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Wednesday November 22nd 2017

CIECHI CHE GUIDANO CIECHI

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MASADA N° 1483 22-9-2013 CIECHI CHE GUIDANO CIECHI
Berlusconi come la Concordia – Ipocrisie partitiche – Dati economici sempre più negativi – L’Unica salvezza-La beffa del condono alle slot machine – E non è una beffa anche la finta abolizione dell’IMU? – Democrazia o telecrazia – Le infamie di Bersani – Cambieranno l’articolo 139? – Sondaggi elettorali – Quattro nuovi senatori a vita – L’Unione europea approva il reddito base – I referendum di Pannella – La falsità su Falcone e la separazione delle carriere- Lo spettacolo decadente Silvio che firma da Pannella!

SalvatoreLolicato
Esimio Presidente Giorgio Napolitano.
Mi permetto di ricordarle che Lei disse, riferendosi a Grillo: “Così si rischia l’eversione”. Ora, presumendo che Lei abbia ascoltato il discorso di Silvio Berlusconi, le chiedo: con Berlusconi si rischia l’eversione? Il Suo silenzio in merito francamente mi turba: o io non ho capito niente oppure ho capito fin troppo bene.
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Vincenzo
“Tornerà Forza Italia, ha detto dell’Utri leggendo un pizzino”
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Mario 45
Che pagliacci. La Costituzione – da sempre inapplicata – si può cambiare. Le regole di voto al Senato no. Che miseria!

MarcoBo
L’ultimo episodio di “GAMES OF TROMB

Paolo Farinella

“Un’ulteriore prova della crisi morale profonda che attraversa l’Italia: se Berlusconi può pensare al pluri-indagato, ladro e corrotto certificato e comprovato Bertolaso come nuovo leader del suo partito, significa che davvero viviamo in un’Italia senza memoria e senza più principi alcuni. Sembra incredibile poi che non si riesca ad avere una destra onesta, siamo condannati a dover combattere con una destra mafiosa, malavitosa, filo-criminale, irresponsabile, che manderebbe in rovina il paese pur di tutelare i propri interessi”.
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Fabio Silvietti (Tucidite)
“Possiamo riposare o essere liberi. Se decidiamo di essere liberi partecipiamo alla vita pubblica”. Se vogliamo riposare confidiamo il nostro destino nelle mani di un parlamento di eletti con libertà di mandato…e come va a finire è sotto l’occhio di tutti.
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Se le elezioni servissero a qualcosa, non ci farebbero votare”
Mark Twain.
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Viviana
Sarebbe istruttivo per molti leggere gli atti attraverso cui è sorta la democrazia americana.
I famosi Padri Costituenti furono attentissimi affinché troppa democrazia non fosse data al popolo, ma solo quel poco che serviva all’apparenza. Furono anch’essi gattopardi ben attaccati alle caste di appartenenza e mirarono affinché le classi che avevano il potere prima della democrazia non potessero perderla dopo.
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Marco
La democrazia è sempre stata la comoda maschera del potere.
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CARMELO BENE

In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo.

Se si vuole davvero cambiare qualcosa, bisogna cominciare a cambiare se stessi, andare contro se stessi fino in fondo. Il massimo impegno civile è l’auto-contestazione.

Se la democrazia fosse mai libertà… ma la democrazia non è niente; è mera demagogia.

Non mi vergogno d’essere nell’equivoco italiota. Non mi interessano gli Italiani, ecco.

Qualunque governo, come qualunque arte, è borghese: tutta l’arte è rappresentazione di Stato, è statale. È uno Stato che si assiste fin troppo. “Se no alla mediocrità chi ci pensa?”. La mediocrità, par excellence, è proprio lo Stato. Lo Stato dovrebbe smetterla di governare: si può dare uno Stato senza governo, mi spiego?

Antonio. Cocito e Antenora​

Nell’immaginaria descrizione dell’Inferno resa da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, il Cocito è un immenso lago ghiacciato situato nel nono cerchio dell’Inferno. Qui, sempre secondo Dante, vengono puniti i traditori, sommersi dal ghiaccio e colpiti continuamente dalle gelide raffiche di vento prodotte dalle immense ali di Lucifero. Nella descrizione dantesca, il Cocito viene dipinto come un luogo terrificante, la cui aria risuona dei lamenti delle anime sofferenti continuamente torturate dal morso del gelo, con gli arti congelati ed i volti stravolti dal freddo.

L’Antenora è il luogo dove sono dannati i traditori della patria e del partito. Il passaggio da Caina ad Antenòra non è segnalato da alcun confine o margine o cartello. Sono adiacenti. Dante semplicemente afferma di procedere verso il centro del lago e di vedere innanzi a sé uno sterminato accumulo di facce che emergono dal lastrone di ghiaccio. Un panorama che gli dà i brividi. Sono volti che egli definisce “cagnazzi”, e che si potrebbe intendere come sformati dal freddo in modo atroce, di un pallore violaceo.
​.
La libertà è il diritto dell’anima di respirare
Triskel

Giudici compiacenti hanno addirittura assolto Razzi e Scilipoti perché non c’erano abbastanza prove per la loro compravendita. Ormai siamo sulla dirittura d’arrivo perché il suk parlamentare entri nei regolamenti delle Camere come un diritto, sancito magari dalla nuova Costituzione.
Il voto segreto, come il voto di scambio come il mercato dei voti o il cambio di gabbana o la tangente politica o il patto occulto, fanno tutti parte di quella non-democrazia che Pd e Pdl hanno imposto all’Italia da 20 anni e che eredita tutto il malaffare del Psi e della Dc precedenti. Dopo tangentopoli, nulla è cambiato. Solo che adesso i giudici assolvono quelli che un tempo, almeno teoricamente, avrebbero incarcerato.
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NELLA MOLTITUDINE
Wislawa Szymborska

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati;
e così avrei preso il volo
da un altro nido;
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c’è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.
Anch’io non ho scelto,

ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d’erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.

E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l’inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

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Bacchetta
Dopo il governo delle larghe intese nascerebbe un governo del ristretta maggioranza.
E se uno si becca l’influenza cade il governo?

Pietrobiagio
​​Napolitano ha mai pensato di dimettersi? Col suo voto di senatore a vita fornirebbe un ulteriore voto per il Letta bis!

IPOCRISIE PARTITICHE
Viviana Vivarelli

Minacce di dimissioni? Promesse di riduzioni fiscali? Ma quando mai??
In Italia due cose sono certe:
-ogni nuova tassa resta eterna e non sparisce mai
-ogni nuovo eletto è eterno e non si dimette mai
Due sono i sostegni di questa oligarchia di fatto: POTERE e INCASSO
Di tutto questo finto bipolarismo di facciata (mentre i due compari erano in realtà pappa e ciccia) di questo bipolarismo artefatto e non di sostanza che ha ingannato gli Italiani per 20 anni non si può dire altro che è stato “un’arma di distrazione di massa”, e purtroppo anche un’arma di “distruzione di massa”, visti i danni immani che ha fatto a noi tutti.

Ma la Lega cosa dice? Quella Lega Nord urlante e cialtrona, screditata e sfiduciata, ormai dimezzata e sulla via di scomparire, e comunque sostegno massimo a Berlusconi fino all’ultimo respiro e dal cui abbraccio non si è mai sognata di staccarsi dopo il ribaltone del 94, appoggiando ogni sua nefandezza, quella Lega che ci ha fatto primi nella classifica europea per omofobia e razzismo e ci ha screditati nel Parlamento europeo per villania e barbarie, e che in 20 anni non ha fatto una sola cosa buona per il Paese sostenendo ogni sua distruzione, quella Lega ormai fatiscente e divisa non ha proprio nulla da dire? Perché il suo silenzio in momenti come questo la allinea con mafia camorra, ‘drangheta, Roma ladrona, corruzione comune e massima evasione.

E magari Berlusconi scappasse!
Ma, vista l’inettitudine e l’acquiescenza del Pd, ogni scenario anche peggiore di questo è possibile. Ormai il Pd è come uno che affoga in un fiume vorticoso e profondo e tenta disperatamente di stare a galla attaccandosi a un cadavere che galleggia, essendo incapace di nuotare. Lo sappiamo tutti che finiranno a fondo tutti e due. Lo sanno anche i loro cloni che avanti così non si può andare. Ma lo strazio dell’agonia perpetuata oltre ogni limite di sopportazione è insopportabile. E il peggio è che, affondando, porteranno a fondo tutti noi. E che si debba pure sentire sulle sponde chi inneggia a questi due cadaveri accertati è rivoltante. Ma che acclamate a fare? Non lo vedete lo scempio di questa Nazione? Ma in quale altro Paese del mondo avrebbe potuto mai accadere uno strazio simile? E’ ormai contro ogni logica, etica e uso di senso comune!

Sono 20 anni che i due compari inciuciano insieme. E ancora si deve sentire degli sciocchi che chiedono come mai il Pd non si è alleato al M5S e ne danno colpa a quest’ultimo??? Intollerabile e indecente! Ma non lo vedete che sono due fratelli siamesi e dove barcolla l’uno lo sostiene l’altro?
Berlusconi è entrato in politica salvandosi dalla galera e da un gigantesco crack finanziario perché aveva un debito verso le banche di 3.000 miliardi di lire, e ha avuto il potere grazie al Pd che con gente come D’Alema e Violante ha ‘dimenticato’ di applicare la legge 361 del 1957 che gli vietava di candidarsi. Berlusconi ha avuto in regalo le televisioni grazie al gentile dono del Pd di cui Violante si vantava. Berlusconi ha avuto le opportune assenze del Pd in ben 3700 leggi ed emendamenti a suo favore, con meno di 10 voti in più, grazie al Pd che gli ha gentilmente disertato l’aula. Oggi il Pd ha fa pubblicamente outing sul patto di ferro con cui per 20 anni ha sostenuto Berlusconi. Ma come fa ad esistere qualcuno che parla ancora di una ‘opposizione’ o di un Pd che ha considerato il Pdl come un ‘avversario’? Queste due parole nel vocabolario fattuale del Pd non sono mai esistite. E’ esistito solo il tradimento sistematico degli elettori.
Sono state solo due furbate elettorali per ingannare degli elettori ciechi e sprovveduti!

Si dice che solo i parlamentari ‘accertati’ comprati da Berlusconi siano 47. Ed è solo la punta dell’iceberg. Il sommerso costruito in 20 anni di malgoverno dalla casta politica peggiore d’Europa è immenso e fa tremare le vene dei polsi. Hanno veduto tutto quello che era vendibile: il futuro dei cittadini, l’aria, l’acqua, i diritti del lavoro, il destino dei giovani, i malati, i diritti costituzionali, le nostre aziende, le radici storiche, l’ideologia, la loro credibilità, i beni comuni, la rispettabilità, la faccia, l’onore… Ma come è possibile che ci sia ancora un Pd che sostiene un simile individuo? Hanno trasformato un intero Paese in una gigantesca discarica. E come è possibile che, dopo tanta rovina, l’unica opposizione contro di lui sia quella del M5S? E che ci siano ancora tanti che attaccano il M5S per continuare a sostenere questa discarica?

Diciamo chiaro: Pd e Pdl per 20 anni sono stati COMPLICI .
Ora su questo patto d’acciaio hanno fatto outing, senza un briciolo di vergogna davanti ai loro elettori e dopo 20 anni di menzogne elettorali. E ancora c’è chi ha la faccia di difenderli??????
Il Paese è guidato dal Pd, che è asservito a Berlusconi, che dipende a sua volta dalla mafia e dalla P2, e su tutto domina incontrastata la finanza internazionale della Borsa, del sistema bancario, della Fed, della Bce, della Bm e del Fm, dei quali il Bilderberg è solo una rappresentanza e a cui non importa un fico secco se facciamo la fine della Grecia.

Cito “I ciechi” di Brueghel o Luca, 6, 39-5: “Disse loro anche questa parabola: “Può forse un cieco fare da guida ad un altro cieco?”
L’apologo del vecchio imperatore cieco di Kurosawa che conduce gli altri all’abisso è ancor più attuale.

DATI ECONOMICI SEMPRE PIU’ NEGATIVI
Zhang Dali

Il PIL dell’Italia ha registrato -0.2% nel secondo trimestre del 2013 contro -0.6% nel primo. E’ bastato un rallentamento della decrescita per far suonare le fanfare della ripresa al governo Letta promettendo una uscita dalla crisi che è invece lontana.
Fior di economisti, non da ultimi Fitoussi e Roubini, avvisano che la ripresa in Europa difficilmente ci sarà prima della fine del 2014 dal momento che la ricetta errata di “austerità e tasse” ha depresso salari reali e consumi in assenza dei quali parlare di ripresa è irrealistico. Le stime del Fondo Monetario indicano un magro +0.5% di PIL per l’Italia nel 2014, ma questa oggi sembra una chimera. Moody’s ha segnalato che un ritorno ai livelli pre crisi per l’Eurozona può attendersi non prima del 2016 -17 e solo per alcuni Paesi non periferici, quindi non noi. L’outlook negativo confermato da Moody’s per tutta la periferia d’Europa implica una probabilità del 33% di un ulteriore declassamento del rating nei prossimi mesi. Questo porterebbe la Spagna allo stato di junk (spazzatura) con inevitabili implicazioni di contagio per l’Italia che è stata retrocessa da Standard & Poor’s prima dell’estate a BBB, uno scalino sopra la Spagna e due sopra la spazzatura.
Il debito pubblico deve mantenere lo status di investment grade, di affidabilità, in almeno due delle tre agenzie di rating per essere incluso nei principali indici mondiali, quindi per riuscire a vendere i nostri titoli pubblici. Gli statuti dei fondi di investimento non autorizzano l’acquisto di debito pubblico non incluso negli indici.
Cosa succederebbe a spread e tassi in caso diventassimo “spazzatura” con la conseguente vendita “forzata” da parte dei grandi investitori esteri? Il default. La politica monetaria di Draghi è condizione necessaria ma non sufficiente a garantire la sostenibilità del nostro debito e la crescita. E’ da due mesi infatti che i tassi reali sono in aumento spinti dal cambio di politica monetaria della FED americana. Il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni americano è passato da 2% a 2.7% nelle ultime settimane, e quello italiano ha seguito a ruota passando da 4% a 4.5%. Questo ha pesanti effetti sull’economia reale italiana. Infatti il credito a medio-lungo termine, particolarmente sensibile al rialzo dei tassi, rappresenta il 60% del portafoglio crediti del sistema bancario nazionale. Per le PMI il 65% del credito ad imprese in Italia è a medio-lungo termine e viene ricalcolato su tassi che sono in netto rialzo.
La Siria complica le cose. Il prezzo del petrolio è ai massimi degli ultimi tre anni come conseguenza dalla instabilità geopolitica in Medio Oriente. Per Paesi come l’Italia questo significa maggiore inflazione per l’aumento del prezzo del petrolio. L’Italia è in uno scenario dove dopo due anni di austerità in nome di una presunta competitività, un alito di vento sul prezzo del petrolio e l’inflazione in aumento rischia di spazzare via ogni barlume di ripresa di competitività (ammesso che ci sia veramente). Serve a poco licenziare, ridurre i salari e tagliare le pensioni per acquisire competitività di prezzo interna se poi importiamo inflazione dall’esterno via petrolio. E’ inutile e nocivo sperare di diventare competitivi con la deflazione. Produttività e competitività si sono arrestati dal 1996, l’anno della rivalutazione della lira che portò a cambiare l’Euro a 1,936.27 lire. Fu tale conversione ad un tasso troppo alto richiestoci per entrare nell’Euro a segnare l’inizio del declino italiano come è emerso dai saldi negativi della nostra bilancia dei pagamenti nel decennio dell’Euro speculari rispetto ai saldi attivi della bilancia dei pagamenti della Germania.
Parlare di crescita in Italia risulta irrealistico. Se allunghiamo l’orizzonte al 2015 il quadro si fa cupo perché la variabile Fiscal Compact entra in gioco. Con il Fiscal Compact l’Italia si impegna dal 2015 a ridurre il suo debito in eccesso del 60% del PIL di un ventesimo all’anno per i successivi venti anni. L’entità dei numeri in questione è colossale, tale da rendere inspiegabile l’assenza del tema Fiscal Compact dal dibattito politico attuale. Con una crescita futura pari a zero (e non negativa come ora) rispettare il Fiscal Compact significa manovre da 50-60 miliardi di euro di riduzione del debito e un avanzo primario di almeno il 4% per il prossimo ventennio, o una riduzione della spesa pubblica del 15% all’anno oppure a nulla di tutto ciò a patto che si cresca al 3.5% di PIL l’anno. Impossibile. Quando iniziamo a discutere la ricetta Italiana a parte la tentazione di svendere i gioielli di famiglia (come l’ENI e l’Enel) per rispettare i vincoli del Fiscal Compact che ottusamente i partiti ci hanno regalato? E’ chiaro perché Letta punti a non oltre il 2015 nelle più rosee previsioni di vita del governo. Andare oltre tale data significa mettere sul tavolo temi ben più complessi di come cancellare l’IMU sulla prima casa per introdurre la Service Tax.
E’ a questi temi che si dovrebbe guardare quando si parla di crescita italiana, Capitan Findus Letta, non al meno zero virgola estivo celebrato da tutti i media compiacenti.

L’UNICA SALVEZZA
Viviana Vivarelli

Copio da un vecchio Masada sulle fiabe:
La fiaba di Pollicino dice che l’unica appartenenza salvica che ci resta non è in protettive case surrettizie, ma nell’abbracciare il nostro destino in modo attivo. Riconoscere il nostro compito sociale e non più rimandarlo: “La pace è frutto di lotta, non del sonno”, dice Isha.
E Jung:“L’unica possibilità di salvezza sta nel paziente lavoro di educazione dell’individuo. Il potere dei demoni è enorme e i moderni mezzi di suggestione sono al loro servizio.. Il Cristianesimo riuscì a mantenersi integro con la persuasione da persona a persona. Ecco, questa è la strada che anche noi dobbiamo percorrere se vogliamo sconfiggere i demoni. Io so che essi esistono così come so che esiste Buchenwald. E’ il mio destino essere preso per matto, soprattutto da coloro che sono posseduti dai demoni… Niente è più esaltante che cercare di capire. Allora ci rendiamo conto che la vita è grandiosa e bellissima e che non sempre la stupidità e l’ottusità trionfano… In questa epoca infausta l’unica speranza è l’attività interiore dell’individuo”.

Un potere senza conoscenza non è nulla, un potere senza etica è una rovina collettiva.

Per salvare il mondo, occorrono nuovi miti fondati sull’obbligo morale, ma l’etica non può essere una propaganda artificiale appiccicata a un discorso di conquista, né possono esistere valori là dove i nomi diventano meri suoni che coprono la morte. L’insoddisfazione dell’uomo nasce dal sentire che la vita interiore gli viene negata,che la libertà di pensare e agire gli viene stroncata, che la stessa informazione gli viene data distorta,che ogni sicurezza progressivamente viene rubata,e lui non sa più chi è e cosa vuole e sempre più diventa un numero insignificante in un luogo anonimo dove il potere è nelle mani di pochi. Non si cammina guidati da ciechi. L’apologo del vecchio imperatore cieco di Kurosawa che conduce gli altri all’abisso è ancor più attuale.

Questa perdita di senso personale e collettivo che i nuovi miti economici o militari inducono pesantemente è una forte regressione sul piano dei valori dell’umanità, è il ritorno a una società passiva di sudditi, impresentabile e improponibile dopo il vivace progresso dei diritti e dei doveri dell’uomo e del cittadino e le autolimitazioni del potere connesse alla democrazia.
La nuova ideologia è anche peggio dei miti estremi della destra o della sinistra, perché almeno Comunismo e Nazismo creavano delle identificazioni forti, mentre l’uomo-consumatore è comunque proiettato a sensazioni effimere proprio in quanto è oggettivato e non trova alcuna grandezza nel consumismo. In luogo dell’alienazione marxista del lavoratore proletario abbiamo una nuova alienazione che colpisce l’uomo in quanto consumatore passivo. E’ questo misconoscimento operato dal sistema che isterilisce il processo della coscienza personale. Avviene allora una discrasia tra tre gruppi: quelli che, poco emancipati, soccombono alle imposizioni del sistema e vi si adeguano, arrivando a difenderlo per piccoli o grandi vantaggi personali, quelli che il mercato lo dominano ma ne sono essi stessi preda, in quanto continuano ad allontanarsi dal proprio Sé per adorare un vitello d’oro, e infine quelli che lottano per non diventare succubi e non accettano di usare gli altri né di prostituire se stesso, non accetta di essere divorato.

Dunque abbiamo: quelli che non hanno dominio né sui beni né sull’io, quelli che hanno il potere sui beni e il comando delle persone ma crescono su un piano puramente materiale, e quelli che si dibattono per non essere né sfruttati né sfruttatori e possono evolvere solo trasformando il loro compito individuale in un mito collettivo e sociale.
Il problema è costruire una trama nobile, non esogena, durevole nel tempo e di portata collettiva, e non va nemmeno bene che il mito sia solo adattivo alla società perché conservare la società attuale significa decretarne la morte. Sognare un nuovo mondo vuol dire essere già usciti idealmente da un plagio di potere.
Per fortuna, quando una società cade in squilibri degenerativi, sorgono fisiologicamente gli anticorpi. Buddha, Gandhi, Madre Teresa, Papa Giovanni sovvertirono la società del loro tempo aprendola a nuovi impulsi. Buddha emancipò la mente dalla sudditanza agli dei e liberò dalla costrizione del desiderio. Gandhi eliminò le caste iniziando una liberazione politica non violenta. Madre Teresa annullò se stessa per il servizio ai morenti e ai parìa. Papa Giovanni uscì dall’isolamento pregiudiziale del Cattolicesimo per riaprire il dialogo tra le fedi e democratizzare una struttura assolutistica.

Il loro mito era forte perché non era egocentrato ma sociale e universale. Come dice Isha: “Nobiltà del senso altruista. Nobiltà del lavoro per una causa impersonale. Nobiltà dell’incorruttibilità”.
Il pioniere, il santo, l’innovatore sono portatori di valori forti, che vanno controcorrente proprio perché sono altamente collettivi, e, quanto più un mito è benefico al mondo e non fa solo gli interessi del suo portatore, tanto più esso è valido. L’uomo che si separa dalla propria cultura e dalle sue immagini trainanti (religiose, filosofiche, economiche, sociali…) e compie un balzo evolutivo, esprime la possibilità di contattare la grande matrice psichica universale, per riscoprire ciò che è collegabile all’intera umanità. I grandi rivoluzionari spirituali non sono mai stati figli passivi del loro tempo, ma lo hanno superato, e hanno sovvertito positivamente culture malate e decadenti con idee-guida evolutive. Il loro afflato non sta solo nell’ispirazione ma nell’universalità. Essi furono non narcisi costruttori di imperi ma tramiti di assoluto.

Ci sono periodi in cui la società è tanto degradata da produrre leader di basso profilo, volti all’ego e alla materia, proprio allora si sente più radicalmente il bisogno di individualità diverse e sconvolgenti. Quanto più l’Ego avanza, tanto più i bisogni collettivi rivendicano la loro necessità. Ed è allora che risuonano più alti gli ideali universali, come necessità imprescindibile. Ricordiamo che il tempo del Cristo venne entro la crisi dell’Impero romano, con imperatori impostori e corrotti, e sette e esoterismi incontrollati.
Abbiamo bisogno di ordine. Ma un sistema di ordine può essere involutivo o evolutivo. Anche un cimitero è un sistema di ordine, anche un lager, anche la Borsa o il mercato globalizzato. Jung dice che qualunque mito è un tentativo di dare ordine, anche miti pericolosi o disgreganti, come il delirio di uno schizofrenico o di un megalomane politico, ma non sono miti collettivi né salvici.

Ideologia e Mito non sono evolutivi e progressivi di per sé. Il Marxismo o il Nazismo o il Fascismo provarono nei fatti la loro natura di schemi deteriori, volti alla distruzione e alla negazione dell’uomo. In contrapposizione, l’attivismo del volontariato è una nuova forma ideale che può trasformare l’esistenza e illuminarla. Ma, per i sistemi di potere reazionari, essa appare come sovversione. E’ un’anomalia, che minaccia il sistema consolidato. Essere pacifisti, dopo l’11 settembre, è considerato anormale. Ma cosa è normale? Non esiste il mito della normalità anzi la massificazione è proprio il massimo dell’alienazione e della disumanità. Un tempo la normalità era l’adattamento totale dell’uomo alla società del suo tempo, per cui qualsiasi devianza dalla norma era insana.

Come dice giustamente Grillo: “SIAMO CARNE DA MACELLO”.
Ormai da troppo tempo la democrazia è morta in Italia. O forse non è nemmeno mai nata,
visto che i bellissimi diritti e valori della Costituzione in 65 anni non sono MAI stati attuati.
Ma, per quanto la nostra Costituzione resti sempre una delle più belle del mondo, questa sorta di usurpatori coatti tenta di renderla flessibile, una Costituzione prêt-à-porter, pronta ad essere variata secondo le misure (o gli interessi ‘particulari’) dei governanti di turno o dei loro padroni finanziari per la piccola speculazione furbesca di casa nostra o per la grande speculazione assassina della finanza internazionale.
Siamo in mano a dei macellai. Ma questi macellai per nostra disgrazia trovano ancora consenso. Anche su questo blog quanto sia radicata l’approvazione ai distruttori è palese e vischioso, Ed è questa la disgrazia maggiore.
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Letta continua con la menzogna che non sa come trovare i soldi per reintegrare il gettito perduto dell’Imu, ma non muove foglia per esigere dai gestori delle slot machine il pagamento dei 98 miliardi di tasse evase.

LA BEFFA DEL CONDONO ALLE SLOT MACHINE
Vincenzo Matteucci

I “padroni” delle slot-machines non vogliono pagare nemmeno il “condono” di 618 milioni di euro, previsto dal decreto governativo e già firmato ieri, dal presidente Napolitano, al posto dei 98 miliardi di euro, contestati con l’accertamento del 2007 dal “Nucleo Speciale Antifrodi” della Guardia di Finanza e richiesto dalla Corte dei Conti !!!!!!! Oggi così ha titolato il quotidiano “Avvenire” : “I signori dell’azzardo non pagano – La sfida di Confindustria gioco: “Preferiamo aspettare l’appello “. La risposta alla ARROGANZA di coloro che gestiscono queste “attività” che hanno indubbiamente altissimi “valori ETICO-MORALI”, ( tanto è vero che MIGLIAIA di famiglie si sono rovinate e decine di persone si sono suicidate !!), deve essere DURISSIMA e DECISA.
Lo Stato, invece del “condono”, deve PRETENDERE il pagamento dei 98 MILIARDI + gli interessi dal 2007, seguendo la strada che il “Comitato 98 miliardi” ha indicato nel suo sito Internet.
Invitiamo Beppe Grillo ed i parlamentari del M5S ad essere INTRANSIGENTI e a mobilitare le piazze !!!

E NON E’ UNA BEFFA ANCHE LA FINTA ABOLIZIONE DELL’IMU?
BEPPE GRILLO

Io sono stanco. E’ stata una giornata particolare quella di ieri con l’abolizione della parola IMU e la sua resurrezione in Service Tax che cadrà in gran parte sugli inquilini, fascia ovviamente più debole dei proprietari, una giornata in cui la coppia Violante&Napolitano ha forse trovato il cavillo mancante per salvare un pregiudicato con il rinvio della legge Severino alla Corte Costituzionale. Una legge che impedisce a chi ha condanne superiori a due anni di sedere in Parlamento. Violante, lo smemorato del processo di Palermo, è alleato di Berlusconi da più di un ventennio, a che titolo nessuno lo sa. Una giornata particolare con il pdl e il pdmenoelle che esultano per l’accensione dell’inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L’inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti. Loro. Io sono stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti. Con uno sforzo enorme, un miracolo, siamo riusciti a diventare il primo MoVimento del Paese. Dietro il M5S ci sono quasi nove milioni di voti, ma questi, che hanno occupato ogni posto di potere, se ne sbattono i coglioni. Nove milioni di italiani sono rappresentati solo dalla presidenza di Vigilanza RAI con Roberto Fico, ma anche in questo caso è l’ennesima presa per il culo. Fico non può neppure sapere chi sono i cinque fornitori della RAI che si spartiscono un miliardo di euro. Nulla. Non dobbiamo contare nulla. Sapere nulla. Fare nulla. Abbiamo cercato di cambiare la legge elettorale con Parlamento Pulito, 350.000 firme buttate nel cesso perché decadute dopo due legislature in cui nessun presidente di Camera, Senato, di qualunque cazzo di istituzione ha mosso un dito. Abbiamo votato per la decadenza del Porcellum, unico gruppo parlamentare e ci hanno votato contro. Abbiamo chiesto di inserire delle modifiche, tra cui la preferenza, e ci hanno ignorato. Prendo atto che noi non esistiamo, che nove milioni di italiani sono dei fantasmi, che ogni legge partorita da loro, in particolare quella elettorale, è contro di noi e per la loro sopravvivenza. Prendo atto che non ci sono altre possibilità che mandarli tutti a casa il più presto possibile. Sono stanco di farmi prendere per il culo da questi incapaci, spocchiosi, intellettualmente depravati che hanno distrutto l’Italia. Sono stanco, ma di quella stanchezza che matura un’incazzatura formidabile.

DEMOCRAZIA O TELECRAZIA??
Paolo De Gregorio

Da una parte abbiamo un delinquente, frequentatore di delinquenti (l’ultimo arrestato per fiancheggiamento della “ndrangheta” è l’ex deputato PDL Matacena), che a edicole e TV unificate (di sua proprietà che nei paesi civili rendono ineleggibili) spara la solita cantilena tanto orecchiabile: toghe rosse, complotto dei giudici politicizzati, invidiosi, comunisti, etc:, mantra che raggiunge e plagia milioni di italiani, e dall’altra parte vi sono 208 pagine che motivano la sentenza di condanna in Cassazione che nessuno, se non gli addetti ai lavori leggerà.
E’ evidente che ci vuole un contrappeso democratico a questa situazione che dura da 20 anni. A nessuno, parlamentari compresi deve essere consentito di calunniare i giudici mettendo in dubbio la loro indipendenza e onorabilità, senza l’onere della prova, e si potrà parlare di un magistrato infedele e cospiratore solo quando ciò sarà stato dimostrato in tre gradi di giudizio in tribunale.
Al di fuori di questa regola, in cui si denuncia d’ufficio per calunnia chiunque accusa la magistratura senza prove, non c’è democrazia, ma dittatura del populismo mediatico che riesce a trasformare i delinquenti in vittime dei giudici manettari e carnefici.
E’ in gioco la democrazia perché se in un modo o nell’altro si salverà il culo di B. apparirà chiaro che il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge non è vero e questo è il più grande attacco, di stile piduista, alla nostra Costituzione.

BEPPE GRILLO
LE INFAMIE DI BERSANI

Il Monte dei Paschi di Siena sarebbe quasi sicuramente fallito senza il prestito di Rigor Montis di 3,9 miliardi di euro, cifra pari all’IMU versato dalle famiglie italiane. Il MPS ha avuto un crollo di Borsa vertiginoso negli ultimi anni, gli azionisti hanno perso quasi tutto il loro investimento. Il MPS ha avuto un deprezzamento di valore su cui sta indagando la procura di Siena, una voragine da far impallidire Parmalat. Si tratta di 21 miliardi così ripartiti: 7 miliardi di sovrapprezzo per l’acquisto della Banca Antonveneta, 7 miliardi di debiti acquisiti dalla Banca Antonveneta, 7 miliardi di versamenti su banche estere con causali da accertare. Il MPS è stato privatizzato nel 1995 e da allora è controllato da una Fondazione. Il 55% della Fondazione è stato detenuto fino a pochi mesi fa da membri nominati da Regione Toscana, Provincia di Siena, Comune di Siena tutti enti controllati dal PD. E’ impensabile che le segreterie del PD che si sono succedute dal 1995 fossero all’oscuro dell’operazione Antoveneta oltre che della vendita di ingenti cespiti mobiliari e immobiliari del MPS che hanno permesso la distribuzione di ricchi dividendi. Se i vari Bersani, D’Alema, Veltroni, Franceschini, Fassino non si sono mai accorti di questo immane disastro finanziario come può il PD pretendere di governare il Paese? Va ricordato che nell’ultimo ventennio il PD ha governato per circa 10 anni, ha fatto a metà con Berlusconi. Un decennio a testa per fare la festa all’Italia.
Napolitano, ex PD, ha invocato la privacy sulle inchieste in corso della Procura di Siena, invece di battere i pugni sul tavolo come avrebbe fatto Pertini gridando “Fuori i nomi dei responsabili”. Lo Scudo Fiscale è stato usato per fare rientrare in Italia patrimoni illeciti con il solo 5% di tassazione. E’ stato approvato grazie all’assenza in aula di numerosi parlamentari del PD. Perché? E’ lecito avere l’elenco completo dei patrimoni scudati per verificare se sono associati alla razzia del MPS? Oppure è un segreto di Stato?
Bersani non replica mai nel merito delle responsabilità sue e del suo partito, ma le spara sempre più grosse: “Si vede la voglia di mandare in galera, come facevano i fascisti. Attenzione, che noi non ci impressioniamo…”. Il M5S non manda in galera nessuno, questo compito appartiene ai giudici. Forse è a loro che Gargamella si sta rivolgendo. Craxi aveva più stile.

CAMBIERANNO L’ARTICOLO 139
Dal Blog di Grillo

Il 6 di Settembre inizierà alla Camera la discussione sulla modifica dell’art. 138 della Costituzione, l’articolo-cassaforte che stabilisce come si cambia la nostra Carta. Tre giorni dopo, il 9, si voterà e poi di corsa in discussione al Senato: in quattro e quattr’otto perché c’è urgenza di presidenzialismo.
I parlamentari M5S sono stati gli unici a fare l’impossibile per mettersi di traverso a questo scempio, comprese lunghe sedute notturne in aula, e sono riusciti almeno ad evitare che il 138 si facesse a pezzi furtivamente ad Agosto. Ma ora siamo al momento decisivo.
Abbiamo poco, pochissimo tempo per opporci. Pochissimo tempo per far sentire la voce dei meetup, delle liste civiche, degli attivisti, dei cittadini di tutto il Paese. Invitiamo tutti ad attivarsi, in tutte le piazze d’Italia, perché sia un autunno caldissimo: con banchetti, gazebo, eventi, materiale informativo per i cittadini che, distratti da beghe giudiziarie altrui, vengono tenuti all’oscuro del trappolone che sta scattando ai danni della nostra Costituzione e del nostro futuro.

I SONDAGGI ELETTORALI DI SWG

Dopo le ferie di agosto, la prima rilevazione delle intenzioni di voto diceva che:
il PDL era il 1° partito col 27,9%, ora è al 27,7% ma il cdx resta primo col 36,5% contro il csx al 34,5%. C​iò è un paradosso dopo la condanna di Berlusconi e in prossimità di altre tre condanne che lo spazzeranno via dal Parlamento.
Il Pd sta dietro Berlusconi in una lenta e inarrestabile caduta.
Il M5S è al 20,1%, tiene ed è ancora importante ma rispetto a febbraio ha perso il 5,4% (il suo massimo è stato 25,55%)
Sel in leggera rimonta al 6,6%
Lega nord: 5,1% (C’erano zone un tempo dove prese il 16%! Sommersa dagli scandali e dal malaffare, la sua sopravvivenza oggi si deve solo al fatto che sta coi coglioni appiccicati a Berlusconi e, quando lui cadrà, sparirà definitivamente. Intanto, grazie al connubio Lega/Berlusconi la Lombardia non ha fatto che peggiorare ed è uscita dalle 100 regioni più competitive d’Europa per finire al 128° posto. Con Maroni raggiungerà il Terzo Mondo. Stiamo aspettando l’ennesimo scandalo di furti e ruberie nel settore direttivo, mentre del grande programma di pulizia etica, rivalutazione territoriale e pretese secessioniste, enunciato con baldanza 20 anni fa non è rimasto che qualche sbraito razzista)
Scelta Civica: 4,5% (sempre troppo per i danni che ha fatto!)

Alle elezioni di febbraio alla Camera e considerando solo i voti in Italia, il M5S aveva 8.689.458 voti, più del PD che ne aveva 8.644.523.
Il M5S aveva dunque 44.935 voti in più, ponendosi come la forza politica più votata in Italia, ma il Pd lo batteva di poco grazie ai voti presi all’estero, prendendo poi uno smisurato numero di seggi in Parlamento grazie al premio indecente del Porcellum.
Comunque 6 mesi fa Pd e M5S erano le due principali forze politiche del Paese, anche se i voti al M5S erano tutti in salita, mentre il Pd perdeva quasi 5 milioni di voti e il Pdl ne aveva persi 6 milioni.
La Lega perdeva metà dei suoi elettori, soprattutto nel Veneto, con gravissimo crollo a Treviso, Sondrio e le altre roccaforti leghiste, avviandosi a un costante e inarrestabile declino.
Erano stati letali gli scandali della sua dirigenza, famiglia Bossi e non solo, le lotte intestine e l’assenza di obiettivi conseguiti in più di 20 anni di pratica politica, persi quasi tutti a servire gli interessi di B (e dunque anche di mafia, corruzione e P2).
Il vero rebus è che alle amministrative l’astensione è stata enorme dimostrando chiaramente la disaffezione degli Italiani a questo tipo di partiti e di politica.
Tre mesi fa votò solo il 44% degli elettori. E’ l’astensionismo il 1° partito d’Italia. E potrebbero essere questi elettori mancanti a determinare, se volessero, il futuro di questo Paese. Il partito dell’astensione continua a superare il 40%. Il restante 60% dell’elettorato è diviso in 3 parti: Pdl, Pd e M5S.
La famosa primazia di B oggi in realtà riguarda solo il 25% del 60% dei votanti effettivi; cioè su 100 elettori, in alcuni sondaggi, 16 sono berlusconiani, 14 piddini, 12 5stelle, 3 Leghisti e 3 vendoliani.
Pd e Pdl si contendono il governo del Paese ma entrambi si sono scollati dai loro elettori in una caduta a picco inarrestabile che le condanne di B renderanno letale trascinando con sé anche il Pd.
E su tutti scenderà finalmente un AMEN.

QUATTRO NUOVI SENATORI A VITA
Paolo Becchi

Napolitano nomina quattro nuovi senatori a vita: Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia. Perché questa improvvisa “infornata”?
Diciamo subito che il ruolo politico dei senatori a vita si è profondamente modificato nel corso degli anni, rispetto all’originario disegno costituzionale. L’istituto (art. 59 Cost.) fu introdotto come “limitata deroga al principio di sovranità popolare” (Alberti) al fine di assicurare nella “seconda camera” la presenza di “personalità di altissima competenza” (Ambrosini). Ma se queste personalità sono così “capaci”, perché non si candidano direttamente? Questa era la domanda – ancora attualissima – di Terracini, il quale così si oppose all’introduzione dell’art. 59 Cost.: “Se vi sono persone le quali, in possesso di requisiti di carattere particolarissimo, rifuggono dalla vita politica, è bene che dalla vita politica siano tenuti fuori perché la loro avversione rappresenta un elemento deteriore”.
L’idea, in ogni caso, era quella di differenziare – pur nel “bicameralismo perfetto” del nostro sistema parlamentare – il Senato dalla Camera, con la presenza, nella cosiddetta Camera Alta, di personalità di rango.
Ma i costituenti non ipotizzarono che i senatori a vita potessero risultare politicamente decisivi all’interno degli equilibri tra Governo e Parlamento? L’unico che vide chiaro il problema fu, ancora una volta, Terracini: “la nomina a vita urta contro il principio del rinnovamento del Senato; ogni celebrità, per quanto viva astratta dalla vita politica, ha in definitiva di fronte ai problemi politici un suo determinato atteggiamento, che si rifletterebbe inevitabilmente sulla fisionomia politica del Senato quale risulta dalle elezioni”.
All’epoca, tuttavia, il rischio sembrava più astratto che reale. Tutto ciò si è, però, modificato nel corso del tempo.
Una prima, rilevante, inversione del dettato costituzionale si verificò sotto la Presidenza Pertini. L’articolo 59 Cost. prevede, nel suo secondo comma, che “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Sino agli anni Ottanta, l’articolo fu interpretato nel senso che il numero dei senatori a vita presenti in Senato fosse certo, predeterminato dalla Costituzione: mai superiore a 5.
Nel 1984, tuttavia, Pertini sostenne che quel numero si dovesse riferire alla persona del Presidente della Repubblica e non alla carica di senatore: ciascun Presidente della Repubblica – in altri termini – avrebbe potuto nominare nel corso del suo mandato 5 senatori a vita (indipendentemente dal numero dei senatori complessivamente presenti in Parlamento).
Fu così che, con Pertini, i senatori a vita superarono il numero complessivo di 5. Al momento dell’elezione di Pertini, infatti, erano già senatori a vita Cesare Merzagora ed Amintore Fanfani. Pertini ne nominò dapprima 3 (Leo Valiani, Eduardo De Filippo e Camilla Ravera), portando così il numero a 5. Dopodiché sostenne che, ai sensi del dettato costituzionale, potesse nominarne ancora 2. E così fece, con le nomine di Norberto Bobbio e Carlo Bo.
Anche Cossiga seguirà tale prassi, mentre né Scalfaro né Ciampi si discostarono dall’interpretazione “tradizionale” dell’art. 59 Cost. Ad oggi, in ogni caso, il numero dei senatori a vita resta sempre incerto, di fatto non-predeterminato dalla Costituzione. Ciò che ci interessa, però, è il cambiamento del ruolo politico dei senatori a vita che si è prodotto in questi ultimi trent’anni.
A partire, infatti, dalla fine della Prima Repubblica, i senatori a vita sono stati fondamentali per determinare le sorti e la tenuta dei Governi. Così, ad esempio, il primo governo Berlusconi ottenne la fiducia al Senato con un voto in più del necessario, e ciò grazie ai voti dei senatori a vita (Gianni Agnelli, Francesco Cossiga, Giovanni Leone). Si pensi, ancora, al 2006, con l’approvazione della mozione di fiducia al nuovo esecutivo Prodi, sempre grazie all’intervento decisivo dei senatori a vita.
Con la fine, in altri termini, degli equilibri politici della Prima Repubblica, il ruolo dei senatori a vita è cambiato, divenendo sempre più politicamente decisivo per la formazione e la stabilità dei Governi. Da qui le proposte ed i dibattiti per l’abrogazione dell’istituto, che hanno trovato sostenitori in schieramenti politici molto diversi tra loro. Da ultimo, anche Grillo – in un post risalente all’agosto del 2012 (esattamente un anno fa, prima della mossa odierna di Napolitano) – aveva, correttamente, notato:
In Senato pochi voti possono determinare l’esito di un voto di fiducia o l’approvazione di una legge non costituzionale. E’ già successo. I senatori a vita possono risultare decisivi. E’ già successo. La composizione del Parlamento, in teoria, dovrebbe essere decisa solo dal popolo sovrano. Non è così. L’istituto delle nomina del senatore a vita sfugge a qualunque controllo democratico. E’ una promozione di carattere feudale, baronale, come ai tempi dei valvassini e dei valvassori. Per diritto divino. Il presidente in carica può influenzare senza rendere conto a nessuno la legislatura successiva alla sua presidenza nominando chi gli aggrada.
Napolitano, per la verità, aveva già dato prova di considerare la nomina dei senatori a vita uno strumento politico fondamentale: la nomina di Mario Monti, appena precedente la sua chiamata al Governo, ne è stato un esempio evidente. Ma oggi la “mossa” di Napolitano ha un significato politico ancora maggiore, se possibile, del precedente.
I 4 senatori appena nominati saranno, probabilmente, decisivi nel caso in cui il Governo Letta dovesse entrare in crisi. Essi, infatti, potrebbero garantire quella manciata di voti necessaria ad un possibile Letta-bis, nel caso in cui Berlusconi dovesse cercare la crisi di Governo e le elezioni anticipate.
Napolitano si dimostra, ancora una volta, il politico più accorto e il vero capo di un Governo di coalizione, delle “larghe intese”, in cui Letta è solo formalmente il Premier, ma non è, in realtà, che l’uomo del Presidente. Il Capo dello Stato – questo è noto – non vuole le elezioni, non è disposto a sciogliere anticipatamente le Camere. E, per questo, egli ha appoggiato la soluzione Violante (rinvio alla Consulta) per salvare Berlusconi. Ma, visto che essa potrebbe non rivelarsi sufficiente, Napolitano ha preparato la contro-mossa: il controllo di 4 nuovi senatori. È sufficiente sedersi ad un tavolo e fare un po’ di calcoli per capire che un Letta-bis, per ottenere la maggioranza al Senato, avrebbe bisogno – fermi i voti del Pd e dei montiani – giusto di un altro po’ di senatori passati al di là dei ranghi (chiamatelo tradimento, compravendita, libero mandato, come volete), nonché proprio di altri 3 o 4 senatori. Che siano proprio i senatori a vita di nuova nomina?
L’esercizio di un potere costituzionalmente previsto è, ancora una volta, strumento per il controllo del “sistema” politico da parte del Capo dello Stato. La nomina dei 4 senatori prepara, infatti, un Letta-bis, ossia una nuova operazione politica che avrà il compito di evitare le elezioni anticipate, tenendo “bloccata” una maggioranza parlamentare del tutto fittizia e salvando, ancora per un po’, la vecchia politica dei partiti.
È Napolitano che sta assicurando questa sopravvivenza, ed è pertanto dalla politica di Napolitano – nascosta dietro la sua “neutralità” costituzionale – che bisogna a tutti i costi uscire.
Invece di fare nuovi senatori a vita bisognava abolire questo istituto frutto di un residuo storico più monarchico che repubblicano. Ma ormai viviamo sotto Re Giorgio, e allora non ci resta che parlare di problemi come la “grazia” o “i senatori a vita”. E cioè dei privilegi del monarca che sta pensando tutti i modi per salvare il suo Governo. E questo Paese si sveglia ogni giorno sempre più diviso tra senatori a vita e sudditi a vita.
P.S. Una nota finale, sui nomi dei senatori, meriti e competenze scientifiche o artistiche escluse. Stupisce non poco la nomina soprattutto di Elena Cattaneo, la quale è – a quanto mi risulta – la più giovane senatrice a vita mai nominata, appena cinquantenne (è nata nel 1962). Sembra abbastanza inopportuno, specie in un momento come questo, garantire ad una donna di cinquant’anni, con una nomina dall’alto e quindi senza alcuna legittimazione democratica, uno stipendio vita natural durante (diciamo, statisticamente, per i prossimi trent’anni?). Un senatore a vita percepisce – comprese diaria, indennità, rimborsi – , all’incirca, 13.000 euro netti al mese (211.502 Euro lordi all’anno). Quanto ci costerà la senatrice Cattaneo? E se – come sembra uso – i senatori a vita campano più degli altri (guardate la Montalcini, ma anche Andreotti e Carlo Azelio Ciampi).
Ed ecco, allora, che in tempi di crisi, dove sono difficili da trovare finanze per la cassaintegrazione, Re Giorgio si scopre particolarmente magnanimo, scaricando sul bilancio dello Stato – e su di noi – quattro nuovi stipendi, non proprio “popolari”. Viva la Repubblica!”

VV
Paolo Becchi ha fatto centro ancora una volta. Napolitano cerca come può di aumentare i voti del Pd al Senato.
Quattro nomine a senatore a vita, di cui solo una discutibile per l’età. Senza contare che queste 4 repentine nomine rimandano alle calende greche qualsiasi richiesta a senatore a vita del pregiudicato Berlusconi. Peraltro la nostra Costituzione nomina persone di alto valore che abbiano beneficiato la Repubblica per grandi meriti e non è ancora arrivata a premiare con ruoli ‘ad vitam’ delinquenti incalliti con sentenza passata in giudicato e condannati anche all’interdizione dai pubblici uffici per reati particolarmente infamanti. Ma con la prossima variazione per cui la Costituzione, che da fondamento stabile della Nazione diventerà una Costituzione leggera, pret-à-porter, a questo ci arriveremo! Eh, se ci arriveremo! E avremo Costituzioni variabili a misura di Fed, Fm, BM, Bce, di mafia, camorra, P2 e interessi particolari e infamanti di singoli e gruppi! Basta aspettare e in Italia prima o poi il peggio sempre arriva! Gli attuali cinque senatori a vita costano allo Stato più di un milione di euro all’anno. I nuovi 4 senatore costeranno meno di un milione. La stessa cifra che Berlusconi pagò a De Gregorio per avere il suo voto. Si può dire che il Pd ha fatto un affare a prezzo di saldi, 5 al prezzo di uno. E’ sempre il solito Parlamento ridotto a suk dove si pratica la compravendita, ma questa è più abile camuffata da premio ai migliori. E non va nemmeno in tribunale! Pensata finissima!

Fatemi capire. Nel 2011 Napolitano nominò Monti senatore a vita (non si è mai saputo per quali meriti verso la Repubblica mentre si è saputo benissimo per quali meriti verso il Bilderberg e la Bce). Ora Napolitano nomina altri 4 senatori a vita.
Non mi è chiaro: un presidente della Repubblica può nominare ‘solo’ 5 senatori a vita durante il suo mandato oppure, violandosi la Costituzione con più mandati, ne nomina 5 ogni volta che viene eletto? Perché nel secondo caso, piano piano, il Pd una maggioranza al Senato può farsela anche senza gli elettori!
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Ci sono stati 47 senatori a vita: Agnelli, Andreotti, Carlo Bo, Bobbio, Fanfani, Gronchi, Jannaccone, Pininfarina, Ravera, Saragat, Scalfaro, Segni, Canonica, Castelnuovo, Ciampi, Colombo, Leone, Montalcini, Montale, Segni, Spadolini, Toscanini, Trilussa, Merzagora, Sturzo, Taviani, Monti, Napolitano, Nenni, Parri, Paratore, Pertini, Valiani, Valletta, Zanotti Bianco, Cossiga, De Martino, De Nicola, De Sanctis, Einaudi, Ruini, De Filippo, Montanelli, Taviani, Luzi….
Di questi 10 erano ex presidenti della Repubblica

SPINOZA

Napolitano nomina quattro nuovi senatori a vita. Ha optato per la cessione del quinto.
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Napolitano nomina quattro nuovi senatori a vita. Visto che abbiamo risparmiato sull’Imu.
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Rubbia, Cattaneo, Burnich, Facchetti…
Napolitano nomina senatore a vita Rubbia. Ci vuole un fisico bestiale.
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Napolitano nomina Rubbia senatore a vita. E alla Snai stanno già quotando l’infarto a Zichichi.
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Abbado senatore a vita. Se non altro la nave affonderà con un’orchestrina che suona da dio.
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Napolitano nomina quattro nuovi senatori a vita.
Previa telefonata: “Un Letta-bis come lo vedete?”.
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Ma quando a Napolitano hanno detto “Piano con i senatori a vita”, siamo sicuri che lui abbia capito bene?

…adesso sì che il transatlantico può affondare in bellezza!
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Purtroppo ancora niente riconoscimento per Paolo Bonolis.
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Carlo Rubbia ha lavorato a Ginevra. No, Mariastella, non coordinava i lavori del tunnel.
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La scienziata Elena Cattaneo nominata senatrice a vita a soli cinquant’anni. In Italia è diventata famosa, per essere stata nominata senatrice a vita a soli cinquant’anni.
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Il PDL insorge”. “Non vogliamo gente onesta e competente in Senato”.
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Napolitano nomina 4 senatori a vita. Altri 20 anni e avrà la maggioranza in Senato.
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Silvio, sarà per un’altra vita.

Napolitano nomina quattro nuovi senatori a vita. Su quattro cavalli, uno bianco, uno rosso, uno nero e l’ultimo verde.
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Renzo Piano nominato Senatore a vita. Speriamo che tenga.
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Abbado in parlamento. Dirigerà i pianisti.
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Rubbia è un fisico che ha dedicato la sua vita alla ricerca dell’infinitamente piccolo.
La sua nomina a senatore a vita è stata accolta con fiducia dai partiti di sinistra.
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..e Silvio?
Unanime il commento degli esponenti del PD: “Gne Gne Gne Gne Gne!”
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Ma il fisico e la biologa li ha nominati per capire se c’è vita nel PD?
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Carlo Rubbia nominato Senatore a vita! Nella comunità scientifica c’è molta curiosità per i possibili effetti del Sincrotrone su Gasparri.
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Santanchè: “Non è stato nominato l’unico che lo meritava”. Lo so, ma a Striscia c’è ancora bisogno del Gabibbo.
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La neosenatrice a vita Elena Cattaneo fa ricerche sulla Corea di Huntington. Gasparri è fisso da ore davanti a un mappamondo.
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Il Presidente a vita ha fatto quattro senatori. O viceversa.
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Secondo la Santanchè, Berlusconi era l’unico che meritava la nomina.
Ora la Cattaneo vuole incontrarla.
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Santanchè: “Nessuno dei 4 senatori è paragonabile a Berlusconi”. Hanno tutti la fedina pulita.

Viviana
La Cattaneo è una ricercatrice esperta in degenerazione delle cellule cerebrali.
Ma le hanno dato il Senato come laboratorio di ricerca?
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Noi non usciremo dal tunnel, ma sembra che questi ci debbano far entrare il Pd.
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Lo Stato è moribondo
Al suo capezzale chiamati d’urgenza
una esperta in degenerazione delle cellule cerebrali
un architetto per la ristrutturazione
un musicista per l’armonia perduta
uno studioso di accelerazione di particelle
Voi dite che con questi primari ci sarà possibilità di ripresa?

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Anib
Senatori a vita: su 47 nominati, due hanno rifiutato: Toscanini e Montanelli
Il musicista e il giornalista preferirono dire “no”. Perché sin dagli albori della Repubblica i partiti si sono “impadroniti” di quelle nomine per trasformarificenze”;
l’altro per “mantenere le distanze dal potere”

I REFERENDUM DI PANNELLA

Pannella propone l’ennesima infornata di referendum, 6 sulla riforma delle giustizia e 6 sui diritti umani. Alcuni sono condivisibili, altri provengono dritti dritti dal piano massonico di Licio Gelli, per il suo golpe pidduista contro la democrazia, piano poi realizzato da Berlusconi, e intendono neutralizzare la magistratura, che ancora resiste dopo lo svuotamento di potere di tutte le istituzioni, dal Parlamento alla Corte dei Conti, perpetrata da B e soci nel corso di questi 20 anni, assieme allo stupro dei referendum popolari.
Così, dopo il patto infame del Pd con B, vediamo la sceneggiata infame di Pannella con B, che giura che li voterà tutti e 12 (c’è anche la distruzione della Bossi-Fini. E la Lega è
d’accordo?).
Il cinismo di Pannella ormai sconfina nel grottesco. Nel tempo si è alleato a cani e porci (vd Craxi) passando da un polo all’altro con la massima disinvoltura, pur di avere i massimi vantaggi e ricevendo sempre utili finanziari (si pensi solo ai miliardi ricevuti da radio radicale che ha goduto addirittura di una legge apposta assieme a radio Padania). E ricordiamo quando, nella crisi dell’ultimo governo di B, il Pd voleva disertare l’aula per dimostrare che B da solo non poteva reggere per mancanza di voti e gli 8 radicali restarono con lui per dargli manforte!)
Tra le iniquità proposte da Pannella ritroviamo la richiesta di separazione delle carriere dei magistrati, pezzo forte della P2 per indebolire la Magistratura.
La P2 voleva che il PM diventasse un avvocato dell’accusa alla pari con l’avvocato della Difesa, mentre oggi il PM non rappresenta un cliente ma lo Stato. Il Pm non è un avvocato dell’accusa contro un avvocato della difesa, per cui vince il più furbo e il più pagato, ma è uno che per conto dello Stato cerca di capire se l’imputato è colpevole o innocente, per cui ha il compito di vagliare le prove e di liberarlo dalle accuse e annullare il processo se queste sono insufficienti.
Mentre per la P2, per Berlusconi e per Pannella il processo si dovrebbe ridurre a un duello tra avvocati per cui vince il più abile, nel nostro codice il PM, se trova delle prove che attestano l’innocenza dell’imputato le deve mettere agli atti e lo stesso se trova prove della sua colpevolezza, in modo imparziale. L’avvocato della difesa difende gli interessi ‘privati’ del suo cliente, il Pm difende gli interessi ‘pubblici’ della collettività e mira a che si faccia giustizia.
Se il PM diventerà un avvocato di parte, obbedirà a interessi di parte. In particolare obbedirà agli interessi del Governo. Dunque farà i processi che il Governo vuol fare e non farà quelli che danno noia al potere. Per es., farà i processi comuni di rapina, omicidio o spaccio, ma non farà quelli contro i politici o ne farà ma contro gli avversari del Governo.
Ecco perché a Berlusconi questo sta bene. Il risultato è che sparirà l’equilibrio democratico dei poteri e il loro reciproco controllo e la Magistratura sarà succube del Governo.
Appoggiando la separazione delle carriere, Pannella compie un atto gravissimo contro la democrazia: non solo si mette dalla parte del pregiudicato e delinquente abituale Berlusconi e lo supporta in un momento delicatissimo della sua crisi morale e politica, ma si mette al servizio della P2, del suo piano di destabilizzazione dello Stato democratico che implica la rottura della separazione dei poteri (base di ogni democrazia) e il rafforzamento di una oligarchia di Governo che sta già di fatto prevaricando sul Parlamento a forza di compravendite illecite, nomine clientelari, strapotere dei segretari di partito e abuso di decreti leggi, mentre ha ridotto al nulla la Corte dei Conti che dovrebbe controllare i conti dello Stato e calpesta ogni giorno la volontà popolare rinnegando i referendum abrogativi e ignorando quelli propositivi, con un annullamento progressivo del valore delle sentenze (si veda Fiat o Ilva) e l’ammessa diffamazione delle toghe. Con la proposta di Pannella, la strada verso un’oligarchia di fatto del Governo o verso la dittatura del premier diventa più facile.

Nella sua foga di realizzare la tanto desiderata separazione delle carriere, che diminuirebbe i poteri del Pm per ridurlo al ruolo di un avvocato qualunque, mettendo i processi sotto il tallone del Governo, che avrebbe una via facile per eliminare i processi indesiderati ai politici eccellenti, Berlusconi ha giurato di appoggiare tutti e 12 i referendum di Pannella.

Il grottesco è che tra essi c’è l’implicita abrogazione della Bossi Fini, perché Panella chiede l’abolizione del reato di clandestinità per gli immigrati abusivi e di tutte quelle norme che ne limitano il diritto di lavoro o il permesso di soggiorno. Ma la Lega è d’accordo? Non sarebbe la distruzione totale di tutto quello che la Lega ha fatto in più di 20 anni contro i migranti? E non sarebbe la negazione di quello che è rimasto l’unico punto saldo di tutte le vuote promesse con cui ha infarcito la testa ai suoi elettori e che in 20 anni ha via via tradito clamorosamente? Se oggi la Lega Nord si regge solo sul razzismo, la mossa di Pannella le toglierebbe il suo maggiore puntello legislativo, la Bossi-Fini, legge orrenda e barbara, va bene, ma Berlusconi voterebbe anche la sua estinzione, e la Lega è d’accordo?

Un altro referendum proposto da Pannella rientra anch’esso nel piano della P2 di Licio Gelli: la responsabilità civile dei magistrati. Anche questo mira a fare dei giudici dei servi del potere, indebolendo la Magistratura. Cioè Gelli, Berlusconi e Pannella chiedono che, se un giudice dichiara colpevole uno che si rivela innocente, paghi di persona. In realtà noi abbiamo già la legge 117/1988 che tratta la responsabilità civile dei giudici ed essa determina sempre quella disciplinare e quella penale. Il cittadino, se si ritiene vittima di sentenza ingiusta, cita in giudizio lo Stato, nella persona del Presidente del C.d.M. e lo Stato, se c’è condanna, agirà in rivalsa entro 1 anno sul giudice stabilendo se ci sono stati dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, in quel caso interverrà con un provvedimento disciplinare e pagherà il danno alla parte lesa. Quindi la responsabilità disciplinare, civile e penale del giudice reo esiste già. Quindi già ora chi sbaglia paga. E allora cosa si vuole?
Lo spiega Bruno Tinti con un es. In USA i rischi di un’operazione alla schiena sono alti. Dunque le assicurazioni non pagano. Ergo: i chirurghi hanno smesso di fare operazioni alla schiena. Riportiamo questo a un processo. Se c’è stata sentenza precedente, il rischio che una sentenza successiva diversa sia confutato è alto. Ego: i giudici non giudicheranno secondo coscienza ma si appoggeranno alla sentenza precedente.
Poi, se il danno di una sentenza contestata lo paga lo Stato, il giudice sarà più libero, per es. di giudicare un potente. Ma se rischia lui di persona, sarà cauto e preferirà annullare o assolvere un potente piuttosto che rischiare un proprio danno.
Chiaro?
Si capisce perché questo piaccia a Licio Gelli o a Berlusconi. Non si capisce perché dovrebbe piacere a Pannella!

Molto discutibile è anche la richiesta dell’abolizione dell’ergastolo. Come minimo è inutile, visto che di fatto l’ergastolo in Italia non esiste più da moltissimi anni e che il massimo di carcere che uno può scontare è di 30 anni, che poi scendono grazie a permessi e premi di buona condotta (si vedano i casi di Fioravanti e Mambro, 80 morti strage della stazione di Bologna e loro liberi dopo 26 anni), per quanto chi è condannato all’ergastolo per gravissimi reati (vedi strage o pluriomicidi di mafia) non dovrebbe godere dei benefici premiali per favorire la riabilitazione e il reinserimento, a meno che non faccia i nomi dei suoi complici contribuendo così alla loro cattura. La richiesta di Pannella favorirebbe la mafia e i delinquenti peggiori facilitando la loro scarcerazione.

Io ho smesso da tempo di sentire radio radicale anche se ho apprezzato per anni Massimo Bordin, misurato e intelligente giornalista della rassegna stampa di radio radicale, ma ho sempre evitato con cura gli sproloqui di Pannella, di cui ho apprezzato per anni le battaglie civili a cui ho partecipato sia col voto che con contributi finanziari, ma aborrisco le idee economiche repellenti e fortemente neoliberiste (come del resto sono quelle della Bonino) a favore del grande capitalismo internazionale e del sistema Bilderberg, schiumanti un odio smisurato contro i lavoratori, i sindacati (l’orrenda Trimurti) e i diritti del lavoro.
E sentire oggi la proposta di alcuni referendum che sono in linea col piano della P2 e sostengono di fatti le tesi delinquenziali di Berlusconi mi fa restare allibita.
Spero che parte di questi referendum sia fatta fuori dalla Consulta e che altri siano disertati dagli elettori

Altri referendum sono più o meno condivisibili: come la richiesta di abolire i 3 anni di attesa per le coppie che hanno richiesto la separazione, o l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, già presentata e dribblata dalla casta politica che non ci pensa nemmeno ad abolire o ridurre i propri guadagni finanziari, o l’abolizione del carcere per piccoli reati di droga

Non capisco il senso di far ritornare nei tribunali i magistrati dislocati presso la Pubblica Amministrazione. Ci pare che i reati contro la Pubblica Amministrazione siano tra i più fitti e pesanti nel quadro di corruzione attuale e godono già di molti privilegi come l’assenza del carcere. E non c’è stata Finanziaria in cui i politici non abbiamo infilato di straforo qualche attenuazione o premio a chi delinque dalla PA. Ora Pannella vuole togliere anche i giudici ad essi precostituiti? Se questi giudici fanno un buon lavoro per frenare i reati dentro la Pubblica Amministrazione, perché distoglierli? Se si vuole migliorare i processi ordinari, qui il problema maggiore non è la scarsezza dei magistrati (anche ma non solo) bensì il modo con cui è distribuita la giustizia sul territorio, la mancanza di coordinamento tra le varie forze pubbliche, la povertà di mezzi operativi della polizia o della GdF, ma soprattutto la farraginosità dei processi, la mancanza di cancellieri, la prescrizione facile, il patteggiamento, le lungaggini burocratiche, i 3 gradi di giudizio, gli abusi della Cassazione, le leggi ad personam…
Cerco di essere precisa e di non muovermi per preconcetti. In ogni cosa, ideologia o persona può esserci qualcosa di buono e qualcosa di cattivo, bisogna saper distinguere. Non si può fare di ogni erba un fascio.
I Radicali sono stati utili a questo Paese per molte battaglie di civiltà a cui riconosco ogni merito per aver svecchiato questo vecchissimo Paese, ostaggio della Chiesa e di una cultura codina e regressiva, da pesanti gioghi medievali: droghe leggere, condizioni dei carcerati, divorzio, fecondazione assistita, omosessualità…
In altri campi, come quello economico, la visione restrittiva e prettamente neoliberista di Pannella ha prodotto cose indecenti, come, appunto, alcuni dei referendum odierni che rispondo a una logica golpista e antidemocratica.

Pannella- Berlusconi
Viola scrive: “Due anziani che sclerano sulla via del tramonto”. In realtà non è possibile cavarsela con una battuta. Entrambi hanno forte peso sull’opinione pubblica e sulla vita italiana. Berlusconi non sclera affatto ma cerca vie di fuga per la propria condanna.
Pannella non fa che enunciare per l’ennesima volta quella che è stata sempre la sua discrasia paradossale: difesa giusta dei diritti umani, faziosità ingiusta del neoliberismo
Mi si chiede: e allora, posto che l’ergastolo, di fatto, non esiste più non è meglio abrogarlo? Non è possibile rispondere Sì o No a questa domanda, è troppo generica, sarebbe un atto puramente formale. Noi abbiamo un sistema processuale e un sistema penale formati da migliaia di articoli. Ci sono cose da conservare e altre da cambiare.
Ma negli ultimi 20 anni tutti i cambiamenti che sono stati fatti, sono avvenuti al peggio, per interessi personali e per favorire il Potere di una classe politica che è stata considerata la più corrotta d’Europa, e che ci ha completamente rovinati, arricchendo in modo illecito se stessa, tutte le modifiche legislative hanno avuto come fine non lo snellimento della giustizia o una maggiore applicazione della Giustizia, ma sono state fatte per salvare il delinquente Berlusconi con leggi ad personam, per favorire le tre mafie, per realizzare il piano della P2 o per rendere impunibili i reati della casta o della Pubblica Amministrazione.
Che senso ha, in questo quadro, chiedere solo l’abolizione dell’ergastolo? E’ un falso problema. Visto anche che ormai di fatto non esiste più. Si può anche toglierlo, e allora? Migliorerebbe per questo la giustizia italiana?
Tanto per indicare le giravolte politiche dei Radicali, vogliamo ricordare che nel gennaio 2013 Marco Pannella annunciò l’ingresso dei Radicali nella coalizione che sostiene Francesco Storace, leader de La Destra, alla candidatura per la presidenza della regione Lazio e che l’accordo non si è poi concretizzato e i radicali hanno candidato alla
presidenza Giuseppe Rossodivita, che ha ottenuto lo 0,44% delle preferenze?
E per precisare la loro posizione economica, vogliamo ricordare la loro professione di assoluto neoliberismo, il favore estremo dato al libero mercato e alla libera impresa, comprendendo per anni anche la distruzione dello stato sociale e la privatizzazione di tutto l’esistente? Vogliamo ricordare che si ispirano a Milton Friedman per la Scuola di Chicago: privatizzazione e liberalizzazione di tutti i settori sociali che non siano strategici e abolizione di monopoli e oligopoli per favorire la libera concorrenza.
Magari vogliamo ricordare anche che i radicali sono favorevoli anche a una visione eurofederalista, filoamericana, atlantista, europeista (non c’è mai stata in loro la minima critica al giogo euro che ci sta uccidendo o alle politiche della Bce che sono le stesse della Fed, della Bm o del Fm,l dell’alta finanza e della distruzione dei popoli)
Vogliamo ricordare che per servilismo agli interessi americani vogliono l’ingresso in Europa di Israele, della Turchia, e del Marocco ?
Alle ultime politiche i Radicali hanno preso alla Camera 64.742 voti e al Senato 63.149,
Hanno lo 0,19 % dell’elettorato.
Morto Pannella, che ha 83 anni e non sarà infinito, il partito sparirà. I rimasugli si uniranno a Berlusconi (come hanno fatto Taradash o Capezzone) o finiranno in qualche altro partito di destra. Non per niente Pannella voleva stare con Storace.

FALCONE E LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Purtroppo constatiamo che l’ignoranza del diritto imperversa, e non solo tra i blogger ma anche tra i giornalisti venduti come Battista che Travaglio ha avuto modo di sconfessare più e più volte ma che continuano a pubblicare falsità per favorire B.
Si è citato anche a sproposito Falcone distraendo alcune frasi del 95 e allargandole a dismisura,. Falcone non ha MAI chiesto di separare le carriere, al massimo di “differenziarle” per funzioni. Lui stesso, da giudice istruttore, divenne pm. Battista pubblica falsità di cui dovrebbe vergognarsi.
Il 30 giugno 2000 il Comitato dei ministri al Consiglio d’Europa approvò una “raccomandazione” che invitava gli stati membri ad “adottare misure per consentire alla stessa persona di svolgere successivamente le funzioni di pm e poi di giudice, e viceversa” per “la similarità e la natura complementare delle due funzioni”. Cioè a sposare il modello italiano che Battista vorrebbe abbandonare.
E’ FALSO che la separazione delle carriere esista in tutta Europa meno che in Italia. Sono balle di Libero. La separazione delle carriere, col divieto di passare dall’una all’altra, non esiste in quasi nessun paese europeo. Persino in Francia, il cui sistema processuale è
discutibile, perché la polizia dipende dal Ministro degli Interni, giudici e pm appartengono a un’unica carriera, come in Italia, in Belgio e in Olanda.
In Germania la formazione di pm e giudici è unitaria, dopodiché le loro strade si biforcano, ma nulla vieta il passaggio dall’una all’altra. In Gran Bretagna non esiste il pm: l’iniziativa penale è affidata alla polizia. Negli Usa è normale che i prosecutor diventino giudici e viceversa. La separazione delle carriere vigeva nella vecchia Urss, nota culla del diritto (!?) E’ questo che si vuole?
Smettete di scrivere falsità! E smettete di copiarle dai giornali di Berlusconi!
‘Separazione dei poteri’ vuol dire che il potere legislativo (Parlamento), esecutivo (Governo) e giuridico (Magistratura) sono ognuno indipendente dagli altri due così che si attui un bilanciamento e un controllo reciproco tra Parlamento, Governo e Magistratura
Questa è la base dei ogni democrazia sin dai tempi di Montesquieu. Se si fa una legge che mette la Magistratura sotto il controllo politico del Governo, si esce dalla democrazia e diventano minime le possibilità di avere una giustizia giusta, perché si rischia che la politica comandi ai processi. E la separazione delle carriere tende proprio a questo.
.
Comunque a qualcosa i radicali soni serviti
anche a prendere 12 milioni l’anno per radio radicale
e di contributo pubblico per i referendum finora quanto hanno preso?
..
Elenco di ex radicali:
Capezzone
Della Vedova
Rutelli
Quagliariello
Vito
Taradash
Calderisi
Straquadanio
Mercedes Bresso
Pecoraro Scanio
Marcello Pera
Alessandro Meluzzi
Angelo Panebianco
Massimo Teodori
Vittorio Pezzuti ora portavoce di Brunetta
Stefano Andreani capogabinetto di Andreotti
Si capisce come mai molti di loro andassero d’accordo con Berlusconi
Certo non è proprio un fior da fiore

CHE SPETTACOLO DECADENTE SILVIO CHE FIRMA DA PANNELLA
Salvatore Merlo

Due vecchi che si atteggiano da giovani, che vogliono sfruttarsi l’un l’altro; due galli spennati. Si rubano la scena, anche fisicamente, due vecchie glorie del cinema politico, un po’ spelacchiati, ma ancora ingombranti, ciascuno convinto di aver fregato l’altro, di essere più furbo dell’altro, ciascuno con in volto l’espressione felice e un po’ ribalda che doveva avere Totò dopo aver venduto la Fontana di Trevi al gonzo di turno. E chissà se davvero, come dice Travaglio, è Pannella l’utile idiota di B, o se invece, anche stavolta, com’è sempre successo, chi voleva mettere nel sacco Pannella s’è invece fatto mettere nel sacco da Pannella. B racconta i suoi guai giudiziari. Ma Pannella, gongolante, con l’aria soddisfatta del gatto che sta per acchiappare il suo inconsapevole sorcio, prova a interromperlo, se ne frega dei problemi ad personam del Cavaliere, lui vuole soltanto che B canti la musica radicale, cosa non facile, tuttavia. Il condannato in difficoltà, l’anziano uomo delle televisioni, non è infatti un mansueto esecutore ma un direttore d’orchestra abituato a comandare, per lui i referendum radicali, e l’amnistia, sono soltanto una vendetta contro le toghe rosse, irretirlo è difficile. E dunque va in scena uno sgomitare frenetico di questi due giganteschi vecchi che si sovrappongono l’uno sull’altro, affettano giovanilismo, offrono uno spettacolo a tratti decadente per chi li ricorda al massimo del loro splendore, l’uno con la coda di cavallo imbiancata dall’età, l’altro con la chioma posticcia di un trentenne, ciascuno interessato soltanto ai fatti suoi, due galli un tempo fierissimi e oggi un po’ spennati. Pannella vuole massima pubblicità per la sua battaglia civile, e ha finalmente una tribuna illuminata, mentre il Cavaliere cerca soltanto un’arma, uno strumento di pressione politica, un altro spadone da puntare alla gola di Napolitano e dell’Italia intera.
E quindi Pannella tenta faticosamente di suggerire le parole a Berlusconi, cerca di imboccarlo, vuole tirare i fili del Cavaliere come se il Cavaliere fosse una marionetta nelle sue mani, così come B, da impresario di spettacoli qual è, è andato a firmare quei referendum proprio per trasformare Pannella in un presentabile paravento dietro il quale occultare le sue ultime e drammatiche manovre di Palazzo. L’uno vuole manipolare l’altro, ed entrambi appaiono intimamente convinti di esserci riusciti. Così, a un certo punto, tra i due, è davvero una gara, non si sa più chi sta utilizzando chi. B, rettangolare come un armadio, fasciato in un doppio petto nero che dovrebbe occultarne la pinguedine, resiste, tiene la scena, blocca il braccio di Pannella poco sopra il gomito e gli impedisce di farsi interrompere, trattiene dunque la parola, continua il suo spettacolo, per un po’.
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