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Tuesday December 12th 2017

NEL GORGO DELLA FINANZA

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MASADA n° 1474 3-7-2013 NEL GORGO DELLA FINANZA

Il Governo Letta è il peggiore Governo mai visto – Si tenta un golpe sulla Costituzione – L’ossessione italiana delle riforme istituzionali – Venduti al capitalismo finanziario – Berlusconi, il padre prostituente – Minacciato un prelievo forzato sui depositi bancari – Immaginiamo un villaggio di 100 persone… – I media hanno già dimenticato il Monte dei Paschi di Siena? – La legge incostituzionale sul legittimo impedimento – Elettori perduti – La ripresa? Una chimera – I numeri della RAI – Letta e la morte dell’economia – Mercati finanziari governati da algoritmi – Nuovi acquisti dissennati per la Difesa – Il M5S chiede un nuovo Glass-Steagall Act per la separazione delle banche d’affari da quelle commerciali – Berlusconi e le accuse alla Magistratura – 11° rapporto sui diritti globali – No alla Santanché vicepresidente della Camera

Don Aldo manda:

Tutto quello che ci faceva paura del comunismo – che avremmo perso le nostre case e i nostri risparmi, che ci avrebbero costretti a lavorare tutto il tempo per un salario scarso e che non avremmo avuto alcuna voce contro il sistema – è diventato realtà grazie al capitalismo” (Jeff Sparrow)
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Nella prefazione allo Human Development Report delle Nazioni Unite del 1998, John Galbraith documentava che il 20% della popolazione mondiale si accaparrava l’86% di tutti beni e i servizi prodotti nel mondo, mentre il 20% più povero ne consumava solo l’1,3%. Oggi, dopo 15 anni, queste cifre sono andate, purtroppo, di male in peggio: il 20% più ricco della popolazione consuma il 90% dei beni prodotti, mentre il 20% più povero consuma l’1%».
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«La disuguaglianza sociale nei paesi ricchi persiste a causa della fede tenace nei dogmi dell’ingiustizia, e può essere uno choc per le persone scoprire a un certo punto che forse c’è qualcosa di sbagliato in molta parte del tessuto ideologico della società in cui viviamo. Come quelli le cui famiglie possedevano un tempo le piantagioni coltivate dagli schiavi dovevano considerare naturale quel tipo di proprietà al tempo della schiavitù, e come il non voto alle donne era considerato un tempo “una condizione di natura”, così tante grandi ingiustizie dei nostri giorni sono, per molti, semplicemente parte del panorama della normalità». (Daniel Dorling: Injustice)
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Armando segnala: “Non per niente un certo Mayer Amschel Rothschild ebbe a dire: “Lasciatemi emettere e controllare la moneta di una nazione e non m’importerà di chi ne scrive le leggi.”

(Ezra Pound)
Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall’usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l’ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi”.

“I disordini non avranno mai fine, non avremo mai una sana amministrazione della cosa pubblica, se non acquisteremo una nozione precisa e netta della natura e della funzione del denaro.

Il deficit di spesa è semplicemente un trucco per la confisca della ricchezza.”

IL GOVERNO LETTA E’ DAVVERO IL PEGGIORE GOVERNO MAI VISTO
Viviana Vivarelli

Un Governo antidemocratico, che nessun elettore ha eletto, con una alleanza con Berlusconi che nessun elettore ha voluto, un presidente del Consiglio che non è uscito da nessuna primaria e un programma che 2/3 dei cittadini rifiutano, nominato con la collusione di un Presidente della Repubblica rieletto in modo anticostituzionale. Un Governo al servizio dei poteri del mercato e della finanza,che governa con annunci e rimandi e sempre contro gli interessi dei cittadini. Che stravolge il senso dei media e riduce la democrazia a oligarchia partitica e plutocrazia. Che, senza una maggioranza elettorale, pretende di deformare la Costituzione e adattarla agli interessi al potere, come Costituzione ‘ad personam’. Un Governo che non ha sanato nessuna anomalia italiana e continua a metterci in guerre indesiderate e in spese militari folli. Un Governo orientato solo ad aumentare le tasse e a tagliare i servizi,senza fare nulla per la disoccupazione, l’ingiustizia o il malaffare. Che non ha preso un solo provvedimento per bloccare l’enorme fuga di capitali persi malamente in reati,sprechi e sussidi alla Casta. Che non difende i cittadini e si è messo al servizio di potenze finanziarie che vogliono solo la rovina del nostro Paese e la stanno ottenendo,mentre i media sono diventati solo un insieme di cortigiani ligi all’ossequio al regime e uniti nell’aggressione all’unica opposizione esistente. Un Governo che sa solo ripetere la litania del “mancano i soldi”,mentre l’aumento delle tasse non sana affatto il debito che continua ad aumentare per le spese inutili e il finanziamento della Casta. Un Governo che non riconosce che di soldi ce ne sono fin troppi e abbastanza da diminuire le tasse e incrementare benessere e lavoro,ma è proprio questo che il Governo non vuol fare.
Questi sono gli sprechi che Letta non tocca e che da soli ci mettono all’ultimo posto in Europa frenando ripresa e sviluppo, ma soprattutto offendendo il senso dell’onestà e della giustizia:

70 miliardi di corruzione politica
180 di evasione fiscale
8 regalati al Vaticano
150 fatturato della mafia
180 fondi neri nascosti solo in Svizzera senza contare gli altri paradisi fiscali
più di 1 di perdita stimata per la fuga dei cervelli
24 solo per mantenere l’elefantiaca casta politica
45 per gli F35
17 per le inutili Province
mazzette che generano un sovrapprezzo del 40% sui costi delle opere
grandi opere inutili
almeno 15 miliardi che potevano venire dalla vendita delle frequenze e che sono stati regalati
Abbiamo già più di 700 miliardi, quanto 33 Finanziarie
E si capisce come la domanda “dove troviamo i soldi?” non è più sopportabile
Ora, negli ultimi due anni, per quanto la crisi mordesse e ci fosse necessità estrema di tagliare su questo sperpero, nulla è stato fatto da Monti assieme a TUTTI i partiti che non hanno ceduto nessuno dei loro privilegi e hanno saputo votare solo aumenti di tasse e tagli allo stato sociale, come il peggiore governo di destra non avrebbe potuto fare, per cui non occorreva certo scomodare dei bocconiani o inventarsi il Governo Letta per questo
Abbiamo già almeno 700 miliardi di spese inutili su cui si può tagliare, senza contare una enormità di nefandezze che fanno lievitare la cifra recuperabile, come i regali a banche e a fondazioni, la detassazione dei derivati, i furti di denaro pubblico in ogni sorta di ente, la moltiplicazione di finanziamenti, vitalizi, rimborsi, emolumenti ai partiti, i costi che lievitano allegramente fino a 10 volte, le imposizioni di Equitalia, il fisco iniquo e la patrimoniale mai fatta, il catasto mai rivisto, la manomorta pubblica con un eccesso di spese ministeriali e di impiegati inutili e gravosissimi, le regioni a Statuto Speciale, la mancanza di tetti ai superstipendi, le doppie o triple cariche pubbliche, Befera presidente di Equitalia che ne ha addirittura 36…!
Se potessimo sommare questi orrori supereremmo i MILLE MIlIARDI! Ce ne sarebbero tanto da trasformarci in una grande Svizzera. Tanti da far stare tutti bene!
Invece Letta non fa che continuare il saccheggio infame del nostro Paese!
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Enrico Letta è segretario generale dell’Arel – Agenzia di Ricerche e Legislazione, fondata da Beniamino Andreatta; fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò.
È inoltre membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale e del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia]. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg in Virginia, USA.
Se qualcuno ha qualche dubbio sulle sue funzioni di membro esecutivo di questa cricca di affaristi neoliberisti contro il bene del nostro Paese, farebbe meglio a farsi rivedere il cervello!

SI TENTA UN GOLPE SULLA COSTITUZIONE
Viviana Vivarelli

Per autunno è pronto il tentativo perverso di facilitare la revisione della Costituzione con leggi che metterebbero la nostra massima carta legislativa alla mercé del governo del momento ed è aberrante che ciò sia stato richiesto dalla cricca bancaria internazionale con la J. Morgan in testa. Sarebbe un altro passo gravissimo del capitalismo neoliberista verso la distruzione dei diritti e delle garanzie democratiche dei popoli nati con le moderne Costituzioni. Non basta alla cricca capitalista aver messo l’economia dei paesi europei sotto il ricatto dello spread, del debito e del servaggio all’euro, riducendo l’economia reale agli interessi delle speculazioni finanziarie, si tenta ora di scassinare l’ultima difesa rimasta ai popoli nella Carta costituzionale. Con questo colpo di mano, i diritti e le garanzie democratiche dei cittadini e dei lavoratori cesserebbero di essere sacri e intoccabili e potrebbero essere annullati d’un colpo per favorire gli interessi del capitale, con la trasformazione della Costituzione in un corpo di leggi ordinarie intercambiabili a piacere. E che il Governo Letta/Berlusconi si appresti per primo in Europa a favorire tale colpo di stato antidemocratico è gravissimo e mostra una volta di più come Letta sia un esecutore di interessi che oltrepassano l’Italia e considerano il nostro Paese un terreno di conquista, sulla stessa linea distruttiva di Monti. E che il Pd non fiati su questo golpe contro la democrazia che fa apparire quello di Gelli una burletta, è impressionante. Cosa sta succedendo al nostro Paese? In quali mani è caduta la politica? Chi ci comanda veramente?
Non è bastato a questa gentaglia di rovinarci finanziariamente, portarci al grado più basso in Europa, aggiungere crisi a crisi, tagliarci la sovranità elettorale col porcellum e quella monetaria con l’euro, darci la classe politica peggiore e più corrotta d’Europa, corroderci lo stato sociale, imporci le tasse più alte del mondo… ora vogliono distruggere la nostra Costituzione?

L’OSSESSIONE ITALIANA DELLE RIFORME ISTITUZIONALI
WALTER TOCCI

Sono 30 anni che si parla di riforme istituzionali. È cambiato il mondo ma questo campeggia in tutti i programmi di governo. In Italia è diventata una ossessione. Eppure in questi 30 anni il punto forte è stato il fallimento dei partiti, della 1° e della 2a Repubblica. Ma la classe politica ha oscurato questa causa della crisi di governabilità e l’ha attribuita alle istituzioni. Ha spostato con un transfert le proprie colpe sulla forma dello Stato. Ha rimosso la propria responsabilità per attribuirla alle regole. In nessun altro paese europeo c’è stata una simile ossessione, per il semplice motivo che i partiti, pur in difficoltà per ragioni generali, non hanno mai perso la legittimazione democratica.
Ma qui vale la regola: “se non si decide, non è colpa mia ma dello Stato che non funziona”. Così hanno convinto giornalisti, politologi e opinione pubblica. Ma è un’arma di distrazione di massa. Non si fa che dire che sono necessarie “le riforme”, quando i fatti mostrano che ogni riforma delle regole le ha peggiorate.
Intanto che si divagava sulle riforme, aumentava il pauroso degrado dell’amministrazione statale; la burocrazia, l’inefficienza e l’incompetenza raggiungevano livelli inimmaginabili 30 anni fa; le decisioni ormai si prendono solo tramite norme e incentivi, perché non esistono più gli strumenti efficaci per attuare vere politiche pubbliche.(Si legifera per decreto, con leggi omnibus e alla fiducia. Il parlamento non conta più nulla)
Il malessere dei cittadini nasce proprio dalla fatica del rapporto quotidiano con la macchina statale, sempre più incomprensibile e bizzosa. La vera priorità sarebbe una profonda riforma dell’amministrazione, che invece è addirittura scomparsa dall’agenda di governo. (mentre la chiacchiere di Brunetta non sono approdate a niente)
La Seconda Repubblica muore con una forma istituzionale sfilacciata e una classe politica disprezzata da metà degli elettori. Ora si vuole cambiare addirittura l’intera Costituzione mandando in malora l’art. 138 che è la sua chiave di sicurezza. Perché su questo il Pd non sente il popolo delle primarie? Perché ignora ogni richiesta dei suoi elettori?
Non si fa che dire che bisogna fare in fretta, ma le leggi più brutte sono proprio quelle approvate in fretta: il Porcellum in poche settimane, le norme ad personam di gran carriera, le leggi Fornero in un fiato, senza nemmeno sapere il numero degli esodati…
Quasi tutte le nuove leggi fatte per motivi propagandistici, sul fisco e sulle promesse per la crescita sono state inutili o dannose.
Il decisionismo è diventato un iper-normativismo. Le procedure parlamentari sono già state velocizzate con la promessa di un’amministrazione più efficiente, in realtà si sono solo aperti gli argini a un’alluvione di leggi che soffoca la vita quotidiana dei cittadini (150.000 leggi contro le 7.000 della Francia, le 5.000 della Germania o le 1.000 dell’Inghilterra). Tutti i campi dell’amministrazione, scuola,tributi e giustizia, sono travolti da continui cambiamenti di regole.
La vera riforma dovrebbe, al contrario, rallentare la procedura legislativa: poche leggi l’anno, magari in forma di Codici unitari che regolino organicamente interi campi della vita pubblica, delegando funzioni gestionali al Governo e aumentando i poteri di controllo e di indirizzo del Parlamento. Si dovrebbe introdurre l’analisi politica e rinunciare a legiferare su un argomento prima di aver verificato i risultati della legge precedente.
Einaudi elogiava la lentezza parlamentare: “Meno leggi si fanno – diceva – meglio è per il paese”.
Il 2° mito che resiste è l’uomo solo al comando. Eppure i guasti della 2a Repubblica derivano proprio dall’esasperata personalizzazione politica. Introdurre il presidenzialismo in Costituzione è come curare l’alcolista con l’alcool. Noi non abbiamo i contrappesi civili degli americani né quelli statuali dei francesi. L’uomo solo al comando è stato sempre una patologia nella nostra storia, soprattutto oggi nella crisi della politica. Il presidenzialismo non è il semplice emendamento di un articolo, implica la riscrittura di parti intere della Carta. È un’altra Costituzione. Non tutte le generazioni hanno la vocazione a scrivere le Costituzioni. La nostra no! Tanto meno questa ambizione può essere affidata al governo Letta/Berlusconi, che si dovrebbe occupare di altre priorità, prima di tutto creare lavoro. Qui si misurerà la sua efficacia, e anche il risultato politico del PD. E ancora più preoccupante è la correlazione tra la riforma elettorale e il nuovo assetto istituzionale. Il Porcellum, è stato riconosciuto incostituzionale dalla Cassazione, ma rischia di essere costituzionalizzato dalla mozione parlamentare che dice che non si potrà approvare una nuova legge elettorale prima di aver concluso il lungo processo di riforme istituzionali. (insomma prima si cambia la Costituzione e poi la legge elettorale!!) È un assurdo giuridico: la legge elettorale è ordinaria e segue procedure più semplici di quella costituzionale. E per il Pd tenere il porcellum è autolesionismo politico, perché cede a B il comando. Quando B vorrà staccare la spina, non dovrà far altro che portarci a votare col Porcellum. Ma nel Pd i professionisti della sconfitta siano ancora tutti al comando. Per tutto questo non è proprio civile votare la mozione che apre la strada al cambiamento dell’art. 138 della Costituzione.

(Quello che ho riassunto è il discorso pronunciato dal senatore Pd Walter Tocci all’assemblea dei Senatori del 28-5-2013)
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ANONIMO
La “riforma” dell’art. 138 avrà lo scopo di mettere l’intera Costituzione nelle mani di qualsivoglia governo, innanzitutto del governo in carica non voluto assolutamente dalla maggioranza del “popolo sovrano”. La maggioranza parlamentare, purtroppo molto ampia, non corrisponde al voto delle cittadine e dei cittadini, anzi è esattamente il contrario di ciò che volevano. (E con le larghe intese sta addirittura rinnegando il programma per cui è stata votata).
E’ legittimo che un governo di emergenza, che ha nell’emergenza la sua sola legittimazione, possa mettere le mani sulle riforme costituzionali?

VENDUTI AL CAPITALISMO FINANZIARIO
Viviana Vivarelli

Il tentativo Pd/Pdl di forzare la Costituzione è così grave che se ne dovrebbe discutere nel Paese, sui media e nei circoli del Pd, visto che i club berlusconiani o le sezioni leghiste hanno valore solo folkoristico. Non è accettabile che la nostra Costituzione democratica e repubblicana sia manomessa da un governo di larghe intese, che non è stato voluto dagli elettori, in cui nessuno dei componenti è stato votato dalla maggioranza del popolo italiano e che è stato voluto in fretta da Napolitano in una impasse del potere, come governo di emergenza.
Se è un governo di emergenza si occupi delle emergenze del Paese, che sono prima di tutto la disoccupazione, il fallimento di 154 imprese al giorno, le tasse che ci uccidono, il peso della macchina statale e la crescita del debito pubblico.
Manomettere la Costituzione è una cosa gravissima e non spetta certo a un Governo in piena crisi di affidabilità e che non esce nemmeno da un responso elettorale ma da un presidente della Repubblica rieletto incostituzionalmente e che ha già abusato dei propri poteri, nominando prima un governo Monti, poi il governo Letta mentre ora intende scipparci di nuovo le elezioni con un 3° governo nominato da lui, cosa che va davvero troppo al di là delle sue competenze costituzionali.
Questi attentati allo stato democratico si succedono ormai in modo intollerabile, nell’avanzata di forze oltranziste e antidemocratiche. La cosa gravissima è che questo risponde a un progresso del neoliberismo sotto direttive estere, nel tentativo di imporre sull’Europa l’egemonia di un capitalismo finanziario che è l’unico a guadagnare dalla crisi del Paese. E che Letta sia l’esecutore di questo piano è assolutamente evidente, con lui stesso che se ne gloria. E’ inaccettabile che il Pd stia a questo gioco che lo distruggerà mentre si fa complice della distruzione delle garanzie democratiche e ci vende al capitalismo finanziario.

IL PADRE PROSTITUENTE
MARCO TRAVAGLIO

Se tutto va male, a fine luglio la maggioranza indecente che sgoverna l’Italia imporrà a tappe forzate la modifica dei regolamenti parlamentari per aggirare l’art. 138 della Costituzione e appaltare in esclusiva a un ristretto club di 20 deputati e 20 senatori del Pd, del Pdl e di Scelta civica (nessuno di M5S e Sel, cioè dell’opposizione) la riforma della Costituzione che poi il Parlamento non potrà neppure emendare, ma solo approvare o respingere – dunque approvare – alla svelta, senza neppure rispettare gli intervalli temporali previsti dalla Carta. È un golpe legalizzato che i cittadini potranno respingere solo votando No al referendum confermativo, ma occorrerà una grande mobilitazione perché tutti i partiti faranno campagna per il Sì, a parte Grillo e Vendola. Se Pd, Pdl e Scelta civica, alle elezioni di febbraio, avessero avuto i voti per cambiare la Costituzione, se ne potrebbe anche discutere. Invece nessuno di loro ne parlò, dunque nessun elettore li ha votati per quello. L’unica riforma istituzionale che riempiva le bocche dei leader era quella elettorale. Tutti giuravano “mai più Porcellum” e questa fu anche la prima scusa con cui la Trimurti giustificò l’inciucio del governo Letta: fare in fretta le cose più urgenti, legge elettorale ed economia, e tornare alle urne. Invece, quanto alla prima, siccome B. non la vuole, l’hanno prontamente accantonata. Quanto all’economia, le uniche decisioni assunte dal governo più rissoso e inconcludente della storia, sono i rinvii. Rinviata l’Imu, rinviato l’aumento dell’Iva, rinviati gli F-35. La stampa di regime, impermeabile anche al senso del ridicolo, titola ogni giorno su mirabolanti “accordi” per “rinviare” questo o quello. Ma un accordo per rinviare è un ossimoro: gli accordi si fanno sulle soluzioni dei problemi, non sul loro rinvio a data da destinarsi. I comuni denominatori che tengono insieme la Trimurti sono altri due: la paura di votare e l’allergia per la Costituzione. Che infatti si accingono a cambiare, concentrando tutti i poteri sull’esecutivo e smantellando i controlli del legislativo e del giudiziario. I titoli IV e VI della Costituzione, Magistratura e Corte costituzionale, erano stati esclusi dalla legge istitutiva del comitato dei 40. Ma l’altro giorno, dopo le sentenze della Consulta sul legittimo impedimento e del Tribunale di Milano sul caso Ruby, il Pdl ha tentato di infilarceli con un emendamento. Il Pd è insorto, parlando addirittura di “pirateria”, ma era tutta una finta: è bastato che B. minacciasse di scassare tutto perché ieri Lady Inciucio, al secolo Anna Finocchiaro, cedesse su tutta la linea ammettendo sul Corriere che “il problema del coordinamento tecnico con gli articoli del titolo IV e del titolo VI della Costituzione esiste e va affrontato”. Come? Con un emendamento da “formulare insieme”. Del resto il vero padrone del governo, l’unico che potrebbe farlo cadere dall’oggi al domani (e naturalmente lo tiene in piedi per ricattarlo in vista dell’amnistia) e cioè B., fa sapere che “se c’è un settore che ha assolutamente bisogno di una riforma è quello della giustizia”. È vero che il ministro delle Riforme Quagliariello dice il contrario. Ma, fra il fattorino e il titolare della ditta, tutti sanno chi comanda. Si ripete così pari pari il copione della Bicamerale: nella legge istitutiva presentata nel ’96, il capitolo Magistratura era escluso. Poi B. ordinò di inserirlo, minacciò di scassare tutto e D’Alema si calò prontamente le brache. Tant’è che in Bicamerale si parlò quasi solo di quello. Poi, siccome in due anni di lavori non veniva fuori l’amnistia, nel ’98 B. fece saltare il tavolo. Anche perché allora al Quirinale c’era Scalfaro, che si batté come un leone contro gli inciuci anti-toghe. Ora invece c’è Napolitano, che li patrocina da tempo immemorabile. E riceve al Quirinale il fresco condannato a 12 anni per frode fiscale, rivelazione di segreti, concussione e prostituzione minorile: il padre prostituente.

Armando di Napoli segnala:
MINACCIATO UN PRELIEVO FORZATO SUI DEPOSITI BANCARI

Durante la riunione tra i ministri delle Finanze UE sui metodi per aiutare le banche in difficoltà, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha proposto di effettuare un prelievo dell’8% sui depositi bancari per garantire la sopravvivenza delle banche in difficoltà, sostenendo che questa soluzione è la migliore poiché le perdite sarebbero molto più ingenti se le banche fallissero.
Ma i ministri delle Finanze di Francia, Gran Bretagna e Svezia temono che ciò possa provocare una corsa massiccia agli sportelli e preferiscono quindi che i paesi conservino maggiore libertà per decidere il da farsi al caso per caso, quando saranno confrontati con il problema. Schauble ha ritenuto che le norme non possono variare in funzione delle situazioni, poiché ciò potrebbe creare un vantaggio competitivo a favore di determinate banche. Di questo contributo forzoso sui depositi si parla dal piano di salvataggio di Cipro, con un contributo obbligatorio dei risparmiatori con depositi superiori a 100.000 euro che ha creato un precedente che fungerà da modello per il salvataggio delle banche in futuro.
Già nel 2011 il Boston Consulting Group aveva ritenuto che l’imposizione di una tassa del 30% su tutti gli attivi sarebbe stato l’unico modo per uscire dalla crisi dell’euro. Secondo alcuni economisti non ci sono altre soluzione che non quella di andare a prendere i soldi dove sono: sui conti dei risparmiatori.
Tra il 2008 e il 2011, i contribuenti europei hanno dedicato oltre 4.500 miliardi di euro (1/3 del PIL dell’UE) al salvataggio dei paesi e delle banche.

100 PERSONE (simulazione del 2005, ma ora va pure peggio)

Facciamo finta che il mondo sia un villaggio di cento abitanti.
-57 saranno asiatici, 21 europei, 14 delle due Americhe, 8 africani. Dunque la Terra è prima di tutto un Paese di asiatici..
– Ed è anche un pianeta di donne, 52 contro 48.
– E non è il pianeta degli uomini bianchi o dei cristiani. I non-bianchi sono infatti 70, i bianchi solo 30 su 100, 70 non cristiani e 30 cristiani
-gli omosessuali sono una minoranza consistente, 11 su cento
-la distribuzione della ricchezza è spaventosa. 6 persone su 100 controllano il 60% della ricchezza totale, e queste 6 sono tutte bianche e americane
-Solo uno su 100 possiede un computer e solo 1 su 100 ha un’istruzione universitaria. 70 non sanno leggere e 50 sono denutrite.
-80 su 100 sono poverissime e vivono sotto un decente livello di vita, senza accesso all’istruzione.
Chi governa la Terra ha poco di cui vantarsi. Saremo anche capaci di andare sulla Luna e di mandare sonde su Titano, ma il nostro rimane un villaggio dove la vita risulta infernale per la maggior parte dei suoi abitanti. La politica è stata un fallimento. Occorre inventare alla svelta un nuovo metodo di governo. Così la Terra è in una situazione esplosiva. Si possono fare tutti i vertici politici che si vogliono, si possono convocare mille sessioni dell’Onu e si possono fare due mila guerre per esportare la democrazia (!), ma fino a quando l’80 % del pianeta vive otto della soglia della povertà, andiamo molto male.
Il 70 % della gente che vive sulla Terra non sa leggere, solo l’1% ha accesso ai computer e 2/3 della ricchezza del pianeta è in mano al 6% della popolazione.
Può funzionare un mondo fatto così? Solo a prezzo di continue guerre e repressioni. In più il pianeta sfrutta poco le sue risorse. Di fatto la cultura, il progresso tecnologico, il lavoro riguardano solo il 30% della popolazione. L’altro 70 % è abbandonato. Finora nessun sistema politico ha affrontato seriamente questo problema. Ma c’è il 70% del pianeta da recuperare. Basterebbero in paio di generazioni e paio di generazioni. E la Terra sarebbe un luogo assai diverso, non quella specie di inferno che è oggi. Ma le cose vanno sempre peggio.
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Il PD PIANGE MISERIA MA HA IMMOBILI PER UN MILIARDO
Refossi

I partiti, anche quelli che non esistono più, hanno moltissime case. Chi è il più ricco?
al catasto non hanno dubbi. La più grande immobiliare di Italia è quella della politica. E il palazzinaro per eccellenza di Palazzo è Pierluigi Bersani. Incrociando come dovrebbe Attilio Befera i dati dei registri delle Camere di commercio con quelli di Sister dell’Agenzia del Territorio, si può disegnare la prima mappa immobiliare della politica italiana. I partiti politici hanno in mano oggi 3.805 fabbricati sparsi in tutta Italia e 928 terreni. Le loro rendite catastali, agrarie e dominicali sommate ammontano a circa 2,8 milioni di euro, che ai fini della nuova Imu di Mario Monti indicherebbero un valore fiscale di circa 500 milioni di euro. In media per avere un valore reale di mercato bisognerebbe più che raddoppiare questa cifra, arrivando quindi a circa 1,2 miliardi di euro.
Aggiungiamo 4 miliardi dati al MPS e 48 milioni per rimborsi elettorali. Tirate le somme!
Considerate che in Italia un milione e 200.000 persone vivono da parassiti sulla politica!
Considerate quanto ci costa in un tempo di tale crisi la macchina della partitocrazia!
E i media fanno le pulci a Beppe sulla diaria????

L’INELEGGIBILITA’ DI BERLUSCONI
DI PIETRO

L’IdV è sempre stata una forza politica scomoda per il sistema. Le nostre battaglie hanno disturbato potenti e intrallazzatori, hanno dato fastidio a chi, come B, ha umiliato le istituzioni, utilizzandole solo per farsi leggi ad personam e scappare dai tribunali E’ questo il motivo per cui hanno tentato di eliminarci.
Così quasi tutti i media omettono di dire che il Parlamento potrà votare sull’ineleggibilità di B solo grazie ai 9 esposti, inviati dall’IdV al Presid. del Senato e della Giunta delle Elezioni e Immunità parlamentari del Senato. Ed è grazie a una mia denuncia che B, nel processo Unipol, è stato processato, e anche condannato in 1°grado, per aver ascoltato e fatto pubblicare sul suo giornale la telefonata fra Fassino e Consorte, coperta dal segreto istruttorio
Se non avessi raccolto le informazioni di Favata, che era a conoscenza di quei fatti, e non avessi denunciato tutto ai carabinieri, quell’inchiesta non si sarebbe svolta. Certo, per le nostre denunce abbiamo pagato un prezzo altissimo. Ma, oggi, i fatti dimostrano quanto sia stato importante mantenere la schiena dritta, andare fino in fondo e non perdere mai di vista quei principi di verità e giustizia che hanno animato ogni nostra azione. Diverso è stato, invece, il comportamento di quelle forze politiche (Pd) che hanno preferito svendere la propria dignità pur di mantenere un posto in Parlamento
Cosa farà, per esempio, il Pd allorché si troverà a votare per l’interdizione di B? E come si comporterà al Senato quando si voterà sulla sua ineleggibilità? Gli Italiani capiranno
chi sta dalla loro parte e chi, invece, continua a difendere gli indifendibili. Noi non abbiamo dubbi su come comportarci. Ma forse è proprio per questo che ci hanno messo fuori dalla coalizione di csx e, quindi, fuori dal Parlamento

I MEDIA HANNO GIA’ DIMENTICATO IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA?
GIANFRANCO CHIARELLO

Per chi non ha occhi per vedere e orecchie per sentire, la vicenda MPS è nata nel 2007, quando venne acquistata Antonveneta, a un prezzo superiore di oltre 4 miliardi di euro a quello di mercato. Le indagini in corso non sono nate dalla scrupolosa azione della magistratura italiana, ma da un video della Nomura, che aveva filmato gli accordi sui derivati, tra la Banca giapponese ed il MPS. Per ben due anni la procura di Milano ha tenuto chiuso in un cassetto, le informative della Guardia di Finanza. Perché per Mussari non sono ancora scattati gli arresti? Forse perché sanno che non resisterebbe a lungo in carcere senza parlare? Con chi ha parlato David Rossi per un’ora al telefono, prima di essere suicidato? Che fine ha fatto l’inchiesta Telekom Serbia? Che fine ha fatto l’inchiesta Banca 121? Che fine ha fatto l’inchiesta Unipol/BNL? Che fine ha fatto l’inchiesta Wy Not? Che fine ha fatto l’inchiesta su tutti i reati accertati a Sesto San Giovanni? In tutte queste vicende, le impronte digitali di tutti i vertici del PCI/PDS/DS/PD erano così evidenti, che per cancellarle tutte, la magistratura ha dovuto usare una lunghissima serie di artifizi.
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LA LEGGE INCOSTITUZIONALE SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Come può Berlusconi appellarsi al legittimo impedimento se la legge ad hoc fatta da lui per rendere impunibile se stesso è stata giudicata incostituzionale dalla Consulta? Era una legge che copriva solo il presidente del Consiglio e i Ministri.
Com’è noto contro questa legge fu sollevata eccezione di incostituzionalità da parte dei giudici del Tribunale di Milano nell’ambito del processo sul caso David Mills.
La legge durò poco perché prima la Consulta la dichiarò parzialmente illegittima nel gennaio 2011, poi l’abrogò per la parte restante col referendum del giugno 2011
La sentenza (ri)affidava al giudice la valutazione, caso per caso, del legittimo impedimento: era il giudice a decidere se gli impegni di un imputato costituivano un impedimento a partecipare all’udienza
Il referendum contro questa iniquità fu promosso da Di Pietro e vinse il 12 e 13 giugno 2011, col 95% dei votanti a favore dell’abrogazione
E allora come si permette Berlusconi di appellarsi a una legge ormai scaduta e far perdere tempo ai tribunali quando il suo appello è contro ogni legalità?
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ELETTORI PERDUTI

Il PD ha perso il 43% dei propri elettori rispetto alle precedenti elezioni comunali.
Il PDL ne ha persi addirittura il 65%.
Ed erano già entrambi in forte perdita di elettori da politiche a politiche.
Il Pd aveva già perso 3 milioni e mezzo di voti, un terzo del suo elettorato.
Il Pdl aveva già perso 6.297.000 voti, metà del suo elettorato.
La Lega aveva già perso 1.634.387 voti, metà del suo elettorato.
Ma i media di cosa parlano? Solo delle perdite di Grillo
…e se è informazione questa….!

Alessandro Giglio

Con metà degli italiani che non riconoscono più la democrazia italiana
Con il 75×100 dei giovani senza lavoro
Con la disoccupazione al 20×100
Cassaintegrati esodati
Mafia corruzione evasione elusione delusione galoppante
Impennata uso psicofarmaci
Strozzinaggio impoverimento sociale e culturale…
Mercimonio e sfruttamenti vari…
Ancora la metà degli italiani crede ancora ai babbonatale del Pdl e Pd-l
Il M5S confinato deriso osteggiato
Hanno creato un vulcano esplosivo sociale
..
Viviana Vivarelli

Il Male è irriducibile
è premio a se stesso
discende da una natura malata
che ha la sue preferenze
nella morte e nel disordine
e ci sono tempi
in cui morte e disordine
sembrano avvelenare tutto

Il Potere si pasce di Male
e lo alimenta
Potere e Male si sostengono
a vicenda
come due piante carnivore
nell’insieme più forti
l’uno non può fare
a meno dell’altro
per compiere
la sua distruzione

Il Male è irriducibile
è miracolo cambiarlo
ma noi non siamo santi
e non possiamo sperare
di convertire il Male
perché ogni seme
germina per sua natura
e la natura malvagia
darà la pianta cattiva
che avvelena tutte le altre

Il Male è irriducibile
solo una cosa possiamo fare
crescere nel Bene
far crescere il Bene
allargare quella luce
che è il Bene
per tutti
anche per i malvagi.

LA RIPRESA? UNA CHIMERA
Paolo De Gregorio

Sarà che ne ho viste tante, ma anche l’ultima manifestazione della FIOM a Roma sa tanto di un rito stanco, inutile, con richieste ovvie come investimenti e rilancio dell’economia, come se si trattasse di una piccola crisi ciclica a cui segue la ripresa. Invece si tratta di una cinica e feroce lotta globale per la conquista dei mercati, che ci vede soccombere perché non abbiamo nessuna delle caratteristiche più importanti che contano oggi nella economia globalizzata: grandi multinazionali, milioni di lavoratori a basso costo, materie prime, banche d’affari di livello internazionale, strutture scientifiche di ricerca.
Infatti, in questi ultimi 10 anni moltissime aziende italiane hanno delocalizzato la produzione in paesi con manodopera a basso costo, dove si pagano anche meno tasse. Aziende italiane con marchi importanti se le sono comprate aziende multinazionali francesi, inglesi, tedesche, olandesi, svizzere. Materie prime non ne abbiamo e possiamo aggiungere che il livello del nostro debito pubblico (90 miliardi di euro di interessi da pagare ogni anno) non dà alla politica nessuna risorsa per sostenere l’economia e la ricerca.
Fanno un po’ tenerezza questi operai che pietiscono il rilancio della economia invocando l’intervento di banche e padroni, come se parlassero con soggetti sociali che si fanno carico dei problemi di tutti e non di entità che hanno solo il profitto nel proprio DNA, non hanno amore di patria, se gli conviene delocalizzano, vendono, fanno speculazioni finanziarie, escono per sempre dalle imprese, portano i soldi nei paradisi fiscali.
Non solo, ma l’Europa, che a parole dovrebbe fare gli interessi anche dei paesi più deboli e porsi come soggetto economico e politico di coesione e di comuni interessi, è nella realtà dei fatti spaccata tra i paesi forti: Germania, Francia, Inghilterra, e paesi deboli che, lungi dall’essere aiutati, vengono tenuti sotto tutela delle banche, sempre a rischio di bancarotta. Situazione ideale per i paesi forti che comprano tutto ciò che vale di queste economie, scrivendo cosi la storia del declino di molti paesi.
Mai come in questo momento sento inadeguati sindacati, partiti, governo, che cercano di galleggiare sull’esistente, ma che non hanno la minima idea della natura sistemica della crisi che esige risposte nuove e coraggiose.
Per non parlare in astratto, mi sembra opportuno fare un esempio che tenga conto della globalizzazzione e dei suoi effetti, per non continuare a buttare soldi e tempo. Si tratta del come trattare il problema della ILVA di Taranto. L’Ilva è una acciaieria che ha 50 anni, altamente inquinante, il cui risanamento costerebbe uno sproposito e, presto, entreranno in funzione anche in Brasile impianti siderurgici di nuova generazione che inesorabilmente produrranno acciaio a costi minori (come è successo per l’Italcantieri che chiude perché nuovi impianti in Corea del Sud e Cina producono navi in meno tempo ed a costi minori), e i costi del risanamento sarebbero buttati al vento.
Sarebbe più intelligente usare gli 8 miliardi di euro sequestrati ai Riva per demolire e risanare la zona, risparmiando denaro e vite umane.
La globalizzazione ci ha fregato, l’Europa pure, non c’è futuro in Italia se non usciamo da questa morsa del debito, degli obblighi monetari, del FMI, delle spese per armamenti e per missioni militari all’estero, e non cominciamo a pensare ad una economia tutta italiana che ci porti alla autosufficienza energetica (con le rinnovabili) e alla autosufficienza alimentare, per garantire un futuro a tutti, ad impegnarsi a tutelare e valorizzare il nostro immenso giacimento artistico, storico, culturale, ambientale, che è il nostro inesauribile petrolio. Ma, senza banche pubbliche e senza volontà politica questo percorso è impossibile.
E’ il momento giusto per cominciare a parlarne, nemmeno Grillo e il suo movimento, che meritoriamente si occupano principalmente di nuove regole di democrazia, hanno una strategia precisa per uscire dalla crisi, che per ora continuerà ad aggravarsi per l’emersione di altri protagonisti economici che si contenderanno i mercati con le unghie e con i denti, fino alle briciole.

I NUMERI DELLA RAI

La RAI ha 13.000 dipendenti, più di Mediaset, Sky e TI Media insieme. Mediaset ne ha 6.126, Sky Italia: 3.995 e Ti Media: 709.
Malgrado il canone e la pubblicità che sarebbe incompatibile col canone, in 5 anni la Rai ha fatto crollare i ricavi, andando in rosso per 272 milioni, ma lo stesso ha aumentato i dipendenti e il canone. Sui conti pesa la crisi della pubblicità e gli elevati costi dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi, senza considerare il costo del lavoro che è cresciuto di 2,5 milioni di euro in uno spreco incontrollato. La Rai ha il primato per numero di dipendenti, ma non per risultati, con un fatturato in deciso calo da 5 anni grazie alla sua cattiva conduzione. Grazie a stipendi spropositati, nel 2011 il costo del lavoro in Rai era il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset, il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi, ben lontani dai 4,2 di Mediaset e poco sopra i 2,8 di Sky Italia.
Il basso livello è dovuto alla mediocrità dei programmi e alla lottizzazione interna. La Rai soggiace al controllo politico e non dà un’informazione indipendente, ma è condizionata da interessi di politici, manca di pluralismo e fa pesanti censure su professionisti di valore e competenza ma sgraditi ai uomini politici, mentre mette nei posti chiave persone scelte dai partiti, specialmente da Berlusconi.
In molti paesi europei sono in atto leggi che liberano le emittenti pubbliche dal controllo della politica, da noi nulla è stato fatto in 20 anni né dal cdx né dal csx. La RAI ha una gestione pessima che ha prodotto giganteschi sprechi e una struttura interna elefantiaca tali da pregiudicare la produzione dei programmi. Nel 2011 ha avuto 2.82 miliardi di ricavi, di cui: 1.70 miliardi dal canone, 0.88 miliardi da Pubblicità, 0.23 miliardi da altro. Non pagano il canone 903 mila abbonati, con un tasso di evasione del 27%,il che vuol dire che un Italiano su 3 non paga il canone.
Certo, un dirigente ogni 18 dipendenti dà veramente un quadro da terzo mondo!
Forse la Rai mira ad emulare le forze armate dove abbiamo un esercito composto da ufficiali e ci sono 0,9 soldati semplici per ogni ufficiale, più impiegati, baby pensionati e altro pattume tanto da dare all’esercito il nome di stipendificio.
Ma anche la Rai come stipendificio non scherza!
In cima alla classifica dei più pagati troviamo Fabio Fazio, 2 milioni di euro di contratto più 600 mila euro per il Festival di Sanremo.
2° posto Antonella Clerici con 1,5 milioni
3° Carlo Conti che guadagna 1,4 milioni
Bruno Vespa 600 mila euro
Floris 550 mila
Mara Venier 500mila
Littizzetto 20mila euro a puntata di Che tempo che fa più i 350mila euro per il Festival
i Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 in aspettativa (in causa con Viale Mazzini e in guerra con l’attuale dg Gubitosi) con stipendio congelato di 550mila euro lordi l’anno.
Quattro dirigenti non giornalisti, tra cui la presidente Tarantola, guadagnano tra i 300mila e i 400mila euro, mentre i più, 190, stanno nella fascia 100-200mila. Impossibile, invece, sapere quanto prendano, anche a spanne, conduttori, soubrette, ospiti vip, artisti e rispettivi manager (che decidono i palinsesti Rai).
Come sia sceso in basso il livello della televisione e soprattutto come i programmi siano ormai succubi di Berlusconi e dei suoi interessi e capricci lo prova il martellamento esasperante su tutti i canali di B che difende se stesso. Il Pd tace, vittima masochistica delle larghe intese e Napolitano e Letta fanno come se B fosse un dittatore argentino. Lo ignorano.
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PROCESSO IN TV? FARSA ITALIA

In questo tempo sulle principali reti tv sta andando in onda una vera e propria orgia del conflitto di interessi. Tutte le regole e i codici relativi al processo in tv sono ormai saltate.
Berlusconi, condannato ed ancora imputato in diversi procedimenti, ha potuto “giudicare” i suoi giudici, interferire nei procedimenti prossimi venturi, avanzare le sue richieste sul caso Mondadori, e persino insolentire la parte lesa, in questo caso l’ingegner De Benedetti. Il governo che “vuole nuove regole per la rete” ha nulla da dire sul mancato rispetto persino di quelle vecchie? Le autorità di garanzia intendono abrogare il codice sui processi in tv? Dove, come e quando sarà concesso il diritto di replica alle altre parti coinvolte in queste vicende processuali? La facoltà concessa a Berlusconi varrà anche per tutti gli altri cittadini inquisiti o condonati per lo stesso tipo di reati? A quale sportello Rai potranno rivolgersi per chiedere l’accesso ai principali Tg della sera? Il cavaliere ha annunciato che rifonderà Forza Italia e che, purtroppo, sarà costretto a guidarla di nuovo Lui. Per ora, continua ad andare in onda ” Farsa Italia”, una trasmissione che non fa piú neppure ridere. Forse sarebbe il caso di cambiare il palinsesto!

LETTA E LA MORTE DELL’ECONOMIA

Letta più che usare un’economia di guerra ha dichiarato guerra all’economia.
Loretta Napoleoni critica Letta e la Bce. Non ci sarà ripresa né avremo in Italia 200.000 posti di lavoro. Gli Usa sono in ripresa. L’Europa no. L’austerity ha aumentato la crisi ma l’Ue non riesce a investire bene. La ripresa USA ha sostenuto l’economia stampando moneta, ha riformato il settore finanziario e rilanciato quello industriale. Così la disoccupazione è scesa al 7%, da noi è al 12,8% (17,2 al Sud). Ma noi non possiamo stampare moneta; la Bce in 2 anni ha immesso nel sistema 3.000 miliardi ma li ha dati soprattutto alle banche che li hanno messi in titoli tossici e non nell’economia reale. Obama ha aumentato via via il sussidio di disoccupazione, noi Italiani non abbiamo nemmeno il reddito minimo garantito. In USA le banche si sono ristrutturate tornando alla loro funzione di raccogliere il risparmio e indirizzarlo verso gli investimenti produttivi. Le nostre banche hanno divorato danaro investendolo in titoli tossici senza aiutare l’economia. In USA si usa il fracking, per estrarre petrolio e gas dalle rocce a grandi profondità, così il prezzo del gas caduto da 10 dollari a 3, diventando 4 volte più basso di quello importato, ed entro il 2020 gli USA produrranno più petrolio dell’Arabia, diventando il 1° produttore al mondo, ed entro il 2030 gli americani non avranno più bisogno di importarlo. I bassi costi energetici hanno risollevato l’industria e attratto investimenti esteri abbattendo i costi di produzione col guadagno di industrie di acciaio, alluminio, plastica, chimica e vetro. In Europa gli ambientalisti vietano il fracking che produce terremoti ma potremmo aumentare le energie alternative abbassando ugualmente i costi energetici con aumento della competitività
Che senso ha buttare a pioggia miliardi nell’economia senza riformare la struttura industriale e bancaria? Ma la classe politica italiana, abituata a un’economia di aiuti europei, questo lo ha dimenticato. E così la riforma del lavoro per i giovani lanciata da Letta fallirà e non avremo i 200.000 posti di lavoro promessi. Lo capirebbe anche un bambino che facilitare le assunzioni non serve a niente se il mercato di beni è morto e le aziende devono chiudere perché non vendono e sono schiantate dalle tasse e dalla burocrazia. Ma il Governo Letta finge di non saperlo e fa promesse al vento con provvedimenti che serviranno a molto poco.

LA FOLLIA DELLA FINANZA
Viviana Vivarelli

Nel trionfo del neoliberismo spietato che tende ad aumentare il gap tra troppo ricchi e troppo poveri, accentrando la ricchezza e falcidiando diritti e tutele, le riunioni di G8 e i Governi si succedono abbattendo sempre più i diritti civili e le garanzie democratiche, senza mai toccare il sistema perverso delle banche, della Borsa e dei mercati finanziari, nuove divinità di un mondo in dissoluzione. La Mammona della ricchezza speculativa vince sull’equità e sulla sopravvivenza dei più. Questo perverso disegno risponde alla precisa volontà dei gruppi di magnati che dominano l’Occidente (Bilderberg, Aspen, Bce, Bundesbank, Fed, Fm, Bm..). I media fingono di ignorarlo mentre l’impoverimento dell’economia europea e la sofferenza dei popoli crescono sotto gli occhi di tutti.
Il neoliberismo assassino ci sta uccidendo, mentre la sx europea e quella italiana sono morte da tempo e si sono vendute al nuovo feudalesimo finanziario o gridano come voci fioche nel deserto.
Il sociologo del lavoro Luciano Gallino esecra la follia cieca dei mercati finanziari “presentati al pubblico come divinità scese in terra, alla cui volontà e giudizio bisogna obbedire sennò arrivano i guai, mentre sono in realtà macchine cieche e irresponsabili, spesso opache agli stessi operatori».
Il finanziere Gordon Gekko chiede: «Stiamo diventando tutti pazzi?» Giovedì 20 giugno le tv sparavano ancora una volta notizie del tipo: “I mercati prendono male le dichiarazioni del governatore della Fed”; “Crollo delle borse europee”; “Bruciati centinaia di miliardi”; “Preoccupati per il futuro, i mercati affondano le borse”; “risale lo spread”. Ma non stiamo sbagliando tutto?
Nel mondo circolano 700 trilioni di dollari di derivati, di cui il 10% passa per le borse, il resto tra privati (i dark pools o stagni scuri) cui hanno accesso i grandi investitori. Di questi, troppi hanno finalità puramente speculative a breve termine, e di essi il 35-40% nell’eurozona e il 75-80% in UK e USA si svolgono mediante computer governati da algoritmi.
L’ultimo primato di velocità dei computer finanziari è di 22.000 operazioni al secondo.
Chi parla di “giudizio dei mercati” dovrebbe piuttosto parlare di “giudizio dei computer”. Con aumenti o cadute eccessive dei titoli, del tutto artificiali e automatici, disconnessi da fattori reali.
I famosi e divinizzati “mercati finanziari” sono in realtà macchine cieche e irresponsabili, in gran parte opache agli stessi operatori e ancor più ai regolatori di Borsa. E, per di più, questi sono pateticamente inefficienti. Dal 2007 in poi questa inefficienza è costata a Usa e Ue tra i 15 e i 30 trilioni di dollari.
La domanda urgente è: “Se sono i mercati ad essere dissennatamente indisciplinati, perché mai continuate a raccontarci che se noi cittadini non ci assoggettiamo a una severa disciplina in tema di pensioni, condizioni di lavoro, sanità, istruzione, i mercati ci puniranno?”
I correttivi di questi sistemi automatici sono stati finora vani, intanto i mercati finanziari hanno devastato l’esistenza di milioni di persone creando crisi crescenti e insostenibili.
Occorre che tutto questo finisca! Non ha senso che milioni e milioni di persone paghino una simile follia. La tripla Mifid che verrà forse attuata tra alcuni anni è ridicola. Nel frattempo, Governi e G8 continuano a restare inerti dinanzi alla follia delle macchine. Nessuno prevede nulla per regolare i mercati ombra; come vietare i derivati, che fanno salire i prezzi degli alimenti di base o limitare l’entità delle operazioni meramente speculative o mettere una tassa sulle transazioni per limitarne la velocità. Le Lobbie finanziarie lo vietano. Ma sono loro le padrone del mondo? Dov’è finita la democrazia? In quali mani sono caduti i popoli? Da chi sono comandati i Governi? Che senso ha parlare di politica in queste condizioni?
E mentre nulla ferma il disastro, i politicanti continuano a blaterare di ‘colpe’ dei cittadini, i diritti continuano a regredire, la sofferenza continua ad aumentare, e i Governi continuano a punire i cittadini che non sono colpevoli di nulla invece di regolare e frenare i mercati finanziari che sono colpevoli di troppo.

NUOVI ACQUISTI DISSENNATI DELLA DIFESA
Emanuela. b.

Purtroppo i cacciabombardieri F35 non sono gli unici acquisti sciagurati in un momento in cui ogni singolo spreco ci costerà caro.
Da un articolo di Alessandro Raffa (Informazione consapevole) pare che a febbraio 2012 il governo abbia deciso di acquistare dei cannoni semoventi da 155 mm, pur avendone già uno stock di 70. Nell’estate del 2012 mentre Monti lasciava a casa 390.000 esodati, non poteva farsi mancare i tecnologicissimi e costosissimi (750 milioni di euro l’uno) “super jet” Gulfstream, definiti le “Ferrari della guerra aerea”. Nel 2013, il caro Monti ha deciso di rafforzare le flotte marine acquistando due sommergibili tedeschi (la Merkel ringrazia), per una spesa di due miliardi di euro. Ma non è finita: nell’estate 2013, dopo cacciabombardieri, cannoni, sommergibili e superjet, non potevano mancare gli elicotteri “logistici”. Il contratto prevede la fornitura di 16 elicotteri, riservandosi la possibilità di prenderne altri 4, per una spesa di 1 miliardo di euro.
La nostra Costituzione ammette l’acquisto di armi per la difesa dello Stato, ma non è eccessiva una spesa di più di 50 miliardi di euro? E’ fin troppo evidente la malafede di chi continua a dirci che i “soldi non ci sono”, perché per acquistare armi i soldi ci sono.
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Blogger
Non solo i famigerati caccia F35, ma anche molte fregate per la Marina: 10 fregate del programma italo-francese FREMM, per una spesa di 6 miliardi di euro, e altre 12 navi più piccole, per altri 3 miliardi. Il programma FREMM, condiviso con la Francia, presenta anche qualche dubbio: pare che queste navi, identiche, siano costate più all’Italia che al partner transalpino…

IL M5S CHIEDE UN NUOVO GLASS-STEAGALL ACT PER SEPARARE LE BANCHE D’AFFARI DA QUELLE COMMERCIALI
Claudio Messora

I senatori del M5S hanno presentato un disegno di legge (1° firmatario Giuseppe Vacciano) per una delega al Governo per la riforma dell’ordinamento bancario attraverso la separazione delle attività bancarie commerciali da quelle speculative (come è stato chiesto in Germania). Si vuole spezzare una commistione che era stata già recisa dopo la grande depressione del 1929 attraverso l’introduzione, avvenuta nel 1933 grazie a Roosevelt, del Glass-Steagall Act, che fu poi reintrodotto, su pressione delle grandi banche d’affari nel 1999, da Clinton, portando ad una nuova, grande crisi peggiore di quella del secolo scorso.
Giuseppe Vacciano dice: “Già nel 2008, la profonda crisi finanziaria che ha colpito i mercati europei (ma anche quelli di tutto il mondo), partendo dalla Lehman Brothers, dai mutui subprime, dal fenomeno delle cartolarizzazioni selvagge e quindi dalla carenza complessiva di liquidità sul mercato mondiale del credito, è stata causata da tanti fattori e ha portato molte conseguenze. Ha portato il commissariamento delle democrazie europee da parte della finanza e a un’esposizione delle BCE nei confronti delle banche di vari paesi, per poterle salvare e non perché fornissero un sussidio fondamentale all’economia reale, ma solo perché si sono impegnate sul campo finanziario, investendo i soldi dei risparmiatori e portando a qualcosa di simile al Monte dei Paschi.
Negli ultimi tempi si è avuta però una presa di coscienza di quanto ciò fosse sbagliato, sia a livello sovranazionale (quindi a livello di BCE), sia a livello mondiale. Gli Stati Uniti e la BCE si sono resi ben conto che questa crisi trova la sua causa specifica nella mancanza di separazione tra le banche commerciali e le banche speculative. Ma il modello di banca di Mario Draghi non prevede una separazione tra il credito commerciale, ovvero il credito alle famiglie, alle imprese, e il credito speculativo, cioè quello rivolto soltanto alla compravendita, alla negoziazione di prodotti finanziari che nulla hanno a che fare con l’economia reale, ma che la coinvolgono e la distruggono.”
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MAGISTRATI POLITICIZZATI E DELINQUENTI CALUNNIATORI?
Paolo De Gregorio

Sono ormai 20 anni che quasi ogni giorno devo inghiottire la sistematica demolizione della democrazia attraverso cui si difende con ogni mezzo, lecito e illecito, un personaggio creato dalla P2 e dal partito socialista di Craxi, che viola spudoratamente una legge dello Stato, la 361 del 1957 che prevede l’ineleggibilità di chi gode di concessioni pubbliche, e viola anche le norme antitrust che vietano i monopoli e le posizioni dominanti, in applicazione dell’art. 41 della Costituzione.
Se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo ricordarci che la posizione dominante nelle frequenze televisive fu regalata a Berlusconi dal governo del delinquente CRAXI, e la non applicazione della 361 del 1957 è frutto dell’inciucio sottobanco tra dx e sx che con D’Alema, sottolineò che l’allora Fininvest era un patrimonio dell’Italia.
Oggi voglio parlare di una cosa che vivo come un vulnus alla democrazia. Si tratta del “mantra” che da 20 anni ci fa il lavaggio del cervello ripetendo ossessivamente che le sentenze contro il Caimano sono sentenze politiche, emesse da toghe rosse e che questo è un accanimento giudiziario contro un galantuomo che si vuole far fuori per via giudiziaria, e, come sappiamo, una bugia ripetuta infinite volte diventa verità.
Ma ciò che non riesco a sopportare è che se io accuso un magistrato di essere politicizzato e di orientare la sua sentenza non sulle prove ma su un presunto odio politico, se non fornisco le prove di queste affermazioni chiamando il magistrato a risponderne in tribunale, sono solo un volgare calunniatore e dovrei immediatamente rispondere di questo grave reato. Perché per B ciò non avviene?
In tutti questi anni non è mai successo che un solo magistrato sia stato condannato per reati connessi alla sua funzione e trovo inaudito che ieri, dopo la sentenza di Milano dei tre valorosi giudici, tutte donne, senza aver ancora letto le motivazioni della sentenza, si ululasse già di sentenza politica, come se calunniare in questo modo fosse ovvio e legale.
Spiegatemi come sia possibile calunniare senza prove dei magistrati, e non finire sotto processo, tenendo conto dell’enorme danno al prestigio della magistratura, che ha pagato con tanti morti ammazzati le sue indagini su mafie e intrecci con la politica.
Sapevo che l’azione penale è obbligatoria per qualunque magistrato che abbia notizia di reato. Fatemi sapere perché ciò non accade per le calunnie ai magistrati, perché il mio fegato non può sopportare in eterno.
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DISERTORI
Grillo aveva previsto un 15% di abbandoni.
Siamo a 7, dunque molto sotto le 24 diserzioni previste.
e moltissimo lontani dalle diserzioni o dalle cacciate o dalle denunce dei partiti (il Pd conta 80 fuorusciti e 400 indagati e condannati e non parliamo del Pdl e della Lega!)
La cosa strana non sono i 7 disertori ma la grancassa che media e troll ci fanno sopra.

11° RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI
Da Roberto Ciccarelli (Il Manifesto)

Presentato a Roma l’11° Rapporto sui diritti globali. Aumentano le disuguaglianze sociali, mentre è in corso la battaglia finale contro il modello sociale europeo del Welfare. Un bollettino di guerra: 1.700 milioni di disoccupati in più dal 2008, aumenta la povertà e i più precari sono i giovani e le donne. Quella che stiamo vivendo è una lotta di classe. Oggi la fanno i ricchi contro i poveri che sono stati messi a morte dalle politiche dell’austerità. Il tono è enfatico, ma sono le parole usate dal Nobel per l’economia Joseph Stiglitz per descrivere il più grande saccheggio della ricchezza avvenuto in tempi moderni. La violenza della crisi è tale da mettere a rischio la vita di milioni di persone.
L’11° Rapporto sui diritti globali» presentato a Roma presso la sede della Cgil spiega in mille pagine la guerra di rapina condotta dal capitalismo finanziario col meccanismo di una «redistribuzione al contrario». Quella messa in piedi dal 2008 dalle politiche dell’austerità nell’Ue è una gigantesca macchina di drenaggio verso l’alto dei redditi da lavoro e dei risparmi delle famiglie. Le banche, i fondi di investimento, le grandi imprese, lo Stato che aumenta il carico fiscale sui cittadini senza restituire nulla in servizi, hanno accumulato un’enorme massa monetaria che non «sgocciola» nell’economia reale, resta nelle sfere della finanza e viene usata per acquistare o vendere buoni del tesoro che non modificano il quadro della crisi. Questa situazione ha annientato la produttività del lavoro in Italia. Dal 2000 al 2009 è diminuita dello 0,5% ogni anno, impresa mai riuscita in un paese a capitalismo avanzato fino ad oggi. L’occupazione è crollata, abbattendosi con particolare violenza sui giovani tra i 15 e i 24 anni, il 41,7% dei quali è disoccupato (con punte di oltre il 50% a Sud). Ciò ha comportato un impoverimento generalizzato tra i pensionati e persino tra i bambini. Nel 2011 i bambini da 0 a 2 anni che avevano la possibilità di frequentare un asilo nido non superavano l’11,8% (era il 30% nel 2004).
Su un totale di 16,7 milioni di pensionati, quasi 8 percepiscono una pensione inferiore a mille euro al mese, oltre 2 milioni non arrivano a 500. Senza contare che il processo di deregolamentazione del lavoro ha creato in Italia un esercito di lavoratori precari da 3.315.580 di persone, più di mezzo milione delle quali lavorano per lo Stato, il più grande sfruttatore di lavoro precario al mondo. Il reddito di queste persone è di 927 euro mensili per i maschi e 759 euro per le donne. Queste cifre sono utili per dare un’idea della povertà dilagante nel nostro paese. Questo processo è destinato a durare a lungo.
L’Italia, come anche Francia, Spagna, Grecia o Portogallo, ha approvato nella loro costituzione l’impegno a ridurre il debito sovrano dall’attuale 130% al 60% sul Pil. Ciò porterà alla dismissione del patrimonio pubblico e alle liberalizzazioni, tagli alla spesa e altre misure che dovranno «risparmiare» 50 miliardi di euro all’anno per i prossimi venti. Fondi che alimenteranno la bolla degli interessi sul debito e non andranno in investimenti.
La stessa sorte è toccata ai mille miliardi di euro prestati dalla Bce alle banche europee al tasso d’interesse irrisorio dell’1%. Le banche italiane hanno ottenuto 200 miliardi. Di questa montagna di denaro fresco solo il 5% delle persone sopra i 15 anni ha ottenuto un prestito negli ultimi 12 mesi, a fronte di una media europea del 13%. Questo significa che il nostro paese fluttua in una bolla finanziaria che espropria la ricchezza alle persone, non libera risorse verso il basso, ma le accumula in un forziere chiuso a doppia mandata da cui esce solo qualche centesimo. Questa è la cornice macroeconomica dove prolifera la disuguaglianza sociale. Il reddito di uno dei 38 mila «straricchi» (lo 0,1% più ricco in Italia) vale oggi quello di cento poveri. Il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% della ricchezza totale, mentre riceve il 27% dei redditi. Il 50% delle famiglie più povere dispone di appena il 10% della ricchezza totale. La responsabilità di questa tragedia non è solo di Berlusconi o di Monti che hanno gestito la parte terminale di una crisi che viene da lontano, cioè dall’inizio della cosiddetta «Seconda Repubblica» nel 1992.
Oggi solo 5 paesi Ocse, tra cui gli Stati Uniti, mostrano disuguaglianze più feroci tra i ricchi e i poveri dell’Italia. Ad avere allargato la forbice tra le rendite e i redditi è stata l’abolizione della scala mobile nel 1984, la crisi valutaria ed economica del 1992 e la manovra finanziaria da 90 miliardi di lire fatta da Amato nello stesso anno.
Da quel momento tutti i governi hanno portato il loro contributo alla lotta di classe in corso. Il «pilota automatico», una volta evocato da Mario Draghi per spiegare la natura delle politiche economiche europee, indipendentemente dalla maggioranza politica alla guida di un paese, è stato azionato più di vent’anni fa.
Da allora continua a pretendere l’applicazione rigorosa degli imperativi del rigore del bilancio, la liberalizzazione dei servizi e la precarizzazione dei rapporti di lavoro.
La tesi del rapporto sui diritti globali sostiene che il tentativo in corso di «ammorbidire» la cura preparata dalla Troika (Bce, Fmi e banca mondiale) per i paesi indebitati come Grecia, Spagna, Italia, Portogallo e ora anche Francia, non riuscirà a fermare la rovinosa corsa a precipizio del treno dell’austerità.
L’obiettivo finale della lotta di classe è farla finita con il « modello sociale europeo», quello del Welfare, già dichiarato morto da Draghi. Lo dimostra il taglio del 90% alle politiche sociali che tra il 2010 e il 2012 sono passate da 435 milioni di euro a 43 milioni, mentre i fondi per scuola e università sono stati tagliati di 10 miliardi. Entro il 2015 la sanità subirà 30 miliardi di tagli. Alla luce di questi dati si comprende meglio l’utilità del governo delle «larghe intese».
Parliamo di una forma politica postdemocratica che si è candidata a gestire la liquidazione dei diritti sociali in Italia e a normalizzare i conflitti sociali che potrebbero nascere. Un lavoro arduo, ma è a buon punto.
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LA J. MORGAN CONTRO LA DEMOCRAZIA
Angelo

L’eliminazione delle Costituzioni nate dall’antifascismo è l’obiettivo dei guru della JP Morgan e del Club Bilberberg. Esse sono l’ultimo baluardo della democrazia e il principale ostacolo al nuovo totalitarismo finanziario che semina fame e miseria nel mondo. In nome del libero mercato dei capitali vogliono distruggere le identità sociali, culturali e politiche. Siamo imprigionati in una tela dalla quale sarà difficile uscire perché le nostre Istituzioni sono piene dei loro lacchè.

CAIMANO SI’ , PITONESSA NO
Marco Travaglio

“Quello che pensiamo di Daniela Garnero in Santanchè i lettori possono facilmente immaginarlo. Al netto degli scandali Bpm e Bisignani, appena cinque anni fa la signora, candidata con La Destra di Storace, fece impallidire i più accaniti antiberlusconiani descrivendo Berlusconi come uno che “le donne le vede solo in orizzontale”, ragion per cui “non gliela darò mai”. Poi rientrò prontamente all’ovile, diventando uno dei suoi più efficaci scudi umani, dunque sottosegretario. Ma in privato, non mancandole la materia cerebrale, continuò a dire la verità. Come quando, nell’aprile 2011, fu intercettata al telefono con l’amico e socio Flavio Briatore indagato per evasione fiscale, che la informava sul seguito del bungabunga: “Lele Mora mi ha detto: ‘Tutto continua come se nulla fosse’”. Santanchè: “Roba da pazzi!”. B: “Non più lì (ad Arcore, ndr), ma nell’altra villa. Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori, stesso film, proiettato in un cinema diverso. Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, Centovetrine…”. S: “Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?”. B: “Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché l’altra sera ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì, eh?”. S: “Ma tu pensa! E che cazzo dobbiamo fare?”. B: “Questo qui è malato! Ha ragione Veronica, uno normale non fa ‘ste robe qui!”. S: “Sicuro che ha ripreso?”. B: “Al 100%”. S: “Va beh, ma allora qua crolla tutto”. B: “Dani, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia”. S: “E con il clima che c’è, uno lo prende di qua, l’altro che scappa di lì”. B: “Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete”. S: “Stanno già tirando”. Oggi basta sentirla in un talk a caso per capire che non crede a una parola di ciò che dice. Eppure dice cose gravi, tipo Boccassini “metastasi della democrazia”.
Dunque in un paese normale nessuno avrebbe dubbi sulla sua candidatura a vicepresidente della Camera. Eppure c’è qualcosa di stonato, stridente e ipocrita nel fuoco di sbarramento che s’è levato dal Pd sul suo nome per una carica che nessuno, prima d’ora, s’era mai sognato di calcolare. Le vicepresidenze delle due Camere (quattro per ciascuna) sono da sempre lottizzate fra i partiti, che ci mettono chi vogliono. Nella scorsa legislatura, per dire, fra i numeri 2 del Senato c’era persino Rosi Mauro. Una che avrebbe sfigurato dappertutto, se il presidente del Senato non fosse stato Schifani. Ora, che il limite estremo della presentabilità sia diventato la “pitonessa”, come lei stessa si definisce citando Il Foglio (che a sua volta cita l’insulto di “vecchia pitonessa” lanciato nel-l’800 dalla rivista fiorentina Novelle Letterarie contro Madame de Staël), fa un po’ ridere. Il Pd ha fatto scegliere a Berlusconi il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dopo aver impallinato Prodi e ignorato Rodotà perché non piacevano a lui, poi ci è andato al governo e ha deciso di dichiararlo eleggibile contro la legge. Governa con ministri come Lupi e Quagliariello, per non parlare dei sottosegretari. Ha varato il Comitato dei 40 per riscrivere la Costituzione con lui. Non dice una parola sulle condanne per frode fiscale, prostituzione minorile, concussione e rivelazione di segreto (contro Fassino), né sulla compravendita di senatori (contro Prodi). Ha votato presidenti di commissione Cicchitto e Formigoni e ha chiesto a Scelta civica di votare Nitto Palma alla Giustizia per potersi astenere e fingersi contrario. Non ha mosso un dito quando Grasso ha nominato il senatore D’Alì, imputato per mafia, rappresentante dell’Italia in Europa. E ora, dopo aver digerito senza un conato la Cloaca Massima, ha qualche problemino di stomaco per la Santanchè. Ma ci faccia il piacere.”

RIDIAMARO :- )

LA POLITICA
Un bambino va dal padre e dice: – Papà cos’è la politica? Il padre ci pensa e poi dice: – Guarda te lo spiego con un esempio: io che lavoro e porto a casa i soldi sono il capitalista, tua madre che li amministra è il governo, la donna delle pulizie è la classe operaia, tu che ormai hai qualche voce in capitolo sei il popolo, tua sorella che è appena nata è il futuro. Il bambino va a dormire, ma alle due di notte la sorella comincia a piangere; il bambino va a cercare qualcuno. Va dal padre ma non lo trova, va dalla madre la quale lo manda via perché ha sonno, va dalla donna delle pulizie e la trova a letto col padre e allora torna dalla sorella e le dice: – Guarda ho proprio capito cos’è la politica: i capitalisti fottono la classe operaia, il governo dorme, il popolo non lo ascolta nessuno e il futuro sta nella merda.
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Da lettere di presentazione per un lavoro:
-Voglio diventare un manager con la A maiuscola.
-Allego alla presente il mio identikid.
-Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca dati.
-Premetto che dispongo di un ampio bagagliaio d’esperienza.
-Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto.
-Sono perito agrario ancora in erba.
-Sono di padre-madre-lingua inglese.
-Sono un autodidattico.
-Prima lavoravo sotto padrone, ma adesso faccio il free-lunch.
-Ritengo di essere di natura contabile.
-Il marito di una cugina di mio padre da parte di mio nonno paterno era ingegnere.
-Vi ringrazio del Vs. invito, ma siccome ci ho ripensato, non accetto inviti da sconosciuti.
-Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali.
-L’italiano lo conosco bene ed e’ gia’ di pochi, le lingue straniere sono scolastiche ma me la cavo con la mimica.
..
ORTOGRAFIA FAI DA TE

Scrive la Polverini sul suo blog: “Spero che vi piace”.
Chiedono alla fidanzata di Berlusconi se Marina scenderà in politica e la Pascale risponde: “Se lo farebbe, non farebbe un errore”.
E Reguzzoni della Lega nord: “Immaginatevi cosa succedesse se passasse la volontà della sinistra di far cadere il governo”. Ha fatto la secessione del condizionale!
Per dirla con Alemanno: “Spero che tutto questo vi ‘servi’ in futuro” :-DD
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