatica a vederne l’applicazione, in un paese come l’Italia, composto da pecore, ma indisciplinate. E’ un dato di fatto: non abbiamo la cultura e l’esperienza della Svizzera.
Oltre al numero di abitanti. Svizzera: 8.036.917 reddito pro capite 77.340 $ (2012)
Italia: 59 685 227 ab. (2012)
E‘ difficile mettersi d’accordo in una assemblea condominiale, in condomini grandi come il mio (180 condomini), figuriamoci a livello di paese.
E’ una cosa molto molto bella, sulla carta. Ma qui ne vedo assai difficile la realizzazione.
Da Wikipedia
Problemi di applicazione: Sebbene il concetto di democrazia diretta sia noto da più di 2500 anni, ha sempre fatto molta fatica a farsi strada, e solo eccezionalmente, parzialmente e per brevi periodi è stato effettivamente applicato a delle nazioni/stati.
La democrazia diretta ha trovato sulla sua strada sostanzialmente due fonti di “resistenza”:
1. l’opposizione di un’aristocrazia/élite dominante;
2. rilevanti problemi pratici di applicazione.
È evidente che la democrazia diretta è facilmente realizzabile in ambiti ristretti, con gruppi di aventi diritto di qualche centinaio di persone. Quando però gli aventi diritto si fanno più numerosi, emergono subito seri problemi pratici per riunirsi, proporre iniziative, fare dibattito ed eseguire votazioni con tempi di risoluzione delle problematiche a volte maggiori e non prive di conflitti.
Inoltre storicamente con lo sviluppo della società l’amministrazione statale è divenuta per certi aspetti una questione via via sempre più complessa tanto da richiedere conoscenze e competenze specifiche e avanzate in diversi settori (economico, finanziario, contabile, giuridico, amministrativo, burocratico e gestionale) nonché un tempo di attività paragonabile ad un qualunque altro lavoro che un comune cittadino potrebbe non possedere, causando così possibili distorsioni nelle finalità originarie.
Anche per questi problemi pratici, storicamente le democrazie statali (con milioni di aventi diritto) si sono evolute nella forma più gestibile della democrazia rappresentativa dove il popolo mantiene come base di democrazia diretta almeno il potere di eleggibilità pubblica dei propri candidati rappresentanti delegando ad essi il potere sovrano.
Ciononostante, recentemente, con lo sviluppo delle tecnologie informatiche e di Internet, sì è palesata la seria possibilità tecnica di gestire un sistema democratico diretto, con milioni di aventi diritto.”
A questo punto vorrei entrare nel merito di come la democrazia diretta agisce effettivamente in Svizzera. Gli ultimi referendum di cui mi era giunta voce non erano strategici, importanti certo, ma non strategici. E comunque si parla di referendum, con regole certe e conteggi ufficiali, della Svizzera mi fido. Qui, come si penserebbe di gestirla, questa democrazia diretta? Ci sono dei vademecum, il M5S ha elaborato delle teorie ufficiali, un sistema di regole, per esercitarla? Chi sono gli aventi diritto? Non parliamo di bruscolini, ma di un sistema rappresentativo che decide la vita sociale, economico, culturale di un Paese. Migliaia di persone hanno lottato e sacrificato la loro vita, nel passato, per lasciarci una democrazia rappresentativa che seppur difettosa, è la migliore che gli umani siano riusciti ad elaborare fino ad oggi. Uno dei punti poi più riottosi, temo, è quello dell’opposizione dell’élite dominante. Quindi, in linea di principio, io non sono assolutamente contro alla democrazia diretta. Semplicemente la vedo di difficile applicazione in Italia, tutto qua.”
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Risposta:
Pensiamo a tutti i referendum che ci sono stati fin qui
La volontà popolare è stata molto più lungimirante della classe politica
Che poi la stessa classe politica abbia vanificato o calpestato i referendum è sotto gli occhi di tutti
Non credo che gli Svizzeri siano migliori di noi, anzi per certi versi credo che siano peggiori, visto che nei millenni hanno dato alla civiltà solo due cose: Jung e l’orologio a cucù. Ha dato più uomini illustri alla storia la sola Toscana in un secolo della Svizzera in tutta la sua esistenza. Il problema dell’Italia non è educare il popolo alla democrazia ma cacciare la casta corrotta che ruba la nostra possibilità di civiltà, di democrazia, di progresso, di giustizia e, adesso, anche di sopravvivenza.
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Sauro:
Ah sintesi perfetta mia cara amica!
Il problema è come rimuoverla, la casta. Ma attenzione, una consistente fascia della popolazione non è contro, perché collusa e protetta.
Non credo basterebbe il m5s.
Purtroppo ci vorrebbe molto di più.
Arrivo a dire che bisognerebbe arrivare al ferro e fuoco…
Una cosa è però certa : a Roma non si auto riformano.

L’on FICO DI M5S A ‘CHE TEMPO CHE FA’- REPLICA ALLE BUGIE DI LETTA

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Bravissimo l’on. Roberto Fico del M5S presidente della Commissione di Vigilanza Rai, che replica alle bugie di Letta a ‘Che tempo che fa’! Brillante, preciso, forte e sicuro.
Fabio Fazio era visibilmente contrariato, nervoso e irritabile. Del resto a nessuno dei servitorelli della tv fa piacere sentirsi ricordare il suo ruolo di succube e cortigiano del Potere. E lo ha dimostrato Usigrai col suo proclama stizzito e calunnioso contro Grillo dopo l’occupazione simbolica della Rai durata poche ore.
Il problema è, caro Fazio, che un giornalista serio, quando un politico mente, gli fa qualche domanda pungente per metterlo allo scoperto. Ma i cosiddetti giornalisti della Rai questo ruolo di pungolo del Potere non ce l’hanno, non l’hanno mai avuto e cadono dalle nuvole se qualcuno glielo ricorda. A sua discolpa possiamo dire che quelle rare volte che un giornalista Rai ha fatto quello che è solo il suo dovere ontologico, è stato cacciato.
Ma tutta la faccenda mostra in modo inequivocabile come la Rai sia caduta in basso e come abbia calpestato il proprio scopo di informazione pubblica. E il nostro Roberto non ha mancato di far notare come siamo al 59° posto nella classifica mondiale dell’informazione e al 69° in quella dei Paesi liberi. E di questo sfacelo che ci mette assieme ai peggiori Paesi del Terzo Mondo, la Rai ha tutta la sua parte di colpa.
Fazio comincia l’intervista con Roberto Fico chiedendogli di Lampedusa, della Bossi-Fini e del ruolo dell’Europa.
Fico: «Prima di tutto c’è una cosa da dire: odio il cordoglio mostrato in modo eclatante dalla classe politica, che non viene seguito da azioni concrete che facciano sì che queste tragedie non si ripetino (sic) più. Della Bossi-Fini bisogna cambiare che non si può negare a un uomo di salvare un altro uomo, come prima cosa. Questi non sono clandestini, ma persone che fuggono da fame e guerra. E poi dobbiamo levare il reato di clandestinità. Ma è l’Europa che deve mettere al centro il tema dell’immigrazione»
Fazio gli chiede se sono pronti a cambiare la Bossi-Fini.
«Sì,certo,voglio iniziative concrete. Non è un problema di ius soli, ma di ripensamento della gestione della nostra economia, e la dobbiamo fare con l’Europa. Abbiamo presentato una legge sullo ius soli, non è ancora stata discussa»

Fazio gli chiede del governo con il Pd.
«Il Pd non ha mai chiesto di fare un governo con il M5S. Bersani ha chiesto un modo per far nascere il governo Bersani sostenuto dal M5S su punti generici. Ma siamo noi a dover chiedere la fiducia, non loro. Gli abbiamo chiesto di rinunciare ora ai rimborsi elettorali, hanno detto no. Gli abbiamo chiesto di votare Rodotà, hanno detto no. Hanno preferito allearsi con il condannato B invece che votare un uomo di sx come Rodotà».

Fazio gli chiede delle alleanze.
«Il Ppe in Spagna con il 40% dei voti governa con il 51% dei seggi. Si può governare da soli con una legge elettorale diversa. La televisione è un medium che va da uno verso tutti, la rete è molto diversa, qui c’è la condivisione anche nel parlare tutti quanti insieme»

Fazio gli chiede di Rodotà “miracolato dalla Rete”.
Fico risponde che “se il Pd lo avesse votato avremmo lui come presidente della Repubblica «e non Napolitano,la cui elezione è al limite della costituzionalità».
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LA CAVERNA CON L’ALIENO DENTRO
Claudio Messora

In più occasioni durante l’intervista, l’impressione è che Fazio sia imbarazzato e sulle spine, che faccia le domande ma che non voglia ascoltare le risposte. Il pubblico in sala sembra di sale: non applaude mai. Tranne quando Fico chiede gentilmente di non essere chiamato “onorevole” e Fazio ironizza sul suo nome: “Fico è brutto!”. Allora è l’apoteosi !? A questo livello siamo scesi?
Dire che l’informazione in questo Paese fa schifo a chi l’ha fatta per decenni è come entrare in una bisca clandestina e mettersi a parlare di legalità con il croupier. Il risultato è surreale: lo studio sembra un villaggio isolato dal tempo nel quale all’improvviso faccia la sua comparsa un uomo vestito con abiti moderni e con un computer in mano. Una caverna con un alieno dentro.
Gli intellettuali radical chic obiettano che entrare alla Rai per chiedere che la politica esca dalla Rai, come è accaduto lunedì scorso, sia un controsenso. Lo sarebbe se il nuovo cacciasse il vecchio per sostituirsi a lui nella gestione del potere. Questo è ciò che è sempre avvenuto ed è l’unica maniera in cui l’attuale classe dirigente sa ragionare. La Rai deve essere liberata, ma solo per riconsegnarla nelle mani dei cittadini. Come un ostaggio che le forze dell’ordine salvino non certo per sostituirsi ai suoi carcerieri, ma per restituirlo alla vita.
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Si vuole paragonare il governo Letta alla DC. Non credo che il paragone sia giusto

La Democrazia Cristiana ha dato all’Italia uno stato sociale,
questi vogliono toglierlo.
Sotto la Democrazia Cristiana questo Paese ha avuto un boom,
sotto costoro può solo morire.
All’efferatezza Usa, sotto la Democrazia Cristiana un Andreotti seppe dire di no, questi accettano qualunque costrizione.
Sotto la Democrazia Cristiana c’erano dei patti col Vaticano,
questi (Tremonti in testa) ci hanno fatto diventare servi del Vaticano
Sotto la Democrazia Cristiana l’Italia era la settima potenza industriale del mondo,
questi ci portano a livello della Grecia.
Nessun intento di difendere la DC, ma questi sono molto, molto peggio.
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Marco Travaglio

“La Bossi-Fini è fondata sulla paura, bisogna abrogarla!” (Epifani)
Il csx ha avuto la maggioranza parlamentare per 2 anni dal 2006 al 2008 ma non sfiorò nemmeno la Bossi-Fini come del resto nessuna delle leggi vergogna berlusconiane. E ora viene a dire a noi che bisogna abrogarla! Ma abrogatevi da soli!
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Il leghista Pini ha dichiarato che scegliere un ministro nero è uno stimolo all’emigrazione.
Quindi, per analogia, quando governavano i leghisti abbiamo importato carrettate di fessi.
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Napolitano: “Subito leggi per profughi e richiedenti asilo!”
Lo stesso nel 2009 firmò la legge Maroni sul reato di clandestinità.
Ma ora prende nettamente le distanze.. da se stesso!
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Casini: ”Per Berlusconi non c’è futuro”
ha parlato lo zero virgola.
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Rotondi: “Alfano l’ho sempre paragonato a Forlani, perbene e simpatico come lui”
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Articolone di due pagine di IFQ su M5S:

Cito: “Massima presenza in aula dei 5stelle: 87%, sono sempre i più presenti
130 proposte di legge (una tra tutte il disegno di nuova legge elettorale: sistema proporzionale con ripartizione dei seggi col metodo d’Hondt e circoscrizioni piccole su base provinciale)
800 interrogazioni parlamentari
I disegni di legge hanno riguardato la legge elettorale, l’ambiente, i tagli alle province
Rifiuto delle alleanze secondo programma
No al Pd
Hanno cercato una loro strada, né di dx né di sx, una terza via.
Hanno risparmiato soldi: 430.000 euro consegnati ai terremotati di Mirandola avanzati dalla raccolta di fondi per la campagna elettorale; 42 milioni di euro di rimborsi elettorali restituiti; un milione e mezzo di euro destinati al microcredito risparmiato grazie ai tagli sugli stipendi e la diaria.
Hanno svelato conti vergognosi: spese folli della Camera di 784 milioni l’anno.
Successo nel chiedere al Senato di tagliare 546.000 euro diretti ad associazioni varie e 65.000 euro per i due concerti di Natale.
Hanno bloccato un milione di euro destinato agli archivi digitali dei partiti
Hanno creato un fondo di garanzia per il microcredito alle piccole e medie imprese
Negli uffici di Camera e Senato i 157 5stelle passano giorni e notti insonni con manuali da studiare ma l’appuntamento più difficile è quello con i Meet up territoriali, fatti di attivisti esigenti pronti a chiedere il conto.

Se dobbiamo fare le pulci al M5S- scrive Ferruccio Sansa- dobbiamo domandarci cosa sarebbe successo se non ci fosse stato. E’ facile capirlo di fronte a questi partiti che vorrebbe annullare qualunque opposizione. Senza il M5S, quasi nessuno in aula avrebbe difeso la Costituzione. Berlusconi non sarebbe mai arrivato alla decadenza. A Roma ogni amministrazione e i beni comuni sarebbero alla mercé del cdx dei condoni e del csx del mattone. Per non parlare della lobbie della finanza che hanno i burattini in Parlamento, con i risultati dei casi Alitalia, Telecom e Ansaldo. Il Movimento ha quanto meno risvegliato qualche coscienza del csx. Ha suscitato un minimo di confronto. Insomma ha fatto l’opposizione. Niente di pazzesco, se non fossimo in Italia. Ma non basta più.
La candidatura di Rodotà mise a nudo la doppiezza del csx. Ora il Movimento deve avere altro coraggio.
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Marco Sassi

Ministro Kyenge, perché l’Italia, per essere coerente con gli impegni presi, nel 2012 ha speso 26 miliardi d’euro in Difesa, ma spende solo 1/6 dell’aiuto ai Paesi poveri, a differenza di quanto promesso? 2 pesi e 2 misure o perché i Generali picchiano forte il pugno sul tavolo e invece i conigli no?! Io Ministro qui a Modena ho contribuito, nel mio piccolo, a farla diventare quel che è; oggi mi fa ribrezzo la Sua incoerenza con cui 2 mesi fa non si è opposta a comprare gli F35. La nostra guerra è qua, dura da 30 anni, ne durerà altri 30, anche se i migranti avranno semplificazioni per l’asilo. La guerra che gli Italiani vogliono combattere è contro fame, sete, povertà e malattie, è quella per la democrazia vera: spieghi per bene come fa a contrabbandare come la “democrazia da difendere” il governo di Karzaj in Afghanistan, famoso per traffico di droga e armi, speculazioni e corruzione; e perché invece l’Italia ha sempre appoggiato la dittatura militare in Eritrea di Isaias Afewerki? Spieghi, cara Ministro, perché nonostante la chiamino in tv “Ministro alla Cooperazione Internazionale”, non ha mai cercato questa naturale competenza per un ministro di un Paese di immigrazione; facile fare retorica qua…E perchè, degli ultimi 57 progetti approvati dalla Cooperazione alle ONG, uno solo è per la Somalia, NESSUNO per l’Eritrea, ma il 50% è per Paesi in cui sono chiari ALTRI scopi (commercio, NATO) come Vietnam, Pakistan, Albania, Cuba, ma dove non si verificano carestie e dove il reddito pro-capite è 15 volte superiore all’Eritrea. Io, cara Ministro, come ex cooperante in Eritrea e come volontario oggi, con delle persone incoerenti e pavide come Lei HO CHIUSO. Sono mesi che non ha fatto nulla e ha solo giocato a nascondino; si rimetta il vestito da Medico e lo onori meglio di come ha onorato fino ad ora il Suo continente; il Papa ha detto di vergognarsi; Lei, come Africana, come medico, come persona che POTEVA FARE DI PIU’,si vergogni due volte.

(Telemaco Signorini)

“SE NASCI IN ITALIA” storiella che ti spiega perché devi darti alla fuga!

Mettiamo che Steve Jobs fosse nato in Italia. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perché stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.
Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.
Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.
I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.
Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?
Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.
I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.
Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.
Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.
Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.
I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.
La Apple in Italia non sarebbe nata, perché saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

Mariapia segnala:
Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere

Saggio di Jared Diamond, ideale continuazione del precedente Armi, acciaio e malattie, dove erano indagate le cause che hanno portato determinate aree geografiche alla supremazia tecnologica, Collasso analizza invece i motivi che hanno portato determinate civiltà a un crollo repentino, dove questo è definito come una diminuzione drastica (spesso tramite conflitti armati) e su una scala temporale ridotta della complessità politica, delle dimensioni della popolazione e della produzione culturale. Diamond si interroga quindi se sia possibile che anche alcune delle società contemporanee, se non l’intera civiltà industriale, stiano andando incontro a un crollo di questo genere, e se e come sia possibile evitarlo.
Concentra la sua analisi su diversi fattori, tra cui spiccano le condizioni geografico-ambientali, i mutamenti climatici, lo sfruttamento eccessivo delle risorse da parte dell’uomo, l’eccessiva espansione demografica. Porta quindi esempî di civiltà che, di fronte a crisi analoghe, sono riuscite e sopravvivere o, invece, hanno fallito: la Polinesia, la dicotomia tra Groenlandesi di origine europea, estintisi nel XIV secolo, e gli Inuit, tuttora presenti; lo Stato del Montana messo a paragone con l’Australia, i due stati dell’isola di Hispaniola e la Cina.
Il senso del libro è questo: «Il mio ultimo motivo di speranza è frutto di un’altra conseguenza della globalizzazione. In passato non esistevano né gli archeologi né la televisione. Nel XV secolo, gli abitanti dell’isola di Pasqua che stavano devastando il loro sovrappopolato territorio non avevano alcun modo di sapere che, in quello stesso momento ma a migliaia di chilometri, i Vichinghi della Groenlandia e i Khmer si trovavano allo stadio terminale del loro declino, o che gli Anasazi erano andati in rovina qualche secolo prima, i Maya del periodo classico ancora prima e i Micenei erano spariti da due millenni. Oggi, però, possiamo accendere la televisione o la radio, comprare un giornale e vedere, ascoltare o leggere cosa è accaduto in Somalia o in Afghanistan nelle ultime ore. I documentari televisivi e i libri ci spiegano in dettaglio cosa è successo ai Maya, ai Greci e a tanti altri. Abbiamo l’opportunità di imparare dagli errori commessi da popoli distanti da noi nel tempo e nello spazio. Nessun’altra società ha mai avuto questo privilegio. Ho scritto questo libro nella speranza che un numero sufficiente di noi scelga di approfittarne. »

(Vincenzo Cabianca)

PENSIERI
Nel desiderio e bisogno di limitare la mia vita, cerco di spogliarlo innanzitutto delle cose. Per questo ho intrapreso la via della vendita o del regalo e da mesi do via quello che ho.
La mia casa è piena di cose che mi sono state donate, ma di questi oggetto non mi posso disfare, perché ognuno di essi porta con sé e in sé qualcosa del suo donatore. C’è una energia in tutte queste presenze dietro a cui traspaiono infinite persone. Ecco, io dico a ogni cosa: tu sei Rosanna, tu sei la ragazza che preparai all’esame di maturità, tu sei Laura Bruna, tu sei….Non sono oggetti, sono compagnie.
I momenti più belli della mia vita si realizzano quando regalo qualcosa.
Questo viene ad essere anche ogni volta che insegno, perché allora mi faccio tramite di un messaggio o una informazione che dono a modo di rosa.
Ma il massimo del bello si origina quando la gioia del fare un dono si incontra con la gioia di chi lo riceve. Ed ecco al contrario che il massimo di potenza della gioia del donare può essere totalmente rovesciato nell’impotenza quando il tuo dono è distrutto dalla negazione che l’altro fa di te negando quello che doni.
Ci sono molti modi per negare un genitore e il più comune è negarlo attraverso i suoi doni.

La vista di questi corpi sospesi mi turba.
La domanda inespressa è quanto anche di me sta sospeso così, in una vita non-vita.

L’essere vuole esistere
nei suoi errori e nelle sue certezze
nei suoi dubbi e nelle sue delusioni
l’essere grida con forza la sua volontà di esistere
persino nel dolore, nella depressione, nella morte
nel chiuso di una stanza chiusa,
nel no dato a tutte le porte
nella negazione che nega anche se stessa
nel disamore che grida di non amare il proprio sé
in ogni atto di accettazione o di ripulsa del mondo
degli altri
o di se stessi
la Vita fa sempre la sua funzione di Vita: Vivere
vivere in modo interrotto, felice, malato, pieno e consapevole, cieco, luminoso
Vivere e comunque Vivere
Vivere nei passi storti, nei voli melodiosi, nelle rinunce, nelle ambizioni, nelle certezze e nei tracolli
la Vita non può che essere la volontà di Vivere.

http://masadaweb.org

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